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2 Senza titolo Alessandro Buosi

3 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014

4 DICHIARAZIONE AMBIENTALE AGGIORNAMENTO 2014 Seconda Edizione (triennio ) Revisione 03 del Redatta secondo i requisiti del Regolamento CE n. 1221/2009 e s.m.i. Codici attività NACE: Questa dichiarazione ambientale è stata preparata da: ALESSANDRO BUOSI Responsabile Sistema Gestione per EMAS / OHSAS Responsabile Servizio Ambiente e Sicurezza MARA OSS BALS Servizio Ambiente e Sicurezza MARIA GRAZIA GIACOMONI Servizio Ambiente e Sicurezza e approvata da: ALESSANDRO DOLFI Presidente Consiglio di Amministrazione ROBERTO BORTOLOTTI Direttore Generale Rappresentante della Direzione per EMAS / OHSAS Riferimento per informazioni riguardanti il sistema ed EMAS Servizio Ambiente e Sicurezza Alessandro Buosi AMNU S.p.A. Viale dell Industria 4/L Pergine Valsugana (TN) Italia Tel fax web:

5 La Dichiarazione Ambientale Questa Dichiarazione Ambientale è stata redatta sulla base di quanto previsto dal Regolamento 1221/2009 e s.m.i., meglio conosciuto come Regolamento EMAS 3 (Eco Management and Audit Scheme). EMAS è un sistema di gestione eco-compatibile volontario, che impegna le aziende e le organizzazioni che scelgono di aderirvi a dedicare sempre più attenzione alle tematiche ambientali. La rinnovata adesione di AMNU ad EMAS, alla scadenza della prima Registrazione, testimonia il continuo interesse per tali argomenti e per il territorio di cui la società fa parte. La Dichiarazione Ambientale è un documento pubblico e costituisce lo strumento principale di comunicazione diretta con i collaboratori, i cittadini, gli Enti e tutti i soggetti interessati dalle attività di AMNU (stakeholder). AMNU si impegna a trasmettere annualmente al Comitato Sezione EMAS Italia gli aggiornamenti della Dichiarazione Ambientale convalidati da un verificatore ambientale accreditato; gli stessi, che conterranno i dati relativi all anno di riferimento ed il grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati, saranno poi messi a disposizione del pubblico. Ove non fossero disponibili i valori al 31 dicembre, le statistiche, i risultati e le informazioni riportate in questa dichiarazione ambientale sono aggiornate in base ai dati disponibili alla data del 30 novembre 2013, con relativa segnalazione nella didascalia di grafici e tabelle. Il campo di applicazione Il campo di applicazione della presente Dichiarazione Ambientale è relativo ai: Servizi di igiene ambientale: raccolta, trasporto ed avvio a smaltimento e/o recupero di rifiuti indifferenziati e differenziati, spazzamento stradale, gestione dei centri di raccolta materiale Servizi funebri: onoranze funebri e gestioni cimiteriali Il Verificatore Ambientale Il Verificatore Ambientale che ha convalidato la presente Dichiarazione Ambientale, ai sensi del Regolamento CEE 1221/2009 e s.m.i., è Bureau Veritas Italia S.p.A., Viale Monza 261, Milano (I), accreditato con il numero IT-V-0006.

