Nota per incontro con On.le Andrea Ronchi, Ministro per le Politiche Comunitarie

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1 Nota per incontro con On.le Andrea Ronchi, Ministro per le Politiche Comunitarie Introduzione L Europa dovrà affrontare delle sfide importanti nell immediato futuro: ripresa economica, politica monetaria, approvvigionamento energetico, cambiamenti climatici, demografici, immigrazione. Serve un Europa politicamente forte, un adeguata governance economica, e, soprattutto, il Trattato di Lisbona. Andrà assicurata particolare attenzione e rafforzata l azione per il miglioramento della regolamentazione e per la sussidiarietà. Come pure va favorita l imprenditorialità e la competitività: l Europa ha bisogno di imprese. Le sfide dell Europa dovranno però anche essere le sfide della Sardegna, ma tenendo conto di alcuni aspetti prioritari. Punto 1 Insularità Appare evidente che lo stato di isola della Sardegna ha caratteristiche del tutto differenti da quello di analoghe regioni italiane ed europee. Di fatto, la Sardegna, ancor più della Sicilia, si trova in una condizione di insularità che non potrà essere superata con alcuna infrastruttura materiale. Inoltre la Sardegna è la più grande regione europea in questa condizione. Le altre isole infatti presentano una superficie e popolazione di gran lunga inferiore. Il tema dell insularità della Sardegna e dei limiti ad essa connessi ha fortemente risentito, a partire dal 2000, dell orientamento dell Unione Europeo volto a privilegiare le condizioni delle isole minori. L articolo 174 del Trattato UE prevede che: Per promuovere uno sviluppo armonioso dell'insieme dell'unione, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale. In particolare l'unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite. Tra le regioni interessate, un'attenzione particolare è rivolta alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e alle regioni che presentano

2 gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali le regioni più settentrionali con bassissima densità demografica e le regioni insulari, transfrontaliere e di montagna. Si tratta di trasformare questa enunciazione di principio in concreto riconoscimento di quegli elementi che condizionano lo sviluppo regionale e che costituiscono un limite strutturale per la Sardegna. Da questo punto di vista il recente emendamento al DDL sul Federalismo Fiscale approvato dal Consiglio dei Ministri costituisce un esempio positivo oltre a riconoscere lo status di insularità tra i principi alla base delle riforma, collega le risorse perequative ai sovraccosti per le funzioni anche specifiche che la nostra regione affronta in virtù del suo essere isola. Trasporti e logistica, energia, telecomunicazioni continuano ad essere i settori dove si deve ridurre progressivamente il peso di tale handicap e ristabilire condizioni di pari accessibilità rispetto alle aree più sviluppate della UE, attraverso azioni che portino ad un miglioramento sostanziale delle condizioni di contesto con interventi di infrastrutturazione materiale e immateriale. Punto 2 Trasporti Sui trasporti da ormai dieci anni il punto è assicurare un aumento deciso dello stock di infrastrutture a disposizione. Quanto avviato in questi anni va rapidamente completato e quanto non ancora programmato va altrettanto rapidamente finanziato, progettato e appaltato. Il quadro è per noi molto chiaro: - Viabilità: potenziamento, adeguamento e completamento della rete viaria principale (SS 131 e SS 131 Dsn; SS 125; SS 389; SS Sassari Olbia; SS 195 Cagliari Pula; SS 291 Sassari- Alghero; SS Olbia S. Teresa di Gallura) e sua interconnessione in una logica di intermodalità; - Portualità: ampliamento e ammodernamento (con relative opere di raccordo intermodale) porti di Cagliari; Oristano; Porto Torres; Olbia e Golfo Aranci; Tortolì - Arbatax - Aeroporti: ammodernamento (con opere di completamento e raccordo intermodale) aeroporti Cagliari, Olbia, Alghero, e completamento opere di quelli di Oristano e Tortolì-Arbatax; - Logistica: completamento degli snodi intermodali, inseriti in un quadro di rilancio del trasporto ferroviario delle merci, con gestione di tipo privatistico;

