Analisi e commento dell articolo 12 (interventi sulla fiscalità) del Disegno di Legge Stabilità

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1 Servizio Politiche Fiscali della UIL Analisi e commento dell articolo 12 (interventi sulla fiscalità) del Disegno di Legge Stabilità L Italia da alcuni anni sconta l assenza di una politica economica orientata a promuovere e sostenere la crescita. Anche l attuale Governo ha concentrato la sua attenzione esclusivamente al miglioramento dei conti pubblici, con scelte che hanno pesantemente penalizzato i lavoratori dipendenti e i pensionati. Il necessario perseguimento di politiche volte al risanamento è stato fine a se stesso ed ha avuto come conseguenza quella di aggravare la recessione in atto nel nostro sistema economico e produttivo. Il limite maggiore dell azione economica del Governo è stato quello di non finalizzare le politiche di risanamento al sostegno della crescita. Anche il disegno di legge di stabilità, varato il 9 ottobre e pubblicato il 16 ottobre - dopo una settimana di indiscrezioni e balletti di cifre che un Governo tecnico avrebbe potuto risparmiarci - è figlio di questa visione intervenendo tra tagli e aumenti d imposta per oltre 11 miliardi di euro. Il DDL contiene comunque alcuni aspetti positivi che la UIL ha sottolineato a dimostrazione che il nostro è sempre un giudizio di merito sulla qualità e l efficacia dei provvedimenti. Nel disegno di legge di stabilità gli interventi fiscali a favore dei contribuenti, conseguenti al taglio delle prime due aliquote IRPEF, valgono circa 4,8 miliardi a fronte di 7 miliardi derivanti dall aumento dell IVA (6 miliardi circa, con riflessi sull inflazione) e dall introduzione della franchigia sulle deduzioni e detrazioni e dall introduzione del tetto di euro sulle detrazioni. Un saldo, quindi, complessivamente negativo per i contribuenti italiani. Di seguito un analisi nel dettaglio dei commi di maggior interesse contenuti nell articolo 12: Articolo 12 commi 1 e 2 Interventi sull IVA e sull IRPEF Il comma 1 dell articolo 12 interviene sul regime IVA determinando maggiori entrate a seguito degli interventi di aumento delle due aliquote (dal 10% all 11% e dal 21% al 22%) per un gettito stimato di circa 6,3 miliardi. Servizio Politiche Fiscali UIL 1

2 Questo aumento incide sui principali consumi (energia, gas, carburanti, fornitura acqua, medicinali, raccolta rifiuti, ecc.). Resta al 4% invece l aliquota IVA sui beni di prima necessità (pane, latte, pasta, prima casa, ecc). L articolo 12, comma 2, del Disegno di Legge di Stabilità interviene con un taglio delle prime due aliquote marginali IRPEF, che passano rispettivamente dal 23% al 22% e dal 27% al 26%: Fascia di Reddito Aliquota Vigente Nuova aliquota fino a euro 23% 22% da euro a euro 27% 26% La riduzione della prima e della seconda aliquota IRPEF è per la UIL un primo passo nella direzione da noi più volte auspicata di riduzione delle tasse sui redditi da lavoro e da pensione anche se sarebbe stato più efficace ed equo un aumento delle relative detrazioni che avrebbe portato ad un utilizzo più proficuo delle risorse impegnate. Va anche detto che gli effetti benefici di tale provvedimento peraltro assai contenuti sono parzialmente inficiati dalle altre previsioni dell articolo 12 del DDL (aumento dell IVA, franchigia su deduzioni e detrazioni, tetto alle detrazioni) oltre al fatto di essere totalmente inaccessibili, o quantomeno irrilevanti, per i redditi più bassi e per gli incapienti che rientrando nella No Tax Area non avranno alcun sollievo dagli interventi sull IRPEF mentre sopporteranno in pieno l aumento dell IVA. Articolo 12, comma 3 Finanziamento per misure di sostegno alla produttività Il DDL prevede poi un incremento di risorse da destinare alla detassazione del salario di produttività e che erano invece state ridotte nelle precedenti manovre economiche. Il comma 3 dell articolo 12 prevede invece uno stanziamento di 1,2 miliardi per il 2013 e 400 milioni nel Le modalità operative con cui verrà concessa tale agevolazione vengono però rimandate ad un DPCM apposito da emanarsi entro il 15 gennaio 2013 di concerto con il Ministero dell Economia e delle Finanze. Viene anche prevista, sul punto, una sorta di clausola di salvaguardia per la quale nel caso in cui il decreto non dovesse essere emanato entro la data fissata, le risorse stanziate dovranno essere destinate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Ribadiamo come UIL la necessità di rendere strutturale questo importante strumento di stimolo alla produttività e alla domanda interna, evitando la necessità di rifinanziarne ogni volta gli stanziamenti o di intervenire con una modifica continua dei parametri previsti per l accesso alla detassazione. Occorre Servizio Politiche Fiscali UIL 2

