Riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, fusione e trasformazione in Aziende Regionali di Servizi alla Persona (ARSP)

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, fusione e trasformazione in Aziende Regionali di Servizi alla Persona (ARSP)"

Transcript

1 PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE DEL LAZIO N. 88 DEL 17 OTTOBRE 2013 Sistema Integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio Proposta emendativa-integrativa a cura dell IPAB SS. Annunziata Capo Riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, fusione e trasformazione in Aziende Regionali di Servizi alla Persona (ARSP) Art. Principi e criteri per il riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza 1. La Regione, ispirandosi ai princìpi di cui alla Legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) e al D.Lgs. 4 maggio 2001, n. 207 (Riordino del sistema delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, a norma dell articolo 10 della Legge 8 novembre 2000, n. 328) e nel rispetto della Legge Costituzionale n. 3/2001 di revisione del Titolo V, II Parte, della Costituzione, attua il riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza presenti ed operanti nella Regione Lazio, attraverso procedimenti di trasformazione delle medesime in Aziende Regionali di Servizi alla Persona (ARSP), senza fini di lucro. 2. Al fine di assicurare una maggiore efficacia, efficienza, trasparenza e adeguatezza nell erogazione dei servizi sociali, socio-sanitari, educativi, formativi e culturali svolti da queste Istituzioni e per favorire il contenimento della spesa pubblica ed il superamento del frazionamento nella gestione e nell erogazione dei servizi sociali, socio-sanitari educativi e culturali, la trasformazione delle IPAB in ARSP è effettuata anche mediante contestuali operazioni di fusione tra ex IPAB, nel rispetto delle norme recate nel Regolamento di cui all articolo, assicurando che in ogni provincia, in una logica distrettuale, operi esclusivamente una sola ARSP, fatta eccezione per Roma Capitale che unitamente alla Provincia di Roma potrà avere fino ad un massimo complessivo di cinque ARSP e alla Provincia di Viterbo che potrà avere fino ad un massimo di due ARSP. 3. Le ARSP risultanti da procedimenti di trasformazione mediante contestuale processo di fusione di due o più IPAB oppure di diretta trasformazione di IPAB in ARSP sono destinatarie delle risorse umane, patrimoniali e finanziarie delle IPAB originarie e subentrano a queste in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi. 4. Le IPAB che risultano non funzionali a processi di trasformazione mediante contestuale fusione sono estinte nel rispetto delle norme recate nel Regolamento di cui all articolo ;

2 5. A tal fine, la Regione: a) prevede la trasformazione delle IPAB in Aziende Regionali di Servizi alla Persona, anche mediante contestuali operazioni di fusioni tra ex IPAB, secondo i criteri indicati all articolo.; b) individua nello Statuto dell ARSP lo strumento di disciplina delle finalità, delle modalità organizzative e gestionali e di nomina degli organi di governo, nel rispetto di quanto previsto dalla presente Legge; c) prevede che l ambito territoriale provinciale o di Roma Capitale di attività dell ARSP possa erogare servizi anche in più settori assistenziali; d) prevede che le ARSP siano dotate di autonomia statutaria, gestionale, patrimoniale, contabile e finanziaria, nell ambito delle norme e dei principi stabiliti dalla Regione Lazio e dalla presente normativa; e) inserisce le ARSP nel sistema integrato di intervento dei servizi sociali e dei servizi formativi e culturali, prevedendo la partecipazione delle stesse alla programmazione locale e regionale; f) prevede che i comuni sedi delle ex IPAB trasformate mediante contestuale fusione o trasformate direttamente svolgano in quanto soci, in forma singola o associata, funzioni di indirizzo, controllo e vigilanza sull attività delle ARSP, coordinandosi con la Regione Lazio; g) prevede che i comuni che intendano servirsi delle ARSP per la gestione di servizi sociali, sociosanitari, formativi e culturali, possano aderire alle Aziende in qualità di soci; h) prevede procedure semplificate e forme di risanamento e di incentivazione, in particolare finanziarie e fiscali, per la trasformazione mediante contestuale fusione delle ex IPAB di cui al comma 2 del presente articolo; i) assicura che gli statuti delle ARSP prevedano negli organi di indirizzo, controllo e vigilanza la presenza dei rappresentanti dei comuni soci delle Aziende; j) valorizza i patrimoni mobiliari ed immobiliari delle ARSP, assicurando interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria attraverso le Aree Genio Civile della Regione e promuovendo la predisposizione di strumenti e modalità di gestione del patrimonio stesso che ne favoriscano la redditività, la trasparenza della gestione e la promozione storico-artistica, anche attraverso la costituzione di uno o più fondi immobiliari finalizzati alla valorizzazione dei beni immobili non strumentali delle ARSP; k) assicura la memoria storica delle ex IPAB trasformate, dei loro fondatori, delle tavole fondative e degli statuti e dei loro legati, attraverso l istituzione di un Archivio on-line delle IPAB della Regione Lazio, che consideri anche le IPAB, le Opere Pie e gli ex Enti Comunali di Assistenza, già precedentemente oggetto di privatizzazione o di trasferimento, oppure estinti o fusi in altri enti, nonché le IPAB sottoposte alla vigilanza dello Stato, che operano oltre che nel territorio della Regione Lazio anche in ambito sovra regionale. Art. Azienda Regionale di Servizi alla Persona 1. Le Aziende Regionali di Servizi alla Persona (ARSP) sono enti pubblici dipendenti dalla Regione, dotati di autonomia statutaria, organizzativa, patrimoniale, contabile e gestionale, che operano nel rispetto dei principi determinati dall articolo 55 dello Statuto Regionale. L ARSP svolge la propria attività secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità nel rispetto del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l equilibrio dei costi e dei ricavi. Gli enti locali della Regione Lazio si avvalgono

