PROGETTARE INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO E PER LA DIFESA DEL TERRITORIO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PROGETTARE INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO E PER LA DIFESA DEL TERRITORIO"

Transcript

1 LUCCA, 17 APRILE 2012 P I S A, 18 APRILE 2012 PROGETTARE INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO E PER LA DIFESA DEL TERRITORIO ING. ADRIANO MURACHELLI

2 RISCHIO IDRAULICO Piene/Inondazioni Frane/Colate Fenomeni in genere provocati da una stessa causa:

3 RISCHIO IDRAULICO EVENTI RECENTI: Data Nome comune Luogo Vittime Note 22 novembre 2011 Alluvione di Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Saponara Provincia di Messina 3 Esondazione dei torrenti a causa delle intense precipitazioni. Forti mareggiate lungo le coste. 4 novembre 2011 Alluvione di Genova Genova e provincia 6 Esondazione/piena dei fiumi Bisagno, Fereggiano, Sturla e Scrivia a causa delle intense precipitazioni. Forti mareggiate lungo le coste. 25 ottobre 2011 Alluvione dello Spezzino e della Lunigiana Val di Vara, Cinque Terre, Lunigiana 12 Esondazione/piena dei fiumi Vara, Magra, Taro e altri corsi d'acqua minori, a causa delle intense precipitazioni. 11 giugno 2011 Alluvione di Sala Baganza, Collecchio e Fornovo di Taro Sala Baganza, Collecchio, Fornovo di Taro (Provincia di Parma) 1 Esondazione del Rio Ginestra e del Torrente Scodogna a causa delle intense precipitazioni. 3 marzo 2011 La frazione di Casette d'ete, nel comune di Sant'Elpidio a Mare, è la più colpita. Interessate gran parte delle Marche, il Teramano e la Romagna 5 Straripa l'ete morto: muoiono due persone travolte con la loro auto dall'acqua. A Venarotta (Ascoli Piceno) una persona perde la vita cadendo in un fosso in piena. Altre 2 persone muoiono rispettivamente a Cervia e Teramo, affogando all'interno delle loro auto bloccate in due sottopassi allagati. 1-2 novembre 2010 Alluvione nel Veneto 130 comuni veneti, principalmente nelle province di Vicenza, Padova e Verona 3 Le forti piogge hanno fatto straripare i fiumi Timonchio, Bacchiglione, Retrone, Alpone, Tramigna e Frassine allagando 140 km² di territorio 9 settembre 2010 Alluvione nel comune di Atrani Costiera Amalfitana in Provincia di Salerno 1 A causa delle forti piogge intorno alle ore 18:30 esonda il Torrente Dragone che scorre al di sotto del centro abitato. Danni segnalati anche nei vicini comuni di Scala, Ravello e Tramonti.

4 RISCHIO IDRAULICO EVENTI RECENTI: Data Nome comune Luogo Vittime Note 1 ottobre luglio maggio settembre ottobre settembre maggio 1998 Alluvione e colata di detrito a Messina, nelle frazioni di Giampilieri Superiore, Altolia e Briga Superiore e nel comune di Scaletta Zanclea Alluvione di Cancia, nel comune di Borca di Cadore, e nei paesi di Valesella, San Vito di Cadore, e Acquabona Alluvione e colata di detrito nel comune di Villar Pellice Alluvione di Carrara Alluvione in Piemonte Provincia di Messina 36 Valboite in Provincia di Belluno Villar Pellice (TO) 4 Provincia di Massa- Carrara Piemonte, Valle d'aosta, Liguria, Lombardia e 11 dispersi sfollati Alluvione in Calabria Soverato 12 Alluvione di Sarno e Quindici Valle del Sarno, Vallo di Lauro in Campania 159 A causa delle forti piogge e del dissesto della zona a carattere torrentizio, si generano una serie di colate detritiche che travolgono numerose abitazioni e automobilisti tra Giampilieri Superiore e Scaletta Zanclea. Una frana di sessantamila metri cubi di acqua e ghiaia si stacca dal monte Antelao e scivola sull'abitato di Cancia nel comune di Borca di Cadore; uccidendo due persone. A causa delle forti piogge, nell'alveo del Rio Cassarot, tributario del torrente Pellice, si genera una colata detritica torrentizia che travolge una casa e ne danneggia altre 3 in Borgata Garin. L'evento interessò il fiume Po e gran parte dei suoi affluenti in Valle d'aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia. A causa di un grosso nubifragio fu inondato un campeggio. Decine di eventi franosi sul fianco del monte Pizzo d'alvano provocano enormi colate di fango che si riversano sulle abitazioni. 14 ottobre 1996 Alluvione di Crotone Crotone 6

5 RISCHIO IDRAULICO EVENTI RECENTI: Data Nome comune Luogo Vittime Note giugno 1996 Alluvione della Versilia Versilia 13 e 1500 senzatetto 12 settembre marzo 1995 novembre ottobre novembre 1991 Alluvione in Lombardia Alluvione a Giarre e Riposto Alluvione in Piemonte Alluvione di Poggio a Caiano Alluvione di Campi Bisenzio Lombardia nordoccidentale 1 e centinaia di sfollati Sicilia orientale 3 fiume Tanaro e tratta bassopiemontese del fiume Po Poggio a Caiano, Toscana 70 e 2226 senzatetto Campi Bisenzio 1 estate 1987 Alluvione della Valtellina Valtellina 53 0 Una cella temporalesca locale non prevista formatasi a causa dell'umidità, scarica 474 mm di pioggia in 12 ore, causando esondazioni del fiume Versilia e centinaia di frane di versante in un bacino idrografico molto ristretto, con esiti devastanti per il fondovalle e l'allagamento di ampie zone della pianura di uscita. Le acque del Tanaro allagano Asti, Alba, Ceva e Alessandria; il Po esonda a Palazzolo Vercellese, allaga Trino, Casale Monferrato e numerosi altri paesi fino a Valenza. Il torrente Ombrone Pistoiese rompe gli argini la notte del 31 Ottobre 1992 inondando il paese. A causa di forti e persistenti precipitazioni vi fu l'esondazione del fiume Adda e di alcuni torrenti e frane in Valtellina.

6 RISCHIO IDRAULICO Il fronte della colata detritica nel messinese (2009) Piena del 2000 del fiume Po allagamento di S. Benedetto Po Sarno, 5 maggio 1998 Versilia, 19 giugno 1996

7 RISCHIO IDRAULICO EVENTI TEMPORALESCHI (pericolosi a scala urbana): Lecce, 21 giugno2009 (1 vittima) Prato, 5 ottobre 2010 (3 vittime) Monterotondo, 11 dicembre 2008 (1 vittima) Oltre 100 vittime dall autunno 2008

8 RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO PIANIFICAZIONE (SCALA VASTA) PROGETTAZIONE (SCALA LOCALE - POSSIBILI EFFETTI ESTESI)

9 RISCHIO IDRAULICO RISCHIO IDRAULICO: probabilità che avvenga un fenomeno alluvionale di una determinata gravità con conseguenti danni alla salute umana, all ambiente e alle attività economiche R = P V E P = PERICOLOSITÀ: probabilità di accadimento dell evento di piena entro un certo intervallo di tempo e in una determinata area tale da influenzare l elemento a rischio; V = VULNERABILITÀ: grado di perdita (espresso in una scala da zero = nessun danno a uno = perdita totale) prodotto su un certo elemento o gruppo di elementi esposti a rischio risultante dal verificarsi dell evento di piena; E = VALORE DELL ELEMENTO A RISCHIO, ossia il valore (in termini monetari o di numero o quantità di unità esposte) della popolazione, delle proprietà e delle attività economiche, inclusi i servizi pubblici, a rischio in una data area.

10 RISCHIO IDRAULICO DANNO POTENZIALE: entità potenziale delle perdite nel caso si verifichi l evento di piena. D = V E R = P D Pericolosità idraulica definibile in maniera analitica; Danno potenziale definibile in maniera qualitativa.

