LABORATORIO DELLE COMPETENZE COMUNICATIVE

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1 Elisabetta Degl Innocenti L ATTUALITÀ DELLA LETTERATURA LABORATORIO DELLE COMPETENZE COMUNICATIVE SCOLASTICHE E TECNICO PROFESSIONALI metodologie di studio modelli e tipologie testuali attività di scrittura scolastica e professionale esame di Stato SECONDO I NUOVI PROGRAMMI

2 Elisabetta Degl Innocenti LABORATORIO DELLE COMPETENZE COMUNICATIVE SCOLASTICHE E TECNICO PROFESSIONALI EAN esby-9mod-stps EAN xrnu-cppz-xbzx

3 Coordinamento editoriale: Franca Crosetto Coordinamento redazionale: Chiara Buffa Redazione: Barbara Garofani Progetto grafico: Eva Ferri Copertina: Sunrise Advertising, Torino Coordinamento grafico: Massimo Alessio Ricerca iconografica: Paola Barbieri Impaginazione elettronica: LIV, Cascine Vica (Rivoli), Torino Controllo qualità: Andrea Mensio Segreteria di redazione: Enza Menel Per le opere di Grosz by SIAE 2012 The Munch Museum/The Munch-Ellingsen Group by SIAE B C SG K C In copertina, al centro: ragazzi che lavorano in gruppo, Shutterstock; da sinistra: Matthias Stom, Giovane uomo legge a lume di candela, XVII secolo, olio su tela, part., Stoccolma, Nationalmuseum Nationalmuseum, Stockholm, Sweden/ Bridgeman Art Library/Archivi Alinari; ragazza che scrive, Shutterstock; Sir William Orpen, Grace legge a Howth Bay, XX secolo ca., olio su tela, part., Collezione privata, Photo Agnew s, London, UK/The Bridgeman Art Library /Archivi Alinari; da destra: studentessa con tablet, Shutterstock; Edward Hopper, Scompartimento C, Carrozza 293, 1938, olio su tela, part., Armonk, IBM Collection, New York (USA) Geoffrey Clements/CORBIS; colloquio di lavoro, Shutterstock Referenze fotografiche Archivio Iconografico Pearson Italia Ale+Ale Altan/Quipos Mattia Boero DUfoto/Foto Scala, Firenze istockphoto The Library of Congress, Washington DC Marka Shutterstock Third Eye Images/Corbis Si ringraziano Bbruno Gruppo Editoriale L Espresso Museo Torino RCS Quotidiani S.p.A. SEAT Pagine Gialle S.p.A. Editrice La Stampa S.p.A. Tutti i diritti riservati 2012, Pearson Italia, Milano - Torino Per i passi antologici, per le citazioni, per le riproduzioni grafiche, cartografiche e fotografiche appartenenti alla proprietà di terzi, inseriti in quest opera, l editore è a disposizione degli aventi diritto non potuti reperire nonché per eventuali non volute omissioni e/o errori di attribuzione nei riferimenti. È vietata la riproduzione, anche parziale o ad uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzata. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n Le riproduzioni effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, corso di Porta Romana n. 108, Milano, e sito web Stampato per conto della casa editrice presso L.e.g.o.p.r.i.n.t., Lavis (TN), Italia Ristampa Anno

4 Premessa Nella scuola la scrittura occupa un posto di rilievo perché rappresenta una fondamentale abilità linguistica e, come tale, fornisce competenze generali, sia di tipo comunicativo sia di tipo espressivo. Con le altre abilità linguistiche, in particolare con la lettura, coopera nell instaurare rapporti con ogni tipo di testi, letterari e non, continui e non continui, di ogni contenuto, e perciò permette l acquisizione e la rielaborazione del patrimonio culturale e di informazioni trasmessoci dal passato e di quello attualmente operante. Per le sue caratteristiche specifiche rispetto al parlato da cui, peraltro, è largamente influenzata in questa fase di sviluppo delle tecnologie mediatiche la scrittura esige una cura e una correttezza che abituano al rigore formale, nel rispetto delle modalità con cui si è manifestata e si manifesta la lingua italiana nella sua lunga tradizione e nel suo presente di lingua di cultura e di comunicazione. Come traduzione riflessa del pensiero, la scrittura richiede e abitua ad acquisire una strutturazione del discorso, che sia in grado di chiarirlo a se stessi e di approfondirlo, per esprimerlo in forma organizzata e rispondente a criteri logici. In quanto rivolta sempre a un destinatario, essa educa al confronto con gli altri e favorisce la formazione del pensiero critico. Tutte queste competenze, essendo l italiano la nostra lingua veicolare nella quale si esprime ogni contenuto, travalicano lo specifico ambito disciplinare della materia, per percorrere trasversalmente tutte le discipline, trovando applicazione anche nei nuovi canali tecnologici. Negli istituti di istruzione tecnica e professionale, in particolare, la scrittura fornisce strumenti non soltanto di cultura generale, ma anche di utilità pratica nel mondo del lavoro. Applicata in molteplici varianti di tipologie e linguaggi, essa costituisce infatti un abilità necessaria al giorno d oggi in ogni ambiente e attività professionale. Ma le competenze di scrittura travalicano la stessa scuola per essere utilmente spese da ciascuno nella propria vita individuale e di relazione. In questo manuale gli studenti troveranno le indicazioni teoriche e operative per la produzione dei principali modelli di scrittura in uso sia nella scuola sia nel mondo del lavoro, insieme con esemplificazioni e proposte di attività. L autrice III

5 Indice generale Parte A Metodi per l acquisizione di competenze comunicative trasversali UNITÀ 1 Le forme del parlare Il soliloquio La conversazione, la discussione e il dibattito L interrogazione scolastica e il colloquio d esame L intervista Il discorso pubblico... 8 UNITÀ 2 Attività al servizio della lettura Che cosa, dove e come leggere Che cosa leggere Dove leggere Come leggere Prendere appunti Fare liste, tabelle e schemi Liste Tabelle Schemi La schedatura L espansione La parafrasi Un esempio di parafrasi Ugo Foscolo Alla sera dai Sonetti 7. Traduzione di un testo non continuo Didascalia Il riassunto Un esempio di riassunto Mario Rigoni Stern Inverno da Stagioni, cap. I Griglia di valutazione del riassunto LABORATORIO ON LINE Esempio svolto - Riassunto Esercizi aggiuntivi UNITÀ 3 Procedure di scrittura Prescrittura Pianificazione Raccolta e selezione di documentazione IV Indice generale

6 Ideazione Scaletta Scrittura Scelta del registro linguistico e stilistico Stesura del corpo centrale del testo Stesura dell introduzione e della conclusione Assegnazione del titolo Postscrittura Presentazione grafica del testo LABORATORIO ON LINE Esercizi aggiuntivi UNITÀ 4 Comunicare con le nuove tecnologie La videoscrittura La scrittura ipertestuale Parte B La scrittura scolastica UNITÀ 5 L analisi e il commento di un testo Comprensione, analisi e interpretazione di un testo letterario in poesia Comprensione del testo poetico: la parafrasi Analisi dei livelli del testo poetico Interpretazione del testo Un esempio di analisi e commento di un testo poetico Dante Alighieri Tanto gentile e tanto onesta pare dalla Vita Nuova, cap. XXVI 2. Comprensione, analisi e interpretazione di un testo narrativo in prosa Comprensione del testo narrativo in prosa: il riassunto Analisi del testo narrativo in prosa Interpretazione del testo narrativo in prosa Un esempio di analisi e commento di un testo narrativo in prosa Giovanni Boccaccio Lisabetta da Messina dal Decameron, VI, 5 3. Comprensione, analisi e interpretazione di un testo non letterario Comprensione del testo non letterario: il riassunto Analisi del testo non letterario Un esempio di analisi e commento di un testo non letterario I primi quattro Principi fondamentali della Costituzione italiana LABORATORIO Analisi e commento di un testo letterario in poesia Analisi e commento di un testo letterario in prosa Analisi e commento di un testo non letterario Griglia di valutazione di analisi e commento del testo letterario e non letterario ON LINE Analisi del testo teatrale Esempio svolto - Testo teatrale Esercizi aggiuntivi Indice generale V

