DIETRO LO SCHERMO Gli adolescenti e la comunicazione ai tempi di Facebook

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1 A. Fornasari, F. Schino, A. Cassano, M. C. Giorda, M. Stranisci, L. Bossi, F. Michielin DIETRO LO SCHERMO Gli adolescenti e la comunicazione ai tempi di Facebook Biblioteca della Fondazione

2 DIETRO LO SCHERMO Gli adolescenti e la comunicazione ai tempi di Facebook Proprietà letteraria della Fondazione Intercultura I testi di questo volume possono essere riprodotti gratuitamente citando la fonte e purchè per scopi non commerciali. Non se ne possono trarre opere derivate. Immagine in copertina del proprietario Visitate il sito Finito di stampare nel mese di settembre 2013

3 Sommario Gruppo di ricerca 7 Gli autori e le autrici 8 1. Presentazione della ricerca (A. Fornasari) Introduzione al tema Significati, finalità, metodologie della ricerca Tappe e strumenti della ricerca Introduzione alla ricerca: analisi dei dati a livello nazionale (F. Schino) Alcuni dati strutturali Modi di vivere la rete in Italia e all estero Social network e dinamiche di relazione La rete e l altro Cosmopolitismo web Analisi dei dati a livello regionale Piemonte/Puglia (F. Schino) Alcuni dati strutturali Piemonte Modi di vivere la rete in Italia e all estero Social network e dinamiche di relazione La rete e l altro Cosmopolitismo web Alcuni dati strutturali Puglia L utilizzo di internet e dei social network 62

4 3.8 Social network e dinamiche di relazione La rete e l altro Cosmopolitismo web Sintesi Piemonte/Puglia Analisi generale dei questionari returnees (F. Schino) Alcuni dati strutturali Modi di vivere la rete in Italia e all estero Social network e dinamiche di relazione in Italia e all estero La rete e l altro Cosmopolitismo web Analisi regionale dei questionari retunees (F. Schino) 109 Piemonte Alcuni dati generali Modi di vivere la rete in Italia e all estero Social network e dinamiche di relazione in Italia e all estero La rete e l altro Cosmopolitismo web Puglia Alcuni dati generali Modi di vivere la rete in Italia e all estero Social network e dinamiche di relazione in Italia e all estero La rete e l altro Cosmopolitismo web Sintesi 160

5 6. Media Education (A. Cassano) Media education e intercultura Nuovi media e identità I media tra consumi e saperi Crescere con i media. La costruzione dei significati nei nativi digitali La terza cultura: uno spazio per la condivisione La società dell informazione nelle strategie dell Unione Europea Cittadinanza ed e-democracy Multimedialità e didattica: studenti web Report Regionale Piemonte (M.C. Giorda, M. Stranisci, L. Bossi) Introduzione: il contesto regionale La ricerca in Piemonte: le scuole campione Istruzione e media education nelle scuole campione Vivere in rete o i giovani e la rete Social network e dinamiche di relazione La rete e l altro La rete come strumento di educazione al cosmopolitismo Scuola 2.0: la sfida del nuovo millennio I giovani si raccontano Returnees e Internet Report Regionale Puglia (A. Fornasari) Il contesto regionale letto attraverso una comparazione con i dati nazionali e internazionali (dati Audiweb) 257

6 8.2 La ricerca in Puglia: le scuole campione e la media education I giovani e la rete: social network e dinamiche di relazione La rete: strumento di educazione al cosmopolitismo Scuola web 2.0: la sfida del nuovo millennio Analisi dei POF delle scuole partecipanti alla ricerca La rete strumento di educazione al cosmopolitismo (A. Fornasari) Il cosmopolitismo ed i suoi significati Cosmopolitismo e globalizzazione La rete ed il cosmopolitismo Conclusioni (A. Fornasari) Glocalismo e mondo digitale I risultati emersi per mappe concettuali (A. Fornasari, F. Schino) 355 Riferimenti bibliografici generali: 361 Allegati 365

7 Gruppo di ricerca Progettazione e coordinamento Alberto Fornasari (Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Laboratorio di Pedagogia Interculturale, Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione) Realizzazione Alberto Fornasari (predisposizione piattaforma moodle, somministrazione on-line questionari, gestione focus group/interviste etnografiche, revisione statistica, predisposizione questionari) Francesco Schino (elaborazione statistica e grafica, gestione FG/interviste etnografiche, predisposizione questionari) Andrea Cassano (gestione FG/interviste, revisore bozza, predisposizione questionari) Maria Chiara Giorda con la collaborazione di Marco Stranisci, Luca Bossi e Filippo Michielin (gestione FG/interviste etnografiche) Si ringrazia il prof. Maurizio Seggioli per la consulenza informatica. 7

8 Gli autori e le autrici Alberto Fornasari PhD, Dottore di Ricerca in Dinamiche Formative ed Educazione alla Politica, Ricercatore in Pedagogia Sperimentale presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione (M-PED/04), già Professore a contratto in Pedagogia Sociale e Interculturale, Pedagogia Generale e Sociale, Pedagogia Sperimentale, Programmazione e Valutazione Scolastica, Metodologie e Tecniche del Gioco e dell animazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione e di Medicina e Chirurgia dell Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Esperto in processi Multi/Interculturali. Membro delle seguenti società scientifiche nazionali e internazionali: Siped (Società Italiana di Pedagogia), IAIE (International Association for Intercultural Education), SIREM (Società Italiana Ricerca Educazione Mediale), CIRSE (Centro Italiano Ricerca Storico Educativa); coordinatore di ricerche nazionali. Consulente per l intercultura della Biblioteca del Consiglio della Regione Puglia, ha all attivo svariate pubblicazioni, relatore in convegni accademici nazionali e internazionali. Membro del Laboratorio di Pedagogia Interculturale e del Laboratorio di Pedagogia Sperimentale del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione. Consulente esterno per programmi comunitari (Commissione Europea). Coordinatore del gruppo di ricerca universitario Religioniindalogo attivato con la Prefettura di Bari e l Assessorato Regionale al Mediterraneo. Si occupa, da svariati anni, di ricerca nelle discipline socio-pedagogiche con un approccio sperimentale, autore di varie pubblicazioni, formatore, all interno di corsi di aggiornamento per docenti, per conto dell Ufficio Scolastico della Regione Puglia, misura art 9. scuole a forte processo immigratorio, sulle misure d integrazione. 8

9 Francesco Schino Socio-antrolopogo, docente liceale di Scienze Sociali, già Coordinatore didattico dello STESAM (Istituto Superiore di Scienze e Tecnologie per lo Sviluppo) di Bari; già professore a contratto di Sociologia della Famiglia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell Università degli Studi di Bari Aldo Moro e di Sociologia Generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell Università di Bari. Autore di pubblicazioni e ricerche nel settore educativo, interculturale, del disagio, della devianza. Esperto in metodologia di ricerca. Andrea Cassano PhD, Dottore di ricerca in Dinamiche Formative ed Educazione alla Politica, si occupa dell influenza delle tecnologie digitali sui processi di crescita e di apprendimento delle nuove generazioni e, in particolare, dell incidenza degli spazi online sui processi di formazione del sé, sui profili cognitivi e metacognitivi, nonché sulle modalità di partecipazione politica dei cosiddetti digital learners. Ha svolto numerose ricerche sulle più diffuse piattaforme online impiegate dai giovani in contesti informali, testandone direttamente l incidenza sui modi di comunicare, apprendere e pensare. Autore di pubblicazioni sui predetti temi. Maria Chiara Giorda PhD, Dottore di ricerca in Sciences Religieuses all Ecole Pratique des Hautes Etudes della Sorbonne di Parigi. Il suo campo di ricerca è l epistemologia della storia delle religioni, con un approccio interdisciplinare e aperto alla comparazione. Nel campo della ricerca da alcuni anni si occupa di didattica e di divulgazione di storia delle religioni, con studenti delle scuola superiore, studenti universitari e adulti.dal 2011 coordina il progetto sperimentale del Corso di Storia 9

10 delle religioni e del libero pensiero per l Attività Alternativa nella scuola secondaria superiore Marco Stranisci Laureando in Linguistica Cognitiva con una tesi sulle metafore del Partito Democratico, dal 2005 collabora con l associazione Acmos ricoprendo il ruolo di educatore in diverse scuole della provincia di Torino. Dal 2006 fa parte dell équipe del Performing Media Lab, centro di sperimentazione e studio sui nuovi linguaggi che ha sede in un bene confiscato alle mafie. Dal 2011 ne è diventato responsabile. Dal 2006 fa parte della redazione che cura i contenuti della testata e del blog Luca Bossi Laureato in Sociologia e Ricerca Sociale presso l Università degli Studi di Torino, con una tesi sul giornalismo online. Dal 2008 collabora con l associazione Acmos, in qualità di membro del Centro Studi, referente di progetto per Biennale Democrazia, progettista per bandi europei, nazionali e locali. Dal 2011 collabora in qualità di redattore e formatore al progetto sperimentale del Corso di Storia delle religioni e del libero pensiero per l Attività Alternativa nella scuola secondaria superiore. Dal 2012 è fondatore e membro di Se.Ri.So, rete di professionisti per Servizi di Ricerca Sociale. 10

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13 È caduto ogni limite, in terre sconosciute sorgono mura di città, le strade del mondo si spalancano, muta sede ogni cosa. Si disseta l indiano al gelido Arasse, bevono i persiani all Elba e al Reno. Verrà il giorno, in secoli lontani, che Oceano sciolga le catene delle cose e immensa si riveli una terra. Nuovi mondi Teti scoprirà. Non ci sarà più sul pianeta un ultima Tile. Seneca, Medea 13

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15 1. Presentazione della ricerca A. Fornasari 1.1 Introduzione al tema Ragazzi e internet: un tema di riflessione e di dibattito cui è difficile sottrarsi in una società globalizzata e cosmopolita. Genitori, insegnanti, educatori operanti del terzo settore e dell associazionismo, nonché studiosi di campi disciplinari che vanno dalla sociologia alla pedagogia, sino alla psicologia, non possono eludere le domande che la rapida diffusione della rete e l appropriazione che ne è stata fatta da parte dei più giovani sollecitano abbondantemente. Sulla base di una ricognizione critica della letteratura scientifica e di un ampia serie di ricerche quantitative e qualitative condotte in Europa di grande interesse appaiono gli indirizzi di ricerca tesi all analisi degli ambienti digitali online a partire dalla pratiche quotidiane che i ragazzi vi mettono in atto per apprendere, comunicare con il gruppo dei pari, costruire la propria identità o esercitare i propri diritti di cittadinanza, costruire una mentalità interculturale, sentirsi cittadini del mondo. I new media favoriscono infatti lo sviluppo di un particolare tipo di intelligenza che Gardner ha definito intelligenza relazionale la quale si configura come matrice del pensiero interculturale. Questo tipo di intelligenza, infatti, apre a qualcosa di più significativo rispetto alla tolleranza o all accoglienza; introduce a un pensiero flessibile, mobile, lontano da ogni forma di irrigidimento, capace di operare all interno di una cultura polidimensionale, dinamica, processuale; in altre parole ad una cultura che riconosce come proprio luogo di nascita le differenze. Da queste considerazioni scaturisce un primo interrogativo: attraverso le tecnologie multimediali impariamo 15

16 a spostarci da una forma di conoscenza all altra allenando la mente al viaggio? La rete web infatti costituisce oggi uno dei luoghi principali dell innovazione, volano di un rapido mutamento sociale che finisce facilmente per apparire inquietante o problematico agli occhi degli adulti. Questa preoccupazione può sembrare, al contempo, giusta e sbagliata: giusta perché rappresenta la consapevolezza di quanto i mezzi di comunicazione (intesi come dispositivi simbolici attraverso i quali viene prodotta e riprodotta su base quotidiana la cultura di una collettività e come apparati socio-tecnici che ridefiniscono le condizioni dell interazione personale e delle relazioni sociali) costituiscano una parte considerevole dell ambiente. Sbagliata perché in una prospettiva storica non fa altro che aggiornare paure antiche quanto l avvento dei primi media di massa dal fumetto al cinema fino alla televisione, applicando più o meno fedelmente gli stessi modelli discorsivi e le medesime argomentazioni al ruolo che internet gioca nell esperienza dei giovani dimenticando sia l infondatezza o la parzialità di molte di quelle paure sia le novità introdotte dalla digitalizzazione. Avviene in modo paradossale che chi, in una prospettiva educativa, lamentava la sostanziale passività del mezzo televisivo a confronto della lettura, oggi manifesti la sua preoccupazione per l eccesso di interattività della rete. Appare importante, a tal proposito, sostenere un uso di internet più ricco e creativo da parte di giovani che siano davvero capaci di coglierne tutte le opportunità e una conoscenza approfondita e documentata delle pratiche quotidiane di navigazione che i ragazzi tra i 16 e i 18 anni mettono in atto e del significato che esse assumono ai loro occhi. Tutto ciò richiede tipi di ricerca e di indagine complementari: l approccio quantitativo in grado di misurare su un vasto campione la reale portata dei fenomeni e quello qualitativo capace di rendere meglio conto della dimensione soggettiva dell esperienza di essere online. Tale mutamento sociale ha inciso sulle modalità con cui gli adole- 16

17 scenti usano i media per tenersi in contatto e comunicare tra di loro e con il mondo intero. Mentre gli accademici e i politici discutono sulle strategie migliori per massimizzare le opportunità minimizzando i rischi, gli adolescenti affrontano giorno dopo giorno, con entusiasmo, questo scenario in mutamento: costantemente immersi nei media, li hanno incorporati fisicamente (nelle tasche o nelle orecchie), come parte integrante dell arredamento dei loro spazi, pubblici o privati. Convivono con le tecnologie della comunicazione dal momento in cui si alzano al mattino e accendono internet, all istante in cui si addormentano la sera con l Ipod o il cellulare sotto il cuscino, al punto che non riescono a immaginare di poter vivere diversamente. Si direbbe che quasi tutte le esperienze, per questa generazione che, non a caso, è stata definita always on (sempre connessa) o digitale, passino attraverso i media: dallo studio al tempo libero, dal rapporto con gli amici più vicini a quello con gli altri più lontani. Indipendentemente dal fatto che la rete sia vista come causa o conseguenza del mutamento sociale, o che se ne accentuino le potenzialità piuttosto che gli aspetti problematici, l ampiezza degli interrogativi e la quantità dei riferimenti disciplinari sembrano scoraggiare qualsiasi tentativo di restituire in modo sintetico le conoscente fin qui acquisite. Lo stesso si può dire per quell ambito di ricerca che si occupa degli adolescenti: la quasi totalità delle domande sul loro conto come apprendono, come interagiscono, come partecipano, come affrontano il rischio, come costruiscono la realtà nella quale vivono è stata riformulata nei termini del loro rapporto con la rete. Dalle ricerche internazionali sinora condotte emerge l importanza delle variabili sociali che influenzano le modalità con cui usiamo internet e che ne ridimensionano le ricadute e le implicazioni negli ambiti di studio, dell istruzione, della partecipazione sociale e politica, della famiglia e dell identità. Comprendere l effettiva realtà dell uso di internet rappresenta la nuova vera sfida. Come avevano osservato Meyerowitz (1985) e Postam (1983), i mass media hanno permesso agli adolescenti un inedito accesso al mon- 17

18 do adulto sfumando i confini tra le rispettive esperienze conoscitive. D altra parte la contemporanea affermazione della cultura giovanile (i minori di 18 anni rappresentano circa il 20% della popolazione dei paesi sviluppati e il 50% di quelli in via di sviluppo) suggerisce che i ragazzi, pur desiderando ampliare le loro conoscenze, sembrano maggiormente motivati a sperimentare e mettere alla prova identità e relazioni nell ambito del gruppo dei pari, spesso inaccessibile allo sguardo degli adulti. Per Gergen questo slittamento da una relazione verticale (intergenerazionale) a una orizzontale (il gruppo dei pari) è ben altra cosa rispetto il processo di democratizzazione descritto da Giddens. Esso sfocerebbe piuttosto in una svalutazione complessiva della dimensione profonda delle relazioni, dal momento che gli adolescenti sono sempre più assorbiti dallo sforzo di mantenere una pluralità di rapporti orizzontali con la loro rete di riferimento e sempre meno disposti a sviluppare quei legami ricchi e intensi che caratterizzano le relazioni con il nucleo degli adulti significativi e fisicamente presenti attorno a loro. Eppure il nuovo mondo fluttuante espresso da Gergen sembra consentire il tentativo di realizzare autoriflessivamente il proprio progetto di sé ricorrendo alla rete internet come a un nuovo spazio in cui esplorare relazioni sociali e forme di espressività. Drotner (2000) propone tre diversi modi di concepire gli adolescenti come pionieri nell uso delle nuove tecnologie della comunicazione, rispettivamente incentrati su innovazione (l attitudine multitasking ad esempio, sfumando i confini tra produzione e consumo, porta i giovani ad un uso creativo delle opportunità che hanno a disposizione, Bruns, 2008), interazione (i ragazzi entrano in relazione gli uni con gli altri all interno e attraverso i media sviluppando nuove opportunità in termini di intertestualità, Bruns 2002) e integrazione (la trasformazione tra interazione primaria faccia a faccia e secondaria legata ai mass-media nelle diverse forme della comunicazione mediata, Thompson, 1995). Attraverso i suoi contenuti la rete fornisce prodotti mediali non im- 18

