Pordenone è Friuli. Editoriale

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1 Anno 6, n. 44 Sabato 14 novembre 2015 Pordenone è Friuli Editoriale Pordenone è Friuli Notizie per il Friuli Profughi in Friuli Il terrorismo islamico La solidarietà al Preside Bearzi La devastazione istituzionale: l Agemont La devastazioe istituzionale: l Aussa Corrno La terza corsia e le Autovie venete I costi energetici in montagna Il Convegno del 28 novembre a Pordenone Identità linguistiche La Cantata di Re Riccardo in Friuli Suns a Udine Pascoli al Circolo di Udine Integrazione e bilinguismo Attività Pagjinis furlanis Opinioni e documenti Pordenone e il suo territorio da anni stanno attraversando una fase di crisi sia economica che di identità. Le difficoltà attraversate dalle grandi imprese della Destra Tagliamento (Elettrolux, Ideal Standard, Savio, e così via) si sono riverberate, attraverso il gioco delle subforniture in contrazione, sull intero tessuto delle piccole e medie imprese che comunque rappresentano l asse portante di quella economia. E poco ha giovato la contiguità con le vicine economie del Veneto e soprattutto della Marca trevigiana. Nei dieci anni intercensuari il numero delle imprese è passato dalle 102 mila unità alle 97 mila unità, con una diminuzione del 4%, mentre contemporaneamente Udine cresceva del + 2 % e Treviso del + 1,2%. Non è questa la sede per ripercorrere le vicende che hanno portato a questo generale indebolimento dell economia pordenonese che non ha saputo giovarsi del maggiore dinamismo del tessuto economico del Friuli centrale da una parte e della Marca trevigiana dall altra. Resta il fatto che si tratta di una economia che deve trovare le ragioni di una ripresa in processi di forte innovazione del suo apparato industriale sia dal punto di vista tecnologico, sia della sua composizione settoriale. Dall altra parte il Friuli occidentale va perdendo il senso della sua identità e della sua appartenenza al complesso della comunità friulana, perdendosi da un lato nella improbabile elaborazione di una identità pordenonese che non è condivisa dal resto del territorio ove in gran parte si parla friulano in una sua particolare e per certi aspetti più antica forma e dove si parla veneto questo risale ad un sostrato friulano ben evidente nella forma delle parole, nel lessico e nella toponomastica che i dialetti veneti provenienti dal trevigiano non riescono a mascherare o a far sparire. Le classi dirigenti pordenonesi devono perdere il senso di vittimismo nei confronti di Udine che da decenni viene espresso e che trova le manifestazioni più evidenti nella latente competizione con il capoluogo udinese che deve la sua posizione al semplice fatto geografico della sua centralità territoriale, e non certo ad una volontà di 1

2 sopraffazione e di dominio. Pordenone e il suo territorio hanno tutta da guadagnare da un recupero di solidarietà e di collaborazione con il resto della comunità e della economia friulane. L unità del Friuli rimane un fatto indiscutibile finchè dura il regime di autonomia speciale riservato alla regione Friuli Venezia Giulia, e una condizione comunque forte finchè la Regione rimane distinta dal Veneto. I fatti istituzionali e i dati amministrativi non consentono una separazione di collaborazioni e di presenze e di attività nei rispetti degli altri due territori del Friuli centrale e di quello Isontino. E i conflitti interni alle classi dirigenti delle associazioni di categoria e delle organizzazioni economiche non possono spingersi fino a paventare un passaggio al Veneto del pordenonese. Si tratta di armi spuntate, che creano soltanto condizioni di malessere e di divaricazione tra friulani centrali e friulani occidentali, che hanno bisogno di elementi di collaborazione e di fattori di coesione. Anche perché nella malaugurata e crediamo impossibile fine dell autonomia della nostra Regione, a fronte del peso numerico e del dinamismo economico della marca trevigiana (900 mila abitanti, contro i 315 mila del pordenonese, 290 mila imprese contro le 96 mila del Friuli occidentale), questo territorio verrebbe ad assumere una posizione puramente marginale, destinato ad essere schiacciato dai numeri e dalla forza economica della Marca. L unità del Friuli, rivista e reinterpretata anche alla luce della sciagurata eliminazione della Provincia che proprio alcuni esponenti della classe dirgente pordenonese hanno consentito che si compiesse (gli ex sindaci di Pordenone, Bolzonello, e di Azzano Decimo, Panontin), divenendone degli attivi protagonisti, è una condizione conveniente soprattutto per il Friuli occidentale, che non deve essere stretto in un angolo di marginalità e di irrilevanza economica e culturale. Notizie per il Friuli I profughi in Friuli Il Governo regionale va dando dimostrazione di tutta la sua incapacità e irresponsabilità nel conclamare nei talkshows televisivi che esisterebbe un modello Friuli anche nell accoglienza dei profughi che a migliaia scappano dalla guerra e dalla fame, nella speranza di trovare nuove condizioni di vita e di lavoro in Europa. La governatrice evidentemente non passa per Udine, Gorizia, Pordenone e non si accorge delle decine di profughi che dormono sui prati dei giardini pubblici, nei sottopassi ferroviari, negli stabili abbandonati, in condizioni incredibili di abbandono e di incuria. E questo malgrado il Friuli sia costellato di caserme inutilizzate, lasciate in abbandono, non curate, abbandonate al degrado, utilizzabili solo negli spazi scoperti per erigervi delle tendopoli ove una parte dei profughi è ospitata in condizioni indescrivibili. I profughi si accolgono e si assistono solo se si è in grado di dare una ospitalità decorosa. Si deve dimostrare solidarietà, si deve 2