6 Le responsabilità Nello scorso mese di settembre è stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione della società, che era giunto alla scadenza del mandato triennale. Nell occasione sono state definite le nuove deleghe e responsabilità societarie, con le quali sono stati conferiti al Direttore Generale di AMNU gli incarichi di Datore di Lavoro per la sicurezza e la salute dei lavoratori e Responsabile per la tutela ambientale. Il nostro cammino Sempre più il concetto di sostenibilità si pone al centro della vita di tutti noi, cittadini ed imprese. Un approccio etico alle tematiche ambientali, economiche e del territorio risulta fondamentale per uno sviluppo imprenditoriale completo. Questo pensiero ha generato l esigenza di migliorare la qualità ambientale e l efficienza dei nostri servizi. Partendo dal presupposto di sfruttare questa opportunità per poter progredire, AMNU, riconoscendo le proprie responsabilità verso la comunità e l ambiente in cui opera, ha intrapreso un percorso tanto difficile quanto stimolante che ha portato ad un effettivo cambiamento gestionale, grazie alla fattiva partecipazione di tutta la struttura aziendale e dei soggetti che, a vario titolo, hanno intersecato le propri attività con quelle della società. Il cambiamento culturale dell intera azienda, tuttora in corso, è stato messo in moto attraverso la formazione, l organizzazione e la comunicazione, ed esternamente mediante la realizzazione di rapporti di partnership con gli stakeholder. L impegno speso nel primo triennio di adesione ad EMAS ha visto una sua concreta realizzazione con l ottenimento di importanti riconoscimenti quali la Registrazione EMAS, la Certificazione OHSAS ed il posizionamento ai primi posti nella classifica nazionale per Consorzi, stilata da Legambiente nell ambito dell iniziativa Comuni Ricicloni. La nostra speranza è che tutti coloro che sono o saranno coinvolti, direttamente od indirettamente, nelle nostre attività possano comprendere, anche attraverso questo documento, le motivazioni che ci spingono ad insistere su questo percorso, aiutandoci attivamente attraverso suggerimenti, proposte e anche critiche, se costruttive, per lavorare insieme ad uno sviluppo sempre più sostenibile. Pergine Valsugana, 20 gennaio 2014 AMNU S.p.A. IL PRESIDENTE Alessandro Dolfi

7 INDICE: ASPETTI ED IMPATTI AMBIENTALI DI AMNU La valutazione degli aspetti ambientali La gestione degli aspetti ambientali...13 ASPETTI AMBIENTALI DIRETTI Efficienza energetica Energia elettrica gas per riscaldamento Rendimento caldaie Gasolio per autotrazione Acqua Consumi idrici Scarichi idrici Rifiuti Terzo aggiornamento al Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti Quarto aggiornamento al Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti Area servizi ambientali Area servizi speciali Sede aziendale Area funebre cimiteriale Biodiversità Impatto visivo Utilizzo del terreno Emissioni in atmosfera Gas di scarico degli automezzi...24 Rumore Odori Sostanze lesive per l ozono...26 Sostanze pericolose e serbatoi...26 Altri indicatori Gestione delle emergenze...26 Prevenzione incendi...26 Sicurezza...26 Indici INAIL di frequenza e gravità Aspetti ambientali indiretti Gestione dei fornitori di prodotti e prestazioni Emissioni in atmosfera Rapporti con l esterno Indagine conoscitiva sul sistema di raccolta dei rifiuti... 34

8 Comunicazione con gli utenti Campagne pubblicitarie Visite scolastiche Partecipazioni ad iniziative di carattere ambientale Strumenti di comunicazione esterna Attività di miglioramento e risultati raggiunti Attività di miglioramento e risultati raggiunti in passato Obiettivi, programmi ed investimenti ambientali...45 Obiettivi, programmi ed investimenti ambientali... 46

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10 Valle dei Mocheni Sentiero Bersntol - Staig Alessandro Buosi

11 ASPETTI ED IMPATTI AMBIENTALI DI AMNU

12 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014 La valutazione degli aspetti ambientali L identificazione e la valutazione degli aspetti ambientali sono fondamentali all interno del Sistema di Gestione Ambientale (SGA), poiché consentono una visione complessiva della direzione in cui la società si sta muovendo in campo ambientale, permettendole di definire al meglio la propria Politica, gli obiettivi ed i traguardi attesi. L identificazione degli aspetti ambientali è stata eseguita considerando le attività passate, presenti e programmate, valutandole in condizioni di funzionamento normali, anomale e di emergenza. Sono stati considerati sia gli aspetti ambientali diretti (sui quali l azienda ha il completo controllo), sia quelli indiretti (su cui l azienda non ha un controllo completo, ma sui quali potrebbe comunque esercitare influenza). Il Responsabile del Sistema di Gestione (RSG), in collaborazione con la Direzione (DIR), valuta gli aspetti ambientali e identifica eventuali nuovi aspetti ambientali. Il metodo di valutazione applicato per eseguire l analisi ambientale è così strutturato: suddivisione delle attività in aree ambientali, corrispondenti ai reparti operativi ed amministrativi, comprese anche le pertinenze esterne; in ogni area ambientale sono state individuate le attività svolte, valutando, per ognuna di essa, i relativi impatti ambientali. Le valutazioni relative agli aspetti ambientali sono raccolte negli appositi registri del Sistema di Gestione Ambientale e sono periodicamente aggiornate. Chiunque ne abbia interesse e ne faccia richiesta ad AMNU potrà accedere alla procedura utilizzata per la valutazione degli aspetti ambientali. Figura 1- Schema semplificato degli aspetti ambientali 12

