I ducati padani. Modena e Reggio, Parma e Piacenza. Antico regime e finanza pubblica alla vigilia dell'unificazione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "I ducati padani. Modena e Reggio, Parma e Piacenza. Antico regime e finanza pubblica alla vigilia dell'unificazione"

Transcript

1 I ducati padani. Modena e Reggio, Parma e Piacenza. Antico regime e finanza pubblica alla vigilia dell'unificazione di Gian Luca PodestaÁ Premessa La situazione economica dei due ducati padani al momento dell'annessione allo stato sabaudo nel 1859 era molto arretrata. Solo l'unificazione avrebbe scosso un torpore secolare, evidenziando il ritardo accumulato in tutti i settori nel corso della prima metaá dell'ottocento rispetto alle aree piuá avanzate d'europa. Promuovendo finalmente uno sforzo consapevole per modernizzare l'economia, che avrebbe generato quei primi progressi nel settore agricolo che sarebbero stati alla base del futuro sviluppo della regione 1. Certo il periodo francese aveva contribuito ad avviare una trasformazione delle istituzioni, dell'economia e della societaá che, in parte, soprattutto a Parma, era sopravvissuta al crollo dell'impero napoleonico 2.Ilregimerivoluzionario aveva determinato una immissione di nuovi proprietari terrieri borghesi nel settore agricolo. Era stato introdotto il nuovo codice francese ed era stato adottato il sistema monetario decimale. Qua e laá, l'apertura dei due territori verso un mercato piuá ampio aveva generato delle nuove opportunitaá che gli imprenditori piuá abili, o piuá in dimestichezza con l'amministrazione francese, erano stati in grado di cogliere. Ma la restaurazione liquidoá la maggior parte delle riforme, persino alcune di quelle che sembravano rivestire un carattere meramente tecnico e non politico: cosõá era stato ripristinato l'antico sistema monetario duodecimale 3. Non vi erano banche moderne, neá fu mai emessa carta moneta di stato o di banca. Solo nel 1858, sotto la reggenza di Luisa Maria di Borbone ( ), venne progettata una Banca degli Stati Parmensi che non vide mai la luce, e solo il 19 agosto 1860 sarebbe 1 R. Finzi (a cura di), Storia d'italia. Le regioni dall'unitaá a oggi, L'Emilia-Romagna, Giulio Einaudi editore, Torino L. Marini, Lo stato estense e G. Tocci, Il Ducato di Parma e Piacenza, in L. Marini-G. Tocci-C. Mozzarelli-A. Stella, I Ducati Padani, Trento e Trieste, in G. Galasso (a cura di), Storia d'italia, UTET, Torino, pp e pp P.L. Spaggiari, Economia e finanza negli Stati Parmensi ( ), Istituto Editoriale Cisalpino, Milano-Varese 1961, p

2 divenuta operante la Cassa di Risparmio di Parma, il cui progetto originario risaliva addirittura al , mentre la prima cassa di risparmio creata nel Ducato di Modena fu quella di Carpi, fondata nel Il credito era esercitato solo dai banchieri privati e dai cambiavalute, proprio come nell'antico regime. Rovesciando per paradosso la celebre frase di Metternich, e cioeá che l'italia fosse solo una mera espressione geografica, si potrebbe dire che i due ducati superstiti del rinascimento, del tutto incapaci di concepire autonomamente una propria politica estera, e tantomeno il progresso economico e sociale, rappresentassero in realtaá delle mere appendici fittizie del Lombardo-Veneto, utili all'austria solo come stati cuscinetto da sfruttare come pedine marginali delle relazioni diplomatiche nel concerto delle potenze europee, e soprattutto per l'allocazione di membri della famiglia imperiale altrimenti a carico dell'erario austriaco. Come avrebbe evidenziato proprio la rapida liquefazione dei due regimi nella primavera 1859, neá Parma e Piacenza neá Modena e Reggio erano due nazioni, neá tantomeno vi era ormai un autentico legame di fedeltaá fra la popolazione e le case regnanti imposte dagli austriaci. La marginalitaá economica dei due ducati era evidenziata anche dalla comparazione dei loro bilanci pubblici nel 1859 rispetto a quelli degli altri stati italiani. Secondo le stime presentate da Pasini alla Camera dei Deputati e piuá tardi pubblicate da Achille Plebano 6, le entrate e le uscite equivalevano solo a circa il 4% del totale, mentre la quota del debito pubblico di pertinenza dei due ducati a poco piuá dell'1%. Anche se non tutti i dati pubblicati dagli studiosi concordano fra di loro 7, l'irrilevanza delle cifre relative ai due stati padani resta inalterata. Come vedremo, l'inadeguatezza delle politiche finanziarie e fiscali intraprese dai governi che si sono susseguiti fra il 1815 e il 1859 non era tanto frutto dell'incapacitaá e dell'insipienza dei ministri e dei burocrati, quanto rispondeva alla chiara volontaá di mantenere il piuá possibile immutato il quadro economico e sociale dei due territori al fine di conservare stabile l'ordine esistente. Dopo l'unitaá, infatti, la mancata modernizzazione avrebbe determinato rilevanti difficoltaá di inserimento nel piuá ampio mercato del nuovo regno. 4 M. Dall'Aglio, Il frutto del denaro: la Cassa di Parma dal 1860 al 1895, in G. L. Basini-G. Forestieri (a cura di), Banche locali e sviluppo dell'economia. Parma e la Cassa di Risparmio, GiuffreÁ Editore, Milano 1989, p. 44; A. Saguatti, Cento anni di attivitaá economica e bancaria in provincia di Parma. La Cassa di Risparmio di Parma a Fidenza, Borgotaro, Busseto e Langhirano ( ), Artegrafica Silva, Parma 1983, p Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Saggi 66, lo Stato di Modena. Una capitale, una dinastia, una civiltaá nella storia d'europa, Atti del convegno, Modena marzo 1998, a cura di A. Spaggiari e G. Trenti, II, Ministero per i beni e le attivitaá culturali. Direzione Generale per gli Archivi, Roma A. Plebano, Storia della finanza italiana. Dalla costituzione del nuovo regno alla fine del secolo XIX, Volume Primo, Dal 1861 al 1876 premesso un cenno sulla Finanza del regno Subalpino, Roux Frassati e Cë-Editori, Torino 1899, p F.A. Repaci, La finanza pubblica italiana nel secolo , Zanichelli editore, Bologna. 42

3 Tab. 1 - La situazione finanziaria degli stati italiani nel 1859 secondo l'on. Pasini (in migliaia di lire correnti) Entrate Spese Debito pubblico Regno di Sardegna Lombardia Toscana Parma e Piacenza Modena, Reggio e Massa Romagna, Marche e Umbria Province napoletane Sicilia totali Fonte: A. Plebano, Storia della finanza italiana. Dalla costituzione del nuovo regno alla fine del secolo XIX, Volume Primo, Dal 1861 al 1876 premesso un cenno sulla Finanza del regno Subalpino, Roux Frassati e Cë-Editori, Torino 1899, p. 61; P. L. Spaggiari, Le finanze degli Stati italiani, in Storia d'italia, Volume quinto, I documenti, I, Giulio Einaudi editore, Torino 1973, p Il territorio e la popolazione Il Ducato di Parma e Piacenza era rimasto quasi immutato nel corso della propria storia iniziata nel Nel 1815 il territorio di Parma coincideva sostanzialmente con quello dell'attuale provincia con l'aggiunta di tre comuni oltre l'enza, mentre quello di Piacenza era identico alla provincia odierna tranne Bobbio e con Bardi (piuá tardi passata a Parma). Inoltre lo stato comprendeva anche il Ducato di Guastalla. Dopo il trattato di Firenze nel novembre ,Parma cedette i comuni oltre l'enza e Guastalla a Modena, ottenendo in cambio una parte della Lunigiana (i comuni di Villafranca e Mulazzo dal modenese, e quelli di Pontremoli, Bagnone e Filattiera dal Granducato di Toscana). La popolazione dello stato era cresciuta progressivamente tra il 1833 e il 1859, passando da abitanti a , ma, a conferma del ristagno economico della grande proprietaá terriera, era aumentata di piuá quella della montagna e della collina, grazie all'apertura di nuove vie di comunicazione nel periodo francese e alla possibilitaá di svolgere lavori stagionali nelle aree limitrofe che costituivano una fonte di integrazione del reddito, piuttosto di quella della pianura, ove i braccianti vivevano in condizioni di indigenza. Il dualismo era evidenziato anche dalla situazione demografica dei due poli urbani: se la popolazione di Parma, tra il 1814 e il 1859, era cresciuta da a abitanti (+55%), quella di Piacenza era passata solo da a (+10%). Il maggior dinamismo della capitale era certamente determinato, come per il passato, dalla presenza della corte e del governo e delle principali istituzioni caritative e assistenziali. Il biennio intercorso tra la fine degli antichi stati e la proclamazione del nuovo stato unitario, peroá, modificoá in parte la 8 G. Tocci, Il Ducato di Parma e Piacenza, cit., p

4 situazione se nel 1861 il primo censimento nazionale accertoá che i residenti di Parma erano pari a , mentre quelli di Piacenza erano cresciuti a Tab. 2 - La popolazione del Ducato di Parma e Piacenza dal 1833 al 1859 Anni Abitanti Anni Abitanti Fonte: Archivio economico dell'unificazione italiana, volume III-IV, fascicolo 4, Le entrate degli Stati parmensi dal 1830 al 1859, (a cura di E. Falconi e p. L. Spaggiari), ILTE-Industria Libraria Tipografica Editrice, Torino 1957, p. 15. Al contrario del Ducato di Parma e Piacenza l'antico stato estense aveva subito numerose modificazioni territoriali nel corso dei secoli, che ne avevano sconvolto l'originaria composizione. Nel 1816 esso aveva incamerato gli ex feudi imperiali della Lunigiana, mentre nel 1830 gli era stato assegnato anche il Ducato di Massa. Dopo il trattato di Firenze gli vennero attribuiti alcuni comuni giaá appartenenti al granducato di Toscana e Barga, che aveva fatto parte del Ducato di Lucca, noncheâ da Parma i territori giaá menzionati oltre l'enza e Guastalla. Per valutare il trend demografico dello stato nel corso della prima metaá del secolo occorre tener conto di questi continui aggiustamenti dei confini. La popolazione, che nel 1845 annoverava abitanti (compresi quelli di Massa e Carrara), sarebbe ascesa a nel 1847 e a nel 1858 secondo l'ultimo censimento austro-estense effettuato prima dell'unificazione 9. Nel 1818 i cittadini residenti a Reggio erano pari a e quelli di Modena a , mentre nel 1846 essi erano cresciuti rispettivamente a e Anche in questo caso, almeno fino al 1859, la popolazione del circondario cresceva di piuá di quella urbana e la capitale attraeva una quota piuá consistente dell'emigrazione dalla montagna e dalla collina: i reggiani nel 1857 erano solo (sarebbero divenuti ben nel 1861), mentre i modenesi nel 1861 sarebbero stati Le finanze Le entrate Durante l'etaá moderna furono quasi esclusivamente le imposte indirette ad alimentare le entrate degli antichi stati italiani almeno fino al XVIII secolo. Sotto nomi diversi i tributi gravavano, come nei secoli precedenti, sui consumi, sugli scambi e sugli affari 10. Naturalmente, accanto a queste imposte indirette, le piuá 9 L. Marini, Lo stato estense, cit., p G.L. PodestaÁ, Dal delitto politico alla politica del delitto. Finanza pubblica e congiure 44

