n. 1 Saluto al nuovo A.D. Fabrizio Viola NOVEMBRE 2008

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1 NOVEMBRE 2008 n. 1 ASSOCIAZIONE AZIONISTI PER LO SVILUPPO DELLA BANCA POPOLARE DELL EMILIA-ROMAGNA Saluto al nuovo A.D. Fabrizio Viola La nostra ASSOCIAZIONE saluta con favore la nomina alla carica di Amministratore delegato del Dottor Fabrizio Viola. Auspica che il nuovo Amministratore delegato possa operare con la dovuta serenità, senza subire condizionamenti figli del passato e venga lasciato libero di conformare proposte e scelte strategiche all esclusivo interesse della Banca. In questo senso e con questa speranza gli formuliamo i migliori auguri di buon lavoro. IL COMITATO DIRETTIVO DELLA ASSOCIAZIONE 2 IL VALORE DELLA AZIONE: ERRORI DI STRATEGIA E RIMEDI DA ADOTTARE - Avv. Prof. Gianpiero Samorì Presidente associazione BPERFUTURA - 5 Il GLOSSARIO: NOTIZIE UTILI A COMPRENDERE I DATI DI BILANCIO E I TERMINI TECNICI DI PIU FREQUENTE USO - Dott. Lorenzo Bertarini - Modena - 3 I COMPENSI DI AMMINISTRATORI E SINDACI DEL GRUPPO BANCARIO POPOLARE DELL EMILIA ROMAGNA 6 LA DEMOCRAZIA ECONOMICA NEL SISTEMA PRODUTTIVO - Dott. Bonfiglio Mariotti - Rimini - - On. Livio Filippi - Modena - 4 GLI AMMINISTRATORI DELLA BANCA POPOLARE DELL EMILIA ROMAGNA E I LORO AFFIDAMENTI (ALL ANTICA: DEBITI) VERSO LA BANCA CHE AMMINISTRANO - Dott. Per Lorenzo Costa - Forlì - 7 I DIPENDENTI, IL VERO VALORE DEL GRUPPO BPER - Dott. Riccardo Rubbiani - Modena - GLI ERRORI DA NON RIPETERE UN SALVAGENTE ALLE BANCHE ITALIANE Prof. Demetrio Morabito Pontificia Università di Roma - DOMANDE SENZA RISPOSTA - Hermes Grappi - Reggio Emilia Prof. Demetrio Morabito Pontificia Università di Roma - NOTIZIE UTILI PER I SOCI: IL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO IN SCADENZA AL Dott. Lorenzo Bertarini - Modena -

2 Il valore della azione: errori di strategia e rimedi da adottare. Nella scorsa assemblea di maggio la salute della nostra Banca è stata presentata ai Soci come ottima, anzi eccezionale. Un utile record, un modello consortile di cui vantarsi, un sistema federale fiore all occhiello, un management d eccezione, il valore del titolo pronto a schizzare verso l alto. Passati pochi mesi la realtà delle cose è sotto gli occhi di qualunque persona che non sia aprioristicamente prevenuta. L utile record risultava per lo più conseguente ad un incremento del margine di interesse (in pratica: puro aumento del costo del denaro) operato dalle Banche del sud, a cui speriamo non si accoppi nel tempo una impennata delle sofferenze e delle perdite su crediti. Era un utile non a tenuta e non ha tenuto, tanto è vero che nella semestrale è calato a livello consolidato del 25,21% e per la sola Banca del 19,81%. Trattasi del risultato peggiore tra le principali Banche comparabili quotate, guarda caso solo migliore di quello della Popolare di Milano. Di seguito riepilogo i dati risultanti dai bilanci semestrali consolidati pubblicati : Utile netto di pertinenza della Capogrupo: confronto 30/06/ /06/ Banca Pop Emilia Romagna -25,2% - Banco Popolare +55,0% - UBI Banca +44,2% - Banca Carige +10,4% - Credem +13,3% - Banca Popolare di Milano -45,9% Il modello consortile, ben lungi dall avere creato valore si è sfarinato come neve al sole. Su MELIORBANCA la stampa ha già scritto di tutto e di più, chiarendo che è assai dubbia la prosecuzione in autonomia del progetto industriale dopo che i suoi titoli di debito sono stati declassati al rango di titoli spazzatura. La nostra Banca ha pensato bene di lanciare un OPA per acquisirne l integrale controllo con un esborso, in caso di adesione totalitaria, di euro : solo che così facendo, oltre alla spesa, i problemi di MELIORBANCA diverranno problemi nostri!! Il paradosso è che nel frattempo il Dr. Riccardo Riccardi, consigliere di MELIORBANCA e membro del comitato esecutivo, anziché venire sostituito in ragione dei risultati non certo brillanti dell Istituto, è stato promosso e nominato anche amministratore e membro del comitato esecutivo del Banco di Sardegna. Un esempio di come l attuale gruppo dirigente intende il concetto di meritocrazia!! Su ITALEASE ormai è tutto noto, meno che il Consiglio di Amministrazione ha continuato ad erogare prestiti a questa società anche dopo il , come risulta dal bilancio ITALEASE al , che evidenzia crediti di POPOLARE EMILIA per E. 830 milioni. E sensato aver esposto la nostra banca in siffatto modo e lo è incrementare