LA DIFESA DAL RISCHIO ALLUVIONALE IN ITALIA. PROBLEMI E PROSPETTIVE

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1 Giornata di studio Prospettive nella gestione della risorsa idrica e del rischio di inondazione" LA DIFESA DAL RISCHIO ALLUVIONALE IN ITALIA. PROBLEMI E PROSPETTIVE Armando Brath Università di Bologna Capaccio, 24 ottobre

2 Il rischio idrogeologico in Italia IL TERRITORIO NAZIONALE È, PER AMPIE PARTI, SOGGETTO AD EVELATO LIVELLO DI RISCHIO IDROGEOLOGICO Lo confermano: l insegnamento della storia i risultati degli studi della pianificazione di bacino 2

3 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della storia Il 18 novembre 1951, il Po ruppe gli argini di sinistra ad Occhiobello, Malcantone e Paviole (RO). Inonda la città di Rovigo e numerosi paesi, fra cui Adria, Loreto e Cavarzene e 980 Kmq di campagna Vittime e dispersi: 138 Sfollati e senzatetto: > L'inondazione colpì una regione già molto povera, costringendo parte della popolazione ad emigrare in altre regioni italiane. Danni 4% del PIL dell epoca

4 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della storia 3 e 4 novembre 1966, Firenze venne inondata da una piena dell'arno. In Toscana ci furono 48 morti e 5 dispersi, in cinque province. Sfollati ed senzatetto: oltre Nello stesso evento meteorologico inondazioni e frane in Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed in Emilia-Romagna. Vittime 88: prov. Bolzano (5), Trento (25), Belluno (29), Treviso (2), Venezia (3), Vicenza (5), Udine (15) e Pordenone (4). Evacuati , di cui in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia, 800 in Emilia-Romagna e 410 in Trentino- Alto Adige. A Venezia, il 4 novembre "l'acqua alta" raggiunse il livello di 194 cm e la città venne inondata da circa 1 metro d'acqua per oltre 15 ore. Si trattò dell'evento d'acqua alta più significativo a partire dal Danni complessivi: 2.5% del PIL dell epoca

5 Il lascito di Firenze 1966: la Commissione De Marchi e la Legge 183/1989 sulla Difesa del Suolo Firenze, novembre 1966 LA COMMISSIONE DE MARCHI IL LASCITO? La Legge 183/89: Norme sulla difesa del suolo le attività di programmazione e pianificazione della difesa del suolo e dell uso delle risorse idriche devono avere a riferimento il bacino idrografico, cioè una unità fisiografica, independentemente dalla ripartizione amministrativa. Commissione Interministeriale per lo Studio della Sistemazione idraulica e della Difesa del Suolo (1970) 5

6 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della storia Il 7 ed 8 ottobre 1970, Genova venne inondata dai fiumi Polcevera, Leiro e Bisagno, che superarono gli argini in più punti. Caddero 900 mm di pioggia in 24 ore Vittime + dispersi: 44. Sfollati oltre 2000; senzatetto almeno 185. Il danno economico nella sola città di Genova fu stimato in 45 miliardi di lire (1970) Genova: l insegnamento. sempre dimenticato! 2011

7 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della storia Autostrada TO-MI, Ponte Dora Baltea Autostrada TO-MI, Ponte Dora Baltea Dora Baltea a Donnas Ponte S.P. 18 Torino Autostrada Torino-Aosta Bacino del Po Ottobre 2000

8 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della storia Moncalieri, esondazione Po Dora Riparia, TO Bacino del Po Ottobre 2000 SS 565 Prov. To Esondazioni Dora Baltea, vicino AO

9 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della storia Bacino del Po Ottobre 2000 Borgo Ticino, PV Ponte coperto sul Ticino, PV

10 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della pianificazione DELIMITAZIONE FASCE FLUVIALI Fascia A: fascia di deflusso della piena Fascia B : fascia di esondazione (deflusso/indondazione della piena 200-ennale) Fascia C : fascia di inondazione piena catastrofica (500-ennale) 10

11 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della pianificazione Argini golenali FASCE FLUVIALI FASCIA A Argine maestro inadeguato Fascia A Argini maestri Argini maestri «Fascia A» di deflusso della piena: porzione di alveo che è sede prevalente, per la piena di riferimento, del deflusso della corrente

12 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della pianificazione FASCE FLUVIALI FASCIA B Argine maestro inadeguato Fascia B Fascia A Argini maestri Argini maestri «Fascia B» di esondazione: porzione di alveo interessata da inondazione al verificarsi dell evento di piena di riferimento (Tr=200 anni).

