CLASS ACTION. Dal primo gennaio 2010, anche in Italia è possibile, come ormai da. moltissimi anni in tanti Paesi, procedere alle cause di gruppo.

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1 CLASS ACTION Dal primo gennaio 2010, anche in Italia è possibile, come ormai da moltissimi anni in tanti Paesi, procedere alle cause di gruppo. La class action, regolamentata dall art. 140 bis del codice del consumo, strumento che consente ai consumatori di richiedere un risarcimento collettivo nei riguardi dell azienda che abbia tenuto un comportamento scorretto o in ogni caso lesivo, consente, con un unica azione collettiva, a tutti i consumatori, che motivatamente ritengono di aver subito dei danni, di unirsi e chiedere collettivamente un risarcimento; tutti coloro che hanno subito lo stesso fatto possono aderire all azione, facendo valere i propri diritti, anche attraverso il promotore e senza ricorrere autonomamente ad un avvocato. A differenza della class action americana, risalente addirittura al 1938 e successivamente elaborata fino a giungere nel 1966 a quella che oggi è la Legge 23, quella italiana non prevede la possibilità di riproporre, in diversa sede giurisdizionale, lo stesso provvedimento, ed in caso di risultato negativo sarà solo possibile ricorrere in appello. I consumatori possono ottenere il risarcimento soltanto per gli illeciti avvenuti a partire dal 16 agosto 2009, è esclusa la retroattività. Gli illeciti sono quelli commessi attraverso contratti conclusi mediante moduli o formulari, come il contratto di conto corrente, assicurativo o di fornitura di pubblici servizi come l elettricità, contratti in cui manca la negoziazione, la trattativa individuale e l utilizzo di modalità contrattuali 1

2 atte a regolare una serie indefinita di rapporti. Ancora, la vendita di un prodotto difettoso o pericoloso, oppure comportamenti commerciali scorretti o anticoncorrenziali. Tra i vantaggi della class action vi è, sicuramente, la potenziale disincentivazione di gravi scorrettezze dei colossi dell economia a danno dei consumatori che, il più delle volte, non oserebbero mai adire le vie legali da soli contro grandi aziende. Anche nel settore della pubblica amministrazione, dal 15 gennaio 2010, con l entrata in vigore del decreto legislativo n 198 del 20/12/2009, è possibile intraprendere un azione comune nei confronti degli uffici pubblici e delle società concessionarie di pubblici servizi (es. treni ed aerei in ritardo, autostrade bloccate). La cosiddetta class action nella P.A. che in realtà, però, non è neppure una class action dal momento che non prevede alcun risarcimento per l eventuale danno economico subito dall utente. Si tratta di un azione collettiva avente come obiettivo il ripristino delle prestazioni secondo criteri di efficienza e qualità. Non è un azione di rivalsa dell utente, ma un provvedimento che costringe l amministrazione a modificare i processi organizzativi, a ristabilire gli standard qualitativi ed economici prescritti ed a garantire efficienza e trasparenza. Un arma che permette ai cittadini di chiedere il ripristino del servizio domandato oppure, nel caso in cui l amministrazione dovesse essere sorda alla richiesta, che il responsabile dell inadempimento venga sanzionato anche attraverso il licenziamento. 2

3 I cittadini devono conoscere i propri diritti eventualmente violati e per questo tutte le pubbliche amministrazioni, centrali e locali, dovendo provvedere a pubblicare sul sito istituzionale, ed inviare alla commissione per la valutazione introdotta dal Dlgs 150/2009, i rispettivi standard qualitativi ed economici, stesso discorso per i concessionari di servizi pubblici. Il ricorso al T.A.R., ad opera dell utente (singolo o associato), può essere presentato solo dopo aver notificato una diffida, entro novanta giorni dall avvenuta lesione dell interesse, alla P.A. o al concessionario di servizi pubblici, e nella eventualità in cui, nei novanta giorni, non abbiano provveduto a ripristinare il corretto svolgimento della funzione o del servizio. Del ricorso verrà data notizia sul sito della P.A. o del concessionario intimati. Qualora il giudice riconosca la lesione non potrà certo procedere al licenziamento del funzionario o del responsabile ma ha il potere di commissariare l ente. Dunque l azione collettiva può costare parecchio ai dirigenti coinvolti, in quanto chi è a capo di un amministrazione sconfitta da un azione collettiva non solo non ha la possibilità di raggiungere le più alte fasce di merito, previste dalla riforma del pubblico impiego, ma rischia l applicazione di tutta una serie di provvedimenti sanzionatori o disciplinari, fino all ipotesi peggiore del licenziamento. Un settore in cui si aspetta che la class action nella P.A., avendo come scopo quello di assicurare il ripristino da parte della pubblica 3

4 amministrazione del corretto svolgimento delle proprie funzioni o la corretta esecuzione di un servizio, abbia ampia applicazione è quello della sanità. Questo vorrebbe dire riduzione delle liste di attesa, la possibilità di fare determinati esami: tac, risonanza magnetica ecc., nei tempi previsti dagli standard e cioè giorni, a condizione, però, che le lunghe attese non siano dovute a scarsità di mezzi e di personale. Tuttavia, se a causa del ritardo della mala sanità, dovesse risultare danneggiato il proprio bene-salute, esiste sempre la possibilità, da singolo, di rivolgersi ai tribunali civili e penali per il risarcimento del danno. Il deterrente della class action nella P.A. consiste nel fatto che la condanna viene resa pubblica sul sito del ministero interessato, con conseguente danno reputazionale del condannato, nella speranza che ciò spinga l amministrazione a rivedere i propri comportamenti e a provvedere a fornire un servizio adeguato e qualitativamente superiore rispetto a quanto finora fatto. A differenza della class action regolata dall art. 140 bis c.d.c., che consente al tribunale civile di stabilire una condanna di natura risarcitoria o restitutoria reintegrativa dell interesse giuridicamente rilevante leso di cui i singoli consumatori sono titolari, la class action nella P.A. esclude la possibilità di condannare la P.A. o il concessionario di un pubblico servizio al risarcimento dei danni, in quanto la finalità, a cui tende l azione giurisdizionale, è di ripristinare l esatto svolgimento della funzione pubblica, di apportare migliorie alle loro attività. Dunque, nel primo caso 4

5 una protezione diretta del diritto soggettivo o dell interesse legittimo, nel secondo caso solo in via mediata e indiretta. Quanto poi alla velocizzazione dei tempi di attuazione della class action e della class action nella P.A. occorrerà verificare l organizzazione sia delle cancellerie dei tribunali civili autorizzati, secondo l art. 140 bis del codice del consumo, a ricevere le domande di class action, sia quelle dei singoli T.A.R. a proposito dell azione nei confronti della pubblica amministrazione. In ogni caso il ricorso ai due tipi di class action dovrebbe rendere possibile la riduzione del carico di lavoro dei tribunali dal momento che ogni singolo consumatore non è obbligato a procedere individualmente. Nessuna agevolazione, da un punto di vista economico, è prevista per chi decide di iniziare una class action infatti, l art. 140 bis pone a carico dei proponenti l onere della pubblicità dell azione, necessaria al fine di consentire agli altri cittadini interessati di poter aderire. A differenza degli Stati Uniti dove la pubblicità può essere fatta anche dopo la vittoria in tribunale, quando i soldi sono stati già intascati. Dott.ssa Sciotto Fortunata Serena 5

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