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2 LA CAPITANATA Rivista quadrimestrale della Biblioteca Provinciale di Foggia Direttore: Franco Mercurio Segretaria di redazione: Maria Adele La Torretta Redazione e amministrazione: «la Capitanata», viale Michelangelo, 1, Foggia tel ; fax ; «la Capitanata» è distribuita direttamente dalla Biblioteca Provinciale di Foggia. Per informazioni e per iscriversi alla lista delle persone e degli enti interessati rivolgersi a «La Capitanata», viale Michelangelo Foggia, tel ; fax ; LA MAGNA CAPITANA BIBLIOTECA PROVINCIALE DI FOGGIA è un servizio della Provincia di Foggia Presidente: Antonio Pellegrino Assessore alla Pubblica Istruzione: Anna Maria Carrabba Direttore: Franco Mercurio, Authority amministrativa: Adolfo Rosiello, Authority catalografica: Gabriella Berardi, Authority editoriale: Elena Infantini, Authority logistica: Gino Vallario, Authority informatica: Antonio Perrelli, Dock: Centri di documentazione: Enrica Fatigato, Emeroteca: Franco Corbo, Fondi antichi e speciali: Antonio Ventura, Sala Adulti: Renato Santamaria, Sala Consultazione: Maria Altobella, Sala Ragazzi: Milena Tancredi, Erba curvata dal vento ( grano, canneti della costa o delle zone paludose ) e il terso cielo stellato sono elementi simbolicamente connotativi del nostro territorio. La dicitura A.D. 2000, insieme alla scritta ex-libris mutuata da Michele Vocino, rappresentano la volontà di tenere sempre presente il collegamento tra passato, presente e futuro senza soluzione di continuità. Questo ex-libris che d ora in poi caratterizzerà i documenti posseduti dalla Biblioteca Provinciale, è stato per noi elaborato da Red Hot - laboratorio di idee e comunicazione d impresa e da loro gentilmente donato. Red Hot : Gianluca Fiano, Saverio Mazzone, Andrea Pacilli e Lorenzo Trigiani. Manfredonia, a.d

3 LA CAPITANATA RASSEGNA DI VITA E DI STUDI DELLA PROVINCIA DI FOGGIA 13 Donne MARZO 2003

4 Questo numero di «la Capitanata» è pubblicato nell ambito del progetto Stigliola (deliberazione n del ) 2003 BPFG Biblioteca Provinciale di Foggia 4

5 Indice Donne p. 13 Presentazione di Rossella Palmieri 15 Identità femminile e diritto positivo di Maria Altobella 1. Introduzione 2. La storia 3. Nuovo contesto e nuovi soggetti 4. La Donna nuova 25 Reti di donne: virtual reference desk di genere nel Web italiano di Angela P. Bevilacqua 1. Introduzione 2. Le reti di donne nel Web italiano 31 Essere donna: un avventura che richiede coraggio di Maria Buono 1. Nuovi termini di un dibattito sociale e politico da tempo sopito 2. Rivedere l immaginario di donna perfetta 3. Un mondo a misura di donna? 37 Essere donna ieri, essere donna oggi di Valeria de Trino 1. Donne nel XXI secolo 2. Il pensiero femminile 3. Scienza al femminile 43 Le donne e la globalizzazione di Donatella Di Adila 1. Il contesto 2. Le teorie 3. La ri-produzione 51 L universo femminile di Gloria Fazia 53 L universo femminile: uguaglianza e diversità di Maria Giampalmo 5

