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1 AGRICOLTURA 36 come ti coltivo il clima di LUCA D APOTE* Mentre gli Usa annunciano una nuova politica della green economy coinvolgendo soprattutto l agricoltura, l UE rilancia sulle politiche di lotta ai cambiamenti climatici per il rinnovo del Protocollo di Kyoto con obiettivi decisamente più ambiziosi. E si conferma come guida alla ricerca di un accordo mondiale sul clima a Copenaghen, ratificando gli obiettivi al Il pacchetto di misure, che copre il periodo , definisce anche le regole per la terza fase dello schema europeo di scambio dei diritti di emissione e propone una riduzione del 20% rispetto al 1990, assegnando target per ogni Paese dell UE. Per l Italia l obiettivo è ambizioso se confrontato con il relativo incremento delle emissioni registrato in questi ultimi anni (+9,9%) e il conseguente innalzamento dell obiettivo da raggiungere entro il 2012 del 16,4% (88Mtep di CO 2eq da evitare). Se analizziamo le proiezioni delle emissioni di gas serra al 2010 è prevedibile che l Italia difficilmente potrà raggiungere gli obiettivi di Kyoto anche con progetti di CDM, JI e dei crediti di carbonio ottenuti dalla gestione delle foreste (di vecchia formazione e di nuova piantumazione - dopo il 1990) da cui il Ministero dell Ambiente ipotizza di generare oltre 25MT di CO 2eq. L attività di gestione è stata riservata esclusivamente al Ministero (con l ausilio del Corpo Forestale e dell Ispra) che ha istituito, con DM del 1 aprile 2008, il Registro nazionale dei crediti di carbonio agroforestali. È stata invece scartata la grande potenzialità di certificare i benefici ambientali derivanti da una corretta gestione delle colture agrarie come strumento di carbon-sink. Sembra che la società odierna, che ha sempre più attenzione per l energia, abbia un punto di vista lontano dalla terra e non percepisca l efficienza dei più IL LEGAME RINNOVABILI E AGRICOLTURA SI RAFFORZA ANCHE ALLA LUCE DELLE NUOVE NORMATIVE antichi pannelli solari, le colture agricole. Eppure sono sempre più gli istituti di ricerca internazionale che analizzano le relazioni tra i cambiamenti climatici e le variazioni delle attività colturali, stimando il bilancio energetico del mq coltivato e di come questo possa incidere sul microclima locale e sul clima globale. Se solo considerassimo la fertilità dei terreni, il ciclo di vita dell acqua e i processi di evapotraspirazione, ecco che milioni di coltivazioni risulterebbero essere la macchina frigorifera più efficiente. A comprendere per primi queste potenzialità e sfruttare il brant commerciale sembrano essere proprio le multinazionali, che puntano da un lato alla certificazione dei processi agronomici, come colture da tè, canna da zucchero o caffè, dall altro alla certificazione dei prodotti agroalimentari, come avviene in Inghilterra. Scenari di sviluppo Parte invece dalla necessità di analizzare le potenzialità del settore agricolo il Piano di efficientamento energetico del settore agricoltura, promosso dal Ministero dell Agricoltura francese. In accordo con i principali gruppi energetici, il Piano prevede da subito un investimento di 5 milioni in 5 anni per effettuare audit energetici delle imprese agricole. Altri 30 milioni garantiranno gli investimenti per la realizzazione di impianti a fonte rinnovabile e per migliorare l efficienza energetica dei processi produttivi. L obiettivo al 2013 è di portare al 30% il numero di imprese agricole a basso consumo energetico. Per l Italia il punto di partenza è il Position paper Energia: temi e sfide per l Europa e per l Italia, che stima l energia primaria che le diverse tipologie di biomasse potrebbero garantire al Se il 2005 registra un consumo di energia primaria da biomassa pari a 3,53 Mtep, per raggiungere gli obbiettivi l impegno sarà quello di triplicare lo sfruttamento della risorsa a fini energetici. La pianificazione per lo sviluppo delle