7 UNITÀ 6 Il saggio breve Prescrittura Lettura della consegna e dell argomento Lettura della documentazione Ideazione Organizzare le idee Scelta della tesi e delle argomentazioni Costruzione della scaletta Scrittura Assegnazione del titolo Postscrittura Un esempio di saggio breve I nativi digitali LABORATORIO Saggio breve di ambito artistico-letterario Saggio breve di ambito storico-politico Saggio breve di ambito socio-economico Un esempio di articolo di giornale Torino e il Risorgimento LABORATORIO Articolo di giornale di ambito artistico-letterario Articolo di giornale di ambito socio-economico Articolo di giornale di ambito tecnico-scientifico Griglia di valutazione dell articolo di giornale ON LINE Giornalismo in video e in audio Giornalismo on line Intervista Esercizi aggiuntivi Griglia di valutazione del saggio breve ON LINE Esempio svolto - Saggio breve di ambito storico-politico Esercizi aggiuntivi UNITÀ 7 L articolo di giornale Prescrittura Lettura della consegna e dell argomento Lettura/acquisizione della documentazione Ideazione, organizzazione delle idee e costruzione della scaletta Scrittura Struttura del testo Modalità espositive nei diversi tipi di articolo Linguaggio e stile Postscrittura La presentazione visiva dell articolo di giornale UNITÀ 8 Il tema Prescrittura Lettura e analisi della traccia Espansione della traccia e raccolta delle informazioni Organizzazione dell informazione, ideazione e riflessione personale Costruzione della scaletta Scrittura Stesura dell introduzione e della conclusione Postscrittura Un esempio di svolgimento di un tema «Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per quindici minuti» LABORATORIO Temi d ordine generale Temi storici Griglia di valutazione del tema VI Indice generale

8 ON LINE Esempio svolto - Tema storico Esercizi aggiuntivi UNITÀ 9 La relazione scolastica Prescrittura Raccolta della documentazione Scrittura Stesura della relazione Postscrittura Revisione e presentazione grafica del testo Un esempio di relazione L acquedotto storico di Genova UNITÀ 10 La tesina Prescrittura Scelta dell argomento e organizzazione del percorso di ricerca Raccolta della bibliografia e schedatura Organizzazione della documentazione, ideazione, scelta della tesi e argomentazioni Elaborazione della mappa concettuale e della scaletta Scrittura e postscrittura Stesura della tesina in forma cartacea Composizione della tesina in forma ipertestuale Composizione della tesina in forma audiovisiva Esposizione orale Un esempio di tesina La guerra civile di Spagna ( ) LABORATORIO Relazioni compilative Relazioni di attività Griglia di valutazione della relazione ON LINE LABORATORIO ON LINE Esempio svolto Esercizi aggiuntivi Esercizi aggiuntivi Parte C La scrittura professionale UNITÀ 11 La corrispondenza professionale La lettera formale La La lettera circolare La newsletter UNITÀ 12 La relazione professionale Il rapporto di lavoro e il white paper La relazione tecnica La relazione di bilancio Il profilo aziendale La relazione di indagine Indice generale VII

9 6. Il case study Il verbale e il meeting report ON LINE 2. Il business plan LABORATORIO ON LINE Verbale di riunione di lavoro UNITÀ 13 Testi brevi della comunicazione aziendale Il comunicato stampa L abstract e l executive summary Microcontent della scrittura ipertestuale La brochure Testi brevissimi della pubblicità Blog e post ON LINE Reach press release UNITÀ 14 Strumenti di avvicinamento al lavoro Il curriculum vitae La lettera di autocandidatura Il colloquio di lavoro Videocurriculum Esempio di lettera di autocandidatura Esempio di colloquio di lavoro Esercizi aggiuntivi ON LINE UNITÀ 15 Tipologie di scrittura Testo narrativo Testo descrittivo Testo informativo Testo regolativo Testo argomentativo UNITÀ 16 Trattazione sintetica di argomento e quesiti a risposta singola Prove strutturate Prove semistrutturate Trattazione sintetica di argomento Quesiti a risposta singola Indice degli autori e delle opere VIII Indice generale

10 A Metodi per l acquisizione di competenze comunicative trasversali UNITÀ 1 Le forme del parlare UNITÀ 2 A vità al servizio della le ura UNITÀ 3 Procedure di scri ura UNITÀ 4 Comunicare con le nuove tecnologie

11 Le competenze linguistiche necessarie a comunicare attengono alle quattro fondamentali abilità del parlare, dell ascoltare, del leggere e dello scrivere, che si acquisiscono in parte per vie naturali in parte attraverso i percorsi di studio e di formazione. Esse, tuttavia, non sono mai apprese una volta per tutte, anzi accompagnano le vicende della nostra vita, potenziandosi con il crescere dell età e delle esperienze, elevando e modifi cando il nostro livello di alfabetizzazione. Tali abilità si acquisiscono non solo attraverso la conoscenza teorica (la grammatica) e la riflessione (metalinguistica), ma soprattutto attraverso la pratica, secondo procedure che, quanto più sono consapevolmente padroneggiate, tanto più sono efficaci, rappresentando la base su cui può fondarsi e liberamente manifestarsi una personale espressività. In questa sezione del manuale troverai pertanto una serie di indicazioni metodologiche operative fi nalizzate sia all acquisizione di competenze comunicative trasversali, spendibili in ogni ambito disciplinare oltre che nella vita vissuta, sia al possesso dei prerequisiti necessari allo sviluppo di competenze ulteriori nel campo della scrittura, cui sono dedicate le sezioni B (scrittura scolastica) e C (scrittura professionale). Nello specifi co le metodologie proposte riguardano i seguenti quattro campi di applicazione: 1. il parlare, di cui sono prese in esame alcune forme comunemente praticate nell attività scolastica e nella vita sociale; 2. il leggere, considerato dal punto di vista delle operazioni utili alla comprensione dei testi letti e all acquisizione di una corretta metodologia di studio; 3. la comunicazione informatica e telematica, competenza imprescindibile nella società attuale; 4. lo scrivere, considerato come acquisizione di procedure spendibili in particolare nella produzione di modelli di scrittura scolastica e professionale (trattati nelle parti B e C).

12 UNITÀ 1 Le forme del parlare Il parlato, un abilità linguis ca fondamentale Il parlato costituisce una delle quattro abilità linguistiche fondamentali, insieme con l ascolto, la lettura e la scrittura. Ciò che accomuna parlato e ascolto è l utilizzo, come canale di comunicazione, della voce, la quale (con il tono, il volume, la pronuncia delle parole ecc.) coopera alla comunicazione, assieme ad altri elementi di linguaggio non verbale (mimica, gestualità ecc.) con cui il parlante trasmette contenuti impliciti, oltre a quelli esplicitamente dichiarati. Inoltre, ancor più dello scritto, l orale è condizionato dal contesto in cui si trovano chi parla e chi ascolta. Ciò che invece accomuna parlato e scrittura è che sono entrambe abilità attive, in quanto messe volontariamente in atto dall emittente, che intende così comunicare un contenuto (detto referente) a un destinatario. Oggi, inoltre, con lo sviluppo delle tecnologie mediatiche, si assiste, da una parte, a una valorizzazione dell oralità, protagonista dei mezzi audiovisivi che infl uenzano largamente anche le forme di espressione scritta; dall altra, a una interferenza dello scritto sul parlato e quasi a una identifi cazione tra le due abilità, ad esempio in alcune forme di comunicazione telematica ( , SMS, chat, blog ecc.) caratterizzate dalla simultaneità. Come cambia il parlato nelle diverse situazioni La lingua, in continua trasformazione, tende nel tempo ad avvicinarsi sempre più a quella usata nell oralità, assumendo molte delle caratteristiche della grammatica del parlato, le quali possono essere sintetizzate come segue. Per quanto riguarda i verbi: sostituzione del congiuntivo e del condizionale con l indicativo imperfetto: nei periodi ipotetici ( Se studiavo di più, forse passavo l esame invece di Se avessi studiato di più, forse avrei passato l esame ); per esprimere probabilità o posteriorità ( Mi ha detto che per le feste veniva da noi invece di Mi ha detto che per le feste sarebbe venuto da noi ); con valore di cortesia ( Volevo chiederle invece di Avrei voluto chiederle ); sostituzione di tempi dell indicativo: passato prossimo al posto di passato remoto, il cui uso è ormai raro, salvo che in alcune regioni centromeridionali ( L anno scorso sono andato al posto di andai ); futuro semplice al posto di futuro anteriore ( Quando mi laureerò, mi sposerò invece di Quando mi sarò laureato, mi sposerò ); presente al posto di futuro con l ausilio di indicatori temporali, cioè avverbi o locuzioni come domani, in futuro ecc. ( Domani torno a casa, invece di tornerò ). Per quanto riguarda pronomi e avverbi: sostituzione dei pronomi personali con i dimostrativi questo e quello (spesso marcati questo qui, quello lì ); niente usato come aggettivo, al posto di nessuno ( Niente discussioni, per favore ); lui, lei e loro, in funzione di soggetto, sostituiscono egli, ella, essi ( Loro hanno detto ); il pronome gli usato anche per il femminile e il maschile plurale ( Le ho viste e gli ho parlato, Li ho visti e gli ho parlato anziché Ho parlato loro ); te usato in funzione di soggetto al posto di tu ( E te come stai? ); i relativi che e cui preferiti a il quale ; dove, oltre a signifi care nel luogo in cui, è utilizzato erroneamente al posto di quando e genericamente come pronome relativo con funzione di complemento indiretto ( Nella giornata di domani, dove si verifi cheranno lievi annuvolamenti ). Le forme del parlare 3

