Ordine Ingegneri di Bergamo SOTTOCOMMISSIONE CICLO INTEGRATO DELL ACQUA I INCONTRO

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1 Ordine Ingegneri di Bergamo COMMISSIONE IDRAULICA E TERRITORIO SOTTOCOMMISSIONE CICLO INTEGRATO DELL ACQUA PROPOSTA DI DIBATTITO IN COMMISSIONE FORMAZIONE DI UNO SPORTELLO INFORMATIVO E DIVULGATIVO I INCONTRO BERGAMO, 7 MARZO 2011

2 1. INTRODUZIONE La normativa nazionale ha introdotto da tempo due concetti fondamentali per la gestione e tutela delle risorse idriche: 1. Identificazione del bacino idrografico come unità territoriale di base per la stima delle disponibilità naturali delle risorse e dei loro usi ATO - ed in genere coincidente con distretti territoriali a livello di Provincia, comunità amministrativa più idonea per l organizzazione e la gestione ottimale dei servizi idrici corrispondenti alle varie fasi del ciclo idrico integrato, dalla captazione al riutilizzo. 2. La gestione ottimale e la equilibrata ripartizione degli usi nel rispetto del bilancio idrologico e del raggiungimento dell equilibrio economico finanziario tramite la politica delle tariffe. Questi due principali concetti, dalla legge Galli ad oggi, hanno governato la nascita sul territorio di ambiti aziendali che fanno capo alla formazione delle società di gestione degli impianti di depurazione, che hanno fuso la gestione dei sistemi a rete comunali ed intercomunali con il servizio di gestione del trattamento dei reflui. Le società che provvedono oggi alla captazione, produzione e distribuzione di acque risultano essere definite dalle società o enti che storicamente hanno realizzato i collettori di adduzione e di distribuzione di acqua primaria, e che, all interno degli ambiti territoriali, devono trovare integrazione con realtà aziendali che hanno la gestione della seconda parte delle filiera, ovvero il collettamento, la depurazione, il riutilizzo e lo smaltimento. Questi sono gli aspetti fondanti la natura dell obiettivo d integrazione del servizio idrico, che deve trovare sostegno sia per la gestione che per lo sviluppo impiantistico, mediante una gestione imprenditoriale; di contro la crisi economica e finanziaria impone a queste aziende private di dovere affrontare difficoltà di decisione per le politiche degli investimenti; i bassi livelli degli indicatori della crescita economica e il ristagno dei consumi determina grande prudenza nell affrontare nuovi sviluppi soprattutto di tipo infrastrutturale. La gestione del ciclo dell acqua, oggi definita privata sotto l aspetto strettamente imprenditoriale, impone chiaramente un attenta analisi dei costi di gestione, la necessità della formazione di piani industriali costi benefici ed interventi pianificati - che tengano conto della crescente domanda di acqua primaria, di estensione di rete e dei non lievi incrementi di volumi di acqua da collettare e da trattare. Le risposte e le aspettative sono e saranno governate, quindi, da criteri di copertura degli investimenti con fonti di finanziamenti privati, mentre il servizio e le scelte di sviluppo legate al