13 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della pianificazione Argini maestri FASCE FLUVIALI FASCIA C Fascia C Argini maestri «Fascia C» di inondazione per piena catastrofica: porzione di territorio che può essere interessata da inondazione al verificarsi di eventi di piena più gravosi di quelli di riferimento (Tr = 500).

14 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della pianificazione FASCE FLUVIALI FIUME PO «C-Buffer» - Po River Flood-prone area for 500-years event Overall extension = ~ km 2. Fascia A Fascia B Fascia C

15 Il rischio idraulico in Italia: l insegnamento della pianificazione SINTESI DEI PAI Il 10% circa del territorio nazionale e costituito da aree ad alta criticità idrogeologica Lo 81% dei comuni è interessato da aree ad alta criticità idrogeologica 15

16 Il rischio idrogeologico in Italia: i costi umani Statistiche degli eventi di frana ed alluvione nel periodo Per frana Per alluvione Totale Morti Dispersi Feriti Sfollati e senza tetto Data base AVI tra il 1985 e eventi (tra gravi e lievi): frane e piene. 120 (95 frane e 25 alluvioni) hanno provocato vittime, per un totale di 970 morti. Tra il 2002 ed il 2012 (altre indagini) 380 eventi (di cui 287 frane) con danni alla popolazione (vittime, dispersi o sfollati). 290 morti (165 per frane e 128 per alluvioni). 16

17 Il rischio idrogeologico in Italia: i costi umani 17

18 Il rischio idrogeologico in Italia: i danni economici DANNO ECONOMICO CALAMITA IDROGEOLOGICHE 62.4 miliardi di Euro dal 1962 al 2011 per soli danni a strutture e infrastrutture 1.3 miliardi di Euro /anno Altre stime INCIDENZA DANNI RISPETTO AL PIL 18

19 Il rischio idrogeologico in Italia: danni vs. investimenti DANNO ECONOMICO CALAMITA IDROGEOLOGICHE 1.3 miliardi Euro/anno Fondi pubblici per il dissesto idrogeologico dal 1991 al 2011 Annualità Importo (Milioni ) % L. 183/ ,7 D.L. 180/98 (L. 267/98) ,4 Accordo Programma MATTM Finanziamenti regionali e ,1 prov.autonome Finanziamenti otto per mille ,1 Totale ,0 Investimento ordinario: 500 milioni Euro/anno GLI INVESTIMENTI NECESSARI Nel 2010 il MATTM stimò in 44 Miliardi di Euro l investimento in opere necessario per «azzerare» il rischio idrogeologico. 19

20 MATTM - Interventi urgenti nelle aree a rischio idrogeologico D.L. 180/98 Numero interventi finanziati e importi Importi interventi finanziati (M Euro) Numero interventi finanziati Piani e programmi di interventi urgenti nelle aree a rischio idrogeologico di cui al D.L. 180/ Piani e programmi di interventi urgenti nelle aree a rischio idrogeologico di cui al D.L. 180/ M interventi (238 M /anno) Anno Anno Totale 4471 Revocati o Nulli (sostitutivi) 0 Sez. programmatica AdP 0 Proposta di modifica Lavori ultimati Lavori in esecuzione Stato di attuazione Lavori aggiudicati Progettazione ultimata In corso di progettazione Esecuzione Studi e Indagini In attesa di avvio Dati non disponibili Importi in M Euro Da ultimare : 2680 M 20

