PROGRAMMAZIONE NEURO LINGUISTICA E CAREGIVER NELLE CURE DOMICILIARI

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1 Matr. N UNIVERSITA CAMPUS BIO-MEDICO DI ROMA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO DI LAUREA IN INFERMIERISTICA PROGRAMMAZIONE NEURO LINGUISTICA E CAREGIVER NELLE CURE DOMICILIARI Relatore Vittoradolfo Tambone Correlatore Claudio Pensieri Laureando Emanuele Giaquinto ANNO ACCADEMICO 2012/2013 1

2 È dedicato a te nonna Giuseppina Affinchè questo lavoro possa essere di aiuto alle persone colpite dal male che ti ha portato via 2

3 INDICE Indice 3 Introduzione 4 1. La nascita della PNL Cos è la PNL Storia della PNL I primi libri di PNL Le controversie sulla PNL Le applicazioni della PNL in campo sanitario Articoli su PubMed Articoli su PsycNet APA (American Psychological Association) PNL e Sanità Indagine per valutare il distress psicologico del caregiver Strumento per misurare il carico assistenziale del caregiver Distress del Caregiver Distress e Burn-out Come affiancare il test Distress del Caregiver alla PNL Analisi dei risultati e ipotesi di applicazione della PNL al distress psicologico Obiettivo primario Materiale e metodi Metodo di somministrazione Risultati Descrizione dei risultati Ipotesi di utilizzo della PNL per diminuire il distress psicologico Conclusioni 86 Ringraziamenti 87 Bibliografia 89 Sitografia 92 Allegati 93 3

4 INTRODUZIONE La tesi nasce dal progetto di valutare il distress psicologico di cui soffre un caregiver familiare nelle cure domiciliari al parente con malattia neoplastica in fase terminale, per poi trovare un metodo tramite tecniche di Programmazione Neuro-Linguistica su determinati problemi che potrebbe riscontrare il caregiver al fine di diminuire il distress. L assistenza di una persona malata è un compito che con competenza ed esperienza si può affrontare. Non è di certo un compito facile, ed i momenti in cui il caregiver può incontrare delle difficoltà sono moltissimi: non sentirsi all altezza del compito, non saper entrare in empatia con il paziente, non saperlo ascoltare e capire quali siano le problematiche sia fisiche che psichiche più incombenti per il suo stile di vita e per la sua incolumità sono solo alcuni dei tanti problemi che ci si può trovare ad affrontare. Un professionista sanitario ha più possibilità di gestire lo stress grazie alla sua esperienza ed alla sua formazione, anche se spesso non basta neanche questo. Ma cosa accade quando il caregiver è un familiare? È una persona che ha sicuramente ha una carica empatica maggiore rispetto ad un professionista sanitario: conosce l assistito, vive giornalmente i suoi cambiamenti di salute, è parte integrante della sua vita. Ma ha anche un coinvolgimento maggiore a livello emotivo che può deviarlo da un assistenza giusta e di qualità. È chiaro che il familiare si prende carico di un lavoro di cui non ha sperimentato nessun tipo di esperienza, ne ha alcun tipo di preparazione. Quando questo accade, in situazione in cui il paziente affronta una malattia neoplastica in fase terminale e viene dimesso dall ospedale, al fine di farlo vivere più tempo possibile nel proprio ambiente familiare, il parente per quanto seguito nell assistenza domiciliare da struttura specializzate in cure palliative, riceve un carico maggiore sulla sua emotività e sullo stile di vita fio ora avuto. L obiettivo della tesi è creare un ipotesi di metodica su particolari problemi che potrebbe incontrare il caregiver usando tecniche di Programmazione Neuro- Linguistica affinchè esso possa essere più efficace nell assistenza al proprio parente e 4

5 ottenere così due risultati: il familiare che si fa carico dell assistenza è predisposto emotivamente ad affrontare una situazione che gli è letteralmente caduta dal cielo e, come effetto domino, il miglioramento dell efficacia assistenziale possa giovare sulla cura del malato stesso e garantirgli una morte serena. La base di partenza è stata la somministrazione, a 30 caregiver di familiari in cura domiciliare da professionisti sanitari e infermieri della struttura in cure palliative Antea di Roma, di un questionario dal titolo Distress del Caregiver creato dalle infermiere Valentina Grimaldi e Federica Fabbrini dell Unità Cure Palliative- Leniterapia c/o Ospedale S.M. Annunziata zona sud-est del distretto ASL di Firenze basato su strumenti già validati quali: Caregiver burden inventory (CBI, Novak M.,Guest C.,1989); Caregiver burden scale (Cummings JL et al, 2002); Scala di sovraccarico del caregiver di ZARIT (adattamento di Sandri A. e Anaya F., 2004). 5

6 CAPITOLO 1: LA NASCITA DELLA PNL 1.1 COS E LA PNL C era una volta un giovane principe che credeva in tutte le cose tranne che tre. Non credeva nelle principesse, non credeva nelle isole, non credeva in Dio. Il re suo padre gli diceva che queste cose non esistevano. Siccome nei domini paterni non vi erano né principesse né isole né alcun segno di Dio, il principe credeva al padre. Ma un bel giorno il principe lasciò il palazzo reale e giunse al paese vicino. Quivi, con sua grande meraviglia, da ogni punto della costa vide delle isole e, su queste isole, strane e inquietanti creature cui non si arrischiò di dare un nome. Stava cercando un battello, quando lungo la spiaggia gli si avvicinò un uomo in abito da sera, di gran gala. Sono vere isole, quelle?, chiese il giovane principe. Certo, sono vere isole, rispose l uomo in abito da sera. E quelle strane e inquietanti creature?. Sono tutte genuine e autentiche principesse. Ma allora anche Dio deve esistere!, gridò il principe. Sono io Dio, rispose l uomo in abito da sera con un inchino. Il giovane principe tornò a casa al più presto. Eccoti dunque di ritorno, disse il re, suo padre. Ho visto le isole, ho visto le principesse, ho visto Dio, disse il principe in tono di rimprovero. Il re rimase impassibile. Non esistono né vere isole né vere principesse né un vero Dio. Ma è ciò che ho visto!. Dimmi com era vestito Dio. Dio era in abito da sera, di gala. Portava le maniche della giacca rimboccate?. Il principe ricordava che erano rimboccate. Il re rise. 6

7 È la divisa da mago. Sei stato ingannato 1 Robert Dilts 2 definisce la PNL (PROGRAMMAZIONE NEURO-LINGUISTICA) lo studio della struttura dell esperienza soggettiva. 3 La PNL si occupa di studiare come modificare (programmazione) il modo in cui rappresentiamo le nostre esperienze attraverso la neurologia (neuro), così da poter comunicare più efficacemente con noi stessi e con gli altri (linguistica). È il processo attraverso cui scoprire come pensiamo, come comunichiamo e come agiamo, così da poter cominciare a farlo in modo più fluido e fruttuoso; viene descritta come un atteggiamento e una metodologia Più precisamente è un atteggiamento che consente di vivere una vita più felice, utile e produttiva. È una metodologia che consente di modellare efficacemente (nel senso di osservare e riprodurre i comportamenti efficaci ) le persone che si sono distinte in ambiti come, ad esempio,la terapia psicologica, la psicoterapia, l insegnamento, la medicina e gli affari. La PNL è un atteggiamento: caratterizzato da senso di curiosità, avventura e desiderio di imparare abilità necessarie a comprendere quali tipi di comunicazione influenzano gli altri. È il desiderio di conoscere le cose che vale la pena conoscere. È guardare alla vita come una rara opportunità per apprendere. La PNL è una metodologia: basata sul principio che ogni comportamento ha una struttura, e che questa struttura 1 Bandler R., Grinder J. La struttura della magia. Roma: edizione Astrolabio; 1981, pp Robert Dilts è uno dei maggiori autori mondiali sul tema della Programmazione Neuro-Linguistica fin dagli albori di questa disciplina. Ha applicato la PNL ai campi di salute, dell apprendimento e del lavoro operando anche come consulente e trainer nei maggiori gruppi aziendali del mondo come Hewlett Packard, Apple Computer. È stato prima studente e poi collega di Richard Bandler e John Grinder, i fondatori della PNL, e ha studiato personalmente con Milton Erickson e Gregory Bateson. 3 Neuro-Linguistic Programming: Book I. Meta Pubblications edition,

8 può essere estrapolata, imparata, insegnata e anche cambiata. Il criterio guida di questo metodo è sapere che cosa sarà utile ed efficace. La convinzione di base è la promessa che le strategie efficaci di pensiero possono essere identificate, assunte e utilizzate da chiunque lo desideri. Indipendentemente da quello che un altra persona sa fare, è possibile imparare a fare la stessa cosa in modo simile, una volta compreso che cosa faccia quella persona all interno della propria mente e in termini di azioni e comportamenti. Racchiude in sé sistemi e abilità che consentiranno di migliorare la qualità della vita. A queste parole il principe tornò nel paese vicino e si recò alla stessa spiaggia dove s imbatté di nuovo nell uomo in abito da sera. Il re mio padre mi ha detto chi sei, disse il principe indignato. L altra volta mi hai ingannato, ma non m ingannerai ancora. Ora so che quelle isole non sono vere né sono vere le principesse, perché tu sei un mago. L uomo della spiaggia sorrise. Sei tu che ti inganni, ragazzo mio. Nel regno di tuo padre vi sono molte isole e molte principesse, ma tu sei sotto l incantesimo di tuo padre e non le puoi vedere. Il principe tornò a casa pensieroso. Quando vide il padre, lo fissò negli occhi. Padre, è vero che tu non sei un vero re, ma solo un mago?. Il re sorrise e si rimboccò le maniche. Sì figlio mio, sono solo un mago. Allora l uomo della spiaggia era Dio. L uomo della spiaggia era un altro mago. Devo sapere la verità, la verità dietro la magia. Non vi è alcuna verità, dietro la magia, disse il re. Il principe era in preda alla tristezza. Disse: mi ucciderò. Il re per magia, fece comparire la morte. Dalla porta la morte fece un cenno al principe. Il principe rabbrividì. Ricordò le isole belle ma irreali e le belle ma irreali principesse. 8

9 Va bene, disse, riesco a sopportarlo. Vedi, figlio mio, disse il re, adesso anche tu stai diventando un mago. 4 Ognuno di noi ha una personale e completamente soggettiva idea di realtà. Vive nella propria rappresentazione di realtà e si muove in essa, incontrandosi e a volte scontrandosi con le altre rappresentazioni delle persone incontrate. Nessuna realtà che noi, o altre persone, percepiamo è giusta o sbagliata poiché, essendo una rappresentazione personale basata su vari filtri, si crea su fondamenta solide come il nostro carattere, temperamento, le esperienze passate etc. Questa storiella presentata non ha un significato e ne ha infiniti. Come la realtà a cui noi attribuiamo un valore e un significato del tutto personale e soggettivo. Sta a ognuno di noi trovare il significato della storiella 1.2 STORIA DELLA PNL La Programmazione Neuro Linguistica (PNL) è nata negli Stati Uniti nei primi anni 70. Richard Bandler, studente in matematica con indirizzo in fisica ed informatica alla neo nata Università della California a Santa Cruz, si trovava insieme a Frank Pucelik nell impresa di creare un nuovo modello di lavoro per il cambiamento personale, mettendo insieme la sua personale genialità e le capacità di entrambi. Richard Bandler La storia narra di alterni successi, specialmente per quanto riguarda la creazione di un modello distaccato dalle influenze dell approccio gestaltico 4 Bandler R., Grinder J. La struttura della magia. Roma: edizione Astrolabio;1981, pp

10 che i due giovani avevano ereditato dal lavoro e dalla conoscenza di Bandler con Fritz Perls. Questo lavoro risale alla richiesta rivolta a Bandler di Bob Spitzer, titolare della casa editrice Science and Behaviour Books, di frequentare e registrare alcuni seminari nel centro di Esalen in California per riordinare poi gli appunti di Perls in un libro da scrivere, uscito poi postumo, Eyewitness To Therapy (1973). Nel contempo, come racconta Bandler stesso, ebbe modo di far la conoscenza con Virginia Satir, terapeuta famigliare dalle capacità quasi magiche, che lo prese in grande simpatia facendosi in seguito accompagnare in numerose delle sue visite in ospedali psichiatrici e in sedute con famiglie di pazienti, situazioni da cui Bandler racconta di aver appreso tantissimo, osservando le capacità ipnotiche inconsapevoli della stessa Satir. La grande capacità di empatia della Satir e il suo peculiare stile terapeutico portò successivamente a trarre molti modelli linguistici dal suo linguaggio. Quello che nella classica storia della PNL in Italia non viene mai detto è che Richard Bandler era anche studente ed operava utilizzando un Virginia Satir approccio corporeo e di tocco denominato Rolfing 5, dalla dott.sa Ida Rolf 6, una biochimica che a partire dagli anni 20 ha trascorso la sua vita esplorando le possibilità di cura contenute all interno della mente e del corpo umano. Intorno al 1972 ci troviamo di fronte all evento che normalmente si trova narrato nella maggior parte dei siti e dei racconti riguardanti la storia della Programmazione Neuro Linguistica. 5 Il rofling è un metodo di lavoro corporeo che mira a stabilire armonia ed equilibrio nella struttura corporea, attraverso il tocco e l educazione al movimento. Detiene una posizione di rilievo tra le discipline olistiche AIR( Associazione Italiana Rofling) accesso del 5/10/2013 ore 17:20. 6 Ida Pauline Rolf (New York, 19 maggio 1896 New York,19 marzo 1979) biochimica fondatrice del metodo rofling e del Rolf Insitute of Structural Integration, la scuola internazionale e professionale del metodo rofling 10