13 Per quanto riguarda la sintassi del periodo: predominanza della coordinazione (o paratassi) a scapito della subordinazione (o ipotassi) in molti tipi di testo, in particolare nella scrittura giornalistica e professionale; predominanza di frasi brevi, talvolta ellittiche. Per quanto riguarda il lessico: formazione di neologismi, sia per rispondere a esigenze attuali (ad esempio la parola euro nata nel 1995 o molti termini relativi all informatica) sia come prodotti di creatività linguistica (le invenzioni del linguaggio pubblicitario o giornalistico); abbondanza di prestiti linguistici, che transitano nell italiano provenendo da altre lingue (soprattutto l angloamericano) in conseguenza della globale interdipendenza economica e culturale; scarsa presenza di parole arcaiche o poetiche o comunque di registro alto; abbondanza di esclamazioni; adozione (e rapido abbandono) di mode linguistiche (singole parole, espressioni, modi di dire, intercalari ecc.) diffuse dal linguaggio televisivo e da altri mezzi di comunicazione di massa, ripetute in forma stereotipata. In questa unità tratteremo di alcuni modelli di espressione orale, che si caratterizzano diversamente a seconda del numero di voci coinvolte (monologo, dialogo, conversazione a più voci), della situazione (pubblica o privata), della relazione tra chi parla e chi ascolta (scambio di ruoli oppure unidirezionalità). 1. Il soliloquio Il soliloquio è un discorso a voce più o meno alta, rivolto a se stessi o che si immagina di indirizzare ad altri che in realtà non sono presenti: è un discorso interiore che ha trovato le sue manifestazioni letterarie nel monologo teatrale o nella tecnica narrativa del fl usso di coscienza di James Joyce e di altri scrittori del Novecento. Nella pratica scolastica sono soliloqui i ragionamenti a voce alta che gli studenti fanno per chiarire a se stessi un argomento, le lezioni ripetute dopo lo studio, la recitazione di testi letterari: tutti momenti importanti per la memorizzazione di informazioni e la comprensione di concetti, nei quali ti consigliamo di esercitarti. SCHEDA OPERATIVA Consigli per il soliloquio Esercita a parlare e a leggere a voce alta per mo vi di studio, ma anche per tuo piacere. Pronuncia le parole con la giusta dizione, controllando eventualmente nel dizionario il corre o suono delle e e delle o (aperte o chiuse), delle s e delle z (sorde o sonore) e la corre a pronuncia di pres e di parole straniere. Scandisci bene le sillabe; non parlare né troppo velocemente né troppo lentamente; fa le pause al momento opportuno, seguendo la punteggiatura. Da la tua intonazione al testo: in un certo senso impara a recitare. Non disdegnare di imparare a memoria poesie o brevi tes le erari in prosa: aiuta a rinforzare le capacità mnemoniche e potrebbe esser u le, oltre che piacevole, in molte circostanze. Usa eventualmente il registratore per riascoltar. Calcola i tempi, se stai preparando a un discorso in pubblico. 4 UNITÀ 1

14 2. La conversazione, la discussione e il dibattito La conversazione consiste in una comunicazione spontanea tra due o più interlocutori contemporaneamente presenti nello stesso luogo, che si scambiano di continuo i ruoli tra chi parla e chi ascolta, confrontando opinioni o informazioni diverse su argomenti non prestabiliti. È una conversazione anche quella che si svolge al telefono, benché gli interlocutori siano fi sicamente distanti. In essa la voce è l unico canale di comunicazione, non coadiuvata come nelle conversazioni in presenza dalla mimica o dalla gestualità. È importante perciò che la pronuncia sia chiara e ben distinta e che il volume e il tono della voce siano equilibrati e costanti, in modo da permettere a chi ascolta di riconoscere il signifi cato delle parole di chi parla. Altre forme di conversazione rese possibili dalle nuove tecnologie sono gli SMS e le chat, affi date alla scrittura, ma che, per il carattere di quasi simultaneità di espressione e di ricezione, presentano modalità di comunicazione molto simili all orale. La discussione è anch essa una forma di comunicazione a più voci, ma, a differenza della conversazione, non è improvvisata: tratta, infatti, argomenti in genere predeterminati e, sotto la guida di un moderatore (esplicitamente o implicitamente accettato), segue precise regole di comportamento, allo scopo di dare a ciascuno la possibilità di esprimersi liberamente e al tempo stesso di ascoltare gli altri. Vi sono discussioni a carattere informale, come quelle che si svolgono tra amici e in famiglia, che non si discostano di molto dalla conversazione, e discussioni a carattere formale, dette anche dibattiti, che si tengono in circostanze pubbliche (assemblee istituzionali, riunioni di condominio ecc.). Ecco alcuni consigli su come gestire una discussione-dibattito, ad esempio in un assemblea di classe. SCHEDA OPERATIVA Come ges re una discussione-diba to Accerta che l argomento sia stabilito con precisione (ad esempio in un ordine del giorno). Assieme agli altri partecipan designa il moderatore. Prepara adeguatamente alla discussione: informa sull argomento in ques one; stendi una scale a dei pun essenziali su cui intendi intervenire. Quando intervieni: parla solo se hai qualcosa da dire; chiedi la parola e aspetta il tuo turno; se sei timido, fatti coraggio; se sei estroverso, non monopolizzare il dibattito; non divagare, resta in tema ; cerca di convincere i presenti della validità delle tue opinioni con argomentazioni e non con semplici affermazioni; sii sintetico e comunque rispetta il tempo assegnato. Quando ascol gli altri: cerca di interpretare correttamente i loro interventi; non interrompere e, anche se non sei d accordo, non dissentire apertamente, ma aspetta il tuo turno per esprimere le tue obiezioni; prendi appunti. Le forme del parlare 5

15 Anche la discussione e il dibattito hanno assunto nuove caratteristiche grazie alle moderne tecnologie telematiche: è il caso dei forum di discussione (detti anche mailing list o newsgroup), comunità virtuali di utenti legati tra loro da interessi comuni. Anche in questo caso la modalità di comunicazione è la scrittura, ma con caratteri molto vicini all oralità, per la quasi simultaneità di scambio di messaggi. SCHEDA OPERATIVA Come partecipare a un forum di discussione Rispe a il regolamento generale stabilito dal portale o dal sito. Segui le indicazioni del moderatore che controlla preven vamente i messaggi che vengono posta sul forum in tempo reale. Non usare il forum per messaggi commerciali, specie se subliminali. Non scrivere messaggi che potrebbero risultare offensivi né denigrazioni personali. Sii sinte co. Se intendi scrivere un messaggio lungo, piu osto dividilo in due par. Specifica il nome dell utente cui eventualmente rivolgi in modo par colare. Non inserire allega. 3. L interrogazione scolastica e il colloquio d esame L interrogazione è una tipica attività scolastica con la quale l insegnante verifica le conoscenze dello studente su un determinato argomento di studio e le sue capacità di rielaborarle ed esporle oralmente con un linguaggio corretto ed efficace. Si tratta di un dialogo prevalentemente unidirezionale con l insegnante che pone domande e lo studente che risponde ma può anche assumere i toni di una conversazione teoricamente paritaria nella quale entrambi gli interlocutori si scambiano reciproche opinioni e rifl essioni sull argomento in questione. Un interrogazione orale è anche il colloquio che si svolge in occasione degli esami di Stato e di altri esami (scolastici, accademici, di concorso ecc.). Il colloquio degli esami di Stato è a carattere pluridisciplinare e in esso il candidato è chiamato a dimostrare, oltre a conoscenze e competenze specifiche, anche la capacità di mettere in relazione contenuti e concetti di diversa provenienza disciplinare. Inoltre, poiché la legge prevede che si apra con la presentazione da parte del candidato di un suo progetto in forma di tesina o di mappa concettuale, il colloquio è l occasione di dimostrare di avere acquisito una corretta metodologia di ricerca e di aver maturato adeguate competenze per esporlo in una sorta di conferenza pubblica. Ogni interrogazione sia quella in corso d anno scolastico sia quella d esame va adeguatamente pianificata, sia nella fase di preparazione sia in quella di gestione. SCHEDA OPERATIVA Come prepararsi a un interrogazione Segui a entamente le spiegazioni degli insegnan e prendi appun ( pp. 16 ss.). Chiedi loro chiarimen su eventuali dubbi o approfondimen su ques oni. Cerca, ove ciò sia possibile, di operare collegamen interdisciplinari tra gli argomen. 6 UNITÀ 1

