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1 SABATO 4 LUGLIO 2015 Supplemento al numero odierno del Sole 24 Ore Poste Italiane Sped. in A.p. -D.l. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c.1, Dcb Milano online Sul canale di Plus24 analisi, inchieste e tabelle dei mercati industria del risparmio gestito La crescita delle masse spinge i ricavi, in parallelo aumentano di più i costi >PAG. 17 arteconomy24 Il valore della parola nel mercato dell arte >PAG. 20 e 21 «Braci», 2010 di Sabrina Mezzaqui La qualità dei consulenti si vede ora Paolo Zucca + È tutto vero, non è fiction. La sofferenza di un popolo, a noi vicino, si misura con la perdita di posti di lavoro, abitazioni, risparmi e nei casi estremi anche della vita. Per mancate cure o anche suicidi. Ogni grande evento lascia tanti insegnamenti. I risparmiatori si ritrovano in uno scenario ben diverso da quello che aveva incoraggiato qualche piccolo tocco di rischio nei loro investimenti. Nelle convulsioni che hanno preceduto il week end, destinato a entrare nei libri di storia dell Eurozona, è apparsa evidente l asimmetria informativa fra chi sa (pochi) e chi non sa (quasi tutti), il vantaggio di chi può seguire i saliscendi dei mercati e la penalizzazione di chi ne legge l esito la sera o il giorno dopo. Nella gran volatilità qualche mossa giusta può certo aiutare (è il tema della nostra copertina). Dovrebbe però emergere, in queste situazioni, la qualità della consulenza, il valore di una delega a esperti capaci di minimizzare le perdite. O reggere l urto. Ma è proprio così?» pag. 3 all interno ARBITRO BANCARIO Clienti ben accompagnati» Criscione pagina 9 DERIVATI Prato vince a Londra» Frisone pagina 13 ASSEGNI Incassi senza verifiche» Elli pagina 19 il sole risolve. i ritardi del fondo nell invio della certificazione del tfr > PAG. 14 STRATEGIE ANTI-CRISI TEMPESTA DI GRECALE Una consultazione popolare convocata in pochi giorni può modificare gli scenari precostituiti Come prevenire gli scossoni di mercato o gestirli con prodotti adeguati alla grande volatilità ETF E CERTIFICATI Opportunità e qualche rischio per un investimento alternativo COMPORTAMENTI Imparare a reggere l emotività Sondaggio sui rischi percepiti REUTERS

2 2 Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 4 LUGLIO 2015 N. 670 IL R I S CHIO PUÒ FAR PR E N DER E IL VOL O AI TUOI I NVE STI M E NTI. OPPURE R IDURLI. P E R GESTI R L O DEV I ACCE TTA R E E NTRA M BI GLI A SPE TTI. Il monitoraggio attento del rischio è il fulcro del nostro processo di investimento. Non èdissociabile dalla ricerca della performance. Ma solo un occhio esercitato al paradosso può leggere nel suo cuore volubile. Solamente mediante questa contraddizione essenziale possiamo sfruttare le potenzialità del rischio e controllarne le minacce. E così che il Fondo Patrimoine, fiore all occhiello della gamma Carmignac, ha potuto realizzare una performance annualizzata dell 8,6% durante i 25 anni dal lancio. Cosa che non tutti possono gestire, a quanto pare. carmignac.it Per maggiori informazioni si prega di contattare ilnostro team locale Carmignac Italia S.R.L. Piazzale Cadorna Luigi Milano - Italia. Tel. : (+39) Fonte :Carmignac Gestion al 31/12/2014. Carmignac Patrimoine è un fondo comune d investimento di diritto francese, gestito da Carmignac Gestion (Autorizzazione AMF n. GP 97-08). Tale OICR non è a capitale garantito e l orizzonte temporale minimo consigliato per l investimento è di 3 anni. I rendimenti esposti sono al netto delle spese di gestione. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Non vi è garanzia di uguali rendimenti e questi ultimi non sono costanti nel tempo. Alcuni soggetti o paesi potrebbero subire restrizioni di accesso ai Fondi. I rischi e le spese sono descritti nel KIID (documento contenente le informazioni chiave per gli investitori). I prospetti, il KIID eirapporti digestione annui del Fondo sono disponibili sul sito e su semplice richiesta presso la Società di Gestione. Il KIID deve essere rimesso al sottoscrittore prima della sottoscrizione.

3 N. 670 SABATO 4 LUGLIO 2015 Plus24 - Il Sole 24 Ore 3 sommario DALLA PRIMA SU RISPARMIO & FAMIGLIA DI LUNEDÌ 6 LUGLIO IL TESORO IN SOFFITTA IL BILANCIO La qualità dei consulenti si vede ora + Il valore dei buoni consigli, al netto dei costi di gestione, non è sempre evidente. E quando c è spesso non è percepito dal cliente. Rimane una diffidenza di fondo che ha tante motivazioni, non ultima la qualità dell offerta che viene vissuta come burocratica, legata ai soliti prodotti di casa, alle spinte commerciali del momento. Consob, l authority sui mercati, ha studiato le scelte di investimento delle famiglie italiane, in un rapporto che fotografa l evoluzione fino al dicembre Non è un caso che si soffermi ad analizzare proprio quantità e qualità del rapporto con il consulente, misurando come la consulenza Mifid (famiglie contattate almeno una volta l anno dal consulente di fiducia, proposte personalizzate e su specifici prodotti finanziari) sia contenuta al 9% «confermando la scarsa diffusione del servizio. Consulenza generica e quella passiva (non legata a proposte specifiche - ndr)coinvolgono rispettivamente il 15 e il 36% delle famiglie mentre aumenta - avverte la Commissione - la quota di famiglie italiane che non ricevono alcuna consulenza (il 40% a fine 2014 contro il 26% del 2009). Fra chi riceve una consulenza di qualità migliore, il 7% dichiara poi di averla sollecitata. In genere sono nuclei a maggior livello di istruzione, con patrimoni più consistenti e scelte diversificate. Poco disposti però a sostenere i costi di una consulenza più elevata. Resta tagliata fuori una grande fetta di italiani, dimenticata o sollecitata poco, che perde aderenza con le evoluzioni del mercato o si industria nel fai-da-te, con tutti i rischi del caso. L evoluzione della crisi greca, nelle prossime settimane, è quindi un buon banco di prova per verificare se le scelte di portafoglio consigliate e la qualità di gestione giustificano i costi pagati. Se la rete di protezione, numeri alla mano, ha funzionato. P.Zu. direttore responsabile Roberto Napoletano vice direttori Edoardo De Biasi (vicario), Alberto Orioli, Alessandro Plateroti, Fabrizio Forquet (redazione romana) supervisione e coordinamento area finanza Christian Martino inserto a cura di Paolo Zucca in redazione Nicola Borzi, Antonio Criscione, Vitaliano D Angerio, Isabella Della Valle, Stefano Elli, Marcello Frisone, Andrea Gennai, Lucilla Incorvati, Federica Pezzatti, Marilena Pirrelli, Gianfranco Ursino progetto grafico Adriano Attus con Laura Cattaneo e Francesco Narracci offerte telefoniche per l estate Con l avvicinarsi delle vacanze estive (che per molti sono anche già cominciate) si moltiplicano le offerte da parte degli operatori. Risparmio & Famiglia di lunedì 6 luglio sarà possibile trovare le indicazioni per orientarsi e sfruttare al meglio le offerte, in ALL INTERNO DI PLUS24 STORIA DI COPERTINA 4 Tempesta di grecale Volatilità, diversificare con Etf e certificati di Andrea Gennai 4 Tempesta di grecale Più spazio ai bond indicizzati di Andrea Gennai RISPARMIO E INVESTIMENTI 9 La relazione dell arbitro Dall Abf i clienti vanno accompagnati dall avvocato di Antonio Criscione 11 Investimenti Bond a caccia di ritorni sostenibili di Laura Magna 11 Finanza agli antipodi Perché frena la Borsa australiana di Barbara Pezzotti 13 Derivati chiari Il Comune di Prato a Londra ha la meglio su Dexia Crediop di Marcello Frisone 14 Il Sole risolve Arriva tardi la certificazione dei versamenti del Tfr al fondo Cometa di Federica Pezzatti 14 La posta del risparmiatore Per la 45enne single ci vuole un buon consulente di Federica Pezzatti particolare sulle modalità per evitare le bollette pazze, per comprendere quali diritti hanno i consumatori rispetto agli operatori. Anche i consigli tecnici sono importanti, come quello per esempio di utilizzare all estero preferibilmente il wifi per internet ed evitare l aggiornamento automatico delle app. 6 Tempesta di grecale L incertezza rende l investitore «emotivo» di Antonio Criscione 7 Tempesta di grecale Forte la percezione del rischio tra i risparmiatori italiani di Antonio Criscione PROFESSIONISTI DEL RISPARMIO 18 Assicurazioni Si solleva il velo sulle polizze multiramo di Federica Pezzatti 19 Controversie Quando Kafka entra in banca di Stefano Elli 20 ArtEconomy24 Il valore della parola sul mercato di Silvia Anna Barrilà RUBRICHE 11 Dietro i numeri Ricchezza reale e finanziaria a passi diversi di Fabrizio Galimberti 18 Banche e bancari La legalità è un dovere e conviene di Nicola Borzi 19 I soldi in testa Allarme rosso «pension run» previdenziale di Marco lo Conte risparmio & famiglia ogni lunedì Risparmio & Famiglia, con la rubrica Il tesoro in soffitta a cura di Marilena Pirrelli, valuta opere d arte e oggetti preziosi inviando foto e schede alla mail Lunedì il valore di un bronzo di Arturo Martini. STRUMENTI PER INVESTIRE 23 La settimana Solo la Bce contrasta la tensione greca di Marzia Redaelli 24 Il gestore della settimana Stubbs (Citi): «Mi piace Aegon per gli alti dividendi» di Lucilla Incorvati 25 Azioni a confronto Flughafen Wien e Save puntano sul cargo di Analisi Mercati Finanziari INDICI E NUMERI 27 Le cifre in ballo Banca d Italia non vigila sulla 40ª banca del Paese di Gianfranco Ursino 31 L emissione della settimana Il bond subordinato del Banco Popolare non è per tutti a cura di Norisk Sezione a cura di Gianfranco Ursino Chiuso in redazione alle 20 di giovedì 2 luglio Illustrazione di ANTONIO MISSIERI AZIONARIO rendim. annuo % paese/ indici 1 anno 5 anni 10 anni Mondiale (1) in valuta locale 6,63 11,86 4,24 in euro 22,68 13,60 5,08 Europa (1) in valuta locale 5,24 8,02 2,51 in euro 11,32 9,77 2,90 Nord America (1) in valuta locale 4,90 14,41 5,70 in euro 27,90 16,84 6,50 Pacifico (1) in valuta locale 18,43 10,73 3,19 in euro 22,81 8,45 3,75 Paesi emergenti (1) in valuta locale 3,59 4,50 7,08 in euro 13,90 3,70 6,31 Italia (2) in valuta locale 7,96 5,57-2,11 Note: (1) Indici MSCI senza dividendi reinvestiti. (2) Indice Comit. OBBLIGAZIONARIO rendim. annuo % paese/ indici 1 anno 5 anni 10 anni Mondiale (1) in euro 4,64 3,33 4,19 Europa (1) in euro 0,41 6,01 4,82 Italia (2) in euro -0,82 6,74 4,99 Usa (2) in euro 8,34 5,12 4,95 Giappone (2) in euro 5,29-2,59 1,69 Note: (1) Indici JP Morgan Global. (2) Indice JP Morgan delle aree di riferimento. INDICI DI SETTORE dj stoxx msci var. % var. % settore sett. anno sett. anno Alimentari D. -2,20 11,02-1,64 0,54 Assicurazioni -1,72 10,47-2,49 3,75 Auto -1,53 25,23-3,12 10,79 Banche -2,23 14,70-2,92 4,69 Beni Consumo -2,55 16,87-1,88 10,53 Beni Durevoli -6,34-0,41-3,24 5,63 Chimico -2,59 15,97-2,64 8,46 Commercio -2,82 14,89-2,29 4,52 Costruzioni -2,11 16,55-1,83-2,10 Energia -4,55 8,16-2,26-4,94 Industriali -2,56 12,11-2,35-4,61 Media -1,66 16,85-1,89 6,01 Salute -2,08 15,95-1,83 12,52 Servizi Finanz. -1,39 19,77-2,35 3,25 Tecnologici -2,90 11,17-2,74 2,46 Telecomunic. -2,42 16,40-2,63 5,87 Turismo -2,40 13,72-1,97 2,37 Utilities -4,41-1,07-1,93-7,52 REDDITO FISSO paesi mercato obbligazioni monetario governative a 3 anni a 10 anni ultimo 1 anno ultimo 1 anno Australia 2,42 2,80 3,02 3,61 Gr. Bretagna 0,40 0,40 2,11 2,82 Canada 0,58 0,94 1,68 2,24 Danimarca -0,20 0,38 1,06 1,29 Svezia -0,43 0,62 1,06 1,71 Giappone -0,01 0,12 0,46 0,56 Svizzera -0,79 0,01 0,12 0,64 Usa 0,01 4,76 2,42 2,56 Area euro -0,01 0,21 0,82 1,25 Q su internet Tutte le tabelle complete di Plus24 su