3 anche ripristinare le condizioni antecedenti il DPCM del maggio scorso con il quale erano stati modificati i parametri riguardanti l importo massimo assoggettabile all imposta sostitutiva del 10% nonché il limite massimo di reddito annuo oltre il quale il titolare non può usufruire dell agevolazione. In particolare, rispetto al 2011, il limite del bonus è passato da a euro e il tetto del reddito da a euro. Tale modifica ha già determinato l esclusione di circa 2 milioni di lavoratori dipendenti dall agevolazione ed una significativa ricaduta sulle buste paga di coloro che continueranno invece ad usufruirne. Occorre inoltre che anche i lavoratori del settore pubblico possano godere di tale beneficio, evitando il perpetuarsi di un esclusione iniqua e ingiusta che colpisce milioni di lavoratori. Articolo 12 commi da 4 a 10 Interventi sul sistema delle deduzioni e detrazioni I commi 4 e 5 dell articolo 12 intervengono introducendo una franchigia di 250 euro rispettivamente per alcuni oneri deducibili e detraibili. In particolare la franchigia opererà sulle deduzioni per oneri di cui all articolo 10, comma 1, lettere a), c), d), e-ter), f), g), h), l-bis), l-ter) e l-quater) del TUIR e quindi sulle deduzioni per: canoni, livelli, censi ed altri oneri gravanti sui redditi degli immobili che concorrono a formare il reddito complessivo; assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell'autorità giudiziaria; assegni periodici corrisposti in forza di testamento o di donazione modale e, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell'autorità giudiziaria, gli assegni alimentari corrisposti a persone indicate nell'articolo 433 del Codice Civile; contributi versati ai fondi sanitari integrativi; le somme corrisposte ai dipendenti, chiamati ad adempiere funzioni presso gli uffici elettorali; contributi, le donazioni e le oblazioni erogati in favore delle organizzazioni non governative; indennità per perdita dell'avviamento corrisposte per disposizioni di legge al conduttore in caso di cessazione della locazione di immobili urbani adibiti ad usi diversi da quello di abitazione; cinquanta per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l'espletamento delle procedure di adozione; Servizio Politiche Fiscali UIL 3

4 erogazioni liberali in denaro per il pagamento degli oneri difensivi dei soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, anche quando siano eseguite da persone fisiche; erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di università e fondazioni universitarie. Sono pertanto esclusi dall applicazione della franchigia gli oneri deducibili per spese sanitarie ed anche quelli per i contributi versati alle forme pensionistiche complementari di cui al d.lgs. n. 252/05, contemplati alla lettera e-bis), e per i quali continua quindi ad operare la deducibilità piena di 5.164,27 euro annui. Per quanto invece riguarda gli oneri detraibili il Disegno di Legge esclude dalla franchigia di 250 euro soltanto: spese per veicoli per disabili; le detrazioni per le spese sostenute per i servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordomuti; le spese, per un importo non superiore a euro, sostenute per gli addetti all'assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se il reddito complessivo non supera euro; per spese sostenute dai non vedenti per il mantenimento dei cani guida. Per tutte le rimanenti spese sanitarie detraibili, la franchigia già prevista per 129,11 euro passa a 250 euro. Restano poi assoggettati alla franchigia queste altre detrazioni: interessi passivi su acquisto prima casa o ristrutturazione prima casa necessità che il mutuo sia ipotecario; presenza di particolari requisiti per essere ammessi alla detrazione differenti limiti di detraibilità per mutui acquisto (4000/annui) rispetto a mutui ristrutturazione (2582/annui); premi di assicurazione vita/infortuni (necessità dichiarazione della compagnia su importo detraibile); spese istruzione secondaria/universitaria/specializzazione (entro il costo che si sostiene per iscrizioni e frequenza in scuole pubbliche); spese funebri relative a familiari; spese per assistenza personale in caso di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana; spese per attività sportive ragazzi da 5 a 18 anni; spese di intermediazione immobiliare per chi ha acquistato abitazione principale; spese per canoni di locazione (studenti fuori sede contratti di affitto prima casa); Servizio Politiche Fiscali UIL 4