3 garantire assistenza solo se si è in grado di far fronte a tali responsabilità. E da irresponsabili aprire le porte a tante persone che poi non si è grado di ospitare in condizioni accettabili. L Italia e il Friuli vanno dando una dimostrazione inaccettabile di imprevidenza, di inefficienza, di irresponsabilità. E da vergognarsi di essere cittadini di uno Stato che appare sempe più un monumento di inefficienza e di imprevidenza. Notizie per il Friuli Il terrorismo islamico I gravissimi fatti che in Europa, in Asia, in Africa sono da attribuirsi alla rete del terrorismo islamico non deve scatenare una condanna indiscriminata nei confronti di chi professa una religione che comunque va rispettata per le emozioni che suscita in centinaia di milioni di persone nel mondo. Resta il fatto che la religione del Corano è quanto di più lontano si possa immaginare dai principi che animano la nostra civiltà, incardinata nei valori di tolleranza, di rispetto della dignità della persona umana, di solidarietà, di amore per il prossimo, di comprensione delle varie opinioni, di impegno e di responsabilità nella vita familiare, civile e lavorativa, di uguaglianza tra uomo e donna. Gli atteggiamenti di intolleranza per chi professa un altra concezione della vita e dell uomo, la spinta al proselitismo espresso spesso in forma violenta, il complesso di superiorità nei confronti di chi non appartiene alla comunità dei credenti, il disprezzo della vita, il fatalismo, le ridicole prescrizioni alimentari, la poligamia, le pene capitali, le mutilazioni a titolo di punizione o per prevenire i comportmenti non considerati commendevoli, tracciano un confine invalicabile tra due mondi. La cultura islamica animata da tali principi rappresenta un brodo di cultura naturale per l estremismo fondato sull intolleranza e sulle pratiche terroristiche. Non sono le distinzioni di razza, di cultura, di lingua, di identità che creano profonde differenze. Chi porta un nome cristiano, chi frequenta le nostre stesse chiese, chi nutre una visione della vita che si fonda sul rispetto della persona umana e su una concezione di uguaglianza al di là delle differenze di carattere fisico, culturale e di genere, entra facilmente a far parte della nostra comunità, una volta superata la difficoltà della lingua. Chi non coindivide i nostri valori, è meglio che rimanga là dove è nato, e non gli sia consentito di entrare in Europa e nel nostro paese in modo illegittimo contribuendo allo stravolgimento della nostra cultura. Notizie per il Friuli La solidarietà al Preside Bearzi Il Dirigente scolastico Livio Bearzi è stato condannato a 4 anni di reclusione a seguito di una sentenza della Cassazione che lo riconosce colpevole per il crollo del Convitto Domenico Cotugno de L Aquila avvenuto durante il terremoto che nel 2009 colpì gravemente il capoluogo abruzzese. Il crollo provocò la morte di tre studenti. Il Prof. Bearzi è stato riconosciuto colpevole per non 3

