SOMMARIO 3. IL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL COMUNE DI SAN GREGORIO DI CATANIA... 3

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "SOMMARIO 3. IL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL COMUNE DI SAN GREGORIO DI CATANIA... 3"

Transcript

1 SOMMARIO 1. GENERALITA RISCHIO IDRAULICO E RISCHIO GEOMORFOLOGICO IL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL SCENARI DI INTERVENTO MODELLI DI INTERVENTO (RISCHIO GEOMORFOLOGICO) LE FASI OPERATIVE DEL SISTEMA PROTEZIONE CIVILE COMUNALE MODELLO DI EVACUAZIONE ASSISTITA MODALITA DI ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE CONCLUSIONI IN COPERTINA: VISTA AEREA DELLA ZONA INTERESSATA DA AREA A RISCHIO MORFOLOGICO P3 E P2 VOLO NOVEMBRE 2009 ALLEGATI AL PIANO COMUNALE RISCHIO IDROGEOLOGICO 1

2 PIANO COMUNALE RISCHIO IDROGEOLOGICO 1. GENERALITA Il territorio di San Gregorio di Catania, situato nella Provincia di Catania, si estende per 5,50 Kmq ed è caratterizzato dall assenza di frazioni. Il territorio degrada con continuità dal piano Gelatusi a quota 330 m.s.l.m. fino a Via Pizzetti, a ridosso di Catania, senza particolari cambi di quota. Il centro amministrativo e di primo insediamento (zona Nord, vedi infra) è posto sul piano Gelatusi, formazione stabile e pianeggiante, sufficientemente urbanizzato. La popolazione residente, alla data 30 Giugno 2006, é di unità ed è distribuita nel territorio in tre zone in cui idealmente è possibile suddividere il territorio comunale: zona Nord (Centro storico e suo ampliamento) : circa il 40% del totale zona Centro (abitato fra via Carrubbazza e via Sgroppillo) : circa il 20% del totale zona Sud (abitato in prossimità di via Nizzeti) : circa il 40% del totale. 2. RISCHIO IDRAULICO E RISCHIO GEOMORFOLOGICO Come noto il rischio idrogeologico è l effetto sulle persone, sui beni ambientali e antropici e sul sistema socio-economico nella sua complessità indotto da frane e inondazioni, provocate da pioggie intense e/o prolungate. In senso estensivo però comprende i fenomeni legati al clima e alla sua modificazione. Dal punto di vista matematico, cioè le conseguenze attese sui beni del sistema socioeconomico-infrastrutturale, esso è pari: R= H x V x E (formula 1) dove R = rischio totale H = pericolosità V = vulnerabilità E = esposizione degli elementi a rischio (popolazione, abitazioni, attività economiche, beni culturali). 2

3 3. IL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL Nel territorio comunale, che ricade nella zona di allerta I del P.A.I., non vi è una rete idrografica costituita da corsi d acqua per cui il rischio idraulico è nullo. Dal punto di vista del rischio geormofologico si rileva dal P.A.I. redatto dalla Regione Siciliana che nel Comune di San Gregorio di Catania vi sono le aree a pericolosità P2 e P3; esse sono indicate nella seguente Figura 1che si riporta: Figura 1 Le aree a pericolosità P2 e P3 (estratta dal P.A.I.) E a tal proposito dalla relazione del P.A.I. si legge, in particolare, che Nel territorio Comunale di S. Gregorio di Catania, per i dissesti censiti, sono state individuate n. 2 aree che rientrano nella classe elevata (P3) per una superficie complessiva di 1,00 Ha. All interno di queste aree non sono presenti elementi a rischio.. Delle aree a pericolosità elevata (P3) indicate nel P.A.I., quella recante la sigla R 001 è stata segnalata nel vigente P.R.G. del Comune, per cui atteso lo studio geologico ad esso afferente esse sono dichiarate con inedificabilità assoluta (lo sarebbero stati comunque perché ricadente nella Riserva). L area P3 di cui si diceva è stata riportata nella tavola 2 allegata, con inquadramento della Riserva Integrale Immacolatelle Micio Conti nonché nel P.R.G., quest ultimo in stralcio nella 3

4 Area LL.PP. Servizio di Protezione Civile successiva Figura 2: Figura 2 Stralcio del P.R.G. L area con pericolosità P3 è quella delimitata dalla curva DS2 Per verificare l effettiva situazione dello stato dei luoghi, in termini di eventuali edifici e/o strutture non presenti al momento della redazione del P.A.I., si sono esperiti diversi sopralluoghi dal che la documentazione fotografica in allegato. Inoltre, si è fatta un altra verifica per valutare l esposizione E di cui alla formula 1 sulla base del volo aereo commissionato dal Comune, effettuato nel Novembre Da tale attività è scaturito che non vi è una situazione da ricondurre ad una delle classi di esposizione, per cui si conferma l ipotesi di rischio nullo indicato dal P.A.I. A conclusione di questo paragrafo, si evidenzia che nelle aree indicate dal P.A.I. a tutt oggi non sono stati segnalati fenomeni premonitori di frane in movimento, per cui allo stato i siti sono ritenuti stabili. Non risultano esservi altri punti a rischio non contemplati nel P.A.I. e nello studio geologico del P.R.G. A conferma di quanto sopra circa l assenza di rischio idraulico e morfologico (rectius: rischio idrogeologico nullo), di seguito, si riportano le tabelle del P.A.I. inerenti i citati rischi da dove si rileva, come detto sopra, che questo Comune non ha rischio idrogeologico. 4

5 Figura 3 Identificazione del bacino idrografico secondo il P.A.I. 5

6 Figura 4 Quadro dello stato del dissesto secondo il P.A.I. 6

7 Figura 5 Quadro della pericolosità geomorfologia del P.A.I. 7

8 Figura 6 Quadro di sintesi del rischio geomorfologico secondo il P.A.I. 8

9 Figura 7 Sintesi della pericolosità idraulica secondo il P.A.I. 9

10 Figura 8 Quadro di sintesi del rischio idraulico 4. SCENARI DI INTERVENTO Non essendovi né rischio idraulico né rischio geomorfologico, si è prevista solo un azione di monitoraggio tesa a verificare, a seguito di eventi con livelli di criticità elevata, se vi sono segnali di attivazione a modifica dello stato dei luoghi inerente le aree a pericolosità P3 e P2. E a tal proposito l attività che dovrà essere svolta è di massima quella che si indica di seguito: controllare le aree nelle quali sono note situazioni di dissesto geomorfologico, anche non attive, verificando l eventuale presenza di sintomi di riattivazione (lesioni, fratture, spostamenti o inclinazione di elementi verticali, erosioni diffuse, localizzate che possono preludere a fenomeni di dissesto, ecc.); 10

