R E G O L A M E N T O

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1 1 COMUNE DI MEDEA PROVINCIA DI GORIZIA R E G O L A M E N T O DI POLIZIA MORTUARIA Approvato con delibera C.C n 64 dd 1 luglio 2 010; In vigore dal 1 luglio 2010

2 2 T I T O L O I DISPOSIZIONI GENERALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Oggetto 1. Il presente regolamento, in osservanza delle disposizioni di cui al Titolo VI del T.U.delle Leggi Sanitarie 27 luglio 1934, n e al D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, ha per oggetto il complesso delle norme dirette alla generalità dei cittadini ed alla Pubblica Amministrazione, in ambito comunale, relativi alla polizia mortuaria e ai servizi cimiteriali, intendendosi per tali quelli sulla destinazione e uso dei cadaveri o parti di essi, sui trasporti funebri, sulla costruzione, gestione e custodia dei cimiteri e locali annessi, sulla concessione di aree e manufatti destinati a sepoltura privata nonché sulla loro vigilanza, sulla costruzione di sepolcri privati, sulla cremazione, e in genere su tutte le diverse attività connesse con la cessazione della vita e la custodia delle salme. Articolo 2 Definizioni 1. Le definizioni contenute nel presente regolamento hanno il seguente significato: a) per feretro si intende il contenitore dove viene riposta la salma da seppellire e risulta di struttura e qualità dei materiali diversi a seconda del tipo di sepoltura o pratica funebre; b) per inumazione si intende la sepoltura della salma in terra, in campo comune o in concessione; c) per tumulazione si intende la sepoltura della salma in loculo o tomba; d) per traslazione si intende il trasferimento di un feretro da un loculo ad altro loculo all'interno del cimitero o in altro cimitero; e) per esumazione si intende l'operazione di recupero dei resti ossei da terra; f) per estumulazione si intende l'operazione di recupero dei resti ossei o resti mortali da tomba o loculo; g) per celletta ossario si intende un manufatto destinato ad accogliere i resti ossei provenienti da esumazioni od estumulazioni; h) per ossario comune si intende un luogo, dove accogliere i resti ossei provenienti da esumazioni od estumulazioni per le quali, gli aventi titolo non hanno chiesto diversa destinazione;

3 3 i) per nicchia cineraria si intende un manufatto, delle dimensioni di m 0.30x0.30x0.50, destinato ad accogliere le urne contenenti le ceneri provenienti da cremazioni. (v. par Circ. Min Sanità 24/93); j) per cinerario comune si intende un luogo destinato ad accogliere le ceneri provenienti da cremazioni e, conseguente dispersione a richiesta dei familiari o ad espressa volontà in vita del defunto. Articolo 3 Competenze 1.Le funzioni di polizia mortuaria di competenza del Comune sono esercitate dal Sindaco,quale Ufficiale di Governo e Autorità Sanitaria Locale. 2. I servizi inerenti la polizia mortuaria vengono effettuati attraverso una delle forme di gestione individuate dagli articoli 31, 112, 113 e 114 del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, compatibilmente con la natura delle funzioni da svolgere, nonché a mezzo del servizio individuato dalla competente Azienda per i Servizi Sanitari. Articolo 4 Responsabilità 1. Il Comune cura che all'interno dei cimiteri siano evitate situazioni di pericolo alle persone e alle cose, e non assume responsabilità per atti commessi nei cimiteri da persone estranee al suo servizio o per mezzi e strumenti a disposizione del pubblico e da questo utilizzati in modo difforme dal consentito. Articolo 5 Servizi gratuiti 1. Sono gratuiti i servizi di interesse pubblico, indispensabili, esplicitamente classificati gratuiti dalla legge e specificati dal regolamento (1) 2.Tra i servizi gratuiti sono compresi: a) la visita necroscopica; b) il servizio di osservazione dei cadaveri; c) il servizio di inumazione in campo comune (2); d) la cremazione (2); e) l esumazione ordinaria da campo comune (2); f) la deposizione delle ossa in ossario comune(2);

