Macroeconomia Luca Deidda Lezione 16: Microfondazioni: 1) Investimenti; 2) Domanda e Offerta di moneta; 3) Consumo

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1 Macroeconomia Luca Deidda Lezione 16: Microfondazioni: 1) Investimenti; 2) Domanda e Offerta di moneta; 3) Consumo 0

2 Obbiettivi Analisi dei fondamenti microeconomici di Funzione aggregata di consumo Funzione aggregata di investimento Domanda e offerta di Moneta 1

3 Investimenti in capitale fisico Spiega il livello di investimenti in funzione di: Produttività marginale del capitale Tasso di interesse Tasse ed altre regolamentazioni che possano alterare la redditività del capitale in seno all azienda 2

4 Mercato di locazione del capitale Le imprese devono decidere quanto capitale fisico prendere in affitto Scelta ottima: PMK = R/P. Canone di locazione, R/P Canone di equilibrio Offerta di Capitale K Domanda di capitale (PMK) K Stock di Capitale 3

5 Determinanti del canone di locazione: Esempio basato su Cobb-Douglas Funzione di produzione: Y = AK α L 1 α Prezzo di equilibrio: Il prezzo di equilibrio R/P aumenta se: K (terremoto o guerra) L (crescita della popolazione o immigrazione) A (progresso tecnologico o deregolamentazione) R P = αakα 1 L 1 α 4

6 Decisioni d impresa sulla locazione di beni capitali Queste imprese investono in beni capitali quando il costo è minore del beneficio. Beneficio: R/P, per unità di capitale dato in locazione 5

7 Costo del capitale per le imprese di locazione Componenti del costo del capitale: Interessi: i P K, dove P K = prezzo nominale di una unità di K Deprezzamento: δ P K, dove δ = tasso di deprezzamento Perdite in conto capitale: - ΔP K (Un guadagno, ΔP K > 0, riduce il costo di K ) Il costo totale di una unità di capitale è la somma di queste tre componenti: Costo nominale del capitale % ip K ΔP K +δp K = P K i ΔP ( K ' +δ* & P K ) 6

8 Costo del capitale Assumiamo che ΔP K /P K = π. In questo caso il costo nominale del capitale sarebbe P K (i + δ - π) = P K (r +δ ) Ed il costo reale si riduce a P K (r +δ) P Il costo reale dipende positivamente da: Prezzo relativo del capitale Tasso d interesse reale Tasso di deprezzamento 7

9 Profitti delle imprese locatrici Tasso di profitti R PK PK = ( r + δ ) = PMK ( r + δ ) P P P Se il tasso di profitti è maggiore di zero> 0 è profittevole aumentare K Se il tasso di profitti è minore di < 0, allora le imprese riducono lo stock di capitale In equilibrio dovrà essere vero che il canone di locazione del capitale deve essere uguale al costo (teorico) del capitale 8

10 Investimento netto e investimento lordo ΔK = I n (PMK P K Dove I n ( ) è una funzione che descrive la relazione tra tasso di profitto ed investimenti netti. P (r +δ)) L investimento lordo sarà: ΔK +δk = I n (PMK P K P (r +δ)) +δk) 9

11 Funzione degli investimenti lordi Un aumento di r Aumenta il costo del capitale Riduce il tasso di profitti Riduce gli investimenti r r 2 r 1 I 2 I 1 I 10

12 Investimenti residenziali Il flusso di nuovi investimenti residenziali, I H, dipende dal prezzo relativo degli immobili residenziali, P H /P. P H /P è determinato dall incontro di domanda e offerta di immobili residenziali. 11

13 Determinazione del prezzo di equilibrio del capitale immobiliare P H P offerta Domanda e offerta determinano il prezzo di equilibrio. Domanda K H Stock di capitali immobiliari Il prezzo di equilibrio determina il livello di investimenti: 12

14 Determinazione del livello di investimenti (a) Mercato immobiliare (b) Offerta di nuovi immobili P H P Offerta P H P offerta Domanda K H Stock di immobili I H Flusso di investimenti immobiliari 13

15 La funzione di consumo di Keynes 1. Funzione aggregata di consumo secondo Keynes: C = C + cy 2. Propensione media al consumo PMeC = C Y = C + cy Y 3. Propensione marginale al consumo dc = dy c 14

16 Rappresentazione grafica C C = C + cy C 1 c c = PMC = pendenza funzione di consumo Y 15

17 Propensione media al consumo secondo Keynes C All aumentare del reddito, la PMC diminuisce. C 2 C = C + cy C 1 Y 1 Pendenza = PMC APC Y 2 Y 16

18 Prime analisi empiriche: su dati cross section PMC > 0 PMC < 1 PMeC as Y Correlazione elevata tra reddito e consumo Il reddito sembra essere la variabile più importante per spiegare il consumo 17

