Macroeconomia II a parte

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1 Macroeconomia II a parte Prof. Ing.. Giovanni Perrone Production Engineering Research WorkGROUP Agenda Risparmio ed investimento; Propensione al consumo e al risparmio; Propensioni marginali; La determinazione del Reddito; La Teoria del moltiplicatore; Parsimonia, inflazione e deflazione La Politica Economica # 2 1

2 Risparmio e Investimento Nella prima parte del corso abbiamo introdotto i concetti di risparmio ed investimento e abbiamo visto come essi contribuiscono al calcolo del Reddito Nazionale. Adesso approfondiremo questi concetti, cercando di capire come Risparmio ed Investimenti siano importanti per capire la dinamica della formazione del Reddito Nazionale, ovvero come essi influenzano la crescita (o la decrescita) del Reddito Nazionale. Questi concetti definiscono la Teoria moderna dell analisi del reddito, principalmente dovuta a J. M. Keynes. # 3 Risparmio e Investimento Risparmio ed investimenti in una società industriale e capitalistica come la nostra sono esercitati da persone diverse e per motivi diversi. Risparmio ed investimenti sono però estremamente interconnessi nelle dinamiche macroeconomiche e contribuiscono a determinare il Reddito Nazionale. # 4 2

3 Risparmio e Investimento Il Risparmio Il Risparmio è definito come la differenza tra Reddito Reale Netto della collettività e. In pratica il risparmio è una rinuncia ad un consumo presente, per diverse ragioni tra le quali: garantirsi una condizione economica futura dignitosa (come nel caso della previdenza), mettersi al riparo da periodi critici (come nel caso di risparmio per infortuni e/o malattie), per accumulare un capitale da utilizzare in futuro (es. per fare studiare i figli o comperare un immobile), per fattori strettamente personali (es. avarizia, abitudine, etc ). # 5 Risparmio e Investimento Il Risparmio Il Risparmio è generalmente appannaggio delle famiglie, degli individui e (oggi) di fondi pensionistici; Il Risparmio è possibile solo quando il reddito netto reale di un individuo e di una famiglia è superiore rispetto ai consumi primari, ovvero i consumi necessari al proprio sostentamento (cibo, casa, vestiti, istruzione, sanità, etc.) # 6 3

4 Risparmio e Investimento L investimento Per investimento si intende sempre la creazione di nuovo capitale reale da parte della collettività, cioè nuove scorte, nuovi beni strumentali (immobili, macchinari, impianti, etc ). L investimento, nelle società industriali, è generalmente appannaggio delle imprese; Le motivazioni che portano le imprese ad investire sono generalmente legate alla possibilità (alla fiducia) di aumentare la propria redditività nel futuro; la propensione all investimento da parte delle imprese è pertanto legata alla visione ed alla fiducia che le imprese hanno relativamente al proprio futuro, cioè alla propria capacità di svilupparsi e crescere nel mercato. # 7 Risparmio e Investimento La determinazione di risparmio ed investimento Le quantità di risparmio ed investimento sono estremamente dinamiche e mutevoli nei sistemi macroeconomici; Essendo risparmio ed investimento legati a due soggetti diversi (le famiglie e le imprese) essi non sono necessariamente correlati; Soprattutto in relazione agli investimenti, non esistono politiche economiche che possano influenzare gli investimenti in maniera deterministica; # 8 4

5 Risparmio e Investimento La determinazione di risparmio ed investimento E possibile però affermare che risparmio ed investimento sono influenzati dalle politiche sui redditi, dall occupazione e dalla politica monetaria (cioè dai tassi di interesse); Per capire come risparmio ed investimento influenzano la determinazione del Reddito Nazionale, dobbiamo analizzare meglio le motivazioni che conducono alla formazione di risparmio ed investimento. # 9 Propensione al consumo e al risparmio Propensione al consumo e al risparmio Abbiamo già evidenziato come la quota di risparmio di un individuo o di una famiglia dipenda essenzialmente dal suo reddito reale netto (cioè dal reddito al netto delle imposte); Infatti, esistono dei bisogni che sono indispensabili per la vita e che devono essere soddisfatti prima che una famiglia possa pensare di risparmiare; essi sono: cibo, casa, abbigliamento, salute, etc ; Pertanto esiste una soglia di reddito reale netto al di sotto del quale è impossibile risparmiare (in Italia secondo le ultime rilevazioni ISTAT la soglia è mediamente di circa /annuo per famiglia); Man mano che il reddito reale netto cresce crescono ovviamente i consumi; ma questi non crescono proporzionalmente al reddito. # 10 5

6 Propensione al consumo e al risparmio Il consumo ed il reddito disponibile in Italia, Coonsumi nazionali (mld. di lire, prezzi 1995) Reddito disponibile (mld. di lire, prezzi 1995) # 11 Propensione al consumo e al risparmio Propensione al consumo e al risparmio Si osservi la seguente Figura Legenda: per cibo e bevande per abbigliamento per casa e similari per automobili e trasporti per sanità e istruzione e tempo libero complessivi (curva blue) Risparmio Reddito reale netto # 12 6

