MANUTENZIONE ORDINARIA E MANUTENZIONE IGIENICA: GESTIONE DEGLI IMPIANTI AERAULICI. Dott. ANDREA CASA Presidente AIISA

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1 MANUTENZIONE ORDINARIA E MANUTENZIONE IGIENICA: GESTIONE DEGLI IMPIANTI AERAULICI Dott. ANDREA CASA Presidente AIISA

2 ETIMOLOGIA DEL TERMINE MANUTENZIONE Dal latino medievale manutentio onis, derivazione di manu tenere = tenere con mano, tenere una cosa in modo che duri a lungo Convegno AIISA Lazio - Roma 11 Novembre 2011

3 DEFINIZIONE DEL TERMINE MANUTENZIONE Complesso delle operazioni necessarie a conservare la conveniente funzionalità ed efficienza, dove per funzionalità si intende la rispondenza a specifiche esigenze e per efficienza la capacità costante di rendimento e di rispondenza alle proprie funzioni o ai propri fini (Duro, 1989). ANAM GENOVA

4 «Combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali durante il ciclo di vita di un entità volte a mantenerla o a riportarla in uno stato in cui possa eseguire la funzione richiesta». (UNI EN 13306:2003). ANAM GENOVA

5 LA PIU FREQUENTE ARTICOLAZIONE TERMINOLOGICA RISPETTO ALLE CATEGORIE DI INTERVENTO Manutenzione ordinaria (che attiene alle attività da svolgersi per riportare l opera ai suoi livelli prestazionali iniziali e consiste nella riparazione delle sue parti sulla base del programma gestionale. Più efficacemente la UNI 11063:2002 la definisce come quella tipologia di interventi manutentivi, eseguiti durante il ciclo di vita dell opera, atti a mantenere l integrità originaria del bene, mantenere o ripristinarne l efficienza, contenere il normale degrado d uso, garantirne la vita utile, far fronte ad eventi accidentali).

6 Manutenzione straordinaria (che attiene alle attività da svolgersi per riportare l opera ai suoi livelli prestazionali iniziali e consiste nella sostituzione delle sue parti sulla base del programma gestionale. La UNI 11063:2002 la definisce invece come una tipologia di interventi non ricorrenti e d elevato costo, in confronto al valore di rimpiazzo del bene ed ai costi annuali di manutenzione ordinaria dello stesso).

7 RISPETTO ALLA PIANIFICABILITA DEGLI INTERVENTI Manutenzione programmata (svolta in accordo con un piano temporale prestabilito). Manutenzione non programmata (svolta non in accordo con un piano temporale prestabilito, ma dopo ricezione di un indicazione riguardante lo stato dell elemento tecnico).

8 RISPETTO ALLA LOGISTICA DEGLI INTERVENTI Manutenzione remota (eseguita senza che il personale abbia accesso fisico all elemento tecnico oggetto dell intervento). Manutenzione automatica (eseguita senza intervento umano). Manutenzione autonoma (eseguita direttamente dal conduttore dell entità).

9 RISPETTO AGLI SCOPI DEGLI INTERVENTI Manutenzione correttiva (eseguita a seguito della rilevazione di un avaria e volta a riportare un elemento tecnico nello stato in cui esso possa svolgere la funzione richiesta). Manutenzione preventiva (eseguita ad intervalli predeterminati, o in accordo a criteri prescritti e volta a ridurre la probabilità di guasto, o la degradazione del funzionamento di un elemento tecnico).

10 RISPETTO AI TEMPI DI SVOLGIMENTO DEGLI INTERVENTI Manutenzione in servizio - running maintenance (che può essere eseguita mentre l elemento è in servizio). Manutenzione in stato di ferma shut down maintenance (che può essere eseguita solo quando l elemento è fuori servizio).

