- Piano di ristrutturazione Cirio - Mutui agevolati: la Presidenza della Repubblica risponde

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1 Coordinato da Fabio Picciolini agenzia adiconsum anno XV - n giugno 2003 Stampato in proprio in giugno 2003 In questo numero: Piano di ristrutturazione Cirio Mutui agevolati: la Presidenza della Repubblica risponde Approfondimenti - Piano di ristrutturazione Cirio Ultim ora - Mutui agevolati: la Presidenza della Repubblica risponde Flash - Ispezioni Banca d Italia e Consob Cirio e Argentina - Argentina Telecom Argentina ed altro - Cirio Associazione difesa piccoli risparmiatori (Adipir) - Usura Tassi di mora - Mutui - Mutui Inpdap - Estratto conto Privacy - Centrale rischi - Privacy - Trasparenza bancaria - Investimenti Fci a capitale garantito - Investimenti Corporated Bond - Bonifici transfrontalieri Poste Italiane S. p. A. - Ombudsman - Pubblicità ingannevole - Conto corrente Registrazione Tribunale di Roma n. 350 del Sped. in abb. post. comma 20/c art.2 L.662/96 Filiale di Roma

2 APPROFONDIMENTI Cirio - Piano di ristrutturazione Avviata la fase finale della ristrutturazione delgruppo. L Adiconsum dice NO al piano perché penalizza soprattutto i piccoli risparmiatori. Il prospetto informativo contiene dati previsionali quali stime, valutazioni, dichiarazioni ed altre informazioni riguardanti eventi futuri e incerti, con particolare riguardo al piano di ristrutturazione del debito. Per loro natura tali informazioni e dati sono caratterizzati da un certo grado di rischio e incertezza. Potrebbero verificarsi variazioni, anche significative degli elementi e delle circostanze su cui le informazioni e i dati previsionali si fondano e, di conseguenza, quanto previsto o atteso potrebbe non realizzarsi nei termini indicati o non realizzarsi affatto. La Consob ha approvato i prospetti informativi predisposti dal gruppo Cirio per la ristrutturazione del debito obbligazionario, unificandoli in un unico documento (la nota informativa sintetica è disponibile presso la nostra struttura nazionale). L approvazione, considerato che la Consob non entra nel merito della proposta presentata ma verifica solo la correttezza formale del documento, è di fatto un atto dovuto, significando esclusivamente che la proposta è formulata in maniera trasparente e con informazioni utili per una scelta consapevole da parte dei risparmiatori. L approvazione non cambia nulla della situazione generale e l Adiconsum conferma di non condividere il piano presentato per tre motivi: 1) perché fortemente penalizzante per gli obbligazionisti; 2) perché non offre alcuna certezza sulla ripresa industriale della Cirio (che comporterebbe un recupero economico, per l incremento di valore delle imprese); 3) perché potrebbe obbligare coloro che dovessero accettarlo (rimborsati anche in azioni) ad ulteriori esborsi di denaro nel momento in cui dovesse essere lanciato un molto probabile aumento del capitale sociale. Per costringere il gruppo Cirio a modificare il piano di ristrutturazione, Adiconsum invita i risparmiatori a: 1) non partecipare alle assemblee indette per fine luglio a Londra; 2) non rilasciare alcuna delega; 3) non vendere i titoli a banche o altre istituzioni finanziarie che dovessero offrirsi di comprarli. Circa le assemblee è da tenere presente che per la loro validità è necessario il 25,00% del capitale il che equivale ad una media empirica di oltre obbligazionisti. Per gli investitori che volessero comunque partecipare alle assemblee rilasciando la delega, ricordiamo che questa deve essere fatta pervenire alla banca almeno sette giorni prima dello svolgimento delle assemblee (Adiconsum consiglia comunque di votare per il NO), tenuto conto che l approvazione del piano comporterebbe, per tutti gli obbligazionisti, la perdita definitiva di larga parte del capitale (Cirio Finanziaria 79,00%, Cirio Holding 86,50%). Allo stesso tempo l Adiconsum invita le banche, in possesso di obbligazioni della Cirio, a non partecipare alle assemblee, a non sollecitare la clientela a rilasciare Test noi consumatori 2