6 p. 55 Malattie della donna nella narrativa al femminile di Giovanna Irmici 1. La donna malata 2. La cenerentolite 3. Il bovarismo 4. La rossellite 69 Lo sguardo femminile di Antonietta Lelario 71 Pascoli e il radicamento nella lingua materna di Clelia Iuliani 1. Pascoli e la figura femminile 2. La lingua materna 83 Anna Achmatova: il silenzio interrotto di Maria Adele La Torretta 1. Il poeta Achmatova 2. La forza civile della poesia 89 La passione della scrittura di Ada Mangano 1. L identità femminile in Alba De Cespedes 2. Il diario e la pericolosità della scrittura 101 L eredità femminile di Rosa Porcu 1. L emancipazione 2. Dall emancipazione alla libertà femminile 3. Il rapporto con gli amici e la famiglia 107 Partitura a più voci di Katia Ricci 1. Introduzione 2. Le voci 3. Reti di riferimento 117 La donna oggi. Quante domande senza risposta! di Maria Teresa Santelli 1. Capire le donne a Foggia 2. Cogliere lo sguardo femminile sul mondo 6

7 Frontiere della Capitanata p. 125 Prologo di Anna Guerra 127 Dal Movimento Cittadino Donne all Associazione Bianca Lancia a cura dell Associazione Bianca Lancia 1. La storia del Movimento Cittadino Donne 2. Il senso del Movimento Cittadino Donne 3. Il presente dell associazione 131 Sentenza Guerra ed altre contro Italia 159 Note alla Sentenza Guerra ed altre contro Italia di Nella Santilli Presente come cultura 167 Benedetto Croce a cinquant anni dalla sua scomparsa di Lucio Miranda 171 Rileggere Croce di Valerio Zanone 1. La concezione della storia 2. La visione liberale di Croce 3. Croce come presidente del Partito 181 Gramsci e l uso politico della storia di David Bidussa 1. Il rapporto con la storia 2. Uso pubblico e uso politico della storia 187 Für ewig di Biagio De Giovanni 189 L attualità di Gramsci di Giuseppe Normanno 1. Introduzione 2. Filosofia, ideologia, identità di teoria e prassi 3. La dialettica 4. L egemonia 7

8 5. Gli intellettuali 6. Il partito 7. Conclusioni Saggi p. 199 Tra Gramsci e Togliatti. L ultimo dibattito: le lettere su Croce di Angelo Rossi 1. Codice Gramsci: la linea è quella di Lione 2. L amico crociano 3. Croce e i più moderni teorici della praxis 4. Gramsci, Croce e la necessità di un anticroce e di un nuovo antiduhring 221 Benedetto Croce, presidente del Partito Liberale Italiano di Raffaele Colapietra 1. Classi sociali e realtà politica 2. Per una vera democrazia 3. Il superamento del bagno crociano 4. Le dimissioni di Croce 259 Il viaggio nel Sud: esploratrici in terra di frontiere di Rosanna Curci 1. La scoperta del Sud 2. Le viaggiatrici 265 Esempi di letteratura al femminile in Svevo e Pirandello di Giuseppe De Matteis 1.Un nuovo tipo di scrittura 2.L universo femminile Attività della biblioteca 271 La comunicazione in biblioteca di Enrichetta Fatigato 1. Premessa 2. La comunicazione attraverso i documenti: breve excursus storico 3. Dopo la stampa tipografica 4. La modernità di Gesner 5. Dall età moderna alla contemporanea 6. I modelli di varianza 7. I linguaggi della comunicazione bibliotecaria: quadro di riferimento generale 8. Principi sistemici e strutture linguistiche 8

9 9. I formati per lo scambio e la circolazione delle informazioni 10. I supporti della comunicazione 11. Scriptorium elettronico vs intermediazione bibliotecaria? 12. Il reference per la Biblioteca Provinciale di Foggia 13. Area servizi al pubblico 14. Popolazione 15. Acquisti e dotazione documentaria 16. Prestiti, iscritti al prestito e transazioni informative 17. Periodici correnti 18. Personale p. 309 Le cinquecentine sanseveresi di un giurista foggiano del XVIII secolo: Niccolò Tortorelli di Marianna Iafelice 1. Introduzione 2. Il giurista Niccolò Tortorelli 3. Le cinquecentine Recensioni 321 Mary Cassatt o della libertà femminile di Antonietta Lelario 325 Gli autori 9

