LABORATORIO DI RESTAURO IV anno PRE-CONSOLIDAMENTI ESTRAZIONE DI SALI SOLUBILI (DESOLFATAZIONI)

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1 UNIVERSITÀ DELGLI STUDI DI GENOVA -FACOLTÀ DI ARCHITETURA Corso di laurea Magistrale in Architettura LABORATORIO DI RESTAURO IV anno PRE-CONSOLIDAMENTI ESTRAZIONE DI SALI SOLUBILI (DESOLFATAZIONI) a.a prof. Stefano Francesco Musso

2 Pre-consolidamenti Interventi di blando e provvisorio consolidamento superficiale che deve precedere la pulitura quando la superficie e il materiale da trattare sono così degradati e instabili che il tentativo di pulirle provocherebbe perdite consistenti di materiale e danni irreparabili venerdì 20 maggio 2011 Prof. S. F. Musso 2

3 Pre-consolidamenti Il preconsolidamento può essere necessario quando fenomeni di degrado rilevanti o in rapida evoluzione impongono l'immediata protezione dei materiali per evitare perdite di parti in precaria stabilità o in disgregazione, prima di ogni altra azione. Il preconsolidamento può essere realizzato tramite: applicazione bendaggio o velinatura di sostegno e protezione applicazione a tampone di blandi adesivi (analoghi a quelli impiegati per la velinatura), fissaggio meccanico, mediante perni o iniezioni, di parti in procinto di staccarsi o già distaccate venerdì 20 maggio 2011 Prof. S. F. Musso 3

4 Pre-consolidamenti meccanici mediante carta velina o riso Velinatura con carta giapponese Carta a basso contenuto di colla e a forte assorbenza, prodotta a partire dalla corteccia del Morus papifera sativa o con dei cenci. È forte, a lunghe fibre, chimicamente stabile. Ne esistono di differenti spessori, grammature colori. La carta, in generale, è fatta utilizzando tutta la parte del legno, La carta giapponese (detta "washi") è fatto solo con la fibra della parte interna della corteccia (per questo motivo è molto resistente ma al contempo anche molto permeabile). Velinatura mediante carta riso È ottenuta dalla pianta del riso o dal midollo di una pianta orientale: il tungtsao. Ha un'alta resistenza allo strappo, per cui si possono fabbricare fogli finissimi come la carta velina. venerdì 20 maggio 2011 Prof. S. F. Musso 4

5 Pre-consolidamenti meccanici mediante carta velina venerdì 20 maggio 2011 Prof. S. F. Musso 5

6 Pre-consolidamenti mediante velinatura (e impregnazione) In caso di superfici fortemente decoese, disgregate o solfatate, si interviene con un preconsolidamento. Scopo del pre-consolidamento è rendere salde le parti superficiali fragili o in distacco, per rendere possibile l esecuzione degli interventi da eseguirsi prima del consolidamento vero e proprio. Caratteristiche del preconsolidante L eventuale resina aggiunta per fare aderire la velinatura non deve penetrare in profondità ma assicurareil fissaggio degli elementi in caduta. non deve interagire con le sostanze utilizzate per la successiva pulitura o per il consolidamento deve essere rimovibile non deve impedire altri interventi.

7 Estrazione di sali solubili mediante tamponi

8 Pre-consolidamenti mediante velinatura venerdì 20 maggio 2011 Prof. S. F. Musso 8

9 Pre-consolidamenti mediante velinatura venerdì 20 maggio 2011 Prof. S. F. Musso 9

10 Pre-consolidamenti mediante velinatura venerdì 20 maggio 2011 Prof. S. F. Musso Laboratorio d i R e s t a u r o -prof. arch. Stefano F. Musso 10

11 Pre-consolidamenti mediante velinatura e impacchi venerdì 20 maggio 2011 Prof. S. F. Musso 11

12 Estrazione di sali o desalinizzazione per imbibizione L eliminazione di sali solubili presenti all interno della struttura porosa dei materiali lapidei può avvenire per imbibizione, cioè immergendo il manufatto interessato in acqua deionizzata. L intervento prevede talvolta la rimozione del manufatto dalla collocazione originaria. La tecnica sfrutta il potere solvente dell acqua elasua capacità di portare in soluzione gli ioni dei sali solubili presenti in quantità significative all interno della struttura porosa dei materiali lapidei. Le procedure di applicazione sono simili a quelle dell impacco previa velinatura.