19 pegnativi, personalizzabili e mobili, in grado di segnare l adozione di determinati stili di vita e marcare tempi e spazi della quotidianità dei ragazzi. Nella tarda modernità stanno cambiando non solo le condizioni dell adolescenza, ma anche gli ambienti comunicativi e i contesti in cui si sviluppa e matura l identità. Quest ultima è sempre più spesso definita attraverso i segnali mutevoli degli stili di vita che i ragazzi fanno propri e delle pratiche di consumo mediale, piuttosto che attraverso tradizionali indicatori quali età, genere, appartenenza etnica e luogo di nascita. Le scelte di vita sono sempre più spesso governate da una dialettica di disintegrazione e reinvenzione (Elliot, 2002); se per certi versi questo alimenta preoccupazioni diffuse circa l affermarsi di una me-generation sempre più egocentrica, per altri lascia intuire inedite opportunità strettamente legate all autorealizzazione personale e riflessiva degli individui. Ciò che assorbe maggiormente gli adolescenti di oggi nella loro quotidianità è la transizione psicologica e sociale tra l ambiente familiare e domestico in cui affondano le radici e la partecipazione attiva alle dinamiche del mondo più ampio che li circonda. Non a caso, secondo i dati dell indagine Pew Internet, due terzi dei teenager americani ritiene che internet sottragga loro tempo da trascorrere in famiglia e metà di loro la usa per coltivare i rapporti di amicizia, costruirsi una personale idea del mondo che li circonda, di altre realtà, altre culture, altri stili di vita, cosa che suggerisce uno slittamento dall ambito delle relazioni familiari (verticali) a quello dei legami tra pari (orizzontali). Ma al di là di questa ampia possibilità di rimanere sempre in contatto con i propri amici, anche quando sono fisicamente lontani, quali sono le risorse comunicative e identitarie che internet mette a disposizione dei più giovani? Il tema dell identità sia offline sia online pone ovviamente questioni molto complesse. Da una parte alcuni autori tra cui Hall, Giddens, Postam hanno sviluppato una concezione non essenzialista e discorsiva che interpreta l identità in modo performativo e plurale, prodotta sulla 19

20 base delle contingenze contestuali seppure attraverso la mediazione del gender e della posizione sociale (Walkerdine, Lucey, Melody, 2001); dall altra gli studiosi dei media (Buckingam, 2008; Slater, 2002, Turkle, 1995) hanno indagato come questa produzione si giochi nel contesto dell ambiente digitale, attraverso forme di scrittura eterogenee che comprendono testi scritti, fotografia, video, musica e grafica, e mediante pratiche di contaminazione, prestito, citazione e ricontestualizzazione proprie sia della cultura convergente, sia delle culture giovanili. L adozione delle e delle chat-room prima e dei programmi di messagistica (Msn, Skype) e dei social network in un secondo momento (Facebook, Twitter) è un fenomeno che quasi è sfuggito alla previsione dei loro produttori. Ciò che spinge la comunicazione online in mobilità è il bisogno degli adolescenti di rimanere in contatto con i propri pari sempre e ovunque. Negli adolescenti che ad esempio sperimentano con Intercultura un anno di vita all estero o per gli studenti esteri che trascorrono un anno nelle nostre scuole quanto influenza negativamente l adattamento ad una nuova cultura e a nuovi amici il rimanere costantemente in contatto con il Paese di Provenienza? I ricercatori hanno anche imparato che, contrariamente a molte mitologie diffuse, la distinzione tra ragazzi socievoli che interagiscono faccia a faccia e ragazzi solitari e isolati che passano il tempo a chattare con sconosciuti è priva di senso. La base teorica di questo profilo che vede gli adolescenti interagire online a causa di un mix di isolamento e curiosità (Kraut, 1998) è oggi infatti messa in discussione da diversi ricercatori tra i quali Gross (2004), proprio in forza del fatto che l affermazione di tale visione risale ad una fase di sviluppo della rete in cui la presenza degli adolescenti in internet non aveva ancora raggiunto una certa massa critica. In altre parole la rete sembra funzionare salvo che per coloro che sono già isolati come elemento di rinforzo e non di allentamento delle relazioni sociali (Mesch, 2001). Data la forte inte- 20

21 grazione tra forme di comunicazione offline e online i contatti in rete avvengono più frequentemente con persone vicine che con persone lontane e con amici piuttosto che estranei. Da questo punto di vista l accesso alle nuove tecnologie della comunicazione non produce necessariamente cerchie sociali più vaste o geograficamente più estese. In particolare ci sono pochi riscontri empirici rispetto alla retorica del villaggio globale. Ad ogni modo la rete consente di ampliare la sfera delle proprie relazioni quotidiane e di consolidare quelle che altrimenti sarebbe difficile mantenere, come gli amici che vivono all estero, i parenti lontani, i conoscenti che si sono trasferiti e gli amici che i ragazzi hanno lasciato per un periodo. La difficoltà del mondo adulto sta spesso nel riuscire a decodificare conversazioni simbolicamente inaccessibili e le strategie che gli adolescenti sperimentano per costruire l identità online diventano sempre più complicate. Alcuni ragazzi in precedenti ricerche americane e olandesi hanno rivelato di avere fino a otto indirizzi mail, molti dei quali attivi contemporaneamente. Sebbene realizzate a cuor leggero queste pratiche identitarie possono a volte essere molto serie. Le regole dell interazione online consentono la messa alla prova di ruoli alternativi, permettono ai giovani di giocare tra realtà e fantasia, conoscenza e immaginazione, reale e irreale, senza compromettete la vera identità. Creare e condividere contenuti online (Youtube) sta diventando così per molti ragazzi un modo per elaborare la propria identità, il proprio stile di vita, le proprie relazioni sociali. Studiando gli utenti adolescenti dei social network ho notato una grande varietà di strategie adottate per l autorappresentazione ( Livingstone, 2008). Quello che colpisce non è tanto il fatto che le identità online possano essere riscritte più facilmente di quelle offline, quanto la natura meno vincolante della relazione tra autorappresentazione e identità personale (Thumim, 2008). Possiamo quindi dire che i social network riguardano il me nel senso che rivelano la dimensione del sé socializzate nel gruppo dei pari, così come è conosciuto e rappresentato dagli altri, piuttosto che l io 21

22 intimo e personale. Le convenzioni culturali più fortemente codificate e le preferenze sociali finiscono così per costituire, secondo Ziehe, le basi della rappresentazione del proprio oggetto identitario.si tratta di una nozione di identità come esibizione che viene gradualmente sostituita col passare del tempo, da una nozione di identità come connessione. Sarà interessante dialogare con gli studenti circa le tecnologie che utilizzano, di come esprimono la propria identità, di cosa creano in formato digitale, come ricercano nuovi argomenti, come vengono a conoscenza di quello che succede nel mondo e come interagiscono tra loro. Indipendentemente dal fatto che si trovino fisicamente a Rio de Janeiro, Shanghai, Boston, Oslo o Città del Capo, i nativi digitali sono parte integrante di un movimento globale di ragazzi accomunati dal modo con cui si rapportano alle informazioni, alle nuove tecnologie e tra di loro. Quando chattano trasmettono i propri video più recenti, postano messaggi sui blog e i profili di social network, oppure condividono le ultime novità in campo musicale sulle reti P2P, essi valicano stati, confini nazionali e continenti. Ma parallelamente all accesso globale alla rete di internet e alla cultura digitale condivisa i nativi digitali sono anche coinvolti in tradizioni, costumi e valori regionali e locali. Ma come realizzano le proprie opportunità e affrontano le sfide della città mondo? Per facilitare la contestualizzazione delle riflessioni che emergeranno nel corso della ricerca può essere utile ricordare qualche dato di sfondo relativo allo scenario nazionale; la fonte più aggiornata a questo scopo è l indagine Istat Cittadini e nuove tecnologie (2009) da cui risulta che il 47.3% delle famiglie italiane dispone di un accesso domestico a internet. In un ottica europea il rapporto Istat fa notare come l Italia sia rimasta indietro rispetto a molti Paesi della Comunità Europea, risultando al ventunesimo posto, con un tasso di penetrazione web del 22

23 53% rispetto alla media europea del 65%. Vicini all Italia troviamo Paesi come Cipro (53%) e Repubblica Ceca (54%), mentre Olanda, Svezia, Lussemburgo e Danimarca registrano un tasso di penetrazione che supera l 83%. In questo scenario i dati però relativi all uso di internet da parte dei ragazzi sono confortanti: per la fascia anni il dato si attesta all 82%. Un vero e proprio picco nel panorama nazionale che lascia intendere l esistenza di diverse forme di digital divide. Da altre fonti (Audiweb, 2010) emerge, per esempio, una maggiore diffusione di internet presso gli studenti universitari (92.7%) rispetto agli studenti della scuola secondaria di secondo grado (73.8%). A questa fonte di differenza bisogna poi aggiungere quella tra Nord e Sud Italia e tra piccoli centri e aree metropolitane. Nel complesso appare veritiero il rapporto che lega i giovani italiani a internet e che, soprattutto in questi ultimi anni, sembra concentrarsi sul cosiddetto web 2.0 e, in particolare, sui siti di social network, Facebook in testa. Si tratta di un rapporto che pur alimentandosi soprattutto delle relazioni all interno del gruppo dei pari, rispecchia alcune tradizionali disuguaglianze su base socioeconomica rispetto alle quali la scuola non sembra costituire un elemento di equilibrio. Eppure l internet literacy costituisce a livello europeo una delle parole chiave delle politiche dell Unione per una nuova società dell informazione e della e-inclusion. Anche per i ragazzi italiani, insomma, internet costituisce sempre più una forma comune dell esperienza che coniuga relazioni e saperi, identità e differenze, rischi e opportunità in grado di incidere tanto sulla sfera privata quanto su quella pubblica. Come è stato evidenziato da più parti sono in gioco una nuova forma di cittadinanza la cittadinanza digitale e le condizioni che rendano la rete un autentico strumento di inclusione e di sviluppo. 23

24 1.2 Significati, finalità, metodologie della ricerca Come vengono utilizzati questi strumenti dai giovani? Rappresentano reali dispositivi di socializzazione in una dimensione virtuale che poi si traduce su un piano di realtà o allontanano il personale e vissuto incontro con l altro? Vi è la possibilità di una positiva interazione tra le due esperienze? Che differenze intercorrono tra la costruzione della realtà appresa online e quella esperita nella vita reale? Che rapporto intercorre tra comunicazione e identità? Negli adolescenti che ad esempio sperimentano con Intercultura un anno di vita all estero o per gli studenti esteri che trascorrono un anno nelle nostre scuole quanto influenza negativamente l adattamento ad una nuova cultura e a nuovi amici il rimanere costantemente in contatto con il Paese di Provenienza? Cosa se ne fanno gli adolescenti di queste nuove possibilità di riorganizzare le loro relazioni sociali in contesti spazio temporali nuovi e mutevoli? La rete può essere un dispositivo di educazione al cosmopolitismo? Questi alcuni degli interrogativi ai quali abbiamo cercato di dare una risposta con questa ricerca. L impianto pedagogico è stato costituito dalla Pedagogia Sperimentale, dall Educazione Interculturale e dalla Media Literacy Education. L équipe di ricerca composta da ricercatori e ricercatrici provenienti non solo da diverse istituzioni universitarie ma anche da diversi ambiti disciplinari umanistici (antropologia culturale, pedagogia interculturale, scienze del linguaggio, comunicazione, formazione, media literacy education), hanno apportato al progetto percorsi e competenze differenti, per arrivare a costituire un gruppo di ricerca composito, i cui singoli punti di vista invece di rimanere arroccati su posizioni di monopoli disciplinari sono confluiti nella scelta di una metodologia (pedagogia sperimentale) e di un lessico comune. 24

25 Il lavoro di ricerca si è svolto nel secondo quadrimestre dell a.s. 2011/2012. Campione regionale stimato: 630 unità Campione nazionale stimato: 1260 unità Campione nazionale effettivo: 596 in Piemonte, 553 in Puglia. Unità nazionale del campione effettiva: 1149 Indice di mortalità del campione: molto basso ( inferiore al 10%) La scelta del campione è avvenuta sulla base di un modello stratificato in cui la popolazione è stata divisa in strati quanto più possibile omogenei al loro interno e da ciascuno è stato estratto un campione casuale di soggetti (attraverso quindi una tecnica di campionatura probabilistica). Poi abbiamo proceduto nel trasformare le informazioni desunte dai questionari in una matrice rettangolare di numeri, detta matrice dei dati, ottenuta codificando in maniera sistematica le risposte ai questionari. Il questionario costruito per la rilevazione presenta al suo interno domande relative a proprietà sociografiche di base (genere, età, ect.), domande relative ad atteggiamenti (percezioni) e a comportamenti. All interno del questionario sono state sviluppate batterie di domande con risposte semanticamente autonome e con risposte a parziale autonomia semantica. Per la rilevazione degli atteggiamenti si è utilizzata la scala di Likert. Per l analisi quantitativa dei dati si è utilizzato il software SPSS (Statistical Package for Social Sciences). Per l analisi delle interviste realizzate nel corso dei focus group con gli studenti delle scuole piemontesi e pugliesi costituenti il nostro campione si è seguita la stessa strategia metodologica praticata per i questionari strutturati. Infatti si è preferito l utilizzo di livelli di analisi non complessi, pur nel ri- 25

26 spetto della rigorosità, per consentire la lettura e comprensione delle informazioni emerse anche ai non addetti ai lavori. Allora, tra i metodi di analisi riconosciuti in ambito di ricerca qualitativa, abbiamo voluto riferirci in particolare alla grounded theory rinunciando per le ragioni sopra indicate all utilizzo del software ad essa naturalmente associato: l ATLAS.ti. La grounded theory non è, come sarebbe ovvio ritenere, una teoria, bensì un metodo di ricerca. Metodo che, in conformità all approccio fenomenologico ermeneutico a cui si ispira, ha l obiettivo di: - far emergere i dati dal basso, così come vengono detti, riducendo al limite l intervento del ricercatore che potrebbe, invece, produrne dei suoi; - far emergere dai dati la teoria interpretativa. Seguendo i criteri generali della grounded theory, quindi, abbiamo considerato come unità ermeneutiche le stesse quattro domande aperte poste agli studenti nel corso dei focus group. Le risposte di ciascuno studente ad ognuna di quelle domande sono state registrate, previo consenso informato. Successivamente, si è proceduto alla sbobinatura delle stesse e a trascriverne le risposte fedelmente a quanto da loro stessi detto. La lettura, per ogni studente, riga per riga ha consentito per ciascuna delle risposte date alle singole domande di rilevare alcune categorie concettuali più ricorrenti di altre, che sono state graficamente messe in relazione alla stessa domanda. Terminata l attività descrittiva, proprio grazie ai grafici costruiti, è stato possibile passare alla fase interpretativa. Le interviste sono state poi soggette ad un ulteriore livello di analisi attraverso l utilizzo del software C-MAP TOOLS ( sviluppato dall Institute for Human and Machine Cognition della Cornell University of West Florida, basandosi sugli studi di Joseph Novak) che ha consentito una sintesi dei concetti in mappe concettuali. 26

27 1.3 Tappe e strumenti della ricerca Il lavoro è stato condotto dalle singole unità di lavoro, ma coordinato a livello nazionale attraverso incontri periodici e si è articolato nelle seguenti fasi: 1. Individuazione delle due Regioni campione della ricerca (Nord- Sud) sulla base degli Indici web di penetrazione (Audiweb, 2010 e Istat, 2009 Dossier Cittadini e Nuove Tecnologie.) Per il Sud (dove l utilizzo di internet si attesta su di un valore del 38%) la Puglia che presenta un basso indice web di penetrazione, per il Nord (dove l utilizzo di internet si attesta su un valore del 48%) il Piemonte che presenta un alto indice web di penetrazione. Da rilevare che 8.1 sono i punti che rappresentano la distanza tra nord e sud Italia relativamente all accesso a internet; 2. individuazione di 6 scuole per regione (professionali quinquennali e licei) quattro complessivamente per le due città metropolitane selezionate per regione e due inserite in una cittadina non metropolitana (con una popolazione compresa tra i e i abitanti); 3. illustrazione del progetto tramite lettera di presentazione e incontri con i singoli dirigenti scolastici e professori di classi terze e quarte, per presentazione delle modalità di ricerca e condivisione dei dati di contesto utili ad impostare il lavoro; 4. individuazione di un/una docente referente per ciascuna scuola, che ha seguito le varie fasi della ricerca; 5. raccolta dati relativi alla programmazione didattica (verifica della presenza di progetti inerenti lo studio e la pratica di attività multimediali e informatiche e della realizzazione di un sito internet della scuola con spazio per blog e community) nelle scuole attraverso l acquisizione dei POF; 27

28 6. individuazione di 5 classi campione per Istituto; 7. somministrazione di un questionario online agli studenti campione volta a monitorare come vengono utilizzati da loro gli strumenti informatici e la rete internet, se rappresentano reali dispositivi di socializzazione in una dimensione virtuale che poi si traduce su un piano di realtà o allontanano il personale e vissuto incontro con l altro. Ci siamo proposti di rilevare se vi sia la possibilità di una positiva interazione tra le due esperienze, che differenze intercorrano tra la costruzione della realtà appresa online e quella esperita nella vita reale, che rapporto emerga tra comunicazione e identità, e se la rete possa essere un dispositivo di educazione al cosmopolitismo; 8. somministrazione di un questionario a un campione di 60 returnees (che abbiamo fatto l esperienza di un anno o di sei mesi all Estero con Intercultura da non oltre tre anni) per comprendere che differenze intercorrano tra la costruzione della realtà appresa online e quella esperita nella vita reale, che rapporto emerga tra comunicazione e identità. Nello specifico sarà utile indagare se e quanto influenzi negativamente l adattamento ad una nuova cultura e a nuovi amici il rimanere costantemente in contatto con il Paese di Provenienza e se la costruzione della realtà esperita nel Paese straniero nel quale si è vissuto differisca da quella elaborata tramite web prima della partenza; 9. identificazione su segnalazione della docente di lettere (in termini di apertura vs chiusura) di sei studenti italiani da coinvolgere in focus group (FG) in ciascuna scuola in orario scolastico; conduzione e analisi dei focus group della durata di circa 1h 30 ciascuno da parte di uno o due membri del gruppo di ricerca; 10. selezione di alcuni degli studenti che hanno partecipato al focus group per interviste etnografiche in orario scolastico (tre per scuola); la traccia dell intervista semi strutturata è stata elaborata da ciascun gruppo di ricerca tenendo conto dei dati emersi dai questionari e FG; ciascuna intervista della durata di 50/60 28

