Installazione linux: Ubuntu, Ubuntu-FF

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1 Installazione linux: Ubuntu, Ubuntu-FF Fulvio Ferroni

2 Copyright Fulvio Ferroni Via Longarone, Casier (TV) Le informazioni contenute in questa opera possono essere diffuse e riutilizzate in base alle condizioni poste dalla licenza GNU General Public License, come pubblicato dalla Free Software Foundation. In caso di modifica dell opera e/o di riutilizzo parziale della stessa, secondo i termini della licenza, le annotazioni riferite a queste modifiche e i riferimenti all origine di questa opera, devono risultare evidenti e apportate secondo modalità appropriate alle caratteristiche dell opera stessa. In nessun caso è consentita la modifica di quanto, in modo evidente, esprime il pensiero, l opinione o i sentimenti del suo autore. L opera è priva di garanzie di qualunque tipo, come spiegato nella stessa licenza GNU General Public License. Queste condizioni e questo copyright si applicano all opera nel suo complesso, salvo ove indicato espressamente in modo diverso. II

3 Indice generale Premessa IV 1 Ubuntu Presentazione di Ubuntu Installazione di Ubuntu Usare Ubuntu Aggiunta pacchetti software Ubuntu-FF Scopi della modifica Elenco sommario dei pacchetti aggiunti Programmazione Educational Documentazione Server e Data Base Utilità varie Svago Installazione di Ubuntu-FF Note di utilizzo Scelta tra Gnome e KDE Terminale per comandi testuali Menu del boot manager grub Risoluzione dello schermo Accesso al sito locale Accesso al CMS joomla Accesso a webmin e usermin Uso di netkit Informazioni varie Uso di VirtualBox in MS-Windows per installare Ubuntu su macchina virtuale Installazione di VirtualBox su MS-Windows Attivazione di VirtualBox e definizione della macchina virtuale III

4 Premessa Questo documento spiega come installare le distribuzioni Ubuntu, (versione LTS per architettura i386 ) e Ubuntu FF nel disco rigido. Ubuntu FF è una versione di Ubuntu a 32 bit modificata dall autore con l aggiunta di numerosi pacchetti potenzialmente utili per la scuola in generale, a partire dalla primaria e con particolare riguardo agli istituti con indirizzi informatici. Vengono anche illustrate l installazione e l uso di VirtualBox in ambiente MS-Windows allo scopo di definire una macchina virtuale da usare per installare Ubuntu o Ubuntu-FF. La scelta di utilizzare la versione (aprile 2014) altre versioni più aggiornate è motivata dal fatto che si tratta di una distribuzione LTS (Long Term Support) e quindi ha un supporto più lungo nel tempo: 36 mesi (60 per la versione server) anzichè i 18 (36 per i server) delle distribuzioni normali». IV

5 1 Ubuntu Capitolo 1 In questo documento si prende in considerazione la versione desktop» di Ubuntu, cioè quella utilizzabile come distribuzione live e poi installabile con procedimento semiautomatico. E però importante sapere che esistono anche la versione per server, per architettura amd64, oltre alla versione alternate) con la quale il procedimento di installazione è quello tradizionale», meno semplice ma preferibile per chi vuole un livello maggiore di personalizzazione del sistema. I requisiti hardware per potere installare e usare in modo accettabile le varie distribuzioni di Ubuntu sono: CPU: almeno Pentium III o equivalente (preferibile almeno un Pentium IV); Memoria centrale: almeno 512 MB (meglio almeno 768 MB); Spazio su disco: per il sistema 3 GB, per l area di swap uno spazio pari ad una volta e mezza la memoria centrale. 1.1 Presentazione di Ubuntu Accanto a Ubuntu vengono sviluppate alcune versioni denominate derivate ufficiali» che sono supportate dalla Canonical (l azienda che sviluppa Ubuntu); esse si differenziano per l ambito di utilizzo o, più spesso, per il gestore dell ambiente grafico che è diverso da quelli di Ubuntu (Unity o Gnome3); tra le altre possiamo citare: Kubuntu, che ha l ambiente grafico KDE; Edubuntu, che comprende molti programmi in ambito educatico; Ubuntu Gnome, che ha l ambiente grafico Gnome 3; Xubuntu, che ha l ambiente grafico Xfce particolarmente indicato per macchine poco potenti o non recenti. Ci sono poi le distribuzioni derivate riconosciute» (da Canonical) come ad esempio: Gobuntu, che contiene solo pacchetti di software libero; Ubuntu Mythbuntu, pensata per gestire un media center con MythTV; Ubuntu Studio, adatta alla produzione di materiale multimediale. Infine troviamo le distribuzioni derivate non ufficiali» che non sono supportate da Canonical e hanno obiettivi e repository (archivi dei pacchetti software) separati da quelli ufficiali; sono molto numerose e tra esse si distinguono: Fluxbuntu, che ha l ambiente grafico leggero FluXbox; Linux Mint, che contiene nativamente alcuni codec non liberi, permette l utilizzo dell interfaccia Gnome classic» e recentemente ha superato la stessa Ubuntu come diffusione.