5 tradizionali, figuravano anche in misura rilevante i proventi dei monopoli (sale, tabacchi e lotto), e innumerevoli altre entrate a carattere fiscale ereditate dal passato. I bilanci, in genere redatti a preventivo sulla base delle spese degli esercizi precedenti, erano sempre ispirati a criteri di ``mera computisteria'' e volti al pareggio delle entrate con le uscite. In minore o maggiore misura tutti gli stati, una volta che l'entitaá del prelievo tributario superasse in misura sensibile le possibilitaá espresse dal reddito nazionale, erano costretti ad imporre addizionali sulle aliquote o imposte straordinarie, e a ricorrere all'indebitamento. Ma, nel caso dei due ducati padani, il ricorso al debito pubblico serviva solo a coprire gli squilibri di bilancio, e mai, tranne in rarissime occasioni, per concepire investimenti in infrastrutture che avrebbero potuto favorire la crescita economica del territorio. Il sistema fiscale generava inevitabilmente anche un elevato contrabbando che riduceva sensibilmente gli introiti delle dogane. Alla fine dell'etaá moderna, dopo aver pesato prevalentemente sulle mercanzie e sulle industrie nei secoli XVI e XVII, si tornoá a colpire i possessi fondiari, creando le premesse per l'avvento della finanza di natura tipicamente prediale 11.Nellaprima metaá dell'ottocento, a partire dal periodo francese, l'imposta fondiaria specialmente, o prediale come veniva chiamata, costituõá la base dell'imposizione diretta ordinaria e straordinaria degli stati italiani preunitari 12, in genere meno sensibili verso i redditi mobiliari, anche per le maggiori difficoltaá imposte da un eventuale accertamento. I catasti, le cui cui tecniche di rilevazione erano effettuate con modalitaá piuá avanzate tra il XVIII e il XIX secolo (catasti geometrici-particellari) 13, anche se sopravvivevano «estimi di vecchio censo o a carattere descrittivo», garantivano agli erari una distribuzione sufficientemente equilibrata del carico fiscale. Dopo l'unitaá, peroá, le cospicue differenze tra le diverse aliquote applicate negli antichi stati italiani generarono una forte sproporzione delle quote medie per cittadino 14. Nel 1862, dopo che fu presentato il primo provvedimento legislativo «per il conguaglio provvisorio dell'imposta fondiaria», si passava, per esempio, dall'aliquota di 19,9 lire per ogni 100 lire di rendita applicata in Lombardia, e di 15 lire in Piemonte e Liguria, nel Napoletano e a Modena a quella di 9,1 lire in Toscana. Il contributo dell'imposta sui fondi rustici e sui fabbricati rurali, che in genere veniva chiamata prediale, assicurava la quasi totalitaá del gettito delle imposte dirette degli stati preunitari. Comunque, a dispetto dei progressi, ancora circa i due terzi delle contro i Farnese nel Ducato di Parma e Piacenza dal 1545 al 1622, EGEA, Milano 1995; F. Piola Casella, Il buon governo. Storia della finanza pubblica nell'europa preindustriale, Giappichelli, Torino E. Stumpo, Economia naturale ed economia monetaria: l'imposta, instoria d'italia, Annali 6, Economia naturale, economia monetaria, a cura di R. Romano e U. Tucci, Giulio Einaudi editore, Torino 1983, p P.L. Spaggiari, Le finanze degli Stati italiani, instoria d'italia, Volume quinto, I documenti, I, Giulio Einaudi editore, Torino 1973, p R. Zangheri, I catasti, instoria d'italia, Volume quinto, I documenti, I, Giulio Einaudi editore, Torino 1973, pp P.L. Spaggiari, Le finanze degli Stati italiani, cit., p

6 entrate effettive dei governi preunitari erano garantiti dalle imposte indirette sui consumi, da quelle sui trasferimenti, dalle tasse amministrative e dai monopoli 15. Solo nel Ducato di Parma e Piacenza, e, in misura inferiore, a Modena e in Toscana, in cui le famiglie regnanti avevano conservato una vasta proprietaá fondiaria, rivestivano un ruolo importante anche i proventi dei beni demaniali e patrimoniali 16. A Parma la riscossione delle imposte indirette fu appaltata fino al 1835 a una ferma mista, una compagnia privata milanese composta da un rappresentante del governo e da uno dei fermieri 17, mentre quelle dirette erano esatte in proprio dall'amministrazione pubblica. Questo sistema era ritenuto insoddisfacente dallo stesso governo, anche percheâ la societaá dirottava i proventi nel Lombardo-Veneto anzicheá reimpiegarli nello stato. Finalmente nel 1836 fu creata un'apposita Amministrazione delle contribuzioni indirette pubblica, guidata da un direttore, con tutte le attribuzioni che prima erano spettate alla ferma, che miglioroá notevolmente il sistema di riscossione. Nel ducato le imposte dirette comprendevano la prediale, ovvero «la contribuzione catastale sulle proprietaá non fabbricate e sulle superfici non occupate da stabili» ela«contribuzione degli stabili», la tassa personale, che veniva pagata da tutti i residenti nello stato da almeno un anno e non risultasse indigente (e cioeá chi guadagnava meno di una lira nuova a Parma e Piacenza, ottanta centesimi nei comuni di pianura e collina e sessanta in quelli montani), e, infine, le patenti, che erano dovute da tutti coloro che esercitassero un commercio, un'industria, un'arte o un mestiere (suddivisi in sette classi a seconda della rilevanza dell'attivitaá svolta). La prediale costituiva circa il 90% delle imposte dirette, che a loro volta rappresentavano circa un terzo del complesso delle entrate fiscali del ducato tra il 1830 e il Paradossalmente, alla fine del Seicento queste ultime avevano costituito oltre il 40% delle entrate fiscali totali, con una punta massima del 68% nel 1664 per il territorio di Parma 18. L'importo totale della contribuzione era indicata annualmente dal duca e ripartita tra i comuni dal presidente delle finanze su suggerimento del direttore delle contribuzioni dirette, sulla base della rendita imponibile che risultava dalle misurazioni catastali: «per le terre sull'estimo dell'anno e per gli stabili sul primo allibramento» 19. Nei comuni ancora privi di catasti le rendite venivano calcolate dal Consiglio delle contribuzioni, istituito in ogni comune. Sull'esempio della Lombardia austriaca lo stato si era dotato di un sistema evoluto. I lavori di catasto, intrapresi nel 1817, avevano 15 Ibid., p G.L. PodestaÁ, Dal delitto politico alla politica del delitto, cit., p Che furono all'inizio la societaá milanese Morardet e C., e successivamente l'aristocratico piacentino Gaetano Testa. Archivio economico dell'unificazione italiana, volume III-IV, fascicolo 4, Le entrate degli Stati parmensi dal 1830 al 1859 (a cura di E. Falconi e P.L. Spaggiari), ILTE-Industria Libraria Tipografica Editrice, Torino 1957, p G.L. PodestaÁ, La finanza pubblica nel Ducato di Parma e Piacenza in etaá farnesiana, in Debito pubblico e mercati finanziari in Italia. Secoli XIII-XX, a cura di G. De Luca e A. Moioli, Franco Angeli, Milano 2007, p Archivio economico dell'unificazione italiana, volume III-IV, fascicolo 4, Le entrate degli Stati parmensi dal 1830 al 1859 (a cura di E. Falconi e p. L. Spaggiari), cit., p

7 conseguito risultati eccellenti, poicheá su 105 comunitaá ne erano state catastate giaá 86 nel 1833, 90 nel 1834, 97 nel 1836 e 103 nel All'inizio le aliquote oscillavano mediamente intorno al 12,50% per ogni lira d'estimo, salvo un picco massimo del 13,83% nel Il numero complessivo dei proprietari censiti nel ducato era di circa Fino al 1850 il gettito della prediale si mantenne stabile, poi essa fu incrementata dal nuovo sovrano, Carlo III di Borbone ( ), succeduto al padre, Carlo II ( ), nel 1849, per sostenere il notevole aumento delle spese militari. CosõÁ l'incidenza dell'imposta sul volume totale delle entrate salõá dal 25% nel 1835 a circa il 30% nel Tab. 3 - Entrate erariali del Ducato di Parma e Piacenza dal 1830 al 1858 (valori in migliaia di lire nuove) Prediale ± Totale imposte dirette Contribuzioni indirette (ferma mista fino al 1835) Imposte indirette sui consumi, aziende di stato e monopoli Imposte indirette sugli affari Redditi patrimoniali Entrate ordinarie diverse Entrate straordinarie Totali Fonte: Archivio economico dell'unificazione italiana, volume III-IV, fascicolo 4, Le entrate degli Stati parmensi dal 1830 al 1859, (a cura di E. Falconi e p. L. Spaggiari), ILTE-Industria Libraria Tipografica Editrice, Torino 1957, pp Le cifre relative alle contribuzioni indirette, come ho giaá detto, indicavano dal 1830 al 1835 il canone fisso, pari a lire nuove , oltre il 50% degli utili, della ferma mista, come pattuito nel contratto sottoscritto con Gaetano Testa nel 1826, e dal 1836 in poi «il netto della gestione autonoma dell'amministrazione delle contribuzioni indirette» 20, come risultava dai versamenti all'erario. In questa voce erano compresi gli introiti derivanti da: dogane, transito del sale, sale, tabacchi, polveri ardenti, lotto, garanzia dell'oro e dell'argento, licenze per la vendita dei liquori, pedaggi sui fiumi, bevande, provvigioni sui dazi dei comuni, proventi casuali (multe, vendite di merci confiscate, ecc.), ceneri crivellate di Salsomaggiore, carta bollata, bollo straordinario, controllo, ipoteche. Nella voce dogane, per esempio, gli importi comprendevano il provento lordo dei diritti d'entrata e di uscita, di transito su terra e sul Po e altri diritti minori. Nel periodo compreso tra il 1 febbraio 1853 e il 1 ottobre 1857, in cui il ducato entroá nella lega doganale con il Lombardo-Veneto e con Modena che era stata praticamente imposta dall'austria, 20 Ibid., p