4 4 g) la dispersione delle ceneri in cinerario comune (2); 3. I servizi di cui alle lettere d), e), f), g), h), sono gratuiti solo per le seguenti categorie di persone: a) salma di persona indigente; b) salma appartenente a famiglia bisognosa; c) salma per la quale vi sia disinteresse da parte dei familiari. 4. Lo stato di indigenza o di bisogno è dichiarato dal Responsabile dei Servizi Sociali sulla scorta delle informazioni assunte sulla composizione del nucleo familiare e sulla situazione economica degli interessati, qualora non siano fissati procedure e requisiti specifici in altri regolamenti comunali. 5. Nei casi di indigenza accertata o di bisogno del defunto, gli oneri e le spese derivanti dalla cremazione e dagli adempimenti cimiteriali connessi possono essere sostenuti dal Comune di ultima residenza del defunto, così come stabilito dall art. 5 della L. n.130/2001 (1) vedi art. 1 comma 7 bis del D.L. 27 dicembre 2000 n. 392, convertito, con modificazioni, nella legge 28 febbraio 2001 n. 26: Il comma 4 dell articolo 12 del decreto legge 31 agosto 1987, n. 359, convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1987, n. 440, si interpreta nel senso che la gratuità del servizio di cremazione dei cadaveri umani di cui al capo XVI del regolamento di polizia mortuaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n.285, nonché del servizio di inumazione in campo comune, è limitata alle operazioni di cremazione, inumazione ed esumazione ordinaria nel caso di salma di persona indigente, o appartenente a famiglia bisognosa o per la quale vi sia disinteresse da parte dei familiari. I predetti servizi sono a pagamento negli altri casi. L effettuazione in modo gratuito del servizio di cremazione e del servizio di inumazione non comporta, comunque, la gratuità del trasporto del cadavere o delle ceneri, cui si applica l art. 16, comma 1, lett. A) del citato regolamento, approvato con D.P.R. 285 del (2) Legge 30 marzo 2001 n. 130, art. 5: Tariffe per la Cremazione. Nei casi di indigenza accertata del defunto, gli oneri e le spese derivanti dalla cremazione ed agli adempimenti cimiteriali ad essa connessi possono essere sostenuti, nei limiti delle ordinarie disponibilità di bilancio, dal Comune di ultima residenza del defunto, indipendentemente dal luogo nel quale avviene la cremazione, sulla base delle tariffe stabilite ai sensi del comma 2. Con decreto del Ministro dell Interno, di concerto con il Ministro della Sanità, sentite l Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), la Confederazione Nazionale dei Servizi (CONFSERVIZI), nonché le associazioni maggiormente rappresentative che abbiano fra i propri fini quello della cremazione dei propri soci, sono stabilite, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le tariffe per la cremazione dei cadaveri e per la conservazione o la dispersione delle ceneri nelle apposite aree all interno dei cimiteri. Articolo 6 Servizi a pagamento 1. Sono a pagamento tutti i servizi cimiteriali non indicati nel precedente articolo, comprendendo tra questi, anche il trasporto delle salme o delle ceneri che riguardino le categorie di cui al comma 3 del citato art. 5.

5 5 2. Il Comune con proprio atto di indirizzo, o con separati atti ai sensi dell'art. 42, 2 comma, lettera f) del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, può individuare particolari servizi da erogare a tariffa agevolata purché venga quantificato l'onere per l'amministrazione Comunale. Articolo 7 Atti a disposizione del pubblico 1. Sono in visione al pubblico negli uffici comunali: a) Il registro di cui all'art. 52 del D.P.R. 285/90 compilato cronologicamente anche per fornire informazioni sulle sepolture cimiteriali b) Copia del presente Regolamento; c) Copia delle planimetrie del cimitero; d) L elenco delle concessioni cimiteriali in scadenza nel corso dell anno; e) L'orario di apertura e chiusura da apporsi all ingresso del cimitero; f) Ogni altro atto e documento la cui conoscenza venga ritenuta opportuna per gli interessati o per il pubblico, ai sensi della Legge 7 agosto 1990, n 241. (1) 2. La visione dei registri di cui al punto 1.1. è subordinata al rispetto delle norme di cui al D.Lgs 196/2000 in materia di protezione dati personali. (1) Legge 30/3/2001 n. 130, art. 7: I Comuni provvedono a fornire ai cittadini residenti nel proprio territorio le informazioni sulle diverse pratiche funerarie previste dall ordinamento, anche con riguardo ai profili economici. Il medico che provvede alla stesura del certificato di morte fornisce le informazioni specifiche ai familiari del defunto in ordine alle diverse possibilità di disposizione del cadavere v f.

6 6 CAPO II OSSERVAZIONE DEI CADAVERI, DEPOSITI DI OSSERVAZIONE ED OBITORI Articolo 8 Depositi di osservazione ed obitori 1. Il Comune provvede al deposito di osservazione e all'obitorio in locali idonei, distinti tra di loro, nell'ambito del Cimitero o presso ospedali o altri istituti sanitari ovvero in edifici rispondenti allo scopo per ubicazione e requisiti igienici. Tali servizi potranno essere assicurati anche mediante forme di convenzionamento con strutture aventi tutti i requisiti di legge. 2. Quale deposito di osservazione può funzionare la camera mortuaria, di cui il cimitero deve essere dotato, ai sensi dell'art. 64 del D.P.R. n. 285/ L ammissione nei depositi di osservazione o negli obitori è autorizzata dal Sindaco o Responsabile del Servizio competente ovvero dalla Pubblica Autorità che ha richiesto l intervento del servizio di recupero e trasporto di salma di persona accidentata o, dall Autorità Giudiziaria o dall Autorità Sanitaria che ha richiesto il trasporto nel deposito di osservazione per motivi igienico-sanitari. 4. Nel deposito di osservazione, di regola, è vietata la permanenza di persone estranee. 5. Le salme di persone morte di malattie infettive-diffusive o sospettate tali sono tenute in osservazione in separato locale, nel quale è vietato l accesso alle persone non autorizzate. 7. La sorveglianza può essere esercitata con apposite strumentazioni o con la presenza di personale con tale funzione. 8. Si osservano le disposizioni del capo V, VI e VII del D.P.R , n. 285 relativamente all esecuzione del riscontro diagnostico, rilascio di cadaveri a scopo di studio ed al prelievo di parti di cadavere a scopo di trapianto terapeutico. 9. Si osservano le norme del capo VIII del D.P.R , n. 285 relativamente all esecuzione delle autopsie e trattamento per la conservazione del cadavere. 10 Possono essere eseguite anche su richiesta dei familiari del defunto previo parere favorevole dell Autorità Sanitaria competente e previo nulla-osta dell Autorità Giudiziaria.

