Rendicontazione. Progetto: IMPARIAMO LA PACE

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1 Rendicontazione Progetto: IMPARIAMO LA PACE Percorsi di educazione alla cittadinanza, al confronto multiculturale, alla promozione di una cultura di pace nelle scuole medie e superiori della provincia di Bologna Finanziato con il contributo della Regione Emilia Romagna Programma regionale degli interventi in tema di pace e diritti umani 1

2 Relazione finale Premessa e scopo del progetto Il progetto Impariamo la pace è nato da un idea della Provincia di Bologna, che da alcuni anni ha posto tra i punti qualificanti del suo mandato amministrativo la realizzazione di politiche di pace, impegno che punta al coinvolgimento attivo dei cittadini nei luoghi del quotidiano, con un attenzione particolare alle nuove generazioni. Il progetto nello specifico considera i giovani studenti delle scuole come i principali attori del cammino per la pace. Per questo si è proposto loro un percorso di educazione alla mondialità, alla cittadinanza, alla partecipazione, alla promozione di una cultura di pace. Educare alla pace nelle scuole significa lavorare con i ragazzi di ogni nazionalità e provenienza, e prima ancora creare le condizioni che permettano il confronto con l altro in un percorso di arricchimento reciproco, libero da preconcetti e da presunzioni di superiorità morale, culturale o economica. Il progetto aveva lo scopo di creare un tessuto armonico di dialogo e confronto, attraverso la relazione tra diversità che si incontrano, valorizzando le infinite risorse di entusiasmo e fantasia dei ragazzi come strumenti privilegiati per costruire percorsi di pace e di giustizia nelle nostre strade e nelle nostre case. Per l attuazione del progetto si sono scelte scuole e istituti in cui sono presenti in maggior numero studenti stranieri e dove i problemi relativi all inserimento e alla socializzazione tra i ragazzi sono più acuti. Il progetto è stato portato avanti da un gruppo di associazioni e soggetti diversi, coinvolti a vario titolo dalla Provincia di Bologna fin dalla fase di elaborazione: CD-LEI, Associazione Africa e Mediterraneo, CISP, Centro Documentazione alla Mondialità e Radio for Peace. Il coordinamento complessivo degli interventi è stato affidato al Centro di Documentazione e Laboratorio di Educazione Interculturale del Comune di Bologna (CD-Lei), cofinanziato anche dalla Provincia che svolge abitualmente attività di supporto agli insegnanti delle scuole elementari, medie e superiori del territorio per quanto riguarda l integrazione scolastica degli studenti stranieri, l alfabetizzazione di base, la consulenza specialistica anche tramite mediatori culturali. OBIETTIVI del PROGETTO 1) Avevamo interesse a raggiungere con questo progetto quelle scuole e quegli istituti dove sono presenti in maggior numero studenti stranieri e dove i problemi relativi all inserimento e alla socializzazione dei ragazzi sono più acuti. Il CD Lei ha utilizzato la rete di relazioni presso le scuole bolognesi per costruire il programma di interventi che ha coinvolto 12 scuole di ogni ordine e grado e 18 classi, sia nel capoluogo che in diversi Comuni del territorio. 2

3 2) Altro obiettivo del progetto era avviare percorsi partecipativi in cui giovani potessero ritrovarsi protagonisti e non solo destinatari di attività finalizzate a supplire deficit didattici e informativi. La chiave di coinvolgimento dei ragazzi è stato quindi l utilizzo dei loro linguaggi, l uso del testo ma anche dell immagine, del gioco, del disegno, del corpo o di specifici ambiti sensoriali che sono più vicini alla sensibilità ed al background culturale delle giovani generazioni. Questo ha permesso loro di ideare e realizzare attività pratiche (rappresentazioni, campagne di comunicazione, video e messaggi musicali) rivolte anche agli altri giovani, e prodotti (video, performance, illustrazioni, messaggi radio) caratterizzati dai linguaggi espressivi giovanili e dal tema multiculturale. 