Rimanenze (OIC 13) APPROFONDIMENTI E PROCEDURE. A cura di Umberto Terzuolo Dottore Commercialista in Torino

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Rimanenze (OIC 13) APPROFONDIMENTI E PROCEDURE. A cura di Umberto Terzuolo Dottore Commercialista in Torino"

Transcript

1 MAP Rimanenze (OIC 13) A cura di Umberto Terzuolo Dottore Commercialista in Torino L articolo approfondisce nella sua completezza il contenuto dell OIC 13, nuovo Principio Contabile sulle rimanenze di magazzino, revisionato nel Dopo una analisi degli aspetti generali, si analizzano distintamente la fase della rilevazione iniziale e quella della valutazione di fine esercizio, trattando anche alcuni casi particolari. Si forniscono infine chiarimenti sull informativa da inserire in Nota Integrativa. Introduzione L Organismo Italiano di Contabilità ha effettuato una importante revisione dei principali Principi Contabili per riordinare la loro disciplina e migliorarne il coordinamento. Le novità introdotte nella nuova versione dell OIC 13 sono essenzialmente tre: in analogia con il nuovo OIC 16 Immobilizzazioni materiali, è stata prevista la facoltà di capitalizzazione degli oneri finanziari 1 in ragione della durata del periodo di fabbricazione, se significativo; al fine di rendere più chiara e comprensibile la sua applicazione pratica, è stato descritto il metodo del prezzo al dettaglio fornendo un apposito esempio operativo; è stato chiarito il trattamento dei contributi in conto esercizio finalizzati all acquisto di rimanenze: ai fini della valutazione di queste ultime, i costi sostenuti per l acquisto dei materiali dovranno essere considerati al netto dei contributi ricevuti, indicando pertanto esclusivamente i costi effettivamente sostenuti. Sono stati inoltre forniti una serie di chiarimenti in relazione a 1 Questa possibilità è stata concessa sia per gli oneri finanziari di natura specifica sia per quelli generici. Maggio

2 tematiche quali la definizione dei semilavorati, il costo specifico ed i criteri di determinazione del costo dei beni fungibili, la ripartizione dei costi generali fissi e variabili nonché le produzioni congiunte ed i sottoprodotti. Aspetti generali e definizioni L OIC 13 definisce i criteri di rilevazione, classificazione e valutazione delle rimanenze di magazzino per le società che redigono i bilanci in conformità alle norme del c.c.. Le nuove disposizioni si applicano per i bilanci chiusi a partire dal 31 dicembre Inoltre vengono anche riassunte le informazioni che devono essere fornite in Nota Integrativa. Come accadeva nella versione del Principio ante revisione, è poi precisato che gli aspetti connessi ai lavori in corso su ordinazione sono trattati a parte nell OIC 23 Lavori in corso su ordinazione. L OIC 13 definisce, come rimanenze di magazzino, i beni destinati alla rivendita o che concorrono al normale processo produttivo della società. Le principali tipologie di rimanenze sono: le materie prime 2 ; le materie sussidiarie o di consumo; le merci; i prodotti in corso di lavorazione; i semilavorati; i prodotti finiti. Vengono inoltre fornite una serie di specifiche definizioni utili sia per la rilevazione iniziale sia per le successive valutazioni delle rimanenze. Il costo storico è definito come l insieme dei costi sostenuti per l acquisizione della proprietà delle rimanenze. Il valore di realizzo desumibile dall andamento del mercato, criterio alternativo per la valutazione, è invece riconducibile al costo di sostituzione (il costo al quale può essere riacquistata una determinata voce di magazzino a condizioni normali di mercato) o al valore netto di realizzazione (il prezzo di vendita di un determinato bene al netto dei costi diretti per il completamento e la vendita). 2 Compresi i beni acquistati per successive trasformazioni. Maggio

3 La rilevazione iniziale, le successive valutazioni ed i casi particolari Classificazione e contenuto delle voci La nuova versione dell OIC 13 approfondisce le seguenti tematiche: la classificazione ed il contenuto delle voci; la rilevazione iniziale; le valutazioni e le rilevazioni successive; i casi particolari. Innanzitutto il Principio Contabile richiama la classificazione civilistica delle rimanenze di magazzino nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico, così come disposto dagli artt e 2425, c.c.. L eventuale svalutazione di beni facenti parte delle rimanenze deve rettificare direttamente i valori di iscrizione, mentre gli eventuali ripristini possono essere effettuati nel limite del costo sostenuto in origine. In Conto Economico la variazione delle rimanenze tra l inizio e la fine esercizio viene esposta: nel valore della produzione, se sono costituite da prodotti in corso di lavorazione, semilavorati o prodotti finiti, ossia beni entrati nel ciclo produttivo; nei costi della produzione, se sono costituite da materie prime, sussidiarie o di consumo e da merci, ossia beni che non sono ancora stati inseriti nel ciclo di trasformazione. Nel caso di redazione del bilancio in forma abbreviata, ai sensi dell art bis, c.c., le rimanenze possono essere esposte nell Attivo Patrimoniale in un unica voce, mentre nel Conto Economico è possibile unire le voci A2 e A3 (relative, rispettivamente, alle rimanenze dei prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti e dei lavori in corso su ordinazione). Rilevazione iniziale I beni entrano a far parte delle rimanenze di magazzino dal momento in cui viene acquisita la proprietà ossia, per i beni mobili, alla data di spedizione o di consegna e, per i beni immobili, alla data di stipula del contratto di compravendita. In casi particolari, viene considerato come momento di passaggio della proprietà il trasferimento dei relativi rischi 3. Nelle rimanenze sono inclusi anche i beni di proprietà della società che si trovano presso terzi in conto deposito o lavorazione nonché quei beni che, alla data di chiusura dell esercizio, risultavano ancora in viaggio ma per cui la società ne aveva già acquisito la piena pro- 3 L OIC 13 fa riferimento, ad esempio, al caso di vendita con riserva di proprietà. Maggio

4 prietà. Non formano invece rimanenza di magazzino i beni di terzi che, pur fisicamente presenti presso gli stabilimenti della società, risultano essere in conto visione, in prova o in lavorazione. Il Principio richiama per i criteri di rilevazione (costo di acquisto e costo di produzione) l art. 2426, n. 1 e n. 9, c.c.. Il costo di acquisto, utilizzato per le materie prime, sussidiarie e di consumo e per le merci, coincide con il prezzo di acquisto effettivo comprensivo degli oneri accessori quali, ad esempio, i costi di trasporto e i dazi doganali direttamente imputabili. Non rientrano invece gli oneri finanziari. Gli eventuali sconti commerciali, abbuoni, premi o resi saranno dedotti dal valore di costo. Il costo di produzione, applicato per i prodotti in corso di lavorazione, i semilavorati e finiti, è costituito dalla sommatoria del costo di acquisto e dei costi industriali di produzione. Sono inclusi i costi diretti 4 e i costi indiretti o generali 5 in relazione alla quota proporzionalmente attribuibile al prodotto e fino al momento da cui il bene può essere utilizzato. I costi generali possono essere distinti in costi fissi o variabili: la differenza consiste nel fatto che questi ultimi variano la loro entità al variare del volume di produzione 6. Non rientrano in questa categoria i costi anomali (per inattività di impianti o macchinari, per scioperi, ecc ) o di natura eccezionale, ancorché indiretti. Sono esclusi anche i costi amministrativi, i costi di distribuzione, ed i costi di ricerca e sviluppo (diversi dai costi di progettazione per specifici ordini fatti da clienti). Il Principio contabile definisce i criteri di ripartizione dei costi generali fissi di produzione: questi vengono suddivisi sui prodotti utilizzando delle percentuali predeterminate in funzione dell entità dei costi o di dati consuntivi (stimati in caso di attività produttiva a livelli normali 7 ). I criteri di ripartizione più comuni sono sicuramente le ore dirette della mano d opera o il suo costo diretto, ma si possono utilizzare anche le ore macchina o la sommatoria del costo diretto del materiale e della mano d opera. Ovviamente, sarà necessario al termine dell esercizio verificare che il volume dei costi stimati in fase preventiva corrisponda ai dati consuntivi (sempre in condizione di attività produttiva a livelli ordinari). In caso infatti di livelli di produttività inferiori a quelli normali, Maggio Il Principio contabile fa rientrare in questa tipologia il costo per materiali utilizzati, il costo della mano d opera diretta, gli imballaggi, i costi per servizi connessi alla fabbricazione e i costi per lo sfruttamento delle licenze di produzione. 5 Il Principio contabile include in queste voci il costo del personale (comprensivo dei contributi) addetto alla mano d opera indiretta, i costi della direzione tecnica, gli ammortamenti delle immobilizzazioni destinate al ciclo produttivo, le relative manutenzioni e riparazioni, i materiali di consumo e gli eventuali altri costi connessi alla produzione. 6 Si pensi ad esempio all ammortamento o alle manutenzioni rispetto ai costi della manodopera indiretta. 7 Il livello normale di produzione tiene conto della perdita di capacità produttiva derivante dalla manutenzione programmata ed è, solitamente, inferiore alla capacità massima teorica.