11 John Grinder L università di Santa Cruz permetteva agli studenti dell ultimo anno di tenere corsi su specifici argomenti sotto la supervisione di un professore. Per Bandler quell occasione si concretizzò nell incontro con John Grinder, linguista, professore in quella stessa Università. Grinder era stato capitano dei corpi speciali militari americani in Europa durante gli anni 60. Rientrato negli Stati Uniti era tornato all università specializzandosi nel 1972 in Linguistica dedicando una particolare attenzione alle teorie di Noam Chomsky della grammatica trasformazionale, specializzandosi nella sintassi. Ciò che raramente emerge nella classica storia della PNL è che Grinder è stato, al di fuori del lavoro specifico nell ambito della PNL, autore di alcuni libri, tra cui: Guide to Transformational Grammar 7 (scritto con Suzette Elgin) e On Deletion Phenomena in English 8 (Mouton & Co., 1976). La storia narra che Grinder, impressionato dall abilità di Bandler di ottenere il cambiamento nelle persone partecipanti ai seminari e dei cambiamenti che lui stesso viveva come studente di Bandler, si sia proposto con la frase Se mi insegni a fare ciò che fai, io ti spiego come fai a farlo!. Questa fu la prima scintilla che portò alla creazione dei primi corsi interni all Università e a quella serie di modelli che tra il 1974 e il 75 fu denominato Programmazione Neuro Linguistica. Bandler e Grinder insieme incominciarono a studiare le caratteristiche della comunicazione utilizzata da alcuni psicoterapeuti eccellenti, capaci di produrre cambiamenti e guarigioni in modo efficace e con continuità. Iniziano a formarsi i primi gruppi che seguono i seminari (e costituiscono le prime cavie per gli studi e gli esperimenti), tra i partecipanti ai corsi incontriamo alcuni nomi che diverranno poi famosi contribuendo a loro volta ad arricchire la storia della PNL. 7 Grinder J., Elgin S. H. Guide to Trasformation Grammar. Holt, Reinhart and Wiston; Grinder J. On deletion Phenomena in English. Mouton de Gruyter; Gennaio

12 Un elenco di alcuni personaggi dei gruppi iniziali comprende Frank Pucelick (passato al ruolo di allievo), Robert Dilts, Judith DeLozier (per un periodo la signora Grinder), Leslie Cameron Bandler (per un breve periodo la signora Bandler), Stephen Gilligan, Tod Epstein, Terry McClendon. I primi due libri che videro la luce, La Struttura della Magia volume 1 e successivamente La Struttura della Robert Dilts Magia volume 2 (pubblicati in Italia in un unico volume La struttura della magia ed. Astrolabio) sono appunto il risultato del lavoro e delle sperimentazioni di questi primi anni. Con la pubblicazione del primo libro, uno dei più impegnativi da leggere dell intero panorama dei libri di Programmazione Neuro Linguistica in quanto prevalentemente basato sulla tesi di laurea di Richard Bandler e rivolto ai terapeuti, si consolidò il rapporto con un gigante del pensiero e del movimento per il potenziale umano, l antropologo Gregory Bateson. La storia narra che Bateson, che alla fine degli anni 50 e inizio 60, fu a capo del gruppo di ricerca dell Università di Palo Alto in California, nel quale operava anche un giovane di nome Paul Watzlawick 9, che sviluppò il lavoro sulla Pragmatica della comunicazione umana 10, consigliò a Bandler, di cui era divenuto grande amico, di analizzare il lavoro di Milton H.Erickson 11, un medico noto come uno dei maggiori e più efficaci esperti in ipnosi clinica, il cui lavoro era stato considerato per lungo tempo controverso. 9 Paul Watzlawick (Villach, 25 luglio Palo Alto, 31 marzo 2007) è stato uno psicologo e filosofo austriaco e ricercatore associato al Mental Research Institute di Palo Alto, California 10 Watzlawick P., Beavin J.H., Jackson D.D. Pragmatica della comunicazione umana. Studio di modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi. edizione Astrolabio; Milton Erickson (Aurum, 5 dicembre Phoenix, 25 marzo 1980) è stato uno psicologo statunitense riconosciuto come uno dei più importanti psicoterapeuti e ipnoterapeuti del Novecento, che rivoluzionò la prassi dell ipnosi. È considerato il padre de l approccio strategico in psicoterapia. È stato presidente e fondatore della Società Americana di Ipnosi Clinica e membro della Associazione Americana di Psichiatria. 12

13 Riuscire a rimanere coscienti in presenza di Erickson era sempre un compito difficile, se non spesso impossibile. Così Bandler si programmò per uscire dallo stato di trance ogni volta che iniziava ad entrarci con la voce di Erickson. Fu questa una delle chiavi che permise ulteriormente alla coppia Bandler e Grinder di riuscire a modellare il grande ipnotista. Anche da Erickson furono estratti modelli di comunicazione di straordinaria efficacia in psicoterapia, fino alla pubblicazione dei libri I modelli della tecnica ipnotica di Milton H. Erickson vol. 1 e successivamente del Volume 2, mai tradotto in italiano. L incredibile quantità di modelli e lavori che Bandler, Grinder e il gruppo di studenti che ormai li seguivano nei loro studi e ricerche fu in grado di produrre in quei primi anni portò altri studenti ad interessarsi della disciplina che si stava ormai sviluppando con lo studio di personaggi che andavano ben oltre i tre principali di cui narra la classica storia della PNL. Innanzitutto si avvicinò John O. Stevens, che poi cambiò nome in Steve Andreas, con la moglie Connirae i quali, reperite le registrazioni dei seminari le riordinarono e le pubblicarono in vari libri: La metamorfosi terapeutica, Ipnosi e trasformazione e La ristrutturazione pubblicati a doppio nome di Bandler e Grinder, e successivamente qualche anno più tardi Usare il cervello per cambiare ad opera del solo Richard Bandler. Quello che più stupiva in quegli storici anni iniziali era il fatto che l approccio della PNL sfidava i tradizionali miti della terapia psicologica classica e supportava questa sfida con alternative di pratica applicazione. Normalmente si fa riferimento a quegli anni come gli anni selvatici della Programmazione Neuro Linguistica. A quel tempo, erano ormai gli ultimi anni 70, era stata costituita la NLP Society per la verifica della qualità dei seminari di formazione in PNL a supporto della band scatenata che percorreva in lungo e in largo gli Stati Uniti tenendo seminari e workshop sempre più gremiti. Ormai la PNL aveva iniziato a fare la sua comparsa sulla stampa e nei media e con l arrivo nei primi anni 80 di un giovane di belle speranze, Antony Robbins, era pronta per diventare un prodotto ed essere così commercializzata. 13

14 Poco più avanti nel tempo, Bandler e Grinder, che non erano mai andati veramente d accordo, decisero di dividersi definitivamente. Questo portò Grinder a sviluppare, insieme a Judith DeLozier, prima e successivamente con Carmen Bostic St. Clair, la cosiddetta PNL Nuovo Codice (NLP New Code) sulla presupposizione che il codice originale della PNL contenesse un bug, un difetto e che andasse riscritto. Judith DeLozier Mentre Bandler e inizialmente altri 5 PNLlisti 12 (il cosiddetto Bandler Group) andarono avanti a modellare e creare nuovi modelli matematici per il cambiamento delle persone. In questi anni furono modellati numerosi personaggi che apparentemente non vengono di norma associati al lavoro della PNL, ma che comunque ne influenzano ancora oggi le espressioni più avanzate ed efficaci. Tra questi vanno ricordati gli ipnotisti studiati e modellati dal Dr. Richard Bandler, che la classica storia della PNL spesso non ricorda. In primis va citato il lavoro unico di Dave Dobson 13, Alleviare il dolore 14, così come quello di Jeffrey Zeig 15. Per poi terminare l elenco dei contributori agli sviluppi più moderni del lavoro di Bandler, è necessario citare due nomi meno noti in associazione agli approcci di cambiamento personale, György Pólya 16, un matematico Ungherese autore dei Patterns of plausible reasoning 17, che insieme al lavoro e alla linguistica di Robert Anton Wilson 18 ha influenzato i modelli che sono poi sfociati nelle tecniche dei Nested Loops, della fuzzy logic e delle storielle inutili che tanto hanno fatto scervellare negli ultimi decenni i puristi della PNL 12 Professionisti di PNL. 13 Ipnoterapeuta e psicoterapeuta di fama mondiale,collega di Milton Erickson. 14 Dobson D.R. Pain allevation. editore In Mind; Jeffrey Zeig psicoterapeuta, fondatore e direttore del Milton H. Erickson Foundation, Phoenix AZ 16 György Pòlya (Budapest, 13 dicembre Palo Alto, 7 settembre 1985) matematico ungherese professore alla Stanford University, i cui lavoro gravitava intorno ad argomenti matematici della teoria dei numeri, le serie, il calcolo combinatorio e le probabilità. 17 Pòlya G. Mathematics and Plausible Reasoning Book I. Princeton Paperbacks; Robert Anton Wilson (Brooklyn, 18 gennaio Capitola, 11 gennaio 2007) è stato uno scrittore statunitense noto per la saga Gli illuminati. 14

15 pura, come si faceva una volta, nel chiedersi come mai, un uomo geniale come Richard Bandler, raccontasse un sacco di storie senza finirle, invece di dare spiegazioni razionali, magari correlate da fiumi di slides 19 Oggigiorno sono milioni le persone di ogni parte del mondo che fanno uso della PNL e, sebbene sia conosciuta sotto diversi nomi, è ancora in grado di offrire alcune delle idee e delle tecniche per il cambiamento più efficaci ed efficienti. Conoscerla permette di apprendere in maniera ancora più approfondita la filosofia e i concetti di base che hanno permesso a questa disciplina di diventare un movimento che ha ormai influenzato tutte le aree dello sviluppo umano. anche se in tanti ancora lo ignorano o addirittura non lo vogliono sapere 1.3 I PRIMI LIBRI DI PNL LA STRUTTURA DELLA MAGIA (RICHARD BANDLER; JOHN GRINDER, 1975) 20 : Mi soffermerò nel trattare dettagliatamente questo libro, considerato il cardine della Programmazione Neuro-linguistica. Più che un libro, un pezzo di storia. Qualcuno lo considera il libro che ha dato il via alla disciplina. E un libro che John Grinder e Richard Bandler hanno scritto prima di conoscere e modellare Milton Erickson e questo è palese nella lettura: l approccio descritto dagli autori, specialmente nella prima parte, è basato sull interazione verbale e sul portare l interlocutore a rendersi conto di come sta costruendo la sua mappa del mondo in modo disfunzionale, guidandolo a decidere di cambiarla (sfidare i limiti del proprio 19 (accesso del 20 agosto 2013) 20 Bandler R., Grinder J. La struttura della magia. Roma: edizione Astrolabio;

16 modello e usare le decisioni emozionali per generare cambiamento era un metodo tipico della Gestalt Therapy, quindi vediamo la chiara influenza di Perls, che si sarebbe poi via via affievolita nel tempo per lasciare più spazio alle influenze di Erickson e Satir che perdurano ancora oggi). Ma è pur sempre un pezzo di storia. Non solo, l insieme di schemi e procedure descritti in queste pagine, che compongono il cosiddetto Metamodello(ovvero la linguistica di precisione), sono l ABC della PNL e della comunicazione, il che rende il libro un must irrinunciabile per chiunque desideri acquisire competenza in PNL o nella comunicazione in generale, quale che sia il motivo per farlo o il campo di interesse. Il libro è diviso in due parti. In Italia venne pubblicato come un unico volume, ma negli USA è stata originariamente pubblicata prima quella che oggi è la prima parte, The Structure of Magic vol 1 A book about Language and Therapy, seguita a distanza di circa un anno dalla parte seconda, col sottotitolo A book about Communication and Change. Nella prima parte troviamo la descrizione dettagliata del Metamodello, con esercizi per farlo proprio, nonchè le prefazioni di Gregory Bateson, entusiasta del lavoro di Bandler e Grinder e di Virginia Satir. Le intuizioni e gli schemi che questa parte del libro permette di utilizzare sono straordinarie e nessuno si può dire competente in pnl senza una capacità ben addestrata nell uso di almeno parte di questi schemi. Nella seconda parte gli autori introducono le basi di quelli che saranno gli approfondimenti del lavoro futuro: sistemi rappresentazionali, sinestesie, lavoro con le incongruenze. Una nota particolare merita un capitolo dal nome Notazione Formale: in questo capitolo gli autori propongono un modello da seguire per individuare la struttura del problema presentato e dei criteri per decidere, in base alla struttura individuata, che tipo di intervento operare. Una prima versione di metodologia dell intervento. 16

17 Di per sè il modello proposto in Notazione Formale è complesso e remoto, tuttavia invita a ragionare sul concetto di eleganza nell intervento e pone le basi per lo sviluppo delle capacità strategica e di progettazione dell intervento del pnlista. Ma la cosa forse più importante di questo capitolo è il criterio che Bandler e Grinder forniscono per capire quando le informazioni in nostro possesso sono sufficienti per procedere oltre, smettendo di indagare con l uso del Metamodello quella data area. Questo è un argomento che ha creato parecchia confusione tra appassionati e professionisti: spesso l apprendista (ma anche il professionista ) continua ad usare il metamodello all infinito, quasi dimenticando lo scopo per cui ha iniziato a fare le domande. Il metamodello è uno strumento di indagine e, in alcuni casi uno strumento di ristrutturazione verbale. Serve ad identificare chiaramente il problema sul quale lavorare. Chi non ha ben chiaro come utilizzare il metamodello lo utilizza come una serie di domande senza senso in un circolo in cui si perde l obiettivo e quindi il senso del discorso. Inoltre se non si è sincronizzati nel fare il metamodello vi è il rischio di trasformare le domande in un interrogatorio con notevole disagio da parte del cliente. Il criterio di Bandler e Grinder è semplice e logico: in una prima fase si lavora per individuare la struttura profonda a partire dalla struttura superficiale, mettendo a confronto la struttura superficiale con la struttura profonda da cui è derivata. In una fase successiva, si opera per trovare i limiti del modello del cliente: si confronta la struttura profonda con la struttura di riferimento (l esperienza effettiva del cliente) da cui è derivata. In una terza fase, individuati i limiti del modello, procederemo ad una forma di intervento (ristrutturazione, integrazione di parti incongrue ecc insomma, introducendo un cambiamento in quella parte del modello del mondo del cliente che risulta disfunzionale). Bandler e Grinder descrivono nel dettaglio come individuare la fine di una fase e sapere quindi che è ora di spostarci alla successiva. Mancare di fare questa distinzione significa rischiare di rimanere intrappolati nel porre domande e contestare 17