6 2 Ubuntu Riguardo alla scelta della versione da utilizzare, le discussioni su quale sia la migliore non sono mai giunte ad una conclusione condivisa dalla maggior parte degli utenti e sono (a mio parere) anche abbastanza sterili; la cosa più opportuna è che ognuno provi le varie soluzioni e poi usi quella che lo convince di più o che è più rispondente alle proprie esigenze. 1.2 Installazione di Ubuntu Avviando la macchina con il cd di Ubuntu (per fare questo occorre che il BIOS della macchina sia configurato per effettuare il boot dal lettore ottico) si deve per prima cosa scegliere la lingua utilizzata nella fase di installazione, e il tipo di attività da svolgere, come mostrato in figura 1.1; Figura 1.1. Come si vede si può scegliere di provare il sistema live dal cd senza alterare la situazione presente sul disco fisso oppure di installare direttamente Ubuntu. Supponiamo di scegliere la seconda alternativa notando che comunque anche dalla versione live è possibile fare l installazione, in modo del tutto equivalente, cliccando sull icona mostrata nella figura 1.2.

7 Ubuntu 3 F igura 1.2. L installazione inizia con una schermata che riepiloga le condizioni necessarie (come lo spazio su disco), seguita da quelle che richiedono dove installare fisicamente il sistema, mostrate nella figure 1.3 e 1.4. F igura 1.3.

8 4 Ubuntu Figura 1.4. Nell esempio vediamo la situazione, molto frequente, in cui nella macchina è già presente un altro sistema operativo. Il programma di installazione propone alcune alternative di configurazione dello spazio su disco per la maggior parte automatiche»; il consiglio è di optare per la prima scelta che solitamente non dà problemi e ridimensiona automaticamente una delle partizioni presenti per fare spazio» per GNU/Linux. Da questo punto inizia la vera e propria installazione cone le conseguenti modifche alla struttura del disco fisso; eventuli ripensamenti atale proposito sono quindi impossibili dopo avere premuto il pulsante Installa» della schermata precedente. Durante l installazione appaiano ulteriori schermate per le scelta del fuso orario e del tipo di tastiera, oltre a quella, mostrata nella figura 1.5 con la quale si unserisce l utente predefinito con relativa password.

9 Ubuntu 5 Figura 1.5. Al termine dell installazione si ottiene la schermata mostrata in figura 1.6 e si può riavviare la macchina avendo cura di espellere il supporto ottico in modo che il boot avvenga normalmente dal disco fisso. Figura 1.6. Riavviando la macchina si ottiene il menu del boot-loader grub (simile a quello della figura 1.7);

10 6 Ubuntu Figura 1.7. esso viene configurato automaticamente durante l installazione in modo un po partigiano», cioè impostando Ubuntu come sistema da avviare per default a scapito di altri sistemi operativi preesistenti; questi ultimi vengono comunque riconosciuti ed inseriti nel menu la cui struttura può poi essere modificata (con le modalità mostrate nel prossimo paragrafo) intervenendo sul file di configurazione /etc/default/grub. Tornando al boot del sistema: se scegliamo di avviare Ubuntu, terminate le operazioni di avvio, si arriva alla schermata di login grafico (figura 1.8) e si può iniziare a lavorare accreditandosi con il nome utente e la password definite in sede di installazione. Figura 1.8.

11 Ubuntu Usare Ubuntu Se si dispone di un collegamento veloce a Internet è opportuno rispondere affermativamente all eventuale richiesta di installazione del supporto per le lingue (tale operazione potrebbe essere anche avvenuta durante l installazione, in caso fosse stata già disponibile la connessione alla rete). Questo paragrafo non vuole essere un manuale di uso di Ubuntu (ben altro sarebbe lo spazio necessario) da aggiungere ai numerosi presenti in rete (ad esempio in ) o in libreria; il suo scopo è solo quello di dare qualche suggerimento relativo all esecuzione di quei comandi per i quali è necessario possedere i diritti del superuser root». Nelle varie versioni di Ubuntu infatti tale utente è disattivato per default e ci si collega con il nome utente definito al momento dell installazione. Se si devono eseguire, dall interfaccia testuale, comandi che necessitano dei privilegi di root, occorre anteporre ad essi il comando sudo»; in questo modo prima dell esecuzione del comando viene richiesta l immissione della password dell utente. Se invece si eseguono funzioni presenti nei menu dell interfaccia grafica, è il sistema che richiede automaticamente, con apposito modulo a video, la password per acquisire i suddetti privilegi. Nel proseguo si fa riferimento all uso di Ubuntu nell ambiente grafico con la nuova interfaccia Unity» che ha sostituito, da qualche tempo, Gnome classic». Come esempi di quanto detto vediamo prima le operazioni da svolgere per modificare il file /etc/default/grub di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente: si apre un terminale grafico cliccando sul pulsante Dash home» e digitando nella barra di ricerca una stringa relativa al comando o programma desiderato (in questo caso è sufficiente digitare term»); quindi si clicca sull icona del terminale (figura 1.9); Figura 1.9.

