DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 13 novembre 2012, n. 2275

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1 38200 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 13 novembre 2012, n D.G.R. 1370/07 Programma regionale PROBIO. Approvazione della Banca dati regionale del potenziale di biomasse agricole. L Assessore alle Risorse Agroalimentari, dott. Dario Stefàno sulla base dell istruttoria espletata dall Ufficio Innovazione e Conoscenza in Agricoltura, confermata dal dirigente dell Ufficio e dal Dirigente del Servizio Agricoltura, riferisce quanto segue. Negli ultimi anni si assiste ad un radicale cambiamento nelle politiche a difesa dell ambiente e del territorio. L agricoltura è inserita a pieno titolo in azioni integrate, finalizzate al rispetto della normativa europea in materia ambientale, i cui ambiti applicativi si intersecano in numerosi aspetti: tutela del paesaggio, della biodiversità, presidio del territorio, mantenimento della fertilità del suolo, gestione dei residui dell attività agricola e agroindustriale, utilizzo di biomasse a scopi energetici. Detti residui possono essere oggetto di utilizzo ai fini del miglioramento della qualità dei suoli, in piena aderenza rispetto alle linee programmatiche per il periodo post-2013; con la Deliberazione della Giunta Regionale n del 19/10/2010 Aggiornamento del Piano Regionale di gestione dei rifiuti urbani. Avvio della procedura di Valutazione Ambientale Strategica si fa riferimento, tra l altro, alla promozione di filiere da riciclaggio che vedono nelle biomasse una delle matrici fondamentali per la produzione di compost. La gestione dei residui della coltivazione viene esclusa dal campo di applicazione del decreto legislativo n. 152/06, come modificato dal D.lgs n. 205/2010, qualora gli stessi siano utilizzati in agricoltura, selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, mediante processi e metodi che non danneggiano l ambiente nè mettano in pericolo la salute umana. Con la Deliberazione della Giunta Regionale del 26/04/2010, n D.l.vo n. 152/2006 e s.m.i. Modalità per la corretta gestione dei residui vegetali provenienti da sfalci e da potature, si prevede, tra l altro, di favorire il rispetto della normativa vigente nella gestione dei residui vegetali provenienti da sfalci e potature mediante l istituzione di un tavolo tecnico, nell ambito del quale è emersa l opportunità di una valutazione delle possibilità di riutilizzo dei residui colturali a fini energetici. L utilizzazione delle biomasse che residuano dall attività agricola, come ad es., le potature, o dalla trasformazione dei prodotti agricoli può consentire alle aziende agricole pugliesi di recuperare margini di competititività mediante l abbattimento del costo energetico aziendale, attraverso fonti rinnovabili, e di integrare il reddito aziendale attraverso la vendita di energia ai soggetti gestori. Riguardo quest ultimo aspetto, l obiettivo della diversificazione del reddito delle imprese agricole e quello della produzione di energia a minore impatto ambientale, si incrociano nella pluralità delle funzioni oggi riconosciuta agli imprenditori agricoli, non più esclusivamente produttori di beni, ricchezza ed occupazione, ma anche di servizi di interesse comune, inoltre soggetti attivi nella tutela del territorio e delle sue risorse, patrimonio della collettività. Nel comparto delle energie rinnovabili un ruolo importante può, infatti, essere svolto dall agricoltura e dalle attività ad essa connesse, poiché, fermo restando che la finalità principale per il raggiungimento di idonei livelli di occupazione e di reddito per gli imprenditori agricoli è la produzione di alimenti e la valorizzazione della qualità, la multifunzionalità individua una importante ed innovativa area di investimento, tra l altro, nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Le potenzialità dell agricoltura in questo campo risiedono nella disponibilità di residui delle attività agroforestali, agroindustriali e zootecniche e del loro sfruttamento attraverso impianti e sistemi tecnologici a diversa scala. Il Decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102 recante disposizioni in materia di regolazioni dei mercati agroalimentari, disciplina, in particolare, le intese di filiera e i contratti quadro utilizzati per la stipula dei contratti di coltivazione e aventi per scopo, tra l altro, la produzione, la trasformazione, la commercializzazione e la distribuzione di biomasse agricole e di biocarburanti di origine agricola. Il comma 382 septies dell articolo 1 della legge n. 296 del 2006 (finanziaria 2007) prevede che con decreto del Ministro delle Politiche Agricole Ali-

