PARTE I IL CONSORZIO DI BONIFICA BASSA FRIULANA

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1 RELAZIONE TECNICO ECONOMICA E FANZIARIA SULL ATTIVITA SVOLTA DALLA AMMISTRAZIONE CONSORZIALE NEL QUQUENNIO

2 PARTE I IL CONSORZIO DI BONIFICA BASSA FRIULANA 1

3 La bonifica - Dal fuoco ci si puó difendere, dall'acqua no Il termine bonifica deriva da "bonum facere" cioè rendere buono. La bonifica è un attività antichissima, con la quale l uomo cerca nuovi equilibri con l ambiente che lo circonda intervenendo su di esso, plasmandolo per rendenderlo più ospitale. I primi nella Penisola a sviluppare una raffinata tecnica di bonifica furono gli Umbri e poi gli Etruschi, nel XII sec. a.c., sull esempio degli antichi Egizi. L eredità fu raccolta dai Romani che, avendo riunito i vari popoli sotto un unico governo, si trovarono a necessitare di nuova terra utile per una popolazione in continua crescita demografica. Agli interventi di bonifica i Romani assegnarono un duplice fine: quello igienico, come lotta all endemia malarica (l aer graevis, forse importata dall Africa attorno al V sec. a.c.) e quello agrario, come sistemazione e messa a coltura dei terreni. Alle opere concrete (tra le quali il Canale Anfora nell'aquileiese) si affiancò un accurata gestione tecnica e legislativa che tutelava il principio dell interesse comune, al quale le attività erano destinate. Nella seconda metà del III sec. d.c. la progressiva decadenza dell impero aveva già compromesso la gestione agricola: le invasioni barbariche posero fine in pochi decenni alla grande opera dei Romani e i terreni furono abbandonati all incuria: tornarono carestie, siccità, inondazioni e malattie endemiche. Durante il regno di Teodorico ( d.c.) si ebbe una ripresa, ma la riapertura di strade, la regimazione di fiumi, la bonifica di zone palustri furono vanificate dalle violente calamità atmosferiche che imperversarono sulla Penisola tra il 479 e il 596, le quali modificarono in modo sostanziale il territorio. Tra l' VIII e il XIV sec. si distinse l iniziativa dei Padri Benedettini e Cistercensi, che collocarono i monasteri in zone incolte e le risanarono con un lavoro paziente e costante, fatto di paludi bonificate, argini, canali, opere di supporto, avviando un periodo di bonifiche che pur tra alterne vicende continua ancor oggi. Se nel Medio Evo la bonifica subì un rallentamento per l impossibilità di un efficace coordinamento degli interventi, il Rinascimento segnò un rilancio dell attività: vennero costituiti i primi Enti, deputati - sotto il controllo centrale - alla conservazione e all utilizzo delle opere realizzate. Venezia naturalmente si distinse per l'ampia e articolata attività di bonifica in laguna e nell'entroterra. 2

4 La bonifica integrale Alla fine del XIX sec. il concetto di bonifica venne limitato alla lotta contro il paludismo, il disordine idraulico e la malaria. Ma la malaria non regredì e fu quindi chiaro che la sola opera di risanamento idraulico non risolveva i problemi igienici e andava integrata con interventi sanitari e con la razionale sistemazione dei terreni. Nel 1933 la bonifica assunse con la dimensione ternaria - cioè ad un tempo idraulica, igienica ed agraria - il suo significato più completo: quello di integrale. La bonifica così intesa comprende non solo gli interventi di risanamento idraulico dei terreni, ma anche quelli rivolti all esercizio di una normale attività agricola, quali la sistemazione dei terreni, l'irrigazione, la ricomposizione dei fondi frammentati, la costruzione di fabbricati rurali, di elettrodotti, di acquedotti, di strade, il rimboschimento delle pendici montane. L attività di bonifica è una costante opera di salvaguardia ambientale rivolta alla difesa ed al mantenimento del delicato equilibrio terra-acque di cui i Consorzi sono i naturali custodi. Il canale Anfora Già nel 169 a.c. i Romani realizzarono lo scavo del canale Anfora - collegato al Porto di Aquileia da un sistema di corsi d'acqua e canali artificiali - sia come via navigabile (Acquae Gradatae - Aquileia - Mare Adriatico) sia come adduttore di una consistente portata necessaria per il ricambio d acqua nel reticolo idraulico di Aquileia e dei suoi dintorni. Parte di questo canale è ancora funzionante per lo scarico delle idrovore dell Anfora, mentre il tratto verso la laguna risulta ormai interrato. 3