7 Propensione al consumo e al risparmio Propensione al consumo e al risparmio Dall esame della Figura emerge: La retta a 45 esprime una condizione ideale in cui il Consumo è sempre uguale al Reddito disponibile; Per redditi molto bassi i consumi sono superiori al reddito disponibile; ciò esprime il fatto che per redditi molto bassi le famiglie tendono ad indebitarsi per far fronte ai fabbisogni necessari ; Man mano che il reddito disponibile aumenta i consumi per beni indispensabili come cibo e bevande crescono meno che proporzionalmente al reddito; ciò vuol dire che man mano che il reddito cresce, l incidenza di consumi per beni inferiori (il rapporto tra consumi e reddito disponibile) è decrescente; # 13 Propensione al consumo e al risparmio Propensione al consumo e al risparmio Di contro al crescere del reddito crescono i consumi per beni superiori quali abbigliamento, alloggi, casa etc Questi consumi crescono più che proporzionalmente al crescere del reddito, cioè la loro incidenza aumenta; Solo quando il reddito disponibile supera una certa soglia, si comincia a misurare una aliquota di Risparmio, che, nella figura, è rappresentato dalla differenza tra la retta a 45 (=Reddito Disponibile) e la curva blue dei consumi complessivi (Area arancione); Il Risparmio cresce al crescere del reddito disponibile, proprio come consumi di beni superiori (sanità e istruzione privata, spese per tempo libero); # 14 7

8 Propensione al consumo e al risparmio La curva di propensione al consumo La curva blue rappresenta la propensione al consumo (di una famiglia o della collettività). Quando essa si trova sopra la retta a 45, la famiglia (o la collettività) spende più del reddito disponibile e c è un risparmio negativo (area rossa); Nel punto in cui la curva incontra la retta a 45 la famiglia (o la collettività) spende tutto il reddito disponibile; il consumo è uguale al reddito (il risparmio è nullo); Quando la curva si trova sopra la retta a 45 il consumo è inferiore al reddito ed è presente un risparmio positivo (area verde). # 15 Propensione al consumo e al risparmio La curva di propensione al risparmio La curva verde rappresenta la propensione al risparmio (di una famiglia o della collettività). Essa è strettamente connessa con la curva di propensione al consumo. E negativa quando i consumi sono superiori al reddito disponibile; E zero quando il consumo è uguale al reddito disponibile; È positiva quando il consumo è inferiore al reddito disponibile # 16 8

9 Propensione al consumo e al risparmio Propensione al consumo e al risparmio Dall analisi delle precedenti curve abbiamo imparato che: I (C) sono funzione del reddito disponibile (RD): C =f(rd) Il Risparmio (R) è funzione del reddito disponibile (RD): R = f(rd) # 17 Propensione al consumo e al risparmio Propensione al consumo e al risparmio Dal punto di vista matematico la Propensione al Consumo (PC) si può definire come il rapporto tra la spesa per il Consumo di una famiglia (o della collettività), C, e il reddito disponibile (RD): PC(RD) = C(RD)/RD mentre la Propensione al Risparmio (PR) è data dal rapporto tra Risparmio (R) e reddito disponibile: PR(RD) = R(RD)/RD Ed entrambe sono funzioni del reddito disponibile; Inoltre poiché C + R = RD PC + PR = 1 # 18 9

10 Propensioni marginali Propensione marginale al consumo e al risparmio Si definisce Propensione Marginale al Consumo (PMC) l incremento di consumo derivante dall incremento di una unità di reddito disponibile; matematicamente PMC = C/ RD La PMC rappresenta punto per punto la tangente alla curva di propensione al consumo introdotta precedentemente. # 19 Propensioni marginali Propensione marginale al consumo e al risparmio Si definisce Propensione Marginale al Risparmio (PMR) l incremento di risparmio derivante dall incremento di una unità di reddito disponibile; matematicamente PMR = R/ RD La PMR rappresenta punto per punto la tangente alla curva di propensione al risparmio introdotta precedentemente. # 20 10

11 Propensioni marginali Propensione marginale al consumo e al risparmio Poiché come è noto: RD = C + R Allora: RD RD C R = 1 = + PMC + PMR =1 RD RD Pertanto: se la propensione marginale al consumo diminuisce, per esempio al crescere del reddito, la propensione marginale al risparmio cresce. # 21 Propensioni marginali Propensione marginale al consumo e al risparmio Ecco perché la curva dei consumi è sempre concava e quella dei risparmi è convessa; Infatti quando la propensione marginale al consumo diminuisce (la tangente alla curva dei consumi diviene meno ripida), la propensione marginale al risparmio cresce (la tangente alla curva dei risparmio diviene più ripida) # 22 11