ancora la esposizione verso una Società di cui detiene solo il 6,78% del capitale?! Io avevo denunciato questa incoerenza sulla base dei dati del bilancio al che evidenziavano crediti verso ITALEASE per soli E. 687 milioni. Avevo altresì contestato l assenza di chiare e comprensibili ragioni industriali nella operazione, disponendo la nostra Banca di Società di leasing proprie (SARDA LEASING, ABF LEASING). l dr. Leoni nella assemblea del mi ha replicato che la ragione di questo investimento e della esposizione stava nella doverosa risposta ad una richiesta di intervento in solidarietà avanzata da altre Banche popolari. Risposta che si commenta da sola!! Il Sistema Federale, cioè il mantenimento della autonomia giuridica e operativa di tutte le Banche acquisite, è ormai obsoleto e generatore di costi e problemi sempre crescenti. Basti pensare che i compensi di Amministratori, Sindaci e Società di revisione delle sole Banche federate (con esclusione della Capogruppo) nel 2007 è stato pari ad Euro Una somma enorme, a cui si devono aggiungere i costi di Direttori generali, uffici di segreteria generale, uffici Soci ecc. Esso lascia inoltre aperti dei dubbi di efficienza: la distanza da Modena e la oggettiva difficoltà di esercitare i doverosi controlli non può forse facilitare l insorgere di situazioni pericolose, come quelle verificatesi a Matera che hanno originato numerosi procedimenti penali?! Il management d eccezione evidentemente non era proprio tale se l applauditissimo Amministratore delegato, vero trionfatore dell assemblea, dopo cinque mesi e quando ne mancavano solo sette alla scadenza naturale del mandato, si è spontaneamente dimesso, senza nessuna giustificazione plausibile. Il valore della azione è un nervo scoperto. Io avevo anticipato, in assemblea, che perdurando la situazione di governance e di progetto industriale proposte dall attuale vertice le nostre azioni avevano ben poche speranze di rivalutarsi ed anzi era prevedibile un brusco calo. Ebbene il titolo, ancora prima dell evidenziarsi della attuale crisi generale, era ripiegato attorno ai 10 Euro ed oggi oscilla pericolosamente sotto tale soglia, con il rischio di una ulteriore debacle in area 9/8 Euro. Ma la cosa veramente preoccupante è che il titolo cala non per eccesso di venditori, ma per pressoché totale disinteresse dei compratori. 2

3 Valgono alcuni dati: - a partire dal al la media degli scambi è stata di n azioni al giorno per un controvalore medio di soli Euro euro circa. In pratica nulla, lo 0,03% medio al giorno!!; - per contro tra gli acquirenti brillano gli amministratori che a turno continuano a comprare, sfornando quotidianamente gli internal dealing: ben 15 comunicati nel solo mese di ottobre! Le considerazioni sopra svolte mi sono sembrate utili per consentire ai Soci di comprendere le proposte che l Associazione BPER FUTURA intende portare avanti, rappresentando esse l ossatura del programma che verrà sottoposto alla prossima assemblea di bilancio. Proposte che hanno come finalità principali il miglioramento della struttura, il superamento del modello consortile, l abbandono del modello federale, il ribaricentramento in Emilia Romagna e al nord della Banca, la meritocrazia, l attenzione ai costi e l apertura al mercato. Sono queste le pre-condizioni necessarie per arrestare oggi la emorragia del titolo e per consentire un domani che le nostre azioni, quando il contesto generale si modificherà, possano finalmente esprimere quel valore di Euro ciascuna che a mio avviso rappresenta il giusto valore. Occorre però da subito adottare drastici interventi. Ne cito solo alcuni: - ritirare l OPA su MELIORBANCA, lasciando questo Istituto al suo naturale destino, chiamando gli Amministratori che l hanno gestito in passato a gestirlo anche oggi, portando l onore e l onere della qualità delle loro iniziative industriali; - cessare qualsiasi ulteriore finanziamento ad ITALEASE ed iniziare il rientro, sia pure graduale, dalla rilevantissima esposizione; - modificare immediatamente lo Statuto, adottandone uno aperto al mercato e almeno eguale a quello adottato dalla POPOLARE DI MILANO; - fondere in un unica Banca tutti gli Istituti bancari controllati, risparmiando così da subito almeno 5 milioni all anno e senz altro efficientando la gestione. Certo verrebbero meno tanti Amministratori e Sindaci e, forse, anche tanti pullman alla assemblea; ma altrettanto certamente ne beneficerebbe la funzionalità e il conto economico e quindi, in ultima istanza, tutti noi Soci. Ed altresì le risorse risparmiate potrebbero venire reinvestite in settori strategici di cui nessuno parla, primo tra tutti quello informatico. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano di queste proposte il dott. Erminio Spallanzani, capolista della lista n. 1 che ha avuto la maggioranza assoluta dei consensi e l Avv. Giovanni Battista Chiossi capolista della lista n. 3 di minoranza il cui refrain era rinnovamento nella continuità. Fino ad ora si è vista solo continuità e nessun rinnovamento; spero nell interesse dei Soci che il futuro sia diverso. Avv. Prof. Gianpiero Samorì Presidente Associazione BPER FUTURA I compensi di amministratori e sindaci del Gruppo Bancario Popolare dell Emilia Romagna. Mi ha incuriosito un fatto che un amico mi ha raccontato essere accaduto nell assemblea dei Soci dell 8 marzo scorso, per me inusuale. Durante l intervento del Prof. Samorì dalle prime file della platea si sono levati sonori e prolungati fischi nei suoi confronti. Mi sono informato da una persona che ha incarichi importanti dentro la Banca e mi ha detto che nelle prime file sono in genere seduti gli ospiti di riguardo: Amministratori e Sindaci delle Banche federate, Avvocati e Commercialisti utilizzati come abituali professionisti, appaltatori sempre presenti nei cantieri BPER ecc. ecc. Mi sono chiesto allora come fosse possibile che persone di così alto livello si lasciassero andare ad un tifo da stadio e mi è venuto il dubbio che forse potessero agire in tal modo perché sotto sotto mossi da interessi assai poco nobili. Ho quindi esaminato il Bilancio 2007 e il dubbio si è rafforzato quando mi sono reso conto che il nostro Gruppo Bancario conta complessivamente ben 143 cariche di Amministratori, ben 43 cariche di Sindaco, oltre ai Direttori generali, segretarie e segretari, Società di revisione ed altro. Un vero esercito!! E sapete quanto costa mantenere in carica tutti gli Amministratori e Sindaci della Società controllante e delle Controllate (senza contare Direttori Generali e servizi vari di segreteria delle Banche partecipate): la bellezza di oltre 9,2 milioni all anno, esclusi benefits vari che non risultano dal bilancio, come l uso di automezzi, rimborsi, pranzi, cene et similia. Beh, devo confessare che questi dati mi hanno aiutato a capire meglio come mai dalle prime file si erano levati tanti fischi: il programma di BPER FUTURA, presieduta dal Prof. Samorì, vuole uscire dal modello federale e dal modello consortile e questo significa che almeno i due terzi di Amministratori e Sindaci dovrebbero andarsene a casa. E chi ha piacere di rinunciare a tanto ben di Dio?! Quindi, mi sono detto, hanno ragione a fischiare perché al loro posto lo farei anch io. Ma è bene che i Soci sappiano che si risparmierebbero pure due terzi dei costi, che potrebbero venire girati agli stessi Soci o rimanere nel patrimonio della Banca. Allora la prossima volta, quando Lor Signori fischieranno, sarebbe bene che i Soci applaudano. Io lo farò. Dott. Bonfiglio Mariotti Rimini 3

4 Gli amministratori della Banca Popolare dell Emilia Romagna e i loro affidamenti (all antica: debiti) verso la banca che amministrano. Credo che sia giusta ed opportuna una richiesta di chiarimenti all Attuale Consiglio di Amministrazione. Ai sensi della vigente normativa nella Nota Integrativa al Bilancio, nell ambito della PARTE H relativa ai rapporti e alle operazioni con parti correlate, deve essere indicato l ammontare degli affidamenti concessi agli amministratori. Nel pieno rispetto della legalità nel Bilancio consolidato al della Banca Popolare dell Emilia Romagna (v. pag. 164) è scritto che gli impieghi degli Amministratori, Sindaci e Dirigenti e delle Società/Soggetti agli stessi riconducibili (cioè i loro debiti verso la Banca) ammontano complessivamente ad Euro _ , oltre a garanzie rilasciate nel loro interesse per euro !! Un importo di assoluto rilievo; essendo difficile ipotizzare che tutti i Consiglieri siano indebitati (ad esempio, per stare alla sala Capogruppo, il Presidente Prof. Marani è un affermato notaio, categoria notoriamente senza debiti, e così pure l Avvocato Chiossi è un noto legale, il dr. Leoni ha compensi assai rilevanti - euro nel 2007, che escludono necessità di ricorso al credito e alcuni altri Consiglieri sono finanziariamente a prova di dubbio) mi piacerebbe sapere in