PREMESSA IL CONCETTO DI CREMAZIONE

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2 PREMESSA IL CONCETTO DI CREMAZIONE Il termine cremazione, che deriva dal latino cremare, "ardere, bruciare, ridurre in cenere mediante il fuoco" e il suo sinonimo incinerazione indicano l'usanza funeraria di ardere un cadavere. Questo tipo di trattamento del corpo del defunto fu conosciuto fin dalla preistoria e fu ampiamente praticato da greci e romani. Attualmente è il rito funebre dominante presso numerose popolazioni dei diversi continenti e in modo particolare in India. Nel mondo occidentale, per motivi di carattere igienico, la cremazione è compiuta con particolari accorgimenti tecnici in appositi forni a riverbero, che sono realizzati cioè in modo che i residui del combustibile non si mescolino ai resti del corpo. Le ceneri vengono raccolte in un'urna e sono conservate in un colombario predisposto nel cimitero o anche in colombari privati. Negli ultimi decenni la spinta a emanare normative relative alla cremazione si è fatta sempre più decisa. Importanti, in tal senso, sono state alcune leggi promulgate tra il 1987 e il 1990, che non consentivano ancora, però, la dispersione delle ceneri, che dovevano invece essere conservate all'interno del cinerario comune. L'inadeguatezza della legge, soprattutto in merito alla dispersione delle ceneri, ha spinto il Parlamento italiano a discutere di un suo aggiornamento nel corso della tredicesima legislatura e, nel marzo 2001, è stata promulgata la Legge n.130. La principale novità del testo è data dal venir meno del divieto di dispersione delle ceneri. È caduto conseguentemente l'obbligo di conservazione nei cimiteri, per tale motivo, ora, le ceneri vengono consegnate direttamente ai familiari. La dispersione potrà essere effettuata in spazi aperti (mare, bosco, montagna, campagna, ), in aree private, oppure in spazi riservati all'interno dei cimiteri: non potrà avvenire all'interno dei centri urbani. Sarà anche possibile conservare l'urna in casa, purché vi sia riportato il nome del defunto. La cremazione può essere disposta mediante testamento olografo o mediante adesione alle società di Cremazione presente sul territorio. La cremazione può altresì essere disposta al momento del decesso dal familiare più prossimo individuato nel coniuge, i figli, i genitori, che sia a conoscenza che il defunto aveva manifestato il desiderio di essere cremato, mediante autorizzazione del Sindaco. LA CREMAZIONE IN ITALIA LO SCENARIO ATTUALE Le cremazioni effettuate nel corso del 2012 sono cresciute del 15% rispetto all anno precedente, traducendosi in un aumento di unità. Nel 2012 si sono registrate a consuntivo cremazioni di feretri, contro le del In ciò ha influito considerevolmente il cambio di propensione dei cittadini, per lo più dovuto alla presenza di un maggior numero di impianti sul territorio e la crisi economica. L ISTAT ha recentemente diffuso i dati sulla mortalità e popolazione 2012, anno in cui si sono registrati decessi. Quindi l incidenza effettiva della cremazione sul totale delle sepolture, per l anno 2012, è del 16,62%. Analizzando il dato territoriale si può valutare che le regioni dove la cremazione è più sviluppata in termini di rapporto percentuale delle cremazioni eseguite sul territorio rispetto al dato nazionale sono: Lombardia (25,7%), Piemonte (13,7%) e Veneto (12,3%). Le regioni che hanno visto la crescita percentuale maggiore nel 2012 rispetto al 2011 sono invece: Sardegna (+63,9%), Emilia Romagna (+32,8%) e Umbria (+31,7%). Incidono in queste variazioni soprattutto la messa in funzione o il fermo/rallentamento operativo di uno o più impianti. Le regioni che rispetto all anno precedente hanno registrato una crescita numerica più elevata sono state: Emilia Romagna (+3.003), Lombardia (+2.993) e Piemonte (+2.665). Il ricorso alla cremazione continua ad avvenire soprattutto al Nord, che ha una maggiore presenza di impianti, ma anche al Centro. Roma, Milano e Genova si riconfermano, come negli anni precedenti, le città col maggior numero di cremazioni di cadaveri effe ttuate, rispettivamente con 9.078, 8.238, (anche se è bene chiarire che si tratta di cremazioni svolte per un area che spesso è almeno provinciale, se non ancor più estesa), mentre Torino (3.706) viene superata da Livorno (4.815) e Mantova (3.950). La regione in assoluto dove si crema di più è, come sempre, la Lombardia (che è tra quelle meglio dotate di impianti di cremazione), con cremazioni, seguite da Piemonte (13.968) e Veneto (12.541). Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 1 of 19