8 erano inclusi, oltre alle normali entrate degli uffici delle dogane, anche le cifre versate dall'imperial-regio governo a titolo di rimborso di una parte dei costi di amministrazione delle dogane di Parma e di integrazione del «minimo di entrata», come stabilito dal trattato 21. La lega coll'austria ebbe effetti negativi per l'economia del ducato percheá, proibendo la vendita dei grani al di fuori dell'area stabilita, arrestoá i traffici con la Liguria, che costituivano una voce importante del commercio dello stato 22. Inoltre il governo austriaco aveva aumentato le tariffe dei dazi e stava progettando anche una unione monetaria tra gli stati aderenti alla lega doganale 23. Sollecitata dai propri cittadini, finalmente nel febbraio 1857 la reggente Luisa Maria ( ) rifiutoá di rinnovare l'accordo doganale. Le imposte indirette sugli affari comprendevano le somme riscosse per la vendita di carta bollata e per l'apposizione del bollo straordinario, noncheá quelle prelevate sugli atti civili, privati, giudiziari e sulle successioni ereditarie, i proventi delle tasse di notificazione e di trascrizione delle ipoteche, e di trascrizione e comunicazione degli atti pubblici conservati negli archivi dell'amministrazione. I redditi patrimoniali annoveravano tutte le rendite dei beni demaniali e patrimoniali come «affitti e pigioni, diritti di caccia, di pesca sul Po, censi e livelli, proventi da vendite di piante, interessi per mora in ritardati pagamenti, alienazioni di terreni per acque e strade» 24. Gli incassi derivanti dai beni patrimoniali, che in etaá farnesiana erano stati uno dei cespiti piuá importanti del bilancio del ducato (oltre il 40% del totale nel 1622) 25, costituivano ancora una voce molto importante dei redditi dello stato (24,7% nel 1830). La maggior parte delle terre era affittata a capitalisti locali che le subaffittavano ad autentici contadini (con contratti di tre o nove anni) o le affidavano a mezzadri. Nonostante i deficit di bilancio, vi era una forte ritrosia a procedere all'alienazione dei beni patrimoniali per coprire i costi crescenti dello stato percheá da un lato essi erano indispensabili al mantenimento del prestigio e agli svaghi della casa regnante, dall'altro, naturalmente, cioá avrebbe generato il malcontento degli affittuari assenteisti. La proposta di concederle a veri e propri affittuari conduttori capitalisti, magari stranieri (cioeá provenienti dalla Lombardia), suscitoá l'opposizione di Maria Luisa ( ) che non voleva inimicarsi la buona societaá locale. Progressivamente, peroá, il volume delle entrate patrimoniali si contrasse, calando a circa il 14% del totale delle entrate nel 1850 (anche se nel 1858 sarebbero cresciute nuovamente fino al 17,6%). I redditi diversi ordinari erano costituiti dalle trattenute sugli stipendi degli impiegati per l'incremento del fondo pensioni, dalle entrate derivanti dalla vendita degli oggetti fabbricati negli stabilimenti penali e negli ospizi dei poveri, dal rimborso di pen- 21 Ibid., p P.L. Spaggiari, Economia e finanza negli Stati Parmensi ( ), Cisalpino, Milano- Varese 1961, pp G. Tocci, Il Ducato di Parma e Piacenza, cit., p Archivio economico dell'unificazione italiana, volume III-IV, fascicolo 4, Le entrate degli Stati parmensi dal 1830 al 1859 (a cura di E. Falconi e p. L. Spaggiari), cit., p G.L. PodestaÁ, La finanza pubblica nel Ducato di Parma e Piacenza in etaá farnesiana, cit., p

9 sioni pagate dallo stato per conto dei comuni, dall'eccedenza sulle provvigioni agli esattori e dai proventi per lo stacco di bollette di contribuzioni dirette, e, infine, dai crediti e dai proventi del tesoro. Gli introiti delle entrate straordinarie comprendevano invece: il decimo sulle contribuzioni indirette, imposto fra il 1831 e il 1835; la restituzione di somme da parte della cassa d'ammortizzazione, costituita per l'estinzione del debito pubblico nel 1831, e di cui parleremo successivamente; gli interessi sui titoli di proprietaá dello stato; i redditi derivanti dall'alienazione di beni patrimoniali; il rimborso di prestiti a privati; i proventi dei prestiti del 1849 e del 1854; entrate diverse non classificabili tra quelle finora elencate. Tab. 4 - Entrate erariali del Ducato di Modena dal 1840 al 1858 (valori in migliaia di lire italiane) Prediale Totale imposte dirette Imposte sui consumi monopoli e aziende statali Imposte sui trasferimenti e tasse Redditi patrimoniali Entrate varie Totali Fonte: Archivio economico dell'unificazione italiana, volume I, fascicolo 2, Le entrate del Ducato di Modena dal 1840 al 1859, (a cura di C. Livi), ILTE-Industria Libraria Tipografica Editrice, Torino 1957, pp Fino all'agosto 1848 le entrate dell'erario del Ducato di Modena erano riscosse in parte dal ministero delle Finanze (l'imposta personale, quella sul bestiame, le imposte indirette sui consumi, la quasi totalitaá di quelle sugli affari, quella prediale della Lunigiana, una parte dei redditi patrimoniali, e altri introiti minori di varia natura), in parte dal dicastero della Pubblica Economia ed Istruzione (l'imposta prediale, varie entrate patrimoniali volte a coprire esclusivamente alcune spese di competenza del ministero, e altre entrate minori di natura fiscale), in parte, infine, dall'intendenza generale dei beni camerali, allodiali ed ecclesiatici (solo redditi patrimoniali) 26. La frammentazione dell'amministrazione finanziaria, tipica dell'antico regime, era evidenziata dal fatto che non esisteva un unico bilancio del ducato, ma tre bilanci parziali rispettivamente per ciascuna delle tre istituzioni. La riforma dell'11 agosto 1848, in vigore dal 1 settembre successivo, stabiliva che il ministero delle Finanze sarebbe divenuto l'unico percettore delle entrate, che avrebbe poi in parte erogato agli altri dicasteri negli appositi fondi di dotazione. Contemporaneamente le Finanze ereditarono la gestione del debito 26 Archivio economico dell'unificazione italiana, volume I, fascicolo 2, Le entrate del Ducato di Modena dal 1840 al 1859, (a cura di C. Livi), ILTE-Industria Libraria Tipografica Editrice, Torino 1957, p

10 pubblico e delle pensioni, incorporando anche l'intendenza generale alla quale fu riservata l'amministrazione di quasi tutti i beni dello stato, mentre fin dal 1846 avevano giaá ottenuto l'esclusiva pertinenza sui beni allodiali del duca. In realtaá, anche dopo la promulgazione della riforma, il nuovo ministero dell'interno (prosecuzione di quello della Pubblica Economia ed Istruzione) continuoá a riscuotere la maggior parte delle entrate di propria pertinenza, con in piuá la tassa sulle risaie e i proventi del telegrafo. Al dicastero di Grazia e Giustizia e a quello del Buon Governo, in precedenza privi di entrate proprie, furono riservati rispettivamente gli introiti delle tasse giudiziarie e ipotecarie e delle tasse di polizia. Anche l'intendenza generale continuoá a mantenere una sostanziale autonomia nei confronti delle Finanze, come era esplicitato dal fatto che essa continuasse a compilare bilanci propri, come pure faceva il ministero degli Interni. Paradossalmente, gli effetti della riforma del 1848 furono quindi piuttosto quelli di estendere il sistema di attribuire le varie entrate a diversi settori dell'amministrazione pubblica, per metterli in grado di coprire, almeno in parte, le spese di loro specifica competenza, che quelli di realizzare l'auspicata unificazione della gestione finanziaria. Alla fine, l'unica conseguenza di un certo rilievo fu solo quella di aumentare l'importanza delle Finanze nell'ambito del governo ducale 27. Le imposte dirette erano prelevate da ricevitori comunali, responsabili verso l'erario della somma totale dovuta dai contribuenti. Le ricevitorie comunali erano messe all'asta e i contratti d'appalto erano triennali. Le imposte indirette erano riscosse direttamente dalle Finanze. Nel Ducato di Modena la prediale incideva sia sui fondi rustici sia su quelli urbani, ma i valori dell'imponibile erano calcolati sulla base di «una pluralitaá di estimi catastali, di varia antichitaá econcezione» 28,chefruttavaungettitoinferiorealreale valore dei beni e, soprattutto, era fonte di una grave sperequazione fra le diverse province che componevano lo stato. Certamente il caos dei catasti era stato aggravato anche dall'integrazione di nuove comunitaá, ma la persistenza di catasti descrittivi e il ritardo dell'elaborazione di piuá moderni catasti geometrici-particellari era frutto anche della volontaá di perpetuare lo status quo da parte della casa regnante 29.CosõÁ,per esempio, il vecchio catasto descrittivo del 1791 relativo alla pianura e alle colline delle province di Modena e Reggio e l'antichissimo catasto della Garfagnana, parte del quale risaliva addirittura al 1533 ed era stato redatto e aggiornato con criteri rudimentali, si affiancavano a quelli recentissimi del Ducato di Massa (elaborato nel 1830), oppure a quelli dei nuovi comuni integrati dopo il trattato di Firenze e giaá facenti parte del Ducato di Parma e del Granducato di Toscana, che a loro volta erano stati eseguiti tra il 1825 e il 1830 con i metodi piuá moderni. Le aliquote applicate alla prediale non variarono frequentemente: nel gennaio 1849 venne deciso un aumento del 20%, mentre dal 1851 l'imposta fu innalzata di un sesto 30.L'inci- 27 Ibid., p Ibid., p L. Marini, Lo stato estense, cit., p Archivio economico dell'unificazione italiana, volume I, fascicolo 2, Le entrate del Ducato di Modena dal 1840 al 1859, (a cura di C. Livi), cit., p

11 denza della prediale sul volume complessivo delle imposte dirette diminuõá progressivamente nel corso degli ultimi vent'anni dello stato, retrocedendo da una quota pari al 92% nel 1840 all'83% circa nel 1858, mentre anche nell'ambito delle entrate totali dell'erario essa scivoloá dal 25,4% nel 1840 al 22,7% nel Nelle imposte dirette figuravano anche gli introiti provenienti dalla cosiddetta sovrimposta incendi, che era dovuta obbligatoriamente da tutti i possessori di edifici nelle province di Modena e Reggio per pagare le polizze assicurative contro i danni derivanti da incendi, e la tassa personale 31. Quest'ultima era fissata in una lira per ciascun contribuente, ed era applicata a tutti i residenti maschi dai 14 ai 60 anni residenti nelle province di Modena e Reggio, ma prevedeva un cosõá ampio ventaglio di esenzioni che ne riduceva sensibilmente il gettito: non la pagavano infatti tutti coloro che risiedevano nelle cittaá di Modena e Reggio, i padri di famiglie composte da dodici figli viventi e i loro familiari, gli indigenti (i quali erano dichiarati tali da un'attestazione del proprio parroco), i militari e i loro familiari, i volontari della milizia estense, e i guardaboschi e i guardargini. Inoltre tra le imposte dirette figuravano anche l'imposta sui capitali ipotecari e sui capitali «in commercio», creata nel novembre 1849, che colpiva i crediti fruttiferi, privilegiati e ipotecari, per un importo pari allo 0,50% del loro valore ogni anno, ed era pagata da chi godeva del frutto dei crediti, noncheá l'imposta sul bestiame, giaá in vigore nel Settecento e reintrodotta nel Gli allevatori dovevano presentare annualmente la lista dei capi posseduti ed erano tenuti al versamento di una cifra variabile a seconda della razza degli animali. Anche nel Ducato di Modena il peso preponderante del gettito fiscale era assicurato dalle imposte indirette sui consumi, che comprendevano le dogane, i dazi di consumo, il sale, i tabacchi, la posta, il telegrafo, le polveri e i nitri, il lotto, la concia delle pelli, le carte da gioco. L'incidenza di queste entrate fu sempre preponderante, oscillando tra il 52% e il 54%, fino al Solo nel 1850 la quota delle imposte indirette sui consumi scese al di sotto del 50% delle entrate complessive dello stato. Visto che proprio in quell'anno vi era stato un leggero incremento della prediale e, soprattutto, l'avvio della nuova tassa sui capitali, si potrebbe ipotizzare un uso politico del fisco da parte del governo per garantirsi il consenso dei ceti piuá poveri e piuá colpiti dai dazi sui consumi, ma la diminuzione relativa potrebbe anche essere stata determinata dalla difficoltaá di esazione durante la guerra. Nel periodo considerato crebbero progressivamente pure gli introiti provenienti dalle imposte indirette sui trasferimenti e tasse, ascesi dal 7% nel 1840 al 9% nel 1858, e che comprendevano i costi della carta bollata, le tasse sulle successioni e sui contratti, le tasse sulle ipoteche, e un ampio numero di tributi tra i quali i pesi e le misure, il diritto di assaggio dell'oro e dell'argento, dello staderatico e della pesa dei filugelli, le tasse giudiziarie, di polizia e le licenze di caccia, noncheá i diritti di ancoraggio e le patenti sanitarie. Proprio le imposte giudiziarie furono all'origine del notevole incremento di questa voce del bilancio fra il 1850 e il 1855 (+53%). 31 Ibid., p