18 violazioni anche quando questo non serve più, con la conseguente frustrazione del pnlista e del cliente (la ben nota sensazione di non arrivare da nessuna parte). Il lettore esperto noterà, leggendo o rileggendo il testo, che La Struttura della Magia contiene l embrione delle tecniche della PNL,in quanto la parte linguistica risulta ancora attuale mentre quella terapeutica è stata superata dai successivi studi e applicazioni. Nella parte sulle Equivalenze Complesse, ad esempio, possiamo individuare alcuni schemi che presto sarebbero stati chiamati Sleight of Mouth. Il metodo proposto per il lavoro con l incongruenza è esattamente quello che sarebbe in seguito stato schematizzato nella tecnica di integrazione di parti conflittuali. La tecnica dello spostamento degli indici referenziali poneva le basi per il lavoro con le posizioni percettive. Tutte le tecniche di ristrutturazione verbale possono essere trovate negli schemi del metamodello (e nelle trascrizioni del capitolo Nel Vortice ). La tecnica che gli autori chiamano di salvaguardia dell integrità del cliente, in cui si invita il cliente a sottoporre a test cinestesico (un test di congruenza) le eventuali intuizioni del terapeuta, anche se ormai dimenticata e scomparsa dai corsi di pnl, viene ripresa ampiamente nel new code (anche se spesso questo test viene fatto o attraverso la calibrazione da parte del pnlista o con la comunicazione con l inconscio del cliente). Richard Bandler, rinomato come nessun altro per la sua abilità nell uso del linguaggio e degli schemi linguistici, è tutt oggi un maestro nell uso degli schemi descritti in questo libro (anche se lui stesso ha finito col rinnegare una parte di ciò che insieme a Grinder aveva incluso nel testo). Gli stessi Sleight of Mouth sono nati quando Robert Dilts ha deciso di modellare l abilità di Bandler nell uso di questi schemi. John Grinder ha creato una versione ridotta (congruamente con l osservazione fatta ad Hall) del Metamodello, chiamandola Verbal Package. 18

19 Bandler si è concentrato sulla neurosonica, sul Design Human Engineering e sul Neuro Hypnotic Repatterning. IPNOSI E TRASFORMAZIONE (RICHARD BANDLER; JOHN GRINDER, 1983) 21 : Costituito dalla trascrizione del materiale tratto da dieci diversi seminari didattici tenuti da Grinder e Bandler, riuniti in un singolo e organico workshop, questo libro prende in esame l ipnosi nei suoi vari aspetti (induzione semplice e profonda, ristrutturazione tramite ipnosi, tecniche di utilizzazione, calibrazione, autoipnosi). Più in generale è un utilissima guida a più efficaci e pregnanti modalità di comunicazione nel campo dell ipnosi. Molto del materiale, presentato in modo vivace e piacevole, deriva dalla sistematica osservazione del lavoro di Milton H. Erickson. LA METAMORFOSI TERAPEUTICA (RICHARD BANDLER; JOHN GRINDER, ): Perché guarisce un paziente di Erickson, o di Freud, o di Perls? Non per quello che essi dicono di fare, ma per quello che fanno. Alla base di questo libro c'è un bizzarro progetto: sbarazzarsi di tutte le teorie psicologiche create dai "maghi" della psicoterapia, e capire ciò che in realtà fanno senza sapere di farlo. È una rivoluzione nel modo di concepire l'azione terapeutica, e di quelle destinate a segnare un'epoca. LA RISTRUTTURAZIONE (RICHARD BANDLER;JOHN GRINDER, 1983) 23 : Questo libro contiene la trascrizione di un seminario sulla ristrutturazione. Contiene sezioni sulla negoziazione fra parti, sulla creazione di nuove parti, sulla 21 R. Bandler R., Grinder J. Ipnosi e trasformazione. edizione Astrolabio; R. Bandler R., Grinder J. La metamorfosi terapeutica. edizione Astrolabio; R. Bandler R., Grinder J. La ristrutturazione. edizione Astrolabio;

20 ristrutturazione in sei fasi (six-step reframing) e sulla ristrutturazione in sistemi come le famiglie e le organizzazioni. La ristrutturazione è un potentissimo strumento di comunicazione. Gli autori propongono una tecnica terapeutica basata su una serie di interventi prevedibili e sistematici per ottenere il cambiamento comportamentale. I MODELLI DELLA TECNICA IPNOTICA (RICHARD BANDLER; JOHN GRINDER, ): Gli autori si sono dedicati in questo volume a una minuziosa opera di scomposizione, pezzo per pezzo, di ciascuna tecnica di Milton Erickson, così da isolarne gli schemi tipici e organizzarli fino a costruire un modello formale applicabile tanto nella ricerca quanto in campo clinico. La strategia degli autori si articola in tre fasi: 1) individuare gli schemi tipici nel contesto dell opera di Erickson; 2) familiarizzare il lettore con ciascuno schema, con la sua forma e il suo uso; 3) offrire alcune formulazioni che consentono di costruire gli schemi e servirsene nel proprio lavoro. USARE IL CERVELLO PER CAMBIARE (RICHARD BANDLER, 1986) 25 : PNL significa imparare ad usare il proprio cervello in maniera ottimale. L autore ci insegna come utilizzare rapidamente ed efficacemente le risorse del cervello umano, sconosciute ai più e poco sfruttate in tutti, per produrre nei pazienti dei cambiamenti profondi quanto rapidi e duraturi. GUIDA PER L ESPERTO ALLE SUBMODALITA ( RICHARD BANDLER; WILL MACDONALD, 1991) 26 : 24 Bandler R., Grinder J. I modelli della tecnica ipnotica. edizione Astrolabio; Bandler R. Usare il cervello per cambiare. edizione Astrolabio;

21 Un manuale di programmazione neurolinguistica breve e agile, composto di semplici tecniche ed esercizi che insegnano a operare sulle submodalità al fine di ottenere specifici e duraturi cambiamenti nel comportamento, nel carattere e nella psiche della persona. Gli autori presentano una serie di esercizi per imparare delle strategie specifiche con cui ottenere i risultati più vari, dal cambiamento delle vecchie abitudini sgradevoli e limitanti fino all'eliminazione delle fobie. 1.4 LE CONTROVERSIE SULLA PNL Un primo problema insorto si è delineato nella divisione dei due fondatori Richard Bandler e John Grinder. Sfociò nel luglio del 1996 in una causa legale in cui Bandler reclamava la proprietà esclusiva della PNL sin dalla sua fondazione, mettendo chiaramente l accento sul percorso successivamente seguito alla loro divisione in quanto fosse quello più vicino ai cardini della PNL. Claudio Pensieri, laureato in scienze della comunicazione, health care coach e formatore in programmazione neuro-linguistica medica afferma che attualmente la persona che è più sulla linea della PNL originaria teorica è John Grinder, mentre Richard Bandler ha sviluppato nuove applicazioni e terapie efficaci incline alla parte pratica della PNL originaria 27. Naturalmente le due divise correnti di Richard Bandler e John Grinder hanno influenzato l opinione pubblica su un riconoscimento internazionale della PNL. Christopher Sharpley nel 1987 in una revisione di una ricerca condotta nel 1984 concluse che vi erano scarsi elementi probatori per la sua utilità come un efficace 26 Bandler R., Macdonald W. Guida per l esperto alle submodalità. edizione Astrolabio; Pensieri C. La comunicazione medico paziente. Nlp International ltd;

22 strumento di consulenza 28, mentre il consiglio della Ricerca Nazionale degli USA diede alla PNL un giudizio complessivamente negativo 29. Ma secondo Einspruch & Forman 30, Sharpley nel condurre le sue ricerche, non ha preso in considerazione numerosi errori metodologici nella sua recensione sulle ricerche sulla PNL. Le categorie di errori includono: - Non familiarità con la PNL come un approccio alla terapia; - Inadeguata definizioni delle relazioni; - Insufficiente controllo del contesto; - Errori di logica. A quei tempi non vi era una prova significativa a dimostrazione che la PNL poteva essere provata empiricamente e la mancanza di approvazione scientifica e di risultati misti erano molto comuni 31 Daniel Druckman 32 affermò che la maggior parte dei risultati dei dati delle ricerche sulla PNL erano fortemente viziati e che l efficacia della terapia di PNL intrapresa in contesti clinici autentici, non è stata ancora sottoposta ad un indagine adeguata Sharpley, C.F. Predicate matching in NLP: A review of research on the preferred representational system. Journal of Counseling Psychology. 1984;31(2), pp Sharpley C. F. Research findings on neurolinguistic programming: nonsupportive data or an untestable theory? Journal of counseling Psychology. 1987; 34, Einspruch E. L., Forman B. D. Observations Concerning Research Literature on Neuro- Linguistic Programming. Journal of Counseling Psycology. 1985; 32(4), La British Psycological Society (BPS) ha assegnato la sua chiave di livello B cda di accreditamento per la formazione ed il suo nuovo test psicometrico, cdaq. Questo significa che la Cda, il Leeds-based di sviluppo organizzativo e di gestione del cambiamento di consulenza, è ora una delle aziende, a numero limitato nel Regno Unito, che sono accreditati dal BPS per eseguire Livello B di formazione. Questo importante riconoscimento formale segue il lancio di cdaq in data 1 novembre 2004 Cdaq, che rappresenta un nuovo approccio alla personalità di test basati su psicologia cognitiva e programmazione neurolinguistica (PNL). e 32 Professore di psicologia presso l Università del Queensland a Brisbane, Australia 33 Druckman afferma che le prove aneddotiche sulla PNL sono ampiamente credibili e positive, ma che la maggior parte dei tentativi di studio sono fortemente imperfetti, come ad esempio: (a) lo studio del livellamento dell empatia soggettiva con efficacia clinica (b) lo studio della PNL come una teoria, piuttosto che come una tecnica verso le tecniche esistenti (c) la mancanza di studi sulla PNL come un sistema di modellamento dei trainer. Druckman, D., Swets, J. A. (Eds) Enhancing Human Performance: Issues, Theories, and Techniques. Washington DC: National Academy Press;

23 Sempre secondo Druckman 34 nella PNL non vi è nessun supporto scientifico sul monitoraggio del linguaggio del corpo e i modelli rappresentazionali. Questa tesi è confutata da Childers John H. in cui discute e dimostra in uno studio come l intervento della PNL sui modelli rappresentazionali aumenta l efficacia dell apprendimento. 35 In più Professionisti di PNL come Mathison Tosey 36 sostengono che l approccio scientifico non è sempre adatto per la ricerca sulla PNL, che invece va ricercato fenomenologicamente. 37 Gareth Roderique-Davies 38 sostiene che gli esperti di PNL affermano semplicemente come funziona la PNL e cosa può fare, costringendoli a fornire prove a sostegno di queste affermazioni. Egli sostiene che la proposta di condurre una ricerca fenomenologica sulla PNL costituisce l ammissione che la PNL non ha una base di conoscenza e che i praticanti di PNL sono alla ricerca di una credibilità post-hoc 39. Molti fautori della programmazione neuro-linguistica come Robbins 40 e Dilts 41 affermano che le procedure e gli interventi generati dalla PNL devono essere utilizzati entro i presupposti contenuti nel modello. Mentre precedenti ricerche hanno cercato di valutare l efficacia delle tecniche di PNL isolando una porzione del modello ed esaminandolo come un modello indipendente. Dilts afferma: Le varie tecniche che compongono il corpo della PNL sono state isolate e rese esplicite, come 34 Druckman, D. Be All That You Can Be: Enhancing Human Performance. Journal of Applied Social Psychology Nov 2004;34 (11): Childers, John H., Neuro-Linguistic Programming: Enhancing Teacher-Studenr communications., Journal of Humanistic Counseling, Education & development. 1985; Vol 24(1), Tosey, P.; Mathison, J. Exploring inner landscapes through psychophenomenology: The contribution of neuro-linguistic programming to innovations in researching first person experience. Qualitative Research in Organizations and Management: an International Journal. 2011; 5: La ricerca fenomenologica è libera da ipotesi e preconcetti e cerca di descrivere piuttosto che spiegare. 38 Docente della Facoltà di Economia e Società presso l università Glamorgan a Treforest, Regno Unito 39 Roderique-Davies, G. Neuro-linguistic programming: Cargo cult psychology? Journal of Applied Research in Higher Education ; (2): Robbins, A. Notes From a Friend; A Quick and Simple Guide to Taking Control of Your Life. Fireside Dilts, R. Roots of Neuro Linguistic Programming. Meta Pubblications. June

24 pezzi separati, in modo da renderle facilmente comprensibili. Al fine di renderle utili, tuttavia, devono essere applicate contemporaneamente, nel loro insieme. Secondo Dilts quindi la PNL è orientato al risultato e l utilità è determinata dall efficacia dell intervento non dalla prova scientifica. Michael Heap 42 (psicologo forense specializzato in terapia con persone con problemi di salute mentale, ipnosi, e preparazione dei testimoni per i tribunali penali) sottolineò nel 1988 l assenza delle teorie sviluppate dai fondatori della PNL sulle riviste o sui libri di testo dedicati alla psicologia. Secondo Heap, tali affermazioni sarebbero state, se corrette, scoperte notevoli e con importanti implicazioni. 43 Questa opinione venne rafforzata dallo studio di Efran e Lukens nel 1990 che scrissero al tempo: l interesse originario per la PNL si è trasformato in disillusione dopo averla studiata, tanto che oggi in psicoterapia è solo raramente citata 44 Altre contestazioni che spesso vengono mosse contro la PNL sono: - Le teorie su cui poggia le proprie tecniche di cambiamento sono quelle che la moderna psicologia studia ed approfondisce dagli anni 60 ed a cui dedica scuole di specializzazione quadriennali riconosciute ministerialmente, aperte a psicologi che abbiano già l autorizzazione ad esercitare la professione; - Non è facile comprenderne il funzionamento; - Permette ad una qualunque persona di ritenersi pronta ad affrontare clienti con gravi disagi psicologici dopo un corso di formazione di un numero ancora non precisato di giorni; - Non è applicabile a tutti i casi di disturbi, turbe o malattie mentali; - A volte appare più che un metodo efficiente di gestione della comunicazione, un grande fenomeno di marketing; 42 Psicologo forense specializzato in terapia con persone con problemi di salute mentale, ipnosi e preparazione dei testimoni per i tribunali penali (pre-trial e pre-frase) 43 M. Heap, Neurolinguistic Programming: An interim verdict. In M. Heap (Ed.) Hypnosis: Current Clinical, Experimental and Forensic Practices, London, Croom Helm, pp Efran J.S., Lukens M. D. Language, structure, and change: frameworks of meaning in psychotherapy. New York: Published by WW Norton;

