Focherini Odoardo LA SPERANZA ( ) Sommario UN SANTO AL MESE. Una vita per servire tutti, fino al martirio

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1 50 «V Voce oce amica» amica Bollettino Parrocchiale di Tarzo Arfanta Corbanese Maggio-Giugno Anno L - numero 3 LA SPERANZA Molti sono i detti con la parola speranza. Finché c è vita c è speranza (Cicerone). La speranza è la prima a nascere e l ultima a morire La speranza è un ottima colazione, ma una pessima cena (F. Bacone). La Speranza è, con fede e carità, una delle virtù teologali! Non è un atteggiamento di semplice ed inerte attesa passiva, ma una virtù straordinaria che da senso alla vita. La speranza non è l inclinazione ad un bonario ottimismo, ma un raggio di luce sul buio della realtà quotidiana. Non è una generica, fi duciosa convinzione che i problemi si risolveranno da soli. La speranza non è cieca e non ignora l esistenza del male, del dolore, del fallimento. Anzi, da queste realtà e diffi coltà trae forza per dispiegare tutta la sua energia. La speranza è una sfi da coraggiosa a tutto ciò che sembra negarla, a tutto ciò che sembra volerla distruggere. La speranza vede la realtà e le cose come sono, nude e crude, ma riesce a vedere nel loro fondo la forza di superamento che ancora non è riuscita a sprigionarsi appieno. La speranza vede, al di là di ogni apparenza avversa, un mondo che si sta liberando in modo lento, ma inarrestabile, di tutto ciò che lo soffoca e gli impedisce di attivare fi no in fondo le sue potenzialità. Qualcosa che include attesa, perseveranza e fi ducia, certezza nella coerenza e positività in tutto ciò che ci circonda. In un credente la speranza diventa ancora più luminosa e pregnante, perché ha la fede come supporto, come orientamento e come guida. In ultima istanza, infatti, è sulla fede che si fonda la speranza. Sperare è andare contro corrente, non lasciarsi trascinare dalla moda, dalla maggioranza, dall immediato. La speranza esige coinvolgimento, partecipazione, tensione operante. Essa vuole che siano allargati gli orizzonti, che sia oltrepassata la soglia del contingente, che siano messe in conto quelle realtà future nei confronti delle quali noi ci sentiamo del tutto impotenti, ma che comunque avvertiamo come nostre, perché, almeno nel desiderio, le possediamo già dentro di noi. La speranza, una virtù così diffi cile e nello stesso tempo così necessaria oggi. Di fronte a tante situazioni che ci insidiano, che ci minacciano, che ci deludono, è necessaria una forte iniezione di speranza, di quel dono meraviglioso, cioè, che ci aiuti a vedere la spiga, dove i nostri occhi non riescono a scorgere altro che un seme in via di putrefazione. d.f. UN SANTO AL MESE Focherini Odoardo ( ) Una vita per servire tutti, fino al martirio Comunità cristiana 1-5 Cronaca locale 6-10 Arfanta: paese mio Voce di Corbanese Sommario Marito e padre, assicuratore e giornalista, laico attivo sul fronte dei gruppi e delle associazioni giovanili, ma soprattutto un cristiano convinto della sacralità e della dignità di ogni persona. Odoardo Focherini nacque a Carpi (Modena) il 6 giugno 1907 ed ebbe come maestri don Armando Benatti e poi don Zeno Saltini (fondatore di Nomadelfia). Si fece promotore nel 1924 de L Aspirante, giornalino dei ragazzi di Azione Cattolica. Nel Trentino, regione di origine dei genitori, conobbe Maria Marchesi ( ), che poi sposò il 9 luglio 1930; ebbero sette figli. Assicuratore per la Società Cattolica di Assicurazioni di Verona, dedicava il tempo libero a numerose attività di apostolato o a realtà sportive. Nel 1936 erano presidente diocesano dell Azione Cattolica di Carpi e nel 1939 divenne amministratore de L Avvenire d Italia. Dal 1942 si attivò per salvare molti ebrei dalla deportazione. Questa attività svolta per carità cristiana gli costò l arresto l 11 marzo 1944, passò per i campi di concentramento di Fossoli, Gries (Bolzano) e infine a Flossenburg in Baviera. Morì il 27 dicembre 1944 nel sottocampo di Hersbruch per una grave malattia. Iscritto all Albo dei Giusti tra le Nazioni a Yad Vaschem. Venne beatificato il 15 giugno 2013 nella città di Carpi dal cardinale Amato, Prefetto della Congregazione per le cause dei Santi. Parrocchia di Tarzo Alpini 22 Anagrafe - Ricordi 23 Offerte 24

2 pagina 2 «Voce amica» Maggio-Giugno 2013 CONFESSIONE DI FEDE DI PAPA FRANCESCO Voglio credere in Dio Padre, che mi ama come un fi glio, e in Gesù, il Signore, che ha infuso il suo spirito nella mia vita per farmi sorridere e portarmi così al regno di vita eterna. Credo nella mia storia, che è stata trapassata dallo sguardo di amore di Dio e, nel giorno di primavera, 21 settembre, mi ha portato all incontro per invitarmi a seguirlo. Credo nel mio dolore, infecondo per l egoismo, nel quale mi rifugio. Credo nella meschinità della mia anima, che cerca di inghiottire senza dare senza dare. Credo che gli altri siano buoni, e che devo amarli senza timore, e senza tradirli mai per cercare una sicurezza per me. Credo nella vita religiosa. Credo di voler amare molto. Credo nella morte quotidiana, bruciante, che fuggo, ma che mi sorride invitandomi ad accettarla. Credo nella pazienza di Dio, accogliente, buona come una notte d estate. Credo che papà sia in cielo insieme al Signore. Credo in Maria, mia madre, che mi ama e mai mi lascerà solo. E aspetto la sorpresa di ogni giorno nel quale si manifesterà l amore, la forza, il tradimento e il peccato, che mi accompagneranno fi no all incontro defi nitivo con quel volto meraviglioso che non so come sia, che fuggo continuamente, ma che voglio conoscere e amare. Amen. (da LA VOCE, marzo-aprile 2013) MAMMA MARGHERITA continuazione Sedici parole sufficienti a farla santa Don Bosco lasciò passare settembre, e anche tutta la prima parte di ottobre. Poi prese il coraggio a due mani e le parlò: Mamma, voi avete visto quanto mi vogliono bene i ragazzi dell Oratorio, e quanto sono miseri. Io all inizio di novembre tornerò tra loro. Un giorno mi avete detto che se diventavo ricco non sareste mai entrata in casa mia. Ora avete visto come sono povero, e come hanno bisogno di aiuto i miei poveretti. Inoltre, abitare da solo in quel quartiere è rischioso per un prete. Non verreste a fare da mamma ai miei poveri ragazzi?. Don Bosco, nelle sue Memorie, a questo punto scrive poche parole: Ella capì la forza delle mie parole e soggiunse tosto: Se ti pare tal cosa piacere al Signore, io sono pronta a partire in sul momento. Penso che queste siano sedici parole sufficienti a dichiararla santa. Contengono una fede eroica, forte come una roccia. E sono dette non da una persona giovane nel pieno delle sue forze, ma da un anziana (58 anni) che in quel tempo è considerata a ragione vecchia, specialmente se è stata consumata dal lavoro e dalla vita. Se piace al Signore, sono pronta subito. Sono identiche alle parole con cui la Madonna accettò l invito di Dio. Non è la madre del prete che va a stare nella tranquilla e rispettata canonica del figlio. Margherita accetta di andare in due povere stanze della squallida periferia nord di Torino, che ha potuto vedere e valutare nei giorni in cui suo figlio stava per morire. Va a fare da madre ai poverissimi ragazzetti che pregavano come angeli accanto a lei perché suo figlio non morisse, con la giacchetta strappata e la faccia sporca di fumo o di calce. Il suo compito non sarà fare la signora madre del Parroco, ma cucire quelle giacchette, insegnare a lavarsi la faccia, dividere la sua minestra con loro. Queste parole non sono bella retorica. Uno di quei ragazzetti, Michele Rua, che visse diversi anni accanto a lei e le parlava in confidenza come con la propria madre, depose sotto giuramento che essa conosceva i gravi disturbi a cui andava incontro. Ma se tal cosa piace al Signore, io sono pronta a partire in sul momento. Dio chiamava anche lei a migrare Don Bosco nelle sue Memorie scrive: Mia madre faceva un grande sacrifi cio; perciocché in famiglia, sebbene non fosse agiata, era tuttavia padrona di tutto, amata da tutti, ed era considerata come la regina dei piccoli e degli adulti. Abbiamo fatto precedere alcune cose di maggiore necessità, che furono spedite nella novella abitazione. Mia madre empié un canestro di biancheria e di altri oggetti indispensabili; io presi il breviario (che allora consisteva in quattro grossi volumi), il messale con alcuni libri e quaderni più necessari. Era questa la nostra fortuna (i nostri possedimenti). Partimmo a piedi. Si misero in cammino il 3 novembre, martedì, dopo i giorni dei Santi e dei morti. Margherita era vissuta per più di mezzo secolo su poche zolle di terra. Ogni autunno aveva visto nel cielo grandi stormi di uccelli migrare verso sud. Ora la volontà di Dio chiamava anche lei a migrare verso la periferia di una città che aveva appena intravisto. Migrava seguendo con suo figlio la strada misteriosa tracciata da un sogno fanciullesco, in cui lei e lui avevano creduto e credevano ancora. Torino (120 mila abitanti) li salutò da lontano con la piccola selva dei suoi campanili, non ancora mortificati dall altissima Mole Antonelliana. Scesero verso la Dora, l attraversarono, percorsero le viuzze del Borgo Dora abitato da emigranti e da briganti, e raggiunsero le due stanze preparate alla meglio per loro da don Borel. Continua IL CATECHISMO Che cosa Gesù Cristo ci rivela del mistero del Padre? Gesù Cristo ci rivela che Dio è Padre, non solo in quanto è Creatore dell universo e dell uomo, ma soprattutto perché genera eternamente nel suo seno il Figlio, che è il suo Verbo, irradiazione della sua gloria, impronta della sua sostanza. Chi è lo Spirito Santo, rivelato a noi da Gesù Cristo? E la terza persona della Santissima Trinità. E Dio, uno e uguale al Padre e al Figlio. Egli procede dal Padre, il quale, principio senza principio, è l origine di tutta la vita trinitaria. E procede anche dal Figlio per il dono eterno che il Padre ne fa al Figlio. Inviato dal Padre e dal Figlio incarnato, lo Spirito Santo guida la Chiesa a conoscere la Verità tutta intera. (Da Catechismo della Chiesa Cattolica, compendio, nn ).