19 Analisi empiriche più recenti: serie storiche di lungo periodo All aumentare del reddito la PMeC non diminuisce, e C cresce allo stesso tasso del reddito. C/Y, come dimostra l analisi empirica di Kutznets, è un rapporto il cui valore è stabile nel tempo 18

20 L enigma del consumo aggregato C Relazione di lungo periodo Relazione tra consumo e reddito su dati crosssection Y 19

21 Modello intertemporale di consumo di Fisher Le famiglie (o individui) vivono due periodi Il tasso di interesse reale lordo è pari a R=1+r Le famiglie possono indebitarsi o dare a prestito al tasso netto di interesse reale r La funzione di utilità della singola famiglia, o individuo è U( C 1, C2) Assumiamo anche che ciascun individuo abbia una certa dotazione iniziale di risorse reali nei due periodi (y 1, y 2 ) dove y 1 è la dotazione al tempo 1 e y 2 è la dotazione al tempo 2 20

22 Funzione di utilità con due periodi: curve di livello ( o di indifferenza) C 2 C 1 21

23 Scelte di consumo e risparmio La possibilità di dare a prestito o di indebitarsi da luogo ad una frontiera di possibilità di consumo (C 1, C 2 ) associata al profilo reddituale (y 1, y 2 ) Che forma avrà questa frontiera? Per capirlo è importante notare la seguente relazione tra consumo al tempo 2 e consumo al tempo 1: y2 C2 C1 = y1 + R o,inmaniera equivalente C R 1 + C 2 = y 1 R + y 2 22

24 Valore attuale della ricchezza Possiamo anche riscrivere la stessa relazione in termini di valore attuale del consumo e valore attuale della ricchezza: Definiamo il valore attuale della ricchezza come : y 1 + y 2 R = ω 1 Di conseguenza, il valore attuale del consumo può essere uguale (al massimo) al valore attuale della ricchezza C 1 + C 2 R = ω 1 Questa equazione definisce la frontiera di possibilità di consumo 23

25 Possibilità di consumo C 2 W2 = y2 + y1r W 1 C 1 24

26 Scelta ottima di consumo - risparmio W 2 = y 2 + y 1 R C 2 Profilo reddituale di un consumatore che si indebita y 2 * C 2 E y 2 Profilo reddituale di Un risparmiatore y 1 * C1 y1 W 1 C 1 25

27 Effetti dovuti ad un aumento di reddito (o di ricchezza iniziale) C 2 W = ' ' 2 RW1 W 2 = RW 1 * C 2 E E y 2 * C y 1 1 W 1 ' W 1 C 1 26

28 La teoria di Modigliani Ipotizziamo per semplicità che R =(1+r)=1, quindi r=0 Immaginiamo che: y1 sia ricchezza iniziale, y1 = W y2 = Y reddito da lavoro L individuo non campi 2 periodi ma T>2 periodi e lavori per T1 periodi, con T1 < T La funzione aggregata di consumo secondo Modigliani è C = T 1Y +W T = αw + βy Dove T1 sono i periodi dal momento t alla data di pensionamento e T è la durata attesa della vita Se la ricchezza, W, è costante, allora MPC diminuisce con Y. Se però la ricchezza cresce, allora ciò non è più vero Nel lungo periodo la ricchezza cresce allo stesso tasso di Y. Allora, la MPC dovrebbe essere costante 27

29 L enigma: la soluzione di C Modigliani Relazione di lungo periodo Relazione tra consumo e reddito su dati crosssection riferiti a periodi diversi Y 28

30 Milton Friedman: la teoria del reddito permanente Secondo Friedman il reddito si compone di due parti: reddito permanente e reddito transitorio P Y = Y + Y T Il reddito permanente è ciò che gli individui si aspettano permanga in futuro Il reddito temporaneo è ciò che gli individui interpretano come legato ad una particolare contingenza 29

31 Reddito e consumo Un aumento di reddito permanente, secondo Friedman, influenzerà il consumo di ogni periodo secondo la propensione marginale a consumare (consumo corrente compreso) Un aumento del reddito transitorio, invece influenzerà il consumo corrente molto meno (ed influenzerà di più il risparmio corrente) 30

32 Intuizione Per Friedman, in termini approssimati, C t = βy P supponiamo che aumenti il reddito permanente di una unità. Il consumo corrente del periodo t aumenta di β. Supponiamo ora che aumenti di una unità il reddito transitorio del periodo t. Il consumo corrente del periodo t aumenta di 1/T. L'aumento è molto inferiore a β. 31

33 Offerta e domanda di moneta Offerta di moneta Creazione di moneta da parte del sistema bancario Meccanismi di controllo dell offerta di moneta Teorie della domanda di moneta Teoria delle scelte di portafoglio Domanda di moneta transattiva 32