16 Studia con regolarità, anche quando l insegnante ado a le interrogazioni programmate. Studia sia sui libri sia sugli appun presi in classe. Prendi ulteriori appun, aggiungi informazioni desunte da altri libri, elabora tuoi personali schemi ( pp. 21 ss.). Ripe ad alta voce gli argomen studia. Eventualmente riascolta al registratore. Quando studi, abitua a problema zzare gli argomen. Elabora tracce di possibili domande, obiezioni, richieste di chiarimento che possono esser rivolte durante l interrogazione. Se studi con un compagno, assegnatevi reciprocamente il compito di chi interroga e di chi risponde. Ripassa periodicamente porzioni di programma, specie in vista di un esame. Impara a riconoscere il tuo modo di a eggiar e i messaggi non verbali che esso è solito trasme ere in determinate circostanze, per controllarli e, se necessario, correggerli. Fa eventualmente delle prove allo specchio. Come ges re un interrogazione Cerca di essere rilassato e sereno: considera che l interrogazione non è un interrogatorio né un processo, ma un momento di normale a vità scolas ca. Assumi un a eggiamento dignitoso e appresta a stabilire con l insegnante un rapporto di reciproco rispe o. Controlla il tuo linguaggio del corpo: espressività facciale, ges, postura. Controlla il tono della voce: scandisci bene le parole, parla a voce non troppo alta, ma sufficiente a essere udita agevolmente; non parlare a raffica, ma neanche con tono monocorde. Presta a enzione alla domanda; se non l hai ben capita, chiedi chiarimen. Concentra prima di rispondere. Dis ngui tra domande generali e di ampio respiro e domande specifiche e limitate. Nel primo caso rispondi seguendo una scale a mentale, che puoi esplicitare all inizio del discorso. Nel secondo da una risposta precisa senza divagare. In caso di difficoltà (amnesia, afasia, midezza, panico), non rimanere muto, ma pronuncia frasi brevi con il contenuto, anche limitato, che ricordi. Se invece non conosci la risposta, chiedi all insegnante di riformulare la domanda oppure amme lo esplicitamente, chiedendo gen lmente di poter recuperare con un altra domanda o in un interrogazione successiva. 4. L intervista L intervista è un dialogo. In ambito giornalistico si svolge tra il giornalista, che la guida ponendo domande brevi, ma focalizzate con precisione su argomenti di suo interesse, e l intervistato, che risponde in maniera ampia e articolata. Si distinguono interviste tematiche, il cui oggetto è uno specifi co argomento di cui l intervistato è esperto o testimone privilegiato, e interviste personali, il cui oggetto sono la personalità dell intervistato stesso (se questi è un personaggio famoso del mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura, della politica ecc.), le sue vicende, le attività, una sua particolare esperienza. Al termine dell intervista, il giornalista se radiotelevisivo la manda in onda, oppure se giornalista della carta stampata la pubblica sul suo giornale, facendone un resoconto, il più fedele possibile e tale da rendere con immediatezza la vivacità del dialogo. Nel campo del marketing o della ricerca sociologica e psicologica, l intervista è utilizzata come strumento per sondare attitudini, aspirazioni personali, orientamenti culturali o politici, abitudini quotidiane, preferenze di consumo ecc. a fi ni commerciali o prima di decidere una produzione o per impostare una campagna pubblicitaria o politica. Le forme del parlare 7

17 SCHEDA OPERATIVA Fasi di realizzazione di un intervista Prima dell intervista Innanzitu o definisci con precisione la pologia di intervista, se tema ca (centrata su un problema o un evento) o personale (centrata sul personaggio intervistato). Scegli la persona da intervistare: che sia abbastanza nota o che tu conosca adeguatamente così da porle le domande giuste; se ciò non è possibile, informa su di lei, in modo da fare le domande sulla base di una sufficiente conoscenza della sua personalità. Raccogli informazioni sul tema da tra are (da ogge vi, documentazione, posizioni espresse da altri sul problema ecc.), in modo da poter dialogare con l intervistato su elemen concre. Predisponi una traccia, un elenco (provvisorio) di domande, con possibili alterna ve, o comunque una scale a dei pun da tra are. Prendi appun anche su possibili risposte dell intervistato in modo da preparare eventuali domande successive. Durante l intervista Assumi un a eggiamento cortese verso l intervistato, ringrazialo della sua disponibilità ed esponi gli scopi dell intervista. Man eni cordiale senza eccedere in confidenza. Formula le domande in modo preciso e conciso. Segui sempre con grande a enzione le risposte e gli a eggiamen dell intervistato. Usa il registratore (se l intervistato è d accordo) o prendi appun. Tieni presente la traccia, senza seguirla però in modo rigido, ma ada andola all occorrenza alla situazione che si crea. Lascia parlare l intervistato senza interromperlo. Se hai dei dubbi sul preciso significato delle risposte, chiedi chiarimen all intervistato. Prendi appun anche sull a eggiamento dell intervistato, sulle sue eventuali esitazioni o esclamazioni ecc. Alla fine proponi una sintesi conclusiva del risultato dell intervista e chiedine conferma all intervistato. Ringrazia e saluta. Se l intervistato chiede di prendere visione dell ar colo prima della pubblicazione, dichiara la tua disponibilità. 5. Il discorso pubblico Il discorso pubblico che assume le forme specifi che di conferenza (in inglese lecture), di relazione orale ( relazione scolastica, pp. 204 ss.; relazione professionale, pp. 244 ss.), di conversazione o dibattito in pubblico più o meno formale (in inglese speech) consiste nell esposizione orale di un argomento (di ambito scientifi co, letterario, politico, economico ecc.) da parte di un oratore verso un pubblico esperto o comunque interessato ad accrescere la propria competenza. Si tratta di un parlato unidirezionale (come la lezione accademica, la predica, il comizio ecc.) da chi parla a chi ascolta, in quanto non è previsto un feedback immediato da parte degli ascoltatori, che possono eventualmente intervenire al termine, in sede di dibattito, e che, durante l esposizione, reagiscono soltanto con forme di linguaggio non verbale (atteggiamenti del corpo, mimica ecc.), che segnalano il loro livello di attenzione e interesse. Ecco alcuni consigli per la progettazione e la gestione di un discorso pubblico. 8 UNITÀ 1

18 SCHEDA OPERATIVA Come proge are un discorso pubblico Prima di tu o iden fica con precisione il des natario, cioè il pubblico del tuo discorso: all occorrenza raccogli informazioni per conoscere in an cipo la sua composizione, le condizioni sociali e culturali, le aspetta ve, i gus, le opinioni ecc., così da impostare opportunamente il discorso. Informa con la massima precisione sul tempo a disposizione. Può variare dai quarantacinque, sessanta minu concessi per una comunicazione in un congresso ai dieci, quindici minu per l esposizione di una relazione o di una tesina a scuola. Considera comunque che la soglia di a enzione del pubblico tende a scemare dopo quindici, massimo ven cinque minu, per cui dovrai ado are strategie necessarie a mantenerla viva il più possibile. Esercita a parlare ad alta voce con la giusta dizione, la giusta intonazione, pronunciando le parole né troppo velocemente né troppo lentamente, scandendo bene le sillabe, facendo le pause al momento opportuno, alternando enfasi e tono più dimesso ecc.: in un certo senso impara a recitare. Usa eventualmente il registratore per riascoltar. Calcola i tempi. Analizza preven vamente l ambiente nel quale terrai il discorso, per valutare l acus ca, la distanza dal pubblico, l efficienza del microfono ecc. e anche per programmare l eventuale u lizzo di a rezzature tecniche di supporto (schermo di computer, proie ore di lucidi ecc.). Decidi l abbigliamento che indosserai, in rapporto all occasione nella quale svolgerai la tua esposizione e al pubblico che avrai dinanzi. Come stru uare la traccia di un discorso pubblico Prepara con cura la scale a che potrà servir anche come promemoria durante l esposizione ( pp. 10 s.). Tieni conto che il linguaggio orale è parzialmente diverso da quello scri o: componi perciò la traccia del tuo discorso secondo modalità specifiche dell orale e non riciclando senza modifiche un testo scri o già pronto. Poiché il tempo a disposizione per un esposizione orale non consente quasi mai uno sviluppo esauriente del tema in ogge o, ma induce necessariamente alla sintesi, preoccupa di selezionare gli argomen su cui concentrerai e quelli che invece dovrai scartare. Scandisci il discorso in blocchi dis n e ben marca, rela vamente autonomi gli uni dagli altri, per far fronte a eventuali tagli di tempo o interruzioni. L introduzione, che è molto importante per l interesse che deve suscitare nel pubblico predisponendolo all ascolto, può essere un apertura a effe o (senza esagerare per non cadere nel ridicolo), può contenere un an cipazione dei pun salien del discorso, oppure fare riferimento all occasione (ad esempio in comizi o in celebrazioni), o ancora cercare la complicità del pubblico su elemen che si presumono comuni (idee, interessi, valori ecc.). Rileggi più volte, anche ad alta voce, il testo preparato per calcolarne i tempi di esposizione, valutare l efficacia del discorso, individuare eventuali pun deboli, memorizzarlo il più possibile. Quale lingua u lizzare Ado a un registro linguis co vicino alla lingua parlata, con frasi brevi, un lessico semplice, con frasi idioma che, espressioni colloquiali, elemen riempi vi che diluiscono il discorso aiutando l uditorio nella comprensione; se il pubblico è esperto, usa singole parole specialis che. Ricorri eventualmente al registro brillante ( pp. 162 s.) e ad esempi concre, riferimen a situazioni note ecc. a sostegno dei tuoi argomen. Le forme del parlare 9