2 37 AGRICOLTURA TABELLA 1 IMPIANTI QUALIFICATI IARF IN ESERCIZIO E IN PROGETTO AL IMPIANTI QUALIFICATI IAFR IN ESERCIZIO AL IN PROGETTO AL NUMERO POTENZA PRODUCIBILITÀ NUMERO POTENZA PRODUCIBILITÀ (MW) (GWH) (MW) (GWH) IDRAULICA EOLICA TOTALE BIOMASSE DI CUI: BIOMASSE COMBUSTIBILI BIOMASSE DA RIFIUTI BIOCOBUSTIBILI LIQUIDI BIOGAS GEOTERMIA SOLARE RIFIUTI TOTALE FONTE: dati GSE bioenergie sarà governata dal Piano nazionale biocarburanti e biomasse agroforestali per usi energetici, in fase di definizione, e dai singoli piani di sviluppo locale. Mentre a sostenere gli investimenti nel settore agricolo intervengono i Piani di Sviluppo Rurale (Psr), con le Misure di investimento dirette per azioni finalizzate all ammodernamento delle aziende agricole (misura 121) e le Misure per promuovere azioni di diversificazione in attività non agricole (misura 311). Si affiancano poi gli investimenti strutturali programmati dai Fas e Fesr. Nel breve periodo le filiere agroenergetiche rappresentano una concreta opportunità di sviluppo del comparto agricolo, anche in virtù dell eterogeneità che caratterizza le biomasse agricole e dell ampia offerta di scelte d investimento a favore delle imprese. Inoltre la promozione e il sostegno di un modello di sviluppo a filiera corta ha portato al perfezionamento di impianti semplificati e di piccola potenza, caratterizzati da un modesto contenuto tecnologico. Eppure rispetto alle proiezioni, il numero di impianti qualificati Iafr in fase di progettazione dimostra un andamento di mercato fortemente sbilanciato TABELLA 2 POTENZIALE ENERGETICO PER LO SFRUTTAMENTO DELLE BIOMASSE FONTE BIOLOGICA BIOMASSA ENERGIA CO 2 EVITATA T/ANNO X 10 6 MTEP/ANNO T/ANNO X 10 6 BIOMASSA LEGNOSA FORESTALE 15,0 5,0 11,7 BIOMASSA LEGNOSA FUORI FORESTA 0,6 0,2 0,47 BIOMASSA ERBACEA DEDICATA 1,0 0,4 0,94 RESIDUI CEREALI 3,0 1,0 2,34 RESIDUI FRUTTA E AGRUMI 0,9 0,3 0,70 RESIDUI OLIVICOLTURA 0,7 0,25 0,58 SARMENTI DI VITE 0,6 0,2 0,47 REFLUI E RESIDUI PER BIOGAS 0,29 0,70 RESIDUI AVICOLI 0,013 0,25 TOTALE BIOMASSE COMBUSTIBILI 7,65 18,15 FONTE: E.Bonari, R.Jodice, S.Masini Edizioni Tellus 2009 verso la realizzazione di investimenti per lo sfruttamento di biocombustibili liquidi. Potrebbe essere superiore a MW la potenza elettrica per impianti cogenerativi con una produzione attesa di oltre 13 TWh/a. Per garantire tali capacità produttive occorrerebbero oltre 1,5 milioni di ettari, pari al 18% dell intera superficie coltivata a seminativi. In un ragionamento semplificativo, che non considera gli impatti negativi sulle filiere alimentari e ambientali, cumulando anche i 6 milioni di ettari per soddisfare l obiettivo del 10% di produzione di biocarburanti (5,5 milioni di tonnellate) sarebbe necessario sfruttare più dell 85% della superficie dedicata a seminativi per sostenere questi modelli d investimento. In considerazione della velocità di penetrazione di alcune tecnologie nel settore agricolo, a queste superfici si sommeranno presto quelle per colture dedicate per l alimentazione dei digestori anaerobici. Se infatti in Italia si replicasse il trend di sviluppo della tecnologia che si è avuto in Germania negli ultimi anni, potrebbero essere oltre 100 mila gli ettari impegnati per colture dedicate alla produzione di biogas. Se l impatto di quest ultima filiera, pari all 1% della superficie dedicata a seminativi, risulta essere trascurabile nella competizione food, appare invece rischiosa la competizione tra i modelli di sviluppo qualora i meccanismi che incentiveranno le filiere agroenergetiche non risultassero virtuosi. Di fatto nell arco di 15 anni di programmazione, il nuovo sistema a tariffa omnicomprensiva (per promuovere la produzione di energia elettrica di impianti con potenza inferiore al MW), indifferen-