3 delle ARSP per la gestione e l erogazione dei servizi sociali, socio-sanitari, culturali, educativi e formativi, nonché per le altre funzioni ed attività previste dallo Statuto delle ARSP. 2. Le ARSP svolgono, anche per il tramite di propri enti strumentali appositamente costituiti o costituiti dalle ex IPAB e operanti all atto di approvazione della presente legge, attività socioassistenziali, socio-sanitarie, formative e culturali, collaborano con la Regione per l elaborazione degli strumenti programmatici nelle materie di propria competenza e prestano assistenza tecnica e consulenza scientifica nei rispettivi ambiti tematici di operatività a favore della Regione stessa e degli Enti locali. 3. L ARSP subentra a titolo universale e senza soluzione di continuità negli obblighi e nel complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi, inclusi quelli relativi alla proprietà degli immobili delle IPAB trasformate mediante contestuale fusione di due o più IPAB oppure delle IPAB trasformate direttamente. Le strutture erogatrici di servizi delle ex IPAB trasformate potranno continuare a mantenere le precedenti denominazioni. 4. L ARSP, nell ambito della propria autonomia, adotta tutti gli atti e negozi, anche di diritto privato, funzionali al perseguimento dei propri fini. 5. Sono organi dell Azienda Regionale di Servizi alla Persona: a) il Presidente; b) l Assemblea dei soci; c) il Direttore Generale; d) il Revisore Unico. 6. Il Presidente opera nel rispetto delle prerogative e delle decisioni dell Assemblea dei Soci, della quale fa parte senza diritto di voto, e svolge le funzioni strategiche di indirizzo e verifica sulla gestione dell Azienda. Il Presidente è nominato dal Presidente della Regione Lazio ed è scelto tra persone in possesso di adeguata competenza ed esperienza in materia di servizi alla persona. Lo Statuto dell ARSP può prevedere compensi o indennità o forme di rimborso spesa per l attività del Presidente. Il Presidente può essere rinnovato una sola volta. 7. L Assemblea dei soci svolge le funzioni assegnate dallo Statuto e comunque provvede in materia di programmazione e di approvazione dei bilanci e verifica l azione amministrativa ed i relativi risultati. Di esso fanno parte rappresentanti dei comuni sedi delle ex IPAB trasformate anche mediante processi di fusione e rappresentanti dei comuni che aderiscono all ARSP. Lo Statuto delle ARSP prevede il numero e le modalità di individuazione dei rappresentanti dei comuni nell Assemblea. I consiglieri possono essere rinnovati una sola volta. Per la partecipazione all Assemblea dei soci non sono previsti compensi o indennità né forme di rimborso, comunque denominate. 8. Il Direttore Generale è l organo monocratico di governo dell ARSP, nonché il Responsabile Unico ed il Legale Rappresentante dell Azienda. È nominato con Decreto del Presidente della Regione e scelto in un apposito Albo Regionale dei Direttori Generali delle ARSP. Il Direttore Generale può essere rinnovato una sola volta. 9. Il Revisore Unico, in possesso dei requisiti previsti dalle vigenti normative per i Revisori Legali, è nominato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale del Lazio, scelto mediante sorteggio pubblico dall Albo Regionale dei Revisori delle ARSP. Al Revisore Unico spetta il controllo sull osservanza della legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e, in particolare, sull assetto amministrativo e contabile e sul concreto funzionamento, nonché il controllo contabile e finanziario sull ARSP stessa. Il Revisore Unico può essere rinnovato una sola volta.

4 10. Lo Statuto dell ARSP stabilisce la propria la denominazione, il logo e la sede legale e disciplina l ambito di attività, la composizione dell Assemblea dei Soci, la durata in carica degli organi, le modalità di recepimento dei regolamenti di organizzazione. Lo Statuto dell ARSP e le successive modifiche sono proposti dall Assemblea dei soci e approvati dalla Regione Lazio. 11. Le ARSP, nell ambito della propria autonomia, si dotano di regolamenti di organizzazione e di sistemi di valutazione interna della gestione tecnica ed amministrativa. 12. Le ARSP annualmente redigono, con la presentazione del bilancio consuntivo, il bilancio sociale delle attività e, sulla base di indirizzi e criteri stabiliti dal Regolamento di cui al successivo art., si dotano dei seguenti documenti contabili: a) il Piano Programmatico; b) il Bilancio Pluriennale di previsione; c) il Bilancio Economico preventivo con allegato il documento di budget; d) il Bilancio Consuntivo con allegato; e) il Piano Annuale di Gestione e Valorizzazione del patrimonio mobiliare ed immobiliare. 13. Le Aziende Regionali di Servizi alla Persona, sulla base di uno schema tipo predisposto dalla Regione Lazio, si dotano di un Regolamento di contabilità con il quale si introduce la contabilità economica e si provvede all adozione di criteri uniformi volti ad assicurare omogeneità nella rilevazione, valutazione, classificazione ed aggiornamento nei valori contabili e nella stesura e contenuto del bilancio. Art. Trasformazione delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza in Aziende Regionali di Servizi alla Persona 1. Con Regolamento regionale, da adottarsi ai sensi dell articolo 47, comma 2 lettere b) e c), dello Statuto Regionale, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente Legge sono dettate disposizioni di attuazione ed integrazione delle norme oggetto dei precedenti articoli, stabilendo, in particolare: a) le procedure da seguire e la tempistica da rispettare per la trasformazione delle IPAB mediante contestuale processo di fusione di due o più IPAB in Aziende Regionali di Servizi alla Persona (ARSP), nonché i tempi della eventuale trasformazione diretta dell IPAB in ARSP, ivi compresa l inventariazione delle risorse umane, patrimoniali, finanziarie e strumentali destinate alla Azienda Regionale di Servizi alla Persona successiva al processo di trasformazione mediante contestuale fusione di due o più IPAB o alla trasformazione diretta, nonché gli organi provvisori incaricati del processo di trasformazione delle IPAB in ARSP anche mediante contestuale fusione, che saranno scelti e nominati con successivo decreto del Presidente della Regione; b) le procedure di estinzione delle IPAB non funzionali ai processi di trasformazione anche mediante contestuale fusione, con la destinazione del loro patrimonio in base agli statuti vigenti o nel caso questi non prevedano destinazioni specifiche, ad Aziende con analoghe finalità presenti nell ambito territoriale di attività o, in assenza di queste, al comune sede dell IPAB estinta, nonché gli organi provvisori incaricati del processo di estinzione, che saranno scelti e nominati con successivo Decreto del Presidente della Regione. Il patrimonio è trasferito con vincolo di destinazione al raggiungimento delle finalità socio-assistenziali e culturali. Il personale di ruolo delle IPAB estinte con rapporti di lavoro a tempo indeterminato è assegnato all Ente al quale sono attribuiti i beni

5 dell IPAB. L Ente destinatario dei beni subentra anche nei rapporti di lavoro a tempo determinato e negli altri rapporti di prestazione d opera in corso al momento dell estinzione; c) le modalità di incentivazione finanziaria a sostegno degli obbligatori processi di trasformazione mediante contestuale fusione di due o più IPAB in Azienda Regionale di Servizi alla Persona (ARSP), nei limiti di apposite risorse stanziate nei bilanci regionali di previsione; d) i criteri minimi di uniformità per la formulazione degli Statuti, nonché dei regolamenti di organizzazione e di contabilità delle ARSP; e) gli indirizzi e i criteri per la presentazione annuale del bilancio consuntivo e del bilancio sociale delle attività; f) le modalità per la costituzione dell Albo Regionale dei Direttori Generali delle ARSP e dell Albo dei Revisori Unici delle ARSP, la loro durata e la loro pubblicità, nonché i requisiti di professionalità e competenza che devono essere posseduti ai fini dell iscrizione in tali albi; g) i limiti massimi relativi ai compensi per il Direttore Generale ed il Revisore Unico, nonché i limiti relativi alle eventuali indennità di carica del Presidente; h) le cause di ineleggibilità ed incompatibilità e di decadenza per l incarico di Direttore Generale, di Revisore Unico, di Presidente e di componente dell Assemblea dei soci; i) i criteri per la gestione e valorizzazione del patrimonio disponibile ed indisponibile delle Aziende Regionali di Servizi alla Persona; j) i criteri per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e documentale delle ex IPAB, oggetto di trasformazione mediante contestuale fusione di due o più IPAB o di trasformazione diretta in ARSP, anche mediante la costituzione presso la sede di una ARSP del Museo Regionale del Lazio denominato L Arte nella Carità e di un Archivio Storico; k) i motivi che determinano l estinzione dell Azienda Regionale di Servizi alla Persona; l) eventuali disposizioni particolari per alcune IPAB in considerazione del rilievo regionale e/o nazionale dell attività e delle funzioni svolte. Art. Comitato Tecnico Regionale di Monitoraggio e Valutazione 1. La Regione Lazio esercita funzioni di monitoraggio e di controllo generale sui risultati di gestione del sistema delle ARSP attraverso il Comitato Tecnico Regionale di Monitoraggio e di Valutazione delle attività delle ARSP, istituito presso la Direzione Regionale competente in materia di Politiche Sociali, e presieduto dal Direttore Regionale alle Politiche Sociali, composto da cinque esperti in materie giuridiche, sociali ed economiche, dei quali due designati dal Consiglio Regionale con voto limitato, per garantire la rappresentanza delle opposizioni, due dal Consiglio delle Autonomie Locali ed uno designato dal Presidente della Regione Lazio. 2. Entro il mese di ottobre di ogni anno il Comitato Tecnico Regionale di Monitoraggio e di Valutazione predispone e trasmette alla Consiglio Regionale e al Consiglio delle Autonomie Locali il Rapporto di Monitoraggio sulle attività delle ARSP, con il quale si esamina le attività e la gestione di bilancio, riferite all anno solare precedente, delle ARSP sotto i profili dell efficienza, dell efficacia, dell economicità, del buon andamento e in ordine alla loro coerenza con gli indirizzi definiti dalla Regione Lazio. 3. I Revisori Unici delle ARSP trasmettono al Comitato Tecnico Regionale di Monitoraggio e di Valutazione una relazione sui documenti contabili di cui al comma 11 dell articolo precedente. 4. La Regione definisce criteri e linee guida cui devono attenersi i Revisori Unici nella predisposizione delle relazioni.

