Raccontata da Stefano Elio D anna. Estratto Capitolo 2 LUPELIUS

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1 Raccontata da Stefano Elio D anna Estratto Capitolo 2 LUPELIUS

2 Questo Libro Questo libro è una mappa, un piano di fuga. Il suo scopo è mostrarvi il percorso che un uomo comune ha seguito per sfuggire al racconto ipnotico del mondo, alla descrizione lamentosa ed accusatoria dell esistenza, per deragliare dai solchi di un destino già tracciato. Questo libro non sarebbe mai esistito, né avrei potuto scriverne un solo rigo, se non avessi incontrato il Dreamer e il Suo insegnamento. Al Dreamer va la mia infinita gratitudine per avermi accompagnato per mano nel mondo del sogno, nel mondo del coraggio e dell impeccabilità, dove il tempo e la morte non esistono e dove la ricchezza non conosce ladri né ruggine. In questo viaggio di ritorno all essenza ho dovuto abbandonare tanta zavorra: pensieri mediocri, emozioni negative, convinzioni ed idee di seconda mano. Ho dovuto vincere me stesso, riconoscere ed affrontare la parte più oscura di me. Tutto ciò che vediamo, tocchiamo e sentiamo, la realtà in tutta la sua varietà, non è altro che la proiezione di un universo invisibile che esiste al di sopra del nostro mondo e ne è la vera causa. Difficilmente siamo consapevoli di essere circondati dall invisibilità, di vivere in un mondo prodotto dal sogno, che tutto ciò che conta ed è reale in un uomo è invisibile. Tutti i nostri pensieri, sentimenti, fantasie, immaginazioni, sono invisibili. Le nostre speranze, ambizioni, segreti, paure, dubbi, perplessità, incertezze, e tutte le nostre sensazioni, attrazioni, desideri, avversioni, amori ed odi, appartengono al sottile, impalpabile, ma reale mondo dell essere. L invisibile non é qualcosa di metafisico, di poetico o mitico, e neanche di misterioso, segreto o soprannaturale; non é una porzione stabile del mondo dei fenomeni e degli eventi, delle categorie del reale. In ogni epoca il cambiamento del momento storico, del clima intellettuale, l uso di strumenti più sofisticati, ne modificano continuamente i confini facendo rientrare porzioni sempre più vaste dell invisibile di ieri tra i legittimi soggetti della ricerca scientifica di oggi. Questo libro è la storia della rinascita di un uomo comune, epitome di una umanità decaduta, sconfitta. Il suo viaggio di ritorno all essenza è un nuovo esodo alla ricerca dell integrità perduta. La prima condizione per intraprendere questo viaggio è la consapevolezza del proprio stato di schiavitù.. 2

3 La radice, la causa prima di tutti i problemi del mondo, dalla povertà endemica di intere regioni del pianeta alla criminalità ed alle guerre, è che l'umanità pensa e sente negativamente. Le emozioni negative governano il mondo che conosciamo. Esse sono irreali eppure occupano ogni angolo della nostra vita. Per cambiare il destino dell'uomo bisogna cambiarne la psicologia, il suo sistema di convinzioni e di credenze. Bisogna estirpare dal profondo la tirannia di una mentalità conflittuale, fragile, mortale. La malattia più temibile del pianeta non è il cancro né l'aids, ma il pensiero conflittuale dell uomo. E questo l architrave su cui poggia la visione ordinaria del mondo, il vero killer planetario. La direzione indicata dal Dreamer è terribile e meravigliosa, sofferta e gioiosa, assurda e necessaria come il corso di un salmone che risale il fiume controcorrente. La Sua filosofia mi apparve inizialmente come una trasgressione alle leggi naturali cui è soggetta l'intera umanità; essa è invece prevista e voluta dall'ordine universale delle cose e ne è la visione più alta. Il libro è il racconto degli anni di studio e di preparazione vissuti accanto a un essere straordinario, da Lui ho ricevuto in dono il più incredibile dei compiti: la creazione di una Scuola planetaria, un Università senza frontiere. Ho sognato una Rivoluzione Individuale capace di capovolgere i paradigmi mentali della vecchia umanità e liberarla per sempre dalla sua conflittualità, dal dubbio, dalla paura, dal dolore. Ho sognato una Scuola che educhi una nuova generazione di leader ad armonizzare gli apparenti antagonismi di sempre: economia ed etica, azione e contemplazione, potere finanziario e amore. Crescendo e mutando sotto i miei occhi, come un essere in gestazione, giorno dopo giorno, La Scuola degli Dei si costruiva, ed io mi costruivo. Apparentemente ero io a scriverlo, in realtà il libro era già scritto da sempre. Le leggi del Dreamer, le Sue idee, stanno ancora scavandomi dentro e tuttora, per la maggior parte, esse restano incomprese. Come Prometeo, ho carpito una scintilla dal mondo del Dreamer e l ho tenuta stretta per poterla un giorno donare a uomini e donne che, come me, vorranno abbandonare i gironi infernali dell ordinarietà. Una volta credevo che scrivere, e soprattutto insegnare, fosse il vero dare. Ora so che insegnare è solo uno stratagemma per conoscersi, per scoprire la propria incompletezza e guarirla. Si può insegnare solo se non si sa - dice il Dreamer Chi realmente sa non insegna!. 3

4 Quello che abbiamo compreso, ciò che realmente possediamo, non si può trasferire. La felicità, la ricchezza, la conoscenza, la volontà, l amore non possono essere acquisiti dall esterno, non possono essere dati ma soltanto... ricor-dati. Sono beni inalienabili dell essere, e per questo, patrimonio naturale di ogni uomo. Nessuna politica, religione o sistema filosofico può trasformare la società dall esterno. Solo una rivoluzione individuale, una rinascita psicologica, una guarigione dell essere, uomo per uomo, cellula per cellula, potrà condurci verso un benessere planetario, verso una civiltà più intelligente, più vera, più felice. Nel raccontare quanto ho appreso accanto al Dreamer ho evitato intenzionalmente di includere episodi, avvenimenti e rivelazioni che potevano eccedere la capacità di accettazione del lettore, riferendo solo quelli che, benché rivoluzionari, mi sono sembrati puntuali con lo stato attuale dell umanità.. 4

5 CAPITOLO II Lupelius 1 Incontrare la Scuola Era mattino inoltrato. Percorrevo una strada elegante, ricca di negozi di antiquariato. Un caldo sole alle spalle sembrava sospingermi verso lo slargo che si indovinava in fondo. Mi accorsi di camminare di buon passo, come se fossi diretto ad un appuntamento. Tuttavia non sapevo né dove né con chi. Il marciapiede che stavo percorrendo sfociò nel dehors di un caffè italiano e lo slargo si rivelò una grande piazza, tra le più belle che avessi mai visto. Il Dreamer era seduto ad uno dei tavolini. Lo circondava un piccolo stuolo di camerieri, ossequiosamente attenti ad ascoltarne le raccomandazioni. Arrivai mentre avvicinavano un secondo tavolo e cercavano spazio per depositare il contenuto di due grandi vassoi. Un aria di ricchezza costantemente Lo circondava. Ricercava la raffinatezza in ogni particolare ed amava l abbondanza ma ogni Sua attitudine era improntata alla sobrietà di un guerriero macedone. Il Suo regime alimentare poi, andava ben oltre la frugalità. Sembrò felice di rivedermi. Con un lieve cenno del capo assolse il doppio compito di salutarmi e di invitarmi a sedere. Da quel momento l attenzione del Dreamer sembrò completamente assorbita da pasticcini e blandizie di ogni tipo disposti in bell ordine sui tavoli. Lo rivedevo per la prima volta dall incontro a Marrakech. Avevo atteso con impazienza questo momento. Ora, in Sua presenza, mille domande mi affollavano la mente. Alcuni di questi quesiti avevano echeggiato per secoli, avevano attraversato tutta la storia del mondo, senza trovare risposta. Religioni, scuole sapienziali e tradizioni profetiche, generazioni di scienziati, di ricercatori, di filosofi ed asceti, avevano invano cercato di venirne a capo. Riflettei che l uomo moderno, ultimo anello di questa millenaria ricerca, si ritrova ancora nudo di fronte all enigma della sua esistenza, come Edipo davanti alla Sfinge. Ci servirono il tè. Il Dreamer seguì con scrupolosa cura ogni dettaglio di quell operazione e diresse l attività dei camerieri seguendo un rituale noto a Lui solo. A malapena toccò cibo. Il Dreamer sembrava nutrirsi della Sua stessa attenzione, delle impressioni, dell armonia e del ritmo di ogni più piccolo movimento.. 32

6 Dopo il tè ci fu una lunga pausa. Attesi con impazienza che prendesse a parlare. Intanto avevo aperto il taccuino e tenevo la penna a portata di mano. Quando la Sua voce risuonò l intonazione era solenne. Accanto a Me potrai deragliare dai solchi del tuo destino inflessibile - disse - accanto a Me potrai spezzare il cerchio meccanico delle tue abitudini, dei tuoi sensi di colpa... Accanto a Me dovrai rinunciare al dubbio, alla paura, ai tuoi pensieri distruttivi... dovrai abbandonare la bugia che ti lega alla descrizione mortale dell esistenza. Per cambiare, dovrai lottare la tua programmazione! - incalzò - dovrai capovolgere la tua visione. Solo così, e attraverso un lungo lavoro, potrai cambiare il tuo destino... Un uomo da solo non potrà mai farcela. Ha bisogno di una Scuola. L accento che mise sulla parola scuola ed il contesto in cui la usò mi fece intuire l esistenza di un significato oltre l ordinaria accezione. Mi sembrò di sentirla per la prima volta. Scoprii in essa una forza che non vi avevo mai trovato prima e la dolcezza di una promessa da tempo dimenticata. Un pensiero mi percorse l essere come un brivido e affiorò alle labbra come domanda. Cos è la Scuola? chiesi. La voce era tremula, ed io stesso fui sorpreso dalla mia inspiegabile emozione. La scuola è il viaggio di ritorno disse il Dreamer. I Suoi occhi scuri brillavano di una gioia segreta: The School is the quantum leap from moltitude into integrity, from conflictuality into harmony, from slavery into freedom. Trovare la Scuola significa legarsi al sogno con un cavo d acciaio significa poter accedere alle zone più alte della responsabilità. Solo pochi tra i pochi possono sostenere un tale incontro concluse. Quelle parole, il Suo sguardo, forzarono un meccanismo recluso. Sentii fisicamente lo scatto meccanico di un ingranaggio che salta. Con il dolore lancinante di un rimorso, realizzai l immoralità di aver vissuto anni ed anni fuori casa, la miracolosità di trovarmi di fronte a qualcosa, a qualcuno che avevo disperatamente cercato. Come si fa a trovare la Scuola? domandai con un filo di voce, compreso di riverenza, sentendo l eccezionalità di quell evento. Non temere sarà la Scuola a trovare te rispose il Dreamer. Poi, osservando il mio smarrimento, mitigò la laconicità di quella risposta ed aggiunse: Quando un uomo è irrimediabilmente deluso dalla sua vita... Quando realizza la sua incompletezza, la propria impotenza, quando l esistenza lo stringe in una morsa senza respiro, solo allora appare la Scuola. 2 Il mondo ci è stato raccontato Seduto al caffè di quella città sconosciuta, Lo ascoltavo raccogliendo pagine di appunti. Avevo la sensazione che il mio apprendistato iniziato in quella singolare residenza, e poi a Marrakech, seguisse una pedagogia segreta, le linee di un disegno mai interrotto.. 33

7 Incontrare la scuola è l evento più straordinario della vita di un uomo l unica opportunità per sfuggire alla ipnosi comune - epilogò il Dreamer - per realizzare che tutto quello che vedi e ti circonda non è il mondo ma solo una descrizione. Ma io Ti ascolto, tocco questo tavolo... vedo la gente che passa... so che ognuno di questi uomini ha una vita, un lavoro, una famiglia... come può tutto questo essere una descrizione, una mia visione?. Le immagini che cadono sulla retina non sono il mondo ma il suo racconto - rispose laconicamente il Dreamer - Il mondo ti è stato descritto. La meraviglia per quello che stavo ascoltando fu superata da una meraviglia più grande quando gli sentii aggiungere in un soffio: Il vero creatore della realtà che ti circonda sei tu!... lo hai solo dimenticato.... Cosa ho dimenticato? chiesi. Una vena di ostilità nella mia voce indicava la distanza che si stava creando tra noi. Tu sei la causa di tutto e ogni cosa. Un giorno quando sarai guarito, saprai che tu sei le radici del mondo. Il mondo per esistere ha bisogno di te... Hai dimenticato di essere l artefice, l inventore, e sei diventato l ombra della tua stessa creazione. Il tono che usò annullò quel divario sul nascere e mi rimise in riga, come uno scolaretto. Il mondo è soggettivo, personale!... È il riflesso speculare del nostro essere... Visione e realtà sono la stessa ed identica cosa, ciò che li divide è solo il fattore tempo.... Avrei voluto dire di sì. Accettare la Sua visione. Eppure, qualcosa in me si opponeva. La mia razionalità vacillava ma non cedeva. Com era possibile trovarsi di fronte ad uno stesso oggetto, panorama, evento o persona, ed averne visioni diverse? Ma esisterà bene una realtà oggettiva! - affermai per mettere un puntello alle mie convinzioni di sempre - In fondo una cosa non può essere nient altro che quello che è.... Ancora tentavo di difendere le mie credenze, ma sapevo che, per quanto radicate, non avrebbero resistito. Erano destinate ad essere sovvertite a contatto con la visione del Dreamer. Anche questa volta, come tutte le altre volte, ci sarebbe stato l imprevedibile prodigio: quello scatto nella comprensione che, accanto a Lui inevitabimente avveniva senza tuttavia poter prevedere come e quando. Desideravo e temevo quella trasmutazione. Quando finalmente accadeva, sentivo le pareti dell essere allargarsi a dismisura per fare spazio ad una visione più chiara, più libera, più intelligente del mondo. Vedendomi ancora perplesso, sferrò un altro, decisivo colpo di ariete alla descrizione del mondo ed aggiunse: Noi possiamo vedere solo ciò che siamo!. Poi con il Suo inimitabile umorismo, sottilmente prossimo al sarcasmo, dichiarò: Se un ladro incontrasse un santo ne vedrebbe soltanto le tasche. Questa boutade fu per me illuminante e per qualche istante indugiai in quell imagine comica ed istruttiva. Ma il Dreamer aveva già ripreso il Suo discorso con piglio severo, come se quella divagazione, per quanto minima, l avesse fatto rallentare o divergere fin troppo dall obiettivo del nostro incontro. Solo l incontro con la Scuola può permetterci di sfuggire alla rigidità di una vita ordinaria. Soltanto un lavoro di scuola potrà un giorno permetterci di vedere il mondo al di là della sua falsa descrizione.. 34

8 Soltanto un uomo di scuola potrà un giorno accedere ad una visione armoniosa, ad uno stato d integrità. E solo una visione armoniosa e integra, potrà guarire il mondo. 3 La Scuola del capovolgimento Il Dreamer mi rivelò che Scuole di preparazione per uomini straordinari erano sempre esistite, in tutti i tempi ed in tutte le civiltà. Queste scuole al di là delle differenze filosofiche e culturali che sembravano distinguerle, erano in realtà una sola Scuola. La sua voce era rimasta immutabilmente la stessa, il suo pensiero aveva attraversato tutti i tempi e tutte le civiltà. Questa scuola Egli la chiamò la Scuola dell Essere : una fucina universale di sognatori, dove uomini visionari, utopisti luminosi, hanno da sempre affinato il loro intento. Una scuola di trasformazione la definì ulteriormente il Dreamer e si interruppe. Aspirò intensamente le volute aromatiche che esalavano dal Suo tè, poi sottovoce completò: La Scuola degli Dei... dove, prima ancora di poter governare gli altri, si impara a governare se stessi. La Sua voce mi diede i brividi. Si era trasformata nel sibilo marziale di un guerriero in azione. Una Scuola del capovolgimento - disse - dove si sovvertono convinzioni e idee... e prima di ogni altra, l idea della inesorabilità della morte. La morte è una resistenza alla verità, all armonia, alla bellezza. La morte distrugge qualunque cosa che non è capace di passare nella verità. Se siamo veri in ogni cellula del nostro corpo non moriremo mai. Ripensai alla tradizione classica, anteriore all età di Omero, che divideva l umanità in due specie infinitamente distanti tra loro: gli eroi, campioni di un umanità sognante, individui capaci di dare concretezza all impossibile, e una moltitudine indeterminata di esseri senza volontà, senza sogni, senza volto. Gli uni, guidati dal Fato, erano destinati ad una grande avventura individuale; gli altri, destinati a una esistenza insignificante, erano governati dalle leggi del caso e dall accidentalità. Mi illuminò il pensiero che i grandi miti, dalle epoche più remote, in realtà narravano le imprese di uomini che avevano incontrato la Scuola. Le loro avventure, le lotte contro mostri e giganti, cantate da erranti aèdi, erano le tappe del viaggio di ritorno, di un viaggio nella propria psicologia, nei meandri più oscuri, più segreti dell essere. Il Dreamer mi spiegò che nelle regioni più nascoste dell esistenza, lì dove schiumano emozioni negative e scorre il lete dei pensieri distruttivi, dei sensi di colpa... proprio lì c é la fonte di tutti quei mostri, la scaturigine delle grossolanità, delle morti, di ogni nostra caduta... Bisogna innanzitutto scovare il nemico nella nostra carne. E quando l avrai stanato te lo ritroverai davanti sempre più sottile, più potente più spietato. L antagonista cresce con te! Non esistono migliaia di nemici, ne esiste uno solo, e la vittoria è una sola quella su te stesso. Il viaggio di ritorno è per un uomo la grande opportunità di guarire il proprio passato disse, e con lo sguardo, lentamente, percorse la piazza, le chiese gemelle, i palazzi patrizi, le statue intorno all antico obelisco; osservò la gente che l affollava. Il mondo è il passato - affermò, coniando uno dei Suoi più mirabili aforismi - Chiunque incontri, qualunque cosa incontri è sempre il passato. Anche se ti appare. 35