5 Il Consorzio Nella normativa austriaca sulle acque del 1870 e nella legislazione italiana di fine 800 viene indicata un ampia fascia di terreni dell area aquileiese e di quella circumlagunare delimitata dai fiumi Stella e Turgnano da sottoporre a sistemazione idraulica. Su quei terreni furono insediati i primi Consorzi di bonifica della Bassa. Altri Consorzi nacquero sia nella fascia circumlagunare, che in quella superiore del comprensorio, per un totale di 16 Enti, un numero elevato che male consentiva un azione organica sul territorio. Nel 1929 si costituì il Consorzio di II grado per la Trasformazione Fondiaria della Bassa Friulana, che ebbe il compito di compilare il Piano Generale di Bonifica dell'intero territorio classificato e di provvedere al coordinamento delle attività dei diversi Consorzi nell interesse comune. Con l emanazione del testo unico sulla bonifica integrale, Regio Decreto del 1933, fu avviata una più intensa e razionale attività di bonifica insieme ad un accorpamento dei Consorzi esistenti, che vennero ridotti a 8. Nel 1966 la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia dispose la fusione in un Consorzio unico denominato Consorzio per la Bonifica e lo Sviluppo Agricolo della Bassa Friulana. Con il successivo accorpamento dei consorzi Isola Morosini e Rotta Primero, sorse un nuovo ente con il nome definitivo di CONSORZIO di BONIFICA BASSA FRIULANA, e competenza su di un territorio comprendente 35 Comuni. I Consorzi di Bonifica del Friuli Venezia Giulia Nella Regione Friuli Venezia Giulia - che si estende su un'area di ettari - ben ettari, pari al 43% dell intera superficie, sono classificati in comprensorio di bonifica. Quest'area è distribuita fra quattro consorzi: Bassa Friulana, Ledra-Tagliamento, Cellina-Meduna, Pianura Isontina. 4

6 Le tre fasce di suddivisione del territorio L intero territorio del Friuli Venezia Giulia presenta numerosi fattori di rischio, ed anche la sua pianura offre diverse e articolate problematiche. La pianura friulana si estende su ettari e si può suddividere in tre fasce: zona arida, zona umida, zona a scolo meccanico. La ZONA ARIDA è la più estesa ed è costituita da un materasso ghiaioso, accentuato nei settori dove i corsi d acqua torrentizi hanno accumulato i loro detriti e solo parte delle acque scorre in superficie, mentre il resto viene ingoiato dal sottosuolo permeabile. La ZONA UMIDA riguarda la bassa friulana e la bassa pordenonese: qui vaste aree sono interessate dal fenomeno delle risorgive, dalle quali traggono origine vari fiumi. Regolare il sistema scolante non è agevole; tuttavia la zona è fertile e non presenta urgenze irrigue come accade invece per la zona arida. La ZONA A SCOLO MECCANICO comprende i terreni circumlagunari tra il Tagliamento e l Isonzo le cui acque, per mancanza di quota, non sgrondano in modo naturale in laguna e nei corsi d'acqua adiacenti, ma devono essere sollevate e scaricate tramite le idrovore. Oltre ettari della bassa, infatti, si trovano ad una quota inferiore al livello medio del mare, in particolare vaste aree dei Comuni di Aquileia, Terzo di Aquileia, Palazzolo: il blocco degli impianti di sollevamento ne provocherebbe la parziale sommersione in soli due o tre giorni. Questa zona è in costante estensione principalmente a causa del bradisismo (il terreno della regione si abbassa di circa cm ogni 10 anni) e dell eustatismo (innalzamento del livello del mare per effetto dello scioglimento dei ghiacci). Bradisismo, eustatismo e subsidenza Dal greco bradi (lento) e seismos (scossa, movimento), il bradisismo è un movimento lento del suolo in senso verticale, chiamato positivo se si verifica dall'alto al basso (sommersione) e negativo dal basso all'alto (emersione). I risultati del movimento sono ben visibili lungo le rive del mare dove si possono osservare le erosioni delle rive (e perciò lo spostamento della linea di spiaggia) ad opera delle onde marine. Se il bradisismo è positivo, il mare avanza con sommersione della costa; se è 5