5 trattandosi di una condizione specifica dell esercizio che teoricamente non dovrebbe ripetersi, i costi connessi alla mancata produttività non potranno essere attribuiti alle rimanenze finali. Si ricorda infine che, in ogni caso, il valore della rimanenze non può mai eccedere il valore di realizzazione desumibile dall andamento del mercato. Infine l OIC 13 specifica che, esclusivamente per i beni il cui periodo di produzione risulta essere significativo, è ammessa la possibilità di inserire nei costi che costituiscono il valore delle rimanenze anche gli oneri finanziari. Vige sempre il limite del valore di realizzazione del bene 8 e la scelta di capitalizzare deve essere costante nel tempo 9. Valutazione e rilevazioni successive Le metodologie di valutazione L OIC 13, relativamente alla valutazione e alle successive rilevazioni, richiama il contenuto dell art. 2426, n. 9, c.c.: le rimanenze devono essere valutate al minore tra il costo di acquisto o di produzione ed il valore di realizzo desumibile dall andamento di mercato. Tale criterio valutativo deve essere applicato per ciascuna categoria di beni che costituiscono la voce rimanenze, a prescindere dalla loro dislocazione fisica. Prima però di analizzare i metodi di valutazione ed alcuni casi particolari, è opportuno ricordare che la valutazione delle rimanenze deve avvenire utilizzando sempre lo stesso metodo al fine di poter determinare correttamente il risultato d esercizio. Vi deve pertanto essere costanza nell applicazione dei criteri valutativi tra le giacenze iniziali e quelle finali. Solo in casi eccezionali è possibile modificare tale impostazione, determinando l effetto di tale cambiamento e, se significativo, dovrà essere contabilizzato ed evidenziato in bilancio; in Nota Integrativa dovrà essere motivata tale scelta che sarà ritenuta legittima solo se finalizzata ad più veritiera e corretta rappresentazione delle operazioni della società. Il criterio generale di valutazione, da utilizzarsi obbligatoriamente in tutti i casi in cui i beni che compongono la voce rimanenze non siano intercambiabili, è basato sul costo specifico : per ogni singolo bene acquistato si identificheranno i relativi costi sostenuti. Alla luce della evidente difficoltà applicativa di questa modalità 10, l art. 2426, n. 10, c.c., ammette l utilizzo di metodi alternativi quali: il FIFO, il LIFO e il costo medio ponderato. Questi criteri valutativi possono essere applicati per singola voce di magazzino o per categorie omogenee per natura o valore. Per uniformità, inoltre, è preferibile adottare un solo 8 Si veda l OIC 16 per quanto concerne i requisiti per la capitalizzazione degli oneri finanziarie. 9 Si veda l OIC Si pensi, ad esempio, ai casi di rimanenze di entità rilevanti o con una elevata velocità di rotazione. Maggio

6 Maggio metodo di valutazione per tutte le classi di beni che compongono il magazzino; è tuttavia ammesso, in ragione di specifiche motivazioni, l adozione di diversi criteri per diverse categorie di beni (ad esempio, LIFO per le materie prime e FIFO per i lavori in corso). Infine si segnala la possibilità di applicare due ulteriori metodo valutativi: il criterio dei prezzi al dettaglio e quello dei costi standard. Metodo LIFO Questo metodo presume che le ultime quantità di beni acquistate o prodotte siano anche le prime che vengono vendute o inserite nel processo produttivo, con la conseguenza che le giacenze di magazzino sarebbero costituite dai beni meno recenti. Il LIFO, anteponendo i ricavi correnti ai costi più recenti, riduce l effetto dell inflazione dei prezzi rispetto agli altri criteri di valutazione. Va segnalato che in caso di prezzi discendenti, le giacenze di magazzino risulterebbero valorizzate a importi più elevati (rispetto ad esempio all utilizzo del FIFO) e pertanto in sede di valutazione dovrebbero essere eventualmente adeguate al minor valore desumibile dall andamento di mercato. Il LIFO può poi avere due derivazioni: - il LIFO continuo viene applicato ai singoli movimenti; - il LIFO a scatti prevede invece che si confrontino le quantità in giacenza in magazzino ad inizio e fine esercizio: in caso di crescita, il valore iniziale rimarrà quanto rilevato ad inizio esercizio mentre l incremento intervenuto nel corso dell esercizio sarà assunto utilizzando per ogni singola voce o il costo medio degli acquisti dell esercizio o i costi relativi ai primi acquisti effettuati nell esercizio. Tale incremento costituirà una classe (o strato) del LIFO. In caso di riduzione invece, i beni in giacenza saranno valorizzati secondo le quantità e i costi delle singole classi LIFO meno recenti che compongono le rimanenze ad inizio esercizio. Metodo FIFO Questo metodo considera i beni acquistati o prodotti in epoca più remota come i primi ad essere venduti o utilizzati per la produzione. Spesso, quindi, il FIFO rispecchia il reale flusso fisico delle giacenze di magazzino e riflette maggiormente l andamento dei prezzi di mercato. Questo criterio valutativo, infatti, contrappone a ricavi recenti costi meno recenti. Pertanto si assumerà che le rimanenze siano costituite dalla somma dei costi dei beni più recenti: si utilizzeranno prima gli ultimi costi sostenuti per le ultime quantità acquistate (o prodotte) a corrispondenti quantità in giacenza, successivamente i penultimi

7 costi sostenuti per le penultime quantità acquistate (o prodotte) a corrispondenti quantità in giacenza. Questo processo deve essere utilizzato fino alla copertura dell intera quantità presente in magazzino. Metodo del costo medio ponderato Questo metodo comporta la perdita della specifica identificabilità dei singoli beni acquistati o prodotti in date diverse o a costi differenti: tali elementi infatti confluiranno in un unico insieme indistinto ugualmente disponibile. Il metodo in commento ha il pregio di livellare le oscillazioni dei prezzi di acquisto nel caso di differenze tra i costi medi ed i prezzi più recenti. Questo criterio può essere ponderato per movimento o per periodo: nel primo caso, il valore medio viene conteggiato subito dopo ogni singolo acquisto 11 e per ogni vendita vi sarà lo scarico in base ai valori di costo calcolati dopo l ultimo acquisto. Nel secondo invece, alle quantità ed ai costi derivanti dall inventario di inizio esercizio si aggiungono i beni acquisiti o prodotti nei singoli periodi (ad esempio, mese o trimestre) determinando così il nuovo valore medio. Metodi alternativi Vi sono ulteriori criteri alternativi che però possono essere utilizzati esclusivamente se non producono differenze significative rispetto all applicazione dei tre metodi valutativi sopra esposti. Essi sono essenzialmente: - Il metodo dei prezzi al dettaglio: con questo criterio di valutazione si contrappongono i costi con i prezzi di vendita ma è necessario un raggruppamento delle merci in categorie omogenee in base alle percentuali di ricarico. Si dovranno poi rilevare le entrate e le uscite a valori (le prime individuando la percentuale di ricarico, le seconde al prezzo di vendita) variando la valorizzazione di vendita ogni qual volta che vi è una modifica del prezzo stesso di vendita. Al termine dell esercizio, il valore delle rimanenze sarà conteggiato in base al prezzo di vendita sottraendo i ricavi effettivamente realizzati dal valore complessivo del magazzino valorizzato a prezzi di vendita (a ricavo ). Il costo delle rimanenze deriverà dalla differenza tra la percentuale di ricarico ed il valore delle rimanenze valutate al prezzo di vendita. - Il metodo dei costi standard: questa modalità valutativa prevede la determinazione dei costi tramite specifiche tecniche, 11 In pratica si divide il costo totale delle unità residue prima dell ultimo acquisto + il costo delle ultime unità ricevute per il totale delle unità residue dopo l ultimo ricevimento. Maggio