5 oneri vari (offerte Onlus e società sportive dilettantistiche, erogazioni a particolari Enti e associazioni, spese veterinarie, offerte a scuole per innovazione tecnologica, spese di autoaggiornamento docenti, spese abbonamenti trasporto pubblico, riscatto corso di laurea familiari a carico, rette asili nido; spese per acquisto di elettrodomestici e TV relativi ad immobili per i quali è stata attivata la pratica 36%; spese per sostituzione frigoriferi, congelatori e per acquisto di motori ad elevata efficienza e Inverter. La franchigia, in ogni caso, non si applica ai soggetti titolari di un reddito complessivo non superiore a euro. Tutte queste disposizioni, in deroga alle previsioni dello Statuto del Contribuente si applicano già a decorrere da questo periodo di imposta ed avranno quindi effetti sulle dichiarazioni dei redditi 2012 che saranno presentate il prossimo anno. Un fatto, questo, per la UIL gravissimo che incide sulla certezza del diritto e sul rapporto tra Stato e contribuenti calpestando i diritti di questi ultimi. Un atto che viola quella carta che dovrebbe rappresentare la base dei diritti e doveri del nostro sistema fiscale. È anche per questo che la UIL ribadisce con forza la necessità di elevare a rango costituzionale le norme dello Statuto del Contribuente. Il principio di legalità deve infatti uniformare sempre il comportamento dell amministrazione finanziaria. In tale quadro occorre salvaguardare i principi di stabilità e certezza del diritto. La manutenzione" dell'ordinamento tributario, anche in situazioni straordinarie di finanza pubblica, non può comportare un suo stravolgimento nelle regole fondanti in nome delle esigenze di gettito. Con il comma 8 dell articolo 12 viene poi introdotto anche un tetto alle detrazioni il cui ammontare non può eccedere i euro annui dal cui computo vanno escluse le stesse detrazioni per spese già escluse dall applicazione della franchigia e sopra ricordate più tutte le detrazioni per spese sanitarie. L effetto, come per la franchigia, viene anticipato al periodo di imposta 2012 ed anche in questo caso il tetto dei euro non si applica per i redditi entro i euro annui. Questo sistema di interventi sul sistema delle deduzioni e delle detrazioni rischia di ridurre in maniera estremamente sensibile i già limitati benefici attesi dalla riduzione delle aliquote IRPEF. Già la sola franchigia di 250 euro, che si applica ai redditi complessivi superiori a 15mila euro, comporta un aggravio d imposta di 47,5 euro per gli oneri detraibili (ad eccezione delle spese sanitarie dove, come detto, la franchigia passa appunto da 129,11 euro a 250 euro), mentre per gli oneri deducibili si passerebbe dai 55 euro per i redditi più bassi ai euro per quelli più elevati. Servizio Politiche Fiscali UIL 5

6 In particolare, e secondo le dichiarazioni dei redditi 2011, i pensionati che dichiarano oneri deducibili sono ; di essi , pari a 59,34%, rientrano nella prevista franchigia di 250 euro (Tab. 1/a). I pensionati che dichiarano oneri detraibili al 19% sono ; di essi , pari al 72,68%, rientrano nella prevista franchigia di 250 euro (Tab. 1/b). Di questi, coloro che dichiarano spese sanitarie detraibili al 19% sono ; di essi , pari a 72,94%, rientrano nella prevista franchigia di 250 euro (Tab. 1/c). Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, quelli che dichiarano oneri deducibili sono ; di essi , pari all 84,64%, rientrano nella prevista franchigia di 250 euro (Tab. 2/a). I lavoratori dipendenti che dichiarano oneri detraibili al 19% sono ; di essi , pari all 82,55%, rientrano nella prevista franchigia di 250 euro (Tab. 2/b). Di questi, coloro che dichiarano spese sanitarie detraibili al 19% sono ; di essi , pari all 83,30%, rientrano nella prevista franchigia di 250 euro (Tab. 2/c). PENSIONATI (TAB. 1/A) (TAB. 1/B) ONERI DEDUCIBILI DI 250 EURO ONERI DETRAIBILI AL 19% DI 250 EURO (59,34%) (72,68%) (TAB. 1/C) SPESE SANITARIE DETRAIBILI AL 19% DEI 250 EURO (72,94%) Servizio Politiche Fiscali UIL 6

