Sequestro Confisca Lavoro: conversazione sulla legalità alla presenza del Ministro Alfano

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1 Sequestro Confisca Lavoro: conversazione sulla legalità alla presenza del Ministro Alfano Il convegno, svoltosi ad Acireale il 27 febbraio 2015 per iniziativa della Diocesi di Acireale assieme alla Associazione degli Amministratori Giudiziari, al Lions Club di Acireale e al Credito Siciliano, ha consentito un ampio e proficuo dialogo tra i protagonisti del complesso processo che porta al sequestro e alla confisca dei beni della mafia e al loro affidamento per il reinserimento nel circuito legale. I contributi di Magistrati, Docenti universitari, Amministratori giudiziari, Avvocati, Sindacalisti, Associazioni di volontariato hanno delineato un quadro approfondito dei risultati raggiunti nella lotta alla mafia, ma anche delle numerose criticità che si frappongono ad un efficace utilizzo dei beni, in particolare per mantenere produttive le aziende sequestrate, contribuendo allo sviluppo economico del territorio e al mantenimento dei posti di lavoro. I risultati di una inchiesta, citata da mons. Antonino Raspanti, che rivelano la scarsa sensibilità degli intervistati sulla necessità di isolare le attività produttive svolte dalla malavita (ad es. giovani che dichiarano di cercare ristoranti e pizzerie dove si mangia bene e si spende poco senza preoccuparsi della illegalità della conduzione) esprimono con chiarezza l urgenza di accrescere il consenso sociale alla lotta alla criminalità organizzata anche dimostrando concretamente le possibilità di lavoro connesse con l utilizzo dei beni confiscati.

2 La giornata si è aperta con i saluti del Vicario della Diocesi, mons. Guglielmo Giombanco e con la relazione del Rettore dell Università di Catania, prof. Giacomo Pignataro, che ha fornito interessanti stime sulla rilevanza economica dei beni già confiscati (secondo la Commissione antimafia circa 2-3 miliardi di euro), sottolineando che il maggior valore della destinazione all uso produttivo delle imprese è quello di sottrarle alla distorsione del lavoro in nero, dell evasione fiscale e spesso delle pratiche di intimidazione o corruzione, riportandole nel circuito legale. Ha passato in rassegna alcuni aspetti critici relativi al tempo troppo lungo tra sequestro e confisca, alla carenza di efficaci indirizzi sulla utilizzazione dei beni, alla dimensione spesso micro localistica e frammentaria delle assegnazioni agli enti ed all aumento dei costi rispetto ad una gestione malavitosa. Ha indicato una possibile soluzione nelle iniziative di cooperazione tra istituzioni locali, volontariato e aziende. Il contributo del dott. Giovanbattista Tona, della Corte d Appello di Caltanissetta, è stato una lucida difesa del lavoro svolto dalle figure del Giudice delegato e dell Amministratore giudiziario in un contesto difficile, dove le leggi spesso non sono adeguate, la formazione professionale degli amministratori si è avviata con ritardo, la logica del mercato non è interessata a isolare le imprese mafiose e a rifiutare i comportamenti illegali nei bilanci o nei rapporti di lavoro. Ha perciò rivendicato il ruolo esercitato dalla magistratura, nei confronti di politica, università ed economia nell azione di riutilizzo dei beni sequestrati, sottolineando con vis polemica l ipocrisia che spesso accompagna le critiche che si muovono per i limiti riscontrati in una gestione dinamica di tali beni.

3 L avv. Vito Branca si è soffermato in dettaglio sulla evoluzione della legislazione che regola la lotta all evasione fiscale e le misure di prevenzione patrimoniale, indicando anche il rischio che la Corte europea dei diritti dell uomo condanni il nostro Paese per la presenza di più sanzioni, sia amministrative che penali, per lo stesso reato. Ha anche espresso una considerazione più generale, sulla preminenza del diritto sulla giustizia, che proprio alla luce dell esempio citato della recente sentenza di assoluzione dell Eternit per prescrizione, è una questione molto spesso contestata nell ampio dibattito che coinvolge opinione pubblica e cultori di diritto. I lavori della mattina sono continuati sotto il coordinamento del dott. Antonino Pogliese, che ha ricordato alcune sue esperienze professionali in tema di amministrazione di beni confiscati e ha illustrato lo schema di disegno di legge recentemente presentato dal Lions per iniziative di microcredito garantite dai beni confiscati alla mafia. La relazione del dott. Filippo Dispenza dell Interpol ha ampliato le prospettive del convegno alla dimensione internazionale necessaria per battere la criminalità organizzata, indicando nel Codice etico (che include azioni di repressione e di prevenzione) e in un Progetto Interpol per la formazione di gruppi di esperti in materia di recupero dei beni e di cooperazione due prospettive di grande interesse per il prossimo futuro. Il contributo della dott.sa Giusy Bosco ha mostrato, sulla base delle esperienze maturate in tema di amministrazione giudiziaria di vari tipi di beni sequestrati alla mafia, la possibilità di superare le difficoltà nel bonificare le vecchie modalità di funzionamento di aziende di dimensioni troppo piccole per consentire attività economiche efficienti attraverso il ricorso a reti di connessione tra imprese e/o proprietà immobiliari.