2 38201 mentari e Forestali, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, sono stabilite le modalità con le quali gli operatori della filiera di produzione e distribuzione di biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, sono tenuti a garantire la tracciabilità e la rintracciabilità della filiera, al fine di accedere agli incentivi relativi ai c.d. certificati verdi. Con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 767 del 14/05/2008 è stato approvato il Regolamento per la realizzazione di impianti energetici da biomassa sul territorio regionale, che prevede, tra l altro, di favorire lo sviluppo di impianti alimentati da biomasse in particolare di origine agricola e forestale prodotte localmente; semplificare le procedure autorizzative per l installazione di impianti di produzione di energia alimentati a biomasse soprattutto per quelle iniziative caratterizzate da una forte valenza territoriale in riferimento al bacino di reperimento della biomassa; individuare dei distretti agroenergetici regionali nell ambito dei quali le iniziative possono assumere carattere prioritario anche in relazione alla possibilità di accesso a finanziamenti pubblici. Le biomasse e il biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, ottenuti nell ambito di intese di filiera o contratti quadro ai sensi degli articoli 9 e 10 del Decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, oppure di filiere corte, cioè ottenuti entro un raggio di 70 chilometri dall impianto che li utilizza per produrre energia elettrica, adeguatamente tracciati, ai sensi dell art. 1, comma 382 septies, della succitata legge n. 296/2006, consentono un miglior controllo della qualità, della provenienza e della sostenibilità dei medesimi prodotti. Il Decreto Interministeriale del 2 marzo 2010 Attuazione della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sulla tracciabilità delle biomasse per la produzione di energia elettrica, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 maggio 2010, stabilisce le modalità con le quali è garantita la tracciabilità e la rintracciabilità delle biomasse destinate alla produzione di energia elettrica incentivabile mediante il rilascio di certificati verdi. L art. 8 del Decreto Interministeriale 6 luglio 2012 prevede che per gli impianti alimentati a biomasse e a biogas, al fine di determinare la tariffa incentivante di riferimento, il GSE identifica da quali tipologie è alimentato l impianto, che per gli impianti alimentati da bioliquidi sostenibili l accesso ai meccanismi di incentivazione è subordinato al rispetto e alla verifica dei criteri di sostenibilità, da effettuarsi con le modalità di cui all articolo 38 del decreto legislativo n. 28 del 2011, e che la verifica dei requisiti di provenienza e tracciabilità della materia prima, da effettuarsi ai sensi dell articolo 42, comma 2, del decreto legislativo n. 28 del 2011, è eseguita dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, avvalendosi di AGEA. Il medesimo Decreto, all art. 9 fissa i contingenti annuali di potenza, tra l altro, per gli impianti a biomassa di origine agricola, per il periodo , ed all art. 10 stabilisce la maggiore priorità per le graduatorie degli impianti iscritti ai registri agli impianti di proprietà di aziende agricole, singole o associate, alimentati da biomasse e biogas di cui all articolo 8, comma 4, lettere a) e b), con potenza non superiore a 600 kw; L opportunità di prevedere l utilizzo dei residui da attività dell agricoltura, della zootecnia e dell agroindustria ai fini della produzione energetica, trova una idonea collocazione nella programmazione della Regione Puglia per il periodo , la quale prevede la destinazione di risorse finanziarie per la realizzazione di impianti per la produzione di energia da biomasse, a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e sul Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR). Circa le risorse a valere sul FESR, con Decreto del 13/12/2011 il Ministero dello Sviluppo economico ha adottato un bando per interventi di attivazione di filiere produttive delle biomasse nelle Regioni Obiettivo Convergenza, con un impegno pari a 100 milioni di euro, sulla dotazione finanziaria della Linea di attività 1.1 Interventi di attivazione di filiere produttive che integrino obiettivi energetici ed obiettivi di salvaguardia dell ambiente e dello sviluppo del territorio del Programma operativo interregionale Energie rinnovabili e risparmio energetico Le risorse a valere sul FEASR sono in particolare destinate ad interventi per la realizzazione di impianti per la produzione di energia destinata ai fabbisogni delle aziende agricole ed agroindustriali, attraverso le misure 121 e 123 del Programma di Sviluppo Rurale , attivate mediante i