3 Maggio-Giugno 2013 «Voce amica» pagina 3 I Fioretti di Papa Luciani Un periodo assai difficile e duro per la famiglia Luciani fu alla fine della prima guerra mondiale, quando ai figli che domandavano da mangiare la signora Luciani doveva dolorosamente ripetere che la madia era vuota. Un giorno Albino, con le sorelle, si trovò nella necessità di chiedere la carità e tornarono a casa dopo un ora con una patata e una fetta di polenta. Sulla immagine della mamma sua, Bortola Tancon, Luciani scriverà di proprio pugno: Vivas in Christo!. Dedicò il primo suo libero Catechesi in briciole Alla soave memoria della mamma mia prima maestra di catechismo Incontrandola in cielo il figlio Papa Giovanni Paolo I le avrà detto: Grazie, mamma!. Luciani racconta Luciani raccontava che due conigli, che mangiavano a sbafo, oziosi all ombra di un albero, dell erba che il contadino preparava ogni mattina fresca, sparlavano, invidiosi, di operose formiche, che tutto il giorno andavano e venivano dal loro grande formicaio. Ma i due conigli furono, per il peso, cucinati a scadenza. Luciani concludeva: Chi sputa sul suo piatto è un codardo e un matto!. I PAPI DELLA CHIESA 93. CLEMENTE V, francese, Fu il primo dei papi francesi che spostarono la sede apostolica ad Avignone. Decisione scaturita da uno scontro tra due fazioni di cardinali durante il conclave per la successione di Benedetto XI. Con la fazione anti-francese che reclamava ancora vendetta per l affronto di Anagni, mentre quella fi lofrancese chiedeva la riabilitazione defi nitiva dei cardinali Giacomo e Pietro Colonna e il riavvicinamento con il re Filippo il Bello. Dopo undici mesi di vivaci discussioni, i i venne eletto il 5 giugno 1305 a Perugia con la maggioranza dei due terzi il francese arcivescovo di Bordeaux, Bertrando de Got, che prese il nome di Clemente V. Ma il conclave si concluse anche perché i perugini, come avevano fatto oltre trenta anni prima i viterbesi, scoperchiarono il tetto del palazzo affrettando la discussione. Malato di cancro che lo costringeva spesso a non apparire in pubblico, il nuovo papa, anziché recarsi a Roma come era orientato a fare in un primo momento, andò a Lione per esservi incoronato il 14.XI Nel dicembre del 1305 nominò dieci cardinali, nove dei quali erano francesi. Lasciò cadere la prospettiva del suo trasferimento a Roma. Sempre più nelle mani di Filippo il Bello, Clemente V decise nel 1309 di trasferirsi ad Avignone, dando inizio a quella cattività avignonese che si protrasse fi no al Oppostosi alle richieste del re di convocare un Concilio per una condanna postuma di Bonifacio VIII, annullò i provvedimenti nei confronti di Filippo, concesse al re la soppressione dei Templari, riabilitò Guglielmo di Nogaret e i Cardinali Colonna. Il suo fu un pontifi cato debole che però si distinse in campo culturale e giuridico creando cattedre di lingue orientali a Parigi, Oxford, Bologna e Salamanca, Istituì Università a Orleans e a Perugia. Molto malato, Clemente V si ritirò nel Castello di Montreux e morì il 20 aprile 1314 a Roquemaure mentre era in viaggio per curarsi a Bordeaux. CRONOLOGIA DELLA PALESTINA (Continuazione) PERIODO PERSIANO ELLENISTICO ( a.c.) 539 a.c. CIRO. Nel 539 conquistò Babilonia. L anno successivo con un editto permise il ritorno degli ebrei in Giudea. Molti rimasero a Babilonia e diedero inizio alla prima diaspora di massa. Nel 515 il governatore Zorobabele e il sommo sacerdote Giosuè iniziarono la ricostruzione del Tempio. 332 a.c. ALESSANDRO MAGNO. Invase l oriente e conquistò la Palestina. Fu un periodo di tolleranza. Morì nel 323. Alla sua morte due dinastie si divisero l impero: i Seleucidi in Siria e i Tolomei in Egitto. I Seleucidi imposero un dominio dispotico con la diffusione della cultura ellenistica fino alla profanazione del Tempio di Gerusalemme. 167 a.c. I MACCABEI. Antioco IV, favorito anche dalla classe sacerdotale, abolì il culto a YHWH e iniziò la persecuzione religiosa. Ciò provocò la reazione dei Maccabei, i 5 figli del sacerdote Mattatia (1Mac 1-2). Essi sollevarono il popolo alla rivolta. Con il loro eroismo riconquistarono l indipendenza e la libertà religiosa (2Mac 5-8). Nel 164 Giuda Maccabeo entrò in Gerusalemme, fece purificare il Tempio profanato e ripristinò il culto (2Mac 10). La festa ebraica della Dedicazione fu istituita per ricordare questo evento. Dura otto giorni. PERIODO ROMANO ERA CRISTIANA (63 a.c. 313 d.c.) 63 a.c. L indipendenza della Giudea finì nel 63 con la conquista di Gerusalemme da parte di Pompeo. La regione prese la nuova denominazione di Palestina. Nel 40 i parti invasero la regione cogliendo di sorpresa i romani. 37 a.c. ERODE IL GRANDE. Nominato re della Giudea dal senato romano, cacciò i Parti e regnò fino al 4 a.c. circa. Tutto il suo comportamento fu una lucida, calcolata frenesia di potere, ignorando qualsiasi norma morale. Nelle contese politiche a Roma riuscì a passare da un potente all altro con abile calcolo politico. 4 a.c. NASCITA DI GESÙ. I Vangeli narrano gli avvenimenti della sua vita: annunciazione, nascita, visita dei magi, fuga in Egitto, ritorno a Nazareth, vita pubblica, passione, morte e risurrezione d.c. PRIMA RIVOLTA GIUDAICA. Esasperati dal dispotico comportamento dei procuratori romani ed aizzati dagli zeloti, i giudei si ribellarono a Roma. A sedare l insurrezione, l imperatore Nerone inviò il generale Vespasiano. Alla morte di Nerone, Vespasiano fu nominato imperatore. Le operazioni militari furono affidate a suo figlio Tito. Nell agosto del 70, dopo cinque mesi di assedio, Gerusalemme cadde per fame. La città fu distrutta insieme al Tempio d.c. SECONDA RIVOLTA GIUDAICA. Avvenne sotto la guida di Bar Kokhba autoproclamatosi messia. L imperatore Adriano la fece reprimere nel sangue. Per i giudei fu uno sterminio peggiore di quello di Tito. La distruzione di Gerusalemme fu totale. L imperatore la fece sostituire con una città di stile romano-ellenistico che chiamò Aelia Capitolina. Sull area del Tempio venne eretto il tempio a Giove. Sopra il Calvario e la tomba di Gesù furono realizzati il foro e il tempio a Venere. Il periodo che va da Adriano a Costantino fu di relativa pace. In quell epoca si affermò in Terrasanta la Chiesa giudeocristiana. Vicino ai luoghi santi vennero realizzate case o sinagoghe-chiese con le prime vasche battesimali. PERIODO BIZANTINO ( d.c.) 313 d.c. COSTANTINO. Dopo la vittoria su Massenzio, nel 313 con l editto di Milano concesse la libertà religiosa ai cristiani in tutto l impero. Trasferì la capitale da Roma a Bisanzio, cui diede il nome di Costantinopoli. 325 d.c. CONCILIO DI NICEA. Questo concilio ecumenico segnò per la Palestina un vero risveglio e sviluppo cristiano. Nel 326 la regina Elena, madre di Costantino, si recò in Palestina e provvide alla costruzione delle prime tre basiliche cristiane sui luoghi santi: quella del Santo Sepolcro, quella della Natività a Betlemme, quella dell Eleòna ( = tra gli ulivi) sul Monte degli Ulivi. Ebbe inizio il movimento monastico specialmente nel deserto di Giuda. 550 d.c. GIUSTINIANO. Fu uno dei più grandi imperatori. Tutta la Palestina risentì e godette dei benefici effetti della sua opera. Provvide alla ristrutturazione della basilica della natività a Betlemme. continua

4 pagina 4 Maggio-Giugno PAROLE PER RIFLETTERE INSIEME La vita del cristiano è scandita nel suo progredire dalla realizzazione completa degli insegnamenti di Cristo, che sono il compiersi razionale e umano (perché Gesù è sì vero Dio, ma anche vero uomo) dei misteri descritti nell Antico Testamento e ribaditi con forza dalla testimonianza dei profeti. I molti insegnamenti di Gesù, compimento dell Alleanza di Dio con gli uomini, si possono riassumere in 4 parole importanti, due teoretiche (creazione e salvezza) e due pratiche (libertà e amore), che il cristiano dovrebbe essere chiamato a conoscere e apprezzare nella loro compiutezza. Rifl ettiamo insieme sul signifi cato di queste pietre miliari dell esistenza cristiana. a. CREAZIONE Il mistero per eccellenza elle lenz del credere cristiano è la Verità della Creazione, ovvero è la convinzione che ci davvero comprendere il nostro essere creature fi glie di Dio. Comprendere la Creazione signifi ca riconoscere che l uomo non è in questo mondo per caso: noi siamo qui perché dobbiamo essere qui, perché qualcuno ha stabilito un disegno che comprende anche me, te, lui, loro Essere stati creati per amore è la massima che ci lega al nostro destino in modo ineffabile: la nostra stessa esistenza è una legge morale che ci dovrebbe spingere ad agire secondo o il bene. e. LIBERTA Essere sere liberi signifi ifica far nostro, ogni giorno della vita, il mistero della Creazione: capire di essere stati creati signifi ca comprendere la libertà. Il più grande regalo che Egli ci ha fatto è, quindi, la possibilità di non amarlo, di rifi utare il Suo amore, di voltare le spalle alla bontà. Tuttavia, se davvero comprendessimo la grandezza del dono della libertà, non potremmo che agire per il bene. Dio come un genitore buono, ci ha generati e ci ha dato tutto quello che potremmo desiderare: anche la possibilità di sbagliare. Se comprendiamo il signifi - cato profondo di questo allora capiremo che, a tanto amore, saremmo chiamati a rispondere con altrettanto amore, cioè non sprecando la libertà. SALVEZZA Cristo è venuto a salvare, a predicare un rinnovamento secondo la legge della reciprocità. Il mistero del dono gratuito per il bene del mondo è forse il meno diffi cile da individuare nelle scritture, infatti è il perno sul quale ruotano gli stessi Vangeli e tutto il Nuovo Testamento in genere, ma è tuttavia il più complesso da capire. Com è infatti possibile che Dio, perfezione assoluta, decida di farsi carne e, come tale, di morire come un ladrone? A che sco- po? AMORE Dio si è fatto to mettere tere in croce per creare paradosso e scandalo in chi era lì in quel momento, ma soprattutto nelle generazioni future. Cristo è stato crocefi sso per dare l esempio, per dare praticamente e scandalosamente effetto a tutta la predicazione. Nel sommo sacrifi cio è riassunto di tutto il nostro credo: solo nella crocefi ssione si dà senso alla teoria cristica dell amore disinteressato; ecco perché il cristianesimo non è una religione teorica, ma sostanzialmente pratica. Gesù ha dato l esempio, in modo eclatante, di quello che ha cercato di spiegare a parole in tre anni di predicazione: che signifi ca amare, sempre e comunque. Giungere fi no al punto estremo di donare sé stessi per la vita di un altro, anche se ci odia. Vivere l amore signifi ca copiare il sacrifi cio di Gesù nelle piccole cose della vita, trovare spazio per il sacrifi cio nei rapporti umani, nel lavoro, nella scuola Il cristiano è chiamato a essere contemporaneo di Cristo, ossia imitatore di Lui: non esiste altra strada per essere cristiani. D. Casagrande (continuazione) UOMO DI PENSIERO E DI AZIONE BEATO ANTONIO FEDERICO OZANAM Il convento delle fi glie della Carità di san Vincenzo de Paoli era un poco più a sud del centro universitario, nel XII arrondissement, il quartiere più povero di Parigi, siamo nel È un convento ricco? - chiese Federico - Poverissimo - rispose Devaux. - Ma allora come può aiutare tanta gente? - Beh, Sr. Rosalie fa miracoli. E poi tanta gente l aiuta. Gente come me, come te. L indomani Devaux passò a prendere Federico. Giunti in rue Mouffetard, i due giovani si imbatterono in un mercatino rionale. Federico si guardava intorno: le case avevano un aspetto di grande miseria, vetri rotti, intonaci sbrecciati; la strada sconnessa era ingombra di verdura fradicia e di cartacce; uno scolo fetido costeggiava la via. Uomini e donne avevano volti corrucciati, aspetto sofferente, i bambini erano pallidi e magri, con grandi occhi dolenti. - Ma nessuno li aiuta? - chiese Federico, mentre si sentiva stringere il cuore. Aveva visto la povertà di Lione, ma non aveva immaginato mai tanto squallore, tanta desolazione. - Nessuno li aiuta - rispose sconsolato Devaux - Non il governo, non i proprietari di queste catapecchie cadenti, non i ricchi cittadini. Le Figlie della Carità almeno hanno persuaso questa povera gente a considerarsi esseri umani. Ecco, ci siamo: questa è rue de l Epèe du Bois, questo il muro di cinta del convento. Una suora portinaia li introdusse nell angusto parlatorio. Suor Rosalie arrivò alle loro spalle leggera e rapida. Il suo volto, il cui naso aquilino dava un impronta energica, era tuttavia segnato dalla fatica delle lunghe notti trascorse a vegliare moribondi. Sorrise ai due giovani e i suoi occhi scuri brillarono. Devaux presentò Federico: Desidera aiutarvi. - La Francia ha bisogno di gente comprensiva e generosa, replicò la suora un po brusca, poi, senza perdersi in convenevoli, si avvicinò alla piccola scrivania, scrisse qualcosa su un foglietto: - Ci sono gli indirizzi di tre famiglie bisognose e questi sono i buoni per il pane ed il carbone Sussurrò qualcosa a Devaux, poi si rivolse a Federico: - So che vi avvicinerete a questi poveretti con umiltà. Noi siamo i loro servitori, perché Cristo è in ogni povero che incontriamo. Se fossimo cresciuti miseramente come loro, noi pure saremmo imbevuti dell amaro fi ele dell invidia e dell odio, non avremo sentimenti ma risentimenti. L amore è il primo e più importante dono, che il povero vuole da noi Salire alle soffitte dei poveri I due giovani cominciarono il loro delicato lavoro. Visitarono dapprima i Caron, una famiglia che abitava all ultimo piano di una casa cadente. Salirono una scala umida e oscura, percorsero un lungo corridoio. Nella stanza il signor Caron lavorava come ciabattino, mentre una donna pallida tentava di sollevarsi da un letto e una bimbetta di cinque anni sbucò da un angolo buio. Si interessarono al lavoro del signor Caron, scherzarono con la bimba e prima di congedarsi, quasi di soppiatto poggiarono su una mensolina i buoni di Sr. Rosalie. - La seconda famiglia, in via Mouffetard, era composta dal padre, fi accato da un lavoro pesante, da due ragazzine malate di morbillo e dalla coraggiosa madre che raccontò subito ai due visitatori come la fi glia maggiore avesse trovato lavoro come commessa grazie a Sr. Rosalie. - Il terzo indirizzo era il più vicino al convento. In una soffi tta al terzo piano viveva un anziana donna inferma. Quanta miseria aveva visto Federico! Tornando da Suor Rosalie si sentiva oppresso da una gran voglia di piangere. Non aveva mai pensato che potessero esistere simili miserie. Da quel giorno dedicò alle visite tutto il tempo che riusciva a sottrarre allo studio. Continua