4 4 Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 4 LUGLIO 2015 N. 670 cover story tempesta di grecale Volatilità alle stelle La diversificazione con Etf e certificati Idee di investimento alternative per una parte del portafoglio Attenti alle tecnicalità Andrea Gennai + Il tema dominante sui mercati finanziari in questo primo scorcio d estate è la volatilità. Violente oscillazioni e improvvisi cambi di direzione che spiazzano il risparmiatore. Esemplare quanto accaduto a Milano nell ultimo mese con avvii di settimana in rialzo del 2% seguiti da crolli del 4% dopo pochi giorni. L effetto Grecia si è fatto pesantemente sentire e probabilmente risolto quello subentrerà il tormentone sui tassi Usa. Visto che solitamente l estate è un periodo con minore liquidità e dove i saliscendi sono più frequenti, una soluzione è quella di puntare su idee di investimento decorrelate. Alternative a cui dedicare una parte del proprio portafoglio. «Tra i temi di maggiore attualità - spiega Marcello Rubiu, partner della società di consulenza indipendente Norisk - ci sono gli effetti degli squilibri climatici sui prodotti agricoli, oppure la forza del dollaro che resterà preponderante senza dimenticare alcuni Paesi che si stanno aprendo agli investitori esteri, come ad esempio il Vietnam. Per ciascuno di questi spunti esistono Etf, quotati anche a Milano, che consentono di investire nei segmenti indicati». Un altra strada è rappresentata dai certificati. Sono strumenti di investimento che replicano indici o titoli sottostanti e che in molti casi proteggono il capitale o parte di esso. «Gli investitori - continua Rubiu - devono essere in grado di comprendere, in autonomia oppure con l aiuto del proprio consulente indipendente, il funzionamento dei singoli prodotti. I certificati con la garanzia del capitale condizionato sono da utilizzare considerando un aspetto essenziale: se si avverano gli scenari peggiori si rischia di registrare perdite superiori all investimento diretto nel sottostante». Secondo Rubiu, «sono interessanti come struttura quelli che offrono la copertura, anche parziale, ma predefinita all emissione, del capitale investito. Il risparmiatore in questo è a conoscenza, a priori, del worst case e della perdita massima. A meno del default dell emittente. Abbiamo selezionato due certificati express, con capitale condizionato protetto con sottostante Eni. Alla scadenza, se il titolo Eni dovesse posizionarsi sopra i 18 euro, un target non impossibile, ci sarebbero il riconoscimento di un premio interessante. Se non raggiunge questo target l investitore ottiene quasi per intero il capitale investito». Appeal in questa fase anche per i certificati a capitale garantito nella versione Target cedola e Equity protection cap. Il primo se il prezzo del sottostante è superiore allo strike paga una cedola annua. Il secondo riconosce la performance del sottostante a scadenza con un limite massimo all entità del premio di rimborso. Fondamentale è conoscere le tecnicalità e i meccanismi di funzionamento di questi strumenti. Per Gianni Lupotto, consulente finanziario indipendente, «l investimento funziona bene entrando su questi strumenti quando la volatilità è alta e va stabilizzandosi, in questo modo è probabile che i certificati possano arrivare a scadenza con ritorni interessanti. Tre le tipologie che utilizziamo di più: i bonus cap, che arrivano a scadenza purché il titolo o l indice sottostante non tocchino delle barriere prefissate, gli express che hanno una dinamica simile ma con diversi momenti di osservazione prima della scadenza e i cash collect. Questi ultimi sono i più simili alle obbligazioni, pagano una cedola trimestrale o semestrale a verificarsi di determinate condizioni». Con i certificati si possono costruire varie strategie: se ad esempio voglio investire sul titolo Shell, compro un certificato legato al titolo. Se scatta l evento-barriera, posso investire il cash incassato direttamente sul titolo cercando di recuperare una parte delle perdite. Più spazio ai bond indicizzati Le opzioni le scelte alternative Una selezione di Etf, con relativo codice Isin, realizzata dalla società di consulenza Norisk su temi di investimento molto specifici e giudicati interessanti in questa fase di mercato LU descrizione etf RBS Market Access RICI Agriculture UCITS ETF tema di investimento Squilibri climatici con "el nino" sfruttare il rialzo dei tassi Alcuni bond in euro e in dollari, con le relative caratteristiche tecniche, indicizzati descrizione isin mercato Italy Tv 30/08/2019 eur XS Euromot Italy Tv 28/06/2029 Eur XS Euromot/Eurotlx Nordea Bk Var 17/9/2049 Eur XS Francoforte/Berlino Axa Var 02/12/2049 Eur XS Francoforte/Berlino Casino Guichard Var 20/01/2049 Eur FR Francoforte/Berlino Bque Cr Mutuel Var 25/02/2049 eur XS Francoforte/Berlino In valuta Axa Tv 06/08/2049 Usd XS Berlino Aegon Tv 15/07/2049 Usd NL Francoforte/Berlino nota: (*minimo 4.25%) LU descrizione etf db x-trackers FTSE Vietnam UCITS ETF tema di investimento EM lontani cum riforme LU descrizione etf Barclays US Liquid Corporates 1-5 Year TR-ucits -UB tema di investimento Valuta + Corporate bond certificati sotto la lente Una selezione di Norisk di strumenti adatti a una fase di mercato volatile isin sottostante emittente scadenza Express NL Eni Bnp Paribas 14/09/2015 NL Eni Bnp Paribas 02/02/2016 Capitale garantito - Target cedola IT Royal Dutch Shell Banca Aletti 21/06/2019 IT McDonald's Banca Aletti 18/04/2019 Capitale garantito IT Basket Europe stocks Banca Imi 15/05/2018 IT Basket Emu Banca Imi 03/06/2019 DE000HV8BC11 Generali Unicredit/HVB 19/05/2017 IT Ftse Mib Banca Imi 03/07/2018 fonte: elaborazione su dati Norisk Come garantirsi da Non solo inflazione Opportunità con i titoli collegati ai tassi swap + Rialzo dei rendimenti sui bond e ripresa dell inflazione. Indipendentemente dalla vicenda greca, lo scenario dei tassi a zero per i titoli di Stato nelvecchio Continente appare segnato e in Europa e già ci sono state avvisaglie con il Bund decennale passato dallo 0,1% all 1% di rendimento in poche settimane. Difficile che i rendimenti restino ancora compressi per molto tempo e quindi, rispetto ai titoli a tasso fisso, acquistano maggior appeal i bond indicizizzati. Quelli legati all inflazione sono i più noti, ma ci sono alternative. «Ci sono obbligazioni prevalentemente corporate - spiega Valentina Vicinanza, responsabile gestioni patrimoniali istituzionali di Banca Akros - quotate sui circuiti come Eurotlx o comunque su Borse quali quelle di Francoforte o Berlino, le cui cedole sono indicizzate ai tassi swap con scadenze medio-lunghe ( 5,10 o 30 anni). Soprattutto nel periodo estivo, dove la liquidità è più rarefatta, sono strumenti che possono essere acquistati a prezzi interessanti (magari mettendosi in denaro ). Il tasso swap è il riferimento privo di rischio per il mercato obbligazionario e differisce dal tradizionale rendimento del titolo di Stato o dall Euribor a 3 o 6 mesi a cui sono indicizzate le cedole della maggior parte dei titoli a cedola variabile. Ci sono anche titoli sovrani indicizzati allo swap, come le Republic of Italy 2019 o 2029 quotate sul Mot, acquistabili per tagli da mille euro». Rispetto al BTp nominale, hanno cedole che variano al variare dello swap e quindi, se l aspettativa è un rialzo graduale del tassi a mediolunga scadenza, la scommessa può diventare interessante. Gli strumenti al momento più validi, con queste caratteristiche, sono sicuramente i subordinati, lower Tier 2 o perpetual (Tier 1). È previsto dai prospetti che possono essere richiamati anche prima delle scadenze. «Con prezzi - continua Vicinanza - che oggi si possono aggirare tra 75 e 90, nell ipotesi di rimborso anticipato a 100, il rendimento salirebbe molto. Si tratta di emissioni soprattutto finanziarie ma non solo. Sono subordinati e quindi hanno un rischio maggiore rispetto ai senior ma gli emittenti sono di prim ordine e molto solidi a partire da Generali, Axa. Aviva, Aegon, etc. Di fatto si compra un opzione sulla salita dei tassi e infatti ogni tre/sei mesi vengono aggiornate le cedole. La strategia migliore è quella di iniziare ad acccumularli gradualmente in queste fasi di mercato, e comunque il rialzo dei tassi è un fenomeno fisiologico nel medio termine». An.Gen. Per gli analisti la Grexit ha il 40% di probabilità In caso di vittoria dei sì rialzi per Borse e banche + Un territorio sconosciuto, una situazione senza precedenti. In mancanza di novità dell ultima ora questo numero di Plus24 è stato chiuso alle 20 di giovedì 2 luglio, secondo gli analisti, il decorso della crisi greca andrà misurato sugli esiti del referendum di domani, domenica 5 luglio. Come si muoveranno le asset class in caso di vittoria dei no, chiesta dal Governo di Syriza? Quali sarebbero invece le ricadute di una vittoria del sì e di una crisi politica ad Atene? Secondo Aldo Martinale, responsabile Studi e analisi di Banca Intermobiliare, per la Grecia «c è un ampia gamma di situazioni instabili ma non irreversibili, i cui esiti sono tuttavia difficilmente prevedibili e prezzabili dagli investitori. Se vincesse il sì, scenario più market-friendly, la riattivazione dei negoziati a Bruxelles richiederebbe un nuovo Governo di grande coalizione che avrebbe bisogno di tempo. Se vincesse il no Tsipras tornerebbe al tavolo negoziale rafforzato dal voto popolare ma un accordo sarebbe quasi impossibile». S&P ritiene che un impatto economico della Grexit sul resto dell Eurozona sarebbe contenuto, anche se causerebbe iniziali ribassi azionari e tensioni sugli spread dei Paesi periferici, contenuti però dall azione della Bce. Exane Derivatives rinnova le raccomandazioni: incrementare le posizioni in dollari, franchi svizzeri e oro quali asset rifugio in una fase di test sulla credibilità dell euro; implementare strategie in opzioni per coprire le posizioni in caso di cigno nero politico sull Eurozona; privilegiare i bond Usa che dovrebbero rappresentare un rifugio.

5 N. 670 SABATO 4 LUGLIO 2015 Plus24 - Il Sole 24 Ore 5 DE000A1KB2E7 descrizione etf ishares S&P 500 Minimum Volatility UCITS ETF tema di investimento USA & minimum volatility LU descrizione etf Short Daily iboxx Sovereigns Eurozone-ucits -DB tema di investimento Coprire il portafoglio di titoli di stato EMU ai tassi swap indicizzazione cedole ogni eventualità Il risveglio Andamento dell indice Vix sulla volatilità Usa nell ultimo mese ,24 02/06 02/07 16,93 FR descrizione etf Lyxor Short Daily Ibex 35 tema di investimento Dopo Syriza arriva Podemos LU descrizione etf db x-trackers II itraxx Crossover 2x Short Daily UCITS ETF tema di investimento La crisi colpisce gli spread sui bonds speculativi frequenza tagli minimi rendimento aggiornamento cedole negoziabili corrente a scadenza Tasso swap 30 anni - 91 bp Annuale ,02% 80% del tasso swap a 30 anni (*) Annuale % Tasso swap a 10 anni + 5 bp Semestrale ,60% Tasso swap a 10 anni + 20 bp Quadrimestrale ,72% Tasso swap a 10 anni bp Quadrimestrale ,70% Tasso swap a 10 anni + 10 bp Annuale ,84% Tasso swap Usa a 10 anni + 5 bp Semestrale usd 2,85% Tasso swap Usa a 10 anni + 10 bp Annuale 100 usd 2,95% fonte: elaborazione su dati Akros saliscendi nella crisi Andamento del Ftse Mib e dell Eurostoxx 50 nell ultimo mese ribasato a /06 eurostoxx 50-2,5% 02/07-3,6% ftse mib fonte: elaborazione su dati Ufficio studi Sole 24 Ore Ma secondo Ubs Investment Bank, gli sviluppi in Grecia non sembrano aver avuto impatti significativi sull oro, perché la soglia per le cattive notizie è più alta: ci vorrà molto di più per innescare acquisti significativi. Sempre Ubs Investment Bank analizza l ipotesi di Grexit basandosi sui dati della crisi del A resistere meglio furono le azioni quelle meno correlate indiane e russe, oltre ai titoli europei più difensivi come health care e beni di consumo (ma non le utilities). Tra le valute, a risentire meno furono yen e lo won sudcoreano. L ipotesi di Ubs è che comunque al 60% la Grecia non uscirà dall euro, dunque i titoli europei più colpiti dalle tensioni (bancari e assicurativi, specialmente italiani e spagnoli) sono ora a valori interessanti per entrare. Se invece Atene uscisse, per Ubs occorre coprirsi dai ribassi con una strategia in opzioni binarie Otc di lungo periodo e restare comunque aperti a possibili rialzi a lungo termine. Carte di credito alla prova delle banche semichiuse CartaSì, Amex, Visa, Mastercard garantiscono la funzionalità ai turisti Mauro Del Corno + In teoria per gli stranieri che viaggiano in Grecia e utilizzano bancomat e/o carte di credito cambia poco. Nella pratica però i rischi esistono. Il ministro delle finanze Yanis Varoufakis ha affermato che le banche riapriranno regolarmente martedì prossimo ma l incertezza resta alta. Il tetto di 60 euro per il ritiro di contanti non riguarda per ora carte emesse fuori dalla Grecia. Al momento la Banca centrale europea continua a garantire alle banche greche la liquidità di emergenza, ferma però a 89 miliardi, in buona parte già bruciati con i prelevamenti degli ultimi mesi. Sebbene collegate, le disponibilità virtuali e le banconote materialmente custodite agli sportelli sono poi due cose differenti. Secondo stime riprese dai media locali le banconote nelle banche greche ammonterebbe a meno di un miliardo. Nelle due settimane precedenti all introduzioni dei limiti sono stati ritirati in media 570 milioni di euro al giorno. Il tetto ai prelievi rallenta il processo ma non lo arresta. Questione di giorni o settimane, non certo mesi, e i bancomat potrebbero restare a secco. Da giovedì i tagli da 20 euro non vengono più erogati ad Atene. Più semplice pagare con carta di credito negli esercizi in cui vengono accettate, cosa che non sempre accade in Grecia specie ora che la fame di contante è tanta. Secondo le rilevazioni dell Osservatorio CartaSi l uso di carte di credito rimane basso seppur in decisa crescita. Nei primi 5 mesi del 2015 le spese con carte di credito italiane in Grecia hanno rappresentato lo 0,6% del totale degli acquisti all estero. Lontanissimo da paesi come la Francia (14%) o l Inghilterra (11%) ma anche da paesi piccoli come Irlanda (3,5%) o Dubai (2,2%). L aumento del 38% rispetto allo stesso periodo del 2014 è stato però superiore alla media (+ 21%). Carta- Si fa comunque sapere che al momento non si segnalano difficoltà sulle transazioni in Grecia. Luce verde anche da American Express che opera però con un circuito dedicato che non si appoggia alle banche. Visa riporta a sua volta che le transazioni si svolgono normalmente. Qualora dovessero verificarsi problemi suggerisce anche la possibilità di contattare la propria banca e disporre un electronic cash transfer presso un ufficio cambi o un hotel che offra il servizio. Al momento tutto normale anche per Mastercard che, come gli altri operatori, continua a monitorare attentamente la situazione. «L euro debole non è un male Pronti a entrare sui ribassi» intervista Laura Nateri Country head Italy Aberdeen Am Laura Magna + «Non è la fine del mondo» e neppure dei BTp: parola di Laura Nateri, country head Italy di Aberdeen Am. Se crolla Atene il risparmiatore italiano non deve aver paura? Il rischio di Grexit è cresciuto. Spaventa non tanto per l impatto effettivo, perché il Pil della Grecia così come il debito sono piccoli in valore assoluto, ma per il connesso rischio liquidità a cui è necessario prepararsi. Grexit è meno grave del fallimento di Lehman Brothers: perché Draghi è pronto a intervenire e perché solidità e stabilità dei bilanci sono diverse. Il sentiment è che l eventuale uscita della Grecia sarà l eccezione, non la regola, per gli altri Paesi periferici. Ma lo spread BTp-Bund è schizzato e l euro perde terreno. È vero. Ma sono stati movimenti di breve respiro. Inoltre uno spread dei BTp di rispetto al Bund è corretto e rispecchia i fondamentali dei Paesi perché l Italia ha un debito/ Pil del 132%, il peggiore dopo la Grecia. L euro invece resterà debole contro dollaro, anche sotto la parità da qui a sei mesi, ma non è necessariamente una cattiva notizia per economie, tedesca in primis ma anche italiana, basate sull export. Però il rischio liquidità esiste. Come si affronta? Il rischio è connesso alla volatilità. Ma correzione dei mercati e volatilità a breve non sono sempre negative: possono celare opportunità di ingresso, per esempio sull azionario europeo. È bene andare verso asset class a spread, come i bond high yield o emerging forse non convenienti ma meno sensibili a moventi di duration dei governativi e con un premio a rischio interessante anche al netto dell inflazione. Selezione e diversificazione saranno parole d ordine. Davvero non ci sono altri rischi? Il grande rischio è che Grexit incrementi il rischio politico, fomentando focolai di indipendentismo in Europa e mettendo in discussione l euro. Ma è un eventualità da visionari al momento e non ci crediamo. Nelle crisi di liquidità non si scambia niente e la correlazione tra asset class è elevatissima, dunque potrebbe crollare tutto, perciò non è il caso di spaventarsi. La tentazione di tenere cash sarà forte, ma è una strategia valida solo nell ottica di reinvestire sulle correzioni. «È l occasione per investire con cautela sulle Borse» intervista Luca Giannelle Portfolio manager Russell Inv. + «Un occasione per comprare azioni europee a buon mercato», la Grexit secondo Luca Gianelle, client portfolio manager di Russell Investments. Grexit o no, nei prossimi sei mesi l Europa avrà la ripresa? Crediamo che finalmente anche Europa e Giappone stiano entrando in una fase di ripresa, raggiungendo così gli Usa; ma le valutazioni delle asset class sono a livelli elevati. I nostri portafogli multi-asset hanno aumentato la liquidità in attesa di migliori opportunità di acquisto. Riteniamo che la volatilità dovuta all accentuarsi della crisi in Grecia, che probabilmente porterà al default assieme alla permanenza nell Eurozona, rappresenti un occasione per comprare a prezzi più bassi azioni in Europa, dove ci aspettiamo i migliori margini di miglioramento per la profittabilità delle aziende. Dunque non crollerà tutto insieme ad Atene? L Europa non è arrivata impreparata a questa crisi: lo stanziamento delle ingenti somme per l acquisto di titoli da parte della Bce e altri fondi creati nei recenti anni per contrastare tensioni che possano mettere in discussione la moneta unica, garantiscono un mantenimento entro livelli di guardia anche dello spread BTp- Bund; l euro non dovrebbe rafforzarsi, soprattutto alla luce dell imminente inizio del ciclo di aumento dei tassi d interesse da parte della Fed, che, sia pure subordinato alla conferma in questi mesi di buoni dati macroeconomici nell area Usa, ci aspettiamo possa iniziare da settembre. Su quali asset class punterebbe nei prossimi sei mesi? Di fronte a valutazioni care e al possibile inizio delle fase di aumento dei tassi d interesse negli Usa, riteniamo che le obbligazioni governative possano offrire nel prossimo futuro rendimenti molto più bassi di quelli forniti negli ultimi anni. Nella fase di espansione economica che stiamo attraversando, e che prevediamo possa continuare, l investimento in strumenti azionari appare più interessante: ovviamente la volatilità di questo strumento deve essere accuratamente gestita. In maniera analoga strumenti obbligazionari meno legati ai tassi d interesse e più correlati al merito creditizio, fino alle obbligazioni convertibili, opportunamente selezionati, rappresentano un interessante opportunità d investimento. L. M.