6 5. Per l espletamento delle proprie attività il Comitato può richiedere documentazione, ma non può interferire direttamente con l attività delle ARSP né con quella del Revisore Unico. 6. Qualora accerti, anche sulla base delle relazioni dei Revisori, comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria o il mancato rispetto degli obiettivi, il Comitato né da tempestiva informazione al Consiglio Regionale e al Consiglio delle Autonomie Locali e vigila sull adozione da parte dell ARSP delle necessarie misure correttive e sul rispetto degli indirizzi, dei vincoli e delle limitazioni eventualmente previste in caso di mancato rispetto delle disposizioni. 7. Il Comitato si avvale per il suo funzionamento delle strutture della Direzione Regionale delle Politiche Sociali, che svolge anche attività di segretariato del Comitato ed eventualmente di personale delle ARSP appositamente distaccato o comandato. 8. Il Regolamento di cui all articolo, acquisito il parere della Commissione consiliare competente e del Consiglio delle Autonomie Locali disciplina le modalità di funzionamento del Comitato, prevedendo, in particolare: a) le competenze, la durata dell incarico, i limiti e l ambito di azione; b) i rimborsi spesa o gli eventuali emolumenti per i componenti del Comitato. 9. Il Comitato Tecnico Regionale di Monitoraggio e Valutazione entro 18 mesi dal proprio insediamento presenterà al Consiglio Regionale e al Consiglio delle Autonomie Locali un Rapporto sulla storia e l evoluzione delle Opere Pie, delle ex ECA e delle IPAB della Regione Lazio comprendente un censimento di tutti questi enti sin dalle loro origini e del patrimonio posseduto. Per la predisposizione del Rapporto il Comitato potrà effettuare audizioni e ricerche e acquisire ogni documentazione utile. Art. Disposizioni valutative, transitorie e di rinvio. Abrogazioni. 1. Entro un anno dall entrata in vigore del Regolamento di cui al comma 1 dell articolo, la Giunta Regionale presenta al Consiglio Regionale, al Consiglio delle Autonomie Locali ed alle Commissioni consiliari competenti una relazione sull entità dei procedimenti attivati e sugli eventuali conseguenti contenziosi. Entro tre anni dall entrata in vigore del Regolamento di cui al comma 1 dell articolo, la Giunta Regionale presenta al Consiglio Regionale, al Consiglio delle Autonomie Locali ed alle Commissioni Consiliari competenti una relazione che evidenzi le trasformazioni e le eventuali estinzioni avvenute. 2. Nel periodo transitorio previsto per il riordino e la trasformazioni delle IPAB, continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti in quanto non contrastanti con il principio di libertà dell assistenza e con le disposizioni della presente legge. 3. A decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine per il riordino e la trasformazione delle IPAB, in ogni disposizione di legge o di Regolamento regionale il riferimento alle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza si intende fatto alle Aziende Regionali di Servizi alla Persona. 4. Tutte le obbligazioni assunte e i contratti in essere presso le IPAB restano esigibili e validi fino alla loro naturale scadenza. 5. Nelle more della formazione dell Albo Regionale dei Direttori Generali delle ARSP e dei Revisori Unici delle ARSP, i Direttori Generali e i Revisori Unici sono scelti tra i Segretari/Direttori e tra i Revisori delle preesistenti IPAB. Il Regolamento di cui al comma 1 dell articolo stabilisce le modalità per le nomine provvisorie. Tali incarichi decadono all atto della nomina del Direttore

7 Generale e del Revisore Unico ai sensi rispettivamente del comma 6 e del comma 8 dell articolo. 6. L uso della denominazione Azienda Regionale di Servizi alla Persona o dell acronimo ARSP è obbligatorio in ogni segno distintivo o comunicazione delle Aziende disciplinate dalla presente legge. 7. Alla data di entrata in vigore del Regolamento di cui al comma 1 dell articolo presente articolo sono abrogate le seguenti disposizioni regionali:.

Art. 2 (Natura giuridica e forme di autonomia delle agenzie)

Art. 2 (Natura giuridica e forme di autonomia delle agenzie) L.R. 01 Febbraio 2008, n. 1 Norme generali relative alle agenzie regionali istituite ai sensi dell'articolo 54 dello Statuto. Disposizioni transitorie relative al riordino degli enti pubblici dipendenti

Dettagli

Centro Regionale S.Alessio Margherita di Savoia per i Ciechi. Statuto

Centro Regionale S.Alessio Margherita di Savoia per i Ciechi. Statuto 1 Centro Regionale S.Alessio Margherita di Savoia per i Ciechi. Statuto (Approvato con delibera della Giunta regionale della regione Lazio in data 01 luglio 2008 n. 461) 1 Capo I Origine - Sede Fini Redditi

Dettagli

TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014

TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014 TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014 D.D.L. n. 367: Disciplina delle Aziende pubbliche di servizi alla persona e fondazioni derivanti

Dettagli

Dipartimento Salute e Servizi Sociali. Art. 21 (Fondazioni ex IPAB privatizzate ai sensi del D.P.C.M. 16 febbraio 1990) Capo IV

Dipartimento Salute e Servizi Sociali. Art. 21 (Fondazioni ex IPAB privatizzate ai sensi del D.P.C.M. 16 febbraio 1990) Capo IV 1. Ai dipendenti delle ex IPAB e delle ASP che si sono trasformate in associazioni o fondazioni si applicano le disposizioni di cui all articolo 4 comma 2 del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito

Dettagli

Trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e istituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona

Trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e istituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona Trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e istituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona CAPO I TRASFORMAZIONE DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA

Dettagli

DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO

DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 (Oggetto) 1. La presente legge riordina

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI. 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri.

STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI. 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri. Articolo 1 COSTITUZIONE SEDE STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri. 2) La Fondazione ha sede in Mede, Piazza della Repubblica

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE. Articolo 1 Denominazione e Sede

STATUTO DELLA FONDAZIONE. Articolo 1 Denominazione e Sede STATUTO DELLA FONDAZIONE Articolo 1 Denominazione e Sede La Fondazione di interesse collettivo denominata Fondazione San Bortolo O.N.L.U.S. è costituita ai sensi dell art. 14 e seguenti del Codice Civile

Dettagli

Modello di statuto per i musei di ente locale e di interesse locale

Modello di statuto per i musei di ente locale e di interesse locale REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT Modello di statuto per i musei di ente locale e di interesse locale Articolo 1 Istituzione...

Dettagli

STATUTO DELLA SCUOLA CIVICA DI MUSICA

STATUTO DELLA SCUOLA CIVICA DI MUSICA STATUTO DELLA SCUOLA CIVICA DI MUSICA Art. 1 ( Scuola Civica di Musica ) E costituita nel Comune di Villacidro la Scuola Civica di Musica nella forma di cui all art. 114 del D. Lgs.vo n. 267 del 18 Agosto

Dettagli

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011)

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011) Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO (Anno 2011) INDICE: Art. 1 Costituzione, natura e sede Art. 2 Competenze e funzioni Art. 3 Rapporti

Dettagli

COSTITUZIONE DELL'ASP "CITTA' DI BOLOGNA" DALL'UNIFICAZIONE DELLE ASP "GIOVANNI XXIII" E "POVERI VERGOGNOSI" DI BOLOGNA

COSTITUZIONE DELL'ASP CITTA' DI BOLOGNA DALL'UNIFICAZIONE DELLE ASP GIOVANNI XXIII E POVERI VERGOGNOSI DI BOLOGNA Progr.Num. 2078/2013 GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Questo giorno lunedì 23 del mese di dicembre dell' anno 2013 si è riunita nella residenza di la Giunta regionale con l'intervento dei Signori: via

Dettagli

SOMMARIO CAPO III. - Albo delle pubblicazioni CAPO IV. - Norme transitorie

SOMMARIO CAPO III. - Albo delle pubblicazioni CAPO IV. - Norme transitorie Centro Servizi Anziani Adria STATUTO 2004 SOMMARIO CAPO I Art. 1 - Origine Art. 2 - Scopi Art. 3 - Denominazione e sede Art. 4 - Patrimonio Art. 5 - Mezzi Art. 6 - Norme che regolano i servizi CAPO II

Dettagli

REGOLAMENTO SU STRUMENTI E PROCESSI D INDIRIZZO, PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO SULLE SOCIETÀ CONTROLLATE A CAPITALE PUBBLICO

REGOLAMENTO SU STRUMENTI E PROCESSI D INDIRIZZO, PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO SULLE SOCIETÀ CONTROLLATE A CAPITALE PUBBLICO PROVINCIA DI LIVORNO REGOLAMENTO SU STRUMENTI E PROCESSI D INDIRIZZO, PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO SULLE SOCIETÀ CONTROLLATE A CAPITALE PUBBLICO Approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 34/29.03.2011

Dettagli

REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI UNIONE MONTANA ALTA VAL DI CECINA PROVINCIA DI PISA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio n. 1 del 07.01.2013 1 CAPO I PRINCIPI GENERALI INDICE Art. 1 Oggetto

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE. Il ciclo della performance

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE. Il ciclo della performance 14 REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE Il ciclo della performance APPROVATO DALLA GIUNTA COMUNALE CON DELIBERAZIONE N. 465 REG./.499 PROP.DEL. NELLA SEDUTA DEL 15/12/2010 TITOLO I Programmazione, controllo,

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE R.E TE. IMPRESE ITALIA

STATUTO DELLA FONDAZIONE R.E TE. IMPRESE ITALIA STATUTO DELLA FONDAZIONE R.E TE. IMPRESE ITALIA Articolo 1. Denominazione e sede. Su iniziativa dell Associazione R.E TE. Imprese Italia è costituita la Fondazione R.E TE. Imprese Italia, con sede in Roma.

Dettagli

ALLEGATO B) AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA

ALLEGATO B) AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA ALLEGATO B) AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA PRIMA BOZZA DI STATUTO INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI CAPO I ORIGINI, COSTITUZIONE, NATURA GIURIDICA Articolo 1 Denominazione, sede legale e

Dettagli

CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE

CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE Art.1- Costituzione E istituito, ai sensi dell art. 3 lettera J dello Statuto della Provincia, un Comitato di Coordinamento denominato CONSULTA

Dettagli

STATUTO della FONDAZIONE CONTE CARLO BUSI ONLUS

STATUTO della FONDAZIONE CONTE CARLO BUSI ONLUS STATUTO della FONDAZIONE CONTE CARLO BUSI ONLUS Art.1 - Denominazione, sede ed origine - 1. Ai sensi dell art.14 e seguenti del Codice Civile è costituita la fondazione denominata Fondazione Conte Carlo

Dettagli

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con D.C.P. del 14.3.2013 n. 6 reg. e modificato con D.C.P. del 28.4.2014 n. 22 reg. INDICE Art. 1 Art. 2

Dettagli

Fondazione Deutsche Bank Italia

Fondazione Deutsche Bank Italia Fondazione Deutsche Bank Italia STATUTO Articolo 1 Costituzione Denominazione Sede È costituita una fondazione denominata Fondazione Deutsche Bank Italia, con durata illimitata, avente sede in Milano,

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE Approvato con delibera assembleare nr. 10 del 11.02.2014 REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE Art. 1 - Ambito di applicazione e modalità di controllo Le disposizioni

Dettagli

FONDAZIONE. Bartolomea Spada Schilpario Valle di Scalve O.N.L.U.S. RESIDENZA SANITARIA ASSISTENZIALE STATUTO

FONDAZIONE. Bartolomea Spada Schilpario Valle di Scalve O.N.L.U.S. RESIDENZA SANITARIA ASSISTENZIALE STATUTO FONDAZIONE Bartolomea Spada Schilpario Valle di Scalve O.N.L.U.S. RESIDENZA SANITARIA ASSISTENZIALE STATUTO EDIZIONE n/04 REVISIONI N. Descrizione Data 0 Gennaio 2004 1 Inserimento indice, modifiche grafiche

Dettagli

Statuto dell Ente Bilaterale Nazionale delle Società Concessionarie Autostrade e Trafori

Statuto dell Ente Bilaterale Nazionale delle Società Concessionarie Autostrade e Trafori Statuto dell Ente Bilaterale Nazionale delle Società Concessionarie Autostrade e Trafori Art. 1 Costituzione, sede e durata Conformemente a quanto previsto dall art. 48 del Contatto Collettivo Nazionale

Dettagli

STATUTO TITOLO 1 COSTITUZIONE E FINALITA DELL ENTE

STATUTO TITOLO 1 COSTITUZIONE E FINALITA DELL ENTE STATUTO TITOLO 1 COSTITUZIONE E FINALITA DELL ENTE ART.1 Costituzione e sede E costituito in Milano con sede in Piazza Castello, 3 la Fondazione E.S.A.E. Tale Ente, Ente Morale di diritto privato a norma