3) Intendevamo valorizzare il lavoro degli insegnanti sui temi della pace e della qualità della convivenza, fornendo loro materiale didattico e supporto qualificato nei temi del dialogo interculturale, dell educazione alla mondialità. ATTIVITÀ SVOLTE A) Presentazione dell iniziativa negli istituti medi e superiori della provincia di Bologna e ripartizione delle attività Nel periodo novembre 2006 febbraio 2007 il progetto è stato presentato a diverse scuole del territorio grazie all attività di coordinamento del CD/LEI. Sono stati proposti diversi interventi rivolti ai ragazzi delle scuole medie e superiori della sul tema della mondialità, dell intercultura e della convivenza con compagni stranieri, contattando i dirigenti scolastici e i docenti interessati ai temi dell intercultura; si sono quindi individuate le scuole da coinvolgere ed è stato infine stilato un programma di interventi affidati di volta in volta ai partner più appropriati. Le scuole hanno gradito la possibilità di scegliere tra una rosa di proposte formative diverse, trovando spesso tra le attività indicate da CD/LEI, Associazione Africa e Mediterraneo, Ong CISP, Centro Documentazione alla Mondialità e Radio for Peace, quella più confacente con le proprie esigenze formative e il tempo disponibile. Il CD/LEI ha svolto inoltre per tutta la durata del progetto, insieme alla Provincia di Bologna (Ufficio Pace e Relazioni internazionali ed Ufficio Scuola) il lavoro di coordinamento dei partner, curando le relazioni con le scuole ed i docenti individuati e, non ultimo, il compito di monitorare la buona riuscita delle singole attività. B) Approfondimenti sul tema del dialogo e dell intercultura Individuazione delle abilità o dei campi di interesse dei ragazzi Nel periodo tra febbraio e giugno 2007 le diverse classi hanno lavorato sui temi scelti con le diverse associazioni referenti. 1) In specifico Africa e Mediterraneo ha svolto 23 laboratori in diverse classi del Rosa Luxemburg, Aldrovandi Rubbiani, Polo Artistico di Bologna, Istituto Keynes di Castel Maggiore e San Pietro in Casale ed Istituto Caduti della Direttissima di Castiglione dei Pepoli. L attività laboratoriale, che ha coinvolto le 5 scuole superiori è nata dalla volontà di approfondire, attraverso racconti a fumetti realizzati da artisti africani, la complessa situazione dell immigrazione alla luce dell allargamento, che ha interessato soprattutto l Italia, la Spagna e le nuove frontiere europee di Malta e Cipro. Le sei storie del libretto a 3

4 fumetti Approdi spaziano in un Europa multiculturale dove i temi del lavoro, della libertà d espressione, della realizzazione dei propri sogni, si intrecciano al problema dell identità del migrante alle prese con le difficoltà della vita. Approdi racconta storie di esclusione e integrazione, in una società europea che vede convivere una diffusa disponibilità all accoglienza con reazioni di timore e diffidenza nei confronti degli stranieri. I temi che sono stati affrontati e dibattuti con il gruppo classe riguardano: l Unione Europea (cenni storici, attuale situazione geopolitica); le cause e le modalità degli odierni flussi migratori; la definizione giuridica di extracomunitario ; la questione dell irregolarità (chi è irregolare, come lo si diventa, quali provvedimenti applica lo Stato italiano); le politiche di integrazione e la società multiculturale. Nel corso delle attività è stato distribuito materiale didattico. Africa e Mediterraneo è riuscita a valorizzare risorse impegnate anche in altri progetti potendo costruire sinergie per la presenza di disegnatori africani a Bologna; inoltre ha messo a disposizione del progetto una mostra di manifesti e fumetti realizzati da studenti delle scuole che è stata ospitata presso il Comune di Casalecchio di Reno e presso la sede dell Istituto Manfredi Tanari di Bologna in occasione della giornata di lavoro conclusiva il 22 ottobre ) Il Cisp (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli) ha curato gli incontri coi ragazzi di diverse scuole: Istituto Malpighi di S. Giovanni in Persiceto, Scuola Media Saffi di Bologna, Istituto Superiore Archimede di S. Giovanni in Persiceto e Istituto Alberghiero Scappi di Castel San Pietro Terme. Durante gli incontri si è parlato di cooperazione internazionale e di problemi connessi all immigrazione. I ragazzi hanno ragionato sui sistemi di lotta alla povertà attraverso la diminuzione degli squilibri sociali, economici ed ambientali a livello mondiale e sulla possibilità di creare un modello equo di relazioni tra i popoli ed i paesi basato sul dialogo e la convivenza pacifica, promuovendo percorsi di pace, e processi fondati sul rispetto dei diritti umani. Lo sguardo alla realtà sociale in cui viviamo e alle continue trasformazioni che vedono una riconfigurazione dell economia, della geopolitica e della società stessa, ha permesso ai ragazzi di comprendere come sia fondamentale l impegno di quei soggetti che a vario titolo si impegnano per trovare strade nuove e soluzioni sostenibili per affrontare gli squilibri tra Nord e Sud del mondo. 3) Radio for peace ha svolto laboratori sul linguaggio della radio in alcune scuole di Bologna e provincia. Il percorso con la radio si è dimostrato molto utile poiché è uno strumento che permette l espressione di sé da parte dei ragazzi e fa percepire l importanza delle diverse competenze: saper scrivere, leggere, essere sintetici, conoscere la musica, l uso di internet. In particolare presso l Istituto Saffi del Pilastro, zona complessa del comune di Bologna, c è stato un alto coinvolgimento degli insegnanti e dei ragazzi, che hanno svolto insieme un analisi del territorio circostante. I ragazzi hanno apprezzato queste molteplici sollecitazioni ed hanno realizzato belle interviste sulla fama del loro quartiere concludendo il loro radio spot con il messaggio finale che sono contenti di vivere al Pilastro! A San Giovanni in Persiceto sono state realizzate interviste sull immagine dello straniero e la percezione di sé nel proprio paese. All Istituto Professionale Scappi di Castel San Pietro Terme, è stato invece affrontato il tema del conflitto (quello personale, privato e quello grande, globale), delle lingue e delle abitudini diverse, esplorando le diverse strategie di uscita. 4

5 Radio for peace ha seguito una metodologia particolare, dovendo produrre un messaggio radio in tempi brevi, ha dimostrato la possibilità di collegare e far interagire le aspettative dei ragazzi con materie di studio diverse e con attività lavorative degli adulti. 4) Il Centro Documentazione alla Mondialità Poggeschi ha svolto 6 incontri presso 3 scuole coinvolgendo complessivamente 9 classi. Il progetto si è diviso in due parti, che hanno coinvolto classi diverse: una parte del progetto ha riguardato le problematiche connesse all'accesso all'acqua, un'altra parte è stata incentrata sulla gestione non violenta del conflitto. L'attività "Uno sguardo sul mondo: il problema dell'acqua" ha coinvolto una classe dell'istituto Cerreta e tre classi delle Scuole Pepoli. Inoltre hanno partecipato alla Giornata della Pace della Scuola Media Statale di San Matteo della Decima con l'attività "Giochi di pace", che ha coinvolto altre cinque classi. Gli insegnanti hanno espresso una nota molto positiva riguardo al livello di coinvolgimento nei giochi, nell attenzione e nella partecipazione durante le discussioni che seguivano. Le tematiche meglio recepite dai ragazzi riguardano il tema dell acqua come bene fondamentale alla vita e l'impatto sullo sviluppo umano ed economico della sua mancanza; i ragazzi hanno recepito la necessità di sforzi tecnologici e politici per la preservazione di un bene così essenziale e il senso di responsabilità individuale riguardo al consumo e al risparmio idrico. Per ciò che concerne le attività sulla gestione non violenta del conflitto, la fase di "restituzione" e di discussione con i ragazzi, ha evidenziato che le tematiche meglio recepite è sono state la necessità di dialogo tra i giovani e con gli adulti, la presenza di conflitti non evidenti, causati da situazioni di disagio, come il mancato riconoscimento della diversità e la fruizione dei diritti individuali. 