Non si batte la solitudine con un gratta e vinci

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3 editoriale Non si batte la solitudine con un gratta e vinci La speculazione del gioco d azzardo: lo Stato si preoccupi invece del diritto alla felicità Le cifre lasciano senza fiato: quasi 100 miliardi di euro. A tanto ammonta la cifra che gli italiani spengono ogni anno per giocare e scommettere. Una cifra che tende ad aumentare nonostante la crisi, anzi forse proprio perché c è. Lotto, Bingo, macchinette, Gratta e Vinci, Totocalcio, Estrazioni nazionali e locali e poi giochi d azzardo on line: è un mondo che rende allo Stato oltre 8 miliardi di euro, quasi una finanziaria. A giocare sono tutte le categorie sociali, ma gli anziani rappresentano un inquietante 20%. Si tratta spesso di persone sole, che mettono a repentaglio pensioni o addirittura interi patrimoni. Certo, va fatta una differenza fra giochi sociali e giochi solitari: una cosa è frequentare una sala Bingo assieme ad amici o conoscenti, un altra, ben diversa, è passare ore davanti ad una slot-machine nella vana speranza di vedere cadere una manciata di monete o, ancora peggio, passare notti intere a giocare a poker collegati ad uno dei tanti canali televisivi dedicati (e così tanto reclamizzati). Cosa fare dunque? Innanzitutto credo sia venuto il tempo di tornare a parlare della solitudine degli anziani. Non si può pensare che siano persone che lo Stato o le organizzazioni malavitose (buona parte della rete di macchinette mangia soldi appartiene al crimine organizzato) possono spremere come limoni. Occorre ripensare alla rete di servizi sociali, a ripristinare luoghi del vivere collettivo che possano attrarre uomini e donne che altrimenti finirebbero preda dell illusione della facile vincita. Non si può parlare di anziani solo quando si discutono dei tagli alle pensioni o ai servizi sociali! Gli anziani hanno diritto alla felicità e non è tollerabile che qualcuno tanto meno lo Stato- possa specularci in modo così subdolo e spregiudicato. Paolo Crepet senzaetà 3

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5 in questo numero A proposito di banane: la repubblica Sotto l ombrellone quest anno mangiamo banane, finita la mortadella. La dieta dimagrante (è il caso di dire: delle banane ) dobbiamo digerirla per forza. Più tasse, non c è altro da fare. Abbiamo un tecnico, come premier! Da bastian contrario dico la mia. Forse pagare l Imu ha fatto abbassare lo spread? Non risulta. O piuttosto serviva un personaggio influente in senso europeo nei confronti della Germania? In tal caso allora, serviva quel premier, non un tecnico o un economista. Serviva proprio lui, nient altro. Ecco allora tre cose tre 1) Si potrebbe considerare il deficit pubblico come una massa fallimentare, congelarne una fetta quel tanto che basta a riacquisire un identità normale, un deficit nella media di altri Stati, coprendo gli interessi per 20 anni di questa fetta congelata con cessioni di diritti o affitti d immagine (non vendite) del capitale artistico, monumentale o anche naturalistico unico al mondo che abbiamo in Italia... Con il Colosseo affittato alla Tod s non abbiamo già iniziato? 2) Nel 1970 abbiamo creato le Regioni, anche quelle a Statuto Speciale. Sarebbe dunque auspicabile un federalismo istituzionale, non alla Bossi, ma come la Svizzera. E costituzionale. Anzi, a questo punto, perchè non dare a tutte le Regioni Statuto Speciale, autonomia impositiva e anche la responsabilità del debito pubblico così suddiviso in 20? Infine: 3) chi lo dice che l Italia è un paese industriale? Non sarebbe meglio concentrarci su qualcos altro, Turismo, Servizi? Mi piacerebbe capire chi pensa al futuro, in Italia, anche solo con un idea qualsiasi. Ma lasciatemi ora leggere su tutta la stampa il pensiero della coppia Fico-Balotelli in proposito... luca guazzati 4 Crepet parla alle famiglie 8 PRIMO PIANO/la cremazione Cimiteri che scoppiano, problemi che scopriamo troppo tardi 14 La rivoluzione della Sanità parte dalle Marche e dall INRCA 16 Conoscere la celiachia 41 Ricetta elettronica imposta troppo presto! 42 DOSSIER/ Il mobbing come danno alla salute 45 PSICOLOGIA/ Volli, volli fortissimamente volli Si viaggiare! Aprirsi a nuovi luoghi e nuovi incontri 48 Elenfantiasi, una sfida da vincere 50 Più anziani?requilibriamo la sanità 52 Volontariato/ Se vuoi fare del bene il volontariato non devi aver paura di rimetterci 56 GIOVANI&SPORT/ Quando i guantoni li portano le donne 58 OGGI SPOSI/ Wedding Planner Sotto il rosso dell huppah 67 I marchigiani dell anno 68 L EVENTO/ 92 compleanno di Alberto Sordi 78 BUONO A SAPERI/ Ventilatore killer 18 INCHIESTA/occhiali 23 SPECIALE/piede Elogio del camminare 63 ESTATE DA BERE/ il socialcocktail