9 davanti in questo istante, quello che vedi e tocchi è solo la materializzazione dei tuoi stati... Past is dust. Il mondo che vedi e tocchi in questo preciso momento é la materializzazione di tutto ciò che sei stato... Non c è nulla che possa accadere nella tua vita che non abbia prima avuto assenso nei tuoi pensieri... Il mondo è polvere. Soffiaci sopra e disperdilo. Il Dreamer spostò leggermente la sedia accennando ad alzarsi. Il Suo movimento mi distolse bruscamente dallo sforzo di stare al passo con quelle nuove idee. Avevo un nodo allo stomaco. Avrei voluto immettere quel vino nuovo, esuberante ed incontenibile, negli otri vecchi delle mie convinzioni. Avrei voluto costringere quell oceano nei limiti di una razionalità che stava sbriciolandosi e soccombendo sotto i Suoi colpi. Mi perdevo in vuoti intellettualismi per nascondermi l evidenza che il Suo insegnamento stava penetrando sempre più in profondità, diventando più pericoloso, fatale per i vecchi equilibri. Intanto il Dreamer si era alzato. Con un cenno mi invitò a seguirlo. Lasciavo un po a malincuore quell angolo tranquillo dove l aria ancora vibrava delle Sue parole. Mi sembrava di abbandonare un antico tempio, un arca veneranda della conoscenza. Ogni dettaglio di quell incontro si sarebbe fissato per sempre nelle mie cellule, compreso i tavolini imbanditi, i movimenti dei camerieri e perfino le sfogliatine di riso appena sfornate. Attraversai con Lui la piazza e Lo seguii in una chiesa. Passando tra il transetto e l altare, oltre la navata centrale, arrivammo nella piccola cappella. Nella semioscurità intravidi due grandi tele che si fronteggiavano. Diedi un occhiata intorno; dalla nostra posizione la chiesa appariva completamente deserta. Il Dreamer mi chiese di inserire una moneta nella macchina a tempo. Una forte luce investì le due opere. Mi suggerì di osservarle dal centro della cappella, in un punto equidistante tra loro. Seguii le Sue indicazioni ed esaminai attentamente quei due capolavori. Il quadro a sinistra rappresentava Pietro crocifisso a testa in giù; l altro la caduta di Paolo sulla via di Damasco. Questi due quadri non sono l uno di fronte all altro per caso - mi disse - Essi sono indissolubilmente legati da un unico messaggio. Il Dreamer tacque e restammo in silenzio. Interpretai quella pausa come un invito a riflettere e a tentare di scoprire il segreto di quella simbologia. Il tempo scandì l inutilità di ogni mio sforzo finché il Dreamer liberandomi dall imbarazzo mi rivelò che quelle due opere costituivano le riprese iconografiche più potenti dell idea del capovolgimento. Queste opere trasmettono il respiro, l ampiezza del pensiero di una grande Scuola di responsabilità - disse - Solo una tale Scuola può combattere pregiudizi e credenze millenarie, sovvertire i paradigmi mentali della vecchia umanità e guarirla per sempre dalla conflittualità, liberarla dal dolore... Vision and reality are one and the same thing. Il mondo è il tuo riflesso. Capovolgi le tue convinzioni ed il mondo, come un ombra, seguirà. La realtà prenderà la forma di una nuova visione. Il meccanismo a tempo scattò, le luci si spensero ed i quadri si rinfoderarono nel buio, come lame d acciaio nelle guaine. Nella penombra odorosa di ceri, ascoltai dal Dreamer il racconto straordinario della Scuola rimasta silente per oltre dieci secoli. Fece una lunga pausa prima di annunciarmi sibillinamente che era tempo di. 36

10 riascoltarne la voce. Ero attonito. Il pensiero di una Scuola dal respiro millenario, che a cadenza di secoli riappariva per portare avanti la sua missione, mi folgorò. Fu allora che il Dreamer mi parlò di un monaco-guerriero leggendario e di un prezioso manoscritto scomparso. Per te e per quelli come te che credono di poter trovare la verità nei libri... sarà utile ricercare le tracce di questa antica Scuola disse. Poi il Suo tono divenne imperioso. Cerca quel manoscritto! comandò. Oltre la ruvidezza del tono e la sua perentorietà, sentii che mi stava affidando un compito importante. Provai un moto di riconoscenza. Un grande si, solenne come un giuramento, mi echeggiò in petto. Mi sarei dedicato a quella ricerca con tutte le mie forze... Più ci pensavo e più cresceva l entusiasmo per quell impresa che prometteva di proiettarmi in un mondo familiare, congeniale. Il Dreamer si accorse che stavo indulgendo, imboccando vecchi binari e ricadendo nel cliché malinconico dello studioso sterile e disse: Un giorno realizzerai che non c è nulla da immettere dall esterno, che non c è nulla che tu possa aggiungere a quello che già sai... che insegnamenti ed esperienze non aggiungono niente alla comprensione... La vera conoscenza si può solo ricordare... La conoscenza di un uomo non può essere né più piccola né più grande di lui. Un uomo sa solo ciò che è. Conoscere significa innanzitutto essere Più sei, più sai!. In seguito, il Dreamer mi avrebbe parlato di una memoria in assenza di tempo, una memoria verticale fatta di stati e di livelli, contenitore di una conoscenza infinita. Essa é patrimonio di ogni uomo; tutti la possediamo, ma ne abbiamo perso le chiavi di accesso Ri-cordare. L antico mosaico del pavimento si dilatò e la distanza tra noi cominciò ad aumentare, prima impercettibilmente, poi a vista d occhio. Provai un senso struggente di abbandono mentre ascoltavo le Sue ultime parole. La conoscenza è proprietà inalienabile di ogni uomo... è antica quanto lui... Un giorno realizzerai che non c è nulla da aggiungere... ma tanto, tanto da eliminare per poter sapere. Bevvi quelle parole come se le attendessi da sempre. Le riconoscevo. Una vibrazione sottile sottopelle accompagnò la sensazione di contenere tutte le cose. Ero un sistema di misura universale, perfetto. Provai una sensazione di totalità, di comprensione, di connessione con tutto ed ogni cosa. Sentii l ebbrezza della invulnerabilità, della impeccabilità del Dreamer. Nulla poteva attaccare, corrompere quella integrità. Trova quel manoscritto! mi ricordò con austerità. I contorni del Suo viso già sfumavano. Quando l avrai trovato ci rivedremo!. 4 Lupelius Quel giorno stesso iniziai la ricerca dell antica scuola e del manoscritto di cui mi aveva parlato. L opera che mi aveva richiesto di trovare, School for Gods, La Scuola degli Dei, era stata scritta nel nono secolo dal monaco-filosofo Lupelius, un libero spirito degli evi bui, nativo di quel rifugio di uomini colti che fu l Irlanda di quegli anni: una terra crocevia di culture e tradizioni, tormentata da guerre e da contrasti di. 37

11 ogni tipo. Non si sa molto della vita di Lupelius e anche su quel poco non ci sono molte certezze. Scarsi sono i documenti che ho potuto trovare e non sempre attendibili. Fin dall adolescenza, fu avviato all arte della guerra dal padre che gli diede i maestri più grandi e lo sottopose alla disciplina più severa. Ancora giovanissimo, abbracciò la vita monastica e si ritirò in solitudine sulle montagne del Bet Huzaye (l odierno Khuzestan) allora meta di anacoreti provenienti da tutte le regioni della cristianità. Della sua formazione religiosa e spirituale si sa che in seguito entrò nel vicino monastero di Shaban Rabbur dove, rinchiudendosi per anni nella sterminata biblioteca, studiò con fervore le sacre Scritture, i Padri greci ed i grandi mistici di ogni tempo, da Origene a Giovanni di Apamea, fino ai Padri del deserto. Dagli studiosi di filosofia medioevale che riuscii ad interrogare nelle settimane successive ebbi conferma che della sua unica opera, e del manoscritto originale, si erano perdute le tracce ormai da secoli. Investigai nelle biblioteche delle grandi università, contattai istituti di filosofia ed incontrai studiosi e ricercatori. Estesi la mia ricerca anche all Europa, ma senza risultato. Infine in Irlanda, al Dublin Wrighter s Museum, seguendo un ennesima pista, potei accertare che ne avevano custodito una copia, l unica di cui si era a conoscenza. Tuttavia da anni anche questa era sparita, ingoiata dalle sabbie del tempo. Gli ostacoli e le difficoltà che incontravo aumentarono l impegno e la determinazione. Sulle tracce di quell insegnamento perduto, ogni indizio, ogni nuovo incontro, stava mettendo ordine nella mia esistenza. Come se seguissero i contorni di un preciso disegno, i frammenti della mia vita, da tessere sparse di un mosaico sconosciuto, stavano componendosi, andando ad occupare ciascuno il suo posto. Ritrovare quel manoscritto e ritornare dal Dreamer diventarono per me una sola impresa. Non avevo infatti altro modo per rivederlo. Questo pensiero rinnovava ogni volta l energia per portare avanti la ricerca che mi aveva affidato. Dalle conoscenze che man mano andavo accumulando e dagli elementi della filosofia di Lupelius che faticosamente ero riuscito a raccogliere, emergevano il pensiero ed il carattere di una grande Scuola dai principi possenti come le mura di una città immortale. Dopo più di mille anni, i frammenti di quell insegnamento ancora germinavano una luce che strideva con la marea di dissoluzione sociale e morale di quell età. La figura di Lupelius, servitore del mondo, mi appassionò subito. Dall inizio delle mie ricerche provai per quel filosofo sconosciuto una crescente ammirazione. Più mi avvicinavo a lui e alla sua missione più vedevo quella figura di pensatore torreggiare solitaria su uomini e accadimenti. La sua Scuola si stagliava come roccia su un mare di ignoranza e di superstizione. Il suo pensiero attraversava come un filo d oro le trame di una storia di crimini e di sventure. Della sua vita non riuscii a saperne mai molto, ad eccezione del periodo in cui fu alla corte di Carlo il Calvo in Francia. Per certo Lupelius fu una figura singolare; un filosofo d azione uguale solo a se stesso. Non aveva abitudini né routines. Di lui si diceva che potesse resistere al sonno indefinitamente. In ogni caso, nessuno mai l aveva visto dormire. Il sonno vi rende deboli, nella mente e nel corpo diceva ai discepoli; e con il suo tipico umorismo irlandese, aggiungeva: Il sonno è soltanto una cattiva abitudine.. 38

12 Una sua attitudine, tra le più peculiari, era quella di aggirarsi per i mercati, nei luoghi più malsicuri e malfamati delle città d Europa. Lì, nelle condizioni apparentemente più sfavorevoli, iniziava i suoi discepoli a nuovi modi di pensare e di sentire, ne sovvertiva schemi mentali e una descrizione meschina del mondo. Lì, la sua pazzia luminosa trasformava quel mondo fatto di truffatori e criminali, di trappole ed agguati, in una scuola di impeccabilità. Trovava gli stratagemmi più astuti per sradicare le loro convinzioni inveterate, per eliminare dalla loro psicologia la melma emozionale. Alla sua Scuola si forgiarono uomini straordinari, guerrieri invincibili. Lupelius si avvaleva di fantasiose tecniche di insegnamento e di purificazione che lui stesso continuamente inventava. Si travestiva da schiavo, da vagabondo, da politicante, da banchiere, da ricco mercante, e usava strategicamente questi ruoli. Fosse la corona di un re o il saio di un monaco, Lupelius li indossava, e li faceva indossare ai suoi discepoli, insegnando loro come diventare quel ruolo, per esplorarne e conoscerne ogni angolo, ogni segreto, ma senza dimenticare il gioco, senza mai restarne prigionieri. Li portava nei Souk, dove li coinvolgeva in commerci terribili, con banditi e criminali, li faceva entrare nelle parti più sofferenti dell umanità, li spingeva ai viaggi più disperati, quasi senza possibilità di ritorno. I lupeliani si arruolavano come mercenari in guerre assurde, in rivoluzioni e faide di paesi remoti le cui ragioni neppure conoscevano. Essi scendevano in campo, non per difendere i deboli o gli oppressi, non per affermare astratti principi o ideologie, non per sconfiggere nemici esterni o per compiere vendette, ma per diventare padroni di se stessi, artefici del proprio destino. Real warriors do not fight for supremacy or control over others. They do not fight for glory nor for any possession or reward, but to gain the only thing which really matters: their own inner freedom. L insegnamento di Lupelius era una disciplina dell invulnerabilità fondata sullo sviluppo della volontà. Il suo scopo era il raggiungimento della libertà da ogni limite. Free forever from all human conditions and natural limitations, i lupeliani si esercitavano nell arte della padronanza di sé. La vittoria suprema é vincere se stessi, non permettere a nessun evento o condizione di produrre ferite interne, di scalfire l essere. Lupelius li allenava a mantenere la serenità e la calma sotto le condizioni più estreme. Li spingeva ad andare in cerca dell offesa e dell attacco per provare la loro integrità. Anche attraversando le città e le plaghe più colpite da epidemie e morbi, ne uscivano sempre indenni. L incorruttibilità, la purezza, rendono un guerriero invulnerabile, inattaccabile anche dai mali più temibili diceva. Cercai di addentrarmi nella questione della differenza tra l impassibilità (apatheia) predicata dagli stoici e l indifferenza dell anima alle passioni ed ai pensieri esteriori della mistica lupeliana. Per Lupelius l impassibilità è connotata dal recupero della integrità, di quell unità dell essere che è una condizione naturale e che l uomo ha dimenticato. Dal vuoto che l anima crea liberandosi dalla zavorra delle cose esteriori e carnali, senza più l illusione che ci sia qualcosa al di fuori di noi, nasce uno stato d essere che è una continua, naturale mozione verso l eternità, l immortalità, l immenso.. 39

13 Tutto quello che si chiama sinteticamente mondo, gli eventi e le circostanze della nostra vita, sono nostre proiezioni. Se siamo consapevoli possiamo proiettare soltanto la vita, la prosperità, la bellezza, la vittoria. Se siamo vigili, attenti, possiamo proiettare libertà, un mondo senza ostacoli, senza limiti, senza vecchiaia, né malattia, né morte. La Scuola di Lupelius mi aveva stregato. Appassionatamente la studiavo e l amavo. Mi sembrava di respirarne l aria. La sognavo ad occhi aperti. Quelle donne e quegli uomini visionari, studenti-guerrieri, solitari eroi di una battaglia spirituale ineffabile, erano ai miei occhi esseri straordinari, esempi impareggiabili di coraggio e determinazione. Spiavo con ammirazione la loro pazzia luminosa, la ricerca febbrile, inflessibilmente tesa verso la conquista di sé. Continuando a cercare senza posa, trovai indizi forti che molti degli eroi-mercenari di quel tempo, nei turbolenti anni che dopo Carlo Magno accompagnarono il lento sfaldamento del Sacro Romano Impero, erano suoi discepoli sotto mentite spoglie. Senza mai apparire apertamente, quei monaci-guerrieri furono i leggendari protagonisti di epopee impareggiabili, capaci di trasformare battaglie già perdute in grandiose vittorie. Le mie ricerche arrivarono ad un punto morto. Per settimane non mi fu possibile mettere insieme nulla più di quel poco che, con molti sforzi, ero riuscito a raccogliere. Disperai di poter mai trovare quel mitico manoscritto e con esso il modo per ritornare dal Dreamer. Finché un giorno, durante una delle mie sortite sulle tracce di questo insegnamento perduto, venni a sapere di un Padre domenicano di sconfinata cultura che avrebbe potuto aiutare la mia ricerca. Egli era tra l altro autore di un opera ciclopica sulla storia medioevale della Chiesa. 5 L incontro con Padre S. Arrivai con qualche minuto d anticipo all incontro con chi, dopo tanto cercare, mi era stato indicato come uno dei padri viventi della dottrina cristiana. Padre S. viveva in un antico convento di carmelitane. Una tribù di minuscole suore, severe e protettive, vegliava sul suo raccoglimento di studioso e sulla sua vecchiezza contemplativa. Due di esse mi introdussero nella piccola astanteria e lì attesi in piedi. Dalla finestra socchiusa potevo vedere un angolo dell incantevole chiostro. Il verde raccolto tra la geometria dei portici e la qualità di quel silenzio rinnovarono con maggiore intensità la sensazione che avevo provato attraversando l antico portale: più che la soglia di un convento sembrava di aver varcato il limine di un altra età. In un istante la memoria volò al cortile del Collegio Bianchi, nelle viscere di Napoli. L aria risuonò dello scalpiccio, dei gridii, degli inseguimenti tra i portici; profumò di mensa e dei mille ricordi della mia fanciullezza con i Barnabiti. L ordine di introdurmi arrivò puntuale. A malincuore abbandonai quell isola incantata e la piccola folla dei compagni che era accorsa a salutarmi. I loro volti sorridenti sbiadirono e ritornarono al loro posto tra i neuroni, nella foresta misteriosa della memoria.. 40