19 Se, come supporto alla tua esposizione, utilizzerai una presentazione in Power Point, ecco alcuni consigli su quali elementi considerare nella realizzazione. SCHEDA OPERATIVA Come realizzare una presentazione con Power Point Prepara la scale a dei tes che intendi inserire nelle slide. Scrivi i contenu delle singole diaposi ve che verranno proie ate. Scegli immagini e suoni e raccoglili in un apposita cartella. Scegli i font all interno del repertorio fornito dal programma. Componi le slide usando eventualmente gli schemi offer dal programma: utilizza la prima slide per il titolo, con eventuale sottotitolo; prepara le slide corrispondenti ai punti della scaletta. Usa un linguaggio molto sinte co e acca vante: in ogni slide scrivi poche parole, titoli, quasi degli slogan (non più di sei righe); metti frasi a effetto, poni domande ecc.; evita il più possibile avverbi e aggettivi. Imposta il testo con liste puntate o numerate; con frecce e altri simboli per esprimere relazioni e nessi; con caratteri di corpo grande. Arricchisci il testo con immagini e suoni; con grafici e tabelle che esprimano dati; con combinazioni cromatiche; con presentazioni dinamiche e personalizzate. Ecco alcuni consigli di comportamento per l esposizione di un discorso pubblico. SCHEDA OPERATIVA Come comportarsi durante un discorso pubblico Rivolgi al pubblico con un saluto. Consulta una scale a per seguire il filo logico del discorso e non disorientar per eventuali inconvenien, ma non tenere gli occhi fissi su di essa. Non dare l impressione di leggere il tuo intervento per esteso. Se u lizzi Power Point, accompagna con le tue parole la successione delle slide mentre vengono proie ate sullo schermo. Se u lizzi lucidi con pennarelli a colori, evita di riempire troppo il foglio. Se proie diaposi ve, evita di oscurare troppo la sala per non indurre sonnolenza. Qualunque a rezzatura tu u lizzi, cerca di non dare le spalle al pubblico. Non superare i limi di tempo assegna. Controlla i movimen delle braccia e delle mani. Accompagna l esposizione con ges misura, per sottolineare par colari passaggi o per indirizzare l a enzione verso materiali di supporto; evita un ges colare scomposto o troppo accentuato. Non rimanere fermo al tuo posto, ma, se puoi, muovi nella sala, avvicinando al pubblico. 10 UNITÀ 1

20 Volgi lo sguardo verso il tuo uditorio, senza fissare un unica direzione, sia per stabilire una relazione sia per cogliere e interpretare le reazioni del pubblico (sorrisi, sbadigli, distrazione, malcontento ecc.) e modificare, eventualmente, alcuni elemen del discorso. Ogni tanto riepiloga le informazioni date e fa frequen ripe zioni e rimandi per aiutare l ascoltatore a seguire il discorso. Rivolgi spesso al pubblico con allocuzioni. Programma stacchi e pause nei passaggi del discorso. Concludi l esposizione con una frase gra ficante per gli ascoltatori e congeda con un saluto. Prepara a sostenere un diba to. Se ri eni opportuno fornire al pubblico dei materiali (da, immagini ecc.), distribuiscili prima di iniziare a parlare. Non consegnare prima, ma, eventualmente, solo dopo l esposizione, riassun, abstract, appun, la stampata delle slide di Power Point ecc. Leggere ad alta voce in pubblico comporta competenze da attore: oltre alla gestualità, cui si è accennato nella scheda precedente, buona dizione, intonazione, espressività. SCHEDA OPERATIVA Consigli per la le ura ad alta voce in pubblico Se u lizzi il microfono, posiziona a una giusta distanza da esso. Regola la velocità delle parole, in funzione delle capacità di ascolto del pubblico e della sua capacità di comprensione del testo. Regola il volume della voce, tenendo conto della situazione in cui parli e della distanza di chi ascolta. Controlla il volume della voce evitando di alzarlo o abbassarlo inconsapevolmente. Cerca di alternare toni al e bassi in relazione alla scansione del discorso. Scandisci bene le parole. Pronuncia corre amente le parole straniere, rispe ando di norma la pronuncia nella lingua d origine. Segui la punteggiatura, dando alla tua le ura il ritmo da essa suggerito (pause più o meno marcate, valore dei pun esclama vi e interroga vi, punto e a capo ecc.). Da espressività alla le ura, ma al tempo stesso controlla le tue emozioni e man eni la concentrazione. Le forme del parlare 11

21 UNITÀ 2 A vità al servizio della le ura L abilità della le ura Di imparare a leggere non si smette mai, non soltanto perché l abilità della lettura è fatta di competenze che crescono con il crescere dell età e della complessità di ciò che leggiamo, ma anche perché aumentano e si diversifi cano gli oggetti della lettura, tanto che oggi la nostra alfabetizzazione non riguarda più soltanto la capacità di leggere e di scrivere pagine scritte nelle forme tramandateci dalla tradizione, ma anche quella di usare e decodifi care il linguaggio verbale utilizzato nel mezzo informatico, telematico, televisivo ecc., il linguaggio della pubblicità, dei giornali, delle pagine web, della posta elettronica ecc. Imparare a leggere signifi ca imparare a comprendere ciò che leggiamo, per assimilarlo nel nostro bagaglio culturale, per crescere, grazie al contributo degli altri, e diventare così sempre di più noi stessi. Leggere ci aiuta anche a imparare a scrivere perché i testi con i quali entriamo in contatto rappresentano modelli dai quali apprendere i meccanismi che regolano la scrittura. Nelle pagine che seguono, dopo aver preso in considerazione luoghi, tempi e modalità di lettura, analizzeremo alcune attività che potremmo defi nire di servizio, in quanto cooperano sia alla comprensione del testo che si legge sia alla progettazione e produzione di quello che ci si appresta a scrivere. Ne descriveremo alcune di diversi livelli di complessità: dal prendere appunti, a varie forme di schemi e schedature, fi no ad alcune attività di riscrittura di testi di partenza, come la parafrasi, l espansione e il riassunto. 1. Che cosa, dove e come leggere CHE COSA LEGGERE Avviciniamoci, dunque, al mondo della lettura ai suoi oggetti (libri, giornali ecc.), ai suoi luoghi (biblioteche, Internet), alle sue modalità con l obiettivo di giungere alla comprensione di ciò che si legge. Quali sono le fonti di lettura di testi verbali? Riepiloghiamo le principali, con alcuni consigli operativi. SCHEDA OPERATIVA CHE COSA LEGGERE Libri Le opere della le eratura (romanzi, raccolte di poesie, di novelle, opere teatrali ecc.), i saggi, le enciclopedie, i manuali, i tes scolas ci ecc. sono l ogge o di le ura per antonomasia. CONSIGLI PER LA LETTURA Abituati a leggere per accrescere la tua cultura, per soddisfare i tuoi interessi, bisogni, curiosità, per passatempo, per utilità e, soprattutto, per piacere. Leggi di tutto: libri completi, stralci, singoli capitoli, singole voci di enciclopedie ecc. Puoi utilizzare libri personali (testi scolastici o della biblioteca familiare) oppure consultare o prendere a prestito quelli delle biblioteche ( pp. 13 s.). Durante la lettura per motivi di studio o di lavoro, prendi appunti, esegui riassunti ( pp. 32 ss.) delle parti più ampie, oppure effettua una schedatura ( pp. 23 ss.). 12 UNITÀ 2

