ARCHITETTURE PER PIATTAFORME DIGITALI COMPLESSE Prof. Corona PARTE II

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1 ARCHITETTURE PER PIATTAFORME DIGITALI COMPLESSE Prof. Corona PARTE II Isole di consolidamento dei Servizi Multimediali Nell ambito dell erogazione dei servizi multimediali sarà necessario provvedere alla predisposizione macroscopica delle seguenti isole VLAN : Isola di Provisioning dei contenuti e Mediation Layer (LIV1): necessaria alla acquisizione dei contenuti dai Content Provider e ad un primo controllo di qualità prima della memorizzazione nel MDS. Isola di Profilazione unica degli utenti(liv2 Back-End), necessaria alla profilazione degli utenti dei servizi multimendiali nelle classi Consumer e Business. Isola del Portale d accesso (Front-End DMZ) necessaria all accesso al Palinsesto. Isola di Gestione dei dati relazionali (LIV2 Back-End) Tali isole potranno essere aggregate e localizzate all interno di una infrastruttura a Sandwich come mostrato in figura. Esse potranno soddisfare le loro funzioni tenendo conto degli effetti del bilanciamento dei flussi, dell alta affidabilità e della scalabilità delle applicazioni coinvolte. Architetutta in alta affidabilità di un centro servizi sviluppato su tre livelli

2 Modalità di acquisizione dei contenuti I contenuti acquisiti attraverso l isola di Content Provisioning potranno coinvolgere sia il segmento terrestre che quello spaziale, in entrambi i casi sono prerogativa del Service Provider coinvolgendo flussi di downstream unidirezionali verso i Media Data Store(MDS). Media Data Store e SAN Il processo standard si sviluppa dalla produzione di contenuti multimediali, generalmente associata a funzioni tipiche dei differenti Content Provider, alla possibilità di manipolare i formati pacchettizzandoli per il delivery su rete TCP/IP verso categorie di terminali utente operanti anche in modalità wireless attraverso l accesso GPRS. Nella predisposizione del processo di delivery,verranno utilizzate particolari tecnologie in grado di rendere disponibili i contenuti ottimizzando la velocità di utilizzo da parte degli utenti nonchè la misurazione delle reali capacità di veicolazione dei contenuti verso i dispositivi Client operanti attraverso la rete alle attuali capacità di banda (da circa 64Kbs teorica a 10 o 100 Mbit/sec). L architettura generale presentata in figura, ha lo scopo di verificare quell insieme di network elements in grado di ottimizzare tutto la catena di valore presentata. Qundi riassumendo le operarazioni fondamentali riguardano: Ciclo di vita dei servizi multimediali Encoding audio/video con differenti soluzioni di strema bit rate ( da 9.6 Kbps 20 Kbps in differenti localizzazione della backbone interna al CS/VAS) e indicizzazione dei contenuti Content packaging prerogativa dei Content Provider i quali offrovi un set di API per l accesso e l istradamento dei loro contenuti.

3 Media Data Store(Content Storage) è rappresentata dai media server attraverso i quali è possibile predisporre servizi di Video on Demand e Distant Learning con posizionamento dei contenuti in una apposita Storage Area Network. Storage Server Media retrieving CDN Storage Array SAN Media Server Parallel SCSI Storage Device Architettura per il Media Data Storage(MDS) I media server accederanno al MDS per soddisfare le richieste di contenuti audio/video nei formati di memorizzazione (Quiktime, MP4, Windows Media, RealVideo). Il MDS e un File System real-time che permette la memorizzazione di file di dati audiovideo e di altri oggetti quali boot image(vetrine http). Viene generalmente progettato su una Storage Area Network per fornire flussi video continui ed ad alta velocità in interconnessione con i Video Server di riferimento dei vari servizi digitali (generalmente posti su stesse isole o isole adiacenti a livello di Bilanciamento del Carico). Le tecniche di riferimento sono quelle del RAID5 (Redundance Array of Inexpensive Disks) protection e dello striping. Approfondimento dello striping Nello striping, realizzato da precisi strumenti SW, viene suddiviso il disco in tanti pezzi detti stripes di dimensione opportuna (generalmente 64Kbyte o 128Kbyte) attribuiti a ciascun contenuto.con tale suddivisione è possibile ricostruire a caldo un disco in seguito ad un danneggiamento. Una funzione importante nella ricostruzione delle informazioni per sostituzione di un disco è relegata alla fascia di dischi in parità dove vengono memorizzate le informazioni di controllo e parità per blocco di ricostruzione dell intero storage.

