Indice. 1 Il ruolo della comunicazione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Indice. 1 Il ruolo della comunicazione ----------------------------------------------------------------------------- 3"

Transcript

1 LEZIONE LE AREE DELLA COMUNICAZIONE D IMPRESA: LA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE PROF. ANDREA QUINTILIANI

2 Indice 1 Il ruolo della comunicazione La La : i public affairs La : il crisis management Riferimenti bibliografici di 17

3 1 Il ruolo della comunicazione Nella moderna economia d impresa variabile critica e rilevante si dimostra la dimensione relazionale dell attività imprenditoriale, con riferimento alle relazioni di business, alle relazioni di mercato, alle relazioni interne, a quelle sociali e istituzionali. In questo contesto la comunicazione assume un ruolo fondamentale, in quanto rappresenta il collante delle organizzazioni sociali, strumento fondamentale di coordinamento delle attività relazionali dell impresa, attraverso il quale attivare i contatti, gestire i rapporti, creare e mantenere la fiducia, promuovere la co-evoluzione, esercitare strategia di influenza e di condizionamento. Essa costituisce una componente strutturale delle moderne organizzazioni, sia verso l interno che verso l esterno: - verso l interno, essa ha un ruolo chiave nell attività organizzativa, contribuendo a ridurre il disordine e a sviluppare una forza coesiva tra le varie componenti dell impresa intorno a identità, valori e cultura comuni, e orientando i comportamenti verso finalità condivise; - verso l esterno, la comunicazione costituisce il vettore delle relazioni che legano l impresa all ambiente in cui opera, atto a favorire la co-evoluzione dell impresa e dei suoi interlocutori (singoli soggetti, mercati, sistemi ecc.); essa genera l adattamento, la dialettica, la retroazione, ovvero tutto quanto consente al sistema impresa di vivere e svilupparsi interagendo con il suo ambiente; ha un ruolo determinante nel costruire l immagine, la reputazione e la brand equity, valori essenziali nell esercizio della strategia relazionale dell impresa. La comunicazione, dunque, genera e sostiene le relazioni, sviluppa fiducia e conoscenza, produce credibilità strategica e reddituale, contribuisce alla costruzione della consonanza (compatibilità strutturale) e alla sua evoluzione verso la risonanza (condivisione di valori, obiettivi e strategie) tra soggetti interagenti; per tale via, essa concorre alla diffusione e creazione di valore. 3 di 17

4 4 di 17

5 2 La La si può definire come il tipo di comunicazione realizzata in modo organizzato da un istituzione o dai suoi rappresentanti, e diretta alle persone e ai gruppi dell ambiente sociale in cui svolge la sua attività. Ha come obiettivo stabilire relazioni di qualità tra l istituzione e il pubblico con cui si relaziona, acquisendo una notorietà sociale e un immagine pubblica adeguata ai suoi fini e attività. Conseguentemente, i destinatari della possono essere, di volta in volta, tutti i diversi pubblici, da intendersi come le molteplici categorie di soggetti variamente coinvolti - anche in prospettiva - nella dinamica evolutiva dell impresa; clienti, dipendenti, investitori, comunità locali, media, business partner, pubblici poteri, gruppi politici, movimenti ambientalisti, associazioni di categoria e di tutela dei consumatori, opinione pubblica, opinion leader ecc. La esiste da quando esistono istituzioni, da quando l uomo si è organizzato con i suoi simili per raggiungere un obiettivo comune. Naturalmente, la comunicazione si è trasformata nel corso della storia ed è diversa quella che realizzavano le tribù nomadi, che univano i loro sforzi per la caccia, da quella delle società più sviluppate come le civiltà dell Antico Egitto o della Grecia. Con l evolversi delle società, si crearono al loro interno istituzioni che rispondevano a funzioni molto diverse: di difesa, commerciali, religiose, politiche, culturali... Queste istituzioni avevano un posto nella società e proponevano idee, modi di governare, valori. La propagazione istituzionale delle idee, presente nella società fin dalle sue origini, ha acquisito, con la creazione della stampa, una spinta decisiva, quale un mezzo dotato di un enorme capacità di diffusione. 5 di 17

6 Come disciplina, la si è sviluppata soprattutto nella seconda metà del XX secolo, molto unita alla comunicazione di imprese commerciali, che videro l opportunità di comunicare con i loro clienti in modo capillare attraverso le molteplici formule comunicative che i nuovi mezzi offrivano. L elemento persuasivo è stato da sempre presente, perché dove ci sono due o più persone che interagiscono e comunicano, si dà mutua influenza e mutua persuasione, che può essere positiva o meno. Con il termine persuasione si intende un processo comunicativo per il quale si cerca un cambiamento volontario nei destinatari, convincendoli di idee o aspetti specifici. Il fatto di influire sugli altri di per sé non è negativo, poiché non si può non influire su chi ci circonda: dipende dalle idee che si trasmettono, dal mezzo, dalla finalità con cui si realizza. Le relazioni sociali in fondo, sono un costante e reciproco influenzarsi, una mutua e benefica persuasione su temi spesso irrilevanti, senza finalità o intenzioni manifeste. La persuasione è, pertanto, frutto dell interazione e comunicazione tra le persone e va unita necessariamente, in modo naturale, al fenomeno comunicativo. Ciò che rende positiva o negativa una è l identità dell istituzione e i valori che difende, il messaggio che trasmette, il modo in cui lo fa, la finalità. Il ruolo strategico della viene attuato perseguendo nel mediolungo termine una serie di meta-obiettivi: - far conoscere l identità dell impresa, i suoi valori e la sua mission; - rafforzare o modificare il posizionamento dell impresa, alimentandone l immagine complessiva; - stimolare e consolidare un atteggiamento favorevole verso l organizzazione e i suoi comportamenti da parte degli stakeholder primari e secondari; - contribuire alla costruzione e al potenziamento del patrimonio di reputazione, un vero e proprio goodwill, un asset intangibile assai più stabile e durevole del complesso di percezioni sintetizzate nell immagine. 6 di 17

7 La reputazione d impresa, intesa come il giudizio diffuso e sedimentato nel tempo che i diversi interlocutori danno della credibilità delle sue affermazioni, della qualità e affidabilità dei suoi prodotti e della responsabilità delle sue azioni, rappresenta quindi la finalità sostanziale della. Di qui, la valenza strategica che la caratterizza: una buona reputazione aziendale può essere alla base di livelli superiori di profitto e di valore sui mercati finanziari, di maggiore resistenza in situazioni di crisi nonché di posizioni di vantaggio competitivo. Questo perché la reputazione è un elemento distintivo dell impresa nel suo contesto competitivo; non è imitabile, poiché deriva da caratteristiche intrinseche dell organizzazione e si forma nel tempo a seguito dello stratificarsi delle interazioni tra questa e gli stakeholder, fino a dare rappresentazione della ragion d essere della stessa. Per esempio, con riferimento ai clienti (particolare categoria di stakeholder), il vantaggio competitivo basato su una buona reputazione può dipendere dalla minore sensibilità verso temporanee riduzioni del livello qualitativo dell offerta, dalla maggiore customer loyalty, alla possibilità di mantenere nel tempo un premium price ecc. In termini generali, una buona corporate reputation determina fiducia nell impresa, crea un più forte legame razionale ed emozionale con i dipendenti, i clienti e gli altri stakeholder e agisce come fonte di autorevolezza e credibilità per tutti i soggetti con i quali l impresa intrattiene rapporti. Sono numerosi i fattori endogeni (controllabili dall organizzazione) ed esogeni che possono influenzare nel tempo la costruzione della reputazione aziendale. Ma è necessario comprendere che questa si costruisce sulle fondamenta del comportamento percepito (volontario e involontario) dell impresa stessa in un arco temporale non breve, necessario affinché il portatore di interessi possa conoscere a fondo l organizzazione e sviluppare nei suoi confronti un giudizio consolidato e stabile. Seppure attraverso il filtro percettivo dell immagine complessiva del Paese di origine e del settore di attività di appartenenza, gli stakeholder formano progressivamente i loro giudizi su una 7 di 17