11 PIANIFICAZIONE QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO D.L. 180/1998 E DPCM : necessità di individuare le aree a diverso grado di pericolosità e rischio idraulico e idrogeologico sul territorio nazionale; criteri guida per la successiva perimetrazione delle aree a rischio, demandata ad Autorità di Bacino (o regione per i restanti bacini idrografici) P.A.I. DELLE SINGOLE AUTORITA DI BACINO: adattano a livello locale i criteri di delimitazione; attuano la classificazione disposta dei decreti nazionali;

12 PIANIFICAZIONE QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO PIANO DI GESTIONE DEI DISTRETTI IDROGRAFICI (Direttiva 2000/60 CE D.Lgs 152/06 L. 27/02/2009 N.13) : Armonizza e integra i piani esistenti (in particolare i Piani di Tutela delle Acque) integra aspetti quantitativi e qualitativi delle acque; DIRETTIVA 2007/60 CE On the assessment and management of flood risk (recepita dal D.Lgs 23 febbraio 2010, n.49): focalizza l attenzione sul concetto di valutazione e gestione del rischio; superamento del criterio di mitigazione in senso stretto determinare forme sostenibili di convivenza con il rischio; attenzione spostata dall evento al bene esposto, valutandone il danno potenziale e le politiche di gestione del rischio linee di indirizzo a livello di distretto e analisi e scelta del tipo di intervento a scala locale.

13 PIANIFICAZIONE Perimetrazione di aree a diverso grado di pericolosità e rischio idraulico svolte da ogni ente in maniera autonoma => differenti metodologie.

14 PIANIFICAZIONE CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO POSSIBILI CRITICITA /ESIGENZE: edificazione di aree di pertinenza fluviale (terrazzi fluviali, aree golenali, ecc.); interferenza tra mobilità del reticolo idrico naturale ed espansione urbana (processi erosivi, esondazioni); intensificarsi di opere in alveo (attraversamenti) o attigue ai corsi d acqua (fenomeni di scalzamento); rischio di danno o cedimento di opere di contenimento (argini); interferenze con opere lineari (infrastrutt. viarie) parallele e adiacenti a corsi d acqua. ANALISI NORMALMENTE FINALIZZATA ALLA REVISIONE O APPROFONDIMENTO A SCALA LOCALE DELLA PIANIFICAZIONE

15 PIANIFICAZIONE CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO Criteri di perimetrazione: suddivisione in aree a pericolosità omogenea ; perimetrazione delle aree a diverso grado di esposizione; definizione delle grandezze idrologiche per i TR di riferimento; raccolta degli elementi topografici; analisi delle condizioni idrauliche (modellazioni idrodinamiche); determinazione del grado di rischio idraulico

16 ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO Suddivisione in aree a pericolosità omogenea : Classe di Pericolosità Criterio di delimitazione P1 - Moderata 200 anni < TR < 500 anni altezze idriche > anni < TR < 200 anni altezze idriche < 0.3 P2 - Media 100 anni < TR < 200 anni altezze idriche > anni < TR < 100 anni altezze idriche < 0.3 P3 - Elevata 50 anni < TR < 100 anni altezze idriche > 0.3 TR < 50 anni altezze idriche < 0.3 P4 - Molto elevata TR < 50 anni altezze idriche > 0.3

17 ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO Suddivisione in aree a pericolosità omogenea : definizione delle portate di piena di riferimento per i tempi di ritorno di 20, 100, 200 e 500 anni; raccolta degli elementi topografici di dettaglio funzionali all implementazione del modello morfologico del tratto di corso d acqua per il quale effettuare le simulazioni idrodinamiche; analisi delle condizioni idrauliche per i tempi di ritorno di riferimento (simulazioni numeriche effettuate tramite il codice HEC-RAS) e definizione delle principali grandezze idrauliche di interesse, soprattutto in termini di livelli idrometrici e velocità della corrente; suddivisione in aree a pericolosità omogenea.

18 ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO Suddivisione in aree a pericolosità omogenea : modello morfologico del tratto di corso d acqua per il quale effettuare le simulazioni idrodinamiche.

19 ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO Suddivisione in aree a pericolosità omogenea : analisi delle condizioni idrauliche (simulazioni 1D). 445 Legend WS Q20 WS Q200 WS Q500 Ground Legend WS Q500 WS Q200 WS Q20 Ground Bank Sta Elevation (m) Elevation (m) ponte S.P. di Bedonia 2 sez 1A 3 sez. 1n 4 sez. 2 5 sez. 2A 6 sez. 2B Station (m) Main Channel Distance (m)

20 ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO Suddivisione in aree a pericolosità omogenea : analisi delle condizioni idrauliche (simulazioni 1D).

21 ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO Suddivisione in aree a pericolosità omogenea : suddivisione in aree a pericolosità omogenea (manuale) Classe di Pericolosità Criterio di delimitazione P1 - Moderata P2 - Media P3 - Elevata 200 anni < TR < 500 anni altezze idriche > anni < TR < 200 anni altezze idriche < anni < TR < 200 anni altezze idriche > anni < TR < 100 anni altezze idriche < anni < TR < 100 anni altezze idriche > 0.3 TR < 50 anni altezze idriche < 0.3 P4 - Molto elevata TR < 50 anni altezze idriche > 0.3

22 ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO Suddivisione in aree a pericolosità omogenea : suddivisione in aree a pericolosità omogenea: alternativa (semi)automatica simulazione 2D sul piano orizzontale

23 ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO Suddivisione in aree a pericolosità omogenea :

24 ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO Perimetrazione delle aree a diverso grado di esposizione: Classe di Esposizione E1 - Moderato E2 - Medio E3 - Elevato E4 - Molto elevato Infrastrutture e attività antropiche presenti Aree disabitate o improduttive. Edifici isolati e aree agricole. Agglomerati urbani minori, infrastrutture viarie secondarie e centri produttivi e commerciali minori. Agglomerati urbani, vie di comunicazione di rilevanza strategica anche a livello locale, insediamenti produttivi di rilievo, infrastrutture primarie, impianti tecnologici di rilievo, impianti sportivi o ricreativi, aree con servizi pubblici o privati.

25 Suddivisione in classi di rischio: ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO Classe di Pericolosità Classe di Esposizione E1 E2 E3 E4 P1 R1 R1 R2 R2 P2 R1 R2 R3 R4 P3 R2 R3 R4 R4 P4 R2 R4 R4 R4 Classe di Rischio R1 - Moderato R2 - Medio R3 - Elevato R4 - Molto elevato Conseguenze Danni sociali, economici e al patrimonio ambientale marginali. Possibili danni minori agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale che non pregiudicano l'incolumità delle persone, l'agibilità' degli edifici e la funzionalità delle attività economiche. Possibili problemi per l'incolumità' delle persone, danni funzionali agli edifici e alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, interruzione di funzionalità delle attività socio-economiche e danni rilevanti al patrimonio ambientale. Possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, distruzione di attività socioeconomiche.

26 ESEMPIO DI CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO

27 INTERVENTI DI RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO RISCHIO RESIDUO Rischio residuo R r : probabilità di fallanza di un opera progettata per fronteggiare un evento calamitoso di tempo di ritorno T r (espresso in anni) durante la sua vita tecnica stimata in n anni (durata di un opera oltre la quale è necessario procedere alla ricostruzione o alla sostanziale ristrutturazione) Rr 1 = 1 1 Tr n

28 INTERVENTI DI RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO RISCHIO RESIDUO valori i R r in funzione di T r ed n Tr n % 88% 96% 99% 20 40% 64% 79% 92% 50 18% 33% 45% 64% % 18% 26% 39% 200 5% 10% 14% 22% Livello di fallanza di un opera di difesa progettata per T=200 anni e che duri per n=50 anni: 1-(1-1/200) 50 =22%!! E impossibile ridurre a 0 zero il rischio (se non delocalizzando)

29 PROGETTAZIONE OPERE DI RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO INVESTIRE NELLA DIFESA DEL SUOLO DAL RISCHIO IDRAULICO RITORNO ECONOMICO IN TERMINI DI RISPARMIO SUI COSTI SOCIALI DOVUTI A CALAMITÀ NATURALI PREVISIBILI