7 negativo, il mare si ritira. Le cause del bradisismo vengono spiegate con numerose teorie, tra cui quella che lo riconduce al movimento delle placche tettoniche. L eustatismo è l innalzamento o l abbassamento del livello dei mari per lo scioglimento o la formazione delle calotte glaciali. Dalla fine dell ultima era glaciale, anni fa, la temperatura media va aumentando, le calotte polari si sciolgono e il livello dei mari aumenta progressivamente. A questo fenomeno naturale si aggiunge l effetto serra, dovuto all utilizzo dei combustibili fossili, che contribuisce all aumento della temperatura terrestre. Il Mediterraneo si è formato dalla deriva dei continenti, nello scontro dell Africa con l Eurasia. Ai lati si sono formate catene montuose, al centro un lago, mentre le fessure createsi nella crosta sono causa di eruzioni vulcaniche e terremoti. Mano a mano che il bacino si riempie, il peso dello strato d acqua aumenta e il fondo viene spinto verso il basso. Questo movimento si chiama subsidenza. La linea delle risorgive Tra la alta e la bassa pianura friulana vi è una netta separazione di tipologia degli strati sotterranei lungo la una linea ideale, che con andamento ovest-est, segue la direttrice Codroipo-Gonars-Ruda-Turriaco-Staranzano-Timavo. È la linea delle risorgive, dove le acque che incontrano il sottosuolo impermeabile affiorano in superficie, formando corsi di portata abbondante. In passato questi corsi d'acqua, dall andamento spontaneo ed imprevedibile, hanno determinato situazioni di disordine idraulico e gravi inconvenienti, che solo gli articolati interventi di bonifica hanno risolto. Un tempo la zona sotto alla linea delle risorgive era quasi interamente incompatibile con gli insediamenti umani: tra i pochi abitanti regnavano malaria, pellagra e povertà. Di questa vasta area si poteva percorrere solo il perimetro: le sponde del Tagliamento e dell Isonzo, la SS. 252 "Stradalta" a nord, mentre lungo la laguna si utilizzavano le levade, strade precarie che diventavano impercorribili dopo il maltempo. All interno, terreni paludosi, alluvioni provocate da fiumi e torrenti, inondazioni dal mare. 6

8 Sotto il suolo La falda freatica è uno strato d acqua la cui superficie è a pressione pari a quella atmosferica e per essere usata in superficie, deve essere sollevata tramite pompe o drenata con canali emuntori. L acqua della falda è sempre in lento movimento, da Nord verso Sud, attraverso i piccoli meati del materiale ghiaioso che il Tagliamento e l Isonzo hanno depositato costruendo la grande pianura friulana. Le falde artesiane sono strati d acqua che scorrono, in pressione, fra due strati di terreno impermeabile. L acqua pertanto può risalire e uscire dal piano di campagna per pressione naturale, senza necessità di pompaggio, attraverso un pozzo, nel quale viene inserita una tubazione fino a raggiungere in profondità la falda stessa. Le risorgive si formano quando la falda freatica tracima al di sopra degli strati impermeabili che si oppongono come una grande diga al suo avanzamento, determinando il rigurgito della corrente sotterranea e la creazione di un grande lago freatico. Questo si forma con le acque che si infiltrano nel terreno ghiaioso a valle della cerchia morenica e defluiscono verso sud fino ad affiorare in corrispondenza della linea delle risorgive. Il moto è estremamente lento: una particella d acqua impiega due o tre mesi per spostarsi di un chilometro nei materassi ghiaiosi dell alta e media pianura friulana. Per questo sfasamento temporale, qui il livello delle acque è medio o massimo proprio durante gli utilizzi irrigui, cioè da giugno a settembre. La zona circumlagunare Le aree che si affacciano sul mare e sulla laguna sono difese dalle alte maree da arginature che si estendono su tutto il fronte tra il Tagliamento e l Isonzo. 7