13 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014 La gestione degli aspetti ambientali Il controllo degli aspetti ambientali si basa: su una gestione e una sorveglianza continua, nel rispetto delle procedure del Sistema di Gestione Ambientale; sul monitoraggio degli indicatori ambientali; sul mantenimento dell efficienza degli impianti e delle attrezzature. Il controllo della conformità e dell efficacia del Sistema di Gestione è garantito: dalle verifiche ispettive (audit), effettuate in base al piano di audit triennale; dalla sorveglianza su specifiche attività o reparti, qualora si rilevi necessario procedere all ispezione. Gli audit sono condotti da personale qualificato, sia interno che esterno; i risultati degli audit sono trasmessi alla Direzione che li verifica e se necessario adotta le relative azioni correttive. Tabella 1 elenco degli aspetti ambientali maggiormente significativi ASPETTO AMBIENTALE Tipologia Condizioni Odori D N / A Scarichi idrici D N / E Rifiuti (produzione) D N / E Utilizzo di risorse energetiche D N Rumore D N / A Sostanze lesive per l ozono D N Emissioni in atmosfera I N / A Rifiuti I N Suolo e sottosuolo I N Tipologia D = diretto I = indiretto Condizioni N = normali A = anomale E = emergenza 13

14 Baselga di Piné Stars On Ice Alessandro Buosi

15 ASPETTI AMBIENTALI DIRETTI

16 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014 Efficienza energetica Energia elettrica gas per riscaldamento Nel 2013, l energia elettrica utilizzata dalle unità locali aziendali (113 MWh) è stata prodotta da fonti rinnovabili (idroelettrica) certificate GO-RECS, come da dichiarazione rilasciata in data 20 gennaio 2014 dal fornitore Trenta S.p.a.. A tale scopo sono stati annullati 113 certificati GO-RECS; mediante l utilizzo di tali certificazioni, l acquirente finanzia l energia pulita testimoniando il proprio impegno a favore dell ambiente. La certificazione è basata sull'immissione in rete (tramite l'annullamento di certificati RECS) di un quantitativo di energia rinnovabile, quindi pulita, pari al consumo di energia di cui l Azienda chiede la certificazione. La certificazione può coprire la totalità dei consumi piuttosto che una singola linea produttiva, una singola sede societaria o essere utilizzata per rendere eco-compatibile un evento, limitando l impatto ambientale di quest ultimo. I dati riportati nel grafico relativo ai consumi di energia elettrica evidenziano un risparmio di risorse rispetto al precedente esercizio (1.133 KWh/dipendente); per contro si riscontra un incremento del 5,3% nei consumi di gas metano (26 m 3 /dipendente). Va tenuto conto che i consumi di gas metano risentono delle condizioni atmosferiche e delle temperature registrate nelle stagioni invernali. Grafico 1 consumi energia (KWh / dipendente) Grafico 2 consumi di metano (m 3 / dipendente) * dati stimati sulla base delle letture al * dati per la stagione 2013/14 stimati sulla base delle letture al Rendimento caldaie La sede di AMNU è riscaldata da una centrale termica alimentata a metano, composta da tre caldaie la cui potenza complessiva è pari a 405 kw; il centro di raccolta materiali di Pergine Valsugana è riscaldato da una caldaia con potenza inferiore a 35 kw. La centrale termica è controllata ed assoggetta a regolare manutenzione con cadenza semestrale da parte di una ditta esterna, specializzata in tali attività. Nei grafici è riportato il rendimento delle caldaie; si ricorda che il rendimento minimo ammesso non può essere inferiore all 86%. Grafico 3- Rendimento energetico per singola caldaia Grafico 4- Rendimento energetico delle caldaie per periodo 16