capo a chi il debito si concentra. Per diversi motivi. Sapere chi e per quanto è esposto aiuta a comprendere la effettiva autonomia di giudizio e la concreta libertà di esprimere opinioni divergenti. Inoltre tra i Consiglieri della Capogruppo vi è un editore di importanti mezzi di informazione puntualmente prodighi di complimenti per la attuale dirigenza e per la linea strategica prescelta dal c.d.a.. Vorrei allora essere tranquillizzato sul fatto che tutte le opinioni espresse dagli Amministratori del Gruppo siano sincere e non risentano, magari, dei generosi finanziamenti ricevuti dalla Banca. Spero di vedere esaudito il mio desiderio quanto prima, magari con un comunicato specifico. Diversamente, so già che la mia curiosità aumenterà e dovrò sobbarcarmi il gravoso compito di spulciare molti bilanci per provare da solo a dare una risposta a questa domanda, che tanti soci si pongono. Ad maiora, dunque!! Dott. Per Lorenzo Costa Forlì Gli errori da non ripetere. Per capire lo tsunami finanziario di questi giorni bisogna tornare a 20 anni fa. E scoprire la psicologia del risparmiatore. L'esperienza ha sempre insegnato a non commettere gli stessi sbagli, ma ciò non accade nel mondo finanziario, visto ciò che sta succedendo nelle ultime settimane. Si direbbe, infatti, che quando si tratta di investimenti è proprio difficile imparare dagli errori del passato. Questo lo si può affermare perché questo tsunami, partito dall'america e che sta avendo risvolti sulle piazze europee, poteva essere previsto. Sembra di rivivere un'esperienza già vissuta e nemmeno da tanto tempo. Il principio da cui deriva questa crisi è racchiuso nella parola finanziarizzazione, ossia il progressivo spostamento del risparmi delle famiglie sui titoli di Borsa. Un processo cominciato circa vent' anni fa quando i piccoli risparmiatori hanno iniziato ad investire i loro soldi in azioni che avrebbero potuto essere più redditizie rispetto alle forme di risparmio tradizionale (conti bancari, titoli di Stato). Grazie alle nuove forme di investimento e alla facilità offerta dal web, la Borsa diventa il tempio della ricchezza collettiva. Tutta l'economia ruota intorno all'andamento dei titoli e gli indici Dow Jones, Nikkei e Mib diventano i principali termometri dell'economia. Nel marzo del 2000 i titoli di società legate a Internet e alle nuove tecnologie hanno subito un calo, ma un eccesso di domanda ha fatto salire ulteriormente le loro quotazioni che sono alte così alte che qualcuno ha iniziato a vendere per guadagnare sulla plusvalenza ossia sull'incremento di valore seguito da sempre più risparmiatori. Si è venuto così a creare un effetto domino che è sfociato nel crollo dei titoli poiché nel mondo finanziario quando tutti vendono il titolo crolla. Oggi si sta ripetendo la stessa storia di otto anni fa. Gli errori commessi in passato non hanno insegnato molto e la crisi di allora ha dato il via a un'altra ondata speculativa. La banca centrale Usa, Fed, immise liquidità aumentando la possibilità per le famiglie di indebitarsi. Gli investimenti si trasferirono sul mattone poiché questi anni di poter investire i mutui erano a portata di mano forse troppo. Nell'estate del 2007 scoppia la crisi infatti l'insolvenza di troppi debitori fa sì che il sistema del credito immobiliare finisca con il perdere capitale tanto che un anno dopo i colossi del settore Fannie Mae e Freddie Mac devono essere salvati dalla bancarotta. La sopravalutazione della ricchezza finanziaria è il dato comune delle crisi dell'ultimo decennio. In molti hanno pensato che il gioco in Borsa e la possibilità di rateizzare gli acquisti di auto o case avrebbero potuto sostituire una ricchezza reale, basata sul lavoro e sulla produzione. Ed è proprio questo che fa pensare che si è imparato poco dagli errori del passato e che la possibilità di farlo è ancora lontana. Prof. Demetrio Morabito Pontificia Università di Roma 4