12 8 Ubuntu si esegue il comando: $ sudo gedit /etc/default/grub in seguito al quale si riceve richiesta di immissione password (figura 1.10); prestare attenzione al fatto che digitando la password non si ottiene alcuna eco» sullo schermo di quanto digitato (neanche i consueti» asterischi); Figura se la password (deve essere quella dell utente collegato) è giusta si apre l editor gedit» sul file /etc/default/grub. Le righe da modificare sono: GRUB_DEFAULT=0 GRUB_TIMEOUT="10" La prima riga serve a indicare quale sistema parte per default: il valore zero significa che parte il primo sistema fra quelli disponibili; ovviamente il valore deve essere cambiato in modo da indicare il sistema che ci interessa privilegiare, facendo riferimento alla lista che appare nel menu di partenza (simile a quella di figura 1.7) e tenendo presente che la numerazione delle righe inizia da zero. La seconda riga permette di impostare il ritardo in secondi dopo il quale viene avviato il sistema di default se non viene premuto alcin tasto. Torniamo al comando eseguito da terminale per osservare che il bisogno di acquisire i privilegi del superuser non nasce dall esecuzione del comando gedit» in se, quanto dal fatto che si deve con esso modificare un file che può essere variato solo dal superuser. Il comando gedit», tra l altro può anche essere eseguito (solo come utente normale) direttamente da unity digitando nella Dash la stringa edit» (o simile) e attivando l icona Text Editor». Come esempio di esecuzione di una funzionalità grafica che richiede i privilegi del superuser vediamo invece come attivare il programma per la gestione dei pacchetti software:

13 Ubuntu 9 si attiva l icona Ubuntu Software Center» sulla sinistra, si seleziona il pacchetto da installare (occorre ovviamente essere collegati in rete) oppure da rimuovere come nel nostro caso; alla richiesta di rimozione si riceve la finestra per l immissione della password (figura 1.12); Figura Aggiunta pacchetti software Se è necessario installare pacchetti aggiuntivi e non è possibile usufruire di uno degli strumenti di aggiornamento on-line come Ubuntu Software Center» o synaptic» (utilizzabili solo se abbiamo un collegamento veloce a Internet) possiamo procurarci i pacchetti software da installare su un cd o una penna usb (ad esempio da un amico munito di linea ADSL) e poi operare come segue: collegarsi ad una console testuale o aprire un terminale nell interfaccia grafica; inserire il cd o la penna usb; il dispositivo removibile dovrebbe essere montato automaticamente ad esempio in /media/cdrom o in /media/usb ; in caso ciò non avvenga, eseguire il comando: $ sudo mount /dev/hdc /mnt oppure: $ sudo mount /dev/sda1 /mnt il nome del dispositivo da montare ( /dev/xxxx varia in base al dispositivo e alla configurazione del sistema; per conoscere quale è il nome da usare occorre eseguire il comando: $ dmesg subito dopo aver collegato il dispositivo e osservare le ultime righe di risposta del comando stesso;

14 10 Ubuntu eseguire poi il comando: $ cd /mnt e quindi: $ cd dir_dove_sono_i_pacchetti e infine: $ sudo dpkg --force-all -i *.deb alla fine, per poter togliere il cd o la penna usb, eseguire: $ cd / $ sudo umount /mnt