12 La determinazione del reddito Equilibrio tra risparmio ed investimenti La seguente Figura mostra: La curva dei consumi (curva blue); La curva del risparmio (curva verde); La curva degli investimenti (retta rossa) Essa mostra una situazione in cui le imprese investono una quantità costante. Si vuole dimostrare che, in una situazione come quella mostrata in E Figura, il Reddito Nazionale di equilibrio è quello corrispondente al punto E, R E, R di intersezione tra la curva degli E investimenti e quella del risparmio. # 23 La determinazione del reddito Si consideri, per assurdo che il punto di equilibrio, cioè il Reddito Nazionale, si trovi a destra del punto E, R d, come indicato in Figura E R E R d Per un livello di reddito pari a R d le famiglie risparmiano di più di quanto le imprese siano disposte ad investire. Le imprese accumulano scorte di prodotti invenduti. Le imprese riducono la produzione, licenziando lavoratori. Ciò determina una contrazione del reddito e pertanto del livello di risparmio. Il reddito si riduce e tende a R E. # 24 12

13 La determinazione del reddito R s E R E Si consideri, per assurdo che il punto di equilibrio, cioè il Reddito Nazionale, si trovi a sinistra del punto E, R s, come indicato in Figura. Per un livello di reddito pari a R s le famiglie risparmiano di meno di quanto le imprese siano disposte ad investire. Le imprese vendono i loro prodotti a stock e non riescono a soddisfare i consumi. Le imprese incrementano la produzione, assumendo lavoratori. Ciò determina un incremento del reddito e pertanto del livello di risparmio. Il reddito cresce e tende a R E. # 25 La determinazione del reddito + Investimenti I La seguente Figura mostra: La curva dei consumi (curva blue); La dei consumi + gli investimenti (curva arancione); La curva dei risparmi (curva verde); La curva degli investimenti (retta rossa) Si vuole dimostrare che, in una situazione come quella mostrata in Figura, ancora una volta Investimenti costanti, il Reddito Nazionale di E equilibrio è quello corrispondente al punto E,di intersezione tra la curva dei R consumi + gli investimenti e la retta a E 45. # 26 13

14 La determinazione del reddito + Investimenti R E E I La curva C+I, curva arancione, rappresenta la spesa totale (consumi + investimenti) o spesa aggregata. Si ricorda che la retta a 45 rappresenta la situazione in cui i consumi totali = al reddito disponibile. Si ricordi anche, che dal circuito inferiore, il reddito della nazione è anche uguale ai redditi e ai guadagni distribuiti dalle imprese, cioè ai costi delle imprese per produrre il reddito. Pertanto la retta a 45 rappresenta: totali = Reddito disponibile; Redditi e guadagni = Costi delle imprese = Reddito disponibile e pertanto (essendo il reddito disponibile uguale): Costi delle imprese = Totali # 27 La determinazione del reddito + Investimenti R E R d E A B I Ora si supponga per assurdo che il Reddito Nazionale, Rd, si trovi a dx del punto di equilibrio come mostrato in Figura. Per quel livello di reddito: a) I consumi + gli investimenti volontari delle imprese (punto B) sono minori dei costi sostenuti dalle imprese per produrre il reddito (punto A); b) Le imprese, nel lungo periodo, non recuperano i costi sostenuti e quindi hanno profitti negativi; c) Le imprese pertanto ridurranno la produzione, riducendo i propri costi per salari (licenziamenti); d) Ciò determina una fase di contrazione del mercato (recessione) che determina una riduzione del reddito a quello di equilibrio (punto E) # 28 14

15 La determinazione del reddito + Investimenti A R d R E B E I Ora si supponga per assurdo che il Reddito Nazionale, Rd, si trovi a sinstra del punto di equilibrio come mostrato in Figura. Per quel livello di reddito: a) I consumi + gli investimenti volontari delle imprese (punto B) sono maggiori dei costi sostenuti dalle imprese per produrre il reddito (punto A); b) Le imprese, nel lungo periodo, recuperano più dei costi sostenuti e quindi hanno profitti sempre più positivi; c) Le imprese incrementeranno la produzione, mediante nuove assunzioni (più salari); d) Ciò determina una fase di espansione del mercato che determina un incremento del reddito a quello di equilibrio (punto E) # 29 La determinazione del reddito + Investimenti E E I Concludendo: a) Il reddito di equilibrio di una nazione è quello che rende l investimento volontario delle imprese (I) uguale al risparmio volontario della collettività (R); b) Il reddito di equilibrio di una nazione è quello che rende la somma dei consumi (C) e degli investimenti volontari delle imprese pari ai costi totali delle imprese per produrre quel livello di reddito R E # 30 15