12 Nei redditi patrimoniali erano compresi gli introiti dei beni camerali, anche di quelli derivanti dal patrimonio ecclesiastico, composto dai beni degli istituti religiosi soppressi, e gestito dall'intendenza generale. In questa voce erano inseriti pure le entrate provenienti dalla vendita di beni di proprietaá statale, anche per importi modestissimi. A differenza del ducato di Parma, i redditi patrimoniali, pur non trascurabili in senso assoluto, non incisero mai per piuá del 10% sugli introiti complessivi dell'erario. Nelle entrate varie, che avevano un peso marginale, erano inserite le ritenute agli impiegati pubblici per il pagamento delle pensioni, i contributi della nazione ebraica ( lire ogni anno come tributo speciale, e dal 1851, allorcheá i giovani ebrei erano stati dichiarati esenti dal servizio di leva, le comunitaá dovevano anche versare lire per ogni coscritto mancato), e le altre entrate aventi carattere speciale, come la «tassa di inghiaramento» a carico dei proprietari di Mirandola, gli introiti dovuti per la distribuzione dell'acqua e l'irrigazione, noncheá i pagamenti delle multe e di penali di vario genere 32. Le spese Sulla composizione delle spese effettive pesavano, in particolare, la dotazione della corona (che era molto elevata rispetto al bilancio generale specialmente negli stati piuá piccoli come Parma e Modena), i costi militari (aggravati dalle spese di alloggio delle truppe austriache, che aumentavano in misura cospicua durante i moti e le guerre), e, infine, gli oneri finanziari, che crescevano progressivamente «a causa del sempre piuá frequente e piuá ampio ricorso al debito pubblico» 33.Nel ducato di Parma e Piacenza la voce di spesa piuá consistente era quella relativa agli oneri generali dello stato, pari nel 1830 a circa il 45% delle spese totali. Essa comprendeva i costi della Casa ducale (che nei bilanci dell'etaá farnesiana era definita come Casa e corte ducale) e tutti quelli relativi agli organi di governo pertinenti al Consiglio di stato, alla Camera dei conti, agli archivi, alla Segreteria di gabinetto e agli Interni, Esteri, Grazia e giustizia, Affari ecclesiatici, Finanza 34. In realtaá, le spese di corte rappresentavano in genere oltre il 50% di questo cespite, mentre fino al 1840 avrebbero costituito circa un quarto dei costi complessivi dello stato. Per fronteggiare l'aumento degli oneri relativi alle altre uscite (in particolare, gli oneri finanziari, quelli militari, le opere pubbliche e le magistrature di governo), si procedette dapprima alla stabilizzazione delle spese di corte, e poi alla loro diminuzione proprio negli ultimi anni del ducato. D'altra parte la casa ducale rappresentava il cardine fondamentale dell'economia della capitale. Dopo i moti del 1831 il governo di Maria Luisa avvioá un programma di lavori pubblici, che toccoá il culmine negli anni Quaranta, sia per ridurre la 32 Ibid., p P.L. Spaggiari, Le finanze degli Stati italiani, cit., p Archivio economico dell'unificazione italiana, volume VII, fascicolo 5, Le spese effettive e il bilancio degli Stati parmensi dal 1830 al 1859, (a cura di E. Falconi e P.L. Spaggiari), ILTE- Industria Libraria Tipografica Editrice, Torino 1957, pp

13 disoccupazione sia per recuperare il consenso della popolazione. Questa politica, che in effetti miglioroá in parte le infrastrutture e le comunicazioni del ducato, non era peroá ispirata da una visione moderna volta a incentivare la crescita economica del territorio, quanto dalla tradizionale filantropia di antico regime. Tipici, in tal senso, i ``lavori d'inverno'' che la granduchessa promuoveva nella stagione fredda per offrire un'opportunitaá di lavoro ai braccianti e ai contadini piuá poveri 35. Oneri generali dello stato Tab. 5 - Le spese effettive del Ducato di Parma e Piacenza dal 1830 al 1858 (valori in migliaia di lire nuove) (casa ducale: (casa ducale: (casa ducale: (casa ducale: (casa ducale: 1.525) 1.525) 1.525) 1.525) 1.299) (casa ducale: 2.046) (casa ducale: 960) Oneri militari Oneri finanziari Pubblica Istruzione e Belle Arti Affari Economici e Opere pubbliche Assistenza Sociale, 398 Igiene e SanitaÁ Aziende statali Oneri diversi Totali Fonte: Archivio economico dell'unificazione italiana, volume VII, fascicolo 5, Le spese effettive e il bilancio degli Stati parmensi dal 1830 al 1859, (a cura di E. Falconi e p. L. Spaggiari), ILTE- Industria Libraria Tipografica Editrice, Torino 1957, pp Nel 1820 era stato approvato un nuovo codice, il codice parmense, che sostituiva quello napoleonico, ma che rappresentava uno strumento altrettanto moderno ed efficace, costituendo un modello per tutti gli altri stati italiani 36.Una certa attenzione era stata dedicata anche alla pubblica istruzione, mediante la creazione di collegi e la riapertura dell'universitaá, noncheá alla cura dei beni culturali. Ed effettivamente, le spese relative a queste voci sarebbero raddoppiate fra il 1830 e il La prima guerra di indipendenza e le velleitaá militari di Carlo III di Borbone 37, che aumentoá gli effettivi dell'esercito, generarono invece un consistente aumento degli oneri militari (passati dal 15% circa a oltre il 25% fra il 1845 e il 1850), e che poi si mantennero comunque elevati fino al 1858 (23%). Lo 35 P.L. Spaggiari, Economia e finanza negli Stati Parmensi ( ), cit., p G. Tocci, Il Ducato di Parma e Piacenza, cit., p Maria Luisa d'austria morõá il 17 dicembre Il suo successore fu Carlo II di Borbone, che peroá, travolto dagli eventi legati alla prima guerra d'indipendenza, abdicoá in favore del figlio Carlo III giaá il 14 marzo

14 stato sosteneva i costi delle truppe parmensi e delle relative caserme e fortificazioni, le pensioni per gli ufficiali congedati, noncheá le spese delle truppe austriache di stanza nel ducato. Una voce importante era quella relativa agli oneri finanziari. Anche se apparentemente i dati pubblicati attesterebbero il sostanziale conseguimento del pareggio di bilancio, in effetti questo eá determinato dalla qualitaá dei documenti contabili conservati in archivio, che sono appunto meri preventivi, e sulla cui natura rinvio ogni delucidazione agli studi di Falconi, Spaggiari, Livi, Boccolari e Selmi pubblicati dall'archivio economico dell'unificazione italiana citati in questo saggio. In realtaá, come ho giaá detto, le entrate erano insufficienti a coprire le spese, e per questo era necessario ricorrere al debito pubblico. Nella voce relativa del bilancio erano comprese le spese relative al pagamento delle rendite e alle sole spese d'ufficio per la Cassa di ammortizzazione, noncheá le pensioni. La Cassa di ammortizzazione era stata creata nel 1827 per estinguere il debito pubblico, mediante un fondo di dotazione assicurato da una quota delle entrate fiscali e dei proventi straordinari 38. Proprio in quell'anno il governo di Maria Luisa aveva contratto un mutuo di lire con le banche Rothschild di Vienna e Mirabaud & C. Di Milano. Successivamente erano stati lanciati altri prestiti nel 1836 e 1843, e poi da Carlo II nel 1849, e nel 1854 dalla reggente Luisa Maria di Borbone, dopo l'assassinio del consorte Carlo III. Tab. 6 - Le spese effettive del Ducato di Modena dal 1835 al 1856 (valori in migliaia di lire italiane) Oneri generali dello stato (casa ducale 650) (casa ducale 688) (casa ducale 647) (casa ducale 523) (casa ducale 686) Oneri per la difesa nazionale Oneri finanziari Oneri per la Pubblica Istruzione Affari economici e oneri per opere pubbliche Oneri per l'assistenza sociale, l'igiene e la societaá Oneri per le aziende statali Contributi ed erogazioni a favore degli enti locali ± ± ± 2 14 Totali Fonte: Archivio economico dell'unificazione italiana, Serie I-volume VIII, fascicolo 4, Le spese effettive e il bilancio del Ducato di Modena dal 1830 al 1859, (a cura di G. Boccolari e A. Selmi), ILTE-Industria Libraria Tipografica Editrice, Torino Archivio economico dell'unificazione italiana, volume VII, fascicolo 5, Le spese effettive e il bilancio degli Stati parmensi dal 1830 al 1859, (a cura di E. Falconi e P.L. Spaggiari), cit., pp

15 Le voci di spesa del bilancio del Ducato di Modena non si discostavano molto da quelle del Ducato di Parma e Piacenza. La differenza piuá significativa era costituita dalla minore incidenza dei costi relativi alla casa ducale che nel 1835 rappresentavano solo il 26% degli oneri generali dello stato e circa l'11% del bilancio complessivo. Anzi, nel corso del periodo considerato, esse registrarono una costante contrazione. E Á evidente che una parte delle spese relative alla casa regnante (per esempio, la manutenzione degli edifici) era a carico dell'amministrazione pubblica. PiuÁ elevata, rispetto a Parma, era la spesa per la difesa nazionale. Nel 1830 essa era circa la metaá degli anni successivi ( lire). I notevoli incrementi, generatisi nei periodi e , dipendevano dalle spese di mantenimento delle truppe austriache di stanza nel ducato 39. Gli oneri finanziari, anch'essi in costante aumento nel ventennio preunitario, oscillavano intorno al 13% del bilancio. Non eá possibile accertare con precisione il volume del gettito dei prestiti lanciati dal Ducato di Modena nel corso del periodo considerato, percheá non eá documentato nei bilanci. Comunque, tra il 1830 e il 1859, sarebbero stati emessi tre prestiti 40 : a) il prestito forzoso di di lire del 15 settembre 1849; b) il prestito forzoso del 22 gennaio 1849, la cui cifra era indeterminata, percheá avrebbe dovuto essere generato da trattenute diverse sugli stipendi e da percentuali di aumento delle aliquote fiscali; c) il prestito forzoso di di lire del 9 marzo Nell'aprile 1850 il duca Francesco V ( ) istituiva una cassa di ammortizzazione per estinguere il debito pubblico, dotata di un fondo di franchi annui 41. Anche in questo caso, il debito pubblico serviva soprattutto a coprire i costi militari. Le spese per le opere pubbliche sarebbero aumentate in misura significativa solo negli ultimi anni del ducato. I costi determinati dalle aziende statali (tabacchi, sali, poste e telegrafi, zecca, polveri e nitri), gestite direttamente dallo stato e non appaltate a privati, scaturivano dalla volontaá del duca Francesco IV ( ) di mantenere quello spirito filantropico settecentesco volto a provvedere in «uno spirito naturalmente caritativo» ai bisogni dei poveri, nello slancio sublime di una concezione della prassi di governo volta a realizzare quello «stato perfetto«idealizzato nell'etaá dei lumi 42. Conclusioni Sembra che vi siano sufficienti elementi, anche sotto il profilo della finanza pubblica, per poter attestare la volontaá dei monarchi dei due ducati di ritornare al 39 Archivio economico dell'unificazione italiana, Serie I-volume VIII, fascicolo 4, Le spese effettive e il bilancio del Ducato di Modena dal 1830 al 1859, (a cura di G. Boccolari e A. Selmi), ILTE-Industria Libraria Tipografica Editrice, Torino 1959, p Ibid., p Ibid., p L. Marini, Lo stato estense, cit., p

