Impianti tecnici. Distribuzione acqua per uso sanitario

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1 Impianti tecnici Distribuzione acqua per uso sanitario

2 Impianti idrici Requisiti - Coibentazione: riferimento ai requisiti di legge per le tubazioni di acqua calda; - Protezione dalla condensa; - Protezione dal gelo; - Assenza di tratti con terminali chiusi (ristrutturazioni); - Assenza di condotte in piombo Ogni edificio con presenza continua di persone deve obbligatoriamente essere dotato di punti di distribuzione dell acqua potabile

3 Impianti idrici Acqua calda sanitaria Temperature massime suggerite: Bidet: 38 C; Doccia: 41 C; Lavabo: 40 C Cucina: 42 C; Vasca da bagno: 44 C Temperature più elevate possono comportare depositi di calcare negli accumuli DPR 412/ 93 fissa a 48 C ± 5 C la temperatura massima dell acqua in rete La differenza di temperatura tra produzione ed erogazione (punto più lontano) non deve scendere al di sotto di 2 K Capacità di erogazione adeguata: una vasca da bagno deve riempirsi in 5 7 minuti

4 Impianti idrici Legionella: si moltiplica per 25 C < t acqua < 42 C e 5 < ph < 7 Non esistono rischi per t acqua < 20 C e per t acqua > 60 C Il batterio colonizza i serbatoi di accumulo, i circuiti di ricircolo, le condotte molto rugose e le tubazioni cieche. Si sviluppa con più facilità nelle condotte a bassa velocità. Periodicamente la temperatura dell acqua calda deve superare i 65 C (shock termico)

5 Impianti idrici Materiali Metallici Acciaio inossidabile (Ni Cr): rugosità contenuta DN 12, 15, 18, 22, 28, 35, 42, 54 Acciaio zincato: limite d uso dovuto ai depositi calcarei ed alla corrosione. Non sono idonei a distribuire acqua oltre i 60 C! Rame: gli ioni rame agiscono sulla parete cellulare dei microrganismi, ne modificano la permeabilità e, di fatto, portano la cellula alla morte. Impediscono l adesione del biofilm. Il Rame può essere rivestito da PVC

6 Impianti idrici Materiali plastici Idoneità delle materie plastiche. Tubazioni per la distribuzione dell acqua ad uso umano devono essere conformi a UNI (definizioni di pressioni e diametri). Le tubazioni per acqua potabile devono rispondere ai requisiti della Circolare n 102 del 2/12/1978 del Ministero della Sanità (mescole esenti da Piombo) Materiali usati: PVC, PE-HD/LD (in rotoli, adatta anche per il gas), PP e PPR (ad elevata resistenza meccanica: le tubazioni devono essere al riparo da raggi UV), multistrato (interno ed esterno in PE-Xb, intemedio in Alluminio)

7 Impianti idrici Progettazione Preliminare: a) planimetrie con indicazione dei flussi; b) schema altimetrico; c) indicazioni dei materiali da adoperare; d) predimensionamento impianti; e) preventivo spesa. Esecutivo: a) planimetrie con indicazione della rete esterna, dei pozzetti di ispezione, dei pezzi speciali, dei diametri, della pressione; b) planimetria dell eventuale sala idrica con indicazione dei basamenti per i serbatoi, degli impianti necessari; c) planimetrie dei piani con indicazione dei percorsi della rete, dei diametri, delle pressioni degli apparecchi, dei passaggi in travi e solai, dei cavedi

8 Impianti idrici Consumi medi in l/(persona giorno) Utenza Acqua calda Acqua fredda Durata periodo di punta [h] Residenziali lusso signorile economico Albergo: stanza con vasca Stanza con doccia

9 Impianti idrici Portata erogata per sanitario Sanitario Portata [l/s] Lavabo 0,15 Bidet 0,15 Vasca 0,25 Doccia 0,25 Vaso (cassetta) 0,15 Vaso (flussometro) 0,60 Lavello cucina 0,20 Pilozzo 0,20 Lavastoviglie 0,15 Lavabiancheria 0,15 Allacci 0,20

10 Impianti idrici Distribuzione dal basso

11 Impianti idrici Distribuzione con linee indipendenti dall acquedotto Sala idrica

12 Impianti idrici Predimensionamento dell impianto Si pone inizialmente w acqua = 1 m/s Il diametro D [m] è calcolabile da: D = 4 Q π w Q = portata in [m 3 /s]; w = velocità [m/s] Si passa alle perdite di carico concentrate (curve, saracinesche, ) e distribuite (attrito). Il totale delle perdite di carico deve consentire di determinare la pressione all ultimo sanitario (non inferiore a 50 kpa)

13 Impianti idrici Per il calcolo della portata Q, si deve utilizzare il coefficiente di contemporaneità c. Esso è pari a (edifici residenziali): c = 1 + n dove: n = numero degli apparecchi; k = coefficiente funzione della destinazione d uso: k = 0,2 edifici residenziali (durata punte 3h); k = 0,4 edifici collettivi (durata punte 1 2 h) La somma delle portate dei sanitari, moltiplicata per il coefficiente di contemporaneità, fornisce la portata che è considerata di base per i calcoli. Passando da un ramo ad uno inferiore il diametro della tubatura si riduce k

