REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. TRIBUNALE DI MODENA Sezione Civile SENTENZA. promossa da

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1 Fallimento Crediti da lavoro - Ammissione al passivo Dirigente Licenziamento in tronco da parte della società in bonis Illegittimità Disciplina del rapporto di lavoro dirigenziale - Ristrutturazione e riduzione del personale Giustificato motivo oggettivo Ammissione al passivo dell indennità sostitutiva del preavviso - Esclusione - Rif.Leg.art.98 RD 267/42;art.2119 cc;art.7 L.300/70; Sentenza n. 1903/06 Pronunziata il 17/11/2006 Depositata il 06/12/2006 Composto dai Magistrati dott. Eleonora De Marco Presidente dott. Emilia Salvatore Giudice est. dott. Ernestino Bruschetta Giudice Ha pronunciato la seguente nella causa civile iscritta al n.1516/ 2005 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI MODENA Sezione Civile SENTENZA promossa da XX, rappresentato e difeso dagli Avv Giampiero Samorì e Rosaria Villano del foro di Modena, che lo assiste e rappresenta; contro Fallimento S.I. spa in liquidazione, a mezzo del curatore, costituitosi in giudizio, assistito dall.avv.paolo Maniscalco del foro di Modena Avente ad oggetto: opposizione allo stato passivo Conclusioni: L'attore conclude per l'ammissione al passivo del fallimento Smaltitalia, spa del credito di lavoro vantato dal ricorrente pari a ,96, di cui. 79:281,286 a titolo di indennità sostitutiva di preavviso ed ,688 a titolo di TFR in via privilegiata ex art 2751 bis cc, trattandosi di somme riconosciute dovute dalla medesima società e comunque spettanti indipendentemente dall'accertamento della legittimità o giustificatezza del licenziamento;

2 sempre in via principale previo accertamento della nullità o illegittimità del licenziamento irrogato, accertata la natura pseudo-dirigenziale del rapporto di lavoro intercorso tra le parti, dichiarare il ricorrente meritevole di tutela reale e quindi ammetterlo in via privilegiata ex art 2751 bis n.1 cc all'importo corrispondente al risarcimento del danno in misura pari alle retribuzioni dovute dal licenziamento alla data della eventuale reintegra in assenza di fallimento in via subordinata in ipotesi di inquadramento del ricorrente nella categoria dei dirigenti apicali, ammettere l'esponente in via privilegiata ex art 2751 bis cc al passivo del fallimento Smaltitalia spa per l'importo di ,48 quale indennità supplementare i il minor importo ritenuto dovuto a tale titolo, per l'importo di 9.168,00 a titolo di preavviso su benefit auto, per l'importo di. 679,11 a titolo di Tfr su preavviso benefit auto, per l'importo di ,00 a titolo di supplementare su auto, 5432 a titolo di Tfr su auto; in ulteriore subordine in caso di riconoscimento di licenziamento sorretto da giustificato motivo oggettivo per ristrutturazione aziendale ammettere il ricorrente al passivo del fallimento per ,24 ex art 2751 bis n1 cc oltre interessi e rivalutazione monetaria, a titolo di indennità supplementare prestabilita prevista per i dirigenti industriali dall'accordo interconfederale tra confindustria e fndai del per tutti i casi di ristrutturazione aziendale in via istruttoria si insiste per l'ammissione delle prove per testi dedotte e non ammesse, con vittoria di spese, diritti ed onorari; Il Fallimento conclude chiedendo il rigetto delle domande attoree perchè infondate in fatto e in diritto; in via riconvenzionale accertato e dichiarato l'inadempimento di XX ai suoi doveri e obblighi in forza di contratto di lavoro subordinato in essere con Smaltitalia spa per i fatti di cui è premessa, accertarsi l'intervenuta risoluzione di tale contratto per inadempimento del ricorrente XX con effetto retroattivo alla data di commissione dell'inadempimento e comunque a data anteriore al licenziamento intimato, dirsi tenuto e condannarsi il XX a risarcire alla procedura convenuta il danno causato dal suo inadempimento nella misura che sarà liquidata dal giudice in via equitativa, con interessi e rivalutazione monetaria, con vittoria di spese, competenze ed onorari di causa;. Svolgimento del processo: In data XX proponeva ricorso in opposizione allo stato passivo del fallimento S.I. spa in liquidazione in quanto il credito da lui asseritamente vantato nei confronti della società fallita pari a ,48 a titolo di indennità supplementare, ovvero ,86 a titolo indennità sostitutiva di preavviso o comunque la minor somma ritenuta dovuta con il privilegio ex art 2751 bis n. 1 cc, oltre accessori relativo a compensi a lui, dovuti quale stipendio ed indennità varie a seguito di licenziamento illegittimo, non era stato ammesso dal G.d in sede di verifica allo stato passivo integralmente in quanto il credito era contestato giudizialmente.