6 La rubrica del prof. Paolo Crepet per la rivista Senzaetà affronta il tema delicato del cambiamento della società, della famiglia e dei complicati rapporti genitori-figli. Per scrivere al prof. Crepet: Il matrimonio-condominio non aiuta a superare la crisi della coppia Sono Valerio, vivo a Roma, ho 38 anni, sono sposato da sette anni con una donna straniera di 36 e abbiamo due figli. Volevo chiederle alcune cose perchè con enorme paura comincio a pensare di aver sbagliato persona con cui passare tutta la vita. Intanto vorrei sapere perchè la sento sempre come fidanzata e non come moglie. Per me il matrimonio, la fedeltà, la famiglia, il dialogo sono veramente le cose più importanti al mondo, ma la cosa che mi fa stare male è vederla e sentirla sempre nervosa, troppo permalosa e severa. Poi ora ha cominciato a studiare ragioneria, frequenta un corso serale, quindi vedendo che i voti sono bassi e le difficoltà, diventa sempre più nervosa. Nonostante le abbia detto miliardi di volte che questo suo essere troppo permalosa potrebbe rovinare tutto, compresa la crescita dei figli, la situazione non cambia mai. Anche oggi pomeriggio quando le ho telefonato sembrava che era stata ad un funerale, ho fatto finta di niente perchè non voglio litigare ancora una volta, ma dentro di me sento di stare male e mi accorgo che sono veramente troppo stufo! Capisco anche che lo stress di mia moglie è dovuto anche al fatto che abbiamo dovuto ospitare un fratello e un cognato, uno per motivi di salute e l altro per motivi di lavoro, il primo addirittura da tre anni e il secondo da un anno! Anche io per questo motivo mi sento stressato. Gli stessi fratelli si stupiscono di quanto sia severa chiamandola poliziotta o cose simili. Io farei qualsiasi cosa per rendere perfetto il mio matrimonio e la nostra famiglia e al solo pensiero della separazione mi sento morire, ma le chiedo: come potrei fare per cambiare questa situazione? La ringrazio per l attenzione e la prego di rispondermi, arrivederci. Caro Valerio, non so di che nazionalità sia sua moglie ma so quanto sia difficile la convivenza quando ci sono culture, modi di vivere, sensibilità così diverse. Non lo dico per scoraggiarla, ma per sano e doveroso realismo. Lei ha una famiglia cui non sembra manchi lavoro e denaro, il che non è poco. Se dunque vuole salvare il suo matrimonio e scongiurare il pericolo di una dolorosa divisione tra lei, sua moglie e i suoi figli (che potrebbero anche essere costretti a seguire la madre se volesse tornare in patria a seguito del divorzio), la prima cosa da fare è difenderlo: quindi dovete trovare il coraggio per dire al fratello e cognato di sua moglie che non possono stare a casa vostra per l eternità e che voi avete diritto a vivere come una famiglia normale e non come un condominio. Amare significa anche la forza di difendere la sua donna e i vostri figli: non può pensare che la presenza di persone esterne possa facilitare la vostra comunicazione. Ecco cosa manca: il parlare fra voi, il chiederle cosa le manca, cosa vorrebbe e non ha. Riprenda il vostro cammino da un po di curiosità verso di lei, forse non la conosce ancora e potrebbe scoprire una donna da amare ancora di più. Perchè la sento sempre come una fidanzata e non... come una moglie? 6 senzaetà

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8 PILLOLE Sesso, tacchi alti e odori scatenano cefalea Il mal di testa è donna. Certo, non solo, ma per le donne tra i 30 e i 40 anni, è un vero problema provocato da fattori come sesso, stress, ciclo mestruale, odori, tacchi alti e posture scorrette. Lo dicono gli esperti della Società Italiana per lo studio delle cefalee (Sisc), che hanno recentemente presentato i dati di uno studio realizzato dal Centro Cefalee dell Università di Padova su mille pazienti. Risultato? Nel 75% dei casi, l elemento scatenante è lo stress quotidiano; a stretto giro c è una postura scorretta; seguono la privazione di sonno e il ciclo mestruale. Nel 10% dei casi, le cause sono i profumi molto dolci o quelli di aglio, cipolle, noce moscata e spezie. Nella classifica ci sono anche le condizioni atmosferiche (cambiamenti repentini della pressione atmosferica, vento, caldo o freddo estremi) e l alimentazione: saltare i pasti o esagerare con il cibo possono innescare il mal di testa per le oscillazioni della glicemia. Che dolore! Quantificare il dolore dandogli un grado e magari intervenire, così, in maniera mirata con terapie del dolore ad hoc. La strada è lunga ma l input è già arrivato da una ricerca a cura della Northwestern University Feinberg School of Medicine, coordinata dal neuroscienziato Vania Apakarian, secondo la quale il cervello di chi soffre maggiormente è diverso anatomicamente, tac alla mano. Motivo ipotizzabile: una sorta di miseducazione del cervello al dolore cronico. La percezione del dolore sembra, dunque, indagabile scientificamente non solo una cosa soggettiva, insomma, e da femminucce. 25 anni di Ecografia, il Congresso si fa in...3! ANCONA - Quest anno lo straordinario anniversario del 25 anno del Congresso di Ecografia un vero e proprio record italiano in ambito medico - porta con sè importanti novità organizzative, oltre che alcune partecipazioni di rilievo, fra gli oltre cento congressisti ritrovatisi come da tradizione a Portonovo di Ancona. Ce ne parla il prof. Paolo Busilacchi, fondatore della Scuola di Ecografia e presidente del Congresso di Ecografia. Abbiamo diviso il Congresso in tre minicorsi di aggiornamento Il dott.paolo Busilacchi afferma il prof. Busilacchi due giorni sono dedicati all Addome superiore, ai problemi patologici e tumorali del fegato, a partire dal punto della situazione su strumenti fondamentali come tac, ecocontrasti e risonanza... Il secondo seminario ha per titolo Topics di Ecografia e tocca tutti quei settori dove l esame ecografico ha fatto grandi passi avanti come la senologia, carotidi, apparato urinario in genere e genitale femminile e, importante novità, al torace! Infine, altri due giorni sono dedicati al tema muscolo-scheletrico con la presenza degli ultimi ritrovati tecnologici in materia. Il Congresso, al quale partecipa lo staff dirigenziale italiano della Scuola di Ecografia, è opera del presidente onorario Paolo Busilacchi che nella sua introduzione ai lavori ha ricordato obiettivi e articolazione delle lezioni che attirano medici da tutte le regioni per gli approfondimenti necessari all aggiornamento base: oltre 2000 medici si sono formati qui, in 25 anni di attività. La Scuola di Ecografia delle Marche con sede ad Ancona ha i corsi base all Ospedale di Senigallia, e i due corsi avanzati in Senologia (Ospedale di Senigallia) e in Colordoppler (Ospedale Regionale di Torrette) con iscritti, ogni anno, da tutte le parti d Italia. Chiediamo all esperienza del prof. Busilacchi che cosa ne pensa dell attuale situazione di crisi del sistema sociosanitario, rapportato al suo settore: Siccome l apparecchio ecografico è a basso costo e un ecografia oggi la si chiede sempre più frequentemente alla base di tutti i rapporti diagnostici, sono sempre più numerose le strutture che si dotano dei macchinari necessari. Ma i costi in realtà sono dati dall impiego di personale medico specializzato che aziona e utilizza l ecografia. La richiesta d altro canto sale a dismisura, è enorme: per questo si creano lunghe file di attesa. Un altro punto critico è l effettivo funzionamento della rete dei dati radiologici che, se messa in funzione è un grande vantaggio. Oggi purtroppo essa è attivata e funziona solo nei casi di emergenza grave oppure qualche volta a livello locale per uno scambio di dati. E ancora troppo poco senzaetà

