Emigrare per sopravvivere

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1 VOLUME 3 PER LA PROVA INVALSI Unità 16 La mondialità Emigrare per sopravvivere Cognome Nome Classe Data CHI L HA SCRITTO? Nedo Rossi, docente universitario, ed Enzo Tiezzi (1938), insegnante di Chimica Fisica all università di Siena e autore di numerose pubblicazioni scientifi che. DA DOVE È TRATTO? Da Il problema demografi co. DI CHE COSA PARLA? Il testo affronta il tema degli spostamenti di una numerosa parte della popolazione mondiale dai Paesi meno sviluppati a quelli caratterizzati da maggiore ricchezza e progresso. Gli autori ricordano che tale fenomeno rappresenta una costante della storia dell umanità e che il suo accentuarsi nel futuro produrrà notevoli conseguenze che richiedono di essere conosciute e affrontate. COME NE PARLA? Si tratta di un testo di tipo descrittivo e argomentativo, in quanto gli autori, alla presentazione del problema e alla spiegazione dei suoi aspetti più evidenti, fanno seguire considerazioni e valutazioni personali che contribuisco a incentivare la riflessione. 1. esodo: spostamento di un numero elevato di individui dal paese di origine verso nuove destinazioni geografiche. Si può affermare che la gran parte della popolazione mondiale si concentra in poche zone del pianeta, generalmente le più fortunate per le condizioni fisiche e climatiche: tali sono infatti le pianure alluvionali del sud-est asiatico, ben irrigate dalle piogge monsoniche, l Africa resa fertile dai grandi fiumi Niger e Nilo, l isola di Giava, con le sue rigogliose terre vulcaniche, le zone tropicali e umide del centro America, e poi l Europa, il Giappone, il Nord America, il Sud Africa, zone che offrono maggiori possibilità di lavoro e ricchezza grazie a un particolare sviluppo industriale (di antica data o di recente origine) o grazie alla presenza di preziose materie prime. Per questa stessa ragione, gli abitanti del continente americano tendono a concentrarsi nelle zone che offrono maggiori possibilità di sopravvivenza o di benessere: nel settore nordorientale del Nord America, nel Centro America, nella fascia costiera e tropicale brasiliana. Occorre anche sottolineare però che all incremento demografico del continente americano hanno contribuito notevolmente, fin dalla sua scoperta, sia la massiccia immigrazione spontanea di popolazioni provenienti da altri continenti (inizialmente europee, poi anche asiatiche), sia il forzato afflusso di popolazioni negre provenienti dall Africa centro-occidentale. Mentre la prima risale soprattutto all inizio di questo secolo, quando grandi masse di gente si spostavano in America alla ricerca di lavoro; la seconda ebbe inizio nel 1600 e continuò fino al Se i primi africani vennero sbarcati in Virginia, l uso degli schiavi si allargò rapidamente in molti degli stati meridionali del Nord America dove vennero impiegati largamente dai coloni di origine europea nelle loro vaste piantagioni. Tuttora, flussi migratori tendono ad accentuare questa distribuzione della popolazione umana sul nostro pianeta: si assiste a un esodo 1 sempre più consistente di genti che, abbandonando quelle aree del mondo in cui le condizioni di sopravvivenza si fanno progressivamente più precarie o quelle zone dove, in qualche modo, si risente maggiormente delle influenze culturali dei paesi colonizzatori, si vanno a stabilire nelle aree già caratterizzate da una più alta densità di abitanti. I fenomeni migratori sono fenomeni che incidono decisamente sulla dinamica complessiva della popolazione mondiale. Le migrazioni di grandi masse di popolazione determinano oltre a conseguenze di carattere sociale (difficoltà di inserimento e integrazione) e culturale (adattamenti e modificazioni linguistiche, religiose, musicali, e così via) che variano a seconda di ciascun particolare contesto e non hanno perciò