3 Il XX contestava tale provvedimento sostenendo di aver svolto lavoro subordinato come dirigente in favore della società fallita e di essere stato illegittimamente licenziato in data ad nutum, ponendo a base del recesso motivazioni del tutto pretestuose ovvero un processo di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale con soppressione della mansione e del posto di lavoro dallo stesso occupato Si chiedeva pertanto di accertare l'illegittimità del licenziamento e conseguentemente riconoscere all'opponente le somme a lui dovute a titolo di retribuzioni non corrisposte, tfr ed indennità varie per gli importi sopra indicati ed in ogni caso a titolo di indennità sostitutiva di preavviso ed indennità varie previste contrattualmente stante l'illegittimità del licenziamento Il fallimento costituitosi in giudizio chiedeva il rigetto della opposizione ritenendola infondata, sostenendo che il licenziamento del XX era del tutto legittimo in quanto sorretto da giustificato motivo oggettivo e nessuna somma doveva essere riconosciuta al dipendente a titolo di retribuzione o di indennità varie. Inoltre il fallimento spiegava domanda riconvenzionale dando atto che dopo il fallimento erano emersi gravi inadempimenti contrattuali posti in essere dall'opponente tali da giustificare la risoluzione per inadempimento del contratto ed il risarcimento del danno causato dal XX a Smaltitalia spa. Nel corso delle udienze di trattazione della causa venivano precisate le rispettive tesi, l'istruttoria veniva svolta mediante l'audizione di una parte dei testi richiesti da entrambe le parti, con esclusione delle ulteriori prove richieste in quanto ritenute ultronee, nonché da produzioni documentali. All'udienza del le parti precisavano le conclusioni e decorsi i termini di cui all'art 190 cpc la causa veniva posta in decisione. Motivi della decisione Va rigettata l'opposizione, allo stato passivo del fallimento S.I spa in liquidazione così come proposta da XX per le ragioni di seguito evidenziate. La prima questione da esaminare è relativa alla legittimità o meno del licenziamento intimato al XX, all'epoca dirigente di Smaltitalia spa da parte della società in bonis, sia sotto il profilo formale che sostanziale. La giurisprudenza di legittimità ha più volte ribadito che nell'ipotesi di dirigente della società in caso di licenziamento non valgono le regole applicabili in generale, nei rapporti di lavoro subordinato nel senso che non trovano applicazione le garanzie formali e procedurali di cui all'art 7 dello statuto dei lavoratori ed è del tutto irrilevante la mancata comunicazione contestuale dei motivi di licenziamento, potendo gli stessi essere esplicitati in qualsiasi momento (Cass. Civ sez lav , n11691 in Giust. Civ. mass 2005, 6; Cass.civ n ;).