4 Meccanismo di striping Orizzontale e Verticale Una volta decisa la dimensione,della matrice dei dischi da condividere in striping è possibile procedere con striping Verticale o Orizzontale.E preferibile una memorizzazione dei blocchi in logica verticale per aumentare le performance dovute all utilizzo di tutti i controller dei dischi. Profilazione autenticazione ed autorizzazione dei servizi multimediali La profilazione unica risulta maggiormente enfatizzata dai servizi per l erogazione di contenuti multimediali di tipo Audio/Video. Per Tale motivo è necessario predisporre un Content Provider Mediation Layer (CPML) possibilmente attestato sull isola condivisa di livello 1. Il Content Provider Mediation Layer (CPML) è in linea con il recente rilascio della Rel.1.0 della soluzione UniXML di Sun-I-Planet per la profilazione unica degli utenti, essa rappresenta l interfaccia verso il mondo dei Content Provider.Tale interfaccia è di fondamentale importanza se si considerano le nuove tipologie si servizi orientati al content provisioning e servizi costruito sopra architetture di Content Delivery Network (CDN), pertanto sarà oggetto di un approfondimento specifico. DA una architettura applicativa come quella nella figura sottostante emerge il Layer di disaccopiamento delle esigenze informative verso gli utenti e verso i content provider si delinea pertanto uno scenario tipico dei così detti Gateway di WEB SERVICES. Volendo dettagliare ulteriormente l architettura del CPML come raffigurata in figura, il livello di disaccoppiamento necessita di un meccanismo che attraverso l utilizzo di Open API consenta lo scambio controllato, veloce e sicuro delle informazioni tra tutti gli strati applicativi visti in una architettura logica di clustering applicativo, con i vari moduli fisicamente residenti su stesse isole oppure in punti diversi (Front-End, Back-End) della rete aziendale asseconda delle esigenze di utilizzo e del bilanciamento dei carichi(nel nostro caso sarà predisposto tutto su una stessa isola).

5 Per tali motivi la scelta dell ambiente applicativo utilizzato per definire tutti i componenti del Mediation Layer puo essere BEA WebLog release 6.1 in configurazione cluster a due/tre nodi in virtù del fatto che l application server BEA offre tutte le garanzie di alta affidabilità, scalabilità, bilanciamento transazionale, sicurezza e controllo delle singole sessioni, oltre ad essere uno strumento già ampiamente utilizzato nell ambito delle architetture On Line Transaction Protocol (OLTP). Il Mediation Layer rappresenta un livello logico di disaccoppiamento di esigenze informative specifiche riguardanti profilazioni utenti e particolari informazioni anagrafiche da fornire ai Contet Provider Il Mediation Layer è l unione di 3 componenti applicative che potremo ipotizzare appartenenti ad un unico cluster applicativo WebLogic 6.1 denominato MEDIATION. Le parti componenti il Mediation sono: Content Provider Mediation Layer(CPML) Content Provider Mediation Layer CPML è un layer di interscambio informazioni per il Profiling e l autorizzazione all accesso a particolari tipologie di contenuti da parte di Content Provider partner. Esso racchiude le logiche di dialogo (scambiate in protocollo http) tra l ambiente Intranet ed il mondo esterno dei Partner che forniscono contenuti multimediali alle piattaforme di erogazione. Il Layer è composto dalle seguenti parti funzionali: 1. Uno schema di canale generico da poter adattare a specifiche esigenze che emergono durante gli accordi commerciali. Tale schema oltre a supportare l esigenze

