COGITO ERGO COOP INCONTRO FINALE PROF. MARIO MAZZOLENI

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1 COGITO ERGO COOP INCONTRO FINALE PROF. MARIO MAZZOLENI Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

2 STAKEHOLDER Finanziator i Personal e Collettività Soci Azienda PA Fornitori Clienti/ utenti Individui e gruppi ben identificabili che possono influenzare ed essere influenzati dall attività dell impresa = PORTATORI DI INTERESSI Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

3 GLI STAKEHOLDER L insieme di portatori di interessi coinvolto (sia attivamente sia passivamente) nell esercizio dell attività economica dell impresa è detto insieme degli stakeholder. Essi sono perciò portatori di attese o di pretese nei confronti dell impresa e premono affinché esse si realizzino. L impresa, il cui obiettivo è perdurare nel tempo, ha interesse ad ottenere i consensi degli stakeholder. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

4 I PRINCIPI PRINCIPI GOVERNANCE GESTIONE Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

5 I PRINCIPI elemento distintivo se Richiamo di natura ideologica e valoriale. Approccio strategico/ gestionale. Approccio al mercato. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

6 CORPORATE GOVERNANCE COME: Insieme dei processi attraverso cui le imprese sono dirette e controllate MECCANISMI DI GESTIONE Insieme delle modalità attraverso cui le imprese gestiscono le relazioni con gli stakeholder GESTIONE RELAZIONI STAKEHOLDER Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

7 Corporate governance come: Insieme dei processi attraverso cui le imprese sono dirette e controllate MECCANISMI DI GESTIONE Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

8 LE COOPERATIVE E LA PARTECIPAZIONE DATE LE DEFINIZIONI DI PARTECIPAZIONE NE DERIVA CHE: Il modello cooperativo rappresenta la culla della logica gestionale partecipativa. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

9 PARTECIPAZIONE COME CONSEGUENZA Valori cooperativi: Mutualità; Democrazia; Solidarietà. Cultura condivisa Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

10 LA PARTECIPAZIONE (1) OFFRE SOSTANZIALI OPPORTUNITÀ PER IL SODDISFACIMENTO DI ALCUNI BISOGNI SOFT DEI DIPENDENTI; CONTRIBUISCE ALLA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI FORTEMENTE MOTIVANTI NEI LORO CONFRONTI, REALIZZANDO UNA SORTA DI INDIPENDENZA NEI CONFRONTI DELLE STRUTTURE GERARCHICHE E DI CONTROLLO DEL PROPRIO OPERARE. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

11 La partecipazione (2) Bisogni dell impres a -flessibilità -innovazion e -creatività Valorizzazione delle Risorse Umane PARTECIPAZIONE Benessere da lavoro Bisogni dei dipendenti -identificazione -stima -autorealizzazio ne PARTECIPAZIONE COME RISPOSTA SIMULTANEA AI BISOGNI DI IMPRESA E DIPENDENTI Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

12 Esistono diverse tipologie di partecipazione All organizzazione del lavoro; decisionale; finanziaria; economica. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

13 LA RISPOSTA PARTECIPATIVA CONDIZIONE PER L EFFICACIA E LA QUALITÀ DI UN ORGANIZZAZIONE; RIVALUTAZIONE DELL IMPORTANZA DELLE HR: DA COSTO A RISORSA; AMPLIAMENTO MODELLO CLASSICO DEI FATTORI DELLA PRODUZIONE: CULTURA, INFORMAZIONE, CREATIVITÀ, SPIRITO DI INIZIATIVA, CAPACITÀ DI RAPPORTI INTERPERSONALI; SI ACCORCIA LA DISTANZA TRA MANAGEMENT E DIPENDENTI ESALTAZIONE DELLA POSSIBILITÀ DI ESSERE PROTAGONISTA INSIEME AGLI ALTRI, UN TUTT UNO IN CUI OGNUNO È QUALCUNO. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

14 14 CONDIZIONI MINIME PER IL MANTENIMENTO DELLA PARTECIPAZIONE (1) 1. SOGLIA MINIMA DI COINVOLGIMENTO DEI LAVORATORI PER SALVAGUARDARE L ASPETTO ECONOMICO E DECISIONALE; 2. GARANZIA DI ACCESSO ALLE INFORMAZIONI SULLA GESTIONE; 3. GARANZIA DA POSSIBILI FORME DI RITORSIONE; 4. RITORNI ECONOMICI A INTEGRAZIONE DELLO STIPENDIO DI BASE CONSISTENTI E CONTINUATIVI; Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre 2013

15 CONDIZIONI MINIME PER IL MANTENIMENTO DELLA PARTECIPAZIONE (2) 5. CONDIVIONE DEI VALORI DA PARTE DI MANAGEMENT E LAVORATORI/SOCI; 6. TRASPARENZA DEI PROCESSI DECISIONALI; 7. MEZZI IDONEI A LAVORATORI/SOCI PER FORMULARE E DIFENDERE LE PROPRIE IDEE; 8. STRUTTURA DI SUPPORTO ESTERNA PER IL RAFFORZAMENTO DELLA CULTURA. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