8 data organizzazione sulla base di una conoscenza derivante dall esperienza maturata nel mediolungo periodo rispetto ad alcuni elementi chiave dell identità aziendale. Questi ultimi, possono essere sintetizzati nel carattere (per esempio, la cultura organizzativa), nelle capacità (per esempio, l organi di governo, la professionalità dei dipendenti ecc.) e nella product offering (qualità dei beni e dei servizi, ampiezza assortimento, prezzi, brand image ecc.). Di fatto, gli aspetti della corporate identity vengono conosciuti dagli stakeholder attraverso i diversi comportamenti dell impresa (comunicativi, competitivi, sociali, ambientali, customer focus, risultati economico-finanziari ecc.). In questo quadro la può giocare, quindi, un ruolo chiave per: favorire una migliore conoscenza di tali elementi identitari (e a monte del consolidarli); creare determinate associazioni mentali costituenti l immagine a livello corporate; formare le aspettative degli stakeholder; agevolare la congruenza tra il complesso di percezioni riguardanti l azienda (corporate image) e i valori degli stakeholder stessi e le loro aspettative. Sono queste le tappe fondamentali di un percorso ideale, da cui può scaturire o meno un giudizio di appropriatezza del comportamento dell impresa. Pertanto una buona reputazione è frutto della consonanza di lungo periodo tra la corporate image e i valori/aspettative dei portatori di interessi, e si concretizza nella credibilità, nella stima, nel rispetto e nella fiducia verso l organizzazione. Se dunque, la corporate image attiene al breve periodo e può essere soggetta a cambiamenti anche repentini e drastici, la reputazione, pur essendo dinamica, si proietta nel lungo periodo, presentando una maggiore stabilità. Tra le diverse caratteristiche della si possono evidenziare le seguenti: 8 di 17

9 1. La è un nuovo concetto connesso al marketing, alla pubblicità, e alle relazioni pubbliche, però va oltre le funzioni realizzate da queste, perché cerca di trasmettere la personalità dell istituzione e i valori che la fondano. 2. La ha un carattere dialogico perché l organizzazione cerca di mettersi in relazione con i membri della società in cui è presente, contribuendo al bene comune attraverso i suoi fini specifici. 3. Non si può separare l identità di un istituzione, i suoi valori, dal modo di comunicare. La sua identità deve essere in armonia con il contenuto, con il modo e la finalità della sua comunicazione. 4. Le istituzioni sono responsabili delle loro azioni davanti alla società e la loro comunicazione deve avere molto presente questa responsabilità. 5. Esistono tre possibili elementi - che non sempre coincidono nella comunicazione di un istituzione: quello che l istituzione è; quello che dice di essere e quello che gli altri percepiscono. Una buona cerca l armonia fra i tre elementi facendo in modo che si identifichino, ed evitando che l immagine che si comunica non corrisponda alla realtà o che l istituzione sia percepita in modo equivoco e che la percezione non coincida con la realtà. 6. La non si identifica solo con l informazione offerta da coloro che coordinano le attività comunicative dell impresa. C è un tipo di formale che è quella realizzata da quanti sono stati ufficialmente designati a questo. Esiste un altro tipo di comunicazione che è informale: quella che trasmettono coloro che, con il loro modo di agire e di procedere, formano l istituzione. Infatti, anche se non sono investiti di autorità sono percepiti come parte rappresentativa dell organizzazione. Ogni atto realizzato da un istituzione ha, pertanto, una ripercussione sociale che molte volte viene interpretata dalla società come comunicazione istituzionale. 9 di 17

10 7. La tende a gestire tutti i contatti comunicativi dell istituzione e dei suoi membri con i diversi tipi di pubblico, sia esterno che interno. 10 di 17

11 3 La : i public affairs I public affairs rappresentano l insieme delle attività di comunicazione che un organizzazione sia essa impresa, associazione, organizzazione profit e non profit pone in essere più o meno direttamente nei confronti delle istituzioni pubbliche e/o verso altri soggetti che comunque possono influenzare l attività dei pubblici poteri, al fine di ottenere il riconoscimento dei propri interessi (e giungere, da ultimo, al miglioramento dell opinione pubblica). La conoscenza delle diverse normative, la valutazione degli effetti che queste possono avere sull attività dell impresa, la possibilità di manifestare interessi legittimi nel processo di formazione delle decisioni dei pubblici poteri sono ormai diventati per le imprese una necessità imprescindibile al fine di supportare i processi di sviluppo nel lungo periodo. La crescente importanza dei public affairs è dovuta al fatto che i consumatori apprezzano in modo particolare proprio le aziende che dichiarano la propria posizione sui temi particolarmente sentiti e che vanno ad allineare i propri interessi a quelli della comunità in cui operano e alla quale si rivolgono. Comunicare con le istituzioni, inoltre, è oggi particolarmente importante per le imprese in quanto: tutti i settori sono ormai disciplinati da regolamentazioni specifiche e le imprese devono costantemente monitorare l evoluzione del contesto legislativo per capire, per esempio, se sono al varo progetti di legge che possono avere un effetto positivo o negativo sulla loro attività; può dischiudere nuove opportunità di crescita nel momento in cui si ha la possibilità di manifestare chiaramente i propri interessi; tale attività di comunicazione può anche portare alla realizzazione di partnership tra pubblico e privato per realizzare progetti comuni. 11 di 17

12 Con riferimento alle finalità dei public affairs, appare opportuno distinguere tra la comunicazione obbligatoria, alla quale sono tenute le imprese che operano in determinati settori quale, per esempio, l alimentare e la comunicazione che volontariamente tali organizzazioni pongono in essere nei confronti dei pubblici poteri. Nel primo caso, infatti, la finalità dell attività di comunicazione verso le istituzioni viene ricondotta esclusivamente all esigenza di ottemperare a prescrizioni di legge. Ben diverse, invece, sono le finalità della comunicazione volontaria, che consente all impresa di promuovere il proprio ruolo nella collettività in cui opera (attraverso l esplicitazione della mission aziendale e il miglioramento della visibilità presso le istituzioni), di condividere i valori ai quali è ispirata la gestione, di diffondere le conoscenze nei propri ambiti di ricerca (per esempio, attraverso l organizzazione di eventi su specifiche materie di competenza), di creare partnership col settore pubblico per sfruttare particolari opportunità. 12 di 17