8 elenchi materiali, ore normali di lavoro in condizioni di normalità produttiva, a condizione però che siano rappresentativi dei costi effettivi. I dati così ottenuti devono essere aggiornati periodicamente ma non devono tenere in considerazione eventuali scostamenti derivanti da inefficienze produttive. La valutazione al valore di realizzazione desunto dall andamento di mercato Le rettifiche di valore Come anticipato, l art. 2426, n. 9, c.c., prevede che, per il principio di prudenza, se il valore del costo non risulta essere recuperabile, è necessario applicare il criterio valutativo del valore desumibile dall andamento di mercato: la finalità è evitare di mantenere iscritti a magazzino beni ad un valore non recuperabile dal loro realizzo sul mercato. Nel caso di materie prime e sussidiarie che fanno parte del ciclo produttivo dei prodotti finiti, il valore di riferimento sarà il costo di sostituzione. Qualora si tratti di materie a lento movimento 12 o di obsoleti 13, sarà necessario utilizzare il valore netto di realizzo. Lo stesso criterio 14 dovrà essere applicato nel caso di valutazione di merci, prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e prodotti finiti 15. I valori da prendere come riferimento saranno quelli esistenti alla data di chiusura dell esercizio a condizione che siano realistici: nel caso ad esempio di una riduzione dei prezzi nel periodo intercorrente tra la chiusura dell esercizio e la formazione del bilancio, tale variazione dovrà essere considerata, diversamente dal caso di oscillazioni temporanee. Vi sono però dei casi particolari: nel caso ad esempio di ordini di vendita confermati a prezzi prefissati, tale valore sarà utilizzato per la determinazione del valore di realizzo nonostante nel frattempo sia intervenuta una diminuzione dei prezzi sul mercato. Le rettifiche di valore in diminuzione, eseguite come detto nel rispetto del principio di prudenza, non potranno essere mantenute se le cause che le hanno determinate sono venute meno. Il riadeguamento, però, potrà essere effettuato solamente nei casi in cui vi sia la ragionevole certezza 16 che il maggior valore sia recuperabile tramite la vendita in tempi brevi. Inoltre, mentre la svalutazione dei beni obsoleti o a lento movimento deve essere effettuata voce per voce o creando uno specifico fondo di deprezzamento, per i prodotti in corso di lavorazione le possibili perdite vengono riconosciute interamente nel momento in cui diventano note (e non solo al momento della fatturazione 12 Beni che eccedono il fabbisogno ordinario del normale ciclo produttivo. 13 Voci che si prevede non siano vendute o utilizzate nel normale ciclo produttivo della società. 14 Ossia il valore netto di realizzo. 15 Salvo eccezioni in cui si potrà utilizzare il costo di sostituzione. Maggio L OIC 13 fa riferimento alla presenza di ordini o altra documentazione idonea che assicuri la recuperabilità del nuovo valore.

9 al cliente). Ovviamente, dopo l operazione di svalutazione al presumibile valore di realizzo, il nuovo valore del magazzino sarà preso come riferimento per le successive valutazioni. Casi Particolari L OIC 13 analizza essenzialmente tre situazioni particolari: trattamento contabile dei contributi in conto esercizio per l acquisto di materiali: la valutazione delle rimanenze che sono state interessate da contributi in conto esercizio dovrà essere effettuata al netto di tali importi. Inoltre, i contributi saranno imputati nella voce A5 del Conto Economico mentre i costi di acquisto saranno rilevati al lordo nella voce B6 del Conto economico; valutazione degli ordini di acquisto: questi devono essere valutati al minore tra il costo di acquisto o produzione ed il valore desumibile dall andamento di mercato. Le eventuali perdite previste devono essere rilevata al momento in cui diventano note e si dovrà appostare un apposito fondo tra le passività; valutazione delle produzioni congiunte e dei sottoprodotti: nel caso di prodotti con costi comuni non divisibili, la quota di essi da imputare a ciascun prodotto sarà determinata in proporzione al valore netto di realizzo. I sottoprodotti (o gli scarti di lavorazione), invece, saranno valorizzati al valore netto di realizzo. Indicazioni in Nota Integrativa L OIC 13, in relazione alle informazioni che devono essere fornite in Nota Integrativa, ripercorre il contenuto dell art. 2427, c.c., contestualizzando il suo contenuto alle rimanenze di magazzino. Innanzitutto, in caso di svalutazione al presumibile valore di realizzo, si dovrà indicare se il criterio del costo di sostituzione o del valore netto di realizzo: questo grado di dettaglio deve essere fornito anche per le rimanenze di beni obsoleti o a lento rigiro. Nel caso di ripristino al valore di costo originario, si dovrà invece dare informativa sull effetto di tale comportamento sul conto economico; allo stesso modo, in caso di riduzione delle rimanenze nel corso dell esercizio in concomitanza con prezzi decrescenti, dovrà essere dato dettaglio dell eventuale effetto positivo derivante dalla valutazione con il metodo LIFO. Inoltre, nei casi eccezionali in cui è ammessa la valorizzazione degli oneri finanziari nel computo delle rimanenze di magazzino, si dovrà dare indicazione dell ammontare di tali oneri. Maggio

10 Dovrà poi essere data informazione di eventuali gravami esistenti sui beni in giacenza in magazzino, come ad esempio in caso di pegno o di patto di riservato dominio. Infine, nel caso in cui l utilizzo di uno dei metodi di valutazione alternativi (LIFO, FIFO o costo medio ponderato) determini un valore differente da quello ottenibile applicando il criterio dei costi correnti al termine dell esercizio, la differenza dovrà essere evidenziata in nota integrativa. Questa informazione potrà essere omessa nel caso in cui il bilancio venga redatto in forma abbreviata, secondo il disposto dell art bis, c.c.. Maggio

Le rimanenze P.C. 13 IAS 2

Le rimanenze P.C. 13 IAS 2 P.C. 13 IAS 2 1 Gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti nell attivo patrimoniale in base a tale destinazione (articolo 2424-bis, comma 1, cod. civ.)

Dettagli

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Rimanenze. Agosto 2014. Copyright OIC

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Rimanenze. Agosto 2014. Copyright OIC OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Rimanenze Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, nella veste giuridica di fondazione,

Dettagli

Magazzino: regole di bilancio e fiscali

Magazzino: regole di bilancio e fiscali Numero 53/2011 Pagina 1 di 8 Magazzino: regole di bilancio e fiscali Numero : 53/2011 Gruppo : Oggetto : Norme e prassi : BILANCIO LA VALUTAZIONE DEL MAGAZZINO PRINCIPIO CONTABILE OIC N. 13, CODICE CIVILE

Dettagli

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO Università degli Studi di Parma CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO Le rimanenze di magazzino 1 Le rimanenze 1) DEFINIZIONE: individuazione del significato e delle caratteristiche 2) QUANTIFICAZIONE: enumerazione

Dettagli

ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE

ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE I CRITERI DI VALUTAZIONE APPLICABILI NELLA COSTRUZIONE DEL BILANCIO DI ESERCIZIO 1 IL BILANCIO DI ESERCIZIO DOCUMENTO CHE EVIDENZIA, PER CIASCUN ESERCIZIO, IL CAPITALE