6 6 Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 4 LUGLIO 2015 N. 670 cover story tempesta di grecale L incertezza rende l investitore emotivo intervista Caterina Lucarelli Università Politecnica Marche Antonio Criscione + I mercati finanziari possono riservare molte insidie. Ma molte ne possono venire dalle nostre percezioni sbagliate o da nostri comportamenti errati. Abbiamo fatto il punto di rischi che si corrono nell attuale situazione sotto il profilo comportamentale con Caterina Lucarelli, dell Università Politecnica delle Marche. La vicenda greca sta facendo andare sull altalena le Borse. Cosa percepiscono gli investitori in situazioni come questa? Le decisioni degli investitori sono fortemente influenzate dal ruolo delle emozioni nei processi decisionali. «Before you can even form a thought, emotions are influencing your judgments» solo per sintetizzare il punto: l estratto è preso da un rapporto di due autori americani che sono di supporto al Governo nelle organizzazioni delle missioni aero-spaziali della Nasa (Zimmerman Lerner, Harvard University). Quindi è evidente che la grande volatilità dei mercati, ed a monte la grande incertezza istituzionale-politica ed economica dell Europa occidentale, non possono che avere ancora di più reso il nostro investitore come un emotional decision maker. La partecipazione emotiva e la tifoseria politica può cambiare in questo caso la percezione dei rischi? Assolutamente sì, visto che esistono due fattori concomitanti. Da un lato, il grado di identificazione dell investitore italiano rispetto al cittadino ellenico, visto che anche l Italia fino a non poco tempo fa si è trovata coinvolta nella crisi dei debiti sovrani (e a tutt oggi abbiamo le notizie che segnalano gli effetti delle crisi greca sul nostro spread, che sembra aumentare, solo per fare un esempio). Dall altro, la letteratura scientifica associa il legame che esiste tra percezione del rischio e emozioni di paura o di rabbia. La presenza di sensazioni di paura induce un atteggiamento di intensificazione dell avversione al rischio (se ho paura, accentuo la mia avversione al rischio); la presenza di rabbia (che addirittura svolge lo stesso ruolo della felicità) induce una intensificazione della propensione al rischio (se sono arrabbiato, rischio di più).questo ultimo punto, per inciso, può anche essere di aiuto nel capire gli atteggiamenti variamente contrapposti del popolo greco rispetto all avvicinarsi del referendum per il sì o per il no, come un avvicendarsi di prevalenza di paura o di rabbia. Così anche gli investitori italiani posso trovarsi, solo per inconscia assimilazione, in un alternare paura-rabbia, e di conseguenza potrebbero essere indotti a aumentare/ ridurre la proprio avversione al rischio. Come consiglierebbe a un investitore in questa situazione di documentarsi per non cadere in errore? Molto semplicemente (e qui anche i media dovrebbero essere di supporto), il momento che stiamo vivendo non è facile ed occorre avere equilibrio. Anzi, a dire il vero potrebbe essere un momento «storico» straordinariamente importante, perché la crisi che stiamo vivendo non nasce da problemi economici contingenti, ma da criticità di natura istituzionale e politica dell intera area Euro (vedere i passaggi istituzionali, mai avvenuti in passato, di Commissione Europea a fine dello scorso week end). Se dovessi dare un consiglio, da professore e da educatore ad una maggiore consapevolezza delle scelte economiche e finanziare dei nostri investitori italiani, consiglierei di soffermarmi sulle informazioni che spiegano le dinamiche in atto tra le diverse istituzioni europee (Commissione Europea, Fmi, etc ). Dovendo spiegare a un investitore quali errori non fare, in questa situazione, quali direbbe che sono i rischi a cui è più esposto? Sicuramente gli errori da evitare sono quelli dettati dal possibile radicale cambiamento di avversione/ propensione al rischio indotto dalle emozioni di paura/rabbia che le notizie ascoltate distrattamente possono indurre. Aggiungo che purtroppo quando si è influenzati da processi emotivi, (e non razionali/ cognitivi), nel prendere/valutare decisioni in condizioni di incertezza, si è influenzati da ondate emotive. In altri termini, la diffusione di emozioni a possibili guadagni o perdite nei mercati finanziari si manifesta con un forte trend (questo è il risultato di una ricerca sperimentale nostra, appena pubblicata). Dai nostri lavori, l elemento che permette di fronteggiare queste ondate di emozioni è un meccanismo tecnicamente chiamato habituation, ovvero di abitudine, di addestramento al gestire quell emozione tramite la pratica e l esercizio. Solo per inciso, questa habituation è presente nei professional, che devono essere effettivamente addestrati allo scopo (come gli astronauti). Per chi ha degli investimenti già q Rischioso fare cambiamenti dettati da sentimenti come la rabbia e la paura meno preparazione più timori ricerca consob Genere, istruzione e area di residenza sembrano essere correlati secondo uno studio della Consob sul risparmio delle famiglie con il livello di conoscenze finanziarie. È significativo il divario tra abilità percepite e le reali conoscenze dimostrate. L insufficiente grado di educazione finanziaria accresce l incertezza e la paura in caso di crisi improvvise, come quella nella vicina Grecia. fatti, quali accorgimenti deve esaminare per vedere se il suo portafoglio è adeguato a una situazione di crisi? Purtroppo, se il portafoglio è stato configurato, inizialmente, in modo corrispondente alla propria propensione al rischio, e se l investitore era consapevole di tale propensione, ora dei cambiamenti radicali sarebbero inopportuni. Sarebbe effettivamente farsi prendere dall emotività senza che, in questi giorni (fino a domenica), lo scenario macro-economico è realmente modificato. Importante è il timing. In un periodo di volatilità cosa occorre assolutamente non fare? In linea generare, occorre riflettere ancora di più sulla propria propensione al rischio, con tutte le implicazioni che ne derivano, in termini di attese di guadagno, ma anche di perdita, come se fosse una stress-test. Quindi, investitori con propensione al rischio medio- bassa (o che si rendono conto di essere così, adesso) dovrebbero aver cura di costruire un portafoglio ben diversificato, anche se non appare così attraente in termini di reddito atteso. Investitori con propensione al rischio alta (e che si sentono in grado di sopportare le conseguenze dei rischi corsi, anche quando gli scenari non volgono al bello) possono prendere anche posizioni speculative, ma facendosi sempre affiancare da strumenti (informazioni e/o professionalità) in grado di elaborare adeguatamente il grado di esposizione degli investimenti e le implicazioni probabili, in base alle aspettative di reddito immaginate e sostenibili, per sé e la propria famiglia.

7 N. 670 SABATO 4 LUGLIO 2015 Plus24 - Il Sole 24 Ore 7 I risparmiatori avvertono l accentuarsi del rischio Le risposte al sondaggio di Ipr Marketing mostrano,in alcuni casi, il timore di muoversi senza esperti Antonio Criscione + Il fattore rischio è molto presente nei risparmiatori italiani. Nel sondaggio condotto in esclusiva per Plus24 da Ipr Marketing di Antonio Noto (il cui testo integrale sarà pubblicato sul sito di Plus24), il 54% del campione dichiara che in caso di investimento l attenzione per scegliere o meno uno strumento nel quale depositare i propri risparmi, sarebbe riservata ai rischi di perdite che ci sono. Nell intervista pubblicata nella pagina precedente, si spiega che una situazione di incertezza come l attuale può acuire il senso del rischio percepito dal risparmiatore. In particolare questo avviene in una situazione in cui il risparmiatore manifesta paura. Un affermazione che anche il sondaggio che pubblichiamo in questa pagina dunque conferma. E che mostra che più che la rabbia (nell intervista alla pagina precedente si dice che la rabbia fa aumentare la propensione al rischio), a dominare i risparmiatori italiani, è la paura. L attenzione ai rischi non emerge solo dalle risposte date a questa domanda, ma anche da altre. Per esempio il 37% afferma di prendere le proprie decisioni di investimento con l aiuto di un esperto. Tra le risposte possibili offerte dal questionario questa è stata comunque quella che ha ricevuto il maggior numero di consensi. Il che mostra che si sente il bisogno di essere accompagnati per affrontare la situazione di incertezza che in questo momento si registra sui mercati. Anche le risposte alla domanda sulla pericolosità attuale degli investimenti indicano che l incertezza è alta: il 60% del campione risponde che gli investimenti oggi sono più pericolosi che qualche la parola chiave Risk on, risk off Con l'espressione «risk-on» si definisce una fase di mercato caratterizzata dalla propensione al rischio, in cui gli investitori acquistano asset più redditizi come le azioni, i bond ad alto rendimento e alcuni titoli di Stato. Al contrario, l'espressione «risk-off» segnala il fenomeno opposto caratterizzato da avversione al rischio. In queste fasi vengono gettonati i cosiddetti «beni rifugio» come Bund, Treasury, oro o yen. Il sondaggio in pagina mostra che ci troviamo in una fase risk off mese fa. Una percezione che è peraltro più accentuata proprio tra i più giovani: gli under 35 si attestano nella percezione dell aumento del rischio al 64% contro il 59 delle due fasce più anziane. E se il 17 per cento del totale ritiene che la situazione non sia cambiata rispetto a qualche mese fa, solo il 6% ritiene che la situazione sia addirittura migliorata negli ultimi mesi. La situazione travolge anche tutte le certezze finora acquisite. I bond vengono ritenuti in ogni caso l investimento preferibile solo nel 2 per cento dei casi. Viene ritenuto sicuro solamente se riferito a paesi sicuri nel 38 per cento dei casi. Meno sicuro che in passato nel 22 per cento dei casi. Oltre all incertezza, si riflette in questa scelta anche l orientamento (più volte segnalato da Plus24) dei risparmiatori a migrare dai bond a strumenti con rendimenti più appetibili anche se magari legati a un rischio maggiore. C è da dire che questa scelta, quella di privilegiare cioè i rendimenti viene fatta propria in un altra risposta solo nel 6 per cento dei casi, perché come già detto precedentemente, l attenzione nel 60% dei casi è legata al fattore rischio. Gli intervistati sembrano invece più fiduciosi sulla tenuta dell euro, come valuta. Il 34% dice infatti di avere fiducia nel futuro della moneta unica, il 34% invece dice di no, ma ritiene che comunque rispetto alla scelta dell euro non ci sia una via di ritorno. Investimenti e paure degli italiani L opinione degli italiani nel campione Ipr Marketing tot anni anni e oltre Percepisci questo periodo con gli investimenti..? Più pericoloso di qualche mese fa Non e cambiato molto Meno pericoloso di qualche mese fa Senza opinione Gestisci i tuoi investimenti in proprio o con l aiuto di un esperto? Con l aiuto di un esperto In proprio, con le informazioni che trovo In proprio, ma solo titoli di stato Non ho investimenti Senza opinione Se hai/avessi una somma da investire a cosa mireresti? Starei attento ai rischi di perdita che ci sono Al rendimento ma starei molto attento ai costi Farei una valutazione di cio che mi serve per mirare le scelte Al rendimento prospettato Senza opinione Se hai degli investimenti fatti in proprio, stai pensando di passare a forme di risparmio gestito? No Si Senza opinione Sei fiducioso sul futuro dell euro? Si No, ma ormai è impossibile cambiare moneta Meglio tornare alla lira Senza opinione Come percepisci i bond in questa fase? Sicuri solo se si tratta di titoli di Stato di paesi sicuri Meno sicuri che in passato Meglio rischiare un po di piu per rendimenti maggiori L investimento preferibile Senza opinione i questionari Le interviste sono state condotte con il sistema Telematico Tempo Reale il campione Panel residenti in Italia, disaggregati per sesso, età ed area di residenza. Rispondenti: 93% il periodo Le interviste sono state realizzate il 1 luglio 2015 il committente e il fornitore Plus24 - Il Sole 24 Ore; IPR Marketing - - direttore: Antonio Noto

8 8 Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 4 LUGLIO 2015 N. 670

9 N. 670 SABATO 4 LUGLIO 2015 Plus24 - Il Sole 24 Ore 9 risparmio & investimenti il punto Banche chiuse, sorpresa greca per quasi tutti di Luigi Guiso la relazione dell arbitro bancario I clienti vanno dall Abf insieme all avvocato Nelle scorse settimane avevo scritto come fosse difficile capire perchè i cittadini greci non si fossero precipitati agli sportelli per ritirare in blocco i loro depositi. Gli avvenimenti di questi giorni, le code ai bancomat, le preoccupazioni manifestate dai greci nelle interviste di non riuscire ad entrare in possesso dei loro risparmi, il serio rischio di ricevere indietro dracme svalutate anziché euro, confermano ancora di più il mistero del perché non ci sia stata una corsa agli sportelli quando le banche erano ancora aperte. Abbiamo invece assistito a una passeggiata verso le banche, più intensa nella settimana precedente la chiusura ma pur sempre con passo misurato. È una immagine diversa da quella vista in analoghe circostanze, con scene di panico e lunghe file che hanno preceduto e causato la chiusura delle banche. I greci (così come gli interlocutori europei) sono stati colti di sorpresa dalla decisione del governo di chiudere le banche e limitare a pochi euro i prelievi di denaro. Ma che quel rischio fosse elevato lo sapevano tutti. Nella stampa europea e in quella greca l uscita della Grecia veniva data al 40% di probabilità e a metà di questa settimana al 50% (misurato da Sentix, l indice di sfaldamento dell euro). Perché i greci non si sono precipitati prima? Forse si fidavano del loro governo e non pensavano che sarebbe arrivato fino al punto di bloccare loro l accesso ai risparmi. Dopotutto, Tsipras ha sempre detto ad alta voce di trattare con i creditori europei per strappare le migliori condizioni possibili per il suo popolo, ed è con questo spirito per ottenere più potere contrattuale che ha chiamato il referendum. Forse il popolo greco si è fidato di lui. Ma lui non si è fidato del suo popolo e della flemma stupefacente che i greci avevano mostrato fino alla scorsa settimana. Sapendo che prima o poi avrebbero perduto la calma e forzato una chiusura delle banche, li ha anticipati e ha così impedito una corsa disordinata agli sportelli. Ma prima o poi le banche dovranno riaprire. Cosa accadrà allora? Per saperlo non dovremo attendere molto. Solo l esito del voto di domani. Axa Professor of Household Finance (Eief) Nel 55 per cento dei casi ci si fa accompagnare da un professionista Anche nel 2015 ricorsi aumentati a doppia cifra Antonio Criscione + Anche dall Arbitro bancario finanziario (Abf), sempre più spesso i clienti degli intermediari, si rivolgono accompagnati dall avvocato. Nei primi 4 mesi del 2015 questo nel 55% dei casi i ricorrenti erano rappresentati da professionisti. È quanto emerge dalla relazione annuale per il 2014 dell Abf diffusa nei giorni scorsi e che contiene una prima carrellata di dati di riferimento per l anno in corso. Il dato della presenza dei professionisti mostra che i ricorsi all Arbitro sono rappresentati sia da casi che altrimenti non sarebbero mai stati portati davanti a nessun decisore terzo (magari perché l importo ridotto non giustificava il passaggio da un professionista), sia casi di una certa complessità, in cui il consumatore pensa bene di farsi accompagnare da un legale. In questo per i clienti bancari è opportuno valutare bene, per evitare i professionisti del ricorso, che magari poi presentano all Abf (o anche a Bankitalia nel caso dei reclami) dei moduli standard senza nessuna attinenza al caso trattato. Anche il bilancio 2014 dell arbitro bancario finanziario (Asi chiude con un netto incremento dei ricorsi dei cittadini per vedere risolti i propri problemi con banche e intermediari bancari: con un incremento del 43 per cento rispetto all anno precedente. Anche se si tratta di un ankno caratterizzato da un andamento fortemente condizionato da una tematica particolare, quella della cessione del quinto dello stipendio o della pensione: il 33 per cento. Le contestazioni hanno riguardato per il 52% le banche, per il 22 Poste Italiane, per il 23 le finanziarie ex articolo 107 del Tub (nella tabella accanto invece i primi dieci intermediari per numero di ricorsi ricevuti dall arbitro, nel testo della relazione pubblicate sul sito di Bankitalia, c è l elenco completo). L alto numero di contestazioni a queste finanziarie è legato proprio alla questione della cessione del quinto. Una crescita quella dei ricorsi registrata anche nei primi mesi del 2014, ma a ritmo meno intenso: nei primi quattro mesi del 2015 l incremento è stato del 12 per cento. Anche qui con un aumento dei ricorsi per la cessione del quinto: ben il 47% dei ricorsi presentati nei primi 4 mesi di quest anno. Diminuiscono invece quelli relativi ai I più contestati I primi 10 intermediari per i ricorsi ricevuti abi denominazione unità 7601 Poste Italiane Barclays Bank Plc UniCredit Prestitalia Banca Nazionale del Lavoro Intesa SanPaolo Fiditalia Banca Monte dei Paschi di Siena Banca Popolare dell'emilia Romagna Apulia Prontoprestito Futuro Banco Popolare Agos-Ducato Ibl Istituto bancario del lavoro 169 bancomat e carte di debito, oltre a quelli relativi alle carte di credito. La relazione sul 2014 contiene poi una interessante carrellata delle questioni affrontate dal collegio di coordinamento, quello che cioè risolve i contrasti di risposte date dai tre collegi territoriali (rispettivamente con sede a Milano, Roma e Napoli). In sede di coordinamento sono stati trattati - tra le questioni di merito - temi come l usura e gli interessi moratori, le commissioni illegittime (in particolare sul controverso tema delle commissioni di istruttoria veloce applicate in modo piuttosto disinvolto da alcuni istituti), la restrizione dell ipoteca, l estinzione anticipata di mutui indicizzati al franco svizzero (tema affrontato anche a marzo 2015 e di cui Plus24 ha dato conto nelle scorse settimane). Non potevano mancare, dato l alto numero di ricorsi che riguardano questi temi, l estinzione anticipata dei finanziamenti contro la cessione del quinto e l utilizzo fraudolento dei mezzi di pagamento. «Si punta su una risoluzione veloce» intervista Ida Mercanti Banca d Italia - Tutela dei clienti + Perché aumentano costantemente i ricorsi all Arbitro? Le ragioni possibili sono varie: la crescente conoscenza del sistema da parte dei clienti, una maggiore attenzione e consapevolezza degli stessi clienti nel far valere i propri diritti in questo settore ma, noi crediamo, anche l apprezzamento dello strumento, che consente di disporre di una decisione autorevole su controversie di particolare interesse per i consumatori in tempi brevi e a costi contenuti. Quali sono i punti di maggiore frizione che si evidenziano nel rapporto tra clienti e intermediari? Gli oggetti delle controversie che giungono all Arbitro sono molti e diversificati. Si passa dalla richiesta di cancellare le segnalazioni ritenute non dovute ai sistemi di informazione creditizia, alla richiesta di restituzione di oneri. Sono presenti un po tutte le forme di contratto bancario (conti correnti, mutui, credito ai consumatori, depositi) e i principali strumenti di pagamento. I ricorsi ricevuti nell anno trascorso riguardano nel 60 per cento dei casi 2 macro-tipologie di ricorsi: cessioni del quinto dello stipendio e della pensione (33%) e bancomat e carte di debito e credito (27%). L esito di questi ricorsi si è confermato sostanzialmente favorevole ai clienti in percentuale molto elevata e anche questo presumibilmente spinge i clienti a ricorrere all Arbitro. Ci sono anche dei riflessi della crisi nei ricorsi? Non può negarsi un certo inasprimento dei rapporti tra intermediari e clienti nel contesto di crisi degli anni passati. Le difficoltà economiche hanno probabilmente influito sul maggior ricorso all indebitamento anche per finanziamenti, quali la cessione del quinto, di importo unitario contenuto ma più costosi. Più in generale è cresciuta l aspettativa dei clienti per una soluzione veloce delle controversie e soprattutto c è maggiore attenzione ai propri diritti in campo finanziario, probabilmente effetto delle ridotte possibilità economiche ma anche di più informazione. Questa maggiore attenzione è ancora in prevalenza ex post (cioè si attiva una volta che il comportamento ritenuto scorretto si è verificato), piuttosto che nelle fasi antecedenti l instaurazione del rapporto di credito. Su questo può fare molto l educazione finanziaria; stiamo lavorando insieme ad altre Autorità ed Enti per aumentare l efficacia delle iniziative esistenti, tante ma parcellizzate. Non c è un rischio arretrato per l Arbitro? fonte: ABF - Relazione 2014 Nel 2014 sono stati presentati più di 11 mila ricorsi; nello stesso periodo le pronunce emanate dai Collegi sono state oltre Ricordiamo che non tutti i ricorsi completano il percorso davanti all Arbitro: una parte (oltre un terzo) si chiudono con un accordo tra le parti prima che i Collegi emanino una pronuncia. I tempi di risposta dell Arbitro restano contenuti e significativamente inferiori rispetto a quelli delle cause civili; l accresciuto afflusso di ricorsi all Arbitro è un elemento di pressione a cui si associa un certo allungamento dei tempi. Stiamo prevedendo varie misure per accrescere l efficienza del sistema ad esempio sui filoni seriali e invertire la tendenza, anche perché in estate verrà recepita una Direttiva comunitaria sui sistemi alternativi di risoluzione delle controversie che prevede, tra l altro, tempi ridotti rispetto a quelli attuali. An.Cr.