25 - La critica non è tanto sulla diffusione in grande scala di tecniche comunicative, ma sulla applicazione di queste tecniche in contesti terapeutici da chi terapeuta non è. 45 Un problema centrale della PNL, legato inevitabilmente al tema della non sufficiente scientificità, è che i titoli conferiti( practioner, master, counselor, trainer) non sono avvalorati legalmente. Attualmente però, nell Unione Europea, l associazione di terapisti di PNL, sta promuovendo una formazione in linea con gli standard europei. Secondo Peter Schutz 46 la durata del training in Europa varia da 2-3 giorni a giorni, per chi lo affronta per hobby,e fino a 9 mesi per raggiungere un livello di competenza professionale. Ciò ha portato alla creazione di certificati specifici in base al tipo di corso conseguito. Di recente a questa prassi si è aggiunta la possibilità di affiliazione ad istituti esteri di formazione riconosciuti dall Unione Europea, dove le qualifiche dichiarate dalla scuola di PNL, a seguito di superamento di apposite sessioni d esame presso istituti esteri, arrivano a corrispondere a degli attestati professionali di livello universitario. Quindi la critica centrale pare essere non tanto, sulla teoria originale in sé, quanto sull assenza di una regolamentazione per il suo insegnamento e utilizzo. Finché vi sarà questa grande incertezza, la PNL potrebbe restare con quest immagine di teoria da poter essere acquisita in breve tempo anche da persone completamente prive di formazione psicologica o in campo comunicativo. Ecco perché vi sono ancora molti dubbi sulla competenza e la moralità di alcuni che si professano trainer di PNL. Ognuno può utilizzare tecniche e strumenti psicologici, come la PNL, ma non basta questo per divenire un professionista della promozione del cambiamento Pensieri C. La comunicazione medico-paziente. Nlp International Ltd; Peter Schutz, psicoterapeuta, Trainers Training NLP, responsabile della European Association for Neurolinguistic Psycotherapy EA-NLP 47 Pensieri C. La comunicazione medico-paziente. Nlp International;

26 E diverso utilizzare la PNL, sul proprio lavoro, che diventare un professionista della PNL. 48 L Irish National Center for Guidance nel suo Education s Guidance Counsellor s HandBook 49 riassume la PNL affermando che: La PNL è stata applicata con successo in campi quali l azienda, lo sport, l insegnamento, le arti dello spettacolo, consulenza, terapia, la risoluzione dei conflitti, gestione dello stress e di apprendimento [ ] In questi ultimi anni, in particolare negli Stati Uniti ed in Francia, è stata applicata con crescente successo nell istruzione primaria e secondaria. La PNL è stata utilizzata con grande effetto per massimizzare l efficacia del nostro gruppo di insegnamento, e più efficacemente per comunicare con i singoli studenti e con i nostri colleghi, la comprensione e l apprendimento individuale e le strategie di motivazione, nel migliorare le nostre counselling skills e nel nostro sviluppo personale. La PNL è un campo in continua evoluzione e oggetto di molti studi diversi sia favorevoli che contrari, quindi un riconoscimento scientifico unanime vi potrà essere quando vi sarà un controllo accurato sul come vengono condotti questi studi

27 CAPITOLO 2: LE APPLICAZIONI DELLA PNL IN CAMPO SANITARIO Ripercorrendo cronologicamente la letteratura scientifica in merito alla PNL, ho selezionato degli articoli sia a favore sia critici nei confronti della Programmazione Neuro-Linguistica nelle banche dati di PubMed e Psycnet APA ( American Psychological Association). Tra gli anni 70 e 80 ho selezionato 18 articoli ( 13 su Psycnet APA e 5 su PubMed), di cui 5 critici e 13 a favore. Gli argomenti trattati riguardano: 5 articoli sulla formazione personale e storia della PNL con descrizioni di tecniche specifiche da poter apprendere, 1 articolo a favore sulla PNL su argomenti di ipnoterapia ed infine, 12 articoli sulla comunicazione, di cui 7 a favore e 5 critici sulla PNL. Tra gli anni 90 fino ad arrivare ai giorni nostri ho selezionato 12 articoli (6 su PubMed e 6 su Psycnet APA) riguardanti tematiche: 8 sulla formazione di cui 2 studi di formazione con PNL applicata alla diminuzione dell ansia, 2 articoli su argomenti di ipnoterapia, uno favorevole ed uno critico, 1 sulla comunicazione ed infine 1 sulla psicologia. Una divisione ulteriore va fatta per gli articoli sia su PubMed sia su Psycnet APA che trattano argomenti sulla sanità. Negli anni 80 saranno illustrati 3 articoli riguardanti tematiche come abuso sessuale, contributo della PNL alla pratica clinica e terapeutica e l uso della tecnica di ancora per il trattamento delle fobie. Il primo articolo da un opinione favorevole, il secondo è critico mentre il terzo si limita a spiegare come funziona la tecnica di ancoraggio, specificando però che la ricerca attuale risulta limitata per dimostrarne la validità scientifica. 27

28 Tra gli anni 90 ed i giorni nostri verranno trattati 7 articoli riguardanti tematiche di formazione e comportamento, trattamento dell obesità, comunicazione medicopaziente, trattamento della claustrofobia e della depressione clinica. Come si potrà notare i campi di applicazione della PNL sono vari, così come sono varie le opinioni espresse dagli autori che nei prossimi paragrafi verranno illustrati. Questo dimostra come la PNL sia un campo in continua evoluzione e finché non vi sarà una regolamentazione su come vengono condotti gli studi non vi potrà essere un riconoscimento scientifico unanime. 2.1 ARTICOLI SU PUBMED Negli anni 80 furono pubblicati vari articoli riguardanti la PNL. Brockopp, nel Dicembre del 1983 pubblicò un articolo What is NLP (Neurolinguistic Programming)? 50. L autrice illustrava cosa sia la PNL, per poi focalizzarsi sui sistemi di rappresentazione: Uditivo, Visivo e Cinestesico. Ogni persona ne preferisce uno rispetto ad un altro, ma vi sono persone come R. Bandler e J. Grinder che riescono ad utilizzarli tutti e tre, spostandosi da uno all altro in base al tipo di comunicazione ed al messaggio che vogliono esporre. L autrice finisce specificando che questo modo di saper usare i tipi di rappresentazione ne fa di essi degli ottimi comunicatori. Nel Gennaio del 1984 Am. Steinbach, sulla rivista Cam Fam Physician, spiega i campi di utilizzo della PNL 51 (mondo degli affari, istruzione, diritto, medicina, 50 Brockopp, DY. What is NLP (NeuroLinguistic Programming)?. Taehan Kanho Dec 30;22(5): Steinbach, AM. NeuroLinguistic Programming: a systematic approach to change. Can Fam Physician Jan; 30:

29 psicoterapia) e i modi per stabilire una comunicazione efficace in PNL. Secondo Steinbach vi sono 5 passi: 1. stabilire un rapporto, il terapeuta deve corrispondere i suoi comportamenti verbali e non verbali con quelli del paziente; 2. raccolta di informazioni sui problemi e gli obiettivi presenti del paziente notando i suoi modelli verbali e le risposte non verbali; 3. considerare l'impatto che il raggiungimento degli obiettivi del paziente avrà su di lui, sul suo lavoro, la famiglia e gli amici, e mantenere tutti gli aspetti positivi della sua situazione attuale; 4. aiutare il paziente a raggiungere i suoi obiettivi utilizzando tecniche specifiche per alterare le sue risposte a vari stimoli; 5. assicurare gli obiettivi raggiunti nella terapia integrati nella vita quotidiana del paziente. La PNL è stata utilizzata per aiutare i pazienti con problemi puramente psicologici fino ad arrivare a trattare problemi organici complessi. Nel Dicembre del 1985 Farmer, nella rivista Percept Mot Skills, pubblica uno studio sui movimenti oculari descritti in Programmazione Neuro-Linguistica. 52 Avendo videoregistrato ed analizzato 30 soggetti di età compresa tra i 15 e i 75 anni a cui è stato chiesto di ricordare immagini, visionare oggetti e ascoltare suoni, lo studio dimostra che non vi sono dei movimenti oculare specifici legati alla sfera interna mentale del sistema rappresentazionale. Sullo stesso argomento, nell Aprile del 1986, Wertheim, Habib e Cumming pubblicano un articolo dal titolo Test of the NeuroLinguistic Programming Hypothesis that eye-movements relate to processing imagery. 53 Questo studio confuta l articolo di Farmer del 1985, dimostrando che i 28 volontari sottoposti al test e videoregistrati nel richiamare alla mente stimoli visivi, uditivi e cinestesici 52 Farmer, A. Hipothesized eye movements of Neurolinguistic programming: a statical artifact. Percept Mot Skills Dec; 61(3 Pt 1): Wertheim, EH., Habib, C., Cumming, G. Test of the NeuroLinguistic Programming Hypothesis that eye-movements relate to processing imagery. Percept Mot Skills Apr;62(2):

30 precedentemente memorizzati, creavano movimenti oculari più o meno vistosi in base al sistema rappresentazionale richiamato alla mente. Nel 1988 un terzo articolo riguardante i movimenti oculari in Programmazione Neuro-Linguistica viene pubblicato sulla rivista Percept Mot Skills. L autore dimostra che vi sono risposte oculari differenti tra individui neurologicamente normali rispetto a quelli afasici. 54 Negli anni 90 Field, precisamente nel Gennaio 1990, pubblica sulla rivista Clin Hypn. l articolo dal titolo: Neurolinguistic Programming a san adjunct to other psychotherapeutic/hypnotherapeutic interventions. Sono illustrate le tecniche di PNL Ancoraggio e Dissociazione, paradigmi di trattamento che incorporano l idea della divisione in stati dell IO. Queste due tecniche sono state applicate su un paziente con grave ansia, manifestata con episodi d iperattività. Il paziente è riuscito ad avvertire in modo più cosciente quanto questi episodi siano dannosi ed ha creato un modello per non riviverli, bloccandoli in modo permanente sul nascere. Duncan, nel Giugno del 1990, valuta gli effetti positivi, come aumento di consapevolezza personale, flessibilità, sensibilità verso gli altri, in studenti/tirocinanti dopo un corso di formazione di 24 giorni in PNL all Università di Miami. 55 Nel 1992 Konefal J., sulla rivista Psychol Rep. Riprende l argomento del trattamento dell ansia tramite la Programmazione Neuro-Linguistica. Lo studio riporta i cambiamenti misurati su un gruppo di soggetti tramite lo Spielberg State- Trait Anxiety Inventory e Wallston dopo una formazione di 21 giorni in Programmazione Neuro-Linguistica. I risultati sono coerenti con l ipotesi che questa formazione abbassi i punteggi di ansia e aumenti il controllo personale emotivo. 56 Sempre Konefal J., nel 1998 sulla medesima rivista, pubblica un nuovo articolo dal titolo Social Anxiety and Training Neurolinguistic Programming. Tramite il Liebowitz Social Phobia Scale misura l effetto sulle risposte di ansia sociale su un 54 Dooley, KO. Comparison for aphasic and control subjects of eye movements hypothesized in neurolinguistic programming. Percept Mot Skills Aug;67(1): Duncan, RC. Effect of Neurolinguistic programming training on self-actualization as measured by the personal orientation inventory. Psychol Rep Jun;66(3 Pt 2): Konefal, J. Neurolinguistic programming training, trait anxiety, and locus of control. Rep Jun;70(3 Pt 1):

31 gruppo di 28 adulti prima e dopo un corso di formazione di 21 giorni e in seguito di 6 mesi in PNL. Anche qui è dimostrato che una formazione in PNL possa ridurre reazioni di ansia, aumentandone l autocontrollo. 57 Cambiando la situazione in cui viene applicata la PNL, De Miranda, sulla rivista Sao Paulo Med J. pubblica nel marzo del 1999 uno studio caso- controllo su 45 coppie di madri e figli con età compresa tra i 18 e i 36 mesi, abitanti di una baraccopoli nella città di Sao Paulo, Brasile. 58 Dimostrata l importanza che la madre ha nello sviluppo di un bambino, l obiettivo dello studio è creare un ambiente domestico positivo migliorando lo stato mentale delle madri successivamente a 15 sedute di PNL. Il risultato ha confermato che le sedute di PNL hanno migliorato l ambiente domestico in cui crescerà il bambino. Ultimo articolo preso in considerazione riguarda la relazione tra ipnosi e la PNL. Articolo recente, Aprile del 2011, pubblicato sulla rivista Clin Exp Hypn. da Av. Kirenskava e J. Int. 59 Viene illustrata l analisi delle variabili autonomi che soggettive (frequenza cardiaca, conduzione arco della pelle) per verificare la realtà dell esperienza interiore durante un ricordo emotivamente neutro, positivo e negativo su eventi passati utilizzando ipnosi e sessioni sperimentali non ipnotiche. In seguito viene studiata l influenza dell ipnosi sull efficacia di una tecnica di immagini basate sulla Programmazione Neuro-Linguistica. Nei soggetti ipnotizzati, la tecnica di immagini ha provocato una maggiore intensità emotiva, così come sono aumentate le attività autonomi che, rispetto ai soggetti non ipnotizzati. 57 Konefal, J. Social anxiety and training in neurolinguistic programming. Psycol Rep Dec;83(3 Pt1): De Miranda, CT. Impact of the application of neurolinguistic programming to mothers of children enrolled in a day care center of a Shantytown. Sao Paulo Med J Mar 4;117(2): Kirenskava, AV., Int, J. The relationship between hypnotizability, internal imagery, and efficiency of Neurolinguistic programming. Clin Exp Hypn Apr;59(2):