5 Domande senza risposta. Tutti i possessori di azioni delle banche italiane - e non solo - vivono giornate allarmanti ed agitate. Il collasso sistemico della finanza mondiale e la recessione incombente hanno posto fine anche alla normalità tradizionale delle banche, imponendo ad esse epocale discontinuità e la scelta di nuove strategie in termini di regole, indirizzo e governance. Anche la Banca Popolare dell Emilia Romagna - alla quale è doveroso riconoscere solidità, radicamento e operosità invidiabile - non potrà esimersi dall effettuare radicali scelte di rinnovamento coraggioso per adeguarsi al complesso nuovo scenario economico finanziario, conseguente ad un auspicabile ripensamento delle proprie strategie per una razionalizzazione del gruppo, superando il sistema federativo e dandosi una nuova governance. La recente fusione tra le banche Crotone e Materano, costituisce sicuramente un buon piccolo inizio. Riteniamo che la BPER sia in ritardo, avendo perso una occasione nell ultima assemblea di bilancio, allorché, pregiudizialmente, si chiuse a tutte le critiche e suggerimenti che le sono stati presentati dall Avv. Samorì, e tutt ora non esistono sufficienti garanzie che non si ripetano onerosi erro9ri come nel passato (Meliorbance e Italease). L andamento delle quotazioni dei titoli azionari delle banche popolari dimostra maledettamente che il loro attuale rischio è il medesimo di tutto il sistema. Il titolo della bper - che registra sanguinose minusvalenze - non è affatto al riparo; e il mercato Expandi non si è dimostrato di certo quell angolo protettivo di cui Leoni assicurava ogniqualvolta - spesso - si chiedeva il trasferimento del titolo al mercato principale. Oggi, inoltre, è più evidente il danno che gli azionisti della bper avrebbero subito se il progetto di matrimonio con la banca popolare di milano si fosse realizzato. Possiamo ritenere che identico programma non sarà più tentato in futuro? Alcune settimane fa abbiamo appreso la stupefacente intenzione di Leoni di attuare un OPA su Meliorbanca ad un prezzo del titolo (euro 3,20) nettamente superiore alle allora e attuali quotazioni in borsa. Operazione che chiaramente non è finalizzata allo sviluppo della bper ma piuttosto ad un oneroso tentativo di lenire i danni di un errato precedente investimento. Nell attuale situazione di crisi del credito, in un panorama finanziario disastrato e travolgente, perché investire 289 milioni di euro in tale operazione? Fortunatamente l annuncio OPA è rimasto tale e non ha avuto alcun seguito. Ciò induce a pensare in un saggio ripensamento o in un opportuno intervento della Banca d Italia. In tal caso, sarebbe un ulteriore operazione annunciata da Leoni che cade nel vuoto, come quelle dell acquisto della Banca delle Marche e il matrimonio con la Banca Popolare di Milano. Dalle ultime notizie pare che stia scemando l esigenza del Ministro del Tesoro di alzare l asticella del CORE Tier one (dall attuale media del 6% al 7% o 8%) per indurre le banche italiane ad una maggiore capitalizzazione. Se così non fosse, non è chiaro se anche la Bper - dopo la chiusura del prestito delle obbligazioni convertibili - si troverebbe nella necessità di un rafforzamento degl indici patrimoniali? L attesa pubblicazione della terza trimestrale 2008, ci fornirà dati importanti per capire se il già tradizionalmente scarso dividendo sarà ulteriormente contenuto. Personalmente sono fiducioso che la Bper sia immune dal contagio dei titoli tossici, che non possieda titoli strutturati a rischio e pure che nei conti della stessa non siano annidate contaminazioni. Vorrei però essere confortato al riguardo. Sarebbe utile informare gli azionisti sul livello (punto) del premio assicurativo CDS (Credit Default Swaps) che la Bper paga contro i rischi di insolvenza. Nell attuale panorama finanziario squassato, per evitare il diffondersi del panico contrastare la sfiducia, occorre la più ampia informazione e la massima trasparenza di cui - purtroppo - la Bper è sempre stata scarsa. Essa deve rendersi conto che, attualmente, tra i suoi azionisti esiste un grumo di interrogativi cui è opportuno rispondere. L arrivo dell ottimo dott. Viola conforta le attese e le speranze di tanti azionisti. Hermes Grappi Reggio Emilia Il glossario: notizie utili a comprendere i dati di bilancio e i termini tecnici di più frequente uso. UTILE (PERDITA) LORDO Corrisponde alla differenza tra i ricavi e i costi escluse le imposte - di competenza del periodo e rappresenta il guadagno (perdita) prodotti dalla società nel periodo di riferimento al lordo delle imposte. UTILE (PERDITA) NETTO Rappresenta il guadagno o la perdita effettivamente realizzati dall azienda nel corso dell esercizio o del periodo di riferimento e corrisponde alla differenza tra i ricavi ei costi di competenza rilevati a bilancio. L assemblea dei soci, in sede di approvazione del bilancio, decide la ripartizione dell utile eventualmente prodotto, che può essere distribuito come dividendi (salvo la quota di riserva legale) ovvero, in tutto o in parte, accantonato a riserva. 5