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11 N. 670 SABATO 4 LUGLIO 2015 Plus24 - Il Sole 24 Ore 11 investimenti risparmio & investimenti Bond, a caccia di ritorni sostenibili Strategie di portafoglio per reggere l urto dell aumento dei tassi e incamerare rendimenti superiori al 2,5% Laura Magna Perché frena la Borsa australiana Troppa concentrazione e scarsa trasparenza dietro lo stallo dell Asx Barbara Pezzotti nanziario, che dopo il rally del primo trimestre dell anno (+11%), ora mostra il passo. Secondo dati forniti da Tony Osmond, capo del corporate e investment banking in Australia e Nuova Zelanda per Citi, la capitalizzazione dell indice All Ordinaries è oggi scesa allo 0,9% del Pil dall 1,2% di dieci anni fa. Al nono posto al mondo per gli scambi nel 2011, la piazza australiana è ora calata al quattordicesimo posto. L Asx viene snobbato dai fondi che investono sempre più massicciamente all estero. Secondo recenti calcoli di Deloitte, il valore del superannuation, il fondo pensione governativo australiano, crescerà da a miliardi di dollari australiani entro il 2033, molto al di là del valore della piazza australiana che al momento vale miliardi di dollari e si sta progressivamente riducendo. Un altro problema è la concentrazione di valore. Se i primi dieci titoli rappresentano il 45% dell intero mercato, quattro grandi banche, Anz (Australia and New Zealand Banking Group), Commonwealth Bank of Australia (Cba), National Au- Una selezione di titoli Cms e high yield Valori della cedola in % cod. isin emittente cedola % tasso pag. scad. rating XS Gazprom 3,755 Fisso ann. 15/3/17 BBB- DE000A1H3VN9 Ktg Agraar 7,125 Fisso ann. 6/6/17 NR XS Ovako 6,500 Fisso sem. 1/6/19 B- XS Thom Europe 7,375 Fisso sem. 15/7/19 B XS Nyrstar Netherl. 8,500 Hold. Fisso sem. 15/9/19 B- XS Bes Finance 3,000 Var. ann. 7/2/35 BBB- FR Credit Agricole 0,706 Var. ann. perpet. BBB- XS Axa 0,950 Floating trim. perpet. BBB+ XS Banq Fed Crd Mutuel 0,833 Var. ann. perpet. BBB XS Danske Bank 0,730 Var. sem. perpet. BB+ L Asx 200 da inizio anno /12/ , G F M A M G 02/07/ ,8 Var. +3,49% L fonte: Tendercapital + Fare profitti con i bond mentre i rendimenti delle scadenze lunghe aumentano e si amplia la forbice tra il tasso a 10 e quello a due anni. Un impresa non impossibile a patto di cambiare mentalità. Non esiste una strategia unica e lo spartiacque per decidere è ancora una volta la Bce: se si vuole puntare sulla ripresa dell inflazione, a cui mirano le politiche di Mario Draghi, allora si deve andare su tassi a breve variabili o legati all inflazione. Se invece non si dà credito a questa ipotesi, si può cercare il rendimento differenziando in emissioni in valuta anche emergente. Ma cerchiamo di capire cosa sta accadendo sui mercati obbligazionari. «In breve tempo spiega a Plus Nicola Esposito, responsabile investimenti di Tendercapital il rendimento del Bund decennale è passato da 0 a 1% quello dell omologo BTp dall 1 al 2% causando agli investitori importanti perdite in conto capitale». Che l ambiente sia difficile lo dimostrano i numeri. «Per cercare un rendimento storicamente ritenuto normale, circa un 4% annuo afferma Gabriele Roghi, responsabile della consulenza agli investimenti di Invest Banca si è costretti ad assumersi un rischio elevato. Quello legato alla duration, per esempio: il BTp 2046 emesso a gennaio 2015 a 100, è giunto a quota 133 a metà marzo ed è poi piombato a 97 il 10 giugno, provocando non poche fibrillazioni a chi lo ha comprato nei primi tre mesi dell anno». Allora, quali sono le strategie vincenti? «L Euribor sostiene Esposito dovrebbe iniziare ad aumentare solo a giugno Nel frattempo, si può puntare su emissioni non legate al classico Euribor 3 mesi, bensì al tasso 10 anni Cms (constant maturity swap) legato al rialzo della curva decennale, una sorta di media di tutti i decennali europei, oggi all 1,2%. O su obbligazioni floater steepener, il cui tasso è legato a un multiplo di quello dei titoli 10 anni cms e 2 anni cms». Titoli che si comprano molto sotto la pari (a seconda della tipologia, tra 55 e 90), anche con taglio minimo di mille euro e di emittenti spesso investment grade e con rendimenti a scadenza «intorno all 1,5% continua Esposito paragonabili cioè con le omologhe a tasso fisso. Ma se i tassi lunghi continueranno a salire aumenteranno il coupon e di conseguenza creeranno anche guadagni in conto capitale». I titoli a tasso fisso da tenere in portafoglio dovrebbero avere scadenza inferiori ai tre anni, «per poterli liquidare nel 2017 in corrispondenza con il rialzo generalizzato dei tassi con la Bce che avrà finito il quantitative easing (Qe) e inizierà a drenare liquidità dal mercato, alzando i tassi ufficiali di sconto continua Esposito. I CcT legati all Euribor o i Bot si ricompreranno dopo. Mentre per i BTp prediligerei quelli legati all inflazione che nei prossimi anni, potrebbe essere padrona indiscussa degli scenari macroeconomici e delle decisioni di investimento». Un portafoglio così composto dovrebbe garantire un rendimento del 3,8% annuo per i prossimi due anni. Le cose cambiano se non si ritiene che dopo il Qe i tassi si alzino per effetto della ripresa e che la deflazione lasci il posto a un aumento generalizzato dei prezzi. «Il rialzo dei rendimenti è già iniziato, in coincidenza con il Qe sostiene Roghi ed è provocato dall effetto di liquidità più bassa presente sul mercato e dal fatto che dà la possibilità agli investitori di avere un compratore fisso a cui scaricare titoli con rendimenti estremamente bassi. Un rialzo dei rendimenti sano, innescato da una ripresa economica forte che incrementa le aspettative inflattive, non sembra alle porte. Inoltre la mole di debito globalenon ha altra possibilità di essere sostenibile, seppur in modo molto precario, se non con rendimenti molto bassi. Un rialzo vero dei tassi avrebbe conseguenze devastanti su tutti i debitori, governativi e corporate, la maggioranza dei quali sostengono il peso del debito rinnovandolo e ampliandolo grazie ai rendimenti molto bassi. Se questi dovessero salire, ne renderebbero matematicamente impossibile la sostenibilità». Il portafoglio ideale per Roghi si compone in parti uguali (20%) di cinque categorie di titoli: «A tasso fisso con scadenze fino a 10 anni su titoli di Stato italiani; BTp Italia o legati a inflazione; corporate a elevata qualità con scadenza di massimo cinque anni, come le recenti emissioni di Cassa depositi e prestiti e Autostrade; tasso variabile (CcT o floater corporate); titoli in valuta anche di bond emergenti per dare una spinta al rendimento. Un portafoglio di questo tipo avrebbe un rendimento atteso a un anno di circa il 2,5-3% con un livello di volatilità medio-alta». + Molti sono i problemi che piagano la borsa australiana. Crescono sempre più le società down-under che decidono di quotarsi all estero, le multinazionali estere scappano via, e, di conseguenza, i volumi diminuiscono. Al tutto si aggiungono questioni di trasparenza e reputazione, la perdurante crisi internazionale che negli ultimi mesi ha prosciugato una buona percentuale del valore del mercato, e il valore del dollaro australiano, ai massimi sul biglietto verde, che spaventa gli investitori esteri. In ripresa nelle ultime settimane, in concomitanza con l aumento dei prezzi dei minerali ferrosi (nell intorno dei 62 dollari Usa a tonnellata), i gruppi minerari hanno ridato un po di fiato a una piazza che viaggia intorno ai minimi degli ultimi quattro mesi, appesantita dal settore fistralia Bank (Nab) e Westpac Banking (Wbc), insieme a tre grandi realtà delle risorse, tra cui spiccano Rio Tinto e Bhp Billiton, rappresentano un terzo dell intera piazza, che conta più di duemila aziende. Inoltre, più della metà delle realtà quotate in Borsa sono piccole aziende, per la maggior parte attive nell esplorazione nel campo delle risorse e dell energia, con un futuro potenzialmente brillante, ma sicuramente incerto. Con una capitalizzazione spesso inferiore ai 50 milioni di dollari, sono poco interessanti dal punto di vista di un investitore, specie se estero. A peggiorare le cose, la fuga di molte società che hanno deciso di quotarsi all estero o di abbandonare la doppia quotazione. Per esempio, Twenty-First Century Fox è uscita dalla piazza downunder al perfezionamento della sua separazione da News Corp. Voci di mercato parlano di una possibile fuga di Westfield Corp. A pesare sulla reputazione della piazza down-under anche l impossibilità di accedere a dati storici sulle aziende quotate a meno che non si passi per i servizi di provider ad alti costi. Il livello di servizio e trasparenza offerti dai mercati americani nell emisfero australe sono ancora solo un sogno. Infine, c è stato il caso di una serie di aziende cinesi che si sono quotate in Australia per poi scontrarsi quasi immediatamente con il regolatore corporate. L Asx deve ora provare di avere l investitore come priorità assoluta altrimenti rischia seri danni alla propria immagine. DIETRO I NUMERI Fabrizio Galimberti Ricchezza reale e finanziaria a passi diversi Dopo aver guardato, sabato scorso, alle cifre dei flussi di Fondi americani per valutare i debiti Usa (pubblici e privati) guardiamo ora a una grandezza cruciale per la congiuntura americana: la ricchezza delle famiglie. Dalla Grande recessione in poi si è andato rivalutando il nesso che lega la finanza all economia, e gli stock (fondi) di attività finanziarie ai flussi di reddito e di spesa. Di queste connessioni una è da molto tempo sotto i riflettori: il livello del debito pubblico influenza non solo i flussi di entrate e spese pubbliche (un alto debito porta a una politica di bilancio restrittiva) ma anche le propensioni private alla spesa (attraverso l effetto fiducia). Del pari, le variazioni della ricchezza delle famiglie influenzano i consumi. La ricchezza di cui parliamo è quella netta: attività meno passività. E le attività possono essere esaminate sia nella loro componente reale (case e beni durevoli di consumo) che nella componente finanziaria. La tavola mostra come la ricchezza, nelle sue diverse componenti e in percentuale del reddito disponibile, si è andata evolvendo, sia rispetto al periodo di crisi che rispetto alle medie di lungo termine. Come si vede, la ricchezza netta, nel primo trimestre di quest anno, è di non molto al di sotto dei livelli massimi che erano stati toccati prima della crisi. Questa risalita rispetto ai minimi intra-crisi è dovuta soprattutto alla ricchezza finanziaria, che ha toccato nuovi massimi (grazie ai bassi tassi che hanno innalzato il prezzo dei titoli pregressi a lungo termini e stimolato la Borsa) e alla riduzione dell indebitamento. La ricchezza reale, per contro, è ancora al disotto dei livelli raggiunti con la bolla immobiliare ante-crisi. I conti delle famiglie Usa In % del reddito disponibile ricchezza reale ricchezza netta Media ,3 524,7 Max 296,5 650,3 Min. crisi 194,3 506,2 I ,3 638,7 fonte: elaborazione di Plus su dati Fed

12 12 Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 4 LUGLIO 2015 N. 670

13 N. 670 SABATO 4 LUGLIO 2015 Plus24 - Il Sole 24 Ore 13 derivati chiari risparmio & investimenti Il Comune di Prato a Londra ha la meglio su Dexia Crediop Corte dei Conti: «Sugli swap vanno indicati gli scenari» L Alta Corte di Giustizia dà ragione all ente per aver sospeso i pagamenti delle rate dal Nulli i sei contratti Pagina a cura di Marcello Frisone + Non essendo classificato come operatore qualificato, al Comune di Prato va riconosciuta la tutela prevista per il cliente retail sulla mancata informazione scritta del diritto di ripensamento di sette giorni. Il risultato dell inosservanza da parte di Dexia Crediop dell articolo 30 del Tuf (Testo unico della finanza) comporta di conseguenza la nullità dei sei contratti derivati stipulati con l ente toscano dal 2002 al È questa la motivazione della sentenza del 25 giugno scorso con la quale l'alta Corte di Giustizia di Londra ha definito la causa che da circa quattro anni e mezzo vedeva opposti il Comune di Prato e Dexia Crediop. la vicenda Dal 2002 al 2006 l ente ha ristrutturato il proprio indebitamento sottoscrivendo con la banca sei swap. Le analisi condotte da diversi esperti (da ultimo quelle del consulente Enzo Faro) hanno fatto però emergere criticità quali, per esempio, l'applicazione di costi occulti per 4,9 milioni. L ente toscano ha così deciso nel 2010 di sospendere in autotutela amministrativa i pagamenti delle rate a proprio carico mentre Dexia Crediop ha chiesto il rispetto dell adempimento del comune italiano all'alta Corte inglese (foro indicato dai contratti per le liti civili). Sugli stessi contratti swap, inoltre, è in corso un procedimento penale presso il Tribunale di Prato che dovrà stabilire se - e in che misura - le condizioni applicate dalla banca sulle operazioni di ristrutturazione del debito rappresentino o meno un illecito penale. la sentenza Da quanto si apprende, il giudice Paul Walker ha in particolare accolto la tesi della difesa comunale (per il diritto finanziario italiano il network legale Axiis - composto dagli avvocati Luca Zamagni, Matteo Acciari, Federico Gambini, Giovanni Cedrini - ha supportato la difesa inglese del comune curata da Germana Lo Iacono Smith di Seddons Solicitors Llp) secondo la quale alle operazioni swap, di cui Dexia Crediop chiedeva il pagamento dei flussi, si applicasse la normativa italiana dettata dalla legge Finanziaria per il 2002 (e dal successivo decreto 389\2003) e, soprattutto, dal Tuf e dai regolamenti Consob. Questo, hanno sostenuto gli avvocati, nonostante il contratto modello predisposto dall Isda (l associazione internazionale dei dealers dei derivati) - che Dexia Crediop aveva sottoposto alla firma del Comune di Prato - indicasse nella legge inglese la sola La cifra in «ballo» Il grafico riporta le rate scaturite dai sei swap sottoscritti dal Comune di Prato fino al 30 giugno 2010, data dalla quale l'ente ha sospeso i pagamenti (in verde i valori incassati dall ente, in rosso quelli pagati). La somma netta dei differenziali pagati a Dexia Credioop è di ,75 euro, cifra che potrebbe essere recuperata dal Comune se il giudice (fermo restando la nullità dei contratti) in ulteriore provvedimento darà anche in questo caso ragione all ente. Swap ,09 Swap ,9 Swap ,79 Swap ,47 Swap Swap ,42 filo diretto Per capirne di più inviate il vostro contratto derivato in formato Pdf all'indirizzo a dirimere le eventuali liti. L'applicazione della legge italiana ha dunque consentito all ente di prevalere su una delle primissime eccezioni formulate nel processo riguardo al Tuf, cioè la mancata informazione scritta del diritto di ripensamento di sette giorni sancito dall'articolo 30 del Tuf a tutela dei clienti retail. Il giudice inglese, di conseguenza, ha ritenuto applicabile questo principio anche alla negoziazione per conto proprio degli swap di un ente pubblico, conformandosi così all'interpretazione data dalla Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n del le prospettive Alla luce di questo precedente, dunque, gli enti locali italiani che hanno stipulato contratti Isda potrebbero adesso affermare che il Tuf e le sue tutele si applicano anche ai loro derivati. Di certo una sentenza che farà discutere e che potrebbe fare scuola, specie se Dexia Crediop (che in una nota del 26 giugno ha fatto sapere che «la Corte ha comunque riconosciuto che le operazioni di swap sono state perfezionate nel pieno rispetto delle leggi italiane e dei provvedimenti amministrativi applicabili agli enti locali italiani») non dovesse essere ammessa a presentare appello avanti alla Court of Appeal; fatto che renderebbe il precedente potenzialmente vincolante per gli altri giudici inglesi che dovessero cimentarsi con eccezioni analoghe. Per i magistrati contabili sui contratti dello Stato valutare le «probabilità» + Per le operazioni in derivati, il Tesoro «dovrebbe allegare al bilancio una nota informativa che evidenzi gli oneri e gli impegni finanziari stimati con le associate probabilità di verificarsi». È quanto ribadisce la Procura Generale della Corte dei Conti in un passaggio del suo rendiconto generale dello Stato per il Gli estensori Cinthia Pinotti e Antonio Buccarelli tirano dunque le fila delle numerose audizioni rese da istituzioni ed esperti della materia nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui derivati presso la commissione Finanze della Camera. Non solo. La Corte, in estrema sintesi, esprime anche preoccupazione sul fatto che in mancanza degli scenari probabilistici diventa difficile qualsiasi gestione dei rischi e l'assunzione di decisioni consapevoli in materia di derivati e di garanzie dello Stato per queste operazioni. La connessione tra il mark-tomarket e i rischi e le probabilità, quindi, è per la Corte dei Conti alla base della strumentazione tecnica che i gestori della finanza pubblica con i derivati dovrebbero dotarsi soprattutto in presenza di posizioni speculative. Queste ultime, in particolare, hanno raggiunto il ragguardevole risultato di 43 miliardi di perdite potenziali sui 160 miliardi di nozionale di derivati. *Offerta valida in italia dal 17/06/2015 al 31/07/2015 IN EDICOLA Per i professionisti del Diritto il Codice penale di Guida al Diritto-Il Sole 24 Ore, aggiornato con tutte le novità: norme anticorruzione, reati ambientali, tenuità del fatto. Le modifiche intervenute nei primi mesi del 2015 e quelle del 2014 sono evidenziate in grassetto per agevolarne l individuazione. IN EDICOLA CON IL SOLE 24 ORE A 10,00 IN PIÙ * OPPURE DISPONIBILE IN FORMATO PDF SU

