I principali servizi educativi gestiti direttamente dal comune sono i nidi, le scuole dell infanzia e i ricreatori.

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1 I Servizi Educativi del Comune di Trieste rappresentano una tradizione storica, un patrimonio di tradizione culturale di cui la città e le famiglie vanno orgogliose. Un patrimonio storico che negli anni non solo si è consolidato, ma ha continuato a svilupparsi sia in quantità che in qualità sperimentando e attuando via via nuove progettualità per rispondere efficacemente ai mutati contesti. I principali servizi educativi gestiti direttamente dal comune sono i nidi, le scuole dell infanzia e i ricreatori. Gli asili nido gestiti direttamente dal comune sono ad oggi 18 per 778 posti, cui si aggiungono tre spazi gioco per altri 30 posti e 2 sezioni primavera per 40 posti per totali 848 posti. Oltre all offerta di servizio gestita in forma diretta il Comune ha attivi123 posti in convenzione con i nidi privati portando l offerta complessiva a 971 posti. Il Servizio educativo più antico è quello delle scuole dell infanzia, il primo asilo d infanzia è stato aperto nel Oggi il Comune gestisce direttamente 29 scuole dell infanzia per 2500 posti a fronte dei 1250 posti statali. Quindi una risposta doppia rispetto a quella statale. A questi si aggiungono i 770 posti della scuola dell infanzia privata. L offerta complessiva pubblica (comune-stato)copre 81% della domanda potenziale di servizio per arrivare ad una copertura del 98% con l offerta privata. Oltre ai servizi per l infanzia presenti anche in altri comuni nidi e scuole dell infanzia, Trieste gestisce direttamente anche 13 ricreatori comunali, con i relativi servizi di integrazione scolastica. I Ricreatori sono strutture educative rivolte ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie, caratterizzate dalla massima flessibilità dove si progetta ed organizza, d inverno in orari extrascolastici e d estate durante tutto il periodo di chiusura delle scuole, un tempo libero qualificato atto a promuovere e potenziare spazi di crescita personale e collettiva. Il numero di iscritti fra ricreatori e sis è di e più ragazzi.

2 Questo sistema di servizi educativi comporta un consistente impiego di risorse sia di natura strettamente economica che di natura professionale. La spesa sostenuta dal Comune per la gestione dei tre servizi di nido, scuola dell infanzia e ricreatori/sis è di circa 40 milioni di euro annui a fronte di una entrata per contributi statali e regionali e rette pari a circa 7 milioni e mezzo. Il personale direttamente coinvolto è di 24 coordinatori pedagogici, responsabili del buon andamento delle strutture, 550 insegnanti/educatori, 190 unità di personale ausiliario o di appoggio, cui si aggiunge un consistente numero di personale educativo supplente e di sostegno ai bambini disabili. La scelta di questa Amministrazione, nonostante le attuali difficoltà per i bilanci comunali, è stata quella non solo di mantenere questo patrimonio, ma, per quanto riguarda i nidi, anche di ampliarlo con l'apertura nel settembre 2013 di un nuovo asilo e con l'incremento dei posti in convenzione. Per quanto attiene all offerta di servizi della fascia 0-3, non si può non rilevare che nell ultimo decennio sono stati aperti ed hanno iniziato a lavorare a pieno ritmo molte strutture di asilo nido e servizi per la prima infanzia privati. Oggi i nidi privati presenti in città sono 19 per complessivi 576 posti più 15% overbooking complessivi di questi nidi sono nidi aziendali. A queste strutture educative si aggiungono 6 servizi integrativi privati e 5 servizi sperimentali privati.