4 aver saputo prevedere il terremoto e per non aver fatto sgombrare per tempo l edificio. La sentenza è stata emessa in base ad una norma sulla sicurezza che attribuisce ai Presidi la responsabilità di datori di lavoro, cui compete la gestione dell intera materia della sicurezza. Il fatto è che i presidi non dispongono delle risorse finanziarie e delle competenze per provvedere alla manutenzione degli edifici e per la realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione degli immobili. Si tratta di responsabilità che competono a seconda dei casi ai comuni o alle province e ai rispettivi uffici tecnici, mentre ai Presidi competono responsabilità di organizzazione e di amministrazione. La buona fede del Prof. Bearzi è dimostrata dal fatto che egli stesso risiedeva con la sua famiglia nell edificio. Ma una legge sbagliata è stata applicata inflessibilmente dalla magistratura, portando ad un provvedimento insensato. La vicenda ha scosso l intero mondo della scuola e dei dirigenti scolastici provocando molteplici iniziative si solidarietà. Ma si è mosso anche il mondo politico, dal quale sono emerse alcune iniziative per la modifica di una normativa insensata. In particolare da parte del Partito democratico e della Lega e del sen. Mario Pittoni sono state avviate iniziative in tale direzione. All amico Livio Bearzi, che conosciamo da tempo per essere stato fondatore del Fogolâr Furlan di Barcellona, va anche tutta la nostra solidarietà, ritenendo di dare espressione in questo modo anche al mondo autonomista. Notizie per il Friuli La devastazione istituzionale: la soppressione dell Agemont Continua l opera di devastazione istituzionale avviata dalla attuale Giunta regionale. Lo strumento fondamenale per una efficace e organica politica di sviluppo della montagna, l Agenzia regionale per la montagna (Agemont) è stato messo in liquidazione. Agemont S.p.A. è l'agenzia per lo Sviluppo Economico della Montagna. Si tratta di una società per azioni costituita dalla Regione nel 1989, dopo uno studio assai impegnativo condotto dalla Provincia di Udine e poi ripreso dalla Regione, il Progetto Montagna. Questo indicava nello sviluppo di attività economiche nel campo delle dei settori tecnologicamene avanzati nella montagna carnica e soprattutto nelle sezioni più alte delle valli friulane. Per dare concretezza a tali programmi serviva un organismo di promozione e di animazione concreta per l insediamento di iniziative produttive adatte all ambiente alpino. Venne così deciso di fondare un organismo promozionale sotto forma di società per azioni, con sede nella zona industriale di Amaro, con una diramazione per le Prealpi Carniche a Maniago in Provincia di Pordenone. La Società ebbe agli inizi alcuni successi, soprattutto sotto la presidenza dell ex Sindaco di Tolmezzo Iginio Piutti e la direzione dell ing.pierantonio Varutti. Venne costituita con lo scopo di promuovere l'avvio di nuove iniziative economiche e di favorire la valorizzazione delle risorse umane e materiali dei territori montani attraverso: 4

5 - attività di ricerca e progettazione per lo sviluppo di nuove iniziative economiche con specifico riferimento a quelle di natura intersettoriale; - promozione dell'imprenditorialità locale e attrazione di imprenditorialità esterna; - servizi di assistenza tecnica e consulenza organizzativa e gestionale a favore di imprese che si insediano nei territori montani; - organizzazione e svolgimento di attività formative e di aggiornamento professionale rivolte in particolare a soddisfare le esigenze di qualificazione degli imprenditori e del personale direttivo delle imprese presenti nei territori montani; - interventi di ingegneria finanziaria; - progetti comunitari nazionali e regionali che abbiano relazioni o ricadute sull'area montana. Le successive nomine ai vertici della Società di personaggi provenienti dalla classe politica e anche da quella accademica tra cui l attuale Rettore Alberto Felice De Toni ebbero risultati negativi, anche per l assenza di indirizzi politici efficaci da parte dell Amministrazione regionale. Ma è soprattutto lo scarso interesse della classe politica regionale ad attuare una valida politica di sviluppo della montagna che ha portato al progressivo degrado della Società, che ha avuto la sua ultima espressione nello smembramento della società con attribuzione delle partecipazioni societarie alla Friulia, l escorporazione del Centro di Innovazione Tecnologica attribuito al Consorzio Innova Fvg che funziona come centro congressi e Parco scientifico e tecnologico e l assegnazione del patrimonio immobiliare a Agemont Immobiliare. Si giunge così all epilogo di una brutta vicenda. La montagna friulana viene privata di uno strumento di sviluppo che avrebbe potuto dare risultati di tutto rispetto. Notizie per ii Friuli La devastazione istituzionale: la soppressione del Consorzio Aussa Corno Gli interventi devastanti della Giunta Serracchiani si sviluppano dal monte al mare. Ora la volta è venuta per un altro importante fattore di sviluppo industriale in un area tradizionalmente caratterizzata da condizioni di sottosviluppo economico, la Bassa Friulana, ove ha sempre operato una fiorente agricoltura che ora non è più in grado di garantire adeguate forme di reddito per la popolazione locale. Il Consorzio è stato costituito nel 1964 con legge dello Stato con lo scopo di acquisire, infrastrutturare e cedere alle aziende terreni situati in prossimità del porto fluviale di Porto Nogaro e del bacino formato dalla confluenza del fiume Corno che lambisce San Giorgio di Nogaro e il fiume Aussa che si collega a Cervignano del Friuli. Ente pubblico economico costituito con la partecipazione della Provincia, della Camera di Commercio, di alcuni istituti bancari e dei comuni interessati dalla zona industriale Aussa-Corno (San Giorgo, Torviscosa, Cervignano, 5