3 deleghe e soprattutto a non rastrellare i titoli in circolazione per raggiungere il quorum nelle assemblee. Un comportamento diverso non potrebbe che aggravare le loro responsabilità che le vede, insieme alla vecchia proprietà, principali imputate della crisi del Gruppo. Ulteriore motivo per cui si auspica il fallimento del piano di risanamento è l approssimarsi della vendita di alcune attività strategiche, il cui ricavato, come ha chiesto l Adiconsum, deve essere destinato al rimborso degli obbligazionisti. La proposta dell Adiconsum alternativa a quella della Cirio, che ha già trovato il consenso di molti risparmiatori, è la seguente: rimborso integrale del capitale investito, allungamento delle scadenze, riduzione delle cedole, nessuna conversione in azioni del capitale investito. È una strada, che, in ogni caso, comporta una remissione per i risparmiatori e che già si sta seguendo per altre situazioni critiche (vedi ad esempio crisi Argentina). La proposta, in ogni caso, non elimina la possibilità di agire contro le banche che hanno collocato i titoli Cirio. L Adiconsum ha ormai pronto un ricorso tipo, ma ritiene utile attendere, se i tempi non saranno lunghi, i risultati delle ispezioni in corso presso le principali banche, che visti i comportamenti attuati, non potranno che prevedere gravi sanzioni da parte della Banca d Italia e della Consob. L Adiconsum sostiene, inoltre, che non è affatto vero che l unica alternativa al piano presentato è il fallimento del Gruppo e ritiene scorrette e strumentali le affermazioni fatte dalla Cirio in tal senso, come l affermazione che la proposta di ristrutturazione avanzata è l unica strada per il risanamento del Gruppo. Affermazione quanto meno ardita se si considera che per il risanamento del Gruppo la ristrutturazione è solo una delle condizioni e non l unica. Ad esempio: 1) il piano dovrà essere approvato dalle banche, tra cui una banca olandese (Rabobank) che ha un credito di 30 milioni di euro, in scadenza il 31 luglio p.v.; 2) la necessità di ripianamento delle perdite 2002 (982,1 miliardi di euro); 3) la reintegrazione del capitale sociale da parte degli azionisti, tra cui ci saranno gli ex obbligazionisti, chiamati a nuovi esborsi di denaro; 4) il piano di dismissioni, senza il quale qualsiasi azione precedente sarebbe inutile; 5) i pagamenti ai fornitori che se non effettuati entro date certe rischiano di far perdere i contributi comunitari, con conseguenze disastrose sulla vita futura del Gruppo; 6) il rischio di cause che obbligherebbero il Gruppo ad esborsi di decine di milioni di euro. Lo stesso rischio di revocatoria dei crediti, nel caso di procedura concorsuale, alla luce dei comportamenti della precedente proprietà, può avere dei risvolti positivi. Il giudice fallimentare potrebbe infatti chiedere la revocatoria degli accordi e dei contratti sottoscritti sia nei confronti delle banche creditrici sia verso e tra le altre società del Gruppo. In sostanza il giudice potrebbe chiedere l annullamento dei contratti sottoscritti nell anno precedente (con onere della prova a carico del soggetto verso cui è effettuata la revocatoria), o nei due anni precedenti la dichiarazione del fallimento, nel caso si convincesse che quegli atti sono stati posti in essere per abbindolare i creditori; nessuna differenza esisterebbe per atti posti in essere in Italia o all estero. In maniera ancora più chiara, dovrebbero essere le banche, per le operazioni poste in essere nei dodici mesi precedenti la Test noi consumatori 3

4 procedura fallimentare, a dimostrare di essere state all oscuro della situazione del gruppo Cirio e di avere proposto in buona fede i titoli obbligazionari ai piccoli risparmiatori. In mancanza, le banche dovrebbero restituire al curatore (quindi al gruppo Cirio) circa un miliardo di euro (la quasi totalità dei titoli in possesso dei piccoli risparmiatori). Per i successivi dodici mesi la prova dovrebbe essere trovata dal giudice. Infine, sono state definitivamente fissate le date delle assemblee delle società del gruppo Cirio: Londra, 8 luglio p.v. in prima convocazione con un quorum del 75,00% del capitale; Londra, 23 luglio p.v. in seconda convocazione con un quorum del 25,00%. Intanto è stata ancora rinviata, al 