3 38202 Progetti Integrati di Filiera, ed inoltre per la realizzazione di impianti idonei alla produzione di energia per la vendita ai soggetti gestori, attraverso la misura 311, ai fini di assicurare la diversificazione del reddito agricolo. Infatti, l azione 5 della suddetta Misura 311 Diversificazione in attività non agricole, con l obiettivo di promuovere la produzione e l utilizzazione di energia da fonti rinnovabili, prevede investimenti funzionali alla produzione e alla vendita ai soggetti gestori di energia da biomasse, da colture e/o da residui colturali e dall attività zootecnica, da sottoprodotti dell industria agroalimentare e da altre fonti energetiche rinnovabili purché limitati ad una potenza di 650 kw. Gli interventi dovranno essere attuati a bilancio ambientale nullo o positivo e nel rispetto della normativa ambientale vigente. È inoltre previsto, grazie alle risorse finanziarie assicurate dal processo di revisione di medio termine della Politica Agricola Comune, un finanziamento aggiuntivo pari ad euro ,00 specificamente destinato alla realizzazione di impianti a biomassa sulla base delle procedure attivate da ciascuno dei Gruppi di Azione Locale soggetti attuatori dell Asse III (priorità Health Check Energie rinnovabili ) del PSR Puglia , come previsto nella Determinazione della Giunta Regionale n del 9 ottobre La Deliberazione della Giunta Regionale n. 602 del 28/03/2012 prevede l individuazione delle modalità operative per l aggiornamento del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) e l avvio della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). La legge regionale 24 settembre 2012, n. 25 Regolazione dell uso dell energia da fonti rinnovabili, prevede per impianti a biogas e biomasse compresi quelli prodotti da attività agricola, allevamento e forestale, ivi inclusi i sottoprodotti, ottenuti nell ambito di intese di filiera o contratti quadro o di filiera corta di potenza non superiore a 200 kw, l accesso alla procedura abilitativa semplificata o comunicazione. Nell ottica della sostenibilità delle agroenergie, in quanto ottenute attraverso l utilizzo di matrici rivenienti da processi agricoli, verficandone potenzialità e disponibilità, nell ambito del programma regionale PROBIO Azioni per la valorizzazione energetica delle biomasse. Studi di prefattibilità per l individuazione dei distretti agro-energetici e per progetti di filiera approvato con DGR n del 3/08/2007, è stata, tra l altro, condotta un attenta azione di accompagnamento a sostegno dello sviluppo delle fonti energetiche di origine agricola nel sistema agricolo della Puglia. Nello specifico, si è effettuata un attenta ricognizione delle fonti di biomassa più significative sul territorio regionale, quali biomasse agricole residuali provenienti dalle colture di olivo, vite, agrumi e fruttiferi e cereali, residuali forestali, derivanti dalle attività agro-industriali olearia, casearia, vinicola e orticola, dall industria di trasformazione del pomodoro, ed infine da reflui zootecnici di allevamenti bovini, suini e avicoli. Sono state inoltre determinate le potenzialità di biomassa da colture dedicate, sulla base di un attenta determinazione della vocazionalità dei terrritori. La suddetta ricognizione si è basata sulla metodologia descritta nell Allegato A al presente provvedimento, che ha consentito di realizzare il database regionale della disponibilità annua per fini energetici di ciascuna tipologia di biomassa, allegato B al presente provvedimento. Il database così costruito permette di reperire dati quantitativi relativi alle disponibilità delle diverse tipologie di biomassa a livello di dettaglio comunale o di macroarea, con la finalità di favorire la più corretta applicazione dalla normativa in vigore riguardo la gestione dei residui vegetali e l adeguata programmazione degli approvvigionamenti per gli impianti di produzione di energie rinnovabili. Il database e la metodologia di riferimento possono supportare la costruzione del quadro di informazioni necessario a tali finalità, nonché ai fini degli strumenti inerenti la programmazione per uno sviluppo sostenibile delle agroenergie in Puglia. Tutto ciò premesso, si propone di approvare i seguenti allegati al presente provvedimento e parte integrante e sostanziale di esso: Allegato A Banca Dati Regionale del potenziale di biomasse in Puglia - Metodologia e risultati e Allegato B Banca Dati Regionale del potenziale di biomasse in Puglia - Database. COPERTURA FINANZIARIA ai sensi della l.r. n. 28/01 e s.m.i.

4 38203 La presente deliberazione non comporta implicazioni di natura finanziaria sia di entrata che di spesa e dalla stessa non deriva alcun onere a carico del bilancio regionale. L Assessore relatore, sulla base delle risultanze istruttorie come innanzi illustrate propone alla Giunta l adozione del conseguente atto finale, in quanto rientrante nelle tipologie previste dall art. 4 - comma 4 - lettera k) della legge regionale n. 7/97. LA GIUNTA Udita la relazione e la conseguente proposta dell Assessore alle Risorse Agroalimentari; Viste le sottoscrizioni poste in calce al presente provvedimento dal Dirigente dell Ufficio e dal Dirigente del Servizio Agricoltura; DELIBERA - di prendere atto di quanto riportato nelle premesse che si intendono integralmente riportate; - di approvare l Allegato A Banca Dati Regionale del potenziale di biomasse in Puglia - Metodologia e risultati, composto da n. 55 pagine e l Allegato B Banca Dati Regionale del potenziale di biomasse in Puglia - Database, composto da n. 84 pagine, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; - di incaricare il Segretariato Generale della Giunta Regionale di inviare copia del presente atto all Ufficio del Bollettino per la pubblicazione nel B.U.R.P., ai sensi dell art. 6, lett. e), L.R. n. 13/1994; - di dare atto che il presente provvedimento è esecutivo. A voti unanimi espressi nei modi di legge; Il Segretario della Giunta Avv. Davide F. Pellegrino Il Presidente della Giunta Alba Sasso