17 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014 Gasolio per autotrazione Nel corso dell anno 2013, a fronte di una diminuzione delle percorrenze del 6,5% ( km contro i del 2012), si è registrato, in termini assoluti, un calo dei consumi pari all 1,7% ( litri contro i del 2012). I consumi rapportati alle percorrenze evidenziano, nel 2013, un sensibile aumento, +5,2%, passando a 0,3907 litri per chilometro percorso (0,3716 litri/km nel 2012); questo è da addebitarsi alla riorganizzazione dei giri di raccolta aumentando i punti di raccolta per singolo giro, fatto che ha comportato un maggior numero di fermate ed un minor numero di chilometri percorsi in fase di trasferimento. Ciò è testimoniato anche dai dati relativi alle percorrenze citati in precedenza. La società persegue comunque il miglior risultato possibile, dotandosi di automezzi equipaggiati con le migliori tecnologie disponibili sul mercato. Grafico 5 consumo gasolio per autotrazione (litri / km percorsi) Acqua Consumi idrici La maggior parte dell acqua consumata da AMNU è utilizzata per erogare il servizio di lavaggio dei cassonetti e per il lavaggio degli automezzi. Rispetto alla quantità di acqua prelevata nel 2012 ultimo dato disponibile, circa 685 m 3 (1.000 m 3 nel 2011) sono stati utilizzati per il lavaggio dei cassonetti e per bagnare le strade durante lo spazzamento meccanico, al fine di limitare la diffusione di polveri. Prima del 2008 i consumi idrici erano notevolmente inferiori; ciò era dovuto alla mancanza di un depuratore per le acque di lavaggio degli automezzi. L adozione di tale impianto ha permesso di azzerare la produzione di acque di lavaggio che erano precedentemente smaltite con autobotte (codice C.E.R *), fatto che, oltre al risparmio economico, ha comportato benefici ambientali conseguenti al mancato trasporto di tali rifiuti (emissioni in atmosfera, utilizzo di risorse energetiche gasolio, traffico). Riportiamo di seguito l andamento del consumo di acqua, rapportato al numero di mezzi che utilizzano l impianto di lavaggio. Grafico 6 acqua consumata dalla sede (m 3 / numero di mezzi) * stima sulla base dei rilevamenti al contatore 17