Dettagli

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI (rif. D. Lgs. n. 267/2000, artt. 147, 147bis, 147ter, 147quater, 147quinquies)

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI (rif. D. Lgs. n. 267/2000, artt. 147, 147bis, 147ter, 147quater, 147quinquies) COMUNE DI MONTEMURLO (Provincia di Prato) REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI (rif. D. Lgs. n. 267/2000, artt. 147, 147bis, 147ter, 147quater, 147quinquies) Approvato con delibera n. 001/CC del 30/01/2013

Dettagli

COMUNE DI CASTAGNETO CARDUCCI Provincia di Livorno REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

COMUNE DI CASTAGNETO CARDUCCI Provincia di Livorno REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Comune di Castagneto Carducci Provincia di Livorno COMUNE DI CASTAGNETO CARDUCCI Provincia di Livorno REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 7 del

Dettagli

Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca - Alta Formazione Artistica e Musicale Accademia di Belle Arti Mario Sironi - Sassari

Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca - Alta Formazione Artistica e Musicale Accademia di Belle Arti Mario Sironi - Sassari Statuto Approvato con Decreto AFAM n. 273 del 6 settembre 2004. TITOLO I - Principi generali Art. 1 - Definizioni e riferimenti 1. In attuazione dell art. 33 della Costituzione, vista la legge 21 dicembre

Dettagli

Regolamento finanziario del Partito Democratico Città di Roma

Regolamento finanziario del Partito Democratico Città di Roma 1 Regolamento finanziario del Partito Democratico Città di Roma Articolo 1 - Ambito di applicazione 1. Il presente Regolamento disciplina l attività economica, finanziaria e patrimoniale del Partito Democratico

Dettagli

Regolamento per l introduzione del bilancio unico e dei sistemi di contabilità economico-patrimoniale e analitica.

Regolamento per l introduzione del bilancio unico e dei sistemi di contabilità economico-patrimoniale e analitica. Regolamento per l introduzione del bilancio unico e dei sistemi di contabilità economico-patrimoniale e analitica. Art. 1 Ambito di applicazione 1. Il presente Regolamento è adottato ai sensi della normativa

Dettagli

PROVINCIA REGIONALE DI MESSINA. Disciplina della misurazione, valutazione e integrità e trasparenza della Performance

PROVINCIA REGIONALE DI MESSINA. Disciplina della misurazione, valutazione e integrità e trasparenza della Performance PROVINCIA REGIONALE DI MESSINA Disciplina della misurazione, valutazione e integrità e trasparenza della Performance APPROVATO CON DELIBERA 58 CG 2013 E MODIFICATO ED INTEGRATO CON DELIBERE 59 E 149CG/2013

Dettagli

AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA. A.S.P. del DELTA FERRARESE STATUTO

AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA. A.S.P. del DELTA FERRARESE STATUTO AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA A.S.P. del DELTA FERRARESE STATUTO - Il presente statuto è stato Deliberato dal C.d.A. della Casa Protetta per Anziani di Codigoro nella seduta del 08/07/2006 con

Dettagli

Università della Terza Età - "Luigi Imperati" Statuto

Università della Terza Età - Luigi Imperati Statuto Università della Terza Età - "Luigi Imperati" Statuto Art. 1 Istituzione La Provincia di Foggia istituisce l Università della Terza Età "Luigi Imperati" con sede in Foggia, in Palazzo Dogana, presso l

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

MEDIFUTURO ASSOCIAZIONE CULTURALE Via E. A. Mario n. 10 80021 AFRAGOLA (NA) Cell. 320/ 7221687 e-mail: asso.medifuturo@libero.

MEDIFUTURO ASSOCIAZIONE CULTURALE Via E. A. Mario n. 10 80021 AFRAGOLA (NA) Cell. 320/ 7221687 e-mail: asso.medifuturo@libero. STATUTO Art. 1 - Costituzione, denominazione e durata È costituita, nel rispetto degli artt. 36 e seguenti del Codice Civile, l Associazione denominata MEDIFUTURO L Associazione ha durata illimitata, salvo

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELLE ATTIVITA' DI PROMOZIONE E SOSTEGNO DELLA RICERCA DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE Approvato dal Consiglio direttivo nella seduta

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO

STATUTO DELLA FONDAZIONE ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO STATUTO DELLA FONDAZIONE ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO Art. 1 - Natura e fondatori La Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto (di seguito indicata come Fondazione) è un istituzione di alta cultura,

Dettagli

statuto Testo approvato dalla XXXI Assemblea Generale congressuale Roma, 1 dicembre 2004

statuto Testo approvato dalla XXXI Assemblea Generale congressuale Roma, 1 dicembre 2004 statuto Testo approvato dalla XXXI Assemblea Generale congressuale Roma, 1 dicembre 2004 Art. 1 DENOMINAZIONE E SEDE È costituita dal 1908 l Unione delle Province d Italia (U.P.I.). Essa ha sede in Roma.

Dettagli

AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA (ASP) AD PERSONAM AZIENDA DEI SERVIZI ALLA PERSONA DEL COMUNE DI PARMA

AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA (ASP) AD PERSONAM AZIENDA DEI SERVIZI ALLA PERSONA DEL COMUNE DI PARMA AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA (ASP) AD PERSONAM AZIENDA DEI SERVIZI ALLA PERSONA DEL COMUNE DI PARMA STATUTO MODIFICATO CON DELIBERA DI GIUNTA REGIONALE N. 1524 DEL 28 OTTOBRE 2013 1 INDICE

Dettagli

COMUNE DI TAVERNERIO. Regolamento delle Associazioni

COMUNE DI TAVERNERIO. Regolamento delle Associazioni COMUNE DI TAVERNERIO Regolamento delle Associazioni Art. 1 - Finalità del regolamento 1. Il Comune di Tavernerio riconosce ed afferma il valore delle libere e autonome Associazioni e degli organismi di

Dettagli

(Liguria, BUR 14 novembre 2014, n. 16, parte prima) IL CONSIGLIO REGIONALE - ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA LIGURIA. ha approvato

(Liguria, BUR 14 novembre 2014, n. 16, parte prima) IL CONSIGLIO REGIONALE - ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA LIGURIA. ha approvato Legge Regionale 12 novembre 2014 n. 33 Disciplina delle Aziende pubbliche di servizi alla persona e fondazioni derivanti dalla trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. (Liguria,

Dettagli

STATUTO DEL FONDO FONDITALIA. Articolo 1 Denominazione Soci

STATUTO DEL FONDO FONDITALIA. Articolo 1 Denominazione Soci STATUTO DEL FONDO FONDITALIA Articolo 1 Denominazione Soci A seguito dell accordo interconfederale del 30 giugno 2008 sottoscritto tra le sottoindicate Confederazioni Nazionali: - FEDERTERZIARIO - CLAAI

Dettagli

ALLEGATO ALLA DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE N. 12/2015 DEL 25 MARZO 2015

ALLEGATO ALLA DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE N. 12/2015 DEL 25 MARZO 2015 ALLEGATO ALLA DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE N. 12/2015 DEL 25 MARZO 2015 Articolo 5 Presidente 1) Il Presidente è responsabile delle attività dell ente e ne ha la rappresentanza legale, cura

