Nono Rapporto UniCredit sulle piccole imprese La digitalizzazione delle imprese pugliesi: efficienza, innovazione e conquista di nuovi mercati

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1 Nono Rapporto UniCredit sulle piccole imprese La digitalizzazione delle imprese pugliesi: efficienza, innovazione e conquista di nuovi mercati Presentati oggi i risultati dello studio di UniCredit, dedicato alla digitalizzazione delle imprese pugliesi. L'utilizzo di ICT consente alle imprese pugliesi una maggiore efficienza e flessibilità oltre a favorire attività strategiche quali l'innovazione e l internazionalizzazione Bari, 05 marzo Sfide e opportunità della digitalizzazione: è questo il tema della nona edizione del Rapporto Piccole Imprese UniCredit, di cui sono stati resi noti oggi i risultati locali relativi alle aziende pugliesi. Il Rapporto si fonda sul presupposto che la digitalizzazione ha profondamente cambiato l interazione tra sistema scientificotecnologico e apparato produttivo, sempre più imperniata su due risorse immateriali: l informazione e la conoscenza. Grazie alle loro caratteristiche di pervasività, le tecnologie digitali hanno mutato il modo di produrre, di scambiare e di comunicare, investendo orizzontalmente tutti i settori di attività economica e avendo come potenziali destinatarie le imprese di qualsiasi dimensione. «In un momento storico come quello che stiamo vivendo - dichiara Felice Delle Femine, Regional Manager di UniCredit al Sud - per una piccola impresa è fondamentale investire nella digitalizzazione per poter competere. Infatti le nuove tecnologie hanno il grande pregio di abbattere le barriere commerciali e allargare gli orizzonti del fare affari e quindi arrivare velocemente e facilmente laddove senza digitalizzazione un'impresa non arriverebbe. Per questo motivo le imprese pugliesi devono puntare sull'innovazione tecnologica perché con essa si aprono le opportunità dell'efficienza organizzativa, dei nuovi mercati da conquistare e di crescita occupazionale». L indice di fiducia Nell indagine 2012 sulla fiducia 1 degli imprenditori pugliesi sui successivi 12 mesi emergono, in quadro complessivo tendenzialmente negativo, alcune differenze circa la percezione degli interpellati sui diversi ambiti della loro attività. Se infatti fattori esogeni come la situazione economica generale e quella del settore di appartenenza dell azienda rappresentano per gli imprenditori della regione le maggiori incognite, con valori in linea 1 Sono stati selezionati 7 argomenti chiave per calcolare la fiducia degli imprenditori, in conformità ai criteri adottati nello Small Business Index di Gallup e Wells Fargo. Quattordici domande inerenti l andamento negli ultimi 12 mesi e la previsione prospettica dei prossimi 12 mesi della situazione economica del Paese, dell andamento del rispettivo settore di appartenenza, della crescita dei ricavi dell azienda, dell evoluzione dei tempi di incasso, dell andamento degli investimenti per rinnovare e far crescere l azienda, della disponibilità di finanziamenti, dell evoluzione dell occupazione. A queste 14 domande sono state offerte risposte multiple a 5 uscite con graduazioni dal molto negativo al molto positivo (passando attraverso il negativo, neutro e positivo ). Per ogni domanda è stata calcolata la percentuale di risposte positive, cui è stata sottratta la percentuale di risposte negative. Per calcolare l indice di fiducia sintetico, è stata calcolata la media dei 14 numeri così ottenuti ed il risultato è stato sommato a 100, in linea con quanto calcola l Istat per la fiducia dei consumatori.

2 col dato nazionale (rispettivamente 53 per la situazione economica generale e 76 per il settore di appartenenza rispetto ai valori di 45 e di 72 riscontrati in ambito nazionale), si può riscontrare una tendenza opposta su tematiche quali l andamento occupazionale e la propensione agli investimenti. In particolar modo i pareri incoraggianti espressi dagli imprenditori pugliesi sulla dinamica dell occupazione (valore 100, superiore al 97 nazionale e che indica un lieve prevalere di operatori ottimisti rispetto ai pessimisti) e sulla propensione ad investire nel futuro prossimo (dato regionale 99, nazionale 91) indicano, almeno su questo versante, l attesa per il futuro prossimo di una sostanziale tenuta o perlomeno la progressiva attenuazione di una tendenza negativa che ha raggiunto il suo picco nei mesi passati. PUGLIA Indice di fiducia delle piccole imprese sui futurio 12 mesi La digitalizzazione come leva per lo sviluppo La digitalizzazione in questi anni ha profondamente cambiato i processi produttivi tanto da essere universalmente riconosciuta come un potente fattore propulsivo di sviluppo economico. L Italia sconta tuttavia un ritardo in termini di digitalizzazione rispetto agli altri paesi industrializzati e sta cercando, anche attraverso provvedimenti di carattere legislativo, di colmare tale divario. Per comprendere meglio le caratteristiche del digital divide (inteso come gap causato da diverse possibilità di accesso alle infrastrutture digitali e da differenti capacità d uso del canale Internet e dei servizi veicolati) che affligge tutte le aree del nostro Paese, compresa la Puglia, basta analizzare alcuni indicatori, come l indice di intensità digitale 2 e il numero di imprese che utilizzano la banda larga. Infatti, secondo 2 Indice costruito combinando un indicatore di infrastrutturazione e di accesso digitale (enablement) con due misure di utilizzo, la spesa di consumatori e imprese per il commercio elettronico e la pubblicità online (expenditure) e l intensità di utilizzo di Internet da parte di consumatori, imprese e Pubblica Amministrazione (engagement). 2