22 CHE COSA LEGGERE Giornali e riviste Ti consigliamo di abituar alla le ura di un quo diano, di un se manale e, eventualmente, di una rivista specialis ca di tuo interesse, anche hobbis co (archeologia, fotografia, modellismo ecc.). Internet In rete puoi trovare un infinità di tes, immagini, suoni, animazioni, interi libri, provenien da tu o il mondo. Televisione e cinema Anche i mezzi di comunicazione audiovisiva contengono un linguaggio verbale scritto e orale e possono essere fon preziose di documentazione, sia pur di difficile conservazione. CONSIGLI PER LA LETTURA Raccogli gli articoli più interessanti (in cartelline, in faldoni), dopo aver deciso un tuo criterio di catalogazione, così da poterli facilmente recuperare all occorrenza. Può essere utile prendere appunti, fare riassunti, schemi, tabelle ecc., con tue osservazioni e commenti. Passa da una pagina all altra tramite i link; quando incontri una pagina particolarmente interessante, scaricala sul tuo computer e conservala. Abbi idee molto chiare su ciò che cerchi e imponi a te stesso dei limiti nella ricerca in Internet, perché, paradossalmente, è proprio l enorme ricchezza di materiale disponibile a creare difficoltà e disorientamento nella ricerca. Sii consapevole delle difficoltà di lettura sullo schermo del computer, dovute allo scorrimento e alla limitata porzione di testo visibile. Può essere utile consultare sui quotidiani la programmazione radiotelevisiva e cinematografica per conoscerla in anticipo; durante una trasmissione particolarmente interessante puoi prendere appunti ed eventualmente registrarla. Attiva le tue capacità di lettura veloce sullo schermo, mentre scorrono le scritte. Attiva anche il tuo senso critico nei confronti di messaggi trasmessi così velocemente. DOVE LEGGERE Dove si legge? A casa propria e a casa altrui, sul luogo di lavoro, in treno o sull autobus, in libreria, in biblioteca Le biblioteche sono di vario tipo, da quelle scolastiche a quelle universitarie, dalle comunali alle specialistiche ecc. Ad alcune si può accedere liberamente, altre invece sono riservate (come alcune biblioteche universitarie o private), per cui vi si accede esclusivamente a particolari condizioni. Molti libri vengono forniti solo per la consultazione in loco, altri invece possono essere consegnati in prestito, dietro esibizione di un documento di identità o di un tesserino che va richiesto, oppure (come a scuola) in cambio di una semplice fi rma. SCHEDA OPERATIVA Come consultare un libro in biblioteca Per cercare un libro in biblioteca devi consultare gli schedari: contenitori, pos all entrata della biblioteca o in un locale apposito, nei quali sono raccolte delle schede di cartoncino. Ciascuna scheda si riferisce a un libro e ne presenta i da informa vi essenziali: nome dell autore; titolo dell opera; luogo di pubblicazione; casa editrice e data; numero delle pagine o numero dei volumi (se l opera è suddivisa in tomi); A vità al servizio della le ura 13

23 sigle che indicano la collocazione del libro negli scaffali o nel magazzino della biblioteca, in modo che il bibliotecario lo possa facilmente reperire. Gli schedari sono organizza per lo più in due cataloghi: per autore: i libri sono ordinati secondo l ordine alfabetico dell autore; per soggetto: i libri sono ordinati secondo l ordine alfabetico del soggetto, cioè dell argomento di cui il libro tratta. Quasi tu e le biblioteche, oggi, oltre ai tradizionali cataloghi cartacei, possiedono cataloghi informa zza-, nei quali sono registrate almeno le opere di più recente acquisizione. Puoi selezionare il libro richiesto: per mezzo di diverse chiavi di accesso: autore, soggetto, titolo, serie (cioè collana), Dewey (cioè il sistema di catalogazione per soggetto, universalmente adottato nelle biblioteche) e molte altre, ad esempio, data, editore, lingua in cui il libro è scritto ecc.; attraverso la ricerca di una o più parole chiave del titolo o del soggetto, puoi ricavare il titolo completo: una volta richiamato il libro selezionato, la schermata del video mostra i medesimi dati della scheda cartacea indicata precedentemente. Puoi consultare anche l, cioè il catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale, che consente l accesso a milioni di no zie bibliografiche, con rela ve localizzazioni, e che è costantemente aggiornato. Sulla base dei da forni dallo schedario, richiedi il libro al personale della biblioteca, per la le ura o per il pres to. Conserva il libro con assoluto rispe o, senza scriverci sopra, piegarlo ecc. Se hai preso in pres to un libro u le per ricerche di studio o per mo vi di lavoro, annota (su foglio a parte) con precisione e corre ezza i da (autore, tolo, luogo e data di pubblicazione, posizione sullo scaffale in biblioteca ecc.), in modo da reperirlo con facilità, se necessario. Eventualmente esegui una schedatura del libro ( p. 24). Riconsegna il libro nel tempo stabilito. La biblioteca potenzialmente più ampia e disponibile da consultare al giorno d oggi è Internet. Per accedervi occorrono un computer, uno smartphone o un tablet. Ai vari siti elettronici puoi accedere per mezzo dei loro indirizzi oppure grazie ai motori di ricerca. SCHEDA OPERATIVA Leggere in Internet Se conosci già gli indirizzi dei si che interessano, digitali nell apposito spazio. Gli indirizzi web sono de (Universal Resource Locator) e sono precedu dal codice h p:// (che sta per Hyper Text Transfer Protocol) e segui da un iden ficatore (.com,.it ecc.). Se non conosci indirizzi, oppure se desideri effe uare una ricerca più estesa, u lizza uno o più motori di ricerca, cioè programmi molto complessi, collega di con nuo con la rete e in grado di aggiornare costantemente l indice dei si. Alcuni dei più importan motori di ricerca sono Google (versione italiana all indirizzo Yahoo! (h p://it.yahoo.com), Altavista (www.altavista.com), Virgilio (www.virgilio.it) ecc. Scrivendo nell apposita casella una o più parole chiave e cliccando quindi su Cerca (Search), verrà mostrato l elenco di tu i si in cui tale parola è presente (con un breve riassunto: tag tle p. 264), con la possibilità di accedervi dire amente. Poiché molto spesso gli elenchi forni sono troppo estesi per essere u lizza agevolmente, ado a gli accorgimen necessari per una maggiore efficacia della ricerca, ad esempio scegli una o più parole chiave, precise, non generiche o troppo estese. Quando sei all interno di un ipertesto (cioè in una rete di tes collega tra loro e consultabili secondo percorsi non sequenziali scel dal le ore), orienta la tua le ura sulla base delle tracce lasciate dall autore: 14 UNITÀ 2

24 indici, toli, so o toli, alt text, parole chiave e, sopra u o, link, che conducono ad altre pagine del medesimo ipertesto o in altri ipertes ( pp. 67 ss.). Puoi costruir il tuo percorso di le ura, senza seguire un i nerario prefissato, grazie alla logica di rete e non sequenziale di Internet. Devi por tu avia degli obie vi di ricerca per non perdere l orientamento nel vasto mare del web. Scegli si la cui fonte (is tu di ricerca, università, o semplici individui) sia a endibile. Valuta con spirito cri co il contenuto di ciò che trovi in Internet, poiché non tu o è corre o. Costruisci una sitografia degli indirizzi di si più u li, classificandoli secondo criteri da te scel, per ritrovarli facilmente in momen successivi. COME LEGGERE Come si legge? In silenzio o ad alta voce. Si legge in silenzio per non disturbare gli altri (in casa, in biblioteca ecc.), per informarsi e rifl ettere (ad esempio leggendo il giornale o un saggio), per consultare (un dizionario, una enciclopedia), per piacere e interesse personale (ad esempio, alla sera, prima di addormentarsi), per studio o lavoro. Si legge ad alta voce non solo in pubblico, ma anche in privato, per motivi di studio oppure, semplicemente, per farsi compagnia. La diffusione dell informatica e della telematica fa sì che oggi la lettura possa essere effettuata, oltre che sulla carta, anche a video, sullo schermo di un computer o su telefonini di ultima generazione, palmari e appositi lettori digitali con modalità in parte uguali in parte specifi che. Si tratta per lo più, come abbiamo visto nella scheda precedente parlando di Internet, di una lettura di consultazione, ma sempre più spesso anche di una lettura con caratteristiche uguali a quella della carta stampata, grazie ad esempio alla diffusione degli e-book, veri e propri libri in formato digitale. Ecco alcuni consigli per quando leggi da solo, possibilmente in un ambiente idoneamente illuminato e isolato, evitando l ascolto, in contemporanea, di fonti sonore che diminuiscono la concentrazione (come la musica, che in apparenza può dare l impressione di favorirla). SCHEDA OPERATIVA Consigli per la le ura da solo Tieni conto che durante la le ura, mentre lavorano gli occhi, sono a vate tu e le nostre risorse mentali, in par colare la memoria che è impegnata non solo a tra enere ciò che si sta leggendo, ma anche a riportare in superficie le conoscenze pregresse, suggerite da quella stessa le ura, potenziandone la comprensione. Se leggi per mo vi di studio o di lavoro, procura ma ta e carta per so olineare, prendere appun, fare schede, schemi, riassun ecc. ( pp. 18 ss.; 32 ss.). Quando leggi in silenzio: dosa la velocità della tua lettura a seconda del tipo di testo che leggi: i tuoi occhi sono più rapidi quando consulti una voce di enciclopedia o l indice di un libro, più lenti quando leggi un testo di studio o sullo schermo di un computer; esercitati nella lettura silenziosa per acquisire un tuo metodo personale e per aumentare la velocità. Quando leggi ad alta voce: ascolta la tua voce che ti aiuta a memorizzare il contenuto di ciò che leggi; periodicamente ripeti ciò che hai letto; se leggi un testo letterario (teatrale, poetico ecc.), ascolta il suo suono per apprezzarne il valore fonico e cerca di darne una personale interpretazione attraverso l intonazione; A vità al servizio della le ura 15