5) Il CD Lei ha realizzato 6 percorsi linguistici di alfabetizzazione avanzata e 6 percorsi di video making (di 8 incontri ciascuno). Nei percorsi linguistici sono stati coinvolti alunni dell Istituto Caduti della Direttissima di Castiglione dei Pepoli, dell Istituto Comprensivo di Pieve di Cento e di San Matteo della Decima e presso l IPSIA Malpighi di Crevalcore e l Istituto Keynes di San Pietro in Casale. I 6 laboratori di video making sono stati realizzati presso l Istituto Professionale Statale Alberghiero di Castel San Pietro, la Scuola Media Statale Gessi di Pieve di Cento, la Scuola Media Statale Zanotti di Bologna, il Gruppo interclassi a San Matteo della Decima Scuola Media Statale Saffi di Bologna a cui hanno partecipato una decina di ragazzi, tutti provenienti o originari di Paesi extracomunitari residenti al Pilastro. I ragazzi hanno discusso e chiarito innanzitutto l argomento che avrebbero voluto trattare attraverso il video. Ne è scaturita una serie di temi molto critici sulla situazione del loro quartiere. Questo ha fatto decidere per un taglio giornalistico del documentario, una sorta di videoinchiesta. E stato successivamente spiegato l uso delle attrezzature audio e video che poi sono state utilizzate dagli stessi adolescenti. Queste attività hanno coinvolto insegnanti, mediatori culturali e i ragazzi che hanno partecipato con entusiasmo ed espresso il desiderio di continuare anche il prossimo anno. Un esempio per tutti è il laboratorio che si è svolto presso la Scuola Media Statale Zanotti di Bologna nel periodo compreso tra marzo e giugno 2007 ed è stato finalizzato alla realizzazione di un cortometraggio dal titolo Un nuovo straniero tra noi della durata di circa 15. I primi due incontri sono stati dedicati all analisi del linguaggio cinematografico e a sperimentazioni che hanno permesso ai ragazzi di prendere confidenza con la videocamera. Gli studenti hanno deciso di raccontare la storia di un ragazzo proveniente da un paese straniero e delle difficoltà di inserimento in un posto diverso dal luogo di origine. 5

6 L argomento affrontato è molto sentito dai ragazzi in quanto la classe ha una forte componente di alunni proveniente da altri paesi. Protagonisti di tutto il lavoro, i ragazzi hanno gestito la fase delle riprese in cui si sono alternati nelle vesti di attori, registi, ciackisti. Una studentessa ha addirittura disegnato le inquadrature, scrivendo un vero e proprio storyboard. L esperienza è stata particolarmente apprezzata; i ragazzi hanno partecipato attivamente rivelando un notevole spirito di gruppo e un ottimo affiatamento. Tutte le scene sono state decise di comune accordo e si è discusso molto sul finale per evitare di cadere nella retorica o nel falso buonismo. L ultimo incontro è infine stato dedicato alla proiezione ed analisi del filmato, alla presenza dei genitori italiani e stranieri. Il rapporto tra l operatore e gli insegnanti di riferimento è stato ottimo e fattivo ed i partecipanti hanno auspicato la possibilità di ripetere l esperienza. C) Distribuzione materiale tecnologico Ideazione e realizzazione prodotti comunicativi - Diffusione ed esposizione lavori Durante i colloqui con docenti e studenti delle scuole ed in base alle esigenze emerse fin dall inizio delle attività, è stata valutata la necessità di dedicare più risorse agli interventi e agli approfondimenti formativi. I partner di progetto hanno quindi deciso di comune accordo di non acquistare materiale tecnologico (videocamere, fotocamere digitali, postazione montaggio video) come previsto nel progetto originario, ma di utilizzare nel corso dei loro interventi attrezzature proprie, al fine di