LA GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE

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1 LA GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE La programmazione comunitaria : le risorse per l Italia Nel periodo , con il nuovo Accordo di partenariato tra Italia e Commissione Europea, l Italia gestirà complessivamente circa 44 miliardi di euro di fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE), ai quali andrà ad aggiungersi la quota di cofinanziamento nazionale per circa 20 miliardi di euro. La politica di coesione dell Unione Europea è uno dei principali strumenti finalizzati alla crescita e allo sviluppo della qualità della vita in Europa. In particolare mira a ridurre le differenze di sviluppo fra le regioni dei diversi Stati membri e rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale. L Accordo di Partenariato tra ogni Stato membro e l Unione Europea definisce strategie, metodi e priorità di spesa per l'impiego dei Fondi comunitari per combattere la disoccupazione, favorire la competitività e la crescita economica mediante il supporto all innovazione, la formazione e l istruzione in città, comuni e aree rurali, promuovere l imprenditorialità, combattere l esclusione sociale e a favorire lo sviluppo di un economia ecocompatibile ed efficiente in termini di risorse. Dei 44 miliardi complessivi, 32,2 miliardi derivano dai fondi di coesione : - 20,6 miliardi dal FESR-Fondo europeo di sviluppo regionale, - 10,4 miliardi dal FSE-Fondo sociale europeo, - 1,1 miliardi per la cooperazione territoriale europea mln della YEI, l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile - 10,4 miliardi del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) 537 mln del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).

2 Normativa comunitaria La normativa comunitaria stabilisce che gli aiuti concessi dagli Stati membri alle imprese possono falsare la concorrenza avvantaggiando alcune imprese a scapito delle loro concorrenti. In questo modo viene alterato il principio di libera concorrenza e il corretto funzionamento del mercato interno. Alla base di questa regola vi è l idea che l economia di mercato rappresenta la condizione essenziale per garantire ai consumatori di poter acquistare i prodotti a prezzi più contenuti e da questo punto di vista la concorrenza è fondamentale per accrescere la competitività dell economia europea e lo sviluppo delle imprese più efficienti ed innovative. Su questa base gli aiuti di Stato sono incompatibili con il mercato interno e quindi di principio vietati. Peraltro il Trattato Europeo autorizza alcune eccezioni, ben definite, in cui gli aiuti sono compatibili con il mercato interno. La condizione è che questi aiuti soddisfino obiettivi di comune interesse e non falsino la concorrenza e gli scambi tra gli Stati membri in misura contraria al comune interesse. In particolare un aiuto di Stato è tale se: si trasferiscono risorse statali; attribuisce un vantaggio economico; è selettivo; ha effetto sulla concorrenza ed il commercio. Le deroghe al principio di divieto agli aiuti di stato In alcuni casi l Unione Europea riconosce che per garantire una crescita economica equilibrata è necessario un intervento della pubblica autorità. Per questa ragione vengono stabilite una serie di deroghe al divieto degli aiuti di Stato. Alcune deroghe operano di diritto se gli aiuti hanno carattere sociale e sono concessi ai consumatori o disposti a fronte di calamità naturali. Altre deroghe hanno invece carattere discrezionale, nel senso che gli aiuti possono considerarsi compatibili se rientrano in ipotesi che sono espressamente previste: aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso e la sottoccupazione sia grave; gli aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo; agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche; promuovere nel comune interesse la cultura e la conservazione del patrimonio. Gli aiuti compatibili sono ricompresi in tre categorie:

3 regionali settoriali orizzontali Gli aiuti a finalità regionale hanno l obiettivo di aiutare le regioni meno favorite supportando gli investimenti iniziali (es. creazione di stabilimenti nuovi, ampliamento di stabilimenti esistenti, diversificazione della produzione, cambiamento del processo di produzione); e meno frequentemente le spese di funzionamento (es. costi di gestione). Le regioni meno favorite sono quelle in cui il potere d acquisto è inferiore rispetto al 75% della media Europea e vi siano criticità nel tasso, struttura e tendenze della disoccupazione; emigrazione; pressione demografica e densità della popolazione. Per quanto concerne gli aiuti settoriali, nel corso degli anni sono state emanate norme speciali per un certo numero di settori che hanno sofferto di problemi economici particolarmente gravi e che sono stati pertanto considerati sensibili : cantieristica, tessile relativamente alle fibre sintetiche, siderurgia e carbone, industria automobilistica Agricoltura pesca e acquacoltura Per quanto concerne, infine, gli aiuti orizzontali esiste una disciplina comunitaria specifica per gli aiuti relativi alle seguenti aree di natura trasversale: ambiente; R&S; PMI; salvataggio e ristrutturazione delle imprese in difficoltà; occupazione; formazione; capitali di rischio; servizi di interesse economico generale. Gli Stati membri devono notificare alla Commissione singolarmente ogni caso di aiuto, salva l applicabilità dell esenzione de minimis o dei regolamenti di esenzione dagli obblighi di notifica.