11 verificare l eventuale presenza di persone e beni nelle aree potenzialmente interessate alla riattivazione di dissesti esistenti o dell attivazione di fenomeni di neoformazione, se riconosciuti come tali; verificare se sussistono le condizioni ottimali per l eventuale allontanamento della popolazione e per la salvaguardia dei beni; effettuare il monitoraggio dei movimenti e degli indicatori di evento. Nei paragrafi successivi, al fine di essere in condizione di gestire una eventuale emergenza a seguito della modifica dello stato delle aree a pericolosità P3, si riportano modelli di intervento e di evacuazione. A conclusione del presente paragrafo, si evidenzia che in tempo ordinario, con cadenza almeno semestrale, sarà effettuata una ricognizione dei luoghi con pericolosità geomorfologia e nell intorno degli stessi per valutare l esistenza di modifiche del grado di esposizione (realizzazioni di costruzioni abusive; infrastrutture volte alla fruizione della Riserva regolarmente approvate come per legge dall Ente Gestore), grado che al momento, come detto, è nullo motivo questo del perché, giusta formula 1, il rischio geomorfologico è pari a zero. 5. MODELLI DI INTERVENTO (RISCHIO GEOMORFOLOGICO) Al ricevimento dell avviso meteorologico con previsione di criticità elevata di cui al successivo diagramma di flusso, ovvero in forza delle valutazioni dei dati provenienti dal proprio sistema di monitoraggio locale (fase di preallarme), il Tecnico Reperibile di turno, attiva la fase di preallerta: dispone la verifica dei sistemi di trasmissione; avverte il Responsabile del Presidio Operativo (Coordinatore F.1 Funzione tecnica di valutazione e pianificazione). Nella successiva fase di allerta (attenzione/preallarme/allarme/emergenza), il Tecnico Reperibile di turno dirama lo stato di allerta, avverte il Coordinatore della Funzione 1 del C.O.C. che informa il Sindaco ed avvia i contatti con le strutture operative presenti sul territorio (C.C., Polizia locale etc). All aggravarsi della situazione, il Responsabile del Presidio Operativo contatta il Sindaco che dispone l attivazione del Centro Operativo Comunale e quindi lo comunica alla Provincia, alla Prefettura UTG ed alla Regione. Sulla scorta delle informazioni ricevute dal territorio, il Sindaco provvede, nella fase di allarme, a predisporre le necessarie risorse per le eventuali attività di evacuazione ed assistenza alla popolazione, garantendo adeguato supporto da parte della struttura comunale alle attività di soccorso. 11

12 6. LE FASI OPERATIVE DEL SISTEMA PROTEZIONE CIVILE COMUNALE La risposta del sistema di protezione civile comunale può essere articolata in quattro fasi operative non necessariamente successive (fasi di: preallerta attenzione preallarme e allarme) corrispondenti al raggiungimento di tre livelli di allerta. Figura 9 Diagramma di flusso relativo ai livelli e alle fasi di allarme. In relazione alla disponibilità del preannuncio che preveda la diffusione di un allarme per fasi successive, le diverse azioni dovranno essere attuate secondo procedure strutturate graduate. Si dovranno distingue due momenti fondamentali: situazione di attesa situazione di azione Nella situazione di attesa vanno ricondotte tutte quelle attività che non prevedono interazioni dirette con la popolazione, ma che sono indispensabili per l attivazione del sistema comunale con sufficiente anticipo rispetto al tempo di accadimento previsto e che risultano comunque preparatorie alle fasi successive. Nella situazione di azione dovranno essere attuate tutte quelle attività che interagiscono 12

13 direttamente con il sistema inteso come tessuto socio-economico (limitazioni preventive di funzioni, divieti, limitazioni d uso, ecc.). A fronte di un simile contesto, quei provvedimenti che presentano impatto elevato, ma che risultano adottabili in tempi relativamente ridotti ovvero in cui i tempi di attuazione possono essere contratti a seguito di azioni preparatorie, vanno realizzati in prossimità del verificarsi dell evento. Per esempio, la limitazione della viabilità può essere attuata in tempi brevi solo se sono state attivate precedentemente adeguate strutture di presidio dei punti critici. Nella predisposizione delle procedure vanno evidenziate le attività riguardanti la sospensione ed il rientro dei livelli di azione, nonché la messa in atto di livelli di azioni in ritardo. Nel caso in cui l evento non si realizzi, i livelli di azione vengono interrotti in modo graduale secondo una procedura attuata a ritroso che tenga conto del livello di attivazione raggiunto. Nel caso in cui si verifichino mutamenti della situazione meteorologica nell arco di tempi ridotti occorre prevedere l attivazione di procedure in ritardo. In tale situazione vanno sostanzialmente attivate tutte le azioni effettivamente attuabili in tempi brevi ed, in particolare quelle azioni definite come strategiche rispetto all obiettivo traguardato che risulta essere la minimizzazione degli effetti. Al verificarsi di un evento non preannunciato da alcuna segnalazione preventiva (evento senza preannuncio) il modello d intervento a livello comunale si articolerà secondo le quattro fasi operative indicate nella figura 8. In tal caso occorre: valutare la perdita di funzionalità delle infrastrutture di trasporto ed individuare i relativi percorsi alternativi utilizzabili in relazione alle diverse situazioni possibili. evidenziare tutte le possibili interruzioni dei servizi essenziali (luce,acqua,gas) ed individuare le relative necessità in relazione al verificarsi di possibili sospensioni prolungate; individuare il numero dei potenziali senzatetto valutando la possibilità di disporre di strutture di accoglienza provvisorie, ovvero la necessità di organizzare ricoveri presso famiglie ospitanti; valutare tutte le esigenze sanitarie individuando specifiche necessità relative sia a singoli casi che ad interi settori deboli di popolazione residente che possono necessitare di assistenza specialistica; realizzare un censimento di mezzi pubblici disponibili nell ambito del territorio comunale, compresi i mezzi di trasporto di cui sono dotate le organizzazioni di volontariato locale; individuare attrezzature e mezzi necessari al superamento delle situazioni di emergenza; predisporre schede per il rilevamento delle criticità e dei danni prodotti ai diversi settori funzionali. 13