16 La teoria del moltiplicatore Abbiamo visto quale sia l importanza degli investimenti nella determinazione del livello di reddito di equilibrio. Ci chiediamo ora: I 1 ΔI I ΔR d I a) Che effetto ha una variazione del livello di investimenti nella variazione del Reddito? La seguente Figura mostra la variazione del Reddito di equilibrio quando gli investimenti volontari delle imprese variano da un livello (costante) I 1 ad un livello I 2. Mentre il livello di investimento varia di di ΔI il livello di reddito varia di un ΔRd che appare, dalla Figura, molto più ampio di ΔI. Perché? # 31 La teoria del moltiplicatore Per capire cosa succede consideriamo il seguente esempio: Supponiamo che il livello di investimenti volontari delle imprese cresca dal 2004 al 2005 di 1M e supponiamo inoltre che la propensione marginale al consumo della collettività si di ½. Allora: Se le imprese investono 1M (ad esempio per nuovi impianti industriali), i fabbricanti di impianti (imprese e lavoratori) realizzeranno un supplemento di reddito di 1M ; Poiché ciascuno di essi ha una propensione marginale al consumo di ½, essi spenderanno 0,5M per l acquisto di nuovi beni e servizi; I produttori di questi beni e servizi (imprese e lavoratori) realizzeranno un reddito supplementare di 0,5M ; Poiché anche loro hanno una propensione marginale al consumo di ½, essi spenderanno 0,25M in nuovi beni e servizi; e così via # 32 16

17 La teoria del moltiplicatore Per un incremento di 1M di investimenti volontari delle imprese, si avrà una crescita del reddito pari a: 1M + 0,5M + 0,25M +0,125M. Ovvero (1/2) 0 1M + (1/2) 1 1M + (1/2) 2 1M + (1/2) 3 1M + (1/2) 4 1M Ovvero 1M i= 0 i ( 1/ 2) Ed in generale # 33 La teoria del moltiplicatore La variazione di Reddito (ΔRd) corrispondente ad una variazione di investimenti volontari delle imprese pari a ΔI sarà data da: ΔRd = ΔI E ricordando che PMC < 1, si ha che i= 0 i ( PMC) E quindi: i= 0 i ( PMC) 1 = 1 PMC 1 ΔRd = ΔI= 1 PMC 1 PMR ΔI # 34 17

18 La teoria del moltiplicatore Il Fattore moltiplicativo 1 1 PMC o 1 PMR Che è sempre maggiore di 1, è chiamato moltiplicatore del reddito. Pertanto possiamo concludere che una variazione degli investimenti (sia in positivo che in negativo) determina sempre una maggiore variazione del reddito (sia in positivo che in negativo) in funzione dell ammontare del moltiplicatore del reddito. Da ciò la grande importanza che rivestono gli investimenti nella formazione del reddito nazionale. # 35 La teoria del moltiplicatore Nell esempio, poiché 1 1 = = 2 1 PMC 1 1/ 2 o 1 1 = = 2 PMR 1/ 2 Il moltiplicatore del reddito è pari a 2. # 36 18

19 Parsimonia, inflazione e deflazione Fino ad ora abbiamo visto come l ammontare degli investimenti delle imprese abbia un effetto moltiplicativo sul reddito nazionale. Chiediamoci adesso che effetto ha la variazione del risparmio sulla variazione del reddito. La seguente figura mostra l effetto di un incremento del risparmio (parsimonia) sul reddito quando gli investimenti sono costanti. ΔR d Come si evince dalla Figura, quando gli investimenti sono costanti, un incremento del Risparmio (e quindi una riduzione dei consumi) ha un effetto moltiplicativo negativo sul reddito determinando una sua riduzione di ΔRd. # 37 Parsimonia, inflazione e deflazione Quindi: Un incremento del risparmio, contrazione dei consumi, conduce ad un decremento del Reddito nazionale, determinando una riduzione del risparmio complessivo (Paradosso della Parsimonia); Di contro Una diminuzione del risparmio, e quindi un incremento dei consumi, conducono ad un incremento del reddito nazionale. ΔR d E possibile generalizzare queste conclusioni? # 38 19

20 Parsimonia, inflazione e deflazione Fino ad ora abbiamo sempre pensato agli investimenti come fissi. In realtà gli investimenti sono indotti dal reddito; infatti un aumento del reddito genera, in generale, un aumento dell occupazione e dei salari e quindi un successivo aumento dei consumi che induce le imprese ad investire di più per catturare la domanda futura prevedibile. Gli investimenti indotti si rappresentano con una curva crescente al crescere del reddito come in Figura. R e # 39 Parsimonia, inflazione e deflazione Allora, per quanto detto sinora: Un incremento dei consumi, una contrazione del risparmio, determina un incremento del Reddito nazionale (Freccia 1) e quindi un probabile incremento degli investimenti che determina un ulteriore incremento del Reddito nazionale (Freccia 2). La maggiore disponibilità di reddito, rilancia ulteriormente di consumi innescando così un ciclo di espansione economica, caratterizzato da variazione percentuali positive del PIL. 1 2 # 40 20