18 giugno p.v., l udienza per l istanza fallimentare della Cirio. Mutui agevolati: la Presidenza della Repubblica risponde Solo Bankitalia e Presidenza della repubblica hanno risposto alle nostre richieste. Tacciono invece la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell economia. ULTIM ORA La Presidenza della Repubblica ha risposto alla richiesta dell Adiconsum sui mutui agevolati spiegando di non avere titolo ad intervenire, ma di aver sottoposto la richiesta dell Adiconsum al Ministero dell Economia e delle Finanze, con particolare enfasi. La risposta non modifica la negativa decisione, ma pone l accento sull ancora totale indifferenza della Presidenza del Consiglio e del Ministro dell Economia. Una risposta all esposto presentato dall Adiconsum è giunta anche dalla Banca d Italia, la quale riporta solo una elencazione delle norme di legge per cui l Istituto di via Nazionale ha effettuato la rilevazione statistica del tasso applicabile per la rinegoziazione dei mutui. La risposta non può che giudicarsi in maniera negativa, in quanto non affronta il reale problema del tasso di interesse applicato e delle conseguenze che la rilevazione avrà sulle finanze dei mutuatari e dei soggetti eroganti il contributo agevolato. La Banca non ha effettuato alcuna considerazione diversa da quella puramente statistica, scaricando sul Ministero dell Economia la responsabilità della formalizzazione della pubblicazione del tasso di interesse. A questo punto, mancano le risposte più importanti: quelle della Presidenza del consiglio e del Ministro dell Economia che, peraltro, non hanno mai risposto neppure alle precedenti istanze avanzate dall Adiconsum. Con l occasione, si fa presente, che la predisposizione del ricorso alla Corte di Giustizia europea è ormai in via di definizione. Allo stesso tempo è giusto informare che la raccolta di firme lanciata dall Adiconsum ha avuto un successo molto scarso. È quindi necessario che le strutture dell Associazione si attivino, pena il flop dell iniziativa con conseguenze negative per le azioni in corso. Test noi consumatori 4

5 FLASH Ispezioni Banca d Italia e Consob Cirio e Argentina La Banca d Italia e la Consob stanno svolgendo delle ispezioni presso alcune banche che hanno collocato titoli Cirio e Argentina presso piccoli risparmiatori. Le ispezioni dovranno verificare le modalità di vendita alla clientela, ossia se sono stati corrisposti degli incentivi per collocare i titoli, se sono stati fatti sottoscrivere i moduli previsti per l acquisto, se è stata fornita l informativa stabilita e in che maniera, ecc.. Uguale ispezione è in corso presso la Banca Monte dei Paschi di Siena, in relazione al collocamento dei prodotti 4You, My Way ecc.. La pubblicità sulle ispezioni in corso è stata utilizzata dalla Consob per chiedere un aumento dei propri poteri, in particolare la possibilità di utilizzare la Guardia di finanza nelle indagini, chiedere informazioni sul traffico telefonico, sanzioni penali per chi rifiuta di collaborare, modificare alcune competenze attualmente assegnate alla Banca d Italia (vigilanza sulla trasparenza per i prodotti bancari e assicurativi). Argentina Telecom Argentina ed altro L offerta di Telecom Argentina di acquistare i titoli in circolazione a circa il 50,00 per cento del valore effettivo è fallita. come consigliato dall Adiconsum ai risparmiatori. L unica soluzione possibile per l Adiconsum è il rimborso integrale del capitale investito anche se in tempi più lunghi di quelli originariamente stabiliti (non certamente il 2015 proposto da T.A.!), una riduzione del valore delle cedole, nessuna conversione delle obbligazioni in azioni. Altre soluzioni non possono essere accettate. Da ricordare che i titoli T.A. in mano ai risparmiatori italiani sono circa 530 milioni di euro su un debito complessivo di circa 1.600,00 milioni ( 250,00, scad , 7,25%; $200,00, scad , 12.00%; $ 250,00, scad , 7,625%; 200,00, scad , 8,375%; 190,00, scad , 9,50%; 206,00, scad , 8,875%; $ 100,00, scad , 5,245%; 206, scad , variabile). Il Ministero degli esteri ha deciso di mettere a disposizione degli investitori in titoli argentini un numero verde per fornire