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10 PRIMO PIANO/cremazione Cimiteri che scoppiano, problema che scopriamo... troppo tardi! a cura di Pietro Ceccarelli Il problema del tutto esaurito nei cimiteri se è sentito già in provincia, figuriamoci nelle grandi città. Una soluzione potrebbe essere allora la cremazione. Ma quanto costa, dove si fa? La religione cattolica lo permette? In redazione, da oltre quattro mesi, piovono mail che ci chiedono di parlarne. Per cremazione s intende la riduzione in cenere di un cadavere umano per mezzo del fuoco. E una usanza adottata da molti popoli, ritenuta un elemento di purificazione per il passaggio del defunto all altro mondo. Ma la cremazione costituisce solo una parte del rito funebre che si completa spesso con la dispersione delle ceneri. In tempi molto primitivi le ceneri dei morti si ponevano direttamente nella tomba senza urna. Tale rito presso i popoli primitivi rivestiva un evidente carattere sacro, probabilmente esprimeva una ferma credenza nell immortalità dell anima e nella vita futura. Il rito della cremazione è celebrato da numerose popolazioni sparse in tutto il mondo: dall America precolombiana all Asia e all India dove ancora oggi rappresenta la celebrazione predominante. I Vichinghi si facevano cremare sulle proprie imbarcazioni che venivano spinte a largo sulle acque. Nella società Greca e Romana la cremazione era concepita come un atto di purificazione e di liberazione dello spirito tanto che furono proprio i Romani a creare i columbarius, ossia nicchie per il contenimento delle ceneri dove sono state rinvenute anche urne cinerarie cristiane dell epoca. Nella Grecia antica si praticava l inumazione e successivamente si introdusse la cremazione. Alcuni dati storici riportano che Ercole fu costretto a cremare il cadavere del suo giovane amico Argeo per poter facilmente trasportarne le ceneri a suo padre. Anche ai tempi di Omero coesistevano i due modi di sepoltura: inumazione e cremazione. Forse la motivazione che ha favorito la cremazione in certi periodi della storia è dovuta al profondo e religioso desiderio di trasportare con sicurezza e facilità le ceneri di illustri personaggi deceduti lontano dalla loro patria. Che i romani nel culto dei morti, come nei campi della cultura, della letteratura e della filosofia, fossero fortemente influenzati dai costumi greci è ben noto. Ma seppero creare e istituire, come dimostrano diverse attestazioni epigrafiche arrivate fino a noi, l esistenza dell istituto sociale della sepoltura, presente anche nel diritto romano e che rimase inalterato per lungo tempo prevedendo le due possibilità: inumazione e cremazione le quali rispecchiavano profonde differenziazioni religiose e ideologiche esistenti all interno dell impero. A tutt oggi gli archeologi non sono concordi circa gli inizi di questa usanza che fanno risalire intorno al 4.000/3.000 a.c. presso i Sumeri e gli Accadi provenienti forse dall India. Lo testimo- 10 senzaetà