3 territorio ed ai piani territoriali di settore e di governo del territorio sono invece determinati da politiche pubbliche, con strettto riferimento ad aspetti sociali. Non di meno importante appare necessario ricordare appunto che le crescenti ed ingenti aree urbanizzate determinano non solo una domanda di acque e di trattamento delle stessa, ma anche di notevoli sovraccarichi idraulici, che sempre più frequentemente devono essere trattenuti e smaltiti con sistemi di laminazione, al fine di garantire che i recettori di valle, scolmatori, evacuatori e canali idraulici in genere possano mantenere la loro funzionalità. Questi aspetti rappresentano l oggetto tecnico di una rivoluzione copernicana nel settore dell acqua, ove l ingegneria idraulica si fonde in maniera straordinaria non solo con aspetti finanziari ed economici gestiti privatisticamente, ma anche con la programmazione urbanistica, le decisioni socio-economiche che devono trovare integrazione su scala certamente regionale, ove sono possibili le valutazioni delle priorità per il finanziamento delle realizzazioni delle infrastrutture, che possano trovare fonte di ammortamento su un numero di utenze compatibili con l entità della tariffa da applicare per l estinzione dell investimento. La fonte del finanziamento pubblico, che ha sempre consentito lo sviluppo delle estensioni dei vari servizi di questo settore, con annuali sforzi di bilancio delle amministrazioni locali e ora di fatto azzerato, ovvero i bilanci delle aziende devono trovare forme di finanziamento privato per investimenti con rientri molto lunghi, dibattendosi con incertezze di crescita economica certamente fondate. In base a queste considerazioni noi ingegneri non siamo i soli operatori di questo settore, siamo invece operatori privilegiati che hanno a cuore non solo il proprio futuro di professionisti ma attenti utenti che si chiedono come questa riforma del settore possa consentire la garanzia degli investimenti per la realizzazione delle infrastrutture per consentire la qualità del servizio tramite la politica del rientro tariffario con una visione non certamente ambiziosa a almeno proiettata ad un decennio. Certamente materia complessa tenuto in conto che i sistemi a rete e gli impianti sono oggi di proprietà pubblica o di società a partecipazione pubblica, mentre la gestione e gli obiettivi di pianificazione sono demandati alla multiservizi che gestiscono un bene ora considerato pubblico con criteri imprenditoriali. L acqua e i problemi igenico sanitari coinvolgono anche per il futuro aspetti sociali, e difficilmente il pubblico potrà intervenire con questa scelta politica di privatizzazione del ciclo integrato dell acqua, con significativi investimenti, ma certamente dovrebbe esercitare una forma di controllo per la garanzia degli investimenti e della qualità della gestione del servizio, aspetto a che mi sembra di difficile applicazione considerata la scelta della privatizzazione del bene acqua. L evoluzione legislativa, che vede non solo la gestione del ciclo dell acqua in senso integrale ma anche

4 la gestione privatistica, è certamente la coniugazione, in senso liberistico improntato sul profitto, di un settore che da sempre è evoluto e supportato da finanziamento pubblico, ove la formazione della tariffa è stata sempre controllata e contenuta proprio per l apporto di finanziamenti pubblici. Il costo dell acqua in Italia è sempre stato molto contenuto rispetto ai paesi comunitari, e non del qualche percento, ma a volte anche con rapporti di 1:2 e 1:3; è altrettanto vero che tali aspetti devono essere attentamente valutati dalla specifiche e o più o meno favorevoli condizioni orografiche, ma certamente degli investimenti pubblici hanno contenuto le tariffe. Ora questo settore in pieno regime di libero mercato ha una grande opportunità imprenditoriale, ma ci si chiede come un settore cosi socialmente sensibile possa essere governato dalla sola legge del mercato. Non si fa riferimento ad aspetti tariffari ma agli ingenti oneri finanziari che i grandi investimenti infrastrutturali necessitano. 2. PRIME CONSIDERAZIONI DI CARATTERE TERRITORIALE La realtà del nostro confine provinciale non dovrà quindi rappresentare un limite per queste politiche, ma gli operatori del settore, sia professionisti che imprenditori, sono certamente attori che vogliono pensare al futuro tramite uno sviluppo equilibrato, che non condizioni lo sviluppo del contesto provinciale con ritardi degli investimenti; noi professionisti da sempre abbiamo costruito lo sviluppo progettuale sulla base di profonde conoscenze del territorio ed oggi siamo consci di questo non semplice futuro: vogliamo essere parte attiva mettendo a disposizione esperienza ed aggiornata competenza. Non lievi ci risultano gli sforzi da parte delle società multiservizi di fornire una gestione univoca e unica su un territorio, certamente non orograficamente omogeneo, ove in pianura coesiste una diffusa pratica irrigua, nei quali sistemi di convogliamento si è innestata la funzione di ricezione delle acque idrauliche ; nelle zone periurbane e di sviluppo dei centri urbani, di non semplice gestione non solo quantitativa, vi è la ricerca di un adeguamento a nuove funzionalità dei sistemi irrigui ed idraulici preesistenti. Tale incontrovertibile particolare situazione impone un attività non solo di programmazione di interventi, che devono trovare integrazione in lungimiranti finalità attinenti l approvvigionamento dell acqua, il collettamento ed il trattamento, ma anche, e certamente non di meno, di diretta definizione della gestione dei piani urbanistici e dei piani di governo del territorio; tali piani