30 INVESTIRE NELLA DIFESA DEL SUOLO IL RECENTE ESEMPIO LOMBARDO DI PORTO CERESIO (VA) CENTRO ABITATO AD ELEVATO RISCHIO IDRAULICO, RECENTEMENTE COLPITO IN 10 ANNI DA 5 EVENTI ALLUVIONALI DEL TORRENTE BOLLETTA (1992, 94, 95, 2000, 2002). SOLO PER L EVENTO DEL 12/09/95 NELLA PROVINCIA DI VARESE (NEI BACINI DEL F. OLONA E DEL T. BOLLETTA) SI SONO STIMATI DANNI SUPERIORI A

31 INVESTIRE NELLA DIFESA DEL SUOLO IL RECENTE ESEMPIO LOMBARDO DI PORTO CERESIO (VA) NEL 2006 E STATA AVVIATA LA PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE, A CURA DELLA COMUNITA MONTANA VALCERESIO, DI OPERE DI DIFESA DEL CENTRO ABITATO, INCLUSA LA REALIZZAZIONE DI UNA CASSA DI ESPANSIONE. COSTO DELL INTERVENTO: CIRCA

32 INVESTIRE NELLA DIFESA DEL SUOLO IL RECENTE ESEMPIO LOMBARDO DI PORTO CERESIO (VA) 15/07/2009: DURANTE LA REALIZAZIONE DEI LAVORI, SI E VERIFICATO UN EVENTO PLUVIOMETRICO STRAORDINARIO CONCENTRATO PROPRIO TRA VARESE E PORTO CERESIO

33 INVESTIRE NELLA DIFESA DEL SUOLO IL RECENTE ESEMPIO LOMBARDO DI PORTO CERESIO (VA) L ONDA DI PIENA GENERATASI NEL T. BOLLETTA, CON TEMPO DI RITORNO STIMATO SUPERIORE A 25 ANNI, E STATA LAMINATA E CONTENUTA DALLA PARZIALE REALIZZAZIONE DELLA CASSA DI ESPANSIONE E DEGLI INTERVENTI IN ALVEO, EVITANDO L ALLAGAMENTO DELL INTERO CENTRO ABITATO. L INTERVENTO SI E RIPAGATO ANCOR PRIMA DI ESSERE CONCLUSO, IN TERMINI DI RISPARMIO SUI COSTI SOCIALI CHE SAREBBERO DERIVATI DALL ENNESIMO EVENTO ALLUVIONALE.

34 INTERVENTI DI RIDUZIONE DEI COLMI DI PIENA 1. Incrementando la capacità dei corsi d acqua tramite l ampliamento delle sezioni, la riduzione della scabrezza, il sopralzo delle arginature e la rettificazione; 2. derivando una parte dei volumi e recapitandola ad altro corpo idrico (scolmatori) o restituendola allo stesso corso d acqua a valle dell area da proteggere (diversivi); 3. realizzando aree ad esondazione controllata (casse di espansione) ove i volumi in eccesso vengono temporaneamente stoccati e restituiti gradualmente al corso d acqua.

35 SCOLMATORI E DIVERSIVI MANUFATTI IN GRADO DI SOTTRARRE UNA PARTE DELLA PORTATA DI PIENA AD UN CORSO D ACQUA E PORTARLA O VERSO UN ALTRO CORPO RICETTORE (SCOLMATORI) O RESTITUIRLA ALLO STESSO CORSO (DIVERSIVI) A VALLE DELL AREA SOGGETTA A RISCHIO DI ESONDAZIONE. NELLE SISTEMAZIONI FLUVIALI SI RICORRE ALLA REALIZZAZIONE DI SCOLMATORI E DIVERSIVI NEL CASO IN CUI NON SIA POSSIBILE EFFETTUARE LA LAMINAZIONE DELLE PORTATE TRAMITE CASSE Di ESPANSIONE (FORTE IMPATTO SUL REGIME DI PIENA DEL RETICOLO IDROGRAFICO). OPERE DA EVITARE NEI TRONCHI FLUVIALI CON FORTE TRASPORTO SOLIDO. Adriano Murachell

36 ESEMPIO DI DIVERSIVO

37 ESEMPIO DI DIVERSIVO

38 ESEMPIO DI DIVERSIVO

39 ESEMPIO DI DIVERSIVO

40 ESEMPIO DI DIVERSIVO

41 ESEMPIO DI DIVERSIVO

42 ESEMPIO DI DIVERSIVO

43 ESEMPIO DI DIVERSIVO

44 ESEMPIO DI DIVERSIVO

45 ESEMPIO DI DIVERSIVO

46 ESEMPIO DI DIVERSIVO

47 ESEMPIO DI DIVERSIVO

48 ESEMPIO DI DIVERSIVO

49 ESEMPIO DI DIVERSIVO

50 ESEMPIO DI DIVERSIVO

51 NAVIGLIO CIVICO ESEMPIO DI SCOLMATORE OGLIO AREE STORICAMENTE ALLAGATE CASALBUTTANO ED UNITI OLMENETA SCOLMATORE QUISTRA AREE CLASSIFICATE A RISCHIO IDROGEOLOGICO MOLTO ELEVATO DAL PIANO STRALCIO PER L ASSETTO L IDROGEOLOGICO (PAI) ZONA I: TERRITORI DI FONDOVALLE E DI PIANURA POTENZIALMENTE INTERESSATI DA INONDAZIONI PER EVENTI DI PIENA CON TEMPO DI RITORNO INFERIORE O UGUALE A 50 ANNI CASTELVERDE CAVO CAVO CASALSIGONE FREGALINO FREGALINO DUGALI DI NAVIGLIO NAVIGLIO DUGALI PIPPIA DI ROBECCO ROBECCO CREMONA CERCA

52 ESEMPIO DI SCOLMATORE

53

54

55 CASSE DI ESPANSIONE OPERE DI ACCUMULO DEI VOLUMI IDRICI COMPRENDENTI MANUFATTI IDRAULICI DI IMBOCCO E DI SBOCCO CHE CONSENTONO DI OTTENERE LA RIDUZIONE DELLA PORTATA DI COLMO DI UN ONDA DI PIENA ATTRAVERSO IL TEMPORANEO INVASO DI PARTE DEL SUO VOLUME.

56 CASSE DI ESPANSIONE IN LINEA: IN DERIVAZIONE: 120 Q (mc/s) idrogramma a monte della cassa idrogramma a valle della cassa t (min)

57 CASSE DI ESPANSIONE INDIVIDUAZIONE AREA IDONEA PER LAMINAZIONE PIENE; DEFINIZIONE MASSIMA PORTATA SOSTENIBILE A VALLE VOLUME DI INVASO NECESSARIO E PREDIMENSIONAMENTO CASSA

58 CASSE DI ESPANSIONE

59 ANALISI IDROLOGICHE CASSE DI ESPANSIONE

60 ANALISI NUMERICA IN MOTO VARIO CASSE DI ESPANSIONE

61 OPERE DI DRENAGGIO URBANO ANALISI DI SCENARIO (SCALA COMUNALE)

62 OPERE DI DRENAGGIO URBANO

63 ANALISI MODELLISTICHE DI SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE Verifiche di filtrazione/sifonamento

64 ANALISI MODELLISTICHE DI SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE

65 ANALISI MODELLISTICHE DI SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE Verifiche di stabilità

66 ANALISI MODELLISTICHE DI SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE Verifiche di stabilità

67 ANALISI MODELLISTICHE DI SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE Rottura arginale

68 ANALISI MODELLISTICHE DI SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE OTTIMIZZAZIONE DELLE SOLUZIONI PROGETTUALI:

69 ANALISI MODELLISTICHE DI SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE RIDUZIONE PROFONDITÀ DIAFRAMMATURE FINO AL 50%