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13 Presentazione di Rossella Palmieri Hanno varcato i confini imposti da quella selezione risalente all antica Roma che le aveva relegate a res nullius. E da quando, come il mito ci ricorda, Pandora scoperchiò il vaso facendo uscire tutti i mali e riversandoli sul mondo intero, di strada ne hanno fatta. Dopotutto ci aveva già pensato Aristofane, ne Le donne al Parlamento a ipotizzare, sotto la lente deformante e caricaturale della commedia, gli effetti di un probabile governo al femminile. Poi c è stata Lucrezia, che si è suicidata per testimoniare la sua pudicizia e l assoluta fedeltà al marito, malgrado uno stupro. E Cornelia, madre dei Gracchi, ancora oggi è esempio di quell educazione ben impartita ai figli, arte assai difficile da imitare o fare propria. Che non sia sterile nostalgia di un passato che pure è strumento e filtro per valutare il presente. Che non sia neanche vuota ripetizione di un refrain se, ad esempio, vedendo gli ultimi casi di cronaca nera di donne suicide per amore, ci viene in mente quell infelice Didone ricordata da Virgilio. E che sia invece quasi di conforto sapere, quando i drammi privati implodono all interno delle mura domestiche e, fuori dalla finestra, le guerre incalzano, che secoli fa Euripide aveva già messo tutto in scena. Attutisce quel senso d impotenza sapere che se i giornali locali riportano i casi di donne che hanno ucciso i propri figli, ciò è stato già detto, già scritto. Tutto è già avvenuto. L orrore lo ha compiuto anche Medea. C è un vecchio detto che ricorda come il presente lo si può realmente comprendere anche e soprattutto volgendo un occhio al passato, senza però restare imbrigliati da esso. E se, quindi, un filo rosso unisce questi due momenti temporali, quale riflessione s impone per essere donna, oggi? Sino a trent anni fa allevare i figli veniva naturale. C erano le nonne e i consigli delle vecchie zie. E forse bastavano. Oggi dubbi, paure e nevrosi rendono necessaria la consultazione di tanti libri. Saprò allevare bene mio figlio? Sarò in grado di intercettare il suo bisogno? Sono solo due delle inquietanti domande che ogni mamma si pone nel momento in cui troppo forte si fa la pressione emotiva alla quale sono sottoposte loro malgrado: dal marito, dalla famiglia e dal contesto sociale che le vuole a tutti i costi amorevoli ma in grado di reggere la competizione del lavoro, tradizionalmente al focolare ma allo stesso tempo in grado di parare i colpi di tante debolezze e insicurezze che si stanno abbattendo inesorabilmente anche sugli uomini. In ballo c è, per tutti e due i sessi, la caduta dell orgoglio e del narcisismo. E in una società che fonda tutto sull immagine sembra quasi la vera sfida da non perdere, il vero dittatore al quale essere tutti sottomessi, dimenticando ciò che conta realmente. 13

14 Poi c è quell eterna difficoltà di farsi strada in un mondo maschile. Avrà fatto pure storia il femminismo ma è anche vero che nelle posizioni di comando sono davvero poche le donne. E se al nord il patinato mondo della moda propone questa o quella manager di grido, il sud è assai carente di figure femminili carismatiche, come si evince a tratti dal variegato mosaico composto dalle firme di questo numero de «la Capitanata». Solo tre anni fa due braccianti agricole morivano su un assolata strada della provincia al termine di dodici ore di lavoro nei campi. Un furgone sovraccarico si ribaltò e le due lavoratrici finirono schiacciate. Sembra uno scenario da Medioevo. Eppure eravamo a ridosso del Si mossero i sindacati, inorridirono le istituzioni. Poi più nulla. Nel frattempo scivoliamo nel gorgo profondo degli ultimi posti in classifica, nella cultura come nello sport e nel tempo libero. Anche, dunque, in quei ritagli di vita sociale che in particolar modo dovrebbero essere di pertinenza della donna. E quello che a tratti fa quasi sorridere, in una sorta di schermo che consente di non restare confusi da tanta contraddizione, è che, a classifica uscita, tutti si sono affannati a dire che i parametri sono sbagliati, che i teatri sono pieni, le sale cinematografiche anche e che numerosissimi sono gli appuntamenti culturali. C è, insomma, scarsa possibilità di vedere dove realmente si trovi la verità in questo mare magnum di dati e smentite. La verità è figlia del tempo, diceva Kant. E il tempo, per parlare, non ha bisogno di essere interrogato, è un altro noto aforisma classico. Ecco perché quando si vuole trovare un antidoto, una medicina, un conforto o una spiegazione agli avvenimenti che ci vedono protagonisti è ancora ai classici che dobbiamo attingere, inesauribile miniera per poter comprendere, dall esempio di ieri, come correggere il tiro oggi, al di là di facili enunciazioni di principio che il più delle volte restano lettera morta o buoni ma sterili propositi. È quanto ancora succede nel momento in cui uomini e donne si mettono a discutere sugli aspetti salienti del nostro quotidiano vivere: dal lavoro alla salute, dalle modalità d educazione all economia. Questa è la vera sfida da portare avanti. Purché si abbia l onestà intellettuale d iniziare a farlo. (r. p.) 14