5 Maggio-Giugno 2013 «Voce amica» pagina 5 INDICAZIONI DEL VESCOVO AI PRESBITERI PER LA CELEBRAZIONE DELLE ESEQUIE, LA CREMAZIONE E LA DISPERSIONE DELLE CENERI Premessa Il momento delle esequie di un familiare costituisce una situazione particolarmente delicata per la vita delle persone. La qualità della relazione pastorale che in questo particolare momento si instaura col presbitero e con la parrocchia, può avere ripercussioni assai positive o, viceversa, pesantemente negative sull esperienza religiosa delle persone. Di conseguenza ogni presbitero, educatore della fede e ministro del conforto cristiano, deve sforzarsi di attuare nel modo migliore il ministero della consolazione e della speranza cristiana. Tra i suoi compiti vi è quello di recar sollievo alla famiglia del defunto, confortarla nel dolore e, per quanto possibile, aiutarla con bontà a preparare una conveniente celebrazione delle esequie, usando delle facoltà previste nel Rito. In questo senso, anche la necessità di osservare alcune regole, come quelle di seguito indicate, deve essere presentata e motivata con grande tatto e attenzione, in modo da evitare l immagine di un presbitero e di una Chiesa insensibili e fiscali. Indicazioni pastorali - Possono presentarsi situazioni pastorali nelle quali è opportuno, o addirittura doveroso, tralasciare la celebrazione della Messa e ordinare il Rito esequiale in forma di Liturgia della Parola. Questa possibilità, in determinate situazioni, a giudizio del parroco, può essere utilmente attuata, comunicandola e motivandola con delicatezza ai familiari. - Durante la celebrazione delle esequie si eviti l esecuzione di canti o musiche estranei alla liturgia. Per la scelta dei canti da eseguire si faccia riferimento il più possibile al repertorio presente nel sussidio diocesano CANTA CON NOI LA TUA FEDE. Dato il carattere esequiale della celebrazione, l aspetto emozionale non deve prevalere sull impegno di una partecipazione assembleare che si sforza di esprimere, anche in questa particolare circostanza, la propria fede nel Cristo risorto, vincitore della morte. - In questi ultimi anni si è diffusa l abitudine che parenti o conoscenti facciano degli interventi in chiesa, prima della conclusione delle esequie. Molto spesso, però, non si tratta di brevi parole di cristiano ricordo nei riguardi del defunto, ma di interventi lunghi, sovraccarichi di emotività e completamente estranei alla liturgia celebrata. Allo scopo di prevenire una situazione difficilmente controllabile e che spesso crea notevoli difficoltà ai parroci, tali interventi devono essere evitati. È possibile ed opportuno che i contenuti di questi interventi vengano recuperati in qualche riferimento durante l omelia, oppure fatti rientrare in una o più intenzioni della preghiera dei fedeli. A condizione che si tratti veramente di preghiere e non di un discorso celebrativo sul defunto/a che si conclude con la formula preghiamo. Altra possibilità da considerare utilmente, è che questi interventi vengano tenuti nel camposanto prima dell inumazione o in caso di cremazione nel sagrato, prima della partenza del corteo funebre. - È ormai diffuso il costume di raccogliere fuori della porta della chiesa, firme ed anche offerte da coloro che partecipano alla celebrazione delle esequie. In molti casi la destinazione di tali offerte viene decisa a prescindere dal parroco e dalla comunità parrocchiale, come se si trattasse di una cosa che nulla ha a che fare con la parrocchia nella quale si celebrano i funerali. Di fronte ad una tale prassi è da sostenere il principio che, tanto la decisione di raccogliere le offerte fuori della chiesa quanto la destinazione di esse, è unicamente di competenza della parrocchia, precisamente del parroco con il Consiglio pastorale parrocchiale e/o con il Consiglio parrocchiale per gli affari economici. È lecita tuttavia, l eventuale possibilità di destinare parte o tutto il provento della raccolta per determinati scopi che venissero posti dai familiari. Questa, però, dovrà essere una scelta libera e motivata da parte della parrocchia, non il frutto di una decisione imposta da singole persone o da gruppi particolari. - Per quanto riguarda l uso di accompagnare le esequie dei propri cari con corone ed altre composizioni floreali si osservi questa disposizione: vengano portati in chiesa solo i fiori che poi verranno lasciati all interno di essa. Le altre composizioni floreali destinate al cimitero rimangano all esterno della chiesa. - Circa la scelta della cremazione, ci si attenga alle seguenti autorevoli indicazioni: la Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti. La Chiesa permette la cremazione se tale scelta non mette in dubbio la fede nella risurrezione. Per quanto riguarda la possibilità, prevista in via eccezionale, di fare il rito esequiale dopo la cremazione, si faccia riferimento a quanto indicato nel Rituale. Tuttavia data l eccezionalità del caso il permesso ad attuare questa prassi dovrà sempre essere ottenuto dall Ordinario diocesano secondo quanto disposto al n Di fronte a chi manifesta l intenzione di disperdere le ceneri dopo la cremazione o di conservarle in un luogo diverso dal cimitero ci si attenga a quanto di seguito indicato. Va premesso anzitutto che questa prassi solleva non poche domande e perplessità e la Chiesa ha motivi per essere contraria a simili scelte. È necessario perciò, trasmettere e motivare ai fedeli questa contrarietà e - positivamente insistere per favorire la scelta della sepoltura del corpo del defunto. Simili scelte possono sottintendere concezioni panteistiche o naturalistiche. Soprattutto nel caso di spargimento delle ceneri o di sepolture anonime si impedisce la possibilità di esprimere con riferimento ad un luogo preciso il dolore personale e comunitario. Inoltre si rende più difficile il ricordo dei morti, estinguendolo anzi tempo. Per le generazioni successive la vita di coloro che le hanno precedute scompare senza lasciare traccia. Tuttavia l assenza nel Rito delle esequie di indicazioni pastorali/disciplinari riguardo a queste scelte alternative, significa che la contrarietà enunciata non giunge a concretizzarsi, per ciascun caso, nella privazione delle esequie ecclesiastiche. Perciò la prassi da adottare donec aliter provideatur dovrà essere conforme all indicazione del Codice di Diritto Canonico il quale dispone che le esequie ecclesiastiche devono essere date, a norma del diritto e delle leggi liturgiche, a tutti i battezzati defunti eccetto: - a quelli che sono notoriamente apostati, eretici, scismatici; - a coloro che scelgono la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana; - agli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli, a meno che, prima della morte questi stessi battezzati non abbiano dato qualche segno di pentimento. - Secondo quanto previsto dal Codice di Diritto Canonico, perciò, le esequie ecclesiastiche devono venire celebrate anche per i battezzati che hanno scelto la dispersione delle proprie ceneri o la conservazione in un luogo diverso dal camposanto, a meno che tale scelta sia stata fatta per ragioni contrarie alla fede cristiana. Per sapere se la scelta della cremazione è stata fatta per ragioni contrarie alla fede cristiana non è sufficiente presumerlo: è necessario che essa sia notoria, quindi pubblica e documentata/bile. Diversamente le esequie ecclesiastiche devono essere concesse. In occasione di tali esequie i celebranti non trascurino di dire con grande chiarezza l annuncio cristiano della resurrezione della carne e della vita eterna, mediante letture opportunamente scelte e con una puntuale omelia. Si noti infine che la celebrazione di queste esequie può costituire una di quelle situazioni pastorali nelle quali è opportuno, o addirittura doveroso, tralasciare la celebrazione della Messa e ordinare il rito esequiale in forma di Liturgia della Parola. - La richiesta da parte dell Autorità comunale di benedire l area appositamente destinata alla dispersione delle ceneri all interno dei cimiteri, deve essere lasciata cadere, dal momento che il cimitero è già un luogo benedetto che non necessita di un ulteriore benedizione per un suo particolare settore. Di fatto, la benedizione di un area così identificata significherebbe l incondizionata approvazione dello spargimento delle ceneri e della sepoltura anonima stigmatizzata nel Rituale.

6 pagina 6 «Voce amica» Maggio-Giugno 2013 L embrione, uno di noi La proposta dell iniziativa UNO DI NOI è di estendere la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell integrità di ogni essere umano fin dal concepimento in tutte le aree di competenza della UE. In particolare si chiede alla UE di porre fine al finanziamento di attività che ammettono la distruzione di embrioni umani nei settori della ricerca, nei programmi di riduzione delle nascite e nelle pratiche di sanità pubblica che presuppongono la violazione del diritto alla vita. Venerdì 10 maggio, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha affermato che: Si tratta di difendere la vita in tutte le sue fasi ed espressioni e in questa direzione emerge un richiamo alla coscienza umana, non solo cattolica e non solo cristiana. La crisi che viviamo non è solo economica, ma, più in profondità, è crisi etica, antropologica: si tratta di una crisi nemmeno solo europea, ma mondiale e globale nel senso che tocca gli aspetti etici, la spiritualità. In questo contesto ha concluso si può osservare come le diffi coltà che si sperimentano anche nella politica derivano da una destrutturazione etica. In tal senso noi, come pastori, cerchiamo di affrontare questi aspetti della crisi in atto. È possibile sottoscrivere la petizione in favore della vita denominata UNO DI NOI fino al prossimo 1 novembre In parrocchia verrà dedicata una giornata per la raccolta firme oppure on line ci si può collegare al sito UNIVERSITA DEGLI ADULTI CHIUSURA DEL CORSO Si è concluso martedì 28 maggio il 24 Corso dell ateneo degli adulti della Vallata. Molta acqua è passata sotto i ponti dalla sua istituzione, avvenuta il 6 marzo 1990; durante questo tempo essa ha attraversato momenti critici quali: la vendita del Castello Brandolini, sede allora dell Università, avvenuta alla fine dell ottavo anno della sua apertura e il 13 giugno 2007 con la scomparsa dell indimenticabile direttore don Gustavo Resi. Tutto si è risolto con la buona volontà di tutti, ma soprattutto per il sostegno mediante l erogazione di contributi, mai mancati, da parte dei Comuni della Vallata e di quello della Banca Prealpi. L ultima lezione, avvenuta nei locali dell albergo di Soligo, è stata tenuta dai coniugi dott. Luisa e Beppe De Filippi ricercatori scientifici dell Università di Torino i quali hanno illustrato, con l ausilio di proiezioni, un argomento molto interessante e di attualità: La salute globale. Il pranzo è stato onorato dalla presenza dei rappresentanti delle amministrazioni comunali: Cristina Pin Sindaco di Cison di Valmarino, Battista Zardet Sindaco di Rive Lago e per Tarzo dall Assessore alla cultura Andrea De Polo; l assenza del Sindaco di Miane Angela Colmellere è dovuta all impegno con la Scuola. La Banca era rappresentata dal direttore della filiale Walter Santinon. Non è mancata inoltre la presenza di una ventina di docenti. I prossimi incontri avranno luogo: il 15 ottobre, il 19 novembre e il 17 dicembre con la presentazione del 25 anno accademico. A. Pancot Nulla di nuovo sotto il sole Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova a avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarsi, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo. Che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, nel nome della medesima non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia. (La Repubblica libro VIII, Platone, fi loso greco). GIOVANI CHE SI FANNO ONORE Roberta Franceschet di Geremia e Maria Teresa Lazzarin si è laureata il in Linguistica presso l Università degli Studi di Padova con il punteggio di 110/110 e lode, discutendo la tesi magistrale dal titolo Il processo di diminutivizzazione in pazienti con problemi al linguaggio e bambini senza problemi al linguaggio: uno studio comparativo. La Tesi, che concludeva un anno di studio trascorso presso l Università di Vienna, è frutto della collaborazione tra tre diversi dipartimenti: Studi Linguistico - Letterali e Neuroscienze, di Padova, e il Dipartimento di Linguistica di Vienna. È stata redatta sotto la supervisione del relatore Prof. Carlo Semenza, del correlatore Prof. Davide Bertocci e del supervisore Prof. Wolfgang U. Dressler. La neo Laureata presenterà il lavoro di Tesi realizzato, alle conferenze internazionali Science of Aphasia e Academy of Aphasia che si terranno a Bruxelles e Lucerna il prossimo autunno.