9 Queste furono portate a 3 metri d'altezza dopo l alluvione del 1966, quando le mareggiate sormontarono e danneggiarono le precedenti, allagando migliaia di ettari di terreno bonificato. Quasi tutta la zona circumlagunare è situata ad una quota inferiore rispetto a quella dell alta marea ed è interessata da una rete di canali di scolo che fanno capo a 30 impianti idrovori. I corsi d acqua di risorgiva e i collettori delle reti di bonifica a scolo naturale attraversano quest area tra arginature che risalgono verso nord fino al limite di influenza della marea, senza interessare i terreni che scolano le proprie acque tramite le idrovore. Inizialmente la zona non era minimamente difesa dal mare: le prime strutture permettevano lo scolo solo nei periodi di bassa marea, con l alta marea il canale terminale doveva essere chiuso per impedire il riflusso del mare. Opere di difesa dall erosione e dalle alluvioni Nella gestione idraulica del territorio il Consorzio si avvale delle seguenti opere di difesa: BRIGLIE: L'erosione a opera delle acque superficiali dipende dalla velocità della corrente, che può essere rallentata con la costruzione di gradini lungo il corso d'acqua, chiamati briglie. Tra una briglia e l'altra l'acqua scorre con scarsa pendenza, per poi passare con un salto brusco al gradino successivo. In questo modo si diminuisce la velocità della corrente e di conseguenza anche l'asportazione di materiali. ARGI ARTIFICIALI: Per impedire le alluvioni si può intervenire sui corsi d'acqua costruendo argini artificiali. La progettazione di queste opere di difesa deve tenere adeguato conto dell'aumento delle masse d'acqua durante le piene. Per questo motivo gli argini sono eretti ad una certa distanza dall'alveo, così da consentire lo sfogo alle acque in caso di necessità. SERBATOI DI PIENA E SCOLMATORI: Allo scopo di diminuire la portata dei corsi d'acqua in piena si costruiscono i serbatoi di piena e i canali scolmatori. I serbatoi di piena sono bacini nei quali vengono convogliate le acque al fine di trattenere una parte dell'ondata di piena. Gli scolmatori sono canali o gallerie che, aperti prima dell'arrivo dell'ondata di piena, fanno defluire parte delle acque in altro fiume o canale, o in mare. 8

10 CANALI ARTIFICIALI: Per contenere le ondate di piena lungo il corso inferiore dei fiumi, fin dai tempi più antichi vengono scavati canali artificiali e allargamenti dell'alveo. In alcuni vasti tratti di pianura alluvionale vengono lasciati sgombri, così che l'acqua delle piene possa riversarvisi completamente Le strutture idrovore Vasti bacini circumlagunari, caratterizzati da piani situati a quote inferiori al livello medio del mare, necessitano del sollevamento con idrovore delle acque di piena con il versamento delle stesse in mare o in laguna. Gli impianti idrovori, realizzati al termine delle canalizzazioni di questi bacini, sono costituiti da macchinari che sollevano le portate di piena. Questi sollevano l'acqua da quote sotto il livello medio del mare fra 2 e 4 metri, sino a superare le quote arginali poste a 3 metri sul l.m.m. I dislivelli che questi macchinari devono vincere sono dunque dell ordine di 7-8 metri, a seconda delle differenti situazioni orografiche del comprensorio. L'idrovora viene realizzata a valle di un grande bacino di arrivo, denominato «mandracchio». L'acqua, ripulita da fogliame e detriti tramite gli sgrigliatori, viene poi immessa in alcune «camere» dove sono installate le pompe di sollevamento azionate da motori elettrici, il cui funzionamento è garantito - in caso di black out - da gruppi elettrogeni. Gli argini a mare vengono superati con tubazioni metalliche o in vetroresina. 9