14 Padre S. sta completando un nuovo volume della sua immensa opera sul medioevo cristiano sembrò informarmi una delle due microscopiche suore-guardiane che mi scortava. Dall austerità del tono raccolsi un indiretto monito a fare uso parsimonioso del tempo e della pazienza del mio ospite. Mi avviai per una stretta scala a chiocciola resa ancora più angusta da pareti di libri che la stringevano da ogni lato. Più che montare dei gradini, ebbi l impressione di scalare una metafora in salita. Ogni dettaglio di quell allestimento simbolico sembrava lì per mettermi sull avviso. Stavo per incontrare uno dei maître à penser della cristianità. Questo pensiero mi riempì di un timore riverenziale misto al dolore sottile che si prova per un rimpianto o per un improvvisa malinconia. Era quella la vita che avrei voluto per me, dedicata alla ricerca e allo studio. Ebbi un rigurgito dell antica, cieca fiducia nei maestri e nei libri. Le parole del Dreamer irruppero tra questi pensieri, severe e provvidenziali: Non c è nulla che puoi aggiungere a quello che già sai... La vera conoscenza non si può acquisire, si può solo ricordare. Riconobbi la mia malattia: la propensione a dipendere dal mondo, ed in special modo, ad idolatrare la conoscenza libresca. Ancora una volta, stavo facendo dell esterno il mio dio. Era bastato trovarmi davanti a qualche feticcio per eleggere quell uomo a mio boss prima ancora di conoscerlo. Mi figurai Padre S. come l epitome di un umanità intrappolata nell intellettualismo, di un umanità che ha smesso di sognare. Il campione di una cristianità che ha dimenticato, che ha messo al suo vertice uomini libreschi e l orgoglio intellettuale. Tutti i libri del mondo sono racchiusi in un atomo dell essere - mi aveva detto il Dreamer - Non possono aggiungere nulla alla tua conoscenza... dai libri non può arrivare la vita. Il sapere dipende dall essere... Più sei, più sai!. Una voce salmeggiante, potente, mi raggiunse dall alto, come da una breccia scavata tra i libri. Si accomodi disse. L intonazione era quella di un frammento liturgico. Quell invito echeggiò così vicino da indicarmi con anticipo le modeste dimensioni dell ambiente in cui stavo inoltrandomi. Mentre salivo gli ultimi gradini, sentii il mio essere raccogliersi a pugno, compostamente, come quello di un guerriero nell imminenza di un pericolo calcolato. Le parole del Dreamer intervennero ancora una volta: Ogni uomo occupa un gradino dell intelligenza umana ed è un guardiano dei livelli superiori Se rimani intatto, ogni incontro sarà un opportunità, un gradino su cui poggiare il piede ed andare oltre. Se dimentichi, ti troverai intrappolato in un gioco virtuale, esterno, che ti rigetterà nel disordine infernale della tua vita. Padre S. era una porta dell esistenza. Ecco chi stavo veramente incontrando: un guardiano-esaminatore, un Minosse che mi avrebbe infallibilmente assegnato il posto che meritavo nella scala dell essere. Una grande testa di vecchio, calva e rasata, emerse dalle onde di libri che coprivano il tavolo. Mi scrutò a lungo. I suoi occhi scuri mi apparirono così straordinariamente giovani da sembrarmi non suoi, organi presi a prestito e piantati in quel viso di vecchio. Sembrava che, per un caso straordinario, quegli occhi avessero trovato modo di non invecchiare lasciando tutto il resto al suo destino biologico. Dovette accorgersi di questa mia scoperta. Con. 41

15 lentezza abbassò le palpebre. Rinfoderò gli occhi come avrebbe fatto una testuggine con i suoi lembi. Quando li riaprì aveva uno sguardo senile. Questa sensazione fu rafforzata da un altro contrasto: l espressione cerimoniosa di chi accoglie un ospite ed il severo cipiglio di maestro. Questa ambivalenza permase sullo sfondo del nostro incontro, come per ricordarmi la distanza che ci separava. Il tono di voce, l abito, i gesti stavano fissando le regole della nostra interazione. Padre S. evidentemente desiderava definire al più presto lo scopo del nostro incontro ed i confini entro cui poteva svolgersi. Gli strinsi la mano. Avvertii la stessa energia che avevo percepito nel suo sguardo. Padre S. stava studiandomi. Appena celata dal suo sorriso, una sonda stava raccogliendo segnali ed elementi di giudizio per classificarmi. Il suo visitatore non era un animale accademico, ma appariva piuttosto un giovane uomo d affari. Il tipo d uomo che Padre S. probabilmente non incontrava spesso. Di lei so soltanto che si interessa di filosofia morale e che viene da una università americana... da New York... se non sbaglio disse, pronunciando quel soltanto quasi in tono di rimprovero, lasciando trapelare la sua natura ed il piglio professorale. Mi occupo di Business Ethics lo corressi cortesemente mentre gli presentavo copia della lettera speditagli giorni prima dalla Fordham University. Quel documento mi accreditava come ricercatore, studioso di etica degli affari. Era stato la mia credenziale per ottenere quell incontro. Mi sentivo perfettamente a mio agio in quel ruolo. Tacqui. Preferii non dargli subito altre informazioni su di me, lasciandolo sulla soglia di quel lieve disagio, in bilico tra la curiosità e l estraneità, senza semplificargli troppo il compito. Mentre leggeva, osservai sul suo volto l espressione di un crescente interesse. Finché trasalì manifestamente quando lesse degli studi che stavo conducendo su Lupelius, della speranza che il nostro incontro potesse far avanzare le mie ricerche. Con sforzo riuscì a contenere l emozione per quella scoperta e si limitò ad esprimere una cauta sorpresa per la scelta di una scuola di pensiero così straordinaria, fuori da ogni ambito scientifico noto. Senza naturalmente parlargli del Dreamer, giustificai il mio interesse per Lupelius con l impatto rivoluzionario che il suo pensiero poteva avere sulle teorie organizzative e sulla preparazione di una nuova generazione di leader. Gli parlai dei grandi risultati che mi attendevo da quel filone di studi che propugnava l applicazione nel mondo del business dei valori, dei metodi educativi e dei principi filosofici delle antiche scuole di preparazione. In particolare mi erano sembrati interessanti gli insegnamenti di Lupelius e le sue ricerche sulla invulnerabilità e sulla invincibilità, per l evidente rilevanza che ancora oggi queste qualità potevano avere nelle moderne sfide economiche, non meno dure e fatali di quelle militari. Le sue ricerche e gli esperimenti sulla immortalità condotti nella sua scuola potevano essere estesi alle imprese moderne. Da tempo gli studiosi di economia si trovavano inermi di fronte ad un fenomeno allarmante, di dimensioni planetarie. Companies die young. Le imprese di tutto il mondo hanno vita troppo breve, appena un pugno di anni - gli raccontai - Perfino i giganti della finanza e dell economia, le più grandi multinazionali del pianeta, difficilmente superano il loro quarantesimo anno di vita. Attingendo agli insegnamenti del Dreamer, gli riferii come mia la convinzione che un impresa longeva. 42

16 nasce da un fondatore longevo e che un impresa immortale può nascere solo dal sogno di un essere immortale. Una volta, parlandomi della polarità amore/paura, il Dreamer mi aveva rivelato che il vero significato di amore andava ricercato nella etimologia della parola latina a-mors, assenza di morte. Il nome di Roma, la città eterna, non a caso, è l anagramma di amor. Nelle sue radici, già dalla fondazione, sigillato nel nome che il fondatore le aveva dato, era codificato il suo destino di immortalità. Portai l esempio di Roma, che aveva recentemente celebrato anni di ininterrotta attività, come il caso di un impresa di tale longevità da non poter essere spiegato senza risalire al fondatore ed alle sue qualità di essere immortale (Romolo fu divinizzato e venerato come dio Quirino). Feci a Padre S. altri esempi di aziende estremamente longeve, da quella dei Windsor, che ha mille anni, alla stessa chiesa cattolica, la più grande multinazionale del pianeta. Continuando ad attingere agli insegnamenti ricevuti dal Dreamer, sostenni che un economia ricca è sempre l espressione di un pensiero immortale. Vision and reality are one. Basta un frammento di eternità per dilatare la visione di un paese, per espandere i confini della sua economia. Basta il concetto di immortalità per vedere innalzato il destino finanziario di individui, di organizzazioni, di intere nazioni. In questa direzione stavano procedendo le mie ricerche. Affermai che queste scoperte avrebbero a breve cambiato la visione del business e rivoluzionato l insegnamento e la ricerca scientifica di tutte le università di economia. L interesse di Padre S. cresceva a vista d occhio, man mano che gli parlavo di teorie economiche connesse all immortalità e del poco che sapevo della filosofia di Lupelius. L economia globale si stagliava sullo sfondo di un immenso campo di battaglia dove ogni giorno intere nazioni, compagini aziendali grandi come sterminati eserciti, si affrontano per fissare a proprio vantaggio le nuove frontiere dell economia. Dal confronto emerge un vincitore. Gli altri, sconfitti, sono incatenati al suo carro e trascinati in schiavitù. Per vivere dovranno adottare gli usi del loro nuovo padrone, impararne la lingua. Dovranno servirlo. Incoraggiato da un gesto del mio ospite di andare avanti, continuai raccontandogli quello che ero riuscito a scoprire sul misterioso monaco-filosofo. Non nascosi il fascino che su di me esercitavano Lupelius ed il suo straordinario insegnamento. Arrivai rapidamente al punto dove si erano arenate le mie ricerche. Gli riferii anche delle mie ricerche, finora infruttuose, del manoscritto di School for Gods e della misteriosa scomparsa di ogni sua copia. Non nascosi il mio stupore per quello che appariva un deliberato tentativo di cancellare ogni traccia del lavoro di Lupelius e della sua Scuola per immortali. 6 La dottrina di Lupelius Padre S. mi ascoltò assorto, il capo chino sul petto. Quando sollevò il viso, il suo sguardo brillava. Rividi gli occhi straordinariamente giovani che tanto mi avevano impressionato nell incontrarlo. Questa volta non li nascose ma continuò a fissarmi. Il suo viso assunse l espressione speciale di chi si aspetta di essere riconosciuto. Non mi sottrassi al gioco e mi concentrai su quella sua mossa La soluzione dell enigma arrivò improvvisa, abbacinante come un lampo che squarcia un cielo nero.. 43

17 Provai un senso di vertigine. Quell uomo si camuffava da vecchio... ma sì... usava la vecchiezza, come una maschera... una maschera strategica... Padre S. era un finto vecchio. Il cuore mi balzò in petto. Padre S. era... un lupeliano. Ne ero certo. Riuscii a stento a contenere l emozione di quella scoperta... Provai il piacere sottile della complicità che si stava stabilendo tra noi Un funicolo lungo dieci secoli ci univa a quella stirpe di guerrieri che sapeva vivere strategicamente e conosceva l arte del travestimento. Le sue capacità camaleontiche gli avevano permesso di vivere tra le pieghe del suo ordine, nascosto nel seno della cristianità. Un tunnel si era aperto nel tempo e più di mille anni si erano compressi in un istante per condurmi davanti alle porte della Scuola. Avevo di fronte forse l ultimo dei suoi immortali custodi. Una domanda mi martellava le tempie, pulsando con le mie arterie. Padre S. conosceva il Dreamer?... Fui tentato di confidargli il mio incontro con il sogno e la straordinaria avventura che stavo vivendo in quei giorni. Lupelius è il profeta dell immortalità fisica, diritto di nascita di ogni uomo - rivelò Padre S. interrompendo il mio pensare febbrile ed allentando il suo iniziale riserbo - Un diritto che abbiamo abdicato e di cui dobbiamo riappropriarci. Poi, come se attingesse da un libro invisibile, più che citare, lesse ad occhi chiusi queste parole: Il corpo è lo spirito fatto carne. Se lo spirito è immortale, tale è anche il corpo. Era evidente la gioia che provava nel ricordare la Scuola e nel riascoltare le parole che egli stesso sembrava non aver più sentito da anni. Mi raccontò che per le sue idee Lupelius fu bandito dalla cristianità e solo miracolosamente poté sfuggire al rogo. La minaccia più grande rappresentata da Lupelius era la sua fede nelle immense possibilità dell individuo, e nella vittoria finale della vita sulla morte. Per la chiesa cristiana e per tutte le religioni istituzionali, dedite alle masse, non poteva esserci una filosofia più pericolosa: la rivoluzione dell essere, la ribellione alla quale ogni uomo è chiamato per trasformare la sua fragilità, il suo destino mortale. Una lotta contro demoni, draghi e chimere interiori, contro mostri e giganti psicologici che l uomo ha chiamato dubbio, paura, dolore, che per Lupelius erano la vera causa di ogni male, di ogni sciagura. Non sorprendeva come idee di una tale sovversività gli avessero sollevato contro persecuzioni ed attentati. In effetti ogni traccia di Lupelius e della sua opera sparirono. Ora questo mi sembrava l effetto di una deliberata strategia di Lupelius più che il risultato di una implacabile ostilità. Essere accettati dalla sua scuola significava essere messi a dura prova, vivergli accanto voleva dire avere la capacità di sostenere grandi sforzi per lungo tempo. Dell immortalità fisica e dell invulnerabilità Lupelius voleva che i discepoli avessero una esperienza diretta, sperimentando come fosse possibile passare indenni attraverso i pericoli più gravi. E in effetti mai si verificò che uno dei suoi, partito con la sua benedizione, tornasse minimamente scalfito. Gli chiesi a cosa attribuisse questo fatto così straordinario. Lo scudo di un uomo è la sua purezza, il suo amore per la vita e per il suo maestro recitò Padre S. tenendo gli occhi leggermente socchiusi. Più che riflettere su cosa rispondere, mi sembrò che stesse ricordando. Per Lupelius la purezza è la qualità fondamentale di un uomo e la via d accesso all immortalità fisica: asintote supremo della parabola umana. Si fermò per una pausa che mi sembrò straordinariamente lunga. Avevo notato che riferendosi a Lupelius, Padre S. parlava sempre al presente,. 44

18 come se si trattasse di un contemporaneo... o di qualcuno che non fosse mai morto. Nel discorso che seguì mi condusse per mano nel mondo straordinario di quei pochi uomini e donne pronti a tutto pur di spingersi oltre gli inviolati confini, le colonne d Ercole della comune descrizione del mondo. Nella scuola di Lupelius ogni sforzo è volto a liberare la mente dalla convinzione che la morte sia inevitabile ed invincibile - disse Padre S. - Tutto faceva parte di una strategia di purificazione per riuscire a sconfiggere dentro di sé quella arcana voluttà di morire che nell uomo ordinario prende mille aspetti; ne impregna la psicologia, fino a diventare una seconda natura, parte ineliminabile della sua vita. The belief that death is invincible is unhealthy to humans. Your longevity is determined by your mental state, by your life urge. La tua longevità è determinata dalla tua mente - asserì Padre S. sintetizzando a mio beneficio il pensiero di Lupelius - Questo significa che se muori sei l unico responsabile!. Una piccola suora entrò silenziosamente portando l occorrente per servirci un té. Dalle occhiate stupite che furtivamente mi diede mentre trasferiva sul tavolo tazze e teiera e ci versava la bevanda fumante, mi resi conto di quanto doveva essere raro che Padre S. si trattenesse con qualcuno così a lungo. Il mio ospite tacque per tutta la durata di quell operazione. Solo quando la suora fu uscita riprese quel punto e mi raccontò come i lupeliani sapessero che mettere in discussione l inevitabilità della morte, anche solo per ironia, ne indeboliva il potere. Per l affermazione del diritto di ogni uomo all immortalità, per la sua lotta rivolta a denunciare la morte come il più orribile ed ingiusto dei pregiudizi umani - annunciò Padre S. in tono epigrafico - Lupelius sarà ricordato come il più importante mistico dell immortalità fisica. Continuò affermando che Lupelius si connette a quella religione fisica, corporale, che fu il cristianesimo delle origini e ne diventa l epigono, araldo del materialismo spirituale e del suo messaggio di indistruttibilità del corpo. Mentire, nascondersi, lamentarsi e tentare di sfuggire alle proprie responsabilità sono le stigmate dell uomo caduto nell immoralità, nella divisione; dell uomo che ha dimenticato la ragione del suo esistere - disse Padre S. in tono epilogativo - Un umanità che ha abdicato il suo diritto di nascita, che ha dimenticato la propria integrità, inventa la morte per porre fine alle sue miserie. L uomo preferisce morire piuttosto che assumersi il compito immane di vincere se stesso, la propria incompletezza Tuttavia la morte non è una soluzione. Un uomo riprende sempre da dove ha lasciato. Lupelius crea The School for Gods, una scuola di responsabilità per indicare all uomo frammentato, the scattered man, la via del ritorno verso la semplicità, l integrità, la volontà sepolta. 7 Offri un gallo ad Asclepio Attraverso i frammenti che avevo potuto raccogliere dell opera perduta di Lupelius, dietro le citazioni di Padre S., riconoscevo sempre più chiaramente il respiro del Dreamer, sentivo la Sua voce. Più alta, più antica di quella di Lupelius. Gli rivolsi un pensiero di gratitudine.. 45

19 Padre S. stava ora leggendomi alcune frasi da un libriccino che trattava con venerazione e che evidentemente portava sempre con sé. L emozione gli faceva tremare la voce. Il suo tono, appassionato, stava diventando più intenso man mano che da quel florilegio venivano alla luce alcune tra le più scandalose credenze di Lupelius, verità inaccettabili per qualunque mente razionale e per qualunque fede canonica. Mentre le ascoltavo e le annotavo sul mio taccuino avvertivo lo strofinio della loro insostenibile diversità, la loro stridente antinomia con le convinzioni più radicate, universalmente accettate. Vecchiaia, malattia e morte sono insulti alla dignità umana, pilastri millenari di una descrizione illusoria del mondo. Il male è al servizio del bene. Sempre!... Tutto arriva per guarirci... Anche la morte fisica è in realtà una guarigione. L ultima possibile!. Questa affermazione, l insostenibile paradosso di Lupelius, fece scattare un meccanismo segreto. La mente andò alle parole pronunciate da Socrate mentre la cicuta stava arrivando al cuore e ne stava fermando i battiti. La loro comprensione mi esplose dentro con un insostenibile fulgore. Durò un battito di ciglia, poi si spense; ma fu abbastanza per poterla catturare. Per oltre duemilacinquecento anni il significato dell ultima volontà espressa da Socrate era stato un mistero insondabile. Circondato dai suoi discepoli più cari, ingerita la cicuta, l effetto paralizzante del veleno dalle gambe stava procedendo rapidamente verso il cuore. Mancavano solo pochi istanti alla fine. In quel momento supremo, le parole di Socrate furono: Siamo debitori di un gallo ad Asclepio: dateglielo e non ve ne dimenticate. Come poteva Socrate chiedere all amico Critone di offrire un gallo al Dio della guarigione quando la vita gli stava scivolando tra le dita e la morte era ormai inevitabile? Per venticinque secoli queste parole hanno rappresentato un rompicapo per generazioni di saggi, dotti ed esegeti. Le affermazioni filosofiche di Lupelius avevano squarciato una cortina impenetrabile ed ora dall abisso del tempo il significato di quel messaggio stava emergendo in tutta la sua vastità. Come un naufrago che rinchiude in una bottiglia il suo messaggio, per salvarlo e trasmetterlo, Socrate aveva affidato la sua comprensione all oceano del tempo, per farla arrivare fino a noi. Sigillato nelle sue ultime parole c é il frutto estremo della sua ricerca instancabile: anche la morte è una guarigione è l ultima delle medicine! Arriva quando null altro è servito. Per effetto delle straordinarie circostanze della sua esecuzione, Socrate raggiunge un grado di unità interiore mai toccato prima, un vertice di integrità che gli permette di accedere al segreto dei segreti: perchè l umanità sia ancora soggetta a morire e come questo un giorno non sarà più necessario. Dietro le ultime parole di Socrate grandeggia il sogno di un umanità futura, guarita, integra, che non avrà più bisogno di quell estremo atto di purificazione. La morte è la modalità estrema cui l esistenza fa ricorso quando ogni altro tentativo di guarirci, di integrarci, è stato vano - un giorno mi avrebbe detto il Dreamer - Socrate usa la morte per capire! Nel momento supremo scopre che essa non è altro che un passo sulla via della guarigione, un altro gradino lungo la scala dell integrità. È questo l ultimo insegnamento di Socrate, il più grande.. 46