29 minuti è stata registrata e successivamente trascritta; 11. interviste etnografiche ai 60 returnees; la traccia dell intervista semi strutturata è stata elaborata da ciascun gruppo di ricerca tenendo conto dei dati emersi dai questionari e FG; ciascuna intervista della durata di 50/60 minuti è stata registrata e successivamente trascritta; 12. restituzione dei risultati dell indagine alle classi o gruppi di studenti che hanno partecipato alla ricerca nel corso del secondo quadrimestre dell a.s. 2011/2012; 29

30 Riferimenti bibliografici: Adoni, H Nossek, H. (2001), Attewel, P. (2001), Aufderheide, P. (1993), Bakardjieva, M. (2005), Bauman, Z. (2001), Bennet, W.L. (2008), Boneva, B. Quinn, A. Kraut, R. Kiesler, S. Shklovski, J. (2006), Buckingham, D. (2005), Cola, M. Prario, B. Richeri, G. (2010), Comscore (2008), Crook, C. (2008), Drtotner, K. (1992), Erstad, O. Wertsch, J. (2008), European Commission, The (2007), Ferraris, M. (2011), Flichy, P. (1995), Fornas, G. (2002), Giddens, A. (1991), Goffman, E. (1959), Halls, S. (1996), Hinduja, S. (2008), Jenkins, H., (2007), Kline, S. (2003), Livingstone, S. (2008), Thumim N., (2008) Turkle, S. (1995), Wolak, J. (2003). 30

31 2. Introduzione alla ricerca: analisi dei dati a livello nazionale F. Schino 2.1 Alcuni dati strutturali La ricerca è stata realizzata su un campione di studenti del Piemonte e della Puglia frequentanti nel secondo quadrimestre del 2011/2012 le classi terze e quarte di alcuni licei ed istituti tecnici di Alessandria, Ivrea, Torino, Bari, Lecce e Martina Franca. Di seguito viene riportata la ripartizione degli studenti per città e scuola che hanno compilato il questionario sottoposto alla loro attenzione. Tab. 1: Distribuzione dei questionari compilati dagli studenti coinvolti nella ricerca per città e scuola di appartenenza Città Scuola Studenti intervistati Frequenze Percentuali MARTINA FRANCA Liceo Statale Tito Livio ITCG Da Vinci LECCE Liceo Scientifico Banzi IISS De Pace BARI Liceo Scientifico Salvemini ITC Lenoci ALESSANDRIA Liceo Scientifico Galilei IIS Volta IVREA Liceo Scientifico Gramsci IIS Olivetti TORINO Liceo Statale Bruno ITES Luxemburg Totale

32 La scelta di individuare per ogni città campione un liceo ed un istituto tecnico rispondeva all esigenza di intercettare giovani con differenti interessi, stili cognitivi e di apprendimento per valutare l incidenza dei digital media nella loro vita quotidiana. Gli studenti che hanno partecipato all indagine hanno, in genere, manifestato molto interesse per l iniziativa, ma la loro individuazione o meglio la loro messa a disposizione è stata faticosa e ha richiesto molto più tempo di quanto preventivato. Alla codifica dei questionari, pertanto, sono risultati 1149 questionari compilati, di cui 596 (pari al 51.9%) provenienti da studenti del Piemonte e 553 (pari al 48.1%) da studenti della Puglia. Lievemente superiore è stata la partecipazione femminile rispetto a quella maschile, sia in generale (51.5%) che su base regionale ( in Piemonte si è attestata al 51.0% ed in Puglia al 52.1% ). Tab. 2: Questionari ricevuti per regione REGIONE Frequenze Percentuali Puglia Piemonte Totale Tab. 2.1: Distribuzione per sesso dei questionari ricevuti su base complessiva e regionale Sesso COMPLESSIVI PIEMONTE PUGLIA Frequenze % Frequenze % Frequenze % Maschi Femmine Totale Modi di vivere la rete in Italia e all estero I figli della Digital generation confermano il dato inequivocabile: in casa è quasi impossibile non avere l accesso ad internet. Solo il 2.5% 32

33 degli intervistati dichiara di esserne sprovvisto, contro il 96.3% di internauti casalinghi. Tab. 3: Accesso internet a casa Internet a casa Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale Internet non manca quasi mai a casa e l accesso è pressoché libero, perché solo il 6.2% degli intervistati (71 studenti) dichiara di navigare con dei limiti di connessione. Tab. 4: Come si accede ad internet Accesso ad internet Frequenze Percentuali Nessuna risposta Posso accedervi liberamente Ho dei limiti di connessione Totale Circa i tempi medi giornalieri di connessione, si osserva che oltre il 41.0% (474 studenti) dedica dalle tre ore in poi alla navigazione, mentre il 17.8% riesce a contenersi entro l ora. 33

34 Tab.5: Ore di connessione giornaliera ad internet Ore di connessione giornaliera Frequenze Percentuali Nessuna risposta Non più di un ora al giorno Da 1 a 2 ore ore al giorno Più di 3 ore al giorno Totale Social network e dinamiche di relazione Connessione ad internet per i nostri giovani corrisponde quasi sempre all utilizzo di un social network. Solo il 5.1% degli studenti (pari a 59 casi) non è iscritto a questo tipo di piattaforme, invece il 57.0% (598 casi) li utilizza ogni giorno. Il 33.2%, invece, si collega con questi siti periodicamente. Tab. 6: Frequenza con cui si utilizza un social network Frequenza utilizzo social network Frequenze Percentuali Nessuna risposta Tutti i giorni Non tutti i giorni Ho dei profili, ma vi accedo raramente Non sono iscritto ad alcun social network Totale

35 Facebook è il social network più utilizzato, impiegato dal 91.9% degli studenti intervistati (Tab. 7). L uso prevalente come da Tab. 8 è chattare con gli amici (56.4%), meno frequente è condividere link (16.8%) o leggere quello che fanno gli altri (13.3%). Tab. 7: Iscrizione a Facebook Iscrizione a Facebook Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale Tab. 8: Utilizzo prevalente del social network Utilizzo prevalente del social network Frequenze Percentuali Nesuna risposta Chattare con gli amici Scrivere post e messaggi personali Condividere link o postare delle foto Scrivere tutto quello che si fa Leggere solo quello che fanno gli altri Totale

36 Quasi la metà dei giovani intervistati (47.0%) dichiara di avere più di 500 contatti, solo il 16.7% ha meno di 200 contatti. (Tab. 9) Si conferma, quindi, la facilità di tessere relazioni sui social network, ma questo non dice nulla sull intensità delle stesse. Infatti, oltre il 51.0% ritiene che non oltre un quarto dei contatti siano da considerarsi davvero amici, mentre il 10.1% (116 casi) considera più della metà dei contatti su Facebook delle amicizie. (Tab. 9.1) Tab. 9: Quanti contatti su Facebook Quanti contatti su Facebook Frequenze Percentuali Nessuna risposta Da 50 a Da 100 a Da 200 a Più di Totale

37 Tab. 9.1: Quanti contatti su Facebook sono veri amici Contatti su Facebook con veri amici Frequenze Percentuali Nessuna risposta Nessuno Circa un quarto Meno della metà Circa la metà Più della metà Circa i due terzi Tutti Totale La preminenza da essi attribuita alle relazioni interpersonali, al contatto face to face rispetto a quello virtuale della rete è ampiamente confermata dal fatto che solo l 11.4% (130 casi) dei nostri studenti preferisce contattare le persone via internet, piuttosto che per telefono o direttamente, anzi il 44.5% esclude nel modo più assoluto questa possibilità di interazione dalle modalità favorite. 37

38 Tab. 10: Preferenza del contatto online a quello telefonico o diretto Preferenza del contatto online a quello telefonico o diretto Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Contrariamente ai luoghi comuni, gran parte dei ragazzi (85.3% dei casi) non ama nascondersi, falsare la descrizione di sè chattando in rete. Tab. 11: Tendenza a descriversi in rete in modo diverso dalla realtà Tendenza a descriversi in rete in modo diverso dalla realtà Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

39 Né l uso di internet, ancora una volta, li porta (87.4%) ad isolarsi ed evitare amici o familiari (Tab. 12) o, addirittura, preferire la rete (78.3%) al trascorrere una serata con questi. (Tab. 13) Tab. 12: Utilizzo di internet e relazioni con amici e familiari A causa di internet tendo ad evitare amici o familiari Frequenze % Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

40 Tab. 13: Preferire internet ad una serata con amici o familiari Non mi capita mai di preferire internet ad una serata con amici o familiari Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Insomma, la percezione che internet sia una sorta di rifugio dal mondo in cui ritrovarsi e star bene con se stessi, dimenticando la matrigna vita reale è più adatta ad una trama di un movie o di un best seller che ad una fotografia fedele della condizione giovanile attuale, fatta eccezione per le singole specifiche situazioni. Dalla presente ricerca emergono dati confortanti sull attuale digital generation. giovani certamente abili nel muoversi nelle nuove tecnologie multimediali e che trascorrono molto del loro tempo (libero o non) sulla rete, ma ben ancorati al mondo della vita reale che non è considerata per nulla subalterna a quella online. Giovani che credono e cercano relazioni sociali, affettive dirette e solo dopo, per incrementarle o perfezionarle, ricorrono alla rete. Le relazioni online sono decisamente meno attraenti, soddisfacenti rispetto a quelle reali e sono molto meno di quanto siamo portati, o indotti, a pensare i giovani che si mascherano o si preoccupano di quello che gli altri possono pensare di loro quando sono in rete e nei social networks. Il limite a tutto ciò è che il loro interesse si muove nello stretto ambito del proprio mondo vitale, locale, territoriale, poco ancora aperto (e formato) ad aperture più ampie, diciamo extraterritoriali su cui molto l educazione interculturale può fare. 40

41 2.4 La rete e l altro I social network si confermano un utile strumento di relazioni multiculturali. Ne dà ragione il fatto (Tab. 14) che il 58.6% (673 casi) ha contatti con ragazzi non italiani e che il 32,5% di questi sono anche incontrati offline. (Tab. 14.1) Invece il 37.0% (249 casi) sono relazioni online originatesi però da una conoscenza diretta avvenuta nel corso di un viaggio. Importante, anche per gli obiettivi della nostra ricerca, è che i social network sembrano essere particolarmente utilizzati dai nostri giovani per attivare e/o aumentare contatti intraterritoriali, molto meno quelli extraterritoriali (dove, certamente, il fattore della competenza linguistica influisce decisamente). Lo dimostrerebbe, a riguardo, il dato esiguo di ragazzi non italiani non residenti in Italia conosciuti in rete che si attesta al 9.5%. Tab. 14: Contatti online con ragazzi non italiani Chatting con ragazzi non italiani Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale

42 Tab. 14.1: Conoscenza di questi non italiani Come sono stati conosciuti questi ragazzi non italiani Frequenze % Sono ragazzi che vivono in Italia che conosco anche offline Sono ragazzi che vivono in Italia che conosco solo in rete Sono ragazzi conosciuti durante un viaggio Sono ragazzi che non vivono in Italia conosciuti in rete Sono ragazzi inseriti nei contatti di miei amici su social network Altro Totale Inoltre chi ha contatti online con ragazzi non italiani nel 45,5% dei casi (306 preferenze) chatta con loro scambiandosi le proprie esperienze, mentre nel 23,3% si limita, tendenzialmente, a qualche breve comunicazione. A volte si tratta di contatti (31.2%) da considerare nel significato formale che viene attribuito all amicizia nei social network. Tab. 14.2: Contenuti di confronto con ragazzi non italiani Come ci si confronta con questi amici non italiani Frequenze Percentuali Si chatta con loro discutendo della propria vita Ci si scambia solo qualche contenuto da condividere Si è amici, ma di fatto non si interagisce con loro Totale Introdotta la questione di come gli scambi cross culturali possano essere facilitati o meno dall utilizzo di Facebook, alcune domande successive del questionario somministrato agli studenti coinvolti nella ricerca hanno cercato di capire se questi strumenti possano aiutare a conoscere le culture altre. Le risposte disattendono le aspettative. Perché, da un lato i nostri studenti ci dicono nel 45.0% dei casi che raramente utilizzano social network per conoscere aspetti socioculturali riferiti ad altre nazioni il 36.9% dei ragazzi addirittura non 42

43 lo fa mai (Tab. 15) ; dall altro ritengono tali strumenti inadatti per conoscere le culture differenti da quella di appartenenza (19.1%). Il 30.4%, dei giovani, invece, ha usufruito del web per confrontarsi con altre realtà culturali ma solo per puro caso, mentre soltanto il 4.4% (51 casi) ne riconosce l utilità. (Tab. 16) Queste risposte invitano a pensare che i ragazzi della digital generation siano poco esercitati a collocarsi nel mondo e molto interessati a vivere il proprio mondo quotidiano e locale. Per cui l interesse per il diversamente altro non scaturisce spontaneamente, ma solo dopo esserne venuto a contatto. Ed è allora che i social network possono risultare strumenti di facilitazione della conoscenza. Tab. 15: Utilizzo di social network per conoscere aspetti riferiti ad altre culture Utilizzo di social network per conoscere aspetti riferiti ad altre culture Frequenze Percentuali Nessuna risposta Sì, ma raramente Con una certa frequenza Mai Mi capita quasi tutti i giorni Totale

44 Tab. 16: I social network aiutano a conoscere le altre culture I social network aiutano a conoscere le altre culture Frequenze % Nessuna risposta No, per niente perchè strumento inadatto No, anche se avrei potuto perchè le informazioni ci sono Si, ma per puro caso Si, ma solo grazie all aiuto di esperienze esterne Si, molto. Mi interessava farlo. I social network aiutano molto Si, molto. La mia visione è cambiata grazie ai social network Totale Cosmopolitismo web 2.0 Nel questionario somministrato agli studenti coinvolti nella ricerca sono state inserite delle domande per analizzare un aspetto centrale della nostra ricerca quale è quello del cosmopolitismo e, in particolare, quanto la diffusione di questo atteggiamento esistenziale e relazionale possa essere favorita dai nuovi media. In merito possiamo rilevare che il 37.2% degli intervistati è convinto che internet aiuti a costruirsi una personale idea del mondo circostante, mentre il 33.0% è indeciso, confermando che la vita reale costituisce fattore insostitu- 44

45 ibile per la formazione della propria percezione del mondo. (Tab. 17) Tab. 17: Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante 33.0% 29.3% 14.8% 12.8% 7.9% 2.2% Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Nè vero, nè falso Abbastanza vero Assolutamente vero Inoltre, un buon numero dei nostri giovani (69.8%, contro il 12.9% che ha convinzioni opposte) pur riconoscendo che con internet le distanze geografiche siano state definitivamente abbattute (Tab. 18), ritiene che questo potere della rete non li faccia sentire cittadini del mondo. Infatti (Tab. 19), il legame internet cosmopolitismo è percepito dal 29.6% degli studenti intervistati, contro il 42.1% che non sente tale relazione ed il 25.8% che non sa esprimersi in merito. 45

46 Tab. 18: Internet ha abbattuto le distanze geografiche Grazie ad internet sono state abbattute le distanze geografiche Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Tab. 19: Internet fa sentire cittadini del mondo Internet mi fa sentire cittadino del mondo Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

47 3. Analisi dei dati a livello regionale Piemonte/Puglia F. Schino 3.1 Alcuni dati strutturali Piemonte Il campione piemontese della ricerca è stato costituito da 596 studenti frequentanti nel corso del secondo quadrimestre del 2011/2012 le classi terze e quarte di alcuni licei o istituti tecnici di Alessandria, Ivrea e Torino. Di seguito viene riportata la ripartizione degli studenti per città e scuola che hanno compilato il questionario sottoposto alla loro attenzione. Tab. 1: Distribuzione dei questionari compilati dagli studenti coinvolti nella ricerca per città e scuola di appartenenza Città Scuola Studenti intervistati Frequenze Percentuali Liceo Scientifico Galilei ALESSANDRIA IIS Volta IVREA Liceo Scientifico Gramsci IIS Olivetti TORINO Liceo Statale Bruno ITES Luxemburg Totale Modi di vivere la rete in Italia e all estero Anche per il Piemonte, la digital generation conferma come in casa sia quasi impossibile non avere l accesso ad internet. Solo il 2.3% degli intervistati dichiara di esserne sprovvisto, contro il 97.1% di internauti casalinghi. 47

48 Tab. 2: Accesso internet a casa Internet a casa Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale Internet non manca quasi mai a casa e l accesso è pressoché libero, perché solo il 6.2% degli intervistati (37 studenti) dichiara di navigare con dei limiti di connessione. Tab. 3: Come si accede ad internet Accesso ad internet Frequenze Percentuali Nessuna risposta Posso accedervi liberamente Ho dei limiti di connessione Totale Circa i tempi medi giornalieri di connessione, differentemente dai dati generali si rileva la minore presenza di studenti (quasi il 35.0%, pari a 208 scelte) che dichiarano di dedicare molto tempo dalle 3 ore in poi alla navigazione, di conseguenza è decisamente maggiore il numero di intervistati che non supera le 2 ore al giorno (con il 19.5% che riesce a contenersi entro l ora). 48

49 Tab. 4: Ore di connessione giornaliera ad internet Ore di connessione giornaliera Frequenze Percentuali Nessuna risposta Non più di un ora al giorno Da 1 a 2 ore ore al giorno Più di 3 ore al giorno Totale Social network e dinamiche di relazione Connessione ad internet per il nostro campione corrisponde quasi sempre all utilizzo di un social network. Solo il 6.7% degli studenti piemontesi (pari a 40 casi) non ne è iscritto; invece esattamente la metà (298 casi) lo utilizza ogni giorno, mentre il 34.6% si collega con esso periodicamente. 49