5 impongono di valutare non solo le vocazioni del territorio ma anche le sue trasformazioni, che di fatto modificano ed indirizzano la necessità di nuovi investimento di infrastrutture, il cui impegno finanziario, non sempre di poco conto, non può trovare copertura finanziaria da parte dei soli privati, che sempre con margini più risicati non riescono a rendere attivi i piani industriali di importanti insediamenti produttivi e/o residenziali se non allungando i tempi di ammortamento. Da sempre l impegno degli ingegneri di formazione naturalistica, come noi specialisti in ambiente, idraulica ed impianti, hanno ricercato un equilibrio tra aspetti economici e necessità ambientali, facendo leva su risorse non solo pubbliche, ma anche su strategie politiche che vedono il privato al centro della scena, che impone a nostro avviso non marginali riflessioni: 1 Quali sono le priorità che le multiservizi devono mettere in agenda; 2 Quali sono i vincoli pianificatori di larga scala; 3 Quando i piani territoriali definiranno non solo criteri ma le fonti di finanziamento per attuarli, con specifico riferimento alle opere infrastrutturali basate sulla esigenze dello sviluppo territoriale. Questi argomenti sono oggetto d attenzione certamente di dibattito da tempo, ma crediamo che una ulteriore e tardiva risposta possa menomare o almeno ritardare iniziative imprenditoriali che certamente potrebbero rappresentare una mancata occasione di risposte, che potrebbero conservare o attirare investitori per lo sviluppo del territorio e lo sviluppo di ricchezza anche locale. La trattazione sia legislativa che tecnica dei temi che lo sviluppo di un territorio ha sempre portato con sé, e ove non è intervenuta la programmazione delle opere infrastrutturali con adeguate coperture finanziarie, si sono determinate condizione non idonee ad affrontare tale sviluppo ed il conseguente sviluppo di ricchezza. Aspetti non singolari sono per esempio il razionamento d acqua, le emergenze ambientali in mancanza di impianti di collettamento e depurazione e, non di meno, gravi scompensi idrologici con conseguenti ed anche estesi danni da allagamenti dovuti a non stimati sovraccarichi idraulici derivanti da un improprio utilizzo del territorio. La nostra regione in attuazione della legge n. 319 del 10 maggio 1976 legge Merli nel 1992 ha approvato il piano di risanamento delle acque redigendo i criteri di pianificazione in rapporto alla gestione delle risorse. La nostra regione aveva già legiferato in materia emanando la l.r. n. 48 del 19 agosto 1974, sulla quale si basa lo strumento legislativo del piano di risanamento delle acque (PRRA), strumento base e su cui si conformava l attività pubblica in difesa delle acque.