15 11 Ubuntu-FF Capitolo 2 Come detto Ubuntu-FF nasce come modifica di Ubuntu versione desktop a 32 bit, ottenuta usando il pacchetto remastersys. FF sono le iniziali di Fulvio Ferroni (fulvioferroni at teletu.it) che ha svolto il lavoro. Le modifiche consistono sostanzialmente nell aggiunta di molti pacchetti software, di file di documentazione e dell ambiente KDE e questo ha ovviamente provocato l incremento dell immagine iso della distribuzione (adesso fra i 3,5 e i 4 Gb), per contenere la quale non è più sufficiente un CD ma serve un DVD. La dimensione del sistema installato è di circa 12 Gb. Per poter lavorare con tempi accettabili con questa distribuzione (soprattutto per quanto riguarda la fase di installazione dal live-cd) è richiesta una quantità di memoria centrale pari almeno a 768 Mb. 2.1 Scopi della modifica Si è cercato di ottenere una distribuzione contenente una serie di pacchetti utili per le attività didattiche in scuole di ogni ordine e grado con particolare riguardo alla programmazione e alla configurazione di alcuni servizi di rete. Sono stati aggiunti anche molti programmi di utilità e multimediali oltre ad una notevole quantità di documentazione sia su Linux e il software libero in generale, sia più specifica per gli applicativi presenti. 2.2 Elenco sommario dei pacchetti aggiunti Programmazione algobuild (creatore di flow-chart); bin86 (assembler e loader); bluefish (editor per applicazioni Web); boa-constructor (ide per python); cssed (editor css); cvs (per gestire versioni concorrenti di sorgenti); ddd e ddd-doc (debugger); dia-gnome (disegnatore di diagrammi); eclipse-java (ide per Java); emacs (l editor dei "veri" programmatori); fpc (free pascal); geany (ide "leggero" per vari linguaggi); glade e glade-gnome (costruttore di interfacce GTK);

16 12 Ubuntu-FF idle (ide per python); joe (editor); kompozer (editor wysiwyg per pagine Web); libapache2-mod-perl2 (modulo perl per apache); libapache2-mod-perl2-dev (modulo perl per apache, sviluppo); libdbd-mysql-perl (librerie per linguaggio perl); libdbd-odbc-perl (librerie per linguaggio perl); libdbd-sqlite3-perl (librerie per linguaggio perl); libdbi-perl (librerie per linguaggio perl); libncurses5-dev (librerie di sviluppo ncurses); libqt4-core (librerie QT); libqt4-gui (librerie QT); libqt4-sql (librerie QT); nasm (linguaggio assembly per x86); openjdk-7-jdk e openjdk-7-jre (sviluppo e runtime per Java); perl-tk (libreria per grafica tk in perl); php5 e php5-cli (linguaggio per applicazioni Web); r-base (R linguaggio per la statistica); ruby (linguaggio a oggetti per applicazioni Web); TCL e TK (toolkit grafico); umbrello (tool UML); yasm (assemblatore multisintassi); z80asm (linguaggio assembly per z80) Educational avogadro (modellazione molecolare); celestia (simulatore dello spazio); childsplay (giochi educativi per bambini); drgeo (programma di geometria); freemind (mappe mentali); geogebra (programma di geometria); gcompris (giochi educativi per bambini); ktuberling (uomo patata, giochi di immagini per bambini);

17 Ubuntu-FF 13 musescore (creazione musica); octave (linguaggio compatibile con matlab); scratch e scratch2 (programmazione a blocchi funzionali); tuxpaint (grafica per bambini); wxmaxima (studio della matematica, basato su maxima) Documentazione doc-linux, doc-linux-html, doc-linux-it e doc-linux-nonfree (versioni testo e html contenenti FAQ e HOWTO); libapache2-mod-perl2-doc (documetazione modulo perl di apache2); manpages-it (manuale on-line in italiano); manpages-dev (parte del manuale on line riguardante la programmazione); sqlite3-doc (documentazione di sqlite3); Sono inoltre stati inseriti e sono disponibili nel sito Web locale (http://localhost), attivabile dopo l installazione, i seguenti materiali: Bash programming howto; Dispense Samba e OpenLDAP di Fulvio Ferroni; Guida alla programmazione Linux di Simone Piccardi; Linux da zero di Marcello Missiroli; Linux facile di Daniele Medri; Programmazione dei socket di rete di Fulvio Ferroni; Programmazione in assembly in GNU/Linux con sintassi AT&T di Fulvio Ferroni; Tecnologie Web di Fulvio Ferroni; mysql-workbench (manuale in pdf); Uso avanzato di Debian GNU/Linux di Mauro Darida. Infine sono a disposizione, sempre nel sito web locale, anche manuali e documentazione sui seguenti programmi: algobuild; audacity; celestia; drgeo; freemind;

18 14 Ubuntu-FF geogebra; gimp; inkscape; kompozer; maxima; musescore; octave; scratch e scratch2; scribus; tuxpaint; virtualbox Server e Data Base apache2 (server Web); italc client e server (programma di gestione aule didattiche); moduli di autenticazione per apache2, plain e basati su Mysql, PAM; moduli php5 per MySQL, ODBC; MySQL-client (strumenti lato client per MySQL 5.1); MySQL-server (server MYSQL versione); mysql-workbench (disegno DB MySQL); nfs-server (network file system); opennptd server (server sincr. ora); openssh server (server telnet sicuro); phpmyadmin (interfaccia Web per gestire MySQL); postfix (server di posta); samba e smbfs (condivisione con Windows e sostituzione PDC Windows); slapd (server ldap); sqlite3 (DB leggero); vnc4 server (server grafico remoto); xinetd (gestore servizi di rete); xtightvncviewer (client vnc).