7 LAVORATORI DIPENDENTI (TAB. 2/A) (TAB. 2/B) ONERI DEDUCIBILI DI 250 EURO ONERI DETRAIBILI AL 19% DI 250 EURO (84,64%) (82,55%) (TAB. 2/C) SPESE SANITARIE DETRAIBILI AL 19% DEI 250 EURO (83,30%) ELABORAZIONI UIL SU DICHIARAZIONI REDDITI 2011 FONTE DIP. FINANZE Un intervento che incide quindi in modo particolare proprio sui lavoratori dipendenti e sui pensionati. Come pure incide il previsto tetto di euro sulle detrazioni, considerato che solo quelle degli interessi su mutui ipotecari per l abitazione principale arrivano mediamente a circa euro e quelle sulle assicurazioni mediamente a 600 euro. Articolo 12, comma 11 Tassazione del TFR Viene abrogato il comma 9 dell articolo 1 della Finanziaria 2007 (clausola di salvaguardia sul TFR e indennità equipollenti) - norma che consentiva di applicare, se più favorevoli, alla liquidazione gli scaglioni precedenti alla rimodulazione del e il quarto periodo del comma 514 dell articolo 2 della Finanziaria 2008 concernente Servizio Politiche Fiscali UIL 7

8 la riduzione, nel limite delle risorse a tal fine stanziate (180 milioni annui a decorrere dal 2009), del prelievo fiscale sulle indennità di TFR il cui diritto alla percezione sorgeva dopo il 1 aprile Due interventi che in sostanza comporteranno un aggravio fiscale sempre a carico dei lavoratori dipendenti. Aggravio che inciderà peraltro sulle indennità di TFR che in questi anni sono state già particolarmente colpite in modo particolare per i pubblici dipendenti con il solo obiettivo di fare cassa utilizzando la retribuzione differita di milioni di lavoratrici e lavoratori. Articolo 12, comma 17 Interventi sul sistema di tassazione delle pensioni di guerra Il comma 17 abolisce l esenzione di imposta prevista dal comma 1, articolo 34 del DPR n. 601/73 - per le pensioni di guerra di ogni tipo e denominazione e le relative indennità accessorie, gli assegni connessi alle pensioni privilegiate ordinarie, le pensioni connesse alle decorazioni dell'ordine militare d'italia e i soprassoldi connessi alle medaglie al valor militare. Tali somme rimarranno esenti ai fini IRPEF soltanto nel caso di redditi complessivi non superiori a euro. In tutti gli altri casi costituiranno invece reddito imponibile producendo un duplice svantaggio: da una parte diventa reddito imponibile anche il solo trattamento di guerra e dall altra in presenza di altri redditi quel trattamento si cumulerà con questi aumentando di fatto l aliquota marginale. Peraltro il danno potrebbe prodursi anche sulle detrazioni per familiari a carico. In quanto un pensionato di guerra che prima aveva un reddito entro il tetto per poter essere definito a carico, con la prestazione ora assoggettata ad IRPEF rischia di superare quel tetto perdendo il requisito. D altra parte è positivo il fatto che il Governo anche a seguito delle forti prese di posizione delle parti sociali - abbia ritirato dal provvedimento l assoggettamento ad IRPEF delle pensioni di invalidità che era stato invece originariamente previsto e comunicato a margine del Consiglio dei Ministri del 9 ottobre scorso. Articolo 12, commi da 18 a 21 Tassa sulle transazioni finanziarie Viene introdotta una tassazione dello 0,05% sul valore delle transazioni finanziarie ed un imposta di bollo dello 0,05% - sul valore di riferimento del contratto per le operazioni in derivati diverse da quelle in titoli di Stato UE o di paesi dello Spazio Economico Europeo. Un provvedimento positivo e che abbiamo più volte auspicato. La UIL è stata protagonista della Campagna per l introduzione della TTF e partecipa attivamente al Coordinamento Italiano Zero Zero Cinque. Servizio Politiche Fiscali UIL 8