18 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014 Scarichi idrici SCARICO ACQUE CIVILI E PRODUTTIVE (SEDE) Pur non essendo previste dalla vigente normativa particolari scadenze o controlli sulla qualità delle acque in uscita dall impianto di depurazione, AMNU ha adottato un protocollo di verifica volontario che prevede un servizio di vigilanza, affidato ad un consulente esterno qualificato, tramite analisi delle acque in uscita dal depuratore da effettuarsi almeno quattro volte all anno. Nel 2012 ultimo dato disponibile sono stati scaricati nella pubblica fognatura 257 m 3 di acque reflue (270 m 3 nel 2011, -4,8%). Tabella 2 valori acque in uscita dal depuratore Elemento analizzato u.m. Valore riscontrato Valore di riferimento Riferimento normativo ph Unità di ph 8, ,5 Tabella D (art. 15 T.U.) punto 1 Ossigeno disciolto mg/l 7,5 > 5 Tabella D (art. 15 T.U.) punto 50 Colore mg/l Pt/Co Secondo autorizzazione Tabella G (art. 15 T.U.) punto 3 Odore Secondo autorizzazione Tabella G (art. 15 T.U.) punto 4 Materiali sospesi totali mg/l 11,0 <= 200 Tabella G (art. 15 T.U.) punto 7 BOD 5 mg/l O 2 46 <= 250 Tabella G (art. 15 T.U.) punto 8 COD mg/l O <= 500 Tabella G (art. 15 T.U.) punto 9 Fosforo totale mg/l P 0,095 <= 10 Tabella G (art. 15 T.U.) punto 11 Alluminio mg/l 0,095 <= 2 Tabella D (art. 15 T.U.) punto 11 Azoto totale mg/l NN 26,81 Secondo autorizzazione <=80 Tabella G (art. 15 T.U.) punto 10 Grassi e oli animali e vegetali mg/l 14,7 Secondo autorizzazione <= 40 Tabella G (art. 15 T.U.) punto 12 Tensioattivi totali mg/l < 0,5 Secondo autorizzazione <= 4 Tabella G (art. 15 T.U.) punto 13 Valori riferiti al rapporto di analisi n. 13LA15402 del rilasciato da Dolomiti Energia S.p.A. SCARICO ACQUE CIVILI E PRODUTTIVE (CENTRI RACCOLTA MATERIALI E ZONALI) Eventuali sversamenti accidentali che potrebbero verificarsi nei CRM e nei CRZ sono intercettati da vasche di presidio. Per garantire un efficace controllo sul corretto funzionamento di tali vasche, è stata predisposta una apposita procedura, la quale è stata consegnata ed illustrata agli operatori adibiti alla gestione dei centri. Rifiuti Terzo aggiornamento al Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti Il documento emesso dalla P.A.T. in data 18/08/2006, riprendendo gli obiettivi indicati dall assemblea dei Sindaci dei Comuni trentini del 21/11/2005, ha stabilito il limite massimo di rifiuto da avviare a smaltimento in 175 Kg/anno per abitante equivalente. Con delibera n del 30 dicembre 2005, la Giunta Provinciale ha introdotto l obbligatorietà per tutti i Comuni dell applicazione di una tariffa correlata all effettiva quantità di rifiuti prodotti a partire dal 2008; l entrata in vigore di quest ultimo obbligo è stato ulteriormente rimandato all anno Con soddisfazione, la società ha già abbondantemente raggiunto tali obiettivi in tutti i Comuni serviti, avendo portato a regime, nel 2007, il nuovo sistema di raccolta differenziata, il quale ha permesso di raggiungere il notevole risultato di una produzione pro capite, stimata per il 2013 in 78,6 kg/anno (82,2 kg/anno nel 2012). Quarto aggiornamento al Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti È attualmente in fase di stesura e di analisi da parte dei soggetti gestori il quarto aggiornamento al piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti. Nei primi mesi del 2014 sarà pubblicata, a cura della P.A.T., la versione definitiva del piano. 18

19 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014 Area servizi ambientali RACCOLTA RIFIUTI URBANI Nel corso del 2013 sono state conferite in discarica tonnellate di rifiuti urbani (77,9 kg per abitante servito, -5,2% sul 2012 il cui valore era pari a 82,2 kg), con un calo, rispetto al pari periodo dell esercizio precedente, di 186 t (-3,8%). Grafico 7 rifiuti conferiti in discarica (kg/abitante) Grafico 8 raccolta rifiuti differenziati (kg/abitante) I rifiuti avviati a riciclaggio hanno raggiunto le t (pari a 297,7 kg per abitante),evidenziando un leggero aumento sul 2012 (235 t, +1,3%); analizzando il dato rapportato al numero di abitanti serviti si registrano 297,7 kg per abitante di rifiuto differenziato, contro i 298,3 kg per abitante del 2012 (-0,6 kg per abitante servito). La percentuale di raccolta differenziata, dal 78,4% registrato nel 2012 (76,2% nel triennio ), sale al 79,3% del Il totale dei rifiuti, rapportato con i dati del 2012, concretizza un incremento dello 0,2% attestandosi a t (+49 t), per un totale di 375,6 kg prodotti da ogni abitante servito (380,5 kg/abitante nel 2012, pari ad un calo dell 1,3%). Nel calcolo della quota relativa alle raccolte differenziate, non si tiene conto delle frazioni raccolte da altri soggetti (rottamatori, associazioni di volontariato, cooperative per la manutenzione del verde) e dei quantitativi di rifiuto organico collegati al compostaggio domestico (circa i composter distribuiti). Tabella 3 - Rifiuti raccolti Tipologia * t % t % t % Rifiuti indifferenziati ,2% ,6% ,7% Rifiuti differenziati ,8% ,4% ,3% Totale rifiuti ,0% ,0% ,0% Grafico 9 rifiuti raccolti (kg/abitante) Grafico 10 raccolta rifiuti differenziati (kg/abitante) 19