11 RISPETTO ALLE STRATEGIE DI MANUTENZIONE Manutenzione di emergenza o accidentale (eseguita senza ritardo a seguito della rilevazione di un avaria, al fine di evitare conseguenze inaccettabili). Manutenzione differita (è una manutenzione correttiva che non inizia immediatamente dopo la rilevazione di un avaria, ma è ritardata in accordo a date regole di manutenzione).

12 Manutenzione sistematica o a soglie temporali (è una manutenzione preventiva eseguita senza precedenti verifiche dello stato di funzionamento dell elemento tecnico ed in base a prestabiliti intervalli temporali). Manutenzione secondo condizione (è una manutenzione preventiva eseguita a seguito di verifiche dello stato di funzionamento dell elemento tecnico, condotte attraverso l analisi di specifici parametri prestazionali). Manutenzione predittiva (eseguita sulla base di previsioni dedotte da analisi e valutazioni dei più significativi parametri di degradamento di un elemento tecnico).

13 L ARTICOLATO QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO La manutenzione degli impianti aeraulici è disciplinata da varie fonti che appartengono a quattro distinti piani normativi: A IL PIANO DELLA LEGISLAZIONE STATALE; B IL PIANO DELLA LEGISLAZIONE REGIONALE CONCORRENTE; C IL PIANO DELLA NORMAZIONE TECNICA EUROPEA. D IL PIANO DELLA NORMAZIONE TECNICA ITALIANA.

14 A IL PIANO DELLA LEGISLAZIONE STATALE: - ART. 7 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 AGOSTO 2005 n. 192, RECANTE ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2002/91/CE RELATIVA AL RENDIMENTO ENERGETICO NELL EDILIZIA. - PARAGRAFO 1.9 (MICROCLIMA) DELL ALLEGATO IV DEL DECRETO LEGISLATIVO 6 MARZO 2008 n. 81, TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO. - LINEE GUIDA MINISTERIALI PER LA DEFINIZIONE DI PROTOCOLLI TECNICI DI MANUTENZIONE PREDITTIVA SUGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE ( ).

15 B IL PIANO DELLA LEGISLAZIONE REGIONALE CONCORRENTE: 1 - LEGGE REGIONALE LIGURE 2 Luglio 2002 n. 24, il relativo DECRETO DI ATTUAZIONE del 16 Aprile 2003 e le successive modifiche ed integrazioni. 2 ART. 59 della LEGGE REGIONALE LOMBARDA 30 Dicembre 2009 n. 33 (Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità) ed il relativo DECRETO DELLA DIREZIONE GENERALE DELLA SANITA LOMBARDA 24 FEBBRAIO 2009 N LEGGE REGIONALE MOLISANA 13 Luglio 2011 n. 15 (Norme per la prevenzione della diffusione delle malattie infettive).

16 C IL PIANO DELLA NORMAZIONE TECNICA EUROPEA: UNI EN 12097:2007 (Ventilazione degli edifici - Rete delle condotte - Requisiti relativi ai componenti atti a facilitare la manutenzione delle reti delle condotte) che specifica i requisiti relativi a dimensioni, forma e criteri di collocazione delle botole di accesso per la pulizia e la manutenzione nei sistemi di reti delle condotte. UNI EN 15341:2007 (Manutenzione Indicatori di prestazione della manutenzione KPI) che descrive un sistema per la gestione degli indicatori di manutenzione atti a misurarne le prestazioni nel quadro di fattori d influenza quali gli aspetti economici, tecnici ed organizzativi, per valutare e migliorare la sua efficienza ed efficacia, al fine di ragiungere l eccellenza nella manutenzione di beni tecnici.

17 UNI EN 15239:2008 (Ventilazione degli edifici Prestazione energetica degli edifici. Linee guida per l ispezione dei sistemi di ventilazione) che descrive la metodologia richiesta per l ispezione dei sistemi di ventilazione meccanica e naturale con riferimento al consumo di energia. UNI EN 15240:2008 (Ventilazione degli edifici Prestazione energetica degli edifici. Linee guida per l ispezione degli impianti di climatizzazione) che descrive la metodologia comune per l ispezione degli impianti di climatizzazione presenti negli edifici per il raffrescamento o il riscaldamento dei locali, dal punto di vista del consumo energetico. UNI EN 15780:2011 (Ventilazione degli edifici Condotti Pulizia dei sistemi di ventilazione) che si applica a sistemi di ventilazione e condizionamento sia nuovi sia esistenti, e specifica i criteri di valutazione e le procedure di pulizia di questi sistemi.