Dettagli

STATUTO FONDAZIONE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE-EDUCATION. Art. 1 Costituzione. Art. 2 Scopi. Art. 3 Attività strumentali accessorie e connesse

STATUTO FONDAZIONE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE-EDUCATION. Art. 1 Costituzione. Art. 2 Scopi. Art. 3 Attività strumentali accessorie e connesse STATUTO FONDAZIONE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE-EDUCATION Art. 1 Costituzione 1. E costituita dall Università degli Studi Roma Tre una Fondazione di diritto privato denominata Fondazione Università

Dettagli

Casa di Soggiorno e Pensionato della Città Murata - I.P.A.B. Montagnana - PD -

Casa di Soggiorno e Pensionato della Città Murata - I.P.A.B. Montagnana - PD - Casa di Soggiorno e Pensionato della Città Murata - I.P.A.B. Montagnana - PD - Via Berga, 21-35044 MONTAGNANA (PD) C.F. 82000370286 Tel. (0429) 800228-800670 Fax (0429) 800671 P.I. 00736180282 Posta certificata:

Dettagli

unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani STATUTO

unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani STATUTO unione regionale istituzioni e iniziative pubbliche e private di assistenza agli anziani STATUTO in vigore dal 7 Aprile 2009 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE Unione Regionale Istituzioni e Iniziative Pubbliche

Dettagli

Regolamento per la gestione del patrimonio

Regolamento per la gestione del patrimonio Regolamento per la gestione del patrimonio Approvato dall Organo di indirizzo nella seduta del 19 aprile 2013 Art. 1 (Ambito di applicazione) Il presente regolamento, adottato ai sensi dell'art. 6 dello

Dettagli

Aggiornamenti in merito alla trasformazione delle IPAB in ASP

Aggiornamenti in merito alla trasformazione delle IPAB in ASP Dopo molti progetti di legge e ad oltre 20 anni dal DPR 616 del 1977, è stata emanata la legge quadro sul sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali (L.. 328/2000). In questo contesto si

Dettagli

Fondi Pensione Aperti

Fondi Pensione Aperti Fondi Pensione Aperti Massimo Nicoletti Milano 07 novembre, 2014 2 Cenni sulla Previdenza Fonte 3 Cenni sulla Previdenza Fonte Insurance Companies 4 FPA: elementi identificativi e modalità di costituzione

Dettagli

Codice di Corporate Governance

Codice di Corporate Governance Approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 1 del 3 maggio 200 Indice 1 Introduzione 2 Organizzazione della Società 2.1 Assemblea dei Soci 2.2 Consiglio di Amministrazione 2.3 Presidente

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE CULTURALE D ARTE TROSSI UBERTI

STATUTO DELLA FONDAZIONE CULTURALE D ARTE TROSSI UBERTI STATUTO DELLA FONDAZIONE CULTURALE D ARTE TROSSI UBERTI (Approvato quale All. n. 3 parte integrante della delibera della Giunta Comunale n. 250 del 28 Giugno 2012) Art.1) Denominazione e sede È costituita

Dettagli

CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI FROSINONE REGOLAMENTO INTERNO DEL COA DI FROSINONE

CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI FROSINONE REGOLAMENTO INTERNO DEL COA DI FROSINONE REGOLAMENTO INTERNO DEL COA DI FROSINONE PREAMBOLO Il presente Regolamento disciplina l attività del Consiglio dell Ordine Forense di Frosinone nell osservanza delle disposizioni legislative in materia

Dettagli

Legge Regionale 13 novembre 2009 n. 40 Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale ( B. U. REGIONE BASILICATA N. 51 bis del 16 novembre 2009)

Legge Regionale 13 novembre 2009 n. 40 Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale ( B. U. REGIONE BASILICATA N. 51 bis del 16 novembre 2009) Legge Regionale 13 novembre 2009 n. 40 Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale ( B. U. REGIONE BASILICATA N. 51 bis del 16 novembre 2009) Articolo 1 Finalità e oggetto della legge 1. La Regione,

Dettagli

Consiglio regionale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Consiglio regionale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Consiglio regionale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia IX LEGISLATURA - ATTI CONSILIARI - PROGETTI DI LEGGE E RELAZIONI PROPOSTA DI LEGGE N. 12 Presentata dai Consiglieri Ritossa, Di Natale Presentata

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE COMUNE DI MONTECCHIO MAGGIORE Provincia di Vicenza REGOLAMENTO DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE COMITATO VOLONTARIO PROTEZIONE CIVILE MONTECCHIO MAGGIORE Via del Vigo 336075 Montecchio Maggiore

Dettagli

REGOLAMENTO DI CONTABILITA. Dell UFFICIO D AMBITO DELLA PROVINCIA DI MILANO AZIENDA SPECIALE

REGOLAMENTO DI CONTABILITA. Dell UFFICIO D AMBITO DELLA PROVINCIA DI MILANO AZIENDA SPECIALE REGOLAMENTO DI CONTABILITA Dell UFFICIO D AMBITO DELLA PROVINCIA DI MILANO AZIENDA SPECIALE Approvato con delibera n. 09 del C.D.A del 6 Agosto 2013 1 INDICE ART 1 NORMATIVA DI RIFERIMENTO... pag 3 ART

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLE SEZIONI TERRITORIALI

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLE SEZIONI TERRITORIALI REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLE SEZIONI TERRITORIALI dell AISLA Onlus Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica Organizzazione non lucrativa di utilità sociale Indice Titolo

Dettagli

Azienda Speciale Servizi Comuni REGOLAMENTO DI CONTABILITA DISPOSIZIONI GENERALI. Art.1

Azienda Speciale Servizi Comuni REGOLAMENTO DI CONTABILITA DISPOSIZIONI GENERALI. Art.1 Azienda Speciale Servizi Comuni REGOLAMENTO DI CONTABILITA DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 Il presente regolamento intende disciplinare gli aspetti amministrativi, contabili e gestionali dell Azienda Speciale

Dettagli

2) Sede legale La Fondazione ha sede in Verona.

2) Sede legale La Fondazione ha sede in Verona. 1) Costituzione, denominazione, natura E costituita una fondazione, a norma degli artt. 14 e segg. del codice civile, denominata Fondazione Cattolica Assicurazioni. La Fondazione è persona giuridica di

Dettagli

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione

Dettagli

CITTÀ DI VITTORIO VENETO

CITTÀ DI VITTORIO VENETO CITTÀ DI VITTORIO VENETO VICTORIA NOBIS VITA REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI E SUGLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA DEI TITOLARI DI CARICHE ELETTIVE E DI GOVERNO Approvato con delibera del Consiglio Comunale

Dettagli

Regolamento del sistema di controlli interni (art. 147 e ss. del T.U.E.L.)