14 14 Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 4 LUGLIO 2015 N. 670 la posta del risparmiatore sportello reclami il sole risolve la lettera La certificazione dei versamenti del Tfr a Cometa arriva tardi Sono un lavoratore metalmeccanico iscritto al fondo di categoria Cometa. Nello scorso ottobre l'azienda presso cui lavoravo è fallita. Ho quindi dovuto procedere all'insinuazione nello stato passivo del fallimento, anche per una quota di Tfr non versato al fondo da parte del datore di lavoro. Il curatore ha escluso questa somma, sostenendo che non sarebbe dimostrata (pur avendo allegato copia dei cedolini paga coinvolti). Su indicazione del mio legale ho contattato il fondo per ottenere un documento da cui risultino i versamenti mancanti. Premesso che, essendo il sito del fondo Cometa così ben concepito che accedendo all'area riservata con la mia password non riesco ad ottenere una stampa dei versamenti eseguiti in cui vi sia un riferimento inequivocabile alla mia persona (per esempio il codice fiscale, come accade per i fondi pensione aperti privati), ho dovuto chiedere l'emissione di una certificazione dei contributi mancanti. Tale documento richiesto in data 20 febbraio non mi è ancora stato inviato, nonostante mi fosse stato detto telefonicamente, perché una Il paradosso del commissario al fondo pensione degli agenti Vorrei rispondere da consulente previdenziale quale sono all'agente assicurativo che vi ha scritto recentemente affichè si richiamasse l'attenzione sul probabile commissariamento del fondo pensione degli agenti assicurativi. L'intermediario che vi ha scritto, oltre a chiedersi i motivi per i quali le vicende di Fonage sarebbero poco seguite dai media, lamentandosi peraltro candidamente del rischio di percepire una pensione ridotta a fronte di cospicui versamenti personali effettuati, sarebbe assai utile se facesse un ulteriore sforzo, per comprendere la palese insostenibilità dell'ormai anacronistico regime a prestazione definita, ancora utilizzato dal suo fondo di categoria. Regime che, come giustamente avete osservato nella vostra risposta, ha determinato ad oggi uno squilibrio prospettico di ben 700 milioni di euro. SCRIVI A PLUS 24 risposta scritta precisa non viene mai rilasciata, che nel giro di due mesi al massimo, il tutto sarebbe stato spedito. Pur avanzando perplessità su quanto sostenuto dal curatore, sono deluso dal comportamento del fondo che evidenzia un organizzazione assolutamente poco professionale, inefficiente, non orientata al servizio e alla soddisfazione degli aderenti e che rischia concretamente di pregiudicare il diritto di un iscritto. Giovanni Battista Rigonat (via ) RISPONDE FONDO COMETA In relazione alla richiesta del gentile aderente abbiamo spedito al suo indirizzo, nel mese di aprile, quanto da lui richiesto. Ci spiace che l aderente non abbia ricevuto la documentazione, a tale proposito da un paio d anni stiamo sollecitando gli aderenti a voler autorizzare l invio delle comunicazioni del fondo tramite al fine di evitare disguidi postali e di accelerare i tempi di ricezione. Abbiamo in ogni caso rispedito in questi giorni al signor Rigonat documentazione Una maggiore pubblicità mediatica della vicenda potrebbe tra l altro peggiorare la situazione.l'aumentata informazione generale sul tema renderebbe evidente l ancoraggio di parte della categoria a modelli previdenziali ormai ad ogni evidenza, per varie ragioni, non più accettabili. Impresa poco onorevole sarebbe, del resto, difendere (pro domo sua) il regime a prestazione definita, nel momento stesso in cui il ruolo di agente assicurativo impone ai professionisti di incentivare la previdenza integrativa attuale, basata come noto sull'opposto e meno favorevole regime a contribuzione definita. A meno che gli agenti assicurativi non ritengano che a sostenere i sacrifici della precaria situazione economico-finanziaria generale, debbano essere, rimanendo in ambito assicurativo, solo i clienti e i dipendenti (in senso lato, s'intende); i primi, quali sottoscrittori di Pip rigorosamente a contribuzione definita e caricati di costi spesso di dubbia giustificazione; i secondi, in quanto lavoratori che a causa del nuovo Contratto collettivo nazionale da poco pagine a cura di Federica Pezzatti anticipandola via mail. Per quanto riguarda la documentazione non accettata dal curatore comprendiamo il disappunto dell aderente a fronte di tale rifiuto in quanto i cedolini paga rappresentano la documentazione certa richiesta nella prassi. Accade pure che in alcuni casi la stessa documentazione prodotta dal fondo non venga accettata, sarebbe auspicabile su questo aspetto un intervento volto a definire a livello generalizzato documentazione e regole univoche al fine di evitare situazioni come questa che possono generare ulteriori stress a lavoratori già provati da perdita di lavoro. Per quanto riguarda l osservazione dell aderente sulla documentazione presente sul sito, nel precisare che egli può, ormai da anni, scaricare dal sito tutte le documentazioni periodiche comprovanti i versamenti effettuati presso il fondo stiamo in questi giorni terminando i test propedeutici al rilascio di una stampata dei versamenti aggiornata al momento dell interrogazione corredata da elementi identificativi dell aderente che possa costituire certificazione certa scaricabile in tempo reale. applicato, sottoscritto in modo assolutamente insolito fra il Sindacato Nazionale Agenti (Sna) e la Fesica Confsal e la Fisals Confsal, sigle sindacali che mai prima avevano firmato contratti nel settore assicurativo, si sono visti azzerare in toto gli arretrati dovuti per il periodo di vacanza contrattuale (con perdita stimata fino a 9mila euro per un capoufficio), allungare il periodo di prova, introdurre la facoltà di sabato lavorativo e, dulcis in fundo, abolire le semifestività. Per giunta, senza che tutto ciò abbia potuto goduto di quell'ampia cassa di risonanza mediatica che gli agenti, seppur legittimamente, non mancano di rivendicare per sé e per la loro categoria. Ernesto Penè (via ) Più che fare replicare alla sua lettera l agente coinvolto approfittiamo per aggiornare la situazione su Fonage visto che proprio nei giorni scorsi il fondo degli agenti assicurativi (con ben aderenti per circa un miliardo di patrimonio) è stato ufficialmente commissariato. Con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dello scorso 27 maggio sono stati sciolti il Cda e il collegio sindacale. Il 16 giugno 2015 una delibera Redazione Plus 24 - Lettere Indirizzo: via Monte Rosa, Milano caso chiuso «In caso di mancato conferimento del Tfr da parte del datore di lavoro dichiarato fallito, il lavoratore può presentare domanda di insinuazione al passivo del credito ex art. 93 Legge Fallimentare (Lf) in via privilegiata ai sensi dell art bis n. 1 del Codice Civile spiega Alberto Pizzoferrato, ordinario di Diritto del lavoro all Università di Bologna. Per effetto dell adesione al sistema della previdenza complementare, il rapporto contributivo si instaura tra lavoratore e fondo per il tramite del versamento del Tfr da parte del datore di lavoro in qualità di delegato al pagamento (circolare Inps n. 23/2008). Laddove il curatore ritenesse carente di idonea documentazione probatoria l istanza presentata e disponesse la non ammissione del credito azionato, il lavoratore potrebbe opporsi in via giudiziale allo stato passivo ex art. 98 Lf. Se invece il curatore ammettesse l insinuazione al passivo, il lavoratore potrà, senza attendere gli esiti della liquidazione fallimentare, chiedere il versamento da parte del Fondo di garanzia per la previdenza complementare istituito all Inps ex art. 5 Dlgs n. 80/1992, che eventualmente subentrerebbe in via di surroga». Covip ha nominato commissario straordinario Ermanno Martinetto, che sarà coadiuvato da Antonio Longo, Fabrizio Marino e Claudio Tomassini (componenti del comitato di sorveglianza). Si tratta dell epilogo di una vicenda che vede coinvolte le parti istitutive e le altre associazioni di categoria degli agenti che per oltre un anno hanno tentato di raggiungere un accordo su un piano di risanamento che consenta di diminuire la voragine prospettica pari a 700 milioni di euro. A pesare sull insuccesso della trattativa è stata anche la spaccatura degli agenti. Anapa, Ania e Unapass hanno accettato la seconda ipotesi del piano di salvataggio presentato dal Cda di Fonage (che prevedeva tagli mediamente del 40% per gli agenti attivi e del 30% circa per i pensionati), il Sindacato Nazionale Agenti (Sna) è rimasto inflessibile sul rifiuto del passaggio al contributivo fin da subito e sull entità dei tagli giudicati troppo elevati. A quanto risulta da indiscrezioni il commissario ha intenzione di inviare un piano alla Covip già il prossimo settembre. Appare quasi certo il passaggio al regime di gestione dall attuale a «prestazione definita» a quello a «contribuzione definita» con un taglio medio delle prestazioni del 40% circa. Online 1 Quadro in una società energy, single di 45 anni, ha un buon reddito e accantona circa euro al mese. Per la 45enne single ci vuole un buon esperto Sono single e ho 45 anni. La mia capacità di reddito è buona il mio stipendio da quadro di un azienda del settore energetico mi consente di accantonare circa euro al mese. Ho una bassa propensione al rischio e dispongo di scarse informazioni finanziarie, inoltre per via del mio lavoro sono spesso all estero e impossibilitata a occuparmi dei risparmi. Al mio rientro in Italia, dovendo reinvestire il ricavato di alcuni BTp giunti a scadenza, mi sono accorta che il mio investimento preferito, che mi permetteva di guadagnare contenendo il rischio e mi consentiva di disinteressandomi sostanzialmente dei miei risparmi, non era più efficace come in passato. Ormai siamo a ritorni nell ordine dell 1-2%. Mi pare che sia un po poco visto che i soldi non mi servono a breve e che non ho particolari esigenze. Riepilogo la mia situazione finanziaria: ho circa 200mila euro investiti in titoli di Stato (indicizzati all inflazione e tradizionali con scadenze entro il 2020). Ho poi in portafoglio

15 N. 670 SABATO 4 LUGLIO 2015 Plus24 - Il Sole 24 Ore 15 le vostre domande Meglio il fondo per puntare sul business dell acqua 2 Ha un patrimonio complessivo di circa 250mila euro investiti in BTp e in azioni italiane. qualche azione italiana: Eni, Enel, Intesa Sanpaolo e UniCredit per un totale di 50mila euro. Volevo sapere cosa pensate del mio portafoglio e come potrei impiegarlo al meglio. Lettera firmata (via ) risponde Federica Pezzatti 3 Chiede un giudizio sull asset allocation e su come modificarla per ottenere un maggiore rendimento. Quando il semplice investimento passivo in titoli di Stato offre rendimenti abbastanza sostenuti, come negli scorsi anni, non si ha la precezione di quanto possa essere utile una figura professionale che segua i propri risparmi. A me pare che a lei serva proprio questo, un buon consulente, notando, tra l altro, che, nonostante dica di avere un profilo di rischio basso, la componente azionaria in suo possesso è sostanzialmente focalizzata su poche azioni italiane, quando tutta Piazza Affari pesa meno dell 1% sulle borse mondiali. Un investimento di 50mila euro (circa il 20% del suo patrimonio) in uno o più Etf che puntano sui principali listini mondiali (tra cui il Ftse Mib) le avrebbe consentito in questi anni guadagni ben superiori. Non riesce a occuparsi del suo patrimonio che non avendo particolari spese familiari si sta accrescendo nel tempo in misura importante non tanto per incapacità ma, mi pare, perché impossibilitata e non appassionata al tema. Scrive a me, ma io più che un consiglio, che sarebbe fine a se stesso, le dico che deve cambiare atteggiamento ed essere conscia che gestire il proprio portafoglio è una vera e propria attività che non si può praticare solo nella settimana in cui si torna in Italia. Mi pare, tra l altro, che lei non utilizzi molto l ebanking che potrebbe aiutarla nell aggiornarsi sul suo portafoglio anche quando è all estero. Naturalmente un consulente non va inteso come un guru dei mercati in grado di prevedere il futuro della Borse. I mercati finanziari sono imprevedibili. Certo, esistono delle tendenze che inducono a consigliare sovra o sotto pesi e a riponderare i portafogli. Diciamo che un buon consulente è colui che in primo luogo analizza il grado di rischio e cerca di conoscere le caratteristiche del risparmiatore: non guarda solo l entità del patrimonio ma anche al reddito attuale e prospettico; alle esigenze di spesa e alle coperture previdenziali, agli obiettivi. Si tratta di informazioni fondamentali come per un medico è fondamentale compilare il questionario anamnestico, per un bravo consulente è necessario profilare correttamente il cliente, non solo ai fini degli obblighi legislativi. Posso dirle anche da chi diffidare. Stia attenta al consulente che le fa poche domande, che le dice che se ha un basso profilo di rischio può tranquillamente investire nel prodotto di casa (fondo a cedola o polizza che sia) che al momento la banca o la rete di promotori sta promuovendo (un atteggiamento che in questo momento va per la maggiore a giudicare dai trend di raccolta di determinate soluzioni omnibus). Capita di sentire, da voi risparmiatori, anchye che gli impiegati bancari o promotori propongano ancora fondi dall alto contenuto di obbligazioni in sostituzione dei BTp, mostrando rendimenti passati difficilmente replicabili. Oicr che rischiano, tra l altro, di essere oppressi dai costi di gestione in tempi di rendimenti vicini a zero dei bond governativi in essi contenti. Come se guidando si guardasse solo allo specchietto retrovisore, un errore già commesso in passato. Inoltre non dimentichi di leggere la documentazione informativa e di farsi elencare i costi dei prodotti proposti. Una variabile che nel lungo periodo può incidere sui risultati soprattutto se non supportata da una valida consulenza costante. Ho letto la risposta di Norisk al signor Urciuoli pubblicata sabato 15 giugno e debbo dirvi che mi pare incompleta, potendo fare sorgere false aspettative. Nella incorporazione in Sviluppo Idrico, il rapporto di concambio è stato 1 nuova azione ogni cinque vecchie, per cui, con tutta probabilità, oggi l azionista si trova con 424 azioni e non con 2120.Osservo, per inciso, che questa incorporazione è stata pesantemente contestata da diversi azionisti come potrete leggere sul verbale disponibile su internet. È vero quanto sostiene Norisk che, formalmente, non sono stati lesi i diritti dei risparmiatori, ma occorre precisare che il nuovo criticatissimo statuto impedisce qualsiasi transazione sulle azioni. È infatti previsto il diritto di prelazione in favore di tutti i soci. Peccato che questi, a oggi, siano e che la procedura preveda l'invio di una raccomandata a ciascuno. Le promesse di rivedere questa clausola iugulatoria sono sempre state disattese. Vi sono già state due assemblee straordinarie che hanno modificato lo statuto in altre parti e non in questa. L unica consolazione è rappresentata dalla decisione presa nell ultima assemblea di questa mattina di distribuire ai soci oltre cinque euro per ogni nuova azione. È stato giusto quindi il consiglio di Norisk di non vendere. In pratica Iag e Smat con questa operazione si riprendono i loro soldi. Gli altri azionisti si ritroveranno i soldi che avrebbero incassato se avessero aderito all Opa e in più conservano le azioni. Magra consolazione, visto che l affossamento di un titolo che era Il prezzo di carico delle azioni utilizzato ai fini del calcolo dell imposta sul capital gain non tiene conto della Tobin tax. Trattandosi di un imposta sulla singola transazione e non di una patrimoniale come l imposta di bollo, la Tobin tax non dovrebbe andare ad aumentare il prezzo di carico, e quindi ridurre la plusvalenza tassata? Eugenio Fioravanti Bosi (via ) + «Ai fini fiscali, le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni sono disciplinate dal comma 6 dell art. 68 del Dpr n.917/86, il quale la identifica nella differenza tra il corrispettivo percepito ed il costo od il valore di acquisto assoggettato a tassazione, aumentato di ogni onere inerente la loro produzione, [ ], con esclusione degli interessi passivi», spiega Luca Valdameri dello studio Pirola, Pennuto Zei e associati. Secondo le indicazioni dell Agenzia arrivato a valere molto è da attribuire a scelte gestionali, quanto meno improvvide, degli amministratori che si sono succeduti. Lettera firmata (via ) RISPONDE NORISK + Il risultato economico di coloro che avessero investito in Acque Potabili Spa è difficile che possa essere considerato positivo e non era nostro intento far sorgere false aspettative. È difficile essere positivi oggi come peraltro in passato, a nostro avviso. La società, nel 2000, al suo massimo splendore, aveva registrato un Roe (ritorno sul capitale netto) prossimo al 5%, tutt altro che irresistibile, e da allora è stato un continuo decrescendo, con l alternarsi di esercizi in perdita con altri appena positivi. Il lettore, indubbiamente un investitore attivo della società, ha correttamente segnalato alcuni aspetti molto negativi per i piccoli azionisti, persino per coloro che, dopo dolorose perdite subite, volessero disfarsi dei titoli che posseggono e, perlomeno, utilizzare le minusvalenze in future compensazioni. Come spesso accade, si assiste a procedure formali a norme di legge ma che, di fatto, dovrebbero scoraggiare l investimento da parte dei piccoli risparmiatori e l obbligo di comunicare a tutti i soci con la modalità della raccomandata per esercitare il sacrosanto diritto di prelazione ne è un chiaro esempio. Il nostro consiglio di detenere i titoli non deriva da una visione positiva dell evoluzione aziendale ma anzi dall appurare che gli investitori hanno talmente ridotto il valore dell investimento che diventa una scelta quasi ininfluente, se non per la valenza fiscale della cessione sopra menzionata. È necessario precisare come la distribuzione di un dividendo straordinario pari a 5,66 euro per azione sia derivante dalla riserva di capitale avanzo di fusione e quindi da considerare come qualcosa una tantum e non il frutto di un risultato economico gestionale. Generalizzando questa esperienza porta a chiedersi se sia opportuno focalizzarsi nella scelta di singoli titoli azionari di contenuta capitalizzazione, quando vi sono delle alternative molto più efficienti per gli investitori. Per esempio, gli ETF focalizzati proprio sulle società operanti nella gestione delle acque dal 2007 hanno ottenuto risultati piuttosto lusinghieri: ad esempio l ishares Global Water Ucits Etf (codice Isin IE00B1TXK627) da allora ha conseguito un rendimento annuo composto dell 8,5%, mostrando un dividend yield medio dell 1,9%. Riteniamo quindi consigliabile di limitare, almeno, l investimento diretto in piccole realtà ed eventualmente optare per fondi di investimento specializzati in microcaps se si dispone di capitali adeguati, dato che sono strumenti indirizzati ad investitori qualificati. Infine, un ulteriore alternativa è data dalle realtà come Tamburi Investment Partners, società che investe in un portafoglio di società domestiche di medie dimensioni, quotate e non. La Tobin tax non è un onere ai fini del capital gain le regole delle lettere quando si scrive a plus24 Una volta inviata una lettera di reclamo a «Plus24», essa verrà comunque pubblicata anche in caso di risoluzione della vertenza con l intermediario con cui si ha un contenzioso. Eventuali ripensamenti non verranno assecondati, questo nell interesse di tutti i lettori di «Plus24» che si trovassero in una situazione simile delle Entrate per la compilazione del quadro RT del Modello Unico 2015 nel costo o valore di acquisto devono considerarsi anche le spese notarili, le commissioni d intermediazione e le tassa sui contratti di Borsa, conformemente alla Circolare n. 165/E del 24 giugno 1998, par La risoluzione n. 76/E del 6 novembre 2013 considera poi deducibile anche l imposta di bollo dovuta sugli estratti conto ovvero sui rendiconti relativi al patrimonio gestito, ribadendo che l elencazione degli oneri contenuta nella circolare 165/E è meramente esemplificativa dovendosi ritenere deducibili anche eventuali spese di custodia ed ministrazione, purché funzionali a un servizio reso. Tuttavia, la medesima risoluzione specifica che l imposta sulle transazioni finanziarie (cosiddetta Tobin tax) non può costituire onere agli effetti della base imponibile del capital gain in quanto espressamente indeducibile dalle imposte sui redditi (anche se versate in forma sostitutiva) in base all art. 1 comma 499 della L. 228/2012 (Legge di stabilità 2013) e del Decreto attuativo del 21 febbraio Dunque la soluzione prospettata del lettore non è percorribile in quanto disciplinata dalla norma che stabilisce l indeducibilità della Tobin tax.