7 7 CAPO III FERETRI Articolo 9 Deposizione della salma nel feretro 1. Nessuna salma può essere sepolta se non chiusa in feretro avente le caratteristiche di cui al successivo art In ciascun feretro non si può racchiudere che una sola salma, ad eccezione della madre e del neonato, morti in concomitanza del parto o in conseguenza immediata del parto, che possono essere chiusi in uno stesso feretro. 3. La salma deve essere collocata nel feretro rivestita con abiti, preferibilmente di tessuti naturali, o decentemente avvolta in lenzuola. 4. Se la morte è dovuta a malattia infettiva - diffusiva compresa nell'elenco pubblicato dal Ministero della Sanità, il cadavere, trascorso il periodo di osservazione, deve essere deposto nella cassa con gli indumenti di cui è rivestito ed avvolto in lenzuolo imbevuto di soluzione disinfettante. 5. Se il cadavere risulta portatore di radioattività, il Dirigente del Servizi di Igiene Pubblica della Azienda S.S. detterà le necessarie disposizioni protettive allo scopo di evitare la contaminazione ambientale. Articolo 10 Verifica e chiusura feretri 1. La chiusura del feretro è fatta, sotto la vigilanza del personale incaricato. 2. Il Dirigente del Servizio di Igiene Pubblica della Azienda S.S. o personale tecnico all'uopo incaricato, vigila e controlla l'applicazione della norma di cui all'art. 9. Per tale servizio è dovuto il corrispettivo eventualmente richiesto dall'a.s.s. 3. In particolare deve essere accertata la stretta rispondenza del feretro al tipo di sepoltura cui è destinato e al trasporto, nonché l'identificazione del cadavere. 4. Le funzioni di cui al presente articolo possono essere demandate parzialmente dall ASS alle imprese di pompe funebri mediante apposita convenzione.

8 8 Articolo 11 Caratteristiche dei feretri (1) 1. La struttura dei feretri e la qualità dei materiali sono in rapporto ai diversi tipi di sepoltura o pratica funebre, oltre che alla distanza del trasporto funebre e cioè: a) per inumazione: a.1 - feretro deve essere di legno con caratteristiche di scarsa curabilità (preferibilmente di abete, pioppo, pino, larice, ecc.); a.2 - le tavole non devono avere, a fondo intaglio, uno spessore inferiore a cm. 2 e superiore a cm. 3 (mm. 25 per la cremazione); a.3 - la confezione deve essere conforme alle prescrizioni di cui all'art. 75 del D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285; a.4 - i feretri di salme provenienti da altri Comuni o estumulate, potranno essere inumati anche se non rispondono alle indicazioni sopra riportate; b) per tumulazione: b.1 - la salma deve essere racchiusa in duplice cassa, l'una di legno, l'altra in metallo, ermeticamente chiusa mediante saldatura, corrispondenti entrambe ai requisiti costruttivi e strutturali di cui agli artt. 30 e 31 del D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285; c) per trasferimento da Comune a Comune con percorso superiore a 100 Km, all'estero o dall'estero qualunque sia la destinazione di sepoltura o pratica funebre: c.1 - si applicano le disposizioni di cui alla lettera b) precedente, nonché agli articoli 27, 28 e 29 del D.P.R. 10 settembre 1990, n.285 e del DPCM 26 maggio 2000 tab. A) se il trasporto è per o dall'estero(2); d) per trasporti da Comune a Comune, con percorso non superiore ai 100 Km.: d.1 è sufficiente la sola cassa di legno nei casi previsti dall'art. 30, punto 13, e con le caratteristiche di cui all art. 30 punto 5 del D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285; e) per cremazione: e.1 - la salma deve essere racchiusa unicamente in cassa di legno con le caratteristiche di cui alla lettera a), per trasporti interni al Comune di decesso; e.2 - la salma deve essere racchiusa unicamente in cassa di legno con le caratteristiche di cui alla lettera d), laddove il trasporto si esegua entro i 100 Km. dal Comune di decesso; e.3 - la salma deve essere racchiusa in duplice cassa con le caratteristiche di cui alla lettera b), in ogni altro caso. 2. I trasporti di salme di persone morte per malattia infettiva - diffusiva vengono effettuati in duplice cassa con le caratteristiche di cui alla lettera b) precedente. 3. Se una salma, già sepolta, viene esumata o estumulata per essere trasferita in altro Comune o in altra sepoltura del cimitero, si deve accertare lo stato di conservazione del feretro e la sua corrispondenza alla nuova sepoltura, prescrivendo, se del caso, da parte del Dirigente del Servizio di igiene pubblica dell'azienda S.S., o suo delegato, il rinnovo del feretro o il rivestimento totale con lamiera metallica di spessore non inferiore a 0,660 mm, se di zinco e non inferiore a 1,5 mm, se di piombo. 4. Se la salma proviene da altro Comune, deve essere verificata la rispondenza del feretro alle caratteristiche di cui ai commi precedenti, ai fini del tipo di sepoltura cui è destinata; se nel trasferimento è stato impiegato il doppio feretro e la salma è destinata a sepoltura in terra, deve