Regolamento del sistema di controlli interni (art. 147 e ss. del T.U.E.L.) Regolamento del sistema di controlli interni (art. 147 e ss. del T.U.E.L.) I N D I C E TITOLO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Sistema dei controlli interni. Art. 2 controllo delle sezioni regionali della Corte

Dettagli

Regolamento di contabilità

Regolamento di contabilità Regolamento di contabilità Approvato con atto del Consiglio di Amministrazione n. 25 del 14/09/2012 14/09/2012 Pag. 1 Articolo 1 Oggetto del Regolamento INDICE Articolo 2 Documenti obbligatori Articolo

Dettagli

MAGGIORANZA DEL 27.10.2015 (l emendamento sostituisce, abroga o inserisce nuove disposizioni nel PDL 23)

MAGGIORANZA DEL 27.10.2015 (l emendamento sostituisce, abroga o inserisce nuove disposizioni nel PDL 23) ISTITUZIONE DELL ENTE DI GOVERNANCE DELLA SANITÀ REGIONALE VENETA DENOMINATO AZIENDA PER IL GOVERNO DELLA SANITÀ DELLA REGIONE DEL VENETO AZIENDA ZERO. DISPOSIZIONI PER LA INDIVIDUAZIONE DEI NUOVI AMBITI

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

R E G O L A M E N T O C O M U N A L E S U I

R E G O L A M E N T O C O M U N A L E S U I COMUNE DI REGGELLO PROVINCIA DI FIRENZE Allegato alla delibera del Consiglio Comunale n. 05 del 08 gennaio 2013 IL VICE SEGRETARIO COMUNALE R E G O L A M E N T O C O M U N A L E S U I C O N T R O L L I

Dettagli

L ENPAM. (materiale tratto dal sito istituzionale online dell ente)

L ENPAM. (materiale tratto dal sito istituzionale online dell ente) L ENPAM (materiale tratto dal sito istituzionale online dell ente) L Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza medici è fondazione senza scopo di lucro e con personalità giuridica di diritto privato;

Dettagli

Oggetto: Azienda pubblica di servizi alla persona Umberto I di Pordenone. Approvazione statuto.

Oggetto: Azienda pubblica di servizi alla persona Umberto I di Pordenone. Approvazione statuto. Servizio affari istituzionali e locali, polizia locale e sicurezza Oggetto: Azienda pubblica di servizi alla persona Umberto I di Pordenone. Approvazione statuto. L Assessore regionale alle autonomie locali

Dettagli

ATTO DI ORGANIZZAZIONE

ATTO DI ORGANIZZAZIONE REGIONE LAZIO STRUTTURE AMMINISTRATIVE GIUNTA REGIONE LAZIO POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT ATTO DI ORGANIZZAZIONE N. G10731 del 10/09/2015 Proposta n. 13629 del 09/09/2015 Oggetto: Costituzione

Dettagli

FONDAZIONE CALABRIA - ROMA - EUROPA REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE. TITOLO I Norme Generali. Articolo 1-Premessa Generale

FONDAZIONE CALABRIA - ROMA - EUROPA REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE. TITOLO I Norme Generali. Articolo 1-Premessa Generale FONDAZIONE CALABRIA - ROMA - EUROPA REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE TITOLO I Norme Generali Articolo 1-Premessa Generale Il presente Regolamento è adottato dal CdA della FONDAZIONE Calabria Roma Europa, nei

Dettagli

Valorizzazione e promozione del volontariato (B.U. 7 settembre 1994, n. 36)

Valorizzazione e promozione del volontariato (B.U. 7 settembre 1994, n. 36) Legge regionale 29 agosto 1994, n. 38. Valorizzazione e promozione del volontariato (B.U. 7 settembre 1994, n. 36) Il Consiglio regionale ha approvato. Il Commissario del Governo ha apposto il visto. IL

Dettagli

Statuto della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus

Statuto della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus Statuto della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus 1 STATUTO DELLA FONDAZIONE DELLA COMUNITA DI MONZA E BRIANZA ONLUS ART.1 DENOMINAZIONE E SEDE E costituita una fondazione, con le caratteristiche

Dettagli

REGOLAMENTO DEL PERSONALE CONSORTILE

REGOLAMENTO DEL PERSONALE CONSORTILE REGOLAMENTO DEL PERSONALE CONSORTILE Approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione n. 15 del 28 marzo 2011 1 Art. 1 - Oggetto del Regolamento 1. Il presente regolamento, in attuazione dello Statuto

Dettagli

COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI. Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013

COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI. Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013 COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013 INDICE TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Articolo 1 Oggetto... 3 Articolo 2 Sistema

Dettagli

STATUTO. dell Associazione di associazioni Volontà Solidale

STATUTO. dell Associazione di associazioni Volontà Solidale STATUTO dell Associazione di associazioni Volontà Solidale Art. 1 COSTITUZIONE E' costituita con sede legale a Cosenza l'associazione Volontà Solidale, di seguito denominata Associazione. Volontà Solidale

Dettagli

REGOLAMENTO DI CONTABILITA

REGOLAMENTO DI CONTABILITA REGOLAMENTO DI CONTABILITA dell Azienda Speciale del Comune di Cavriago CavriagoServizi Approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 30 luglio 2008 I N D I C E CAPO I FINALITA E CONTENUTO

Dettagli

STATUTO ASSOCIAZIONE PER LA GESTIONE DELLA SCUOLA MATERNA UMBERTO I Camposampiero - (PD)

STATUTO ASSOCIAZIONE PER LA GESTIONE DELLA SCUOLA MATERNA UMBERTO I Camposampiero - (PD) STATUTO ASSOCIAZIONE PER LA GESTIONE DELLA SCUOLA MATERNA UMBERTO I Camposampiero - (PD) ALLEGATO A DELL ATTO N. 83436/22560 REP. Art. 1 - Costituzione E legalmente costituita, nel rispetto del codice

Dettagli

STATUTO. Associazione ANCeSCAO Lazio Coordinamento Regionale del Lazio dell Associazione nazionale centri Sociali, Comitati Anziani e Orti

STATUTO. Associazione ANCeSCAO Lazio Coordinamento Regionale del Lazio dell Associazione nazionale centri Sociali, Comitati Anziani e Orti STATUTO Associazione ANCeSCAO Lazio Coordinamento Regionale del Lazio dell Associazione nazionale centri Sociali, Comitati Anziani e Orti Articolo1 COSTITUZIONE E costituita l Associazione ANCeSCAO Lazio,

Dettagli

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro;

LA BANCA D ITALIA. Vista la legge 17 gennaio 2000, n. 7, in materia di disciplina del mercato dell oro; Regolamento per l organizzazione e il funzionamento della Unità di Informazione Finanziaria (UIF), ai sensi dell art. 6, comma 2, del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 LA BANCA D ITALIA Viste la direttiva

Dettagli

per l esercizio del controllo analogo sulle società in house

per l esercizio del controllo analogo sulle società in house COMUNE DI MONTECATINI TERME Viale Verdi, 46-51016 Provincia di Pistoia - Tel. 0572/9181 - Fax 0572/918264 REGOLAMENTO per l esercizio del controllo analogo sulle società in house approvato con delibera

Dettagli

MONTEDOMINI Azienda Pubblica di Servizi alla Persona REGOLAMENTO DI CONTABILITA

MONTEDOMINI Azienda Pubblica di Servizi alla Persona REGOLAMENTO DI CONTABILITA MONTEDOMINI Azienda Pubblica di Servizi alla Persona REGOLAMENTO DI CONTABILITA INDICE Art. 1 Oggetto e finalità Pag. 2 Art. 2 La disciplina contabile 2 Art. 3 Contabilità analitica 2 Art. 4 La programmazione

Dettagli

Statuto della Fondazione. Madonna del Boldesico O.n.l.u.s. di Grumello del Monte (Bg)