16 16 Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 4 LUGLIO 2015 N. 670 OBBLIGAZIONI BANCA IMI TASSO FISSO. SCEGLI LA DESTINAZIONE PER LA TUA COLLEZIONE. Messaggio pubblicitario Collezione Tasso Fisso Dollaro Statunitense Opera VI Emissione a 7 anni Collezione Tasso Fisso Dollaro Australiano Opera V Emissione a 6 anni *Cedola lorda. L investimento è esposto al rischio derivante dalle variazioni del rapporto di cambio tra la valuta di denominazione dei titoli e l Euro e al rischio emittente. OBBLIGAZIONI CON CEDOLE ANNUALI FISSE A 7 ANNI IN DOLLARI STATUNITENSI E A 6 ANNI IN DOLLARI AUSTRALIANI. Le obbligazioni Collezione Tasso Fisso Dollaro Statunitense Opera VI e Collezione Tasso Fisso Dollaro Australiano Opera V sono emesse da Banca IMI, la banca di investimento del Gruppo Intesa Sanpaolo, e sono direttamente negoziabili dal sul MOT di Borsa Italiana e su EuroTLX. Puoi acquistarle e rivenderle, attraverso la tua banca di fiducia o tramite internet o phone banking. L acquisto, il pagamento degli interessi e il rimborso del capitale avvengono nella valuta di emissione (Dollaro Statunitense o Dollaro Australiano). DENOMINAZIONE OBBLIGAZIONE BANCA IMI COLLEZIONE TASSO FISSO DOLLARO STATUNITENSE OPERA VI OBBLIGAZIONE BANCA IMI COLLEZIONE TASSO FISSO DOLLARO AUSTRALIANO OPERA V CODICE ISIN XS XS VALUTA EMISSIONE USD AUD TAGLIO MINIMO DOLLARI STATUNITENSI DOLLARI AUSTRALIANI PREZZO DI EMISSIONE SCADENZA CEDOLA ANNUA LORDA (1) Il rendimento effettivo annuo netto è calcolato al netto dell imposta sostituiva del 26% sugli interessi lordi maturati e sul disaggio di emissione. (2) Rendimento calcolato alla data di emissione e sulla base del prezzo di emissione. CEDOLA ANNUA NETTA (1) RENDIMENTO EFFETTIVO ANNUO LORDO (2) RENDIMENTO EFFETTIVO ANNUO NETTO (1)(2) 99,80% 26/06/2022 3,50% 2,590% 3,530% 2,620% 99,80% 26/06/2021 4,35% 3,219% 4,384% 3,253% La cedola e il rendimento lordo e netto (espresso nella valuta di emissione), alla data di emissione e sulla base del prezzo di emissione, sono indicati nella tabella sovrastante; inoltre, in ipotesi di acquisto successivo alla data di emissione, il rendimento dipende anche dal prezzo di negoziazione. Il tasso cedolare è espresso nella valuta di emissione. Un aumento di valore della valuta dell investitore rispetto alla valuta delle Obbligazioni potrebbe influire negativamente sul rendimento complessivo delle Obbligazioni. NUMERO VERDE In caso di vendita, il prezzo delle obbligazioni potrebbe essere inferiore al prezzo di acquisto e l investitore potrebbe subire una perdita, anche significativa, sul capitale investito. Non vi è alcuna garanzia che venga ad esistenza un mercato secondario liquido. Alla data del il rating assegnato a Banca IMI da S&P è BBB-, da Moody s Baa1, da Fitch BBB+. MESSAGGIO PUBBLICITARIO. Il presente annuncio è un messaggio pubblicitario con finalità promozionale e non costituisce offerta o sollecitazione all investimento nelle obbligazioni Collezione Tasso Fisso Dollaro Statunitense Opera VI e Collezione Tasso Fisso Dollaro Australiano Opera V (le Obbligazioni ) né consulenza finanziaria o raccomandazione d investimento. Prima di procedere all acquisto delle Obbligazioni leggere attentamente (i) il Prospetto di Base relativo all Euro Medium Term Note Programme approvato dalla Central Bank of Ireland (l Autorità Competente ) ai sensi della Direttiva 2003/71/CE e notificato ai sensi di legge alla CONSOB in data 8 agosto 2014, come modificato da un primo supplemento approvato dall Autorità Competente e notificato ai sensi di legge alla CONSOB in data 21 gennaio 2015, nonché da un secondo supplemento approvato dall Autorità Competente e notificato ai sensi di legge alla CONSOB in data 12 febbraio 2015 (il prospetto di base come modificato dai supplementi il Prospetto di Base ); (ii)la nota di sintesi inserita all interno delprospettodibaseelarelativatraduzioneinitaliano(la NotadiSintesi );e(iii)ifinaltermsconinallegatolanotadisintesidellasingolaemissioneelarelativatraduzioneinitaliano(ifinaltermselanotadisintesidella singolaemissione, rispettivamente, le Condizioni Definitive ela Notadi Sintesidella SingolaEmissione ), conparticolare riguardo ai costi eai fattori di rischio, nonchéognialtradocumentazionemessaadisposizione degli investitori ai sensi della vigente normativa applicabile. Il Prospetto di Base, la Nota di Sintesi e le Condizioni Definitive con in allegato la Nota di Sintesi della Singola Emissione sono disponibili sul sito internet prodottiequotazioni.comepressolasededibancaimis.p.a.inlargomattioli3milano.leobbligazioninonsonouninvestimentoadattoatuttigliinvestitori.primadiprocedereall acquistoènecessariovalutarel adeguatezzadell investimento, anche tramite i propri consulenti finanziari, nonché comprenderne le caratteristiche, tutti i fattori di rischio riportati nell omonima sezione del Prospetto di Base e nella Nota di Sintesi della Singola Emissione e i relativi costi anche attraverso i propri consulenti fiscali, legali e finanziari. Le Obbligazioni non sono assistite dalla garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Nel caso in cui l emittente sia inadempiente o soggetto ad insolvenza, l investitore potrebbe perdere in tutto o in parte il proprio investimento. Le obbligazioni non sono state né saranno registrate ai sensi del Securities Act del 1933, e successive modifiche, (il Securities Act ) vigente negli Stati Uniti d America né ai sensi delle corrispondenti normative in vigore in Canada, Giappone, Australia o in qualunque altro paese nel quale l offerta, l invito ad offrire o l attività promozionale relativa alle obbligazioni non siano consentiti in assenza di esenzione o autorizzazione da parte delle autorità competenti (gli Altri Paesi ) e non potranno conseguentemente essere offerte, vendute o comunque consegnate, direttamente o indirettamente, negli Stati Uniti d America, in Canada, in Giappone, in Australia o negli Altri Paesi.

17 N. 670 SABATO 4 LUGLIO 2015 Plus24 - Il Sole 24 Ore 17 professionisti del risparmio analisi L apparente rivoluzione dei multiasset di Marzia Redaelli risparmio gestito L industria dei fondi cresce ma la redditività langue Ai risparmiatori alle prese con la frenesia delle Borse moderne, i gestori rispondono con i fondi comuni multiasset. L offerta di prodotti che diversificano il portafoglio su più attività finanziarie questi sono i multiasset si rifà a un generale principio di prudenza; secondo una metafora diffusa tra chi parla di investimenti, infatti, la varietà delle piante in un giardinetto limita l impatto delle aggressioni. Un vivaio ben assortito, inoltre, soddisfa esigenze differenti, come la fioritura in periodi diversi dell anno, la distribuzione nel tempo delle cure o un appagamento maggiore. La strategia della diversificazione piace molto agli investitori, che fuggono al tiro incrociato dei rendimenti obbligazionari ai minimi storici e dei listini minacciati da crisi imprevedibili, o per lo meno impreviste. In Italia, gli strumenti multiasset rimpiazzano i titoli di Stato nelle speranze degli ex BoT-people. E si contrappongono al concetto di specializzazione dei fondi, in voga negli anni 90 quando si sviluppò l industria del risparmio gestito, che ha scottato i proseliti con lo scoppio della bolla speculativa tecnologica. Ma i fondi multiasset vanno oltre, e propongono la de-correlazione dai mercati più frequentati dagli investitori privati, spaziando in quelli a loro estranei per impossibilità di accesso o per difetto di competenza, come quelli delle valute o delle materie prime. L esigenza nasce dalla direzione spesso univoca di azioni e bond negli ultimi anni, in corrispondenza con le ondate di denaro stampato dalle banche centrali e con il cambiamento del concetto di investimento rischioso dovuto alla vulnerabilità dei debiti sovrani. I fondi multiasset, tuttavia, non sono un idea rivoluzionaria; sono sempre esistiti, seppure più semplici e meno strutturati per tamponare i saliscendi degli indici (e in quanto tali meno costosi); si chiamavano fondi bilanciati e hanno perso appeal dopo la gloria iniziale. Anche Efama, l associazione europea dei gestori del risparmio, si è adeguata ai tempi e ha cambiato il nome dei bilanciati in multiasset. Ogni epoca ha le sue frenesie e i suoi rimedi; questo è il momento del multi, per fare più cose insieme (multitasking) o per centrare più obiettivi (multitarget). Però l etichetta da sola non può fare la differenza. A livello globale i costi sono aumentati del 44% negli ultimi sette anni. In Italia la profittabilità è comunque in crescita Gianfranco Ursino + Per l industria dei fondi comuni nel suo complesso il 2014 è stato un anno record in termini di masse gestite, che hanno raggiunto i 57 trilioni di euro a livello mondiale. In 12 mesi il patrimonio è cresciuto di 5 trilioni di euro, in parte per effetto delle performance positive dei mercati (3,3 trilioni), in parte per i nuovi flussi di raccolta netta (1,7 trilioni). Circa il 35% delle nuove masse è giunto quindi da capitali apportati dai nuovi investitori, un indicatore positivo della salute di un industria che negli anni precedenti è stata sospinta ancor di più dall effetto mercato. tra retail e istituzionali In particolare per il risparmio gestito italiano è stato un anno record, con il patrimonio complessivo dei fondi comuni che a fine 2014 ha toccato miliardi di euro, registrando la crescita annuale più alta d Europa con un +18,8%, derivante per l 11,3% da nuovi flussi e per il 7,5% dall effetto mercato. È quanto emerge dall annuale indagine condotta da McKinsey sull industria dei fondi comuni a livello globale, su un campione di 300 asset manager che rappresentano circa il 60% del totale masse gestite nel mondo. «Se analizziamo il dato per segmento di clientela - spiega Enrico Lucchinetti, senior partner McKinsey in Italia - è possibile vedere che in Italia da qualche anno le masse provenienti dal segmento istituzionale (778 miliardi) hanno superato quelle di origine retail (611 miliardi). Nel 2014 le masse di entrambi sono aumentate del 19% circa, ma con un mix diverso: la crescita da clientela privata deriva per il 15,3% da nuova raccolta e solo 3% da effetto performance, evidenziando un mix di investimenti dei piccoli risparmiatori molto conservativo, principalmente su fondi obbligazionari e monetari. Sugli istituzionali la situazione è diversa, con un 8% generato da nuovi flussi e quasi l 11% da performance di mercato. Segno evidente che i grandi investitori hanno ribilanciato per tempo i portafogli su fondi azionari, o comunque flessibili, per ottenere maggiori rendimenti». i margini del settore Dal punto di vista della redditività c è stata in tutto il mondo una forte pressione sui margini di profitto, con una crescita dei ricavi dettata dall aumento delle masse, ma in parallelo sono cresciuti ancor di più i costi. «Un tema, quello dei costi - continua Lucchinetti -, che storicamente il settore dell asset management ha abbastanza sofferto. La capacità di essere efficienti non è nel Dna dell industria del risparmio gestito. Dal 2007 l aumento dei costi ha sistematicamente superato la crescita del fatturato in Nord America, in Europa e nei Paesi emergenti. Complessivamente gli oneri negli ultimi sette anni sono aumentati del 44%. Di conseguenza, i margini di profitto sono diminuiti in tutte e tre le regioni dopo la crisi finanziaria». In Europa occidentale il profit margin (ovvero ricavi, al netto dei costi, in rapporto alle masse gestite) nel 2007 era di circa 16,5 punti base (pb, ovvero la centesima parte di un punto percentuale) ed è sceso a 13,3 pb nel Trend simile in America: nello stesso periodo il rapporto è diminuito da 13,1 a 12,5 punti base e anche nei mercati emergenti è calato da quasi 32 pb del 2007 a 25 pb nel La profittabilità del mercato italiano, in aumento nell ultimo anno, raggiunge ormai livelli vicini alla media europea (12,8 punti base vs. 13,3). Tuttavia, l Italia denota dei driver di profittabilità differenti rispetto ai principali Paesi europei, in particolare il Regno Unito. «Le Sgr italiane - sostiene Lucchinetti - scontano una minore marginalità lato ricavi (27,9 pb contro 41,1 pb in Uk), dovuta principalmente al maggior peso delle retrocessioni al canale distributivo, mentre recuperano marginalità lato costi, con una struttura più snella (15,1 pb contro 28 pb in Uk) sulle principali categorie, in primis commerciale e marketing». Le Sgr in Italia retrocedono in media ai collocatori intorno al 70% delle commissioni di gestione. «Il tema vero - conclude Lucchinetti - è che l industria dei fondi comuni non è riuscita a gestire i costi in maniera efficiente, senza beneficiare del potenziale di leva operativa che è insita nel modello di business del risparmio gestito». Il problema della crescita dei costi non emerge finché i nuovi flussi sono consistenti, ma i gestori devono stare attenti a non arrivare impreparati a future eventuali crisi di raccolta. Soprattutto quelli che non possono contare su una clientela istituzionale che storicamente garantisce flussi più stabili. La raccolta proveniente dai piccoli investitori, invece, nei momenti di crisi ha evidenziato forti oscillazioni. L indagine McKinsey sull asset management italia capofila Crescita delle masse gestite in Europa nel 2014 provenienti dalla clientela retail e istituzionale. Dati in miliardi di euro masse totali segmento retail segmento istituzionale crescita da performance mercato crescita da nuovi flussi Regno Unito Francia Germania Benelux Italia Svizzera Spagna Irlanda Europa Occidentale Regno Unito Francia Germania Svizzera Italia Europa Occidentale ,5% 191 1,2% ,2% 1,6% 2,6% 5,3% 4,6% 0,8% 1,7% 1,7% 1,7% 3,4% 4,5% 3,1% 3,3% 5,9% 6,5% 5,7% 0,8% 0,5% 0,9% 5,4% 4,8% 6,5% 9,7% 3,5% 11,9% 4,1% 6,1% 3,5% 10,7% 5,0% 8,2% 5,4% 9,0% 0,1% 7,7% 8,5% 8,6% 19,4 11,6% 22,1 22,6 22,1 7,9% 11,0% 7,2% 9,8% 16,1% 5,2% 11,3% 28,0 32,8 10,7 5,8% 35,5 13,3 37,5 18,1 37,8 15,2 5,8% 7,9% 5,4% 4,2% 5,0% 4,0% 14,7% 9,4% 17,7% 18,6% 17,5% 18,8% ,5% 11,3% 18,8% 611 3,3% 15,3% 18,5% ,8% 8,2% 19,0% 15,1 27,9 12,8 13,6% 9,1% 16,2% 15,3% 17,3% 13,8% 7,1% 13,0% 6,5% 9,8% 9,4% 10,0% la marginalità del settore Il margine di profittabilità del risparmio gestito nei deiversi paesi europei a fine Dati preliminari in punti base. TREND SUL 2013 ricavi netti costi operativi risultato operativo ricavi netti costi operativi risultato operativo ricavi netti costi operativi risultato operativo ricavi netti costi operativi risultato operativo ricavi netti costi operativi risultato operativo ricavi netti costi operativi risultato operativo 41,1 13,1 fonte: McKinsey European Asset Management Survey