9 9 essere praticata nella parte superiore della cassa metallica un'idonea apertura al fine di consentire il processo di mineralizzazione. 5. Nella inumazione l'impiego nel feretro di materiale biodegradabile diverso dal legno deve essere autorizzato dal Ministero della Sanità ai sensi dell'art. 75 del D.P.R. 10 settembre 1990,n Sia la cassa di legno sia quella di metallo debbono portare impresso, ben visibile sulla parte esterna del proprio coperchio, il marchio di fabbrica con l'indicazione della ditta costruttrice. 7. E consentita l'applicazione alle casse metalliche, di valvole o speciali dispositivi autorizzati dal Ministero della Sanità, idonei a fissare o a neutralizzare i gas della putrefazione. (1) Ai sensi del D.M. in data 7 febbraio 2002 del Ministero della Salute, è autorizzato l uso in ambito nazionale del materiale denominato Mater-Bi-ZIO1U, per realizzare manufatti in sostituzione delle casse di metallo: a) nei feretri, all interno della cassa di legno, per salme destinate all inumazione purchè non decedute per malattia infettivo-diffusiva o per salme destinate alla cremazione quando vi è trasporto superiore ai 100 km. Dal luogo del decesso; b) nei feretri, all interno della cassa di legno, per salme decedute per malattia infettivo-diffusiva designate alla cremazione, alle seguenti altre condizioni: 1. il manufatto, dello spessore minimo di 40 micron, deve coprire, senza soluzione di continuità il fondo e le pareti della casa fino al bordo superiore ed essere applicato con colla nella parte superiore ed inferiore della cassa stessa, senza impiego di viti o chiodi; 2. per l applicazione del manufatto dovranno essere utilizzati solo ed esclusivamente materiali biodegradabili. 2) Vedi nota 1) all art. 21 Articolo 12 Piastrina di riconoscimento 1. Sul piano esterno superiore di ogni feretro è applicata apposita piastrina metallica, o in materiale refrattario per la cremazione, recante impressi in modo indelebile, il cognome e il nome della salma contenuta e le date di nascita e di morte. 2. Per la salma di persona sconosciuta, la piastrina contiene la sola indicazione della data di morte e gli eventuali altri dati certi.

10 10 CAPO IV TRASPORTI FUNEBRI Articolo 13 Norme generali per i trasporti 1. I trasporti si effettuano in conformità a quanto previsto dagli articoli da 19 a 32 del D.P.R. 10 settembre 1990 n Il feretro è preso in consegna dall'incaricato del trasporto e viene accompagnato dai documenti di autorizzazione al trasporto e al seppellimento e, se necessario, dagli altri in relazione alla destinazione. 3. L'incaricato del trasporto, giunto a destinazione, consegnerà il feretro e i documenti al personale incaricato presso il cimitero. 4. Il personale incaricato compila il verbale di presa in consegna in duplice copia, di cui una viene consegnata al vettore e l'altra all Ufficio Comunale. 5. Se il trasporto avviene per ferrovia, su nave o per aereo, il decreto di cui all'art. 20 deve restare in consegna al vettore. 6. Il trasporto da Comune a Comune o da Stato a Stato, a richiesta, può essere effettuato, sia in partenza che in arrivo, con il medesimo carro funebre. Articolo 14 Modalità del trasporto e percorso 1. I trasporti funebri nell ambito del territorio comunale sono effettuati nel rispetto dei seguenti criteri: a) il tragitto deve evitare tratti di strade pericolosi o interessati da lavori; b) tendendo conto di quanto disposto dalla lett.a), il tragitto deve seguire il percorso più breve dal luogo in cui si trova il feretro a quello in cui deve arrivare. 2. Il trasporto, fatte salve le eccezionali limitazioni di cui all'art. 27 del T.U. della legge di Pubblica Sicurezza, comprende: il prelievo della salma dal luogo del decesso, dal deposito di osservazione o dall'obitorio, il tragitto alla chiesa o al luogo dove si svolgono le esequie, la relativa sosta per lo stretto tempo necessario ad officiare il rito funebre, il proseguimento fino al cimitero o ad altra destinazione richiesta. 3. Nessuna altra sosta, salvo casi di forza maggiore, può farsi durante il percorso. Per eventuali cerimonie, diverse dalle rituali, occorre la preventiva autorizzazione del Sindaco. 4. Durante i cortei funebri si dovrà lasciare il passo ai veicoli dei pompieri e ai servizi urgenti di assistenza pubblica e di pubblica sicurezza. In ogni altro caso è vietato fermare, disturbare ed interrompere in qualunque modo il passaggio di un corteo funebre.