20 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014 La raccolta dei rifiuti è gestita con mezzi di piccole e medie dimensioni (più agili e meno ingombranti), che a loro volta convogliano il carico in un unico mezzo con maggiore capacità di carico; ciò permette di ridurre ai minimi termini il possibile impatto sul traffico durante il conferimento ai centri di smaltimento. L uso di questa tipologia di automezzi, legato alla fornitura di un servizio personalizzato, permette di accedere a strade e vicoli particolarmente stretti. Inoltre, dal 2012, per la sostituzione dei minicompattatori obsoleti, si procede all acquisto di automezzi di medie dimensioni (10-12 m 3 ) in modo ad accorpare il più possibile i giri di raccolta. SPAZZAMENTO STRADALE Nel corso del 2013 sono state raccolte t di ghiaino proveniente dallo spazzamento stradale (+28,3% sul 2012 [1.286 t]); va evidenziato che, come già successo per le stagioni invernali 2008/2009 e 2009/2010, l inverno 2012/2013 è stato caratterizzato da continue, ancorché non abbondanti, precipitazioni nevose, costringendo le amministrazioni comunali a spargere elevate quantità di ghiaino sulle strade, mentre la stagione invernale 2011/2012 è stata particolarmente avara di precipitazioni nevose. Grafico 11 raccolta ghiaino spazzamento (kg/ore lavorate) TARIFFA IGIENE AMBIENTALE Dal 2007 AMNU emette le fatture della Tariffa di Igiene Ambientale (TIA) per tutti gli utenti del bacino servito. L attuale normativa in materia permette l istituzione di una tariffa avente natura di corrispettivo per i Comuni che hanno attivato sistemi di misurazione puntuale delle quantità di rifiuti urbani prodotti; la tariffa viene applicata e riscossa dal Gestore del servizio di raccolta dei rifiuti urbani. Con la recente Legge di stabilità ( ) è stata emanata la nuova normativa in materia di tariffa per il servizio di rifiuti, avente natura corrispettiva. L impianto normativo ricalca sostanzialmente quanto già previsto nel 2013 per la TARES. A partire dal 1 gennaio 2014, AMNU applicherà pertanto ai cittadini dei Comuni serviti, la TARI puntuale, suddivisa tra una quota fissa ed una quota variabile, conteggiata sulla base dei volumi di rifiuto secco residuo conferito al servizio di raccolta. Ogni utente ha la possibilità di consultare sul web la propria posizione tariffaria, comprensiva di eventuali riduzioni e degli scarichi di rifiuto secco residuo effettuati. Per la stampa delle fatture la società si appoggia ad una ditta specializzata nel settore, utilizzando carta certificata FSC, proveniente quindi da foreste gestite con criteri eco compatibili. Al fine di ridurre ulteriormente tale impatto ambientale è stata attivata per gli utenti la possibilità di ricevere la fattura tramite posta elettronica; alla data del , hanno richiesto tale servizio utenti (781 nel ,9%, 594 nel 2011), pari al 3,6% degli utenti complessivi; questo comporterà per l anno 2014 il risparmio di fogli di carta. 20

21 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014 Area servizi speciali A fronte di circa 400 conferimenti, avvenuti al Centro di Raccolta Zonale di Pergine Valsugana, sono state accettate oltre 118 t di rifiuti speciali (217 t nel 2012, - 45,6%), dei quali le voci maggiormente significative sono riportate nelle seguenti tabelle. La significativa differenza riscontrata nelle quantità di rifiuti conferiti è da addebitarsi alla variazione dei criteri di assimilazione dei rifiuti avvenuta ad inizio 2013 (ad esempio gli imballaggi leggeri conferiti dalle ditte sono ora considerati rifiuti assimilabili agli urbani). Tabella 4 Rifiuti non pericolosi raccolti al C.R.Z. Descrizione C.E.R. kg Rifiuti misti attività di costruzione e demolizione Rifiuti biodegradabili Soluzioni acquose di scarto, diverse da Legno Metalli misti Rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi) Imballaggi in legno Tabella 5 Rifiuti pericolosi raccolti al C.R.Z. Descrizione C.E.R. Kg Imballaggi contenenti residui di sostanze * 794 pericolose o contaminati da tali sostanze Pitture e vernici di scarto * 485 Altri materiali isolanti contenenti o costituiti da * 288 Imballaggi metallici contenenti matrici solide * 185 porose pericolose, compresi i contenitori Filtri dell olio * 169 * = rifiuti pericolosi Sede aziendale Nei grafici è riportato il trend della produzione di rifiuti della società. Si riscontra una diminuzione dei rifiuti pericolosi che passano da 1,32 kg/abitante del 2012 a 0,70 kg/abitante del La contrazione è causata da una diversa classificazione delle acque derivanti dal depuratore soluzioni acquose di lavaggio (- 34 t). Un andamento opposto si è invece registrato nella produzione di rifiuti non pericolosi, che evidenziano un incremento di 15 t (+22,7%). Il rifiuto che ha maggiormente contribuito alla crescita risulta essere il codice CER rifiuti misti da demolizione e costruzione con un aumento di 18 t rispetto al Tale crescita è dovuta al fatto che nei primi cinque mesi del 2013 le lapidi provenienti dai cimiteri sono state inserite in questa tipologia di rifiuti; successivamente ad un parere acquisito presso l APPA di Trento, questo rifiuto è stato considerato e quindi registrato come rifiuto urbano. Grafico 12 produzione di rifiuti non pericolosi (kg/abitante) Grafico 13 produzione di rifiuti pericolosi (kg/abitante) 21