9 Nella realtà specifica italiana riteniamo però che dovessero essere escluse dall applicazione della tassazione tutte le operazioni connesse alla gestione finanziaria delle forme pensionistiche complementari di cui al d.lgs. n. 252/05. L attività di investimento del Fondo Pensione non ha infatti carattere finanziario in senso stretto ma ha invece finalità previdenziale, ritenuta dallo stesso legislatore meritevole di particolare tutela per la rilevanza sociale dei bisogni cui risponde i rendimenti sono infatti tassati con aliquota di vantaggio, come anche le prestazioni erogate). L applicazione della tassa avrebbe peraltro un fortissimo impatto per il sistema in quanto l indice di turn over (movimentazione) dei portafogli dei Fondi è particolarmente elevato (proprio per assicurare un adeguata diversificazione degli investimenti) ed un caricamento d imposta, aggravando i costi di trading, genererebbe un aumento automatico dei costi di gestione intaccando la posizione dei singoli aderenti. Infatti i costi di trading vengono dalle Società di Gestione del risparmio automaticamente ribaltati sul Fondo Pensione e, quindi, sulle lavoratrici e i lavoratori aderenti. L esigenza di contenimento dei costi che è connessa al risparmio di natura previdenziale, verrebbe messa a dura prova dall applicazione della TTF al comparto portando magari i gestori a muovere poco i portafogli con il rischio di compromettere l asset allocation tattica dei comparti di investimento esponendo gli aderenti ai rischi connessi alla volatilità (peraltro particolarmente marcata in questi anni) dei mercati. La rotazione di portafoglio attuata dai gestori di Fondi Pensione non è legata ad un approccio di tipo speculativo, che peraltro sarebbe impossibile dovendo rispondere la gestione ai limiti stringenti del D.M. n. 703/96, ma ad una riallocazione continua delle risorse che si rende necessaria per rispettare l asset allocation strategica data dal Consiglio d Amministrazione del Fondo. Attività che garantisce il rispetto da parte del gestore delle politiche d investimento assegnate dalla governance del Fondo stesso. Peraltro va detto che i cicli finanziari ed economici sono negli ultimi anni sempre più brevi e la strategia del compra e tieni metterebbe in serio pericolo il risparmio previdenziale dei lavoratori iscritti dovendosi invece approcciare ad una strategia di gestione di tipo investment clock che pesi le diverse asset class in relazione al ciclo economico che si attraversa (è infatti dimostrato che le diverse asset class reagiscono in maniera differente a determinati cicli). La movimentazione del portafoglio è quindi necessaria per rispettare il budget di rischio che il fondo si è dato in relazione alle caratteristiche della propria base associativa e dei suoi bisogni previdenziali. Inoltre va detto che i Fondi Pensione italiani non hanno mai fatto speculazione in senso stretto, aumentando il rischio sistemico, visto che - pur in una fase di turbolenza che ha interessato in maniera particolare i GVB italiani - il sistema dei Fondi non ha reagito vendendo i titoli di Stato ma mantenendoli in portafoglio nel pieno rispetto dei benchmark assegnati (in percentuali Servizio Politiche Fiscali UIL 9

10 significative peraltro). Hanno quindi contribuito ad evitare un ulteriore svalutazione dei nostri titoli costituendo uno zoccolo duro importante che la stessa Banca d Italia nel suo ultimo Bollettino ordinario ha riconosciuto in maniera chiara. Una funzione quindi positiva per i mercati finanziari che andava in qualche modo tenuta nella debita considerazione. Per questo motivo a parere della UIL in coerenza con la differenziazione da noi sempre richiamata tra investimento finanziario/speculativo e investimento previdenziale i Fondi Pensione dovrebbero essere esentati dall applicazione della TTF e questa nostra posizione verrà ribadita in occasione della definizione del decreto attuativo previsto dal comma 21 dell articolo 12 del DDL che dovrà essere emanato entro 60 giorni dall entrata in vigore della Legge. Servizio Politiche Fiscali UIL 10

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