25 non disdegnare di imparare a memoria testi poetici o brevi passi in prosa, che ti sapranno parlare ogni volta che li ricorderai; qualche volta registra la tua voce mentre leggi e riascoltala con spirito autocritico. Quando leggi a video: tieni una corretta postura davanti al computer; abituati a far scorrere continuamente il cursore dal momento che la visuale dello schermo offre una porzione ridotta di testo; nella lettura di consultazione, abituati a cogliere i segnali visivi disseminati nel testo (impaginazione, immagini, colori, link, alt text ecc.) che inducono a procedere non linearmente parola dopo parola, frase dopo frase ma a scorrere su e giù nella pagina e da una pagina all altra. La lettura e la scrittura, specie se condotte a fi ni di studio o di lavoro, come abbiamo visto sopra, sono spesso accompagnate da attività di servizio, in quanto supportano sia la comprensione del testo che si legge sia la progettazione e produzione di quello che ci si appresta a scrivere. Consideriamone alcune. 2. Prendere appunti Gli appunti consistono in un testo sintetico con cui l autore rielabora in forma ridotta e informale un testo più ampio (scritto o orale) in simultanea mentre lo legge o lo ascolta. Hanno scopi pratici di studio e di lavoro: servono infatti a riportare alla memoria del lettore e a ripassare il contenuto del testo di partenza senza bisogno di rileggerlo integralmente. Grazie al rapporto interattivo che il lettore instaura con il testo, gli appunti facilitano la concentrazione e la memoria, inducono a selezionare i contenuti signifi cativi di ciò che si legge o si ascolta e a rielaborarli sinteticamente secondo criteri propri. Gli appunti sono un tipo di testo molto personale e infl uenzato dalle condizioni materiali e psicologiche del momento in cui viene elaborato, al punto che è difficile comprendere gli appunti presi da un altro e talvolta è persino difficile raccapezzarsi nei propri. Per questo è opportuno seguire, nella stesura degli appunti, alcune procedure che ne accrescano la comprensibilità e l efficacia. SCHEDA OPERATIVA Come prendere appun Quando prendi appun da un testo orale (la lezione dell insegnante, una conferenza, un servizio radiofonico o televisivo ecc.), me in condizioni di maggiore agio possibile e cerca di mantenere la concentrazione costante anche con il passar del tempo. Se prendi appun da un testo scri o, ad esempio da un libro, evita, di norma, di prendere appun direttamente su di esso, sia per non danneggiarlo, sia per l esiguità di spazio consen to, sia per la difficoltà di rielaborazione successiva. Se il libro è di tua proprietà, può essere u le eseguire a ma ta so olineature delle parole o frasi più significa ve. Se scrivi a mano: utilizza un block-notes o un quaderno a fogli mobili, che consenta correzioni e spostamenti; dividi il foglio a metà o a tre quarti e scrivi gli appunti nella colonna di sinistra, riservando quella di destra ad annotazioni (domande, riflessioni, aggiunte ecc.). Lascia uno spazio anche per eventuali integrazioni successive; 16 UNITÀ 2

26 usa una pagina nuova ogni volta che affronti un nuovo argomento; segnala sempre, all inizio della pagina, oltre alla data, la fonte di provenienza degli appunti (titolo e autore del libro, pagina, chi ha detto cosa), per ritrovarla al momento opportuno; scrivi il più possibile in modo chiaro e leggibile, per decifrare facilmente i tuoi appunti anche a distanza di tempo. Se prendi gli appun sul computer apri un file per ogni testo su cui stai lavorando e sfru a tu gli strumen che possono servir (elenchi numera o punta, taglia e incolla ecc.). Che cosa scrivere Se prendi appun da un testo orale, cerca di riconoscere, grazie alle pause del discorso e ai conne vi usa dal relatore ( passiamo ora a, in primo, secondo, terzo luogo, a proposito di ecc.), i blocchi di testo in cui esso è ar colato e individua in ciascuno le informazioni e i conce fondamentali. Se prendi appun da un testo scri o, dis ngui i paragrafi e individua in ciascuno le informazioni e i conce chiave. Trascrivi nei tuoi appun soltanto l essenziale, evitando il superfluo. Privilegia l uso dei sostan vi rispe o a quello dei verbi ed elimina gli elemen linguis ci di collegamento (ar coli, preposizioni, congiunzioni ecc.). Trascrivi le parole chiave con eventuale spiegazione del significato che assumono nel testo. Parafrasa le frasi del testo in altre frasi più brevi di significato equivalente. Dividi i tuoi appun in blocchi. Dis ngui gli appun di ciò che hai le o o ascoltato da personali valutazioni o idee che vengono in mente, collocandole in una colonna separata, evidenziandole con so olineature o racchiudendole tra parentesi ecc. Puoi u lizzare abbreviazioni di singole parole (fig. per figura, prof. per professore), eliminare parole superflue (storia arte invece di storia dell arte), usare simboli scien fici (H 2 O per acqua, > per maggiore, = per uguale ecc.), acronimi ( per organismo gene camente modificato) o infine usare le abbreviazioni cara eris che della scri ura degli (cmq per comunque, prox per prossimo, max per massimo, nn per non ecc.). Puoi eventualmente creare un tuo personale codice di abbreviazioni. U lizza segni grafici convenzionali (frecce e, pallini, asterischi) a cui dai un tuo significato. Che cosa fare dopo Se puoi, rileggi i tuoi appun dopo un brevissimo lasso di tempo, a caldo, quando la memoria di ciò che hai le o o udito è ancora fresca. Sciogli abbreviazioni e sigle. Trasforma le porzioni di testo più elli che o erme che in frasi più ampie. Esegui so olineature o evidenziazioni colorate sugli appun, in modo da far risaltare le informazioni e i conce più importan. Rielabora, eventualmente, gli appun in forma di schema o di riassunto ( pp. 21 ss.; 32 ss.). Tieni un tuo archivio di appun e riordinalo periodicamente. Ti proponiamo come esempio un testo, tratto da un manuale scolastico, riguardante le origini della letteratura italiana su cui sono state segnate delle sottolineature. A esso segue l esempio di una pagina di appunti. ESEMPIO I primi testi letterari in volgare compaiono in Italia nei primi decenni del Duecento: a questa data dunque si può far risalire l inizio della letteratura italiana. Ma questa letteratura non si origina certo dal nulla: al contrario, quei testi scaturiscono da un terreno già ricchissimo di esperienze e modelli culturali. A vità al servizio della le ura 17

27 Alle spalle della nascente produzione in lingua volgare vi era innanzitutto la tradizione della cultura classica antica: il Medio Evo ne aveva conservata la memoria (anche se parzialmente, poiché molti testi non venivano più letti ed erano caduti in dimenticanza). L eredità classica faceva parte integrante del bagaglio culturale di chi componeva testi letterari, che era di necessità colto. Inoltre vi era tutto il ricchissimo patrimonio della cultura medievale elaborata nei secoli che corrono tra il VI e il XII secolo: anche questa cultura si era espressa in latino, sia pure in una lingua profondamente diversa da quella classica. Infine alle spalle della nascente letteratura italiana vi era la più recente tradizione delle letterature che, da più di un secolo, si erano sviluppate sul suolo francese, e che già avevano consacrato l uso letterario dei linguaggi volgari: il provenzale (o lingua d oc) al Sud, il francese antico (o lingua d oïl) al Nord. (G. Baldi, S. Giusso, M. Razetti, G. Zaccaria, Il libro della letteratura, Paravia, Torino 2010, vol. 1, p. 2) ESEMPIO Una pagina di appun Data:... /.../... Fonte: G. Baldi, S. Giusso, M. Raze, G. Zaccaria, Il libro della le eratura, Paravia, Torino 2010, vol. 1, p. 2 APPUNTI Nascita della le eratura italiana nel Duecento in lingua volgare La le eratura italiana non nasce dal nulla ma influenzata da: 1. tradizione classica 2. tradizione la na medievale 3. tradizione francese OSSERVAZIONI topic: argomento principale il volgare è la lingua parlata dal vulgus, il popolo, dis nta dal la no, che era la lingua usata dalla ristre a cerchia degli intelle uali si deduce che la le eratura italiana nasce non in forme primi ve, ma già sofis cate? vedi interpretazione cris ana dei tes classici vedi arte medievale le le erature in lingua d oc e d oïl diffuse in Europa 3. Fare liste, tabelle e schemi Liste, tabelle e schemi sono testi strutturati in forme grafi che prestabilite, che sintetizzano gli elementi di testi più ampi. Sono utilizzati infatti per ordinare gli appunti presi durante la lettura o l ascolto di un testo altrui, o per riordinarli a posteriori, oppure per organizzare le idee in preparazione della stesura di un proprio testo. Si trovano anche come testi fi niti in pubblicazioni (brochure, pieghevoli, pagine web, capitoli di manuali ecc.) che necessitano di essere scorsi velocemente. 18 UNITÀ 2