3 La cremazione è passata da circa unità nel 1987, anno in cui venne introdotta la gratuità della cremazione, alle circa del Successivamente, all inizio del 2001, la cremazione divenne ordinariamente a pagamento, come anche la inumazione in campo comune. La onerosità non incise più di tanto nel trend rialzista, tanto che nel giro di cinque anni la cremazione ha raggiunto e superato le unità annue. LA CREMAZIONE IN ITALIA PROSPETTIVE FUTURE E probabile che la cremazione passi dal 16,6% attuale al 30% nel 2050 (valori medi italiani, ma profondamente diversi tra Nord, Centro e Sud). I due scenari alternativi, rispettivamente di minima e di massima, possono vedere la cremazione raggiungere il 25% e il 35%. In termini numerici si ritiene probabile un numero di cremazioni nel 2050 prossimo alle unità (contro le del 2005). Lo scenario minimo prevede cremazioni e quello massimo quasi LO SCENARIO EUROPEO In tutta Europa è in atto una crescita della cremazione, che comprime le forme di sepoltura tradizionali (in genere è più diffusa la inumazione in terreno che non la tumulazione). In Europa la cremazione ha raggiunto e superato il 38% delle preferenze della popolazione. DATI SIGNIFICATIVI Di seguito si riportano alcuni dati significativi, utlili ai fini della comprensione della situazione funebre e cimiteriale in Italia, sulla cui base è stato impostato il business plan per l intervento proposto. Dati significativi 01 FORME DI SEPOLTURE IN ITALIA ANNO 2012 (STIME) Dati significativi 02 FORME DI SEPOLTURE IN ITALIA ANNO 2013 (PREVISIONI) Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 2 of 19

4 Dati significativi 03 ANDAMENTO DEL TASSO DI MORTALITA IN ITALIA DAL 1991 AL 2012 Elaborazione del Sefit su dati Istat Dati significativi 04 IL TREND DI CRESCITA DELLE CREMAZIONI IN ITALIA DAL 1970 AL 2010 Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 3 of 19

5 Dati significativi 05 CREMAZIONI IN ITALIA ANNI SUDDIVISI PER REGIONE Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 4 of 19

6 Dati significativi 06 CREMAZIONI IN ITALIA ANNI SUDDIVISI PER LOCALITA Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 5 of 19