18 D IL PIANO DELLA NORMAZIONE TECNICA ITALIANA: UNI 10604:1997 (Manutenzione Criteri di progettazione, gestione e controllo dei servizi di manutenzione di immobili) che si propone di fornire indicazioni per le attività legate alla manutenzione degli immobili. UNI 10685:1998 (Manutenzione Criteri per la formulazione di un contratto basato sui risultati global service ) che ha lo scopo di dare ai contraenti una base di riferimento nella definizione del contratto di manutenzione basato sui risultati e dei relativi atti propedeutici. UNI 10147:2003 (Manutenzione Termini aggiuntivi alla UNI e definizioni) che integra le definizioni della UNI 9910:1991 e quindi deve essere considerata a complemento della stessa. Essa trova applicazione in tutti i campi in cui sia prevista attività di manutenzione.

19 UNI 10144:2006 (Classificazione dei servizi di manutenzione) che ha lo scopo di classificare i servizi di manutenzione sotto gli aspetti di tipologia, specializzazione, modalità ed ambito del servizio, al fine di avere un unico riferimento per tutte le norme che riguardano la contrattualistica di manutenzione. UNI 10145:2007 (Definizione dei fattori di valutazione delle imprese fornitrici di servizi di manutenzione) che ha lo scopo di stabilire una serie di fattori di giudizio significativi per la valutazione di una impresa fornitrice di servizi di manutenzione. Non fornisce criteri di valutazione, né valori minimi di accettabilità, ma suggerisce i fattori di valutazione di carattere generale e di orientamento atti ad accertare in che misura l'impresa e' in grado di soddisfare le esigenze dell'utilizzatore. UNI 10146:2007 (Criteri per la formulazione di un contratto per la fornitura di servizi finalizzati alla manutenzione) che ha lo scopo di: indicare comportamenti idonei per agevolare e tutelare le parti nella stesura degli atti relativi e propedeutici alla stesura di contratti di appalto per la fornitura di servizi di manutenzione; uniformare i comportamenti del mercato; definire i requisiti essenziali del contratto; indirizzare alla formulazione di atti il più possibile completi.

20 UNI 10148:2007 (Gestione di un contratto di manutenzione) che ha lo scopo di facilitare l'applicazione del contratto di manutenzione indicando i criteri tecnici, organizzativi ed amministrativi per la sua gestione operativa. A tal fine essa: precisa le attività operative di controllo; detta le modalità organizzative, tecniche e amministrative per una corretta applicazione delle clausole contrattuali; chiarisce il ruolo ed i limiti di delega delle risorse umane coinvolte; definisce una metodologia che consenta il controllo del servizio svolto, nel rispetto del contratto e delle disposizioni in ordine alla sicurezza e igiene ambientale. UNI 10224:2007 (Manutenzione. Processo, sottoprocessi e attività principali. Principi fondamentali) che indica principi, criteri e metodi per istituire, organizzare, gestire e migliorare il processo di manutenzione di un organizzazione. UNI 10366:2007 (Manutenzione. Criteri di progettazione della manutenzione) che specifica i criteri e i metodi generali di progettazione della manutenzione al fine di indirizzare nella scelta: delle politiche di manutenzione, in funzione delle caratteristiche e del comportamento dei beni in coerenza con gli obiettivi aziendali; delle risorse e degli strumenti operativi necessari per l'attuazione delle politiche individuate. Per poter ottimizzare i costi e i risultati aziendali.