16 modello dello stato settecentesco di antico regime, con qualche novitaá generata dal periodo francese come l'imposta prediale, ma sempre nell'ottica di un sostanziale immobilismo della societaá per mantenere lo status quo. Non si cambia la politica finanziaria, e si perpetuano le tradizionali politiche mercantilistiche, proprio percheá, come stavano dimostrando le riforme operate da Cavour nel Regno di Sardegna, ogni eventuale incentivo allo sviluppo economico avrebbe comportato il rischio dello sgretolamento della societaá tradizionale. CosõÁ si spiega il paternalismo verso i contadini e il distacco nei confronti dei ceti piuá produttivi, che, come Menotti a Modena (che era stato il primo imprenditore a utilizzare una caldaia a vapore nella sua filanda giaá nel 1823), reclamavano le riforme liberali. I concetti di unitaá, libertaá economica e progresso erano strettamente intrecciati ed erano le parole d'ordine dei patrioti. Solo il nuovo stato unitario, promuovendo la nascita di istituzioni come le casse di risparmio e le cattedre ambulanti di agricoltura, avrebbe favorito finalmente la fine dell'immobilismo e l'avvio di quel modello di sviluppo basato sul legame tra agricoltura e industria che sarebbe stato alla base del primo slancio economico dei due territori all'inizio del Novecento. Ma anche se lo avessero voluto i due stati erano troppo piccoli e privi di risorse per promuovere lo sviluppo. Inoltre vi era latente il contrasto tra le aspirazioni liberiste degli agricoltori e quelle protezionistiche degli industriali. Probabilmente sarebbe stato piuá intelligente, da parte dell'austria, integrare i due stati nel Lombardo-Veneto, ma Metternichera un uomo troppo legato a una concezione diplomatica e dinastica settecentesca della politica per poter concepire un'operazione cosõá ardita. Il tentativo di creare un mercato comune, sull'esempio dello zollverein, sarebbe stato tardivo e fallimentare. Ormai il 1848 aveva inciso radicalmente sulle coscienze e sugli animi. 56

IMU: analisi dei versamenti 2012

IMU: analisi dei versamenti 2012 IMU: analisi dei versamenti 2012 1. Analisi dei versamenti complessivi I versamenti IMU totali aggiornati alle deleghe del 25 gennaio 2013 ammontano a circa 23,7 miliardi di euro, di cui 9,9 miliardi di

Dettagli

Comune di Empoli Provincia di Firenze. Imposta Unica Comunale IUC Regolamento per la disciplina del tributo sui servizi indivisibili TASI

Comune di Empoli Provincia di Firenze. Imposta Unica Comunale IUC Regolamento per la disciplina del tributo sui servizi indivisibili TASI Comune di Empoli Provincia di Firenze Imposta Unica Comunale IUC Regolamento per la disciplina del tributo sui servizi indivisibili TASI Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. del..2014 Articolo

Dettagli

MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE. DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO Ispettorato Generale per le Politiche di Bilancio

MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE. DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO Ispettorato Generale per le Politiche di Bilancio MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO Ispettorato Generale per le Politiche di Bilancio QUADRO DI CLASSIFICAZIONE DELLE ENTRATE 2003 ESERCIZIO 2003

Dettagli

STORIA DEL CATASTO ITALIANO DALL UNITÀ D ITALIA AI GIORNI NOSTRI

STORIA DEL CATASTO ITALIANO DALL UNITÀ D ITALIA AI GIORNI NOSTRI PARTE 3 STORIA DEL CATASTO ITALIANO DALL UNITÀ D ITALIA AI GIORNI NOSTRI Dall Unità d Italia al 1886 1861 Inizio del processo di unificazione italiana. A livello catastale, ogni volta che il territorio

Dettagli

Al momento dell emissione dei primi francobolli, il Ducato di Modena era governato dal Duca Francesco V d Austria-Este. Il Ducato comprendeva i

Al momento dell emissione dei primi francobolli, il Ducato di Modena era governato dal Duca Francesco V d Austria-Este. Il Ducato comprendeva i Ducato di Modena Al momento dell emissione dei primi francobolli, il Ducato di Modena era governato dal Duca Francesco V d Austria-Este. Il Ducato comprendeva i territori di Modena (la citta di Modena

Dettagli

Tabella BS. 1. BILANCIO DELLO STATO: Risultati degli anni 2003-2005 (al lordo delle regolazioni contabili) (milioni di euro)

Tabella BS. 1. BILANCIO DELLO STATO: Risultati degli anni 2003-2005 (al lordo delle regolazioni contabili) (milioni di euro) Si segnala infine che nel comparto a breve termine si sono avuti rimborsi netti di bot per milioni 944 e una riduzione della raccolta postale comprensiva della quota riferibile ai depositi dei privati

Dettagli

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Comune di Bologna OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA SINTESI DELLA RICERCA SU: Le famiglie povere nelle regioni italiane. Aspetti oggettivi e soggettivi

Dettagli

SIENA SINTESI MANOVRA MONTI INDICE

SIENA SINTESI MANOVRA MONTI INDICE SIENA SINTESI MANOVRA MONTI INDICE 1. MONETA ELETTRONICA PER LE PENSIONI 2. LIBRETTI DI DEPOSITO AL PORTATORE BANCARI O POSTALI 3. I.S.E.E. 4. DETRAZIONI RISTRUTTURAZIONI ED INTERVENTI PER RIQUALIFICAZIONE

Dettagli

SOLDI DI NOI TUTTI (TASSE E SPESA PUBBLICA IN ITALIA)

SOLDI DI NOI TUTTI (TASSE E SPESA PUBBLICA IN ITALIA) SOLDI DI NOI TUTTI (TASSE E SPESA PUBBLICA IN ITALIA) DOSSIER A CURA DEL CENTRO NUOVO MODELLO DI SVILUPPO CON LA COLLABORAZIONE DI LUCA FERRINI (NOVEMBRE 2012) Prologo Ci vantiamo di vivere in un paese

Dettagli

Relazione sullo stato di. realizzazione dell attività. programmata nell anno 2010

Relazione sullo stato di. realizzazione dell attività. programmata nell anno 2010 COMUNE DI CALATAFIMI SEGESTA (TRAPANI) Relazione sullo stato di realizzazione dell attività programmata nell anno 2010 1 - LA LETTURA DEI RISULTATI DELLA GESTIONE 1.1 - Il risultato della gestione di competenza

Dettagli

Quote albo 2012 5.236.825,00

Quote albo 2012 5.236.825,00 RELAZIONE TECNICA AL BILANCIO PREVENTIVO 2012 ENTRATE CORRENTI Quote albo 2012 5.236.825,00 La previsione per il 2012 è calcolata sui dati forniti dagli Ordini regionali e sull importo dovuto per le quote

Dettagli

Comune di Santa Lucia di Piave (TV) BILANCIO 2011

Comune di Santa Lucia di Piave (TV) BILANCIO 2011 ENTRATE: PREVISIONE 2011 Quota avanzo dell'anno precedente (Titolo 0) 150.000,00 Entrate Tributarie (Titolo 1) 2.152.100,00 Entrate derivanti da contributi e trasferim. correnti dello Stato (Titolo 2)

Dettagli

I BILANCI CONSUNTIVI DELLE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI

I BILANCI CONSUNTIVI DELLE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI 14 Maggio 2015 Anno 2013 I BILANCI CONSUNTIVI DELLE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI Nel 2013 le entrate complessive accertate delle amministrazioni provinciali sono pari a 10.363 milioni di euro, in diminuzione

Dettagli

PROF. GABRIELE GAETANI D ARAGONA

PROF. GABRIELE GAETANI D ARAGONA PROF. GABRIELE GAETANI D ARAGONA professore ordinario di Politica Economica nell Università di Napoli già Consigliere Regionale di Basilicata A cento anni dalla promulgazione della legge Zanardelli, la

Dettagli

La rivoluzione industriale

La rivoluzione industriale La rivoluzione industriale 1760 1830 Il termine Rivoluzione industriale viene applicato agli eccezionali mutamenti intervenuti nell industria e, in senso lato, nell economia e nella società inglese, tra

Dettagli

Diritto tributario, fisco e leggi finanziarie

Diritto tributario, fisco e leggi finanziarie Diritto tributario fisco e leggi finanziarie Decreto legislativo 31 ottobre 1990 n. 347 Approvazione del testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale. (in Gazz. Uff. 27

Dettagli

Entrate Tributarie. Bollettino. (Gennaio-Ottobre 2013)

Entrate Tributarie. Bollettino. (Gennaio-Ottobre 2013) Ministero dell Economia e delle Finanze DIPARTIMENTO DELLE FINANZE DIREZIONE STUDI E RICERCHE ECONOMICO FISCALI UFFICIO CONSUNTIVAZIONE, PREVISIONE ED ANALISI FISCALI Entrate Tributarie Bollettino (Gennaio-Ottobre

Dettagli

AGEVOLAZIONI FISCALI 2014 cosa cambia e cosa resta invariato

AGEVOLAZIONI FISCALI 2014 cosa cambia e cosa resta invariato STUDIO NOTARILE GIANLUCA CESARE PLATANIA Via dei Partigiani 5 - Bergamo Tel. 035 235001 - Fax 035 235868 www.notaioplatania.it email: gplatania@notariato.it AGEVOLAZIONI FISCALI 2014 cosa cambia e cosa

Dettagli

COLLEGIO IPASVI MODENA VIALE AMENDOLA 264 41125 MODENA

COLLEGIO IPASVI MODENA VIALE AMENDOLA 264 41125 MODENA COLLEGIO IPASVI MODENA VIALE AMENDOLA 264 41125 MODENA RELAZIONE DI GESTIONE E NOTA INTEGRATIVA AL RENDICONTO 2014 Relazione sulla gestione Il rendiconto generale dell anno 2014 si compone delle seguenti

Dettagli

IMU Come si applica l imposta municipale propria per l anno 2012

IMU Come si applica l imposta municipale propria per l anno 2012 IMU Come si applica l imposta municipale propria per l anno 2012 OGGETTO DELL IMU L IMU sostituisce l ICI e, per la componente immobiliare, l IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali, dovute

Dettagli

SCHEDA INFORMATIVA Testo legge 2892/1885 Per risanamento della città di Napoli

SCHEDA INFORMATIVA Testo legge 2892/1885 Per risanamento della città di Napoli Legge 15.01.1885 n. 2892 CAMPANIA Legge 15 gennaio 1885, n. 2892 (in Gazz. Uff., 19 gennaio, n. 14) pel risanamento della città di Napoli. UMBERTO I Per grazia di Dio e per volontà della Nazione RE D'ITALIA

Dettagli

RELAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE AL RENDICONTO DI GESTIONE

RELAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE AL RENDICONTO DI GESTIONE COMUNE DI VIGNOLA FALESINA (Provincia di Trento) Fraz. Vignola 12 38050 VIGNOLA FALESINA Tel. 0461/533445 Fax 0461/510518 RELAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE AL RENDICONTO DI GESTIONE 2012 Allegata alla delibera

Dettagli

AVVERTENZE PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO F23

AVVERTENZE PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO F23 AVVERTENZE PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO F23 Il presente modello va utilizzato per il pagamento di tasse imposte sanzioni pecuniarie e somme dovute a seguito di contravvenzioni verbali-ingiunzioni ecc.;

Dettagli

MODELLO DI PAGAMENTO: TASSE, IMPOSTE, SANZIONI E ALTRE ENTRATE

MODELLO DI PAGAMENTO: TASSE, IMPOSTE, SANZIONI E ALTRE ENTRATE TASSE IMPOSTE SANZIONI COG DENOMINAZIONE O RAGIONE SOCIALE COG DENOMINAZIONE O RAGIONE SOCIALE (DA COMPILARE A CURA DEL CONCESSIONARIO DELLA BANCA O DELLE POSTE) FIRMA Autorizzo addebito sul conto corrente

Dettagli

(5) Comma 2 dell art. 56 del D. Lgs. 15 dicembre 1007, n. 446 - Imposta provinciale di trascrizione.- vedi nota 1

(5) Comma 2 dell art. 56 del D. Lgs. 15 dicembre 1007, n. 446 - Imposta provinciale di trascrizione.- vedi nota 1 NOTE (1) Art. 56 del D. Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 - Imposta provinciale di trascrizione 1. Le province possono, con regolamento adottato a norma dell'articolo 52, istituire l'imposta provinciale sulle

Dettagli

COMUNE DI ODALENGO PICCOLO

COMUNE DI ODALENGO PICCOLO COMUNE DI ODALENGO PICCOLO Provincia di Alessandria REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELL IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA (IMU) INDICE Art. 1 - Oggetto del regolamento, finalità ed ambito di applicazione Art.

Dettagli

REGNI e CODICI PREUNITARI E evidente che un indagine sulla legislazione della Restaurazione può facilmente risolversi in uno studio frammentario

REGNI e CODICI PREUNITARI E evidente che un indagine sulla legislazione della Restaurazione può facilmente risolversi in uno studio frammentario REGNI e CODICI PREUNITARI E evidente che un indagine sulla legislazione della Restaurazione può facilmente risolversi in uno studio frammentario sulla normativa dei singoli ordinamenti della penisola.

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO. relativo ai

FOGLIO INFORMATIVO. relativo ai FOGLIO INFORMATIVO relativo ai MUTUI destinati ad estinguere precedenti finanziamenti, con SURROGAZIONE NELLE GARANZIE concesse a favore della banca finanziatrice originaria INFORMAZIONI SULLA BANCA Cassa

Dettagli

CASA E LAVORO: LE PRIORITÀ CONDIVISE

CASA E LAVORO: LE PRIORITÀ CONDIVISE La trasparenza nelle Istituzioni: FACCIAMO IL PUNTO SULL ATTIVITÀ DI GOVERNO Aggiornato al 28 agosto 2013 IL GOVERNO LETTA E LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO: CASA E LAVORO: LE PRIORITÀ CONDIVISE Nelle pagine

Dettagli

Trasferimenti erariali correnti agli Enti Locali

Trasferimenti erariali correnti agli Enti Locali Cod. ISTAT INT 00023 AREA: Amministrazioni pubbliche e Servizi sociali Settore di interesse: Istituzioni Pubbliche e Private Trasferimenti erariali correnti agli Enti Locali Titolare: Dipartimento per

Dettagli

8.2 Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF)

8.2 Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) I TRIBUTI 89 APPROFONDIMENTI IL CODICE TRIBUTO Ogni pagamento effettuato con i modelli F23 o F24 deve essere identificato in modo preciso, abbinando a ogni versamento un codice di tributo. Nella tabella

Dettagli

Cassa Rurale Olle-Samone-Scurelle

Cassa Rurale Olle-Samone-Scurelle INFORMAZIONI SULLA BANCA/INTERMEDIARIO Cassa Rurale Olle-Samone-Scurelle Banca di Credito Cooperativo Sede legale: Viale IV Novembre, 20 Tel. 0461788511 fax. 0461752787 E-mail: info@cr-cross.net Sito:

Dettagli

Risorgimento e Unità d'italia

Risorgimento e Unità d'italia Risorgimento e Unità d'italia Il Risorgimento è il periodo in cui i territori italiani ottengono nuovamente l'unità nazionale che l'italia aveva perso con la caduta dell'impero romano. Durante il Risorgimento

Dettagli

COMUNE DI VERUNO IMPOSTE E TASSE ANNO 2014 - VADEMECUM

COMUNE DI VERUNO IMPOSTE E TASSE ANNO 2014 - VADEMECUM COMUNE DI VERUNO IMPOSTE E TASSE ANNO 2014 - VADEMECUM Il Sindaco Gualtiero Pastore comunica, spiegando, il pagamento imposte e tasse per l anno 2014: Il Consiglio Comunale del 24.9.2014 ha approvato le

Dettagli

COMUNE DI ACQUAVIVA DELLE FONTI (PROVINCIA DI BARI)

COMUNE DI ACQUAVIVA DELLE FONTI (PROVINCIA DI BARI) COMUNE DI ACQUAVIVA DELLE FONTI (PROVINCIA DI BARI) GLOSSARIO DEI TERMINI MAGGIORMENTE USATI NEL BILANCIO DI PREVISIONE Il bilancio degli enti locali è tradizionalmente suddiviso tra parte corrente e parte

Dettagli

I TIPI DI MUTUO E I LORO RISCHI. Mutuo a tasso fisso. Mutuo a tasso variabile. FOGLIO INFORMATIVO Mutuo Casa Socio

I TIPI DI MUTUO E I LORO RISCHI. Mutuo a tasso fisso. Mutuo a tasso variabile. FOGLIO INFORMATIVO Mutuo Casa Socio RISERVATO AI SOCI DELLA CASSA RURALE ALTO GARDA INFORMAZIONI SULLA BANCA/INTERMEDIARIO CASSA RURALE ALTO GARDA Banca di Credito Cooperativo - Società Cooperativa Sede Legale ARCO (TN) Viale delle Magnolie,

Dettagli

Informazioni fiscali. Tasse

Informazioni fiscali. Tasse Informazioni fiscali Tasse Costi aggiuntivi nell acquisto di una proprietà in Italia Una varietà di tasse (anche chiamati costi di chiusura o di completamento) devono essere pagate quando comprate una

Dettagli

COMUNE DI ALBAIRATE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL IMPOSTA UNICA COMUNALE IUC -

COMUNE DI ALBAIRATE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL IMPOSTA UNICA COMUNALE IUC - COMUNE DI ALBAIRATE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL IMPOSTA UNICA COMUNALE IUC - Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 27 del 05/09/2014 INDICE PARTE PRIMA Disciplina generale della IUC PARTE

Dettagli

TRASFERIMENTI FINANZIARI AI COMUNI «IERI, OGGI E DOMANI»

TRASFERIMENTI FINANZIARI AI COMUNI «IERI, OGGI E DOMANI» TRASFERIMENTI FINANZIARI AI COMUNI «IERI, OGGI E DOMANI» Prefettura Ufficio Territoriale del Governo di Avellino a cura del dr. Pasquale Trocchia Dirigente del Ministero dell Interno Responsabile delle

Dettagli

TASI: Guida alla Tassa sui Servizi Indivisibili

TASI: Guida alla Tassa sui Servizi Indivisibili 2 TASI: Guida alla Tassa sui Servizi Indivisibili La prima casa La TASI è, dopo la cancellazione dell IMU, l unica imposta sul valore dell immobile che viene pagata dal contribuente a livello comunale.

Dettagli

PER QUALI IMMOBILI SI PAGA

PER QUALI IMMOBILI SI PAGA L art. 13 del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011 cd Manovra Monti o decreto salva Italia convertito con modificazioni dalla Legge n. 214 del 22 dicembre 2011 - ha anticipato l istituzione dell Imposta

Dettagli

LA NUOVA ATTIVITA DI ACCERTAMENTO ICI, TARSU E COLLABORAZIONE CON L AGENZIA DELLE ENTRATE. di Cesare Cava

LA NUOVA ATTIVITA DI ACCERTAMENTO ICI, TARSU E COLLABORAZIONE CON L AGENZIA DELLE ENTRATE. di Cesare Cava LA NUOVA ATTIVITA DI ACCERTAMENTO ICI, TARSU E COLLABORAZIONE CON L AGENZIA DELLE ENTRATE di Cesare Cava L attività di accertamento dei tributi locali e la collaborazione con l Agenzia delle Entrate per

Dettagli

Cosa c è in questa guida

Cosa c è in questa guida Cosa c è in questa guida? Le domande di base 3 passi per scegliere il mutuo >> Dalla richiesta alla stipula 2 3 12 i diritti del cliente 14! Le attenzioni del cliente 17 Aalla Z Il mutuo 19 dalla Memo

Dettagli

BILANCIO DELL'ANNO 2007 - ENTRATE

BILANCIO DELL'ANNO 2007 - ENTRATE BILANCIO DELL'ANNO 2007 - ENTRATE Avanzo di amministrazione 1.000.00 Entrate tributarie (titolo I) 63.778.705,00 Entrate da trasferimenti (titolo II) 15.725.005,58 Entrate extratributarie (titolo III)

Dettagli

Materiale di Storia per una prova interdisciplinare sui tributi. di A. Lalomia. Premessa -----------------------

Materiale di Storia per una prova interdisciplinare sui tributi. di A. Lalomia. Premessa ----------------------- Materiale di Storia per una prova interdisciplinare sui tributi. di A. Lalomia Premessa Si propongono di seguito venticinque items di Storia da utilizzare per una prova interdisciplinare sui tributi. In

Dettagli

MATEMATICA FINANZIARIA

MATEMATICA FINANZIARIA MATEMATICA FINANZIARIA INTERESSE SEMPLICE Calcolo dell interesse 1. Un capitale di 3.400 fu impiegato per 3 mesi al tasso del 5%. Qual è l interesse prodotto? 2. Un capitale di 1.725 venne impiegato per

Dettagli

speciale Lordo Netto 2013 In vigore dal 1 gennaio 2013 (a cura di Gianfranco Serioli)

speciale Lordo Netto 2013 In vigore dal 1 gennaio 2013 (a cura di Gianfranco Serioli) 2013 Maggio Lordo Netto 2013 In vigore dal 1 gennaio 2013 (a cura di Gianfranco Serioli) Note introduttive Tabella Lordo Netto 2013 Il contributo di solidarietà Introdotto con il Dl n. 138/2011 (legge

Dettagli

Osservatorio sui Bilanci delle Autonomie Locali

Osservatorio sui Bilanci delle Autonomie Locali Osservatorio sui Bilanci delle Autonomie Locali GUIDA ALLA LETTURA DEI BILANCI COMUNALI L esame dei bilanci dei Comuni può costituire un utile strumento di analisi e di supporto all elaborazione di linee

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA (REGOLAMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE IN DATA 30.10.2012 CON DELIBERAZIONE N. 60/121562) INDICE Art. 1 Oggetto..pag. 3 Art. 2 Abitazione