6 Terzo d Aquileia), esso ha dato notevoli contributi allo sviluppo industriale della Bassa Friulana, esteso su di una sperficie di mq, con 65 aziende insediate per un totale di occupati, cui si aggiungono altri dell indotto, senza contare le attività del Porto. Il meccanismo che ha consentito al Consorzio di vivere è stato per molti anni l acquisizione dei terreni, la loro infrastrutturazione e la loro rivendita alle aziende. La differenza tra prezzi di vendita e prezzi d acquisto, dedotti i costi di infrastrutturazione, produceva un surplus che consentiva al Consorzio di coprire le spese generali, di personale e di gestione. Con la grave crisi del 2008 il meccanismo si è rotto, essendo caduta la domanda di terreni infrastrutturati per l insediamento di nuove aziende. Di questa situazione di crisi la Regione ha approfittato per portare avanti il suo disegno di accorpamento e di centralizzazioe dei Consorzi industriali. E così si giunge alla liquidazione di un patrimonio di esperienze e di iniziative che ha dato grandi contributi allo sviluppo del territorio prospiciente la laguna e i comuni interessati sono stati espropriati delle loro competenze. Invece di attendere il superamento della crisi e l inversione di tendenze congiunturali negative, si è colta l occasione per distruggere uno strumento la cui validità era stata dimostrata dai risultati raggiunti, in luogo di pensare ad una riorganizzazione del Consorzio, ad una riduzione del personale e alla individuazion di meccanismi di finanziamento che non dipendano in misura così rilevante dalle condizioni congiunturali. Notizie per ii Friuli Autovie Venete e la terza corsia La realizzazione della terza corsia dell autostrada va a rilento, anche dopo la nomina a Commissario straordinario della Presidente della Giunta regionale Debora Serracchiani, la quale tra una riunione di Giunta a Trieste, qualche puntata in Friuli per presenze istituzionali, qualche presenza durante i lavori del Consiglio regionale, il disbrigo di lavori d uficio, la cura della delega ai problemi della montagna, la presenza a Roma per i compiti connessi alla sua posizione di Vicesegretaria del Partito democratico, le sue frequenti apparizioni ai talkshows televisivi della capitale, le conferenze stampa per il Partito democratico, evidentemente ha poco tempo da dedicare ad un compito tanto impegnativo come la ricerca dei finanziamenti e l individuazione delle procedure per la realizzazione dei vari lotti che condurranno alla costruzione della terza corsia del Autostrada Trieste - Venezia delle Autovie Venete. Autostrada che rischia letteralmente di scoppiare per i grossi flussi del traffico merci che si generano nei paesi dell Europa centro europea e balcanica e che si indirizza verso l intera Italia. Il problema di fondo che consentirebbe a Autovie Venete di realizzare l opera è costituita dalla proroga della concessione dei servizi autostradali necessari per garantire i finanziatori sulla possibilità della concessionaria di far fronte ai suoi impegni. L attuale concessione scade nel 2017, e si va chiedendo una 6

7 proroga di parecchi anni, che incontra le resistenze sia dell Autorità contro la corruzione guidata da Raffaele Cantone sia da parte dell Unione europea, che da sistematicamente la preferenza alle gare. Ciò spiega la lentezza con la quale il Ministro Del Rio tarda a firmare il protocollo d intesa diretto alla individuazione di un percorso che consenta di prorogare la concessione senza gara. Infatti allo stato attuale, il protocollo che doveva essere firmato ancora a luglio è fermo a Roma sul tavolo del Ministro. D altra parte il piano finanziario aggiornato è fermo al Ministero competente perché manca il protocollo d intesa, necessario per fare chiarezza sulla questione della proroga della concessione. Alcuni lavori potrebbero essere avviati subito perchè hanno trovato già un finanziamento. Si tratta del terzo e del quarto lotto, i cui lavori sono già stati affidati nel 2009, senza copertura finanziaria, che ora è disponibile, mediante una aggiudicazione provvisoria, che è diventata definitiva nell aprile Non si comprende perché il contratto non è stato ancora firmato. La situazione è stata ben chiarita dal già assessore Gianfranco Moretton in un suo recente comunicato. Appare evidente come questioni complesse dal punto di vista amministrativo e giuridico, per non considerare gli aspetti tecnici e politici, che coinvolgono tanti interlocutori, non possano essere gestite nelle briciole di tempo che restaano ad una Presidente di Giunta regionale e Vicesegretaria del partito di maggioranza relativa, per quanto brava essa sia e per quanto circondata da uno stuolo di collaboratori che lei ha scelto. E questi sono i risultati. Notizie per ii Friuli I costi energetici della montagna Uno dei fattori che penalizzano maggiormente gli abitanti della montagna è costituito dai costi energetici che sono mediamente più elevati di quelli propri della pianura. A causa della elevata altimetria le temperature sono sensibilmente più basse di quelle della pianura. A causa della morfologia accidentata i centri abitati si dispongono a maggiore distanza l uno dall altro e soprattutto lungo i nastri stradali che richiedono tempi di percorrenza e costi di spostamento assai più elevati. Il costo della vita in montagna è assai più oneroso di quello proprio degli insediamenti di pianura. I processi di spopolamento della montagna trovano la spiegazione più naturale in fenomeni di questa natura. Vivere in montagna costa, ed è naturale che alla lunga la popolazione avverta queste limitazioni e alla fine decida di scivolare a valle e di abbandonare i tradizionali insediamenti, e specialmente se questi sono dislocati nelle sezioni più alte ed interne dei solchi vallivi. La crisi delle Terme di Arta ha condotto alla disdetta del contratto da parte del gestore, in parte motivata dal livello elevato dei costi energetici, determinato da un lato dai criteri scarsamente orientati al risparmio energetico con cui gli immobili a suo tempo sono stati costruiti e in parte dagli alti livelli dei prezzi dei prodotti energetici che creano notevoli problemi alla tenuta economica delle attività. E tale problema si ripropone per ogni attività 7