11 Le fasi della cremazione In questa sequenza fotografica: la veglia funebre in una funeral house. La salma viene ricomposta nella bara fino al momento in cui si apre il forno crematorio e viene azionato il meccanismo di bruciatura. La bara sarà ridotta in cenere e i resti dati alla famiglia. Nell ultima immagine la dispersione delle ceneri in mare, una delle opzioni possibili. niano alcuni reperti di urne che gli archeologi hanno trovato vicino ai templi di Nippar, Singhul e el Hibba. Questo indica che, molto probabilmente, i sacerdoti dei Sumeri e degli Accadi praticassero già la cremazione. Presso le popolazioni Incas, pur essendo un popolo molto religioso e progredito, gli archeologi non hanno trovato rituali o cerimonie che possano testimoniare tale pratica. Infatti la sepoltura in forma di mummificazione dei cadaveri degli antenati e il culto dei morti sono molto radicati sia presso gli Aztechi sia presso la maggior parte delle popolazioni indigene americane e rappresentano un segno della loro credenza nella sopravvivenza dell anima. Analizzando attentamente l evoluzione delle varie cerimonie e rituali funebri nelle varie popolazioni, si scopre che la pratica della cremazione costituisce una fase successiva all inumazione. Prima che il cristianesimo si diffondesse, l inumazione e la cremazione si equivalevano anche se in certi periodi dominava la prima e in certi altri la seconda. Il cristianesimo ha portato, poi, con sé una religiosità nuova procurando indubbi cambiamenti di comportamento etico-morale dell uomo. Ha offerto nuove basi e nuovi fondamenti circa la concezione della vita, principi che hanno portato di conseguenza ad un cambiamento di usanze e costumi. In Italia e nei paesi dove l affermazione del cristianesimo divenne religione ufficiale, la cremazione decadde e la Chiesa, ha assunto in passato posizioni assai rigide contro coloro che proponevano ed effettuavano la cremazione arrivando a promulgare la scomunica. Ma all inizio del XIX secolo le cose cambiarono radicalmente, gettando le basi di quelle che sono state fino ad oggi le norme legislative in materia di diritto cimiteriale. Infatti, Napoleone Bonaparte, con il celebre Editto di Saint Cloud del 1805, introduceva l obbligo di inumazione dei cadaveri in cimiteri extraurbani prendendo in considerazione l aspetto igienico-sanitario. senzaetà 11

12 PRIMO PIANO/cremazione I pro e i contro della Chiesa Cattolica La Chiesa cattolica, con la promulgazione nel 1983 del nuovo Codice di Diritto Canonico, ha definitivamente ripreso in considerazione la cremazione come si evince nel canone 1176, paragrafo terzo che così recita: «La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; tuttavia non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana». E da considerare un evento storico nei confronti di una pratica che in passato aveva suscitato sempre una grande diffidenza, proibita e fortemente osteggiata.nel 1299, con la decretale Detestandae feritatis abusum, Bonifacio VIII scomunicò i mandanti e gli esecutori di un gruppo di cristiani, che si era costituito principalmente durante le crociate tra il 1096 e il 1291, che praticava un rito funebre simile alla cremazione: la scarnificazione. Consisteva nella scarnificazione dei cadaveri tramite la cottura per preservare le ossa ripulite. Lo scopo principale di questa singolare usanza era quello di facilitare il trasporto delle ossa dei caduti per riportarle al proprio paese. Tra i personaggi storici che furono sottoposti a questo trattamento possiamo ricordare Federico I Barbarossa (1167), il re di Francia Ludovico IX ( 1270), Teobaldo re di Novara, Filippo IV re di Francia e alcuni documenti storici annoverano anche Isabella D Aragona. Quando nei secoli XIX e XX la cremazione fu accolta ed 12 senzaetà inserita nelle legislazioni di tutti gli Stati, la Chiesa cattolica si rivelò talmente contraria ed intransigente che, tramite il Sant Uffizio (1886), era arrivata a privare della sepoltura ecclesiastica i defunti destinati alla cremazione. Riteneva infatti che tale costume avesse carattere antireligioso perché propugnato da esponenti del Socialismo e della Massoneria. Erano previste pene canoniche anche contro le società di cremazione e contro coloro che avevano fornito la loro collaborazione. Occorre aspettare fino al 1968, quando la Sacra Congregazione per il Culto Divino, con il decreto Ordo Exsequiarum, autorizzò, ammorbidendo la propria posizione, la possibilità di praticare il rito e le esequie cristiane a coloro che volessero scegliere questa pratica. Oggi molti teologi, dissertando sulla cremazione, sono arrivati alla conclusione che la suddetta non contraddice i principi della dottrina cristiana della resurrezione dei corpi, dato che questa accelera il processo naturale di ossidazione. Mette però in guardia che la conservazione delle urne in casa potrebbe degenerare in alcune forme di feticismo o di idolatria verso i defunti. Comunque è stato fatto un passo molto importante da parte della Chiesa Cattolica, la quale, pur prediligendo la propria secolare tradizione di inumazione, non è più contraria alla pratica della cremazione in sé a patto che questa non venga adottata per palese spirito anticlericale. Chi ha scelto la cremazione? Ieri Luigi Pirandello Claudio Villa Silvana Mangano Oggi Gianni Versace Fabrizio De Andrè pietro taricone