2 2. drastico: netto, evidente. 3. simmetrico: corrispondente. 2 valore generale, determinano un drastico 2 abbassamento dell età media del paese in cui si concludono, e un innalzamento dell età media nel paese di origine. Il fenomeno migratorio di oggi, infatti, nasce per lo più dalla mancanza di opportunità di lavoro, e coinvolge quindi soprattutto gli individui più giovani, motivati e resistenti. L arrivo in Europa di interi nuclei familiari provenienti dalle ex colonie africane o da altri continenti, per esempio, ha chiaramente modificato gli andamenti demografici globali relativi al periodo in cui esso si è verificato: le possibilità di sopravvivenza dei nuovi arrivati sono infatti aumentate, mentre, in teoria, coloro che non hanno partecipato alla migrazione si sono trovati in condizioni di subire una concorrenza minore nel procurarsi il necessario per vivere. Le migrazioni stabili e consistenti tendono quindi almeno inizialmente a fare aumentare la popolazione mondiale; questo soprattutto se gli spostamenti coinvolgono società culturalmente abbastanza omogenee. Un nucleo familiare di religione musulmana che emigra verso i ricchi paesi della penisola arabica produttori di petrolio, per esempio, tramanderà ai propri discendenti la stessa concezione della famiglia e della vita (e quindi la stessa tendenza a fare numerosi figli) almeno fino a quando non verrà modificato dall influenza delle trasformazioni del contesto sociale, economico e culturale in cui si trova. Le migrazioni che avvengono tra paesi con struttura e cultura profondamente diverse, invece, (per esempio da un paese povero a carattere agricolo verso un paese ricco e industrializzato) non alterano l equilibrio demografico: qui il passaggio della famiglia numerosa a quella con pochi figli è molto più rapido e in questa situazione (per la quale un esempio significativo può essere costituito dall emigrazione di genti latino-americane verso gli Stati Uniti) non si hanno significative conseguenze sulla crescita complessiva della popolazione mondiale. Se da un lato infatti aumentano gli abitanti del paese ospite, e aumentano per gli immigrati le possibilità di sopravvivere, dall altro, a parità di risorse disponibili, tendono a diminuire gli abitanti del paese di partenza. In un certo senso, il fenomeno migratorio sembra rappresentare una risposta spontanea e insufficiente alla necessità di una ridistribuzione delle opportunità di lavoro e del benessere economico. Indubbiamente questo fenomeno potrebbe essere modificato se i paesi più ricchi si adattassero a una diversa politica economica caratterizzata da minori sprechi, dall uso di risorse rinnovabili, da equi rapporti di scambio con i paesi più poveri, e così via dicendo. D altro canto, anche un simmetrico 3 sviluppo dei paesi del Terzo Mondo basato sull autosufficienza alimentare, su quella energetica e sulla diffusione di tecniche agricole che uniscano al buono delle tradizioni locali il buono delle scoperte scientifiche più avanzate e della tecnologia moderna, modificherebbe i flussi migratòri verso il mondo industrializzato. da N. Rossi, E. Tiezzi, Il problema demografico, Giunti Editore, Firenze

3 1. Quali zone del pianeta sono più popolate? A. Quelle dei paesi industrializzati. B. Quelle favorite dalle condizioni climatiche. C. Quelle favorite dal clima e ricche di materie prime. D. Quelle del Nord e del Centro America. 2. Il testo analizza: A. il fenomeno migratorio su scala mondiale. B. il fenomeno migratorio esclusivamente in relazione al continente americano. C. il fenomeno migratorio dal 1600 al D. il fenomeno della tratta degli schiavi. 3. I pronomi prima e seconda (righe 22 e 24) si riferiscono rispettivamente a: A. la popolazione europea la popolazione asiatica. B. la popolazione europea la popolazione africana. C. l immigrazione spontanea l immigrazione forzata. D. l immigrazione nel continente americano l emigrazione dall Africa. 4. Alla riga 28, il termine flussi può essere sostituito con: A. liquidi. B. movimenti. C. uscite. D. direzioni. 5. In quali casi le migrazioni [ ] tendono [ ] a far aumentare la popolazione mondiale (righe 53-54)? A. In tutti i casi, perché aumentano le possibilità di sopravvivenza. B. Nel caso di migrazione da un paese povero a un paese più ricco e industrializzato. C. Nel caso di migrazioni verso paesi culturalmente simili. D. Nel caso di migrazioni per fuggire da paesi in guerra. 6. Perché alla riga 74 le migrazioni vengono definite una risposta insufficiente al problema della distribuzione del benessere? A. Perché dovrebbero esserci più migrazioni. B. Perché non è una risposta adeguata per risolvere il problema. C. Perché il problema è così grave che non può essere risolto. D. Perché a tale risposta dovrebbero essere accostati altri provvedimenti. Alla riga 36, 7. dinamica significa: A. successione di eventi che si evolvono. B. dispositivo. C. potente. D. dotata di energia. 3