Dettagli

7. LE RIMANENZE DI MAGAZZINO

7. LE RIMANENZE DI MAGAZZINO 7. LE RIMANENZE DI MAGAZZINO Prof. Fabio Corno Dott. Stefano Colombo Milano, 10 febbraio 2012 La valutazione delle rimanenze finali CONTO ECONOMICO COSTI Acquisto merci RICAVI Merci c/rim.finali ATTIVITÀ

Dettagli

Fiscal News N. 105. Rimanenze: valutazione di materie e merci. La circolare di aggiornamento professionale 08.04.2014. Rivalutazione beni d impresa

Fiscal News N. 105. Rimanenze: valutazione di materie e merci. La circolare di aggiornamento professionale 08.04.2014. Rivalutazione beni d impresa Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 105 08.04.2014 Rimanenze: valutazione di materie e merci Categoria: Bilancio e contabilità Sottocategoria: Scritture contabili In chiusura del

Dettagli

non conclusi alla data di rilevazione delle risultanze contabili periodiche (beni fungibili);

non conclusi alla data di rilevazione delle risultanze contabili periodiche (beni fungibili); Verifiche di sostanza sul magazzino Premessa Le verifiche di sostanza sul magazzino variano a seconda della natura e dell industria in cui opera l azienda e del fatto che si tratti di un azienda commerciale

Dettagli

ESAME DEL PRINCIPIO CONTABILE N. 13 LE RIMANENZE DI MAGAZZINO - 13 LUGLIO 2005

ESAME DEL PRINCIPIO CONTABILE N. 13 LE RIMANENZE DI MAGAZZINO - 13 LUGLIO 2005 ESAME DEL PRINCIPIO CONTABILE N. 13 LE RIMANENZE DI MAGAZZINO - 13 LUGLIO 2005 di Lorenzo Gelmini Premessa Il Principio Contabile n. 13 enuncia le regole relative alla rilevazione, valutazione e rappresentazione

Dettagli

IAS 2 Rimanenze di magazzino (Inventories)

IAS 2 Rimanenze di magazzino (Inventories) IAS 2 Rimanenze di magazzino (Inventories) INDICE INTRODUZIONE L EVOLUZIONE DELLO STANDARD IL RAPPORTO CON GLI ALTRI STANDARD OGETTO E FINALITÀ DELLO STANDARD AMBITO DI APPLICAZIONE DELLO STANDARD LA VALUTAZIONE

Dettagli

COLLEGIO DEI RAGIONIERI DI BRESCIA 25122 BRESCIA, VIA MARSALA 17 TEL. (030) 3754670 - FAX (030) 3754876. Prot. n. 49/99 Brescia, 18 gennaio 1999

COLLEGIO DEI RAGIONIERI DI BRESCIA 25122 BRESCIA, VIA MARSALA 17 TEL. (030) 3754670 - FAX (030) 3754876. Prot. n. 49/99 Brescia, 18 gennaio 1999 COLLEGIO DEI RAGIONIERI DI BRESCIA 25122 BRESCIA, VIA MARSALA 17 TEL. (030) 3754670 - FAX (030) 3754876 E-Mail: raggbs@numerica.it Prot. n. 49/99 Brescia, 18 gennaio 1999 A Tutti i Colleghi L o r o S e

Dettagli

15.7. Le rimanenze di magazzino: aspetti civilistici ed economici

15.7. Le rimanenze di magazzino: aspetti civilistici ed economici 15.7. Le rimanenze di magazzino: aspetti civilistici ed economici Definizione e aspetti introduttivi Le rimanenze di magazzino sono costituite da beni a fecondità semplice, cioè destinati ad essere utilizzati

Dettagli

In questa lezione verranno trattate le rimanenze di magazzino «propriamente dette» : materie prime, semilavorati, prodotti finiti, etc.

In questa lezione verranno trattate le rimanenze di magazzino «propriamente dette» : materie prime, semilavorati, prodotti finiti, etc. Le Rimanenze In questa lezione verranno trattate le rimanenze di magazzino «propriamente dette» : materie prime, semilavorati, prodotti finiti, etc.; in un apposita lezione verranno trattate le rimanenze

Dettagli

La valutazione delle rimanenze di magazzino

La valutazione delle rimanenze di magazzino Università degli Studi di L Aquila Facoltà di Economia Corso di Ragioneria Generale e Applicata Prof. Michele Pisani A.A. 2006-2007 La valutazione delle rimanenze di magazzino La nostra attenzione si concentrerà

Dettagli

LA VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE

LA VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE LA VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE A cura del dott. Pierluigi Capuano In genere, con la locuzione rimanenze si intendono sia beni che formano oggetto dell'attività imprenditoriale sia altri beni materiali

Dettagli

Il criterio generale di valutazione delle rimanenze (1): COST OR MARKET

Il criterio generale di valutazione delle rimanenze (1): COST OR MARKET Il criterio generale di valutazione delle rimanenze (1): COST OR MARKET Codice Civile: «le rimanenze sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, calcolato secondo il n. 1 (cfr. immobilizzazioni),

Dettagli

Prof. Alessandro Zattoni - Università Parthenope di Napoli

Prof. Alessandro Zattoni - Università Parthenope di Napoli Corso di bilancio e principi contabili Nona lezione: Le rimanenze di magazzino Prof. Alessandro Zattoni - Università Parthenope di Napoli Le rimanenze nello SP C) ATTIVO CIRCOLANTE I - Rimanenze: 1) materie

Dettagli

Circolare informativa n.15 del 22 dicembre 2014 REGISTRI CONTABILI E INVENTARIO DI MAGAZZINO

Circolare informativa n.15 del 22 dicembre 2014 REGISTRI CONTABILI E INVENTARIO DI MAGAZZINO Circolare informativa n.15 del 22 dicembre 2014 REGISTRI CONTABILI E INVENTARIO DI MAGAZZINO Si ricorda che entro il 31.12.2014 i contribuenti che tengono la contabilità con sistemi meccanografici devono

Dettagli

COME FARE UN INVENTARIO DI MAGAZZINO: I BENI IN CATEGORIE OMOGENEE by Fabriziomax copyright:

COME FARE UN INVENTARIO DI MAGAZZINO: I BENI IN CATEGORIE OMOGENEE by Fabriziomax copyright: COME FARE UN INVENTARIO DI MAGAZZINO: I BENI IN CATEGORIE OMOGENEE by Fabriziomax copyright: A tal fine, il primo passo da compiere per la determinazione del valore è quello di raggruppare i beni in categorie

Dettagli

OIC 23 - Lavori in corso su ordinazione

OIC 23 - Lavori in corso su ordinazione Luca Bilancini (Commercialista, Pubblicista, coordinatore scientifico MAP) OIC 23 - Lavori in corso su ordinazione 1 OIC 23 - Principali novità Non ci sono più i paragrafi relativi alle commesse in valuta

Dettagli

BILANCIO CONTABILITÀ. Rimanenze di esercizio. per la REVISIONE. di Antonio Cavaliere

BILANCIO CONTABILITÀ. Rimanenze di esercizio. per la REVISIONE. di Antonio Cavaliere revisione legale Guida alla RIMANENZE di MAGAZZINO Analisi della «posta» di bilancio dedicata alle rimanenze, ossia quei beni che formano oggetto dell attività imprenditoriale insieme a tutti i beni materiali

Dettagli

Esercitazione II. 16.500 per rischi ed oneri) Altre attività (inclusi crediti. Patrimonio netto 10.000. 11.500 commerciali e liquidità)

Esercitazione II. 16.500 per rischi ed oneri) Altre attività (inclusi crediti. Patrimonio netto 10.000. 11.500 commerciali e liquidità) Esercitazione II In data 28 Febbraio X la società Alfa S.p.A. acquista una partecipazione del 75% nella società Beta S.p.A. pagando un prezzo di euro 13.000. Lo stato patrimoniale della società controllata

Dettagli

Esempi scritture contabili Costituzione Spa

Esempi scritture contabili Costituzione Spa Esempi scritture contabili Costituzione Spa 1 Esempi scritture contabili Vincolo 25% 2 Esempi scritture contabili Versamento restante parte del capitale sociale 3 Esempi scritture contabili Registrazione

Dettagli

Le immobilizzazioni materiali. internazionali: 16: Immobili, impianti e macchinari 17: Leasing 36: Perdite di valore 40: Investimenti immobiliari

Le immobilizzazioni materiali. internazionali: 16: Immobili, impianti e macchinari 17: Leasing 36: Perdite di valore 40: Investimenti immobiliari Documento OIC n. 16 Principi Contabili internazionali: 16: Immobili, impianti e macchinari 17: Leasing 36: Perdite di valore 40: Investimenti immobiliari 1 Sono beni destinati a permanere durevolmente

Dettagli

OIC 13 Rimanenze di magazzino - Sintesi dei principali interventi

OIC 13 Rimanenze di magazzino - Sintesi dei principali interventi OIC 13 Rimanenze di magazzino - Sintesi dei principali interventi La disciplina della capitalizzazione degli oneri finanziari è stata rivista con l obiettivo di renderla di più agevole comprensione e applicazione.