32 2.2 ARTICOLI SU PSYCNET APA (AMERICAN PSYCHOLOGICAL ASSOCIATION) Stevens John O. Nel 1978 pubblicò un articolo su come la PNL possa provocare una rappresentazione verbale dell esperienza soggettiva più completa. Secondo l autore pensare, decidere, ricordare, possono essere descritti come una sequenza di rappresentazione interna di un modello. E questo modello può essere modificato, amplificato o rimosso conferendo alla persona una nuova flessibilità e nuove capacità. 60 Nel 1983 Buchanan Dale R. e Little Donna sulla rivista Journal of Group Psychoterapy, Psychodrama & Sociometry descrivono alcune somiglianze tra la PNL e la teoria psicodrammatica. 61 Per entrambi le teorie, gli esseri umani sono creatori dei propri mondi. PNL e psicodramma condividono anche un contesto terapeutico in cui il cliente/paziente ha il controllo del sistema terapeutico solo quando il comportamento del terapeuta è limitato ad una specifica serie di tecniche. Se invece si mostra spontaneo negli atteggiamenti e nel comunicare il terapeuta sfugge al controllo del paziente. Nell approccio al cliente, sia i terapisti di PNL sia gli psicodrammatisti, impiegano l uso di metafore e storie simboliche, consapevoli che la mente inconscia è spesso più consapevole dei problemi rispetto alla mente cosciente. Infine gli autori descrivono tecniche terapeutiche come il raddoppio, l inversione di ruolo e la proiezione futura. Nell ottobre dello stesso anno Dorn Fred J., Brunson Bradford I., e Atwater Mike pubblicano un articolo dal titolo Assessment of prymary representational systems with Neurolinguistic Programming: examination of preliminary literature in cui descrivono come i sistemi rappresentazionali possono essere identificati se si una con 60 Stevens, John O. Neurolinguistic Programming (NLP) and Gestalt. Gestalt Journal. 1978; Vol 1(2) Buchanan, D. R., Little, D. Neurolinguistic Programming and psychodrama: Theoretical and clinical similarities. Journal of Group Psychoterapy, Psychodrama & Sociometry. 1983; Vol 36(3),

33 precisione la Programmazione Neuro-Linguistica. Concludono specificando che sulla base della ricerca scientifica esistente, non vi è un metodo affidabile per valutare i sistemi di rappresentazione percettiva di un soggetto. 62 Sharpley Christopher F. sulla rivista Journal of Counseling Psychology ad Aprile del 1984, ha valutato l utilizzo del sistema rappresentazionale percettivo sulla base di 15 studi effettuati. Valutando i dati raccolti l autore conclude che non vi sono prove a sostegno per l utilizzo dei sistemi rappresentazionali percettivi in PNL. 63 Nel novembre dello stesso anno Connel H. Stanley illustra sulla rivista Training & Development Journal tre tecniche e principi di Programmazione Neuro-Linguistica che i venditori possono usare per influenzare i clienti nelle scelte ed allinearsi con le loro percezioni: Mirroring, ancoraggio e ristrutturazione. 64 Andando avanti di un anno, nel 1985 Zika Bill, ripercorre storicamente l uso dell ipnosi in psicoterapia, per poi focalizzarsi sui modelli di PNL in psicoterapia, i quali prevedono l uso di trance e modelli di ipnoterapia analitica per scoprire le esperienze soggettive critiche iniziali. Infine è illustrato il caso di un ragazzo ventunenne con sindrome depressiva e stati di ansia trattato efficacemente con l ipnoterapia trasformazionale, che sintetizza i modelli di terapia analitica della Programmazione Neuro-Linguistica con l aggiunta di un quadro olistico. 65 Dello stesso anno è l articolo di Einspruch Eric L. e Forman Bruce D., 66 che riprende lo studio effettuato l anno precedente da Sharpley. Essi affermano che nel condurre le sue ricerche, Sharpley non ha preso in considerazione numerosi errori metodologici nella sua recensione sulle ricerche sulla PNL. Le categorie di errori includono: 62 Dorn, F. J., Brunson, B. I., Atwater M. Assessment of primary representational system with Neurolinguistic Programming: examination of preliminary literature. American Mental Health Counselors Association Journal. Oct 1983; Vol 5(4) Sharpley, C. F. Predicate matching in NLP: a review of research on the preferred representational system. Journal of Counseling Psychology. Apr 1984; Vol 31(2) Connell, H. S. NLP techniques for salespeople. Training & Development Journal. Nov 1984; Vol 38(11) Zika, B. Trasformational hypnotherapy: historical antecedents and a case example. Australian Journal of Clinical Hyonotherapy and Hypnosis. Sep 1985; Vol 6(2) Einspruch, E. L., Forman, B.D. Observations concerning research literature on Neurolinguistic programming. of Counseling Psychology. Oct 1985; Vol 32(4)

34 - Non familiarità con la PNL come un approccio alla terapia; - Inadeguata definizioni delle relazioni; - Insufficiente controllo del contesto; - Errori di logica. Davis Donald I. e Davis Susan L., sempre nel 1985, descrivono l utilizzo della Programmazione Neuro-Linguistica nella terapia di coppia illustrando un caso che coinvolge una coppia di anni 30 uniti in matrimonio da 2 anni e trattati positivamente con tecniche di PNL come l ancoraggio e l utilizzo di sistemi rappresentazionali percettivi. 67 A seguire altri tre articoli del Childers John H. sulla rivista Journal of Humanistic Counseling, Education & development definisce cos è la PNL e discute le dimensioni del modello che ha applicazioni per l insegnamento nelle classi scolastiche. Secondo Childers, il modello di PNL è progettato per facilitare la comprensione di come le persone organizzano la loro esperienza e in particolare come la coinvolgono nel processo decisionale, creativo, nell apprendimento e nella motivazione personale. 68 Elich Matthew, Thompson Richard W. e Miller Laurence, pubblicano uno studio sui movimenti oculari descritti da R. Bandler e J. Grinder. Analizzando 39 studenti a cui sono state poste domande che evocano modalità visive, uditive e cinestesiche, hanno notato che non vi sono movimenti degli occhi specifici abbinati alle modalità, anche se la modalità visiva ha più facilità ad essere riconosciuta. 69 Per concludere l anno 1985 Bradley E. Jane e Biedermann Heinz-Joachim pubblicano sulla rivista Psychotherapy: Theory, Research, Practice, Training un articolo che considera il contesto storico in cui R. Bandler e J. Grinder ( 75, 76, 79) 67 Davis, D. I., Davis S. L. Integrating individual and marital therapy using NeuroLinguistic Programming. Journal of Family Psychiatry. 1985; Vol 6(1) Childers, J. H. Neuro-Linguistic Programming: enhancing teacher-student communications. Journal of Humanistic Counseling, Education & development. Sep 1985; Vol 24(1) Elich, M., Thompson, R. W., Miller L. Mental imagery as reveled by eye movements and spoken predicates: a test of Neurolinguistic Programming. Journal of Counseling Psychology. Oct 1985; Vol 32(4)

35 elaborarono la teoria della PNL, al fine di fornire qualche informazione specifica sottostante la teoria. Finendo, gli autori ritengono che esami sperimentali contribuiranno a chiarire il modello di Programmazione Neuro-Linguistica e la sua efficacia. 70 Nel luglio 1986 viene pubblicato l articolo The effectiveness of Neurolinguistic Programming in a small-group setting. Gli autori esaminano l effetto provocato dalla PNL su 98 studenti universitari, mettendo in evidenza che la PNL riduce la resistenza dell ascoltatore alla comunicazione con l utilizzo dei comandi incorporati e della nidificazione per fornire la parte principale dei un messaggio all interno di un altro messaggio. Come risultato la PNL ha creato un clima più rilassato, senza però creare un cambio di atteggiamento nella scelta degli studenti. 71 Sharpley Christopher F. nel 1987 analizza i commenti di EL. Einspruch e BD. Forman del 1985 concludendo che i suggerimenti dati dai due autori si fondano su idee sbagliate per quanto riguarda i fattori che limitano il valore metodologico della ricerca e confuta molte delle critiche avanzate con dati provenienti da 7 studi, i quali illustrano che non vi sono basi a supporto dei principi della PNL o la sua applicazione nel counseling. 72 Passando agli anni 90, nel Gennaio del 1991 l articolo The NLP swish pattern: an innovative visualizing technique descrive il modello della tecnica di visualizzazione Swish sviluppato nella PNL. Viene fatta una breve panoramica sulla PNL e sulla tecnica presa in esame e successivamente presentati due casi di studio in cui si dimostra l efficacia della tecnica Bradley E. J., Biedermann H.J. Bandler and Grinder s neurolinguistic programmino: its historical context and contribution. Psychotherapy: Theory, Research, Practice, Training. 1985; Vol 22(1) Parr, G. D., Dixon, P. N., Yarbrough, D., Ratheal M. The effectiveness of Neurolinguistic Programming in a small-group setting. Journal of College Student Personnel. Jul 1986; Vol 27(4) Sharpley, C. F. Research findings on Neurolinguistic Programming: nonsupportive data or an untestable theory?. Journal of Counseling Psychology. Jan 1987; Vol 34(1) Master, B. J., Rawlins, M. E., Rawlins, L. D., Weidner, J. The NLP swish pattern: an innovative visualizing technique. Journal of Mental Health Counseling. Jan 1991; Vol 13(1)

36 A marzo dello stesso anno, Gray Richard discute in un suo articolo i rapporti di base della PNL, come l abbinamento del linguaggio con la posizione del corpo. 74 Per concludere il 1991, a Dicembre, Helm David J. Esplora come la PNL è in grado di aprire canali di comunicazione tra il consulente scolastico e lo studente, creando empatia e fornendo una guida per uno stile di vita personale ed educativo stabile. 75 È il 1994 quando House Sharon effettua una descrizione tra i sistemi rappresentazionali di Programmazione Neuro Linguistica utilizzati dalle persone per elaborare informazioni percettive in arrivo, suggerendo che un terapeuta, leggendo questi segnali, può migliorare enormemente la comunicazione terapeuta-paziente sviluppando forti legami di fiducia e rapport. 76 Georges D. Patric nel 1996, propone nell articolo Improved employee selection and staffing through meta programmes come i dirigenti di azienda dovrebbero utilizzare i meta-programmi di PNL per determinare con maggiore precisione le qualifiche e le attitudini dei candidati al lavoro. 77 La selezione degli articoli arriva al nuovo secolo ove, nel Dicembre del 2009 Kudliskis Voldis e Burden Robert nell articolo Applying what works in Psychology to enhancing examination success in schools: the potential contribution of NLP descrivono i punti di forza e di debolezza della Programmazione Neuro Linguistica con riferimento alle sue origini, alla ricerca e ai commenti critici. Infine viene proposto un caso di approccio di PNL per fornire risultati mirati agli interventi che gli psicologi offrono alle scuole, e tecniche che possono essere insegnate agli studenti per diminuire la pressione pre esame. Questo studio è stato 74 Gray, R. Tools for the trade: Neuro-Linguistic Programming and the art of communication. Federal Probation. Mar 1991; Vol 55(1) Helm, D. J. Neuro-Linguistic Programming: establishing rapport between the school couselor and the student. Journal of Instructional Psychology. Dec 1991; Vol 18(4) House, S. Blending NLP representational systems with the rt counseling environment. Journal of Reality Therapy. 1994; Vol 14(1) Georges, D. P. Improved employee selection and staffing through meta programmes. The carreer Development International. 1996; Vol 1(5)

37 condotto in una scuola secondaria nel sud-ovest dell Inghilterra e valutato in base ai commenti degli stessi studenti PNL E SANITA Il primo articolo che sarà citato è di Rosa Nicholas M. 79, che definisce operativamente la tecnica di ancoraggio per il trattamento delle fobie semplici. Ne descrive la tecnica come una forma di contro condizionamento in cui un insieme di risposte basate sulla fobia, evocate da una serie di stimoli, sono sostituite da un insieme di risposte sensate contro la fobia stessa. È il 1989 quando Shelden Virignia E. Shelden Randall G., sulla rivista Family Therapy, pubblicano l articolo Sexual abuse of males by females: the problem, treatment modality, and case example. Recensione letteraria sull abuso sessuale delle donne sugli uomini e spiegato un caso di un paziente di 42 anni di sesso maschile abusato sessualmente da sua madre in età adolescenziale e trattato efficacemente con tecniche di PNL. 80 Nello stesso anno, a settembre, Baddeley Mark pubblica l articolo Neurolinguistic Programming: The academic verdict so far. in cui esamina la teoria della Programmazione Neuro Linguistica ed il suo contributo nella pratica clinica sulla base delle critiche nella letteratura scientifica. Il verdetto dell autore è che la PNL 78 Kudliskis, V., Burden, R. Applying what works in Psychology to enhancing examination success in schools: the potential contribution of NLP. Thinking Skills and Creativity. Dec 2009; Vol 4(3) Rosa, N. M. Anchoring as a treatment for simple phobias. Phobia Practice & Research Journal. 1988; Vol 1(2) Shelden, V. E, Shelden, R. G. Sexual abuse of males by females: the problem, treatment modality, and case example. Family Therapy. 1989; Vol 16(3)