6 UTILE (PERDITA) CONSOLIDATO Rappresenta il guadagno o la perdita prodotti dalla società capogruppo e dalle società direttamente o indirettamente controllate o sottoposte a influenza dominante, unitariamente considerate. L utile consolidato può essere a sua volta riportato al lordo o al netto delle imposte di competenza del periodo di riferimento. L utile (perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo, infine, esprime l effettivo guadagno o perdita del periodo al netto delle quote di utili o perdite di pertinenza degli azionisti di minoranza delle altre società incluse nel perimetro di consolidamento. R.O.E. Il ROE, considerato uno dei principali indicatori di redditività di un azienda, è l acronimo di Return On Equity e corrisponde al rapporto tra utile netto del periodo considerato ed il patrimonio netto. Esprime la redditività del capitale proprio in termini di utile netto, cioè quante unità di utile netto produce l'impresa per ogni 100 unità di mezzi propri investiti. INTERNAL DEALING Gli internal dealing sono operazioni (ad esempio acquisto, vendita, sottoscrizione o scambio) relative ad azioni di società quotate o ad altri strumenti finanziari ad esse collegate poste in essere da amministratori, sindaci, dirigenti con poteri decisionali e accesso a informazioni privilegiate, azionisti rilevanti (ovvero con quote superiori al 10%) di dette società. Si configurano come internal dealing anche le operazioni effettuate da società controllate da detti soggetti, ovvero da parenti e affini (nei limiti precisati dalla normativa). La vigente normativa (T.U.F., art. 114 e Reg. Consob Emittenti, articoli dal 152-sexies al 152-octies), al fine di garantire la massima trasparenza nei confronti del mercato delle operazioni poste in essere da soggetti che, in considerazione del loro ruolo, possono aver accesso ad informazioni privilegiate, stabilisce che i soggetti sopra indicati che effettuano internal dealing sono tenuti a comunicarle alla Consob e al pubblico. Dott. Lorenzo Bertarini Modena La democrazia economica nel sistema produttivo. Le ultime gravi vicende, che hanno coinvolto il sistema bancario americano ed europeo, hanno riproposto la necessità di una regolamentazione chiara del sistema finanziario e di criteri di controllo continuativi e rigorosi. In generale, si pone la necessità di ripensare il rapporto: fra mercato e istituzioni pubbliche, iniziativa privata e organismi di controllo, fra gli erogatori di servizi e i consumatori degli stessi, siano essi imprese o cittadini. Un contributo importante alla soluzione dei problemi testè elencati, può venire dal rilancio di una problematica molto discussa nel primo dopoguerra e alla fine degli anni sessanta, in Italia, poi andata in disuso; mi riferisco al tema della democrazia economica, nella impresa e nell'intero sistema produttivo. La ritrosia a definire traguardi più avanzati di democrazia nella economia, emerge spesso nel nostro Paese analizzando le relazioni e il dibattito interni al sistema delle imprese, troppo spesso intrisi di motivazioni corporative e meno attente agli aspetti qualitativi e ai risultati della impresa. Pensiamo a questo proposito ai dibattiti astratti e ideologici sulla dimensione ottimale d' impresa o alle polemiche fra imprese a gestione differente: S.p.a., coperative, artigianato, ecc. In un sistema economico aperto ed efficiente, il pluralismo di esperienze negli assetti giuridici delle imprese e nelle loro forme di gestione, dovrebbe essere difeso e sviluppato in una competizione positiva, fra le diverse imprese e i diversi sistemi. Se poi si indaga sulla democrazia economica nella impresa, il divario fra le teorizzazioni ideali e la prassi, diventa abissale. E' difficile trovare in Italia esperienze significative, al punto di diventare emblematiche ed esempio per il sistema e si assiste ad esempi clamorosamente contradditori come quello di Unicredit, che ha propagandato e proposto come modello il proprio sistema di relazioni interne ed è recentemente incorso in una crisi di fiducia e di credibilità molto seria. A Modena la sitazione non è dissimile dal contesto generale, come dimostra anche la vicenda del rinnovo parziale del C.d.a. e la discussione sulle modifiche statutarie, della Banca Popolare della Emilia Romagna. In particolare la modifica