18 18 Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 4 LUGLIO 2015 N. 670 professionisti del risparmio assicurazioni BANCHE E BANCARI Nicola Borzi La legalità è un dovere e conviene disposto a pagare il pizzo, purché ci «Sono siano regole forti e chiare, conto sulla mafia e sulla sua serietà», ha scritto nei giorni scorsi sul suo profilo Facebook il titolare di un pub nel cuore di Palermo, dopo avere ricevuto dalla polizia municipale la notifica di cinque giorni di chiusura dell attività per il secondo verbale in sei mesi. Secondo l esercente, la mafia «è più coerente, non porta una divisa, non entra nella tua vita con la presunzione di colpevolezza, non si traveste da tutore dell ordine, non usa regole finte che cambia sempre a favore suo». La notizia è stata ripresa dai media. Si sente talvolta condividere a mezza voce queste affermazioni: peccato che, oltre che moralmente riprovevoli, sono false e controproducenti. Lo ha spiegato Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d Italia e presidente dell Ivass, nell intervento Le sfide della legalità conveniente. Per una pedagogia civile tenuto il 26 giugno all Università Bocconi. In base a una serie di analisi, Rossi ha dimostrato che la legalità non solo è un dovere, ma un vantaggio per i singoli e per le comunità locali. Una ricerca di Paolo Pinotti sulla performance economica di Puglia e Basilicata, in cui la criminalità organizzata è esplosa da fine anni 70, ha dimostrato che questa ha abbassato il sentiero di crescita delle due regioni di 16 punti percentuali in 30 anni, scoraggiando gli investimenti privati, nonostante prima del contagio avessero dinamiche di sviluppo superiori ad altre regioni del Centro-Nord, socioeconomicamente simili ma immuni dal contagio. Guglielmo Barone e Sauro Mocetti hanno dimostrato che presenza della criminalità e scarsa qualità delle istituzioni hanno fatto la differenza tra la ripresa economica del Friuli (oltre 20 punti percentuali in più rispetto al potenziale in un ventennio) e dell Irpinia (oltre 10 punti in meno) dopo i relativi terremoti. Fiorino, Galli e Petrarca hanno evidenziato che nelle regioni dove c è più corruzione (misurata dal numero di consiglieri regionali indagati per reati contro la pubblica amministrazione) tra il 1980 e il 2004 c è stata minore crescita. Lezioni valide non solo per Palermo, ma anche per le aree del Nord dove la presenza della criminalità è ormai scoperta e spesso si espande anche grazie a connivenze nei circuiti finanziari. Il 40% delle multiramo è investito in unit linked Le polizze ibride hanno raccolto 12 miliardi nel 2014 e il trend continua I pf aumentano il rischio Federica Pezzatti + Si alza il velo sulle discusse polizze multiramo che negli ultimi mesi sono protagoniste della raccolta. A fornire i numeri di questi contratti di assicurazione unitari sulla Vita, ma risultati dalla combinazione di più rami, è stata l Ania nel volume «L assicurazione italiana» reso noto nei giorni scorsi. Sono soluzioni che investono su più rami (non solo sul I quello delle polizze garantite) ma anche sul III quello delle unit linked, che come è noto espongono al rischio i sottoscrittori. Inoltre, per il fatto di essere prodotti a metà strada tra finanza e assicurazione ci sono anche dei problemi di vigilanza da risolvere, visto che la Consob vigila sulla trasparenza dei contratti assicurativi finanziari mentre Ivass su quelli assicurativi. Ora la questione è all ordine del giorno, tuttavia nell immediato i presidi di controllo sono sicuramente insufficienti rispetto al peso che questi contratti stanno acquisendo nei portafogli degli italiani. Le multiramo, adottate ormai da quasi tutte le più grandi compagnie che, in uno scenario di tassi bassi e con le nuove regole di Solvency, si trovano in difficoltà a continuare nella gestione delle polizze rivalutabili, hanno raccolto nel 2014 circa 12 miliardi (poco più del 13%) della nuova raccolta assicurativa, tuttavia nel 2015 tale dato è destinato ad aumentare in maniera sostenuta (tenuto conto dell aumento dei contratti con tali caratteristiche). «Per reagire al contesto di bassi tassi le imprese stanno, da un lato, diversificando l asset allocation delle polizze più tradizionali con l obiettivo di migliorarne la redditività spiega Aldo Minucci, presidente Ania nella sua relazione. Dall altro, stanno collocando prodotti che abbinano le gestioni separate con i fondi unit linked; sono nuove tipologie di contratti che prevedono una maggiore esposizione all andamento dei mercati finanziari, al fine di far conseguire agli assicurati rendimenti soddisfacenti nel mediolungo termine. I risultati dell ultimo anno mostrano che si è trattato di una scelta giusta, vantaggiosa per imprese e clienti. Ma non esistono certezze nel mondo degli investimenti fa notare Minucci. Tutti, assicuratori e assicurati, dovranno accettare per il futuro di convivere con un maggiore livello di rischio». La ricerca di soluzioni alternative alle forme di risparmio garantito non è una tendenza solo italiana. Secondo lo studio Ania anche in Francia è stata recentemente introdotta una nuova tipologia di fondi ibridi collegati a contratti di assicurazione, denominati euro-croissance basati su una componente significativa dell asset allocation dedicata al reddito fisso e alla restituzione del capitale investito a una certa data prestabilita, e su una quota rimanente più dinamica finalizzata al perseguimento di risultati positivi nel medio-lungo periodo. Ma se in Francia prevale la componente garantita, in Italia inizia a registrarsi un trend di diffusione maggiore della componente a rischio aperto per il cliente: dall analisi infatti risulta che la quota di premi investiti in ramo III è pari al 40% percentuale più elevata di quella che si registra sulla nuova produzione complessiva. La multiramo si sta evidentemente dimostrando un prodotto efficace per diversificare aumentando rischio degli assicurati. Limitandosi ai prodotti diversi dalle multiramo la quota impiegata in prodotti linked si ferma al 20%. Venendo all analisi dei trend delle ibride esse rispecchiano aabbastanza la distribuzione generale Vita. Quanto alla qualità della raccolta a fronte di canale bancario, postale e agenziale più cauti nella proposta della componente rischiosa, con un ramo I che ancora predomina anche nelle multiramo, per i promotori finanziari il ramo III supera i tre quarti del totale venduto tramite polizze ibride. Ania: con il Sna c è stato arretramento Secondo Minucci sul peggioramento ha pesato l Antitrust + In uno scenario in cui le banche e le poste intermediano oltre il 60% dei contratti Vita (per fortuna nel Danni la questione è diversa) le reti tradizionali, incentrate sulla figura dell agente professionale, devono confrontarsi con uno scenario difficile, caratterizzato da una raccolta premi in calo e una fortissima pressione sui margini. Lo ha ribadito ancora una volta Aldo Minucci, presidente dell Ania nel suo intervento all assemblea dell associazione delle compagnie di giovedì scorso, 2 luglio. «Eravamo convinti che, in La raccolta 2014 Suddivisione della raccolta tra ramo I e ramo III nei prodotti multiramo e negli altri prodotti. Valori in % RAMO I RAMO III Premi prodotto multiramo Premi rami I e III esclusi prodotti multiramo Totale premi rami I e III tale contesto, si potesse riprendere il dialogo con i sindacati degli agenti, proprio per cercare di individuare percorsi atti a fronteggiare tale situazione ha spiegato Minucci. In realtà, nell anno trascorso non ci sono stati passi in avanti, semmai si è registrato un arretramento. Certamente non voluto da noi. Ciò è dipeso, da un lato, dalle iniziative assunte dall autorità Antitrust, che hanno significativamente ridotto gli spazi per un confronto a livello nazionale. Ma, dall altro, è il frutto di un atteggiamento rigido e di chiusura da parte del Sindacato Nazionale degli Agenti (Sna)». Questa volta Minucci fa nomi e cognomi tra le diverse sigle degli intermediari, rimarcando anche le «difficoltà di dialogo» che ci sono state sulla vicenda del Fondo pensione agenti (di 59,6 40,4 79,7 20,3 76,9 23,1 fonte: Ania cui si parla anche nella rubrica delle lettere). Il presidente spiega anche che due sindacati degli agenti (Anapa e Unapass, che tuttavia non sono stati citati nel discorso) hanno condiviso la proposta di risanamento, ma essa non ha trovato accoglimento da parte dello Sna, «che ha ribadito in tutte le sue proposte di voler mantenere l anacronistico modello a prestazione definita». Tuttavia il messaggio finale del presidente è all insegna della disponibilità a confrontarsi sulla proposta Ania per risolvere i problemi del fondo. Anche se ora forse è troppo tardi: a decidere sarà il commissario. Contattati da Plus24, i vertici del sindacato spiegano che le parole del presidente dell Ania li investono nel ruolo di reale controparte nella tutela degli agenti. Ivass: ai clienti più cultura finanziaria e responsabilità I reclami Ivass variazione 2014/2013 Danni ,20% Vita ,90% Totale ,70% Il trend Iscritti al registro unico degli intermediari tipologia di intermediario Agenti (sezione A) Broker (sezione B) Produttori diretti (sezione C) Banche/ finanziarie (sezione D) Collaboratori (sezione E) numero fonte: Ivass + Nel caso non si fosse capito, Salvatore Rossi, presidente Ivass, lo ha ribadito anche nel suo discorso all assemblea Ania. Lo scopo principale del nuovo Codice delle Assicurazioni è proteggere gli assicurati e gli aventi diritto alle prestazioni assicurative, tramite la vigilanza, il controllo sulla trasparenza e correttezza nei confronti dei consumatori e la stabilità sistemica. Rossi ha fatto anche riferimento alle asimmetrie informative che ancora esistono tra intermediari facendo parlando in particolare dei prodotti complessi dove è richiesta una tutela pubblica del soggetto più debole. Ha fatto poi l esempio dei fondi e delle unit linked comprate dai clienti sulla fiducia senza possibilità di verificare il vero valore relativo rispetto a prodotti concorrenti. Rossi ha anche fatto presente che i clienti vanno d altro canto responsabilizzati accrescendo in loro le nozioni di base e la cultura finanziaria. «Essi non possono essere perennemente confinati in una condizione di minorità psicologica e culturale, che li rende non solo esposti alla possibili soperchierie delle imprese, ma anche alla cattura da parte dei professionisti della tutela», ha spiegato Rossi. A tutela dei consumatori l Authority lo scorso anno ha gestito reclami (-3,7% rispetto al 2013) e 43mila telefonate al call center. Un flusso informativo che ha consentito all istituto di individuare i motivi ricorrenti di insoddisfazione per realizzare poi azioni mirate (accertamenti ispettivi da cui sono talvolta scaturite sanzioni). variazione % su , , , , ,38 fonte: elaborazione PLUS24 su dati Ivass