informazioni aggiornate sull andamento dei negoziati e sulla ristrutturazione del debito. Il numero verde sarà attivato entro il mese di giugno. Particolare attenzione deve essere ora posta nell individuare i numerosi sciacalli che stanno spaventando gli investitori dicendo che ora le cose sono peggiorate ulteriormente. Cirio Associazione difesa piccoli risparmiatori (Adipir) Un gruppo di piccoli risparmiatori, riuniti in una nuova associazione (associazione difesa piccoli risparmiatori-adipir), ha avviato un azione per l annullamento dei contratti di acquisto di obbligazioni Cirio, sottoscritti con alcune banche (Credem Holding, Credito Emiliano, Abaxbank). L obiettivo è la restituzione dell intero capitale investito. È un iniziativa in linea con la posizione dell Adiconsum, che però ritiene di attendere, se non particolarmente lontana, la conclusione delle ispezioni congiunte Banca d Italia-Consob perché una sanzione, che crede scontata, renderebbe più forti le posizioni dei risparmiatori. Test noi consumatori 5

6 È bene ricordare i motivi per cui è stata fatta la scelta di agire contro le banche. Il gruppo Cirio aveva debiti bancari per oltre un miliardo di euro. Alcune banche creditrici e alcune banche d affari (Caboto, Ubm, JP Morgan, Abaxbank, Banca di Roma) predisposero la conversione del debito in obbligazioni, per ridurre la propria esposizione. I titoli furono emessi dalle controllate lussemburghesi della Cirio e sottoposte alla legge inglese. Per questo motivo non era necessario il prospetto informativo, ma non era neanche possibile vendere i titoli ai piccoli risparmiatori, come previsto nel documento pubblicato per la Gran Bretagna. Usura Tassi di mora Un importante notizia in tema di tassi usurari è passata sotto silenzio. Il Decreto del Ministero dell Economia e del Bilancio, del 25 marzo u.s., relativo alla fissazione del tasso di soglia per il secondo trimestre 2003, ha riportato che i tassi effettivi globali medi previsti non sono comprensivi degli interessi di mora previsti contrattualmente nei casi di mancato o ritardato pagamento. La notizia in sé è ovvia le norme applicative della legge 108/ 96 escludono perentoriamente che nel Tasso Effettivo siano ricompresi gli interessi moratori ma è importante per un chiarimento definitivo della materia e per completare organicamente la legge 24/01 relativa all interpretazione autentica della citata L. 108/96. Il chiarimento del Ministero, a prima vista, potrebbe essere considerato contrario agli interessi dei consumatori perché alcuni tribunali hanno già giudicato considerando il superamento del tasso d usura come sommatoria degli interessi corrispettivi (quelli previsti per il regolare rimborso del finanziamento) e di quelli moratori (applicati solo in caso di mancato o ritardato pagamento), ma dopo un approfondimento, i vantaggi dovuti alla spiegazione sono superiori agli svantaggi. Infatti, il Decreto riporta espressamente che la media dei tassi moratori è mediamente, per il periodo in questione, pari al 2,10%. Ciò consente di: 1) sostenere in giudizio l eccessiva onerosità di eventuali quantificazioni superiori, 2) avere un riferimento certo (rilevato statisticamente presso gli intermediari bancari e finanziari, elaborato dalla Banca d Italia, ufficializzato dal Ministero), 3) calcolare in maniera oggettiva l eventuale applicazione di interessi moratori. In particolare per quest ultimo punto, anche se la percentuale degli interessi moratori è indicata nel decreto a soli fini informativi (come la commissione di massimo scoperto), può risultare semplice affermare che il tasso di usura è superato se la somma degli interessi dovuti per il rimborso e di quelli moratori, supera del 50,00 la media dei tassi riportati nel contratto (ad esempio, se il tasso medio del credito al consumo è dell 11,06% e il tasso moratorio è del 2,10%, in totale 23,16%, il tasso di soglia è superato quando si attesta oltre il 19,74%. Non è un dato ufficiale, ma è un riferimento certo e difficilmente contestabile. È necessario, infine, che la rilevazione effettuata per la prima volta il 25 marzo scorso, abbia carattere di continuità e non sia stata riportata una tantum ; ciò per quanto sopra affermato ed anche perché il decreto 231/02 prevede espressamente che il creditore ha il diritto di percepire gli interessi moratori a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del pagamento, a prescindere dalla specifica previsione contrattuale e dalla costituzione in mora del debitore. Norma che tutela pienamente il creditore, ma che solo offrendo al debitore la certezza dell ulteriore costo da sostenere in caso di ritardato pagamento, potrà essere considerata pienamente equa. Test noi consumatori 6