Dettagli

Principi e procedure relative alle modalità di determinazione del reddito di impresa a

Principi e procedure relative alle modalità di determinazione del reddito di impresa a Giulio Andreani 1 Profili fiscali e opportunità in vista di Basilea 2 Principi e procedure relative alle modalità di determinazione del reddito di impresa a Giulio Andreani Scuola Superiore Economia e

Dettagli

CORSO IFRS International Financial Reporting Standards

CORSO IFRS International Financial Reporting Standards IAS 40 Investimenti immobiliari SCHEMA DI SINTESI DEL PRINCIPIO CONTABILE SINTESI ILLUSTRAZIONE DEL PRINCIPIO CONTABILE FINALITA TRATTAMENTO CONTABILE DEGLI INVESTIMENTI IMMOBILIARI VALUTAZIONE INIZIALE

Dettagli

METELLIA SERVIZI SRL UNIPERSONALE. Nota Integrativa al bilancio chiuso al 31/12/2014. redatta in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435 - bis c.c.

METELLIA SERVIZI SRL UNIPERSONALE. Nota Integrativa al bilancio chiuso al 31/12/2014. redatta in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435 - bis c.c. Sede in CAVA DE' TIRRENI viale GUGLIELMO MARCONI, 52 Capitale Sociale versato e 100.000,00 C.C.I.A.A. SALERNO n. R.E.A317123 Partita IVA: 03734100658 Codice Fiscale: 03734100658 Nota Integrativa al bilancio

Dettagli

!!!!OIC!16!!IMMOBILIZZAZIONI! MATERIALI! Prof.!Andrea!Amaduzzi!

!!!!OIC!16!!IMMOBILIZZAZIONI! MATERIALI! Prof.!Andrea!Amaduzzi! OIC16 IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI Prof.AndreaAmaduzzi FINALITA DEL PRINCIPIO TRATTAMENTO CONTABILE ED INFORMATIVA IN NOTA INTEGRATIVA IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI CRITERI DI RILEVAZIONE, CLASSIFICAZIONE E

Dettagli

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 261/31 35. Informazioni sui valori contabili contenuti in differenti classificazioni di rimanenze e l ammontare delle variazioni in queste voci di attività è utile per gli utilizzatori del bilancio.

Dettagli

Nota integrativa al bilancio al 31/12/2000

Nota integrativa al bilancio al 31/12/2000 GALLERIA DELLE ESPERIENZE Controllo di Gestione: Best Practices COMUNE DI ALESSANDRIA DIREZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA SERVIZIO ECONOMICO-FINANZIARIO Nota integrativa al bilancio al 31/12/2000 Premessa

Dettagli

SILA SVILUPPO AGENZIA PERMANENTE PER L'O

SILA SVILUPPO AGENZIA PERMANENTE PER L'O SILA SVILUPPO AGENZIA PERMANENTE PER L'O Sede in SPEZZANO DELLA SILA Codice Fiscale 02328170788 - Numero Rea COSENZA 157898 P.I.: 02328170788 Capitale Sociale Euro 42.400 i.v. Forma giuridica: SOCIETA'

Dettagli

CONTABILITÀ ECONOMICA

CONTABILITÀ ECONOMICA CONTABILITÀ ECONOMICA PREVISIONE LIQUIDAZIONE RILEVAZIONE DEI MOVIMENTI MONETARI RICLASSIFICAZIONE DEI MOVIMENTI MONETARI IN BASE ALLA CAUSALE ECONOMICA: DI CAPITALE FINANZIARIO E DI REDDITO RILEVAZIONE

Dettagli

A tutti i Clienti Loro sedi. Ravenna, 13/12/2013. Circolare informativa n. 22/2013

A tutti i Clienti Loro sedi. Ravenna, 13/12/2013. Circolare informativa n. 22/2013 Dott. Danilo Cortesi A tutti i Clienti Loro sedi Ravenna, 13/12/2013 Circolare informativa n. 22/2013 Oggetto: 1. PAGAMENTO COMPENSI AMMINISTRATORI 2. INVENTARIO DI MAGAZZINO DI FINE ANNO 1. PAGAMENTO

Dettagli

ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426)

ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426) ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426) 22 IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI ACQUISTO DI UNA IMMOBILIZZAZIONE MATERIALE DA TERZI CON ACCONTO AL FORNITORE (punto 1, art. 2426) Si faccia l esempio dell

Dettagli

CONCETTO DI SCORTA. Imprese mercantili. Imprese Industriali. Materie prime Semilavorati Sottoprodotti Prodotti finiti. Merci

CONCETTO DI SCORTA. Imprese mercantili. Imprese Industriali. Materie prime Semilavorati Sottoprodotti Prodotti finiti. Merci CONCETTO DI SCORTA Le scorte sono elementi dell ATTIVO CIRCOLANTE, perche Rappresentano investimenti in fattori produttivi che attendono Di essere consumati o venduti in breve tempo Imprese Industriali

Dettagli

E.S.CO. BERICA SRL Bilancio al 31/12/2013

E.S.CO. BERICA SRL Bilancio al 31/12/2013 E.S.CO. BERICA SRL Sede legale: VIA CASTELGIUNCOLI, 5 LONIGO (VI) Iscritta al Registro Imprese di VICENZA C.F. e numero iscrizione 03510890241 Iscritta al R.E.A. di Vicenza n. 221382 Capitale Sociale sottoscritto

Dettagli

RIMANENZE di MAGAZZINO CONTABILITÀ e VALUTAZIONE

RIMANENZE di MAGAZZINO CONTABILITÀ e VALUTAZIONE Circolare informativa per la clientela n. 10/2014 del 27 marzo 2014 RIMANENZE di MAGAZZINO CONTABILITÀ e VALUTAZIONE SOMMARIO 1. CATEGORIE OMOGENEE... 2 2. CRITERI di VALUTAZIONE... 2 Criterio base...