13 Che cosa dice la legge? In Italia la legge che regola la cremazione esiste già dal La norma in esame prevede il passaggio della gestione di questa pratica dalle «Società per la Cremazione» direttamente ai Comuni. Con questa nuova legge decade anche l obbligo di conservare le ceneri nei cimiteri comunali. Le urne vengono affidate ai familiari che possono decidere se conservare o disperdere le ceneri. Ma in attesa di un decreto attuativo che regolasse le corrette modalità della conservazione e della dispersione delle ceneri alcune regioni hanno stabilito in proprio le norme attuative. Le Regioni apripista sono state: la Lombardia con la legge regionale n 22 del 18 novembre 2003, Norme in materia di attività e servizi necroscopici, funebri e cimiteriali; il Piemonte, con la legge regionale del 9 dicembre 2003, n 33 Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri, abrogata dalla recente legge regionale 31 ottobre 2007, n. 20 Disposizioni in materia di cremazione, conservazione, affidamento e dispersione delle ceneri. Poi sono intervenute altre regioni quali la Regione Toscana con la legge regionale 31 maggio 2004, n. 29; la Regione Umbria con la legge regionale 21 luglio 2004, n. 12; la Regione Emilia- Romagna con la legge regionale 29 luglio 2004, n. 19; la Regione Valle d Aosta con la legge regionale 23 dicembre 2004, n. 37; la Regione Marche con la legge regionale del 1 febbraio 2005, n. 3; e altre regioni Lazio, Campania e Liguria. Inoltre alcune regioni hanno presentato Disegni di legge. La cremazione è regolamentata da precise normative. E una pratica che oltre all aspetto igienico permette di ridurre considerevolmente i costi e gli spazi cimiteriali destinati ai defunti evitando lo squallore del disfacimento del proprio corpo. Gran parte degli impianti di cremazione in Italia (una cinquantina) sono concentrati al centro nord con qualche eccezione come a Bari e a Palermo e in Sardegna (Cagliari e Sassari). Attualmente sono circa solo il 10% gli italiani che richiedono tale pratica ma in questi ultimi anni la percentuale sta aumentando. Le ceneri potranno essere disperse in spazi aperti (mare, bosco, montagna, campagna,etc), in aree private, oppure in spazi riservati all interno dei cimiteri. Non potrà avvenire all interno dei centri urbani. Sarà anche possibile conservare l urna in casa, purché vi sia riportato il nome del defunto. Il trasporto dell urna non è soggetto ad alcuna delle misure precauzionali igieniche o di profilassi stabilite per il trasporto delle salme in quanto le ceneri, a differenza dei cadaveri, sono costituite da sostanza inorganica ed asettica che non rilascia liquami oppure esalazioni. L urna dovrà essere, però, identificabile, riportando gli estremi anagrafici del de cuius, e sigillata così da esser preservata da profanazione. Purtroppo siamo in Italia e sulla carta sembra assai facile avere in affidamento l urna con le ceneri del proprio familiare e disporre di portarle e disperderle in un posto diverso dal cimitero. Ma lo Stato delegando ai Comuni e alle Regioni la possibilità di stabilire le modalità con cui può essere eseguita può accadere che in qualche Comune non esistendo il regolamento che lo permetta sarà impossibile disperdere le ceneri del proprio caro, anche in presenza di una legge dello Stato che lo riconosce come diritto. Da quanto detto si evince che le normative in materia sono assai complesse per la sovrapposizione di leggi nazionali, regionali e comunali spesso con differenze macroscopiche tra zona e zona. Le ceneri potranno essere disperse in spazi aperti in aree private. Sarà anche possibile conservare l urna in casa, purché vi sia riportato il nome del defunto. Normative e modalità per ottenere la cremazione Affidare le proprie volontà al congiunto più prossimo che, al momento del decesso, chiede l autorizzazione per la cremazione al Sindaco del Comune dove è avvenuto il decesso. Lasciare indicazioni precise nelle disposizioni testamentarie. Iscriversi a una società per la cremazione che provvederà all esecuzione delle volontà dell iscritto e la farà valere anche in caso di familiari dissenzienti. Le Società per la Cremazione (SOCREM) provvederanno all espletamento di tutta la parte burocratica ed assistono i congiunti. senzaetà 13

14 PRIMO PIANO/cremazione Cremazione certificata, si può L esperienza Taffo: con circa 600 euro servizio garantito Abbiamo sentito il parere di Luciano e dei figli Alessandro e Daniele Taffo, famiglia che per tradizione rappresenta una delle prime imprese funebri italiane. Li incontriamo nella sede operativa di via del Mandrione, a Roma, in piena fase di ristrutturazione per una nuova sala espositiva. Si comprende subito, entrando in sede, che un momento così delicato e grigio per l uomo, come la morte, è affrontato con professionalità, riservatezza e con grande, naturale dinamicità. Secondo l esperienza Taffo perchè c è questa curiosità riguardo alla cremazione? Ritengo venga da una necessità di economicità... in tutti i sensi. Se parliamo infatti di costi, scopriamo che un loculo qui a Roma costa fino a 3700 euro (per una locazione di 30 anni... Invece una cremazione costa 400 euro, più la tassa (la privativa per la famiglia) di 150 euro e, se si desidera la dispersione delle ceneri, 70 euro in più... Circa 600 euro: ma si può anche tenere le ceneri in casa? L affidamento in custodia delle ceneri è possibile in Italia ma dipende dal regolamento che varia di Regione in Regione. A Roma si può... ormai quasi tutte le regioni si sono allineate e lo autorizzano. Sottoterra costa di più? L inumazione in terra dura solo 10 anni il costo non è elevato ma poi si deve apporre una lapide... solo la scritta indelebile e 14 senzaetà resistente agli agenti atmosferici costa... comunque anche qui c è una tassa da pagare al Comune per la concessione del terreno. Come funzionano i forni crematori, gli inceneritori? A Roma c è quello dell AMA, il servizio è dunque pubblico. Altri forni con cui lavoriamo sono a Viterbo, Ascoli Piceno, altrettanto validi e con garanzie di serietà e disponibilità... Ma ci vogliono garanzie anche per questo? Non è così semplice: oltre alla lunga lista d attesa che potrebbe creare problemi di conservazione della salma, un altro problema è il timore delle famiglie che alla fine vengano restituite davvero ceneri che appartengano al caro estinto... Di qui, abbiamo pensato di lanciare un nostro servizio esclusivo, la cremazione certificata, che fece scalpore allorchè proponemmo una pubblicità mirata... Dunque non per il tema trattato ma per la proposta pratica! Ci spieghi meglio... Certificare le ceneri riconsegnate ai parenti si può: noi inseriamo una targhetta con impresso un numero mnemonico, resistente alle alte temperature, prima della chiusura del feretro che sarà bruciato. Questa sarà identificativa delle ceneri al momento della riconsegna finale. Un servizio costoso? Siamo in grado di azzerarlo grazie alla professionalità dei nostri partners. Ma è un valore aggiunto da non trascurare. Nel momento del massimo dolore, la gente si trasforma: mentre in precedenza si cerca di fare di tutto per salvare il proprio caro, dopo il decesso le persone non tralasciano più alcun dettaglio e non perdonano il più piccolo errore. LE SEDI Alessandro Taffo, Daniele Taffo titolari Gruppo Taffo Anzio, Aprilia, Nettuno, L Aquila, Montereale Roma: via Mandrione (sede operativa) e via Urbana, a Monti, dove Taffo ha la sede ufficiale e di rappresentanza. Che cos è la Funeral House? La ditta Taffo si batte da tempo per avere questo particolare servizio anche nel Lazio: esiste già in Lombardia e in Emilia Romagna e consiste nel gestire privatamente il momento dlela veglia funebre in un locale confortevole, climatizzato, dotato di tutti i servizi compreso il catering e l accoglienza per chi viene da lontano a porgere l estremo saluto al caro estinto. Ma ne parleremo nel prossimo numero...