11 11 Articolo 15 Spese per i trasporti funebri 1. Nel territorio del Comune i trasporti funebri sono svolti, con i mezzi aventi le caratteristiche di cui all art. 20 del D.P.R. 10 settembre 1990, n Il trasporto delle salme viene effettuato dall impresa di pompe funebri scelta dai familiari dei defunti e le relative spese rimangono a loro completo carico. 3. Il trasporto di militari eseguito dalla rispettiva amministrazione con mezzo proprio è esente da qualsiasi eventuale diritto comunale. Articolo 16 Orario dei trasporti 1. I trasporti funebri sono effettuati nei seguenti orari: a) nel periodo dal mese di ottobre al mese di aprile: dalle ore 8.00 alle ore e dalle alle ore 16.00; con eccezione per i mesi di NOVEMBRE-DICEMBRE e GENNAIO il cui orario di arrivo delle salme viene anticipato alle ore 15.00; b) dal mese di maggio al mese di settembre: dalle ore 8.00 alle ore e dalle alle 18.30; c) il sabato: dalle ore 8.00 alle ore 12.00; d) sono escluse le giornate festive e le festività consecutive, salvo casi d urgenza o altri casi particolari che verranno autorizzati su motivata istanza. 2. L Ufficio comunale, d intesa con i parenti o familiari del defunto, fissa l orario del funerale secondo l ordine di presentazione delle richieste di trasporto tenendo conto, se necessario della data del decesso o delle indicazioni dei familiari e compatibilmente con gli orari di cui al comma 1. L Ufficio competente fornisce i chiarimenti richiesti e assume i provvedimenti necessari, trasmettendo gli eventuali ordini al personale incaricato. 3. Le imprese di pompe funebri concordano con l Ufficio comunale e con congruo anticipo non inferiore a 24 ore, il giorno e l ora del funerale e del trasporto funebre per assicurare gli adempimenti conseguenti 4. Nel caso di necessità, il Sindaco, con proprio motivato provvedimento potrà disporre modifiche ed integrazioni ai criteri sopra indicati.

12 12 Articolo 17 Trasferimento di salme senza funerale 1. Il trasporto di cadavere ai locali di osservazione, per il periodo prescritto o comunque prima che sia trascorso tale periodo, e all'obitorio, deve essere eseguito in condizioni tali da non ostacolare eventuali manifestazioni di vita con apposito mezzo, avente le caratteristiche di cui agli art. 19 e 20 del D.P.R. 285/90; il mezzo deve essere chiuso anche temporaneamente in modo che sia impedita la vista dall'esterno. 2. Se la salma non è nella propria abitazione, ma presso ospedale, istituto, albergo, ecc. il Sindaco, a richiesta dei familiari, può autorizzare l'inizio del funerale dalla porta della casa di abitazione, ove il feretro viene trasferito poco prima dell'ora fissata. 3. Nelle stesse circostanze, il Sindaco, sentita l'azienda S.S., può anche autorizzare il trasporto all'interno dell'abitazione o, in casi eccezionali, al luogo di speciali onoranze. 4. I predetti trasferimenti, anteriori al funerale, sono eseguiti in forma privata, senza corteo. 5. I trasferimenti di salme per autopsie, per consegna agli Istituti di studio ecc.. ed i trasporti al cimitero di nati morti, feti, resti anatomici, ecc.., sono eseguiti con l'impiego del mezzo di cui al primo comma. Articolo 18 Morti per malattie infettive-diffusive o portatori di radioattività 1. Nel caso di morte per malattie infettive-diffusive il competente Responsabile dell'azienda S. S. prescriverà le norme relative al trasporto della salma, alle onoranze o al divieto del corteo quando ciò sia indispensabile, e i necessari provvedimenti per le disinfezioni. 2. Per le salme che risultano portatrici di radioattività, il competente Responsabile dell'azienda S.S. dispone, a seconda dei casi, le necessarie misure protettive in ordine al trasporto, ai trattamenti ed alla destinazione. Articolo 19 Trasporto per e da altri Comuni 1. Il trasporto di salme in cimitero di altro Comune, a domanda degli interessati, è autorizzato dal Sindaco o dall Ufficiale dello Stato Civile delegato, con propri provvedimenti. 2. La domanda deve essere corredata: a) dall'autorizzazione al seppellimento rilasciata dall'ufficiale dello Stato civile; nel caso di traslazione successiva alla prima sepoltura è sufficiente l'indicazione dei dati anagrafici del defunto;