14 7. MODELLO DI EVACUAZIONE ASSISTITA Per mezzo dei minibus del Comune utilizzati per il servizio scuolabus, ovvero mediante i mezzi disponibili sul territorio in possesso delle associazioni di volontariato (Misericordia p.e.), la popolazione interessata dai fenomeni geomorfologici verranno avviate verso la palestra di Via Fondo Di Gullo (per la zona Nord) e quella di Via Sgroppillo (zona Sud), a seconda delle necessità. Queste strutture pubbliche saranno presediate opportunamente da volontari e/o personale del Comune nel frattempo allertati dai responsabili della Funzione 3 Volontariato coadiuvato della Funzione 9 Assistenza alla Popolazione, i cui nominativi, allo stato, sono riportati nelle determinazione sindacale n. 76 del 31 Dicembre 2009, che alla presente relazione si allega per farne parte integrante e sostanziale. 8. MODALITA DI ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE Tramite il personale del volontariato si provvederà a fornire beni di sostentamento e prima assistenza. Si fornirà, tramite le assistenti sociali del Comune, il sostegno morale agli sfollati. Qualora si dovesse rendere necessario ricoverare la popolazione evacuata nelle dette palestre, essa sarà avviata presso strutture ricettive esistenti nell intorno comunale ovvero sarà organizzato, presso il campo sportivo, una tendopoli previo invio da parte delle Amministrazioni esterne al Comune (Prefettura, Protezione Civile Regionale, etc). Dello stato delle aree di protezione civile, si allega tavola specifica nella quale esse sono indicate. Una tavola ancora attuale che è stata approvata dal Dipartimento della Protezione Civile di Sant Agata Li Battiati e che sarà necessaria per una eventuale situazione di emergenza da evento non segnalato (si rimanda al precedente paragrafo) già utilizzata per l esercitazione Eurosot CONCLUSIONI Con il presente piano operativo inerente la valutazione del rischio idrogeologico, si è evidenziato che per l assenza di una rete idrografica costituita da corsi d acqua non vi è rischio nullo (si veda la figura 8 riportata al paragrafo 3). E tale anche il rischio geomorfologico perché la classe di esposizione E per le aree a pericolosità elevata indicate nel P.A.I. e dallo studio geologico al P.R.G. è pari a zero visto che sono aree della riserva Immacolatelle Micio Conti, 14

15 Area LL.PP. Servizio di Protezione Civile sito SIC la cui individuazione di riporta nella seguente figura: Figura 10 La Riserva Naturale Immacolatelle Micio Conti Per constatare l effettiva situazione dello stato dei luoghi, in termini di eventuali edifici e/o strutture non presenti al momento della redazione del P.A.I., si sono effettuati diversi sopralluoghi dal che la documentazione fotografica in allegato. Inoltre si è fatta un altra verifica per valutare l esposizione E di cui alla formula 1 sulla base del volo aereo commissionato dal Comune, effettuato nel Novembre Da tale attività è scaturito che non vi è una situazione da ricondurre ad una delle classi di esposizione nel P.A.I., per cui si conferma l ipotesi di rischio nullo indicato in quest ultimo. A tal proposito si rimanda alla foto n. 7 immediatamente leggibile in termini di presenza di insediamenti abitativi e/o strutturali e/o di servizi. Al fine di consentire la gestione di eventuali emergenze, si sono riportati modelli comportamento e dato indicazioni sull attività di monitoraggio delle aree a pericolosità geomorfologia dopo eventi piovosi di forte intensità. IL TECNICO REDATTORE DEL PIANO Arch. Antonello Feroleto San Gregorio di Catania, 19 Luglio

16 ALLEGATI AL PIANO COMUNALE RISCHIO IDROGEOLOGICO Figura 10 Le zone di allerta (San Gregorio ricade nella zona I) NOMINATIVI DEI COMPONENTI DEL C.O.C. NUMERI UTILI DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA COROGRAFIA GENERALE 1:25000 CARTA GEOLOGICA TAVOLE 16

17 COMPOSIZIONE CENTRO OPERATIVO COMUNALE (Determinazione sindacale n. 76 del 31 Dicembre 2009) N. FUNZIONE RESPONSABILE SOSTITUTO 1) Tecnica e di Pianificazione Dr. Ing. Vito Mancino (Dipendente Dr. Arch. Antonello Feroleto Comune) (Dipendente Comune) 2) Sanità, assistenza sociale e Da individuare Da individuare veterinaria 3) Volontariato Geom. Filippo Sciuto Rosario Vaccaro (Volontario Misericordia) 4) Materiali e mezzi Geom. Massimiliano Cavallaro Geom. Aldo Nicotra (Dipendente (Dipendente Comune ) Comune ) 5) Servizi essenziali e attività Sig. Giuseppa Zappalà Sig.ra Rita De Leo (Dipendente scolastiche (Dipendente Comune) Comune) 6) Censimento danni a persone Dr. Arch. Antonello Feroleto Geom. Aldo Nicotra (Dipendente e cose (Dipendente Comune) Comune) 7) Strutture operative e Pennisi Giuseppe (Comandante Ispettore P.M. Mario Di Dio viabilità P.M) 8) Telecomunicazioni Sig. Pietro Santonocito Dr. Ing. Vito Mancino (Dipendente Comune) (Responsabile Area) 9) Assistenza alla popolazione Dott.ssa Giuseppa Scalia Sig.ra Giuseppa Zappalà (Dipendente Comune ) (Dipendente Comune ) NUMERI TELEFONICI COMPONENTI C.O.C. N. FUNZIONE RESPONSABILE SOSTITUTO 1) Tecnica e di Pianificazione 335/ ; 095/ ) Sanità, assistenza sociale e veterinaria 3) Volontariato 328/ ) Materiali e mezzi 5) Servizi essenziali e attività 340/ scolastiche 6) Censimento danni a persone e cose 7) Strutture operative e viabilità 8) Telecomunicazioni 9) Assistenza alla popolazione 333/ SINDACO: Dott. Carmelo Corsaro 335/ /

18 NUMERI UTILI Nominativo Numero telefonico Numero fax SIDRA s.p.a. 095/ / ACOSET s.p.a. 095/ / GAS NATURALE s.p.a. 095/ / Acque di Casalotto 095/ / SORIS 091/ / PREFETTURA DI CATANIA 095/ / Comunicazioni urgenti h24 Prefettura 095/ PROVINCIA REGIONALE CATANIA 095/ / VV.F. 095/ CARABINIERI SAN GREGORIO 095/ / POLIZIA MUNICIPALE 095/ / / ASSOCIAZIONE MISERICORDIA 095/ POLIZIA PROVINCIALE 095/ PRONTO SOCCORSO OSPEDALE CANNIZZARO 095/ SERVIZI VETERINARI 095/

DIRETTIVA. Sistema di Allertamento regionale per il Rischio idrogeologico e idraulico in Calabria

DIRETTIVA. Sistema di Allertamento regionale per il Rischio idrogeologico e idraulico in Calabria DIRETTIVA Sistema di Allertamento regionale per il Rischio idrogeologico e idraulico in Calabria 1 Indice Contenuti della direttiva p. 3 Aspetti generali del sistema di allertamento regionale per il rischio

Dettagli

Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.) (ART.1 D.L. 180/98 CONVERTITO CON MODIFICHE CON LA L.267/98 E SS.MM.II.

Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.) (ART.1 D.L. 180/98 CONVERTITO CON MODIFICHE CON LA L.267/98 E SS.MM.II. REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana Assessorato Regionale del Territorio e dell Ambiente DIPARTIMENTO REGIONALE DELL AMBIENTE Servizio 3 "ASSETTO DEL TERRITORIO E DIFESA DEL SUOLO (P.A.I.) (ART.1 D.L.

Dettagli

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo.

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo. 17875 LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni Istituzione del fascicolo del fabbricato. IL CONSIGLIO REGIONALE HA

Dettagli

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 SEZIONE I 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 12 Norme in materia di polizia comunale. IL CONSIGLIO REGIONALE

Dettagli

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09 Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0334 Ambito territoriale dei Monti di Trapani PIANO DI GESTIONE versione conforme

Dettagli

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o Come disposto nelle norme di attuazione, artt. 15, 16, 17 e dall Allegato 5 alle NTA del PTC2 gli strumenti urbanistici generali e le relative varianti assumono l obbiettivo strategico e generale del contenimento

Dettagli

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA STUDI DI MICROZONAZIONE SISMICA: TEORIA ED APPLICAZIONI AOSTA, Loc. Amérique Quart (AO), 18-19 Ottobre 2011 Assessorato OO.PP., Difesa Suolo e Edilizia Residenziale Pubblica - Servizio Geologico ATTIVITA

Dettagli

DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO

DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO DIREZIONE URBANISTICA SERVIZIO Edilizia Privata, DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO Deliberazione Consiglio Comunale n. 13/2014 SCHEDA INFORMATIVA Aprile 2014 In data 25 marzo

Dettagli

SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE

SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI PUGLIA SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE Antonio Buonavoglia & Vincenzo Barbieri Planetek Italia s.r.l. n 2/2004 pagg. 32-36 PREMESSA Il progetto

Dettagli

LA DIRETTIVA 2007/60 E IL PIANO DI GESTIONE ALLUVIONI

LA DIRETTIVA 2007/60 E IL PIANO DI GESTIONE ALLUVIONI LA DIRETTIVA 2007/60 E IL PIANO DI GESTIONE ALLUVIONI Dott. Renato Angheben dei fiumi Isonzo, Tagliamento, DIRETTIVA 2007/60/CE del 23 OTTOBRE 2007 istituisce un quadro per la valutazione e gestione dei

Dettagli

PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO

PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO Autorità di Bacino Regionale della Campania Centrale PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO G R U P P O D I P R O G E T T O R.U.P. arch. Marina Scala ASPETTI GEOLOGICI geol. Federico Baistrocchi geol.

Dettagli

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO A.Romano*, C. Gaslini*, L.Fiorentini, S.M. Scalpellini^, Comune di Rho # * T R R S.r.l.,

Dettagli

Carta M_02 Carta Geomorfologica

Carta M_02 Carta Geomorfologica Carta M_02 Carta Geomorfologica La Carta Geomorfologica è senz altro quella che ha comportato il maggiore sforzo di documentazione e di armonizzazione. Lo scopo della carta è quello di illustrare la dinamica

Dettagli

COMUNE DI SAMBUCA DI SICILIA Provincia Regionale di Agrigento

COMUNE DI SAMBUCA DI SICILIA Provincia Regionale di Agrigento COMUNE DI SAMBUCA DI SICILIA Provincia Regionale di Agrigento INDICE PREMESSA...pag. 1 INTRODUZIONE pag. 2 PREVISIONE E PREVENZIONE... pag. 3 STRUTTURA DEL PIANO pag. 4 A. PARTE GENERALE pag. 5 A.1 DATI

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE DEL DISTACCAMENTO COMUNALE DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI

REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE DEL DISTACCAMENTO COMUNALE DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI REGOLAMENTO PER L ORGANIZZAZIONE DEL DISTACCAMENTO COMUNALE DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 13 dell 8.04.2013 INDICE ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO...

Dettagli

Coordinamento generale di progetto. arch. Paolo Tolentino. Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania. geol.

Coordinamento generale di progetto. arch. Paolo Tolentino. Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania. geol. Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania - Napoli - 2009 c REGIONE CAMPANIA Assesorato all'ambiente Piano Stralcio per l'assetto Idrogeologico dell'autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania

Dettagli

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione Proposta di iniziativa popolare concernente il programma di recupero urbano laurentino e l'inserimento del Fosso della Cecchignola nella componente primaria della rete ecologica e destinazione dell'intera

Dettagli

Regione Siciliana ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI DIPARTIMENTO LAVORI PUBBLICI UFFICIO DEL GENIO CIVILE DI TRAPANI U.O.B.C. N. 4 EDILIZIA PRIVATA

Regione Siciliana ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI DIPARTIMENTO LAVORI PUBBLICI UFFICIO DEL GENIO CIVILE DI TRAPANI U.O.B.C. N. 4 EDILIZIA PRIVATA REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI DIPARTIMENTO LAVORI PUBBLICI UFFICIO DEL GENIO CIVILE DI TRAPANI U.O.B.C. N. 4 EDILIZIA PRIVATA Al Dirigente Responsabile della U.O.B.S.

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

2.2. Il modello di denuncia e la documentazione

2.2. Il modello di denuncia e la documentazione 2.2. Il modello di denuncia e la documentazione Per tutte le opere e gli interventi sottoposti a denuncia e sull intero territorio regionale, la denuncia è redatta ai sensi dell art. 93 del D.P.R. 380/2001

Dettagli

IL METODO SPEDITIVO NEL SIT PER L EMERGENZA DA RISCHIO CHIMICO- INDUSTRIALE. Pasquale DI DONATO

IL METODO SPEDITIVO NEL SIT PER L EMERGENZA DA RISCHIO CHIMICO- INDUSTRIALE. Pasquale DI DONATO IL METODO SPEDITIVO NEL SIT PER L EMERGENZA DA RISCHIO CHIMICO- INDUSTRIALE Pasquale DI DONATO Cos è il Metodo Speditivo? Controllo di attività comportanti rischi di incidente rilevante è regolato da:

Dettagli

V ar i a nt e spec if ic a ai s ens i de l l a rt. 17 c o mm a 8 de l l a L.R. 56 /7 7 e s.m.i.