5 38204 Azioni per la valorizzazione energetica delle biomasse. Studi di prefattibilità per l individuazione dei distretti agro-energetici e per progetti di filiera

6 residui provenienti dall industria olearia 3.2 residui provenienti dall industria casearia 3.3 residui provenienti dall industria vinicola 3.4 residui provenienti dall industria di trasformazione del pomodoro

7 38206 BIOMASSE AGRICOLE RESIDUALI COLTURE ARBOREE residui provenienti dalla coltivazione dell olivo residui provenienti dalla coltivazione della vite residui provenienti dalla coltivazione degli agrumi residui provenienti dalla coltivazione dei fruttiferi COLTURE ERBACEE residui provenienti dalle colture cerealicole BIOMASSE FORESTALI RESIDUALI BIOMASSE DA RESIDUI AGRO-INDUSTRIALI residui provenienti dall industria olearia residui provenienti dall industria casearia residui provenienti dall industria vinicola residui provenienti dall industria di trasformazione del pomodoro BIOMASSE DA REFLUI ZOOTECNICI

8 Metodologia

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10 Unaprol: Studio sulla valorizzazione energetica delle biomasse ritraibili dalla filiera olivicola.

11 COLTURE ARBOREE Disponibilità lorda di biomassa da potature di olivo

12 38211 Disponibilità netta di biomassa da potature di olivo Tabella 3: Coefficiente di raccolta - potature di olivo Disponibilità netta di biomassa da potature di olivo per usi energetici

13 38212 Disponibilità lorda di biomassa da potature di vite Tabella 7: Disponibilità Lorda di biomassa da potature di vite Disponibilità netta di biomassa da potature di vite

14 38213 Disponibilità netta di biomassa da potature di vite per usi energetici Disponibilità di biomassa proveniente dall espianto della vite Residui provenienti dalla coltivazione degli agrumi

15 38214 Disponibilità lorda di biomassa da potature di agrumi Tabella 12: Produzione agrumi e coefficiente di produttività da potature di agrumi Disponibilità netta di biomassa da potature di agrumi

16 38215 Disponibilità netta di biomassa da potature di agrumi per usi energetici Tabella 15: Disponibilità netta di biomassa da potature di agrumi per usi energetici Disponibilità di biomassa proveniente dall espianto di agrumi

17 38216 Disponibilità lorda di biomassa da potature di fruttiferi Tabella 18: Produzione areica di frutti e coefficiente di produttività da potature di fruttiferi Tabella 19: Disponibilità lorda di biomassa da potature di fruttiferi Disponibilità netta di biomassa da potature di fruttiferi

18 38217 Disponibilità netta di biomassa da potature di fruttiferi per usi energetici Tabella 21: Disponibilità netta di biomasse da potature di fruttiferi per usi energetici Disponibilità di biomassa proveniente dall espianto di fruttiferi

19 COLTURE ERBACEE

20 38219 Disponibilità lorda di biomassa da paglia Disponibilità netta di biomassa da paglia

21 38220 Disponibilità netta di biomassa da paglia per usi energetici 2. BIOMASSE FORESTALI RESIDUALI

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25 38224 Disponibilità di biomassa forestale

26 38225 Disponibilità di biomassa forestale per usi energetici

27 BIOMASSE DA RESIDUI AGRO INDUSTRIALI 3.1 Residui provenienti dall industria olearia Disponibilità lorda di biomassa di sansa vergine 3 Legge n. 748 del 1984; Legge n. 574 del 1996; Decreto legislativo n. 152 del 1999; Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 6 luglio 2005

28 Non è stata fatta la distinzione tra olive da olio e da mensa essendo la percentuale d incidenza di queste ultime inferiore all 1%. 5 Unaprol: Filiera olivicola Analisi strutturale e monitoraggio di un campione di imprese campagna 2004/2005.