Dettagli

Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale Dipartimento di Economia e Giurisprudenza ECONOMIA AZIENDALE. Anno Accademico 2014-2015

Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale Dipartimento di Economia e Giurisprudenza ECONOMIA AZIENDALE. Anno Accademico 2014-2015 Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale Dipartimento di Economia e Giurisprudenza ECONOMIA AZIENDALE Anno Accademico 2014-2015 Parte speciale: la logica e il sistema delle rilevazioni

Dettagli

Le partecipazioni. 1. L acquisizione di partecipazioni 1/7

Le partecipazioni. 1. L acquisizione di partecipazioni 1/7 focus modulo 3 lezione 40 Il mercato dei capitali e la Borsa valori La negoziazione dei titoli azionari Le partecipazioni Gli investimenti di un impresa in azioni o quote di Capitale sociale di altre società

Dettagli

Novità in OIC 16 Le immobilizzazioni materiali

Novità in OIC 16 Le immobilizzazioni materiali S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Novità in OIC 16 Le immobilizzazioni materiali Applicabili ai bilanci chiusi al 31 12 2014 OIC 16 Scopo e funzione L OIC 16 Immobilizzazioni materiali ha

Dettagli

Bilancio al 31/12/2014

Bilancio al 31/12/2014 Informazioni generali sull impresa Denominazione: Dati anagrafici Sede: Capitale sociale: 10.400,00 Capitale sociale interamente versato: Codice CCIAA: C.E.A.M. CULTURA E ATTIVITA' MISSIONARIA SRL VIA

Dettagli

Aumenti reali del capitale sociale

Aumenti reali del capitale sociale Aumenti reali del capitale sociale Gli aumenti del capitale sociale possono essere: virtuali con gli aumenti virtuali non aumentano i mezzi a disposizione della azienda e il suo patrimonio netto, che si

Dettagli

Elaborazioni svolte di consolidamento (di Francesco Sotti)

Elaborazioni svolte di consolidamento (di Francesco Sotti) Elaborazioni svolte di consolidamento (di Francesco Sotti) Assestamento di una partecipazione di controllo Primo anno di consolidamento...2 Assestamento di una partecipazione di controllo secondo anno

Dettagli

Immobilizzazioni finanziarie METODI DI VALUTAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI

Immobilizzazioni finanziarie METODI DI VALUTAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI Immobilizzazioni finanziarie METODI DI VALUTAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI Immobilizzazioni finanziarie III FINANZIARIE 1) Partecipazioni in: - imprese controllate - imprese collegate - imprese controllanti

Dettagli

Schema di stato patrimoniale. Analisi dei contenuti dello stato patrimoniale. Stato patrimoniale - ATTIVO. Stato patrimoniale - ATTIVO

Schema di stato patrimoniale. Analisi dei contenuti dello stato patrimoniale. Stato patrimoniale - ATTIVO. Stato patrimoniale - ATTIVO Analisi dei contenuti dello stato patrimoniale analisi bilancio 1 Schema di stato patrimoniale ATTIVO PASSIVO A) Crediti verso soci A) Patrimonio netto B) Immobilizzazioni B) Fondi per rischi e oneri C)

Dettagli

SOCIOSANITARIA SONNINESE S.R.L. Nota integrativa al bilancio chiuso il 31/12/2009

SOCIOSANITARIA SONNINESE S.R.L. Nota integrativa al bilancio chiuso il 31/12/2009 SOCIOSANITARIA SONNINESE S.R.L. Reg. Imp. 02329330597 Rea 162878 Sede in PIAZZA GARIBALDI SNC - 04010 SONNINO (LT) Capitale sociale Euro 10.000,00 i.v. Nota integrativa al bilancio chiuso il 31/12/2009

Dettagli

Bilancio: l attivo circolante e le passività

Bilancio: l attivo circolante e le passività Bilancio: l attivo circolante e le passività e il passivo Riferimenti normativi e disposizioni contabili 2424-2424 bis -2426-2427 c.c. - Rappresentazione, definizione, valutazione e informazioni integrative

Dettagli

TEMI D ESAME. Valore contabile Valore corrente Brevetti 20.000 35.000 Magazzino 26.000 22.000

TEMI D ESAME. Valore contabile Valore corrente Brevetti 20.000 35.000 Magazzino 26.000 22.000 TEMI D ESAME N.1 QUESITO In data 1 gennaio 2005 Alfa S.p.A. ha acquistato una partecipazione dell 80% in Beta S.p.A., pagando un prezzo pari a euro 60.000. Il patrimonio netto contabile di Beta alla data

Dettagli

CONSORZIO TURISTICO AREA PISANA società consortile a responsabilità limitata

CONSORZIO TURISTICO AREA PISANA società consortile a responsabilità limitata società consortile a responsabilità limitata Sede Via Pietrasantina c/o Bus Terminal - 56100 PISA (PI) Codice Fiscale, partita IVA e iscrizione Registro Imprese di Pisa n. 0170429 050 9 Repertorio Economico

Dettagli

AZIENDA AGRICOLA DIMOSTRATIVA SRL

AZIENDA AGRICOLA DIMOSTRATIVA SRL AZIENDA AGRICOLA DIMOSTRATIVA SRL VIA PALLODOLA 23 19038 - SARZANA (SP) CODICE FISCALE 00148620115 CAPITALE SOCIALE EURO 844.650 BILANCIO DI ESERCIZIO CHIUSO AL 31.12.2013 Nota integrativa La presente

Dettagli

Anno accademico 2015/2016

Anno accademico 2015/2016 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi Corso di laurea magistrale Economia Aziendale, Direzione Amministrativa e Professione Corso di Bilanci secondo i principi

Dettagli

RISOLUZIONE N. 78/E. Roma, 12 novembre 2013

RISOLUZIONE N. 78/E. Roma, 12 novembre 2013 RISOLUZIONE N. 78/E Direzione Centrale Normativa Roma, 12 novembre 2013 OGGETTO: Interpello Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 Svalutazione delle rimanenze di magazzino valutate a costi specifici

Dettagli

IAS 40 - OIC 16: Investimenti immobiliari

IAS 40 - OIC 16: Investimenti immobiliari IAS 40 - OIC 16: Investimenti immobiliari Roma, marzo/maggio 2015 Finalità e ambito di applicazione Un investimento immobiliare è una proprietà immobiliare posseduta per: Percepire canoni d affitto Ottenere

Dettagli

OIC 21: Partecipazioni e azioni proprie

OIC 21: Partecipazioni e azioni proprie OIC 21: Partecipazioni e azioni proprie Novara, 27 gennaio 2015 Lorenzo Gelmini Introduzione: gli obiettivi e l ambito del nuovo principio contabile o Riordino generale della tematica o Miglior coordinamento

Dettagli

Il consolidamento negli anni successivi al primo

Il consolidamento negli anni successivi al primo Il consolidamento negli anni successivi al primo Il rispetto del principio della continuità dei valori richiede necessariamente che il bilancio consolidato degli esercizi successivi sia strettamente dipendente

Dettagli

Il bilancio d esercizio

Il bilancio d esercizio ESAME DI STATO 2005 - TEMA DI ECONOMIA AZIENDALE - INDIRIZZO IGEA di Monica Ceccherelli Il bilancio d esercizio Il bilancio d esercizio è il principale documento di sintesi redatto per dare informazioni

Dettagli

Svalutazione delle immobilizzazioni materiali per perdite di valore

Svalutazione delle immobilizzazioni materiali per perdite di valore Svalutazione delle immobilizzazioni materiali per perdite di valore di Paolo Moretti Le perdite di valore per le immobilizzazioni materiali, disciplinate dallo IAS 16 «Immobili, impianti e macchinari»,

Dettagli

Regolamento di contabilità

Regolamento di contabilità Regolamento di contabilità Approvato con atto del Consiglio di Amministrazione n. 25 del 14/09/2012 14/09/2012 Pag. 1 Articolo 1 Oggetto del Regolamento INDICE Articolo 2 Documenti obbligatori Articolo

Dettagli

LE RIMANENZE DI MAGAZZINO

LE RIMANENZE DI MAGAZZINO GENERALITÀ LE RIMANENZE DI MAGAZZINO febbraio 08 LE RIMANENZE DI MAGAZZINO SONO COSTITUITE DA MERCI E PRODOTTI CHE SONO IN GIACENZA IN ATTESA DELLA VENDITA O PER ESSERE IMPIEGATI NEL PROCESSO PRODUTTIVO.