Dettagli

Affitto di azienda con fabbricati strumentali di Raffaele Trabace

Affitto di azienda con fabbricati strumentali di Raffaele Trabace e registro Affitto di azienda con fabbricati strumentali di Raffaele Trabace L affitto di azienda (o di ramo di azienda) si considera prestazione di servizi ai fini ai sensi dell art. 3, comma secondo,

Dettagli

IL FINANZIAMENTO DEI LIVELLI INFERIORI DI GOVERNO IN ITALIA

IL FINANZIAMENTO DEI LIVELLI INFERIORI DI GOVERNO IN ITALIA Bosi (a cura di), Corso di scienza delle finanze, Il Mulino, 2010 1 Capitolo IV. IL FINANZIAMENTO DEI LIVELLI INFERIORI DI GOVERNO IN ITALIA Rapporti tra Stato e - Regioni - Enti locali (Comuni, Province,

Dettagli

PROVINCIA DI RAVENNA: I COSTI DELLA POLITICA E LA SPESA DI PROVINCIA E COMUNI

PROVINCIA DI RAVENNA: I COSTI DELLA POLITICA E LA SPESA DI PROVINCIA E COMUNI PROVINCIA DI RAVENNA: I POLITICA E LA SPESA DI PROVINCIA E PREMESSA Il tema dei costi della politica e della qualità della spesa pubblica assume una importanza strategica, in momento come quello attuale

Dettagli

10. L'irpef: aliquote e detrazioni

10. L'irpef: aliquote e detrazioni 1 di 7 21/05/2010 16.56 10. L'irpef: aliquote e detrazioni Dal 1 gennaio 2007 è in vigore un nuovo sistema di determinazione dell'irpef che, rispetto al precedente, è caratterizzato da: nuovi scaglioni

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. 1 Il riferimento è alla definizione di reddito complessivo comprensiva dei redditi di immobili ad uso abitativo dati in

COMUNICATO STAMPA. 1 Il riferimento è alla definizione di reddito complessivo comprensiva dei redditi di immobili ad uso abitativo dati in COMUNICATO STAMPA Il Dipartimento delle Finanze pubblica le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) relative all'anno d'imposta 2011, a sei mesi dal termine di presentazione

Dettagli

Saldo IMU prima casa

Saldo IMU prima casa Saldo IMU prima casa martedì, 3 dicembre 2013 Per introdurre un ipotesi di esenzione si sono susseguiti durante l ultima settimana di novembre ripetuti annunci che presentavano diverse configurazioni di

Dettagli

DAL CALCOLO DELL IMPOSTA AL CONGUAGLIO

DAL CALCOLO DELL IMPOSTA AL CONGUAGLIO DAL CALCOLO DELL IMPOSTA AL CONGUAGLIO IL MODELLO 730-3: La STRUTTURA e i DATI IDENTIFICATIVI. Le sezioni del prospetto di liquidazione 730-3 Il risultato dell elaborazione dei dati esposti nel modello

Dettagli

I TIPI DI MUTUO E I LORO RISCHI. Mutuo a tasso variabile. Altro. Rischi specifici legati alla tipologia di contratto

I TIPI DI MUTUO E I LORO RISCHI. Mutuo a tasso variabile. Altro. Rischi specifici legati alla tipologia di contratto INFORMAZIONI SULLA BANCA/INTERMEDIARIO CASSA RURALE DI PERGINE Banca di Credito Cooperativo Società Cooperativa Piazza Gavazzi 5-38057 PERGINE VALSUGANA (tn) Tel.: 0461/500111- Fax: 0461/531146 Email:

Dettagli

PRESUPPOSTO IMPOSITIVO DELL IMPOSTA DI REGISTRO E DELLE ALTRE IMPOSTE INDIRETTE

PRESUPPOSTO IMPOSITIVO DELL IMPOSTA DI REGISTRO E DELLE ALTRE IMPOSTE INDIRETTE 1 PRESUPPOSTO IMPOSITIVO DELL IMPOSTA DI REGISTRO E DELLE ALTRE IMPOSTE INDIRETTE DPR 131/86 1 Prassi C.M. 11.7.91 n. 37; Circ. Agenzia delle Entrate 22.1.2008 n. 3 Giurisprudenza Cass. 5.2.90 n. 1963

Dettagli

LEGGE 18 ottobre 1955, n. 908

LEGGE 18 ottobre 1955, n. 908 LEGGE 18 ottobre 1955, n. 908 (Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 245, del 22 ottobre 1955) COSTITUZIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER INIZIATIVE ECONOMICHE NEL TERRITORIO DI TRIESTE E NELLA

Dettagli

Relazione al bilancio di previsione Comune di Spilamberto (MO)

Relazione al bilancio di previsione Comune di Spilamberto (MO) febbraio 9 Relazione al bilancio di previsione 2015 Comune di Spilamberto (MO) 1. Il bilancio Il Bilancio di Previsione è il documento di programmazione e controllo dell'ente; deve assolvere contemporaneamente

Dettagli

CHE COS È IL MUTUO GARANTITO DA IPOTECA PER L ACQUISTO DELL ABITAZIONE PRINCIPALE

CHE COS È IL MUTUO GARANTITO DA IPOTECA PER L ACQUISTO DELL ABITAZIONE PRINCIPALE INFORMAZIONI SULLA BANCA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI TRIUGGIO E DELLA VALLE DEL LAMBRO Soc. Coop. Via S. Biffi 8 20050 Triuggio (MB) Tel.: 036292331 Fax: 03629233352 e-mail: bccvalledellambro@bccvalledellambro.it

Dettagli

COMUNE DI FOGGIA I.U.C. Imposta Unica Comunale 2015 L AMMINISTRAZIONE COMUNALE

COMUNE DI FOGGIA I.U.C. Imposta Unica Comunale 2015 L AMMINISTRAZIONE COMUNALE COMUNE DI FOGGIA I.U.C. Imposta Unica Comunale 2015 L AMMINISTRAZIONE COMUNALE VISTO l art. 1, comma 639 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, che ha istituito, a decorrere dal 1 gennaio 2014, l imposta

Dettagli

RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA DA ALLEGARSI AL BILANCIO DI PREVISIONE 2014

RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA DA ALLEGARSI AL BILANCIO DI PREVISIONE 2014 COMUNE DI CORTANDONE Provincia di Asti RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA DA ALLEGARSI AL BILANCIO DI PREVISIONE 2014 PREMESSA Il Comune di Cortandone ha una popolazione residente al 31/12/2013 di

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA SENATO DELLA REPUBBLICA X LEGISLATURA N. 471/21 ANNESSO 6 DISEGNO DI LEGGE presentato dal Ministro del Tesoro (AMATO) di concerto col Ministro del Bilancio e della Programmazione Economica (COLOMBO) Bilancio

Dettagli

ESENZIONE DALL IMPOSTA DI BOLLO (DPR 642/72 e successive modificazioni)

ESENZIONE DALL IMPOSTA DI BOLLO (DPR 642/72 e successive modificazioni) ESENZIONE DALL IMPOSTA DI BOLLO (DPR 642/72 e successive modificazioni) Casi di esenzione dall imposta di bollo: per ottenere certificati in carta libera (con il solo pagamento dei diritti di segreteria

Dettagli

COMUNE DI POGGIBONSI. Provincia di Siena REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL TRIBUTO PER I SERVIZI INDIVISIBILI (TASI)

COMUNE DI POGGIBONSI. Provincia di Siena REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL TRIBUTO PER I SERVIZI INDIVISIBILI (TASI) COMUNE DI POGGIBONSI Provincia di Siena REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL TRIBUTO PER I SERVIZI INDIVISIBILI (TASI) ANNO 2014 INDICE Art. 1 - Oggetto Art. 2 - Soggetto attivo Art. 3 Presupposto impositivo

Dettagli

Le entrate sulle quali la Provincia può contare per il proprio funzionamento sono costituite da contributi e trasferimenti; imposte e tasse; proventi

Le entrate sulle quali la Provincia può contare per il proprio funzionamento sono costituite da contributi e trasferimenti; imposte e tasse; proventi Le entrate sulle quali la Provincia può contare per il proprio funzionamento sono costituite da contributi e trasferimenti; imposte e tasse; proventi dei servizi. Quelle per gli investimenti derivano da

Dettagli

Regione Campania DISCIPLINA E REGIME TRIBUTARIO

Regione Campania DISCIPLINA E REGIME TRIBUTARIO Regione Campania COMMISSIONE D ESAME PER L ACCESSO ALL ATTIVITA DI CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO EX ART. 5 LEGGE 264/91 ANNO 2002 DISCIPLINA E REGIME TRIBUTARIO E01 Che cosa s intende

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA N. 225 DISEGNO DI LEGGE d'iniziativa dei senatori MUZIO, MARINO e PAGLIARULO COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 15 GIUGNO 2001 Norme in materia di opere idrauliche di

Dettagli

La politica dell entrata

La politica dell entrata La politica dell entrata Le entrate dello Stato si classificano in: 1.Entrate tributarie: rappresentano la parte più consistente delle entrate statali e sono costituite da: Imposte=sono prelievi obbligatori

Dettagli

21/02/ 14 Agenzia Entrate Circolare n.2 Chiarimenti in tema di Riforma dell imposta di registro

21/02/ 14 Agenzia Entrate Circolare n.2 Chiarimenti in tema di Riforma dell imposta di registro 21/02/ 14 Agenzia Entrate Circolare n.2 Chiarimenti in tema di Riforma dell imposta di registro L Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 2/E del 21 febbraio 2014 che fornisce le istruzioni e

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL TRIBUTO SUI SERVIZI INDIVISIBILI (TASI)

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL TRIBUTO SUI SERVIZI INDIVISIBILI (TASI) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL TRIBUTO SUI SERVIZI INDIVISIBILI (TASI) Art. 1 - Oggetto 1. Il presente Regolamento, adottato nell'ambito della potestà prevista dall articolo 52 del D.Lgs. del 15 dicembre

Dettagli

COMUNE DI TRIVENTO (Provincia di Campobasso) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA

COMUNE DI TRIVENTO (Provincia di Campobasso) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA COMUNE DI TRIVENTO (Provincia di Campobasso) REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA Approvato con delibera del Consiglio Comunale n.45 del 31-10-2012 INDICE Art. 1 - Oggetto del

Dettagli

APPENDICI APPENDICI 67

APPENDICI APPENDICI 67 APPENDICI APPENDICI 67 RELAZIONE SUL CONTO CONSOLIDATO DI CASSA DELLE AA.PP. AL 30 GIUGNO 2015 68 APPENDICI Appendice A IL BILANCIO DELLO STATO CONSISTENZA, STRUTTURA E SMALTIMENTO DEI RESIDUI A.1 Situazione

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato CAPEZZONE

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato CAPEZZONE Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2397 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato CAPEZZONE Riforma della disciplina delle tasse automobilistiche e altre disposizioni concernenti

Dettagli

PRIMA PARTE Dalla Relazione sulla gestione al bilancio di Alfa spa al 31/12/2014 si desumono le seguenti informazioni:

PRIMA PARTE Dalla Relazione sulla gestione al bilancio di Alfa spa al 31/12/2014 si desumono le seguenti informazioni: Svolgimento a cura di Lucia Barale Pag. 1 a 13 Esame di Stato 2015 Istituto Tecnico - Settore economico Indirizzi: Amministrazione, Finanza e Marketing e Articolazione Sistemi informativi aziendali Svolgimento