70 ANALISI MODELLISTICHE DI SUPPORTO A PIANIFICAZIONE E PROGETTAZIONE Scelta del tipo di modello Caratteristica Tipologia di analisi Arginature Sbarramenti e dighe Per il loro dimensionamento è sufficiente un analisi in moto permanente con HEC-RAS, avendo preliminarmente determinato le portate di progetto tramite un analisi idrologica, eventualmente con simulazioni afflussi deflussi con HEC- HMS. Per la determinazione dell effetto della realizzazione di nuove arginature sulle portate di piena verso valle, dovuto alla riduzione dell effetto di laminazione, è necessario implementare una simulazione in moto vario. In caso si vogliano verificare presidi arginali di aree golenali particolarmente ampie (come nel caso, ad es., del fiume Po) o di golene chiuse, potrebbe essere necessaria una simulazione bidimensionale. In alcuni casi particolari, come per arginature che delimitino invasi artificiali, possono essere richieste ulteriori verifiche dei processi di filtrazione o di stabilità, implementabili tramite opportune analisi geotecniche bidimensionali o tridimensionali agli elementi finiti. È necessario determinare l intero idrogramma di piena in ingresso a monte degli sbarramenti tramite simulazioni numeriche (ad es. con HEC-HMS), mentre la simulazione idraulica (HEC-RAS) deve essere in moto vario. Può essere necessaria un analisi dei processi di sedimentazione e un analisi di dam break. Per opere di particolare estensione trasversale rispetto al corso d acqua, potrebbe essere necessario valutare il campo di moto tramite un modello bidimensionale. Per sbarramenti e dighe in terra, a seconda delle dimensioni e dei volumi d invaso, può essere necessario procedere a verifiche geotecniche 2D o 3D della stabilità e dei processi di filtrazione. Organi di scarico e dissipatori di energia Stessi criteri indicati per le dighe; in aggiunta, al fine di valutare i processi erosivi all uscita degli scarichi e l efficacia delle opere di dissipazione e di contenimento degli stessi processi, per opere di particolare importanza potrebbe essere necessario ricorrere alla simulazione idrodinamica bidimensionale o tridimensionale su fondo mobile. Modifiche alla sezione di deflusso e/o al profilo di fondo Va determinata la portata al colmo della piena di riferimento, eventualmente mediante simulazione numerica con HEC- HMS, e quindi implementato un modello idraulico in moto permanente. Vanno inoltre effettuate analisi dei processi di trasporto solido per verificare gli effetti di erosione o sedimentazione indotti sia a monte che a valle del tratto soggetto a modifiche.

71 ANALISI MODELLISTICHE DI SUPPORTO A PIANIFICAZIONE E PROGETTAZIONE Scelta del tipo di modello Caratteristica Tipologia di analisi Bypass e diversivi Confluenze tra più corsi d acqua Casse di espansione, modulatori e scolmatori Aree di esondazione e spagliamento Va determinato l intero idrogramma di piena di riferimento, e quindi effettuata una simulazione monodimensionale in moto vario. Vanno eseguite analisi sedimentologiche volte a quantificare gli effetti indotti sia sul corso d acqua principale che sui rami diversivi. A meno di sistemi particolarmente ampi o complessi, normalmente è sufficiente un analisi in moto permanente con HEC-RAS, avendo preliminarmente determinato le portate di progetto tramite un analisi idrologica, eventualmente con simulazioni afflussi-deflussi con HEC-HMS. É necessario determinare l idrogramma della piena di riferimento da laminare tramite simulazioni idrologiche (HEC- HMS), e quindi dimensionare i manufatti di regolazione e le aree di espansione tramite simulazioni monodimensionali in moto vario. Se di dimensioni contenute, è sufficiente una simulazione monodimensionale in moto permanente. Per aree di spagliamento delle piene piuttosto ampie, si deve ricorrere a simulazioni in moto vario per determinare l effetto di laminazione sull onda di piena, mentre per le modalità di spagliamento (direzione, velocità e tiranti idrometrici) delle acque di esondazione al di fuori dell alveo è necessario implementare simulazioni idrodinamiche bidimensionali.

72

73 PROGETTARE INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO E PER LA DIFESA DEL TERRITORIO GRAZIE! ING. ADRIANO MURACHELLI PARMA - via Martiri della Liberazione UZZANO (PT) via Toscana

Ingegneri & Geologi Associati

Ingegneri & Geologi Associati MODELLI IDRAULICI MONODIMENSIONALI Si riportano gli output forniti dal codice di calcolo Hec-Ras relativi al modello dello stato attuale e allo stato di progetto: per il primo si allegano La tabella con

Dettagli

Università degli studi di Firenze

Università degli studi di Firenze Università degli studi di Firenze Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria per la Tutela dell Ambiente e il Territorio Anno Accademico 2010-2011 Progettazione preliminare di un sistema di casse di laminazione

Dettagli

MINISTERO DELL AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE IDRCHE

MINISTERO DELL AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE IDRCHE MINISTERO DELL AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLE RISORSE IDRCHE DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL TAVOLO TECNICO STATO REGIONI INDIRIZZI OPERATIVI

Dettagli

Coordinamento generale di progetto. arch. Paolo Tolentino. Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania. geol.

Coordinamento generale di progetto. arch. Paolo Tolentino. Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania. geol. Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania - Napoli - 2009 c REGIONE CAMPANIA Assesorato all'ambiente Piano Stralcio per l'assetto Idrogeologico dell'autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania

Dettagli

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Francesco Comiti, Daniela Campana Libera Università di Bolzano Sustainable use of biomass in South

Dettagli

PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO

PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO Autorità di Bacino Regionale della Campania Centrale PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO G R U P P O D I P R O G E T T O R.U.P. arch. Marina Scala ASPETTI GEOLOGICI geol. Federico Baistrocchi geol.

Dettagli

DIRETTIVA. Sistema di Allertamento regionale per il Rischio idrogeologico e idraulico in Calabria

DIRETTIVA. Sistema di Allertamento regionale per il Rischio idrogeologico e idraulico in Calabria DIRETTIVA Sistema di Allertamento regionale per il Rischio idrogeologico e idraulico in Calabria 1 Indice Contenuti della direttiva p. 3 Aspetti generali del sistema di allertamento regionale per il rischio

Dettagli

P R E S E N T A ZI ONE

P R E S E N T A ZI ONE Continuing Education Seminars LA PIANIFICAZIONE DI DISTRETTO IDROGRAFICO NEL CONTESTO NAZIONALE ED EUROPEO 15 e 22 Maggio - 12 e 19 Giugno 2015, ore 14.00-18.00 Aula A Ingegneria sede didattica - Campus

Dettagli

LA DIRETTIVA 2007/60 E IL PIANO DI GESTIONE ALLUVIONI

LA DIRETTIVA 2007/60 E IL PIANO DI GESTIONE ALLUVIONI LA DIRETTIVA 2007/60 E IL PIANO DI GESTIONE ALLUVIONI Dott. Renato Angheben dei fiumi Isonzo, Tagliamento, DIRETTIVA 2007/60/CE del 23 OTTOBRE 2007 istituisce un quadro per la valutazione e gestione dei

Dettagli

Guida Illustrata alle Risposte

Guida Illustrata alle Risposte IDRAIM sistema di valutazione IDRomorfologica, AnalisI e Monitoraggio dei corsi d'acqua Guida Illustrata alle Risposte Appendice al Manuale tecnico operativo per la valutazione ed il monitoraggio dello

Dettagli

Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.) (ART.1 D.L. 180/98 CONVERTITO CON MODIFICHE CON LA L.267/98 E SS.MM.II.

Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.) (ART.1 D.L. 180/98 CONVERTITO CON MODIFICHE CON LA L.267/98 E SS.MM.II. REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana Assessorato Regionale del Territorio e dell Ambiente DIPARTIMENTO REGIONALE DELL AMBIENTE Servizio 3 "ASSETTO DEL TERRITORIO E DIFESA DEL SUOLO (P.A.I.) (ART.1 D.L.