21 21

22 LE STRATEGIE DI DIFESA DALLE ALLUVIONI LA STRATEGIA TRADIZIONALE: DIFESA PASSIVA LA NUOVA STRATEGIA: LA GESTIONE DEL RISCHIO RESIDUALE (adattamento e resilienza) 22

23 STRATEGIA TRADIZIONALE DI DIFESA DALLE ALLUVIONI: LA DIFESA PASSIVA Arginatura Cassa espansione T. Parma VANTAGGI a) Funzionamento relativamente certo (se i calcoli idrologici e idraulici sono corretti!) b) Impatto psicologico positivo sulle popolazioni protette (senso di protezione, memoria della vulnerabilità dell area) 23 Cassa espansione T. Parma

24 STRATEGIA TRADIZIONALE DI DIFESA DALLE ALLUVIONI: LA DIFESA PASSIVA Sviluppo tratto arginato (km) IL SISTEMA ARGINALE DEL FIUME PO Il sistema arginale del fiume Po è antico di secoli e si è progressivamente evoluto. Nel XIV secolo la chisura arginale aveva già una buona continuità dal mantovano al mare. Nei secoli successivi le arginature si sono estese verso monte e sugli affluenti e potenziate in quota e sagoma Sviluppo del sistema arginale del Po Asta principale Argini lato destro Argini lato sinistro Totale Oggi gli argini si estendono per circa 850 km sul Po e per circa 1400 km sugli affluenti Anno 24

25 Altezza idrometrica (m.s.m.) STRATEGIA TRADIZIONALE DI DIFESA DALLE ALLUVIONI: EFFETTI INDESIDERATI EFFETTI COLLATERALI INDESIDERATI DEL POTENZIAMENTO DEL SISTEMA ARGINALE DEL FIUME PO (1/2) diminuzione delle naturali capacità di laminazione conseguente aumento delle portate di piena Altezze idrometriche al colmo delle principali piene del Po (anni ) Stazione di Piacenza Anno 25

26 LIMITI DELLA STRATEGIA TRADIZIONALE DI DIFESA DALLE ALLUVIONI La strategia difensiva tradizionale ha alcune limitazioni: - non può essere sempre perseguita per motivi di costi troppo elevati - non può garantire un livello di sicurezza assoluto al territorio Permanenza di un rischio residuale Rischio Residuale Porzione di rischio che permane anche in presenza dell opera di difesa, dovuto: alla possibilità di verificarsi di eventi di piena più intensi di quello assunto a riferimento (T > T progetto ) all impossibilità di escludere fenomeni di crisi dell opera di difesa (es. «fragilità» arginale e conseguente rottura) 26

27 LIMITI DELLA STRATEGIA TRADIZIONALE: FRAGILITA DEL SISTEMA DIFENSIVO Rottura argine destro Serchio a Nodica (PI) del 25/12/2009 Ore 8 del 25/12/

28 LIMITI LIMITI DELLA DELLA STRATEGIA TRADIZIONALE: FRAGILITA DI DIFESA DALLE DEL SISTEMA ALLUVIONI: DIFENSIVO FRAGILITA 28

29 LIMITI LIMITI DELLA DELLA STRATEGIA TRADIZIONALE: FRAGILITA DI DIFESA DALLE DEL SISTEMA ALLUVIONI: DIFENSIVO FRAGILITA 29

30 LIMITI LIMITI DELLA DELLA STRATEGIA TRADIZIONALE: FRAGILITA DI DIFESA DALLE DEL SISTEMA ALLUVIONI: DIFENSIVO FRAGILITA 30

31 LIMITI DELLA STRATEGIA TRADIZIONALE DI DIFESA DALLE ALLUVIONI La strategia difensiva tradizionale ha alcune limitazioni: - non può essere sempre perseguita per motivi di costi troppo elevati - non può garantire un livello di sicurezza assoluto al territorio Permanenza di un rischio residuale Rischio Residuale Porzione di rischio che permane anche in presenza dell opera di difesa, dovuto: alla possibilità di verificarsi di eventi di piena più intensi di quello assunto a riferimento (T > T progetto ) all impossibilità di escludere fenomeni di crisi dell opera di difesa (es. «fragilità» arginale e conseguente rottura) Permane comunque un rischio residuale da fronteggiare e gestire! 31