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4 39 AGRICOLTURA TABELLA 3 IMPIANTI DI BIOGAS QUALIFICATI IARF IN ESERCIZIO E IN PROGETTO AL IMPIANTI QUALIFICATI IAFR IN ESERCIZIO AL IN PROGETTO AL NUMERO POTENZA PRODUCIBILITÀ NUMERO POTENZA PRODUCIBILITÀ (MW) (GWH/A) (MW) (GWH/A) BIOGAS DA DISCARICA BIOGAS DA FANGHI BIOGAS DA EFFLUENTI ZOOTECNICI BIOGAS DA COLTURE DEDICATE + SCARTI AGRO-INDUSTRIALI TOTALE FONTE: dati GSE ziato per fascia di piccole potenze e soggetto a revisione triennale, rischia da un lato di non garantire certezze ai produttori e operatori tecnologici, dall altro di non promuovere l integrazione tecnologica. Rispetto allo scenario potenziale disegnato in tabella 2, in cui il settore zootecnico è tra quelli con maggiori prospettive di sfruttamento dei sottoprodotti dell agricoltura, è opportuno puntare una lente d ingrandimento sul trend di crescita del biogas in agricoltura. Il biogas in agricoltura La produzione di biogas rappresenta senza dubbio una delle tecnologie in grado di rispondere nell immediato ai fabbisogni delle imprese agricole-zooetcniche. Questo non solo perché la problematica dei liquami rappresenta una delle principali voci di costo di un azienda zootecnica, ma perché l integrazione tecnologica ai fini aziendali garantisce una risoluzione del problema degli odori, dei sistemi di raccolta/stoccaggio, l ammodernamento delle stalle e offre interessanti prospettive per l autsostentamento energetico/economico di impianti finalizzati alla riduzione del carico azotato dei liquami in zone vulnerabili. Infine l utilizzo del digestato come fertilizzante azotato consente, attraverso pratiche agronomiche a bilancio azotato, di sostituire fertilizzanti chimici migliorando le rese produttive colturali. L esperienza tedesca è rappresentativa di questa tendenza. Al 2008 erano più di gli impianti in esercizio (1.400 MWe installati), e l European Biogas Association stima che supereranno i nel Rispetto al numero complessivo di impianti realizzati fino al 2007, più dell 83% sono alimentati da effluenti zootecnici e colture dedicate, il 2% esclusivamente da liquami e il restante da colture dedicate. I 2/3 utilizzano il 50% di substrato da colture dedicate, impegnando solamente il 2% ( ha) di superficie agricola. Il sistema incentivante tedesco, che premia la produzione elettrica differenziando gli impianti per fascia di potenza e riconoscendo bonus per efficienza e impiego di biomassa, ha di fatto permesso lo sviluppo del comparto garantendo una corretta applicazione della tecnologia a scala aziendale. Recentemente il Governo tedesco ha rinnovato il meccanismo di incentivazione promuovendo la produzione di biometano e LA CRESCITA DELLA BIOMASSA Confrontando i dati ufficiali del GSE sul parco elettrico installato per impianti a biomassa in esercizio al 30/06/2008, si rileva la progressiva crescita delle biomasse liquide che, se non in termini di potenza degli impianti, almeno in numerosità hanno raggiunto quelle solide. Sia per impianti a biomasse solide che per quelli a biomasse liquide si registra un ampio spettro di taglie, compreso tra i 50 kw e i 50 MW. Nel caso delle biomasse solide, più dell 80% degli impianti hanno una taglia che supera 1 MWe, mentre nel caso di quelle liquide più dell 80% hanno taglie inferiori. Se consideriamo poi gli impianti in progetto (sempre qualificati IAFR al 30/06/2008) le biomasse risultano la fonte rinnovabile con il maggior incremento potenziale. Con oltre 3,6 TW di potenza e una produzione stimata di oltre 18,2 TWh/a, le biomasse potrebbero garantire il 37% della produzione elettrica da rinnovabile. Più dell eolico con il 35%, dell idroelettrico con il 18,7%, del biogas con il 2,1% e dei rifiuti con il 2,1%. È dunque significativa la