Dettagli

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o

e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o a r c h. c r i s t i n a r o s t a g n o t t o Come disposto nelle norme di attuazione, artt. 15, 16, 17 e dall Allegato 5 alle NTA del PTC2 gli strumenti urbanistici generali e le relative varianti assumono l obbiettivo strategico e generale del contenimento

Dettagli

SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE

SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI PUGLIA SLAM: UN PROGETTO PER LA MAPPATURA E IL MONITORAGGIO DELLE FRANE Antonio Buonavoglia & Vincenzo Barbieri Planetek Italia s.r.l. n 2/2004 pagg. 32-36 PREMESSA Il progetto

Dettagli

COS E CRES: CLIMA RESILIENTI

COS E CRES: CLIMA RESILIENTI COS E CRES: CLIMA RESILIENTI PROGETTO DI KYOTO CLUB VINCITORE DI UN BANDO DEL MINISTERO DELL AMBIENTE SUI PROGETTI IN MATERIA DI EDUCAZIONE AMBIENTALE E SVILUPPO SOSTENIBILE OBIETTIVI DEL PROGETTO CRES

Dettagli

Le alluvioni e la protezione delle abitazioni

Le alluvioni e la protezione delle abitazioni Marzo 2015 Position paper Le alluvioni e la protezione delle abitazioni Le proposte del settore assicurativo per superare l attuale carenza di polizze Executive summary Nella storia umana le alluvioni

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

Monitoraggio quantitativo della risorsa idrica superficiale Anno 2012

Monitoraggio quantitativo della risorsa idrica superficiale Anno 2012 Regione Toscana Giunta Regionale Direzione Generale Politiche mbientali, nergia e Cambiamenti Climatici Settore Servizio Idrologico Regionale Centro Funzionale della Regione Toscana M Monitoraggio quantitativo

Dettagli

Carta M_02 Carta Geomorfologica

Carta M_02 Carta Geomorfologica Carta M_02 Carta Geomorfologica La Carta Geomorfologica è senz altro quella che ha comportato il maggiore sforzo di documentazione e di armonizzazione. Lo scopo della carta è quello di illustrare la dinamica

Dettagli

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA

ATTIVITA DELLA REGIONE LIGURIA NELL AMBITO DEGLI STUDI E INDAGINI SULLA MICROZONAZIONE SISMICA STUDI DI MICROZONAZIONE SISMICA: TEORIA ED APPLICAZIONI AOSTA, Loc. Amérique Quart (AO), 18-19 Ottobre 2011 Assessorato OO.PP., Difesa Suolo e Edilizia Residenziale Pubblica - Servizio Geologico ATTIVITA

Dettagli

DIRETTIVE SUL SISTEMA DI ALLERTAMENTO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO AI FINI DI PROTEZIONE CIVILE DELLA REGIONE LAZIO

DIRETTIVE SUL SISTEMA DI ALLERTAMENTO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO AI FINI DI PROTEZIONE CIVILE DELLA REGIONE LAZIO DIPARTIMENTO ISTITUZIONALE E TERRITORIO Direzione Regionale Protezione Civile Area Centro Funzionale Regionale DIRETTIVE SUL SISTEMA DI ALLERTAMENTO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IDRAULICO AI FINI DI

Dettagli

Convegno ARPAER-OGER-Provincia Piacenza CAMBIAMENTO CLIMATICO, ACQUE E DISSESTO IDROGEOLOGICO. GEOFLUID, Piacenza - 1 ottobre 2014

Convegno ARPAER-OGER-Provincia Piacenza CAMBIAMENTO CLIMATICO, ACQUE E DISSESTO IDROGEOLOGICO. GEOFLUID, Piacenza - 1 ottobre 2014 CAMBIAMENTO CLIMATICO, ACQUE E DISSESTO IDROGEOLOGICO Il cambiamento climatico ed il suo impatto ambientale-territoriale su risorsa idrica e rischio Idrogeologico Carlo Cacciamani Direttore Arpa, Servizio

Dettagli

Manual e per il c ensiment o dell e oper e in al veo

Manual e per il c ensiment o dell e oper e in al veo Provincia di Torino Area Risorse Idriche e Qualità dell Aria Servizio Pianificazione Risorse Idriche Regione Piemonte Direzione Opere Pubbliche, Difesa del Suolo, Economia Montana e Foreste Settore Pianificazione

Dettagli

NORME TECNICHE DI POLIZIA IDRAULICA RETICOLO IDRICO MINORE COMUNALE

NORME TECNICHE DI POLIZIA IDRAULICA RETICOLO IDRICO MINORE COMUNALE COMUNE DI: SAN GIACOMO FILIPPO Provincia di Sondrio ATTUAZIONE DELLA D.G.R n.- 7/7868 del 25 gennaio 2002 e successive integrazioni Determinazione del reticolo idrico principale. Trasferimento delle funzioni

Dettagli

AVVISO PUBBLICO RENDE NOTO

AVVISO PUBBLICO RENDE NOTO Regione Puglia COMUNE DI VICO DEL GARGANO Provincia di Foggia - Ufficio Tecnico Comunale - III SETTORE - Largo Monastero, civ.6 e-mail aimolaelio@fastwebnet.it. e-mail aimolaelio@comune.vicodelgargano.fg.it

Dettagli

R O T A T O R I A P O N T E D E L L E O C H E - R A S T I G N A N O RELAZIONE GEOLOGICA

R O T A T O R I A P O N T E D E L L E O C H E - R A S T I G N A N O RELAZIONE GEOLOGICA R O T A T O R I A P O N T E D E L L E O C H E - R A S T I G N A N O RELAZIONE GEOLOGICA Rev Data Descrizione delle revisioni 00 05/12/2012 Emissione per approvazione. Accordo Procedimentale ex art. 15

Dettagli

Regione Autonoma della Sardegna Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI)

Regione Autonoma della Sardegna Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI) Regione Autonoma della Sardegna Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI) Interventi sulla rete idrografica e sui versanti Legge 18 Maggio 1989, n. 183, art. 17, comma 6 ter D.L. 180/98 e successive

Dettagli

COMUNE DI MASSAFRA. Analisi del rischio idraulico nel bacino del canale Patemisco e dei suoi principali affluenti

COMUNE DI MASSAFRA. Analisi del rischio idraulico nel bacino del canale Patemisco e dei suoi principali affluenti COMUNE DI MASSAFRA Analisi del rischio idraulico nel bacino del canale Patemisco e dei suoi principali affluenti II Parte Tratto di monte del Patemisco e Gravine Madonna della Scala, Colombato e San Marco

Dettagli

ANALISI PER LA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) DELL INSEDIAMENTO URBANO

ANALISI PER LA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) DELL INSEDIAMENTO URBANO ANALISI PER LA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) DELL INSEDIAMENTO URBANO Istruzioni per la compilazione delle schede versione 1.0 La definizione di CLE Si definisce come Condizione Limite per l

Dettagli

VASCHE DI PRIMA PIOGGIA

VASCHE DI PRIMA PIOGGIA Criteri di progettazione, realizzazione e gestione VASCHE DI PRIMA PIOGGIA e VASCHE DI LAMINAZIONE nell ambito dei sistemi fognari GETTO FINALE gno - 1d disegno - 5d disegno - 4d GETTO FINALE ASPIRAZIONE

Dettagli

APPENDICE A. DATI CLIMATICI

APPENDICE A. DATI CLIMATICI APPENDICE A. DATI CLIMATICI A.1 Temperature esterne invernali di progetto UNI 5364 Torino -8 Reggio Emilia -5 Alessandria -8 Ancona -2 Asti -8 Ascoli Piceno -2 Cuneo -10 Macerata -2 Alta valle cuneese

Dettagli

F N dell'area edificata in settori a pericolosità geologica elevata individuata nella "Carta di Sintesi" 25 27 B LOCALITA'

F N dell'area edificata in settori a pericolosità geologica elevata individuata nella Carta di Sintesi 25 27 B LOCALITA' LOALITA' Aa NTRO STORIO I b γ Ab NTRO STORIO I Ac NTRO STORIO I a LASS I IONITA' URANISTIA IR. 7/LAP ascia fluviale ex PS PRSRIZIONI INTGRATIV RISPTTO Presenza di tratti stradali, convoglianti le acque

Dettagli

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione

Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione Proposta di iniziativa popolare concernente il programma di recupero urbano laurentino e l'inserimento del Fosso della Cecchignola nella componente primaria della rete ecologica e destinazione dell'intera

Dettagli

INTERAZIONE CON LE ALTRE AMMINISTRAZIONI TERRITORIALI

INTERAZIONE CON LE ALTRE AMMINISTRAZIONI TERRITORIALI INTERAZIONE CON LE ALTRE AMMINISTRAZIONI TERRITORIALI 48 Come si diceva non ci si deve dimenticare che la rete provinciale va intesa come substrato per un successivo allargamento, come proposta propedeutica