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16 La rivoluzione della sanità parte dalle Marche e dall INRCA Non è un paese per vecchi... lo sarà per longevi! Da sinistra: Antonio Benedetti, Preside Facoltà Medicina e Chirurgia Università Politecnica delle Marche, Gian Mario Spacca, Presidente Regione Marche, Renato Balduzzi, Ministro della Salute, Roberto Bernabei, Presidente Italia Longeva, Giuseppe Zuccatelli, Direttore Generale INRCA, Membro del Consiglio Direttivo Italia Longeva Un paese per longevi, per meglio dire, lontani dallo stereotipo che li vuole passivi, non autonomi, costosi. È questa la sfida: un network italiano dedicato all invecchiamento - un buon invecchiamento - significativamente chiamato Italia Longeva, con dimora nelle Marche, ad Ancona, sede dell unico centro italiano specializzato su questi temi, l INRCA, Istituto di Ricovero e Cura per Anziani, al centro della strategia di Italia Longeva e socio fondatore del progetto, insieme a Ministero della Salute e Regione Marche. Fortemente voluta da Ferruccio Fazio quando era Ministro della Salute, Italia Longeva si è presentata a metà giugno con una due giorni anconetana di confronti, dibattiti e proposte per raggiungere una meta concreta e necessaria: rendere l anziano autonomo, aumentandone gli spazi di autosufficienza, contenendo il consumo di farmaci con l obiettivo prioritario di migliorare la sua qualità della vita, semplificandone le condizioni, e di ridurre i costi del Servizio Sanitario Nazionale. Necessaria anche perché l Italia è il paese con maggiore incidenza di anziani con una percentuale di ultrasessantacinquenni del 20,1% (17,1% è la media europea), secondo solo alla Germania, e le proiezioni ci vedono ancora tra le nazioni più anziane del continente e ci parlano di una popolazione globale di 9 miliardi nel 2050, uno su sei ultraottantenne (dati Ageing Society - Osservatorio Terza Età, 2009). 16 senzaetà

17 La dott.ssa Fabrizia Lattanzio Direttore Scientifico INRCA Insomma, è indispensabile un ripensamento ed una completa riorganizzazione della sanità e del comparto socio assistenziale e previdenziale italiano, europeo e mondiale. Meglio se ci si comincia a rimboccare le maniche ora, ci dicono quelli di Italia Longeva. È questo il solco già tracciato anche a livello internazionale, se per l Europa il 2012 è l anno dell invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni: una acquisizione culturale formidabile che Italia Longeva deve considerare nei suoi programmi - ha detto il Ministro della Salute Renato Balduzzi intervenendo all apertura dei lavori del network, che ha definito un idea profetica. Considerati i dati, ci vuole più geriatria per il Ministro cioè un riconoscimento delle specificità e una grande attenzione alla cura dell anziano anche nella formazione dei medici di base. Seconda regione in Europa per speranza di vita, le Marche coltivano da tempo il tema della longevità attiva, che non è soltanto al centro dell azione di governo della Regione ha specificato il presidente della Regione Gian Mario Spacca ma ha chiamato a raccolta le Università, che stanno portando avanti studi mirati sulla terza e quarta età, gli Istituti di ricerca che stanno convogliando i loro sforzi su progetti a sostegno della casa domotica, numerose imprese che hanno rivolto la loro attenzione alla ricerca di soluzioni a sostegno della vita e della salute dell anziano, le professioni. A breve, poi, il nuovo INRCA di Ancona sud, nel 2014, e dunque la nuova sede per Italia Longeva, annuncia Spacca. La qualità dell invecchiamento può e deve essere migliorata Ci vuole più geriatria dice il ministro con la tecnologia a partire dalla quotidianità ha detto il presidente di Italia Longeva Roberto Bernabei, Direttore del Dipartimento per l assistenza sanitaria di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia al Policlinico Gemelli di Roma con la progettazione, ad esempio, di nuove case con attrezzature a misura di anziano: assenza di gradini, porte larghe, rilevatori di acqua e gas, elettrodomestici intelligenti, arredi con altezze regolabili, accesso ai mezzi di comunicazione e di intrattenimento con facili interfacce per il controllo a distanza. Un attenzione che per Bernabei va estesa all assistenza sanitaria, promuovendo la telemedicina, che tarda a decollare, e favorendo i prodotti e le tecnologie che aiutano, a basso costo, a garantire la permanenza dell anziano a casa, monitorato costantemente da familiari o operatori sanitari. L INRCA ha affermato Giuseppe Zuccatelli, Direttore Generale INRCA porta all interno di Italia Longeva le sue caratteristiche e potenzialità uniche in Italia quali la centralità della vocazione geriatrica e la presenza di unità operative multidisciplinari a livello interregionale. Ha il compito di coordinare i punti di eccellenza, mettere in rapporto tra loro competenze scientifiche, sanitarie, sociali, economiche, tecnologiche e umanistiche, mantenendo una strategia di completa apertura verso nuove contaminazioni disciplinari. Lo scopo del network è, in sintesi, Capire come possiamo fare meglio ciò che sappiamo fare chiarisce Fabrizia Lattanzio, Direttore Scientifico INRCA non limitarsi ad affrontare problemi legati alla salute ma guardare alla società, all invecchiamento come risorsa del mondo economico, al vero discrimine: non tanto aumentare le risorse ma allocarle meglio. L INRCA, è noto, rappresenta un vero e proprio laboratorio per sperimentazioni nelle diverse aree che intercettano i bisogni della popolazione anziana. I numeri ce li dice il direttore: 400 i posti letto disponibili, per una struttura in grado di fornire circa prestazioni di ricovero ospedaliero per pazienti di età media pari a 80 anni, con un numero medio di 4 patologie, trattati quotidianamente con più di 5 farmaci; oltre prestazioni ambulatoriali all anno. L adesione ad Italia Longeva rappresenta per i ricercatori ed i professionisti occasione di scambio e di confronto con altre realtà nazionali e internazionali conclude Lattanzio ed opportunità di creare co-progettazioni per attrarre finanziamenti esterni, dall UE ad esempio. Anche dalla capacità di attrarre queste risorse dipendono crescita e qualità della ricerca italiana. Maria Chiara La Rovere senzaetà 17