8 produttiva che trovi dislocazione in Carnia e negli altri ambiti alpini. Bisogna rendersi conto che i problemi della montagna in larga misura si risolvono ponendo sullo stesso piano le famiglie e le imprese che hanno scelto di risiedere in montagna con quelle dislocate in pianura. I costi differenziati devono essere livellati, evitando di caricare sulle popolazioni di montagna costi energetici che si generano non per scelta dei soggetti, ma per le obiettive condizioni di svantaggio che le diverse condizioni ambientali vengono a creare per effetto della temperature e delle distanze. E necessario che i parlamentari della montagna, delle regioni alpine della Val d Aosta, del Piemone, della Lombardia, del Veneto, del Trentino-Alto Adige e del Friuli facciano fronte comune per chiedere allo Stato non privilegi, ma interventi compensativi. Che potrebbero tradursi in un abbattimento delle accise sui carburanti e sull energia elettrica nei territori montani che si pongano ad un livello altimetrico accuratamente determinato in modo da neutralizzare tale effetto negativo per le economie locali. E tale abbattimento potrebbe realizzarsi andando a incidere sulla fiscalità generale, o redistibuendolo sulla totalità dei contribuenti della pianura. Solo intreventi coraggiosi di tale natura potrebbero rendere indifferenti le scelte insediative dei soggetti e annullare uno dei fattori maggiori di discriminazione economica generata da fattori ambientali (climatici e morfologici). Notizie per ii Friuli Il Convegno del 28 novembre a Pordenone Il futuro del territorio di Pordenone dopo la fine della Provincia sarà esaminato in un importante convegno che Identità e Innovazione ha convocato per sabato 28, alle ore 16,30 al Hotel Minerva di Pordenone, Piazzale XX settembre 5, con il seguente programma: Saluti Claudio Pedrotti Presidente della Provincia - Sindaco di Pordenone Pietro Gerometta Vicepresidente della Assemblea della Comunità linguistica friulana - Sindaco di Vito d Asio Interventi introduttivi Lauro Nicodemo Presidente di Identità e Innovazione per il Friuli Occidentale, Cordovado Emiliana Gennari Coordinatrice del Comitato per il Friuli Occidentale, San Quirino Relazione d apertura Alvaro Cardin - Pordenone Il futuro del Friuli Occidentale 8

9 Relazioni Elio De Anna Consigliere regionale, già Assessore regionale alla cultura e alle identità linguistiche L identità del Friuli Occidentale Lucio Roncali Presidente del Ciavedal, Cordenons I friulani della Destra Tagliamento e la comunità friulana Guglielmo Cevolin Professore aggregato di Diritto pubblico nell Università del Friuli, Pordenone Gli strumenti giuridici e istituzionali per la coesione del Friuli Ubaldo Muzzatti Consulente aziendale, Cordenons Città e territorio: un nuovo modello di organizzazione degli enti locali Romeo Faleschini Imprenditore, Vito d Asio L asse manifatturiero friulano tra Pordenone e Gorizia Discussione Conclusioni Francesco Longo Professore di diritto ambientale nell Università del Friuli, Pordenone Tutti gli aderenti e amici all Associazione sono invitati a partecipare numerosi. Identità linguistiche La cantata di Re Riccardo in Friuli Il Prof. Gianluca Franco di Capriva del Friuli, informatico dell Università del Friuli e uno dei fondatori della Societât Sientifiche e Tecnologjiche Furlane e di Identità e Innovazione ha scritto un bel romanzo storico in un friulano molto curato, dal titolo Re Riçard in Friûl e pubblicato dalla Clape Culturâl Acuilee di Udine. Il romanzo parla della vicenda del re d Inghilterra Riccardo Cuor che di ritorno dalla terza Crociata sbarcò nella laguna di Marano e successivamente fu catturato dal Conte di Gorizia e consegnato al Duca d Austria, che lo tenne prigioniero fino a conseguire un cospicuo riscatto. Per valorizzare questo romanzo è stato costituito su iniziativa di Fabio Rivolt un gruppo musicale che metterà in scena al Teatro Garzoni di Tricesimo sabato 21 novembre alle ore 20,30 la cantata ricavata dal romanzo. 9