Statuto della Fondazione. Madonna del Boldesico O.n.l.u.s. di Grumello del Monte (Bg) Statuto della Fondazione Madonna del Boldesico O.n.l.u.s. Approvato dal Presidente della Regione Lombardia con Decreto n. 6838 del 19 giugno 2006 I N D I C E Premessa pag. 1 Art. 1 Denominazione e sede

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE ASSOCIATA TRA I COMUNI DELL UNIONE DEI NEBRODI DELLE FUNZIONI RELATIVE AL NUCLEO DI VALUTAZIONE

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE ASSOCIATA TRA I COMUNI DELL UNIONE DEI NEBRODI DELLE FUNZIONI RELATIVE AL NUCLEO DI VALUTAZIONE REGOLAMENTO PER LA GESTIONE ASSOCIATA TRA I COMUNI DELL UNIONE DEI NEBRODI DELLE FUNZIONI RELATIVE AL NUCLEO DI VALUTAZIONE Art. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO Il presente regolamento ha per oggetto la gestione

Dettagli

REGOLAMENTO DELL ISTITUZIONE POLETTI LUIGI- EDEN PER LA TERZA ETA

REGOLAMENTO DELL ISTITUZIONE POLETTI LUIGI- EDEN PER LA TERZA ETA COMUNE DI OFFANENGO Provincia di Cremona REGOLAMENTO DELL ISTITUZIONE POLETTI LUIGI- EDEN PER LA TERZA ETA Approvato atto C.C. 25-3.3.1995 Modificato atto C.C. 9-10.3.2005 1 Art.1: Denominazione, origini,

Dettagli

AZIENDA SPECIALE PER L ESERCIZIO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI SERVIZIO IDRICO INTEGRATO UFFICIO D AMBITO DELLA PROVINCIA DI MILANO STATUTO

AZIENDA SPECIALE PER L ESERCIZIO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI SERVIZIO IDRICO INTEGRATO UFFICIO D AMBITO DELLA PROVINCIA DI MILANO STATUTO AZIENDA SPECIALE PER L ESERCIZIO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI SERVIZIO IDRICO INTEGRATO UFFICIO D AMBITO DELLA PROVINCIA DI MILANO STATUTO Approvato con delibera del Consiglio Provinciale n. 23 dell 11.04.2013

Dettagli

STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA

STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA 1. A norma degli articoli 14 e seguenti del Codice Civile è costituita la Fondazione dell

Dettagli

Schema di CONTRATTO DI SERVIZIO tra REGIONE ed A.T.E.R. in attuazione dell art. 50 della Lr n. 27/2006 come modificato dalla Lr n. 11/2007.

Schema di CONTRATTO DI SERVIZIO tra REGIONE ed A.T.E.R. in attuazione dell art. 50 della Lr n. 27/2006 come modificato dalla Lr n. 11/2007. ALLEGATO 1 Schema di CONTRATTO DI SERVIZIO tra REGIONE ed A.T.E.R. in attuazione dell art. 50 della Lr n. 27/2006 come modificato dalla Lr n. 11/2007. L anno il giorno del mese di in Roma, con la presente

Dettagli

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA Regolamento provinciale per la disciplina degli strumenti e delle metodologie per i controlli interni, ai sensi dell art. 3, comma 2, del d.l. 174/2012, convertito

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ D.Lgs. 33/2013 art.10 1 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ D.Lgs. 33/2013, art. 10 Il D.Lgs. n. 33/2013, nel modificare, in parte,

Dettagli

COMUNE DI CORCIANO PROVINCIA DI PERUGIA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

COMUNE DI CORCIANO PROVINCIA DI PERUGIA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI COMUNE DI CORCIANO PROVINCIA DI PERUGIA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 10 DEL 19 MARZO 2015 CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto

Dettagli

PARTE QUARTA DELL ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI

PARTE QUARTA DELL ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI PARTE QUARTA DELL ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI TITOLO I CRITERI DELLE GESTIONI ASSOCIATE Art. 192 Finalità della forma associata 1. In applicazione dello statuto le funzioni comunali possono essere

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI (emanato con Decreto Rettorale N. 645 del 12/03/2003) ART. 1 - Ambito di applicazione... 2 ART. 2 - Titoli per l accesso...

Dettagli

Statuto dell Agenzia Nazionale per la Certificazione Volontaria delle Competenze degli Ingegneri

Statuto dell Agenzia Nazionale per la Certificazione Volontaria delle Competenze degli Ingegneri Statuto dell Agenzia Nazionale per la Certificazione Volontaria delle Competenze degli Ingegneri ART. l - COSTITUZIONE È costituita un'associazione non riconosciuta, ai sensi e per gli effetti degli artt.

Dettagli

**************** REGOLAMENTO DELLA ISTITUZIONE MUSEO DI STORIA NATURALE BELLONA DEL COMUNE DI MONTEBELLUNA ****************

**************** REGOLAMENTO DELLA ISTITUZIONE MUSEO DI STORIA NATURALE BELLONA DEL COMUNE DI MONTEBELLUNA **************** **************** REGOLAMENTO DELLA ISTITUZIONE MUSEO DI STORIA NATURALE BELLONA DEL COMUNE DI MONTEBELLUNA **************** 1 Art. 1 Finalità dell Istituzione Ai sensi dell art. 22, comma 3, lettera d)

Dettagli

Consiglio Regionale della Toscana

Consiglio Regionale della Toscana Consiglio Regionale della Toscana PROPOSTA DI LEGGE n. 35 Istituzione del Servizio civile regionale D iniziativa della Giunta Regionale Agosto 2005 1 Allegato A Istituzione del servizio civile regionale

Dettagli

REGOLAMENTO SULL ISTITUZIONE E FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO INDIPENDENTE PER LA VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

REGOLAMENTO SULL ISTITUZIONE E FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO INDIPENDENTE PER LA VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE REGOLAMENTO SULL ISTITUZIONE E FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO INDIPENDENTE PER LA VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE ART. 1: OGGETTO 1. Il presente regolamento disciplina l istituzione, le attività e le modalità

Dettagli

COMUNE DI CESENA. Settore Servizi Sociali COORDINAMENTO DEL VOLONTARIATO STATUTO

COMUNE DI CESENA. Settore Servizi Sociali COORDINAMENTO DEL VOLONTARIATO STATUTO COMUNE DI CESENA Settore Servizi Sociali COORDINAMENTO DEL VOLONTARIATO STATUTO TITOLO I PRINCIPI E FINALITÀ 2 Art. 1 - Principi 2 Art. 2 - Istituzione 2 Art. 3 Finalità 2 TITOLO II ORGANI E FUNZIONI 3

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE PESCARABRUZZO

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE PESCARABRUZZO REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DELLA FONDAZIONE PESCARABRUZZO Approvato dal Comitato di Indirizzo nella seduta del 20 marzo 2015 Sommario TITOLO I - PREMESSE... 3 1. Ambito di applicazione...

Dettagli

COMUNE DI TERLIZZI Provincia di Bari

COMUNE DI TERLIZZI Provincia di Bari REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELL ALBO E IL FUNZIONAMENTO DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI ^^^^^^^^^^^^^^ INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI 1 - PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA 2 - REQUISITI FONDAMENTALI

Dettagli