38 non può spiegare la vasta gamma delle problematiche intrapsichiche e interpersonali che si possono incontrare nella pratica clinica. 81 Using an imaginary scrapbook for Neurolinguistic Programming in the aftermath of a clinical depression: a case history. è il titolo dell articolo pubblicato da Hossack A. sulla rivista Gerontologist nel È la descrizione di un caso di un paziente anziano di sesso maschile in Inghilterra con depressione clinica, trattato con sedute di PNL. Viene incoraggiato il paziente a concettualizzare in immagini le esperienze passate intrinsecamente gratificanti al fine di creare in lui un auto-identità positiva e recuperarlo dalla depressione clinica. L ansia e la depressione del paziente sono state alleviate e gli obiettivi funzionali in gran parte realizzati. 82 Graf U. in Fortschr Med pubblica nel 1995 Neurolinguistic Programming in physician-patient communication. Basic principles of the procedure examples for application in surgery. Descrive la PNL come un mezzo per migliorare in maniera esponenziale la comunicazione medico-paziente. Inoltre aggiunge esempi di PNL applicati al campo della chirurgia, spiegando come comportarsi per il trattamento di condizioni cliniche dolorose utilizzando tecniche di trance o di dissociazione, e come la PNL può influenzare le aspettative e le ristrutturazioni dei pensieri in un paziente con malattia cronica. 83 Sul finire del secolo Schaefer J. e Shajor S. applicano, in uno studio, la PNL nella progettazione dei piani di cura da parte di studenti universitari in scienze infermieristiche, dimostrando come essa possa migliorare le capacità dei futuri infermieri nell individuare i bisogni alterati e stabilire un piano di cura efficiente. 84 Nel nuovo secolo, e precisamente ad Aprile del 2003, Walter J. e Bayat A. collegano la PNL al temperamento e al carattere. Apprendendo essa, si può riconoscere i tipi di carattere delle persone, le loro differenze di personalità e scoprire punti di forza e di 81 Baddeley, M. Neurolinguistic Programming: The academic verdict so far. Australian Journal of Clinical Hypnotherapy and Hypnosis. Sep 1989; Vol 10(2) Hossack, A. Using an imaginary scrapbook for Neurolinguistic Programming in the aftermath of a clinical depression: a case history. Gerontologist Apr;33(2): Graf, U. Neurolinguistic Programming in physician-patient communication. Basic principles of the procedure examples for application in surgery. Fortschr Med Sep 20; 113(26): Schaefer, J., Shajor, S. Learning with all one s senses. Neurolinguistic Programming in the teaching of pediatric nursing. Kinderkrankenschwester Jul;18(7):

39 debolezza personali, utile per comprendere se la carriera scelta nelle professioni sanitarie rifletta e sia compatibile con il set di abilità ed il tipo di carattere individuale. 85 Nel settembre 2004 Ellic C. mette in luce le tecniche di linguaggio che un medico dovrebbe attuare per far raggiungere in modo più proficuo l obiettivo prefissato dal paziente, indicando come la categoria dei medici buoni comunicatori prestino attenzione ed impegnano molte energie nell ascoltare e sincronizzarsi con il paziente. Entrano in empatia stabilendo un contatto sia verbale che non verbale attraverso il mirroring o la tecnica di interpretazione del tono, del timbro, del ritmo e del volume della voce nella conversazione. 86 Una particolare attenzione va mostrata per lo studio effettuato nel 2006/2007 da Bigley J., Griffiths PD., Prydderch A., Romanowski CA., Miles L., Lidiard H. e Hoggard N. del Department of Radiology, Sheffield Teaching Hospitals NHS Foundation Trust, Royal Hallamshire Hospital. Lo scopo dello studio era di valutare il successo della Programmazione Neuro Linguistica nel ridurre la necessità di anestesia generale in pazienti claustrofobici che necessitano di un esame di risonanza magnetica, con tutte le riduzione di spesa connesse per gli ospedali. Lo studio è stato condotto su 50 adulti che avevano rifiutato di sottoporsi all esame di risonanza magnetica a causa della claustrofobia. Dopo un ciclo di terapia in PNL 38 soggetti su 50 (76 %) hanno effettuato e completato l esame senza essere ricorsi ad anestesia generale. 87 L ultimo articolo selezionato è del 2011 Weight maintenance through behavior modification with a cooking course or Neurolinguistic Programming di Sorensen LB., Greve T., Kreutzer M., Pedersen U., Nielsen CM., Toubro S. e Astrup A Walter, J., Bayat, A. Neurolinguistic Programming: temperament and character types. Bmj Apr 19;326(7394):s Ellic, C. Neurolinguistic Programming in the medical consultation. Afr. Med J Sep;94(9): Bigley, J., Griffiths, PD., Prydderch, A., Romanowski, CA., Miles, L., Lidiard, H., Hoggard, N. Neurolinguistic Programming used to reduce the need for anaesthesia in claustrophobic patients undergoing mri. Br J Radiol Feb;83(986):

40 Viene confrontato l effetto sulla modificazione del peso su due gruppi di soggetti utilizzando due diverse tecniche. Dopo un programma di 12 settimane di perdita di peso, 49 partecipanti sono stati divisi in due gruppi: il primo gruppo ha eseguito sedute di PNL, mentre il secondo gruppo un corso di alta cucina. La rivalutazione dei due gruppi è stata effettuata dopo 3 anni. Il risultato ha mostrato che entrambi i gruppi di soggetti sono riusciti a stabilizzare il peso acquisito dopo le 12 settimane del programma di dieta, ma il tasso di abbandono è stato più alto nel gruppo che ha seguito le tecniche di PNL, 26% contro il 4% del gruppo che ha seguito il corso di alta cucina. 88 Sorensen, LB., Greve, T., Kreutzer, M., Pedersen, U., Nielsen, CM., Toubro, S., Astrup, A. Weight maintenance through behavior modification with a cooking course or Neurolinguistic Programming. Can J Dier Pract Res Winter;71(4):

41 CAPITOLO 3: INDAGINE PER VALUTARE IL DISTRESS PSICOLOGICO DEL CAREGIVER 3.1 STRUMENTO PER MISURARE IL CARICO ASSISTENZIALE DEL CAREGIVER DISTRESS DEL CAREGIVER L assistenza di una persona malata è un compito che con competenza ed esperienza si può affrontare. Non è di certo un compito facile, ed i momenti in cui il caregiver può incontrare delle difficoltà sono moltissimi: non sentirsi all altezza del compito, non saper entrare in empatia con il paziente, non saperlo ascoltare e capire quali sono le problematiche sia fisiche che psichiche più incombenti per il suo stile di vita e per la sua incolumità sono solo alcuni dei tanti problemi che ci si può trovare ad affrontare. Un professionista sanitario non può apprendere solo dal suo percorso di studio le tecniche per soddisfare ogni bisogno assente della persona che assiste. È nell indole di ognuno di noi trovare quel metodo che possa creare quel clima di fiducia in cui la persona assistita si senta pienamente a suo agio e protetta da personalità intorno a lui che egli stesso definisce di alta qualità. Quante volte è capitato che illustri medici o preparatissimi infermieri, ritenuti nell ambiente ospedaliero dei veri e propri guru nei loro rispettivi campi vengano etichettati da alcuni pazienti come non preparati o dichiarano di loro: non mi fido di lui/lei, preferisco essere visitato da un altro!. Un chiaro esempio di una mancanza di fiducia. Il paziente sente di aver qualcosa che non va nel suo corpo e si affida all assistenza dei professionisti sanitari. 41

42 Quello che nella maggior parte delle volte viene messo in secondo piano è la componente emotiva che accompagna quel qualcosa che non va nel suo corpo. Quando non si riesce a far breccia ed a costruire un ponte di contatto tra i mondi esistenti nella mente del paziente e in quello del professionista sanitario che lo assiste si crea una barriera che, sfavorisce sia la guarigione che l assistenza stessa. Ed ecco che il paziente chiede di essere assistito da un altro professionista più qualificato. Ma cos è una qualifica? Non basta il curriculum lavorativo e i successi nell ambito lavorativo a dimostrare la bravura? Purtroppo le tempistiche sull assistenza nel sistema sanitario sono regolate da fattori economici che limitano i giorni di degenza ed assistenza ospedaliera, ed incentrate su un modello Bio-Medico che focalizza l attenzione sulla malattia e non sul malato. Tutto questo naturalmente mette in ombra la componente emotiva, che dovrebbe essere messa allo stesso piano della componente fisica. Il loro equilibrio fortifica la cura e ne favorisce la guarigione. Come si nota anche negli ambienti ospedalieri quindi, ove vi lavorano persone preparate ad affrontare questo tipo di situazioni, insorgono problemi di inadeguatezza dell assistenza della persona malata. E cosa accade quando il caregiver, cioè colui che si fa carico dell assistenza di un altro individuo che non riesce più ad occuparsi di se stesso in modo autonomo e si preoccupa di rispondere ai suoi bisogni fisici, psichici e sociali, è un familiare? Una persona che sicuramente ha una carica empatica maggiore rispetto ad un professionista sanitario. Conosce l assistito, vive giornalmente i suoi cambiamenti di salute, è parte integrante della sua vita. Ma ha anche un coinvolgimento maggiore a livello emotivo che può deviarlo da un assistenza giusta e di qualità. 42

43 A volte una manovra dolorosa nell immediato ma necessaria per il bene del malato/familiare non viene effettuata per non volersi prendere carico di provocargli un dolore atroce, perdendo così il fine ultimo della manovra stessa. O assecondare il familiare in alcune scelte che si ritengono sbagliate per il suo stato di salute solo per compassione, per un amore sconfinato di vederlo felice in quel momento anche a scapito di un peggioramento dello stato di salute. È chiaro che il familiare si prende carico di un lavoro di cui non ha nessun tipo di preparazione. Quando questo accade in situazioni in cui il paziente affronta una malattia neoplastica in fase terminale e viene dimesso dall ospedale, al fine di farlo vivere più tempo possibile nel proprio ambiente familiare, il parente, per quanto sia seguito nell assistenza domiciliare da strutture specializzate in cure palliative, riceve un carico maggiore sulla sua emotività e sullo stile di vita fin ora avuto. Il passaggio dall indipendenza alla dipendenza del malato, la perdita del ruolo familiare e sociale, i problemi economici che possano presentarsi, la situazione di precarietà del futuro e la necessità di introdurre nuove persone all interno dell habitat casalingo sono terremoti che si abbattono nel nucleo familiare finanche ad alterarne la stabilità e l armonia. Le infermiere Valentina Grimaldi e Federica Fabbrini dell Unità Cure Palliative Leniterapia c/o Ospedale S.M. Annunziata zona sud est del distretto ASL di Firenze, sulla Rivista Italiana di Cure Palliative hanno pubblicato nel 2007 uno strumento per misurare il carico assistenziale del caregiver di un paziente oncologico in fase terminale a domicilio, dal titolo Distress del Caregiver 89. Questo testo si articola in diverse domande e suddiviso in una parte riservata all operatore ed un altra al caregiver. Le domande vertono su un area assistenziale, area delle relazioni familiari, della salute fisica e psicologica, delle relazioni sociali e private e del carico economico. 89 Grimaldi V., Fabbrini F., Distress del Caregiver. Proposta di uno strumento per misurare il carico assistenziale del caregiver di un paziente oncologico in fase terminale a domicilio., La rivista italiana di Cure Palliative., numero I, primavera

44 3.2 DISTRESS E BURN-OUT Sebbene ad oggi non esista una definizione del burn-out univocamente accettata, accordandoci alla maggioranza degli autori che si sono occupati di questo tema, si potrebbe definire il burn-out come una sindrome complessa a componente prevalentemente psichica che si instaura come risposta ad una condizione di stress lavorativo prolungato e che viene definita da tre dimensioni caratteristiche: 1. l esaurimento emotivo; 2. la depersonalizzazione; 3. la mancata realizzazione personale. L uso di questo termine, nella sua eccezione clinica, risale al 1961 quando lo scrittore Green, in uno dei suoi romanzi, presenta un caso di burn-out in un architetto che spiritualmente tormentato e disilluso abbandona il suo lavoro per rifugiarsi in una località esotica. È interessante sottolineare che il burn-out nasce come campo di interesse per psicologi, psichiatri e sociologi molto tempo prima che diventi oggetto di studio da parte dei ricercatori. Difatti la fase pionieristica della ricerca inizia nel 1975 con Freudenberger, uno psichiatra, e con Maslach, un sociologo, nel Freudenberger, in particolar modo, ha fornito delle osservazioni dirette in cui descriveva il processo per cui egli stesso ed i suoi collaboratori che lavoravano in un reparto di salute mentale, avevano sperimentato una sensazione di deplezione emozionale con perdita di motivazione e impegno verso il proprio lavoro che per la prima volta è stata definita con un termine che, nel linguaggio comune, veniva utilizzato per descrivere gli effetti dell abuso cronico di droghe: burn-out appunto. Le pubblicazioni seguenti a quella di Freudenberger sono state soprattutto di tipo trasversale ed hanno solamente avuto lo scopo di raccogliere quante più informazioni possibili sulla sintomatologia e sulla prevalenza della sindrome. 44