13 13 b) dal nulla-osta al trasporto rilasciato dall'azienda S.S. o di personale tecnico da essa delegato, relativo alla verifica di cui all'art.8; 3. Dell'autorizzazione al trasporto è dato avviso al Sindaco del Comune nel quale la salma viene trasferita per il seppellimento, nonché ai Sindaci dei Comuni intermedi, quando in essi siano tributate onoranze. 4. Le salme provenienti da altri Comuni, di norma e qualora non vengano richieste speciali onoranze all interno del territorio del Comune, devono essere trasportate direttamente al cimitero, ove verrà accertata la regolarità dei documenti e del feretro ai fini della tipologia di sepoltura cui sono destinate. Articolo 20 Trasporti in luogo diverso dal cimitero 1. Il trasporto di salme nell'ambito del Comune ma in luogo diverso dal cimitero, è autorizzato con provvedimento del Sindaco a seguito di domanda degli interessati. Articolo 21 Trasporti all'estero o dall'estero 1. Il trasporto di salme per o da altro Stato ha una diversa regolamentazione a seconda che si tratti di Stati aderenti, come l Italia, alla convenzione internazionale di Berlino 10 febbraio 1937, approvata con R.D. 1 luglio 1937, n. 1379, o di Stati non aderenti a tale Convenzione; nel primo caso si applicano le prescrizioni di cui all art. 27 del D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285; nel secondo, quelle di cui agli artt. 28 e 29 dello stesso Regolamento (1) (1) Il DPCM 26 maggio 2000, e più precisamente nella tabella A) allegata al decreto stesso, individua le funzioni e i compiti amministrativi in tema di salute umana e sanità veterinaria, conferiti alle Regioni ai sensi del titolo IV, capo I, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive modifiche ed integrazioni. La tabella A del decreto prevede che siano conferite alle Regioni anche le autorizzazioni contenute nel regolamento di polizia mortuaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica, 10 settembre 1990, n Fra le autorizzazioni di polizia mortuaria trasferite alle Regioni sono comprese quelle degli articoli 27, 28 e 29 del DPR 285/90 che il DM 2 febbraio 1983 n. 284 e ss.mm. ed ii. Affidava alla competenza degli organi periferici del Ministero degli Interni.

14 14 Articolo 22 Trasporto di resti mortali e ceneri 1. Il trasporto fuori Comune di ossa umane, di resti mortali assimilabili e di ceneri deve essere autorizzato dal Responsabile del Servizio competente. 2. Se il trasporto avviene da o per uno Stato estero, la competenza per l autorizzazione spetta alle Autorità consolari o nazionali individuate dalla legge. 3. Le misure precauzionali igieniche stabilite per il trasporto di salme, non si applicano al trasporto di ceneri, di ossa umane e resti mortali assimilabili. 4. Le ossa umane e i resti mortali assimilabili devono essere raccolti in una cassetta di zinco di spessore non inferiore a mm. 0,660, chiusa con saldatura, anche a freddo, e recante nome e cognome del defunto o, se sconosciuto, l'indicazione del luogo e della data di rinvenimento. 5. Le ceneri devono essere raccolte in urne sigillate, con ceralacca, piombo o altro analogo sistema, aventi le caratteristiche e con le modalità stabilite dalla legge. Articolo 23 Rimessa delle auto funebri 1. Le rimesse delle auto funebri devono essere ubicate in località individuate con provvedimento del Sindaco, attrezzate anche per i servizi di pulizia e di disinfestazione e disporre delle idoneità di cui all art. 21 del D.P.R. 10 settembre 1990, n.285. Articolo 24 Riti religiosi 1. I ministri di culto, sia della chiesa cattolica che degli altri culti, di cui all'art. 8 della Costituzione, intervenuti all'accompagnamento funebre, si conformano alle disposizioni relative allo svolgimento dei funerali.

15 15 TITOLO II - CIMITERI CAPO I CIMITERI Articolo 25 Ubicazione 1. Ai sensi dell'art. 337 del T.U. delle Leggi Sanitarie, R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, il Comune provvede al servizio del seppellimento nell unico cimitero sito in via Roma. Articolo 26 Disposizioni generali - Vigilanza 1. E vietato il seppellimento dei cadaveri in luogo diverso dal cimitero, salvo le autorizzazioni di cui agli articoli 102 e 105 del D.P.R. 10 settembre 1990, n L'ordine e la vigilanza dei cimiteri spettano al Sindaco. 4. Alla manutenzione dei cimiteri, così come per la custodia e gli altri servizi cimiteriali, il Comune provvede con le forme di gestione riconosciute idonee e legittime, ai sensi degli artt. 31, 112, 113 e 114 del D.lgs. 18 agosto 2000, n Le operazioni di inumazione, tumulazione, cremazione e di traslazione di salme, di resti, di ceneri, di nati morti, di prodotti abortivi e del concepimento, di resti anatomici, sono riservate al personale addetto al cimitero. 6. Competono esclusivamente al Comune le operazioni di esumazione ordinaria, estumulazione ordinaria e le funzioni di cui agli art. 52, 53 e 81 del D.P.R. 10 settembre 1990, n Negli altri casi, il servizio dovrà essere eseguito da ditta specializzata con spese a carico del richiedente e fatte sale le norme in materia igienico-sanitarie. Articolo 27 Reparti speciali nel cimitero 1. Nell'interno del cimitero è possibile prevedere reparti speciali, individuati dal piano regolatore cimiteriale, o, nelle more della sua adozione, dal Sindaco, destinati al seppellimento delle salme ed alla conservazione dei resti, ceneri ed ossa di persone appartenenti a culto diverso da quello cattolico o a comunità straniere.