Dettagli

Dicembre 2003. Principi contabili internazionali e nazionali - immobilizzazione finanziarie: titoli e partecipazioni, di Michele Iori

Dicembre 2003. Principi contabili internazionali e nazionali - immobilizzazione finanziarie: titoli e partecipazioni, di Michele Iori Dicembre 2003 Principi contabili internazionali e nazionali - immobilizzazione finanziarie: titoli e partecipazioni, di Michele Iori I Principi contabili nazionali distinguono fra due categorie di partecipazioni

Dettagli

NOTE ESPLICATIVE ALLA SITUAZIONE PATRIMONIALE ED ECONOMICA AL 31 MARZO 2005

NOTE ESPLICATIVE ALLA SITUAZIONE PATRIMONIALE ED ECONOMICA AL 31 MARZO 2005 EMAN SOFTWARE S.P.A. SEDE LEGALE: MILANO Viale Monza 265 CAPITALE SOCIALE: Euro 120.000.= i.v. CODICE FISCALE: 04441590967 CCIAA di Milano nº 1747663 REA REGISTRO IMPRESE di Milano nº 04441590967 Società

Dettagli

La rappresentazione in bilancio delle rimanenze

La rappresentazione in bilancio delle rimanenze La rappresentazione in bilancio delle rimanenze Commissione revisione legale dei bilanci e principi contabili Dott. Vanina Dangarska Capodaglio e Associati Via Marsala, 32 - Bologna Gli argomenti Premessa:

Dettagli

NOTA OPERATIVA N. 5/2015

NOTA OPERATIVA N. 5/2015 NOTA OPERATIVA N. 5/2015 OGGETTO: Le immobilizzazioni materiali: definizione, classificazione e scritture contabili alla luce dei nuovi principi contabili. - Introduzione Le immobilizzazioni materiali

Dettagli

FONDAMENTI DI ECONOMIA AZIENDALE E IMPIANTISTICA INDUSTRIALE

FONDAMENTI DI ECONOMIA AZIENDALE E IMPIANTISTICA INDUSTRIALE FONDAMENTI DI ECONOMIA AZIENDALE E IMPIANTISTICA INDUSTRIALE Proff.. Alberto Baggini Marco Melacini A.A. 2008/2009 La contabilità esterna Il conto economico La redazione del documento finale di bilancio

Dettagli

IL PROCESSO DI REVISIONE. Procedure di revisione in merito a Disponibilità liquide, debiti verso banche e rimanenze

IL PROCESSO DI REVISIONE. Procedure di revisione in merito a Disponibilità liquide, debiti verso banche e rimanenze IL PROCESSO DI REVISIONE. Procedure di revisione in merito a Disponibilità liquide, debiti verso banche e rimanenze Universita di Roma Facolta di Economia Corso di Revisione Aziendale - anno 2014-2015

Dettagli

CONSORZIO MEDIO TIRRENO IN LIQUIDAZIONE

CONSORZIO MEDIO TIRRENO IN LIQUIDAZIONE CONSORZIO MEDIO TIRRENO IN LIQUIDAZIONE Sede in TORRE EUROPA - VIA ANNOVAZZI, 00053 CIVITAVECCHIA (RM) Codice Fiscale 03908900586 - Numero Rea RM 911152 P.I.: 01259061008 Capitale Sociale Euro - i.v. Forma

Dettagli

LA RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO: IL REPORT FORM

LA RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO: IL REPORT FORM LA RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO: IL REPORT FORM Il conto economico che abbiamo esaminato fino ad ora si presenta a sezioni contrapposte: nella sezione del DARE vengono rilevati i costi, e nella

Dettagli

COSTI PLURIENNALI: L IMPATTO SUL BILANCIO DI ESERCIZIO

COSTI PLURIENNALI: L IMPATTO SUL BILANCIO DI ESERCIZIO Circolare N. 28 Area: TAX & LAW Periodico plurisettimanale 14 aprile 2009 COSTI PLURIENNALI: L IMPATTO SUL BILANCIO DI ESERCIZIO Una tra le più ricorrenti problematiche inerenti la chiusura di bilancio

Dettagli

IMERA SVILUPPO 2010 SOC. CONSORTILE A.R.L. Nota integrativa al bilancio chiuso il 31/12/2011

IMERA SVILUPPO 2010 SOC. CONSORTILE A.R.L. Nota integrativa al bilancio chiuso il 31/12/2011 IMERA SVILUPPO 2010 SOC. CONSORTILE A.R.L. Reg. Imp. 96015140823 Rea 259417 Sede in VIA GARIBALDI 2 C/O UFFICI COMUNALI - 90018 TERMINI IMERESE (PA) Capitale sociale Euro 100.000,00 di cui Euro 79.250,00

Dettagli

PERDITE DI VAL SU IMM. MAT. E IMMAT. - OIC 9

PERDITE DI VAL SU IMM. MAT. E IMMAT. - OIC 9 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO LA REDAZIONE DEL BILANCIO CIVILISTICO 2014: LE PRINCIPALI NOVITA PERDITE DI VAL SU IMM. MAT. E IMMAT. - OIC 9 Dr. Riccardo Bauer 2 S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE

Dettagli

Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir. tire e da indici

Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir. tire e da indici Tracce di temi 2010 Scuola Duemila 1 Traccia n. 1 Elaborazione di un bilancio con dati a scelta a partir tire e da indici Olivia Leone Il candidato illustri brevemente quali sono i principali vincoli da

Dettagli

ESAME DEL PRINCIPIO CONTABILE N. 12 COMPOSIZIONE E SCHEMI DEL BILANCIO DI ESERCIZIO DI IMPRESE MERCANTILI, INDUSTRIALI E DI SERVIZI - 30 MAGGIO 2005

ESAME DEL PRINCIPIO CONTABILE N. 12 COMPOSIZIONE E SCHEMI DEL BILANCIO DI ESERCIZIO DI IMPRESE MERCANTILI, INDUSTRIALI E DI SERVIZI - 30 MAGGIO 2005 ESAME DEL PRINCIPIO CONTABILE N. 12 COMPOSIZIONE E SCHEMI DEL BILANCIO DI ESERCIZIO DI IMPRESE MERCANTILI, INDUSTRIALI E DI SERVIZI - 30 MAGGIO 2005 di Lorenzo Gelmini Premessa Il Principio contabile n.

Dettagli

L 261/184 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea

L 261/184 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 261/184 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea 13.10.2003 PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE (RIVISTO NELLA SOSTANZA NEL 1993) Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere Il presente Principio

Dettagli

Svolgimento Tema di Economia d azienda

Svolgimento Tema di Economia d azienda Svolgimento a cura di Lucia Barale Pag. 1 a 10 Esame di Stato 2015 Indirizzi: Tecnico della Gestione Aziendale ad Indirizzo Linguistico Tecnico della Gestione Aziendale ad Indirizzo Informatico Svolgimento

Dettagli

Temi speciali di bilancio

Temi speciali di bilancio Università degli Studi di Parma Temi speciali di bilancio Le partecipazioni I titoli (cenni) 1 Indice degli argomenti 1. I TITOLI E LE PARTECIPAZIONI ISCRITTE NELLE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE i titoli

Dettagli

AZIENDA AGRICOLA DIMOSTRATIVA SRL

AZIENDA AGRICOLA DIMOSTRATIVA SRL AZIENDA AGRICOLA DIMOSTRATIVA SRL Sede in VIA PALLODOLA 23 SARZANA Codice Fiscale 00148620115 - Numero Rea P.I.: 00148620115 Capitale Sociale Euro 844.650 Bilancio al 31-12-2014 Gli importi presenti sono

Dettagli

PRIMA APPLICAZIONE DEGLI IFRS

PRIMA APPLICAZIONE DEGLI IFRS PRIMA APPLICAZIONE DEGLI PRIMA APPLICAZIONE DEGLI Nella presente nota vengono riportate le informazioni richieste dall 1 e, in particolare, la descrizione degli impatti che la transizione agli ha determinato

Dettagli

Contenuto tabellare della nota integrativa al bilancio d'esercizio

Contenuto tabellare della nota integrativa al bilancio d'esercizio Tassonomia XBRL Principi Contabili Italiani Contenuto tabellare della nota integrativa al bilancio d'esercizio VERSIONE OTTOBRE 2014 Tavolo di lavoro società non quotate XBRL Italia Versione: 20141024-1

Dettagli

Il Bilancio e i Principi Internazionali IAS-IFRS: Il Conto Economico e il Rendiconto finanziario. anno accademico 2007-2008 Valentina Lazzarotti

Il Bilancio e i Principi Internazionali IAS-IFRS: Il Conto Economico e il Rendiconto finanziario. anno accademico 2007-2008 Valentina Lazzarotti Il Bilancio e i Principi Internazionali IAS-IFRS: Il Conto Economico e il Rendiconto finanziario anno accademico 2007-2008 Valentina Lazzarotti 1 Il Conto Economico Il prospetto di CE può essere redatto:

Dettagli

NOTA OPERATIVA N. 7/2013. OGGETTO: Spese di manutenzione su beni propri, imputazione in bilancio e deducibilità.