29 38228 Disponibilità netta di biomassa di sansa vergine Disponibilità netta di biomassa di sansa vergine per usi energetici

30 38229 Fonte: Elaborazione Agriconsulting S.p.A Disponibilità lorda di biomassa di sansa esausta 7 Fonte: Giovanni Molinari, Francesca Bonfà. Utilizzazione di biomasse per alimentazione di gruppi cogenerativi con motori a vapore alternativi per utenze piccole e medie.

31 38230 Disponibilità lorda di biomassa di acque di vegetazione 8 Legge n. 748 del 1984; Legge n. 574 del 1996; Decreto legislativo n. 152 del 1999; Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 6 luglio 2005

32 38231 Disponibilità netta di biomassa di acque di vegetazione per usi energetici 3.2 Residui provenienti dall industria casearia Disponibilità lorda di biomassa di siero reperimento dei dati riguardanti le produzioni provenienti dell industria di trasformazione; determinazione della quantità di sottoprodotto proveniente dall industria casearia; sti ma della disponibilità di bio m assa di siero da destinare agli impianti industrialiper finalità energetiche.

33 Pubblicazione dell ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione dell Ambiente) e dell ONR (Osservatorio Nazionale sui Rifiuti). Studio di Settore: I rifiuti del comparto agroalimentare. 11/2001

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35 38234 Per la determinazione a livello comunale si sono utilizzati i dati riportati nella tabella 60, relativi alla quantità di siero prodotto al livello regionale, ed i dati di Infomprese sul numero di caseifici operanti nei territori comunali. La densità produttiva risulta essere un importante parametro nella determinazione della quantità di siero suscettibile alla valorizzazione energetica. Nella seguente figura viene rappresentata la densità produttiva di siero nel territorio regionale. Figura 8: Distribuzione del siero nei territori comunali

36 38235 Disponibilità netta di biomassa di siero per usi energetici 3.3 Residui provenienti dall industria vinicola

37 38236 Disponibilità netta di biomassa da vinacce vergini per usi energetici Pubblicazione dell ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione dell Ambiente) e dell ONR (Osservatorio Nazionale sui Rifiuti). Studio di Settore: I rifiuti del comparto agroalimentare. 11/2001

38 38237 Disponibilità lorda di biomassa da vinacce esauste Disponibilità netta di biomassa da vinacce esauste per usi energetici

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40 38239 reperi m e nto dei dati riguardanti le produzioni provenienti dell industria di trasfor m azione; determinazione della quantità di sottoprodotto proveniente dall industria casearia; sti m a d ella dispo nibilità di bio m a ssa di siero d a d estinare a gli i m pianti industriali p er finalità e n ergetiche.

41 38240 Disponibilità netta di biomassa da residui di trasformazione del pomodoro per usi energetici

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43 38242 Metodologia reperimento dei dati riguardanti il nu m ero di capi allevati ed il n u m e r o di aziende operanti n el territorio regionale; deter minazione dei coefficienti di produzione dei reflui zootecnici prodotti dalle diverse specie ani mali; sti m a d ella dispo nibilità di reflui z o ot ec nici d a d e stin are alla v alorizz azio n e energetica.

44 38243 Allevamenti bovini-bufalini Si è proceduto quindi con la determinazione dei coefficienti di produzione dei reflui zootecnici da allevamenti bovini-bufalini. Per determinare la quantità dei reflui prodotti è stato necessario acquisire elementi sulle modalità di stabulazione degli allevamenti bovini e bufalini. La seguente tabella (tab. 58) riporta la classificazione commerciale e zootecnica delle specie bovine e bufaline.

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46 38245 Allevamenti suini

47 38246 Allevamenti ovicaprini

48 38247 Allevamenti avicoli

49 38248 Disponibilità di biomassa da pollina per usi energetici 5.

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54 38253 Disponibilità di biomassa da colture dedicate Sulla base dei risultati della fase precedente, per il colza si è ipotizzata una conversione della superficie a cereali e colture industriali (escluso pomodoro da industria) pari al 12,5% delle superfici ricadenti nella classe di adattabilità S1 e al 17,5% delle superfici comprese nella classe S2 per tale coltura. Per il girasole, più esigente in termini di esigenze ecologiche in regime di asciutta, le superfici suscettibili di conversione sono state considerate pari al 12,5% della classe S1 e al 7,5% della classe S2 in modo da far rientrare la due specie in una rotazione quadriennale con due anni di cereali, uno di leguminose e uno di oleaginose.

55 38254 Disponibilità di biomassa da granella di colza

56 38255 Disponibilità di biomassa da granella di girasole

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58 38257 Disponibilità di biomassa da granella di triticale

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60 38259 Azioni per la valorizzazione energetica delle biomasse. Studi di prefattibilità per l individuazione dei distretti agro-energetici e per progetti di filiera

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