EVENT LEZIONE 11. IL RISK MANAGEMENT La gestione del rischio Il crisis management. Economia e organizzazione degli eventi.

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1 LEZIONE 11 IL RISK MANAGEMENT La gestione del rischio Il crisis management Cristiano Habetswallner EVENT

2 RISK MANAGEMENT

3 IL RISCHIO E LA POSSIBILITÀ CHE ACCADA QUALCOSA CHE IMPATTI SUGLI OBIETTIVI DELL EVENTO E CHE POSSA DETERMINARE (NEGATIVAMENTE MA ANCHE POSITIVAMENTE) UNA PERDITA (O UN GUADAGNO) si misura in termini di probabilità il concetto di rischio è molto ampio (non solo tema legato alla sicurezza) IL RISK MANAGEMENT E IL PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE, VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO.

4 LE CATEGORIE DI RISCHIO LE CATEGORIE DI RISCHIO SONO NUMEROSE: DISASTRI NATURALI uno dei rischi più temuti prima e durante l evento (il piano di evacuazione impatta sulla sicurezza) RISCHI FINANZIARI costi inattesi, incassi bassi, frodi, multe RISCHI LEGALI dispute legali con il cliente-committente.

5 LE CATEGORIE DI RISCHIO LE CATEGORIE DI RISCHIO SONO NUMEROSE: RISCHI TECNOLOGICI malfunzionamenti tecnici (network computerizzati: rischio della perdita delle liste dei partecipanti) CATTIVA GESTIONE un evento importante con un manager incapace SICUREZZA incidenti, risse, sabotaggi, atti di terrorismo RISCHI LEGATI ALLA PECULIARITA DEGLI SPORT pensiamo alla sicurezza delle persone (atleti, spettatori) in alcuni sport motoristici

6 RISK MANAGEMENT LE STRATEGIE DI RISK MANAGEMENT DEVONO ESSERE MESSE IN ATTO DURANTE LE SEGUENTI FASI DEL PROGETTO: SVILUPPO DEL CONCETTO E DELLE STRATEGIE DI MARKETING in cui si identificano i rischi strategici PLANNING DELLA LOGISTICA: in cui si identificano i rischi operativi (per es. la registrazione, la ticket policy) PIANIFICAZIONE DELLA SICUREZZA: strutture (ed equipaggiamenti) e cibo

7 IL PROCESSO DI RISK MANAGEMENT 1 VERIFICARE IL CONTESTO IDENTIFICARE I RISCHI ANALIZZARLI VALUTARLI GESTIRLI

8 LA VERIFICA DEL CONTESTO CONTESTO STRATEGICO valutare la situazione macroeconomica, i trend turistici, la politica, i social trend, lo stato dei competitors CONTESTO ORGANIZZATIVO ad es. il mercato, i prodotti, il timing CONTESTO DELLA GESTIONE DEI RISCHI ad es. il terrorismo e comunque le minacce specifiche alla sicurezza

9 IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI IL BRAINSTORMING PUO ESSERE UTILE PER INDIVIDUARE I RISCHI AD ESEMPIO, PROVATE A RISPONDERE ALLE SEGUENTI DOMANDE: quali sono le cose peggiori che possono accadere? dove siamo esposti? quali sono le cose migliori che possono accadere? come le affrontiamo?

10 POSSIBILI RISCHI COMPORTAMENTO UMANO arriva una star inaspettata (grande esposizione e gran folla) membri della security feriscono un fan il senior manager nasconde le perdite TECNOLOGIA rottura dell apparato di videoconference le apparecchiature non sono compatibili con la location il tecnico specialista lascia l azienda SALUTE intossicazione da cibo denuncia per accusa di fumo passivo

11 POSSIBILI RISCHI ECONOMIA contrazione nei consumi da parte delle famiglie minor afflusso turistico LEGALE ad es.: si va in causa con lo sponsor POLITICA riduzioni di fondi per iniziative ed eventi (cultura in particolare) EQUIPAGGIAMENTO i fan distruggono le strutture gli equipaggiamenti affidati non rispettano gli standard di sicurezza

12 POSSIBILI RISCHI AMBIENTE la comunità locale protesta per rumore o traffico minor afflusso turistico EVENTI NATURALI...

13 ANALIZZARE I RISCHI I RISCHI VANNO ANALIZZATI SOPRATTUTTO DA DUE PUNTI DI VISTA: quali sono le conseguenze e gli impatti sull evento? qual è la probabilitè che accadano?