Dettagli

2. QUADRO RL ALTRI REDDITI

2. QUADRO RL ALTRI REDDITI 2. QUADRO RL ALTRI REDDITI Generalità SEZIONE I - A REDDITI DI CAPITALE Vedere in APPENDICE la voce Utili prodotti all estero Questo quadro è composto da tre sezioni: Sezione I riservata ai redditi di

Dettagli

BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2014

BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2014 BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2014 DOCUMENTI ALLEGATI: Allegato 1 CONTO DEL BILANCIO COMPRENDENTE IL RENDICONTO FINANZIARIO DECISIONALE Allegato 1/A CONTO DEL BILANCIO COMPRENDENTE IL RENDICONTO FINANZIARIO

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Premessa... TASSAZIONE DEI REDDITI PARTE PRIMA

INDICE SOMMARIO. Premessa... TASSAZIONE DEI REDDITI PARTE PRIMA INDICE SOMMARIO Premessa... XVII PARTE PRIMA TASSAZIONE DEI REDDITI CAPITOLO 1 I REDDITI DELLE PERSONE FISICHE 1. Introduzione... 3 2. I soggetti passivi residenti in Italia: nozione di residenza delle

Dettagli

La Rivoluzione inglese

La Rivoluzione inglese La Rivoluzione inglese I conflitti tra monarchia inglese e parlamento PREMESSA 1215 il re inglese Giovanni senza terra è costretto a concedere la Magna Charta Libertatum Il re non poteva chiedere nuove

Dettagli

I TIPI DI MUTUO E I LORO RISCHI. Mutuo a tasso fisso. Mutuo a tasso variabile. FOGLIO INFORMATIVO Mutuo Casa Tasso BCE

I TIPI DI MUTUO E I LORO RISCHI. Mutuo a tasso fisso. Mutuo a tasso variabile. FOGLIO INFORMATIVO Mutuo Casa Tasso BCE INFORMAZIONI SULLA BANCA/INTERMEDIARIO FOGLIO INFORMATIVO Mutuo Casa Tasso BCE CASSA RURALE ALTO GARDA Banca di Credito Cooperativo - Società Cooperativa Sede Legale ARCO (TN) Viale delle Magnolie, 1 Tel:

Dettagli

Studio Galeotti Flori - Firenze. Dott. Stefano Berti

Studio Galeotti Flori - Firenze. Dott. Stefano Berti COMPIUTI NELL AMBITO DI PROCEDURE FALLIMENTARI ED I PROVVEDIMENTI DI AGGIUDICAZIONE, ANCHE IN SEDE DI SCIOGLIMENTO DI COMUNIONI; LA TASSAZIONE DEGLI EVENTUALI CONGUAGLI Firenze, 25 marzo 2015 1 IMPOSTA

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO. relativo al MUTUO SPRINT destinato ai Giovani Soci (età 18-35 anni), solo per acquisto e/o ristrutturazione prima casa

FOGLIO INFORMATIVO. relativo al MUTUO SPRINT destinato ai Giovani Soci (età 18-35 anni), solo per acquisto e/o ristrutturazione prima casa FOGLIO INFORMATIVO relativo al MUTUO SPRINT destinato ai Giovani Soci (età 18-35 anni), solo per acquisto e/o ristrutturazione prima casa GARANTITO DA IPOTECA PER L ACQUISTO DELL ABITAZIONE PRINCIPALE

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE.

REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE. REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE. Art. 1 Oggetto del regolamento. Il presente Regolamento è diretto ad individuare, in via sperimentale, per un anno, i criteri unificati

Dettagli

LE GUIDE DELLA BANCA D ITALIA. Il mutuo per la casa. in parole semplici

LE GUIDE DELLA BANCA D ITALIA. Il mutuo per la casa. in parole semplici LE GUIDE DELLA BANCA D ITALIA Il mutuo per la casa in parole semplici Cosa c è in questa guida? Le domande di base 3 passi per scegliere il mutuo >> Dalla richiesta alla stipula 2 3 12 i diritti del cliente

Dettagli

Schema di Dlgs in materia di federalismo fiscale municipale. A cura dell Ufficio fisco e politiche di bilancio Spi - Cgil nazionale

Schema di Dlgs in materia di federalismo fiscale municipale. A cura dell Ufficio fisco e politiche di bilancio Spi - Cgil nazionale Schema di Dlgs in materia di federalismo fiscale municipale A cura dell Ufficio fisco e politiche di bilancio Spi - Cgil nazionale Art. 1 devoluzione ai comuni della fiscalità immobiliare In attuazione

Dettagli

LA TASSAZIONE DEI REDDITI IMMOBILIARI

LA TASSAZIONE DEI REDDITI IMMOBILIARI LA TASSAZIONE DEI REDDITI IMMOBILIARI Dott. Comm. Filippo Ceccarelli Redditi fondiari Sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono

Dettagli

Bologna, 29 maggio 2013 Lucio Agrimano (*) Direzione Regionale dell'emilia Romagna Settore Servizi e Consulenza Ufficio Gestione Tributi

Bologna, 29 maggio 2013 Lucio Agrimano (*) Direzione Regionale dell'emilia Romagna Settore Servizi e Consulenza Ufficio Gestione Tributi Le principali novità in materia di tassazione dei redditi fondiari Bologna, 29 maggio 2013 Lucio Agrimano (*) Direzione Regionale dell'emilia Romagna Settore Servizi e Consulenza Ufficio Gestione Tributi

Dettagli

LA LEGGE DI STABILITA 2014

LA LEGGE DI STABILITA 2014 Numero circolare 1 Data 20/01/2014 LA LEGGE DI STABILITA 2014 Abstract: Rif.to normativo: Recentemente è stata pubblicata sulla G.U. la Finanziaria 2014, c.d. Legge di stabilità 2014, che tra le principali

Dettagli

REGOLAMENTO DEL COMUNE DI DEIVA MARINA PER LA DISCIPLINA DEL TRIBUTO PER I SERVIZI INDIVISIBILI (TASI)

REGOLAMENTO DEL COMUNE DI DEIVA MARINA PER LA DISCIPLINA DEL TRIBUTO PER I SERVIZI INDIVISIBILI (TASI) REGOLAMENTO DEL COMUNE DI DEIVA MARINA PER LA DISCIPLINA DEL TRIBUTO PER I SERVIZI INDIVISIBILI (TASI) Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 27 del 28/03/2014 INDICE Art. 1 Oggetto Art. 2 Soggetto

Dettagli

TABELLA DI CORRISPONDENZA TRA POSTE PATRIMONIALI NELLA NUOVA CLASSIFICAZIONE SEC 95 E RELATIVA CODIFICA MECCANOGRAFICA

TABELLA DI CORRISPONDENZA TRA POSTE PATRIMONIALI NELLA NUOVA CLASSIFICAZIONE SEC 95 E RELATIVA CODIFICA MECCANOGRAFICA Allegato n.1 TABELLA DI CORRISPONDENZA TRA POSTE PATRIMONIALI NELLA NUOVA CLASSIFICAZIONE SEC 95 E RELATIVA CODIFICA MECCANOGRAFICA AA ATTIVITA' FINANZIARIE AA AA Oro e argento monetario e diritti speciali

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO relativo al MUTUO IPOTECARIO PRIMA CASA

FOGLIO INFORMATIVO relativo al MUTUO IPOTECARIO PRIMA CASA INFORMAZIONI SULLA BANCA FOGLIO INFORMATIVO relativo al MUTUO IPOTECARIO PRIMA CASA Cassa Rurale ed Artigiana Banca di Credito Cooperativo di FISCIANO Soc. Coop. a.r.l. Sede legale in Fisciano (SA), fraz.

Dettagli

INFORMAZIONI SULLA BANCA

INFORMAZIONI SULLA BANCA INFORMAZIONI SULLA BANCA Banca di Credito Cooperativo di BUCCINO Società Cooperativa fondata nel 1982 Sede legale in Buccino, Piazza Mercato Loc. Borgo, cap. 84021 Tel.: 0828-752200 Fax: 0828-952377 [e-mail

Dettagli

COMUNE DI SENIGALLIA IMPOSTA UNICA COMUNALE (IUC) ANNO 2015 ISTRUZIONI PAGAMENTO ACCONTO IMU E TASI E DICHIARAZIONE IMU 2014

COMUNE DI SENIGALLIA IMPOSTA UNICA COMUNALE (IUC) ANNO 2015 ISTRUZIONI PAGAMENTO ACCONTO IMU E TASI E DICHIARAZIONE IMU 2014 COMUNE DI SENIGALLIA Ufficio Tributi e Canoni IMPOSTA UNICA COMUNALE (IUC) ANNO 2015 ISTRUZIONI PAGAMENTO ACCONTO IMU E TASI E DICHIARAZIONE IMU 2014 L art. 1, comma 639, della Legge 27 dicembre 2013,

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO. relativo ai MUTUI GARANTITI DA IPOTECA PER L ACQUISTO DELL ABITAZIONE PRINCIPALE

FOGLIO INFORMATIVO. relativo ai MUTUI GARANTITI DA IPOTECA PER L ACQUISTO DELL ABITAZIONE PRINCIPALE FOGLIO INFORMATIVO relativo ai MUTUI GARANTITI DA IPOTECA PER L ACQUISTO DELL ABITAZIONE PRINCIPALE La Banca aderisce all Accordo Europeo relativo al Codice di condotta volontario in materia di informativa

Dettagli

ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI BOLOGNA

ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI BOLOGNA ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI BOLOGNA BILANCIO ANNUALE DI 2009 -Preventivo finanziario gestionale -Preventivo economico -Relazione del Tesoriere al Bilancio di previsione

Dettagli

3 pilastro, previdenza privata Assicurazioni sulla vita

3 pilastro, previdenza privata Assicurazioni sulla vita 3 pilastro, previdenza privata Assicurazioni sulla vita Il 3 pilastro o previdenza privata rientra nella sfera di responsabilità del singolo. Integra le prestazioni dei primi due pilastri e colma eventuali

Dettagli

L AUMENTO DELLA TASSAZIONE IMMOBILIARE IN ITALIA COME PATRIMONIALE STRAORDINARIA DEL 25% DEL PIL

L AUMENTO DELLA TASSAZIONE IMMOBILIARE IN ITALIA COME PATRIMONIALE STRAORDINARIA DEL 25% DEL PIL L AUMENTO DELLA TASSAZIONE IMMOBILIARE IN ITALIA COME PATRIMONIALE STRAORDINARIA DEL 25% DEL PIL di Francesco Forte 20 febbraio 2014 La tassazione degli immobili OCSE Stato o Zona Anno Imposte proprietà

Dettagli

STUDIO CASTELLI PROFESSIONISTI ASSOCIATI

STUDIO CASTELLI PROFESSIONISTI ASSOCIATI STUDIO CASTELLI PROFESSIONISTI ASSOCIATI Varese, 20 Gennaio 2014 OGGETTO : Legge 27.12.2013 nr. 147 Legge di stabilità 2014 pubblicata sulla G.U. nr. 302 del 27.12.2013 S.O. n.87. È stata approvata la

Dettagli

Corso di Economia Pubblica Lezione 2 - IRPEF

Corso di Economia Pubblica Lezione 2 - IRPEF (materiale gentilmente concesso dalla Prof.ssa Alessandra Casarico) Corso di Economia Pubblica Lezione 2 - IRPEF Prof. Paolo Buonanno paolo.buonanno@unibg.it Schema dell IRPEF T=t(Y-d)-f Reddito complessivo

Dettagli