21 Parsimonia, inflazione e deflazione Viceversa: 2 1 Una contrazione dei consumi, una un incremento del risparmio, determina una diminuzione del Reddito nazionale (Freccia 1) e quindi un probabile decremento degli investimenti che determina un ulteriore diminuzione del Reddito nazionale (Freccia 2). La minore disponibilità di reddito, contrae ulteriormente di consumi innescando così un ciclo di recessione economica, caratterizzato da variazioni percentuali negative del PIL. # 41 Parsimonia, inflazione e deflazione In realtà, quanto affermato precedentemente non è sempre vero. Infatti occorre considerare per quale valore del Reddito Nazionale si raggiunge l equilibrio. I PIL po Si definisce PIL di piena occupazione PIL po, un valore del Reddito Nazionale Lordo per il quale non vi è disoccupazione, o per lo meno, il livello di disoccupazione è a livello percentuali così bassi da potersi considerare dovuto esclusivamente a fenomeni temporanei di cambio di occupazione. In Figura l area del PIL di piena occupazione è quella grigia. # 42 21

22 Parsimonia, inflazione e deflazione La seguente Figura mostra la situazione di una fase di espansione economica che da luogo ad un vuoto inflazionistico. C+I I PIL po A B Infatti per il valore del PIL di pieno impiego, PIL po, la spesa per consumi + investimenti (punto A), C+I, è maggiore del PIL po (punto B). La gente sta cercando di acquistare più di quanto le imprese riescano a produrre. Questo vuol dire che l equilibrio tra domanda è offerta si raggiungerà per prezzi sempre più alti. L incremento dei prezzi monetari finirà per determinare anche un incremento monetario dei salari e pertanto un fenomeno di inflazione (incremento monetario e non reale di prezzi e salari). # 43 Parsimonia, inflazione e deflazione A Il vuoto inflazionistico è dato dal segmento AB, ma anche dalla differenza tra Investimenti di piena occupazione (punto C) e risparmio di piena occupazione (punto D) e quindi dal segmento CD. C+I I C B D In questo caso una politica di incremento del risparmio, e quindi di riduzione dei consumi, potrebbe riuscire a calmierare i prezzi determinando una crescita senza inflazione. PIL po # 44 22

23 Parsimonia, inflazione e deflazione La seguente Figura mostra invece la situazione di vuoto deflazionistico. C+I I PIL po A B Infatti, il valore di equilibrio del PIL è ben al disotto di quello di piena occupazione. Per il valore del PIL di pieno impiego, PIL po, la spesa per consumi + investimenti (punto A), C+I, è minore del PIL po (punto B). La gente sta acquistando di meno di quanto le imprese stiano producendo. Le imprese non recuperano i loro costi e sono costrette a licenziare e a ridurre gli investimenti. L equilibrio tra domanda e offerta comporterà sempre più una riduzione monetaria dei prezzi e quindi dei salari determinando un fenomeno di deflazione (decremento monetario e non reale di prezzi e salari). # 45 Parsimonia, inflazione e deflazione C+I A C B Il vuoto deflazionistico è dato dal segmento AB, ma anche dalla differenza tra Risparmio di piena occupazione (punto C) e Investimento di piena occupazione (punto D) e quindi dal segmento CD. In questo caso una politica di incremento del risparmio, e quindi di riduzione dei consumi, potrebbe peggiorare la situazione, comprimendo ancora di più gli investimenti e esasperando la spirale deflattiva. I D PIL po # 46 23

24 Esercizi Esercizio n. 1 L espressione dei consumi in funzione del reddito di una nazione è data da: C = 8 + 0,7 Y La funzione risparmio, rispetto al reddito è invece: S = ,3 Y Si disegnino le due funzioni; Si verifichi che la somma dei consumi e dei risparmi sia uguale al reddito per ogni Y Si determinino le propensioni marginali al consumo e al reddito e si dica cosa esse rappresentino; Si determini il valore del moltiplicatore del reddito e si dica cosa rappresenta. # 47 Esercizi Esercizio n. 1: soluzione Verifichiamo che C + S = Y C + S = 0,8 + 0,7 Y + ( ,3 Y) = Y La propensione marginale al consumo (PMC) è la derivata prima della curva C e quindi il suo coefficiente angolare; lo stesso vale per la propensione marginale al risparmio (PMR): PMC = 0,7 PMR = 0,3 Quindi per ogni euro di reddito in più, il consumatore ne spende 0,7 e ne risparmia 0,3. Il moltiplicatore del reddito è l inverso della PMR e quindi m = 1/PMR = 3,33 Quindi ogni euro di incremento degli investimenti incrementerà di 3,33 euro il reddito di equilibrio. # 48 24

25 Esercizi C S # 49 Esercizi Esercizio n. 2 Con i dati dell esercizio precedente si ipotizzi che il livello degli investimenti sia indipendente dal reddito e pari a 10. Si determini il reddito nazionale di equilibrio (con i due approcci studiati) Si ipotizzi che le imprese decidano di incrementare gli investimenti del 5%; cosa succede al reddito di equilibrio? Rappresentare graficamente. # 50 25