6 3. ARGOMENTI TECNICO AMMINISTRATIVI E DI PROGRAMMAZIONE Conseguentemente al quadro legislativo di riferimento si ritiene, ancora prima di affrontare aspetti conoscitivi di più diretto interesse ingegneristico, di approfondire nel contesto della nostra provincia i seguenti argomenti: 1. Indicatori del Servizio idrico Integrato, secondo quanto disposto dalla legge Galli, se ancora operante; 2. Inquadramento territoriale, conferma dei confini d ambito; 3. Copertura del servizio idrico integrato ed individuazione delle frammentarietà ed omogenizzazioni del servizio; 4. Riferimento pacificatorio ed obiettivi di piano; 5. Investimenti del servizio idrico integrato in ambito pubblico e privato; 6. Il finanziamento delle opere del Servizio idrico integrato; 4. ARGOMENTI IMPIANTISTICI RIGUARDANTI LA REALTA PROVINCIALE Di seguito, a solo titolo esemplificativo e non certamente esaustivo, si elencano i singoli temi impiantistici del ciclo integrato dell acqua che potrebbero essere approfonditi in preparazione agli incontri della commissione, come analisi di una situazione esistente e come necessità di uno sviluppo successivo, inquadrato nella precedente fase di programmazione; i componenti della sottocommissione dovranno e potranno fornire il loro impegno per raccogliere elementi conoscitivi, per una attenta analisi e formazione di una opinione. 1. Il servizio acquedottistico Tipologia e disponibilità delle risorsa idrica 2. Il servizio acquedottistico Quantità della risorsa idrica 3. Il servizio acquedottistico Volumi erogati e fatturati 4. Il servizio acquedottistico Le perdite di rete 5. Il servizio acquedottistico Lo sviluppo delle reti 6. Il servizio acquedottistico L età delle opere aspetti di ammortamento e reinvestimento 7. Il servizio acquedottistico Aspetti di evoluzione della idroesigenza 8. Il servizio acquedottistico Riutilizzo ed impianti industriali per utilizzi secondari

7 9. Il servizio di fognatura Tipologia impiantistica 10. Il servizio di fognatura Copertura del servizio 11. Il servizio di fognatura L età delle opere aspetti di ammortamento e reinvestimento 12. Il servizio di fognatura Le opere di protezione ambientale Vasche di prima pioggia 13. Il servizio di fognatura Le opere di protezione ambientale Vasche a pioggia 14. Il servizio di fognatura L opere di protezione idraulica Vasche volano 15. Le opere idrauliche - Scolmatori, evacuatori compatibilità idraulica di valle 16. Le opere idrauliche Interventi di riabilitazione e conferma delle infrastrutture riguardante lo smaltimento idrico dei sovraccarichi idraulici 17. Le opere idrauliche Utilizzo dei sistemi orografici esistenti naturali ed artificiali per un utilizzo promiscuo di convogliamento dei sovraccarichi idraulici limiti e programmazione urbanistica

8 5. CONSIDERAZIONI DI MASSIMA E POSSIBILI OBIETTIVI Vorremmo tentare di trasmettere e, se possibile, concordare e sviluppare con i colleghi gli obiettivi che con la proposta di formazione di questa sottocommissione riteniamo si debbano tentare di traguardare. La commissione dell Ordine certamente ha come principale obiettivo quello di sviluppare un dibattito culturale nello specifico settore, ma aggiungeremmo che proprio il tema dell acqua sta subendo un formidabile impulso di moderna organizzazione, che inserita nel contesto economico e professionale produrrà importanti trasformazioni, creando nuovi interlocutori e quindi la necessità di aggiornamento. Non di meno riteniamo necessario che la nostra professione e la nostra organizzazione si doti di una opinione in merito ad un concetto da cui deriverà non solo l attività dell ingegnere in questo settore ma soprattutto una ben valutata opinione in merito al concetto di privatizzazione e di gestione ma della risorsa. Il salto culturale non è banale se si pensa che il Regio decreto n dell 11 dicembre 1933 recitava con l art. 1: Sono pubbliche tutte le acque sorgenti, fluenti e lacuali, anche se artificialmente estratte dal sottosuolo, sistemate o incrementate, le quali, considerate sia isolatamente pere la loro portata o per l ampiezza del rispettivo bacino imbrifero, sia in relazione al sistema idrografico al quale appartengono, abbiano acquisito attitudine ad usi di pubblica o generale interesse Grande certamente lo sviluppo e le necessità anche contingenti della crisi economica che impone grandi riflessioni e ancora più grandi le trasformazioni sociali dal 1933, ma crediamo che la sfida imprenditoriale di oggi vada seguita anche dalla particolare visione dei professionisti che hanno condotto un non marginale sviluppo ingegneristico del complesso sistema dell acqua, che nella nostra provincia trova radici profonde nello sviluppo economico e la formazione della ricchezza, e noi ingegneri desideriamo, come sempre essere presenti e parte attiva. GIUSEPPE PASINETTI

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