13 4 La : il crisis management La crisi è un evento o un emergenza improvvisa che infrange gli equilibri dell azienda minacciandone gli obiettivi fondamentali e producendo gravi conseguenze. Il crisis management, che rappresenta la modalità di risposta alle crisi traumatiche (finanziarie, di prodotto, di management, di sicurezza), può essere definito come quel processo ordinato di attività che va dalla previsione della crisi fino alla gestione della stessa (nel caso in cui, nonostante l attività di previsione, si verifichi l evento traumatico) e delle fasi immediatamente successive. L obiettivo del crisis management è duplice: da un lato, tale processo è finalizzato naturalmente al superamento della crisi e dall altro è volto ad attivare dei meccanismi di apprendimento in modo da evitare l insorgere in futuro di eventi critici. Un adeguata attività di analisi e d identificazione dei rischi, attraverso la costruzione di una scala di priorità che consente di valutare le più probabili o possibili e le più dannose e gravi, porta ad una soluzione immediata del problema. La comunicazione di crisi, a questo punto, deve essere un processo interattivo di scambio che non può limitarsi a diffondere una corretta informazione sul rischio ma creare un rapporto di fiducia e di colloquio fra chi il rischio deve gestirlo e chi vi è esposto. L obiettivo di un programma efficace di comunicazione sul rischio non può essere manipolato, ma deve mirare ad una consapevole e obiettiva decisione da parte delle persone coinvolte. Differenti obiettivi, interlocutori e media, richiedono differenti strategie di comunicazione: occorre stabilire obiettivi di comunicazione chiari, espliciti e precisi. Analizzare le informazioni disponibili sul rischio e valutarne i punti di forza e le aree di debolezza. 13 di 17

14 Selezionare dei portavoce che sappiano spiegare e coinvolgere. Fiducia e credibilità sono l asset più importante in un programma di comunicazione dei crisi ed è necessario assumere un atteggiamento che consenta di conquistarle e mantenerle. cautela. Ammettere gli errori senza minimizzare o esagerare. Avanzare ipotesi solo con grande Una parte importante sulla comunicazione di crisi deve essere dedicata al coordinamento delle varie fonti d informazione creando alleanze e rapporti con quelle ritenute credibili, e arruolando dei portavoce esterni. Il nocciolo della comunicazione di crisi si racchiude in un unico obiettivo: creare fiducia. I suoi tre elementi fondamentali devono essere: considerare l aspetto emotivo, condividere le preoccupazioni del pubblico, mostrare impegno ad affrontare e gestire il problema. Una situazione rappresenta una crisi organizzativa se presenta questi attributi: grande rilevanza, bisogno di immediata attenzione, sorpresa, necessità di azione, impossibilità di controllo da parte dell'organizzazione, rottura degli equilibri routinari dell'organizzazione che richiede attenzione immediata e che è visibile all'esterno dell'organizzazione. Il comunicatore ha un ruolo chiave nel sensibilizzare il management dell azienda alla necessità di realizzare un programma di preparazione alla gestione di crisi, nell avviare il processo di preparazione e nel mantenere aggiornato lo stato di preparazione dell azienda. Un programma di preparazione comporta sostanzialmente quattro elementi: l analisi delle possibili crisi che possono colpire l azienda e del suo livello di preparazione ad una situazione del genere, l elaborazione dei possibili scenari e delle 14 di 17

15 possibili conseguenze, valutando probabilità dell evento e conseguenze a breve e lungo termina. La costituzione di un team di manager che avranno il compito di gestire la possibile crisi, individuando ruoli e responsabilità. La predisposizione di un sistema di risposta, che consenta all azienda di reagire prontamente e in modo coordinato. La formazione del team/unità di crisi, per familiarizzare i suoi componenti alle caratteristiche di una situazione di crisi e addestrarli a comunicare con i vari pubblici coinvolti. Gli strumenti: costituzione di una task force cui sarà affidata la strategia e la gestione dell'emergenza, nomina di un unico portavoce al quale sarà affidato il compito di dialogare con l'esterno, predisposizione e la diffusione di comunicati stampa (dossier o libri bianchi, se i tempi del processo dell'emergenza lo consentono), convocazione di conferenze stampa quando l'urgenza e l'importanza della comunicazione é estrema, interviste (sollecitate o subite) anche con la presenza dell'esperto in materia specifica ma sempre gestite dal portavoce ufficiale, formazione e l'addestramento dei membri della task force per governare al meglio l'ansia e lo stress che inevitabilmente insorgono con l'inizio di un emergenza. L'attenzione e il coinvolgimento dedicati all evento critico traspariranno non solo come atto formale ma dovranno essere lo specchio reale di un atteggiamento e di un etica alla quale tutta l organizzazione si é uniformata. La trasparenza dei comportamenti, la disponibilità a fornire dati, cifre ed ogni elemento utile a comprendere le cause e le origini dell'emergenza, insieme all'informazione circa le proprie azioni, 15 di 17

16 sia nei confronti dei pubblici di riferimento coinvolti, sia della stampa e dell'informazione radiotelevisiva sono assolutamente indispensabili per poter essere credibili ed autorevoli nel governo del processo di comunicazione. Anche ammettere le proprie responsabilità prima che ciò sia inequivocabilmente dimostrato da altri è - insieme all'espressione delle proprie scuse - atto strategicamente e oggettivamente dovuto. Così nulla contribuisce di più ad appesantire il carico di diffidenza, sfiducia, colpevolezza e irresponsabilità come l'emettere messaggi contraddittori o essere costretti a smentire un proprio improvvisato portavoce. Il crisis management non termina con la fine dell emergenza. Altre due fasi ancora infatti si devono percorrere per trasformare la crisi in opportunità: l analisi e la valutazione dell'efficacia della comunicazione (normalmente in un processo di comunicazione l'importante è essere capiti e ricordati) durante l'emergenza; il processo di identificazione, revisione e di rimozione delle cause che l hanno generata. 16 di 17

17 5 Riferimenti bibliografici Boccia P. (1999), Comunicazione e mass media, Zanichelli, Bologna. Center A, Cutlip M. (1993), Nuovo manuale di relazioni pubbliche, 9. ed., F. Angeli, Milano. Collesei U. (2002), Comunicazione e capitale simbolico d impresa, in Sinergie, n. 59. Corvi E., Fiocca R. (1996), Comunicazione e valore nelle relazioni d impresa, Egea, Milano. Giovanni G. (1986) (a cura di), Dalla Selce al Silicio. Storia dei Mass Media, Quarta edizione, Gutenberg 2000, Torino. Jowett G., O Donnell V. (1992), Propaganda and Persuasion, 2nd edition, Sage, Newbury Park (USA). Lambin J.J. (2004), Marketing strategico e operative, McGraw-Hill, Milano. Pastore A, Vernuccio M. (2008), Impresa e comunicazione. Principi e strumenti per il management, 2. ed., Apogeo, Milano. Perniola M. (2009), Miracoli e traumi della comunicazione, Einaudi, Torino. Rampini F. (1993), La comunicazione aziendale: all'interno dell'impresa, nel contesto sociale, nel quadro europeo, Etas libri, Milano. Schneider C. (1993), Communication. Nouvelle function stratégique de l enterprise, 2e. édition, Belfond, Paris. Trabucchi R. (1993), L impresa comunicazione tra politica e mercato, Franco Angeli, Milano. 17 di 17

Parte II Le aree della comunicazione d impresa

Parte II Le aree della comunicazione d impresa Parte II Le aree della comunicazione d impresa Cap.3 La comunicazione istituzionale Corso di Comunicazione d impresa - A.A. 2011-2012 fabio.forlani@uniurb.it La comunicazione istituzionale: definizione

Dettagli

Lezione 22: La Comunicazione Istituzionale Stella Romagnoli

Lezione 22: La Comunicazione Istituzionale Stella Romagnoli Lezione 22: La Comunicazione Istituzionale Stella Romagnoli Comunicazione Istituzionale e reputazione d impresa Strumenti principali: Public Affairs Crisis Management Codice Etico, Bilancio Sociale e Sostenibilità

Dettagli

Comunicazione d impresa

Comunicazione d impresa Comunicazione d impresa Lorenza Rossini Anno 2005-2006 Programma I concetti fondamentali Le aree della comunicazione d impresa Gli strumenti e i mezzi della comunicazione Il piano di comunicazione Alcuni