26 Esercizi Esercizio n. 2: soluzione Il reddito di equilibrio si ottiene dall intersezione tra la curva del risparmio e quella dell investimento ovvero per: I = S 10 = ,3 Y Y = 18/0,3 = 60 Ovvero dall intersezione della curva C + I con la retta a 45, cioè C + I = Y 8 + 0,7 Y + 10 = Y 18 = 0,3 Y Y = 18/0,3 = 60 Se l investimento cresce del 5%, cioè di 0,5 unità monetarie, il reddito di equilibrio crescerà di un importo pari al moltiplicatore per 0,5, cioè : ΔRD = (1/PMR) ΔI = 1,667 E pertanto il nuovo reddito di equilibrio sarà 61,67. Infatti, essendo il nuovo investimento 10,5 ed applicando il primo approccio si ottiene: I = S 10,5 = ,3 Y Y = 18,5/0,3 = 61,67 # 51 Esercizi La seguente figura illustra la situazione prima della variazione dell investimento C S I C+I 45 # 52 26

27 Esercizi Esercizio n. 3 Si ipotizzi adesso che l investimento sia indotto dal reddito e che pertanto la funzione investimento sia data da: I = 4 + 0,1 Y Si determini il reddito nazionale di equilibrio (con i due approcci studiati) Si ipotizzi che ci sia un incremento della propensione al consumo delle famiglie del 10%. Analizzare cosa accade al reddito nazionale di equilibrio evidenziando i diversi contributi Di che ciclo si tratta? # 53 Esercizi Esercizio n. 3: soluzione Il reddito di equilibrio si ottiene dall intersezione tra la curva del risparmio e quella dell investimento ovvero per: I = S 4 + 0,1 Y = ,3 Y Y = 12/0,2 = 60 Ovvero dall intersezione della curva C + I con la retta a 45, cioè C + I = Y 8 + 0,7 Y ,1 Y = Y 12 = 0,2 Y Y = 12/0,2 = 60 Si noti che all equilibrio gli investimenti sono pari a I = 10. Se la propensione al consumo cresce del 10% la nuova curva del risparmio sarà data da: C = 8 + 0,77 Y E quella del risparmio: S = ,23 Y Pertanto il nuovo reddito di equilibrio sarà dato da: I = S 4 + 0,1 Y = ,23 Y Y = 12/0,13 = 92,31 # 54 27

28 Esercizi Esercizio n. 3: soluzione Questo incremento è in realtà dovuto ad un incremento dei consumi (riduzione del risparmio) che, da solo provocherebbe la seguente variazione del reddito: I = S 10 = ,23 Y Y = 18/0,23 = 78,26 Cioè ΔRD 1 = 18,26 è dovuto all incremento dei consumi Tale incremento del reddito determina un incremento degli investimenti pari a: ΔI = 0,1 ΔRD = 1,826 L incremento degli investimenti determina una ulteriore espansione del reddito per effetto moltiplicativo: ΔRD 2 = (1/PMR) ΔI = (1/0,23) 1,826 = 7,94 # 55 Esercizi Esercizio n. 3: soluzione Questo ulteriore incremento del reddito determina un ulteriore incremento degli investimenti: ΔI = ΔRD 0,1 = 7,94 0,1= 0,794 L incremento degli investimenti determina una ulteriore espansione del reddito per effetto moltiplicativo: ΔRD 3 = (1/PMR) ΔI = (1/0,23) 0,794 = 3,45 Questo ulteriore incremento del reddito determina un ulteriore incremento degli investimenti: ΔI = ΔRD 0,1 = 3,45 0,1= 0,345 L incremento degli investimenti determina una ulteriore espansione del reddito per effetto moltiplicativo: ΔRD 4 = (1/PMR) ΔI = (1/0,23) 0,345 = 1,5 # 56 28

29 Esercizi Esercizio n. 3: soluzione Questo ulteriore incremento del reddito determina un ulteriore incremento degli investimenti: ΔI = ΔRD 0,1 = 1,5 0,1= 0,15 L incremento degli investimenti determina una ulteriore espansione del reddito per effetto moltiplicativo: ΔRD 5 = (1/PMR) ΔI = (1/0,23) 0,15 = 0,65 E così via e pertanto il reddito di equilibrio finale è dato da RD = ,26 + 7,94 + 3,45 + 1,5 + 0,65 +. = 92,31 Il ciclo è ovviamente espansivo. # 57 Esercizi La seguente figura illustra la situazione S,I Y S S' I # 58 29

30 Esercizi Esercizio n. 4 Relativamente all ultimo equilibrio dell esercizio 3, si ipotizzi adesso che il PIL di piena occupazione sia per 80 unità monetarie. Che tipo di vuoto si viene a determinare? Perché? Qual è l entità del vuoto? # 59 Esercizi Esercizio n. 4: soluzione Poiché l equilibrio è per un PIL di 92,31 unità monetarie e il PIL di piena occupazione è pari a 80 unità monetarie si crea un vuoto inflazionistico. L equilibrio tra domanda ed offerta si raggiungerà attraverso un incremento generalizzato dei prezzi che determinerà un incremento dell inflazione. Il vuoto inflazionistico vale: I(80) = 4 + 0,1 80 = 12 S(80) = ,23 80 = 10,4 V i = 12 10,4 = 1,6 # 60 30