16 Vantaggi della partecipazione Rafforzamento della cittadinanza organizzativa ; senso di appartenenza; motivazione; qualità del lavoro; riduce l inefficienza organizzativa; Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

17 IL CIRCOLO VIRTUOSO DELLA PARTECIPAZIONE Partecipazione Coinvolgimento Motivazione Fidelizzazione Controllo sociale Efficienza dinamica Attenzione alla qualità Effetto esperienza Propensione Investimenti in formazione Ruolo riconosciuto dei dipendenti Propensione alla crescita e alla creatività Efficienza e produttività Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

18 L ECCELLENZA COOPERATIVA

19 Gli obiettivi di un impresa ECCELLENTE devono essere declinati secondo due direttrici: Economica ossia il raggiungimento di risultati coerenti con la volontà di perdurare nel lungo periodo Sociale realizzando, i principi di coinvolgimento partecipazione attenzione alle richieste di tutti gli stakeholder. cultura gestionale orientata a misurare non solo attraverso parametri di natura economica, ma anche attraverso indicatori in grado di misurare la capacità di mantenere come aspetto rilevante il rispetto e la realizzazione dei principi partecipativosolidaristici. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

20 La dimensione ECONOMICA Performance economica e finanziaria richiede una analisi congiunta delle situazioni di solidità, redditività, liquidità e sviluppo riferite alla singola impresa Performance competitiva si definisce nel confronto con i concorrenti cooperativi e non ed attraverso un analisi del posizionamento sul mercato di appartenenza Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

21 Dimensione SOCIALE Mutualità condizioni economiche ed extraeconomiche rese disponibili ai soci Solidarietà interventi ed iniziative rivolti alla collettività ed al territorio di riferimento interventi che si indirizzano anche al di fuori del territorio in cui si colloca la cooperativa Partecipazione dei soci alla vita della cooperativa ed alle decisioni dei soci e/o dei dipendenti alla definizione delle politiche, alle scelte operative ed ai risultati d impresa Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

22 + Fini economici - - Fini sociali Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

23 PERCHÉ QUESTO PERCORSO? 23 PER ARRIVARE A DIRE CHE LA COOPERATIVA HA NEL PROPRIO DNA LE CARATTERISTICHE DI PERSEGUIMENTO DI FINALITÀ SOCIALI CHE OGGI SONO DEFINITE DALLE STRATEGIE DI RESPONSABILITÀ SOCIALE D IMPRESA. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre 2013

24 IL MANAGER COOPERATIVO. 18 Novembre 2013 Prof. Mario Mazzoleni 24

25 IL MANAGER COOPERATIVO Coach Maieuta Prof. Mario Mazzoleni A.R.C.O. 18 Novembre

26 Gestisce la tensione tra spinte valoriali e esigenze gestionali Motore dell innovazione Dirigente del movimento cooperativo Attore del processo partecipativo Supporto al processo partecipativo Guida delle risorse umane Integratore tra spinte diverse 18 Novembre 2013 Prof. Mario Mazzoleni 26

27 IL MANAGER COOPERATIVO 27 NON PUÒ AVERE UN REFERENTE ISTITUZIONALE E ORGANIZZATIVO ESTRANEO ALL INSIEME DEI VALORI FONDANTI IL MOVIMENTO COOPERATIVO; DEVE CONQUISTARE LA PROPRIA IDENTITÀ E AUTONOMIA MANTENENDO SALDI I VALORI E I PRINCIPI DELLA STRUTTURA IN CUI OPERANO. ELABORA STRATEGIE INNOVATIVE COERENTI CON IL SISTEMA DI VALORI CONDIVISI ALL INTERNO DELL AZIENDA CERCANDO DI CONIUGARE MODELLI DIRETTIVI DOMINANTI IN ALTRI CONTESTI AZIENDALI CON LE CARATTERISTICHE PECULIARI IN MODO DA GARANTIRE ISTANZE GESTIONALI E ISTANZE PARTECIPATIVE. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre 2013

28 Vecchio manager cooperativo Identificazione con i valori espressi dai principi cooperativi Carriera tutta interna alla struttura aziendale o al movimento cooperativo Dirigenza come premio fedeltà Dirigente primo tra pari Alta anzianità Modello gestionale conservativo Stile di direzione paternalistico Nuovo manager cooperativo Identificazione nei valori legati all affermazione delle istanze aziendali cooperative Carriera interna o esterna alla struttura aziendale o al movimento Dirigenza come riconoscimento della professionalità Dirigente come leader riconosciuto Anzianità in linea con quella di dirigenti di imprese private Modello gestionale flessibile e legato a spinte di mercato Stile di direzione partecipativo/efficientista Competenze generali 18 Novembre 2013 Prof. Mario Mazzoleni Competenze specialistiche/gestionali 28

29 CULTURA GESTIONALE FLESSIBILE COINVOLGIMENTO DI TUTTI IN TUTTO IMPIEGARE TEAM AUTOGESTITI 18 Novembre 2013 Prof. Mario Mazzoleni 29