14 ANALIZZARE I RISCHI UNA VOLTA CLASSIICATI GLI IMPATTI E LA PROBABILITA DEL RISCHIO, OCCORRE VALUTARE IL LIVELLO DI RISCHIO E DECIDERE QUALI RISCHI CONSIDERARE RISCHIO PER RISCHIO VA FATTO UN PIANO DI PREVENZIONE E CONTINGENZA IL COSIDDETTO PIANO B

15 PIANI DI CONTINGENZA ALCUNI DI ESSI SONO OBBLIGATORI PER LEGGE AD ES. USCITE DI SICUREZZA, SISTEMA ANTINCENDIO, ECC I PIANI DI CONTINGENZA SONO SICURAMENTE PREVISTI PER: impedire l accesso al pubblico in determinate zone la perdita di energia elettrica la caduta della rete di telecomunicazione riparare i danni causati da acqua e fumo contaminazione dell acqua e dell aria esplosioni persone intrappolate

16 I RISCHI ALLA SICUREZZA INCLUDONO furto del contante furto dei beni della location ingressi abusivi ingressi vietati nelle zone off limit atti vandalici insufficiente numero dei membri della security scarsa professionalita della security uso di forza eccessiva da parte della security

17 GESTIONE DEI RISCHI PER GESTIRE I RISCHI, BISOGNA COMPRENDERE LE OPZIONI A DISPOSIZIONE (ED IL COSTO) AD ESEMPIO, POSSIAMO: evitarli ridurre le probabilita che accadano (mettendo in atto programmi di prevenzione) ridurre la severita delle conseguenze (contingency plan per pronto soccorso) condividerli (trasferimento a terzi: outsourcing e assicurazioni) accettarli metterli a budget

18 IL TRATTAMENTO DEI RISCHI NELLA GESTIONE DEI RISCHI VA CONSIDERATO: LA FONTE DEL RISCHIO come nasce il rischio? L EVENTO cosa succede? PRIORITA che priorità ha questo rischio verso gli altri? PROBABILITA quasi certo, probabile, possibile, raro? CONSEGUENZE ignorabile, minore, moderato, severo LIVELLO DI RISCHIO estremo, alto, moderato, basso?

19 IL TRATTAMENTO DEI RISCHI NELLA GESTIONE DEI RISCHI VA CONSIDERATO: TRATTAMENTO trasferiamo il rischio o lo affrontiamo? RESPONSABILITA chi e responsabile della gestione dei rischi? RISORSE NECESSARIE quali risorse fisiche ed umane sono necessarie per gestire il rischio? SISTEMA DI MISURAZIONE come sapere se il risk management funziona? TIMETABLE quando viene sviluppata l opzione di trattamento?

20 CRISIS MANAGEMENT

21 CRISIS MANAGEMENT IL RISK MANAGEMENT E UN PROCESSO CONTINUATIVO: INIZIA NELLA FASEDI PLANNING E SEGUE L EVENTO MINUTO PER MINUTO ma cosa succede se ACCADE IL PEGGIO?

22 CRISIS MANAGEMENT SI TRATTA DI QUEL PROCESSO ORDINATO DI ATTIVITA CHE VA DALLA PREVISIONE DELLA CRISI (RISK MANAGEMENT) FINO ALLA GESTIONE DELLA STESSA LA CRISI APPARE CARATTERIZZATA DA TRE ASPETTI FONDAMENTALI: ECCEZIONALITA DELL EVENTO CRITICO VISIBILITA DELL EVENTO NEGATIVO E DEI SUOI EFFETTI ALL ESTERNO LEGATA: 1. Importanza dell azienda e immagine presso il pubblico 2. Area geografica interessata dalla crisi 3. Conseguenze pratiche verso i diversi pubblici NECESSITA DI UNA RISPOSTA TEMPESTIVA ED ESAUSTIVA I pubblici coinvolti hanno esigenza di essere informati in modo veloce e chiaro

23 PROCESSO DI CRISIS MANAGEMENT DURANTE LA CRISI: si costituisce il crisis management team si prepara il piano di comunicazione di crisi ed il manuale di crisi (proncipi e procedure da seguire, azioni da compiere) verificare l efficiacia delle azioni comunicative DOPO LA CRISI: verificare l efficacia ex post delle azioni intraprese avviare il processo di apprendimento

24 LA COMUNICAZIONE DELLA CRISI BISOGNA indagare la natura della crisi (aree coinvolte, responsabilita, entita del danno e pubblici coinvolti) gestire le informazioni capire quali messaggi inviare e a chi cercare di fare sempre in modo che un problema diventi un opportunità

25 LA COMUNICAZIONE DELLA CRISI LA COMUNICAZIONE DEVE ESSERE: IMMEDIATA E COMPLETA evitare che notizie si diffondano da altre fonti CENTRALIZZATA un solo portavoce = coerenza SEMPRE AGGIORNATA sullo stato di avanzamento delle azioni intraprese TRASPARENTE che non nasconda le responsabilità MULTIDIREZIONALE che sia diretta a tutti i pubblici interni ed esterni

26 GRAZIE PER L ATTENZIONE Cristiano Habetswallner

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