predominanza di impianti alimentati da biocombustibili liquidi, data la convenienza economica per l importazione di olio vegetale. Sono infatti 229 i progetti in cantiere, +600% rispetto a quelli già in esercizio, con un potenziale di MWe e una produzione stimata di oltre 12,2 TWh/a. Nel dettaglio, come mostrato in tabella 1, il 60% sono impianti con potenza inferiore a 1MWe (136 progetti), di cui la taglia prevalente è di 500 kw(69 progetti). Mentre sono 42 gli impianti in progetto che superano i 10 MWe. ha introdotto un bonus per l utilizzo di letame per impianti cogenerativi con potenza elettrica inferiore a 150kW. Secondo le stime dell Ass. Fattorie del Sole - Coldiretti, potrebbero essere prodotti ogni anno in Italia più di 1,5 miliardi di mc di biogas grazie alla valorizzazione degli effluenti zootecnici. E una produzione di oltre 3,8 TWh grazie anche allo sfruttamento di colture dedicate. Più del 70% gli impianti realizzati nel comparto zootecnico, per un investimento complessivo superiore a 2 miliardi di euro. Questo grazie alla promozione di una tecnologica a scala aziendale e interaziendale, a un equilibra-

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6 41 AGRICOLTURA to meccanismo di incentivazione secondo il modello tedesco, oltre al sostentamento dei finanziamenti da PRS regionali (in misura inferiore al 40%) e un sistema di cogaranzia negli investimenti rilasciata da CreditAgri - Coldiretti. Una previsione che, sulla scia tedesca, si è registrata anche in Italia a partire dal 2005 con la realizzazione dei primi impianti di biogas. Con il primo semestre del 2008 risultavano in esercizio 82 impianti a biogas, di cui 57 alimentati prevalentemente con effluenti zooetecnici e 25 da colture dedicate e scarti dell agroindustria. Mentre gli impianti in progetto sono 29 per la prima tipologia e 28 per la seconda. La fotografia riportata in tabella 3 evidenzia che per gli impianti alimentati prevalentemente da effluenti zootecnici in esercizio (il 70%) FIGURA 2 FIGURA 1 IMPIANTI DI BIOGAS REALIZZATI IN GERMANIA SISTEMA DI INCENTIVAZIONE TEDESCO PER IL BIOGAS DAL 1998 AL 2008 la potenza media installata rispecchia un corretto dimensionamento dell impianto ai fabbisogni aziendali, ricalcando l esperienza tedesca. A seguito delle aspettative generate FONTE: vti - von Thunen Istitut * nel 2009 il Governo tedesco ha revisionato il sistema di incentivazione promuovendo il biometano connesso alla rete di distribuzione del gas. il nuovo meccanismo prevede un bonus di 2 cent /kwh per impianti di biogas con upgrading per perdite di metano <0,5%. E obbliga i distributori locali a garantire la connessione alla rete e a sostenere il 50% dei costi di connessione. Sono stati anche revisionati gli incentivi base (11,67 cent /kwh per Pe 150kW ; 9,18 cent /kwh per 150<Pe 500kW ; 8,25 cent /kwh per 500kW<Pe 5MW ). Inoltre sono stati introdotti nuovi bonus, tra cui 2 cent /kwh per Pe 150kW quando l impianto utilizza letame tra le matrici di alimentazione del digestore. FONTE: vti - von Thunen Istitut * stime per il 2008 European Biogas Association dai meccanismi di incentivazione introdotti con la finanziaria 2008 si è registrato nei sei messi successivi un raddoppio della potenza media per impianti alimentati a effluenti, passando da una potenza media iniziale di circa 400 kwe a oltre 800 kwe. Invece è più che raddoppiato l interesse per la realizzazione di impianti alimentati da colture dedicate. E cresce del 15% la potenza media dei motori cogenerativi, attestandosi leggermente al di sotto del MWe. Queste rilevazioni testimoniano come un sistema di incentivazione asettico genera aspettative di mercato incoerenti con i reali fabbisogni delle aziende agricole. *Associazione Le Fattorie del Sole - Coldiretti

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