4 Alla ripresa pomeridiana dei lavori, con il coordinamento di mons. Antonino Raspanti, i primi tre interventi hanno avviato la riflessione sulle prospettive future per migliorare l utilizzazione dei beni sequestrati e confiscati, favorendo le possibilità occupazionali. Il Prefetto Umberto Postiglione, dopo un appassionata difesa dell Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati (che dirige) dalle critiche ricevute negli ultimi mesi, ha indicato le misure avviate per accelerare l iter di consegna dei beni e sostenere l azione degli enti di gestione, soprattutto nel territorio della Regione siciliana, nel quale risulta concentrato un numero rilevante di tali beni. Il dott. Piero Grillo, presidente delle misure di prevenzione di Trapani, ha affrontato le specifiche misure che possono garantire un uso produttivo dei beni sequestrati riferendosi a due tipologie molto diffuse, quella delle aziende agricole (in cui l azione di coordinamento di Libera potrà svolgere un prezioso ruolo di sostegno) e quella delle imprese edili, per le quali l istituzione di un consorzio potrà aiutare a superare le difficoltà fin qui registrate. Le prospettive evidenziate dal dott. Giovanni Salvi, procuratore della Repubblica di Catania, hanno privilegiato le condizioni per il miglioramento della gestione produttiva delle aziende soggette al sequestro penale soprattutto in termini di tempestività degli interventi e di far sistema tra Magistratura, Prefetti, Istituti di credito e Committenti. I contributi di Salvatore Lo Balbo della CGIL e di Davide Pati di Libera hanno sottolineato il ruolo insostituibile nell azione di prevenzione della criminalità organizzata, svolto dai sindacati e dalla galassia di associazioni che costituiscono Libera. In particolare Lo Balbo ha ricordato gli interventi del sindacato per ottenere una maggiore trasparenza nella fornitura dei dati statistici del processo di sequestro e confisca e di un sostanziale miglioramento delle procedure di gara di opere pubbliche. Pati ha illustrato gli sforzi, svolti da Libera, per la gestione dei beni confiscati, e prioritariamente per difendere la memoria delle vittime di mafia e per diffondere i grandi ideali della legalità e della libertà democratica (soprattutto tra i giovani). L intervento di Giuseppe Sanfilippo, amministratore giudiziario, ha evidenziato la necessità del dialogo tra tutti gli attori coinvolti nel processo di riutilizzazione dei beni, mentre quello del

5 dott. Antonio Balsamo, Presidente delle misure di prevenzione di Caltanissetta, ha messo in rilievo l opportunità di inserire nel Codice antimafia anche le azioni contro la corruzione (della quale con accenti così incisivi ha parlato Papa Francesco) e di ampliare le competenze della Magistratura anche sulle dimensioni economiche e gestionali delle attività produttive. Nella sintesi dei lavori della giornata, il Vescovo Raspanti, dopo i ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile l evento, ha richiamato le motivazioni profonde della iniziativa, pensata all interno di un percorso di promozione della legalità, al fine di indicare la priorità del lavoro tra le emergenze sociali del nostro tempo e approfondire le modalità di impegno anche degli enti locali e delle comunità ecclesiali per accrescere la tensione morale nella difesa della libertà e della giustizia. Il Ministro degli Interni Angelino Alfano ha chiuso i lavori, complimentandosi per l iniziativa e rivendicando l azione condivisa che Parlamento, Governo e Magistratura hanno svolto in questi anni per battere la mafia attraverso le misure di sequestro dei proventi delle attività criminali. Ha confermato che il potenziamento degli interventi in questo campo resta una delle priorità del programma del Ministero degli Interni. Ha aggiunto anche che la repressione ha dato ottimi risultati grazie all impegno delle forze dell ordine, come pure l intervento della magistratura ha portato a tanti sequestri e confische dei beni. Occorre adesso concentrare gli sforzi sul trasferimento dei beni nel campo della legalità consentendo, con adeguata gestione, di mantenere e sviluppare la capacità reddituale delle aziende e di far restare le stesse aziende sul mercato. Questo consentirebbe inoltre di dare all opinione pubblica la chiara sensazione che lo Stato è vincente rispetto alle mafie e all illegalità. Giuseppe Rossi

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