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8 ANALISI DEMOGRAFICA REGIONALE Premessa L ammontare della popolazione, la sua struttura e la sua evoluzione costituiscono una base fondamentale per la conoscenza di un territorio e la valutazione strategica di investimenti ad iniziativa privata. La popolazione residente in Piemonte al 31/12/2010 ammontava a Nello specifico dell investimento proposto l analisi delle dinamiche regionali è utile ed allo stesso tempo essenziale per riuscire a definire correttamente il bacino di utenza potenziale per l attività proposta e per prevederne lo sviluppo futuro, basandosi su dati statistici coerenti e scientificamente analizzati. Per i dati indicati si è fatto riferimento ai rapporti dell Ufficio Statistico della Regione Piemonte. ANALISI DEMOGRAFICA REGIONALE Situazione attuale e trend storico L analisi della serie storica della popolazione dal 1990 al 2010 rileva una costante, seppur contenuta crescita. La popolazione piemontese è cresciuta dal 2002 ad oggi di circa unità con un incremento medio annuo in valori percentuali pari allo 0,25 (il 2004 e 2007 sono gli anni di maggiore aumento e coincidono con le regolarizzazioni da parte dello Stato degli stranieri). Il tasso di crescita totale per il Piemonte al 2010 è pari a 2,49. Esso è la somma del tasso di crescita naturale (differenza tra tasso di natalità e tasso di mortalità) e del tasso migratorio totale (rapporto tra saldo migratorio dell anno e l ammontare medio della popolazione residente). In Piemonte il saldo migratorio è positivo (4,8 nel 2010) ed è il fattore che porta alla crescita della popolazione. Per contro continua a risultare negativo il tasso di crescita naturale (-2,3 nel 2010), in Italia esso era tornato positivo a partire dall anno 2004 fino al 2006 anno in cui tale valore è diventato pari a zero, nel 2010 è 0,4. La serie storica dei nati e dei morti dal 1987 al 2010 individua il numero dei nati in valore assoluto in diminuzione (tasso di natalità 2010 Piemonte 8,6 - Italia 9,3 ) e il numero dei morti in valore assoluto è progressivamente aumentato fino a stabilizzarsi dal 2008 (tasso di mortalità 2010 Piemonte 11 Italia 9,7 ) contribuendo ad ampliare in questi ultimi anni la forbice tra i due indicatori. Altra componente importante nell analisi della popolazione è la struttura per età. In Piemonte la popolazione risulta distribuita per un 12,9% (Italia 14%) tra i 0-14 anni, per il 64,3% (Italia 65,7%) tra i e per il 22,9% con età maggiore e uguale a 65 anni (media nazionale 20,3%). Dalla distribuzione per età della popolazione è possibile calcolare alcuni indici di struttura per età quali l indice di dipendenza degli anziani, l indice di vecchiaia, l indice di dipendenza strutturale e l età media. L indice di vecchiaia esprime il numero di anziani (65 anni e più) presenti in una popolazione ogni 100 giovani (meno di 15 anni). Questo indice valuta il livello di invecchiamento della popolazione di un territorio. La sua variazione nel tempo dipende dalla dinamica sia della popolazione anziana che di quella giovane. L indice di vecchiaia in Piemonte nel 2010 risulta pari a 178 (Italia 145), ossia ci sono 178 anziani ogni 100 giovani. Il Piemonte è tra le regioni italiane con popolazione più anziana. Fra il 2007 e 2010 sembra vi sia un lento ma costante calo dell indice di vecchiaia che tende a ricrescere con le previsioni Istat 2011 che lo pongono pari a 179. La riduzione è derivata dal fatto che il ritmo di crescita della popolazione giovane è stata superiore a quello della popolazione anziana: fenomeno fortemente influenzato sia dalle persone immigrate sia dalla composizione di genere della popolazione anziana e dal relativo aumento della mortalità strettamente correlato alla composizione per età della popolazione. L indice di dipendenza strutturale calcola quanti individui ci sono in età non attiva ogni 100 individui in età attiva fornendo indirettamente una misura della sostenibilità della struttura di una popolazione. Esprime il carico sociale ed economico teorico della popolazione in età attiva: valori superiori a 50 indicano uno squilibrio generazionale. Un aspetto rilevante dell indicatore è la composizione della popolazione dipendente: a parità di consistenza, possiamo avere un maggiore peso della componentegiovanile o di quella anziana. Il Piemonte ha un valore pari al 56% superiore Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 7 of 19

