RelazioneMarongiu.doc 11/11/05

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "RelazioneMarongiu.doc 11/11/05"

Transcript

1 11/11/05

2 2 Indice 1. Le ragioni dello Statuto: il nuovo ruolo del contribuente, i rilevanti costi dell obbedienza fiscale e la pesante incidenza dell enorme pressione legislativa. 2. Il ragionato rifiuto di uno Statuto approvato con legge costituzionale. 3. La sua incidenza anche sull attività del legislatore. 4. Le disposizioni dello Statuto quali principi generali dell ordinamento tributario: la loro valenza nell attività interpretativa. 5. La tutela dall abuso dei decreti legge: i divieti contenuti nell art. 4 dello Statuto e la loro incidenza sulle scelte del legislatore fiscale. 6. L irretroattività quale principio generale dell ordinamento e di quello tributario nella giurisprudenza della Corte costituzionale e nello Statuto: la tutela dell affidamento L applicazione del principio anche ai rapporti anteriori allo Statuto, ai tributi non periodici, alle ipotesi di c.d. pseudo retroattività e mai alla retroattività in bonam partem per il contribuente L interpretazione autentica. 7. L art. 10 dello Statuto e i riflessi della tutela dell affidamento anche sull azione amministrativa: l influenza della dottrina pubblicistica e privatistica La tutela dell affidamento e della buona fede Le applicazioni giurisprudenziali e l incidenza anche sulla possibile non debenza del tributo L affidamento e l emendabilità degli errori Affidamento e processo tributario. 8. Lo Statuto e i principi ispiratori dell azione amministrativa. 9. La semplificazione amministrativa. 10. L effettiva conoscenza degli atti. 11. Interpello e interpelli. 12. La chiarezza e la motivazione degli atti. 13. La compensazione. 14. I diritti del contribuente nelle verifiche fiscali. 15. Il Garante. 16. Conclusioni.

3 3 1. Ho ricordato altrove le esigenze [G. MARONGIU (I.1)] dalle quali mossero i progetti, prima ufficiosi [G. MARONGIU (I.2)] poi ufficiali (si veda la più risalente proposta di legge 20 dicembre 1990 (n. 5079) in Dir.prat.tribut., 1991, I, 198 sg. e poi ancora il disegno di legge ivi, 1993, I, ), di redigere uno Statuto dei diritti del contribuente. E ho narrato anche le difficoltà che dovettero incontrare i secondi specie quando, nel 1996, entrarono in una fase decisiva, per opera dell allora ministro delle finanze. In questa sede è sufficiente ricordare che, in tutti gli anni 80 e nei primi 90, si visse in una situazione ben lontana dal modello costituzionale di imposizione perché il potere tributario era concentrato in uno solo soggetto. Il governo, o meglio la burocrazia, scriveva la legge impositiva, nuotando nell abuso dei decreti-legge, la interpretava e la imponeva con le proprie circolari, la applicava con i propri atti di accertamento, la modificava continuamente, ancora per decreto legge, e, se su qualche grossa questione di principio si trovava soccombente, invocava e otteneva una norma interpretativa. D altro canto una normativa casistica, rinnovantesi giorno dopo giorno, ottundeva il controllo giurisdizionale, il ruolo nomofilattico della Corte di Cassazione che, per effetto delle consistenze, allora enormi, del contenzioso, interveniva a distanza di anni, e quindi a cose fatte, quando la interpretazione più non era diritto vivente e rendeva sempre più difficile il controllo, ex post, della Corte costituzionale costituendo uno splendido alibi per chi tutto intendeva giustificare invocando una supposta ragione fiscale o la specificità delle leggi tributarie [E. DE MITA (I.3)]. E ciò accadeva nonostante che il contribuente desse alla realizzazione della pretesa tributaria un contributo decisivo con tutti gli inerenti, rilevanti costi [M. FERRERA (I.4)]. Per queste ragioni, seppure da posizioni di minoranza, si insisteva per l abbandono di una legislazione empirica e tecnicamente difettosa, per il

4 4 ritorno a una disciplina di principi, per il recupero della certezza del diritto che si persegue con definizioni semplici e chiare, perché altrimenti il metodo legislativo seguito toglie alla legge ogni funzione di garanzia e le assegna solo il ruolo di consacrazione formale di quelle che saranno le valutazioni della finanza [E. DE MITA (I.5), P. XII]. * * * * * * 2. Ebbene, quando le prospettive di un sollecito (si veda lo schema di legge approvato dal Consiglio dei Ministri l 8 agosto 1996 in Corr.trib., 1996, n. 36, pg sg. corredato dalla Relazione di accompagnamento) varo dello Statuto si fecero concrete, apparve sull orizzonte una minaccia ancor più sottile e subdola delle dure resistenze, in specie burocratiche [G. MARONGIU e F. D AYALA VALVA (II.1)], il suggerimento di approvarlo con la veste di una legge costituzionale. Evidente era la trappola ove si consideri che l iter normale di discussione e approvazione è durato quattro anni, dal 1996 al 2000: i tempi si sarebbero raddoppiati e neppure nella tredicesima legislatura lo Statuto avrebbe visto la luce e, molto probabilmente, in una stagione (quali sono stati gli anni dal 2001 al 2005) connotata dall uso e dall abuso dei condoni, l antitesi dei principi costituzionali, esso non avrebbe visto mai più la luce. Al riguardo è, quindi, opportuno spendere qualche ulteriore parola perché, anche a Statuto emanato, qualcuno ha lamentato la mancata adozione di una legge costituzionale e ha denunciato questa scelta come un limite, foriero del suo immaginabile, e da qualcuno fosse auspicato, fallimento. Un autorevole quotidiano economico scrisse: Lo Statuto nonostante pretenda di contenere principi generali dell ordinamento tributario, come pomposamente si legge nel suo art. 1, continua a manifestare i suoi limiti Limiti che non si sarebbero manifestati se anziché approvare una legge purchessia, si fosse seguito il suggerimento di adottare una legge costituzionale. Una legge purchessia? Era da più di due lustri che si susseguivano i progetti ma nessuno era mai arrivato in porto perché lo Statuto incontrava fortissime,