31 Esercizi La seguente figura illustra la situazione S,I Y S S' I # 61 Politica economica Nella prima parte del corso abbiamo visto che il Governo interviene nel sistema economico attraverso la definizione della spesa pubblica, G, e attraverso la tassazione, T. La politica economica riguarda l insieme di decisioni che il Governo prende in materia di spesa pubblica e tassazione. La politica pubblica ha l obiettivo di mantenere il livello del prodotto interno lordo il più vicino possibile a quello di piena occupazione al fine di garantire il benessere dei cittadini. La politica fiscale è ovviamente influenzata da diversi fattori sia esogeni che endogeni: Sono esogeni fattori quali la congiuntura economica internazionale; Sono endogeni fattori quali il deficit pubblico. # 62 31

32 Politica economica Il deficit pubblico è relativo ad una situazione in cui le uscite del Governo in un anno sono maggiori delle entrate nell anno. Quando lo Stato è in deficit deve trovare delle forme di finanziamento dello stesso. La principale forma di finanziamento del deficit è costituita dalla emissione di titoli obbligazionari di finanza pubblica (titoli di stato). Attraverso la sottoscrizione di titoli di stato, il Governo riceve dalla collettività un prestito obbligazionario che dovrà essere restituito con interessi. L emissione di titoli di stato determina pertanto una spesa per interessi sul debito pubblico che costituisce una delle uscite più consistenti dello stato italiano. # 63 Politica economica Le entrate dello stato sono essenzialmente costituite da tasse (indirette e dirette). Le uscite sono costituite da spesa della pubblica amministrazione (G), spesa per consumi finali + investimenti, da trasferimenti (B) e da interessi sul debito pubblico (In). La differenza tra le entrate e le uscite al netto degli interessi sul debito pubblico, o saldo al netto degli interessi, si chiama avanzo primario. Il debito pubblico è dato dalla sommatoria dei deficit contratti dallo Stato nei vari anni al netto di eventuali avanzi di bilancio. # 64 32

33 Politica economica La seguente tabella mostra il conto economico dello stato italiano nel 2003 (milioni di euro) Entrate Uscite Imposte dirette (T d) ,4% Spesa per consumi finali (G C) ,9% Imposte indirette (T i ) ,3% Prestazioni sociali (B) ,5% Contributi sociali ,4% Altre uscite correnti ,3% Altre entrate (es. dividendi azioni ENI, Enel, etc ) Totale uscite correnti al netto 6,9% degli interessi Totale entrate correnti Interessi passivi ,9% Totale uscite correnti Entrate in conto capitale ,1% Investimenti (G I ) ,4% Uscite in conto capitale ,9% Totale uscite in conto capitale ,4% Totale entrate Totale uscite Avanzo primario Deficit # 65 Politica economica Esaminiamo dapprima come la politica economica possa influenzare la determinazione del PIL. Esistono due effetti della politica fiscale: L effetto della spesa pubblica; L effetto dell imposizione fiscale; e poiché essi si combinano, L effetto combinato. # 66 33

34 Politica economica: Politica di spesa pubblica + Investimenti + Spesa pubblica La seguente Figura mostra: La curva dei consumi (curva blue); La dei consumi + gli investimenti (curva arancione); La curva dei consumi + gli G E investimenti + la spesa pubblica I (curva verde) E R Come evidenziato dalla Figura, un E incremento di spesa pubblica G determina un incremento del reddito di equilibrio dal punto E al punto E. La somma dei consumi + gli investimenti + la spesa pubblica, verrà indicata d ora in poi con il termine di spesa aggregata AD. AD = C + I + G # 67 Politica economica: Politica di spesa pubblica + Investimenti + Spesa pubblica E E I G Quindi: Un incremento della spesa pubblica determina un incremento del reddito di equilibrio; Un decremento della spesa pubblica determina una riduzione del reddito di equilibrio R E Di quanto incrementa/decrementa il reddito di equilibrio? Ovviamente l incremento/decremento di Reddito di equilibrio, ΔRD, per dato incremento/decremento di spesa, ΔG, si ottiene da: ΔRD = (1/1-PMC) ΔG = (1/PMR) ΔG # 68 34

35 Politica economica: Politica fiscale La tassazione, come abbiamo già osservato, riduce il reddito disponibile della collettività. Pertanto possiamo affermare che se Y è il reddito della collettività e NT sono le imposte nette (al netto dei trasferimenti) il reddito disponibile sarà dato da: YD = Y NT Se indichiamo con t l aliquota fiscale media possiamo affermare che: NT = t Y e pertanto: YD = (1-t) Y # 69 Politica economica: Politica fiscale Poiché la tassazione riduce il reddito disponibile delle famiglie è corretto ipotizzare che la propensione al consumo delle stesse sia in relazione al reddito disponibile (YD) e non già al reddito (Y), ciò implica (nel caso di relazione lineare): C = A + PMC YD = A + PMC (1-t) Y Cioè: la tassazione riduce la propensione marginale al consumo delle famiglie di un aliquota pari a (1-t). Dal punto di vista geometrico cioè implica che la curva dei consumi abbia una pendenza minore. Vediamo che effetto ha ciò sulla determinazione del reddito. # 70 35