7 Mutui La Commissione europea ha costituito un comitato ad hoc, per rendere più accessibile la sottoscrizione dei mutui all estero. La decisione della Commissione consentirebbe una maggiore concorrenza e conseguentemente un risparmio. Essa persegue l obiettivo di realizzare la convergenza dei tassi applicati all interno di ciascun Paese membro verso quelli praticati nei sistemi bancari più efficienti. Sino ad oggi il mutuatario ha difficoltà insormontabili per accendere un mutuo all estero; per questo motivo il primo obiettivo del Comitato è l armonizzazione dei sistemi in essere nei singoli Paesi. Il Comitato è composto da 20 esperti del settore che rappresentano gli undici Stati membri, appartenenti al settore bancario e assicurativo, alle rappresentanze dei consumatori e di categoria (ad esempio i notai). Il Comitato deve analizzare le difficoltà di carattere amministrativo e burocratico che ostacolano la via alla libera circolazione dei mutui. Mutui Inpdap L agenzia del Territorio ha chiarito con la circolare n. 5/03 il regime tributario per le prestazioni creditizie dell Inpdap. L Inpdap, come noto, è autorizzata a concedere mutui a tasso agevolato a favore degli iscritti, i dipendenti pubblici. Il primo chiarimento, confermato da vari pronunciamenti della Corte di Cassazione, per quanto ovvio, riguarda la concessione di finanziamenti a medio e lungo termine e i mutui rientrano certamente in tale operazione bancaria. Il secondo chiarimento riguarda la provenienza dei finanziamenti da banche. In questo caso, è altrettanto ovvio che l INPDAP non è una banca. Per i motivi sopra esposti, ai mutui a tasso agevolato concessi dall INPDAP non sono applicabili le condizioni fiscali previste per uguali operazioni concesse da banche (aziende ed istituti di credito). Ciò in quanto la funzione dell INPDAP non è quella di erogazione di finanziamenti, ma di gestione di servizi previdenziali. Pertanto, per l iscrizione ipotecaria dei mutui concessi dall INPDAP, non è applicabile il regime sostitutivo previsto dal DPR 601/73 artt. 16 e seguenti, ma deve essere applicata la normale aliquota prevista per le iscrizioni ipotecarie. Estratto conto Privacy L estratto conto, così come è attualmente predisposto, non consente al titolare di apprezzare eventuali movimenti anomali sul conto corrente. Così si è espresso il Garante per la protezione dei dati personali in merito al ricorso di un titolare di carta di credito, il quale lamentava l inerzia dell istituto di fronte alla richiesta di accesso ai propri dati. Il Garante ha ordinato all istituto di credito di integrare i riscontri inviati fornendo all utente tutti quelli disponibili negli archivi cartacei e automatizzati, o di mettergli a disposizione una copia della documentazione. Centrale rischi - Privacy L Autorità garante della privacy, dando ragione ad un cliente di una società finanziaria, è tornata sull argomento delle Centrale Rischi e, in particolare, sull iscrizione negli elenchi. L Autorità, confermando il proprio orientamento, ha ordinato la cancellazione dei dati di un consumatore che, pur in ritardo, aveva regolarizzato la propria posizione debitoria. Secondo l Authority le segnalazioni relative a sofferenze, credito ceduto o simili relative a finanziamenti interamente rimborsati Test noi consumatori 7