7 Maggio-Giugno 2013 «Voce amica» pagina 7 GLI ANZIANI DELL ISTITUTO PADRE PIO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE A CISON Si è svolta positivamente la partecipazione, ell Istituto Padre Pio di Tarzo, alla manifestazione del 25 Aprile Il bosco incantato sulle vie dell acqua, tenutasi a Cison di Valmarino. L evento proposto dall Associazione La Via dei Mulini e il Circolo Culturale Al Mazarol ha visto per quest anno coinvolti anche alcuni anziani residenti nel Centro di Servizio Padre Pio di Tarzo. Sono stati esposti i lavori realizzati per l occasione, sul tema del bosco e degli animali, dagli ospiti con la preziosa collaborazione dei ragazzi dell Istituto D Arte e del Liceo Artistico di Vittorio Veneto. La giornata, iniziata fin dal mattino con la presenza delle educatrici, ha visto nel pomeriggio la compartecipazione degli anziani che hanno animato l evento svolgendo attività di pittura in loco. Gli anziani ed il personale che hanno partecipato all evento hanno espresso molto interesse e gradimento manifestando, al rientro in Istituto, il desiderio di ripetere l esperienza. CONCERTO DI FINE ANNO DEL CIRCOLO MUSICALE Sabato 25 maggio si è svolto presso l Aula Magna dell Istituto Comprensivo il Concerto di fine anno della scuola di musica attiva all interno dell Associazione Circolo Musicale di Tarzo. Sei sono state le Band che si sono alternate sul palco: Setteottavi, De Coubertin, Omega, S.V.E.G.A.S, Extra Dry e Start Up; esplorando i generi musicali più svariati, dal rock medievale alla musica sudamericana al rock d annata fino ai successi più recenti del pop internazionale. Grande l entusiasmo del numeroso pubblico che ha fatto sentire il proprio calore ai giovani musicisti durante le due ore del concerto. Nel corso della serata si sono esibiti una trentina di allievi, tutti frequentanti già da qualche anno i corsi strumentali oltre ai laboratori di musica d insieme. Un esperienza formativa importante, quella dei laboratori, che ha consentito la formazione delle band e nei confronti delle quali gli insegnanti, Fabio Rizzetto, Patrizio Casagrande e Egle Altoè auspicano una sempre maggiore partecipazione così da diffondere anche ai nuovi allievi il piacere di fare musica insieme. Per tutti gli allievi si sono tenuti nell ultima CENA DELLA CLASSE 1961 Sabato 4 maggio 2013 si è svolta la consueta e ormai puntuale cena della classe 1961, che ha visto coinvolti non solo i coscritti del comune di Tarzo, ma anche amici di altri paesi. Abbiamo iniziato la nostra festa con una Santa Messa nella Chiesa di Corbanese, ringraziando il Signore per gli anni trascorsi e pregando affinché non manchi mai il Suo aiuto nell affrontare con coraggio le esperienze che si incontrano nel cammino della vita. Abbiamo voluto ricordare tutti i nostri amici coetanei che ci hanno lasciato prematuramente, in particolare Donata Bottega; alla cena dei 50 anni Donata ci aveva onorato con la sua presenza pur non stando bene, e da lì a poco è venuta a mancare. Per questo tutti insieme dopo la Messa abbiamo voluto farle visita in cimitero portandole dei fiori; è stato un momento molto sentito ed emozionante. Dopo il ritrovo e il brindisi di rito siamo andati al ristorante, dove siamo stati accolti con l aperitivo e con un ottima cena. Il ritrovarsi insieme ha dato il via alle chiacchiere, agli scambi, ai ricordi della scuola, ai racconti di ciascuno il tempo è volato! Al termine tutte le donne sono state omaggiate di una bella rosa. Un sentito grazie va senz altro agli organizzatori che si prendono questo impegno, ma anche a tutti i partecipanti che con il loro supporto e il passaparola hanno reso possibile questo incontro; con la speranza di ritrovarci alla prossima festa sempre più numerosi, un caloroso saluto. Giacinto De Zanet settimana di maggio i saggi di classe: un occasione importante per mettersi alla prova con i brani che aveva preparato durante l anno scolastico e che genitori e parenti hanno potuto apprezzare, toccando con mano i progressi e l impegno di ognuno. L attività didattica si è conclusa la prima settimana di giugno con gli esami interni e con gli esami di Teoria e percezione musicale sostenuti da Alice e Jacopo De Santis presso il Conservatorio Antonio Buzzolla di Adria dove hanno ottenuto entrambi brillanti risultati. Ultimo appuntamento prima dell estate è stato Rock At Tarz, domenica 16 giugno: il palco professionale nonché il service che aveva supportato i prestigiosi gruppi del venerdì e sabato sera è stato gentilmente offerto al Circolo Musicale e le band della scuola hanno potuto provare il brivido di salire su un palco vero e proprio. Ringraziamo per questa opportunità l Amministrazione Comunale di Tarzo, la Pro-Loco di Corbanese e lo staff organizzatore di Rock At Tarz.

8 pagina 8 «Voce amica» Maggio-Giugno 2013 CONCLUSA L ATTIVITA DI JUDO CONI - FIJLKAM Venerdì 31 maggio nella palestra comunale di Tarzo si è svolto il saggio di fine anno dell attività judoistica proposta dal Kodokan Judo Vittorio Veneto nei comuni di Tarzo e Revine Lago. Alla manifestazione hanno partecipato i judoka dei corsi tenuti alle scuole primarie da Adriano Busolin e Mitja Seffino a Tarzo, da Marco Seffino a Corbanese e da Enrica Cattai \e Debora Vendrame a Santa Maria; erano presenti anche alcuni atleti del Kodokan Judo Vittorio Veneto: è stata un occasione per incontrarsi e fare amicizia tra loro. Con musica di sottofondo i protagonisti della serata hanno dimostrato come si svolge una tipica lezione di judo, dal riscaldamento, continuando con le cadute, la lotta a terra, le tecniche in piedi e tanti giochi divertenti. Di seguito alcuni judoka più esperti hanno presentato degli scambi di tecniche più elaborati. Alla fine i giovani allievi VA DEE FEMENE La Compagnia Teatrale I BALOCCHI è un gruppo composto da alcune mamme ( e non solo!) della nostra scuola materna. Un po per gioco un po per passione stiamo portando avanti un progetto che vuole mettere in scena il tema scolastico che ogni anno viene scelto dalla Scuola dell Infanzia di Tarzo e che quest anno è stato l acqua. Il nostro intento è innanzitutto far divertire i bambini, divertirci ma anche lavorare in sinergia con scuola e parrocchia, che vogliamo ringraziare per averci ospitati durante le prove: abbiamo quindi deciso di devolvere all Asilo parte delle offerte che abbiamo raccolto durante la prima a maggio. Vogliamo inoltre ringraziare la Compagnia Teatrale Fiabeggiando di Cordignano per averci aiutato a mettere in scena il nostro spettacolo con luci, suoni ed effetti speciali. Un grazie va anche all Amministrazione Comunale che ci ha dato hanno potuto sfidare i loro insegnanti ed altri adulti presenti, applicando il principio del judo, ossia cedere e sfruttare la forza dell avversario. In conclusione della gradevole serata tutti i partecipanti sono stati premiati con una medaglietta di partecipazione e gli allievi della Vallata hanno ricevuto l ambio diploma di passaggio di grado. Questa esperienza è sempre un bel momento in cui bambini e ragazzi condividono la passione per uno sport educativo per eccellenza. la possibilità di esibirci nell aula Magna del Comprensorio Scolastico. Infine grazie di cuore ai nostri mariti (e non solo!) e figli che per tutto il lungo inverno piovoso ci hanno sopportate mentre, provando, invocavamo tanta pioggia!!! I Balocchi mail: ISTITUTO COMPRENSIVO DI TARZO

9 Maggio-Giugno 2013 «Voce amica» pagina 9 INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE DELLA BANCA PREALPI Domenica 23 giugno è stata inaugurata la nuova sede direzionale di Banca Prealpi, che nel panorama veneto del Credito Cooperativo si configura come uno dei maggiori Istituti. Alla cerimonia hanno presenziato varie autorità, soci e moltissima gente. Evento straordinario per il paese di Tarzo a coronamento dei lavori avviati nel 2010 con la demolizione del preesistente Albergo Venezia in Località Corona. Durante la inaugurazione hanno preso la parola il Presidente della Regione Veneto GRUPPO DI LAVORO Le partecipanti al gruppo di lavoro Ago e filo hanno incontrato il signor Sindaco, per ringraziarlo per averci messo a disposizione un ambiente idoneo. Il signor Sindaco ha apprezzato i lavori esposti e ha dimostrato interesse per la loro esecuzione e per i materiali adoperati. Con la creatività e la fantasia di tutte, sono stati fatti dei bei lavori con grande soddisfazione personale. L aiuto preciso di Chiara e Miranda ha portato a eseguire cose mai pensate prima. È stato positivo stare Luca Zaia, il Presidente delle BCC trentine Diego Schelfi, il Sindaco di Tarzo Gianangelo Bof e il Presidente Carlo Antiga che, ha ringraziato tutte assieme in armonia. Ci auguriamo che dopo la pausa estiva, in autunno, ci venga data la possibilità per i nostri incontri. Perciò arrivederci.. Silvia F. le ditte che hanno lavorato ed illustrato l iter dei lavori. Dopo la benedizione dell opera fatta da don Francesco Cerruti ex dipendente di Banca Prealpi è seguito alle il taglio del nastro e la visita alla struttura. L opera viene incontro da una parte alle esigenze tecniche operative del personale per una maggior efficienza e dall altra dà alle nostre comunità un punto di riferimento socio-culturale con un auditorium in grado di ospitare 400 persone, spazio ideale per convegni, incontri, mostre. A chiusura dell inaugurazione, un pranzo a buffet offerto ai convenuti nei pressi del palazzetto dello sport. per VOCE AMICA Voce Amica ringrazia tutti coloro che la sostengono. Prega i collaboratori di fornire i testi in formato (word) e le foto in (jpg) GRANDI FESTEGGIAMENTI PRESSO L ISTITUTO PADRE PIO Il Centro di Servizi per Anziani Istituto Padre Pio il 18 giugno ha festeggiato il compleanno di Ester Casagrande, che il 16 giugno ha compiuto 104 anni. Ester ha spento 104 candeline circondata dall affetto dei numerosi parenti ed amici. Alla festa ha partecipato anche l assessore del comune di Tarzo Antonella Pol. La Direzione e tutto il personale dell Istituto Padre Pio rivolgono i migliori auguri a Nonna Ester e ai suoi familiari.