10 Identità linguistiche Suns a Udine Il Friuli diventa il centro dell'europa unita nella diversità. Dal 25 novembre al 12 dicembre in programma a Udine e in una serie di altre località friulane (Cividale, San Vito al Tagliamento, Casarsa, Cormòns, Maniago, Rivignano) suns Europe, l unico festival europeo delle arti performative in lingua minoritaria. Suns Europe si aprirà mercoledí 25 novembre, con Suns Europe - Mostre dal Cine, la sezione cinematografica curata dal Cec-Centro espressioni cinematografiche "Mostre dal Cine", che in quattro giorni proporrà film in basco, catalano, friulano, occitano, corso, galiziano, inuit, bretone e gallese, nonché incontri con autori, attori e registi. La sezione sarà tenuta a battesimo dalla prima proiezione in assoluto in Italia di Loreak il film basco candidato agli Oscar per il miglior film straniero, in programma anche una serie di produzioni in lingua friulana. Dal 3 al 7 dicembre sarà la volta di Suns Europe - Sunsûrs, la sezione del festival dedicata a prosa, poesia e teatro. Si alterneranno presentazioni di libri, incontri con gli autori, letture sceniche, confronti poetici e spettacoli: da segnalare una rappresentazione ispirata alla figura di Primo Carnera e l'atteso spettacolo di Giovanna Marini su Pier Paolo Pasolini. Dal 5 dicembre spazio alla musica, con un programma di eventi che culminerà venerdí 11 dicembre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine con l esibizione di una decina di gruppi e solisti selezionati tra gli oltre sessanta candidati, espressione di ventisette comunità linguistiche d'europa, che avevano risposto al bando internazionale lanciato dagli organizzatori tra agosto e ottobre. Identità linguistiche Gianni Pascoli al Circolo di Udine L ing. Gianni Sergio Pascoli, apprezzato insegnante nei corsi di friulano della Società Filologica Friulana, e uno dei fondatori di Identità e Innovazione, ha tenuto sabato 14 novembre nell aula 11 di Palazzo Garzolini Toppo Wasserman dell Università di Udine una apprezzata conferenza sulle origini della lingua friulana, organizzata dal Circolo di Udine dell Associazione. Dopo una interessante introduzione del Vicepresidente Prof. Franco Rosa, l Ing. Pascoli ha svolto il tema con vivacità e precisione, suscitando il vivo interesse dei molti partecipanti all incontro. Identità linguistiche Integrazione e bilinguismo Con una tavola rotonda sul tema Bilinguismo e plurilinguismo come ricchezza, diritto e opportunità si è chiuso a Palazzo Garzolini Toppo Wasserman sabato 14 novembre il progetto I.BI.S (Integrazione e Bilinguismo con Successo). Si tratta di un progetto diretto ad evidenziare il valore del bilinguismo e del 10

11 plurilinguismo riferito sia alle comunità autoctone sia a quelle di recente immigrazione, organizzato dalla associazione di promozione sociale Polonik, animata da Dorota Stormidlo. Sono intevenuti all incontro, coordinato da Marco Stolfo, il prof. Franco Fabbro dell Università del Friuli, che ha parlato di Neuroscienze del bilinguismo, la prof. ssa Silvana Schiavi Fachin sempre dell Università del Friuli, che ha affrontato il tema L educazione plurilingue: un processo che dura lungo tutto l arco della vita. Lorenzo Fabbro, Presidente dell Arlef, Claudia Salamant e Miriam Simiz della Scuola bilingue di San Pietro al Natisone, Dorota Stormidlo dell associazione Polonik, Jana Sovova, lettrice di scambio di lingua ceca, Elena Toukschoumskaia, del Centro Italia Russia, Awa Diallo, presidente dell Associazione Mediatori di Comunità, Paolo Cantarutti, Presidente di Radio Onde Furlane, la Prof. ssa Renata Capria D Aronco, Presidente del Club Unesco di Udine. Attività Udine, mercoledì 4 novembre: Riunione del Comitatodell esecutivo per preparare il Convegno di Pordenone. Pagjinis furlanis Pubblichiamo un articolo apparso su Il Diari di novembre dovuto a Ubaldo Muzzatti che tratta il tema della friulanità della Destra Tagliamento Di ca o di là de aghe, simpri furlans o sin di UBALDO MUZZATTI Cemût si definissino i abitants de regjon par ce che al tocje la lôr identitât? Furlans, in maiorance. Po, par ordin, triestins, udinês, pordenonês, gurizans, cjargnei. Sorprese: dome il 2,9 par cent si sint giuliano, a dimostrazion che la Vignesie Julie e je dome un vanzum retoric. I dâts scjassôs di une indagjin demoscopiche passade tal cidin. 11