16 16 2. Le spese maggiori per le opere necessarie per tali reparti, per la maggior durata della sepoltura, rispetto a quella comune, compresa l assegnazione dell area a tempo determinato, secondo le tariffe vigenti sono a carico delle comunità richiedenti. 3. Gli arti anatomici vengono sepolti mediante inumazione in reparto speciale del Cimitero o in sepoltura privata. 4. In via eccezionale, altri reparti speciali possono essere istituiti,con provvedimento motivato dalla Giunta Comunale, per il seppellimento di persone decedute a seguito di calamità, o appartenenti a categorie individuate dal Consiglio Comunale. 5. Nel cimitero di Medea, viene individuato da Piano Regolatore cimiteriale o, nelle more della sua adozione, dal Sindaco, un reparto destinato alla dispersione delle ceneri. Articolo 28 Ammissione nel cimitero di salme, resti e ceneri 1. Nel cimitero comunale sono ricevute e seppellite, senza distinzione di origine, di cittadinanza, di religione le seguenti salme: a) Salme di persone decedute nel territorio comunale, qualunque ne fosse in vita la residenza, salvo richiesta d'altra destinazione, da parte degli aventi diritto; b) Salme di persone decedute fuori Comune ma aventi in esso, in vita, la residenza o iscritte all Anagrafe degli Italiani Residenti all Estero (A.I.R.E.); c) Salme di persone non residenti in vita nel Comune e morte fuori di esso, ma aventi diritto al seppellimento in una sepoltura privata, individuale o di famiglia; d) I nati morti e i prodotti del concepimento di cui all art. 7 del D.P.R. 285/ Possono inoltre essere ricevute: a) Salme di persone che siano nate nel Comune; b) Salme di persone che siano nate nel territorio del Comune nel periodo in cui il Comune di Medea era frazione del Comune di Cormòns, dal al ; c) Salme di persone che abbiano avuto la residenza nel Comune per un periodo di dieci anni dalla nascita; d) Salme di persone che abbiano avuto la residenza nel Comune e l abbiano fissata altrove da meno di due anni; e) Salme di persone non residenti, che al momento del decesso abbiano il coniuge o parenti in linea collaterale fino al secondo grado ed affini fino al primo grado di parentela residenti nel Comune, ovvero sepolti nel cimitero di Medea; f) Salme di persone non residenti nel Comune perché accolte in case di riposo o altri istituti di accoglienza socio-assistenziali, ma che avessero avuto la propria residenza nel Comune prima dell ingresso in tali istituti o la cui famiglia d origine sia residente nel Comune; g) i resti mortali, resti ossei e le ceneri delle persone sopraelencate. 3. Il Sindaco, previa adeguata motivazione, potrà ammettere le salme di persone decedute in altro Comune e non residenti, purché trattasi di persone benemerite per la Comunità di Medea.

17 17 4. Nei reparti speciali, sono ricevute le salme di persone che ne hanno diritto ai sensi dell art. 28, salvo che non avessero manifestato l intenzione di essere sepolte nella zona comune del cimitero. In difetto di tale manifestazione possono provvedere il coniuge, i discendenti o gli eredi, nell ordine, con le modalità di cui all art. 47 del del T.U. 445/2000.

18 18 CAPO II DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 29 Disposizioni generali Aree e manufatti 1. Il cimitero ha un campo comune destinato alle inumazioni ordinarie decennali. 2. Compatibilmente con le esigenze di detto campo, il cimitero ha pure aree ed opere riservate a sepolture private individuali e familiari, ai sensi e nei limiti dell'art. 90 e seguenti del D.P.R. 10 settembre 1990, n La planimetria allegata al presente Regolamento individua le localizzazioni dei loculi costruiti dal Comune e delle aree destinate alla concessione per la costruzione di sepolture private a tumulazione. 4. Il cimitero quindi si compone di spazi e zone costruite da destinare a: a) aree per fosse ad inumazione individuale comune o campo a rotazione; b) aree per fosse ad inumazione singola o doppia per sepolture private; c) aree per la costruzione di sepolture private a tumulazione per famiglie o collettività (monumenti o cappelle funerarie) da realizzare esclusivamente in adiacenza e a ridosso dei muri di cinta del Cimitero e di altezza non superiore a quella dei muri stessi; d) manufatti per tumulazioni individuali di salme (loculi); e) manufatti per tumulazioni di salme a posti plurimi (tombe di famiglia a costruzione comunale o da privati); f) manufatti per tumulazioni individuali di resti mortali o ceneri (cellette ossario); g) camera mortuaria (deposito di osservazione). 5. L ossario-cinerario comune consiste nella specifica utilizzazione delle strutture cimiteriali esistenti destinate a loculi.