10 pagina 10 «Voce amica» Maggio-Giugno 2013 TARZO TALENTI FESTIVAL 2013 La 29 a Rassegna di Canto corona un intenso semestre concertistico Una serata con i cantori trentini e friulani Domenica 26 maggio 2013 presso l Aula Magna della Scuola Media di Tarzo si è tenuto il Talenti Festival 2013 con il Recital del giovanissima arpista Marta Marinelli che ha suonato musiche di W. A. Mozart, N. Flagello, G. Rossini, A. Maayani, G. Fauré, F. Lizst, J. Cras, G. Verdi. Oggi più che mai il talento è un bene prezioso, attraverso il quale costruire il nostro presente e il nostro futuro. Il Tarzo Talenti festival, ideato e coordinato dalla Fondazione Artistica, dir. artistica Elena Pessot, in collaborazione con l Assessorato alla Cultura, vuole essere dunque uno spazio ideale e reale di rifl essione e progettazione, in cui talenti soprattutto i giovani, nelle loro molteplici accezioni, possano incontrarsi, confrontarsi, dare nuovi stimoli e nuove idee, stabilendo un dialogo culturale ed umano con le Istituzioni e la società civile. In questa prima edizione la protagonista è stata la musica. La musica ha la capacità di sviluppare armoniosamente la nostra vita emotiva, affettiva, cognitiva e sociale. Per questo è fondamentale che fi n dalla prima infanzia essa sia parte integrante di un processo educativo generale, mirante a formare la persona. La musica richiede impegno, determinazione, coraggio, duro lavoro: qualità determinanti per affrontare le sfi de che la vita ci impone a tutti i livelli; la musica può dischiudere orizzonti culturali e professionali sempre nuovi ed inattesi; la musica ci insegna a pensare e progettare in modo creativo L artista udinese Marta Marinelli è considerata a livello internazionale una delle migliori giovani arpiste. Nata a Udine nel 1994 si è diploma con lode e menzione di merito a soli quindici anni al Conservatorio di Udine, da dove spicca il volo, ottenendo a livello internazionale prestigiosi riconoscimenti tra i quali il primo premio al Concorso Internazionale d Arpa della Slovenia, il secondo al Concorso Lily Laskine di Parigi. Il festival è proseguito sabato 1 giugno 2013 alle ore sempre presso l Aula Magna della Scuola Media di Tarzo con il concerto dell Orchestra di Flauti Les jeunes flutes. Dalla Valle di Non e dal Pordenonese i cori che quest anno hanno cantato alla 29 a Rassegna con la Corale dei Laghi. Un saggio della tradizione canora trentina, antesignana precorritrice di tutta la coralità popolare italiana, lo ha offerto il coro Roen di Don, un piccolo grazioso paese dell alta Val di Non. Canta da 50 anni. Lo ispira e lo guida il M.tro Aldo Lorenzi, una riconosciuta figura nell ambito della nutrita schiera delle eccellenze corali trentine. Adatta, alla voce dei coristi, interpreti delle sue armonizzazioni, brani della tradizione popolare, raccolti nelle vallate e ai più sconosciuti. E un continuo lavoro di ricerca e trascrizione che diviene fondamentale veicolo di conservazione e tramando, attraverso il canto, degli usi e costumi dei valligiani di un tempo. Con sorpresa abbiamo sentito cantare, in occasione della nostra trasferta in Val di Non, April senza un fi ore da noi meglio conosciuto come Se diventar potessi. Un brano popolare, arcinoto in paese soprattutto agli attempati appassionati di canto. Un tempo molto cantato nelle osterie, con qualche parola senza senso usata solo per la metrica, assegnando solo a i più esperti l unica conoscenza del testo originale. Che nessuno conosce. Un bel esempio, quello del Coro Roen, da imitare, intendendolo come serio ed impegnativo lavoro di ricerca. L impostazione del coro è classica, da voci maschili ben curate in ed armonia che si ascoltano sempre con piacere sia pure in assenza di variazioni originali. La guida del Coro, dopo la repentina scomparsa del M.ro Aldo, è passata ora nelle mani del figlio Alberto, che ne persegue fedelmente la strada. Di tutt altra natura la pordenonese Associazione Musicale I Notui Di appena quattro anni di vita, con formazione corale mista, il coro esprime, attraverso il suo modo di cantare, tutte le caratteristiche di una compagine da poco costituita. La guida il maestro Davide Gemona una persona eclettica che, attraverso il rodaggio su più generi musicali cerca di assegnare al coro una sua diversa peculiarità tanto per la distinzione dalla numerosa offerta oggi esistente. Ancora una volta quindi una rassegna all insegna della varietà sia per genere musicale che per stili di esecuzione. La rassegna, organizzata dalla Corale dei Laghi con l ausilio della Pro Loco, il patrocinio del Comune di Tarzo ed il sostegno di Banca Prealpi, si apriva come da tradizione con l esibizione della Corale reduce da diversi concerti. Da marzo, con la partecipazione al concerto per la quaresima organizzato a Pieve di Soligo, ad aprile con l esibizione in Val di Non ospiti del Coro Roen, per poi ad inizio maggio cantare a Trichiana ospiti del Coro Polifonico locale. Ancora a Maggio la Corale partecipava al concerto di Concordia Sagittaria e a giugno, successivamente alla 29 a rassegna, la trasferta nei pressi di Aviano per una esibizione all aperto nella bella località del colle S. Giorgio, prospiciente la pianura pordenonese, dove, grazie al finanziamento di un mecenate del posto e l intervento degli immancabili volontari è stata recuperata una antica chiesetta in abbandono. La Corale chiudeva le esibizioni del primo semestre accompagnando, alle Rive S. Pietro, la consueta messa Alpina. Neanche il tempo di respirare che il 13 Luglio il coro parteciperà alle iniziative in ricorrenza del 50 del disastro del Vaiont, esibendosi in concerto ad Erto, il 20 Luglio per la tradizionale ricorrenza della Madonna del Carmine canterà a Miane ed il 3 agosto, ospite del coro i Monti del Sole sarà in concerto a Sedico. La partecipazione alla consueta cerimonia di chiusura della Festa dell Emigrante ne concluderà l intesa stagione concertistica. La grande passione per il canto, la tenace volontà di volerlo fare bene, sostenuti da una adeguata, professionale direzione, l orgoglio di appartenere e rappresentare in ogni dove il nostro territorio, formano nell insieme un mix di valori che sono per tutti i coristi un inossidabile elemento di coesione che fa superare, a volte non senza difficoltà, la fatica per essere sempre all altezza delle aspettative. Un patrimonio per i nostri paesi, che và tutelato e sempre più valorizzato. Geremia

11 Arfanta «V oce amica» Paese mio Maggio-Giugno 2013 pagina 11 BREVI di CRONACA Mercoledì 1 maggio, festa di S. Giuseppe lavoratore, prima della S. Messa celebrata alle ore si è svolta una breve processione lungo le nostre strade durante la quale abbiamo potuto apprezzare tra le meraviglie del nostro territorio, i molti vigneti che danno lavoro a tante nostre famiglie. Nel corso dell Eucarestia abbiamo ringraziato il Signore di tutto ciò che ci dona chiedendogli la capacità di svolgere il nostro lavoro, sia manuale che intellettuale, con lealtà, responsabilità ed impegno. Abbiamo poi pregato per le famiglie in diffi coltà a causa della crisi, perché trovino conforto nella Sua presenza. Al termine della liturgia si è svolta la tradizionale benedizione delle automobili ed attrezzi agricoli, preziosi mezzi di lavoro costruiti dall uomo. Giovedì 30 maggio, festa del Corpus Domini, alle ore nella parrocchiale è stata celebrata la S. Messa. Il tempo inclemente non ha permesso di fare la tradizionale processione nelle vie del paese. Mercoledì 12 giugno, alle 19.30, in occasione della festa di S. Antonio, è stata celebrata la S. Messa presso il capitello a lui dedicato. E seguita una bicchierata con tutti i presenti. Domenica 23 giugno, accolto con grande gioia, per la funzione eucaristica abbiamo avuto un celebrante d eccezione: il Vescovo Corrado Pizziolo, venuto per sostituire don Angelo, impossibilitato a causa di problemi di salute. Durante la Messa abbiamo, anche, pregato affi nché il nostro parroco torni presto tra noi. Al termine della funzione religiosa Mons. Pizziolo si è fermato a salutare i bambini che lo attendevano, ed infi ne è andato a trovare e portarle la sua benedizione Albina De Biasi che, il prossimo ottobre, compie 100 anni. Pozzo di San Patrizio Anche quest anno, in occasione della festa di San Bartolomeo, il Gruppo Parrocchiale, dopo tante incertezze, vista la via crucis dell organizzazione, ha deciso di portare avanti l iniziativa del Pozzo di San Patrizio. I volontari si fanno carico di tutta l attività per sostenere le spese parrocchiali, prima fra tutte il restauro del campanile. Sappiano che i commercianti sono sempre pressati da persone che chiedono di contribuire a molte iniziative, tuttavia confidiamo nella generosità di tutti. Il gruppo promotore ringrazia anticipatamente quanti potranno e vorranno sostenere e contribuire. Battesimi Domenica 16 giugno nella nostra chiesa parrocchiale sono stati celebrati i battesimi di: Dalle Crode Giulia di Diego e Segat Sara, della parrocchia di Tarzo, nata a Vittorio Veneto il 19 gennaio Padrini Lovisetto Marco e Scardelatti Susanna di Roncade. Doimo Giorgia di Gianni e Di Giacomo Valentina, della parrocchia di Corbanese, nata il 9 gennaio Madrina Doimo Anna di Spresiano. FINE CATECHISMO CON LE MAMME Domenica 12 maggio, nella giornata dedicata alla festa della mamma, i bimbi del catechismo della nostra Comunità hanno concluso, animando la S. Messa il loro primo anno con Gesù. Un cammino nuovo durante il quale hanno imparato a stare insieme, pregare insieme e hanno scoperto un nuovo amico che li ama da sempre e per sempre, un amico Vero che non li lascia mai soli di nome Gesù. Al termine dell Eucarestia il parroco don Angelo ha consegnato ai 5 fanciulli il Diploma di fanciullo di Dio per l impegno e la fatica, ma anche la gioia dimostrata in questi mesi. I bimbi hanno poi consegnato alla propria mamma una rosa, nel giorno della loro festa, portandone una anche a Maria, la mamma di Gesù e mamma di noi tutti. Dopo la foto di gruppo, il tutto è terminato con una bicchierata insieme presso la canonica parrocchiale. Dandoci appuntamento al prossimo anno ci siamo augurati buona estate ricordandoci che: Gesù non va in vacanza. Valentina San Bartolomeo Il Gruppo Ricreativo Arfanta sta programmando le attività per i festeggiamenti del Patrono San Bartolomeo. Funzionerà lo Stand Enogastronomico nelle serate del 17, 18, 23, 24, 25, 30,31 agosto. Il programma prevede, fra le altre iniziative, il consueto spettacolo pirotecnico la sera di San Bartolomeo il 24 agosto e la marcia non competitiva sabato 31. Il Gruppo Ricreativo