Dettagli

DEGLI GAZIONE SASSI. Civile. - Numerical BARBARA. da: MARIN. Laureand. RELATORE Carniello Luca CORRELAC ATORE

DEGLI GAZIONE SASSI. Civile. - Numerical BARBARA. da: MARIN. Laureand. RELATORE Carniello Luca CORRELAC ATORE U UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale Corsoo di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile Tesi di Laurea MODELLAZIONE NUMERICA DELLA PROPAG GAZIONE DELL'

Dettagli

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO L USO DEI NOMI A DOMINIO di Maurizio Martinelli Responsabile dell Unità sistemi del Registro del cctld.it e Michela Serrecchia assegnista di ricerca

Dettagli

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano (Fabio Musmeci, Angelo Correnti - ENEA) Il lago di Bracciano è un importante elemento del comprensorio della Tuscia Romana che non può non

Dettagli

La risorsa idrica sotterranea tra pressione antropica e salvaguardia ambientale

La risorsa idrica sotterranea tra pressione antropica e salvaguardia ambientale La risorsa idrica sotterranea tra pressione Marco Petitta Società Geologica Italiana Dipartimento di Scienze della Terra Università di Roma La Sapienza Compiti del geologo (idrogeologo) sul tema acqua

Dettagli

3. ANALISI DELLE PROBLEMATICHE RELATIVE ALLE MODIFICAZIONI DELLA LINEA DI RIVA E DELLA COSTA

3. ANALISI DELLE PROBLEMATICHE RELATIVE ALLE MODIFICAZIONI DELLA LINEA DI RIVA E DELLA COSTA 3. ANALISI DELLE PROBLEMATICHE RELATIVE ALLE MODIFICAZIONI DELLA LINEA DI RIVA E DELLA COSTA L analisi di seguito riguarda l intero sviluppo del litorale che ricade nei confini del Comune di Rosignano

Dettagli

Meteo Varese Moti verticali dell aria

Meteo Varese Moti verticali dell aria Movimento verticale dell aria Le masse d aria si spostano prevalentemente lungo direzioni orizzontali a seguito delle variazioni della pressione atmosferica. I movimenti più importanti sono però quelli

Dettagli

1 - PAESAGGI DISEGNATI DALL ACQUA. 1.1 - L erosione dell acqua

1 - PAESAGGI DISEGNATI DALL ACQUA. 1.1 - L erosione dell acqua 1 - PAESAGGI DISEGNATI DALL ACQUA 1.1 - L erosione dell acqua Gocce d acqua precipitano urtando con violenza il suolo coperto da detriti (foglie, rami, steli d erba,... fig. 1.1). A qualche centimetro

Dettagli

PRIM 2007-2010 Programma Regionale Integrato di Mitigazione dei Rischi

PRIM 2007-2010 Programma Regionale Integrato di Mitigazione dei Rischi PRIM 2007-2010 Programma Regionale Integrato di Mitigazione dei Rischi Febbraio 2008 S O M M A R I O 1. METODI, STRUMENTI E LOGICHE DEL PRIM 2007-2010... 2 1.1 Le grandi scelte del PRIM 2007-2010... 2

Dettagli

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA)

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA) La Valutazione di Impatto Ambientale e lo Studio di Impatto Ambientale VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E LO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SIA) http://people.unica.it/maltinti/lezioni Link: SIAeVIA

Dettagli

Prof. Ing. Alberto Pistocchi, Ing Davide Broccoli. Ing Stefano Bagli, PhD. Ing Paolo Mazzoli. Torino, 9-10 Ottobre 2013. Italian DHI Conference 2013

Prof. Ing. Alberto Pistocchi, Ing Davide Broccoli. Ing Stefano Bagli, PhD. Ing Paolo Mazzoli. Torino, 9-10 Ottobre 2013. Italian DHI Conference 2013 Implementazione di un modello dinamico 3D densità a dipendente all'interno di un sistema Web-GIS per la gestione e il monitoraggio della qualità delle acque di falda per un comparto di discariche Prof.

Dettagli

AVVISO 2/14 1 Scadenza COMMERCIO TURISMO - SERVIZI PIANI FINANZIABILI, MA NON FINANZIATI PER MANCANZA DI RISORSE SETTORIALI/TERRITORIALI

AVVISO 2/14 1 Scadenza COMMERCIO TURISMO - SERVIZI PIANI FINANZIABILI, MA NON FINANZIATI PER MANCANZA DI RISORSE SETTORIALI/TERRITORIALI PIEMONTE - VALLE D'AOSTA LIGURIA UNIONE COMMERCIO E TURISMO PROVINCIA DI 1 PF1335_PR418_av214_1 SAVONA ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI DELLA 2 PF1085_PR313_av214_1 PROVINCIA DI ALESSANDRIA ASCOM-BRA ASSOCIAZIONE

Dettagli

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE foglio mappale dimensione in mq 23 42 1.388 mq 23 35 1.354 mq 23

Dettagli

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto

Dettagli

DATI DI SINTESI DELL EVOLUZIONE DELLE FORNITURE DI ENERGIA ELETTRICA E DI GAS NATURALE: REGIMI DI TUTELA E MERCATO LIBERO

DATI DI SINTESI DELL EVOLUZIONE DELLE FORNITURE DI ENERGIA ELETTRICA E DI GAS NATURALE: REGIMI DI TUTELA E MERCATO LIBERO DATI DI SINTESI DELL EVOLUZIONE DELLE FORNITURE DI ENERGIA ELETTRICA E DI GAS NATURALE: REGIMI DI TUTELA E MERCATO LIBERO (Deliberazione ARG/com 202/08 - Primo report) Dal 1 luglio 2007 tutti i clienti

Dettagli

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09

Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09 Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0334 Ambito territoriale dei Monti di Trapani PIANO DI GESTIONE versione conforme

Dettagli

Norme del Documento di Piano

Norme del Documento di Piano Norme del Documento di Piano SOMMARIO: ART. 1. DISPOSIZIONI GENERALI... 3 ART. 2. CONTENUTO DEL DOCUMENTO DI PIANO... 4 ART. 3. RINVIO AD ALTRE DISPOSIZIONI DIFFORMITÀ E CONTRASTI TRA DISPOSIZIONI, DEROGHE...

Dettagli

GLI IMPIANTI IDROELETTRICI IN VALLE ORCO, VAL DI SUSA e SUL FIUME PO

GLI IMPIANTI IDROELETTRICI IN VALLE ORCO, VAL DI SUSA e SUL FIUME PO GLI IMPIANTI IDROELETTRICI IN VALLE ORCO, VAL DI SUSA e SUL FIUME PO Gli impianti idroelettrici Iren Energia è la società del Gruppo Iren che opera nei settori della produzione e distribuzione di energia

Dettagli

Elementi per una Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici

Elementi per una Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici Elementi per una Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici DOCUMENTO PER LA CONSULTAZIONE PUBBLICA (12 SETTEMBRE 2013) Sommario INTRODUZIONE 1 IMPATTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI E VULNERABILITÀ

Dettagli

Carta dei tipi forestali della Regione Lombardia LA BANCA DATI FORESTALE. Relatore: Michele Carta

Carta dei tipi forestali della Regione Lombardia LA BANCA DATI FORESTALE. Relatore: Michele Carta Carta dei tipi forestali della Regione Lombardia LA BANCA DATI FORESTALE Relatore: Michele Carta LA BANCA DATI Insieme di cartografie e dati descrittivi, gestite tramite GIS, di supporto alla modellizzazione

Dettagli

MILLE CANTIERI PER LO SPORT. 150 milioni di euro di finanziamenti a tasso zero per mettere a nuovo gli impianti sportivi di base

MILLE CANTIERI PER LO SPORT. 150 milioni di euro di finanziamenti a tasso zero per mettere a nuovo gli impianti sportivi di base 150 milioni di euro di finanziamenti a tasso zero per mettere a nuovo gli impianti sportivi di base 500 spazi sportivi scolastici e 500 impianti di base, pubblici e privati «1000 Cantieri per lo Sport»

