Gli anziani in lista. i servizi?

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1 ESPERIENZE li a partire dagli strumenti e dalle modalità operative rispetto a cui la cooperazione sociale ha sviluppato maggiori eccellenze. Accanto alla sfida storica della cooperazione sociale, del superamento del paradigma secondo cui la società trattava l anomalia separandola dal contesto sociale verso un nuovo paradigma di tipo inclusivo, gli esempi qui richiamati, pur nella loro parzialità, fanno intravedere l emergere di una nuova sfida cui la cooperazione è chiamata a collaborare, quella della partecipazione alla costruzione di un diverso assetto economico e sociale. Questa sfida è tanto più significativa se si considera quanto la crisi ci obblighi ad interrogarci su modelli di sviluppo che sino ad ora sono stati ritenuti universali e indubitabili, confinando ogni differenza in uno spazio di nicchia. E a questo proposito, va considerato come un altra specificità della cooperazione sociale è stata quella di portare normalità in ciò che sembrava essere prerogativa di scelte estreme e radicali. L impegno sociale può essere un lavoro di cui vivere, il disagiato può essere un collega di lavoro o un vicino di casa, le utopie, insomma, invece di essere confinate nel dominio di santi o santoni, sono diventate pezzi ordinari della vita di gente normale. Ecco, collocare l ascolto dell evoluzione dei bisogni della cittadinanza entro l esigenza di profondo rinnovamento economico e sociale, trovando risposte magari impegnative, ma impregnate di normalità e per questo diffondibili e generalizzabili, questo può essere in sintesi il solco in cui si muoveranno le strade virtuose della cooperazione sociale del prossimo decennio. Gli anziani in lista d attesa per le RSA. Quali messaggi per i servizi? Massimiliano Colombo * Alcuni suggerimenti arrivano da una ricerca svolta su 0 anziani nel Comune di Rovereto: per mantenere gli anziani a domicilio, in primis è necessario sostenere i caregiver naturali Scenario Come favorire una permanenza buona e sostenibile della persona anziana non autosufficiente a domicilio? Questa domanda è sempre più pressante, se pensiamo alla sfida che ci attende di assistere un numero crescente di anziani non autosufficienti, in uno scenario di depotenziamento dei legami familiari e di contrazione della spesa pubblica. E cosa ci insegnano a tale proposito le famiglie che si sono auto-organizzate per assistere a domicilio i loro cari? Queste domande sono state poste in Consiglio comunale a Rovereto, in Trentino, e ne è nata una ricerca sociale 1. Sono stati intervistati i familiari degli anziani roveretani non autosufficienti in lista di attesa per il ricovero in RSA, seguendo un questionario piuttosto articolato che ha esplorato diverse dimensioni: la composizione del nucleo familiare dell anziano non autosufficiente, l identità del familiare che si prende cura dell anziano, l organizzazione, i contenuti, l adeguatezza, la sostenibilità e il peso economico dell assistenza a domicilio, la domanda di servizi atti a favorire la permanenza a domicilio. Su una popolazione di 112 anziani in lista d attesa, 0 sono stati coinvolti nella ricerca e il campione è da ritenersi rappresentativo dell universo. Principali risultati della ricerca La ricerca ha tracciato un quadro della situazione forse non molto dissimile da quello che potrebbe *] Direttore Apsp Clementino Vannetti, Rovereto (TN), laureato in Sociologia, ha conseguito un Master di II livello in Diritto e management delle amministrazioni pubbliche e un Master di formazione formatori; ha esperienze di consulenza e di gestione di progetti di ricerca sociale e di formazione manageriale nell ambito delle politiche sociali.