4 Quanto alla motivazione del licenziamento il rapporto di lavoro del dirigente non è assoggettato, alla disciplina di cui all'art. 3 l. 604/1966 e art 2119 cc e la giustificazione del licenziamento non coincide con la giusta causa o il giustificato motivo del licenziamento del lavoratore subordinato ma assume rilievo qualsiasi motivo idoneo a far venire meno il rapporto di fiducia con il datore di lavoro e nel caso del giustificato motivo è sufficiente qualsiasi esigenza di carattere aziendale che appaia fondata e non meramente pretestuosa secondo la valutazione demandata al giudice di merito, con la conseguenza che solo in caso di licenziamento illegittimo potrà essere riconosciuto al dirigente l indennità supplementare prevista dalla contrattazione collettiva in dipendenza di licenziamento ingiustificato. (Cass. Civ sez lav , n not. Gir. Lav. 2005,223; Cass. Civ , n in giust. Civ mass. 2004, 7-8; Trib Milano in orient. Giur lav 2004, I, 431; Cass Civ sez lav n 7839 in Giust. Civ mass. 2005, 4) Nel caso specifico dall'istruttoria svolta è emerso che XX era inquadrato nell'ambito aziendale quale dirigente addetto al laboratorio insieme a M. quest'ultimo con funzioni e responsabilità tecniche mentre il XX era addetto al controllo di qualità dei prodotti ed allo studio e valutazione di nuovi prodotti, funzione che egli esercitava in modo autonomo tenendo contatti con fornitori e terzi, operando un'attività di coordinamento e valutazione del lavoro svolto dai vari tecnici, come emerso dalle dichiarazione dei testi R. e M., dandosi atto della piena capacità a testimoniare del legale rappresentante della società fallita non avendo egli allo stato alcun interesse diretto e concreto ai fatti di causa). L'attività svolta dal XX sia in termini giuridici che di fatti aveva il carattere del dirigente apicale addetto in via esclusiva ad un determinato settore con autonomia decisionale in merito, pur dovendo ovviamente dare conto delle scelte operate e dei costi sostenuti al legale responsabile della società. A seguito di una situazione di crisi aziendale nell'anno 2002 l'attività del laboratorio venne ridimensionata e le mansioni svolte dal XX vennero soppresse e la responsabilità del laboratorio è stata incentrata sull'aspetto tecnico mantenendo in servizio un solo responsabile del laboratorio ovvero il M. coadiuvato nell'attività dai dipendenti dell'azienda, senza tuttavia che altro soggetto subentrasse nella funzione e nel posto di lavoro in precedenza occupato dal XX e con la qualifica dallo stesso rivestita. Ne discende che il licenziamento del XX venne determinato da un effettiva esigenza aziendale di ristrutturazione e di ridimensionamento del settore a cui era addetto, il XX con conseguente soppressione del posto di lavoro a cui lo stesso era adibito e pertanto il licenziamento è stato determinato da un giustificato motivo oggettivo tale da giustificare la risoluzione del rapporto di lavoro ad nutum, senza diritto all'indennità sostitutiva di preavviso o comunque a qualsiasi titolo richieste state la legittimità del licenziamento (in tal senso da ultimo Cass. Civ , in Dir e Giust.2005=, II, 23).. Sul punto va rilevato che la comunicazione del licenziamento indirizzata dalla società al XX non contiene alcun riconoscimento di debito da parte della società la quale si limita a dare atto al dipendente della facoltà di richiedere nell'ipotesi in cui ritenesse di avere diritto il pagamento dell'indennità sostitutiva di preavviso, per altro poi effettivamente

5 richiesto dall'opponente in via giudiziale già prima della dichiarazione di fallimento e la relativa pretesa era stata contestata sempre in via giudiziale dalla società in bonis, in tal modo dimostrando di non ritenere la pretesa dovuta. Infine quanto alla domanda avanzata in via riconvenzionale dal fallimento convenuto va rilevata l'assoluta infondatezza della domanda posto che il licenziamento è stato intimato all'opponente per questioni attinenti a riorganizzazione e ristrutturazione aziendale ed eventuali fatti o, condotte emerse in epoca successiva al licenziamento e non possono essere contestate al XX ed appaiono in ogni caso estranee al presente giudizio Al rigetto dell'opposizione consegue la condanna dell'opponente 'alla rifusione delle spese processuali sostenute dal fallimento che si liquidano come in dispositivo. P.Q.M. Il Tribunale definitivamente pronunciando sull'opposizione allo stato passivo proposta da XX nei confronti del Fallimento S.I. spa in liquidazione così dispone: rigetta l'opposizione allo stato passivo come sopra proposta da XX e la domanda riconvenzionale avanzata dal fallimento convenuto. Condanna l'opponente al pagamento in favore del fallimento S.I. spa delle spese di giudizio che si liquidano in ,00 di cui 3500,00 per spese e diritti, 7.000,00 per onorari, oltre spese generali, iva e cpa come per legge Modena, Il Presidente Il Giudice estensore Depositata in Cancelleria il 06/12/2006

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