Dettagli

Gli strumenti della comunicazione finanziaria applicabili alle PMI

Gli strumenti della comunicazione finanziaria applicabili alle PMI Gli strumenti della comunicazione finanziaria applicabili alle PMI Fiorenzo Tagliabue SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali Bari, 16 novembre 2001 Perché occuparsi di comunicazione? Perché la comunicazione

Dettagli

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio Allegato 1 REVISIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMPARTO Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio SINTESI DEI COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI

Dettagli

Melbourne Mandate documento finale Pubblicato il 20 novembre 2012

Melbourne Mandate documento finale Pubblicato il 20 novembre 2012 Melbourne Mandate documento finale Pubblicato il 20 novembre 2012 Al World Public Relations Forum 2012 di Melbourne quasi 800 delegati provenienti da 29 paesi hanno approvato il Melbourne Mandate, un appello

Dettagli

Il processo di comunicazione. Facoltà di Economia Corso di Teoria e Tecnica della Comunicazione Aziendale 28 Febbraio 2012 Docente: Sabrina Memmo

Il processo di comunicazione. Facoltà di Economia Corso di Teoria e Tecnica della Comunicazione Aziendale 28 Febbraio 2012 Docente: Sabrina Memmo Il processo di comunicazione Facoltà di Economia Corso di Teoria e Tecnica della Comunicazione Aziendale 28 Febbraio 2012 Docente: Sabrina Memmo Il processo di comunicazione La comunicazione come trasmissione

Dettagli

BRAND ED EVENTI. Tra queste in particolare

BRAND ED EVENTI. Tra queste in particolare 1 CHI SIAMO comevoi, nata nel 2011, è un'agenzia di comunicazione composta da un gruppo di soci che vantano esperienza decennale nel campo dell editoria e della comunicazione. MISSION La nostra missione

Dettagli

Catalogo 2010 Terzo settore e Associazionismo

Catalogo 2010 Terzo settore e Associazionismo Catalogo 2010 Terzo settore e Associazionismo PRESENTAZIONE CORSI PER LE ORGANIZZAZIONI DEL TERZO SETTORE Strategie di marketing, Comunicazione e Fund Raising: Una sfida e una necessita per le organizzazioni

Dettagli

Cap.5 La comunicazione di marketing. Corso di Comunicazione d impresa - A.A. 2011-2012 Prof. Fabio Forlani - fabio.forlani@uniurb.

Cap.5 La comunicazione di marketing. Corso di Comunicazione d impresa - A.A. 2011-2012 Prof. Fabio Forlani - fabio.forlani@uniurb. Cap.5 La comunicazione di marketing Corso di Comunicazione d impresa - A.A. 2011-2012 Prof. Fabio Forlani - fabio.forlani@uniurb.it La comunicazione di marketing: definizione Strumento di governo delle

Dettagli

INTRODUZIONE. Unipol Gruppo Finanziario ha invece scelto di ascoltare tutti, offrendo a tutti l opportunità di partecipare.

INTRODUZIONE. Unipol Gruppo Finanziario ha invece scelto di ascoltare tutti, offrendo a tutti l opportunità di partecipare. CARTADEIVALORI INTRODUZIONE Questa Carta dei Valori rappresenta in se stessa un Valore perché è il frutto di un grande impegno collettivo. Alla sua stesura hanno concorso migliaia di persone: i dipendenti

Dettagli

Il valore della comunicazione d impresa. Renato Fiocca Incontri AISM - settembre 2001

Il valore della comunicazione d impresa. Renato Fiocca Incontri AISM - settembre 2001 Il valore della comunicazione d impresa Renato Fiocca Incontri AISM - settembre 2001 Il ruolo della comunicazione aziendale L azienda nel suo normale operare entra in relazione con moltissimi pubblici

Dettagli

LA REPUTAZIONE AZIENDALE: UNA RISORSA STRATEGICA PER L IMPRESA. IL CASO FERRERO E IL GLOBAL PULSE 2009 LE BUONE IDEE CONQUISTANO IL MONDO

LA REPUTAZIONE AZIENDALE: UNA RISORSA STRATEGICA PER L IMPRESA. IL CASO FERRERO E IL GLOBAL PULSE 2009 LE BUONE IDEE CONQUISTANO IL MONDO LA REPUTAZIONE AZIENDALE: UNA RISORSA STRATEGICA PER L IMPRESA. L IL CASO FERRERO E IL GLOBAL PULSE 2009 LE BUONE IDEE CONQUISTANO IL MONDO Fonte: Reputation Institute LA MARCA: DALLA COMUNICAZIONE ALLA

Dettagli

Lezione 19: Comunicazione di Marketing Stella Romagnoli

Lezione 19: Comunicazione di Marketing Stella Romagnoli Lezione 19: Comunicazione di Marketing Definizione Target e contenuto della comunicazione di marketing Gli obiettivi Il processo di apprendimento I principali strumenti di comunicazione La promozione delle

Dettagli

Cosa significa comunicare su un rischio in situazioni di emergenza

Cosa significa comunicare su un rischio in situazioni di emergenza Cosa significa comunicare su un rischio in situazioni di emergenza (Parte dei contenuti del testo sono tratti dai contributi di Mauro Palazzi ai corsi di formazione sul rischio in situazioni di emergenza)

Dettagli

Policy La sostenibilità

Policy La sostenibilità Policy La sostenibilità Approvato dal Consiglio di Amministrazione di eni spa il 27 aprile 2011. 1. Il modello di sostenibilità di eni 3 2. La relazione con gli Stakeholder 4 3. I Diritti Umani 5 4. La

Dettagli

CODICE ETICO ASVI - SCHOOL FOR MANAGEMENT & SOCIAL CHANGE

CODICE ETICO ASVI - SCHOOL FOR MANAGEMENT & SOCIAL CHANGE CODICE ETICO di ASVI - SCHOOL FOR MANAGEMENT & SOCIAL CHANGE INDICE 1. Definizione della Vision di ASVI, School for Management & Social Change 2. Definizione della Mission di ASVI, School for Management

Dettagli

Team Building e Volontariato d impresa

Team Building e Volontariato d impresa Team Building e Volontariato d impresa LE MALATTIE RARE OGNI MINUT0 NEL MONDO NASCONO 10 BAMBINI COME TOMMASO, AFFETTI DA UNA MALATTIA GENETICA RARA. La Formazione di Valore produce VALORE Rebis e Zeta

Dettagli

Domande in materia di gestione per l Amministrazione federale

Domande in materia di gestione per l Amministrazione federale Domande in materia di gestione per l Amministrazione federale Le Domande in materia di gestione sostituiscono le Direttive sulla gestione nell amministrazione federale (DGA) del 1974. Si fondano sulla

Dettagli

Lezione 24: Strategia e Piano di Comunicazione Stella Romagnoli

Lezione 24: Strategia e Piano di Comunicazione Stella Romagnoli Lezione 24: Strategia e Piano di Comunicazione Definizione di pianificazione strategica della comunicazione Le fasi della pianificazione Comunicazione e integrazione Ottica integrata Specializzazione Le

Dettagli

Web reputation, un patrimonio da mantenere ed accrescere

Web reputation, un patrimonio da mantenere ed accrescere Web reputation, un patrimonio da mantenere ed accrescere «La reputazione? È una veste effimera e convenzionale, guadagnata spesso senza merito e perduta senza colpa» W. Shakespeare Relatore: Marco Magistri,

Dettagli

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma

Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Liberare il potenziale dell Economia Sociale per la crescita in Europa: la Strategia di Roma Documento basato sui risultati della Conferenza di Roma, 17 e 18 novembre 2014 In occasione della Presidenza