19 Ubuntu-FF Utilità varie a2ps (convertiore di testi in formato ps); aspell-it (corr. ortografico ita); backintime (backup); bluetooth (utility bluetooth); chromium-browser (il browser di Google); cups-pdf (stampante virtuale pdf); dbview (convertiore di archivi dbf); dosemu (emulatore dos e s.o. freedos); elinks (browser testuale); epdfview (visualizzatore pdf); evince (visualizzatore pdf); gftp (client ftp grafico); gifsicle (manipolatore immagini gif); gnome-tweak-tool (configurazione gnome); gparted (gestore partizioni); grsync (gui per rsync); gv (visualizzatore ps); iptstate (controllo traffico di rete); inkscape (grafica vettoriale); ldap-auth-config (client di autenticazione ldap); konqueror (browser di KDE); joomla3 (il CMS più usato per creare siti); linux-firmware-nonfree (firmware per driver kernel); mc (clone di norton commander con editor mcedit); mimms (gestore protocollo mms://); moonlight (plugin compatibile con silverlight di MS); netkit (creazione di reti virtuali); nmap (analizzatore di rete); nscd (cache servizio risoluzione nomi); pdftk (editor pdf); phatch (elaborazione batch di immagini);

20 16 Ubuntu-FF psutils (utilità per file in formato ps); pyrenamer (rinomina multipla di file); quota e quotatool (gestione quote utente); remastersys (creazione di live e distr. personalizzate); scribus e scribus-doc (desktop publishing); tofrodos (unix2dos e dos2unix per conv. file di testo); traceroute (monitor connessioni); tweak (editor esadecimale); unrar (scompattatore file rar); ufraw, gimp-ufraw (manipolazione foto raw); virtualbox (emulatore PC); web developer e flash video downloader (componenti per firefox); webmin e usermin (amministrazione del sistema via Web); wine (emulatore windows); wireshark (analizzatore traffico di rete); xpdf (visualizzatore pdf) Svago audacity (gestione musica); avidemux (conversione video); calibre (lettore e-book); digikam (foto digitali); dvdrip (estrazione video da dvd); dvdstyler (creazione contenuti dvd); easytag (gestore tag mp3); ffmpeg (player e encoder); flash_player (plugin flash player per firefox); frozen-bubble (gioco); gebabbel (gui per gpsbabbel); gnac (conversione file multimediali); gpsbabel (conversione mappe GPS); gstreamer-alsa (plugin per gstreamer); gstreamer-ffmpeg (plugin per gstreamer);

21 Ubuntu-FF 17 gstreamer-fluendo-mp3 (plugin per gstreamer); gstreamer-plugins-bad (plugin per gstreamer); gstreamer-plugins-base-apps (plugin per gstreamer); gstreamer-plugins-ugly (plugin per gstreamer); handbrake-gtk (conversione video); kdenlive (editing video); imagination (presentazioni su dvd); libavcodec-extra-53 (codec video da medibuntu); lbreakout2 (gioco); libdvdnav4 (libreria per gestire dvd); libdvdread4 (libreria per gestire dvd da cui si installa libdvdcss2); mencoder (codifica video); mp3info (gestione tag mp3); pencil (animazioni 2D); soundconverter (converte file audio); supertux (gioco); vlc (media player); xvid4conf (configurazione xvid4). 2.3 Installazione di Ubuntu-FF Una immagine della distribuzione è disponibile per lo scaricamento all indirizzo Tutte le informazioni e le immagini relative a installazione ed uso di Ubuntu-FF si riferiscono all interfaccia Gnome classica (Metacity), anche se sono disponibili le alternative Gnome3, KDE e Unity. Effettuando il boot da dvd (o da chiavetta usb) si ottiene il menu mostrato nella figura 2.1 con il quale si può scegliere di provare la versione live (prima scelta) oppure di installare il sistema (terza scelta). Per un malfunzionamento l installazione diretta non funziona e la terza scelta porta all attivazione del sistema live come la prima scelta.

22 Ubuntu-FF 18 F igura 2.1. Contrariamente alle versioni live normali», la live di Ubuntu-FF impone di accreditarsi per usare il sistema; l utente da usare è ubuntu con password ubuntu. Se nel desktop, mostrato nella figura 2.2, non fosse presente l icona per l installazione diretta dal sistema live, si può attivare la voce Installa RELEASE» del menu Applicazioni --> Strumenti di sistema --> Amministrazione»; quando richiesto si deve inserire la password dell utente ubuntu. F igura 2.2. L installazione avviene in modo del tutto simile a quanto mostrato per la versione standard di ubuntu.