50 Tab. 5: Frequenza con cui si utilizza un social network Frequenza utilizzo social network Frequenze Percentuali Nessuna risposta 3 0,5 Tutti i giorni Non tutti i giorni ,6 Ho dei profili, ma vi accedo raramente 49 8,2 Non sono iscritto ad alcun social network 40 6,7 Totale Facebook è il social network più utilizzato dal 90.4% degli studenti intervistati (Tab. 6). L uso prevalente come da Tab. 7 è chattare con gli amici (52.9%), molto meno frequente è condividere link (16.4%) o leggere quello che fanno gli altri (15.8%). Tab. 6: Iscrizione a Facebook Iscrizione a Facebook Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale

51 Tab. 7: Utilizzo prevalente del social network Utilizzo prevalente del social network Frequenze Percentuali Nesuna risposta Chattare con gli amici Scrivere post e messaggi personali Condividere link o postare delle foto Scrivere tutto quello che si fa Leggere solo quello che fanno gli altri Totale Il 38.3% dei giovani piemontesi intervistati dichiara di avere più di 500 contatti, percentuale notevolmente inferiore (di oltre il 18.0%) a quella risultante dai dati aggregati con la Puglia, mentre è più elevata la percentuale di studenti (35.1%) che dichiara di avere dai 200 ai 400 contatti. Invece, solo il 18.5% ha meno di 200 contatti (Tab. 8). Tessere relazioni sui social network si conferma quindi estremamente facile, ma questo non fornisce indicazioni sull intensità delle stesse. Infatti, oltre il 50.0% ritiene che non oltre un quarto dei contatti siano da considerarsi davvero amici, mentre il 12% (71 casi) 51

52 considera almeno più della metà dei contatti su Facebook autentiche amicizie (Tab. 8.1). Tab. 8: Quanti contatti su Facebook Quanti contatti su Facebook Frequenze Percentuali Nessuna risposta Da 50 a Da 100 a Da 200 a Più di Totale Tab. 8.1: Quanti contatti su Facebook sono di amici Contatti su Facebook con veri amici Frequenze Percentuali Nessuna risposta Nessuno Circa un quarto Meno della metà Circa la metà Più della metà Circa i due terzi Tutti Totale

53 La preminenza da essi attribuita alle relazioni interpersonali, al contatto face to face rispetto a quello virtuale della rete è ampiamente confermata dal fatto che solo il 10.4% (62 casi) del nostro campione preferisce contattare le persone via internet, piuttosto che per telefono o direttamente, anzi il 46.6% esclude il ricorso al web per relazionarsi nel modo più assoluto. Tab. 9: Preferenza del contatto online a quello telefonico o diretto Preferenza del contatto online a quello telefonico Frequenze o diretto Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Ribadiamo anche per gli studenti piemontesi che, contrariamente ai luoghi comuni, gran parte di loro (85.7% dei casi) non ama nascondersi, falsare la descrizione di sè chattando in rete. Solo il 4.7% (28 casi) dichiara la tendenza a bluffare sulla propria identità quando è in rete. 53

54 Tab. 10: Tendenza a descriversi in rete in modo diverso dalla realtà Tendenza a descriversi in rete in modo diverso dalla realtà Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Né l uso di internet, ancora una volta, li porta (85.7%) ad isolarsi ed evitare amici o familiari (Tab. 11) o, addirittura, a preferire la rete (78.6%) al trascorrere una serata con questi (Tab. 12). Tab. 11: Utilizzo di internet e relazioni con amici e familiari A causa di internet tendo ad evitare amici o familiari Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

55 Tab. 12: Preferire internet ad una serata con amici o familiari Non mi capita mai di preferire internet ad una serata con amici o familiari Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Sostanzialmente i dati emersi dalle sole risposte fornite dagli studenti piemontesi si allineano in gran parte con i dati generali (costituiti dall aggregazione delle risposte fornite dagli stessi studenti piemontesi con quelle degli studenti pugliesi). Per questo le conclusioni fornite al termine dell analisi dei dati generali possono valere anche per commentare brevemente le indicazioni emerse dall analisi dei dati degli studenti piemontesi. 55

56 3.4 La rete e l altro I social network si confermano un utile strumento per relazioni multiculturali. Ne dà ragione il fatto (Tab. 13) che il 55.9% (333 casi) ha contatti con ragazzi non italiani e che il 35,4% di questi sono anche incontrati offline (Tab. 13.1). Invece, il 35.1% (117 casi) sono relazioni online originatesi però da una conoscenza diretta avvenuta nel corso di un viaggio. Importante, anche per gli obiettivi della nostra ricerca, è che i social network sembrano essere particolarmente utilizzati dai nostri giovani per attivare e/o aumentare contatti intraterritoriali, molto meno quelli extraterritoriali (dove, certamente, il fattore della competenza linguistica influisce decisamente). Lo dimostrerebbe, a riguardo, il dato esiguo di ragazzi non italiani non residenti in Italia conosciuti in rete che si attesta all 8.4%. Tab. 13: Contatti online con ragazzi non italiani Chatting con ragazzi non italiani Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale

57 Tab. 13.1: Conoscenza di ragazzi non italiani Come sono stati conosciuti questi ragazzi non italiani Frequenze % Sono ragazzi che vivono in Italia che conosco anche offline Sono ragazzi che vivono in Italia che conosco solo in Rete Sono ragazzi conosciuti durante un viaggio Sono ragazzi che non vivono in Italia conosciuti in Rete Sono ragazzi inseriti nei contatti di miei amici su social network Altro Totale Inoltre, chi ha contatti online con ragazzi non italiani nel 46.5% dei casi (155 preferenze) chatta con loro scambiandosi le proprie esperienze, mentre il 23.3% si limitata a qualche breve comunicazione. A volte si tratta solo di contatti (29.7%) da considerare nel significato formale che viene attribuito all amicizia nei social network. Tab. 13.2: Contenuti di confronto con questi ragazzi non italiani Come ci si confronta con questi amici non italiani Frequenze Percentuali Si chatta con loro discutendo della propria vita Ci si scambia solo qualche contenuto da condividere Si è amici, ma di fatto non si interagisce con loro Totale Seguendo lo stesso procedimento compiuto per l analisi dei dati complessivi, introdotta la questione di come gli scambi cross culturali possano essere facilitati o meno dall utilizzo di Facebook, alcune domande successive del questionario somministrato agli studenti piemontesi coinvolti nella ricerca hanno cercato di capire se questi strumenti possano aiutare a conoscere le culture altre. Le risposte disattendono le aspettative, ancor più dei dati complessivi ottenuti aggregando le risposte in merito degli studenti piemontesi e quelli pugliesi. Perché, da un lato i nostri studenti ci dicono nel 43% dei casi che raramente utilizzano social network per conoscere aspetti 57

58 socioculturali riferiti ad altre nazioni il 41.3% addirittura non lo fa mai (Tab. 14); dall altro ritengono tali strumenti inadatti per conoscere le culture differenti da quella di appartenenza (21.0%); il 28.2%, invece, ne ha usufruito, ma solo per puro caso. Soltanto il 2.5% (15 casi) ne riconosce l utilità (Tab. 15). Riproponiamo anche per il Piemonte, quanto già ipotizzato nell analisi dei dati generali, ossia che queste risposte invitano a pensare che i ragazzi della digital generation siano poco esercitati a collocarsi nel mondo e molto interessati a vivere il proprio universo quotidiano e locale. Per cui l interesse per il diversamente altro non scaturisce spontaneamente, ma solo dopo esserne venuto a contatto. Ed è allora che i social network possono risultare strumenti di facilitazione della conoscenza. Tab. 14: Utilizzo di social network per conoscere aspetti riferiti ad altre culture Utilizzo di social network per conoscere aspetti riferiti ad altre culture Frequenze Percentuali Nessuna risposta Sì, ma raramente Con una certa frequenza Mai Mi capita quasi tutti i giorni Totale Utilizzo di Social Network per conoscere aspetti riferiti ad altre culture 43.0% 41.3% 5.0% 8.4% 2.3% Nessuna risposta Sì, ma raramente Con una certa frequenza Mai Mi capita quasi tutti i giorni 58

59 Tab. 15: I social network aiutano a conoscere le altre culture I social network aiutano a conoscere le altre culture Frequenze % Nessuna risposta No, per niente perchè strumento inadatto No, anche se avrei potuto perchè le informazioni ci sono Si, ma per puro caso Si, ma solo grazie all aiuto di esperienze esterne Si, molto. Mi interessava farlo. I social network aiutano molto Si, molto. La mia visione è cambiata grazie ai social network Totale Cosmopolitismo web 2.0 Nel questionario somministrato agli studenti coinvolti nella ricerca sono state inserite delle domande per analizzare un aspetto centrale della nostra ricerca quale è quello del cosmopolitismo e, nello specifico, quanto la diffusione di questo atteggiamento esistenziale e relazionale possa essere favorita dai nuovi media. In merito possiamo rilevare che il 36.2% degli intervistati è convinto che internet aiuti a costruirsi una personale idea del mondo circostante, mentre il 34.9% è indeciso, confermando che la vita reale costituisce fattore insostituibile per la formazione della propria percezione del mondo (Tab. 17). Tab. 17: Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

60 Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante 34.9% 29.7% 2.5% 13.6% 12.8% 6.5% Inoltre, un buon numero del nostro campione (69.3% contro il 12.4% che ha convinzioni opposte), pur nella consapevolezza che con internet le distanze geografiche siano state definitivamente abbattute (Tab. 18), tuttavia non ha ritenuto che questo potere della rete li faccia sentire cittadini del mondo. Infatti (Tab. 19) il legame internet cosmopolitismo è percepito dagli studenti piemontesi in maniera marcatamente più debole rispetto ai colleghi pugliesi. Così al 24.5% di favorevoli, si oppone ben il 46.7% del campione che non si sente affatto o poco cittadino del mondo grazie ad internet, mentre il 26.7% non sa esprimersi in merito. Tab. 18: Internet ha abbattuto le distanze geografiche Grazie ad internet sono state abbattute le distanze geografiche Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

61 Tab. 19: Internet fa sentire cittadini del mondo Internet mi fa sentire cittadino del mondo Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Alcuni dati strutturali Puglia Il campione pugliese della ricerca è stato costituito da 553 studenti frequentanti nel corso del secondo quadrimestre 2011/2012 le classi terze e quarte di alcuni licei o istituti tecnici di Martina Franca, Lecce e Bari ( viene riportata nella successiva tabella la ripartizione degli studenti per città e scuola che hanno compilato il questionario). 61

62 Tab. 20: Distribuzione dei questionari compilati dagli studenti coinvolti nella ricerca per città e scuola di appartenenza Città Scuola Studenti Intervistati Frequenze Percentuali Martina Franca Liceo Statale Tito Livio ITCG Da Vinci Lecce Liceo Scientifico Banzi IISS De Pace Bari Liceo Scientifico Salvemini ITC Lenoci Totale L utilizzo di internet e dei social network Anche per la Puglia appare evidente come, per il nostro campione, solo il 2.7% sia sprovvisto a casa di una connessione ad internet. Tab. 21: Accesso internet a casa Internet a casa Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale

63 Internet risulta essere sempre presente (95,5%) nelle case degli studenti costituenti il campione e l accesso è pressoché libero, perché solo il 6.1% degli intervistati (34 studenti) dichiara di navigare con dei limiti di connessione. Tab. 22: Come si accede ad internet Accesso ad Internet Frequenze Percentuali Nessuna risposta Posso accedervi liberamente Ho dei limiti di connessione Totale Circa i tempi medi giornalieri di connessione, differentemente dai dati del Piemonte si rileva la decisa maggiore presenza di studenti (il 48.1% pari a 266 scelte) che dichiarano di dedicare molto tempo dalle 3 ore in poi alla navigazione, di conseguenza è sensibilmente minore il numero di intervistati che non supera le 2 ore al giorno (con il 16.1% che riesce a contenersi entro l ora). Tab. 23: Ore di connessione giornaliera ad internet Ore di connessione giornaliera Frequenze Percentuali Nessuna risposta Non più di un ora al giorno Da 1 a 2 ore ore al giorno Più di 3 ore al giorno Totale

64 3.8 Social network e dinamiche di relazione Connessione ad internet per il nostro campione corrisponde quasi sempre all utilizzo di un social network. Solo il 3.4% degli studenti pugliesi percentuale ancora più bassa dei coetanei piemontesi non ne è iscritto; invece il 58.4% (323 casi) interagisce ogni giorno su siti di questo genere, evidenziando una fruizione superiore circa dell 8.5% rispetto al campione piemontese intervistato, mentre il 31.6% si collega periodicamente con un social network. Tab. 24: Frequenza con cui si utilizza un social network Frequenza utilizzo social network Frequenze Percentuali Nessuna risposta Tutti i giorni Non tutti i giorni Ho dei profili, ma vi accedo raramente Non sono iscritto ad alcun social network Totale

65 Facebook è il social network più utilizzato dal 93.5% degli studenti intervistati (Tab. 25), utilizzato essenzialmente per chattare con gli amici (60.2%), molto meno frequentemente per condividere link (17.2%) o leggere quello che fanno gli altri (10.7%); da evidenziare che in quest ultimo item, invece, la differenza percentuale in meno rispetto agli studenti piemontesi è di oltre il 5.0%. Tab. 25: Iscrizione a Facebook Iscrizione a Facebook Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale Tab. 26: Utilizzo prevalente del social network Utilizzo prevalente del social network Frequenze Percentuali Nessuna risposta Chattare con gli amici Scrivere post e messaggi personali Condividere link o postare delle foto Scrivere tutto quello che si fa Leggere solo quello che fanno gli altri Totale

66 Uno dei dati che decisamente ha differenziato il campione pugliese da quello piemontese è il numero di contatti su Facebook dichiarati. Ben il 56.4% del campione pugliese (rispetto al 38.3% del campione piemontese intervistato) ha dichiarato di avere più di 500 contatti sul social network. Molto meno (23.1%) coloro che hanno tra i 200 ed i 400 contatti (rispetto al 35.1% sullo stesso item dichiarato dagli studenti piemontesi). Solo il 14.8% ha meno di 200 contatti (Tab. 27). Si conferma, quindi, la facilità di tessere relazioni sui social network, ma come già ribadito nelle questo non dice nulla sull intensità delle stesse. Infatti, oltre il 52.0% ritiene che non oltre un quarto dei contatti siano da considerarsi davvero amici, mentre il 7.9% (44 casi) considera amicizie almeno più della metà i contatti su Facebook (Tab. 27.1). 66

67 Tab. 27: Quanti contatti su Facebook Quanti contatti su Facebook Frequenze Percentuali Nessuna risposta Da 50 a Da 100 a Da 200 a Più di Totale Contatti su Facebook 56.4% 23.1% 5.6% 4.3% 10.5% Nessuna risposta Da 50 a 100 Da 100 a 200 Da 200 a 400 Più di 500 Tab Quanti contatti su Facebook sono amici Contatti su Facebook con veri amici Frequenze Percentuali Nessuna risposta Nessuno Circa un quarto Meno della metà Circa la metà Più della metà Circa i due terzi Tutti Totale

68 La preminenza da essi attribuita al contatto face to face rispetto a quello virtuale della rete è ampiamente confermata dal fatto che solo il 13.3% (68 casi) del nostro campione preferisce contattare le persone via internet, piuttosto che per telefono o direttamente, anzi il 42.1% esclude il web per l interazione con gli altri nel modo più assoluto. Tab. 28: Preferenza del contatto online a quello telefonico o diretto Preferenza del contatto online a quello telefonico o diretto Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Nè vero, nè falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Ribadiamo anche per gli studenti pugliesi che, contrariamente ai luoghi comuni, gran parte di loro (84.8% dei casi) non ama nascondersi, falsare la descrizione di sé chattando in rete. Solo il 5.6% (31 casi) 68

69 dichiara la tendenza a mentire sulla propria identità quando è in rete. Tab. 29: Tendenza a descriversi in rete in modo diverso dalla realtà Tendenza a descriversi in rete in modo Frequenze Percentuali diverso dalla realtà Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale L uso di internet, ancora una volta, non porta (86.4%) ad isolarsi ed evitare amici o familiari (Tab. 30) o, addirittura, a preferire la rete (77.9%) al trascorrere una serata con questi (Tab. 31). 69

70 Tab. 30: Utilizzo di internet e relazioni con amici e familiari A causa di internet tendo ad evitare amici o familiari Frequenze % Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Tab. 31: Preferire internet ad una serata con amici o familiari Non mi capita mai di preferire internet ad una serata con amici o familiari Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

71 Sostanzialmente i dati emersi dalle sole risposte fornite dagli studenti pugliesi si allineano in gran parte con i dati generali (costituiti dall aggregazione delle risposte fornite dagli studenti piemontesi con quelle degli stessi studenti pugliesi). Per questo le conclusioni fornite al termine dell analisi dei dati generali possono valere anche per commentare brevemente le indicazioni emerse dall analisi dei dati degli studenti pugliesi. 3.9 La rete e l altro I social network rappresentano un utile strumento per relazioni multiculturali. Ne dà ragione il fatto (Tab. 32) che il 61.5% (340 casi) ha contatti con ragazzi non italiani e che il 29.7% di questi sono anche incontrati offline (Tab. 32.1). Invece, il 38.8% (132 casi) sono relazioni online originatesi però da una conoscenza diretta avvenuta nel corso di un viaggio. Importante, anche per gli obiettivi della nostra ricerca, è la constatazione che i social network sembrano essere particolarmente utilizzati dai nostri giovani per attivare e/o aumentare contatti intraterritoriali, molto meno quelli extraterritoriali (dove, certamente, il fattore della competenza linguistica influisce decisamente). Lo dimostrerebbe, a riguardo, il dato esiguo di ragazzi non italiani non residenti in Italia conosciuti in rete che si attesta al 10.6%. Tab. 32: Contatti online con ragazzi non italiani Chatting con ragazzi non italiani Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale

72 Tab. 32.1: Conoscenza di questi ragazzi non italiani Come sono stati conosciuti questi ragazzi non italiani Frequenze % Sono ragazzi che vivono in Italia che conosco anche offline Sono ragazzi che vivono in Italia che conosco solo in Rete Sono ragazzi conosciuti durante un viaggio Sono ragazzi che non vivono in Italia conosciuti in Rete Sono ragazzi inseriti nei contatti di miei amici su social network Altro Totale Inoltre, chi ha contatti online con ragazzi non italiani nel 45.6% dei casi (155 preferenze) chatta con loro scambiandosi le proprie esperienze, mentre per il 20.9% tendenzialmente i contatti sono limitati a qualche breve comunicazione, oppure sono da considerarsi solo dei contatti (33.5%), nel significato formale che viene attribuito all amicizia nei social network. Tab. 32.2: Contenuti di confronto con questi ragazzi non italiani Come ci si confronta con questi amici non italiani Frequenze Percentuali Si chatta con loro discutendo della propria vita Ci si scambia solo qualche contenuto da condividere Si è amici, ma di fatto non si interagisce con loro Totale

73 Seguendo lo stesso procedimento compiuto per l analisi dei dati complessivi, introdotta la questione di come gli scambi cross culturali possano essere facilitati o meno dall utilizzo di Facebook, alcune domande successive del questionario somministrato agli studenti piemontesi coinvolti nella ricerca hanno cercato di capire se questi strumenti possano aiutare a conoscere le culture altre. Le risposte disattendono le aspettative, ancor più dei dati complessivi ottenuti aggregando le risposte in merito degli studenti piemontesi e quelli pugliesi. I nostri studenti ci dicono nel 47.2% dei casi che raramente utilizzano social network per conoscere aspetti socioculturali riferiti ad altre nazioni e nel 32.2% (Tab. 33) di non impiegarli mai per questo scopo lo stesso item è stato selezionato da oltre il 9.0% in più di studenti piemontesi. Spesso tali strumenti sono considerati inadatti per conoscere le culture differenti da quella di appartenenza (17.0%). Il 32.7%, invece, ha usufruito dei social network per interfacciarsi con altre realtà culturali, ma solo per puro caso, mentre soltanto il 6.5% (36 casi) ne riconosce l utilità (Tab. 34). Riproponiamo anche per la Puglia, quanto già ipotizzato nell analisi dei dati generali, ossia che queste risposte invitano a pensare che i ragazzi della digital generation siano poco esercitati a collocarsi nel mondo e molto interessati a vivere il proprio universo quotidiano e locale. Per cui l interesse per il diversamente altro non scaturisce spontaneamente, ma solo dopo esserne venuto a contatto. Ed è allora che i social network possono risultare strumenti di facilitazione della conoscenza. Tab. 33: Utilizzo di social network per conoscere aspetti riferiti ad altre culture Utilizzo di social network per conoscere aspetti riferiti ad altre culture Frequenze Percentuali Nessuna risposta Sì, ma raramente Con una certa frequenza Mai Mi capita quasi tutti i giorni Totale

74 Tab. 34: I social network aiutano a conoscere le altre culture I social network aiutano a conoscere le altre culture Frequenze % Nessuna risposta No, per niente perché strumento inadatto No, anche se avrei potuto perché le informazioni ci sono Si, ma per puro caso Si, ma solo grazie all aiuto di esperienze esterne Si, molto. Mi interessava farlo. I social network aiutano molto Si, molto. La mia visione è cambiata grazie ai social network Totale

75 3.10 Cosmopolitismo web 2.0 Nel questionario somministrato agli studenti coinvolti nella ricerca sono state inserite delle domande per analizzare un aspetto centrale della nostra ricerca quale è quello del cosmopolitismo e, in particolare, quanto la diffusione di questo atteggiamento esistenziale e relazionale possa essere favorita dai nuovi media. In merito possiamo rilevare che il 38.3% degli intervistati è convinto che internet aiuti a costruirsi una personale idea del mondo circostante, mentre il 30.9% è indeciso, confermando che la vita reale costituisce un fattore insostituibile per la formazione della propria percezione del mondo (Tab. 35). Tab. 35: Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

76 Tale ipotesi interpretativa sembrerebbe avallata anche dal fatto che un buon numero del nostro campione (70.3% contro il 13.4% che ha convinzioni opposte), pur nella consapevolezza che con internet le distanze geografiche siano state definitivamente abbattute (Tab. 36), non ha ritenuto tuttavia che questo potere della rete li faccia sentire cittadini del mondo. Infatti (Tab. 37), il legame internet cosmopolitismo è percepito dagli studenti pugliesi in maniera marcatamente più forte rispetto ai colleghi piemontesi. Così al 35.1% di favorevoli, si oppone il 37.7% che non si sente affatto o poco cittadino del mondo grazie ad internet, mentre il 25.0% non sa esprimersi in merito. Tab. 36: Internet ha abbattuto le distanze geografiche Grazie ad internet sono state abbattute le distanze geografiche Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Tab. 37: Internet fa sentire cittadini del mondo Internet mi fa sentire cittadino del mondo Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

77 3.11 Sintesi Piemonte/Puglia Comparando i dati emersi dall analisi delle risposte fornite dagli studenti frequentanti nel corso del secondo quadrimestre 2011/2012 le classi terze e quarte di alcuni licei ed istituti tecnici del Piemonte e della Puglia si evidenzia su gran parte delle questioni oggetto di riflessione una sostanziale specularità, poiché in gran parte dei quesiti posti le oscillazioni percentuali non supera il 5.0%. Questo è fatto particolarmente significativo, perché attesta che sui temi oggetto d indagine, in gran parte, sussiste omogeneità di percezioni e comportamenti tra i giovani al di là delle distanze territoriali. Assumono, in tale contesto, rilevanza le poche differenze statisticamente significative emerse tra le risposte fornite degli studenti piemontesi e quelli pugliesi che di seguito vengono sintetizzate. 77

78 Piemonte 1. Circa i tempi medi giornalieri di connessione è decisamente superiore rispetto agli studenti pugliesi il numero di intervistati che non supera le 2 ore al giorno (con il 19.5% che riesce a contenersi entro l ora). 2. Un po meno del della metà degli studenti piemontesi utilizza quotidianamente un social network. 3. L uso prevalente è chattare con gli amici, molto meno frequente è condividere link o leggere quello che fanno gli altri. In quest ultimo item il dato supera quello degli studenti pugliesi di oltre il 5.0%. 4. Più di un terzo dichiara di avere dai 200 ai 400 contatti e tale percentuale supera più del 12.0% quella espressa sullo stesso item dagli studenti pugliesi. 5. Per quanto riguarda la questione se internet ed i social network possano aiutare a conoscere le culture altre, quasi il 42.0% degli studenti piemontesi con oltre il 9.0% di preferenze dei colleghi pugliesi non utilizza quasi mai tali strumenti per conoscere aspetti socioculturali riferiti ad altre nazioni Puglia 1. Circa i tempi medi giornalieri di connessione, differentemente dai dati del Piemonte, si rileva la decisa maggiore presenza di studenti che dichiarano di dedicare molto tempo dalle 3 ore in poi alla navigazione. 2. Più della metà degli studenti pugliesi (con una differenza in più, intorno al 10.0%, rispetto agli studenti piemontesi) utilizza quotidianamente un social network. 3. L uso prevalente ancor più degli amici piemontesi è chattare con gli amici, meno frequente è condividere link o leggere quello che fanno gli altri. 78

79 4. Uno dei dati che decisamente ha differenziato il campione pugliese da quello piemontese è il numero di contatti su Facebook dichiarati. Infatti, quasi il 57.0% (un po meno del 20.0% di preferenze in più) dei pugliesi ha dichiarato di avere più di 500 contatti sul social network. 5. Il legame internet cosmopolitismo è percepito dagli studenti pugliesi in maniera marcatamente più forte. Infatti, poco oltre il 35.0% (quasi il 10.0% di preferenze in più) si sente cittadino del mondo grazie ad internet. 79

80 80

81 4. Analisi generale dei questionari specchio (returnees) F. Schino 4.1 Alcuni dati strutturali Come specificato nella precedente presentazione delle metodologie della ricerca, unitamente alla somministrazione di un questionario strutturato a scelta multipla, al campione di studenti del Piemonte e della Puglia si è proceduto a contattare giovani italiani residenti sempre nelle due regioni campione che nei precedenti ultimi due anni scolastici hanno vissuto l esperienza della permanenza all estero con Intercultura (da ora: returnees). Contattati i referenti di Intercultura abbiamo potuto ricavare l universo statistico di riferimento, pervenendo alla definizione di 60 studenti returnees. A questi è stata fatta recapitare la nostra richiesta di partecipazione alla ricerca tramite la compilazione di un questionario strutturato a scelta multipla, pressoché simile nella prima parte a quello somministrato agli studenti piemontesi e pugliesi per consentire eventuali possibili comparazioni e specifico nella seconda parte, volta a verificare se proprio l esperienza all estero potesse essere considerata la variabile interveniente capace di modificare il modus vivendi dei giovani in riferimento alla routinaria fruizione dei digital media e le proprie relazioni interpersonali (incluse quelle multi-interculturali). Considerate alcune difficoltà tecniche essere studenti universitari fuori sede, indirizzi non corretti o modificati ed altre motivazionali non essere interessati alla compilazione del questionario, non voler essere coinvolti nella ricerca, sono giunti all equipe di ricerca 46 questionari compilati, pari al 76.7% dei questionari attesi, di cui 22 questionari (47.8%) dalla Puglia e 24 (52.2%) dal Piemonte. A compilare il questionario sono state prevalentemente donne (71.7%, 81

82 pari a 33 casi), l età dei returnees ha oscillato dai 17 anni (però solo 3 casi) ai 21 anni (solo 2 casi). Quella più ricorrente si è attestata tra 19 ed 20 anni (entrambi al 30.4%), a seguire i 18enni (28.3%). I returnees coinvolti nella ricerca hanno in gran parte svolto l esperienza all estero con Intercultura nel corso dell anno scolastico 2009/2010 (34.8%) e 2010/2011 (45.7%) ed è durata quasi per tutti tranne in un caso un intero anno (97.8%). Nord Europa ed il continente americano da Nord a Sud i luoghi più praticati, mentre gli USA (43.5% dei casi) sono stati la nazione più frequentata, seguiti da Belgio, Norvegia e Germania (3 returnees a testa, pari al 6.5%). Tab. 1: Distribuzione per sesso dei returnees coinvolti nella ricerca Sesso COMPLESSIVI PIEMONTE PUGLIA Frequenze % Frequenze % Frequenze % Maschi Femmine Totale Tab. 2: Età dei returnees coinvolti nella ricerca Età Frequenze Percentuali 21 anni anni anni anni anni Totale Tab. 3: Anno scolastico in cui è stata svolta l esperienza all estero con Intercultura Anno scolastico dell esperienza all estero con Intercultura Frequenze % 2010/ / / Totale

83 Tab. 4: Durata dell esperienza all estero con Intercultura Durata dell esperienza all estero con Intercultura Frequenze Percentuali 6 mesi anno scolastico Totale Tab. 5: Dove i returnees hanno realizzato l esperienza con Intercultura Luogo dell esperienza all estero con Intercultura Frequenze Percentuali India Belgio USA Svezia Canada Brasile Finlandia Danimarca Cile Honduras Norvegia Olanda Germania Cina Argentina Repubblica Dominicana Thailandia Totale Modi di vivere la rete in Italia e all estero Anche i nostri returnees confermano quanto già emerso nell analisi dei dati sui questionari somministrati agli studenti campione della ricerca: il 93,5% dispongono in casa di una connessione internet, solo il 4.3% dichiara di esserne sprovvisto. 83

84 Tab. 6: Accesso internet a casa Internet a casa Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale Internet a casa No 4.3% Nessuna risposta 2.2% Si 93.5% Internet, come detto, non manca quasi mai tra le mura domestiche e l accesso è pressoché libero, perché solo 1 returnee ha dichiarato di navigare con dei limiti di connessione. Tab. 7: Come si accede ad internet Accesso ad internet Frequenze Percentuali Nessuna risposta Posso accedervi liberamente Ho dei limiti di connessione Totale Si osserva che quasi il 33.0% (15 returnees) dedica dalle tre ore in poi alla navigazione - oltre l 8.0% in meno di quanto dichiarato dagli studenti piemontesi e pugliesi -, mentre il 15.2% riesce a contenersi entro l ora. 84

85 Tab.8: Ore di connessione giornaliera ad internet Ore di connessione giornaliera Frequenze Percentuali Nessuna risposta Non più di un ora al giorno Da 1 a 2 ore ore al giorno Più di 3 ore al giorno Totale Connessione giornaliera ad Internet 47.8% 15.2% 15.2% 17.4% 4.3% Nessuna risposta Non più di un'ora al giorno Da 1 a 2 ore 3 ore al giorno Più di 3 ore al giorno Come a casa propria, nell esperienza all estero con Intercultura quasi tutti i returnees (42 casi, pari al 91.3%) avevano una connessione internet in casa (Tab. 9) e per 40 di loro (pari all 87.0%) l accesso era in gran parte senza limiti (Tab. 10). Tab. 9: Accesso ad internet nella casa di residenza all estero nell esperienza con Intercultura Internet nella casa di residenza all estero nell esperienza con Intercultura Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale

86 Internet nella casa all'estero No 4.3% Nessuna risposta 4.3% Si 91.3% Tab. 10: Come si accedeva ad internet Accesso ad internet nel paese estero Frequenze Percentuali Nessuna risposta Potevo accedervi liberamente Avevo dei limiti di connessione Totale Pur potendo usufruire di internet praticamente nelle stesse condizioni di casa, nell esperienza estera con Intercultura i returnees hanno avuto tempi di connessione decisamente più ridotti rispetto alle loro abitudini. Solo il 6.5% (3 casi) ha dichiarato di essersi connessi ad internet oltre le 3 ore al giorno (a casa era il 17.4% Tab. 8), mentre ben il 32.6% (15 casi) si connetteva non più di 1 ora al giorno (con un incremento di oltre il 17% rispetto alle abitudini quotidiane a casa). Tab. 11: Ore al giorno di connessione giornaliera ad internet all estero Ore di connessione giornaliera ad internet all estero Frequenze % Nessuna risposta Non più di un ora al giorno Da 1 a 2 ore ore al giorno Più di 3 ore al giorno Altro Totale

87 4.3 Social network e dinamiche di relazione in Italia e all estero Connessione ad internet per il nostro campione specchio corrisponde quasi sempre all utilizzo di un social network. Solo 2 returnees (pari al 4.3%) vi accedono raramente, invece il 56.5% (26 casi) lo utilizza ogni giorno, mentre il 34.8% lo fa periodicamente. Tab. 12: Frequenza con cui si utilizza un social network Frequenza utilizzo social network Frequenze Percentuali Nessuna risposta Tutti i giorni Non tutti i giorni Ho dei profili, ma vi accedo raramente Totale

88 Facebook è il social network più utilizzato dal 95.7% degli intervistati (Tab. 13). L uso prevalente (Tab. 14) è chattare con gli amici (65.2%) anche su questo item le percentuali dei returnees sono notevolmente superiori (quasi del 9.0%) rispetto a quelle espresse dagli studenti piemontesi e pugliesi meno frequente è condividere link (15.2%) o leggere quello che fanno gli altri (10.9%). Tab. 13: Iscrizione a Facebook Iscrizione a Facebook Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si Totale Tab. 14: Utilizzo prevalente del social network Utilizzo prevalente del social network Frequenze Percentuali Nesuna risposta Chattare con gli amici Scrivere post e messaggi personali Condividere link o postare delle foto Leggere solo quello che fanno gli altri Totale

89 Verrebbe da dire, analizzando i dati a disposizione, che tra i giovani più si sale in età e più aumentano i contatti online. Infatti, ben il 69.6% (32 casi) dei returnees con oltre il 22% in più dei giovani piemontesi e pugliesi ha dichiarato di avere più di 500 contatti, solo il 6.5% ha meno di 200 contatti. Nessun returnee ha meno di 100 contatti (Tab. 15). Ancor più confermata, quindi, la facilità di tessere relazioni sui social network, ma questo anche stavolta non dice nulla sull intensità delle stesse. Infatti, ben il 37.0% (17 casi) ha sostenuto che nessun contatto su Facebook è da considerarsi davvero un amicizia, mentre il 30.4% (14 casi) ritiene che siano da considerarsi vere amicizie non oltre un quarto dei contatti. Un solo returnee ha dichiarato che più della metà dei suoi contatti sul social network sono da considerarsi amicizie (Tab. 15.1). Tab. 15: Quanti contatti su Facebook Quanti contatti su Facebook Frequenze Percentuali Nessuna risposta Da 100 a Da 200 a Più di Totale

90 Tab. 15.1: Quanti contatti su Facebook sono amici Contatti su Facebook con veri amici Frequenze Percentuali Nessuna risposta Nessuno Circa un quarto Meno della metà Circa la metà Più della metà Totale

91 Questi ultimi dati sono in sintonia con quanto evidenziato sulle stesse questioni nell interpretazione delle risposte fornite dagli studenti piemontesi e pugliesi Anche i giovani returnees danno preminenza alle relazioni interpersonali, al contatto face to face rispetto a quello virtuale della rete. Nel corso della permanenza all estero l 84.7% dei returnees ha incrementato il numero delle amicizie di almeno 100 nuovi contatti (il 54.3% di questi anche oltre 100) su Facebook (Tab. 16). Tuttavia, a differenza dei contatti italiani, molti di quelli inseriti nel corso dell esperienza all estero corrispondevano a persone davvero frequentate e conosciute. Infatti, il 30.4% dei returnees (contro il 6.5% in Italia, Tab. 15.1) ha dichiarato che circa la metà/più della metà dei nuovi amici su Facebook erano da considerarsi realmente tali, mentre il 28.3% (13 casi) ha indicato che il numero di amicizie su Facebook non corrispondeva affatto ad amicizie reali (Tab. 17). Tab. 16: Nuovi contatti inseriti su Facebook nel Paese estero Nuovi contatti inseriti su Facebook nel paese estero Frequenze % Nessuna risposta Circa Circa Circa Più di Totale Tab. 17: Nuovi contatti su Facebook inseriti nel corso dell esperienza all estero da considerarsi amici Nuovi contatti su Facebook da considerarsi veri amici Frequenze % Nessuna risposta Nessuno Circa un quarto Meno della metà Circa la metà Più della metà Totale