19 N. 670 SABATO 4 LUGLIO 2015 Plus24 - Il Sole 24 Ore 19 controversie professionisti del risparmio Quando Kafka entra in banca SOLDI IN TESTA Come incassare (senza deleghe) assegni non trasferibili intestati ad altri per oltre 250mila euro Stefano Elli + Le due banche coinvolte (UniCredit-Banco di Sicilia e Banca Popolare di Bari) hanno già presentato ricorso in appello alla condanna già subìta in primo grado. Dalla loro parte hanno tempo e, soprattutto, soldi. Chi non ha più tempo né denaro sono le «presunte vittime» di un caso che rientra a pieno titolo nella categoria degli horror bancari. La storia è semplice. Tra la fine del 2008 e gli inizi del 2009 un signore che chiameremo A.M. si presenta alla filiale di Roma Po della Popolare di Bari con alcuni assegni «Non trasferibili» intestati a un azienda (la Lm Srl) che non ha mai avuto alcun rapporto con la banca pugliese. Ai tempi dei fatti A.M. era ex socio e dipendente della Lm di proprietà di Andrea De Paolis e della moglie, ma non era munito di alcuna delega. A.M., dunque, entra alla filiale e chiede di incassare gli assegni. Che cosa fa il funzionario? Cambia gli assegni in contanti. Accade più volte. Sino a raggiungere la cifra di ,74 euro. La moglie di De Paolis, amministratore dell azienda, nel frattempo si ammala e ha altro a cui pensare. Con ritardo, i coniugi De Paolis si rivolgono a un avvocato che interpella la Popolare di Bari. Il 21 aprile da Bari giunge una proposta di transazione di euro 30mila a «saldo e stralcio». Nel frattempo la Lm va male. Tanto male che si rivolge all ordine degli avvocati per ottenere l ammissione al gratuito patrocinio. Il nuovo avvocato, Antonio Volanti, cita in giudizio la banca di fronte al Tribunale di Roma. Vince in primo grado. La banca, in una nota, informa come a carico del personale coinvolto siano stati presi provvedimenti disciplinari «anche estremi», d altra parte esclude ogni «mala gestio». Viene comunque condannata in prima istanza al pagamento delle somme indebitamente incassate da A.M. L udienza in Appello è fissata il 25 settembre. Però niente rimborsi. La banca, infatti, chiede e ottiene in Appello la sospensione dell esecuzione. Motivo: i danneggiati sono poveri e potrebbero spendere i soldi. Non è finita. Nello stesso periodo A.M. tenta lo stesso colpo. Di nuovo chiede di cambiare assegni non trasferibili sempre intestati alla Lm Srl e di nuovo ci riesce incassando (in più tranche) ,48 euro. Questa volta è la filiale di Artena di UniCredit Banca di Roma. Anche in questo caso l avvocato Volanti cita in giudizio la banca. Vince in primo grado. Pure UniCredit ricorre in Appello per sospendere l esecutività della sentenza: la ottiene per lo stesso motivo. Qui però la faccenda si complica. In questo caso A.M. avrebbe effettivamente avuto una delega a operare. Almeno su uno dei due conti accesi dalla Lm Srl presso un altra banca: la filiale di via del Corso del Banco di Sicilia. Ma Malta, l isola del «tesoretto» Dinamica e «smart» la piazza maltese attira investitori. E pure guai Antonio Volanti, legale della Lm Srl gli incassi contestati euro L importo complessivo degli assegni non trasferibili incassati da un soggetto non autorizzato presso una filiale di Roma della Banca popolare di Bari euro L importo degli assegni incassati dal medesimo soggetto munito di una delega giudicata non valida dai «danneggiati». Deiulemar. Una nave del gruppo + Piazza emergente. Piazza dinamica. Piazza che spiazza. Quella maltese, rischia di diventare una sorta di Lussemburgo in pieno Mediterraneo. Nulla a che fare con i paradisi fiscali, pieno adeguamento alle normative comunitarie in tema di riciclaggio e segreto bancario. Il sistema locale però è orientato e ben posizionato a raccogliere il consenso di una comunità finanziaria in espansione. Ben 26 le banche, asset under management a 60 miliardi di euro. Otto volte superiori all intero Pil del Paese. Le ragioni del boom? Una particolare agilità nella costituzione, montaggio e strutturazione di tre strumenti assai gettonati: il trust le Sicav, società a capitale variabile e i Pif, professional investor funds. Come tutti i sistemi «giovani» e a caccia di clienti si può incorrere in inciampi a volte anche di rilievo. Ha scelto Malta per l insediamento di una pattuglia di società, per esempio, Gianfranco Lande, il Madoff dei Parioli. E ancora a Malta sono approdati fondi della Fondazione Maugeri, sotto inchiesta da parte della procura della Repubblica di Milano. E ancora a Malta, per esempio, conduce una strana partita di giro vaticana da 20 milioni di euro targata Ior e transitata su un conto (il numero ) intestato all Istituto per le opere di religione aperto presso la Bank of Valletta. Al centro dei fatti un ordine di acquisto per il medesimo importo proveniente dalla vecchia gestione dello Ior (Massimo Tulli e Paolo Cipriani) di quote di una Sicav basata alla Valletta, la Tga Funds Plc. Un operazione interrotta in fretta e furia dalla Banca maltese subito dopo la diffusione della notizia dell arresto di Monsignor Nunzio Scarano, contabile dell Apsa, accusato dalla procura romana (pm Stefano Fava) di tentato riciclaggio transnazionale, con la collaborazione di un agente segreto in forza all Aisi per (appunto) venti milioni. Da notare che in Vaticano poco dopo i fatti la presidenza dello Ior venne affidata a Ernst Von Freyberg, già tesoriere tedesco del Sovrano ordine militare dei Cavalieri di Malta i cui membri sono autorizzati a recare con sé valigie diplomatiche inviolabili dalle polizie di frontiera. Va ricordato poi che l ex presidente di Bank of Valletta Joseph F.X. Zahra, oggi siede al vertice della Pontificia commissione di controllo delle finanze vaticane. E ancora, transita da Malta un altra complessa partita di giro che vede al centro l acquisto di consistenti quote azionarie della Banca popolare di Vicenza effettuato da una struttura lussemburghese, la Optimum asset management e in seguito confluite tra gli asset di alcune Sicav maltesi targate Futura Fund, quote che poi sarebbero state riacquistate dalla BpVi. Ancora una volta un girotondo contabile che avrebbe avuto tra i suoi obiettivi l acquisto dei già svalutati gli assegni erano stati incassati presso la filiale di Artena di UniCredit che all epoca dei fatti nulla aveva a che fare con il Banco di Sicilia (incorporata da UniCredit dopo i fatti: alla fine del 2010). Nonostante questo sembra che, con notevole preveggenza, al momento del cambio degli assegni la filiale di Artena abbia richiesto al Banco di Sicilia la trasmissione via fax della delega di A.M. E proprio sull autenticità della delega c è un altro procedimento pendente tra UniCredit e Lm. Sì, perché UniCredit ha chiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo da ,22 per i saldi negativi dei due conti della Lm al Banco di Sicilia. Lm si è opposta visto che a suo dire i saldi negativi erano stati provocati dagli incassi abusivi di A.M.. UniCredit ha risposto depositando in copia le deleghe attribuite ad A.M., cosa che ha provocato una querela per falso da parte della Lm secondo cui le copie erano difformi dagli originali. Il giudice di quest ultimo procedimento ha ordinato alla banca di depositare l originale della delega in questione. Cosa che la Banca non risulta avere fatto anche se UniCredit fa sapere di avere depositato ogni carta in suo possesso. Restano due curiosità. La prima: il pensiero che i titolari della Lm possano essere stati conniventi con A.M. avrebbe potuto legittimamente insinuarsi. Le banche tuttavia non hanno presentato alcuna denuncia in merito. La seconda. Operazioni d incasso simili, per entità e indici di anomalia, erano palesemente sospette. Qualcuno le ha segnalate come tali all Uif? titoli della popolare vicentina e il loro impacchettamento tra gli asset di fondi che avrebbero potuto poi essere collocati altrove. Ma la pista maltese è calda anche per un altra, assai più spinosa, vicenda. Quella che ha travolto la città di Torre del Greco e 11mila investitori che hanno acquistato fuori mercato le obbligazioni della compagnia di navigazione Deiulemar. Il crack del mare, così come è stato battezzato dalla stampa, ha già portato alla condanna dei responsabili, tutti appartenenti alle tre famiglie azioniste della compagnia (Della Gatta, Iuliano e Lembo) a pene molto elevate. Ancora una volta a essere coinvolta nella vicenda è la Bank of Valletta nei cui forzieri sarebbero custoditi oltre 360 milioni di euro in tre trust (Giano, Gilda e Capital) riconducibili ai responsabili del crack (800 milioni di buco). Si tratterebbe di un operazione di distrazione transnazionale finalizzata a sottrarre gli asset della compagnia alle pretese risarcitorie degli obbligazionisti truffati. Una situazione che ha portato la curatela fallimentare della compagnia a chiedere al tribunale di Torre Annunziata (competente per territorio) la citazione della banca maltese e ottenere così il blocco dei beni custoditi nei tre trust. St.E. Marco lo Conte Allarme rosso «pension run» previdenziale Negli ultimi giorni l attenzione dei media si è concentrata sulla Grecia, e sul rischio bank-run, ossia la corsa dei risparmiatori a ritirare il denaro dai propri conti. Un rischio che ha spinto le autorità greche a chiudere le banche. È il caso di occuparsi di un evento per molti aspetti analogo: il rischio di un pension run, ossia della possibilità che per fare fronte alle esigenze del presente si decida di non versare contributi per il domani. L evasione contributiva, ha detto giorni fa il presidente dell Inps Tito Boeri, è al suo picco storico (nei prossimi giorni sono attesi i dati dell istituto relativi al 2014). Sul fronte della previdenza complementare i dati non sono incoraggianti: 125 mila iscritti hanno smontato nel 2014 parte della propria posizione, per un ammontare di 1,4 miliardi di euro (più di un decimo dei 12,8 miliardi di flusso del 2014). Il fenomeno è in accelerazione, anche perché proprio quest anno scadono gli otto anni di permanenza in un fondo necessari per poter accedere alle anticipazioni. E secondo una prima ricognizione i centralini dei fondi pensione registrano in queste settimane un deciso aumento di richieste di informazioni. Considerato che dalla metà del prossimo decennio scompariranno le pensioni minime, è facile prevedere che in questi due lustri aumenterà il numero delle persone indigenti, per poi esplodere alla fine degli anni 20. Si può fare qualcosa? Lo hanno chiesto al presidente della Covip, Francesco Massicci, i membri delle Commissioni Finanze e Attività Produttive della Camera sul ddl concorrenza. Che secondo Massicci va proprio nella direzione opposta: la crescita delle adesioni può avvenire o per via normativa o in forma negoziale. Il ddl concorrenza allarga invece la portabilità delle posizioni estendendole al contributo datoriale equiparando così il sistema di secondo pilastro al terzo. Un iniziativa che per Massicci non sembra poter avere impatti positivi sul rilancio delle adesioni e che può favorire solo uno spostamento di quote di iscritti da una forma (i negoziali, ndr) all altra (i Pip). Forse è solo un caso che il maggior emittente di Pip siano le Poste italiane, controllata da Cassa Depositi e Prestiti. Di fatto pare proprio che queste condizioni rendano impossibile un ampia diffusione di un secondo pilastro e confinino i fondi pensione a strumenti per persone agiate e dalle competenze elevate.

20 20 Plus24 - Il Sole 24 Ore SABATO 4 LUGLIO 2015 N. 670 professionisti del risparmio art economy24 pagine a cura di Marilena Pirrelli Il valore della parola sul mercato COURTESY DELL'ARTISTA E LUXEMBOURG & DAYAN, LONDRA Sin dagli anni 60 gli artisti hanno usato il testo per creare Le loro opere hanno prezzi molto differenti Silvia Anna Barrilà + Nella realtà in cui viviamo, continuamente bombardati da informazioni e messaggi, il testo invade anche l arte contemporanea. L inglese Fiona Banner (1966), per esempio, è diventata famosa per i suoi «Wordscapes», tele con dettagliate descrizioni di film o eventi, mentre lo svedese Karl Holmqvist (1964) mischia nei suoi lavori poesia e musica pop, frammenti di conversazioni e articoli di giornale. Ma l uso del linguaggio nell arte non è una novità. La mostra ora in corso alla galleria Luxembourg & Dayan di Londra «Word by Word», curata da Francesco Bonami, ci racconta questa evoluzione dagli anni 60 a oggi con opere di Alighiero Boetti, Nanni Balestrini, Ben Vautier, Marine Hugonnier, Mark Flood, Will Boone e altri (fino al 5 settembre, prezzi tra 15mila e 400mila euro). Soprattutto a partire dagli anni 60, infatti, quando tecnologia, pubblicità e consumismo hanno portato una proliferazione del testo nella vita quotidiana, si è diffuso l uso del linguaggio prima nella Pop Art - per esempio con Robert Indiana (1928) e la sua scultura «Love», un icona che all asta nel 2011 ha superato i 4 milioni di dollari - e poi nell arte concettuale, con la smaterializzazione dell arte e opere che esistono solo nella loro descrizione. Pensiamo a «One and Three Chairs» di Joseph Kosuth (1945), che include una sedia, la sua fotografia e la sua definizione tratta dal dizionario, oppure a John Baldessari (1931) con «I Will Not Make Any More Boring Art», frase ripetuta sui muri del Nova Scotia College of Art and Design dagli studenti della scuola d arte su istruzioni dell artista, entrambe nella collezione del MoMA (i price range per i due artisti sono rispettivamente 50mila- 500mila euro e 150mila-500mila dollari da Sprüth Magers). La parola ha preso il posto della rappresentazione figurativa anche nel caso di On Kawara ( ), che dal 1966 ha registrato la sua vita in monocromi con solo la data del giorno («Today») o in telegrammi in cui affermava di essere ancora vivo («I Am Still Alive»). Scomparso un anno fa, il Guggenheim gli ha dedicato una retrospettiva chiusa il 6 maggio. Il suo prezzo medio è 100mila- 500mila dollari (ArtTactic), ma il record d asta nel maggio 2014 è stato 4,2 milioni di dollari. Molto spesso nell arte contemporanea la parola assume un significato politico e di critica sociale. Per esempio in Barbara Kruger (1945), che si appropria di immagini di donne da pubblicità e vi aggiunge brevi testi che ne sovvertono il senso (prezzi da Sprüth Magers 50mila-300mila ). Altrettanto «Yom Kippur War 1973» 2011, di Marine Hugonnier (b. 1969), collage di carta su vecchi giornali, misure 209 x 153 cm, 9 frames 68 x 49 cm ciascuno, attualmente esposto in «Word by Word» dal 30 giugno al 5 settembre presso la galleria Luxembourg & Dayan a Londra provocatori gli slogan di Jenny Holzer (1950), come il famoso «Protect Me From What I Want» (prezzi da Sprüth Magers 50mila-500mila ). Tre decenni dell opera dell artista, dai «Truism» degli anni 80 a oggi, vanno in mostra dal 12 luglio presso la sede nel Somerset di Hauser & Wirth (fino al 1 novembre). Anche l opera del giovane Tony Lewis (1986), esposta nella sezione Unlimited della recente Art Basel e venduta da Massimo De Carlo, mirava a provocare il pubblico con la citazione del manuale di vita di H. Jackson Brown «112. Never argue with police officers and address them as officer», denunciando il razzismo nei confronti dei neri negli Usa. Le lettere nere stampate a stencil di Christopher Wool (1955), invece, sono desunte dal cinema, dalla musica, dalla strada; sono parole singole come «Fool», venduto per 4,9 milioni di sterline nel 2012, o frasi rese illeggibili come «Sell The House Sell The Car Sell The Kids» in «Apocalypse Now», venduto per 26,4 milioni di $ nel 2013, poco dopo la retrospettiva dell artista al Guggenheim, con un incremento di circa il % in 25 anni secondo Bloomberg. Il linguaggio è una risorsa per l immaginazione, gli artisti lo usano suggerendo azioni fisiche. Lo fa da tempo Lawrence Weiner (1942), con i suoi testi incollati alle pareti così come Alyson Shotz (1964), che nella sezione Parcour di Art Basel ha appeso per strada insegne che invitavano i passanti ad immaginare delle sculture. Un ode al potere immaginifico della parola. Le case d asta, invece, non hanno ancora colto questo trend, eccetto Paddle8 che nel novembre 2014 gli dedicò un incanto. «Amo leggere e mi piace l arte che mi fa sorridere» intervista Suzanne E. Murphy Collezionista + Suzanne E. Murphy, head of strategic development presso una società di consulenza finanziaria di New York, colleziona arte incentrata sul testo. ArtEconomy24 l ha visitata nel suo appartamento dell Upper East Side. Quando ha iniziato a collezionare e perché? Circa 17 anni fa. Sono entrata in amicizia con un importante collezionista e ho iniziato a frequentare il mondo dell arte, a conoscere gli artisti. Amo vivere con l arte perché rende il mio mondo più vivace. Da dove nasce l interesse per le opere incentrate sul testo? Sin dall inizio sono rimasta incantata da Ed Ruscha. Purtroppo, quando ho trovato il coraggio di spendere determinate cifre in arte, ho potuto comprare solo un suo disegno per la somma per cui prima avrei acquistato un dipinto. Alle fiere e nelle gallerie mi trovavo sempre più spesso ad ammirare opere fatte di testo. Forse perché mi è sempre piaciuto leggere. Ad ogni modo ho deciso che, non avendo un budget infinito da spendere, aveva senso concentrarsi su qualcosa di determinato. Devo dire che molte opere incentrate sul testo possono essere cupe, mentre io preferisco quelle più leggere, che mi fanno sorridere. Quante opere possiede? Oggi circa 120 in casa e 25 in magazzino. Un opera per lei particolarmente importante? È una domanda difficile perché non ho mai comprato niente che non mi piacesse. C è solo un pezzo della collezione di cui mi sono stufata e che ho venduto. Spesso mi innamoro dell'accostamento di opere: per esempio del modo in cui l opera di Joseph Kosuth «This dream has an advantage over many others» si affianca a quella di Barbara Kruger «You will never wake up from this beautiful dream». L opera di Deborah Kass «Being Alive» è stata acquistata dopo che l artista è venuta a visitare la collezione ed è rimasta delusa di non essere inclusa in un gruppo di opere che lei riteneva brillante e ben curato. L opera di Jenny Holzer «People look like they are dancing before they love» ha un significato particolare per me come ex-ballerina. Ma non ho un opera preferita; ogni giorno guardo un opera diversa e sono contenta di ciò che vedo. Chi sono gli artisti emergenti che segue? Scott Reeder, Mattias Bitzer e Bill COURTESY MURPHY COLLECTION «The Quarrel», 1983 di Ed Ruscha, latex su carta O Brien. Ha italiani in collezione? Chiara Dynys. Collabora con i musei? Non molto. Qualche volta ho dato delle opere in prestito e invito i gruppi museali a visitare la collezione. Una volta ho curato una mostra per la Fountain House Gallery di New York intitolata «Texting». L arte è un investimento? Non acquisto un opera con l idea che sia un investimento, ma se spendo una certa somma voglio sapere che sostegno ha l artista, quali gallerie lo rappresentano, chi lo colleziona e come si è sviluppato il suo mercato. Regolarmente faccio valutare la collezione e includo il valore nel mio bilancio annuale. Per molti l arte oggi è un asset class e per certi versi è vero, ma io colleziono per passione. S.A.B. Chi sono gli italiani che creano con le lettere Da Boetti il testo fa breccia nell arte: Nannucci, Dynys Picco, Mezzaqui, Viel e Fato Maria Adelaide Marchesoni + L espressione artistica che si caratterizza nella parola ha tra i suoi massimi esponenti nel panorama italiano Alighiero Boetti ( ) ed Emilio Isgrò (1937), che da 50 anni ha fatto della cancellatura di parole una cifra stilistica. Del primo i lavori a biro e i ricami basati sulla quadratura di parole e frasi, come «Addizione» del 1974 quotano oltre i 2 milioni di euro, del secondo «Natura Loci» del 1971 ha registrato il record lo scorso marzo a 60mila euro. Anche Maurizio Nannucci (1939) in mostra fino al 18 ottobre al Maxxi con l antologica «Where to start from», ha esaminato il rapporto tra arte, linguaggio e immagine attraverso la relazione tra luce, colore, suono e spazio, evidente nelle sue grandi scritte al neon. Gli artisti che utilizzano questo linguaggio cominciano da un testo, talvolta letterario, dal quale poi prendono forma, pagine intagliate, ritagliate, ripiegate, ricamate, trasformate, come avviene nelle opere di Sabrina Mezzaqui (1964), da sempre sedotta dal mondo della scrittura. Rappresentata dalla Galleria Massimo Minini le opere di Mezzaqui oscillano dai 6mila a 40mila euro. Letteratura e i suoi miti si ritrovano nell opera di Cesare Viel (1964), la cui produzione utilizza il linguaggio della comunicazione di massa e quello della letteratura, comprende disegni, performance, installazioni e opere audio che ruotano intorno a scrittori come Virginia Woolf, Italo Calvino ed Emily Dickinson. L opera «Accendere una lampada e sparire» del 2003, prende spunto proprio dalla poetessa americana. Viel si ispira anche ai fatti di cronaca, a particolari rielaborazioni di vissuti personali, come per il wall paper (edizione di 3) «Avvicinandoti a distanza», Pinksummer di Genova rappresenta l artista e i prezzi oscillano da euro a 30-40mila euro. Utilizza la parola in chiave ironica per raccontare le sue storie Gabriele Picco (1974), tra gli artisti di Francesca Minini. In «The dreamer s head», olio su tela del 2006 (4.500 euro + Iva) immagina che il corpo umano possa trasformarsi, attraverso una metamorfosi, in parola e lo spettatore può osservarla, leggerla senza che venga pronunciata. Il linguaggio nelle opere di Chiara Dynys (1984), che ha realizzato per la mostra «Tutto» alla M77Gallery, è un libro (fusione di metacrilato colorato, 15 mila euro). Infine, per Matteo Fato (1979), nella sua scrittura, il video acquisisce la funzione di supporto segnico (Galleria Bianconi da mille a 14mila euro).

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