23 Ubuntu-FF 19 Si consiglia di denominare l utente predefinito come ubuntu con password ubuntu ; infatti questo è l utente usato per la configurazione dei vari servizi installati (webmin, slapd, ecc.) nella distribuzione personalizzata. In qualche caso, dopo l installazione sul disco fisso, l utente predefinito potrebbe non essere attivo; provare allora con root con password ubuntu. Questo vale anche per alcuni servizi (esempio phpmyadmin) in cui l utente amministrativo può essere root (sempre con password ubuntu ); quindi se qualcosa non funziona con la prima alternativa occorre provare anche con l altra. 2.4 Note di utilizzo Ignorare (cliccando su "Annulla") eventuali segnalazioni di errori interni nel sistema Scelta tra Gnome e KDE La scelta del gestore del desktop deve essere fatta dalla schermata di login cliccando sul simbolo di Gnome (il "piedone") accanto al nome utente. Le scelte possibili sono (vedere figura 2.3): Gnome3; Gnome classico con gestore finestre Compiz; Gnome classico con gestore finestre Metacity; KDE Plasma; Unity (la scelta denominata Ubuntu). Figura 2.3.

24 20 Ubuntu-FF Terminale per comandi testuali Per aprire un terminale da cui eseguire comandi testuali occorre attivare la scelta Terminale» dal menu Applicazioni-->Accessori». In caso sia necessario eseguire comandi con i privilegi del superutente ( root ) occorre far precedere il comando da sudo ; si riceve richiesta della password (quella dell utente ubuntu) per procedere. Cosa analoga accade quando si eseguono compiti amministrativi accedendo alle relative funzioni dai menu dell interfaccia grafica; anche in questo caso si deve inserire la password, stavolta in un apposita maschera di richiesta. Se si vuole eseguire un programma grafico per cui non servirebbero i privilegi di root, ad esempio gedit, avendo però tali privilegi (in modo da poter editare dei file altrimenti inaccessibili), occorre eseguire da un terminale: $ gksudo gedit per procedere si riceve la richiesta di password Menu del boot manager grub A causa di un problema in grub2 il menu del boot manager al riavvio dopo la riaccensione potrebbe prevedere solo la voce del sistema Ubuntu appena installato. Per ripristinare il corretto funzionamento di grub2, in modo che riconosca anche gli eventuali altri sistemi presenti, eseguire i seguenti comandi come utente ubuntu in un terminale: $ sudo chmod 755 /etc/grub.d/30_os-prober $ sudo update-grub Se si vuole anche che ubuntu non sia il sistema selezionato per default da grub all accensione, occorre modificare il file /etc/default/grub variando la riga: GRUB_DEFAULT=0 in: GRUB_DEFAULT=n dove vale 1 per settare la seconda voce del menu, 2 per la terza ecc. e poi eseguire: $ sudo update-grub

25 Ubuntu-FF Risoluzione dello schermo Per cambiare la risoluzione dello schermo usare la funzione disponibile in Applicazioni --> Strumenti di sistema --> Impostazioni di sistema --> Monitor» Accesso al sito locale Con il browser collegarsi a: si ottiene il menu con la documentazione aggiuntiva (Manuali, Dispense Samba e LDAP ecc. ); se la visione dei filmati non funzionasse direttamente dal browser, provare a scaricarli sul desktop e aprirli con Riproduttore filmati» Accesso al CMS joomla Con il browser collegarsi a: in questo modo si accede alla configurazione del CMS. Successivamente allo stesso indirizzo si potrà accedere al sito costruito con joomla, mentre collegandosi a: si accederà al back-end» amministrativo. Maggiori dettagli sull uso di questo pacchetto si trovano in numerosissimi siti (fra cui ) e anche su alcuni libri in italiano di recente uscita Accesso a webmin e usermin Con il browser collegarsi a: https://localhost:10000 (utente root e password ubuntu ) e a: https://localhost:20000 rispettivamente Uso di netkit Netkit è costituito da un insieme di strumenti che permettono di simulare interi laboratori di rete all interno di un sistema linux; è stato creato presso l Università di Roma3 ed è di grande utilità soprattutto a scopo didattico. Il pacchetto è installato in /opt ed è già configurato per il funzionamento. La documentazione si trova presso ; qui vediamo brevemente i comandi per creare due macchine virtuali (da lanciare da un terminale grafico): $ vstart m1 --eth0=hub0 $ vstart m2 --eth0=hub0 In questo modo si creano e avviano le due macchine di nome m1 e m2 su due ulteriori terminali, entrambe con interfaccia di rete eth0 appartenenti al dominio hub0. In entrambe le macchine abbiamo a disposizione un sistema Debian solo testuale ma perfettamente funzionante e possiamo configurare la rete, verificare il collegamento, testare i vari servizi disponibili. Notiamo anche che nella directory /hostname delle macchine virtuali, risulta disponibile la directory personale dell utente che le ha attivate, cosa che permette un comodo scambio di file tra la macchina reale e quelle virtuali.