Dettagli

Gli strumenti volontari e le politiche ambientali di seconda generazione

Gli strumenti volontari e le politiche ambientali di seconda generazione Gli strumenti volontari e le politiche ambientali di seconda generazione APAT Ing. Rocco Ielasi Responsabile Servizio Interdip. Certificazioni Ambientali Le motivazioni del cambiamento L esigenza di introdurre

Dettagli

Indice. Tecniche e metodologie di coaching. 2 di 10

Indice. Tecniche e metodologie di coaching. 2 di 10 LEZIONE DI TECNICHE E METODOLOGIE DI COACHING PROF.SSA ROBERTA TEMPONE Indice 1 Prerequisiti per attivare un team working --------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

IL COMPORTAMENTO DEL CONSUMATORE (Teorie e casi di studio)

IL COMPORTAMENTO DEL CONSUMATORE (Teorie e casi di studio) IL COMPORTAMENTO DEL CONSUMATORE (Teorie e casi di studio) Università di Urbino Corso di marketing progredito Progetto di: Andrisani Michela Galasso Donato Grifoni Giorgia Maiolini Federica Maldoni Serena

Dettagli

Marketing: una definizione 28/10/2013 CREAZIONE DI VALORE, ATTIVITÀ DI MARKETING E STRATEGIE D IMPRESA, PIANIFICAZIONE (CAP.

Marketing: una definizione 28/10/2013 CREAZIONE DI VALORE, ATTIVITÀ DI MARKETING E STRATEGIE D IMPRESA, PIANIFICAZIONE (CAP. COMUNICAZIONE D IMPRESA Anno Accademico 2013/2014 CREAZIONE DI VALORE, ATTIVITÀ DI MARKETING E STRATEGIE D IMPRESA, PIANIFICAZIONE (CAP. 1, 2, 3) Unit 5 Slide 5.2.1 Lezioni del 29/30/31 ottobre 2013 IL

Dettagli

Capitolo 5 RELAZIONI INTERORGANIZZATIVE

Capitolo 5 RELAZIONI INTERORGANIZZATIVE Capitolo 5 RELAZIONI INTERORGANIZZATIVE Il successo delle aziende, oggi, dipende dalla collaborazione e dalle partnership con altre organizzazioni. Emergono sempre di più le reti di organizzazioni. Oggi

Dettagli

Bilancio Sociale per un imprenditorialità socialmente ed eticamente responsabile

Bilancio Sociale per un imprenditorialità socialmente ed eticamente responsabile ANA-ANAP, Associazione Nazionale Audioprotesisti e Associazione Nazionale Audioprotesisti Professionali Bilancio Sociale per un imprenditorialità socialmente ed eticamente responsabile Milano, 21/10/2014

Dettagli

LA PIANIFICAZIONE DI MARKETING. Prof. Giancarlo Ferrero - Università 1

LA PIANIFICAZIONE DI MARKETING. Prof. Giancarlo Ferrero - Università 1 LA PIANIFICAZIONE DI MARKETING Prof. Giancarlo Ferrero - Università 1 LA PIANIFICAZIONE DI MARKETING Argomenti affrontati: Pianificazione aziendale e pianificazione di marketing Tendenze evolutive nella

Dettagli

VI. LA COMUNICAZIONE D IMPRESA Per comunicazione d impresa si intende l insieme delle modalità attraverso le quali un azienda comunica se stessa, la

VI. LA COMUNICAZIONE D IMPRESA Per comunicazione d impresa si intende l insieme delle modalità attraverso le quali un azienda comunica se stessa, la VI. LA COMUNICAZIONE D IMPRESA Per comunicazione d impresa si intende l insieme delle modalità attraverso le quali un azienda comunica se stessa, la propria identità, le proprie capacità e competenze alla

Dettagli

Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260

Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260 Ref: 2013-1-ES1-LEO05-66260 Buone pratiche nell uso di ambienti di apprendimento collaborativo quali strumenti per favorire la creatività ed identificazione di modelli di successo nel settore metalmeccanico

Dettagli

CODICE ETICO E DEI VALORI ASSOCIATIVI. di Confindustria

CODICE ETICO E DEI VALORI ASSOCIATIVI. di Confindustria CODICE ETICO E DEI VALORI ASSOCIATIVI di Confindustria 19 giugno 2014 1 Il presente Codice, approvato dalla Assemblea straordinaria di Confindustria del 19 giugno 2014, è parte integrante dello Statuto

Dettagli

Company Profile. www.irtop.com

Company Profile. www.irtop.com Company Profile www.irtop.com 2 > Valori > Mission > Profilo > Obiettivi > Servizi di consulenza > Track record > Pubblicazioni > Contatti 3 VALORI Passione Crediamo nelle storie imprenditoriali dei nostri

Dettagli

Area Marketing. Approfondimento

Area Marketing. Approfondimento Area Marketing Approfondimento STRATEGIA AZIENDALE STRATEGIA AZIENDALE CONOSCENZE IL CONCETTO DI ORIENTAMENTO STRATEGICO DI FONDO (OSF) L orientamento strategico di fondo delle imprese si basa su una nozione

Dettagli

LA COMUNICAZIONE ESTERNA

LA COMUNICAZIONE ESTERNA LEZIONE COMUNICAZIONE E MARKETING PROF.SSA CARMENCITA GUACCI Indice 1 LA COMUNICAZIONE ESTERNA --------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 IL MARKETING NELLA

Dettagli

LA PIANIFICAZIONE DI MARKETING. Prof. Giancarlo Ferrero - Università 1

LA PIANIFICAZIONE DI MARKETING. Prof. Giancarlo Ferrero - Università 1 LA PIANIFICAZIONE DI MARKETING Prof. Giancarlo Ferrero - Università 1 LA PIANIFICAZIONE DI MARKETING Argomenti affrontati: Pianificazione aziendale e pianificazione di marketing Tendenze evolutive nella

Dettagli

INDICE. 1.Perché fare Qualità. 2. Qualità e non-qualità. 3. Le potenzialità del Sistema di gestione. 4. La ISO 9001:2015

INDICE. 1.Perché fare Qualità. 2. Qualità e non-qualità. 3. Le potenzialità del Sistema di gestione. 4. La ISO 9001:2015 LE NOVITA INDICE 1.Perché fare Qualità 2. Qualità e non-qualità 3. Le potenzialità del Sistema di gestione 4. La ISO 9001:2015 1. PERCHE FARE QUALITA Obiettivo di ogni azienda è aumentare la produttività,

Dettagli

Milano Sharing City. SETTORE INNOVAZIONE ECONOMICA, SMART CITY E UNIVERSITA Pag. 1

Milano Sharing City. SETTORE INNOVAZIONE ECONOMICA, SMART CITY E UNIVERSITA Pag. 1 Milano Sharing City Le sfide globali contemporanee possono, se ben gestite, determinare lo sviluppo di importanti processi di innovazione in grado di portare benessere e crescita economica diffusa. In

Dettagli

CONCLUSIONI. Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera. it Consult 2005. Conclusioni

CONCLUSIONI. Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera. it Consult 2005. Conclusioni CONCLUSIONI Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera all interno di un network. Si è svolta un attenta analisi della letteratura sui network, sulle conoscenze, sulla

Dettagli

Codice Etico. Gennaio 2010

Codice Etico. Gennaio 2010 Codice Etico Gennaio 2010 ( SOMMARIO ) CAPO I IL VALORE DEL CODICE ETICO Pag. 2 CAPO II DESTINATARI E AMBITO DI APPLICAZIONE Pag. 2 CAPO III MISSIONE Pag. 3 CAPO IV STRUMENTI DI ATTUAZIONE DELLA MISSIONE