21 UNI 11414:2011 (Manutenzione. Linee guida per la qualificazione del sistema di manutenzione) che fornisce le linee guida per qualificare un sistema di manutenzione attraverso una metodologia completa, strutturata e trasversale. UNI 11420:2011 (Manutenzione. Qualifica del personale di manutenzione) che definisce le conoscenze, le abilità e le competenze necessarie per la qualifica del personale di manutenzione. La norma è principalmente indirizzata alle imprese di manutenzione che operano per conto terzi. Può tuttavia trovare applicazione anche nell ambito di organizzazioni complesse che prevedono al loro interno una specifica funzione manutenzione.

22 IL RAPPORTO INTERCORRENTE TRA MANUTENZIONE ORDINARIA E MANUTENZIONE IGIENICA Negli ultimi anni un quesito apparentemente banale, ha via via acquistato importanza: il manutentore ordinario è sempre anche un manutentore igienico? Oppure quest ultima attività è propria di una specifica categoria di soggetti, dotati di specifica formazione e specializzazione?

23 Una risposta a tali quesiti può essere fornita prendendo in considerazione il dettato di tre specifiche fonti normative: - Gli artt. 3 (Qualificazione e formazione del personale) e 4 (Esercizio dei sistemi di ventilazione e di condizionamento dell aria) delle Linee Guida Ministeriali del 5 Ottobre 2006, per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione. - Gli artt. 6 (Formazione del personale qualificato) e 7 (Elenco regionale) della Legge Regionale Ligure 2 Luglio 2002 n. 24 e l art. 6 (Formazione e rilascio di titoli di abilitazione) del relativo Decreto Attuativo del 16 Aprile 2003 n. 8/REG. - L art. 4 (Figure Professionali: tipologie e requisiti per la qualifica) della UNI 11420:2011.

24 Dal dettato dei combinati disposti, che peraltro non appaiono del tutto lineari e convergenti, parrebbero evincersi i seguenti punti: Le operazioni di manutenzione ordinaria degli impianti aeraulici devono essere svolte da personale in possesso di una formazione impiantistica, sia essa di tipo elettrico o meccanico, o da un equivalente esperienza tecnica, che permetta di dimostrare una conoscenza pratica dell impiantistica. Poiché per gli impianti aeraulici è introdotta l obbligatorietà delle operazioni di manutenzione igienica, al pari delle operazioni di manutenzione elettro-meccanica, questi stessi soggetti, per poter esercitare le proprie funzioni, devono essere dotati di una specifica formazione di natura igienica, pari almeno a quella prevista dalla Categoria B della Linea Guida 5 Ottobre 2006 (corrispondente alla Categoria A della Legge regionale Ligure n. 24/2002). In altre parole si registrerebbe la sovrapposizione, ope legis, della figura del Manutentore Ordinario con quella del Manutentore Igienico di Categoria B.

25 Parallelamente, i responsabili della manutenzione, che procedono all ispezione ed alla valutazione dei sistemi impiantistici, oltreché alla redazione dei piani di manutenzione, devono possedere una specifica formazione igienica, pari almeno a quella prevista dalla Categoria A della Linea Guida 5 Ottobre 2006 (corrispondente alla Categoria B della Legge Regionale Ligure n. 24/2002). In questo caso si registrerebbe la sovrapposizione della figura del Responsabile della manutenzione con quella del Responsabile dell igiene di Categoria A. Solo la Legge Regionale Ligure n. 24/2002 disciplina in via esclusiva (e largamente disapplicata) la titolarità e l organizzazione dei corsi di formazione per il personale di Categoria A e B. In tutto il resto del territorio italiano tale riserva di titolarità attualmente non sussiste. La formazione delle figure professionali di categoria B ed A, in altre parole, può avvenire ad opera di enti e soggetti giuridici pubblici o privati, nazionali od internazionali, in grado di erogare validamente gli specifici contenuti tecnici, identificati dalla Linea Guida del 5 Ottobre 2006.

26 GRAZIE PER L ATTENZIONE!!!

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