32 LE STRATEGIE DI DIFESA DALLE ALLUVIONI LA STRATEGIA TRADIZIONALE: DIFESA PASSIVA LA GESTIONE DEL RISCHIO RESIDUALE (adattamento e resilienza) 32

33 LA GESTIONE DEL RISCHIO DI ALLUVIONE FD /60 Direttiva alluvioni 33

34 LA GESTIONE DEL RISCHIO DI ALLUVIONE D.Lgs. 49/2010 Attuazione della Direttiva 2007/60 (alluvioni) 3 categorie di eventi: a) alluvioni rare di estrema intensità: Tr fino a 500 anni (bassa probabilità) b) alluvioni poco frequenti: Tr = anni (media probabilità) c) alluvioni frequenti: Tr = anni (elevata probabilità). MAPPE DELLA PERICOLOSITÀ E DEL RISCHIO DI ALLUVIONI! 34

35 Il concetto di Rischio idraulico PERICOLOSITA (P) Probabilità di accadimento dell evento calamitoso x ESPOSIZIONE (E) Valore degli elementi a rischio x VULNERABILITA (V) Incidenza dell evento calamitoso sugli elementi a rischio = RISCHIO = combinazione della probabilità di un evento alluvionale e delle potenziali conseguenze negative per la salute umana, l ambiente, il patrimonio culturale e l attività economica eventualmente derivanti da tale evento (Direttiva 2007/60) RISCHIO (R) = P x E x V

36 FD 2007/60 + D.Lgs. 49/2010 LA GESTIONE DEL RISCHIO DI ALLUVIONE La politica europea sulla difesa dal rischio alluvionale 36

37 PERCHE accadono tante alluvioni (e tante frane) nel nostro Paese? 1) Perché l Italia è, per sua natura, un paese ad elevato rischio idrogeologico? L Italia è per sua natura un paese ad alto rischio idrogeologico rispetto ad altri Paesi Europei SI! Per conformazione del territorio, clima, densità abitativa, tipologia degli insediamenti, vicini ai corsi d acqua o posti sulle conoidi alluvionali UN, GAR 2011

38 PERCHE accadono tante alluvioni (e tante frane) nel nostro Paese? 2) Perché il clima sta cambiando? SI! Il clima sta cambiando, anche se i possibili effetti sugli eventi estremi sono discussi

39 PERCHE accadono tante alluvioni (e tante frane) nel nostro Paese? 3) Perché in Italia non sappiamo prevedere gli eventi meteorici e le alluvioni? NO (nei limiti di ciò che è prevedibile).

40 PERCHE accadono tante alluvioni (e tante frane) nel nostro Paese? 3) Perché in Italia non sappiamo prevedere gli eventi? NO (nei limiti di ciò che è prevedibile). PERO : a) Si sono verificati alcuni fallimenti (es. Genova 2014) b) Occorre sfatare il mito che disponibilità di modelli matematici implichi perfetta prevedibilità degli eventi meteo e soprattutto degli effetti al suolo, anche per non compromettere la credibilità del sistema o paralizzarlo per timore di assunzioni di responsabilità

41 PERCHE accadono tante alluvioni (e tante frane) nel nostro Paese? 4) Perché si è costruito in aree ad elevato rischio idrogeologico? Sicuramente SI. A seguito dell alluvione di Firenze del 1966, Commissione De Marchi conclude i lavori nel L Italia si dota di una legge organica sulla difesa del suolo nel 1989 (L. 183/89). I PAI (Piani di Assetto Idrogeologico) risalgono agli anni L assetto attuale del territorio deriva in gran parte da quanto fatto prima del 2000 e molto difficilmente può essere modificato. A B C A B C

42 PERCHE accadono tante alluvioni (e tante frane) nel nostro Paese? 5) Perché gli strumenti di pianificazione non sempre sono adeguati e comunque andrebbero migliorati e rivisti? In molti casi SI.