9 alla media nazionale che si pone pari a 52% indicando in entrambi i casi uno squilibrio generazionale causato da un elevato peso della popolazione anziana. ANALISI DEMOGRAFICA REGIONALE Trend per i prossimi decenni Per quanto riguarda le previsioni dell andamento della popolazione piemontese nei prossimi 50 anni lo scenario è certo: lo slittamento del baricentro demografico. Il dato più macroscopico, ma non sorprendente, riguarda la rapidità e la diffusione del processo di invecchiamento, che né un eventuale ripresa della fecondità, né un possibile continuo afflusso di giovani immigrati riusciranno a contrastare. L età media, oggi inferiore ai 45 anni, pare destinata al 2050 a collocarsi intorno ai 50 anni secondo lo scenario centrale, con una possibile oscillazione tra i 49 anni dello scenario basso e i 51 dello scenario alto. L invecchiamento della popolazione sarà trascinato dallo slittamento delle generazioni del ba by boom,oggi massicciamente presenti nelle classi di età comprese tra i trenta e i quarantacinque anni, prima verso le età degli adulti maturi, poi verso l età anziana. Ciò che è certo. Una terza età stazionaria, una quarta età in crescita. Un secondo profilo del processo di invecchiamento riguarda le età anziane. Contrariamente a quanto ci si poteva attendere, la crescita della cosiddetta terza età (indicativamente compresa tra i 65 e i 79 anni) non appare particolarmente impetuosa: anzi, almeno fino al 2020 il numero di persone appartenenti a quella fascia di età rimarrà in Piemonte complessivamente stabile. Questo perché le nascite nel dopoguerra e negli anni cinquanta furono relativamente poco numerose. Al contrario, la quarta età (80 anni e oltre), segnata da maggiori rischi di disabilità e di non autosufficienza, è invece destinata a crescere signifi cativamente: con essa certamente aumenteranno anche i costi sanitari e assistenziali che il sistema regionale sarà chiamato a sostenere. ANALISI DEMOGRAFICA REGIONALE Come i tassi di natalità e mortalità influenzeranno la popolazione piemontese nei prossimi anni Di fronte alla portata delle conseguenze provocate dallo slittamento del baricentro demografico, considerazioni intorno alle dimensioni complessive della popolazione piemontese sono tutto sommato di minore rilevanza. Vediamo comunque, attraverso due paradossi che caratterizzeranno l evoluzione demografica futura, quali sono i motivi per cui la popolazione potrebbe scendere sotto la soglia simbolica dei quattro milioni, che era stata superata nel corso dell anno Nonostante l aumento della fecondità recentemente osservato e ipotizzato per i prossimi decenni la natalità in Piemonte è destinata a diminuire, dalle circa nascite degli ultimi anni a circa nel Questo primo paradosso si spiega con il fenomeno della progressiva uscita dall età riproduttiva delle generazioni folte del baby boom e con la conseguente riduzione nel numero di madri e padri potenziali. In altre parole, fino ad oggi il problema delle culle semivuote, in Piemonte come in Italia, è stato prevalentemente associato a una scarsa disponibilità/possibilità delle coppie di avere più figli. Da domani, e per i prossimi decenni, la natalità sarà compressa anche a seguito della rapida diminuzione nel numero di genitori potenziali. Un secondo paradosso riguarda l aumento dei decessi, pur in presenza di una dilatazione delle speranze di vita. Anche se anno dopo anno le condizioni generali di sopravvivenza saranno sempre migliori, il numero dei decessi annui crescerà in misura signifi cativa, da circa a circa nel La diminuzione delle nascite e l aumento dei decessi determineranno un progressivo peggioramento del saldo naturale, ossia della variazione nella consistenza di una popolazione non riconducibile a fenomeni migratori: annualmente si passerà da persone in meno a in meno. Per questo motivo, legato alla struttura della popolazione piemontese e alla sua inerzia, un apporto migratorio anche consistente come quello ipotizzato nello scenario centrale non riuscirà a invertire la tendenza alla diminuzione complessiva della popolazione, che potrebbe dunque scendere sotto la soglia dei quattro milioni intorno agli anni trenta del secolo in corso. Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 8 of 19