18 ALIMENTAZIONE CONOSCERE la celiachia Anche loro con la celiachia 18 senzaetà La storia di questa intolleranza è strettamente collegata con la rivoluzione agricola del neolitico periodo in cui iniziano la coltivazione di varie piante, tra cui i cereali, a scopo alimentare. Anche se la paleontologia non ci è molto di aiuto è tuttavia possibile datare la comparsa della celiachia a circa anni fa quando orzo e farro e successivamente grano duro e tenero, iniziarono ad avere un ruolo emergente nell alimentazione. Nel passato la celiachia era una malattia sconosciuta e certamente poco frequente. Infatti il lungo periodo d allattamento materno (fino ai quattro anni nell antichità, ma fino ad un anno d età ancora in tempi a noi vicini) era un fattore protettivo perchè nei bambini i cereali entravano nell alimentazione solo quando l intestino era completamente sviluppato e maturo. Nel 1 sec. a.c. Celso introdusse i il termine koiliakos, (dal greco: relativo all intestino) nel rappresentare le malattie intestinali con diarrea ribelle. Ma il primo medico a descrivere la celiachia fu nel 2 sec. d.c. Areteo di Cappadocia che parlava di diatesi celiaca descrivendo pazienti con pallore, perdita di peso e diarrea cronica, ossia alterazione intestinale. La definizione ufficiale risale al In quel periodo Samuel Gee, medico del S. Bartholomew s Hospital di Londra, fu il primo a descriverne magistralmente il Difficile da individuare, la causa è in un alimento. Una lunga storia di studi e terapie quadro della forma tipica. Ma il merito principale di Gee è stato quello di aver intuito che la causa della malattia celiaca andava ricercata in un alimento, anche se non era riuscito ad identificare quello responsabile. All inizio del XIX sec. V.B. Cheadle denominava la malattia celiaca acholia, perché le feci emesse dai malati erano chiare per la presenza di lipidi. Nel 1908 G.A.Herter introduceva un nuovo concetto della malattia celiaca, egli pensava che fosse dovuta ad un infiammazione dell intestino provocata dall eccessivo sviluppo della flora intestinale e l aveva denominata infantilism from chronic intestinal infection. Un forte interesse per la Celiachia riprese quando nel 1945 il pediatra dell Ospedale di Utrecht, Willem-Karel Dicke, scoprì una rilevante diminuzione della malattia in Olanda durante la seconda guerra mondiale legata al ridotto utilizzo di cereali. Successivamente Kamer collegò in maniera più specifica la Celiachia alle gliadine del frumento. Con il progredire degli studi, negli anni 80, alla malattia celiaca fu riconosciuta una patogenesi autoimmune e non solo di pertinenza pediatrica e gastroenterologica ma, per le sue numerose interrelazioni con altre malattia, ha assunto la caratteristica di malattia internistica e spesso con difficoltà diagnostica. Pietro Ceccarelli Claudia Koll, attrice Daniele Bossari, presentatore Pierluigi Collina, arbitro