dello statuto, poteva rappresentare una grande occasione di modernizzazione nelle rogole di democrazia interna, allo scopo di favorire al massimo la libera partecipazione dei vari soggetti, interessati al positvo sviluppo della Banca: soci, soci lavoratori, investitori istituzionali. Le proposte avanzate dalla Lista B.P.E.R. Futura andavano nella direzione di garantire la piena ed autonoma partecipazione dei diversi soggetti, portatori peraltro di interessi almeno in parte differenti, a partire dalla partecipazione certa nel Consiglio di Amministrazione dei soci lavoratori, dei soci clienti, dei fondi istituzionali. Le proposte di B.P.E.R. Futura, neanche considerate a Modena, hanno avuto miglior fortuna nell' ambito della Associazione delle Banche Popolari negli orientamenti approvati e nel dibattito che si è aperto alla Popolare di Milano, sulla modifica del proprio statuto. Quel che è certo è che a Modena si è persa una occasione importante per dare un esempio di innovazione utile per la B.P.E.R., per il sistema delle banche popolari e per l'intero sistema delle banche che si rifanno al modello coperativo, che tanti traguardi positivi ha raggiunto delle nostre zone. Livio Filippi Modena 6

7 I dipendenti, il vero valore del Gruppo BPER. Attraverso questo giornale ho l opportunità di introdurvi al vero valore di BPER, il suo personale. Ho accolto l invito perché ritengo che una persona che sa dove cercare il valore di un azienda, sia anche quella che meglio di altri può interpretarne e tradurne la crescita. Sono un ex dipendente BPER, orgoglioso di aver fatto parte di una squadra affiatata e formata da veri professionisti del mondo del credito. Una squadra composta da uomini e donne altamente formati ed espressione di quello spirito cooperativo sulle quali basi è nata la Banca popolare di Modena divenuta l attuale Gruppo BPER, tra i primi dieci Istituti italiani. Desidero in queste brevi e sentite righe mettere in evidenza il vero valore della banca, che non si può trovare sintetizzato in numeri di bilancio, ma che si deve ricercare in un corpo dipendente unito e teso al raggiungimento di un unico obiettivo, cioè la crescita costante dell azienda per cui lavorano. È bene chiarire che questa tensione non è legata a meri fini economici personali, infatti, come correttamente è stato evidenziato dal Prof. Avv. Samorì, gli stipendi dei dipendenti BPER sono tra i più bassi del settore, ma piuttosto ad una sincera affezione nei confronti di un Istituto che per molti è anche una famiglia. Si sappia che la dedizione al lavoro dei miei ex colleghi non è da ricercare in promozioni di grado o particolari benefit, ma alla voglia di fare bene il proprio mestiere per la soddisfazione di crescere professionalmente, lo sanno bene gli istituti concorrenti che spesso cercano di fare campagna acquisti tra il personale di BPER. Lo spirito di cui sto parlando è quello che i clienti possono apprezzare entrando nelle filiali di BPER ed è quello che il personale della banca porta ogni volta che questa ha deciso di aggiungere un pezzo al suo Gruppo. Il tutto fatto sempre in un ottica di benessere aziendale, che perciò non può essere associato ad avventure economiche che non vanno in questa direzione, quali per esempio il recente annuncio di acquisto di Meliorbanca. Purtroppo da un po di tempo la Banca sembra dare per scontato questo animo positivo, quasi come dovuto, non pensando invece di dover coltivare in un modo più adeguato quelle donne e quegli uomini che negli anni hanno contribuito attivamente a fare della storia di BPER una storia di successi. Questo atteggiamento è fatto di silenzi assordanti, di calorosi inviti, sempre rispettati, a difendere un potere costituito, il quale non ha l eleganza di ringraziare nei modi dovuti, di una scadente informazione interna, che può portare dei veri professionisti a pensare di non essere considerati tali da chi li guida, fino ad arrivare a trattamenti economici dei dipendenti differenti tra le diverse banche che compongono il Gruppo, ulteriore aberrazione di un sistema federale alla ricerca una singolare efficienza. Queste mie parole sono solo un cameo, il quale da solo non ha la pretesa di esaurire il lavoro e la storia di persone, che contribuiscono attivamente ogni giorno a dare valore alla vostra azione, ma lo ritenevo doveroso parlando di BPER. Dott. Riccardo Rubbiani Modena Un salvagente alle banche italiane. Dopo il passaggio dello