2 ESPERIENZE Presenza di familiari vicini Presenza della badante Presenza del SAD Frequenza % Sì No No 15 25% Sì Sì No 1 27% Sì Sì Sì 10 17% Sì No Sì 7 12% No Sì No 10% No Sì Sì 2 % No No No 4 7% Totale 0 100% Tabella 1 Distribuzione degli anziani in base alla presenza per l assistenza del caregiver, della badante e del SAD essere rilevato in altri contesti urbani del Nord Italia, che cerchiamo ora di riassumere. Una prima evidenza riscontrata è la relativa fragilità della rete di relazioni familiari sulla quale può contare l anziano non autosufficiente. Nel 2% dei casi intervistati gli anziani non autosufficienti sono anagraficamente dei single, nel % dei casi risiedono effettivamente da soli e nel 27% dei casi sono soli durante la notte. Se una metà degli anziani può contare sulla vicinanza di due o più familiari in grado di offrire loro facilmente aiuto, l altra metà o non ha nessun familiare caregiver o ne ha uno soltanto. In questi casi, il familiare caregiver o non c è o quando c è si ritrova da solo a fronteggiare il difficile e pervasivo compito dell assistenza a domicilio. Il profilo nettamente prevalente di familiare caregiver presenta un età media di 55 anni, è per il % figlia e per il 7% figlio della persona anziana, è in età lavorativa e se occupato si misura con problemi di conciliazione tra esigenze di lavoro e di cura sia della persona anziana sia della propria famiglia. Data l esiguità e la fragilità della rete familiare, per la maggioranza degli anziani non autosufficienti la permanenza a domicilio è sostenibile solo integrando l assistenza prestata dai familiari con servizi sociosanitari e socio-assistenziali pubblici e privati. La tabella 1 suffraga questa asserzione, evidenziando come si distribuisce la popolazione di anziani non autosufficienti studiata per mix di soluzioni assistenziali a domicilio. La tabella evidenzia che un quarto degli anziani è assistito a domicilio unicamente dai familiari e complessivamente la metà degli anziani sono curati dai familiari e/o dalle badanti senza utilizzo continuativo dei servizi pubblici di assistenza domiciliare. Il servizio di assistenza domiciliare segue complessivamente circa un terzo degli anziani. Le assistenti private sono presenti nel 57% dei casi, con orari di lavoro diversi: circa un terzo dei casi ad orario ridotto, un terzo a tempo pieno e un terzo con orari settimanali ancora più consistenti. Abbiamo osservato che alcuni bisogni di particolare delicatezza quali il controllo dei parametri vitali, la preparazione dei farmaci e il confezionamento dei pasti, sono gestiti più frequentemente dai familiari, mentre altri quali l igiene personale quotidiana e la cura della casa trovano nell assistente privata il referente prevalente. Sembra che i familiari tendano a occuparsi direttamente di bisogni particolarmente sensibili per la salute e il benessere dell anziano. Abbiamo rilevato i giudizi dei familiari caregiver intervistati sulla rispondenza dell assistenza complessivamente prestata a domicilio ai bisogni dell anziano. Se nel 7% Come le famiglie si organizzano per assistere a domicilio un proprio caro anziano non autosufficiente? Che fare per favorire una permanenza buona e sostenibile a domicilio? A Rovereto, in Trentino, è stata condotta una ricerca su questi temi che ha coinvolto i familiari di anziani in lista d attesa per l ingresso in RSA. Ne è emersa una rappresentazione articolata: del ruolo dei familiari impegnati nell assistenza e della loro fragilità, della varietà delle combinazioni di risorse private e pubbliche messe in gioco per l assistenza, dei modi di copertura dei costi dell assistenza, dei livelli di adeguatezza dell assistenza offerta all anziano, della domanda di servizi atti a favorire una buona permanenza dell anziano a domicilio. I risultati della ricerca, proiettati sullo scenario dell invecchiamento della popolazione e della contrazione della spesa pubblica, sollecitano la sperimentazione e la valutazione di policy atte a sostenere in forme diverse il familiare caregiver nel suo ruolo di case manager naturale, a sviluppare servizi assistenziali integrativi, a migliorare il funzionamento del mercato dell assistenza privata.