4 8. L espressione e così via (riga 79) corrisponde a: A. per così dire. B. eccetera. C. all incirca. D. e così anche. 9. In che senso lo sviluppo dei paesi del Terzo Mondo modificherebbe i flussi migratori? A. I flussi migratori cambierebbero meta. B. I flussi migratori cesserebbero del tutto. C. I flussi migratori diminuirebbero. D. Dall emigrazione si passerebbe all immigrazione. 10. Alla riga 81, basato si riferisce a: A. l altro canto. B. lo sviluppo. C. il Terzo Mondo. D. l autosufficienza. 11. Lo scopo del testo è: A. illustrare al lettore la complessità del problema. B. risolvere un problema. C. convincere il lettore della bontà di un opinione. D. sensibilizzare il lettore perché si faccia carico di un problema. 12. Qual è, secondo gli autori, la causa principale delle attuali migrazioni? A. L avidità di ricchezze. B. L insufficienza alimentare. C. L esistenza di famiglie numerose. D. La mancanza di lavoro. 13. Quale, tra quelle proposte, non è una conseguenza del flusso migratorio nei paesi che ne sono la meta? A. La difficoltà di integrazione. B. La variazione delle abitudini culturali degli emigrati. C. L innalzamento dell età media. D. L adattamento e le modificazioni linguistiche. 4

5 14. Tenendo conto di tutto il brano, quale tra le seguenti affermazioni può essere considerata falsa? A. Il contesto sociale del paese d arrivo modifica i valori tradizionali dei migranti. B. La diminuzione degli sprechi e l uso di risorse rinnovabili da parte dei paesi più ricchi potrebbe ridurre i fenomeni migratori. C. La migrazioni causano contemporaneamente la diminuzione della popolazione nel paese d origine e l innalzamento della sua età media. D. Il benessere economico e le opportunità lavorative non hanno alcun legame con le condizioni fisiche e climatiche. 15. Quali fra le seguenti regioni, secondo gli autori, non è meta di fenomeni migratori? A. Le zone vulcaniche. B. Le zone aride. C. Le zone industrializzate. D. Le zone a clima monsonico. Quesiti di Grammatica 1B. Quale delle seguenti frasi contiene un complemento d origine? A. Il fenomeno migratorio nasce dalla mancanza di opportunità di lavoro. B. D altro canto, uno sviluppo dei paesi del Terzo Mondo modificherebbe i flussi migratori. C. Grandi masse di europei si spostavano in America alla ricerca di lavoro. D. Gli abitanti del continente americano tendono a concentrarsi in alcune zone. 2B. Quale tra le seguenti espressioni contiene un verbo fraseologico? A. Occorre sottolineare. B. Potrebbe essere modificato. C. Tendono a concentrarsi. D. Sembra rappresentare. 3B. Alla riga 46, al participio presente provenienti va assegnato un valore: A. di aggettivo, riferito a nuclei familiari. B. di verbo, col significato di che provengono. C. di verbo, col significato di mentre provengono. D. di sostantivo, col significato di i provenienti. 4B. In quale tra le seguenti frasi la punteggiatura è stata usata correttamente? A. Il settore nordorientale del nord America: il centro America la fascia costiera e tropicale brasiliana, offrono maggiore possibilità di sopravvivenza e benessere. B. Il settore nordorientale del nord America, il centro America, la fascia costiera e tropicale brasiliana, offrono maggiore possibilità di sopravvivenza, e benessere. C. Il settore nordorientale del nord America, il centro America, la fascia costiera e tropicale brasiliana offrono maggiore possibilità di sopravvivenza e benessere. D. Il settore nordorientale del nord America, il centro America, la fascia costiera, e tropicale brasiliana offrono: maggiore possibilità di sopravvivenza e benessere. 5

6 5B. Alla riga 22, la congiunzione mentre introduce: A. una frase temporale, con rapporto di contemporaneità rispetto alla farse successiva. B. una frase avversativa, con rapporto di opposizione rispetto alla frase successiva. C. la causa di quanto si verifica nella frase successiva. D. una condizione per cui può verificarsi quanto espresso nella frase successiva. 6B. Nell espressione il necessario per vivere, il necessario è: A. un aggettivo qualificativo. B. un aggettivo sostantivato. C. un aggettivo indefinito. D. un aggettivo dimostrativo. 7B. Nella frase La seconda migrazione ebbe inizio nel 1600 e terminò nel 1800, nel 1800 è un complemento: A. di tempo determinato. B. di tempo continuato. C. di fine. D. di stato in luogo figurato. 8B. Le congiunzioni sia [ ] sia (righe 18-20) sono classificate come: A. copulative. B. disgiuntive. C. avversative. D. correlative. 9B. La parola autosufficienza è composta con l uso del prefissoide auto-. Individua tra le seguenti parole, quella che non contiene lo stesso prefissoide: A. autonomia. B. autostima. C. autobus. D. autoadesivo. Nella frase 10B. coloro che non hanno partecipato, coloro è: A. pronome relativo. B. pronome dimostrativo. C. pronome personal.e D. pronome indefinito. 6

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