15 Maria Altobella Identità femminile e diritto positivo di Maria Altobella 1. Introduzione Donna: individuo femminile della specie umana. 1 Dizionari ed enciclopedie - a partire dalla grande Enciclopédie 2 di Diderot - definiscono la donna risalendo all origine etimologica del termine, domina, e quindi al suo aspetto naturalistico e alla sua funzione storicamente determinata, considerandola, dunque, una entità priva di caratteri propri e definibile solo in rapporto ad altro. Infatti i più importanti dizionari linguistici quali Tommaseo, 3 Treccani, 4 Battaglia, 5 De Mauro 6 e Larousse 7 continuano nelle rispettive definizioni a considerarla come riflesso della storia dell uomo e, di conseguenza, diventa impossibile una ricerca antropologica che possa ricostruire il percorso evolutivo della sua presenza nel mondo. Inoltre, l Encyclopaedia Britannica 8 alla voce women (sic) fa seguire education of mentre alla voce man fa seguire evolution of. Il che significa chiaramente che l uomo presenta una sua autonomia in evoluzione e la donna, invece, è oggetto di un operazione che rimanda ad altri. La donna viene, dunque, descritta prendendo come termine di paragone l uomo e la sua storia comincia nel momento in cui lotta per la conquista di una umanità mai posseduta; quando, cioè, si misura con la realtà cercando di modificarla. E la sua diventa lotta contro la natura, contro la cultura, contro il potere conquistando, così, il diritto alla propria diversità e dando origine alla condizione femminile intendendone lo status e il ruolo in una data società. Stato giuridico, stato economico, stato familiare, stato sessuale, stato politico: sono questi gli aspetti che compongo- 1 Giacomo DEVOTO Gian Carlo OLI, Nuovo vocabolario della lingua italiana, Milano, Selezione dal Reader s Digest, 1987, 2 vol., voce donna, vol. I. 2 Denis DIDEROT, Encyclopèdie, ou dictionnaire raisonnè des sciences, des arts et des métiers, par une société des gens de lettre, Lausanne-Berne, Sociétés Typographiques, 1781; voce femme, tomo XIII. 3 Niccolò TOMMASEO, Dizionario della lingua italiana, Milano, 1977, 20 voll., voce donna, vol.vi. 4 Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, Roma, Istituto Italiano dell Enciclopedia Italiana, ; voce donna, vol. XIII. 5 Salvatore BATTAGLIA, Grande dizionario della lingua italiana, Torino, UTET, , 19 voll., voce donna,vol. IV. 6 Tullio DE MAURO, Grande dizionario italiano dell uso, Torino, UTET, , 6 vol.+1 CD-ROM; voce donna, vol. II. 7 La Grande Encyclopédie, Paris, Larousse, ; voce femme, vol.viii. 8 Encyclopaedia Britannica, London, 1962, 24 voll., voce man, vol. XIV; voce women (sic), vol. XXIII. 15