mantenere elevati standard nelle attività e venire incontro così alle aspettative delle scuole e dei docenti. Numerose attività sono state documentate con foto e filmati; una selezione di questo materiale ha dato vita ad un video, assemblato dalla Cooperativa sociale a.r.l. Voli, che alleghiamo a questo rendiconto. Le scuole coinvolte hanno copia dei video e dei messaggi radio realizzati, che sono disponibili anche sul sito della Provincia, area Comunicazione, percorso multimedia filmati al seguente indirizzo: ) Nel corso del progetto non è stato possibile attivare canali in grado di veicolare i messaggi dei ragazzi ad un pubblico più vasto. Non abbiamo ritenuto utile inoltre ai fini del progetto effettuare trasmissioni radio verso altri paesi dell Europa, del Medio Oriente e del Nord Africa, come proposto nel progetto iniziale, in quanto non sono emersi durante il confronto con i ragazzi quel coinvolgimento e quel desiderio di riallacciare i rapporti con i paesi di origine che avevamo ipotizzato in fase di preparazione. A conclusione del progetto è stato realizzato un momento finale per la presentazione pubblica dei risultati, con la partecipazione di alcune delle classi protagoniste; l incontro si è svolto il 22 ottobre 2007 presso l Istituto professionale Manfredi Tanari di Bologna, dove sono stati presentati i lavori realizzati dai giovani nel corso delle diverse attività e si è discusso circa le prospettive della convivenza e della crescita della nostra comunità a partire dalla capacità di accoglienza e di educazione delle nostre scuole. 6

7 RISULTATI RAGGIUNTI Il percorso fatto nell arco di questi mesi ha prodotto importanti risultati per tutti i soggetti che sono entrati a far parte del Progetto Impariamo la Pace. Sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati, sia per quanto riguarda il coinvolgimento degli studenti delle 18 classi raggiunte, sia per la valorizzazione degli insegnanti. Particolarmente interessante è stato il lavoro d équipe, svolto dai partner del progetto sia nella fase di ideazione ed impostazione del progetto, sia nel corso dell esecuzione e in sede di valutazione. Questo ha permesso in primo luogo di raggiungere alcuni obiettivi interni di rafforzamento della rete: maggiore conoscenza reciproca, integrazione e completamento delle professionalità e delle competenze, ottimizzazione delle risorse disponibili, predisposizione a collaborazioni future, affermarsi della Provincia come catalizzatore delle realtà territoriali. In secondo luogo il lavoro congiunto tra diversi partner del progetto è stato molto efficace nelle attività dirette coi ragazzi. Ottimi risultati hanno raggiunto ad esempio le collaborazioni tra CISP e Radio for Peace alle Scuole Saffi del Pilastro come pure all Istituto Malpighi di Crevalcore e all Archimede di San Giovanni in Persiceto, o insieme agli educatori del Centro Poggeschi. Altro esempio di sinergia positiva si è riscontrata presso l Istituto Keynes di San Pietro in Casale nel percorso di videomaking curato dal CD Lei contestualmente al laboratorio di fumetti di Africa e Mediterraneo. La passione con la quale gli operatori hanno svolto i loro compiti formativi ha permesso di superare alcune difficoltà organizzative e di ristrettezza del budget. Nella fase di monitoraggio che abbiamo svolto nel corso del progetto è stato rilevato che diverse attività potevano forse essere svolte con minori risorse di tempo e di personale, ma si è scelto di mantenere alta la qualità degli interventi per dare il meglio ai ragazzi coinvolti nelle diverse iniziative. In effetti la risposta più incoraggiante è stata il forte coinvolgimento degli studenti, che si sono dimostrati realmente interessati ai temi trattati, e il giudizio positivo dei docenti e dei dirigenti scolastici che hanno più volte richiesto interventi analoghi negli anni successivi. Monica Manfredi U.O. Pace e Relazioni internazionali 7

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