V ar i a nt e spec if ic a ai s ens i de l l a rt. 17 c o mm a 8 de l l a L.R. 56 /7 7 e s.m.i. Inquadramento generale e obiettivi delle modifiche La Variante specifica art. 17 comma 7 definita nei suoi obiettivi generali come anticipatoria di alcuni contenuti della variante Strutturale Qualità è

Dettagli

DECRETO n. 375 del 11/07/2014

DECRETO n. 375 del 11/07/2014 ASL di Brescia Sede Legale: viale Duca degli Abruzzi, 15 25124 Brescia Tel. 030.38381 Fax 030.3838233 - www.aslbrescia.it - informa@aslbrescia.it Posta certificata: servizioprotocollo@pec.aslbrescia.it

Dettagli

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti)

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) La zona è destinata ad accogliere attrezzature e servizi pubblici o ad uso pubblico di interesse generale su scala territoriale: uffici pubblici o privati di interesse

Dettagli

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA (aggiornata a gennaio 2014) 1 SOMMARIO INTRODUZIONE... pag. 3 IL PIANO CASA IN TOSCANA... pag. 4 INTERVENTI DI AMPLIAMENTO....pag. 5 INTERVENTI DI DEMOLIZIONE

Dettagli

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA ARGOMENTI DA TRATTARE: DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE

Dettagli

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI DESCRIZIONE DEL PROGETTO Data: Agosto 2010 Oggetto: Affidamento concessione avente con ad procedura oggetto la aperta della progettazione, costruzione e gestione del raccordo Autostradale A23-A28 Cimpello

Dettagli

STRANIERI TEMPORANEAMENTE PRESENTI STP PRESTAZIONI DI RICOVERO RESE IN STRUTTURE PRIVATE ACCREDITATE PROCEDURA OPERATIVA. Aggiornamento dicembre 2013

STRANIERI TEMPORANEAMENTE PRESENTI STP PRESTAZIONI DI RICOVERO RESE IN STRUTTURE PRIVATE ACCREDITATE PROCEDURA OPERATIVA. Aggiornamento dicembre 2013 STRANIERI TEMPORANEAMENTE PRESENTI STP PRESTAZIONI DI RICOVERO RESE IN STRUTTURE PRIVATE ACCREDITATE PROCEDURA OPERATIVA Aggiornamento dicembre 2013 1 ASPETTI DI SISTEMA 2 PRESTAZIONI DI RICOVERO RESE

Dettagli

AVVISO DI SELEZIONE PUBBLICA

AVVISO DI SELEZIONE PUBBLICA Viabilità Via Frà Guittone, 10 52100 Arezzo Telefono +39 0575 3354272 Fax +39 0575 3354289 E-Mail rbuffoni@provincia.arezzo.it Sito web www.provincia.arezzo.it C.F. 80000610511 P.IVA 00850580515 AVVISO

Dettagli

Nuova edificazione in prossimità di un elettrodotto esistente

Nuova edificazione in prossimità di un elettrodotto esistente tel. 055.32061 - fax 055.5305615 PEC: arpat.protocollo@postacert.toscana.it p.iva 04686190481 Nuova edificazione in prossimità di un elettrodotto esistente Guida pratica per le informazioni sulle fasce

Dettagli

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE Sede legale: Via G. Cusmano, 24 90141 PALERMO C.F. e P. I.V.A.: 05841760829 Dipartimento Provveditorato e Tecnico Servizio Progettazione e Manutenzioni Via Pindemonte, 88-90129 Palermo Telefono: 091 703.3334

Dettagli

le parti concordano e stipulano quanto segue

le parti concordano e stipulano quanto segue Logo Prefettura Logo Ufficio Scolastico Regionale BOZZA PROTOCOLLO DI INTESA tra Il Prefetto di.. nella persona del dott.. e il Direttore dell Ufficio Scolastico Regionale di.,. nella persona del dott....,

Dettagli

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE foglio mappale dimensione in mq 23 42 1.388 mq 23 35 1.354 mq 23

Dettagli

Il Magistrato alle Acque di Venezia per la riqualificazione dell Arsenale

Il Magistrato alle Acque di Venezia per la riqualificazione dell Arsenale 1 Maria Giovanna Piva * * Presidente del Magistrato alle Acque di Venezia Il Magistrato alle Acque di Venezia per la riqualificazione dell Arsenale Da moltissimi anni il Magistrato alle Acque opera per

Dettagli

DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI)

DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI) DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI) COMPITI DELLE IMPRESE E DOCUMENTAZIONE CONTRATTUALE AI SENSI DI QUANTO PREVISTO DAL D.L.GS 8108 e s.m.i. TIPOLOGIA APPALTO: SERVIZIO DI PULIZIA

Dettagli

MODELLO-BASE CONVENZIONE-CONTRATTO PER LA REALIZZAZIONE DELL INTERVENTO NUOVI PERCHORSI

MODELLO-BASE CONVENZIONE-CONTRATTO PER LA REALIZZAZIONE DELL INTERVENTO NUOVI PERCHORSI Assessorato alla f amiglia, all Educazione ed ai Giov ani Municipio Roma III U.O. Serv izi Sociali, Educativ i e Scolastici Allegato n. 3 al Bando d Istruttoria Pubblica per l intervento Nuovi PercHorsi

Dettagli

Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive

Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive Dipartimento della Pubblica Sicurezza Stagione sportiva 2011/2012 Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive Determinazione n. 26/2012 del 30 maggio 2012 L Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni

Dettagli

OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali

OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali Lettera Rischi Interferenziali Spett.le Ditta Appaltatrice Ditta Subappaltatrice Luogo, Data 2 OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali In relazione alla necessità di una possibile

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

dello dei E DEI Stato Sta tale dell per CF Mini e dei cotra Via 69, per delle che , con zzetta dest 63, ), ha per 147, che dest per il euro che

dello dei E DEI Stato Sta tale dell per CF Mini e dei cotra Via 69, per delle che , con zzetta dest 63, ), ha per 147, che dest per il euro che A LLEGATO Min nistero delle Infrastrutture e dei Trasporti DIPARTIMENTO PER LE INFRASTRUTTURE, I SERVIZI INFORMATIVI E STATISTICI DIREZIONE GENERALE EDILIZIA STATALE E INTERVENTI SPECIALI CONVENZIONE TRA

Dettagli

COMUNE DI DONORI Provincia di Cagliari

COMUNE DI DONORI Provincia di Cagliari COMUNE DI DONORI Provincia di Cagliari - 2 COPIA- VERBALE DI ADUNANZA DEL CONSIGLIO COMUNALE Sessione Ordinaria Seduta Pubblica N. 2 Del 21.01.2010 OGGETTO: DETERMINAZIONE QUANTITA E QUALITA DELLE AREE

Dettagli

Opere di urbanizzazione

Opere di urbanizzazione Opere di urbanizzazione di Catia Carosi Con il termine opere di urbanizzazione si indica l insieme delle attrezzature necessarie a rendere una porzione di territorio idonea all uso insediativo previsto

Dettagli

Norme del Documento di Piano

Norme del Documento di Piano Norme del Documento di Piano SOMMARIO: ART. 1. DISPOSIZIONI GENERALI... 3 ART. 2. CONTENUTO DEL DOCUMENTO DI PIANO... 4 ART. 3. RINVIO AD ALTRE DISPOSIZIONI DIFFORMITÀ E CONTRASTI TRA DISPOSIZIONI, DEROGHE...