10 INDICATORI ANALISI DEMOGRAFICA Di seguito si riportano alcuni dati e grafici relativi agli indicatori demografici, utlili a facilitare, attraverso una semplice visualizzazione, la comprensione delle dinamiche precedentemente esposte. Indicatori analisi demografica 01 POPOLAZIONE REGIONALE AL 2010 PER PROVINCIA Indicatori analisi demografica 02 ANDAMENTO DELLA POPOLAZIONE NEL CORSO DEGLI ANNI Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 9 of 19

11 Indicatori analisi demografica 03 DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE SUL TERRITORIO Indicatori analisi demografica 04 ANDAMENTO DEL TASSO DI NATALITA E MORTALITA AL 2010 Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 10 of 19

12 Indicatori analisi demografica 05 DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE PER FASCE D ETA 2010 Indicatori analisi demografica 06 PREVISIONE DELL ANDAMENTO DEMOGRAFICO REGIONALE Indicatori analisi demografica 07 PREVISIONE DELLA DISTRIBUZIONE PER FASCE D ETA Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 11 of 19

13 IL PROGETTO Analisi del bacino d utenza Al fine di una corretta impostazione del Piano Economico Finanziario, occorre stimare correttamente il bacino di utenza potenziale per l investimento in questione. Un attenta analisi dei dati inerenti il fenomeno della cremazione in Italia, sia a livello locale che nazionale, unita alla lettura delle dinamiche demografiche Regionali, ha portato ad assumere alcuni principi che hanno portato alla stima delle cremazioni attese per l impianto proposto. In primo luogo occorre considerare che il ricorso alla cremazione è in continuo aumento, non solo per il superamento di alcune barriere psicologiche e culturali ma anche per il fatto che l aumento dell offerta tende a fare emergere una domanda attualmente compressa a causa di una scarsità di impianti che fino a pochi anni fa rendeva difficoltoso l approccio della popolazione a tali strutture, oltre che per la scarsa efficienza od immagine di alcuni impianti. Le previsioni demografiche regionali, inoltre, per i prossimi decenni, prevedono un aumento del numero dei decessi dovuto alle trasformazioni in atto nel substrato sociale. Il trend di incremento delle cremazioni in Piemonte, in continua progressione e tendente ad avvicinarsi velocemente alla media europea, ha fatto si che, nonostante la realizzazione di alcuni nuovi impianti, quelli funzionanti e realizzati secondo principi di efficienza e coerenza formale non abbiano visto diminuire la propria attività, che in alcuni casi è ulteriormente aumentata. Nello specifico gli impianti altamente efficienti ed in grado di offrire un servizio di alto livello hanno un bacino di gravitazione molto esteso, arrivando, in alcuni casi ad avere, una dimensione sovraregionale. Nella valutazione in oggetto, tuttavia, è stato considerato il solo bacino di riferimento territoriale, la cui analisi ha condotto alla stima riportata nelle seguenti tabelle. Nello specifico si è partiti dall analisi di un bacino geografico di riferimento che comprende le provincie di Torino, Asti, Cuneo e Biella che sono state analizzate da un punto di vista qualitativo e quantitativo dell offerta, analizzandola da un punto di vista del trend della mortalità, assumendo come valore riferimento il tasso di mortalità che per il Piemonte è pari allo 1,1 % e verificando il dato di cremazione per il bacino di riferimento, che si è rilevato essere nettamente maggiore del dato nazionale ed in continua crescita confermando l assunto precedentemente esposto. Successivamente si è individuato un bacino di utenza diretto, andando a calcolarne la popolazione residente in determinati intervalli di percorrenza che sono stato valutati in maniera molto cautelativa, tenendo in tal senso in debita considerazione la particolare natura del servizio. Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 12 of 19