20 Socrate è l epitome di un umanità ancora in bilico tra due visioni. È un ricercatore, un esploratore. Non ce l ha fatta a superare la morte ma almeno l ha usata per capire. Ha indicato la strada. 8 Vietato uccidersi dentro L integrità dell essere è soltanto l inizio di una umanità che ha scelto di vivere per sempre - completò Padre S. - Like attracts like. Morte attrae morte e non può colpire chi è connesso alla vita. Armàti della loro integrità, i lupeliani tornavano incolumi dalle imprese più temerarie. Nessuno strumento di guerra sembrava poterli scalfire, come se ogni connessione con la morte fosse stata sradicata per sempre. Senza proselitizzare e senza propugnare alcuna filosofia, i monaci-guerrieri di Lupelius sapevano innalzarsi, ed innalzavano uomini ed eventi intorno a loro, ad una fascia più alta dell essere. Essi vincevano ancor prima di combattere. Vincere significava vincere se stessi, i propri dubbi, le paure, l ignoranza. La vittoria esterna era solo una verifica della vittoria interna. Così, curando il proprio essere, alimentando la propria impeccabilità, rendendosi inaccessibili al male, vinsero sfide impossibili e realizzarono imprese leggendarie. La prima causa della morte è proprio la nostra separazione da Dio, l aver trasferito il divino al di fuori di noi - disse Padre S. traendo da un cassetto un foglio ed annotandovi qualcosa. Poi continuò - Lupelius dice: puoi odiare Dio perchè sei ammalato, perchè soffri o sei povero, ma io ti assicuro: la ragione per cui sei ammalato, sofferente o povero è la tua divisione da Dio. Gli uomini l hanno dimenticato e hanno trasformato il pianeta in un mondo di morte. Hanno fatto della morte la loro ragione di vita. Ad essa dedicano ogni loro pensiero, ad essa è rivolta ogni loro azione. Love and Serve è il motto... Per essere al servizio dell umanità bisogna amare... e prima di ogni altra cosa, se stessi, la propria vita.... Qui Padre S. abbassò la voce. Intuii che stava per confidarmi l insegnamento più segreto, la più insostenibile delle verità ricevute dalla Scuola. Lupelius ricordava ai suoi discepoli - disse, e si fermò per alcuni interminabili istanti. Le labbra gli tremavano mentre stava per riportare le parole del suo maestro - voi siete Dei che hanno dimenticato... voi siete Dei in stato di amnesia. Anche ordini secolari dimenticano gli occhi del vecchio si inumidirono al pensiero di quello spirito guerriero che aveva ispirato la sua scelta monastica - la dimenticanza indebolisce il guerriero che è in ogni uomo... Una volta noi domenicani eravamo vegetariani, mangiavamo una volta al giorno; coltivavamo il corpo e lo spirito come una sola entità... Ci era molto chiaro il messaggio di Cristo e lo Scopo: la vittoria della vita sulla morte fisica. Solo un lavoro incessante su se stesso può permettere ad un uomo di superare la morte. C era nella sua voce la nostalgia dell antica disciplina, il ricordo dello splendore sepolto della Scuola. Ero ammirato, felice. Non credevo che la cristianità ancora custodisse in seno uomini come Padre S., crociati votati alla più santa delle guerre: mettere a morte la morte.. 47

21 Scuole e chiese, università, ordini religiosi ed istituzioni governative, hanno smesso da tempo di preparare esseri responsabili. Oggi producono solo corpi e menti inquinate affermò Padre S. Finì di riempire con una fitta calligrafia il foglio che aveva davanti. Lo piegò più volte e me lo consegnò senza aggiungere altro. Quel gesto mi parve simbolicamente il passaggio del testimone in una staffetta ininterrotta attraverso i secoli. Mi stava affidando un tratto della millenaria corsa dell umanità alla ricerca di una via di fuga dalle sue prigioni. Lasciandomi, sulla soglia del suo minuscolo studio, mi sorrise, ammiccando, contagiandomi con quella complicità gioiosa e inviolabile che avevo trovato soltanto tra i piccoli guerrieri, gli scuglizzi luminosi del mio rione. Gli chiesi di indicarmi il comandamento di Lupelius che più di ogni altro rappresentasse la sintesi della sua ricerca, la formula segreta per sconfiggere la morte fisica. Vietato uccidersi dentro! - citò Padre S. senza esitazioni - Ciò che ci fa morire fisicamente sono le mille morti psicologiche che ogni giorno ci insidiano... Credere che sia invincibile ci uccide. La fede nella sua inevitabilità é il vero killer. 9 The School for Gods Avevo scalato le ripidi pendici dell altopiano fino alla cima dei suoi maestosi vulcani. Attraverso l aria secca e limpida, per estensioni grandissime, lo sguardo spaziava su una vegetazione steppica, un paesaggio senz alberi. Giunto ad Everan, mi lasciai alle spalle la statua del monaco Mashtots ed attraversai il piazzale in direzione di una specie di bunker di basalto grigio che occupava la sommità di un arida collina. Ero nel cuore dell Armenia. Vi ero arrivato seguendo fedelmente le indicazioni di Padre S. e ora mi stavo avvicinando a quel severo edificio, sede dell antica Biblioteca. In essa, materializzata in migliaia di volumi, era custodita la memoria di un popolo che per lunghi secoli aveva vissuto sull orlo dell estinzione. Qui, dove copisti e traduttori furono venerati come santi, dalla metà del V secolo in poi, furono conservate o copiate migliaia di opere della classicità, della tradizione cristiana, ed anche pagana. Religiosamente tradotti in armeno classico, con fedele aderenza al testo originale, si erano così salvati importantissimi testi e capolavori ormai considerati perduti. Ad Everan erano legate le mie ultime speranze di trovare il manoscritto di Lupelius, o almeno una sua copia. Trascorsi giorni ad interrogare gli archivisti, ad esplorare minutamente intere sezioni della biblioteca. Percorrevo gli sterminati corridoi dalle pareti tappezzate di volumi e plichi polverosi, come un archeologo tra le mura di una città sepolta. Mi aiutavano nella ricerca due giovani bibliotecari. Mi erano stati assegnati dal sovrintendente, non so se come assistenti o come guardiani. Con loro penetrai in labirinti cartacei, esaminai pergamene e rotoli di cartapecora ingialliti dal tempo, riportandoli alla luce per la prima volta dopo secoli. Quando mi sembrava di individuare qualche giacimento promettente, selezionavo i volumi o i rotoli, ed i due giovani studiosi provvedevano a prelevarli e ad aprirli. Non toccavano mai quei preziosi reperti a mani nude, ma solo attraverso un drappo preziosamente ricamato, seguendo un rituale quasi sacro.. 48

22 Un giorno, dal catalogo dell Istituto Manoscritti Antichi scoprii che, col numero 7722, era conservato un volume senza titolo dalla storia originale. Riscattato a peso d oro dalle mani dei Selgiuchidi nel 1204, era stato conservato e difeso in qualche monastero arroccato tra i monti aspri e nevosi, prospettanti il Mar Nero. Alla fine del settecento fece parte della collezione di testi spirituali e ascetico-mistici di Paisij Velichovskij che fece stampare a Mosca una versione slavonica. Dopo innumerevoli peripezie, ancora una volta nel 1915, viene salvato miracolosamente dalle distruzioni dei turchi e riportato ad Everan. Sentii in petto i battiti diventare colpi di maglio quando dalla cassaforte blindata emersero i rotoli di cartapecora coperti fittamente dalla mano dell autore. Seppi subito che si trattava di Lupelius. Mi bastò la lettura di poche righe per esserne certo. A stento riuscii a controllare la gioia mentre ne esploravo avidamente il contenuto. Il linguaggio di Lupelius si rivelò un misto di latino ed inglese volgare, una specie di esperanto europeo di suggestiva creatività. Quelle parole avevano la forza di annullare il tempo e di trasmettere intatta, a distanza di oltre un millennio, l energia preziosa che aveva ispirato generazioni di monaci-guerrieri. Durante la mia permanenza ad Everan avevo stretto amicizia con una coppia di studiosi gallesi. Storico lui, esperta latinista la moglie. A loro, quella sera, nel piccolo lounge della locanda in cui alloggiavamo, confidai la mia scoperta. Ne discorremmo eccitati per buona parte della notte. Il loro aiuto si sarebbe rivelato provvidenziale. Solo il Dreamer poteva aver creato una tale prodigiosa coincidenza. La cosa, tra le altre, che più apparve sorprendente a questi ricercatori non era il modo in cui avevo rintracciato quell opera quanto il fatto che ne conoscessi il titolo originale. Un titolo perduto da secoli e che nessuno più conosceva. Con il loro aiuto cominciai subito a trascrivere alcuni passi ed avviai il lavoro di traduzione. Insieme studiammo il manoscritto per settimane. Più leggevo, più mi avvicinavo alla filosofia di Lupelius, e più sentivo crescere la passione per quell insegnamento dimenticato. L interpretazione di un passo, la esegesi di un simbolo, mi faceva attraversare i sacri limini di quella scuola di uomini e donne, ricercatori instancabili del segreto dell immortalità. Commissionai a copisti esperti una riproduzione fedele de La Scuola degli Dei. Ne risultò un vero capolavoro: un volume finemente rilegato in cuoio e le pagine di cartapecora vegetale identiche in tutto e per tutto agli originali vergati dalla mano di Lupelius. Da quella copia non me ne separavo mai. Di notte custodivo il volume sotto il guanciale, come faceva Alessandro con l Iliade. Era un dono per il Dreamer e non vedevo l ora di offrirglielo. Sapevo che ogni più piccolo scatto nella comprensione dei Suoi principi mi avvicinava a Lui, giorno dopo giorno. Frequentemente ero rapito da un entusiasmo incontenibile che talvolta culminava in veri e propri momenti di estasi al pensiero del prodigioso esito di quell impresa, ai confini dell impossibile. Avevo miracolosamente trovato Padre S., avevo trovato il manoscritto originale di The School for Gods, avevo incontrato la coppia di studiosi che, con devozione illimitata, ne stava curando la traduzione. Non avevo alcun dubbio che presto avrei ritrovato il Dreamer. Per il momento non esisteva null altro che immergermi nel manoscritto, calarmi ogni giorno in quelle miniere di re Salomone, percorrerne le venerande gallerie e scavare, scavare senza tregua, per estrarne la materia preziosa.. 49

23 In order to choose life we have to choose the thought that death is not invincible. And so, we have to find the principles of aliveness, longevity and eternity in our being. Questa ed altre leggi che appresi dal manoscritto di Lupelius sarebbero poi state le pietre angolari di ogni mia futura attività ed i principi portanti di innumerevoli imprese nel mondo internazionale del business. Un impresa è tanto vitale, e tanto ricca e longeva, quanto le idee ed i principi del suo fondatore. Per Lupelius la vera disuguaglianza tra gli uomini, la radice da cui ogni altra differenza visibile si produce, è la loro appartenenza a livelli diversi di responsabilità interiore. La differente qualità del pensiero posiziona verticalmente gli uomini su piani diversi lungo la scala dell essere. Esiste una gerarchia interiore che nessuna guerra o rivoluzione potrà mai cancellare perchè la vera diversità tra gli uomini non è di censo, né di credo o di razza. È una differenza di stati d essere. È una differenza psicologica, verticale, evolutiva, di grado. Perciò essa può essere superata solo attraverso un cambiamento radicale del modo di pensare e di sentire. A real improvement implies change of being. A real improvement means evolution or growth towards unity of being which is the result of a new way of thinking and the abandonment of the old, mortal mentality... Solo un cambiamento nell essere può innalzare un uomo ad un più alto grado di libertà, di comprensione, di felicità. 10 Mea Culpa Per Lupelius la Terra è un penitenziario cosmico, una prigione vasta quanto il pianeta, dove gli uomini vivono come reclusi nel braccio della morte. Invece di trarre da questa visione la conclusione di una sconfitta finale e irrimediabile, la sua pazzia luminosa concepisce il disegno più ardito. Lupelius sogna per l uomo un avventura oltre i confini del possibile: l evasione dalle leggi del pianeta, la fuga dal suo destino mortale, apparentemente inesorabile. L uomo può infrangere i confini che egli stesso si è assegnato, può sfidare la natura, trasgredire i limiti che, come colonne d Ercole, ormai non osa superare neppure con l immaginazione. Lupelius raccoglie intorno a sé pochi audaci e mette a punto un dettagliato piano di fuga. Incontri sempre gli stessi eventi perchè nulla cambia in te! Like attracts like. La particella di paradiso va verso il paradiso, la particella d inferno verso l inferno. Nella filosofia di Lupelius i nostri stati d essere attraggono gli eventi che gli corrispondono e gli eventi ci fanno ricadere negli stessi stati. Solo la volontà può interrompere questo eterno rincorrersi, questo gioco meccanico senza fine, e spezzare il cerchio ipnotico in cui è circoscritta l esistenza dell uomo. Thought is creative. Thought creates. Gli eventi sono materializzazioni del nostro pensiero, dei nostri stati d essere. Stati ed eventi sono perciò la stessa cosa. Gli stati si producono nell essere di ogni. 50

24 uomo, gli eventi si manifestano nella sua vita, nel tempo, e sembrano prodursi indipendentemente dalla sua volontà. In realtà siamo noi che li abbiamo intensamente invocati, inconsapevolmente creati. Che sia positivo o negativo, il pensiero dell uomo è sempre creativo e trova puntualmente l occasione per materializzarsi. I nostri pensieri, come inviti scritti di nostra mano, spediti e poi dimenticati, attraggono gli eventi corrispondenti. Al tempo dovuto, quando neanche più ci pensiamo, circostanze, incontri, accadimenti, problemi ed incidenti, cadute e fallimenti, si presentano al nostro uscio, ospiti indesiderati eppure a lungo, oscuramente, evocati. Solo la disattenzione ai nostri stati, che sono la vera origine di quegli eventi, ce li fa apparire improvvisi, inaspettati. L improvviso ha sempre bisogno di una lunga preparazione. Nessun evento può accadere esternamente ad un uomo senza il suo consenso, sia pure inconsapevole. Nulla può occorrergli senza prima attraversare la sua psicologia. Il pensare è quindi potentissimo. Quelli che poi chiamiamo fatti, gli eventi, le esperienze e tutti i possibili accadimenti della vita sono stati d essere già in marcia per andare incontro a chi si è messo in sintonia. Gli stati sono eventi in attesa dell occasione propizia per verificarsi. La qualità delle nostre emozioni, l ampiezza dei nostri pensieri, gli stati d animo che viviamo in questo stesso istante, stanno decidendo cosa si manifesterà nel visibile, la natura degli eventi che si materializzeranno nella nostra vita. Thinking is Destiny The higher our thoughts the greater our life L elemento centrale del pensiero filosofico di Lupelius è che stati ed eventi sono i due profili di un unica realtà. Questo abbatte ogni distinzione tra mondo esterno e mondo interno, dischiudendo così la possibilità ad ogni uomo di guidare il suo destino, attraverso la conoscenza dei propri stati e la padronanza di se stesso. L esistenza è una nostra invenzione, e come tale dipende solo da noi. Condotto per mano da Lupelius, stavo scoprendo per la prima volta il potere vertiginoso, la concretezza del fare che si nascondeva nel mea culpa cristiano. In queste due parole, come in uno scrigno, è custodita da millenni l epitome stessa dell intelligenza umana. Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Solo ora la riconoscevo come l espressione più sintetica e potente dell idea di responsabilità. Mea Culpa. Questa formula, capace di imbrigliare l universo, dalla gerarchia degli astri al movimento degli atomi, racchiude il segreto di un energia senza limiti. Modificando gli stati d essere puoi trasformare gli eventi che ti tocca incontrare. Ecco come l uomo, attraverso uno studio di se stesso, modificando il proprio modo di pensare e di sentire, può trasformare la sua esistenza orizzontale, temporale. L esistenza sulla Terra è la nostra grande Scuola. Una Scuola di vita che agli occhi dell umanità ordinaria appare come un penitenziario.. 51

25 Occorre imparare a rovesciare la nostra visione. Tutto quello che gli uomini ordinariamente percepiscono come difficoltà e sventura, tutto quello contro cui imprecano, tutto quello che cercano di evitare ad ogni costo, é in realtà il materiale più prezioso per trasformare la propria psicologia di morte in una psicologia di vita. Life through this world is a School for Gods. Confusion, doubts, caos, crisis, anger, dispair and pain are all excellent conditions for growth. 11 Stati ed eventi 1 L essere è fatto di stati e la vita di eventi. La nostra esistenza quindi corre parallelamente su due binari: quello degli eventi che sono la successione di avvenimenti che durante la nostra vita ci vengono incontro sul tapis roulant del tempo-spazio, e quello degli stati che sono i moti dell animo, i moods, gli stati d essere che si succedono dentro di noi, in modo quasi sempre inavvertito. La storia personale di un uomo è quindi orizzontalmente fatta di eventi e verticalmente fatta di stati. Tuttavia la gente ordinariamente pensa alla propria vita e la racconta come se fosse costituita soltanto di eventi esterni. In realtà il tipo di eventi che si manifestano, e quindi la qualità della vita esterna, dipende dalla qualità del pensiero e dagli stati dell essere. La vita perciò è fatta di eventi ma ancorpiù di stati. Ognuno di noi, per esempio, andando a una conferenza o a teatro, è convinto di scegliere il posto dove sedere; ognuno è convinto di avere scelto questa mattina l abito da indossare. In realtà a scegliere il posto, come il vestito, non siamo stati noi ma i nostri stati d essere. E facile osservare che tutti hanno nel guardaroba un vestito, una camicia, un capo per cui provano avversione, che per qualche ragione non vorrebbero mai indossare. Non se ne liberano perché sanno che prima o poi si troveranno in quello stato d animo, quel mood, quel livello d essere che gli corrisponde. Quando ci sentiamo in quel modo scegliamo quel capo. La relazione che lega stati ed eventi, accadimenti interni ed eventi esterni, il misterioso rapporto che esiste tra la psicologia di un uomo e ciò che gli accade è il nucleo della questione del libero arbitrio e del millenario enigma se il destino è soggetto al caso o alla necessità. Intorno a questo enigma gli uomini hanno accumulato nel tempo le conoscenze di una grande scienza oggi sconosciuta. Per gli antichi greci esisteva tra accadimenti interni ed eventi esterni una relazione di causa ed effetto. Quella civiltà arcaica credette intensamente che il destino di un uomo fosse una proiezione del suo mondo interiore, del suo essere. Su questa convinzione fondarono una scienza ed un arte che assunse tra essi il massimo valore. Nell età preomerica, sapiente non è chi è ricco d esperienza o chi eccelle in conoscenza, ma chi manifesta l ignoto, chi conosce il futuro. Gettare luce nell oscurità, precisare l incerto è per i greci la vera sapienza ed insieme un arte. Altri popoli esaltarono la divinazione, ma nessun altro popolo la innalzò a elemento centrale della sua vita. In tutto il territorio ellenico fiorirono i santuari dedicati al culto di Apollo al quale, più. 52