34 Offerta di moneta L offerta di moneta è uguale alla somma di circolante e depositi bancari: M = C + D Dato che i depositi fanno parte dell offerta di moneta, il sistema bancario ha un ruolo importante sul mercato della moneta. 33

35 Alcune nozioni preliminari Riserve (R ): la quantità di depositi che le banche non prestano. Fanno parte delle attività insieme agli altri impieghi La creazione di moneta da parte del sistema bancario dipende da R 34

36 Esempio 1: assenza di banche Offerta di moneta: D = 0 and M = C = 1000 euro. 35

37 Esempio 2: R = 100% depositi Inizialmente C = 1000, D = 0, M = $1000. Supponiamo che gli agenti economic depositino 1000 in una banca chiamata Primabanca. Primabanca Bilancio Attività Passività Riserve 1000 Depositi 1000 Dopo i depositi, C = 0, D = 1000, M = Non c è effetto sull offerta di moneta 36

38 Esempio 3: R<100% Supponiamo che R = 20% Primabanca potrà offrire 800 in prestiti Primabanca balancio Attività Passività reserves $1000 Riserve $200 depositi $1000 L offerta di moneta ora è pari a 1800: I depositanti possiedono depositi per 1000 Prestiti $800 I prenditori di fondi dispongono di 800 In questo caso il sistema bancario genera moneta 37

39 Esempio 3: R<100% Supponiamo che il prenditore di fondi deposita 800 Il bilancio sarebbe Secondabanca bilancio Attività Passività reserves riserve $800 $160 loans prestiti $0 $640 depositi $800 38

40 Esempio 3: moltiplicazione dei depositi Se 640 viene depositato presso terzabanca avremo Terzabanca bilancio Attività Passività reserves riserve $ loans prestiti $0 512 depositi

41 Ammontare totale di moneta Depositi iniziali = Prestiti di primabanca = Prestiti secondabanca = Terzabanca = altri prestiti Offerta totale di moneta = (1/rr ) 1000 dove rr = rapporto riserve depositi In questo esempio, rr = 0.2, e dunque M =

42 Creazione di moneta Il sistema bancario crea moneta, Ma non crea ricchezza: I prenditori di fondi ricevono moneta ma a fronte di un debito 41

43 Modello di offerta di moneta Variabili esogene Base monetaria, B = C + R Controllata dalla banca centrale Rapporto riserve-depositi rr = R/D Dipende da scelte delle banche e regolamentazione Rapporto circolante-depositi, cr = C/D Dipende dalle preferenze degli agenti economici 42

44 Offerta di moneta e Moltiplicatore Offerta di moneta: M = C + D Base monetaria: B = C + R Rapporto Offerta di moneta base monetaria: Offerta di moneta come funzione della base monetaria: M B = C + D C + R M = cr +1 cr + rr B = cr +1 cr + rr 43

45 Tre strumenti di politica monetaria 1. Operazioni di mercato aperto 2. Riserva obbligatoria 3. Tasso di sconto 44

46 Domanda di moneta Due teorie: Teorie di portafoglio Moneta come riserva di valore Rilevante per M2, M3 Non per M1 Teorie transattive Moneta come mezzo di scambio Rilevante per M1 45

47 Teoria di portafoglio 46

48 Modello di Baumol - Tobin Teoria transattiva Notazione: Y = spesa complessiva, graduale nel periodo i = tasso di interesse sui depositi bancari N = numero di volte in cui il consumatore si reca in banca F = Costo di una visita alla banca (Esempio: se ogni visita costa15 minuti e il salario di una ora di lavoro è 12 euro F = 3) 47

49 Saldi liquidi Saldi liquidi Y N = 1 Media = Y/ 2 1 Tempo 48

50 Saldi liquidi Saldi liquidi Y N = 2 Y/ 2 Media = Y/ 4 1/2 1 Tempo 49

51 Saldi liquidi Saldi liquidi Y N = 3 Y/ 3 Media = Y/ 6 1/3 2/3 1 Tempo 50

52 Costo dei saldi liquidi In generale i saldi liquidi medi sono = Y/2N Interessi sacrificati (mancati) = i (Y/2N ) Costo di N visite in banca= F N Di conseguenza, iy + 2N FN Dato Y, i, e F, la famiglia sceglie N per minimizzare il costo totale 51

53 Troviamo N che miminizza i costi Calcoliamo la derivata di N, e la ugugliamo a zero: iy + = 2N F 0 2 Risolviamo per N*: * iy N = 2F 52

54 Domanda di moneta * iy N = 2F Per ottenere i saldi monetari inseriamo N* nell espressione dei saldi monetari medi d ( M / P) = YF 2i La domanda di moneta dipende da Y, F, e i. 53

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