NOTA OPERATIVA N. 7/2013. OGGETTO: Spese di manutenzione su beni propri, imputazione in bilancio e deducibilità. NOTA OPERATIVA N. 7/2013 OGGETTO: Spese di manutenzione su beni propri, imputazione in bilancio e deducibilità. - Introduzione Nella formazione del bilancio di esercizio civilistico, bisogna porre molta

Dettagli

Il bilancio delle società di capitali

Il bilancio delle società di capitali Il bilancio delle società di capitali RIMANENZE La voce comprende: - le merci: i prodotti che l impresa acquista per la rivendita; - le materie prime: le materie e le sostanze che sono destinate ad entrare

Dettagli

Allegato 1. - Regole di contabilità generale -

Allegato 1. - Regole di contabilità generale - Allegato 1 - Regole di contabilità generale - Capitolo 1 - Struttura di bilancio e relativi aspetti contabili Il D.Lgs 30 giugno 1993, n.270 relativo al Riordinamento degli Istituti Zooprofilattici a norma

Dettagli

I contributi pubblici nello IAS 20

I contributi pubblici nello IAS 20 I contributi pubblici nello IAS 20 di Paolo Moretti Il principio contabile internazionale IAS 20 fornisce le indicazioni in merito alle modalità di contabilizzazione ed informativa dei contributi pubblici,

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario La riclassificazione del bilancio d esercizio Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it Il bilancio pubblico Il Bilancio è il documento contabile in cui trovano rappresentazione

Dettagli

Consiglio Nazionale Dottori commercialisti e Ragionieri

Consiglio Nazionale Dottori commercialisti e Ragionieri Consiglio Nazionale Dottori commercialisti e Ragionieri Documento n. 13 LE RIMANENZE DI MAGAZZINO NELLA LEGISLAZIONE CIVILISTICA E FISCALE Norme civilistiche Le principali norme civilistiche relative alle

Dettagli

Svalutazione, ammortamento e ripristino di valore di un immobilizzazione: una questione anche di tempi

Svalutazione, ammortamento e ripristino di valore di un immobilizzazione: una questione anche di tempi Svalutazione, ammortamento e ripristino di valore di un immobilizzazione: una questione anche di tempi di Tiziano Sesana (*) La valutazione dell esistenza di difficoltà a recuperare il valore netto contabile

Dettagli

CONSORZIO POLO TECNOLOGICO MAGONA. Nota Integrativa al bilancio chiuso al 31/12/2012 redatta in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435 - bis c.c.

CONSORZIO POLO TECNOLOGICO MAGONA. Nota Integrativa al bilancio chiuso al 31/12/2012 redatta in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435 - bis c.c. Sede in CECINA - VIA MAGONA, ND Fondo consortile Euro 186.000 di cui versato Euro 172.114 Iscritta alla C.C.I.A.A. di LIVORNO Codice Fiscale e N. iscrizione Registro Imprese 01228620496 Partita IVA: 01228620496

Dettagli

Studio Sarragioto Dottori commercialisti * Revisori contabili Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Padova

Studio Sarragioto Dottori commercialisti * Revisori contabili Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Padova Gianni Sarragioto giannisarragioto@sarragioto.it Riccardo Gavassini riccardogavassini@sarragioto.it Dottori commercialisti * Revisori contabili Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili

Dettagli

Immobili, impianti e macchinari Ias n.16

Immobili, impianti e macchinari Ias n.16 Immobili, impianti e macchinari Ias n.16 Corso di Principi Contabili e Informativa Finanziaria Prof.ssa Sabrina Pucci Facoltà di Economia Università degli Studi Roma Tre a.a. 2005-2006 prof.ssa Sabrina

Dettagli

Immobilizzazioni materiali

Immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni materiali Art. 2426 c.c.; documento n. 16 dei principi contabili OIC Principi Contabili Internazionali IAS 16 "Immobilizzazioni tecniche" * IAS 40 "Investimenti in immobili"; DPR 917/86:

Dettagli

CARONNO PERTUSELLA METANO SRL

CARONNO PERTUSELLA METANO SRL CARONNO PERTUSELLA METANO SRL Sede in PIAZZA VITTORIO VENETO, 6 - CARONNO PERTUSELLA (VA) 21042 Codice Fiscale 02747300123 - Numero Rea VA 283776 P.I.: 02747300123 Capitale Sociale Euro 100.000 i.v. Forma

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Dipartimento Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi Corso di Bilanci secondo i principi contabili internazionali 90001 91070 Ricavi Prof. Daniele Gervasio

Dettagli

UN ANNO DI FORMAZIONE INSIEME Gennaio Dicembre 2015 BILANCIO D ESERCIZIO: LE SCRITTURE DI ASSESTAMENTO

UN ANNO DI FORMAZIONE INSIEME Gennaio Dicembre 2015 BILANCIO D ESERCIZIO: LE SCRITTURE DI ASSESTAMENTO UN ANNO DI FORMAZIONE INSIEME Gennaio Dicembre 2015 BILANCIO D ESERCIZIO: LE SCRITTURE DI ASSESTAMENTO Bilancio d esercizio ART. 2423 Codice Civile Stato Patrimoniale Conto economico Nota integrativa ART.

Dettagli

BILANCIO DELLE IMPRESE BANCARIE E INDUSTRIALI di Lucia BARALE

BILANCIO DELLE IMPRESE BANCARIE E INDUSTRIALI di Lucia BARALE Tema d esame BILANCIO DELLE IMPRESE BANCARIE E INDUSTRIALI di Lucia BARALE ATTIVITÀ DIDATTICHE 1 MATERIE AZIENDALI (classe 5 a ITC) Il tema proposto è articolato in tre parti, di cui l ultima con tre alternative

Dettagli

Scolari & Partners T a x a n d l e g a l

Scolari & Partners T a x a n d l e g a l A tutti i Signori Clienti loro sedi Saronno, 10 Dicembre 2010 Oggetto: Circolare del 10.12.2010 Argomento nr. 1) AGGIORNAMENTO E STAMPA DEI LIBRI CONTABILI Anche il prossimo 31 dicembre 2010, i contribuenti

Dettagli

TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI 30 giugno 2006. Marcolin S.p.A.

TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI 30 giugno 2006. Marcolin S.p.A. TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI 30 giugno 2006 Marcolin S.p.A. Transizione ai Principi Contabili Internazionali (IAS/IFRS) Premessa In ottemperanza al Regolamento Europeo n. 1606 del 19

Dettagli

Disciplina fiscale Lezione 4 I titoli

Disciplina fiscale Lezione 4 I titoli Disciplina fiscale Lezione 4 I titoli Titoli non costituenti immobilizzazioni (Attivo Circolante) Art. 94 c. 3 DPR 917/86 I titoli vanno raggruppati in categorie omogenee per natura, intendendo della stessa

Dettagli

RISOLUZIONE N. 83/E. Oggetto: Interpello - Componenti di reddito in valuta estera - Articoli 9, 109 e 110 del TUIR

RISOLUZIONE N. 83/E. Oggetto: Interpello - Componenti di reddito in valuta estera - Articoli 9, 109 e 110 del TUIR RISOLUZIONE N. 83/E. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 30 marzo 2009 A tutte le Direzioni Oggetto: Interpello - Componenti di reddito in valuta estera - Articoli 9, 109 e 110 del TUIR La

Dettagli

Biblioteca di Telepass + 2 o biennio TOMO b

Biblioteca di Telepass + 2 o biennio TOMO b UNITÀ C LA GESTIONE DELLA LOGISTICA AZIENDALE Biblioteca di Telepass + 2 o biennio TOMO b La funzione del magazzino e la politica delle scorte Documento Esercizi Logistica Q1 Spiega che cos è la funzione

Dettagli