92 La primazia alle relazioni interpersonali dirette è ampiamente confermata dal fatto che solo 2 ragazzi (4.3%) preferiscono contattare le persone via internet, piuttosto che per telefono o direttamente, anzi il 47.8% (22 casi) esclude l impiego del web per tale scopo nel modo più assoluto. Tab. 18: Preferenza del contatto online a quello telefonico o diretto Preferenza del contatto on-line a quello telefonico o diretto Frequenze % Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Totale

93 Gran parte dei returnees (93.5% dei casi) non ama nascondersi, falsare la descrizione di sé chattando in rete. Tab. 19: Tendenza a descriversi in rete in modo diverso dalla realtà Tendenza a descriversi in rete in modo diverso dalla realtà Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Assolutamente vero Totale

94 L uso di internet, ancora una volta, non porta (97.8%) ad isolarsi ed evitare amici o familiari (Tab. 20) o addirittura a preferire la rete (86.9%) al trascorrere una serata con questi (Tab. 21). Tab. 20: Utilizzo di internet e relazioni con amici e familiari Tendenza ad evitare amici o familiari quando si è su Internet Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Assolutamente vero Totale Tab. 21:Preferire internet ad una serata con amici o familiari Non mi capita mai di preferire internet ad una serata con amici o familiari Frequenze % Assolutamente falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Conformemente a quanto sostenuto nel corso di tutta l analisi dei dati, internet ed i social network si specificano sempre più come strumenti utili, necessari per il mantenimento delle relazioni interpersonali. Il momento più difficile da gestire è stato il ritorno a casa dopo 94

95 la permanenza all estero, come spesso accade per esperienze analoghe all anno di scambio culturale proposto da Intercultura. Infatti, il 26.1% (pari a 12 casi) ha utilizzato maggiormente i social network nei primi tre mesi. Dopo il riassestamento, i contatti si diradano e per il 45.7% vengono mantenuti attivi soprattutto nel corso di ricorrenze particolari, come durante il Natale o per i compleanni. (Tab. 22). In generale, il 50.0% dei returnees chatta ancora spesso con le nuove amicizie fatte, mentre il 34.8% cerca i contatti, anche se spesso non ci riesce (Tab. 23). Oppure i social network servono per socializzare e raccontare la propria esperienza. Infatti, il 56.5% (26 casi) ha condiviso molte foto con i propri amici ed il 17.4% (8 casi) ha scritto dei post per comunicare gli stati d animo durante il soggiorno (Tab. 24), questi ultimi difficili da comunicare ai familiari e/o agli amici al momento, come indicato dal 56.5% (26 casi) dei returnees (Tab. 25). Tab. 22: In quale fase dell esperienza estera i social network sono stati utilizzati maggiormente In quale fase dell esperienza estera i social network sono stati utilizzati maggiormente Frequenze Percentuali Nessuna risposta Nei primi tre mesi Negli ultimi tre mesi Tutto il periodo In ricorrenze particolari (Natale, compleanni, ecc.) Totale Tab. 23: Utilizzo dei social network al ritorno per mantenere i contatti con le persone conosciute Al ritorno i social network hanno permesso di mantenere Frequenze i contatti con le persone conosciute % Nessuna risposta Si molto. Chatto spesso con loro Ho mantenuto i contatti, ma non ho usato i social network Ho usato i social network, ma molto spesso non sono riuscito Totale

96 Tab. 24: Utilizzo dei social network al ritorno per raccontare la propria esperienza Al ritorno usati i social network per raccontare la propria esperienza Frequenze % Nessuna risposta No, mai Si, ho scritto soprattutto dei post con i miei stati d animo Ho condiviso molte foto dell esperienza all estero Si, soprattutto chattando con i miei amici italiani Totale Tab. 25: Condivisione con familiari e/o amici degli stati d animo durante l esperienza all estero Condivisione con famigliari e/o amici degli stati d animo in momenti difficili dell esperienza all estero Frequenze % Nessuna risposta Si No Totale

97 Nessuna risposta 6.5% No 56.5% Si 37.0% Condivisione con familiari e/o amici degli stati d animo durante l esperienza all estero 4.4 La rete e l altro In aggiunta alle stesse domande poste agli studenti delle scuole piemontesi e pugliesi, che ci hanno consentito di comparare le risposte e ricavare importanti considerazioni sulla fruizione dei digital media da parte delle nuove generazioni, sono state inserite nel questionario somministrato ai returnees alcune domande volte a comprendere in che modo i new media possano o meno aver influito sulle esperienze all estero e se la stessa esperienza extraterritoriale abbia modificato o meno anche le proprie abitudini a riguardo dell uso di internet, dei social network. Anche da questa sezione del questionario abbiamo ricavato dati molto interessanti. Un primo elemento rilevante è che, nonostante il largo utilizzo di internet e dei social network, i nostri giovani sembrano non considerare tali strumenti validi alla stessa stregua e/o sostituibili l esperienza sul campo. Al 65.2% dei returnees (30 casi) non è mai venuto in mente di usare i networks per conoscere il paese nel quale avrebbero fatto l esperienza dello studio all estero con la proposta di Intercultura (Tab. 26). 97

98 Però con internet ed i social network i returnees costituenti il campione specchio hanno attivato contatti prima della partenza; in particolare lo hanno fatto in 25, pari al 54.3% (Tab. 27). Questi contatti per il 52.1% (24 casi) si sono rivelati utili, contro il 28.3% (13 casi) che non ha riscontrato alcun vantaggio da tali confronti (Tab. 28). Certo, per questi risultati si potrebbero proporre spiegazioni che rimanderebbero alla superficialità, al non interesse, a motivazioni generiche nell affrontare l impresa. Tuttavia, in continuità con i risultati già emersi dai dati precedenti e di quelli che seguiranno, ci sentiamo invece di sposare l idea che su certe questioni, quali la costruzione e il mantenimento delle relazioni interpersonali e le esperienze di vita extraterritoriali, i giovani per ora mantengono la netta distinzione tra vite reale e vita virtuale, preferendo decisamente la prima alla seconda. Tab. 26: Utilizzo di social networks per conoscere il nuovo Paese dove si sarebbe realizzata l esperienza con Intercultura Prima di partire è venuto in mente di usare i social Frequenze network per conoscere qualcosa del nuovo Paese Percentuali Nessuna risposta Si, ho cercato e condiviso post No, mai Totale

99 Tab. 27: Contatti prima della partenza su Facebook con persone residenti nella nazione ospite Contatti anticipati su FB con persone della nuova realtà Frequenze % Nessuna risposta Si No Totale Tab. 28: Utilità dei contatti attivati con internet prima della partenza verso lo Stato estero Sono serviti i contatti attivati su Internet prima della partenza? Frequenze % Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Anche per la stessa esperienza all estero vissuta dai returnees con Intercultura solo il 19.6% ha ritenuto almeno abbastanza utile quanto aveva appreso da internet per adattarsi alla nuova realtà culturale. 99

100 Poco e per nulla proficue si sono rivelate le conoscenze pregresse per il 32.6% (Tab. 29). Infatti, l idea di partenza sulla cultura del Paese ospitante è stata disattesa per il 52.2% (24 casi), confermata invece soltanto dall 8.7% (4 casi) dei returnees (Tab. 30). A giustificazione di ciò la convinzione di quasi tutti (93.5%) è che le emozioni provate durante il soggiorno all estero fossero imprevedibili (Tab. 31). Tab. 29: Utilità di quanto appreso attraverso internet per adattarsi alla nuova realtà culturale Ciò che è stato appreso da internet è stato utile per adattarsi alla nuova realtà culturale Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Tab. 30: L idea di partenza della cultura del Paese ospitante è corrisposta a quella verificata L idea di partenza della cultura del Paese ospitante è corrisposta a quella verificata Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Totale

101 Tab. 31: Imprevedibilità delle emozioni provate durante il soggiorno all estero Le emozioni provate durante il soggiorno all Estero erano imprevedibili Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

102 L esperienza reale all estero è risultata, dunque, essere differente da quella ipotizzata a tavolino. L impatto emotivo è stato notevole, ma quasi il 57.0% dei returnees ha deciso di non condividere con familiari ed amici i propri stati d animo vissuti nel corso dei momenti difficili, probabilmente perché nella consapevolezza della barriera oggettiva data dalle distanze hanno ritenuto opportuno non trasferire le proprie ansie sui propri cari e mettersi in gioco nello gestire lo stress emozionale (Tab. 31.1). Il 76.5% tra coloro che hanno, invece, deciso di condividere le proprie difficoltà ha considerato i social network particolarmente utili per alleggerirne il peso (Tab.31.2). Tab. 31.1: Condivisione con familiari e/o amici degli stati d animo nei momenti difficili dell esperienza all estero Condivisione con famigliari e/o amici degli stati d animo in momenti difficili dell esperienza all estero Frequenze % Nessuna risposta 3 6,5 Si 17 37,0 No 26 56,5 Totale ,0 102

103 Tab Utilità dei social network in queste situazioni emotive Utilità dei social network In queste situazioni emotive Frequenze Percentuali Lo stato d ansia è aumentato 2 6,5 La condivisione con loro ha generato agitazione anche a loro 2 6,5 Mi è servito ad alleggerire il peso Totale ,0 Dunque, nell esperienza all estero l utilizzo della rete non è da considerarsi strumento essenziale per la conoscenza della nuova realtà culturale, né per avviare e gestire relazioni interpersonali, dove invece il contatto diretto, i rapporti faccia a faccia risultano insostituibili. Diventa, al contrario, necessario per mantenere i contatti più con gli amici italiani che con i propri familiari come si evince dalla lettura delle tabelle 32 e 33, nelle quali emerge da un lato il dato che solo il 19.6% (9 casi) non poteva fare a meno di connettersi con la propria famiglia (di contro al 45.6% che non sentiva tale urgenza) e dall altro che al 58.7% (27 casi) interessava contattare gli amici italiani (contro il 17.3%, pari a 8 casi, che non sentivano tale bisogno). 103

104 Tab. 32: Necessità di connettersi con la propria famiglia nel corso dell esperienza all estero Non si poteva fare a meno di connettersi con la propria famiglia in Italia Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Tab. 33: Necessità di contattare i propri amici nel corso dell esperienza all estero Non interessava contattare gli amici italiani Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

105 4.5 Cosmopolitismo web 2.0 Un aspetto centrale della nostra ricerca è rappresentato dal cosmopolitismo e attraverso il questionario somministrato ai returnees coinvolti nella ricerca sono state inserite domande utili a rilevare quanto la diffusione di questo atteggiamento esistenziale e relazionale possa essere favorita dai nuovi media. In merito possiamo rilevare che il 39.2% degli intervistati è convinto che internet aiuti a costruirsi una personale idea del mondo circostante, mentre il 37.0% è indeciso, confermando che la vita reale costituisce fattore insostituibile per la formazione della propria percezione del mondo (Tab. 34). Tuttavia, come gli studenti piemontesi e pugliesi, anche i nostri returnees sono d accordo quasi all unanimità (91.3%, pari a 42 casi) sul fatto che grazie ad internet sono state abbattute le distanze geografiche (Tab. 35). Ma, a differenza dei primi, in loro emerge una maggiore convinzione sia della relazione tra internet e la propria dimensione cosmopolita, sia di che quella tra internet (i social networks in primis) e l educazione alla mondialità. Infatti, il 65.2% (pari a 30 casi) è convinto che internet li faccia sentire cittadini del mondo (Tab. 36) e, soprattutto, il 58.7% (27 casi) contro il 17.4% che la pensa in maniera opposta ritiene che internet ed i social network siano utili strumenti di educazione interculturale (Tab. 37). Tab. 34: Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante Frequenze Percentuali Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

106 Tab. 35: Internet ha abbattuto le distanze geografiche Grazie ad internet sono state abbattute le distanze geografiche Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Tab. 36: Internet fa sentire cittadini del mondo Internet mi fa sentire cittadino del mondo Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

107 Tab. 37: Internet, i social network e l educazione alla mondialità Internet e social network possono essere utile strumento di educazione alla mondialità Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

108 108

109 5. Analisi regionale dei questionari returnees (Piemonte, Puglia) F. Schino Piemonte 5.1 Alcuni dati generali Come indicato nell analisi dei dati complessivi (par. 4.1) sono giunti all equipe di ricerca 24 questionari compilati da returnees piemontesi. A rispondere sono state prevalentemente donne (79.2% pari a 19 casi) e l età dei returnees ha oscillato dai 17 anni (però solo 3 casi) ai 21 anni (solo 2 casi). Quella più ricorrente si è attestata sui 20 anni (29.2%) a seguire i anni (entrambi al 25.0%). Più della metà dei returnees piemontesi (54.2% pari a 13 casi) coinvolti nella ricerca ha svolto l esperienza all estero con Intercultura nel corso dell anno scolastico 2010/2011, i restanti in parte nel 2008/2009 ed in parte nel 2009/2010. La durata in media è stata tranne per un returneè di un anno scolastico. Nord Europa ed il continente americano da Nord a Sud i luoghi più praticati. Gli USA (8 casi pari al 33.3% ) sono stati la nazione più frequentata, a seguire la Norvegia e la Germania (3 returnees a testa, pari al 6.5%). Tab. 1: Età dei returnees coinvolti nella ricerca Età Frequenze Percentuali 19 anni anni anni anni anni Totale

110 Tab. 2: Anno scolastico in cui è stata svolta l esperienza all estero con Intercultura dai returnees piemontesi Anno scolastico dell esperienza all estero con Intercultura Frequenze Percentuali 2010/ / / Totale Tab. 3: Durata dell esperienza all estero con Intercultura dei returnees piemontesi Durata dell esperienza all estero con Intercultura Frequenze Percentuali 6 mesi anno scolastico Totale Tab. 4: Dove i returnees piemontesi hanno realizzato l esperienza con Intercultura Luogo dell esperienza all estero con Intercultura Frequenze Percentuali India USA Honduras Norvegia Olanda Germania Cina Argentina Repubblica Dominicana Thailandia Totale

111 5.2 Modi di vivere la rete in Italia e all estero Anche i nostri returnees piemontesi confermano il dato inequivocabile già emerso nell analisi dei dati sui questionari somministrati agli studenti campione della ricerca: in casa è quasi impossibile non avere l accesso ad internet. Solo 1 tra gli intervistati dichiara di esserne sprovvisto (Tab. 5). Come pure la modalità di accesso che, tranne in 1 caso, è senza limiti di connessione (Tab. 6). Tab. 5: Accesso internet a casa Internet a casa Frequenze Percentuali Si No Totale Tab. 6: Come si accede ad internet Accesso ad internet Frequenze Percentuali Posso accedervi liberamente Ho dei limiti di connessione Totale

112 Circa i tempi medi giornalieri di connessione, si osserva che quasi il 25% (returnees) dedica dalle 3 ore in poi alla navigazione, mentre il 20.8% riesce a contenersi entro l ora. Tab. 7: Ore di connessione giornaliera ad internet Ore di connessione giornaliera Frequenze Percentuali Non più di un ora al giorno Da 1 a 2 ore ore al giorno Più di 3 ore al giorno Totale Durante l esperienza all estero con Intercultura quasi tutti i returnees piemontesi (22 casi, pari al 91.7%) avevano internet in casa (Tab. 8) e l accesso alla rete è avvenuto senza limiti di connessione, eccezion fatta per un solo caso (Tab. 9). Tab. 8: Accesso ad internet nella casa di residenza all estero nell esperienza con Intercultura Internet nella casa di residenza all estero Frequenze Percentuali nell esperienza con Intercultura Si No Totale

113 Tab. 9: Come si accedeva ad internet Accesso ad Internet nel paese estero Frequenze Percentuali Nessuna risposta Potevo accedervi liberamente Avevo dei limiti di connessione Totale Pur potendo usufruire di internet praticamente nelle stesse condizioni di casa, nell esperienza estera con Intercultura i returnees piemontesi hanno avuto tempi di connessione decisamente più ridotti rispetto alle loro abitudini. Solo l 8.3% (2 casi) ha dichiarato di essersi connesso ad internet oltre le 3 ore al giorno (a casa era il 25%, vedi Tab. 7), mentre ben il 50.0% (12 casi) si connetteva non più di un ora al giorno (con un incremento di quasi il 30.0% rispetto alle abitudini quotidiane a casa). L esperienza all estero, dunque, appare nei returnees piemontesi essere stata particolarmente coinvolgente ed assorbente tanto da ridurre e/o rendere poco necessario connettersi con la rete. 113

114 Tab. 10: Ore al giorno di connessione ad internet all estero Ore al giorno di connessione ad internet all estero Frequenze Percentuali Nessuna risposta Non più di un ora al giorno Da 1 a 2 ore ore al giorno Totale

115 5.3 Social network e dinamiche di relazione in Italia e all estero Essere connessi ad internet per i nostri giovani corrisponde quasi sempre alla fruizione di un social network utilizzato giornalmente dal 45,8% di loro. Tab. 11: Frequenza con cui si utilizza un social network Frequenza utilizzo social network Frequenze Percentuali Tutti i giorni Non tutti i giorni Ho dei profili, ma vi accedo raramente Totale Tutti sono iscritti a Facebook (Tab. 12). L uso prevalente è chattare con gli amici (62.5%) come già rilevato nell analisi dei dati generali dei returnees, su questo item tali percentuali sono decisamente superiori (oltre il 6.0%) rispetto a quelle espresse dagli studenti piemontesi e pugliesi meno frequente è scrivere post e messaggi personali (20.8%, pari a 5 casi) (Tab. 13). 115