19 19 CAPO III INUMAZIONE E TUMULAZIONE Articolo 30 Inumazione 1. Le sepolture per inumazione si distinguono in comuni e private: a) sono comuni le sepolture della durata di 10 anni dal giorno del seppellimento, assegnate gratuitamente ogniqualvolta non sia richiesta una sepoltura privata. b) sono private le sepolture per inumazione di durata superiore a quella di 10 anni, effettuate in aree in concessione. 2. Le fosse per le inumazioni di persone aventi più di 10 anni debbono avere tutte la profondità di m. 2.00, la larghezza di m e/o multipli per una lunghezza come di seguito indicato: a) File n. 1-8 m b) File n. 2-7 m c) File n m Campo comune o a rotazione: L area destinata a campo a rotazione viene suddivisa in n. 7 fosse numerate come segue: da 147 a 150 e RA,RB,Rc. Le fosse avranno una profondità non inferiore a m Nella parte più profonda devono avere la lunghezza di m e la larghezza di m Viene comunque rispettata la distanza l una dall altra di almeno m da ogni lato. Articolo 31 Tumulazione 1. Sono a tumulazione le sepolture di feretri, cassette, resti o urne cinerarie in opere murarie (loculi individuali sopraelevati, loculi sotterranei per famiglie a posti plurimi, cellette ossario o edicole funerarie) costruite dal Comune o dai concessionari di aree laddove vi sia l'intenzione di conservare per un periodo di tempo determinato o in perpetuo le spoglie mortali. 2. Le sepolture private a sistema di tumulazione sono oggetto di concessione secondo le modalità di cui al titolo III del presente regolamento. 3.Per quanto attiene alle modalità di tumulazione ed alle caratteristiche costruttive si applicano le norme di cui agli art. 76 e 77 del D.P.R. 10 settembre 1990 n E ammessa, qualora le dimensioni del loculo lo consentano, la tumulazione in un medesimo loculo di un feretro ed una cassetta ossario o cineraria.

20 20 Articolo 32 Deposito provvisorio di salme, resti e ceneri 1. A richiesta degli aventi diritto, il feretro può essere provvisoriamente deposto in apposito loculo di proprietà comunale, previo pagamento del canone stabilito con atto della Giunta Municipale, sulla base del criterio per il quale la tariffa aumenta al protrarsi del periodo di deposito. La concessione provvisoria è ammessa nei seguenti casi: a. per coloro che richiedono la concessione di un area di terreno allo scopo di costruirvi una sepoltura privata; b. per coloro che devono effettuare lavori di ripristino di tombe private; c. per coloro che hanno presentato domanda di concessione privata, i cui manufatti siano da costruire a cura del Comune, con progetto approvato; d. in caso di mancanza di loculi o cellette ossario o nicchie cinerarie, in attesa della loro costruzione; e. per i concessionari di tombe private qualora non sia possibile procedere ad inumazione in attesa della scadenza del termine decennale dall ultima inumazione o comunque del completamento del processo di mineralizzazione del cadavere. 2. La durata del deposito provvisorio è fissata dal Responsabile del Servizio competente, limitatamente al periodo previsto per l'ultimazione dei necessari lavori e/o alla domanda degli interessati, purché non superiore a tre anni. 3. In deroga al comma 2, nel caso particolare di cui alla lettera c del co.1, qualora il Comune non provveda alla costruzione dei manufatti è consentita la prosecuzione del deposito provvisorio, previo provvedimento del responsabile competente, alle condizioni stabilite dal presente articolo fermo restando l obbligo di versamento del canone di utilizzo nella misura fissata dalla Giunta Comunale 4. Il canone di utilizzo è calcolato in trimestri, con riferimento al periodo dal giorno della tumulazione provvisoria al giorno della effettiva estumulazione. Le frazioni di trimestre sono computate come trimestre intero. 5. La concessione del deposito deve risultare da atto scritto, sottoscritto dai richiedenti e il cui originale va conservato presso l ufficio comunale. 6. A garanzia, potrà essere richiesta la costituzione di un deposito cauzionale infruttifero nella misura stabilita in tariffa. 7. Scaduto il termine senza che l'interessato abbia provveduto alla estumulazione del feretro per la definitiva sistemazione, ove egli non abbia ottenuto una proroga al compimento dei lavori, il Responsabile del Servizio competente, previa diffida, servendosi dell eventuale deposito cauzionale di cui sopra, provvederà a inumare la salma in campo comune. 8. Tale salma, una volta inumata, non potrà essere nuovamente tumulata nei loculi a deposito provvisorio, ma solo in tombe o loculi definitivi o cremata e previo pagamento dei diritti relativi. 9. Può essere consentita, con modalità analoghe, la tumulazione provvisoria di cassette ossario e di urne cinerarie.

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