Dettagli

AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE

AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE PROVINCIA DI FIRENZE AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE Variante normativa al Regolamento Urbanistico vigente di adeguamento al "regolamento di attuazione dell'articolo 144 della L.R. n. 1/2005

Dettagli

Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013

Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013 Sala Consilina, 20 settembre 2013 Prot. n. 13249/2013 E, P.C. EGREGIO DOTT. MATTEO CLAUDIO ZARRELLA PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI LAGONEGRO Via Lagonegro - 85042 LAGONEGRO (Pz) Trasmissione al telefax 0973.2333115

Dettagli

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Lo scorso 8 febbraio nella sede del Comitato Consultivo, il Direttore Generale dell Azienda "Policlinico-Vittorio Emanuele", Armando Giacalone, il Direttore

Dettagli

P.R.G.C. DI MATTIE - REL. ILLUSTRATIVA - VAR. IN ITINERE ALLA VAR. STRUTTUR. E DI ADEG. AL P.A.I. - D.C.C.20/ 28.09.2011

P.R.G.C. DI MATTIE - REL. ILLUSTRATIVA - VAR. IN ITINERE ALLA VAR. STRUTTUR. E DI ADEG. AL P.A.I. - D.C.C.20/ 28.09.2011 0 INDICE RELAZIONE ILLUSTRATIVA RI 2 1) PRESENTAZIONE. 3 2) LO STRUMENTO URBANISTICO DEL COMUNE DI MATTIE.. 3 3) LE MOTIVAZIONI DELLA VARIANTE ATTUALE. 4 4) I REQUISITI FORMALI DEGLI ATTI Dl VARIANTE.

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

CONSORZIO VALLE CRATI

CONSORZIO VALLE CRATI CONSORZIO VALLE CRATI ART. 31 Dlgs 267/2000 87036 RENDE (CS) Nr. 17 DETERMINAZIONE DELL UFFICIO TECNICO Del 16.10.2014 Prot. nr. 1833 OGGETTO: Gestione tecnica, operativa ed amministrativa di manutenzione

Dettagli

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto

Dettagli

Comune di Carpineto Romano PROVINCIA DI ROMA

Comune di Carpineto Romano PROVINCIA DI ROMA Comune di Carpineto Romano PROVINCIA DI ROMA N. 37 del 16.12.2013 OGGETTO: Legge Regionale N. 1 Del 03/01/1986, Art. 8. Alienazione di terreni di proprietà collettiva di uso civico edificati o edificabili.

Dettagli

AVVISO PUBBLICO RENDE NOTO

AVVISO PUBBLICO RENDE NOTO Regione Puglia COMUNE DI VICO DEL GARGANO Provincia di Foggia - Ufficio Tecnico Comunale - III SETTORE - Largo Monastero, civ.6 e-mail aimolaelio@fastwebnet.it. e-mail aimolaelio@comune.vicodelgargano.fg.it

Dettagli

ANALISI PER LA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) DELL INSEDIAMENTO URBANO

ANALISI PER LA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) DELL INSEDIAMENTO URBANO ANALISI PER LA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) DELL INSEDIAMENTO URBANO Istruzioni per la compilazione delle schede versione 1.0 La definizione di CLE Si definisce come Condizione Limite per l

Dettagli

DIRETTIVE SUL SISTEMA DI ALLERTAMENTO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO AI FINI DI PROTEZIONE CIVILE DELLA REGIONE LAZIO

DIRETTIVE SUL SISTEMA DI ALLERTAMENTO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO AI FINI DI PROTEZIONE CIVILE DELLA REGIONE LAZIO DIPARTIMENTO ISTITUZIONALE E TERRITORIO Direzione Regionale Protezione Civile Area Centro Funzionale Regionale DIRETTIVE SUL SISTEMA DI ALLERTAMENTO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO AI FINI DI

Dettagli

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 COMUNE DI TERRALBA (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 Ordinanza Sindacale n. 41/2012 Prot. n. 12292 ORDINANZA SINDACALE (Adozione misure

Dettagli

LA NUOVA PREVENZIONE INCENDI DM 07.08.2013. Siena, 10 maggio 2013

LA NUOVA PREVENZIONE INCENDI DM 07.08.2013. Siena, 10 maggio 2013 Ministero dell Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile Comando Provinciale Vigili del fuoco SIENA "Noctu et Die Vigilantes" LA NUOVA PREVENZIONE INCENDI DM

Dettagli

Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini

Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini Innocenzo Mastronardi, Ingegnere Civile, professionista antincendio, PhD student in S.O.L.I.P.P. XXVI Ciclo Politecnico di Bari INTRODUZIONE Con l

Dettagli

Città di Spinea Provincia di Venezia

Città di Spinea Provincia di Venezia Città di Spinea Provincia di Venezia APPALTO: servizio di pulizia interna uffici comunali 2013 2014 AFFIDAMENTO: da appaltare REDATTO DA REVISIONE N. DATA APPROVATO DA 1 SOMMARIO 1. SEZIONE DESCRITTIVA...

Dettagli

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica

Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Marco Citterio, Gaetano Fasano Report RSE/2009/165 Ente per le Nuove tecnologie,

Dettagli

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ Tra le modifiche introdotte nell agosto 2010 all art. 186, C.d.S., vi è anche l inserimento del nuovo comma 9 bis, che prevede l applicazione del lavoro

Dettagli

COMUNE di F AE N Z A

COMUNE di F AE N Z A All. G COMUNE di F AE N Z A Settore Territorio ADOZIONE ATTO C.C. n. 73 del 10.02.2010 PUBBLICAZIONE BUR n. 54 del 31.03.2010 APPROVAZIONE ATTO C.C. n. 290 del 21/11/2011 PUBBLICAZIONE BUR n. del ATTI

Dettagli

DECRETO N. 20 del 09.07.2013

DECRETO N. 20 del 09.07.2013 L Assessore DECRETO N. 20 del 09.07.2013 Oggetto: Modifiche al Decreto attuativo del Piano straordinario di eradicazione della Peste Suina Africana. Anni 2012 e 2013. VISTO lo Statuto Speciale della Regione