45 Negli anni 80 sono iniziati gli studi empirici in cui la ricerca prevedeva campioni di persone molto più ampi e che era strutturata con lo scopo di trovare gli strumenti più adatti che consentissero di valutare ed accertare la presenza della sindrome del burnout nei soggetti in esame. Nasce in quel periodo il metodo di valutazione ad oggi ancora più utilizzato ovvero il Mislach Burn-out Inventory (MBI) messo a punto da Maslach e Jackson. 90. L MBI consiste in un questionario che valuta le tre dimensioni di burn-out: Esaurimento Emotivo (EE) ovvero la sensazione di essere inaridito emotivamente ed esaurito dal proprio lavoro; Depersonalizzazione (D) intesa come distacco e indifferenza nei confronti dell oggetto lavorativo e Realizzazione Personale (RP) come valutazione della sensazione relativa alla propria competenza e al proprio desiderio di successo nel lavorare con gli altri. Esistono diverse versioni del MBI come il MBI-HHS, da somministrare a personale che lavora nei servizi sociali e medici, MBI-ES, da utilizzare nel personale docente, e il MBI-GS da somministrare nelle altre categorie. L esaurimento emotivo diventa evidente quando il soggetto sente che non ha quasi più niente da offrire agli altri per cui egli sviluppa sentimenti di impotenza, disperazione, depressione, rabbia, impazienza, irritabilità, incremento delle tensioni e conflitti, scontrosità, ecc; sono presenti anche segni e sintomi fisici come fatica cronica, frequenti mal di testa, nausea, tensioni muscolari, disturbi del sonno. La depersonalizzazione invece comporta indifferenza ed induce un comportamento di negatività verso gli altri, sé stessi, il lavoro. Una mancata realizzazione personale implica la sfiducia nelle proprie potenzialità ed una revisione critica di tutto ciò che si è fatto in precedenza. Sebbene il burn-out sia spesso associato ad ansia e depressione, esso si differenzia dalle altre due patologie in quanto i sintomi si presentano in concomitanza dell esperienza lavorativa piuttosto che indefinitamente in tutti i settori della vita. 90 Maslach, C., Jackson, S.E., Leiter, M.P., Schaufeli, W.B., Schwab, R.I. Mislach Burn-out Inventory MBI

46 Le categorie a rischio sono rappresentate da lavoratori le cui professioni comportino un impegno assistenziale sociale verso persone bisognose di cure ed attenzione. I più esposti possono dunque essere: medici, infermieri, personale impiegato nei reparti di urgenza o di malattie terminali, insegnanti, guardie carcerarie,caregiver familiari ecc. Tuttavia le prevalenze pubblicate in letteratura sono da valutare criticamente, per la mancanza di una definizione univoca e di criteri specifici per porre diagnosi differenziale con gli altri disturbi psichici indotti dalla presenza di stressors nel luogo di lavoro. I fattori che possono predisporre all insorgenza della sindrome del burn-out sono sia di tipo ambientale che individuale 91. Nella letteratura scientifica il burn-out è molto presente in vari campi: psicologia, oncologia, sociologia etc È stato dimostrato che caregiver formali come i professionisti sanitari 92, operanti in reparti di oncologia, hanno un rischio elevato di sviluppare un burn-out 93 con un rischio ulteriore di diminuzione della qualità di cura. Può essere presente anche nei caregiver informali (familiari) di pazienti dimessi dagli ospedali dopo aver subito un ictus 94 o di pazienti affetti da demenza 95. Per concludere e dimostrare quanto il burn-out si presenti nelle situazioni più varie è da sottolineare che le mogli dei veterani di guerra, che in questo caso possono trovarsi a svolgere inconsciamente la funzione del caregiver, possono sperimentare 91 Tomei, G., Tomao, E., Sancini, A. Burn-out, Giornate Romane di Medicina del Lavoro Antonello Spinazzola - Sezione Regionale Laziale- Abruzzese della S.I.M.L.I.I.- Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro- Università degli Studi di Roma La Sapienza. 92 Edmonds, C., Lockwood, GM., Bezjak, A., Nyhof-Young J. Alleviating emotional exhaustion in oncology nurses: an evaluation of Wellspring's "Care for the Professional Caregiver Program", J. Cancer Educ. Marzo Sherman, AC., Edwards, D., Simonton, S., Mehta, P. Caregiver stress and burnout in an oncology unit. Palliat Support Care, Marzo Van den Heuvel ET., et al., Risk factors for burn-out in caregivers of stroke patients, and possibilities for intervention., Clin Rehabil. Dicembre Truzzi A, et al. Burnout in familial caregivers of patients with dementia. Rev Bras Psiquiatr. Dicembre

47 un burn-out diventando vittime indirette dei disturbi post traumatici da stress cronico (PTSD) dei loro mariti. 96 Stress e ansia sono strettamente collegati, tant'è che possiamo considerarli come due facce della stessa medaglia;il rapporto individuo/ambiente è soggetto a frequenti interazioni di tipo stressorio, le quali possono provocare come conseguenza l'ansia. Gli stressors, ovvero gli elementi ambientali (intesi anche come situazioni, esperienze o persone) che producono una sollecitazione sull'organismo, subiscono sempre un'elaborazione di tipo cognitivo, dalla quale dipende in gran parte la reazione della persona. L'ansia deriva da queste elaborazioni, per esempio nel caso in cui la persona percepisca il pericolo come reale e desideri liberarsene. Lo stress in sostanza è la prima sollecitazione che l'organismo subisce quando vi è un cambiamento nell'equilibrio tra organismo e ambiente. L'ansia è una sua possibile conseguenza. Lo stress può essere di due tipi: eustress (eu: in greco, buono, bello) o distress (dis: cattivo, morboso). L'eustress, o stress buono, è quello indispensabile alla vita, che si manifesta sotto forma di stimolazioni ambientali costruttive ed interessanti. Un esempio può essere una promozione lavorativa, la quale attribuisce maggiori responsabilità ma anche maggiori soddisfazioni. Il distress è invece lo stress cattivo, quello che provoca grossi scompensi emotivi e fisici difficilmente risolvibili. Un esempio può essere un licenziamento inaspettato, oppure un intervento chirurgico. Ognuno di noi risponde agli eventi stressanti in modo diverso, questo perché ogni persona fa esperienze diverse e fa proprie strategie interpretative e di pensiero diverse. Inoltre un ruolo fondamentale nell'interpretazione degli eventi, sia interni che esterni, spetta all'apprendimento. Noi impariamo a comportarci in un certo modo di fronte a certi stimoli e questi meccanismi di apprendimento agiscono in modo automatico, al di fuori della nostra consapevolezza. Le nostre stesse valutazioni personali degli eventi e delle cose subiscono l'effetto dell'apprendimento e una volta 96 Klarić, M., Francisković, T., Pernar, M., Nembić, Moro, I., Milićević, R., Cerni Obrdalj, E., Salcin Satriano, A. Caregiver burden and burnout in partners of war veterans with post-traumatic stress disorder. Coll Antropol. Marzo

48 consolidatesi funzionano in modo relativamente autonomo. Gli schemi comportamentali e di pensiero hanno la funzione di farci risparmiare energia sia fisica che mentale, infatti si basano su esperienze pregresse già elaborate, facilmente rievocabili. La risposta di stress si esplica in tre fasi: nella prima fase, definita fase di allarme, lo stressor suscita nell'organismo un senso di allerta, definito arousal 97, con conseguente attivazione dei processi psicofisiologici (aumento del battito cardiaco, iperventilazione ecc.). Dopodiché, nella fase di resistenza, l'organismo tenta di adattarsi alla situazione e gli indici fisiologici tendono a normalizzarsi anche se lo sforzo attuato è molto intenso. Nel caso in cui l'adattamento non sia sufficiente si arriva alla terza fase, la fase dell'esaurimento, in cui l'organismo non riesce più a difendersi e la naturale capacità di adattamento viene a mancare. Quest'ultima fase è la più pericolosa, in quanto l'esposizione prolungata ad una situazione di stress può provocare l'insorgenza di patologie sia fisiche che psichiche. In particolare, lo stress cronico attiva un circuito composto da strutture cerebrali e da una ghiandola endocrina (asse ipotalamo-ipofisi-surrene), il surrene, il quale aumenta la secrezione di cortisolo. Quest'ormone, anche conosciuto come ormone dello stress, se presente in quantità superiori alla norma provoca vari disturbi. Tra i sintomi più frequenti dello stress si ricorda: frequente sensazione di stanchezza generale, accelerazione del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, crisi di pianto, depressione, frustrazione, attacchi di ansia, disturbi del sonno, dolori muscolari, ulcera dello stomaco, diarrea, crampi allo stomaco, colite, malfunzionamento della tiroide, facilità ad ammalarsi, difficoltà ad esprimersi e a trovare un vocabolo conosciuto, sensazione di noia nei confronti di ogni situazione, 97 Stato generale di attivazione e reattività del sistema nervoso, in risposta a stimoli interni (soggettivi) o esterni (ambientali e sociali). Esso è attribuibile all influenza della formazione reticolare attivante sul sistema nervoso autonomo e sull intera corteccia cerebrale, e si connota come una variabile continua sulla quale i diversi individui possono variare. Comprende un livello intermedio ottimale, adeguato per il funzionamento psicologico. Molti studi sperimentali infatti dimostrano una relazione funzionale a U rovesciata tra attivazione e prestazione: le prestazioni migliori nell essere umano si ottengono in corrispondenza di livelli intermedi di arousal, mentre un arousal ridotto (come nel sonno o nel rilassamento profondo) o eccessivo (come negli attacchi di panico) è incompatibile con un buon funzionamento cognitivo. Un arousal di media entità produce quindi uno stato di coscienza di piena vigilanza e motivazione verso il compito in atto [...]. 48

49 frequente bisogno di urinare, cambio della voce, iperattività, confusione mentale, irritabilità, abbassamento delle difese immunitarie, diabete, ipertensione, cefalea, ulcera. La letteratura scientifica abbonda di articoli riguardanti il distress psicologico. In particolare, nelle malattie oncologiche il distress del caregiver è presente ad alti livelli, dovuto anche alla diminuzione delle attività ricreative e all aumento delle spese familiari per qualunque attività inerente la cura della persona malata 98. Uno studio sul distress psicologico dei caregiver familiari di parenti malati di cancro in stato avanzato ha dimostrato che la percentuale di distress varia da un 41% al 62% nei caregiver rispetto al 19,2% riscontrato nella popolazione, con un aumento progressivo quando il paziente/parente perde la sua autonomia 99. Concludendo il professore Marco Luigi Bellani, dell Unità di Psicologia Clinica, Università degli Studi dell Insubria (Varese) e vice Presidente della Società italiana di psico-oncologia ha dichiarato sul distress: La sofferenza psicologica del paziente è stata definita distress(per evitare termini che possano avere una connotazione negativa): ha manifestazioni diverse da sintomi lievi fino a problemi che possono diventare disabilitanti e interferire negativamente con la capacità di affrontare il cancro, i sintomi fisici e il trattamento riconducibili alla malattia, alle caratteristiche della persona che si ammala e al contesto familiare, sociale e culturale all interno del quale l esperienza viene vissuta. Studi di letteratura riportano che il per cento delle persone ammalate di cancro vive una situazione di distress più o meno severo. In Italia, su circa 260mila nuovi casi di tumore ogni anno, si stima che mila nuovi pazienti presentino un quadro di distress, di cui 50-60mila con forme severe (inclusi disturbi d ansia e depressivi) che meriterebbero un attenzione specialistica. A questo numero si aggiungono le persone non trattate negli anni precedenti, quelle che hanno delle ricadute e quanti entrano nella fase terminale di malattia, senza dimenticare i 98 Pellegrino, R., Formica, V., Portarena, I., Mariotti, S., Grenga, I., Del Monte, G., Roselli, M. Caregiver distress in the early phases of cancer. Anticancer Res. Novembre Dumont, S., Turgeon, J., Allard, P., Gagnon, P., Charbonneau, C., Vézina, L. Caring for a loved one with advanced cancer: determinants of psychological distress in family caregivers. J Palliat Med. Agosto

50 familiari dei pazienti, che spesso necessitano di sostegno. Tuttavia, sebbene la sofferenza emozionale sia un fenomeno molto diffuso, solo il per cento di chi ne ha bisogno riceve un adeguato supporto. Se il distress non viene adeguatamente trattato, può comportare importanti conseguenze sul piano della salute psicosociale (compromissione delle relazioni e ritiro dalla vita sociale), di quella fisica (non adesione alle cure, interferenza con i sintomi della malattia e gli effetti collaterali dei trattamenti) e anche sul fronte economico (aumento delle giornate di degenza e del numero di ricoveri). La letteratura internazionale definisce il distress come il sesto parametro vitale - insieme a temperatura, respiro, battito cardiaco, pressione arteriosa e dolore - e ne raccomanda il monitoraggio e il trattamento. Esiste, infatti, un elevato rischio di considerare normale la reazione emotiva del paziente con diagnosi di cancro. Al dolore psichico va invece riservata la stessa considerazione che si ha nei confronti del dolore fisico, conseguenza di questa e altre patologie, che viene affrontato e trattato in tutte le sue espressioni perché ritenuto non necessario e non dignitoso COME AFFIANCARE IL TEST DISTRESS DEL CAREGIVER ALLA PNL Il progetto è di visualizzare i risultati ottenuti dalla revisione di questo test nel contesto delle cure palliative a domicilio erogate presso la struttura Antea di Roma e identificare, tramite la PNL, una metodica affinchè il caregiver possa essere più efficace nell assistenza al proprio parente e così ottenere due risultati: - Il familiare che si fa carico dell assistenza è predisposto emotivamente ad affrontare una situazione che gli è letteralmente caduta dal cielo ; 100 (accesso 18/10/ 2013) 50

51 - Come effetto domino il miglioramento dell efficacia dell assistenza possa giovare sulla cura del malato stesso e garantirgli una morte serena. Il cancro non può essere considerato una patologia che colpisce soltanto un singolo individuo poiché coinvolge sul piano emotivo e assistenziale tutte le persone vicine al paziente. La famiglia risente del peso della malattia e reagisce in modo soggettivo alla situazione creata. Si tratta di Uomini e Donne costrette, non per volontà loro, a subire gli influssi della malattia del loro parente e che con Amore, con Forza di Volontà, cercano di contrastare una situazione che sanno essere a termine, creando un ambiente intorno al parente malato ovattato e accondiscendente nei suoi confronti. Questo eccesso di altruismo naturalmente ha delle ritorsioni come una minor cura personale, diminuzione del tempo libero in cui dedicare a se stessi piaceri momentanei che servono a staccare la spina. Il corpo è una macchina perfetta che ha bisogno anche dei momenti di svago per ricaricare le batterie. Quando è sovralimentato da pensieri negativi, paure del presente e del futuro, angosce, riduzioni della privacy per il continuo entrare e uscire giornaliero nella propria casa di assistenti sanitari o, l aumento di attività fisica di persone anziane che devono muoversi per andare a comprare farmaci, andare dal medico o sostituirsi alle attività quotidiane prima gestite dal malato, creano uno stress che influisce sia sulla psiche che sul corpo, aumentando il rischio di ammalarsi a sua volta o semplicemente arrivare sempre più sfinito a fine giornata. Può portare ad un senso di impotenza o incapacità e pian piano, radicarsi nella mente generando una depressione. Queste persone hanno un peso che va distribuito e diminuito. In fisica, se un peso grava su un punto preciso di una superficie e la superficie stessa non può sostenere il peso, essa romperà i suoi legami atomici e chimici fino a rompersi sotto il peso 51