3 una ricerca del Boston Consulting Group, l indice di intensità digitale della Puglia è pari a 56, inferiore al dato nazionale (63) e a quello dei Paesi OCSE (100), mentre, secondo l Istat, in Puglia le imprese che usano la banda larga sono 78 su 100, inferiori alla media italiana, pari a 83. Fermo restando questo quadro più generale di difficoltà, il Rapporto UniCredit ha misurato quanto le piccole aziende sfruttino le opportunità della digitalizzazione nei loro processi interni. Per esempio è stato preso in esame il ricorso da parte delle imprese a 4 tipologie di processo informatico: software per la produttività individuale, sistemi gestionali di base, sistemi gestionali avanzati, sistemi di condivisione automatica delle informazioni tra diverse funzioni aziendali. Le piccole imprese pugliesi risultano meno inclini all utilizzo di sistemi informatici nei loro processi interni rispetto alla media italiana. Solo il 54,1% infatti utilizza software per la produttività individuale (il risultato a livello nazionale è 62,1%); il 60,2% dello stesso campione si serve di sistemi gestionali di base (il risultato a livello nazionale è 60%). Per quanto riguarda poi l utilizzo di tecnologie informatiche più sofisticate, è solo il 18,5% delle piccole imprese pugliesi ad utilizzare sistemi gestionali avanzati (in Italia il 20,7%) e il 32,7% a servirsi di sistemi automatici di condivisione tra le diverse funzioni aziendali (la media italiana è del 34,7%). Un aspetto importante in termini di digitalizzazione e attività d impresa è l utilizzo di Internet: in Puglia le potenzialità del mezzo sono sfruttate solo in parte. Se infatti ormai quasi la totalità delle imprese utilizza l come canale di comunicazione, è altrettanto vero che forme di interazione più strutturate, come la creazione di un profilo aziendale su social network e l acquisto di spazi di pubblicità online, vengono utilizzate da una minoranza. Inoltre solo il 49,2% delle piccole imprese pugliesi dispone di una connessione a banda larga. 3

4 Per quel che riguarda lo sviluppo e l intensificazione dell utilizzo di canali e processi digitali da parte delle imprese pugliesi, anche per il futuro prossimo la situazione non dovrebbe mutare radicalmente. Dall analisi della spesa corrente in ICT dichiarata dalle imprese pugliesi risulta infatti che in regione meno della metà ha effettuato investimenti in questo ambito (42%). 4

5 La digitalizzazione: impatto sulla relazione con clienti e fornitori In Italia l e-commerce è ancora poco diffuso, anche se va rilevato che ha un ruolo maggiore tra le piccole imprese rispetto a quelle medio-grandi. In particolare, tra le piccole imprese italiane in media il 19,1% delle vendite totali sono realizzate online, mentre, per quanto riguarda gli acquisti, il dato si attesta al 23,9%. In Puglia, secondo quanto rilevato dal Rapporto di UniCredit, lo scenario appare in parte differente. In regione, infatti, il commercio elettronico ha un peso maggiore: in media il 20,2% del fatturato delle piccole imprese pugliesi è realizzato online, mentre gli acquisti tramite canali telematici raggiungono in media il 26,4%. Il commercio elettronico in Italia mostra quindi ampi margini di sviluppo e può costituire una significativa opportunità anche in termini di internazionalizzazione e di accesso ai mercati esteri. Come noto, infatti, in un contesto economico generale caratterizzato da una domanda interna che stenta a ripartire sia sul versante privato che su quello pubblico, il canale internazionale appare oggi la migliore possibilità che le piccole imprese hanno per uscire dalla crisi e attuare nuove politiche di crescita. In questo scenario, il Rapporto UniCredit mostra come l e-commerce sia in grado di favorire l accesso ai mercati esteri, in particolare per le piccole imprese. Questo vale anche per la Puglia, dove il 23,5% delle piccole imprese che esportano svolgono la loro attività di vendita all estero proprio tramite il commercio elettronico. Per questo appare determinante incentivare e accrescere la diffusione dell e-commerce, anche se sussistono alcuni fattori che sembrano ostacolarne la diffusione. Sulla base dell indagine UniCredit, infatti, a frenare l espansione dell e-commerce contribuiscono molteplici fattori, culturali, infrastrutturali e tecnici. In particolare, per quanto riguarda la Puglia, gli imprenditori intervistati mostrano di percepire come ostacolo principale alla diffusione del commercio elettronico la necessità di un rapporto diretto con la clientela (56,9%), seguita dalla scarsa 5

6 garanzia di sicurezza in rete (46,9%) e dall incertezza sull identità della controparte (46,3%). 6

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