8 devono essere cancellate dagli elenchi entro un anno dalla regolarizzazione dei pagamenti (attualmente cinque anni), non essendo sufficiente la sola iscrizione della dicitura dell avvenuto pagamento. Gli elenchi, inoltre, devono riportare esclusivamente i dati personali, esatti ed aggiornati. L Adiconsum fin dall emanazione del provvedimento del luglio 2002 ha chiesto la sua immediata applicazione. Dalle informazioni assunte, la previsione dell Authority non sembra ancora applicata dalle Centrale Rischi e dal sistema bancario. Per tale motivo sta provvedendo ad interessare tutte le Centrali Rischi presenti a livello nazionale ad applicare quanto stabilito dall Authority. Inoltre, considerato che le banche spesso costruiscono dei propri elenchi chiede che la decisione abbia applicazione anche nelle singole banche. Trasparenza bancaria La Banca d Italia ha annunciato che entro maggio sarà pronto il decreto per disciplinare le aste dei titoli di Stato e per eliminare la possibilità delle banche di accreditare in ritardo i titoli acquistati da questi ultimi lucrando sui giorni di valuta, recando così danno ai risparmiatori. In tema di trasparenza, la recente delibera del CICR ha tra l altro previsto per il 1 ottobre prossimo l introduzione dell indicatore sintetico di costo (ISC). L ISCconsentirà di sapere, in maniera esatta, i costi dei servizi e delle operazioni. Gli avvisi esposti nelle agenzie bancarie dovranno riportare, come già avviene oggi, le condizioni contrattuali e le informazioni sugli istituti che concedono il prestito o offrono altri servizi finanziari, indicando tassi, spese, oneri e altre condizioni contrattuali e, naturalmente, tutto ciò che è necessario sapere in relazione al rischio dell operazione. La novità consiste nella possibilità di poter confrontare le condizioni di diversi istituti, a prescindere dalla denominazione dei singoli oneri. L informazione dovrà essere riportata anche in Internet, nel caso di servizi on line. Sempre in tema di trasparenza, anche se in ritardo, tutti iniziano ad avanzare nuove proposte. Le ultime, in ordine di tempo sono quella dell Assonime, l associazione delle società per azioni e della Consob. L Assonime intende perseguire la strada dell autoregolamentazione degli intermediari e degli indicatori, adottando un indicatore di costo complessivo dei prodotti, per rendere comparabili e trasparenti i risultati dei singoli investimenti; la Consob prepara invece una scheda prodotto per facilitare la comprensione dell investimento. La scheda sarà un documento informativo da consegnare al cliente per qualsiasi prodotto venduto dagli intermediari, a partire dalle obbligazioni strutturate fino a quelle senza rating. La proposta Consob integra quella del cd. bollino blu avanzata dall Associazione Bancaria per 1.800,00 Investimenti Fci a capitale garantito Un recente decreto del Ministero dell Economia ha istituito i Fondi a capitale garantito, cioè fondi comuni di investimento che assicurano il rimborso del capitale garantito con un rendimento minimo. Il nuovo prodotto, contrassegnato da una G, è interessante per i piccoli risparmiatori che non vogliono correre rischi e si accontentano di una piccola rendita. I nuovi fondi sono un incrocio tra quelli normali e i prodotti che permettono la restituzione del capitale investito (ad esempio fondi protetti, che prevedono contrattualmente un tetto minimo di rimborso, o obbligazioni strutturate a capitale garantito). Sarà possibile anche venderli prima della scadenza, ma in periodi prefissati nel prospetto, mantenendo l intero capitale. Test noi consumatori 8

9 Come i normali fondi, saranno quotati giornalmente (al netto delle imposte). Tecnicamente il prodotto non è di facile spiegazione. Si può dire che si basa su un algoritmo matematico che bilancia le componenti azionaria e obbligazionaria. Il problema nasce con gli oneri. A fronte di un costo medio del 2,50% per i normali fondi, il costo di un FCI a capitale garantito non dovrebbe essere inferiore a 3,50%-4,00%. Un ulteriore iniziativa è in corso da parte della Commissione europea che intende introdurre regole più severe nella corporate governance. Investimenti Corporated Bond La crisi del gruppo Cirio (insieme a quella Argentina) ha determinato la crisi di tutto il comparto delle obbligazioni aziendali; inoltre se si uniscono una serie di avventure dal dubbio risultato, il recupero dell investimento per i possessori di alcuni titoli, presenta rischi molto