6 tecnico-implementative consente di definire il miglior compromesso tra esigenze di Business e di Marketing con le esigenze tecnico architetturali. 2. L implementazione di protocollo di comunicazione definito precedentemente tra le strutture di marketing e quelle del partner commerciale. Tale implementazione si traduce nell utilizzo di API XML-SOAP messe a disposizione da CPML. 3. Un meccanismo di protezione del canale stesso con cripting o trascodifica di particolari informazioni come il Subscriber-ID oppure la definizione di canali HTTPS 4. Un modello di acquisizione delle guide ai contenuti (Elettronic Program Guide EPG ) fornite dai provider e l eventuale presentazione per mezzo di vetrine web integrate con strumenti di rapid-publishing e pubblicazione su pagine WEB associate ai servizi. 5. Componenti applicative in grado di misurare le durate delle sessioni di effettuata dal fornitore di contenuti qualora ci fossero particolari esigenze di billing/charging. ad evento. 6. trasferimento dei contenuti per sistemi di billing ad evento. Questo funzionalità è offerta in modo naturale dall application server BEA WebLogic 6.1. Altre componenti applicative esterne a BEA WEBLogic denominate di Traffic Control, potranno monitorare la sincronizzazione dei flussi fornire dati di audince su specifici servizi di streaming video. L integrazione applicativa con gli strati di authoring del Mediation Layer consente di sottoporre l erogazione dei contenuti a logiche di Authorization On Demand. Ovvero un autorizzazione su richiesta specifica. Possiamo notare come l 80% delle funzionalità presentate nei punti da 1 a 6, e risolto in modo naturale dall Application Server BEA WebLogic 6.1, mentre le restanti componenti che riguardano l implementazione del canale e del protocollo tra Mediation e Content Provider necessitano di una attività di sviluppo XML con l utilizzo di API- SOAP messe a disposizione dal Mediation, inoltre sarà possibile l eventuale integrazione con componeti di Rapid-Publishing che consentono una rapida definizione del servizio di vetrina web accessibile agli utenti. Il Rapid Publishing permette una migliore comprensione delle modalità di fruizione del servizio stesso con le logiche di profilazione associate...dopo le fasi di sincronizzazione della sessione è possibili attivare uno scambio dati di autorizzazione (Authorization On Demand),se richiesto, dagli accordi commerciali tra il Service Provider e i suoi partner, senza vincoli che impongono accordi forfettari e che limitano lo spazio delle trattative in essere. Ovviamente un tale scenario consente di produrre una reale comunicazione ed il monitoraggio dei canali definiti anche durante le fasi di erogazione dei contenuti. Pertanto il Content Provider tramite il canale definito, non solo fornirà il contenuto da veicolare attraverso la piattaforma di servizio ma offrirà informazioni aggiuntive come l Eletronic Program Guide 1 che volendo potrà essere utilizzata all interno del rapidpublishing process. Il canale risulterà esserre una portante ben definita all interno 1 L Elettronic Program Guide EPG è il palinsesto dei contenuti che verrà organizzato dal Content Provider secondo le logiche di erogazione del Service Provider, esso consente di predisporre i menù dei servizi in modo rapido ed efficiente messo a disposizione degli utenti fruitori dei servizi attraverso meccanismi di pubblicazione.

7 della quale il Content Provider modulerà non soltanto il provisioning dei contenuti ma anche le informazioni di billing-profilazione-autorizzazione(se richieste) nonché le sue esigenze comunicazionali, creando le premesse per una corretta sinergia tra Service Provider e Content Provider. Aspetti relativi al marketing di prodotto ed al Palinsesto Nell ambito delle attività relegate al marketing di prodotto sarà necessario misurare i contenuti in funzione delle tipologie di servizio e dell evento prodotti (live, streaming), predisporre le simulazioni del video-programming e la gestione dei diritti delle royalties e delle modalità di acquisizione dei contenuti stessi. La MDS servirà da collettore anche storico delle informazioni relative ai titoli erogati. Dovranno essere decisi i canali e le modalità d accesso ai canali via Portale nonché le memorizzazioni storiche ai fini legali nel così detto magazzino titoli. Tale magazzino dovrà essere organizzato per tipologia di contenuti e potrà essere utilizzato dal Marketing per la combinazione di offerte in relazione ai periodi scelti per l erogazione. Spesso viene associato un Magazine di riferimento per la diffusione del palinsesto settimanale di riferimento. In generale è preferibile adottare un modello negoziato tra Marketing e Content Provider tale per cui attraverso meccanismi di autenticazione e protezione dei singoli canali vengono rilasciate funzionalità di Rapid Publishing che consentono a ciascun provider di pubblicare sul portale aziendale della propria Elettronic Program Guide.

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