12 pagina 12 «Voce amica» Maggio-Giugno 2013 Giovani uniti a Maria in preghiera Nell ultimo appuntamento dedicato ai giovani volevamo realizzare un momento di raccoglimento che terminasse l anno pastorale. Quindi, venerdì 31 maggio alle 20.30, a conclusione del mese di maggio dedicato alla Madonna, ci siamo radunati per una veglia di preghiera sulla Vergine, nell Abbazia di Follina. Durante la veglia con canti, lettura della Parola, brevi interrogativi, abbiamo riflettuto sui tre temi trattati in questi mesi: la libertà, il giudizio, la fi ducia. All inizio abbiamo voluto ricordare padre Emilio, parroco di Follina, al quale poche ore prima tanti hanno dato l ultimo saluto. Ci teneva molto a questa veglia e siamo convinti che pregherà felice tra le braccia del Padre. Dopo aver recitato insieme il Magnificat abbiamo analizzato la libertà, un mezzo meraviglioso che ci è stato donato per diventare capaci di amare; con la lettura della parabola del Buon Samaritano, che ci invita a donarci al nostro prossimo senza riserve, facendoci carico delle sue gioie e sofferenze. Maria, giovane donna, sceglie liberamente di far parte del progetto che Dio ha per lei: mettere al mondo il Salvatore. Sono stati portati all altare l olio, che risana, protegge e conserva e dà un buon profumo alla nostra vita; il vino, bevanda che rende lieto il cuore dell uomo, simbolo del sacrificio di Cristo. L interrogativo: Di fronte alle situazioni della vita, hai saputo dire si come il Buon Samaritano e Maria? Quindi il giudizio, il cristiano è chiamato ad aderire al disegno che Dio ha preparato per lui; ascoltando due brani tratti dalla Via Crucis, attraverso i quali Gesù manifesta il suo grande Amore per l uomo. Maria, lo ha incoraggiato nella sua missione di salvezza. E stato portato il profumo, che allieta il cuore di coloro che lo sentono, perché anche noi sappiamo essere una goccia di profumo che rende felice chi ci circonda. Le domande: A volte giudichiamo persone che in realtà soffrono o hanno bisogno di aiuto. Scegliamo di sostenere chi è in diffi coltà come ha fatto Maria o ci lasciamo vincere dal nostro giudizio personale? Ti capita mai di giudicare o di essere giudicato per le scelte che fai? Come reagisci? La fi ducia, che invita il cristiano ad affidarsi quotidianamente all Amore di Dio, ci ha fatto ascoltare due brani tratti dalla missione affidata da Dio al suo Figlio e l annuncio dell angelo Gabriele a Maria. La fiducia di Maria in Dio è stata costante anche se non sempre ella comprendeva fin dove l avrebbe portata il suo si. Si è fidata: è una donna credente. L interrogativo: Riesci a dare fi ducia alle persone che ti circondano? La ricevi in cambio? Dopo aver recitato insieme il Padre Nostro don Ezio ha offerto la sua riflessione invitandoci a camminare nella Chiesa, riponendo la nostra fiducia in Gesù Cristo, nostra luce; ad edificarla, con il nostro esempio di vita e a confessarla, testimoniando la nostra fede. Non vergogniamoci mai di essere cristiani, di rappresentare Gesù. Come segno da portare a casa abbiamo donato una rosa blu in carta crespa, simbolo di grazia e bellezza, luce e speranza perché tutti possiamo camminare con fede nella generosità, seguendo l esempio di Maria, madre di Cristo e madre nostra. Augurando a tutti i giovani della nostra forania una buona estate diamo appuntamento al prossimo anno pastorale. Valentina Commissione Giovani La Vallata Compagnia Artemis Danza Alice D Altoè entra a far parte della Compagnia Artemis Danza per interpretare La doppia Notte Aida e Tristano, la nuova creazione di Monica Casadei, commissionata dalla Fondazione Teatro Comunale di Bologna, in Alice scena nell ambito delle celebrazioni per i duecento anni della nascita di Giuseppe Verdi e Richard Wagner; inserita nel programma Opera e Balletto 2013 sotto l Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna- Ass. alla Cultura, Provincia e Comune di Parma. Aida e Tristano, Verdi e Wagner, un atto unico per una doppia notte, due drammi opposti e congiunti, trovano equilibrio nella vigorosa ed energica danza di Monica Casadei e nella elaborazione musicale, del Maestro Claudio Scannavini, delle partiture originali dell Aida di Verdi e del Tristano e Isotta di Wagner. L Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, diretta dal Maestro Felix Krieger, interpreta dal vivo le musiche di questo spettacolo dal forte impatto emotivo, Venti danzatori, sempre sul palco, per oltre un ora. Dopo la prima del 25 giugno, il balletto è stato replicato il 26, 27, 28, 30 giugno, l ultima rappresentazione a Bologna il 2 luglio, impegnato il 21 agosto quale prossima data alla Versiliana in Toscana. Domenica 26 maggio di buon mattino siamo partiti da Resera con destinazione Caorle. Arrivati nella bella cittadina balneare verso le 10, accolti da un bel sole, abbiamo avuto qualche ora per fare una passeggiata in città ed in riva al mare. Alle ci siamo diretti in pullman verso Porto S. Margherita per il pranzo a base di pesce. Tra una portata e l altra, il tempo è trascorso piacevolmente come avviene tra amici. Nel tardo pomeriggio, sulla strada del ritorno abbiamo fatto una breve sosta al Santuario della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza. Abbiamo trascorso una bella giornata insieme conclusa con l arrivo a Resera intorno alle Il Gruppo Emigranti GLI EMIGRANTI IN GITA ringrazia Maurizio che con la sua abilità ha condotto il pullman e tutti i partecipanti che hanno contribuito alla riuscita dell iniziativa. Arrivederci al prossimo anno! per il Gruppo Emigranti Salvatore Buzzo

13 Maggio-Giugno 2013 «Voce amica» pagina 13 DON LORENZO DALLA BETTA 24 novembre giugno 2003 Ricordi Parroco di Arfanta e Corbanese da settembre 1990 a metà del Sono passati 10 anni dalla morte di Don Lorenzo, ma il suo ricordo è ancora vivo nelle nostre comunità. Era un prete sempre disponibile e attento per qualsiasi problema, in lui era possibi- le trovare sempre una parola di conforto e non mancavano le visite agli ammalati. Tanti giovani ricordano l esperienza vissuta con lui durante i ritiri pre-cresimali a Stabia. Don Lorenzo era appassionato della montagna e ci ha fatto apprezzare la natura e l arte oltre che la bella liturgia. Caro don Lorenzo, noi tutti ti diciamo ancora grazie per quello che hai fatto e ti chiediamo di continuare a guidarci dal cielo e vegliare sulle nostre comunità. RESERA ANGELO Angelo era nato ad Arfanta il 4 giugno In gioventù conobbe Paola Casagrande, che diventò sua moglie donandogli il fi glio Eligio. Per più di cinquant anni visse e lavorò a Zurigo, in Svizzera, senza però mai dimenticare le sue origini. Anche dopo la scomparsa della compagna di una vita, le feste pasquali, quelle natalizie e il ritrovo degli emigranti erano per lui l occasione di fare ritorno a casa. Ultimamente la salute non lo aiutava, ma ha avuto in dono un pronipote del quale andava fi ero. Angelo ha raggiunto la pace eterna martedì 30 aprile 2013 nella sua Zurigo. La cerimonia funebre si è svolta nella nostra Chiesa Parrocchiale venerdì 3 maggio ed ora riposa nel nostro Cimitero accanto all amata moglie Paola. Rimarrai sempre nei cuori di quanti ti hanno conosciuto ed amato. I tuoi cari GARDENAL REGINA TERESA Il tempo corre veloce, sono ormai trascorsi 4 anni della tua scomparsa, ma il tuo ricordo rimane sempre vivo in noi tutti. Ti ricordiamo con affetto I tuoi cari DA RIVA LIBERO 27 aprile giugno 2011 Due anni sono passati Ma tu sei ancora lì, sorridente Seduto ad aspettarci, con il tuo caffè, caldo e profumato. Con il tuo abbraccio smisurato. Con i tuoi ricordi, vecchi e antichi dei bianchi monti o assai fi oriti. Ricordo ancor la tua passione smisurata, di legno, motori e pedalata. Ora, però sei lassù nel cielo col suo grande mistero del quale ne eri incuriosito e vegli su di noi, come luce del mattino. E lasci il ricordo dei consigli tuoi che adesso rimpiango che adesso vorrei. Ti dico ciao salutami Dio e digli che tu, sei il NONNO MIO. In ricordo con affetto i nipoti, moglie, fi glie. I segni della fede Resera e Reseretta Madonna della Salute Resera: Chiesetta di S. Andrea (san Rocco) S. Antonio, Sant Elena e S. Floriano Capitello in onore della Madonna

14 La «V «Voce amica» di Corbanese pagina 14 Maggio-Giugno 2013 Santa Messa al Capitello di S. Antonio da Padova La comunità di Corbanese formula il più sentito augurio a don Angelo per una pronta guarigione. Prega il Signore perché il suo pastore, superate le difficoltà dovute alla salute, possa ritornare presto in parrocchia. I segni della fede a Corbanese Lungo la stradina che porta alla cima del colle del Mondragon di Corbanese, poco prima di giungere sulla sommità, troviamo un piccolo capitello dedicato a San Antonio da Padova. Venerdì 14 giugno, come da antica consuetudine, gli abitanti della zona si sono ritrovati per la Santa Messa celebrata in suo onore dal nostro parroco Don Angelo. Al termine della celebrazione eucaristica i presenti hanno potuto trascorrere insieme anche un momento di allegro convivio offerto da alcuni frazionisti. Da tutta la comunità un sentito grazie a coloro che vogliono tenere viva questa tradizione e mantengono il capitello sempre ordinato e pulito. Francesco Borsoi Santuario di Madonna di Loreto Matrimoni Capitello di S. Antonio sul Mondragon Il giorno 15 giugno 2013 nel Duomo di Pieve di Soligo si è celebrato il matrimonio di Carluccio Federico e Sisti Martina ed il battesimo di Carluccio Nicolò. Testimoni dello sposo: Sanson Denis e Camerin Mario. Testimoni della sposa: Lucchetta Nicoletta Brazzolotto Paola. Padrini di Nicolò: Sisti Stefano e Sisti Annamaria. Angelo Cancian e Luciana Minguzzi, il 25 maggio 2013, hanno celebrato il loro matrimonio nella Chiesa di San Pancrazio a Formeniga. Testimoni: Denis Fregona e Paola Minguzzi Ai novelli sposi le nostre congratulazioni e gli auguri per una feconda e lunga vita insieme. Capitello di confi ne fra Tarzo, Refrontolo e San Pietro di F.

15 Maggio-Giugno 2013 «Voce amica» pagina 15 GRUPPO ALPINI ANNUALE PRANZO ALPINO 2013 Anche quest anno il 28 aprile il Gruppo Alpini di Corbanese ha festeggiato l annuale Pranzo Sociale. L affluenza è stata superiore di sempre con grande soddisfazione degli alpini e della gente presente; già dalla mattina tutti i gagliardetti erano presenti all alzabandiera; assistendo alla Santa messa celebrata dal nostro parroco Don Angelo era presente anche il coro parrocchiale che ha terminato il rito con una bella versione della canzone Signore delle cime a cui và il nostro ringraziamento. Il direttivo ha deciso per l occasione di premiare, con una targa ricordo, i nati negli anni 20 da sempre soci nel nostro gruppo che sono: Antoniazzi Bruno, Dalle Crode Giacomo, Mattiuz Andrea, Moschet Domenico, Pol Bruno, Possamai Pellegrino, Rusalen Mario, Tomasi Mosè. Erano presenti in questa occasione: il Presidente sezionale Benedetti, il delegato sezionale Dall Anese, i Capogruppo Alpini di Riva del Garda, di Brunico e di Falcade, gemellato con noi da anni, i gruppi Locali e autorità. Era anche presente per l occasione Sara Meneguz, bravissima speaker che ha presentato e invitato soci e autorità. Sergio Meneghin GITA ALPINA Ricordi Cinzia Carlet Sono passati tre anni, ma il nostro pensiero è sempre rivolto a te, ci manchi tanto, ti ricorderemo sempre. Cara Cinzia da lassù proteggi le tue care e belle bambine che adoravi tanto. Prega per tutti noi. Ciao Cinzia I tuoi genitori e parenti tutti Cara Nonna Marisa, Sono già passati 5 anni da quando te ne sei andata, sembra come se fosse ieri. Mi ricordo ancora tutte le storie che mi raccontavi con una passione immensa, quelle giornate che passavo in negozio con te a farti compagnia tra una chiacchierata e l altra che facevi con le persone che entravano, Non aspettavi altro che arrivasse il mercoledì pomeriggio o la domenica per andare a bere il caffè dalla zia Eugenia stavi li ore e ore a parlare tra una tazza e l altra. Be sono cambiate tante cose da quel 23 maggio 2008, io sono diventato più grande anche grazie al tuo insegnamento perfetto che mi hai dato fi no da bambino, adesso al interno della nostra famiglia c è una nuova nipotina si chiama Adele e ti assomiglia tantissimo sia come carattere che come aspetto so che da la su stai gioendo per questo avvenimento e che ci proteggerai per sempre. Be che altro ci sarebbe da andare avanti ore a scrivere, ma forse le parole più importanti che si possano dire sono: Ti vogliamo bene e non ti scorderemmo mai. Tuo nipote Enrico e famigliari Domenica 23 giugno il gruppo alpini di Corbanese ha organizzato la tradizionale gita alpina, quest anno la meta è stata Riva del Garda, ridente cittadina situata sul lato nord del lago. Siamo partiti, di buon mattino e in grande allegria, con due pullman e naturalmente il camion con il rancio e le attrezzature a bordo. Prima tappa, per la colazione, a Ospedaletto in Valsugana. Arrivati a Riva del Garda siamo stati accolti dal locale gruppo alpini che ci ha accompagnato a visitare la bella e storica cittadina. Verso mezzogiorno ci siamo diretti verso la loro sede dove i nostri alpini avevano allestito il capannone per il pranzo (nuovo acquisto del nostro gruppo). Abbiamo gustato un ottimo rancio alpino allietato dalla musica e dalla simpatia di Toni Bressan. Verso le cinque del pomeriggio siamo ripartiti per il ritorno facendo una ultima tappa a Pedavena per la cena. Grazie alpini di Corbanese per la splendida giornata passata in allegra compagnia. ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA Francesco Borsoi