elevati. Complessivamente i titoli più o meno a rischio rappresentano un capitale di circa 8,5 miliardi di euro. Due titoli risultano attualmente particolarmente rischiosi: quelli del gruppo Giacomelli, circa 80 milioni di euro, che ha già chiesto l amministrazione controllata; quelli del gruppo Finpart, circa 200 milioni di euro. Altre imprese (gruppo Lucchini, Parmalat, Impregilo, Giochi Preziosi) senza l intervento delle banche con piani di sostegno e di ristrutturazione del debito, potranno riservare brutte sorprese agli investitori. Si consiglia quindi ai possessori di corporated bond di attivarsi con urgenza per conoscere la situazione in prospettiva e per adottare comportamenti adeguati ad affrontare eventuali situazioni di crisi aziendali. Bonifici transfrontalieri Poste Italiane S. p. A. Come già avvenuto per il sistema bancario, anche Poste Italiane ha preso atto della Direttiva europea che prevede la costituzione dell Ombudsman per i bonifici transfrontalieri (interno all Ue) e la presenza nell organismo di un rappresentante dei consumatori ed ha emanato un Regolamento che presenta notevoli differenze sia rispetto a quanto previsto dalla Direttiva sia a quanto attuato nel sistema bancario. Per tale motivo, l Adiconsum ha chiesto a Poste Italiane di chiarire le motivazioni che l hanno portata a modificare le previsioni generali. Ombudsman Nel primo quadrimestre del 2003 i ricorsi presentati all Ombudsman bancario, dai soli consumatori e per un massimo di ,00 euro di danno, sono stati oltre 1.599, contro i dello stesso periodo dello scorso anno. I ricorsi hanno riguardato le variazioni unilaterali delle clausole relative ai conti correnti (30%) e i titoli e investimenti finanziari (30%); l altro 40,00% ha riguardato assegni, mutui, finanziamenti, bancomat e carte di credito. I ricorsi definiti sono stati 1.547, con 501 casi favorevoli alle banche e 331 ai consumatori-ricorrenti. Pubblicità ingannevole L Antitrust con provvedimento del 17 aprile u.s. ha sanzionato come ingannevole il messaggio pubblicitario della Società Emme Fin Media, relativa a prestiti personali, ripianamento finanziario, mutui, ecc.. L ingannevolezza è stata sancita perché il messaggio può far Test noi consumatori 9

10 ritenere al consumatore che sia la citata società ad erogare direttamente il prestito, mentre l attività è solo di mediazione. La sanzione comminata alla Emme Fin Media può essere considerata un caso di scuola nel mondo della mediazione creditizia e potrà essere presa come riferimento per eventuali esposti all Autorità. Il testo del provvedimento è disponibile presso la Segreteria Nazionale o può essere scaricato dal sito dell Autorità. Conto corrente In linea con la missione storica del sistema cooperativistico bancario legato al territorio e alle comunità locali, la Federazione delle banche di credito cooperativo dell Emilia Romagna ha lanciato un nuovo conto corrente riservato ai cittadini extracomunitari. Il conto destinato a soggetti con regolare permesso di soggiorno, offre, oltre la normale operatività bancaria, servizi per tale clientela, ad esempio trasferimento di denaro alle famiglie nei paesi di origine, studiati insieme all Università di Bologna. Direttore: Paolo Landi Direttore responsabile: Francesco Casula Comitato di redazione: Angelo Motta, Fabio Picciolini Amministrazione: Adiconsum, via Lancisi 25, Roma Registrazione Tribunale di Roma n. 350 del Sped. in abb. post. comma 20/c art.2 L.662/96 Filiale di Roma ADESIONI E ABBONAMENTI Adesione individuale: 31,00 ( 15,00 per gli iscritti Cisl) Abbonamento al settimanale Adiconsum News + mensili Adifinanza, a cura del settore credito e risparmio, Consumi & diritti, a cura del Centro giuridico Adiconsum e Attorno al piatto, a cura del settore sicurezza degli alimenti e nutrizione: 25,00 ( 15,00 per gli iscritti Cisl) Abbonamento al bimestrale La guida del consumatore : 25,00 ( 12,00 per gli iscritti Cisl) Adeione + Abbonamento a La guida del consumatore : 43,00 ( 27,00 per gli iscritti Cisl) I versamenti possono essere effettuati su c.c.p intestato ad Adiconsum Test noi consumatori 10

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