22 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014 Area funebre cimiteriale Da alcuni anni AMNU sta proponendo agli utenti cofani funebri realizzati totalmente in legno, compresi gli accessori a corredo alla bara (crocefisso e maniglie). Dalla seconda metà del 2009 si propone l utilizzo di imbottiture interne al cofano funebre in materiale naturale. Nel 2013 sono state eseguite 122 cremazioni su 240 servizi eseguiti (50,8%) contro le 98 del 2012 (42,8% sul totale dei servizi). Il passaggio dalla tumulazione/inumazione alla cremazione garantisce una notevole riduzione dei rifiuti cimiteriali (la cui produzione verrebbe sostanzialmente azzerata), nonché maggiore igiene per gli operatori cimiteriali, unita ad una limitazione degli odori nelle vicinanze delle aree in cui si effettuano le operazioni di estumulazione ed esumazione. La cremazione è una pratica molto antica: in Asia tale consuetudine si è mantenuta pressoché inalterata da millenni (si pensi all'india). Alcune culture antiche hanno creduto che il fuoco fosse un agente di purificazione e che la cremazione illuminasse il passaggio dei defunti in un altro mondo, o che ne impedisse il ritorno tra i vivi. La cremazione non riduce il corpo in cenere: i resti di tale pratica sono frammenti ossei friabili che, in un secondo momento, vengono sminuzzati fino a formare una cenere che poi, a seconda degli usi, delle consuetudini o delle ultime volontà della persona defunta, vengono custodite in un'urna, sepolte o sparse. I Greci cominciarono a cremare i loro morti fin da anni fa; l'importanza del rito faceva sì che fosse riservata alle persone più nobili e famose. A Roma la cremazione si trasformò in un'usanza così radicata da far costruire loculi, che erano affittati ai parenti dei defunti. Con la diffusione del Cristianesimo, anche se non era esplicitamente un tabù, la pratica della cremazione decadde a favore della sepoltura. La cremazione è la scelta di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. All'inizio la pratica della cremazione era guardata con sospetto dalle autorità religiose e, a volte, apertamente osteggiata a causa della sua origine pagana greco-romana, nonché per la preoccupazione che potesse interferire con la resurrezione del corpo e la sua riunione con l'anima. Dal 1963 la Chiesa Cattolica (Concilio Vaticano II con papa Paolo VI) consente ai propri fedeli di farsi cremare. In Italia la cremazione è praticata in circa il 10% dei casi, anche per la scarsità di strutture attrezzate, presenti soprattutto al Centro-Nord. Un'inversione di tendenza è testimoniata dal fatto che a Torino e Milano, la percentuale supera il 50%. Negli ultimi decenni la spinta a emanare normative relative alla cremazione si è fatta sempre più decisa. Nel 2001, è stata promulgata la Legge n. 130 che abolisce il divieto di dispersione delle ceneri. È caduto conseguentemente l'obbligo di conservazione nei cimiteri; ora le ceneri possono essere consegnate direttamente ai famigliari. La dispersione può essere effettuata in spazi aperti, in aree private, oppure in spazi riservati all'interno dei cimiteri. È anche possibile conservare l'urna in casa, purché vi sia riportato il nome del defunto. Grafico 14 servizi funebri Grafico 15 tipologie di sepoltura 22