16 Identità femminile e diritto positivo no la struttura della condizione femminile il cui studio presuppone in ogni caso il confronto con l uomo. Uno strumento determinante della soggettività femminile è certamente il diritto che, adeguatamente utilizzato, tutela e promuove gli interessi delle donne. Ogni rivendicazione, ogni conflitto, deve pertanto confrontarsi necessariamente con il linguaggio del diritto. Le lotte contro l ingiustizia e quelle per il cambiamento coinvolgono condizioni sociali ed economiche ma investono prioritariamente le istituzioni e si può parlare di emancipazione raggiunta solo attraverso norme intese, sempre più, a promuovere la parità formale e sostanziale. Dall antichità ai nostri giorni, ieri e oggi, i temi e i problemi legati ai modelli femminili meritano, dunque, una rilettura ed una riflessione. 2. La storia Dalla tutela perpetua dell antico diritto romano e dal mundio del diritto germanico alla situazione attuale, il passo è gigantesco anche se l emancipazione femminile troverebbe in Gaio 9 il suo precursore il quale si dichiarava perplesso circa la infirmitas sexus; tuttavia, essa è chiaramente in correlazione con la trasformazione economica della società, con la sostituzione dell economia industriale all economia agricola e quindi all impresa artigianale, familiare e patriarcale. Le tappe legislative di questa evoluzione, partendo dalle antiche società, vedono in un primo tempo condizioni matrilineari - allorché il nome e i beni venivano trasmessi per via femminile - e in un secondo tempo società patriarcali - in cui la libertà di movimento e di costumi della donna diventa molto limitata - con differenziazioni relative al mondo greco-romano in cui la donna è considerata incapace e relative alla società ebraica in cui era vista come impura e contaminante. In entrambi i casi lo scopo era quello di tenerla lontano dal potere, quello civile presso i Romani e quello religioso presso gli Ebrei. Nelle società cosiddette barbare le donne erano associate alla vita delle tribù e questo perché la vita e la proprietà erano maggiormente comunitarie. Con il cristianesimo, viene riconosciuta l uguaglianza tra l uomo e la donna ma le conseguenze sociali rimangono limitate in quanto la donna deve obbedienza al marito e non acquista alcun diritto pubblico; in compenso il Corano 10 le riconosce diritti economici, quali quello di ereditare e di amministrare i propri beni. Nel mondo antico, quindi, la condizione della donna assume diverse sfumature: in Grecia, in età omerica, vengono mostrate alcune figure di notevole prestigio; in seguito in alcune città e regioni, quali Sparta e la Macedonia, la donna conti- 9 GAIUS, Institutiones, ediderunt E. Seckel et B. Kulbler, Stuttgard, 1969, I, , p Cherubino Mario GUZZETTI (a cura di), Il Corano, Torino, Elle Di Ci, 1989, sura n.4: le donne, p La sura tratta in gran parte dei diritti delle donne e delle questioni relative alla loro posizione personale e sociale. 16