11 L'attività consorziale L'attività consorziale richiede da un lato l'esercizio, la manutenzione e la gestione delle emergenze, dall'altro la realizzazione di nuovi progetti. Le avversità atmosferiche hanno spesso dimostrato l importanza vitale dell attività bonificatoria per la salvaguardia dei centri abitati, delle aree agricole, di quelle industriali, commerciali e turistiche dell'intera bassa pianura. Provvedimenti tesi a fronteggiare la subsidenza, a prevenire gli allagamenti, a contenere l erosione di sponde ed argini, come pure la regimazione, la raccolta e lo smaltimento a mare o a fiume delle acque sgrondate dalle campagne, dalle aree urbanizzate, da quelle turistiche ed industriali sono interventi per la tutela dell'ambiente e per la sicurezza della Comunità. Sono pertanto interventi di pubblico interesse. L'esercizio delle strutture avviene tramite una articolata organizzazione operativa d ufficio ed in sito, con un'attività costante di manutenzione, in collaborazione anche con le altre realtà operanti sul territorio: le Direzioni Regionali (Agricoltura, Ambiente, Protezione Civile, Viabilità e Trasporti) e i Comuni. All esterno sono attivi tre nuclei operativi per il settore idraulico: area occidentale di Latisana; area centrale di S.Giorgio di Nogaro e area orientale di Cervignano/Aquileia, oltre a sei idrovoristi per la gestione dei 30 impianti di sollevamento. Uno specifico nucleo operativo è adibito al settore irriguo (Zona Superiore Asciutta). L attività ordinaria comprende il diserbo e lo sfalcio dei canali, il decespugliamento di scarpate, banchine, canali e argini, interventi di espurgo e ripresa di frane nei canali di scolo, opere di manutenzione degli impianti idrovori, dei sistemi di irrigazione e dei manufatti idraulici in genere. Rilevanza particolare viene riservata ai servizi di piena, con compiti di vigilanza e intervento in caso di calamità naturali anche in collaborazione con la Protezione Civile regionale. 10

12 Il Consorzio in cifre: TERRITORIO Superficie consortile (ha): Superficie a scolo naturale (ha): Superficie a scolo meccanico (ha): COMUNI TERESSATI In provincia di Udine: 33 In provincia di Gorizia: 2 OPERE IDRAULICHE Arginature a mare e a laguna (km): 79 Arginature a fiume (km): 146 Impianti idrovori (180 m3/s): 30 Canali di scolo (km): OPERE IRRIGUE Superficie irrigata (ha): Pozzi irrigui: 37 Comizi irrigui : 41 Impianti di irrigazione a pioggia: 2 Canali irrigui (km): 180 Condotte in pressione (km): 26 Superficie con irrigazione di soccorso (ha): SEDI CONSORZIALI: 4 MAGAZZI E CAPANNONI: 7 I progetti di miglioramento: - Riconversioni dei sistemi di irrigazione da scorrimento a pioggia. - Ristrutturazioni e impermeabilizzazioni di reti di adduzione irrigua. - Adeguamenti e miglioramenti dei sistemi di irrigazione. - Sistemi di telecomando e telemisura. - Adeguamenti e miglioramenti di impianti idrovori e manufatti idraulici. - Trasformazioni da scolo naturale a scolo meccanico. - Ristrutturazioni di sistemi scolanti. - Rinforzi e ripristini di arginature a mare, a laguna e a fiume. - Interventi di rinaturazione e tutela ambientale. 11