116 Tab. 12: Iscrizione a Facebook Iscrizione a Facebook Frequenze Percentuali Si Tab. 13: Utilizzo prevalente del social network Utilizzo prevalente del social network Frequenze Percentuali Chattare con gli amici Scrivere post e messaggi personali Condividere link o postare delle foto Leggere solo quello che fanno gli altri Totale Confermando quanto sostenuto nell analisi dei dati generali, salendo in età rispetto ai giovani studenti piemontesi e pugliesi coinvolti nella ricerca aumentano i contatti online. Infatti ben il 66.7% (16 casi) dei returnees con circa il 19.0% in più degli stessi studenti ha dichiarato di avere più di 500 contatti, mentre il 12.5% ha meno di 200 contatti. Nessun returnee ha meno di 100 contatti (Tab. 14). Ancor più confermata, quindi, la facilità di tessere relazioni sui social network, anche se questo dato da solo non dice nulla sull intensità delle stesse. Infatti, ben il 37.5% (9 casi) ha sostenuto che nessun contatto su Facebook è da considerarsi davvero un amicizia, mentre 116

117 il 25% (6 casi) ritiene che le vere amicizie siano da considerarsi non oltre un quarto dei contatti. Un solo returnee piemontese ha dichiarato che più della metà dei propri contatti sul social network sono da considerarsi amicizie (Tab. 14.1). Tab. 14: Quanti contatti su Facebook Quanti contatti su Facebook Frequenze Percentuali Da 100 a Da 200 a Più di Totale Tab. 14.1: Quanti contatti su Facebook sono di amici Contatti su Facebook con veri amici Frequenze Percentuali Nessuno Circa un quarto Meno della metà Circa la metà Più della metà Totale

118 Nel corso della permanenza all estero il 79.1% dei returnees piemontesi ha incrementato il numero delle amicizie di almeno 100 nuovi contatti (il 33.3% di questi anche oltre 100) su Facebook (Tab. 15). Tuttavia il 33.3% dei returnees (contro il 6.5% in Italia, Tab. 14.1) ha dichiarato che circa la metà/più della metà dei nuovi amici su Facebook erano da considerarsi realmente tali, mentre il 20.8% (5 casi) ha indicato che il numero di contatti su Facebook non corrispondeva affatto ad amicizie reali (Tab. 16). Tab. 15: Nuovi contatti inseriti su Facebook nel paese estero Nuovi contatti inseriti su Facebook nel paese estero Frequenze Percentuali Nessuna risposta Circa Circa Circa Più di Totale

119 Tab. 16: Nuovi contatti su Facebook inseriti nel corso dell esperienza all estero da considerarsi amici Nuovi contatti su Facebook da considerarsi veri amici Frequenze % Nessuna risposta Nessuno Circa un quarto Meno della metà Circa la metà Più della metà Totale Questi ultimi dati sono in sintonia con quanto evidenziato sulle stesse questioni nell interpretazione delle risposte fornite dagli studenti piemontesi e pugliesi Anche i giovani returnees piemontesi danno priorità alle relazioni interpersonali, al contatto face to face rispetto a quello virtuale della rete. Tale primazia è ampiamente confermata dal fatto che solo 1 preferisce contattare le persone via internet, piuttosto che per telefono o direttamente. Il 41.7% (10 casi), invece, non considera affatto il web uno strumento primario per relazionarsi e interfacciarsi agli altri. 119

120 Tab. 17: Preferenza del contatto online a quello telefonico o diretto Preferenza del contatto online a quello telefonico Frequenze Percentuali o diretto Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Totale Anche gran parte dei returnees (95.8% dei casi) non ama nascondersi, falsare la descrizione di sé chattando in rete. Tab. 18: Tendenza a non nascondere la vera identità quando si è in rete Tendenza a non nascondere la vera identità quando si è in rete Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Totale L uso di internet, anche per questa parte del campione, non porta ad isolarsi ed evitare amici o familiari (Tab. 19) o, addirittura, preferire la rete (82.3%) al trascorrere una serata con questi (Tab. 20). 120

121 Tab. 19: Utilizzo di internet porta ad evitare amici e familiari Tendenza ad evitare amici o familiari quando si è su Internet Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Totale Tab. 20: Preferire internet ad una serata con amici o familiari Non mi capita mai di preferire internet ad una serata con amici o familiari Frequenze Percentuali Assolutamente falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Conformemente a quanto sostenuto nel corso di tutta l analisi dei dati, internet ed i social network si specificano sempre più come strumenti utili, necessari per il mantenimento delle relazioni interpersonali. Il momento più difficile da gestire è stato il ritorno a casa dopo la permanenza all estero, come spesso accade ai più giovani dopo l esperienza di un viaggio. Infatti, il 20.8% (pari a 5 casi) ha utilizzato maggiormente i social network nei primi tre mesi. Dopo il rias- 121

122 sestamento, i contatti si diradano e per il 62.5% vengono mantenuti attivi soprattutto nel corso di ricorrenze particolari, come durante il periodo di Natale, per i compleanni. (Tab. 21). Così il 54.2% ancora adesso chatta spesso con gli amici aggiunti dopo l esperienza all estero, mentre il 25.0% cerca di mantenere i contatti, anche se spesso non ci riesce (Tab. 22). Oppure i social network servono per socializzare e raccontare la propria esperienza. Infatti il 58.3% (14 casi) ha condiviso molte foto con i propri amici ed il 12.5% (3 casi) ha chattato con i contatti italiani e ha scritto dei post per comunicare gli stati d animo durante il soggiorno (Tab. 23), questi ultimi difficili da comunicare ai familiari e/o agli amici al momento, come indicato dal 62.5% (15 casi) dei returnees piemontesi (Tab. 24). Tab. 21: In quale fase dell esperienza estera i social network sono stati utilizzati maggiormente In quale fase dell esperienza estera i social network sono stati utilizzati maggiormente Frequenze Percentuali Nei primi tre mesi 5 20,8 Negli ultimi tre mesi 1 4,2 Tutto il periodo 3 12,5 In ricorrenze particolari (Natale, compleanni, ecc.) 15 62,5 Totale ,0 Tab. 22: Utilizzo dei social network al ritorno per mantenere i contatti con le persone conosciute Al ritorno i social network hanno permesso di mantenere Frequenze i contatti con le persone conosciute % Si molto. Chatto spesso con loro Ho mantenuto i contatti, ma non ho usato i social network Ho usato i social network, ma molto spesso non sono riuscito Totale

123 Tab. 23: Utilizzo dei social network al ritorno per raccontare la propria esperienza Al ritorno usati i social network per raccontare la propria esperienza Frequenze % Nessuna risposta No, mai Si, ho scritto soprattutto dei post con i miei stati d animo Ho condiviso molte foto dell esperienza all estero Si, soprattutto chattando con i miei amici italiani Totale Tab. 24: Condivisione con familiari e/o amici degli stati d animo durante l esperienza all estero Condivisione con famigliari e/o amici degli stati d animo in momenti difficili dell esperienza all estero Frequenze % Nessuna risposta Si No Totale

124 5.4 La rete e l altro In aggiunta alle stesse domande poste agli studenti delle scuole piemontesi e pugliesi, che ci hanno consentito di comparare le risposte e ricavare importanti considerazioni sulla fruizione dei digital media da parte delle nuove generazioni, sono state inserite nel questionario somministrato ai returnees alcune domande volte a comprendere in che modo i new media possano o meno influire sulle esperienze all estero e se la stessa esperienza extraterritoriale abbia modificato o meno anche le proprie abitudini a riguardo dell uso di internet, dei social network. Anche da questa sezione del questionario abbiamo ricavato dati molto interessanti. Un primo elemento rilevante è che nonostante il largo utilizzo di internet e dei social network i nostri giovani sembrano non considerare tali strumenti validi alla stessa stregua dell esperienza sul campo. Al 70.8% dei returnees piemontesi (17 casi) non è mai venuto in mente di usare i networks per conoscere il Paese nel quale avrebbero fatto l esperienza dello studio all estero con la proposta di Intercultura. Lo ha fatto invece il 29.2% condividendo post (Tab. 25). 124

125 Però con internet ed i social network i nostri returnees hanno attivato contatti prima della partenza; in particolare lo hanno fatto in 14, pari al 58.3% (Tab. 26). In controtendenza, tali contatti per il 41.7% degli studenti (10 casi) oltre il 10% in meno rispetto ai dati aggregati con i returnees pugliesi si sono rivelati utili, contro però altrettanti casi in cui questi non hanno garantito alcun vantaggio (Tab. 27). Ribadiamo che per tali risultati si potrebbero proporre spiegazioni che rimanderebbero alla superficialità, al non interesse, a motivazioni superficiali nell affrontare l impresa. Tuttavia, in continuità con i risultati già emersi dai dati precedenti e di quelli che seguiranno, ci sentiamo invece di sposare l idea che su certe questioni, come la costruzione e il mantenimento delle relazioni interpersonali o le esperienze di vita extraterritoriali, i giovani per ora mantengono la netta distinzione tra vite reale e vita virtuale, preferendo decisamente la prima alla seconda. Tab. 25: Utilizzo di social networks per conoscere il nuovo Paese dove si sarebbe realizzata l esperienza con Intercultura Prima di partire è venuto in mente di usare i social Frequenze network per conoscere qualcosa del nuovo Paese Percentuali Si, ho cercato e condiviso post No, mai Totale

126 Tab. 26: Contatti prima della partenza su Facebook con persone residenti nella nazione ospite Contatti anticipati su FB con persone della nuova realtà culturale Frequenze Percentuali Si No Totale Tab. 27: Utilità dei contatti attivati con internet prima della partenza Sono serviti i contatti attivati attraverso internet prima della partenza Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

127 Anche per la stessa esperienza all estero vissuta dai returnees piemontesi con Intercultura solo il 16.7% ha ritenuto almeno abbastanza utile quanto aveva appreso da internet per adattarsi alla nuova realtà culturale. Poco e per nulla proficue si sono rivelate le conoscenze pregresse per il 37.5% (Tab. 28). Infatti, l idea di partenza sulla cultura del Paese ospitante è stata disattesa secondo il 62.5% (15 casi), mentre è stata pienamente confermata solo da un intervistato (Tab. 29). A giustificazione di ciò la convinzione di tutti i returnees piemontesi che le emozioni provate durante il soggiorno all estero fossero imprevedibili (Tab. 30). Tab. 28: Utilità di quanto appreso attraverso internet per adattarsi alla nuova realtà culturale Ciò che è stato appreso da internet è stato utile per adattarsi alla nuova realtà culturale Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Totale Tab. 29: L idea di partenza della cultura del Paese ospitante è corrisposta a quella verificata L idea di partenza della cultura del Paese ospitante è corrisposta a quella verificata Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Totale

128 Tab. 30: Imprevedibilità delle emozioni provate durante il soggiorno all estero Le emozioni provate durante il soggiorno all Estero erano imprevedibili Frequenze Percentuali Abbastanza vero Assolutamente vero Totale L esperienza reale all estero è risultata, dunque, essere differente da quella ipotizzata a tavolino. L impatto emotivo è stato notevole, ma 128

129 il 62.5% dei returnees ha deciso di non condividere con familiari ed amici i propri stati d animo vissuti nel corso dei momenti difficili, probabilmente perché nella consapevolezza della barriera oggettiva data dalle distanze hanno ritenuto opportuno non trasferire le proprie ansie sui propri cari e mettersi in gioco nello gestire lo stress emozionale (Tab. 30.1). Il 65.5% tra coloro che hanno, invece, deciso di condividere le proprie difficoltà ha considerato i social network particolarmente utili per alleggerirne il peso (Tab. 30.2). Tab. 30.1: Condivisione con familiari e/o amici degli stati d animo nei momenti difficili dell esperienza all estero Condivisione con famigliari e/o amici degli stati d animo Frequenze Percentuali in momenti difficili dell esperienza all estero Nessuna risposta 1 4,2 Si 8 33,3 No 15 62,5 Totale ,0 Tab Utilità dei social network in queste situazioni emotive Utilità dei social network in queste situazioni emotive Frequenze % La condivisione con loro ha generato agitazione anche a loro Mi è servito ad alleggerire il peso Totale 8 100,0 129

130 Dunque, si conferma che nell esperienza all estero l utilizzo della rete non è da considerarsi strumento essenziale per la conoscenza della nuova realtà culturale, né per avviare e gestire relazioni interpersonali, dove invece il contatto diretto, i rapporti faccia a faccia risultano insostituibili. Diventa, al contrario, necessario per mantenere i contatti più con gli amici italiani che con i propri famigliari come si evince dalla lettura delle tabelle 31 e 32, nelle quali emerge da un lato (Tab. 31) il dato che solo il 20.9% (5 casi) non poteva fare a meno di connettersi con la propria famiglia, di contro al 62.5% che non sentiva tale urgenza dato superiore del 17.0% rispetto allo stesso items con i dati aggregati dei returnees piemontesi e pugliesi dall altro (Tab. 32) che al 45.8% (11 casi) interessava contattare gli amici italiani (contro il 25.0%, pari a 6 casi, che non sentiva tale bisogno). Tab. 31: Necessità di connettersi con la propria famiglia Non si poteva fare a meno di connettersi con la propria famiglia in Italia Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Tab. 32: Necessità di contattare i propri amici Non interessava contattare gli amici italiani Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero

131 Totale Cosmopolitismo web 2.0 Nel questionario somministrato ai returnees piemontesi coinvolti nella ricerca sono state inserite delle domande per analizzare un aspetto centrale della nostra ricerca quale è quello del cosmopolitismo e, soprattutto, quanto la diffusione di questo atteggiamento esistenziale e relazionale possa essere favorita dai nuovi media. In merito possiamo rilevare che il 45.8% degli intervistati è convinto che internet aiuti a costruirsi una personale idea del mondo circostante, mentre il 33.3% è indeciso, confermando che la vita reale costituisce fattore insostituibile per la formazione della propria percezione del mondo (Tab. 33). Tuttavia, i returnees piemontesi sono totalmente d accordo nell ammettere che grazie ad internet sono state abbattute le distanze geografiche (Tab. 34). Ma, a differenza degli studenti delle scuole superiori che hanno partecipato alla ricerca, in loro emerge una maggiore convinzione sia della relazione tra internet e la propria dimensione cosmopolita sia di che quella tra web (i social networks in primis) e l educazione alla mondialità. Infatti il 70.9% (pari a 131

132 17 casi) è convinto che internet li faccia sentire cittadini del mondo (Tab. 35), mentre il 45.8% (11 casi) con il 33.3% di indecisi (8 casi) ritiene che internet ed i social network siano utili strumenti di educazione interculturale (Tab. 36). Tab. 33: Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante Internet aiuta a costruirsi una personale Frequenze Percentuali idea del mondo circostante Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Tab. 34: Internet ha abbattuto le distanze geografiche Grazie ad internet sono state abbattute le distanze geografiche Frequenze Percentuali Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

133 Tab. 35: Internet fa sentire cittadini del mondo Internet mi fa sentire cittadino del mondo Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Tab. 36: Internet, i social network e l educazione alla mondialità Internet e social network possono essere utile strumento di educazione alla mondialità Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

134 134

135 Puglia 5.6 Alcuni dati generali Come indicato nell analisi dei dati complessivi (par. 4.1) sono giunti all equipe di ricerca 22 questionari compilati da returnees pugliesi. A rispondere sono state prevalentemente donne (63.6% pari a 14 casi), l età dei returnees ha oscillato dai 18 anni ai 20 anni con percentuali di distribuzione piuttosto omogenee. Quasi il 46.0% dei returnees pugliesi coinvolti nella ricerca ha svolto l esperienza all estero con Intercultura nel corso dell anno scolastico 2009/2010, i restanti in parte nell anno scolastico 2010/2011 (36.4%), in parte in quello 2008/2009 (18.2%). La durata in media è stata prevalentemente di 10 mesi (54.5%) o un anno (45.5%). Nord Europa ed il continente americano da Nord a Sud i luoghi più praticati. Gli USA (12 casi, pari al 54.5% ) sono stati la nazione più frequentata, a seguire il Belgio (3 returnees, pari al 13.6%). Tab. 37: Età dei returnees pugliesi coinvolti nella ricerca Età Frequenze Percentuali 19 anni anni anni Totale Tab. 38: Anno scolastico in cui è stata svolta l esperienza all estero con Intercultura dai returnees pugliesi Anno scolastico dell esperienza all estero Frequenze Percentuali con Intercultura 2010/ / / Totale

136 Tab. 39: Durata dell esperienza all estero con Intercultura dei returnees pugliesi Durata dell esperienza all estero con Intercultura Frequenze Percentuali 1 anno mesi Totale Tab. 40: Dove i returnees pugliesi hanno realizzato l esperienza con Intercultura Luogo dell esperienza all estero con Intercultura Frequenze Percentuali India Belgio USA Svezia Canada Brasile Finlandia Danimarca Cile Totale Modi di vivere la rete in Italia e all estero Anche i nostri returnees pugliesi confermano il dato già emerso nell analisi dei dati sui questionari somministrati agli studenti campione della ricerca: in casa è (quasi) impossibile non avere l accesso ad internet. Solo uno tra gli intervistati dichiara di esserne sprovvisto (Tab. 40). La modalità di accesso è in gran parte senza limiti di connessione per l 81.8%, pari a 18 casi (Tab. 41). Tab. 41: Accesso internet a casa Internet a casa Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale

137 Tab. 42: Come si accede ad internet Accesso ad internet Frequenze Percentuali Nessuna risposta Posso accedervi liberamente Ho dei limiti di connessione Totale Circa i tempi medi giornalieri di connessione, si osserva che quasi il 41.0% (9 returnees) dedica dalle 3 ore in poi alla navigazione, mentre solo il 9.1% (2 returnees) riesce a contenersi entro l ora. Si evidenzia, quindi, su questo aspetto una netta differenziazione con i dati provenienti dai returnees piemontesi. Tab. 43: Ore di connessione giornaliera ad internet Ore di connessione giornaliera Frequenze Percentuali Nessuna risposta Non più di un ora al giorno Da 1 a 2 ore ore al giorno Più di 3 ore al giorno Totale