12 Te seconde mitât dal an stât, la Union des Provinciis dal Fvj e fasè fa al Centro Studio Sintesi Istituto di Ricerca Sociale ed Economica di Mestre une indagjin demoscopiche publicade po cul titul La Provincia e l Identità dei Cittadini. La indagjin si proponeve di dimostrâ la valence e l'inlidrisament, no dome aministratîf, des Provinciis par fâi cuintri ae sopression dal Ent. Par une schirie di resons, il studi nol à vude la difusion che al mertave. Massime in provincie di Pordenon, dulà che tancj, massime tal cjâf lûc, si spietavin rispuestis diferentis: te indagjin, cheste provincie e risulte la mancul amade des cuatri, la tant declamade identitât pordenonese e je dineade, i furlans ocidentâi si declarin a grande maiorance.. furlans. Il studi al cjape in esam cetancj fatôrs, par esempli: il nivel di preseament dal ent provincie, il sens di partignince ai varis nivei istituzionâi, e vie indevant. Di particolâr interès, la domande indreçade al campion statistic di ognidune des cuatri provinciis de regjon: Se lui al ves di definîsi, a cuale di chestis identitâts si sintial plui dongje? Lis rispuestis dai residents a son racuetis intal origjinâl che o ripuartìn chi disot. No stai a fâsi sviâ dai grafics (diferents), ma leiêt i dâts! I dâts di chescj cuatri grafics a disin une vore di robis. A dan cetantis confermis e a disdisin une vore di suposizions e pretesis puartadis indevant par decenis, in particolâr di chês agjenziis che a vuelin fruçonâ, dividi, ridusi il Friûl e i furlans. Che si cjaledi, dome par fa un esempli, il Friûl ocidentâl. Par decenis, cun grant e cuotidian displeament di mieçs, si à cirût di imponii une suponude identitât pordenonese, di dineâ Friûl, furlans e furlan tra Tiliment e Livence. Invezi ancjemò in dì di vuê (la indagjin e je de sierade dal an stât), i furlans ocidentâi si definissin e a vuelin jessi clamâts furlans, tant che i furlans de provincie di Udin. Pordenonês si definissin pôc di plui dai residents in citât (tant che i udinês, par altri). I grafics a confermin che a son trê provinciis (no dôs o une) a maiorance furlane, che il Friûl nol pues e nol à di jessi confinât te provincie di Udin. A disin ancje che a Triest (e provincie) a son (a bon dirit) triestins, intant che dome une minorance sclagne si definîs giuliana a dimostrazion che la Vignesie Julie al è un vanzum retoric tignût in pîts di cualchi agjenzie interessade. Integrant, in rapuart aes penzecis demografichis, i dâts di ogni Provincie, al salte fûr un cuadri di struc de regjon (totâl residents al , 1 milion 227 mil 625) di dulà che a vegnin claris confermis e ancjetancj ridimensionaments. Che si cjaledi, par esempli, ae sclagnece de tant citade identitât giuliana. Di sotliniâ che la identitât furlane e a la maiorance assolude in regjon, no cate lis identitâts citadinis declaradis di chei che a son a stâ tes citâts cjâf lûc. 12

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14 Opinioni e documenti Pubblichiamo un articolo apparso su La Vita Cattolica riguardante le dichiarazioni del Minuistro Boschi sull introduzione del friulano nelle trasmissioni radiofoniche e televisive. L'ESPONENTE DEL GOVERNO RENZI SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA COMUNITÀ LINGUISTICA FRIULANA Friulano in tv, il ministro Boschi: "In Rai con la riforma Il ministro Maria Elena Boschi Il governo «si è espresso a favore di impegni volti a favorire le minoranze linguistiche, con particolare riferimento anche alla lingua friulana, così come previsto dalla legge 482 del Pertanto tali impegni troveranno specifica considerazione nell'ambito dell'attuazione delle delega legislativa prevista dalla Riforma della Rai e del servizio pubblico radiotelevisivo e del contratto di servizio con Rai Radiotelevisione italiana»: lo scrive il ministro per le Riforme costituzionali e per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, rispondendo alla lettera inviata il 16 ottobre scorso al premier Matteo Renzi dal presidente della Comunità linguistica friulana (e sindaco di Carlino) Diego Navarria, che lamentava la mancata considerazione della marilenghe all'interno 14

15 del progetto di legge di riforma della Rai. Un'emendamento presentato dalla parlamentare udinese Gianna Malisani era stato infatti bocciato. Il ministro Boschi «assicura la piena condivisione dell'esecutivo delle esigenze di tutela e valorizzazione della lingua friulana» sollevate da Navarria, «come testimonia la posizione assunta dal rappresentante del governo in merito agli ordini del giorno presentati presso l'assemblea della Camera». Tali atti erano stati presentati anche da diversi parlamentari del Friuli-Venezia Giulia: Ettore Rosato, Tamara Blažina, Gianna Malisani, Paolo Coppola, Gian Luigi Gigli e Sandra Savino. Il ministro Boschi ricorda quindi che nella seduta di mercoledì 21 ottobre della Camera dei deputati il sottosegretario di Stato per lo Sviluppo economico, on. Giacomelli, si è «espresso a favore di impegni volti a favorire le minoranze linguistiche, con particolare riferimento anche alla lingua friulana, così come previsto dalla legge 482 del 1999». Fin qui è cronaca. La buona notizia comunicata del ministro Boschi e che «tali impegni troveranno specifica considerazione nell'ambito dell'attuazione delle delega legislativa prevista dalla Riforma della Rai e del servizio pubblico radiotelevisivo e del contratto di servizio con Rai Radiotelevisione italiana». Il governo rassicura, insomma, che le richieste espressa dai friulani, seppur accolte con il debolissimo strumento dell'ordine del giorno, verranno comunque preso in considerazione e accolte dal governo Renzi. 15