13 L'irrigazione La disponibilità idrica nel comprensorio della Bassa friulana è rilevante, ma non uniforme: gran parte delle risorse si rinvengono nel ventaglio di risorgive dello Stella. Le strutture per la captazione e la distribuzione delle acque sono: i pozzi che attingono dalla falda freatica nella zona superiore asciutta; i pozzi artesiani; i canali emuntori, che prelevano l acqua dalla falda freatica dove è più copiosa per trasferirla in aree carenti; le canalizzazione con derivazione dai corsi di risorgiva. L irrigazione può avvenire con impianti a scorrimento o a pioggia: attualmente il 11% del territorio consortile risulta irrigato. Il 32% del territorio è servito da irrigazione di soccorso. La superficie agricola corrisponde al 77% dell intera area consorziata. Valorizzazione e salvaguardia dell'ambiente La bonifica è una attività svolta a beneficio dell intera collettività: il Consorzio di bonifica si adopera per la valorizzazione e la salvaguardia del territorio e dell'ambiente affinché possano coesistere e svilupparsi le varie attività agricole, industriali, turistiche. Il Consorzio di Bonifica ha natura giuridica di ente pubblico economico non commerciale, e deve il suo sostentamento al contributo dei consorziati, cioè chiunque possieda un terreno o un fabbricato e goda dei benefici derivanti dalla bonifica. A carico dei consorziati, quindi, sono le spese di amministrazione e l attività di manutenzione da parte del Consorzio, mentre le nuove opere sono finanziate (in modo parziale o totale) dalla Regione o dallo Stato, che mantengono la proprietà delle stesse, ma ne affidano tutti gli aspetti di gestione al Consorzio. Nella bassa pianura friulana la bonifica integrale - idraulica, igienica ed agraria - trova la sua espressione più completa, perché proprio qui - per la natura peculiare dei terreni - risulta più complesso e delicato il mantenimento dell'equilibrio idraulico. In simili pianure, la sicurezza dalle acque - condizione prima per ogni ipotesi di sviluppo - è frutto del lavoro silenzioso di persone che ieri come oggi attivano idrovore, manovrano chiaviche, aprono paratoie idrauliche, riempiono e svuotano canali. Gli obiettivi primari del Consorzio sono la gestione delle risorse idriche, il recupero e la salvaguardia del territorio e dell'ambiente, la tutela dalle calamità naturali con attività di protezione civile. In programma vi sono numerosi progetti relativi ad adeguamenti di strutture esistenti, al miglioramento del sistema irriguo e al consolidamento dell assetto idrogeologico accompagnato da un attività di monitoraggio sistematica. 12

14 Gli Amministratori del Consorzio nel quinquennio Presidente: RIGONAT ROBERTO Vicepresidenti: RIGONAT GIORGIO, ZANONE PIERFRANCO Deputazione Amministrativa: BENVEGNU ALBO FOSSALON DI GRADO GO BI PIERO FERRUCCIO PALAZZOLO DELLO STELLA UD MIZZAU GIANFRANCO CARLO UD ODORICO IVANO PRECENICCO UD SICILIOTTO BRUNO BAGNARIA ARSA UD STEL FLAVIO CODROIPO UD VENDRAME FRANCO CODROIPO - UD ZAMPAR GO CERVIGNANO DEL FRIULI UD Collegio revisori dei conti: COMUZZO MARCELLO (Presidente) FERRARA GIOVANNA GIUNCHI FRANCO Consiglio dei delegati: BOARO CARLO AIELLO DEL FRIULI UD BRUGNERA EUGENIO AQUILEIA UD CALLIGARO ROBERTO VARMO UD CANTARUTTI STEFANO MANZANO UD CLEMENT FRANCO TERZO D AQUILEIA UD COMISSO EVARISTO RIVIGNANO UD CUDI GIORGIO VARMO UD DEAN RENATO PORPETTO UD DEL ZOTTO SILVANO LIGNANO SABBIADORO UD DELLA MORA DANILO RIVIGNANO UD FERES CARLO FIUMICELLO UD FLABOREA GO GRADO GO GALLO VITTORO MUZZANA DEL TURGNANO UD GENTILI GIOVANNA CODROIPO UD GEREMIA DAVIDE LATISANA UD GIUDICI NICOLA PRECENICCO UD GREGORIS EMILIO CAMO AL TAGLIAMENTO UD MARCOL CLAUDIO TALMASSONS UD MURARO ADRIANO LIGNANO SABBIADORO UD PANIGUTTI REMO CAMO AL TAGLIAMENTO UD PARDUCCI SUSANNA TERZO D AQUILEIA UD PIZZ CLAUDIO CERVIGNANO DEL FRIULI UD ROMANO ELIGIO MUZZANA DEL TURGNANO UD SALA ROMANO MUZZANA DEL TURGNANO UD SBRUGNERA MAURIZIO BERTIOLO UD SCAI FELICIANO VARMO UD SCAI FRANCO VARMO UD STOCCO GIULIANO CASTIONS DI STRADA UD TAVERNA ERMILIO SAN GIORGIO DI NOGARO UD TESSAR ALDO TORVISCOSA UD TOMAS FULVIO TERZO D AQUILEIA UD TOSO PIERFRANCESCO CARLO UD TURATO FRANCESCO SAN VITO AL TORRE UD TURCO STEFANO TALMASSONS UD URBAN ORLANDO RONCHIS UD ZON PIERANTONIO SAN GIORGIO DI NOGARO UD ZUZZI GIAMPAOLO PORDENONE - PN Direttori del quinquennio: RENATO DUCA fino al LUCA GARGIOLI dal