tsunami sui mercati finanziari, c'è stato come abbiamo visto tutti un recupero. In una manciata di sedute anche Piazza Affari è riuscita a riprendersi di quasi un 20%. Insomma, qualche concreto segnale di speranza. Certo, l'orizzonte resta difficile, questo è evidente, ma forse davvero il peggio è passato. A questo punto che succede delle possibili misure straordinarie anticrisi di cui si era parlato nel pieno della tempesta finanziaria? Parliamo in particolare ovviamente del piano "salva-banche", che a tanti ha fatto storcere il naso. Si andrà avanti comunque, con un intervento di tipo pubblico, oppure a questo punto si aspetterà di vedere come le cose continueranno ad evolvere? Il tema è importante, sotto molti punti di vista. In questo contesto il Financial Times questo scrive: "I banchieri italiani si aspettano che il governo annunci nei prossimi giorni la messa a punto di un piano fino a 30 miliardi di euro di capitali per le banche, perchè possano continuare a prestare denaro alle imprese. Questa dunque la "rivelazione" del giornale britannico. 30 miliardi di euro? Davvero si vuole dare questa montagna di soldi ai banchieri italiani? Se finora, come detto, qualcuno davanti a rumors e ipotesi in questa direzione ha storto il naso, c'è da immaginarsi che facilmente, se una cosa del genere fosse confermata, molti griderebbero allo scandalo... Prof. Demetrio Morabito Pontificia Università di Roma 7

8 Notizie utili per i soci: il prestito obbligazionario in scadenza al I possessori di obbligazioni convertibili subordinate B.P.E.R. 4% /2008, in scadenza il prossimo 31 dicembre, potranno esercitare il diritto di conversione nel rapporto di tre azioni della Banca Popolare Emilia Romagna per ogni obbligazione. Dal momento che il valore nominale di una obbligazione è pari a 32,00 euro, ne risulta che il prezzo equivalent e di conversione corrisponde a 10,67 euro per azione. Le domande di conversione o di rimborso vanno presentate preso qualunque sportello italiano della Banca Popolare Emilia Romagna, nonché presso qualunque filiale dell Banche appartenenti al Gruppo Banca Popolare Emilia Romagna, anche tramite intermediari abilitati, entro il prossimo 30 dicembre Si ricorda che ai sensi del Regolamento, in caso di conversione, sulle obbligazioni convertite non sarà corrisposta la cedola per gli interessi relativi all anno 2008, mentre le azioni rinvenienti dalla conversione avranno godimento dal 1 gennaio Per evitare equivoci e dubbi di sorta è opportuno che il Socio che intende esercitare il diritto di conversione invii alla sede legale della Banca la lettera raccomandata di seguito trascritta: Il Socio che non intende esercitare il diritto di conversione, potrà presentare la trasmettere alla Banca presso la sede legale la seguente raccomandata: Si riportano di seguito un esempio di richiesta di conversione e un esempio di richiesta di rimborso. A)Esempio richiesta di conversione Spett.le Banca s.c.a.r.l. Fliale di Modena, Oggetto: richiesta di conversione Prestito obbligazionario convertibile subordinato Banca 4,00%, isin: IT Spett.le Banca, il sottoscritto (inserire nome, cognome, luogo e data di nascita e codice fiscale), titolare di nr. obbligazioni convertibili subordinate Banca 4,00%, isin: IT , in custodia preso il dossier titoli nr. acceso presso la Banca, filiale di (inserire ABI e CAB della propria Banca) CHIEDE la conversione di dette obbligazioni in azioni ordinarie della Banca godimento 01/01/2008, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal Regolamento del prestito obbligazionario in oggetto. B) Esempio di richiesta di rimborso Spett.le Banca s.c.a.r.l. Fliale di Modena, Oggetto: richiesta di rimborso Prestito obbligazionario convertibile subordinato Banca 4,00%, isin: IT Spett.le Banca, il sottoscritto (inserire nome, cognome, luogo e data di nascita e codice fiscale), titolare di nr. obbligazioni convertibili subordinate Banca 4,00%, isin: IT , in custodia preso il dossier titoli nr. acceso presso la Banca, filiale di (inserire ABI e CAB della propria Banca) CHIEDE il rimborso alla scadenza del 31/12/2008 di dette obbligazioni, mediante accredito del relativo valore nominale e delle relative cedole di interessi (al netto del ritenute fiscali), ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal Regolamento del prestito obbligazionario in oggetto. Dott. Lorenzo Bertarini Modena

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