23 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014 Biodiversità Impatto visivo La sede ed il Centro di Raccolta Zonale sono inseriti in un contesto prevalentemente industriale del Comune di Pergine Valsugana. Le zone di insediamento dei CRM sono state decise dai vari Comuni di appartenenza, rispettando i vincoli paesaggistici e limitando al massimo l impatto visivo, del quale è stato tenuto conto nella progettazione. Inoltre AMNU pone una particolare attenzione affinché i CRM siano mantenuti puliti ed ordinati. Figura 2 contesto paesaggistico in cui è inserita la sede aziendale Utilizzo del terreno La porzione di territorio utilizzata dalle strutture gestite da AMNU ha un impatto assolutamente non significativo; a fronte di un territorio servito la cui superficie è pari a 394,45 kmq, la sede aziendale ed i centri di raccolta materiali occupano un area di mq (0,004%). Tabella 6 superfici occupate Struttura Superficie occupata Sede aziendale CRM Vigolo Vattaro * CRM Baselga di Piné CRM Levico Terme CRM Pergine Valsugana CRM Caldonazzo CRM Civezzano CRM Sant Orsola Terme Totale superfici occupate * superfici che saranno occupate al termine dei lavori di ampliamento 23

24 Dichiarazione Ambientale Aggiornamento 2014 Emissioni in atmosfera Gas di scarico degli automezzi Nel corso degli anni AMNU ha impegnato notevoli risorse economiche al fine di mantenere aggiornato il parco mezzi in suo possesso, sostituendo i mezzi più obsoleti con altri tecnologicamente migliori, sia per quanto riguarda la produttività, sia in relazione all inquinamento provocato dai gas di scarico. La manutenzione ordinaria dei mezzi è gestita direttamente dall officina interna, mentre per le manutenzioni straordinarie ci si affida a fornitori esterni. Come si può notare dai grafici, il 32,7% degli automezzi è entrato in funzione nel biennio , mentre 27 mezzi, il 55,1% del totale, è conforme alle più recenti normative antinquinamento; di questi, 9 (pari al 34,6% degli autocompattatori) rispondono alla normativa Euro 5 EEV, i cui parametri di emissione sono ancora più stringenti. Se disponibili sul mercato, i prossimi compattatori in acquisto rispetteranno la normativa antinquinamento Euro 6. Grafico 16 automezzi per direttiva anti inquinamento Grafico 17 numero automezzi per classi di età Grafico 18 automezzi per classe di età e direttiva anti inquinamento Uno studio svolto dai ricercatori dell'università di Berkeley ha scoperto come anche il colore dell'auto può fare la differenza; le vetture che utilizzano vernici riflettenti rimangono più fresche quando sono esposte al sole, permettendo di risparmiare carburante e riducendo le emissioni di CO 2, contribuendo alla lotta ai cambiamenti climatici. L'analisi, pubblicata sulla rivista Applied Energy, ha messo in evidenza come queste tipologie di colorazione riescano a ridurre maggiormente la temperatura nell'abitacolo, consentendo così un drastico taglio nell'utilizzo dell'aria condizionata. Fidati ''amici'' del clima sarebbero quindi alcuni colori: non solo il bianco, ma anche altri colori chiari tra cui l'argento, i quali riescono a riflettere circa il 60% della luce solare rispetto a quelli scuri. Nella parte sperimentale dello studio, i ricercatori hanno parcheggiato due berline a quattro porte, una nera e una color argento in un parcheggio a Sacramento, in California. Le carrozzerie delle vetture possedevano, rispettivamente, una riflettanza di 0,05 e 0,58, (su una scala da 0 a 1). Nel corso di una giornata estiva, le auto sono state seguite attraverso cinque cicli identici di immersione solare. Ogni ciclo consisteva in un ora di 24

LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI. L ESEMPIO DEL COMUNE DI FIDENZA NELLA PROVINCIA DI PARMA.

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