15 PARTE II IL QUQUENNIO : ANALISI TECNICO ECONOMICA E FANZIARIA 14

16 In esecuzione della lettera o) dell'art.7 del vigente Statuto consorziale spetta al Consiglio dei Delegati redigere, alla scadenza del proprio mandato, una relazione tecnico-economica e finanziaria sull'attività svolta nel quinquennio di competenza, da pubblicarsi nell'albo pretorio dei Comuni ricadenti nel comprensorio ed in quello del Consorzio. La prescrizione consente all'organo consorziale di dare un quadro del proprio operato e dello stato dell Ente in relazione ai programmi ed alle aspettative, tenuto conto delle varie problematiche che ne hanno condizionato l attività. Le problematiche di carattere irriguo e di difesa del territorio dalle acque L attività principale dei Consorzi di Bonifica si esplica in prevalenza in due momenti fondamentali: la tutela del suolo e la difesa dalle alluvioni durante tutto l arco dell anno e l attività di irrigazione durante il periodo estivo. In merito all irrigazione il quinquennio ha visto campagne irrigue molto impegnative per il Consorzio: in particolare le annate 2003 e 2006, nel corso delle quali si sono manifestati periodi prolungati e particolarmente siccitosi con la quasi completa assenza di precipitazioni. Tali situazioni hanno fatto sì che l'assessore all'agricoltura Enzo Marsilio abbia convocato varie unità di crisi sulla siccità, riunendo a più riprese attorno ad un tavolo le principali istituzioni legate alla gestione dell'acqua (consorzi di bonifica, organizzazioni agricole, prefetture, province, gestori idroelettrici, servizi regionali ecc.) al fine di concertare le azioni da porre in essere per far fronte ad una siffatta situazione. La necessità di indire i suddetti incontri conferma il cambiamento climatico in atto dovuto allo "effetto serra" che determina un progressivo aumento della temperatura media del pianeta, con conseguente scarsità d'acqua e significativi cali della quota delle falde freatiche che quotidianamente si rilevano sul territorio. La tal cosa desta preoccupazione se consideriamo che il nostro comprensorio non ha mai sofferto carenze di questo bene prezioso in quanto ha sempre avuto un'abbondante presenza di acque sia di risorgiva che di falda. Le situazioni atmosferiche determinano oramai l avvio del servizio irriguo con notevole anticipo rispetto ai tempi consueti, con domande irrigue particolarmente sostenute durante tutto il ciclo di crescita delle coltivazioni, con conseguente prolungato esercizio degli impianti e costi di esercizio rilevanti. Questo ha determinato negli anni un impegno sempre maggiore per le strutture consortili, anche per quanto concerne l irrigazione di soccorso per le zone nelle quali tale attività risulta normalmente contenuta. Nonostante queste condizioni, in genere, non si sono avute anomalie o grossi disservizi. Gli anni 2003, 2006 e 2007 sono stati inoltre caratterizzati da scarse precipitazioni (inferiori del 30 40% rispetto alle medie storiche), come si evince dal grafico sotto riportato che rappresenta la piovosità annua, espressa in mm, in 3 punti diversi del comprensorio: 15