138 Come a casa propria, nell esperienza all estero con Intercultura quasi tutti i returnees pugliesi (20 casi, pari al 90.9%) avevano internet in casa (Tab. 43) e l accesso per gran parte era senza limiti di connessione (18 casi, pari all 81.8%), invece per 2 casi con dei limiti (Tab. 44). Tab. 44: Accesso ad internet nella casa di residenza all estero nell esperienza con Intercultura Internet nella casa di residenza all estero nell esperienza con Intercultura Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si Totale

139 Tab. 45: Come si accedeva ad internet Accesso ad internet nel paese estero Frequenze Percentuali Nessuna risposta Potevo accedervi liberamente Avevo dei limiti di connessione Totale Pur potendo usufruire di internet praticamente nelle stesse condizioni di casa, nell esperienza estera con Intercultura anche i returnees pugliesi hanno avuto tempi di connessione decisamente più ridotti rispetto alle loro abitudini, sebbene più lunghi di quelli piemontesi. Infatti in 6 casi (27.2%) in media la connessione ad internet è stata pari o superiore alle 3 ore al giorno (a casa era il 40.9%, Tab. 42), mentre il 45.5% (10 casi) si connetteva non più di 2 ore al giorno. Dunque, l esperienza all estero ha certamente modificato le abitudini quotidiane circa l utilizzo della rete, ma appare essere stata meno coinvolgente ed assorbente rispetto al modo con cui è stata vissuta dai returnees piemontesi. Tab. 46: Ore al giorno di connessione ad internet all estero Ore al giorno di connessione ad internet all estero Frequenze Percentuali Nessuna risposta Non più di un ora al giorno Da 1 a 2 ore ore al giorno Più di 3 ore al giorno Totale

140 5.8 Social network e dinamiche di relazione in Italia e all estero Connessione ad internet per i nostri giovani returnees pugliesi corrisponde quasi sempre all utilizzo di un social network, anche se il 68.2% di essi lo utilizza ogni giorno ossia, quasi il 18% in più rispetto ai returnees piemontesi. Tab. 47: Frequenza con cui si utilizza un social network Frequenza utilizzo social network Frequenze Percentuali Nessuna risposta Tutti i giorni Non tutti i giorni Totale

141 Il 90.9% è iscritto a Facebook (Tab. 47). L uso prevalente è chattare con gli amici (68.2%), molto meno frequente (13.6%, pari a 3 casi) è leggere quello che fanno gli altri (Tab.48). Tab. 48: Iscrizione a Facebook Iscrizione a Facebook Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Tab. 49: Utilizzo prevalente del social network Utilizzo prevalente del social network Frequenze Percentuali Nessuna risposta Chattare con gli amici Scrivere post e messaggi personali Leggere solo quello che fanno gli altri Totale

142 Confermando quanto sostenuto nell analisi dei dati generali, salendo in età rispetto ai giovani studenti piemontesi e pugliesi coinvolti nella ricerca aumentano i contatti online. Infatti ben il 72.7% (16 casi) dei returnees pugliesi con circa il 24.0% in più degli stessi studenti ha dichiarato di avere più di 500 contatti, mentre nessuno ha dichiarato di avere meno di 200 contatti (Tab. 50). Ancor più confermata, quindi, la facilità di tessere relazioni sui social network, sebbene questo dato non ci dica nulla sull intensità delle stesse. Infatti, ben il 13.6% (3 casi) ha sostenuto che nessun contatto su Facebook è da considerarsi davvero un amicizia, ma soprattutto per tutti i returnees pugliesi le vere amicizie nei contatti online sono poco più di un quarto (Tab. 50.1). Tab. 50: Quanti contatti su Facebook Quanti contatti su Facebook Frequenze Percentuali Nessuna risposta Da 200 a Più di Totale

143 Tab. 50.1: Quanti contatti su Facebook sono amici Contatti su Facebook con veri amici Frequenze Percentuali Nessuna risposta Nessuno Tra zero e un quarto Circa un quarto Più di un quarto Totale

144 Nel corso della permanenza all estero il 90.9% dei returnees pugliesi ha incrementato il numero delle amicizie di almeno 100 nuovi contatti (il 77.3% di questi ben oltre il doppio delle percentuali su questo item dichiarate dai returnees piemontesi anche oltre 100) su Facebook (Tab. 51). Tuttavia, a differenza dei contatti italiani, molti più numerose sono state, nel corso dell esperienza all estero, le persone davvero frequentate e conosciute. Infatti, il 27.2% dei returnees (contro il 12.5% dei contatti in Italia, Tab. 50.1) ha dichiarato che circa la metà/più della metà dei nuovi amici su Facebook erano da considerarsi realmente tali, mentre il 36.4% (8 casi) ha indicato che il numero di contatti su Facebook non corrispondeva ad amicizie reali (Tab. 52). Tab. 51: Nuovi contatti inseriti su Facebook nel paese estero Nuovi contatti inseriti su Facebook nel paese estero Frequenze Percentuali Nessuna risposta Circa Più di Totale Tab. 52: Nuovi contatti su Facebook inseriti nel corso dell esperienza all estero da considerarsi amici Nuovi contatti su Facebook da considerarsi davvero amici Frequenze Percentuali Nessuna risposta Nessuno Circa un quarto Circa la metà Più della metà Totale

145 Questi ultimi dati sono in sintonia con quanto evidenziato sulle stesse questioni nell interpretazione delle risposte fornite dagli studenti piemontesi e pugliesi Anche i giovani returnees pugliesi danno preminenza alle relazioni interpersonali, al contatto face to face rispetto a quello virtuale della rete. Tale primazia è ampiamente confermata dal fatto che solo 1 preferisce contattare le persone via internet, piuttosto che per telefono o direttamente, mentre il 54.5% (12 casi) esclude il web quale strumento adatto a questo scopo nel modo più assoluto. Tab. 53: Preferenza del contatto online a quello telefonico o diretto Preferenza del contatto online a quello telefonico o diretto Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Totale

146 Anche gran parte dei returnees (90.9% dei casi) non ama nascondersi, falsare la descrizione di sé chattando in rete. Tab. 54: Tendenza a non nascondere la vera identità quando si è in rete Tendenza a non nascondere la vera identità quando si è in rete Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Assolutamente vero Totale % Tendenza a non nascondere la vera identità quando si è in rete 18.2% 4.4% 4.5% Assolutamente falso Piuttosto falso Nè vero, nè falso Assolutamente vero 146

147 L uso di internet poi, anche per questa parte del campione tranne in 1 caso non porta ad isolarsi ed evitare amici o familiari (Tab. 55) o, addirittura, preferire la rete (90.9%) al trascorrere una serata con questi (Tab. 56). Tab. 55: L utilizzo di internet porta ad evitare amici e familiari A causa di internet tendo ad evitare amici o familiari Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Assolutamente vero Totale Tendenza ad evitare amici o familiari quando si è su Internet 90.9% 4.5% 4.5% Assolutamente falso Piuttosto falso Assolutamente vero Tab. 56: Preferire internet ad una serata con amici o familiari Non mi capita mai di preferire internet ad una serata con amici o familiari Frequenze Percentuali Assolutamente falso Assolutamente vero Totale Conformemente a quanto sostenuto nel corso di tutta l analisi dei dati, internet ed i social network si specificano sempre più come strumenti utili, necessari per il mantenimento delle relazioni interperso- 147

148 nali. Contrariamente all esperienza prevalente dei returnees piemontesi, il 31.8% dei pugliesi li ha utilizzati soprattutto negli ultimi tre mesi della permanenza all estero, mentre il 27.3% ne ha fatto uso per tutto il periodo come anche nel corso di ricorrenze particolari (Tab. 57). Così il 45.5% ancora adesso chatta spesso con loro e una stessa percentuale di returnees cerca di mantenere i contatti, anche se spesso non ci riesce (Tab. 58). Talvolta i social network servono per socializzare e raccontare la propria esperienza. Infatti, il 54.5% (12 casi) ha condiviso molte foto con i propri amici ed il 22.7% (5 casi) ha scritto dei post per comunicare gli stati d animo durante il soggiorno (Tab. 59), questi ultimi non sempre facili da comunicare ai familiari e/o agli amici al momento, come indicato dal 50.0%. (11 casi) dei returnees pugliesi (Tab. 60). Tab. 57: In quale fase dell esperienza estera i social network sono stati utilizzati maggiormente In quale fase dell esperienza estera i social network sono stati utilizzati maggiormente Frequenze Percentuali Nei primi tre mesi Negli ultimi tre mesi Tutto il periodo In ricorrenze particolari (Natale, compleanni, ecc.) Totale ,0 Tab. 58: Utilizzo dei social network al ritorno per mantenere i contatti con le persone conosciute Al ritorno i social network hanno permesso di mantenere Frequenze i contatti con le persone conosciute % Nessuna risposta Si molto. Chatto spesso con loro Ho usato i social network, ma molto spesso non sono riuscito Totale

149 Tab. 59: Utilizzo dei social network al ritorno per raccontare la propria esperienza Al ritorno usati i social network per raccontare la Frequenze propria esperienza % Nessuna risposta No, mai Si, ho scritto soprattutto dei post con i miei stati d animo Ho condiviso molte foto dell esperienza all estero Si, soprattutto chattando con i miei amici italiani Totale Tab. 60: Condivisione con familiari e/o amici degli stati d animo durante l esperienza all estero Condivisione con famigliari e/o amici degli stati d animo Frequenze in momenti difficili dell esperienza all estero % Nessuna risposta Si No Totale

150 5.9 La rete e l altro Un primo elemento rilevante è che, nonostante il largo utilizzo di internet e dei social network i nostri giovani sembrano non considerare tali strumenti in grado di sostituire l esperienza sul campo. Sebbene in maniera decisamente meno evidente dei colleghi piemontesi, quasi al 60% dei returnees pugliesi ( oltre 10% in meno) 13 casi non è mai venuto in mente di usare i networks per conoscere il Paese nel quale avrebbero fatto l esperienza dello studio all estero con la proposta di Intercultura; lo ha fatto invece il 31.8% condividendo post (Tab. 61). Però con internet ed i social network una parte dei nostri returnees ha attivato contatti prima della partenza. In particolare lo ha fatto il 50.0% del campione (Tab. 62). In controtendenza, tali contatti per il 63.7% (14 casi) si sono rivelati utili 22.0% in più rispetto alle preferenze sullo stesso item fornite dai returnees piemontesi mentre per il 13.6% dei casi non si sono riscontrati vantaggi particolari (Tab. 150

151 63). Ribadiamo che per tali risultati si potrebbero proporre spiegazioni che rimanderebbero alla superficialità, al non interesse, a motivazioni superficiali nell affrontare l impresa. Tuttavia, in continuità con i risultati già emersi dai dati precedenti e di quelli che seguiranno, ci sentiamo invece di sposare l idea che su certe questioni, come la costruzione e il mantenimento delle relazioni interpersonali o le esperienze di vita extraterritoriali, i giovani per ora mantengono la netta distinzione tra vite reale e vita virtuale, preferendo decisamente la prima alla seconda. Tab. 61: Utilizzo di social network per conoscere il nuovo Paese dove si sarebbe realizzata l esperienza con Intercultura Prima di partire è venuto in mente di usare i social network per conoscere qualcosa del nuovo Paese Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si, ho cercato e condiviso post No, mai Totale

152 Tab. 62: Contatti prima della partenza su Facebook con persone residenti nella nazione ospite Contatti anticipati su FB con persone della nuova realtà culturale Frequenze Percentuali Nessuna risposta Si No Totale Tab. 63: Utilità dei contatti attivati con internet prima della partenza Sono serviti i contatti attivati attraverso internet prima della partenza Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

153 Anche per la stessa esperienza all estero vissuta dai returnees pugliesi con Intercultura solo il 22.7% ha ritenuto almeno abbastanza utile quanto aveva appreso da internet per adattarsi alla nuova realtà culturale. Poco e per nulla proficue si sono rivelate le conoscenze pregresse per il 27.2% (Tab. 63). Infatti, l idea di partenza sulla cultura del Paese ospitante è stata disattesa secondo il 40.9% (9 casi) quasi il 22% di preferenze in meno di quelle espresse sullo stesso item dai returnees piemontesi mentre è stata pienamente confermata solo da 3 intervistati (Tab. 65). La convinzione di gran parte dei returnees pugliesi (86.3%, pari a 19 casi) è che le emozioni provate durante il soggiorno all estero fossero imprevedibili (Tab. 66). Tab. 64: Utilità di quanto appreso attraverso internet per adattarsi alla nuova realtà culturale Ciò che è stato appreso da internet è stato utile per adattarsi alla nuova realtà culturale Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Tab. 65: L idea di partenza della cultura del Paese ospitante è corrisposta a quella verificata L idea di partenza della cultura del Paese ospitante è corrisposta a quella verificata Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Totale

154 Tab. 66: Imprevedibilità delle emozioni provate durante il soggiorno all estero Le emozioni provate durante il soggiorno all Estero erano imprevedibili Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

155 L esperienza reale all estero è risultata, dunque, essere differente da quella ipotizzata a tavolino. L impatto emotivo è stato notevole, ma il 50.0% dei returnees ha deciso di non condividere con familiari ed amici i propri stati d animo vissuti nel corso dei momenti difficili, probabilmente perché nella consapevolezza della barriera oggettiva data dalle distanze hanno ritenuto opportuno non trasferire le proprie ansie sui propri cari e mettersi in gioco nello gestire lo stress emozionale (Tab. 66.1). Il 66.7% di coloro che hanno, invece, deciso di condividere le proprie difficoltà ha considerato i social network particolarmente utili per alleggerirne il peso (Tab. 66.2). Tab. 66.1: Condivisione con familiari e/o amici degli stati d animo nei momenti difficili dell esperienza all estero Condivisione con famigliari e/o amici degli stati d animo in momenti difficili dell esperienza all estero Frequenze % Nessuna risposta Si No Totale ,0 155

156 Tab. 66.2: Utilità dei social network in queste situazioni emotive Utilità dei social network in queste situazioni Frequenze emotive Percentuali Lo stato d ansia è aumentato Mi è servito ad alleggerire il peso Totale 9 100,0 Dunque, si conferma che nell esperienza all estero l utilizzo della rete non è da considerarsi strumento essenziale per la conoscenza della nuova realtà culturale, né per avviare e gestire relazioni interpersonali, dove invece il contatto diretto, i rapporti faccia a faccia risultano insostituibili. Diventa, al contrario, necessario per mantenere i contatti più con gli amici italiani che con i propri familiari come si evince dalla lettura delle tabelle 67 e 68. Da queste emerge da un lato (Tab. 67) il dato che solo il 18.2% (4 casi) non poteva fare a meno di connettersi con la propria famiglia, contro il 27.2% che non sentiva tale urgenza dato notevolmente inferiore sullo stesso items a quello corrispondente fornito dai returnees piemontesi dall altro (Tab. 68) che al 72.7% (16 casi) percentuale notevolmente superiore rispetto a quella espressa sullo stesso item dai returnees piemontesi interessava contattare gli amici italiani, contro solo 9%, pari a 2 casi, che non sentiva tale bisogno (anche in questo caso percentuale bassissima rispetto a quella espressa dai returnees piemontesi sullo stesso item). Tab. 67: Necessità di connettersi con la propria famiglia Non si poteva fare a meno di connettersi con la propria famiglia in Italia Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Totale

157 Tab. 68: Necessità di contattare i propri amici Non interessava contattare gli amici italiani Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Cosmopolitismo web 2.0 In merito possiamo rilevare che il 31.8% degli intervistati (il 14.0% in meno rispetto ai returnees piemontesi) è convinto che internet aiuti a costruirsi una personale idea del mondo circostante, mentre il 27.3% è indeciso, confermando che la vita reale costituisce fattore insostituibile per la formazione della propria percezione del mondo (Tab. 70). Tuttavia, i returnees pugliesi sono particolarmente d accordo (81.8%) nel sostenere che con internet sono state abbattute le distan- 157

158 ze geografiche (Tab 70). Ma, a differenza degli studenti delle scuole superiori che hanno partecipato alla ricerca, in questi ultimi emerge una maggiore convinzione sia della relazione tra internet e la propria dimensione cosmopolita sia di quella tra il web (i social networks in primis) e l educazione alla mondialità. Infatti, il 59.1% (pari a 13 casi) percentuale di oltre l 11.0% inferiore a quella indicata dai returnees piemontesi sullo stesso item è convinto che internet li faccia sentire cittadini del mondo (Tab. 71); mentre, più convinti dei loro amici piemontesi (percentuali superiori quasi del 27.0%), il 72.7% (16 casi) ritiene che internet ed i social network siano utili strumenti di educazione interculturale (Tab. 72). Tab. 69: Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante Internet aiuta a costruirsi una personale idea del mondo circostante Frequenze Percentuali Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

159 Tab. 70: Internet ha abbattuto le distanze geografiche Grazie ad internet sono state abbattute le distanze geografiche Frequenze Percentuali Nessuna risposta Assolutamente falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Tab. 71: Internet fa sentire cittadini del mondo Internet mi fa sentire cittadino del mondo Frequenze Percentuali Assolutamente falso Piuttosto falso Né vero, né falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale

160 Tab. 72: Internet, i social network e l educazione alla mondialità Internet e social network possono essere utile Frequenze Percentuali strumento di educazione alla mondialità Piuttosto falso Nè vero, nè falso Abbastanza vero Assolutamente vero Totale Sintesi Comparando i dati emersi dall analisi delle risposte fornite dai returnees piemontesi e pugliesi si evidenzia su gran parte delle questioni oggetto di riflessione una sostanziale specularità, poiché in gran parte dei quesiti posti le oscillazioni percentuali non supera il 5.0%. Come per l indagine nazionale realizzata con gli studenti delle scuole secondarie di II grado delle stesse regioni, questo attesta che sui temi oggetto d indagine, in gran parte, sussiste omogeneità di perce- 160

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