3 ESPERIENZE dei casi l assistenza è considerata molto o abbastanza rispondente ai bisogni dell anziano, e questo dato può essere confortante, nel restante 27% dei casi l assistenza è invece poco o per nulla rispondente. Probabilmente nell ambiente roveretano e trentino, molte famiglie presentano domanda all Uvm per l accesso alle RSA anche nei casi in cui la permanenza a domicilio può essere protratta, seppure con crescenti difficoltà e limitazioni. Tuttavia, il fatto che un quarto degli anziani in lista d attesa, secondo i familiari, non sia adeguatamente gestito a domicilio costituisce un problema. L analisi dei dati raccolti ha evidenziato che la rispondenza dell assistenza ai bisogni della persona anziana non è correlata con il fatto che l anziano risieda da solo o meno, con il numero di familiari vicini all anziano, con la presenza o meno della badante o con il numero di supporti assistenziali forniti all anziano durante la giornata, quanto piuttosto, anche se in misura lieve, con il livello di gravità della non autosufficienza e con la conseguente intensità, pervasività e complessità dei problemi assistenziali da affrontare quotidianamente. L adeguatezza dell assistenza a domicilio è altresì correlata con la partecipazione economica dei familiari alla copertura dei costi dell assistenza: nei casi di maggiore gravità, l intervento anche economico dei familiari incrementa i livelli di qualità dell assistenza fornita all anziano, se invece sono impiegati solo i redditi o i risparmi dell anziano sono più frequenti i casi di assistenza inadeguata. Nelle situazioni di maggiore gravità è significativamente più pressante l esigenza di ricovero in una RSA e gli anziani stessi vedono con favore questa soluzione. Abbiamo cercato di verificare la sostenibilità della permanenza a domicilio dell anziano non autosufficiente. Se la sua condizione rimanesse stabile, l assetto assistenziale trovato potrebbe essere portato avanti senza particolari difficoltà solo nella metà dei casi. Abbiamo rilevato una certa correlazione tra sostenibilità dell assistenza e gravità della non autosufficienza e soprattutto tra sostenibilità dell assistenza e rispondenza della stessa ai bisogni dell anziano. È interessante osservare che i familiari tendono a considerare insostenibile l assistenza quanto più essa viene percepita non rispondente ai bisogni dell anziano, indipendentemente da altre dimensioni quali i costi da sostenere, i livelli di stress o i problemi di conciliazione tra cura dell anziano ed altre esigenze personali/familiari. Il disallineamento, crescente con l andare del tempo, tra bisogni dell anziano e soluzioni disponibili o attivabili per l assistenza, a un certo punto fa precipitare la situazione e fa considerare non più sostenibile la permanenza a domicilio e necessario il ricovero in RSA. La ricerca ha toccato il tema dei costi dell assistenza a domicilio. Nel 54% degli anziani coinvolti nella ricerca, il loro reddito, integrato non in tutti i casi dall assegno di accompagnamento, è sufficiente a far fronte a tutti i costi della vita e dell assistenza. Nel 1% dei casi l autonomia economica dell anziano è assicurata attraverso l utilizzo sia del reddito corrente sia dei risparmi. Sommando i due dati possiamo affermare che attualmente nella popolazione roveretana coinvolta nella ricerca i due terzi degli anziani sono attualmente economicamente autonomi e la partecipazione dei loro familiari alla copertura dei costi dell assistenza è nulla o assolutamente modesta. Tra coloro i quali utilizzano un assistente privata, nei due terzi dei casi il relativo costo è interamente coperto dall anziano con risorse proprie. Va peraltro evidenziato che nei casi in cui vi è partecipazione economica dei familiari alla copertura dei costi dell assistenza, si tratta di un terzo del totale, sono più frequenti livelli elevati di rispondenza dell assistenza ai bisogni dell anziano. Alla luce di questi risultati possiamo asserire che nella realtà roveretana la disponibilità di reddito investibile nell assistenza attualmente non sembra rientrare più di tanto tra i fattori critici carenti per una buona permanenza a domicilio dell anziano non autosufficiente.

4 ESPERIENZE Contributi economici RSA ricovero temporaneo 1 11 RSA ricovero a tempo illimitato Permessi retribuiti per assistenza 2 2 Possibilità di selezionare badante Gestione rapporto di lavoro badante Servizi sanitari a domicilio Servizio di assistenza domiciliare Centro diurno 5 40 Accoglienza notturna Molto Abbastanza Poco Per Nulla Figura 1 Domanda di servizi ritenuti necessari per migliorare la condizione dell anziano non autosufficiente e dei suoi familiari coinvolti nell assistenza (valori assoluti) Fattori critici sono risultati piuttosto: la presenza di almeno un familiare caregiver capace di investire con continuità nel legame affettivo con l anziano, capace di coordinare, di monitorare e di partecipare direttamente alla cura della persona, in possesso di conoscenze e competenze assistenziali di base; la presenza di un mercato locale dell assistenza privata sufficientemente funzionante, in grado di dare adeguate garanzie sia alle famiglie sia alle badanti; la presenza di servizi di sollievo o di pronta assistenza necessari per vicariare il familiare o la badante nei momenti di interruzione, programmati o imprevisti, dell assistenza a domicilio. La ricerca ha infine esplorato la domanda di