17 Piovosità annua Piovosità (mm) Anno 2003 Anno 2004 Anno 2005 Anno 2006 Anno 2007 Latisana Carlino Fossalon Vista la possibilità concreta di dover far fronte a periodi di tale portata, la Direzione Regionale dell Agricoltura ha indicato come obiettivo primario, per i Consorzi di Bonifica, quello di ricercare le soluzioni più idonee per il miglior utilizzo del bene acqua. Sono stati previsti anche nel bilancio dello Stato (MIPAF - Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e della Montagna), oltre che in quello regionale dei finanziamenti per progettare e dare esecuzione ad opere di riconversione degli attuali sistemi di irrigazione in opere tali da permettere un più razionale uso dell acqua (la trasformazione da scorrimento ad aspersione, opere di impermeabilizzazione di canali, ammodernamenti di impianti vetusti, espurghi e riprese di frane, ecc.). In merito alla bonifica, va segnalata la cementificazione del suolo determinata dalla progressiva dilatazione degli insediamenti urbani, industriali e turistici, la ramificazione degli assi viari e delle reti tecnologiche che comporta una irreversibile alterazione della situazione idraulica originaria del comprensorio causando non pochi problemi all esercizio delle strutture scolanti consorziali, destinatarie terminali di acque meteoriche, di risorgiva ed anche di apporti idrici di provenienza non convenzionale. Questo stato di cose ha provocato in passato e dà luogo ora, in concomitanza di persistenti precipitazioni piovose, ad un veloce accumulo di acque nei nodi idraulici cruciali con possibilità di ristagni e di allagamenti diffusi, aggravati dal pericolo delle esondazioni dei predetti corsi d acqua, come già avvenuto in un recente passato. Oltre a ciò va segnalata la precarietà dello stato in cui si trovano molti corsi d acqua ricadenti all interno del Comprensorio consorziale e non di competenza del Consorzio: un esempio per tutti le acque pubbliche gestite dalla Regione sulle quali il Consorzio non può intervenire. A seguito degli eventi piovosi di portata eccezionale verificatisi negli anni 2004 e 2007, anche in accordo con le Amministrazioni Comunali, è stato deciso di prescrivere il principio della Invarianza idraulica per tutti i progetti di nuove lottizzazioni e nuove aree cementate che verranno presentati al Consorzio. Tale principio si basa sull equivalenza tra il volume dei fossi e dei canali, che diminuisce per effetto del tombinamento, ed un pari volume (sotto forma di vasche di 16

18 raccolta, di aree depresse, ecc.) che deve essere individuato nell ambito delle nuove realizzazioni. Il Consorzio di Bonifica quale braccio operativo della Regione: i finanziamenti ricevuti Si riporta di seguito la tabella dei decreti di delegazione amministrativa emessi dalle Direzioni Centrali Agricoltura, Ambiente, Protezione Civile e dal MIPAF a favore del Consorzio di Bonifica Bassa Friulana. Si precisa che per alcuni decreti il finanziamento assentito è pari al 100% mentre per altri, in genere quelli legati alle manutenzioni ordinarie degli impianti, è pari al 95%, con rimanente quota a carico della proprietà e quindi distribuita, con mutuo, su tutti i consorziati. La tabella riporta gli estremi del decreto, l importo, il titolo del progetto e lo stato di fatto del procedimento. DECRETI EMESSI NEL QUQUENNIO A FAVORE DEL CONSORZIO DECRETO N DATA DECRETO di delegazione amministrativa CODICE REGIONALE PROGETTO N IMPORTO DI DECRETO ( ) IMPORTO FANZIATO ( ) TITOLO PROGETTO STATO DI FATTO /03/03 OPI , ,35 Intervento urgente di protezione civile in comune di Castions di Strada e Talmassons - Torrente Cormor, consistente nella messa in sicurezza dei corpi arginali di perimetrazione delle casse di espansione di S.Andrat a salvaguardia dei territori urbanizzati circostanti LIQUIDATO /07/03 B/10/AG/ , ,00 Piano preliminare di caratterizzazione delle aree interessate dai lavori di al docup obiettivo misura azione (ripristino e tutela ambientale delle aree costiere e lagunari) LAVORI CORSO 17

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