Dettagli

The New Leadership Paradigm

The New Leadership Paradigm Leadership del XXI secolo The New Leadership Paradigm Richard Barrett A cura di Luigi Spiga I 7 stati di coscienza della leadership Servizio Fare la differenza Trasformazione Stima di se stessi Relazione

Dettagli

MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio

MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio OLTRE LA CRISI MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio Nel nostro mondo sempre più globalizzato viviamo in una condizione di interdipendenza

Dettagli

Per raggiungere tale scopo, un Business Plan deve contenere tutte le informazioni necessarie a:

Per raggiungere tale scopo, un Business Plan deve contenere tutte le informazioni necessarie a: GUIDA ALLA REDAZIONE DEL Business Plan Matteo Mangano Il Business Plan: aspetti generali Il Business Plan è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale

Dettagli

COGITO ERGO COOP INCONTRO FINALE PROF. MARIO MAZZOLENI WWW.MMSOLUTIONS.EU

COGITO ERGO COOP INCONTRO FINALE PROF. MARIO MAZZOLENI WWW.MMSOLUTIONS.EU COGITO ERGO COOP INCONTRO FINALE PROF. MARIO MAZZOLENI WWW.MMSOLUTIONS.EU Prof. Mario Mazzoleni mario.mazzoleni@mmsolutions.eu 18 Novembre 2013 1 STAKEHOLDER Finanziator i Personal e Collettività Soci

Dettagli

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care

1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 1. B - Caratteristiche essenziali e modalità applicative del Sistema di Gestione Responsible Care 20 gennaio 2009 INDICE Sezione Contenuto 1. Il programma Responsible Care: scopo e campo di applicazione

Dettagli

PIANO DI COMUNICAZIONE

PIANO DI COMUNICAZIONE PIANO DI COMUNICAZIONE La legge regionale n. 5/2009 e il Piano Regionale della Salute 2011-2013 promuovono la centralità del cittadino e il suo coinvolgimento nei processi di miglioramento dei Servizi

Dettagli

1. Il welfare locale. 1. 1 Contesto normativo

1. Il welfare locale. 1. 1 Contesto normativo 1. 1 Contesto normativo L evoluzione normativa, avvenuta negli ultimi trentanni a livello nazionale in materia sanitaria e sociale e a livello regionale (dalle Leggi Regionali n. 78/1979, n. 13/ 1980,

Dettagli

Reputazione online. Andrea Barchiesi, CEO Reputation Manager andrea.barchiesi@reputation-manager.it NEL CORSO DEL WEBINAR SCOPRIRAI:

Reputazione online. Andrea Barchiesi, CEO Reputation Manager andrea.barchiesi@reputation-manager.it NEL CORSO DEL WEBINAR SCOPRIRAI: Reputazione online NEL CORSO DEL WEBINAR SCOPRIRAI: FONDAMENTI DI COMUNICAZIONE DIGITALE: LE REGOLE DEL WEB NUOVI OBIETTIVI DI COMUNICAZIONE: DAL BRAND ALL IDENTITÀ DIGITALE DEFINIZIONE DI WEB REPUTATION

Dettagli

POLITICA AZIENDALE PER LA GESTIONE DEL SISTEMA INTEGRATO

POLITICA AZIENDALE PER LA GESTIONE DEL SISTEMA INTEGRATO POLITICA AZIENDALE PER LA GESTIONE DEL SISTEMA INTEGRATO L'ultimo decennio il panorama della ristorazione collettiva è stato, per Serenissima Ristorazione SpA come per le aziende che operano nel medesimo

Dettagli

La Carta dell Investimento. Sostenibile e Responsabile. della finanza italiana

La Carta dell Investimento. Sostenibile e Responsabile. della finanza italiana La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana Introduzione L attività finanziaria trova fondamento nella funzione di veicolo dei capitali a sostegno dell economia reale e

Dettagli

PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ

PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ La qualità dei servizi e delle politiche pubbliche è essenziale per la competitività del sistema economico e per il miglioramento delle condizioni di vita dei

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

il modello Nokana e Takeuchi

il modello Nokana e Takeuchi www.librishop.it il modello Nokana e Takeuchi Considerazioni sul processo di creazione e condivisione della conoscenza indice il processo di creazione e condivisione il modello di creazione e condivisione

Dettagli

Il ruolo del Direttore come Leader e come Manager Giliberto Capano

Il ruolo del Direttore come Leader e come Manager Giliberto Capano Il ruolo del Direttore come Leader e come Manager Giliberto Capano (Università di Bologna) Il Direttore come responsabile della gestione complessiva (1) Cosa vuol dire avere una visione gestionale complessiva,

Dettagli

Contratto FM. Il Bollino Blu di IFMA Italia

Contratto FM. Il Bollino Blu di IFMA Italia Contratto FM Il Bollino Blu di IFMA Italia AGENDA Premessa Obiettivi Contenuti/Requisiti Conclusioni 2. PREMESSA Introduzione IFMA Italia, interlocutore privilegiato per tutte le tematiche relative al

Dettagli

Lezione 14: introduzione al 2 modulo La comunicazione IN azienda Stella Romagnoli

Lezione 14: introduzione al 2 modulo La comunicazione IN azienda Stella Romagnoli Lezione 14: introduzione al 2 modulo La comunicazione IN azienda Stella Romagnoli La comunicazione in azienda Gli strumenti di comunicazione complessi: Co-branding e co-marketing Valorizzazione delle sponsorizzazioni

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI. Direzione per il Personale. La gestione del colloquio di valutazione

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI. Direzione per il Personale. La gestione del colloquio di valutazione UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI Direzione per il Personale - Settore Sviluppo Risorse Umane - SISTEMA DI VALUTAZIONE PERFORMANCE INDIVIDUALE La gestione del colloquio di valutazione INDICE INTRODUZIONE

Dettagli

comunicare la crisi >>>>

comunicare la crisi >>>> comunicare la crisi tutto può precipitare in una crisi Catastrofi naturali attentati incidenti scalate ostili trans-fotografie copertine black-out cadute di sistemi paralisi dei collegamenti mucca pazza

Dettagli

Il ruolo degli stakeholder nella progettazione di un Piano di Marketing Territoriale e di un Marchio d Area

Il ruolo degli stakeholder nella progettazione di un Piano di Marketing Territoriale e di un Marchio d Area Il ruolo degli stakeholder nella progettazione di un Piano di Marketing Territoriale e di un Marchio d Area Il Marketing territoriale Il territorio, sia esso una città, un area urbana, un area turistica

Dettagli

CATALOGO FORMATIVO KNOWITA

CATALOGO FORMATIVO KNOWITA Il Catalogo Formativo 2015 di Knowità è composto da incontri pensati per soddisfare le esigenze di figure di responsabilità che necessitano di risposte concrete alle principali e più attuali priorità aziendali.