28 LISTE Le liste sono elenchi, disposti in ordine verticale o orizzontale, che consentono di visualizzare in un colpo d occhio una serie di dati. SCHEDA OPERATIVA Come fare una lista Innanzitu o decidi se creare una lista ver cale o una lista orizzontale. Scegli una lista orizzontale quando le voci: sono poche, da due a tre; non devono necessariamente risaltare molto all interno del testo. Scegli una lista verticale quando le voci: sono numerose (senza però eccedere: una lista non deve superare le dieci voci); devono avere ciascuna una propria evidenza. Le liste ver cali possono avere più di un livello; in tal caso u lizza in alterna va o insieme: simboli grafici diversi per livelli diversi; un rientro per ogni ordine di livello successivo. Le liste ver cali possono essere allineate a sinistra (nella maggior parte dei casi) o al centro. Per elencare le voci della lista scegli tra numeri, le ere e simboli grafici (come puoi notare nelle liste qui di seguito). 1. Scegli le le ere o i numeri: a) quando intendi evidenziare un ordine gerarchico tra le voci (dalla più importante alla meno importante); b) quando intendi evidenziare una successione cronologica o un ordine spaziale. 2. Scegli i simboli (o marche, come puoi notare nella lista qui di seguito): quando le voci hanno importanza paritaria; per variare l aspe o visivo della lista (senza però eccedere per non creare confusione); se usi il computer puoi far ricorso, secondo il tuo gusto, ai simboli forni dal tuo programma informa- co (pun, pallini, quadra ni, asterischi, losanghe ecc.). Organizza le voci che compongono una lista secondo un criterio di parallelismo: nel contenuto: tutte le voci devono essere omogenee, riferirsi cioè alla stessa classe di informazioni o dati; grammaticale: tutti sostantivi o tutti verbi, tutti con l articolo o tutti senza ecc.; visivo: tutte le voci della lista devono essere introdotte dallo stesso simbolo grafico ed essere di lunghezza abbastanza simile. U lizza la seguente punteggiatura: i due punti al termine della frase che introduce la lista (puoi evitarli se le voci della lista proseguono il discorso avviato nella frase introduttiva); la virgola o il punto e virgola al termine della voce, quando questa è costituita da una frase un po lunga; il punto fermo se la voce è costituita da una proposizione abbastanza ampia (in tal caso la voce successiva deve iniziare con la maiuscola); nessun segno al termine della voce quando è costituita da una o poche parole. A vità al servizio della le ura 19

29 Ti proponiamo come esempio di lista uno stralcio di indice di un corso di scrittura. ESEMPIO (E. Degl Innocenti, Scrittura scritture, Paravia, Torino 2007, p. V) TABELLE Una tabella consiste nella rappresentazione grafi ca di un elenco di dati, suddiviso in colonne o caselle in ognuna delle quali sono disposte delle informazioni in ordine verticale (asse dell ordinata) e orizzontale (asse dell ascissa), corrispondenti ciascuna a un criterio ben defi nito. SCHEDA OPERATIVA Come realizzare una tabella Raccogli i da che intendi porre in tabella. Stabilisci i criteri di elencazione sia nell ordine ver cale sia in quello orizzontale, ad esempio puoi: elencare in verticale i titoli di testi letterari da te letti, mentre in orizzontale i vari elementi informativi (personaggi, temi trattati ecc.); evidenziare gli elementi di confronto o contrasto tra due o più personaggi o correnti (o altro), ponendo gli uni in ordine orizzontale e gli altri in quello verticale. Se usi il computer: con il programma Word, devi attivare la funzione Tabella nella barra degli strumenti e poi scegliere il numero di colonne, di righe, la larghezza ecc.; puoi utilizzare le varie opportunità che questa funzione offre: Ordina, Elimina, Nascondi ecc.; con il programma Excel puoi archiviare i dati in fogli più ampi e flessibili, data la varietà delle funzioni che offre (ricavabili soprattutto selezionando Dati ). Se scrivi a mano, disegna la tabella con precisione, magari u lizzando un righello per tracciare linee diri e. Ecco un esempio di tabella realizzata in Word in cui sono archiviati dati relativi ad alcune novelle del Decameron di Giovanni Boccaccio. Tieni presente che i medesimi dati possono essere archiviati con il programma Excel, seguendo criteri di ordinamento differenti: l ordine alfabetico del titolo della novella, l ordine della giornata oppure quello del tema dominante ecc. 20 UNITÀ 2

30 ESEMPIO Titolo della novella Numero d ordine Giornata del Decameron Figura dominante Tema dominante Tancredi e Ghismunda IV, 1 IV: amore con infelice fine donna forza naturale dell amore Ser Cepparello I, 1 I: tema libero furfante ambivalenza dello spirito mercan le Landolfo Rufolo II, 4 II: fortuna a lieto fine mercante fortuna e virtù Andreuccio da Perugia Simona e Pasquino Federigo degli Alberighi II, 5 II: fortuna a lieto fine mercante fortuna e virtù IV, 7 IV: amore con infelice fine donna forza naturale dell amore V, 9 V: amore con felice fine nobile cortesia nobiliare Cis fornaio VI, 2 VI: mo o ar giano valore del lavoro ar gianale Guido Cavalcan VI, 9 VI: mo o intelle uale valore della cultura e dell intelligenza Frate Cipolla VI, 10 VI: mo o frate polemica an clericale SCHEMI Uno schema è la rappresentazione secondo un particolare modello grafico delle informazioni e dei concetti principali di un testo, posti in gerarchia, cioè in ordine di importanza, e in relazione, cioè evidenziando i nessi che li collegano. Dato il suo carattere di sintesi e di evidenza visiva, lo schema è uno strumento molto utile nelle attività di studio e di lavoro: è infatti utilizzato non solo per rappresentare grafi camente gli appunti presi durante la lettura di un testo, ma anche per organizzare i contenuti di un proprio testo in fase di progettazione o sotto forma di scaletta ( p. 53). Esistono vari modelli di schemi: i più diffusi sono il diagramma di fl usso, lo schema ad albero e la mappa concettuale. Qualunque sia il modello di schema che si sceglie, vanno compiute le seguenti operazioni preliminari. SCHEDA OPERATIVA Prima di fare uno schema Sinte zza gli argomen individua durante la le ura (informazioni e conce ) in brevi frasi (preferibilmente nominali). Stabilisci una gerarchia tra le informazioni e i conce, dis nguendo i principali da quelli secondari e disponendoli secondo un ordine di importanza. Individua le relazioni che esistono tra gli elemen evidenzia (cronologica, spaziale, di causa-effe o, di enumerazione, di spiegazione, dal grande al piccolo, dal generale al par colare ecc.). A vità al servizio della le ura 21

31 Una volta sintetizzati, gerarchizzati e connessi gli argomenti, si tratta di scegliere una tipologia di schema, tra le varie possibili. Lo schema più semplice ed elementare è il diagramma di flusso (o diagramma a blocchi, o schema gerarchico di base ), costituito dalla successione in verticale di argomenti, a partire dal primo, che è il principale, seguito, tramite una freccia o una lineetta, da argomenti successivi che ne dipendono. Un altra tipologia è lo schema ad albero: è costituito da un elemento principale ( radice o tronco ), da cui si diramano (come rami ) gli elementi dipendenti da esso o a esso collegati, da cui, a loro volta, si diramano elementi sempre più specifi ci per step progressivi. Ti proponiamo un esempio di diagramma di fl usso (Qual è la capitale dell India?) e uno di schema ad albero applicato a un argomento giuridico-economico. ESEMPIO ESEMPIO (M. R. Cattani, Leggi e sistemi economici, Paramond, Milano 2003, classe III, p. 14) Vi è poi lo schema a mappa (detto anche a grappolo o a raggiera ): è costituito da una serie di elementi disposti a raggiera intorno a un nucleo, che costituisce l elemento principale; dalla prima raggiera se ne possono dipartire altre per step progressivi. Ti proponiamo un esempio di schema a mappa sulla formazione di movimenti ereticali e ordini mendicanti nel basso Medioevo. 22 UNITÀ 2

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