19 Primo sintomo, l anemia... Quanto influisce l ambiente Alla luce delle nostre conoscenze attuali si definisce la celiachia come un enteropatia autoimmune geneticamente determinata, indotta da un fattore ambientale (glutine contenuto nel frumento, orzo e segale) che determina una risposta immunitaria provocando il caratteristico danno ai villi della mucosa del tratto prossimale del piccolo intestino. Il glutine, oltre che in molti cereali, si trova anche in alcuni prodotti di origine industriale come minestre, salse, gelati e würstel. La malattia celiaca può comparire a qualunque età. Nella forma classica la celiachia si presenta con diarrea, steatorrea con feci abbondanti e maleodoranti, distensione e dolore addominale, iponutrizione con conseguente calo ponderale e atrofia muscolare e talvolta anche depressione. Le manifestazioni nel bambino iniziano dopo lo svezzamento con diarrea acuta o cronica accompagnata da feci liquide, semiliquide, chiare e abbondanti con arresto della crescita e calo ponderale, addome globoso con ipotrofia muscolare accompagnata da magrezza degli arti inferiori, irritabilità e autismo. La celiachia riveste grande interesse anche nel campo della medicina interna perché spesso esordisce con quadri clinici extra-intestinali quali: ematologici (anemia microcitica sideropenica, anemia macrocitica per malassorbimento di folati e B12, emorragie da deficit di Vitamina K); endocrini (diabete mellito tipo 1, ipo/ ipertiroidismo autoimmune, morbo di Addison); neurologici (autismo, epilessia con calcificazioni intracraniche, neuropatia periferica mista, atassia, sclerosi multipla); disordini dell apparato riproduttivo (menarca tardivo, impotenza, menopausa precoce, diminuita attività sessuale, alterazione spermatozoi, aborti spontanei); disordini cutanei (vasculiti cutanee, psoriasi, incanutimento precoce, alopecia, stomatite aftosa ricorrente, lichen planus, dermatite erpetiforme). Degno di nota è che tra i quadri clinici extra-intestinali sopra descritti vi è la dermatite erpetiforme di Duhring. Questa patologia presenta, infatti, una stretta relazione con la celiachia per cui meno del 10% dei celiaci ha una dermatite erpetiforme; ma più del 80% dei pazienti con dermatite erpetiforme ha la malattia celiaca. La diagnosi della malattia celiaca si basa fondamentalmente sull esame istologico della biopsia dell intestino tenue e la ricerca degli anticorpi specifici. La terapia consiste in una dieta priva di glutine che già di per sé è in grado di migliorare tutte le manifestazioni cliniche sia extraintestinali che gastrointestinali, fermo restando uno stretto controllo medico. P. C. La celiachia è indotta da un fattore ambientale che determina una risposta immunitaria provocando il caratteristico danno ai villi della mucosa del tratto prossimale del piccolo intestino. senzaetà 19

20 INCHIESTA C è lente e lente In estate ci sono fattori che contribuiscono ad aumentare i livelli di UV, come la sabbia asciutta che riflette circa il 15% delle radiazioni UV e la schiuma del mare che ne riflette il 25%. Ce lo ricorda il Gruppo Carl Zeiss, leader mondiale nel settore ottico e optoelettronico, la cui divisione oftalmica celebra quest anno 100 anni di produzione di lenti di precisione. Le nostre lenti vista-sole spiegano offrono una protezione dai raggi UV al 100% ed eliminano l effetto di abbagliamento specialmente se dotate di filtro polarizzante. Proteggere gli occhi con un occhiale con lenti colorate, certificate CE, è il primo passo importante. Ci sono poi le condizioni di luce estrema, per cui Zeiss consiglia lenti vista-sole colorate Skylet, in tre versioni e diverse percentuali di assorbimento dei riverberi: 70% per giornate di sole fosche, 80% per il pieno sole, 90% per condizioni estreme come di fronte ad un ghiacciaio, sport invernali e sport d acqua. Oltre a lenti per la guida, con tecnologia antiabbagliamento detta polarizzante, c è inoltre una nuova generazione di lenti a scurimento automatico per ogni occasione, la tecnologia PhotoFusion sviluppata da Carl Zeiss Vision, per lenti a scurimento automatico (dette fotocromatiche) che reagiscono con maggiore efficacia alla luce, scurendosi con una rapidità fino al 20% superiore rispetto alle lenti fotocromatiche tradizionali e schiarendosi in metà tempo. Anche perché, emerge da una recente indagine internazionale condotta dall istituto di ricerche YouGov con il contributo del Gruppo Carl Zeiss, il 43%degli italiani sostiene di avere difficoltà quando cambiano le condizioni di luce, come nello spostarsi da un ambiente esterno all interno e viceversa. ma.la. 20 senzaetà Presto l occhiale per vedere di notte... deriva da un progetto militare ma sarà soprattutto uno scontro per appropriarsi del marchio Da piccoli abbiamo scoperto nelle piccole pubblicità riquadrate dei giornalini l esistenza dei famigerati occhiali a raggi X che mitizzavano l opportunità del vedo nudo e torbide fantasie voyeur esaltate dai filmetti di second ordine. Da grandi alcuni scienziati ci hanno illuso sulla possibilità di trapiantare la cornea di un gatto nell occhio umano... o di un gufo, la cui cavità orale è grande come la nostra ma ha occhi almeno cento volte più sensibili alla luce di quelli umani, perchè dotati di un megacristallino e di una cornea molto convessa. Ma è di oggi una notizia bomba: fra due anni entrerà in produzione l occhiale speciale per vedere di notte. Sarebbe un elaborazione di un progetto militare (come internet) dell apparecchio a infrarossi, inserito prima, nel mirino dei fucili di precisione a lunga gittata. Poi, in un secondo momento, applicata a una specie di mascherina o occhialini, in uso all esercito americano, impiegati nei raid dei marines nell interminabile guerra del Vietnam. L utilizzo degli infrarossi, per chi si intende di fotografia, non è certo novità. Ma qui c è di più. Dentro l occhiale viene apposta una telecamera ad infrarossi che ripropone l immagine dalla lente stessa. No, niente mission impossible. Da alcune indiscrezioni di spionaggio industriale sono tre le multinazionali che stanno lavorando a tale progetto, dalla Sony in giù... per arrivare a lanciare prima sul mercato l occhiale per vedere di notte! E ancora una lotta sul marchio e sull esclusività del prodotto... E, guarda un po, sul prezzo: meglio fare come per il 3D, già in commercio, e quindi aspettare ancora per proporre prezzi popolari o uscire subito con costi stellari ma per primi? Noi ci auguriamo una cosa: che questa non sia un operazione commerciale di un marchio o un altro. Piuttosto una scoperta utile a migliorare la qualità della vita. Per questo, nell estate 2012, parliamo qui della qualità delle lenti e degli occhiali da sole. Quelli buoni, con lenti certificate, non comperati solo perchè costano poco... nella prima spiaggia che capita. Luca Guazzati

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