17 Maria Altobella nua a godere di libertà e considerazione, mentre ad Atene, probabilmente per influenze ionico-orientali, perde questi privilegi e solo con l affermarsi del predominio macedone e con la creazione dei regni ellenistici la personalità della donna torna in primo piano e si incontrano figure di notevole energia e indipendenza. Nell antica Roma vi era una differenza tra la posizione sociale della donna e la sua capacità giuridica: in ambito familiare godeva infatti di una posizione di elevata dignità, ma sul piano giuridico la donna sui iuris veniva sottoposta a tutela perpetua ed era quindi incapace di testare, di essere tutrice, di postulare pro aliis, di fare malleveria, di ricoprire pubblici uffici. Limitazioni che in parte spariscono nel diritto giustinianeo così come nell età augustea scompare l incapacità di testare. 11 In un primo tempo le donne non potevano trasmettere, esse erano il principio e la fine della propria famiglia in quanto private dei prolungamenti istituzionali della loro persona. Ma l originalità del diritto romano consisteva nell avere edificato un insieme di istituzioni in cui il contrasto tra la natura giuridica dell uomo e quella della donna si prolungava nel regime della filiazione e, quindi, le donne erano considerate dagli uomini secondo la loro capacità di essere madri. Di conseguenza il titolo di matrona o di mater familias era legato alla procreazione di un solo figlio nel primo caso, di molti nel secondo. L ideologia misogina di giuristi ed autori romani, a parte Gaio e Columella, 12 non è purtroppo molto originale in quanto la subordinazione naturale delle donne agli uomini era già un tema aristotelico. I censimenti stessi trascurano le donne, a parte le ereditiere, ed a Roma solo Diocleziano, per motivi fiscali, ordinerà il loro computo; né, per il diritto romano, le donne costituiscono una specie giuridica a sé. Nell ordinamento feudale, con l esclusione da ogni diritto, si giustificarono pregiudizi durati a lungo nelle leggi e nel costume. Inoltre, non si può negare che la donna abbia avuto un ruolo solo negativo nel grandioso sviluppo delle città tra il secolo XII e XIII, in quanto non partecipava ai consigli giurati che reggevano le città della Francia settentrionale, né faceva parte dei consigli che dal secolo XIII fungevano da organi di governo delle città tedesche. 13 Rimanendo nell ambito dell Europa occidentale, le donne dividevano l incerto destino dei non-liberi e dei poveri e solo alcune partecipavano all ascesa sociale dei cittadini più fortunati tra cui i mercanti; sicuramente partecipavano alle attività produttive anche se le informazioni giunte fino a noi sono piuttosto esigue e le fonti non indicano che le donne abbiano lottato per conseguire libertà personali anche perché il concetto di libertà nel Medioevo non è legato ad una sfera personale di libertà, bensì ha piuttosto un articolazione corporativa. In ogni caso esisteva una politica di difesa della famiglia che aveva basi giuridiche. 11 Pauline SCHIMTT PANTEL (a cura di), L antichità, in Storia delle donne in Occidente, Roma-Bari, Laterza, Columella riconosceva alle donne, nel suo trattato L arte dell agricoltura, al capitolo XII dedicato alla massaia (vilica), le stesse facoltà di memoria e di vigilanza degli uomini. 13 Edith ENNEN, Le donne nel Medioevo, Roma-Bari, Laterza,