14 Come si può notare dalla lettura della mappa relativa all area individuata come bacino di utenza potenziale, i tempi di percorrenza sono stati stimati in maniera molto cautelativa, non considerando inoltre quella che potrebbe essere un utenza sovraterritoriale. L analisi effettuata ha evidenziato che la realizzazione di un impianto efficiente, che ponga particolare attenzione al livello del servizio offerto e posto in posizione strategica, quale quello che si intende realizzare nel comune di Piobesi Torinese, possa avvalersi di una discreta domanda, in grado di garantirne la sostenibilità economica dell investimento. Tale domanda sarà generata sia intercettando parte del fabbisogno già attualmente presente sul territorio, come già adetto attraverso la realizzazione di un servizio altamente efficiente e di alto livello, sia andando a coprire l attuale naturale trend di crescita regionale che si sta allinenando alla media europea più velocemente del dato nazionale. Per quanto attiene invece i servizi di estumulazione e di cremazione di parti anatomiche, saranno poste in essere specifiche convenzioni con Comuni ed Aziende Sanitarie. Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 13 of 19

15 IL PROGETTO Analisi della concorrenza n. forno sede cremazioni per forno 1 Acqui Terme ** / / / / / / Bra Domodossola Mappano / / / / / Novara * Piscina / / Torino Trecate / / / Verbania Valenza *** / / / / / / / / 11 Asti *** / / / / / / / / n. cremazioni Piemonte Note: * nel 2011 operativo fino al 16/09 per sostituzione forno ** operativo dal 7/10/ ***prossima apertura Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 14 of 19

16 IL PROGETTO Inquadramento del Progetto L investimento proposto prevede la realizzazione, in un area limitrofa a quella oggetto del recente ampliamento cimiteriale, di un impianto di cremazione tecnologicamente avanzato in grado di soddisfare ed intercettare la crescente domanda di cremazioni nel territorio piemontese ed in particolare quella afferente alla città di Torino ed alla sua cintura sud, che costituisce il suo naturale bacino di prossimità. L investimento previsto, comprensivo di iva ed oneri tecnici, sarà pari ad ,83 totalmente a carico del soggetto proponente. La durata prevista del servizio in concessione sarà pari a 30 anni e sono previste opere accessorie atte a migliorie all attuale cimitero per un importo pari ad ,00, oggetto di accordo con il Comune di Piobesi Torinese. E altresì prevista la corresponsione di un canone annuo di euro 5.000,00 da parte del Proponente al Comune di Piobesi. IL PROGETTO Definizione del Progetto La struttura edilizia concepita è finalizzata alla realizzazione di un impianto dotato di una linea di cremazione con la predisposizione per una eventuale seconda linea, dei locali tecnici di servizio, di locali amministrativi e per l accoglienza dei dolenti e di una sala per il commiato. L impianto edilizio è studiato secondo principi di sicurezza, funzionalità, separazione delle funzioni, minimo impatto ambientale (livello di emissioni inferiori ai valori di legge), inserimento nell ambiente circostante, qualità architettonica. La costruzione sarà realizzata nella parte sud dell area cimiteriale a ridosso dell area di ampliamento di recente costruzione. La disposizione planimetrica prevede un area libera da costruzioni che potrà consentire in futuro l edificazione di altri due lotti di edicole funerarie. Tale area sarà realizzata sul modello del nuovo ampliamento a spese del Proponente e ceduto. L accesso avverrà dalla strada provinciale a ridosso della quale verrà realizzato un parcheggio che costituirà un ampliamento di quello di recente costruzione. Il progetto sostanzialmente si suddivide in tre aree funzionali: area del commiato, area amministrativa e dell accoglienza, l area operativa. L area del commiato è posta a ridosso del parcheggio, l accesso avviene attraverso un precorso pedonale, coperto da una pensilina, attraverso la quale si accede alla sala del commiato. La sala ha forma ellittica ed è collocata in un area verde articolata in una zona a prato ed in uno spazio separato da un ponticello dedicato alla dispersione delle ceneri. Per accentuare l aspetto naturalistico dell insieme la parete esterna della sala sarà mascherata da una quinta realizzata con aste cilindriche in legno in doppia fila che seguono l andamento curvo della parete. All interno la sala presenta un impianto di grande semplicità caratterizzata dalla luce che viene dai lucernari posti sulla copertura in legno lamellare e da tre grandi vetrate che si affacciano sul giardino. L area dei locali amministrativi e dell accoglienza è situata a ridosso della sala del commiato, ha accesso dal percorso pedonale e da un ingresso carraio, separato, attraverso il quale i feretri possono accedere alla struttura. E costituita da una sala per la sosta dei parenti, da una reception e da un ufficio. L area operativa è posta in una posizione defilata, dietro il volume della sala del commiato, che di fatto costituisce una efficace barriera visiva. E separata dalle altre zone da un ampio corridoio che dà accesso ai locali tecnici e di servizio che si attestano, sul fronte opposto, verso il locale dove è collocato l impianto. L accesso a questo locale, per le operazioni di manutenzione e di servizio, avverrà attraverso una strada che verrà realizzata lungo il fronte sud della struttura e si attesterà sul cortile di servizio posto sul retro dell edificio. Come già accennato, oltre alle opere per la realizzazione dell impianto, delle strutture di servizio e delle sistemazioni esterne, il project prevede la realizzazione di opere migliorative dell attuale cimitero che saranno concordate con il Comune di Piobesi Torinese. IL PROGETTO Dati Dimensionali Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 15 of 19