3 - Rete energetica: realizzazione progetto GALSI Resta il problema della continuità territoriale merci tra la Sardegna e il continente per la quale va individuata una soluzione che consenta di poter contare su: - una efficiente disponibilità di vettori su tutte le principali tratte; - tariffe sottoposte ad un onere di servizio che tenga conto dei costi diretti ed indiretti che le imprese sarde si trovano a sostenere a causa dell insularità; - reale inserimento della Sardegna nelle rotte dei principali collegamenti europei e internazionali, con particolare riferimento ai progetti per le autostrade del mare. Punto 3 Energia Il sistema regionale è stato finora caratterizzato da un sostanziale isolamento che dovrebbe venir meno con il potenziamento del collegamento sottomarino SAPEI ad alta tensione tra Sardegna e Continente. Al contempo, entro il 2012, dovrebbe finalmente vedere la luce il tanto atteso metanodotto GALSI. Permane però, nell immediato, il problema delle grandi industrie energivore per le quali Governo e Regione avevano prospettato un intervento agevolativo in grado di abbattere il costo dell energia. Iniziativa che, variamente riproposta negli ultimi anni, ha sempre trovato l opposizione della Commissione Europea. Gli altri paesi europei hanno individuato soluzioni compatibili con i requisiti richiesti dalla Commissione Europea per rispettare la normativa sulla concorrenza (vedasi l iniziativa lanciata dalla Francia nel 2005 che ha portato all accordo tra EDF e Exeltium, un consorzio che riunisce le grandi industrie energivore francesi. I partner industriali possono contare su condizioni di favore nella fornitura dell energia elettrica sia in termini di quantitativi che di costo). Per la Sardegna si tratta di mettere a punto una misura in grado di assicurare un accesso a parità di condizioni con i competitor francesi. Le misure finora individuate sono risultate essere soltanto delle soluzioni tampone. Si tratta di studiare ed attivare rapidamente iniziative strutturali in grado di assicurare soluzioni di lungo periodo adeguatamente contrattate con l Unione Europea e il più possibili coerenti con gli orientamenti comunitari.

4 L individuazione di una soluzione strutturale scongiurerebbe la possibile chiusura delle grandi industrie energivore e metterebbe la Sardegna al riparo anche dal rischio di sovrapproduzioni che si determinerebbero con il venir meno della domanda attualmente assicurata dagli impianti produttivi esistenti creati per rispondere alla condizione di isolamento del sistema energetico regionale. In questo quadro assume fondamentale importanza la diversificazione delle fonti e puntare su innovazione tecnologica e pratiche virtuose. Punto 4 Ambiente L Unione Europea sta sviluppando una forte spinta a favore di una crescita sostenibile, in questo quadro, per una Regione come la Sardegna, da sempre attenta alla conservazione del proprio territorio e delle proprie coste, l ambiente può essere un occasione importante di sviluppo. Sì dunque ad obiettivi ambientali ambiziosi, ma senza penalizzare le imprese. Al contempo però vi sono delle condizioni specifiche delle quali si dovrebbe tenere conto. Legando questo punto a quello dell energia per esempio assume rilievo il fatto che nella nostra regione è ancora attiva una miniera di carbone e che ben due centrali elettriche hanno impianti a carbone. Una di queste peraltro ha in cantiere una modifica per il revamping a carbone di altre due unità dell impianto, in attesa di poter disporre del metano algerino. Ciò pone un problema evidente all interno degli impegni sul controllo delle emissioni di gas serra e delle politiche di riequilibrio che la Regione Sardegna dovrà portare avanti nel campo delle energie rinnovabili. Anche questa partita si gioca non soltanto sul tavolo nazionale, ma anche a Bruxelles ed è strettamente legata alle iniziative nel campo dell energia che la Regione intenderà portare avanti a sostegno del sistema produttivo sardo. Vi è dunque la necessità di porre particolare attenzione alle misure di attuazione del pacchetto clima ed ai suoi effetti sulla nostra Regione.

5 Punto 5 Revisione prospettive finanziarie comunitarie L Italia deve sostenere la necessità di aumentare la dotazione finanziaria, concentrando le risorse sulle politiche di Lisbona, introducendo al contempo maggiore flessibilità al fine di migliorare la capacità d intervento. A livello regionale questo deve tradursi in un ulteriore rafforzamento degli interventi coerenti con le politiche di Lisbona in un ottica di programmazione unitaria regionale che metta a sistema tutte le diverse fonti di finanziamento comunitarie, nazionali e regionali. Punto 6 Mercato del lavoro e immigrazione Vi è la necessità di promuovere, in stretta cooperazione con gli Stati membri e con le Parti sociali, politiche in grado di rispondere ai mutamenti in atto con soluzioni innovative, incoraggiando in particolare la riforma e la modernizzazione dei mercati del lavoro. Va in particolare stimolata l attuazione di politiche integrate di flessicurezza. Anche la Regione Sardegna deve muoversi con decisione in questa direzione accelerando l implementazione delle riforme avviate negli anni scorsi con particolare riferimento ai servizi per il lavoro e promuovendo politiche di formazione che rispondano alle reali esigenze del mercato del lavoro. E inoltre importante riconoscere l importanza di un azione comune a livello dell UE in materia di immigrazione e definire una politica europea in questo campo. Punto 7 Ricerca e Innovazione Tecnologica E fondamentale aumentare la spesa per la ricerca UE e concentrarla sulle tematiche prioritarie (efficienza energetica, prodotti e processi produttivi, ICT), facilitando l accesso delle PMI. Al contempo va incentivato il trasferimento tecnologico e la collaborazione università imprese. Analogamente la Sardegna deve ulteriormente potenziare la propria azione a sostegno della Ricerca e Innovazione Tecnologica, stanziando risorse straordinarie

6 sulle tematiche individuate nel Programma Operativo Regionale e rafforzando il sistema di governance stabilito con la legge regionale sulla ricerca.

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