26 che a Dioniso, è da attribuirsi il dominio sulla sapienza, intesa come conoscenza del destino degli uomini e manifestazione, comunicazione di tale conoscenza. A Delfi questa vocazione dei Greci e l arte di conoscere il futuro trova la sua massima espressione. Per questo il dio di Delfi è l immagine unificante di quella civiltà ed un abbreviazione della Grecia stessa. Il pellegrino che spesso attraversava grandi distanze e affrontava gravi pericoli per interrogare il Dio sul suo futuro, leggeva inciso sul timpano del tempio il motto delfico conosci te stesso. Era come dire: vuoi sapere il tuo futuro? Conosci te stesso! In questo paradosso, apparentemente beffardo, i greci deposero la soluzione del più antico enigma dell uomo, il segreto dei segreti, la risposta alla millenaria domanda sull esistenza di un libero arbitrio. Una domanda che ha fatto vibrare d inquietudine tutte le filosofie del mondo sospese tra il presagio fatalistico di un futuro predeterminato ed ineluttabile, e il credo nell homo faber, artefice del suo destino. Scolpendo il motto delfico proprio sul tempio deputato alla più sacra delle arti, alla più grande tra le scienze: la divinazione, i greci indicarono la relazione segreta tra mondo interiore e mondo esteriore, tra stati ed eventi. E questa scoperta l affidarono come un messaggio in una bottiglia all oceano del tempo per farla arrivare fino a noi. L uomo che conosce se stesso, il proprio essere, contenitore dei propri pensieri, idee, attitudini, conosce anche il proprio futuro, perché ciò che pensiamo è connesso al mondo; la nostra psicologia è il nostro destino. Thinking is Destiny. Apollo è il simbolo del mondo, specchio dell interiorità dell uomo. Il mondo ci riflette. La tradizione classica che tramanda il mito di Omero come il vate cieco, è ancora un messaggio di quell età dei saggi che si concluse con la morte di Socrate, l ultimo dei saggi. La cecità attribuita all autore dell Iliade e dell Odissea, le due grandi bibbie dell antichità, è emblematica dell attenzione che i greci seppero dare al mondo psicologico, alla conoscenza di sé, dei propri stati. Guardare dentro se stessi è la chiave di conoscenza del mondo, la strada per capirne e prevederne gli accadimenti. Accorgendosi che alcuni uomini erano capaci di sforzi speciali e di affrontare imprese ben oltre le possibilità ordinarie ed osservando come essi godessero di una protezione speciale, anche nelle circostanze più perigliose, e come la loro vita fosse al centro di eventi straordinari, gli antichi greci riconobbero in loro una natura speciale, una luminosità dell essere e qualità interiori quasi divine. Essi concepirono quindi l esistenza di due specie umane: quella degli eroi e dei semidei, da un lato, e quella degli uomini comuni, dall altro. Nell Età di Omero solo semidei ed eroi, attraverso imprese sovrumane, potevano conquistarsi il diritto ad un destino individuale. La loro vita, unica, originale, era sottratta alla giurisdizione di ogni divinità, libera dal capriccio degli eventi e del caso. Tutti gli altri uomini erano condannati ad una esistenza ripetitiva. Governati dalle leggi dell accidentalità e soggetti al Caso, la loro vita, lunga o breve, e le loro azioni, erano rivolte al vuoto e destinate a non lasciare traccia. Per Lupelius la differenza tra queste due specie umane, e tra gli uomini, è la loro appartenenza a diversi livelli nella scala dell essere. Dovunque si incontrino, per pochi istanti o per anni, gli uomini formano inevitabilmente una piramide, si dispongono a livelli diversi di una scala invisibile. 53

27 rispettando un ordine interiore, matematico, come gerarchie planetarie fatte di luminosità, di orbite, di massa e di distanza dal loro sole. Possiamo non esserne consapevoli, ma il nostro destino, la qualità della nostra vita, gli eventi che ci toccano devono rispettare questa gerarchia. Comprendendo come tutto emana dall essere e che il destino individuale degli uomini, come quello di una intera società, non è che una proiezione dell essere, la Grecia classica usò ogni mezzo possibile, dalla religione alla politica, dalle scienze alla filosofia, alle arti ed anche la guerra, per innalzare lo spirito. Le meraviglie architettoniche di città come Atene ed opere d arte come i capolavori di Fidia, esposti nelle piazze, erano macchine per trasmettere all essere messaggi di bellezza, di fierezza, di armonia, e per elevarlo. Solo presso i greci Poiesis, la poesia, racchiude nella sua etimologia il segreto del fare attraverso l essere. E tutto il teatro greco, producendo negli spettatori una purificazione, una liberazione dell anima dal proprio fardello, ebbe presso quel popolo una funzione terapeutica e catartica. Causa finale della tragedia fu per i greci la purificazione delle passioni e perciò l elevazione dell essere. 12 Stati ed eventi 2 Ripensando alla ricchezza di queste informazioni e a tutto quello che stavo imparando sugli stati e sugli eventi, molte volte riflettei sull assurdità di spendere un quarto della nostra vita a scuola e all università, e trascorrere l intera esistenza, senza sapere dell essere e del potere che i nostri stati hanno nel determinare gli eventi e le circostanze della vita. La nostra prima educazione non ci dà alcun senso di discernimento tra cosa è esterno e cosa è interno, né ci prepara a un management dei nostri pensieri, ad una consapevolezza delle nostre emozioni. Senza una scelta intenzionale, la cultura comune ha relegato emozioni, sensazioni e pensieri nella sfera effimera ed impalpabile dei miti, delle fiabe, del sogno, considerandoli fenomeni separati e quanto mai lontani dalla realtà. Seguendo le tracce lasciate dalla civiltà classica, scoprendone la mitologia, che per ogni aspetto si è rivelata più utile e più affidabile della storia, studiando il manoscritto di Lupelius feci la scoperta emozionante che in realtà tra stati ed eventi non c è un rapporto di anteriore e posteriore, di causa ed effetto, ma di assoluta identità. Stati ed eventi sono due facce della stessa realtà poste su piani diversi dell esistenza, le due estremità di uno stesso bastone, posto verticalmente. Ciò che ci impedisce di vedere che stati ed eventi sono la stessa e identica cosa è che essi sono separati dal fattore tempo che agisce come una specie di ammortizzatore. Tra i nostri stati interni ed il prodursi degli eventi esterni che gli corrispondono intercorre del tempo che, come una cortina fumogena, impedisce di riconoscere che gli eventi non sono altro che i nostri stati materializzati nel tempo-spazio. Pensieri, emozioni, sensazioni e tutti i nostri stati sono come inviti che ad ogni istante diramiamo e che, anche se ce ne dimentichiamo, immancabilmente attraggono gli eventi corrispondenti. Più precisamente, essi sono già gli eventi. Per manifestarsi hanno solo bisogno che arrivi. 54

28 il loro tempo. Potranno impiegarci più o meno tempo e accadere in questo luogo o in un altro ma essi infallibilmente ci raggiungeranno. Gli stati emozionali di un uomo sono in verità eventi in cerca di un occasione per verificarsi e diventare visibili. Il tempo distanzia gli stati dagli eventi e ne cela l identità. Il tempo soffia il suo nero-seppia e dietro questa cortina gli eventi si nascondono e covano prendendoci poi di sorpresa, quando abbiamo dimenticato, o mai ci siamo accorti, di averli prodotti. Ma nulla accade improvvisamente. L improvviso ha sempre bisogno di una lunga preparazione. Non c è nulla che un uomo possa incontrare, non c è un evento che possa materializzarsi e raggiungerlo senza che prima, consapevolmente o inconsapevolmente, abbia attraversato il suo essere, la sua psicologia. Il mondo è connesso alle nostre emozioni, alle nostre passioni, ai nostri pensieri. Essi sono la cinghia di trasmissione tra mondo interno e mondo esterno. Attraverso la gestione delle emozioni, dei pensieri e di tutto quello che proviamo e sentiamo in un certo momento, cioè attraverso la padronanza dei nostri stati, abbiamo in mano il timone della nostra esistenza e possiamo imprimere una direzione al nostro destino. Ecco dove trova fondamento la concezione romana della fortuna e dell homo faber contrapposta alla visione greca, medio-orientale, che rappresenta la Fortuna come una dea bendata che dispensa gli eventi in modo puramente casuale ed invia gli eventi secondo il proprio capriccio. È convinzione comune che siano gli eventi esterni a condizionare le nostre attitudini e a determinare i nostri stati d animo. Un fatto si verifica, facciamo un incontro o riceviamo una notizia, e noi crediamo che lo stato psicologico che avvertiamo, di irritazione, di ansia, o di sorpresa, sia un effetto, una conseguenza, di quell avvenimento, di quell incontro, di quella notizia. Allo stesso modo che, fino all invenzione della fotografia, è stato impossibile determinare l esatta successione degli zoccoli nel galoppo del cavallo, essendo i suoi movimenti più veloci dell occhio, così pensieri, emozioni, percezioni, sensazioni, come lampi elettronici, attraversano le misteriose foreste dei nostri neuroni a velocità vicine a quella della luce e sembra impossibile stabilire la corretta successione temporale in connessione agli accadimenti esterni. Un evento si verifica e noi crediamo che lo stato psicologico che avvertiamo sia l effetto di quell avvenimento. Giustifichiamo cioè il nostro stato d essere con l evento esterno mentre è accaduto esattamente il contrario. In realtà sono gli stati d essere che annunciano e determinano gli eventi della nostra vita. Le nostre emozioni negative, nel tempo, si trasformano nelle avversità di cui poi ci lamentiamo. Per incontrare un evento di una certa natura, nel bene o nel male, devo prima creare internamente le condizioni del suo accadere. La più grande illusione dell uomo è di poter cambiare le condizioni esterne, di poter modificare il mondo. Noi possiamo solo cambiare noi stessi, intervenire sulle nostre attitudini, modificare le nostre reazioni, non esprimere le emozioni negative che proviamo. L universo è perfetto così com é. L unico che deve cambiare sei tu!. 55

29 Siamo convinti che l energia e la buona volontà di un uomo siano ben poca cosa di fronte agli avvenimenti della vita, che ci appaiono per lo più fortuiti e fatali. Quel torrente di eventi che continuamente ci sommerge, si presenta troppo vario e confuso per poterlo prevedere e troppo superiore alle nostre forze per pensare di poterlo addirittura dirigere. Per Lupelius il lavoro che dobbiamo fare è vedere che dietro gli eventi e poi dietro gli stati, ci siamo sempre noi. Prima di qualunque soluzione viene il nostro cambiamento. Chi sa produrre intenzionalmente in sé il più piccolo innalzamento dell essere sposta montagne e si proietta come un gigante nel mondo esterno. Intervenendo sui nostri stati, sulla qualità dei nostri pensieri, sui modi di sentire, sulle emozioni negative, denutrendo alcuni e alimentandone altri, non solo modifichiamo la nostra attitudine, quindi il nostro rapporto con gli eventi che ci arrivano dal mondo esterno, cioè il nostro modo di reagire, ma anche la natura stessa degli eventi che si susseguono giorno dopo giorno. Il primo lavoro che siamo chiamati a fare é: autosservazione, l osservazione dei nostri pensieri e degli stati d essere. Uno studio attento di se stessi, dei propri pensieri, emozioni, delle posture che assumiamo e delle nostre reazioni, del modo in cui prendiamo gli accadimenti, ci permetterebbe di scoprire che l uomo pensa e sente negativamente. Solo apparentemente un uomo si augura bene, prosperità, salute. Se potesse osservarsi e conoscersi interiormente ascolterebbe invece dentro di sé la recita pressoché continua di un canto di negatività, come una preghiera di sventura fatta di preoccupazioni, di immagini malate, dell attesa di eventi terribili, probabili ed improbabili. Ma come si fa a intervenire sugli stati interiori, sui propri stati d animo, emozioni e modi di pensare? Basta pensare alla difficoltà di uscire da uno stato di cattivo umore. L energia fisica che può spostare una montagna non può modificare un pensiero e ancor meno un emozione. La forza per indirizzare un pensiero o per avere controllo su un emozione è prodotta da un energia più alta. Per accumulare questa speciale energia occorre eliminare tutte le falle a bordo, i mille rivoli attraverso cui, come un colabrodo, perdiamo energia e che consistono soprattutto nella espressione di emozioni negative e in attitudini interiori sbagliate. Se un evento accade esternamente e non lo connetto agli stati del mio essere che lo hanno creato, ho perso un opportunità importante. A ben osservare, molti eventi della nostra vita ricorrono ed è possibile cercare di definirne più chiaramente la natura vedendo la loro corrispondenza a particolari stati d essere. Per esempio, questo grumo di pensieri si chiama essere in ritardo. Essere in ritardo mi procura uno stato di ansietà. L intelligenza è sapere che quelle condizioni esterne corrispondono a una condizione interna che non si è creata in quel momento. C è una parte del mio essere che mi connette a quegli eventi. Per cancellarli dalla mia vita non c è altra soluzione che modificare questa condizione interiore che io chiamo ansietà, paura, preoccupazione, ma che in realtà non é altro che una malattia dell essere, una peccabilità. In un modo o nell altro, quel tipo di eventi si ripeterà nella mia vita finché perdureranno internamente quegli stati psicologici che lo hanno prodotto. Quegli eventi sono in realtà sintomi che annunciano una guarigione, se abbiamo il potere di. 56

30 connetterli agli stati che li hanno originati. Vederli, portare attenzione ai propri stati psicologici, significa rivolgere la freccia verso se stessi, rovesciare il processo e risalire dall evento allo stato. Lì c è l accesso alla comprensione e la concreta possibilità di trasformare la propria vita. Scusarsi, giustificarsi, accusare un evento esterno e non riconoscerne la causa in una peccabilità del nostro essere, nei nostri stati, nel nostro modo di pensare, di sentire, di reagire, significa non aver capito; e non aver capito significa che quell evento in qualche modo dovrà ripetersi e ripetersi. Cambieranno le circostanze, gli eventi si presenteranno con maschere diverse e noi continueremo ad accusare circostanze ed eventi esterni perdendo l opportunità di liberarcene per sempre. Datti la colpa di tutto, prenditi la responsabilità di tutto quello che ti accade. Il segreto dei segreti è Mea culpa. Riflettei che anche le nazioni vivono stati d essere che attraggono eventi corrispondenti. In U.S.A. il sentimento razziale, per esempio, lo stato di avversione per uomini diversi per razza, credo, cultura, ha richiesto decine e centinaia di anni perché fosse riconosciuto e perché si producessero le condizioni per il suo superamento. I martiri, i leader bruciati giovani, come: Malcom X, M.L. King, J.K. Kennedy, accorciano i tempi e accelerano le condizioni per i cambiamenti di stati psicologici, modi di pensare e di sentire di una intera nazione, di una civiltà, capaci di attirare nuovi eventi e nuove opportunità. I nostri stati possono farci perdere o vincere nella vita, farci poveri o ricchi, possono ammalarci o guarirci. Lo studio di noi stessi, l autosservazione é lo strumento per conoscerli. Il solo atto di osservarci ci fa più consapevoli, più intelligenti. Self-observation is self-correction. 13 Metti Dio al lavoro! La lettura del manoscritto di Lupelius mi rendeva febbricitante. Scavando in quelle pagine che avevano attraversato i secoli, entravo tra i banchi della Scuola degli Dei. Ne ascoltavo estatico la voce senza tempo. Ogni giorno era un avventura dell intelligenza e la mia ricerca veniva premiata dai tesori di un pensiero immortale. L uomo non ha bisogno di immettere nulla dall esterno... né cibo, né conoscenza, né felicità... è suo diritto di nascita non dipendere da alcuna cosa al di fuori di sé... L uomo può alimentarsi dall interno, nutrirsi della sua intelligenza, della propria volontà, della propria luce. Per Lupelius questa idea era l elemento centrale dell immortalità fisica, la pietra angolare di ogni filosofia e di ogni religione. Da un recesso della memoria affiorarono le parole più antiche del mondo, le parole che le labbra dell uomo, come quelle di un bambino, hanno pronunciato quattromila anni fa, prima ancora che sapesse scriverle: Non avrai altro Dio al di fuori di Me!... Una comprensione si fece spazio e si allargò dentro, trepidante, all inizio, come una luce che scava antiche tenebre... Poi divampò, potente come un incendio. Non avrai altro Dio... voleva dire che l uomo,. 57