16 Una Associazione di iniziativa e cultura politica per l autonomia friulana: Identità Innovazione Identità Innovazione - Associazione per l Autonomia del Friuli - è un associazione di cultura e iniziativa autonomista fondata nel 2005 con lo scopo di diffondere una coscienza autonomista a tutti i livelli della società e del territorio friulani, al fine di rivalutare tutti gli aspetti della identità friulana, e di trovare e applicare tutti gli strumenti necessari per bloccare e invertire le tendenze alla snaturalizzazione della comunità del Friuli, poste in essere dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dagli uffici dello Stato e dalle strutture scolastiche, e dalle spinte verso la globalizzazione. Il tutto inserendosi in un filone di pensiero politico moderato e popolare, che rifiuta ogni posizione estremista, ma che si schiera con forza a favore della rivendicazione degli interessi della comunità friulana. L Associazione è nata nella consapevolezza che i problemi fondamentali che indeboliscono la comunità friulana sono i seguenti: l insufficiente livello di coscienza del valore della comunità friulana, come entità distinta dalle comunità contermini, cui si legano i complessi di inferiorità e di sudditanza ancora troppo diffusi; la dipendenza da un capoluogo regionale, Trieste, assolutamente estraneo ai valori, comportamenti, cultura e lingua del Friuli; la presenza di un sistema scolastico che diffonde una concezione riduttivistica, quando non apertamente ostile, riguardo alla lingua e identità friulana, considerata ancora un dialetto o una parlata di rango inferiore, non meritevole di attenzione, malgrado quanto sancito dalla Costituzione e dalla legge sulle minoranze linguistiche, la Legge 482/1999. L Associazione intende chiamare a raccolta i friulani che sono orgogliosi di essere tali per realizzare una grande opera di risveglio della coscienza friulana, attraverso: il lancio di iniziative concrete di animazione sul territorio; la costruzione di una rete autonomista su tutto il territorio del Friuli: una rete di aderenti e di strutture locali in grado di sviluppare una continua azione diretta a contrastare il centralismo e la snaturalizzazione. 16

17 Aderire e sostenere Identità e Innovazione Vi invitiamo ad aderire all Associazione compilando il seguente modulo: Il/La sottoscritto/a SCHEDA DI ADESIONE Cognome e nome Nato a il Via/Piazza Numero Comune CAP Professione Ente o Azienda di appartenenza Amministratore di Ente o Associazione Cellulare Telefono Posta elettronica CHIEDE di aderire alla Associazione Identità e Innovazione, sottoscrivendo la quota annuale di adesione di Euro 10 nonché un eventuale contributo di sostegno di Euro. Note: 1) per perfezionare l iscrizione si prega di restituire per posta elettronica la presente scheda di adesione; 2) la quota di iscrizione si fa pervenire attraverso un versamento sul conto corrente bancario CREDIFRIULI,n , Udine, Via Crispi45 IBAN IT 20 E

18 Presentazione di Gnovis pai Autonomiscj L Associazione intende informare periodicamente i propri quadri, iscritti e simpatizzanti sui più grandi problemi che riguardano la crescita del Friuli come autonoma entità, la cui conservazione e valorizzazione richiede un impegno costante da parte di coloro che credono indispensabile rafforzare la nostra comunità e impedire che essa anneghi in una indistinta realtà friul-giuliana o, peggio, friul-veneta. Chiediamo ai destinatari di questo notiziario di collaborare in tre modi: fornire indirizzi mail di persone che potrebbero essere interessate a riceverlo,per ampliare la sua diffusione; formulare critiche e suggerimenti per un suo miglioramento; inviare o segnalare notizie per un suo arricchimento. Viene utilizzata la lingua italiana come mero strumento di comunicazione e non certo come scelta culturale: useremmo volentieri la lingua friulana se la scuola italiana ci avesse insegnato a leggerla e soprattutto a scriverla con facilità. Riferimenti: corrispondenza: sito web ufficiale: pagina Facebook: identitaeinnovazione Redazione Comitato di Redazione: Gianluca Falcomer, Valeria Grillo, Giorgio Lodolo, Lauro Nicodemo, Franco Rosa, Raimondo Strassoldo Coordinatore: Marzio Strassoldo, cell

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