Dettagli

REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI

REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI Presentazione per le scuole primarie A cura di Enrico Forcucci, Paola Di Giacomo e Alessandra Santini ni Promuovere la conoscenza e la diffusione delle energie provenienti

Dettagli

Popolazione e famiglie

Popolazione e famiglie 23 dicembre 2013 Popolazione e famiglie L Istat diffonde oggi nuovi dati definitivi del 15 Censimento generale della popolazione e delle abitazioni. In particolare vengono rese disponibili informazioni,

Dettagli

Istituto per il Credito Sportivo

Istituto per il Credito Sportivo Istituto per il Credito Sportivo REGOLAMENTO SPAZI SPORTIVI SCOLASTICI CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSI SUI MUTUI AGEVOLATI DELL ISTITUTO PER IL CREDITO SPORTIVO INDICE 1. Perché vengono concessi contributi

Dettagli

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA (aggiornata a gennaio 2014) 1 SOMMARIO INTRODUZIONE... pag. 3 IL PIANO CASA IN TOSCANA... pag. 4 INTERVENTI DI AMPLIAMENTO....pag. 5 INTERVENTI DI DEMOLIZIONE

Dettagli

Focus Sedi, alunni, classi e dotazioni organiche del personale docente della scuola statale A.S. 2013/2014

Focus Sedi, alunni, classi e dotazioni organiche del personale docente della scuola statale A.S. 2013/2014 Focus Sedi, alunni, classi e dotazioni organiche del personale docente della statale A.S. 2013/2014 Premessa In questo Focus viene fornita un anticipazione dei dati relativi all a.s. 2013/2014 relativamente

Dettagli

n 9 di mercoledì 10/06/2015 Sommario settimana dal 10/06/2015 al 16/06/2015 Riassunto

n 9 di mercoledì 10/06/2015 Sommario settimana dal 10/06/2015 al 16/06/2015 Riassunto Fattori comprensoriali comuni Fonti di approvvigionamento idriche Sommario settimana dal 10/06/2015 al 16/06/2015 Riassunto Fiume PO portata presso località Pontelagoscuro - Fiume PO livello presso opera

Dettagli

Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl

Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl Valutazione modellistica ricaduta al suolo delle emissioni dell impianto Rena Energia srl Studio Settembre 2014 1 Pag / indice 3 / Premessa 4 / Descrizione della catena modellistica 6 / Lo scenario simulato

Dettagli

Barriere flessibili contro le frane superficiali di versante: la soluzione vantaggiosa contro i pericoli naturali.

Barriere flessibili contro le frane superficiali di versante: la soluzione vantaggiosa contro i pericoli naturali. Barriere flessibili contro le frane superficiali di versante: la soluzione vantaggiosa contro i pericoli naturali. Barriere flessibili di protezione contro le frane superficiali in pendii instabili: -

Dettagli

Opere di urbanizzazione

Opere di urbanizzazione Opere di urbanizzazione di Catia Carosi Con il termine opere di urbanizzazione si indica l insieme delle attrezzature necessarie a rendere una porzione di territorio idonea all uso insediativo previsto

Dettagli

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI IN LOMBARDIA ESEMPIO DI PIANIFICAZIONE NEL COMUNE DI RHO A.Romano*, C. Gaslini*, L.Fiorentini, S.M. Scalpellini^, Comune di Rho # * T R R S.r.l.,

Dettagli

Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014

Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014 Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014 Gli interventi di ripristino vegetazionale rappresentano la fase conclusiva dei lavori

Dettagli

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo.

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo. 17875 LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni Istituzione del fascicolo del fabbricato. IL CONSIGLIO REGIONALE HA

Dettagli

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U.

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. DISCIPLINA DEI LIMITI E DEI RAPPORTI RELATIVI ALLA FORMAZIONE DI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI

Dettagli

Riferimenti Normativi. D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq.

Riferimenti Normativi. D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq. Riferimenti Normativi - D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq. reflue) Acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti

Dettagli

alluvioni e frane Si salvi chi può!

alluvioni e frane Si salvi chi può! alluvioni e frane Che cos è l alluvione? L alluvione è l allagamento, causato dalla fuoriuscita di un corso d acqua dai suoi argini naturali o artificiali, dopo abbondanti piogge, nevicate o grandinate,

Dettagli

Scheda 4 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO CULTURALE ED ECONOMICO. GREEN JOBS Formazione e Orientamento

Scheda 4 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO CULTURALE ED ECONOMICO. GREEN JOBS Formazione e Orientamento Scheda 4 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO TERRITORIO CULTURALE ED ECONOMICO GREEN JOBS Formazione e Orientamento L uomo è il principale agente di trasformazione del territorio sia direttamente,

Dettagli

08.037. Messaggio sui contributi della Confederazione per far fronte ai danni causati dal maltempo del 2005 nel Cantone di Obvaldo. del 14 maggio 2008

08.037. Messaggio sui contributi della Confederazione per far fronte ai danni causati dal maltempo del 2005 nel Cantone di Obvaldo. del 14 maggio 2008 08.037 Messaggio sui contributi della Confederazione per far fronte ai danni causati dal maltempo del 2005 nel Cantone di Obvaldo del 14 maggio 2008 Onorevoli presidenti e consiglieri, con il presente

Dettagli

Fasce di rispetto attorno ai punti di prelievo

Fasce di rispetto attorno ai punti di prelievo Corso di Idrogeologia Applicata Dr Alessio Fileccia Fasce di rispetto attorno ai punti di prelievo Le immagini ed i testi rappresentano una sintesi, non esaustiva, dell intero corso di Idrogeologia tenuto

Dettagli

MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE VOLUME 1 CAPITOLO 2 ... ... ... ... ... ...

MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE VOLUME 1 CAPITOLO 2 ... ... ... ... ... ... VOLUME 1 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE ACQUE INTERNE 1. Parole per capire A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: valle... ghiacciaio... vulcano... cratere...

Dettagli

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI

AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI DESCRIZIONE DEL PROGETTO Data: Agosto 2010 Oggetto: Affidamento concessione avente con ad procedura oggetto la aperta della progettazione, costruzione e gestione del raccordo Autostradale A23-A28 Cimpello

Dettagli

LUNGO IL PO, IN VIAGGIO DALL ARCHITETTURA ALLA NATURA Progetti fra Terre e Acque per riscoprire il Paesaggio zero Ippolito Ostellino

LUNGO IL PO, IN VIAGGIO DALL ARCHITETTURA ALLA NATURA Progetti fra Terre e Acque per riscoprire il Paesaggio zero Ippolito Ostellino LUNGO IL PO, IN VIAGGIO DALL ARCHITETTURA ALLA NATURA Progetti fra Terre e Acque per riscoprire il Paesaggio zero Ippolito Ostellino L esperienza di lavoro intorno ai fiumi, ed in particolare nel caso

Dettagli

il fiorire del S E C C H I A progetto di integrazione socio-spaziale Corte Ospitale Rubiera 25 maggio 2007

il fiorire del S E C C H I A progetto di integrazione socio-spaziale Corte Ospitale Rubiera 25 maggio 2007 il fiorire del S E C C H I A progetto di integrazione socio-spaziale Corte Ospitale Rubiera 25 maggio 2007 Fiorire del Secchia La costruzione di un Parco Aperto Obbiettivi: Salvaguardare l ambientale;

Dettagli

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni.

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. 8 regioni settentrionali: il Piemonte (Torino), la Val d Aosta (Aosta),

Dettagli

Le perdite d'acqua si definiscono con riferimento al deflusso superficiale (opportunamente definito) alla sezione di chiusura del bacino.