Dettagli

LA COMUNICAZIONE IN AMBITO ASSOCIATIVO

LA COMUNICAZIONE IN AMBITO ASSOCIATIVO LA COMUNICAZIONE IN AMBITO ASSOCIATIVO Il mondo delle associazioni di rappresentanza L universo delle associazioni vede coinvolti sindacati, organizzazioni di categoria, organizzazioni no-profit, ed anche

Dettagli

La nuova sicurezza nello scenario economico e sociale

La nuova sicurezza nello scenario economico e sociale La nuova sicurezza nello scenario economico e sociale DOTT.SSA PAOLA GUERRA ANFOSSI VERONA, 12 MARZO 2010 ARENA 2010 VALORE DELLA SICUREZZA INTEGRATA, RIPRESA ECONOMICA E SVILUPPO SOSTENIBILE Scenari di

Dettagli

L obiettivo dei percorsi formativi inseriti in questo Catalogo è quello di fornire iter di apprendimento che rispondano alle esigenze di crescita

L obiettivo dei percorsi formativi inseriti in questo Catalogo è quello di fornire iter di apprendimento che rispondano alle esigenze di crescita PRESENTAZIONE Bluform, società affermata nell ambito della Consulenza e della Formazione aziendale, realizza percorsi formativi rivolti ai dirigenti ed ai dipendenti delle aziende che vogliono far crescere

Dettagli

Area Marketing. Approfondimento

Area Marketing. Approfondimento Area Marketing Approfondimento LA COMUNICAZIONE LA COMUNICAZIONE CONOSCENZE La comunicazione è una delle politiche del marketing mix e può essere definita come il complesso di azioni poste in essere dall

Dettagli

Ruolo del professionista nel rapporto PMI - banca. Rosso & Partners Srl via G. Garibaldi, 17 31046 Oderzo (TV)

Ruolo del professionista nel rapporto PMI - banca. Rosso & Partners Srl via G. Garibaldi, 17 31046 Oderzo (TV) Ruolo del professionista nel rapporto PMI - banca Rosso & Partners Srl via G. Garibaldi, 17 31046 Oderzo (TV) INTRODUZIONE Gli effetti della crisi sulle imprese sono sintetizzabili in: minori ricavi, tempi

Dettagli

Corporate Social Responsability

Corporate Social Responsability Corporate Social Responsability elemento strategico per il successo dell impresa Il significato La Corporate Social Responsability, in italiano Responsabilità Sociale delle Imprese, può essere definita

Dettagli

Prodotto vs. Brand. Un prodotto si fabbrica. Un brand si compra (fiducia) Un brand (se ben costruito) è unico. Un prodotto si copia

Prodotto vs. Brand. Un prodotto si fabbrica. Un brand si compra (fiducia) Un brand (se ben costruito) è unico. Un prodotto si copia BRAND MANAGEMENT Prodotto vs. Brand Un prodotto si fabbrica Un brand si compra (fiducia) Un prodotto si copia Un brand (se ben costruito) è unico Un prodotto diventa obsoleto Un brand di successo vive

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO. per lavorare e vivere meglio. A cura dei Comitati Paritetici sul fenomeno del Mobbing Area Comparto e Dirigenza (*)

CODICE DI COMPORTAMENTO. per lavorare e vivere meglio. A cura dei Comitati Paritetici sul fenomeno del Mobbing Area Comparto e Dirigenza (*) CODICE DI COMPORTAMENTO per lavorare e vivere meglio A cura dei Comitati Paritetici sul fenomeno del Mobbing Area Comparto e Dirigenza (*) PREMESSA: Elementi di grande importanza negli ambienti di lavoro

Dettagli

BILANCIARSI - Formazione e Consulenza per la legalità e la sostenibilità delle Organizzazioni

BILANCIARSI - Formazione e Consulenza per la legalità e la sostenibilità delle Organizzazioni INTRODUZIONE BilanciaRSI è una società di formazione e consulenza specializzata nei temi della Legalità, della Sostenibilità, della Responsabilità d Impresa e degli Asset Intangibili. Da più di 10 anni

Dettagli

Risorse, capacità e competenze per fare impresa

Risorse, capacità e competenze per fare impresa Risorse, capacità e competenze per fare impresa Renato Fiocca Parma - 21 marzo 2014 Gli argomenti di oggi: Le relazioni impresa-mercato e la centralità del cliente Individuare e generare valore per il

Dettagli

PARTE SECONDA La pianificazione strategica

PARTE SECONDA La pianificazione strategica PARTE SECONDA La pianificazione strategica 1. La pianificazione strategica dell impresa marketing oriented Di cosa parleremo Tutte le principali economie sono attualmente caratterizzate da continui e repentini

Dettagli

Modulo Il piano di comunicazione di un organizzazione non profit

Modulo Il piano di comunicazione di un organizzazione non profit Modulo Il piano di comunicazione di un organizzazione non profit Materiale didattico a cura di ALFONSO SIANO Università degli Studi di Salerno sianoalf@unisa.it 2010 1 Piano di comunicazione MARKETING

Dettagli

Scheda di partecipazione Quarta edizione

Scheda di partecipazione Quarta edizione Scheda di partecipazione Quarta edizione Per ogni progetto candidato occorre compilare la scheda di partecipazione, composta da tre sezioni: - sezione 1: descrizione sintetica del programma - sezione 2:

Dettagli

Solo chi ha un apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo

Solo chi ha un apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo Solo chi ha un apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo B. Munari inside INSIDE è specializzata nella trasformazione organizzativa, nello sviluppo e nella valorizzazione del capitale umano

Dettagli

FUND RAISING PER LE BIBLIOTECHE

FUND RAISING PER LE BIBLIOTECHE FUND RAISING PER LE BIBLIOTECHE a cura di Bonucchi & Associati srl Questo documento è di supporto a una presentazione verbale. I contenuti potrebbero non essere correttamente interpretati in assenza dei

Dettagli

Il lavoro sulle risorse immateriali precede la ricerca delle risorse materiali

Il lavoro sulle risorse immateriali precede la ricerca delle risorse materiali IL FUND RAISING PER LE ORGANIZZAZIONI NON PROFIT Principi, strumenti e tecniche Il lavoro sulle risorse immateriali precede la ricerca delle risorse materiali Spesso, di fronte al tema delle risorse, chi

Dettagli

IL RISK MANAGEMENT ED IL CONNESSO MODELLO DI GESTIONE

IL RISK MANAGEMENT ED IL CONNESSO MODELLO DI GESTIONE PARTE GENERALE IL RISK MANAGEMENT ED IL CONNESSO MODELLO DI GESTIONE - 4 - Premessa. DP&V attraverso l emanazione di un modello di gestione dei rischi aziendali intende dotarsi di un sistema di Corporate

Dettagli

Operazione W.O.M.E.N. Rif. PA 2011-1326/RE

Operazione W.O.M.E.N. Rif. PA 2011-1326/RE Progetto 1: Gestire il tempo Durata complessiva: 28 di cui 16 di aula (4 incontri da 4 ore), 6 di e-learning e 6 di project work Numero partecipanti previsto: 14 Quota iscrizione 30 Modulo 1 La gestione

Dettagli

Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale. Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere

Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale. Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere MultiPiani si occupa dal 1994 di Comunicazione e Marketing strategico, rivolgendosi

Dettagli

LEADERSHIP E GESTIONE DEL PERSONALE Con gli imprenditori

LEADERSHIP E GESTIONE DEL PERSONALE Con gli imprenditori Giovedì 16 / Venerdì 17 Aprile 2015 Sede di Livigno, Via Freita 1660 Relatore : Roberto Bonacasa LEADERSHIP E GESTIONE DEL PERSONALE Con gli imprenditori 1 Link Utili www.bonacasa.net 2 Parte 1: Affrontare

Dettagli

Le prospettive della responsabilità sociale in Italia Una ricerca sui CEO delle imprese aderenti a Fondazione Sodalitas

Le prospettive della responsabilità sociale in Italia Una ricerca sui CEO delle imprese aderenti a Fondazione Sodalitas Fondazione Sodalitas GfK Eurisko Le prospettive della Responsabilità Sociale in Italia Aprile 2010 Le prospettive della responsabilità sociale in Italia Una ricerca sui CEO delle imprese aderenti a Fondazione

Dettagli

ABSTRACT DELLA TESI. La responsabilità sociale d'impresa nella banca. Il caso della finanza socialmente responsabile.