3 L intreccio, la somma, fra l offerta di nido pubblica e quella privata ci consente di raggiungere il 39% della domanda potenziale di nido in città. I primi incontri e confronti tra il Comune ed i nidi privati risale alla fine degli anni 90 quando sono nate le prime convenzioni per la messa a disposizione di alcuni posti a favore dei bambini delle graduatorie comunali, via via nel tempo il numero delle convenzioni è aumentato, l ultimo incremento di settembre 2013 li ha portati a 123. Con l emanazione della L. R. n. 20 del 8 agosto del 2005 Sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia ed i successivi regolamenti (DPGR 230/2011) la Regione ha fissato gli standard qualitativi dei servizi 0-3 siano essi comunali che privati. Fino a quel momento la nostra Regione si era occupata esclusivamente dei nidi comunali. Questa nuova normativa ha posto fra l'altro in capo ai Comuni la concessione dell autorizzazione al funzionamento dei nidi, a seguire il controllo sul possesso dei requisiti dichiarati nelle SCIA nonchè la vigilanza sul mantenimento degli stessi sia per quanto attiene ai nidi pubblici che privati. A tal fine il Comune ha istituito una Commissione mista composta da esperti in pedagogia, sanità, lavori pubblici e urbanistica che ha visitato e visita tutte le strutture 0-3 del territorio cittadino svolgendo, oltre ad una funzione di vigilanza, un accompagnamento dei nidi verso il possesso ed il mantenimento dei requisiti qualitativi voluti dalla norma. A fine 2011 la nuova Amministrazione comunale da un rilievo strategico al processo di integrazione tra il sistema pubblico e quello privato, lo ha declinato nei programmi e viene istituito un ufficio di posizione organizzativa a ciò espressamente dedicato.

4 Segue immediatamente la convocazione di una serie di incontri tra funzionari e coordinatori pedagogici del Comune e responsabili e coordinatori/educatori dei nidi privati dove, dopo una prima reciproca conoscenza, vengono analizzati assieme i servizi offerti e la domanda espressa, emergono le criticità ed i valori che privato e pubblico si trovano quotidianamente ad affrontare e portare avanti nei servizi. Viene prodotta dopo attenta condivisione da parte del gruppo di lavoro una scheda di identità per ogni nido sia comunale che privato. Sono stati tenuti tavoli comuni di lavoro e di approfondimento sulle novità introdotte via via dalle norme regionali,tavoli che si sono soffermati ad analizzare i requisiti non solo pedagogici ma anche strutturali richiesti dalla normativa e sono state messe in evidenza le diversità della realtà territoriale triestina e la sua specificità rispetto al resto della Regione. Altri incontri e gruppi di lavoro sono stati costituiti tra coordinatori comunali e privati, assistenti sociali responsabili per il Comune ed esperti dell Azienda per i servizi sanitari, gruppi che assieme hanno affrontato le tematiche e problematiche sociali e hanno condiviso le buone pratiche per la gestione dei disabili e dei bambini/famiglie in difficoltà. Al fine di diffondere e promuovere la conoscenza dell offerta dei nidi privati a tutta la cittadinanza è stato costruito un sito sulla rete civica comunale dove vengono riportate le caratteristiche di tutti i nidi sia pubblici che privati, le singole carte dei servizi, i progetti educativi.

5 I nidi privati partecipano agli appuntamenti formativi che il comune con continuità offre al proprio personale educativo,sono presenti ai più significativi incontri o progetti/laboratori educativi promuovendo e diffondendo assieme al comune la conoscenza e la partecipazione. Altri progetti sono in via di elaborazione e si vorrebbero attuare nel 2014 : le visite tra strutture educative vicine finalizzate a promuovere o aumentare la conoscenza tra gli educatori del privato e del pubblico e stimolare lo scambio dei saperi. Sull organizzazione del tempo, degli spazi,della vita di tutti i giorni. la realizzazione di un coordinamento pedagogico territoriale dove assieme alle scuole, ai servizi educativi privati, ai servizi sociali e alle realtà associative e culturali del territorio e ai genitori fare la ricognizione dell offerta educativa del territorio e l analisi dei bisogni alla luce di una rilettura dei servizi in funzione dei nuovi e mutevoli bisogni delle famiglie con la redazione di nuove proposte progettuali ed organizzative per arrivare auspicabilmente ad un piano educativo territoriale integrato. La strada dell'integrazione tra pubblico e privato è stata aperta e si sta via via sviluppando. Il futuro, se vogliamo offrire un servizio con standard qualitativi apprezzabili a tutte le famiglie che ne fanno richiesta, è in questa direzione.

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