16 Voce Amica «V oce amica» Tarzo pagina 16 Maggio-Giugno 2013 Scuola MATERNA NUOVE ESPERIENZE È sempre bello fare esperienze e soprattutto non è mai troppo tardi per farne di nuove. Dopo un inverno di esperimenti con l acqua, finalmente siamo usciti in passeggiata per vedere dove si trova l acqua vicino alla nostra scuola. Così anche i bambini della scuola dell infanzia di Tarzo hanno conosciuto delle diverse realtà del nostro territorio: il lavatoio storico Le Lame e la casa di riposo di Villa Bianca. il lavatoio o al lago per lavare i panni. Hanno spiegato come si lavava, con che cosa, come si asciugava e mille altre cose ormai perdute nel tempo. Un giorno abbiamo provato anche a scuola, lavando un fazzoletto a mano sulla tavola, strizzandolo e mettendolo ad asciugare al sole. Un altro momento significativo è stato quando i bambini sono andati in passeggiata a Villa Bianca per conoscere le ospiti. E stato una mattinata ricca di allegria ed emozioni. I bambini si sono divertiti come facevano le ospiti quando erano bambine: giocando al tiro alla fune, al fazzoletto e al gioco del campanon. Le ospiti e le suore guardando i bambini ridere e divertirsi tanto, hanno trascorso il tempo riempiendo di gioia i loro occhi e il cuore. Durante la mattinata è stato bello vedere i bambini rincorrere le bolle di sapone che l animatrice Alessandra ha saputo con le sue magie coinvolgerli e farli divertire. Per concludere tutti con il naso all insù a guardare i palloncini colorati (offerti gentilmente dall Avis) lasciati volare liberi nel cielo con un messaggio di speranza scritto dai bambini che diceva Goccia dopo goccia...nasce un fiume! Durante quest anno ricco di esperienze i bambini hanno potuto conoscere molte persone, ma soprattutto... divertirsi un sacco!! La collaborazione con la casa di riposo di Villa Bianca, è nata dalla volontà del servizio educativo di questa opera e dal coordinamento didattico della scuola dell Infanzia, di mettere in comunicazione i due mondi: quello dei bambini e quello degli anziani. Abbiamo incontrato due persone molto disponibili come Alessandra e Franco (animatori della Casa di riposo) che hanno condiviso con noi il progetto Acqua... che forza!. Infatti tre loro ospiti, accompagnate da Alessandra, hanno partecipato alla visita presso il lavatoio storico le Lame di Revine. Qui è stato raccontato ai bambini di quando loro da giovani si recassero presso La scuola dell infanzia RINGRAZIA... Dopo un anno di attività educativa - didattica svoltasi all interno della struttura scolastica, lasciandoci coinvolgere anche da tutto ciò che ci ha offerto il territorio sul progetto Acqua... che forza!, va il nostro sentito GRAZIE Alla compagnia teatrale I balocchi con lo spettacolo Un tesoro in una nuvola Al Presidente della Pro Loco di Tarzo che ci ha accolto presso la loro struttura (e non solo) per la festa di fine anno. Alla casa di riposo Villa Bianca che ha saputo unire due mondi: quello dei bambini e quello degli anziani con l animazione di giochi e altro. Al Comitato dei Genitori della scuola che promuovendo varie iniziative, insieme a tutto il gruppo dei genitori, ha contribuito a realizzare progetti nuovi con i bambini Ad alcuni genitori che si sono offerti per il taglio dell erba, per la pulizia del cortile, per la riparazione dei giochi e offrendo i fiori alla scuola. Ai bambini, alle insegnanti, alla cuoca Elisabetta, a Michelina per le pulizie e Luigina che hanno saputo insieme collaborare e creare nella scuola momenti di serenità e gioia. Alla signora Maria Gallo e Mario Introvigne per la segreteria e contabilità, a Don Francesco presidente della scuola, che seguono con attenzione e puntualità questa preziosa opera educativa. All Amministrazione Comunale che contribuisce con particolare sensibilità in favore della nostra opera educativa. Alla Banca Prealpi sempre attenta alle nostre richieste. Contiamo di ripartire anche con il prossimo anno scolastico con lo stesso entusiasmo nel promuove iniziative favorevoli alla crescita non solo dei bambini ma anche di noi adulti GRAZIE ancora!!! Suor Leontina Fabbro

17 «V oce amica» CATECHISMO 2013/2014 Maggio-Giugno 2013 pagina 17 VISITA A VILLA BIANCA A conclusione dell anno catechistico, siamo andati a far visita agli anziani ospiti a Villa Bianca. Con Franco, il simpaticissimo animatore della casa di riposo, abbiamo fatto le prove di canto, accompagnati dalla sua chitarra. Poi, tutti davanti alle nonnine a cantare insieme a loro il nostro repertorio : Me compare Giacometo, Camminerò, Alleluia, Se il diavolo è arrabbiato, l Inno dei Mameli. Chi cantava, chi batteva le mani. chi ci guardava sorridendo, chi batteva il piede, chi ascoltava soltanto: siamo certi che a tutti sia arrivata la nostra allegria perché traspariva la loro gioia per questo incontro inaspettato. Siamo stati a far visita anche alle suore e vedere la serenità dipinta sui loro volti nonostante l infermità o la malattia, ci ha fatto molto pensare. Hanno partecipato con grande entusiasmo e diretto anche il coro. Alla fine ci hanno ringraziato tanto e salutato con affetto e noi ce ne siamo andati portandoci via qualcosa di grande: il sorriso degli anziani e l espressione di gratitudine nei loro occhi! Eppure, abbiamo fatto così poco. P.S. Grazie mille a Franco e a Suor Antonella Martina, a Sophie, Enrico, Asia, Neve, Aurora, Lisa, Asia, Vera, Kevin, Flora e Orietta. A settembre inizierà il nuovo anno catechistico, una indispensabile strada di crescita spirituale e anche umana per i nostri bambini. Quest anno però alcune delle nostre catechiste non potranno più essere disponibili per dare una mano: è indispensabile mantenere vivo il percorso catechistico nella nostra parrocchia, perchè solo preparando davvero a incontrarsi con Gesù, i nostri bambini potranno davvero trarre frutto dalla loro crescita. I catechisti sono per noi non solo un aiuto, ma anche una risorsa indispensabile: fornire un insegnamento e un dialogo sui temi e i principi della fede con i nostri bambini non è un attività semplice ma fondamentale. Trovare persone adatte e disponibili ad aiutarci nell educazione vivace dei ragazzi è per la Parrocchia un obiettivo primario. Gruppi famiglie Anche quest anno siamo giunti al termine del nostro percorso. Visto l anno proclamato dal Papa il tema per tutti e tre i gruppi famiglie è stato la fede. Ogni gruppo, ha affrontato l argomento in maniera diversa per fare proprio il percorso affrontato, guardando le esigenze del gruppo e naturalmente considerando le proposte di tutti. La giornata conclusiva è stata fissata il 7 luglio dove tutte le famiglie dei tre gruppi ci ritroveremo per la santa Messa delle ore 10:30 per poi proseguire per una scampagnata in compagnia. In quell occasione oltre a confrontare i nostri percorsi e condividere le nostre esperienze cercheremmo anche di impostare il percorso per il nuovo anno 2013 / 2014 che partirà a settembre. Come ogni anno gli incontri hanno dato sempre nuovi spunti per riflettere sul nostro percorso di fede e non, e hanno dato modo di confrontarsi con le esperienze delle altre famiglie. Ora approfitteremo di questo momento di pausa per ricaricarci di nuova energia e prepararci per un nuovo percorso. Tutti noi vogliamo innanzitutto ringraziare Don Francesco che, nonostante i molti impegni, è sempre riuscito ad essere presente per guidare le serate. Estendiamo l invito a tutte le famiglie della comunità ad aggregarsi ai nostri gruppi, siamo convinti sia una utile occasione per riflettere e confrontarsi. I segni della fede Madonnina presso casa Nori Capitello di S. Antonio a Sottoriva Edicola in Crosera a Tarzo Madonna di contrada alta San Antonio all inizio di via Rive di S. Pietro

18 pagina 18 «Voce amica» Maggio-Giugno 2013 Prima confessione 5 maggio 2013 Mogol Matilde, Dall Antonia Martina, Introvigne Sita, Da Dalt Agnese, Cetta Aurora, Della Bella Julia, Casagrande Marika, De Martin Riccardo, Antoniazzi Andrea, Costa Francesco, De Luca Giorgia, Stevanato Giulio, Dal Gobbo Anna, De Biasi Lorenzo, Clean Cristina, Tomasi Denis, Casagrande Alessandra. IL MESE DI MAGGIO Con maggio ha avuto inizio il mese dedicato alla Madonna. Nei giorni prestabiliti i fedeli si sono riuniti presso i vari capitelli presenti in paese per la pia pratica del Rosario e Don Francesco ha poi celebrato messa in vari di essi. Dopo un mese di costante partecipazione, il mese in onore a Maria è stato concluso il 31 maggio alle ore 20 con una processione per via Vallorch, via Volper, fino al Capitello delle suore Ancelle Missionarie in via Prà Mesteghi. IL CORPUS DOMINI Il 2 giugno si è celebrato il Corpus Domini : ricorrenza particolarmente importante nella nostra religione per ricordare la solennità del Corpo e Sangue di Cristo. Alla funzione delle sono stati numerosi i bambini della scuola materna, i fanciulli della Prima Confessione e i ragazzi della Prima Comunione con le loro tuniche; essi e molti partecipanti alla Santa Messa hanno sparso petali al passaggio dell ostensorio con il corpo del Signore durante la processione attraverso via Roma e via Diaz. Elisabetta CREDO, IN COMPAGNIA DI DIO In occasione della chiusura dell anno catechistico anche il coretto ha voluto presentare alla comunità un suo modo per approfondire il CREDO, che ci ha accompagnato lungo tutto quest anno dedicato alla fede. Attraverso alcuni canti abbiamo voluto evidenziare alcune caratteristiche del Dio in cui crediamo. Siamo partiti proprio accentuando la prima parola della nostra professione di fede perché CREDO è il fondamento di tutto. Vuol dire fidarsi e affidarsi. Abbiamo poi sottolineato la grandezza del nostro Dio che ha creato ogni cosa e si cura di noi amandoci come dei figli. Egli ha voluto condividere la nostra vita, si è fatto uomo e come uomo ha pianto, riso, giocato, studiato, lavorato, ha fatto festa e ha aiutato gli altri a vivere meglio. Ha sofferto ed è morto in croce, ma con gioia abbiamo cantato che Gesù è vivo perché ha saputo sconfiggere la morte. Abbiamo poi invocato lo Spirito Santo perché ci sostenga nel nostro cammino suggerendoci in ogni istante ciò che di bello e buono dobbiamo realizzare e perché ci guidi a formare la Chiesa, il popolo di Dio, in cui tutti si sentano fratelli e sorelle. Con il penultimo canto abbiamo voluto esprimere con entusiasmo quanto è bello avere fiducia nel nostro Dio che ci ha promesso l eterna felicità, ma che ci incita anche a trasferire un pezzo di Paradiso su questa terra facendo il bene bene. Siamo quindi giunti all ultima parola: Amen che vuol dire così è, io ci sto!. Il credo si chiude con questo. Ok! Tocca a me passare dalle parole ai fatti, abbiamo allora consegnato a tutti i presenti un aquilone che rappresenta ciascuno di noi che deve essere pronto a volare ovunque nel mondo. Sopra abbiamo voluto scrivere alcune parole dell ultimo canto: Ora vado sulla mia strada con l amore tuo che mi guida, o Signore ovunque io vada resta accanto a me. Speriamo che i presenti abbiano gradito il nostro modo di presentare il Credo e, visto che l anno della Fede si concluderà a novembre, di avere l opportunità di ripeterlo in qualche altra parrocchia. Le BRIS Barbara, Rosella, Ilesia e Silvia SANTA MESSA A COLLALDRA Giovedì 27 giugno le famiglie di questa località del paese, unite ad una rappresentanza del gruppo alpini di Tarzo, hanno partecipato alla Messa celebrata da Don Francesco. E seguito un bel rinfresco partecipato da tutte le persone arrivate in questo posto suggestivo e ricco di storia favorito anche dalla bella giornata.