ABSTRACT DELLA TESI. La responsabilità sociale d'impresa nella banca. Il caso della finanza socialmente responsabile. ABSTRACT DELLA TESI La responsabilità sociale d'impresa nella banca. Il caso della finanza socialmente responsabile di Daniele Perri Quello della responsabilità sociale d impresa è un concetto multisfaccettato,

Dettagli

Art. 1 - Oggetto. Oggetto del presente Piano è la progettazione di massima dei corsi per il triennio 2014-2016 e il relativo preventivo economico.

Art. 1 - Oggetto. Oggetto del presente Piano è la progettazione di massima dei corsi per il triennio 2014-2016 e il relativo preventivo economico. PIANO DI FORMAZIONE TRIENNIO 2014-2016 AI SENSI DELLA CONVENZIONE TRA LA SCUOLA NAZIONALE DELL AMMINISTRAZIONE E L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS Art. 1 - Oggetto Oggetto del presente Piano

Dettagli

CODICE ETICO di FORTES Impresa Sociale SRL

CODICE ETICO di FORTES Impresa Sociale SRL CODICE ETICO di FORTES Impresa Sociale SRL SOMMARIO PREMESSA: PERCHÉ UN CODICE ETICO 1. I VALORI DI RIFERIMENTO A. Responsabilità di rendere conto dell impatto delle nostre attività sulla società, ambiente,

Dettagli

III.A.1. CODICE ETICO

III.A.1. CODICE ETICO III.A.1. CODICE ETICO 1. FINALITA' La Casa di Cura Villa Aurora S.p.a., al fine di definire con chiarezza e trasparenza l insieme dei valori ai quali l'ente si ispira per raggiungere i propri obiettivi,

Dettagli

Gruppo Helvetia. Il nostro profilo aziendale

Gruppo Helvetia. Il nostro profilo aziendale Gruppo Helvetia Il nostro profilo aziendale Il nostro motto Primi per crescita, redditività e lealtà dei clienti. Il profilo aziendale del Gruppo Helvetia definisce la missione e i valori fondamentali

Dettagli

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo Indice 1. Premessa 3 2. Il sistema di misurazione e valutazione delle performance 4 3. Criteri per la

Dettagli

IMPRENDITORE SOCIALE

IMPRENDITORE SOCIALE AVVISO PUBBLICO SFIDE STRUMENTI FORMATIVI PER INNOVARE, DECOLLARE, EMERGERE, INSERITO NEL POR SARDEGNA FSE 2007-2013 LINEA D INTERVENTO C.2.2 IMPRENDITORE SOCIALE PROGETTO N 1 ANALISI DEL CONTESTO E PIANIFICAZIONE

Dettagli

4. IL BRAND MANAGEMENT DEL TERRITORIO

4. IL BRAND MANAGEMENT DEL TERRITORIO 4. IL BRAND MANAGEMENT DEL TERRITORIO 4.1 La marca del territorio: definizione La marca, quando riferita all impresa, viene definita, nella prospettiva dei consumatori-acquirenti, come: aggregazione, intorno

Dettagli

Linee guida per il mansionario Operatore Socioassistenziale Opzione assistenza all infanzia

Linee guida per il mansionario Operatore Socioassistenziale Opzione assistenza all infanzia Linee guida per il mansionario Operatore Socioassistenziale Opzione assistenza all infanzia PREMESSA L OSA (operatore/operatrice socioassistenziale) - Ha uno statuto di professionista qualificato con Attestato

Dettagli

S&A Change Srl www.sa-change.it E-mail: info@sa-change.it Via Cesare Boldrini, 24 40121 Bologna Tel. 051.240180 Fax 051.240420 Via F.

S&A Change Srl www.sa-change.it E-mail: info@sa-change.it Via Cesare Boldrini, 24 40121 Bologna Tel. 051.240180 Fax 051.240420 Via F. FORMAZIONE MANAGERIALE S&A Change Srl www.sa-change.it E-mail: info@sa-change.it Via Cesare Boldrini, 24 40121 Bologna Tel. 051.240180 Fax 051.240420 Via F. Baracca, 235/E 50127 Firenze Tel. 055.3436516

Dettagli

Newsletter Novembre 2012

Newsletter Novembre 2012 Newsletter Novembre 2012 Milano, 12 novembre 2012 Gent. IRO, con l avvicinarsi della fine di un anno che ha visto perdurare forti difficoltà nel contesto economico e finanziario, abbiamo ritenuto interessante

Dettagli

Tecniche avanzate di vendita Livello avanzato. OBIETTIVI: Padroneggiare le tecniche di vendita e migliorarle con metodi di negoziazione affermati

Tecniche avanzate di vendita Livello avanzato. OBIETTIVI: Padroneggiare le tecniche di vendita e migliorarle con metodi di negoziazione affermati Tecniche avanzate di vendita Livello avanzato Padroneggiare le tecniche di vendita e migliorarle con metodi di negoziazione affermati Direttori e Commerciali; Tutti coloro che devono gestire un gruppo

Dettagli

Presentazione Generale

Presentazione Generale Presentazione Generale Milano, Maggio 2015 info@svreporting.com Servizi Se vuoi cambiare il modo di pensare di qualcuno, lascia perdere; non puoi cambiare come pensano gli altri. Dai loro uno strumento,

Dettagli

Comportamento del cliente

Comportamento del cliente Comportamento del cliente Obiettivi conoscitivi Inquadrare l analisi del comportamento del cliente nelle diverse prospettive disciplinari che hanno affrontato l argomento Comprendere la sequenza delle

Dettagli

Il ruolo strategico della comunicazione attraverso lo strumento delle Relazioni Pubbliche e delle attività di Lobby

Il ruolo strategico della comunicazione attraverso lo strumento delle Relazioni Pubbliche e delle attività di Lobby Il ruolo strategico della comunicazione attraverso lo strumento delle Relazioni Pubbliche e delle attività di Lobby di Vincenzo Mascellaro Mantova, 27_10_08 La comunicazione d Impresa La comunicazione

Dettagli

Social Plan Lo strumento fondamentale per definire ed attuare Una nuova politica di CSR. La dimensione operativa

Social Plan Lo strumento fondamentale per definire ed attuare Una nuova politica di CSR. La dimensione operativa Social Plan Lo strumento fondamentale per definire ed attuare Una nuova politica di CSR La dimensione operativa Una nuova visione della CSR Quello della responsabilità sociale è un valore che viene accettato

Dettagli

E LE SUE STRATEGIE COMUNICATIVE.

E LE SUE STRATEGIE COMUNICATIVE. ALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITÀ DI BOLOGNA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA Corso di laurea specialistica in: Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica LA RESPONSABILITÀ SOCIALE D IMPRESA

Dettagli

Introduzione al Retail

Introduzione al Retail Introduzione al Retail Lezione 14.03.13 Pio Zito MARKETING RELAZIONALE FACOLTA DI SCIENZE MANAGERIALI Il Retail etailè un sistema di vendita evoluto composto da una rete di punti caratterizzati da: SPECIALIZZAZIONE

Dettagli

La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana

La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana La Carta dell Investimento Sostenibile e Responsabile della finanza italiana 6 Giugno 2012, Scuderie di Palazzo Altieri - Roma Siglata in occasione della Settimana Italiana dell Investimento Sostenibile

Dettagli