Le perdite d'acqua si definiscono con riferimento al deflusso superficiale (opportunamente definito) alla sezione di chiusura del bacino. Il bacino può essere inteso come volume di controllo che appoggia sulla superficie del suolo oppure sullo strato impermeabile sottostante agli acquiferi. I fenomeni di trasporto di acqua attraverso il

Dettagli

Verifica sismica di dighe a gravità in calcestruzzo

Verifica sismica di dighe a gravità in calcestruzzo Verifica sismica di dighe a gravità in calcestruzzo Keywords: dighe a gravità in calcestruzzo, verifica sismica, metodi semplificati, programmi di calcolo. Autore: L. Furgoni, Relatore: Prof. C. Nuti,

Dettagli

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni)

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni) ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Gli immobili in Italia - 2015 ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Nel presente capitolo è analizzata la distribuzione territoriale

Dettagli

PENDII NATURALI E ARTIFICIALI

PENDII NATURALI E ARTIFICIALI PENDII NATURALI E ARTIFICIALI Classificazione del movimento, fattori instabilizzanti, indagini e controlli 04 Prof. Ing. Marco Favaretti Università di Padova Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria

Dettagli

DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO

DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO DIREZIONE URBANISTICA SERVIZIO Edilizia Privata, DISCIPLINA DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO Deliberazione Consiglio Comunale n. 13/2014 SCHEDA INFORMATIVA Aprile 2014 In data 25 marzo

Dettagli

GLI ALUNNI STRANIERI NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO A.S. 2013/2014. (Ottobre 2014)

GLI ALUNNI STRANIERI NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO A.S. 2013/2014. (Ottobre 2014) GLI ALUNNI STRANIERI NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO A.S. 2013/2014 (Ottobre 2014) I dati presenti in questa pubblicazione fanno riferimento agli studenti con cittadinanza non italiana dell anno scolastico

Dettagli

Impianti di depurazione delle acque reflue: Cicli di trattamento appropriati e criteri di dimensionamento. Dr. Ing. Luigi Petta ENVIS Srl

Impianti di depurazione delle acque reflue: Cicli di trattamento appropriati e criteri di dimensionamento. Dr. Ing. Luigi Petta ENVIS Srl Impianti di depurazione delle acque reflue: Cicli di trattamento appropriati e criteri di dimensionamento Dr. Ing. Luigi Petta ENVIS Srl Via Fanin,, 48 40127 Bologna Tel. 051 4200324 luigi.petta petta@envis.itit

Dettagli

OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO 18/01/2014 Rapporto morti bianche triennio 2011/12/13

OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO 18/01/2014 Rapporto morti bianche triennio 2011/12/13 OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO 18/01/2014 Rapporto morti bianche triennio 2011/12/13 ANALISI COMPARATIVA DATI 2011-2012-2013 ANALISI DATI AGGREGATI 2011-2012- 2013 ANDAMENTO INFORTUNI NEL QUADRIENNIO

Dettagli

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA ARGOMENTI DA TRATTARE: DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE

Dettagli

n 6 di mercoledì 20/05/2015 Sommario settimana dal 20/05/2015 al 26/05/2015 Riassunto

n 6 di mercoledì 20/05/2015 Sommario settimana dal 20/05/2015 al 26/05/2015 Riassunto Fattori comprensoriali comuni Fonti di approvvigionamento idriche Sommario settimana dal 20/05/2015 al 26/05/2015 Riassunto Fiume PO portata presso località Pontelagoscuro - Fiume PO livello presso opera

Dettagli

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 Modalità attuative

Dettagli

tutela e ripristino degli habitat come azione di tutela delle popolazioni ittiche: qualche esperienza e qualche prospettiva per il Trentino

tutela e ripristino degli habitat come azione di tutela delle popolazioni ittiche: qualche esperienza e qualche prospettiva per il Trentino Fondazione E. Mach S. Michele all Adige, 24 aprile 2013 Lorenzo Betti naturalista ittiologo tutela e ripristino degli habitat come azione di tutela delle popolazioni ittiche: qualche esperienza e qualche

Dettagli

DOTTORATO DI RICERCA

DOTTORATO DI RICERCA Università degli Studi di Cagliari DOTTORATO DI RICERCA Difesa e Conservazione del suolo, Vulnerabilità ambientale e Protezione Idrogeologica Ciclo XXII Settore/i scientifico disciplinari di afferenza

Dettagli

RICOSTRUZIONE DEI TREND DI PIOVOSITA E TEMPERATURA NEGLI ULTIMI 80 ANNI IN SICILIA. PRIMI RISULTATI

RICOSTRUZIONE DEI TREND DI PIOVOSITA E TEMPERATURA NEGLI ULTIMI 80 ANNI IN SICILIA. PRIMI RISULTATI Giuseppe Basile (1), Marinella Panebianco (2) Pubblicazione in corso su: Geologia dell Ambiente Rivista della SIGEA - Roma (1) Geologo, Dirigente del Servizio Rischi Idrogeologici e Ambientali del Dipartimento

Dettagli

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere ...... Le partecipate...... Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere le partecipate comunali in perdita, i Comuni italiani dispongono ancora di un portafoglio di partecipazioni molto rilevante,

Dettagli

Regioni, province e grandi comuni

Regioni, province e grandi comuni SISTEMA STATISTICO NAZIONALE ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA 2 0 0 4 Settore Popolazione Tavole di mortalità della popolazione italiana Regioni, province e grandi comuni Anno 2000 Informazioni n. 28-2004

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO

ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via S. Andrea, 8 32100 Belluno Tel. 0437 516927 Fax 0437 516923 e-mail: serv.spisal.bl@ulss.belluno.it Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via Borgo

Dettagli

Comune di TORINO DI SANGRO (CH) INDICE GENERALE INDICE GENERALE...1 1.0 PREMESSA...3

Comune di TORINO DI SANGRO (CH) INDICE GENERALE INDICE GENERALE...1 1.0 PREMESSA...3 INDICE GENERALE INDICE GENERALE...1 1.0 PREMESSA...3 1.1 Il QUADRO NORMATIVO...5 1.2 COSA E UN PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE...8 2.0 LA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO

Dettagli

GESTIONE DEL RISCHIO NEI DISPOSITIVI MEDICI: DALLA CLASSIFICAZIONE ALLA COMMERCIALIZZAZIONE

GESTIONE DEL RISCHIO NEI DISPOSITIVI MEDICI: DALLA CLASSIFICAZIONE ALLA COMMERCIALIZZAZIONE 1 GESTIONE DEL RISCHIO NEI DISPOSITIVI MEDICI: DALLA CLASSIFICAZIONE ALLA COMMERCIALIZZAZIONE Ing. Enrico Perfler Eudax s.r.l. Milano, 23 Gennaio 2014 Indice 2 Il concetto di rischio nei dispositivi medici

Dettagli

Cartografia di base per i territori

Cartografia di base per i territori Cartografia di base per i territori L INFORMAZIONE GEOGRAFICA I dati dell informazione geografica L Amministrazione Regionale, nell ambito delle attività di competenza del Servizio sistema informativo

Dettagli

PARTE PRIMA PARTE PRIMA. LEGGE REGIONALE 7 Aprile 2015 N. 12 Disposizioni di adeguamento della normativa regionale. pag. 2

PARTE PRIMA PARTE PRIMA. LEGGE REGIONALE 7 Aprile 2015 N. 12 Disposizioni di adeguamento della normativa regionale. pag. 2 Mercoledì 15 Aprile 2015 Anno XLVI N. 12 PARTE PRIMA CONDIZIONI DI VENDITA: Ogni fascicolo 2,50. La vendita è effettuata esclusivamente in Genova presso la Libreria Giuridica- PARTE PRIMA 3 SOMMARIO LEGGE

Dettagli

Gruppo cantonale per lo sviluppo sostenibile (GrussTI) Coordinamento: Cancelleria dello Stato, Bellinzona Presentazione a cura di Sabrina Caneva

Gruppo cantonale per lo sviluppo sostenibile (GrussTI) Coordinamento: Cancelleria dello Stato, Bellinzona Presentazione a cura di Sabrina Caneva Gruppo cantonale per lo sviluppo sostenibile (GrussTI) Coordinamento: Cancelleria dello Stato, Bellinzona Presentazione a cura di Sabrina Caneva Sviluppo sostenibile e gestione responsabile delle risorse

Dettagli

COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO

COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n 74 del 30.11.2009 ESECUTIVO DAL 28.12.2009

Dettagli

Pensionati e pensioni nelle regioni italiane

Pensionati e pensioni nelle regioni italiane Pensionati e pensioni nelle regioni italiane Adam Asmundo POLITICHE PUBBLICHE Attraverso confronti interregionali si presenta una analisi sulle diverse tipologie di trattamenti pensionistici e sul possibile

Dettagli