30 ADOTTARE I 5 SUPPORTI ASCOLTARE/CELEBRARE/ASSEGNAR E RICONOSCIMENTI 2. DEDICARE TUTTO IL TEMPO NECESSARIO ALLA SELEZIONE 3. ADDESTRARE E RIADDESTRARE 4. FORNIRE INCENTIVI ECONOMICI A TUTTI 5. GARANTIRE IL POSTO DI LAVORO Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre 2013

31 ELIMINARE I 3 INIBITORI SEMPLIFICARE/RIDURRE STRUTTURA 2. RIDEFINIRE IL RUOLO DEI QUADRI INTERMEDI 3. ELIMINARE LE NORME BUROCRATICHE E LE CONDIZIONI UMILIANTI Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre 2013

32 Il modello A.R.C.O. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

33 IL MODELLO A.R.C.O. Attenzione Responsabilità Ascolto Atteggiamento Coinvolgimento Abilità Orientamento Apprendimento 18 Novembre 2013 Prof. Mario Mazzoleni 33

34 RIASSUMENDO LE ABILITÀ DEL MANAGER DEVONO ESSERE DI TIPO TECNICO E COMPORTAMENTALE, MA ESISTONO ALTRI ELEMENTI (FONDAMENTALI E MOLTO DISCUSSI): LA MAIEUTICA E IL COACHING 18 Novembre 2013 Prof. Mario Mazzoleni 34

35 ESSERE MAIEUTA Il termine maieutica viene dal greco maieutiké (sottinteso: téchne). Letteralmente, sta per "l'arte dell ostetricia"), ma l'espressione designa il metodo socratico. Focus: Dialogo e partecipazione per far emergere il meglio. Come la levatrice porta alla luce il bambino, Socrate portava alla luce le piccole verità dal discepolo. 18 Novembre Prof. Mario Mazzoleni 35

36 Il manager maieuta La domanda che usava fare Socrate, ti estì, che cos è, può migliorare molto la qualità della comunicazione, dell apprendimento e della partecipazione ma può anche indurre alla somministrazione della cicuta, perché la chiarezza e la trasparenza non sono sempre gradite!! Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre

37 Il manager maieuta In uno schema logico di tipo maieutico il manager raccoglie i valori forti, li consolida, li indirizza verso obiettivi aziendali coerenti con gli stessi e contemporaneamente garantisce all azienda la sopravvivenza nel tempo. 18 Novembre 2013 Prof. Mario Mazzoleni 37

38 IL MANAGER MAIEUTA 38 LA PECULIARITÀ MAIEUTICA DEL MANAGER PARTECIPATIVO SI ESPLICITA NELLA DEFINIZIONE DI MODALITÀ DI INDIRIZZO DELLA GESTIONE CHE DEVONO ESSERE COERENTI CON LE CULTURE AZIENDALI ATTRAVERSO LA MANIFESTAZIONE DI CAPACITÀ DI LEADERSHIP CHE DOVRÀ ESPRIMERSI TENENDO CONTO DELLA FORTE TENSIONE VERSO LA DIRETTA PARTECIPAZIONE DEI MEMBRI DEL SOGGETTO ECONOMICO ALLA DEFINIZIONE DEGLI INDIRIZZI AZIENDALI. Prof. Mario Mazzoleni 18 Novembre 2013

39 IL RUOLO DEL DIRIGENTE MAIEUTA Idealizzazione interiorizzazione Consenso e aggregazione e rafforzamento ruolo Rafforzamento valori di base Valori di fondo condivisi MAIEUTA Diffusione dei risultati Stabilizzazione Raccordo dei Valori condivisi con le logiche aziendali Successo sociale e aziendale Esplicitazione dei valori emergenti e delle loro rappresentazioni Modalità di indirizzo e di leadership coerente 18 Novembre 2013 Prof. Mario Mazzoleni 39

40 ESSERE COACH Il manager partecipativo agisce come un coach per i propri collaboratori Analizza e conosce le sue risorse; Mette l uomo giusto al posto giusto; Dà obiettivi, indirizzi e strumenti; Accompagna, affianca, motiva e sostiene; Crea il gruppo; Mette in atto azioni di problem solving all interno del gruppo. 18 Novembre 2013 Prof. Mario Mazzoleni 40

41 COLMARE IL GAP Il coaching permette di colmare il gap esistente tra livello delle competenze a disposizione e risultati che si vogliono raggiungere GAP Somma di tutte le competenze di un gruppo Risultati raggiunti 18 Novembre 2013 Prof. Mario Mazzoleni 41

42 IL CIRCOLO VIRTUOSO DEL COACHING Massimizzazione delle performance del gruppo 5 4 Si crea l approccio al lavoro di gruppo 3 Il collaboratore coinvolto e stimolato dà il massimo Il coach conosce le sue risorse, le stimola e accompagna, le indirizza Si crea una relazione empatica con ogni collaboratore Novembre 2013 Prof. Mario Mazzoleni 42

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