26 22 Ubuntu-FF Infine citiamo la presenza dei comandi vlist e vhalt nome_macchina che servono rispettivamente ad elencare le macchine attivate e a spegnere una macchina virtuale; per tutti questi comandi è comunque disponibile il manuali in linea. 2.5 Informazioni varie Una volta installato il sistema sul disco fisso si iniziano a ricevere avvisi di disponibilità di aggiornamenti on-line; ovviamente si può rispondere positivamente alle relative richieste solo se si ha una connessione veloce a Internet. Per molti dei programmi installati viene resa disponibile la relativa voce di attivazione in uno dei menu della barra delle applicazioni di Gnome; per i pacchetti per i quali ciò non avviene può esserci qualche difficoltà per riuscire a lanciare l eseguibile (o uno degli eseguibili) presente nel pacchetto; in questo caso occorre prima di tutto conoscere il nome dell eseguibile (o degli eseguibili): un modo semplice per ottenere questa informazione è lanciare Gestore Pacchetti Synaptic» dal menu Applicazioni --> Strumenti di Sistema --> Amministrazione», poi cercare il nome del pacchetto con la funzione Cerca», quindi selezionarlo e attivare il pulsante Proprietà» e poi la scheda File installati»; gli eseguibili sono i file contenuti solitamente in /usr/bin, /usr/sbin, /bin, /sbin, /usr/x11r6/bin ; procedendo in questo modo si può ad esempio scoprire che nel pacchetto di statistica r-base-core è presente un eseguibile con nome R ; per utilizzare il proramma è sufficiente a questo punto digitare in un terminale grafico il comando: $ R Si ricordi che la documentazione è disponibile per tutti i pacchetti installati, di solito in /usr/share/doc/nome_pacchetto ; si possono inoltre consultare il manuale in linea con il comando: $ man nome_comando e gli howto e le faq presenti in /usr/share/doc/howto e /usr/share/doc/ FAQ, nonché la documentazione installata in formato html collegandosi a: localhost/doc.

27 23 Capitolo 3 Uso di VirtualBox in MS-Windows per installare Ubuntu su macchina virtuale VirtualBox è un interessante prodotto disponibile sia per MS-Windows che per GNU/Linux che permette di emulare una completa piattaforma di tipo Personal Computer. Questo avviene in parte sfruttando le risorse della macchina reale in cui VirtualBox è installato e condividendole con essa, in parte emulando certe altre risorse. Esempi del primo caso sono la CPU e la memoria, del secondo il disco fisso, emulato attraverso file memorizzati nel disco della macchina reale. La macchina virtuale si può anche collegare in rete con quella reale e questo aumenta le potenzialità del prodotto che può essere davvero molto utile per provare applicazioni, sistemi operativi, ambienti di rete. In questo contesto lo prendiamo in esame per avere un alternativa in più per installare Linux senza alterare la configurazione della nostra macchina. Possiamo infatti utilizzare la versione per MS-Windows di VirtualBox per creare una macchina virtuale sulla quale installare Ubuntu e poter poi usare i due sistemi in contemporanea e senza alcun rischio» di danneggiare l ambiente preesistente. Ovviamente questo è possibile solo se la macchina reale ha delle caratteristiche adeguate relativamente alle risorse che vengono condivise con la macchina virtuale: occorre avere almeno un processore Pentium IV o equivalente, 1024 MB di RAM e spazio sufficiente su disco per la creazione del disco virtuale. 3.1 Installazione di VirtualBox su MS-Windows Una volta procurato il file di installazione (circa 65 MB, scaricabile all indirizzo ) lo si esegue con le modalità consuete nell ambiente MS-Windows. E consigliabile scaricare anche il VirtualBox Extension Pack» da installare successivamente scegliendo la voce Estensioni» nella lista ottenuta dal menu File --> Preferenze» di VirtualBox. Nelle prime schermate occorre accettare la licenza e rispondere nel modo preimpostato alle altre domande. 3.2 Attivazione di VirtualBox e definizione della macchina virtuale Ultimata l installazione si può lanciare il programma e definire una nuova macchina virtuale (figura 3.1).