31 inconsapevole di essere il creatore, fa del mondo esterno la sua divinità e lo elegge a signore e padrone del suo essere... Quel monito millenario tramandava il primo ed il più grande dei comandamenti: non dipendere da nulla!!!... Ricorda che sei colui che ha creato tutto questo!!!... Credere in un mondo fuori di noi significa dipenderne, significa restare intrappolato nelle leggi della propria proiezione. Le mie riflessioni a questo punto si sovrapposero e si confusero, come voci di bambini eccitate da una scoperta felice... Ama il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio al di fuori di te stesso... Tu sei signore e padrone, artefice e creatore di tutto ed ogni cosa. Tu proietti tutto questo... Tu sei tutto questo... Mai più avrei sentito così vicino l alito di un dio più concreto e reale... Qui il pensiero si arrestò e si sospese... Dalle traduzioni che ogni giorno ricevevo dal team di studiosi e ricercatori che avevo raccolto ad Everan emerse un dialogo tra Lupelius ed Amanzio, uno dei suoi monaci-guerrieri. Il loro messaggio guizzava tra le righe, ancora palpitante e vivo, come se le domande di quel discepolo fossero pronunciate in quel preciso momento. Provai nei piedi la sensazione inesprimibile di chi è sospeso sull orlo di un precipizio. Il tempo si compresse e fui fiondato tra le mura venerande della Scuola. Lupelius: If you believe in the external world as something real, then you are lost and destined to fail in whatever you do. Anything coming from out there can only help you to recognise in yourself the true source of all your troubles, limitations and mysery. Therefore, let all outer incidents, circumstances, events and relations with others, fall in a place within yourself where such trash can be transformed into a new substance, new energy, new life......avete fatto dell esistenza, del mondo esterno, il vostro dio... Ma l esistenza non è reale... è un artificio al servizio del sogno perché possiate risalire alla fonte e scoprire che cosa è veramente reale... Non c è nulla fuori di noi che non sia governato dal sogno. Amanzio: E questo castello in cui siamo, allora, e queste stanze che hanno più di trecento anni? Lupelius: Sono una tua creazione... ora, in questo attimo! Amanzio: E mio padre e mia madre? Lupelius: Sono sempre una tua creazione... Non c è nulla fuori di te che sia prima di te!. You cannot change the past if you don t understand that it is this present which gives form to the past. Whatever you attain in this istant is simultaneously transferred in all directions. If the present is made perfect, everything in your past will be aligned with this perfection. Each event of the past is just a reso nance of vibrations that your body is sending right now. Amanzio: Ma... allora... l uomo è... Dio? Lupelius: No!... È molto di più!... Ha Dio al suo servizio.... Amanzio: Cosa significa?. 58

32 Lupelius: Che potresti chiedergli tutto quello che desideri... e Dio obbedirebbe ad ogni tua richiesta.. senza limiti... Dio è un buon servitore ma non un buon padrone... Dio ama servire... ama amare... Dio é l arrendevolezza totale al tuo servizio... Dio esiste... perché tu esisti Se non ci sei tu non ha ragione di esistere... Dio è la tua volontà in azione. Amanzio: Non capisco Lupelius: La mente non può capire... può solo mentire... La mente... mente... La mente che non mente si annulla e fa spazio alla totalità dell essere. It s Here that everything happens... It s Here that every thing is touched... It s Here that everyting is moved... Here... where Truth, innocence, Beauty and Power dwell in... Here... in this infinite, everlasting indestructible Body. 14 L arte di vegliare The battlefield is the Body lessi dal manoscritto. Questa sintesi perentoria di Lupelius mi echeggiò dentro come il grido di guerra di una grande crociata. Il campo di battaglia è il nostro corpo. La vittoria si chiama integrità. Il fine della vita di un uomo, il suo scopo, è l integrità, l unità dell essere. In questo Lupelius comprimeva il senso della millenaria ricerca dell uomo ed individuava la ragione stessa della sua esistenza, il significato di tutta la sua storia. Secondo Lupelius, questo raggiungimento è fisico. Il corpo è la parte più visibile dell essere. L integrità dell essere è una vittoria che avviene nelle cellule. Expand your vision until your whole body with every organ, muscle, fibre and cell down to the very last atom is overwhelmed by the light of your dream. When dreaming is set in motion all things are possible. Your dreaming contains all the principles and power for the establishment of kingdom of heaven on earth. Non c è guerra più santa che vincere se stessi, non c è vittoria più grande che superare i propri limiti. L integrità è una guarigione dell essere. Richiede un capovolgimento di convinzioni millenarie, una trasformazione di emozioni negative e pensieri distruttivi, il raggiungimento di un dominio su se stessi e la padronanza sul cibo, sul sonno, sul respiro Dallo studio di questo e di altri passi di The School for Gods ricavai la natura degli esperimenti che si conducevano intorno a Lupelius, in quel laboratorio solare che fu la sua Scuola, nell Irlanda di mille anni fa. Lì, i suoi discepoli-guerrieri si allenavano a padroneggiare il sonno ed il cibo, a ridurne ogni giorno il bisogno, come parte fondamentale della loro preparazione all invulnerabilità ed all immortalità. Per Lupelius il sonno era un cattivo surrogato della respirazione, un espediente che il corpo aveva trovato per liberarci, sia pure solo per qualche ora, da una respirazione asfittica, insufficiente. Inoltrandomi ancora di più nel pensiero di Lupelius mi resi. 59

33 conto che nulla è per noi più vicino, ed allo stesso tempo più sconosciuto e misterioso, del nostro respiro. Siamo creature che vivono sul fondo di un oceano d aria. E sebbene siamo immersi in questo elemento ed ogni centimetro quadrato del nostro corpo è sotto la pressione di un universo etereo, immettiamo nei polmoni una quantità insufficiente di ossigeno. Lupelius aveva fatto la scoperta straordinaria che ogni uomo respira una quantità di aria decine di volte inferiore a quella che gli è necessaria. Nel suo manoscritto esamina e descrive accuratamente questa condizione di quasi apnea in cui l uomo si è ridotto a vivere, definendola di underbreathing, cioè di sottorespirazione. La conseguenza di questo strano fenomeno è che, secondo Lupelius, ci sono parti vitali del nostro organismo che mancano di ossigeno e sono sottoalimentate. Anticipando di secoli la scoperta della preminenza che la respirazione ha nel catabolismo e nel ricambio organico, Lupelius aveva raggiunto la conclusione che l umanità era tutta gravemente inquinata. Per lui un uomo doveva dedicare ore ed ore ogni giorno ad una respirazione piena, profonda, completa, e preconizzava che nel futuro ogni scuola, ogni comunità e organizzazione umana, avrebbe introdotto una educazione al respiro, un allenamento ad immettere le grandi quantità di ossigeno che in realtà il nostro organismo richiede. Considerai con amarezza che, dieci secoli dopo, quella profezia era ancora lontana dall avverarsi e che l umanità continuava imperterrita a sottorespirare, comportandosi come se l ossigeno fosse gravato da tasse esorbitanti o fosse tra i beni più rari e costosi dell universo. Secondo Lupelius una respirazione profonda non può prodursi meccanicamente ma solo intenzionalmente. Da lui appresi che il destino di un uomo è legato a filo doppio alla sua respirazione. Più ampio il respiro di un uomo, più ricca la sua realtà... Se vuoi cambiare il tuo destino, lavora sul respiro... dedica tempo alla respirazione... Una delle pietre angolari della dottrina di Lupelius è che per meritare un destino individuale, per essere l eroe di una grande avventura personale, un uomo ha bisogno di una respirazione consapevole e profonda, di essere frugale nel cibo, nel sesso e di sottrarre tempo al sonno. In questa direzione vanno fatti tutti gli sforzi necessari. Sull argomento trovai nel manoscritto una lettera di Lupelius ad un suo allievo, con alcune raccomandazioni fatte in tono famigliare, senza formalità. La gente si addormenta allo stesso modo in cui si augura di morire... di colpo... Ma tu, qualunque sia l ora, non importa quanto lunga sia stata la giornata e dura la tua battaglia, accertati di andare a dormire sveglio... Chi non sa gestire la propria energia, a fine giornata cade sul letto sfinito, più morto che vivo... Ma tu, se proprio devi dormire qualche minuto, approccia il sonno da sveglio. Questo ti permetterà di non cadere nelle profondità infernali. Mi sembrò che quelle parole di Lupelius fossero dirette a me e che bacchettassero a distanza la mia abitudine, allora frequente, di cadere addormentato di colpo davanti alla TV o leggendo un libro. La loro forza, il loro potere di suggestione fu tale che. 60

34 leggendole decisi sul posto di redimermi e da allora adottai l addormentarsi sveglio come una regola di vita ed una parola d ordine. Secondo Lupelius il modo in cui un uomo si addormenta è una cartina di tornasole, un sistema per rivelare la qualità della sua vita. Quando sembra che stiamo soccombendo e che chiudere gli occhi e cadere addormentati sia ormai inevitabile, è quello per Lupelius il momento di esercitare la volontà, di insorgere ed usare ogni mezzo per vincere il sonno... Lupelius suggeriva di tirare di spada, di bagnarsi o di danzare, ed aveva inventato ogni sorta di trucchi e stratagemmi che potevano servire a questo scopo. Secondo Lupelius Dormire è morire!. Con il suo inimitabile black humor, da burlone planetario qual era, capace di mille travestimenti, affermava che gli uomini ogni notte fanno le prove generali della propria definitiva uscita di scena. Perseverando nella cattiva abitudine di dormire, a turno, metà del pianeta va a letto, ed i suoi abitanti si augurano la buona notte, senza neppure sospettare di eseguire un rituale così macabro. Quel monaco-filosofo che aveva osato sognare l impossibile, il capo di quella Scuola di guerrieri invincibili, concludeva la lettera al discepolo con alcuni straordinari insegnamenti sull arte della veglia. Quando sai che il sonno è la rappresentazione della morte non puoi più approcciarlo come prima... In ogni caso, quali che siano le precauzioni e i mezzi cui ricorrerai, non permettere a nessuno, mai, neppure alla tua donna, di vederti dormire... Esercitati nell arte della veglia!... Un guerriero sa che farsi scorgere a dormire è mostrare la propria vulnerabilità... è un consenso dato al mondo di attaccarci e di colpirci a morte. 15 Le cattive abitudini Lupelius aveva scoperto nell uomo un mistero che la mente non riesce nemmeno a concepire, l esistenza di un buco nero dove si annida una melma emozionale, una sorta di schiuma psicologica, che gli inquina le cellule. Attraverso le tecniche del digiuno e della respirazione, attraverso una nuova visione, nuove idee e sforzi speciali, un uomo può trasformare se stesso e la realtà che lo circonda; può fare il passaggio da un essere incompleto, conflittuale, mortale, ad un individuo integro, armonioso, immortale. Ogni astinenza, ogni sforzo teso alla frugalità, è una preparazione alla fuga dagli inferni dell ordinarietà, ci libera delle incrostazioni emozionali accumulatesi negli anni. Secondo Lupelius solo un uomo di Scuola, guidato da un maestro impeccabile, può affrontare un tale processo di guarigione, superare le impervietà e gli ostacoli di una tale impresa. C è nell uomo una generale incomprensione dei segnali che annunciano e accompagnano un attività di purificazione. L umanità ordinaria li legge a rovescio ed invece di interpretarli come sintomi di guarigione li percepisce come vere e proprie malattie. La dolorosità dello sforzo richiesto é qualcosa che nessuno vuole affrontare. Per questo, secondo Lupelius, ogni pratica di astinenza viene sospesa proprio quando comincia a funzionare.. 61

35 Attraverso i lunghi viaggi, gli intensi studi e una ricerca instancabile, Lupelius aveva conosciuto le antiche scuole di iniziazione e aveva incontrato uomini straordinari delle grandi tradizioni ascetiche e mistiche. In ogni tempo ed in tutte le civiltà l otium, l arte del non fare, è stato l architrave su cui ha poggiato ogni disciplina, ogni ricerca interiore; il filo d oro che ha mantenuto legato alla grande avventura ogni uomo puntato verso la conquista dei più alti livelli di responsabilità. Seguendo la mappa ideale tracciata dal manoscritto, l astinenza dell asceta, la solitudine dell eremita, la frugalità del monaco, si rivelano espressioni di una sola Scuola, profili diversi di un unica, millenaria ricerca che si connette alle discipline marziali e alla veglia del guerriero. Quando approfondii questa indagine scoprii che Arriano, uno dei due storici al seguito di Alessandro il Grande, nell Anabasis Alexandrou ha trasmesso in una sola frase la regola alimentare ed il segreto della sua energia:...era stato educato alla frugalità: per colazione, una marcia prima dell alba, per cena, un pasto leggero. Gli stessi guerrieri macedoni, modello insuperato di valore e di forza per tutta l antichità, erano di una frugalità leggendaria. Dormivano sulla terra nuda e, anche durando fatiche estreme, affrontando le imprese più temerarie, mangiavano un pugno di olive. Eppure erano infaticabili, i più temibili, un vero incubo per gli eserciti nemici. L eliminazione intenzionale di un solo grammo di cibo, l astinenza da un solo minuto di sonno, erano secondo Lupelius così potenti da poter mettere in crisi l intero sistema di convinzioni di un uomo e sconvolgerne i falsi equilibri. La sua scuola propugnava l assenza di malattia, di vecchiaia, di morte come diritto di nascita e condizione naturale dell uomo. A deseaseless, ageless, deathless man. Da sempre, attraverso i secoli ed in tutte le tradizioni, la conquista della padronanza di sé aveva richiesto pratiche e discipline intese a portare alla superficie la melma emozionale, come la chiamava Lupelius. Un operazione indispensabile per scoprire le ferite interne e per snidare dalle pieghe dell essere ogni ombra in agguato. Lavorando sul manoscritto un giorno scoprii l incredibile segreto cui era pervenuto Lupelius. Il suo annuncio è il manifesto di una rivoluzione del pensiero che non sembra diretto ai suoi contemporanei ma ad un consesso scientifico del futuro: È tempo per l umanità di uscire da un sonno ancestrale, metafisico È tempo di scuotere il suo sistema di convinzioni da una polvere millenaria. Il documento si concludeva con queste insostenibili parole: il cibo, il sonno, il sesso, la malattia, la vecchiaia, la morte sono cattive abitudini mentali. Bisogna liberarsene. In più punti del suo manoscritto esse sono anche chiamate superstizioni, illusioni. The field is the body... Il campo di battaglia è il tuo corpo - dice Lupelius - Ogni vittoria sull eccesso di cibo, ogni attimo sottratto al sonno, te lo ritroverai come vittoria sulla morte La morte fisica è immorale innaturale inutile. Secondo Lupelius l assenza di frugalità nel cibo, nel sonno, nel sesso come nel lavoro, è causa prima di ogni perdita di vitalità e d energia; essa ha permesso all uomo di rendere possibile l impossibile, fino a renderlo inevitabile: la morte fisica. In ogni tempo, uomini appartenenti a tutte le civiltà e di ogni tradizione religiosa, pochi tra i pochi, svegliandosi dall ipnotismo denunciato da Lupelius, hanno tentato di seguire una disciplina e hanno messo l idea dell immortalità fisica al centro del loro. 62

36 sistema di pensiero, come origine di ogni prosperità e longevità. Un giorno il Dreamer mi avrebbe detto che l idea della immortalità fisica è un elemento fondamentale della psicologia di una nuova umanità, e del leader in particolare. Senza l attraversamento di queste colonne d Ercole, un uomo viene prima o poi attaccato dal limite e curva. L idea che la morte possa essere sconfitta sradica ogni limite dalla psicologia, innalza la responsabilità, ed è una condizione necessaria per far nascere un impresa vitale, longeva, ricca. Secondo il Dreamer la filosofia dell immortalità fisica va insegnata in tutte le scuole, di ogni ordine e grado, nelle università e in ogni istituzione. L idea di una vita senza fine è l antidoto più potente alla povertà, alla criminalità, alla morte. Lasciando Everan e l Istituto Manoscritti Antichi, tornavo a New York portando con me, come il bene più prezioso, la copia di The School for Gods che avevo fatto realizzare per il Dreamer. Da tutta la massa dei miei appunti, due parole, in particolare, mi fecero riflettere per tutto il viaggio: Die less, aforisma ricorrente e forse il motto dei Lupeliani. Esse mi apparvero la sintesi estrema, l abbreviazione stessa della filosofia della Scuola. Die less and live forever. Pensai alla devastante scoperta nascosta dietro l apparente semplicità di questa formula. L uomo muore dentro migliaia di volte al giorno. Nel nostro essere, stati e pensieri distruttivi, emozioni negative, si arruffano e si riproducono senza posa, distillando il lento veleno che ci uccide. Forse non sapremmo da dove cominciare per vivere per sempre, ma seguendo il millenario aforisma di Lupelis certamente possiamo morire di meno. Più volte intonai il canto di immortalità dei Lupeliani: Eat less and Dream more. Sleep less and Breathe more. Die less and Live forever. 16 Non ce la farai! Emersi come da un percorso sotterraneo. Riconobbi la sala ed il grande dipinto che ne occupava la parete più lontana. Era un ora più avanzata del mattino questa volta nel mondo del Dreamer ed in queste condizioni di luce potei osservare con agio l architettura di quella parte della villa. Sollevai lo sguardo all alto soffitto e ne percorsi la linea fino al punto dove questo bruscamente si abbassava formando un imponente arcata di mattoni a vista. Fu in quel momento che avvertii una presenza. Trasalii. Dalle due estremità di quell arcata, guardiani immobili, mi osservavano due esseri nudi, un uomo e una donna. Un brivido mi percorse la schiena prima che potessi capire di cosa si trattasse. Erano statue a grandezza naturale disposte in modo da fronteggiarsi. La loro fattura così squisita mi fece pensare a copie di originali ellenistici. Il petto del guerriero, alto e levigato, potente come una corazza, mi lanciò un messaggio irresistibile di fierezza. Mi raddrizzai ed inarcai la schiena, come ad un comando marziale. D istinto scartai la severa scala di peperino che portava all appartamento del Dreamer e, senza esitazioni, mi diressi nella direzione opposta, verso un ampia porta di cristallo e ferro battuto dalla sagoma particolare. Di fianco, un grande dipinto. 63