18 Identità femminile e diritto positivo Nato dal violento mescolarsi dei costumi barbari con le tradizioni giudaiche, cristiane, greche e latine, bisogna riconoscere però che il Medioevo, consentendo la sopravvivenza di antichi diritti consuetudinari, ci fa incontrare anche donne medici e professori di diritto; le monache riescono ad istruirsi ed alcune badesse addirittura dirigono ordini maschili. Ma è attraverso l amore cortese, nell ambito del rinnovamento culturale del XII secolo, che la donna svolge un ruolo capitale. 14 La condizione giuridica generale della donna migliora in seguito con l intensificarsi dei commerci e delle industrie e con la disgregazione della compagine feudale per cui la donna nel Rinascimento acquista coscienza della propria personalità malgrado ancora gravi restrizioni limitino la sua capacità patrimoniale. Si incontrano donne artigiane a tutti gli effetti e la presenza femminile - soprattutto in Italia ed in particolare a Firenze - è evidente nella manifattura della lana e della seta; le tessitrici vivevano per ragioni tecniche prevalentemente nei centri urbani, erano lavoratrici dipendenti con un salario piuttosto basso. Nel secolo XIV domina la donna al telaio, inoltre la presenza femminile diventa molto forte nel commercio al dettaglio di prodotti alimentari. 15 In Germania, sempre in questo periodo, si incontrano particolari figure femminili quali le principesse-badesse; queste erano, infatti, signore territoriali al pari degli uomini, amministratrici oculate e sagge, attente alla tenuta dei libri contabili ma anche ad eventuali coperture formali da parte dei signori più potenti. In ogni caso, nel corso del XV secolo sino a tutto il XVII, compaiono segni chiari di una ampia varietà di vite femminili. La donna del Rinascimento è soprattutto madre, e poi figlia, vedova, guerriera, imprenditrice, serva, suora, eretica, santa, strega; oltre che regina, martire e ricercatrice. Un ruolo femminile preminente era, inoltre, quello della balia: infatti, dalle città italiane, francesi, tedesche e inglesi, i bambini appartenenti a classi elevate venivano mandati in campagna per essere baliti dalle contadine, nutrici dalle caratteristiche particolari; il contratto di baliatico, però era di esclusiva competenza maschile per entrambe le parti e l accordo del prezzo avveniva tra il padre del bambino ed il marito della balia. Questo contratto aveva gli aspetti di un vero e proprio contratto commerciale. Non mancavano, comunque, madri protettive che continuavano ad occuparsi personalmente della prole. 16 I bisogni, i desideri e il carattere delle donne passavano ancora in secondo piano. Prevalevano, infatti i progetti familiari ed i condizionamenti economici e nel corso di tutti i secoli del Rinascimento i mariti controllavano le mogli nel privato e le autorità maschili difendevano la loro supremazia. Contemporaneamente in Oriente il Corano viene interpretato in modo sempre più severo verso il sesso femminile sino a considerare il velo simbolo dell assen- 14 Eveline SULLEROT, Donna, in Enciclopedia del Novecento, Roma, Istituto dell Enciclopedia Italiana, , vol. II. 15 Margaret L. KING, Le donne nel Rinascimento, Roma-Bari, Laterza, Bonnie S. ANDERSON - Judith P. ZINSSER., Le donne in Europa, Roma-Bari, Laterza,

19 Maria Altobella za femminile nella società patriarcale. 17 E per delimitare lo spazio privato dallo spazio pubblico anche le finestre, occhi della casa, vengono velate. Quindi l immaginario arabo identifica la donna con la casa mentre l uomo è padrone dello spazio pubblico. In tutto l arco del Medioevo la posizione giuridica del genere femminile era determinata da singole leggi, prerogative e privilegi ed, inoltre, dalle consuetudini cittadine; gli ordinamenti giuridici presentano, poi, specifiche regolamentazioni all interno e all esterno della famiglia. Nelle assemblee giuridiche la donna non poteva essere presente autonomamente ma doveva farsi rappresentare da un uomo; tuttavia, nel campo del diritto privato, poteva disporre di ciò che era in suo possesso e poteva esercitare la tutela dei propri figli minorenni. Sia nello spazio privato che in quello pubblico la donna parla ma la sua voce è prevalentemente letteraria e mistica. 18 Dal Cinquecento al Settecento le lettere, le arti, la filosofia, la scienza e la medicina discutono della donna che si trova al centro di un acceso dibattito. Le donne più fortunate, quelle delle classi superiori, cercano di sfuggire alla reclusione dei loro ruoli ma sono evidenti anche le dissidenze delle donne del popolo, più audaci e più ribelli, nel cercare di evitare la marginalità. Nel corso del XVII e XVIII secolo la servitù femminile costituiva la principale fonte occupazionale seguita dalla manodopera nelle industrie tessili, soprattutto nella produzione di seta e merletti. Il sapere era sorvegliato e alle fanciulle la scuola insegnava in modo prevalente ad amare, conoscere e servire Dio. 19 Più che il sapere contava il saper fare. Tuttavia, i progressi dell alfabetizzazione femminile testimoniano l inizio di un processo irreversibile e si aprono spazi per l azione politica tanto che nel Settecento una figura ricorrente è quella della donna con il figlio, in prima fila nei tumulti. Il processo di modernizzazione che conduce alla società industriale assume un nuovo, diverso ordine sistematico e simbolico. Si aprono nuovi spazi e nuove possibilità di azione, di desideri, di aspettative, di investimenti psicologici che fanno intravedere immagini di libertà. E si configura così il passaggio dal presente all avvenire. 3. Nuovo contesto e nuovi soggetti Due gli avvenimenti, di natura diversa, che daranno luogo a nuove realtà e a nuove coscienze: l affermarsi del concetto di uguaglianza tra gli uomini e la nascita dell era industriale. 17 Erdmute HELLER Hasouna MOSBAHI, Dietro il velo: amore e sessualità nella cultura araba, Roma-Bari, Laterza, Christiane KLAPISCH-ZUBER (a cura di), Il Medioevo, in Storia delle donne in Occidente, Roma-Bari, Laterza, Arlette FARGE - Natalie ZEMON DAVIS (a cura di), Dal Rinascimento all età moderna, in Storia delle donne in Occidente, Roma-Bari, Laterza,