servizi espressa dai familiari degli anziani in lista d attesa per il ricovero in RSA, rilevando i dati presentati nella figura 1. Si può osservare che la domanda di contributi economici pubblici a contenimento dei costi dell assistenza privata è assai consistente. Essa viene espressa anche dai familiari che attualmente non partecipano economicamente ai costi dell assistenza. Altrettanto consistente è la domanda di ricovero in RSA, sia temporaneo che definitivo, a conferma del fatto che la ricerca ha riguardato anziani già in lista d attesa per la RSA. La domanda di potenziamento dei servizi pubblici di assistenza domiciliare e dei servizi concernenti l assistenza privata (incontro domanda/offerta, selezione, formazione, gestione del rapporto di lavoro) è espressa soprattutto dai familiari che hanno già sperimentato questi servizi, sia nella loro potenzialità sia nei loro limiti. Analogamente, la domanda di servizi di conciliazione tra esigenze di cura e di vita è espressa soprattutto dai caregiver in condizione lavorativa. Ha sorpreso il costatare che per questo particolare segmento di anziani gravemente non autosufficienti non siano particolarmente ricercati i servizi semiresidenziali diurni e notturni. Probabilmente

5 ESPERIENZE Il profilo prevalente di caregiver rilevato è la figlia o il figlio dell anziano, di età superiore a cinquant anni, in età lavorativa. Questo profilo tipico di caregiver probabilmente ha già esaurito il compito di curare i figli minori, ma può incontrare nuovi problemi di conciliazione tra esigenze di lavoro,di cura della propria famiglia e di cura a domicilio del genitore non autosufficiente e rimasto solo, cioè con una rete di relazioni di supporto piuttosto limitata. Il 20% degli anziani non può contare sulla presenza di un familiare a lui vicino in grado di dare facilmente aiuto nelle situazioni di bisogno. I dati evidenziano che nel % dei casi gli anziani non autosufficienti risiedono da soli nel proprio domicilio e nel 27% dei casi passano la notte da soli. In queste situazioni la non coabitazione dell anziano con il caregiver o con l assistente privata comporta il dedicare espressamente un tempo per recarsi nella casa dell anziano o eventualmente per accogliere l anziano in alcuni momenti della giornata nell abitazione del caregiver. può essere rischioso e oneroso da tanti punti di vista spostare l anziano in condizione di grave non autosufficienza, magari quotidianamente, dal proprio domicilio. Alcune considerazioni conclusive La ricerca induce alcune considerazioni generali. Una domanda preliminare da porre è la seguente: fino a che punto sfidare la sostenibilità della permanenza dell anziano non autosufficiente al proprio domicilio? I tre quarti degli anziani coinvolti nella ricerca sono adeguatamente assistiti a domicilio, ma per la metà degli anziani la soluzione assistenziale adottata dai familiari non è facilmente sostenibile nel tempo. Per un quarto dei casi essa oltretutto non risponde adeguatamente ai bisogni. Basta un aggravamento dell anziano o una discontinuità dell assistenza fornita dal caregiver per rompere un delicato equilibrio e nella realtà roveretana la pressione della domanda di ricovero in RSA è tale da non rendere sempre probabile un immediato accesso alla RSA. La ricerca ha rilevato una domanda diffusa di contributi pubblici integrativi dei redditi per potenziare la capacità di acquisto di servizi assistenziali, ma va tenuto presente che nella maggior parte dei casi l anziano, anche grazie all assegno di accompagnamento, sembra disporre di redditi sufficienti a fronteggiare i costi dell assistenza. Nello scenario della crisi del welfare, strumenti quali l assegno di cura dovrebbero pertanto essere calibrati, gestiti e controllati in modo da favorire gli anziani in effettiva condizione di difficoltà economica e incrementare effettivamente la qualità dell assistenza e della vita. Se, come abbiamo già detto, fattore cruciale è la presenza attiva di almeno un familiare caregiver, capace di investire energia, affettività, tempo e competenza nel legame con la persona anziana, questo familiare va adeguatamente sostenuto. Come sappiamo, vanno in questa direzione i servizi di sollievo, gli istituti per la conciliazione tra esigenze di lavoro e di cura, i servizi domiciliari pubblici integrativi del lavoro di cura svolto dal caregiver e dall assistente privata. La ricerca ha evidenziato la carenza di un pronto intervento assistenziale, cioè di servizi immediatamente attivabili ed accessibili atti ad assicurare continuità di assistenza nelle situazioni in cui si presentano improvvisamente discontinuità nella condizione dell anziano o nella capacità di cura del sistema familiare. Tutti questi strumenti possono essere migliorati, potenziati, resi più accessibili e adatti alle esigenze individuali. Sussiste anche l esigenza di promuovere e sostenere le capacità dei familiari caregiver, con momenti di formazione a domicilio mirata sulle esigenze specifiche dell anziano, con occasioni di scambio di conoscenze e di esperienze di cura tra caregiver, nell ambito di piccoli gruppi per esempio di auto-mutuo aiuto e in collaborazione con associazioni di familiari. Un altro aspetto di particolare importanza concerne la programmazione e il monitoraggio dell assistenza diretta al singolo anziano non autosufficiente. Il familiare ca- Letture...

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