Dettagli

P R E S E N T A ZI ONE

P R E S E N T A ZI ONE Continuing Education Seminars LA PIANIFICAZIONE DI DISTRETTO IDROGRAFICO NEL CONTESTO NAZIONALE ED EUROPEO 15 e 22 Maggio - 12 e 19 Giugno 2015, ore 14.00-18.00 Aula A Ingegneria sede didattica - Campus

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELL ATTIVITA DI ALLIETAMENTO, DI TRATTENIMENTO E DI PUBBLICO SPETTACOLO

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELL ATTIVITA DI ALLIETAMENTO, DI TRATTENIMENTO E DI PUBBLICO SPETTACOLO COMUNE DI SOCCHIEVE Prov. Udine REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELL ATTIVITA DI ALLIETAMENTO, DI TRATTENIMENTO E DI PUBBLICO SPETTACOLO Approvato con deliberazione Del C.C. n 29 del 24/8/2007 REGOLAMENTO

Dettagli

COMUNE DI COLLESANO. Provincia di Palermo AREA TECNICO - MANUTENTIVA

COMUNE DI COLLESANO. Provincia di Palermo AREA TECNICO - MANUTENTIVA COMUNE DI COLLESANO Provincia di Palermo AREA TECNICO - MANUTENTIVA DETERMINAZIONE N. _791_ DEL _16.12.2013 (n int. _299_ del _16.12.2013_) OGGETTO: Lavori di Riqualificazione Quartiere Bagherino-Stazzone

Dettagli

SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica

SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica VARIANTE CONNESSA A S.U.A. IN ZONA C3 DEL VIGENTE PRG RELAZIONE E NORME DI ATTUAZIONE IL DIRIGENTE SETTORE TERRITORIO (Ing. Gian Paolo TRUCCHI) IL PROGETTISTA (Arch.

Dettagli

CONTRATTI di FIUME e di LAGO

CONTRATTI di FIUME e di LAGO Direzione Ambiente LINEE GUIDA REGIONALI per l attuazione dei CONTRATTI di FIUME e di LAGO Direzione Ambiente LINEE GUIDA REGIONALI per l attuazione dei CONTRATTI di FIUME e di LAGO DGR n 16-2610 del

Dettagli

Roger Read. Architetto e Urbanista Segretario Generale di METREX, la Rete delle Regioni e delle aree metropolitane europee

Roger Read. Architetto e Urbanista Segretario Generale di METREX, la Rete delle Regioni e delle aree metropolitane europee Quale governance per le Aree metropolitane europee? Roger Read. Architetto e Urbanista Segretario Generale di METREX, la Rete delle Regioni e delle aree metropolitane europee METREX Nye Bevan House 2 20

Dettagli

Variante al Piano di Lottizzazione Belloli RELAZIONE

Variante al Piano di Lottizzazione Belloli RELAZIONE Variante al Piano di Lottizzazione Belloli RELAZIONE 1) Inquadramento della variante In attuazione delle previsioni del Piano Regolatore Generale vigente dal 10 marzo 2005 il Consiglio Comunale di Ghisalba

Dettagli

MINISTERO DELL AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE IDRCHE

MINISTERO DELL AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE IDRCHE MINISTERO DELL AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE IDRCHE DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL TAVOLO TECNICO STATO REGIONI INDIRIZZI OPERATIVI

Dettagli

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA 4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 162 suppl. del 15-10-2009 PARTE PRIMA Corte Costituzionale LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n. 20 Norme per la pianificazione paesaggistica. La seguente

Dettagli

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it Bandi 2015 ARTE E CULTURA Buone prassi di conservazione del patrimonio BENESSERE GIOVANI COMUNITÀ www.fondazionecariplo.it BANDI 2015 1 Bando con scadenza 9 aprile 2015 Buone prassi di conservazione del

Dettagli

OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85)

OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) timbro protocollo AL RESPONSABILE Area delle Politiche Infrastrutturali e del Territorio DEL COMUNE DI SPADAFORA (ME) OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) OGGETTO: Comunicazione opere interne ai sensi dell

Dettagli

Croce Rossa Italiana Comitato Regionale Lazio

Croce Rossa Italiana Comitato Regionale Lazio Croce Rossa Italiana Campagna Soci Ordinari CAMPAGNA SOCI ORDINARI Pagina 1 di 12 SOMMARIO 1. Premessa... 3 2. Quali sono gli obiettivi della Campagna Soci Ordinari... 4 3. Cosa vuol dire essere Soci Ordinari

Dettagli

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE DELIBERAZIONE DELLA DGR n 896 del 24/06/2003 Pubblicata sul Bur n 62 del 11/07/2003 2 OGGETTO: Legge n.447/1995 Legge quadro sull inquinamento acustico e legge regionale 14 novembre 2001, n.28 Norme per

Dettagli

MODELLI DI VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL'ARIA IMPIANTO DISCARICA DI COLLE FAGIOLARA (COLLEFERRO)

MODELLI DI VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL'ARIA IMPIANTO DISCARICA DI COLLE FAGIOLARA (COLLEFERRO) MODELLI DI VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL'ARIA IMPIANTO DISCARICA DI COLLE FAGIOLARA (COLLEFERRO) 1. INQUADRAMENTO TERRITORIALE E METEOROLOGICO Colleferro è un comune di oltre 22.000 abitanti che si trova

Dettagli

REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali

REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali AMBITO TERRITORIALE DI AGNONE AGNONE BELMONTE DEL SANNIO CAPRACOTTA CAROVILLI CASTEL DEL GIUDICE CASTELVERRINO PESCOPENNATARO PIETRABBONDANTE POGGIO SANNITA SAN PIETRO AVELLANA SANT ANGELO DEL PESCO VASTOGIRARDI

Dettagli

VALUTAZIONE DELLE RISERVE PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI IN TERRA DI CORRIDONIA (MC) RISPETTO ALL USO ATTUALE: LA SICUREZZA SISMICA

VALUTAZIONE DELLE RISERVE PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI IN TERRA DI CORRIDONIA (MC) RISPETTO ALL USO ATTUALE: LA SICUREZZA SISMICA VALUTAZIONE DELLE RISERVE PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI IN TERRA DI CORRIDONIA (MC) RISPETTO ALL USO ATTUALE: LA SICUREZZA SISMICA ISTITUTO DI EDILIZIA ISTITUTO DI SCIENZA E TECNICA DELLE COSTRUZIONI TESI

Dettagli

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56 Cosa devo fare per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro se assumo il primo dipendente/collaboratore? Come datore di lavoro devo: 1. valutare i rischi a cui andrà incontro questa persona compiendo il