43 PERCHE accadono tante alluvioni (e tante frane) nel nostro Paese? 5) Perché gli strumenti di pianificazione non sempre sono adeguati e comunque andrebbero migliorati e rivisti? In molti casi SI. Giampilieri (ME) Aree a rischio secondo il PAI vigente al 2009 Giampilieri (ME) Aree interessate da colate detritiche 1 Ott 2009.

44 PERCHE accadono tante alluvioni (e tante frane) nel nostro Paese? 5) Perché gli strumenti di pianificazione non sempre sono adeguati e comunque andrebbero migliorati e rivisti? In molti casi SI. Genova - Aree a rischio secondo il PAI ed aree esondate il 4 nov 2011 Rio Fereggiano 5 Km 2 Torrente Bisagno 93 Km 2 Rio Rovàre < 1 Km 2 Rio Vernazza 2 Km 2 Torrente Sturla 13 Km 2

45 PERCHE accadono tante alluvioni (e tante frane) nel nostro Paese? Problemi di scarsità di finanziamenti Problemi di inefficienza delle procedure 6) Perché la difesa del suolo non viene percepita come una priorità in Italia? Assolutamente SI. Il flusso di finanziamenti ordinari è assolutamente inadeguato. Spesso si realizzano quindi solo degli stralci (lotti) dell intera opera (opere incompiute). Si ignora quasi sempre la necessità di manutenzione delle opere. In condizioni ordinarie, le procedure di appalto dei lavori, la autorizzazioni ambientali, VIA etc, comportano iter lunghissimi, una esasperata ricerca di consenso a tutti i livelli e sono spesso inconclusive. Quasi tutte principali opere sono state negli ultimi decenni sono state realizzate con procedure di emergenza, saltando molti passaggi burocraticoamministrativi (Ordinanze di Protezione Civile).

46 PERCHE accadono tante alluvioni (e tante frane) nel nostro Paese? Opere incompiute

47 Alcune cose da fare Migliorare la percezione del rischio (idrogeologico e di scarsità idrica), diffondendo la consapevolezza della severità del livello di rischio idrogeologico e di scarsità idrica del Paese. Diffondere la consapevolezza della inadeguatezza delle risorse finora messe in campo. Dissesto idrogeologico: danni economici 1.3 miliardi Euro/anno; stanziamenti ordinari 0.5 miliardi di Euro/anno Incrementare le risorse per studi: Schemi previsionali e programmatici 10% Il pericoloso mito della cantierabilità! Diffondere la consapevolezza dell inevitabilità di un rischio residuale (di alluvione o di scarsità idrica), ovviamente da rendere più piccolo possibile. La falsa sicurezza può compromettere la credibilità degli interventi implementati. Diffondere la consapevolezza della non infallibilità dei modelli matematici previsionali Migliorare l efficacia del trasferimento di saperi e conoscenze tra Accademia, Pubblica Amministrazione e Mondo professionale

48 E l Accademia???? Accademia IL RUOLO (MANCATO!) DELL ACCADEMIA Pubblica Amministrazione Altri attori: professionisti, imprese, etc In passato: Fondamentale funzione di supporto tecnico-scientifico ma anche di guida alle scelte strategiche della PA Una nuova Commissione De Marchi? Oggi: 1) Eccesso di autorefenzialità sia della PA che della Accademia 2) Problema di credibilità, capacità ed adeguatezza dell Accademia in relazione alle esigenze della PA

49 PER CONCLUDERE In Italia, il problema della difesa del suolo è di enorme rilevanza sociale ed economica Il problema della difesa del suolo è stato però ampiamente sottovalutato dalle amministrazioni centrali e locali (soprattutto negli ultimi 20 anni circa) nonché dai cittadini Nel nostro Paese ci sono comunque risorse umane e professionali che hanno evidenziato, in molte occasioni, un eccellente capacità di intervento; il loro potenziale però quasi mai è organizzato e messo a frutto. Grazie per l attenzione! 49

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