36 Politica economica: Politica fiscale Incremento della tassazione E C E C Ipotizziamo che nel nostro sistema economico non ci siano ne Investimenti né spesa pubblica. Come è noto il reddito di equilibrio è dato dall intersezione della curva dei consumi con quella a 45. Il reddito di equilibrio è quello del punto E. Adesso supponiamo che il governo applichi una tassazione t che riduca al propensione marginale al consumo, cioè l inclinazione della retta dei consumi. Sia C la nuova retta dei consumi R E # 71 Politica economica: Politica fiscale Incremento della tassazione E C Pertanto, è evidente come: Un incremento del prelievo fiscale (incremento dell aliquota t) determina una riduzione del reddito di equilibrio; Un decremento del prelievo fiscale determina un incremento del reddito di equilibrio. E C R E # 72 36

37 Politica economica: Sintesi Sintesi E AD E AD E AD Esaminiamo i quattro casi possibili: a) Incremento della spesa pubblica e riduzione della pressione fiscale; La figura mostra: Una curva iniziale di spesa aggregata AD (C + I + G) con tassazione t; La riduzione della tassazione da t a t <t, determina un incremento del coefficiente angolare della curva dell offerta aggregata AD (in effetti della curva C) per cui il nuovo equilibrio si sposta nel punto E per un valore di reddito più elevato. L incremento di spesa pubblica ΔG, determina uno spostamento verso l alto della nuova curva di spesa aggregata, AD ; ciò determina un ulteriore incremento del reddito di equilibrio che si pone in E. # 73 Politica economica: Sintesi Sintesi E AD E E AD AD Esaminiamo i quattro casi possibili: b) Incremento della spesa pubblica e incremento della pressione fiscale; La figura mostra: Una curva iniziale di spesa aggregata AD (C + I + G) con tassazione t; L incremento della tassazione da t a t >t, determina una riduzione del coefficiente angolare della curva dell offerta aggregata AD (in effetti della curva C) per cui il nuovo equilibrio si sposta nel punto E per un valore di reddito più basso. L incremento di spesa pubblica ΔG, determina uno spostamento verso l alto della nuova curva di spesa aggregata, AD ; ciò determina un recupero del reddito di equilibrio che si pone in E. # 74 37

38 Politica economica: Sintesi Sintesi E AD E E AD AD Esaminiamo i quattro casi possibili: c) Decremento della spesa pubblica e riduzione della pressione fiscale; La figura mostra: Una curva iniziale di spesa aggregata AD (C + I + G) con tassazione t; La riduzione della tassazione da t a t <t, determina un incremento del coefficiente angolare della curva dell offerta aggregata AD (in effetti della curva C) per cui il nuovo equilibrio si sposta nel punto E per un valore di reddito più alto. La riduzione di spesa pubblica ΔG, determina uno spostamento verso il basso della nuova curva di spesa aggregata, AD ; ciò determina una riduzione del reddito di equilibrio che si pone in E. # 75 Politica economica: Sintesi Sintesi E E AD E AD AD Esaminiamo i quattro casi possibili: d) Decremento della spesa pubblica ed incremento della pressione fiscale; La figura mostra: Una curva iniziale di spesa aggregata AD (C + I + G) con tassazione t; L incremento della tassazione da t a t >t, determina una riduzione del coefficiente angolare della curva dell offerta aggregata AD (in effetti della curva C) per cui il nuovo equilibrio si sposta nel punto E per un valore di reddito più basso. La riduzione di spesa pubblica ΔG, determina uno spostamento verso il basso della nuova curva di spesa aggregata, AD ; ciò determina una ulteriore riduzione del reddito di equilibrio che si pone in E. # 76 38

39 Politica economica: Sintesi Dagli esempi che abbiamo analizzato il risultato della politica economica può essere un incremento del valore del PIL o un suo decremento. Una politica economica si dice espansiva quando essa ha l obiettivo di incrementare il PIL di equilibrio; Una politica economica si dice regressiva quando essa ha l obiettivo di decrementare il PIL di equilibrio. # 77 Politica economica: Il moltiplicatore Sintesi E AD E AD Torniamo per un attivo al caso a) incremento di spesa pubblica e riduzione della pressione fiscale. La riduzione della pressione fiscale determina un incremento della propensione marginale al consumo che nella curva AD è: PMC = (1-t ) PMC E AD Pertanto l incremento di reddito dovuto all incremento di spesa pubblica ΔG sarà dato da: ΔRD = (1/(1-PMC )) ΔG # 78 39

40 Politica economica: Sintesi Pertanto, in presenza di tassazione il valore del moltiplicatore del reddito va corretto del fattore (1-t), cioè: PMC = (1-t) PMC m = 1/(1-PMC ). Il moltiplicatore in presenza di tassazione è minore del moltiplicatore in assenza della stessa. Quindi l effetto moltiplicativo dell incremento degli investimenti o della spesa pubblica si riduce quando aumenta la tassazione. # 79 40

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