28 24 Uso di VirtualBox in MS-Windows per installare Ubuntu su macchina virtuale Figura 3.1. Si assegna un nome alla macchina virtuale e si seleziona il sistema operativo ospite e la relativa versione: ad esempio Linux» e Ubuntu» rispettivamente (figura 3.2). Figura 3.2. Successivamente occorre assegnare parte della memoria della macchina reale alla macchina virtuale (figura 3.3) e creare o usare un disco fisso virtuale (figura 3.4).

29 Uso di VirtualBox in MS-Windows per installare Ubuntu su macchina virtuale 25 Figura 3.3. Figura 3.4. Nel caso di creazione di un nuovo disco virtuale si deve accettare l ingresso nella relativa procedura guidata e scegliere l opzione Archiviazione a espansione dinamica». Nella schermata successiva (figura 3.5) si devono definire nome e grandezza del disco virtuale.

30 26 Uso di VirtualBox in MS-Windows per installare Ubuntu su macchina virtuale Figura 3.5. Si arriva così al termine della definizione delle caratteristiche della macchina virtuale con la schermata di riepilogo (figura 3.6). Figura 3.6. Prima dell attivazione è opportuno rifinire la configurazione assegnando un lettore ottico (può essere uno di quelli reali o una immagine ISO) selezionando la voce Archiviazione» e anche una interfaccia di rete selezionando la voce Rete» (figura 3.7).

31 Uso di VirtualBox in MS-Windows per installare Ubuntu su macchina virtuale 27 Figura 3.7. Riguardo alla scheda di rete ci sono varie possibilità (figura 3.8): Non connesso : scelta dal significato ovvio; NAT : è la scelta predefinita e permette alla macchina virtuale di ottenere un indirizzo IP dinamico con il quale uscire» in rete grazie al mascheramento di tale indirizzo effettuato nella macchina reale (la macchina virtuale risulta però irraggiungibile da parte di quella reale); Scheda con bridge : la scheda non riceve un indirizzo dinamico ma alla stessa si può assegnarne uno della stessa sottorete della scheda della macchina reale; in questo caso la macchina virtuale è un nodo in più della rete preesistente (occorre però che la scheda reale sia attiva e collegata ad un altro dispositivo di rete come uno switch); Rete interna : alla scheda viene assegnato dinamicamente un indirizzo valido» per il collegamento alle schede di altre macchine virtuali (che, ovviamente dovranno avere analoga definizione riguardo l interfaccia di rete); in questo caso non ci può essere però traffico da e verso la macchina reale; Scheda solo host : alla scheda viene assegnato un indirizzo dinamico della stessa sottorete della scheda vboxnet0 che viene creata all interno della macchina reale; in questo modo si ha un collegamento esclusivo tra quest ultima e la macchina virtuale senza possibilità di contattare altri nodi di rete.

32 28 Uso di VirtualBox in MS-Windows per installare Ubuntu su macchina virtuale F igura 3.8. A questo punto è ovviamente possibile definire altra macchine virtuali con l avvertenza però di non usarne troppe simultaneamente per ovvi motivi di esaurimento delle risorse (soprattutto CPU e memoria RAM). Per attivare una macchina virtuale si seleziona il suo nome a sinistra e si clicca sulla freccetta verde. Come si vede nella figura 3.9, il comportamento della macchina virtuale è del tutto sinile a quello di un sistema reale (nella schermata vediamo il BIOS in funzione). F igura 3.9.

33 Uso di VirtualBox in MS-Windows per installare Ubuntu su macchina virtuale 29 Per poter usare tastiera e mouse nella macchina virtuale occorre cliccare all interno della finestra; per rilasciare tastiera e mouse alla macchina reale si deve premere il tasto [ Ctrl destro ]. Per concludere vediamo, nella figura 3.10, l inizio dell installazione di Ubuntu-FF, ottenuto inserendo il relativo dvd nel lettore prima di accendere il PC emulato, e la modalità di uso dei dispositivi USB attraverso l attivazione della voce Dispositivi USB» del menu Dispositivi». F igura Per evitare possibili rallentamenti nella procedura di installazione dovuti alla ricerca di aggiornamenti in rete, è consigliabile disattivare la scheda di rete della macchina virtuale cliccando con il pulsante destro sull icona indicata con la freccia in basso a destra nella figura Procedendo con l installazione, al momento del partizionamento del disco, possiamo scegliere di utilizzare tutto il disco per Ubuntu visto che nella macchina virtuale non è presente nessun altro sistema. Per gli altri aspetti dell installazione vale quanto illustrato nei capitoli precedenti. Ultimata l installazione è consigliabile procedere all aggiunta dei programmi di utilità Guest Addictions» selezionando l apposita voce del menu Dispositivi» mostrata in figura 3.10.

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