17 Area in concessione m Superficie lorda fabbricato m Pensiline m Superficie coperta totale m Sistemazioni esterne aree verdi m Sistemazioni esterne aree accesso e manovra m Sistemazioni esterne area cortilizia interna m Area parcheggio m IL PROGETTO Calcolo Sommario della Spesa OPERE EDILI E IMPIANTISTICHE Opere edili nuovo tempio crematorio Opere di completamento (sistemazione esterna) Impianti elettrici Impianti meccanici Impianto idrico sanitario Impianti antincendio Opere di allacciamento utenze Opere accessorie su indicazione del Comune Oneri per la sicurezza TOTALE LAVORI IMPIANTO DI CREMAZIONE E ATTREZZATURE Impianto di cremazione e accessori Celle frigorifere e arredi TOT. IMPIANTO DI CREMAZIONE E ATTREZZATURE TOTALE GENERALE ,00 Euro Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Euro Euro ,00 Euro Euro ,00 Euro Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 16 of 19

18 IL PROGETTO Quadro Economico dell Investimento realizzato dal privato Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 17 of 19

19 IL PIANO ECONOMICO Stima dei ricavi su un periodo di 4 anni (fino a regime) La stima dei potenziali ricavi è stata realizzata analizzando i dati relativi al bacino potenziale ed un costo dei servizi compatibile con l offerta del mercato. Il tasso di incremento annuale delle tariffe assunto è pari allo 0,5% mentre l incremento del numero di cremazioni è dello 0,3%. IL PIANO ECONOMICO Stima dei costi su un periodo di 4 anni (fino a regime) La stima dei costi è stata effettuata in considerazione delle potenzialità e dei fabbisogni energetici del forno previsto, in funzione del numero di cremazioni ipotizzate. I costi della manutenzione sono impostati sulla base degli interventi di manutenzione straordinaria ed ordinaria previsti dal produttore del forno. A tutte le voci di costo è applicato un tasso di incremento annuale pari al 2,00%. IL PIANO ECONOMICO Tabella riepilogativa dei parametri applicati alle voci del Piano Tasso di incremento dei costi (inflazione) 2,00% Tasso di incremento dei ricavi (tariffe servizi cremazione) 0,50% Tasso di incremento delle cremazioni 0,30% Tasso di interesse mutuo 5,50% Durata mutuo (anni) 15 Durata ammortamento fabbricati (anni) 30 Durata ammortamento opere di rinnovo (anni) 15 Durata ammortamento impianto (anni) 10 Durata della concessione del servizio (anni) 30 Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 18 of 19

20 IL PIANO ECONOMICO Sviluppo del Piano su un periodo di 4 anni (fino a regime) N.b. gli indicatori del piano sono riferiti all intera durata della concessione. Rif. n. PBS_PFC_P_DOC_01_01 Page 19 of 19

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