Dettagli

COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI

COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI Allegato 1 COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI REGOLAMENTO PER LA DOTAZIONE FINANZIARIA COMUNALE PER INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E DI FUNZIONAMENTO IN FAVORE DEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE PRIMARIA

Dettagli

COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO

COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n 74 del 30.11.2009 ESECUTIVO DAL 28.12.2009

Dettagli

OGGETTO: Piano coordinato di interventi per la sicurezza urbana e il decoro

OGGETTO: Piano coordinato di interventi per la sicurezza urbana e il decoro A Sua Eccellenza il Signor Prefetto di Roma OGGETTO: Piano coordinato di interventi per la sicurezza urbana e il decoro Signor Prefetto, come abbiamo concordato nei nostri precedenti incontri, Le scrivo

Dettagli

Allegato al CCNL 1998/2001 sottoscritto il 29 maggio 1999 ATTUAZIONE DELLA LEGGE 146/90

Allegato al CCNL 1998/2001 sottoscritto il 29 maggio 1999 ATTUAZIONE DELLA LEGGE 146/90 Allegato al CCNL 1998/2001 sottoscritto il 29 maggio 1999 ATTUAZIONE DELLA LEGGE 146/90 ART. 1 SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI 1. Ai sensi della legge 12 giugno 1990, n. 146, i servizi pubblici da considerare

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

RELAZIONE SULLA FORMAZIONE DEL CATASTO DEGLI AGGREGATI EDILIZI

RELAZIONE SULLA FORMAZIONE DEL CATASTO DEGLI AGGREGATI EDILIZI Comune di San Demetrio Ne Vestini Provincia dell Aquila RELAZIONE SULLA FORMAZIONE DEL CATASTO DEGLI AGGREGATI EDILIZI 1. INTRODUZIONE La sottoscritta arch. Tiziana Del Roio, iscritta all Ordine degli

Dettagli

COMUNE DI CALCIANO Provincia di Matera

COMUNE DI CALCIANO Provincia di Matera COMUNE DI CALCIANO Provincia di Matera Cap. 75010 Via Sandro Pertini, 11 Tel. 0835672016 Fax 0835672039 Cod. fiscale 80001220773 REGOLAMENTO COMUNALE RECANTE NORME PER LA RIPARTIZIONE DELL INCENTIVO DI

Dettagli

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi.

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi. Pagina 1 di 14 SOMMARIO Sommario...1 Introduzione...2 1. Scopo...2 2. campo di applicazione...3 3 Riferimenti...3 3.1 Riferimenti esterni...3 3.2 Riferimenti interni...3 4. Abbreviazioni utilizzate...4

Dettagli

Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12

Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 Nuovo Piano Casa Regione Lazio Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 AMBITO DI APPLICAZIONE (Art. 2) La Legge si applica agli edifici: Legittimamente realizzati

Dettagli

ALLEGATO XV. Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1. DISPOSIZIONI GENERALI

ALLEGATO XV. Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1. DISPOSIZIONI GENERALI ALLEGATO XV Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1.1. - Definizioni e termini di efficacia 1. DISPOSIZIONI GENERALI 1.1.1. Ai fini del presente allegato si intendono

Dettagli

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015 CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Normativa Roma, 9 febbraio 2015 OGGETTO: IVA. Ambito soggettivo di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti Articolo 1, comma 629, lettera b), della

Dettagli

VERBALE DELLE OPERAZIONI

VERBALE DELLE OPERAZIONI 1 ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA del 12 ottobre 2014 PROVINCIA DI POTENZA VERBALE DELLE OPERAZIONI DELL UFFICIO ELETTORALE 2 VERBALE DELLE OPERAZIONI DELL UFFICIO ELETTORALE 1. INSEDIAMENTO DELL

Dettagli

R E G O L A M E N T O PER IL FUNZIONAMENTO DELLA MENSA SCOLASTICA

R E G O L A M E N T O PER IL FUNZIONAMENTO DELLA MENSA SCOLASTICA Allegato alla deliberazione consiliare n. 03 del 31.01.2014 COMUNE DI ROTA D IMAGNA PROVINCIA DI BERGAMO TELEFONO E FAX 035/868068 C.F. 00382800167 UFFICI: VIA VITTORIO EMANUELE, 3-24037 ROTA D IMAGNA

Dettagli

La nuova prevenzione incendi l'evoluzione del CPI

La nuova prevenzione incendi l'evoluzione del CPI 02/02/12 1 La nuova prevenzione incendi l'evoluzione del CPI Ing. Emanuele Gissi, PhD Direttore, vice dirigente Comando Vigili del Fuoco, Genova emanuele.gissi@vigilfuoco.it 02/02/12 2 Agenda La nuova

Dettagli

Sviluppare le competenze per far crescere la competitività delle imprese e l occupazione nel Sud

Sviluppare le competenze per far crescere la competitività delle imprese e l occupazione nel Sud capitale umano, formato a misura dei fabbisogni delle imprese possa contribuire alla crescita delle imprese stesse e diventare così un reale fattore di sviluppo per il Mezzogiorno. Occorre, infatti, integrare

Dettagli

DIVISIONE STUDI E PROGETTI

DIVISIONE STUDI E PROGETTI PROVINCIA DI BRESCIA COMUNE DI MAZZANO DIVISIONE STUDI E PROGETTI COMUNE DI MAZZANO PROVINCIA DI BRESCIA Risorse e Ambiente s.r.l. Divisione Studi e Progetti Via del Sebino, 12 25126 BRESCIA Tel: 0302906550

Dettagli

Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività

Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività umane. Le pressioni ambientali a cui è sottoposto sono

Dettagli

Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013 Asse 4 LEADER. 2. GAL Prealpi e Dolomiti

Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013 Asse 4 LEADER. 2. GAL Prealpi e Dolomiti FEASR REGIONE DEL VENETO Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l Europa investe nelle zone rurali SCHEDA INTERVENTO A REGIA GAL Approvata con Deliberazione del Consiglio Direttivo del GAL n. 16

Dettagli

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO Il disegno di legge 1212 Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni approvato dal Senato ha

Dettagli

NORME E CONDIZIONI PER L UTILIZZO DEL TELEPASS PER IL PAGAMENTO DEI PARCHEGGI

NORME E CONDIZIONI PER L UTILIZZO DEL TELEPASS PER IL PAGAMENTO DEI PARCHEGGI Norme e Condizioni per il Pagamento dei Parcheggi con il Telepass NORME E CONDIZIONI PER L UTILIZZO DEL TELEPASS PER IL PAGAMENTO DEI PARCHEGGI Art. 1 1.1 Le presenti norme e condizioni disciplinano l

Dettagli

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U.

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. DISCIPLINA DEI LIMITI E DEI RAPPORTI RELATIVI ALLA FORMAZIONE DI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI

Dettagli