20 Identità femminile e diritto positivo Si delineano, pertanto, i tratti permanenti ed i cambiamenti della costruzione della identità femminile. Con le leggi rivoluzionarie francesi si affermò l uguaglianza giuridica dei sessi, e con la celebre Dèclaration des droits de la femme, venne proclamata l ammissione della donna ai posti e agli uffici pubblici. È questo un segnale importante che farà sentire la donna presente con le proprie esigenze da cittadino uguale agli altri, ma naufragherà presto insieme ai proclami sulla libertà, uguaglianza e fraternità. Infatti questo riconoscimento, anche se limitato ai diritti civili e non politici, sfocerà nella costituzione del diritto napoleonico con il ripristino dell autorità del marito sulla comunità familiare; ed invero nel 1804 il Codice Civile Napoleonico - che influenzerà le norme giuridiche di molti paesi dell Europa e sarà comunque esteso anche all Italia nel pur avendo costituito le basi di una intelaiatura giuridica per un mondo nuovo, consacrerà l inferiorità e l incapacità della donna. Gli stati preunitari si ispireranno al Codice Napoleonico ma nel Risorgimento, che fu un movimento per l indipendenza italiana e la formazione di uno stato moderno, vince la politica di emergenza e gli spazi di movimento per le donne sono obbligati: partecipazione al processo storico in atto o conservazione. In seguito il mito dell unificazione pagherà il prezzo della nascita della questione meridionale e della questione femminile. 20 Nello stesso tempo la rivoluzione industriale modifica profondamente la vita delle donne: l industrializzazione strappa loro le attività artigianali costringendole a cercare lavoro nei laboratori e nelle manifatture; la nuova condizione di operaie sistematicamente sfruttate, utilizzando la loro inferiorità, serve per sottopagare la loro prestazione perché considerata e valutata in modo diverso. E saranno questi i motivi, aiutati anche dall elevarsi del loro livello di istruzione, che le porteranno ad organizzare la lotta per la conquista di diritti mai posseduti. L industrializzazione selvaggia apre le porte ad uno sfruttamento organizzato e la donna della classe subalterna deve lottare per ottenere i servizi necessari ai nuovi bisogni tra cui scuole ed asili che dovrebbero aiutarla ma che la espropriano dell originaria funzione. Sostanzialmente alle donne proletarie viene sottratto il ruolo educativo e nello stesso tempo ne sopportano le conseguenze a causa delle carenze istituzionali. Anche la donna borghese si ribella al suo stato di sottomissione chiedendo l accesso all istruzione, il suffragio e il riconoscimento dei propri diritti come persona. Proletarie e borghesi, unite da esigenze diverse ma essenziali, acquisiscono la stessa coscienza, quella di partecipare alla vita associata, al lavoro e di avere gli stessi diritti dell uomo. Attraverso il femminismo cercano una identità pubblica; le associazioni, le tattiche, le alleanze, le rivendicazioni e le ostilità provocano ampia discussione pubblica e obiettivi di lotta Mimma DE LEO - Fiorenza TARICONE, Le donne in Italia: diritti civili e politici, Napoli, Liguori, Geneviève FRAISSE - Michelle PIERROT (a cura di), L Ottocento, in Storia delle donne in Occidente, Roma-Bari, Laterza,

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