4 Aiuti de minimis Si tratta di aiuti di piccola entità, disciplinati dal Regolamento UE n.1407/2013 che si presume non incidano in maniera significativa sulla concorrenza. In questi casi quindi non vi l'obbligo di notifica da parte della pubblica amministrazione che eroga i contributi. Il massimale previsto è di euro nell'arco di 3 esercizi finanziari. L'impresa che richiede un contributo a titolo de minimis dovrà dichiarare quali altri contributi ha ottenuto, secondo lo stesso regime, nel triennio precedente (link al modello di dichiarazione). Nel settore del trasporto di merci su strada per conto terzi il massimale degli aiuti de minimis, nell'arco dei tre anni, è ridotto a euro ad impresa beneficiaria ed è inoltre escluso l'acquisto di veicoli. Sono esclusi dall'applicazione di questo regime gli aiuti concessi al settore della produzione agricola, della pesca, dell'acquacoltura e dell'industria carboniera. Per i settori della produzione agricola e della pesca sono stati adottati due specifici regimi de minimis. Tipologie di incentivi In termini generali quando si parla di finanza agevolata si intendono provvedimenti che sono finalizzati a finanziare l avvio o lo sviluppo dell attività di impresa. Questi provvedimenti possono consistere sia in erogazione di denaro che di benefici indiretti quali sgravi fiscali, garanzie accessorie che permettono di migliorare le condizioni di accesso al credito ordinario, nonché quelli che consentono alle imprese di usufruire di servizi reali a costi ridotti o nulli- voucher (es: servizi di consulenza, utilizzo di spazi e servizi presso Incubatori di Impresa). Per quanto riguarda gli incentivi in denaro si distinguono: - Contributo in Conto Capitale: erogazione a fondo perduto, calcolata solitamente in percentuale delle spese di investimento ammissibili; non vi è alcuna restituzione di capitale o pagamento di interessi. - Contributo in Conto Esercizio: erogazione a fondo perduto per la copertura di spese di gestione; anche in questo caso non vi restituzione di capitale o pagamento di interessi. Solitamente questo tipo di incentivo è affiancato al contributo per finanziare le spese di investimento. - Contributo in Conto Interessi: consente all impresa che beneficia dell incentivo di sostenere oneri finanziari inferiori rispetto a quelli di mercato; l entità dell agevolazione è calcolata attualizzando la differenza tra tasso agevolato e tasso di mercato di riferimento.

5 - Prestito agevolato: si tratta di un finanziamento ad un tasso di interesse inferiore a quello di mercato; spesso questo tipo di agevolazione si accompagna all accensione di un finanziamento ordinario. - prestito partecipativo: strumento finanziario che affianca al prestito tradizionale il conferimento di capitale di rischio al fine di supportare la patrimonializzazione delle imprese. Modalità di erogazione degli incentivi Per erogare gli incentivi pubblici di norma vengono emanati specifici bandi che stabiliscono i requisiti dei beneficiari e le modalità per partecipare al bando. Il soggetto beneficiario deve quindi compilare il modello di domanda allegando tutta la documentazione prevista. Per i bandi finalizzati all'autoimprenditorialità e allo sviluppo di impresa bisogna di norma redigere un business plan in cui descrivere nel dettaglio il proprio progetto di impresa e la fattibilità economico-finanziaria. I bandi possono essere a sportello o aperti per un periodo limitato di tempo. I primi vanno ad esaurimento fondi mentre i secondi prevedono una procedura valutativa (istruttoria) con pubblicazione di graduatorie.

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