52 stesso. Ma se lo stesso peso viene distribuito su più parti della superficie essa può in determinati casi sostenerlo senza creare un danno ad essa. Con la PNL applicata a questo campo si cercherà di creare delle basi solide a cui poggiare questo peso caduto dal cielo che rappresenta la malattia del parente. Si deve raggiungere il risultato che il caregiver sia predisposto emotivamente ad affrontare la situazione e di conseguenza essere più efficace nell assistenza con giovamento da parte del malato. Bisogna però partire da una base per valutare lo stress quindi tutto naturalmente verterà interamente sulle risposte dei familiari a questo test, che darà una chiara informazione sul loro stress dovuto all assistenza del parente malato per poter poi generare una metodica. Il test, come sottolineato nel paragrafo 3.1, verte su l area assistenziale, l area delle relazioni familiari, della salute fisica e psicologica, delle relazioni sociali e private e del carico economico. Ogni area qui elencata influisce sull emotività e sulle scelte fatte dal caregiver, un insieme delle risposte che ne generano un comportamento unico in un dato momento e una data situazione. Quindi la PNL può intervenire sull insieme delle parti e sulle singole parti per creare un ambiente mentale che verte verso la positività, centrando dei punti base, inamovibili come delle fondamenta, e proseguendo costruendo un nuovo modo di pensare e di interagire da parte del caregiver conseguendo il raggiungimento dell obiettivo prefissato. Un familiare è un cardine nei momenti difficili da consultare e seguire, se egli stesso ha smarrito la strada, il parente malato può sentirsi ancor più solo a combattere una malattia, che nel suddetto caso di malattia terminale, lo sta sconfiggendo nel fisico. La mente deve trovare intorno a se un clima amorevole e fiducioso, cosicché non si senta abbandonato al proprio destino. In più il caregiver familiare, può sentire di aver dato tutto se stesso per garantire il meglio che si poteva offrire al proprio parente, ed averlo accompagnato nella maniera assistenziale più adeguata fino alla morte. 52

53 CAPITOLO 4: ANALISI DEI RISULTATI E IPOTESI DI APPLICAZIONE DELLA PNL AL DISTRESS PSICOLOGICO 4.1 OBIETTIVO PRIMARIO L obiettivo prefissato è ricercare una metodica usando le tecniche della PNL per diminuire il distress psicologico del caregiver. C è bisogno di una base da cui dover partire per valutare il distress, e questa base è il test revisionato Distress del Caregiver creato dalle infermiere Valentina Grimaldi e Federica Fabbrini, dell Unità Cure Palliative Leniterapia c/o Ospedale S.M. Annunziata ASL 10 di Firenze zona sud-est, che ricalcano strumenti già validati quali: Caregiver inventory (CBI, Novak M, Guest C., 1989) 101 ; Caregiver burden Scale (Cummings J.L. et all, 2002); Scala di sovraccarico del caregiver di ZARIT (adattamento di Sandri A. e Anaya F., 2004) 102. Questo test ha lo scopo di rilevare appunto il sovraccarico del familiare che assiste al domicilio il proprio parente giunto alla fine della vita. 4.2 MATERIALI E METODI Il campione selezionato è rappresentato dai caregiver di pazienti neoplastici assistiti al proprio domicilio dal personale della struttura Antea di Roma. 101 Sasso L., Gamberoni L., Ferraresi A. et al. L infermiere di famiglia. Scenari assistenziali e orientamenti futuri. Milano: McGraw-Hill; Collegio IPASVI Firenze, Obiettivo professione infermieristica, n. 2/2004:

54 I criteri di inclusione del campione sono: 1. Il caregiver è rappresentato esclusivamente da un familiare; 2. Malattia neoplastica in fase terminale; 3. Età del paziente > 18 anni; 4. Familiari di persone assistite dalla struttura Antea di Roma; 5. Disponibilità di collaborazione dei familiari; 6. Campione dei caregiver disponibili al test di 30 unità ; La scelta di includere nello studio solo caregiver rappresentati da un familiare (punto 1.) e non dal badante è dettata dal fatto che quest ultimo viene considerato un caregiver formale, in quanto legato al paziente da un rapporto di lavoro. Di conseguenza il carico emotivo, fisico ed economico del badante nei confronti del paziente sarà ovviamente inferiore o, comunque, diverso da quello del familiare. La malattia (punto 2.) è una malattia neoplastica in fase terminale, ove il carico del caregiver nell assistenza è molto alto, con la presenza di distress elevato. L età del paziente (punto 3.) è stata decisa sulla base di restringere il campo dell intervento e sulla difficoltà ulteriore di avere il consenso da parte del tutore e del malato stesso. La disponibilità di collaborazione dei familiari (punto 5.) è un requisito fondamentale, in quanto questo test mostra domande a cui una persona può sentirsi libera di non rispondere, essendo domande inerenti la malattia e la situazione che ne crea la malattia stessa del parente, quindi può provocare sensazioni sgradevoli che non tutti hanno la forza di provare al momento di rispondere alle domande del test. Il test si compone di undici domande, otto a risposta chiusa con scala Likert( per niente, poco, abbastanza, molto) e tre a risposta chiusa a scelta multipla. È diviso in due parti: la prima parte è riservata all operatore mentre la seconda è riservata al caregiver. 54

55 Le domande vertono su differenti aree di disagio del caregiver quali l area assistenziale, l area delle relazioni familiari, della salute fisica e psicologica, delle relazioni sociali e private e del carico economico. 4.3 METODO DI SOMMINISTRAZIONE Nel periodo di 30 giorni compreso tra Agosto 2013 e Settembre 2013 mi sono recato presso la struttura Antea di Roma. Ho ricevuto un affiancamento nei turni diurni ad un infermiera della struttura, la quale aveva giornalmente dei pazienti oncologici in fase terminale da assistere a domicilio. Durante il turno di 7 ore giornaliere ci siamo recati presso i domicili dei pazienti. I parenti erano molto disponibili nell aiutare l infermiera Maddalena nelle cure al parente malato ed ho riscontrato una notevole disponibilità nel sottoporsi al test. Al caregiver che dava il suo consenso ad eseguire il test veniva illustrata e spiegata ognuna delle 11 domande e successivamente ad aver compilato la parte riservata all operatore, consegnavo il test al caregiver. Al momento di andar via dal domicilio, il test veniva riconsegnato compilato. 4.4 RISULTATI In questo paragrafo verrà mostrato il test e le sue domande ed in seguito elencate le risposte dei trenta caregiver che si sono sottoposti al test. 55

56 Infine verrà valutato il distress del caregiver attribuendo un punteggio da 1( per niente) a 4 (molto) per ogni domanda e un punto aggiuntivo nelle domande che riservano una o più risposte specifiche > : non è presente distress : sovraccarico scarso : sovraccarico moderato - 33 < : sovraccarico elevato. 56

57 Test Distress del caregiver pagina prima. 57

58 Test Distress del caregiver pagina seconda. 58

59 Test Distress del caregiver pagina terza. 59

60 Il test è stato effettuato dal familiare senza l aiuto dell operatore. CHI E LA PERSONA MAGGIORMENTE IMPEGNATA NELL ASSISTENZA DEL PAZIENTE? 7; 23% 23; 77% moglie figlia / figlio Sette caregiver erano le mogli del parente malato, mentre ventitre erano figlio o figlia. SESSO: 6; 20% maschio femmina 24; 80% 60

61 Sei erano di sesso maschile, figli, e ventiquattro erano di sesso femminile, sette mogli e diciassette figlie. ETA DEL CAREGIVER: 3; 10% 9; 30% 18; 60% 50/60 60/70 70/80 L età del caregiver ha una predominanza tra i 50/60 anni per il 60% (18 risposte), seguito dal 30% (9 risposte) di età compresa tra i 60/70 e dal 10% (3 risposte) con età compresa tra i 70/80 anni. DA QUANTI MEMBRI E COMPOSTO IL NUCLEO FAMILIARE? 6; 20% 6; 20% 18; 60% 3 4 più di 4 61

62 Diciotto caregiver hanno un nucleo familiare di quattro persone (60%), sei un nucleo familiare composto da 3 individui e gli ultimi sei di più di quattro individui (20%; 20%). Questa parte è riservata direttamente al caregiver e sono undici domande, di cui otto con scala Likert (per niente, poco, abbastanza, molto) con punteggio da 1 a 4 e tre a risposta chiusa con scelta multipla (1 punto ogni risposta barrata). 1) RITIENE CHE LE ATTIVITA CHE DEVE SVOLGERE PER IL SUO FAMILIARE DURANTE LA GIORNATA ( AD ESEMPIO IGIENE E CURA DELLA PERSONA) SIANO DIFFICILI DA GESTIRE? 6 20% 9 30% 15 50% poco abbastanza molto A questa domanda nove soggetti hanno risposto poco (30%); quindici abbastanza (50%) e sei molto (20%). 2) RITIENE CHE LA SOMMINISTRAZIONE DELLA TERAPIA DEL SUO FAMILIARE SIA DIFFICILE DA GESTIRE? 62

63 9 30% 6 20% 3 10% 12 40% per niente poco abbastanza molto Dodici caregiver hanno risposto per niente (40%); tre hanno risposto poco (10%); nove abbastanza (30%) e infine sei soggetti hanno risposto molto (20%). 3) RITIENE CHE I RAPPORTI (COMUNICARE CON LA PERSONA MALATA, ESPRIMERE I PROPRI SENTIMENTI) CON IL SUO FAMILIARE SIANO DIFFICILI DA GESTIRE? 9 30% 9 30% 9 30% 3 10% niente poco abbastanza molto 63

64 Nove soggetti hanno dato come risposta niente (30%); tre soggetti hanno risposto poco (10%); nove soggetti hanno dato come risposta abbastanza (30%) ed infine, nove soggetti hanno dato come risposta molto (30%). Diciotto soggetti che hanno dato come risposta abbastanza o molto hanno risposto alla successiva domanda che specifica meglio la loro posizione: SE HA RISPOSTO ABBASTANZA O MOLTO SPECIFICARE PER QUALI MOTIVI ( PUO BARRARE PIU DI UNA RISPOSTA) 2, 11% 16, 89% perché lei non riesce ad accettare la malattia del suo familiare altro Sedici soggetti su diciotto (89%) ha specificato come risposta: perché non riesce ad accettare la malattia del suo familiare; mentre solo due soggetti hanno dato come risposta altro (11%). 4) PENSA CHE DA QUANDO E INIZIATA LA MALATTIA SIANO INSORTI PROBLEMI TRA I MEMBRI STESSI DEL NUCLEO FAMILIARE? 64

65 12 40% 18 60% per niente poco Diciotto soggetti hanno dato come risposta per niente (60%), mentre dodici soggetti hanno dato come risposta poco(40%). 5) RITIENE CHE LA CURA DEL SUO FAMILIARE ABBIA INFLUITO SULLA SUA SALUTE? 6 20% 9 30% 15 50% per niente poco abbastanza Nove soggetti hanno dato come risposta niente (30%); quindici soggetti hanno dato come risposta poco (50%); sei soggetti hanno dato come risposta abbastanza (20%). 65

66 I caregiver che hanno dato come risposta abbastanza hanno specificato nella successiva domanda: SE HA RISPOSTO ABBASTANZA O MOLTO SPECIFICARE (PUO BARRARE UNA O PIU RISPOSTE). 1 17% 5 83% alterazione del sonno tristezza Cinque soggetti hanno dato come risposta: alterazione del sonno (83%) e 1 solo soggetto ha dato come risposta: tristezza (17%). 6) RITIENE CHE LA CURA DEL SUO FAMILIARE ABBIA INFLUITO SULLE SUE RELAZIONI SOCIALI? 9 30% 6 20% 15 50% per niente poco abbastanza Sei soggetti hanno dato come risposta per niente (20%); quindici hanno dato come risposta poco(50%); nove soggetti hanno dato come risposta abbastanza (30%). 66

67 7) RITIENE CHE LA CURA DEL SUO FAMILIARE ABBIA INFLUITO SULLA SUA VITA PRIVATA? 7 23% 11 37% 3 10% 9 30% per niente poco abbastanza molto Tre caregiver hanno dato come risposta per niente (10%); nove caregiver hanno dato come risposta poco (30%); undici caregiver hanno dato come risposta abbastanza (37%); sette caregiver hanno dato come risposta molto (23%). 8) RITIENE DI AVER BISOGNO DI ESPRIMERE LE SUE EMOZIONI? 12 40% 9 30% 9 30% poco abbastanza molto 67

68 Nove caregiver hanno dato come risposta poco (30%); nove caregiver hanno dato come risposta abbastanza (30%); dodici caregiver hanno dato come risposta molto (40%). I caregiver che hanno dato come risposta abbastanza o molto (18), hanno specificato nella domanda: SE HA RISPOSTO ABBASTANZA O MOLTO SPECIFICARE CON CHI (PUO BARRARE UNA O PIU RISPOSTE): il 100% dei caregiver (18/18) ha dato come risposta con gli altri membri della famiglia; otto caregiver hanno dato anche un altra risposta: 17% 17% 66% con l'infermiere con il medico con lo psicologo Quattro caregiver hanno dato come risposta con l infermiere (66%); due caregiver hanno dato come risposta con il medico (17%); due caregiver hanno dato come risposta con lo psicologo (17%). 68

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