37 occupava tutta la parete. Mi fermai ad esaminarlo. Riconobbi un opulenta versione del mito di Narciso ritratto mentre si specchia nelle acque di uno stagno, un attimo prima di esserne ingoiato. Ammirai a lungo quell opera che avrebbe ben figurato tra i capolavori del seicento di una grande pinacoteca. Poi spinsi cautamente la porta di cristallo e restai incantato sulla soglia di un ambiente fiabesco. Senza distogliere lo sguardo da quella visione, mi chinai a slacciarmi le scarpe e le lasciai lì, dov ero, come avevo fatto nella mia prima visita. Scalzo, avanzai a cauti passi sulle grandi lastre di cotto del pavimento e mi inoltrai in quella che mi sembrò una immensa serra. La ricchezza di piante, per lo più tropicali, e le lunghe teorie di archi vetrati che ne formavano le pareti, rafforzavano questa impressione. Fuori, il verde intenso del giardino l assediava e premeva contro gli infissi di castagno come un mare vegetale contro i fianchi di un arca. Ma l eleganza di ogni dettaglio, le opere d arte, i quadri preziosi e le moderne sculture in marmo bianco mi lasciarono piacevolmente perplesso sulla vera natura di quell ambiente straordinario. Da due ampi lucernari pioveva la prima luce del mattino. Osservai le possenti travi che sostenevano il tetto e la mia immaginazione fu rapita dal pensiero di quale titano avesse potuto trasportarle e posarle lì dov erano. Più volte esplorai con lo sguardo ogni angolo, ma del Dreamer non vidi traccia. Non Lo vedevo da quasi un anno. Procedendo, vidi che il pavimento della sala nella sua parte centrale accoglieva uno specchio d acqua. Più che una piscina mi sembrò un piccolo stagno azzurro scavato nel cotto. Un movimento costante increspava piacevolmente la superficie dell acqua, come un brivido. Percorsi con lo sguardo il bordo, finché, ondeggiante sull acqua, vidi la Sua immagine. Lentamente sollevai lo sguardo. Il Dreamer stava portando alle labbra un flauto d argento. Arcuò con grazia il corpo e sollevò il viso verso la luce insieme a quella scintillante appendice. L aria si riempì di note infilate una dietro l altra come perle di una stessa collana. Era una musica senza età, senza tempo, come quella villa, come quella sala, come quel momento. Immobile, ascoltai. Provai l esultanza della mia infanzia, odorosa di mare, la sua felicità dimenticata. La pazzia delle corse sugli scogli, il sapore delle telline e dei granchi appena raccolti, i battiti del cuore prima dei tuffi più spericolati dal roccione, l ombra fresca della casa di Ischia, i baci sudati di Carmela al ritorno dal mercato... Una nota restò sospesa nell aria più delle altre, aleggiò sul respiro che l aveva creata, giocò ancora un poco con le molecole dell aria fino a liberarsi della musica e diventare un unico, vibrante soffio sonoro. Improvvisamente cessò. Per l eternità di qualche secondo il flauto rimase traverso, attaccato al labbro inferiore, poi seguì docile la mano che lo adagiò su un cuscino accanto. Era più giovane di come lo ricordavo e mi sembrò ancora più magro. Sollevò il Suo sguardo e mi esaminò a lungo. Di certo sapeva degli sforzi che avevo fatto per ritornare da Lui... delle lunghe ricerche del manoscritto e del successo della mia missione, della passione con cui avevo studiato e mi ero avvicinato al pensiero della Scuola. Dopo il burrascoso incontro con cui aveva avuto inizio il mio apprendistato e l avventuroso viaggio nel mio passato iniziato a Marrakech, mi attendevo questa volta parole di incoraggiamento, se non di elogio. Mi avvicinai ancora di alcuni passi. Il Dreamer continuò a fissarmi senza parlare. Inizialmente provai uno stato di vago disagio che rapidamente si trasformò in dolore. Sotto il Suo sguardo la mia attenzione stava invertendo la sua direzione. Mi stavo osservando dentro, per la prima volta. Lo spettacolo non era dei più piacevoli: un blob di pensieri oscuri stava. 64

38 affiorando alla coscienza, insieme a sensi di colpa e sentimenti ingarbugliati come matasse emozionali mai dipanate. Il Suo sguardo mi stava scavando dentro rimestando quella fanghiglia psicologica che non avevo mai voluto vedere, né affrontare. Smise un attimo prima che la dolorosità superasse il limite della sopportabilità. Ma non allentò la presa. Quello che stava per seguire sarebbe stato ben più doloroso. Al termine del Suo esame, come se avesse raggiunto un giudizio conclusivo, definitivo, sentenziò: Non ce la farai!. Il silenzio che seguì quel verdetto invase rapidamente tutto lo spazio della serra e conquistò ogni angolo. Malinconia, delusione, scoramento, rabbia, si intrecciarono e si fusero in un solo dolore, pacato. Mi sentivo svuotato di ogni energia. Avrei voluto solo essere lasciato in pace ed accasciarmi. Con il fiato sospeso, attesi come un imputato la fine di quel giudizio. Quella pausa durò crudelmente a lungo. Finalmente, con il tono di un ricercatore che constata l ennesimo esperimento fallito, previsto ma non per questo meno deludente, annunciò: Nessuno ce la fa... È l umano che non ce la fa!. Si stava rivolgendo a me come al rappresentante di una razza sconfitta, di una specie in via di estinzione. Troppe sono le leggi che ti costringono a restare quello che sei. Anche la ricerca che ti ho affidato, l hai trasformata in qualcosa che alimenta la tua vanità, il tuo egocentrismo. Provai un forte risentimento, l avversione mista ad autocommiserazione che si prova per un ingiustizia subita. Dopo mesi di viaggi e di ricerche fatte tra gli Stati Uniti e l Europa, dopo aver trovato il manoscritto di Lupelius che ricercatori, studiosi ed archeologi del sapere consideravano perduto per sempre, e dopo aver affrontato con coraggio l incontro con il mio tormentato passato, non meritavo di essere trattato in quel modo. Avrei voluto rintuzzare in qualche modo le parole del Dreamer, ma i muscoli della dignità erano ancora troppo esili. D altra parte, in cuor mio sapevo che aveva ragione. Tentai di nascondere il mio stato d animo dietro una falsa arrendevolezza. Non riesco a cambiare - mi limitai a dire. Ma la voce tradì il rancore dell impotenza e la mia inclinazione ad aggrapparmi e dipendere. Smettilaaaaa! - gridò il Dreamer prolungando all infinito la a finale con voce orribile. I secondi passarono nel terrore, come il countdown di un evento angoscioso. Uno spazio-silenzio si fece in me, scavato da quell urlo sovrumano, terribile come un grido di guerra lanciato tra il clamore delle armi e dei corni, nel mezzo di una sfida mortale. Uno scatto nell essere acutizzò la capacità del mio ascolto. Ricordi quando piangevi per ore, fino a ridurti senza voce? - mi chiese a sorpresa il Dreamer a voce bassa ma conservando nel tono tutta la Sua ferocia. Immagini si avvicendarono rapide nella mente; tessere di un passato lontano si sovrapposero l una all altra e si mischiarono come fruscianti carte da gioco tra i pollici di un illusionista. Non differivano l una dall altra; avevano tutte la stessa luce, l atmosfera magica della mia infanzia napoletana, dove lari e penati avevano nomi più antichi, partoriti da superstizioni millenarie. Riconobbi la vecchia casa, la camera di Carmela, l armadio con le ante a specchio. Un bambino di forse sei anni, seduto sul pavimento piangeva disperatamente, senza interruzione Ero io.. 65

39 Sei ancora lì, nulla è cambiato. I tuoi capricci di bambino sono diventati un inclinazione permanente alla lamentela e all autocommiserazione. Tacque per un tempo che mi parve interminabile. Nel mondo dell ordinarietà è impossibile cambiare - commentò infine il Dreamer - A sette anni un bambino entra già nell esercito triste degli adulti, come un piccolo spartiate... ha già ricevuto una descrizione rovesciata del mondo ed un set completo di tutte le convinzioni, pregiudizi, superstizioni ed idee che lo faranno appartenere di diritto e per sempre al club planetario degli infelici. Pensiero, emozione e corpo nell uomo sono universi concentrici... tutto è connesso. Cambiare intenzionalmente una cadenza o un inflessione della voce, raddrizzare di un solo millimetro la schiena, modificare l abitudine apparentemente più insignificante, significa cambiare tutta la propria vita. È pressoché impossibile. Mi scrutò a lungo, con severità, ed io sostenni il Suo esame. Sapevo che neppure il più piccolo moto dell animo Gli stava sfuggendo e che, in quella partita non c era possibilità di barare. Stavo giocandomi il tutto per tutto... La possibilità, un giorno, di conquistare me stesso, di essere toccato dal sogno, di trasformare la mia vita in una grande avventura individuale, oppure precipitare e perdermi per sempre, senza rimedio, erano lì... coesistevano. La mia vita pendeva da un filo sottile, sospeso sulla bocca di un baratro. Una parola, una intonazione, la lunghezza di una pausa, potevano farla precipitare nel brulicame di un destino collettivo. Con un movimento rapido e l elasticità di chi ha un corpo ben allenato, dalla posizione reclinata si mise in piedi; l azzurro della piscina raccolse il Suo movimento come il riflesso di un volo e lo cullò sulla sua tremolante superficie. Lentamente fece alcuni passi nella mia direzione. Il respiro sospeso, Attesi per attimi infiniti. Poi in tono fermo, ma questa volta senza durezza, annunciò: Solo se ricordi Me puoi farcela!. 17 Capovolgi le tue convinzioni! Intanto si era messo a Suo agio, sistemando con cura alcuni cuscini intorno al corpo. La Sua attitudine mi parve quella di chi fa buon viso e approccia con rinnovata energia un lungo lavoro che credeva già concluso. Capovolgi le tue convinzioni! mi esortò con forza. L idea di invitarmi a sedere non dovette neppure sfiorargli la mente, e mi lasciò in piedi, dov ero sin dall inizio del nostro incontro. Interpretando questa Sua attitudine come mancanza di considerazione, provai risentimento ed un senso di offesa. Allora era impossibile per me concepire un essere che come il Dreamer vivesse ogni istante strategicamente. In Lui non c era un battito di ciglia che non fosse consapevolmente al servizio del Suo intento. Rimuginando il mio malanimo, restai ad ascoltarlo, confinato nello spazio di una lastra di cotto, accanto alle trepide acque della Sua piscina. Il presente, il passato, il futuro di un uomo... gli eventi, le circostanze e le esperienze che incontra sul suo cammino, sono ombre proiettate dal suo credere - continuò il Dreamer - la sua esistenza, il suo destino, sono la materializzazione delle sue convinzioni e soprattutto del suo indulgere

40 Visibilia ex invisibilibus. Tutto quello che percepisci, vedi e tocchi nasce da una invisibilità. La vita di un uomo è l ombra del suo sogno, è il dispiegamento nel visibile dei suoi principi e di tutto ciò in cui crede... Tutti vedono puntualmente realizzarsi ciò in cui hanno fermamente creduto... Un uomo crea sempre. Gli ostacoli che incontra sono la materializzazione dei propri limiti, del suo pensiero conflittuale, della sua impotenza... C è chi ha fede nella povertà, c è chi ha fede nella malattia... c è chi crede incrollabilmente nel limite e nella scarsità... c è chi ha puntato tutto sulla criminalità... Un uomo crea sempre, anche negli stati più tenebrosi dell essere. Secondo il Dreamer non c è qualcuno che abbia più fede degli altri. Ogni uomo ha la sua porzione di fede da gestire, da investire... ad ognuno è data esattamente la stessa quantità che a tutti gli altri. Ciò che fa la differenza tra gli uomini... ciò che veramente li fa appartenere ad un diverso destino, è la direzione delle loro credenze, la diversa qualità del target che, anche se inconsapevolmente, ognuno si prefigge di colpire.... Queste affermazioni del Dreamer mi sconcertarono non poco. Avevo sempre creduto che la fede fosse un bene raro e che anzi, proprio nella loro diversa capacità di avere fede, consistesse la differenza sostanziale tra gli uomini. Tra i pilastri ideologici su cui poggiava la mia descrizione del mondo, c era sicuramente la convinzione che Maometto o Alessandro, Socrate o Lao Tzu, Churchill o Napoleone fossero diversi dagli altri per la forza delle loro convinzioni. Ma se tutti hanno fede... anzi, la stessa quantità di fede - chiesi, chiamando in causa le scritture e facendomi forte della loro autorità - qual è allora il significato delle parole se aveste fede quanto un granello di senape..?. Il discorso che seguì si incise per sempre nell essere. Non tanto per le memorabili parole che pronunciò, ma per l autorità che sentii pulsare dietro ognuna di esse. Il Dreamer non stava dandomi un interpretazione di quel passo del Vangelo, lo stava creando. La sostanza sognante di quel messaggio millenario, l intelligenza compressa nei suoi atomi, si stava sprigionando lì, in quel momento. Quelle che stavo ascoltando erano parole nuove, vive. Non erano mai state pronunciate prima, in tutta la storia del mondo. Se un uomo avesse la capacità di spostare di un millimetro la direzione della sua fede, se appena potesse indirizzare la forza delle sue convinzioni verso la vita anziché verso la morte... potrebbe spostare montagne nel mondo degli eventi. Come un lampo che squarcia il buio ed illumina ciò che un attimo prima era sepolto nell ombra, così, vividamente, mi attraversò la mente l evidenza dell immensa energia contenuta in un atomo di fede. Capii che l eliminazione del più piccolo granello d inferno avrebbe disintegrato quel 100% di fede nella morte che è la più radicata tra tutte le convinzioni dell uomo. Realizzai anche la ciclopicità di una tale impresa. Soltanto concepirne il pensiero equivaleva allo sforzo di un titano che prendesse su di sé il peso della terra e della volta del cielo. Per la prima volta chiesi a me stesso in che cosa avevo avuto fede... a che cosa avevo dato valore, fino all incontro con il Dreamer... La Sua voce mi raggiunse nel mezzo di questi pensieri e mi soccorse mentre stavano irrimediabilmente curvando verso il fondo oscuro del mio passato. Anche se ne ero già a conoscenza, fu imbarazzante avere la riconferma che ero per Lui come un libro aperto.. 67

41 Fino ad oggi la tua ragione di vita, il goal della tua esistenza, come quello di tutti gli uomini, è stato di ucciderti dentro.. Malattia, Vecchiaia, Morte sono le divinità che da migliaia di anni l umanità ha idolatrato... Così l uomo ha rinunciato dolorosamente alla vita... al suo sogno infinito. Se aveste fede quanto un granello di senape... significava che il più piccolo innalzamento della visione, la minima trasformazione, avrebbe potuto farci deviare dal nostro destino mortale. Il sogno è la cosa più reale che ci sia. Vedere i propri limiti, circoscriverli, significa liberarsene! La vita dell uomo è governata dalle emozioni negative. L angoscia che si porta dentro è la vera causa di tutti i suoi guai e della sua infelicità. Il Dreamer si alzò e, voltatemi le spalle, si diresse a passi attenti oltre la grande piscina, verso l angolo opposto di quella straordinaria serra. Da lì mi parlò, sempre di spalle, e la Sua voce mi arrivò forte e chiara come se fosse accosto al mio orecchio. È solo questione di tempo... - registrai fedelmente sul mio taccuino - Nel tempo, colpiremo tutti il target che ci siamo prefisso... Alla fine vinceremo tutti... tutti diventeremo ciò in cui abbiamo creduto... e tutti otterremo ciò per cui siamo stati incorruttibili... voi la vostra miseria, la vostra immoralità, la vostra morte... ed Io l impeccabilità, l infinito, l immortalità.. 18 La sindrome di Narciso La tua fede più incrollabile... la tua convinzione più nociva, è che esista un mondo esterno a te, qualcuno o qualcosa da cui dipendere, qualcuno o qualcosa che possa darti o toglierti, eleggerti o condannarti - disse il Dreamer. Se un guerriero credesse, anche solo per un attimo, in un aiuto esterno, perderebbe all istante la sua invulnerabilità affermò. Poi tacque e chiuse gli occhi. Mi occupai annotando le Sue ultime parole sul taccuino. Ma quella pausa si prolungava. Tentai di superare l imbarazzo della mia estraneità e della mia improvvisa superfluità rileggendo mentalmente alcune parti dei miei appunti. Finalmente il Dreamer uscì dal Suo silenzio e ad occhi chiusi recitò: There is nothing out there... There is no help coming from anywhere at all... La malattia più grave dell uomo è la dipendenza annunciò in tono severo. Immediatamente entrai in uno stato di vigilanza. Nel corpo sentii senza possibilità di errore l importanza di questa affermazione e la centralità da assegnarle nel mio nuovo sistema di convinzioni. Non c è danno più grave che dipendere dagli altri, dal loro giudizio... Per liberarsi da tutto questo occorre una lunga preparazione.... Come avrei notato in seguito, osservando la mia attitudine in questa occasione e in altre simili, quello che accettavo senza troppe resistenze, o che addirittura mi trovava subito convinto, quando il Dreamer si riferiva all umanità in generale, trovava in me resistenze inespugnabili quando mi prendeva di petto e si rivolgeva a me in prima persona.. 68

42 La gente come te... si sente viva solo in mezzo agli altri... preferisce i ritrovi affollati... trova lavoro nelle amministrazioni statali o si impiega nelle grandi aziende... ovunque possa sentire lo strofinio rassicurante della moltitudine... Celebra tutti i rituali della dipendenza e ne affolla i templi: cinema, teatri, ospedali, stadi, tribunali, chiese, pur di stare con gli altri, pur di sfuggire a se stessa, al peso insostenibile della propria solitudine incalzò il Dreamer. Ebbi un moto animalesco di difesa. Un insopprimibile ostilità mi oscurò l essere, quasi quelle parole minacciassero qualcosa di vitale, o buttassero all aria un piano da tempo preordinato. Mentalmente allineai, come i proiettili di un mortaio, tutte le cattiverie che avrei voluto dirgli. Uno sguardo interno tentò di rimuovere quella moltitudine vergognosa, ma riuscì solo a disegnarmi sul volto una smorfia di dolore. Il Dreamer saggiò le mura della mia resistenza. Sapeva come aprirvi una breccia. Abbozzò un sorriso di ferocia, come se stesse per sferrarmi un colpo, e disse a voce bassa: Un uomo come te si ammala ed è pronto a farsi fare a pezzi dai chirurghi... dagli sciamani di una scienza ancora primordiale, pur di attrarre l attenzione... pur di aggrapparsi al mondo. Boccheggiai, come per un pugno allo stomaco. Il Dreamer lasciò passare qualche secondo come se mi contasse, arbitro ed avversario allo stesso tempo. Ricordi il quadro? mi chiese a bruciapelo, cambiando totalmente attitudine e tono. Ogni volta mi sconcertava. Non mi sarei mai assuefatto a questi mutamenti radicali che eseguiva con la subitaneità e una maestria che non avevo visto in nessun altro. Mi stupiva la Sua capacità di trasformarsi in un essere totalmente nuovo, di passare al momento successivo senza portarsi dietro neppure un atomo di quello precedente. Capii subito che la Sua domanda si riferiva al dipinto che avevo ammirato prima di entrare in quella serra, dov eravamo. Ripassai mentalmente l immagine di Narciso che si specchia nelle acque dello stagno qualche istante prima di venirne ingoiato. È la storia emblematica dell uomo intrappolato nel riflesso di sé - espose il Dreamer non nascondendo l ilarità che gli suscitavano i miei tentativi, ancora infruttuosi, di adeguare i muscoli del viso al Suo improvviso cambiamento di soggetto e di umore - La favola di Narciso è la metafora dell uomo che diventa vittima del mondo. Continuò rivelandomi che, contrariamente alla convinzione comune, Narciso non si innamora di sé ma dell immagine riflessa nell acqua, senza realizzare che quella è solo un immagine. Credendo di vedere un essere esterno a sé, un altra creatura, se ne invaghisce, cade nell acqua e miseramente vi annega. Once you realize that the world is the projection of yourself, you are free of it concluse il Dreamer. Avevo il pensiero sotto shock. Com era stato possibile fraintendere per millenni uno dei miti decisivi della nostra civiltà? Com era stato possibile eludere una spiegazione così semplice? Accanto al Dreamer sentivo distintamente la voce di quell età di giganti che finì con Socrate e con l invenzione consolatoria della filosofia. L eco di quella saggezza ancora supera l oceano del tempo per raggiungerci, e noi continuiamo a fraintendere le sue favole eterne, rivelatrici della vera condizione dell uomo. Ancora spacciamo Narciso per l archètipo della vanità quando il suo mito, all opposto, è un monito, un. 69