19 «V oce amica» Maggio-Giugno 2013 pagina 19 LA MIA ESPERIENZA IN SPAGNA (Continuazione) Approfittando dell organizzazione dell associazione Erasmus, visito Salamanca all inizio di aprile; Salamanca si trova a parecchie ore di autobus da Santiago, nella regione della Castilla y Leòn, sulle rive del fiume Tomes e il suo centro storico di origine medievale è interamente Patrimonio dell Umanità Unesco sin dagli anni 90. Tutta la storia della Spagna passa per Salamanca: fondata dai Romani fu poi presa dagli Alani per poi passare, a partire dal secolo IV, a far parte del regno cristianovisigoto e divenne sede vescovile. Conquistata dagli arabi di Musa ibn Nusair restò per quasi tutto il periodo dell alto Medioevo nelle mani dei musulmani: solo nel 1085 Alfonso VI di Castiglia riuscì a riprendersi la città e nel 1253 Alfonso X il Saggio fondò quella che ancora oggi è il gioiello della città: l Università, la più antica di Spagna, che sarà poi rifondata nel 1940 da Pio XII come continuazione dell antico corso di teologia: l Università di Salamanca è un polo culturale di così ampio respiro e di così straordinaria importanza che in Spagna c è un detto: Quien quiera aprender, que venga a Salamanca, cioè chi vuole imparare qualcosa, venga a Salamanca. Gli eventi più recenti sono quelli del periodo franchista: fu proprio in questa città che l esercito si sollevò per primo nel 1936: nel 1937 lo stesso Francisco Franco occupò il palazzo vescovile e ne fece la sua residenza ufficiale sino a quando Madrid non cadde. A Salamanca io e il mio gruppo di compagni Erasmus visitiamo, già a tarda sera, la Plaza Mayor, considerata nel Medioevo la piazza più grande del mondo cristiano, e adibita non solo a mercato, ma anche ad arena per corrida: la facciata più alta della piazza, quella del Municipio, misura più di 80 metri e l illuminazione notturna la rende meravigliosamente bella. Dopo una serata di festa, il giorno dopo, a dire il vero piuttosto distrutti, ci diamo da fare e visitiamo le bellezze di Salamanca: anzitutto la Cattedrale Vecchia, pesante, robusta, in imponente stile romanico, e poi la più nota e più snella Cattedrale Vecchia, iniziata in stile tardogotico nel 1513 e finita solo due secoli e (quasi) mezzo dopo: l interno è ampio e arioso, di una grandezza smisurata, ma quello che colpisce sono i dettagli racchiusi in quell immenso scrigno, in particolare la Cappella d Oro. Altrettanto impressionante è la Facciata dell Università, ricchissimamente decorata con motivi gotici, e il cui punto di massima curiosità è una piccola ranocchia nascosta tra le decorazioni: la ranocchia è posta in cima a un teschio e simboleggia la lussuria: la lezione che i decoratori hanno voluto trasmettere agli studenti è chiaro: le distrazioni della carne sono la morte degli studi. E poi ancora, vistiamo la Casa de las conchas, sede antica della biblioteca universitaria, il cui muro esterno è riccamente decorato da altorilievi di conchiglie ma soprattutto la Scuola Minore il cui giardino interno, raccolto come fosse quello di un chiostro monacale, prelude alla bellezza più squisita di tutta la città: all interno di una stanza chiusa e nascosta, dedicata alla memoria del grandissimo Calderòn de la Barca, filosofo e drammaturgo spagnolo, si trova la cupola affrescata chiamata Cielo de Salamanca, di scuola gotica, che rappresenta il cielo della Castiglia, con tutte le indicazioni delle costellazioni visibili, così come appare visto in una notte d estate: vederlo, in quel meraviglioso scenario illuminato con sapienti giochi di luce è stupendo. David Casagrande Alle ISOLE DI VENEZIA Sabato 18 maggio in una bellissima giornata di sole dopo tanta pioggia,siamo partiti da Tarzo per visitare le isole della Laguna di Venezia. Il viaggio in pullman è stato piacevole e tranquillo come pure la traversata sulla Laguna a bordo dei traghetti che ci hanno trasportato da Punta Sabbioni a Burano a Torcello e Murano. Molto interessante la visita alle Isole. A Burano la guida ci ha accompagnato attraverso le calli dove abbiamo potuto ammirare le caratteristiche case variopinte, la chiesa di S. Martino affiancata dal campanile settecentesco e il Museo de1 Merletto. Il merletto di Burano, famoso in tutto il mondo, si sviluppò nell isola agli inizi del 500 e tutt ora la scuola e il laboratorio ne promuovono la tradizione. Da Burano siamo poi partiti per l isola di Torcello. Già in lontananza si scorge la torre campanaria che svetta verso il cielo sulla linea piatta dell orizzonte lagunare e avvicinandosi la sagoma del campanile e dei due edifici di culto, la Basilica di S. Maria Assunta e S. Fosca; sembrano l unico segno di intervento umano in mezzo alla flora dell isola. Eppure in questo posto dove sono rimaste poche decine di abitanti. affondano le radici della storia di Venezia, il suo primo splendore e potenza, la sua prima sede episcopale, le sue prime fabbriche, il porto, i commerci. Dopo la visita alla splendida Basilica ricca di storia e di arte abbiamo ammirato la chiesa di S. Fosca dove Don Francesco ha celebrato la S. Messa. Qui abbiamo incontrato Mons. Ettore Fornezza, aiutante personale di Papa Luciani quando era Patriarca di Venezia. Con grande gentilezza Mons. Ettore

20 «V oce amica» pagina 20 Maggio-Giugno 2013 Fornezza ha donato un icona ricordo a Mons. Francesco Taffarel e un immagine di Papa Luciani e una della Madonna di Torcello a ciascuno di noi, ricordando che a breve Papa Luciani sarà proclamato Beato e invitandoci ad ammirare la statua che lo ricorda posta all esterno della chiesa di S. Fosca. Per tutti noi è stato bello (vorrei dire commovente) vedere insieme il Segretario del Vescovo Luciani Mons. Francesco e l aiutante personale del Patriarca Luciani ricordare con parole semplici e aneddoti di vita quotidiana la figura di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I, al quale noi ancora pensiamo come al Nostro Vescovo che aveva sempre una parola gentile e un sorriso sereno per ciascuno. Ripartiti da Torcello abbiamo raggiunto Murano. Qui in una vecchia fornace è stato possibile vedere all opera i Vetrai :è sempre molto suggestivo assistere alla trasformazione di un poco di polvere in oggetti coloratissimi e complessi. Nella sala interna abbiamo ammirato l esposizione di tantissimi oggetti in vetro e molti hanno approfittato per acquistare souvenir di Venezia. Qui abbiamo concluso la nostra visita e ci siamo nuovamente imbarcati per tornare al nostro pullman che ci attendeva a Punta Sabbioni. É arrivata così al termine una bella giornata passata in compagnia a vedere cose piacevoli e interessanti, grazie a Mons Francesco che sa organizzare queste uscite e ci accompagna con competenza e cordialità. D. C. una partecipante I CHIERICHETTI A CANALE D AGORDO casa di Papa Luciani Domenica 9 giugno, ci siamo trovati, noi chierichetti con i nostri famigliari, don Francesco, il nostro diacono Mario e qualcuno del coretto, davanti al parcheggio della chiesa per andare a Canale d Agordo, paese di papa Luciani. Dopo un ora e mezza di viaggio, siamo arrivati in piazza a Canale. Mentre aspettavamo l arrivo di tutti, noi bambini abbiamo giocato un po e i più grandi, hanno fatto colazione. Prima di celebrare la Messa nella chiesa del paese, il don ci ha portato a vedere la casa dove è nato e vissuto Albino Luciani, cioè papa Giovanni Paolo I. Ci ha accolti una delle nipoti del papa, che ci ha spiegato e fatto vedere la stanza dove lui è nato. All epoca era l unica stanza riscaldata di tutta la casa ed è per questo che veniva utilizzata, soprattutto per le partorienti. Quando nacque Albino fu battezzato subito dalla levatrice, oggi l ostetrica, perché sembrava sul punto di morire, forse per il gran freddo che c era, e dopo alcuni giorni fu portato in chiesa per completare il sacramento del Battesimo. Finita la visita, siamo ritornati in piazza per andare alla Messa. La chiesa non è tanto grande ma, è molto raccolta. Al suo interno abbiamo visto il battistero, la statua di bronzo di Albino Luciani con accanto un bambino, che erano la sua passione, l altare maggiore dove sono scolpite le tre virtù teologali: fede, speranza e carità, e la facciata centrale dello stesso, raffigura la vita di Luciani dalla nascita della sua vocazione fino alla nomina di papa. Tutto questo ci è stato spiegato da una guida, dopo la Messa. Poi ci ha portato in un museo in cui hanno messo vari oggetti appartenuti a papa Luciani (vesti, libri, foto ecc.). La guida ci ha fatto vedere anche un filmato e narrato qualche episodio della sua vita. Dopo aver salutato e ringraziato, siamo partiti per Valle Gares, dove ci siamo fermati per mangiare: finalmente. Ma il tempo non prometteva niente di buono. Sotto una grande tettoia con tavole e panche abbiamo mangiato dell ottimo pastin : carne di maiale formato hamburger, cotta sulla piastra. Qualcosa di caldo dato che iniziava a fare anche freddo. Dopo esserci rifocillati, con il don siamo partiti in passeggiata, in gran velocità per non prendere la pioggia, per andare a vedere delle cascate. Il sentiero era scivoloso e un po ripido, ma alla fine ce l abbiamo fatta siamo riusciti a trovare e a vedere le prime cascate quelle piccole, che per noi non erano tanto piccole, pensate se andavamo più su a vedere le altre che roba!! Erano bellissime, grandi, con un acqua limpida e fresca di sicuro, comunque ci siamo fermati poco per ammirarle perché il tempo ha iniziato a brontolare: dovevamo rientrare e di fretta, perché mai stare dentro ad un bosco quando c è un temporale. Un po bagnati, ma contenti di essere arrivati all agognata meta, siamo rientrati alla base e ci siamo rifocillati con qualche fetta di dolce, preparati dalle nostre mamme e siamo rientrati a casa. Malgrado il tempo tiranno, ci siamo divertiti un mondo noi piccoli, ma forse anche i grandi soprattutto quando hanno preparato da mangiare. Alla prossima uscita, però bisogna ricordarsi di prenotare il sole!! Un chierichetto

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