13 Estrazione di sali per lavaggio diretto o con impacchi Parallelamente, o in alternativa, si ricorre a: percolamento prolungato, sottoponendo il manufatto all azione ruscellante di un flusso d acqua continuo; lavaggio diretto con spugne, tamponi (minori quantità d acqua); impacchi di argille adsorbenti o di polpa di cellulosa, per prolungare l effetto fisico emolliente e chimico dell azione e per evitare l incontrollata penetrazione d acqua in profondità nel manufatto o l insorgere di gravi problemi di alterazione, fenomeni di polverizzazione o sgretolamento del materiale trattato.

14 Estrazione di sali solubili mediante lavaggio diretto Laboratorio d i R e s t a u r o -prof. arch. Stefano F. Musso

15 Estrazione di sali solubili mediante lavaggio diretto

16 Estrazione di sali solubili mediante impacchi Desalinazione a impacco Laboratorio d i R e s t a u r o -prof. arch. Stefano F. Musso

17 Estrazione di sali solubili mediante impacchi Laboratorio d i R e s t a u r o -prof. arch. Stefano F. Musso

18 Estrazione di sali solubili mediante impacchi Laboratorio d i R e s t a u r o -prof. arch. Stefano F. Musso

19 Estrazione di sali solubili mediante impacchi e tamponi

20 Estrazione di sali solubili mediante impacchi e tamponi

21 Estrazione di sali solubili mediante impacchi e tamponi

22 Estrazione di sali - metodo dell idrossido di bario Il metodo del «bario» contrasta l azione dei processi di «solfatazione» che aggrediscono manufatti realizzati con materiali contenenti carbonato di calcio (malte e intonaci a base di calce, rocce carbonatiche, ecc.). Può avere un effetto consolidante e, in presenza di disgregazione e polverizzazione delle superfici dipinte, è una alternativa al consolidamento con fissativi polimerici, naturali o di sintesi. L azione tende a eliminare dal manufatto il solfato di calcio biidrato (gesso), derivante da processi di alterazione e degrado, grazie alla reazione di scambio tra questo e il carbonato d ammonio, eliminando in seguito anche il solfato di ammonio che così si forma, facendolo reagire con l idrossido di bario (da cui l intero procedimento prende il nome) Le procedure di applicazione sono simili a quelle dell impacco previa velinatura.

23 Estrazione di sali - metodo dell idrossido di bario Si basa sull alta compatibilità chimico fisica del carbonato di bario con i componenti costitutivi delle malte (di natura minerale) e dei dipinti murali «a buon fresco». Il trattamento con il bario è più durevole rispetto a quelli seguiti con consolidanti organici, in quanto la sua natura minerale garantisce una migliore stabilità e resistenza all invecchiamento. È irreversibile, consente di conservare l idrofilia e la permeabilità ai liquidi delle superfici trattate, riportando a valori normali la porosità, alterata dal degrado, dei materiali trattati. È sempre possibile effettuare nuovi trattamenti consolidanti e/o protettivi, ancora con il «bario» o con altri prodotti.

24 Estrazione di sali mediante resine a scambio ionico La tecnica si basa sulla capacità di alcune resine di scambiare ioni con lo strato da eliminare, svolgendo un azione chimica desolfatante e pulente. Le resine a scambio ionico si distinguono in anioniche e cationiche. Le resine anioniche possiedono ioni negativi incorporati nella loro struttura e possono quindi scambiare ioni positivi con i Sali che si intende rimuovere - viceversa avviene per le resine cationiche. Le resine a scambio ionico agiscono: liberando ioni che conferiscono localmente acidità o basicità ai materiali scindendo i sali che si intende eliminare dai manufatti trattati Sono usate per: Eliminare soprattutto solfati (ma non solo) Rimuovere scialbature realizzate a base di calce Rimuovere patine e ossalati (da ossidazione di materiali organici) Rimuovere la caseina utilizzata in passato nei materiali e nei restauri

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