43 grido di allarme contro la stupidità, la pericolosità della visione ordinaria del mondo. Quello che più volte il Dreamer aveva tentato di farmi capire stava finalmente trovando il modo di penetrare un po più in profondità. La storia di Narciso era il messaggio di una scuola del capovolgimento, la stessa che aveva ispirato il Caravaggio a dipingere i quadri sulla crocifissione di Pietro e sulla caduta di Paolo. Innamorarsi di qualcosa al di fuori di noi, dimenticando se stessi, significa perdersi nei meandri di un mondo che dipende... significa dimenticare di essere l unico artefice della nostra realtà personale... Un mondo fuori di noi non esiste - riaffermò - tutto quello che incontriamo, che vediamo, tutto ciò che tocchiamo, ci riflette. Gli altri, gli eventi, le circostanze della vita di un uomo rivelano la sua condizione. Accusare il mondo, lamentarsi, giustificarsi, nascondersi, sono le manifestazioni di un umanità in disgrazia, i sintomi rivelatori della dipendenza, dell assenza di una vera volontà. Come Adamo, anche Narciso addenta la mela! - affermò prendendomi alla sprovvista. Facevo fatica a stargli dietro mentre valicava con un passo solo abissi di tempo e distanza tra mondi remoti, accostando la storia della Genesi, vecchia di quattromila anni, ad uno dei miti più antichi della Grecia classica. Anche lui, come Adamo, ha creduto nell esistenza di un mondo esterno. In entrambe le tradizioni, per quanto culturalmente lontane, il messaggio è lo stesso: credere che il mondo è fuori di noi significa diventarne vittima, esserne ingoiati. Il mondo lo crei tu, ogni attimo! - affermò il Dreamer - Lo stagno in cui Narciso si specchia è il mondo esterno. Crederlo reale, appoggiarsi ad esso significa dipendere dalla propria ombra... Da creatore diventi creato, da sognatore diventi sognato, da padrone diventi schiavo, finché sarà la tua stessa creatura a soffocarti. Riflettei che il messaggio di questi miti, così come mi stava facendo scoprire il Dreamer, si ritrovava intatto nelle favole nuove ed antiche, da Frankenstein a Blade Runner, ad Alice in Wonderland al Nuovo Testamento. La caduta dall Eden di Adamo ed Eva avviene ogni attimo - concluse il Dreamer - ogni attimo siamo scacciati dal paradiso, quando la descrizione del mondo ci possiede... quando dimentichiamo di esserne gli artefici. La creatura allora si ribella e si torce contro... È questo il peccato originale, il peccato imperdonabile, mortale: scambiare la causa con l effetto. Un uomo integro, reale... è tale perché governa se stesso... E nonostante l apparente dinamicità degli eventi e la varietà delle situazioni egli sa che il mondo è il suo specchio... Che sia bene o male, bello o brutto, giusto o sbagliato, tutto ciò che un uomo incontra è solo il suo riflesso e non la realtà - disse il Dreamer, e dal tono seppi che il nostro incontro era giunto alla fine. Stava per lasciarmi. Ognuno raccoglie sempre e solo se stesso... Tu sei il seme ed il raccolto.... È per questo che tutte le rivoluzioni della storia sono fallite... esse hanno tentato di cambiare il mondo dall esterno... hanno creduto reale l immagine nello stagno.... Do not rely anymore on the world for help. Go beyond it! Only those who have gone beyond the world can improve the world. Qui si arrestò per qualche istante. Go beyond it! mi ordinò e si zittì di nuovo. Trascendi, vai oltre il mondo! Cosa poteva significare?. 70

44 Per secoli l uomo ha grattato lo schermo del mondo credendo di poter modificare le immagini del film che egli stesso proietta. La spiegazione dell insuccesso di innumerevoli generazioni di uomini protési a modificare il corso della storia, mi veniva offerta su un vassoio d argento. Quella visione amaramente beffarda riassumeva la storia infinita di atrocità, lutti ed eroismi sotto un unico giudizio: una colossale, inutile follia. Tu... esci da questa pazzia! - mi comandò con inaspettata dolcezza - Lascia perdere guerre, rivoluzioni, riforme economiche, sociali o politiche... ed occupati del vero responsabile di ogni accadimento... Non curarti del sognato, cura il sognatore che è in te. La più grande rivoluzione, la più difficile delle imprese, eppure l unica che abbia senso, è cambiare se stesso. 19 Un uomo non può nascondersi Chi dipende dal mondo rimane invischiato nelle zone più basse dell esistenza - mi ammonì il Dreamer - Per tutta la vita hai cercato sicurezze e soddisfazioni effimere fuori di te... continuamente sospeso tra il timore e la speranza... che sono le radici della dipendenza.... Il Dreamer mi stava parlando fissandomi negli occhi con una severità che non consentiva un battito di ciglia o un respiro, come faceva quando doveva superare i miei sbarramenti e raggiungermi in profondità. La tua vita, come quella di tutte le persone che dipendono, è orribile. È la vita di uno schiavo... Anni e anni in un ufficio a perpetuare la mediocrità, la scarsità, senza neppure il più lontano desiderio di sfuggire a quella prigionia. Prendevo nota di quello che stava dicendo mentre, come un reporter di guerra, scrivevo sotto una gragnuola di colpi. There is nothing out there.. there is no help coming from anywhere at all - ripeté il Dreamer per imprimere questo statement tra le mie convinzioni più radicate - Non smetterò mai di ripetertelo: nulla è fuori di te... Quello che chiami mondo è solo un effetto... Quella che chiami realtà è la materializzazione, il riflesso speculare dei tuoi sogni o dei tuoi incubi... Questa visione si sarebbe rivelata lo scenario di fondo di tutto il Suo insegnamento ed in più occasioni, in futuro, il Dreamer l avrebbe approfondita ed ampliata, a mano a mano che crescevano in me le capacità di comprendere e sostenerne la forza sovversiva. Ricordo che quella prima volta fu per me uno shock, un ribaltamento di tutto quello che avevo creduto fino a quel momento. Realize that the world is in you and not viceversa! Ciò che è nel mondo, o che appartiene ad esso, non può aiutarti né salvarti. Poi il Suo discorso divenne un esortazione, un appello che sentii rivolto non più a me ma ad ogni uomo. Le Sue parole erano venate dal dispiacere di chi sa di offrire una grande ricchezza a chi non può apprezzarla né farne uso. Aspira alla libertà, esci da questa moltitudine di disperati... Imponiti un nuovo modo di sentire. Conquista l immenso dentro di te e le galassie diventeranno granelli di sabbia.... Allarga la tua visione e vedrai il mondo rimpicciolirsi... Vision and reality are one and the same thing... Cerca l integrità e quello che per gli altri sono montagne insormontabili per te saranno solo lievi gibbosità.. 71

45 Interpretai la pausa che seguì come l invito ad un commento e, incautamente, avventurai alcune considerazioni. Dissi qualcosa intorno alla difficoltà di accettare l idea che siamo noi la causa di qualunque evento o circostanza della nostra vita. Misi ogni cura nel cercare di bandire ogni accento polemico ed assunsi il tono super partes di chi cerca di portare una saggia neutralità in una occasionale conversazione con uno sconosciuto. Come un cieco, non potevo percepire la distanza abissale che nella scala della responsabilità divideva le parole del Dreamer dalle mie. Sembra impossibile credere che tutto quello che può accadere ad un uomo, da un raffreddore ad un crash aereo, sia la materializzazione della sua psicologia, dei suoi stati d essere conclusi. Mi sentivo affascinato e minacciato dalla visione del Dreamer. Seguendo la scia delle mie riflessioni stavo penetrando nelle radici della nostra civiltà, fino a quelle due visioni contrapposte che divisero il mondo fino ad oggi. La Grecia classica credeva in una dea Fortuna che dispensava ciecamente i suoi favori. La rappresentava bendata. I romani antichi credevano invece nell homo faber. La Fortuna romana era una dea che aveva il massimo delle diottrie e rispettava la virtus dell individuo. Classificai mentalmente il Dreamer tra i sostenitori della concezione romana del mondo. Non feci in tempo a formulare questo giudizio, che sentii la Sua voce trasformarsi in un ruggito che mi raggelò il sangue, come nei momenti più terribili che avevo avuto con Lui:...Credi di essere qui a fare una conversazione da salotto con qualche impiegato come te!... Ascolta bene - disse, e rinforzò quest ordine colpendo il suo orecchio destro leggermente con indice e medio uniti, più volte, con premeditata lentezza - il mondo è un riflesso dei tuoi stati d essere significa che Luisa non è morta di cancro. La sua morte è la rappresentazione scenica del dramma che ti porti dentro, della tua angoscia letale... Quell evento, come tutti gli eventi, è solo un rivelatore dei tuoi stati d essere... Anche se tenti di nasconderlo accusando e lamentandoti continuamente, in realtà il tuo canto di dolore, come un rito propiziatorio a rovescio, ha invitato tutti i guai e le difficoltà del tuo esistere. D improvviso fu silenzio. Sentii un ansia inesplicabile premere contro un argine oscuro. Una parte dura e immobile di me cedette e una voragine si allargò dentro a dismisura fino ad ingoiarmi. Sentii il cuore battere tumultuosamente contro le pareti del torace, a 360 gradi, ed il respiro si bloccò in una espirazione senza ritorno. Provai la nauseante vertigine di una caduta senza fine e un grido muto di spavento, di aiuto, di disperazione, di vergogna, mi echeggiò nelle fibre più remote dell essere come se tutta la dolorosità dell esistenza si fosse compressa in un punto. Solo quando riprese a parlare riuscii finalmente a riprendere respiro ed ingoiai avidamente tutta l aria che potei. A man cannot hide - enunciò allora il Dreamer in un sussurro, come a trasmettermi un insegnamento segreto. Il mio ascolto divenne quello di un bambino, senza più divisioni, senza opposizioni. La nostra più piccola azione, ogni percezione, ogni nostro pensiero, un gesto, una espressione del viso, è registrato nell eternità. Mi disse che il modo in cui viviamo ogni istante, come un fotogramma nel film della nostra vita, indica un innalzamento o un abbassamento nell essere e ci mette in sintonia con tutto quello che ci accadrà. A man cannot hide!... Qui con Me sei solo di fronte all esistenza... Qui non ci sono partiti, né sindacati. Quando entri in questa stanza non puoi portarti dietro niente del passato, neppure la bugia del nome o del ruolo.. 72

46 Qui non ci sono ringhiere a cui aggrapparti... qui ci sei solo tu di fronte a te stesso.... Si accorse che stavo tremando visibilmente; cominciavo a battere i denti come in preda ad una febbre, e disse: Smettila di avere paura e di nasconderti! C é una parte di te che deve morire perchè assurda. Questa morte è la tua grande opportunità... Solo tu puoi farlo.... Sentii fisicamente, dolorosamente che il Dreamer stava perforando strati e strati di ignoranza, di immondizia psicologica accumulatasi nel tempo e diventata dura come roccia. Se lavorerai senza posa e ti impegnerai per tanti anni quanti sono quelli che hai speso a farti danno - disse in un sussurro dolce come una promessa - un giorno il tempo si spaccherà, si aprirà un tunnel che ti guiderà fino alla tua parte più reale, più vera... una parte alla quale ogni uomo dovrà ricongiungersi: il suo sogno. Solo a questo punto il Dreamer distolse lo sguardo concedendomi un momento di respiro. Vidi la Sua figura ondeggiare come un riflesso sull acqua. Stava per lasciarmi. Sentii d un colpo una stanchezza irresistibile come per una corsa di miglia e miglia fatta tutta d un fiato. Le gambe smisero di sostenermi. Piegai le ginocchia sul tappeto affiorante, conteso all ombra dalla luce crescente del giorno, e caddi come morto.. 73

47 INDICE Capitolo I L incontro con il Dreamer 1 L incontro con il Dreamer 2 Il lavoro è schiavitù 3 Sono una donna 4 Una specie in estinzione 5 Il risveglio 6 Cambiare il passato 7 Perdonarsi dentro 8 Self-observation is selfcorrection 9 La morte non è mai una soluzione 10 La guarigione procede dall interno 11 I Padroni di casa 12 Judith, la signorina 13 Grazie Luisa! Capitolo II Lupelius 1 Incontrare la Scuola 2 Il mondo ci è stato raccontato 3 La Scuola del capovolgimento 4 Lupelius 5 L incontro con Padre S. 6 La dottrina di Lupelius 7 Offri un gallo ad Asclepio 8 Vietato uccidersi dentro 9 The School for Gods 10 Mea Culpa 11 Stati ed eventi 1 12 Stati ed eventi 2 13 Metti Dio al lavoro! 14 L arte di vegliare 15 Le cattive abitudini 16 Non ce la farai! 17 Capovolgi le tue convinzioni! 18 La sindrome di Narciso 19 Un uomo non può nascondersi Capitolo III Il Corpo 1 Il mondo sei tu 2 I nani psicologici 3 Il canto di dolore 4 Il corpo non può mentire 5 Sii frugale! 6 Un mondo senza fame 7 Il mondo è come tu lo sogni 8 Il pensiero crea 9 Thinking is Destiny Capitolo IV La Legge dell antagonista 1 La Corsa 2 I custodi di Main Street 3 I muri 4 La Legge dell Antagonista 5 Ama il tuo nemico 6 L Antagonista 7 Impara a sorriderti dentro 8 La suite al St James 9 Prima che il gallo canti 10 A cena con il Dreamer 11 L amministratore disonesto 12 La vittima è sempre colpevole 13 I biglietti 14 A teatro con il Dreamer 15 Le Miserables Capitolo V Addio a New York 1 Per le strade di Manhattan 2 Gli strumenti del sogno 3 La menzogna 4 Addio New York 5 Chi ama non può dipendere 6 Non si può sognare e dipendere 7 Un futuro di seconda mano 8 A cena con lo Sceicco 9 Fuga nella malattia 10 Il ragno e la preda 11 Il cucù dell esistenza 12 La bottiglia 13 I veri poveri 14 La paura è amore degradato 15 Solution comes from above Capitolo VI A Kuwait City 1 Questa è economia! 2 Dimenticare il sogno 3 Preoccuparsi è animalesco 4 La fuga è per pochi 5 Programmare senza crederci 6 L Agenda 7 Pronto, chi sono? 8 Sgambetto alla meccanicità 9 Vincere se stessi 10 Il sogno è la cosa più reale che ci sia 11 Heleonore 12 L adozione Capitolo VII Ritorno in Italia 1 La clausola 2 Un brusco risveglio 3 L ignoranza è sempre a un palmo di distanza 4 Ritorno al passato 5 L inquinamento psicologico 6 Nella pancia della balena 7 L incidente 8 La lettera. Un Re Mida al rovescio 9 Danza, perdio, danzaaa! 10 Sei vivo e sincero solo sotto minaccia! 11 La guarigione può avvenire solo dall interno 12 Elogio dell ingiustizia 13 Il mondo è creato dai nostri pensieri 14 Il passato è polvere. 15 Volontà e Accidentalità Capitolo VIII A Shanghai con il Dreamer 1 La perfezione non si ripete mai 2 La ragione dell'uomo è armata 3 L animale che mente 4 Diventa un uomo libero! 5 Il papà del Budda 6 Dipendere è una servitù intollerabile 7 Vision and reality are one 8 La razza da impiego 9 Fai solo ciò che ami! 10 La direzione terribile e meravigliosa 11 To fall in love 12 Io sono tu! 13 Uni-verso. Verso l uno 14 Il re è la terra e la terra è il re 15 La Realtà è il Sogno più il tempo 16 Essere toccati dal sogno Capitolo IX - Il Gioco 1 Credere per vedere 2 Cambia la tua vitaaa! 3 Il Pagamento 4 Noi siamo l arco, la freccia e il bersaglio 5 Sono venuto a liberarti! 6 Recitare i ruoli 7 Il cammino a ritroso 8 Non sei pronto! 9 La scorciatoia 10 Comprimere il tempo 11 Gli altri ti rivelano 12 Recitare intenzionalmente. The Art of Acting 13 Il Gioco degli Incontri 14 Il nuovo paradigma 15 Il Replay 16 Aspettarsi dal mondo 17 Questo libro è per sempre! Capitolo X La Scuola 1 La Visione verticale 2 Una Scuola per sognatori pragmatici 3 Il sogno del sogno 4 Il paradiso portatile 5 La verità economica più grande 6 Avere è Essere 7 Università significa verso l uno 8 La nascita della Scuola 9 State is place! 10 La Banca

48 La Scuola degli Dei Proprietà letteraria riservata Copyright 2002 by ESE Italia IIa edizione italiana - giugno 2005 ISBN Versione Acrobat.pdf per uso interno Vietata la vendita

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