14 Scarichi Materiali Materie plastiche PVC (policloruro di vinile): resiste fino a 70 C; durata presunta di 50 anni; scarsa riciclabilità. PP (polipropilene): ottima resistenza agli aggressivi chimici e all abrasione. PE HD (polietilene ad alta densità): è possibile l interramento senza alcun rivestimento; eccezionale resistenza all abrasione Metalli piombo: non più utilizzato Fibrocemento Poco resistente all abrasione

15 nomenclatura

16 Scarichi Il sifone è il dispositivo che assicura la tenuta idraulica verso i gas presenti nell impianto di scarico ed è posto alla fine della rete interna, prima dell immissione nella condotta comunale. Il sifone funziona solo in presenza di una certa quantità di acqua. Nei sifoni ordinari il tappo idraulico ha un altezza di circa 5 8 cm (pressione di circa Pa). Il sifone impedisce attraverso un tappo idraulico ai gas di scarico di invadere gli ambienti

17 Scarichi Sifone Funzionamento Dopo uno scarico l acqua in condotta raggiunge velocità di circa 10 m/s; l aria nella condotta viene spinta verso il basso ed altra ne viene aspirata. Devono essere previsti dispositivi di ventilazione per ripristinare immediatamente l aria asportata dallo scarico La ventilazione avviene con sezione di almeno il 50%: il diametro deve essere leggermente maggiore delle tubazioni ventilate.

18 Scarichi Il grado di riempimento delle diramazioni può variare da un minimo del 50% al 100%. Il moto dell acqua è detto a canaletta. La colonna di scarico può essere separata tra acque grigie ed acque nere. La ventilazione della rete è utilizzata per ridurre il sifonaggio. Il diametro di una sezione non ventilata deve essere leggermente maggiore di una sezione ventilata. L aria è introdotta per depressione a causa del moto dell acqua (25 litri di aria per ogni litro di acqua in media). Nelle diramazioni occorre evitare brusche deviazioni per evitare la formazione del pistone idraulico.

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21 particolari

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24 Il collegamento deve essere effettuato con un angolazione di 45

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26 Scarichi: progetto Definizione delle unità di scarico (DU) Definizione del periodo di utilizzo Calcolo della portata Q ww (litri/s) Q ww = K Σ i DU i K = 0,5 K = 0,7 K = 1 K = 1,2 uso intermittente (appartamenti,..) uso frequente (ristoranti alberghi, ) uso molto frequente (bagni pubblici, ) uso speciale (industrie, laboratori, ) La portata totale Q tot è calcolata considerando anche gli apporti degli eventuali impianti di sollevamento Dimensionamento dei sifoni degli apparecchi di scarico del singolo sanitario: come da scheda tecnica dell apparecchio

27 Scarichi: progetto Le tubazioni aumentano di dimensione da monte a valle. Diametri minimi consigliati: Lavabo 50 mm Bidet 50 mm Piatto doccia 60 mm Vasca da bagno 60 mm Lavello cucina 60 mm Lavastoviglie 60 mm Pozzetto a pavimento 60 mm Pozzetto a terra80 mm Lavatrice (7 12 kg) 90 mm WC 110 mm Pendenze: non inferiori al 2%

28 Scarichi: progetto Diramazioni di raccolta Sono dimensionate per la portata dell apparecchio con l unità di scarico più grande La pendenza non può essere inferiore al 2% Colonne Il funzionamento di una colonna è legato anche al livello di rumore ed alla ventilazione Il diametro è valutato in base alla portata ed al tipo di braga portata massima [litri/s] DN Braga a squadra Braga ad angolo 60 0,5 0,7 70 1,5 2,0 80 2,3 3, ,5 4, ,2 12, ,0 17, ,0 50,0

29 Esempio

30 Reti di scarico per le acque piovane Tratti orizzontali (limite falda del tetto) canali di gronda Tratti verticali pluviali Raccolta pluviali collettori Il calcolo dei canali di gronda e dei pluviali si basa sulla superficie in pianta della copertura servita dai canali. Si assume una sezione semicircolare per i canali di gronda e semicircolari per i pluviali

31 Diametro pluviali e canali di gronda Superficie in pianta diametro [mm] diametro [mm] del tetto [m 2 ] canali di gronda pluviali S < S < S < S < S < S < S < I valori sono validi per pluviali incassati. Se esterni, si prendono i diametri immediatamente superiori riportati in tabella- Valori ottenuti per precipitazioni pari a 10 cm/h; per precipitazioni pari a p cm/h, si modifica la superficie del tetto moltiplicandola per p/10.

32 Se i pluviali si trovano a dover scaricare foglie e sporcizia, il loro diametro deve essere superiore a 80 mm. Vanno installati uno ogni m di canale di gronda. I canali di gronda devono avere una pendenza pari a 0,5 % almeno a scendere verso il pluviale. Anche i collettori si dimensionano in funzione della pianta della copertura (oltre che della loro pendenza)

33 diametro massima superficie di copertura [m 2 ] collettori 1% 2% 4%

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