5 5 seppure sotterranee, resistenze, anche perché esso, in un mondo popolato di frettolosi decreti-legge, era un apprezzabile spezzone di diritto tributario parlamentare. L Europa giuridica avrebbe riso e avrebbe tratto amare conclusioni sull affidabilità di un paese nel quale per imporre la motivazione degli atti tributarie non basta(va) la legge del 1990, per imporre il principio di buona fede non basta(va) il codice civile, per introdurre l interpello non era sufficiente una legge ordinaria: ci voleva la Costituzione! In realtà, e a ben guardare, non era opportuno costituzionalizzare neppure i precetti contenuti negli articoli 3 e 4 perché il divieto assoluto di retroattività e di spiccare decreti legge in materia tributaria avrebbe costretto il legislatore ordinario in un inaccettabile e inopportuno letto di Procuste, esso sì contrario ai principi costituzionali proprio per l impossibilità di affrontare anche gli effettivi stati di emergenza o di porre rimedio a errori o ingiustizie. Ma anche a ritenere di dover riconoscere valenza costituzionale ai precetti contenuti negli artt. 3 e 4 due sarebbero state le alternative certamente rovinose, o rinunciare a tutte le norme successive all art. 4 o scrivere due Statuti, uno con dignità di legge costituzionale e uno con dignità di legge ordinaria: insomma uno Statuto di serie A e uno di serie B. E facile immaginare gli ulteriori sorrisi per un vero capolavoro del perpetuo bizantinismo. * * * * * * * 3. In sintesi, e tornando alla genesi dello Statuto, tutte le esigenze e le istanze sopra ricordate furono rese concrete dalla legge 27 luglio 2000, n. 212 recante lo Statuto dei diritti del contribuente che codifica i principi generali dell ordinamento tributario mai formulati prima nel nostro Paese. E un provvedimento talmente importante e innovativo che esso è esplicitamente richiamato nella legge delega per la riforma del sistema fiscale statale (legge 7 aprile 2003, n. 80) [G. MARONGIU (III.1)]. Certo quest ultima non è stata attuata ma in essa, per la prima volta, si prevede la codificazione articolata in una

6 6 parte generale e in una parte speciale e si soggiunge che la parte generale ordina il sistema fiscale sulla base di più principi e tra questi sancisce che le norme fiscali, in coerenza con le disposizioni contenute nella legge 27 luglio 2000, n. 212, sono informate ai principi di chiarezza, semplicità, conoscibilità effettiva, irretroattività. Per l appunto la legge del 2000 è innovativa non solo perchè l Italia non ha mai avuto uno Statuto dei diritti del contribuente ma perchè esso va ben al di là di ciò che traspare del suo titolo e da ciò che fino ad oggi hanno attuato paesi che lo Statuto hanno da tempo. Non è certamente questa la sede per procedere a una analisi dei differenti Statuti nell ambito OCSE, anche per le difficoltà di una comparazione. Può dirsi, peraltro, senza tema di smentite, che, mentre la più gran parte degli Statuti è volta a informare i contribuenti dei loro diritti nel procedimento amministrativo di imposizione e a garantirli, il nostro va oltre poichè disciplina anche il modo di legiferare in materia tributaria. * * * * * * * 4. Lo Statuto, nelle sue prime norme, è, quindi, volto a garantire una disciplina tributaria scritta per principi, stabile nel tempo, affidabile e trasparente e perciò idonea ad agevolare, nella interpretazione, sia il contribuente che l amministrazione finanziaria (anch essa ha ripetutamente e giustamente documentato difficoltà nell intendere e nel gestire un ordinamento torrentizio ) e a diminuire gli alibi del primo nel tentare e realizzare comportamenti evasivi. Se ne trova una prima conferma nei precetti contenuti nei quattro commi dell art. 2 ma, senza nulla togliere ad essi, è di tutta evidenza la diversa valenza di quelli ulteriori contenuti negli artt. 1, 3 e 4 dello Statuto per i quali le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo, l adozione di norme interpretative in materia tributaria può essere disposta solo in casi eccezionali e con legge ordinaria, qualificando come tali le disposizioni di interpretazione

7 7 autentica e, ancora, non si può disporre con decreto-legge l istituzione di nuovi tributi. Sembra di leggere in trasparenza la controstoria degli ultimi vent anni perché ognuno sa bene quanti tributi, anche non occasionali, sono stati istituiti per decreto-legge e quante leggi interpretative sono state emanate per imporre, con efficacia retroattiva, soluzioni favorevoli alla parte pubblica ancorchè rigettate, e anzi proprio perché rigettate, dalla più autorevole giurisprudenza e quindi in assenza di un qualificato contrasto interpretativo. E, per altro, riduttivo intendere i precetti dello Statuto come una sorta di manifesto di buone intenzioni, come si è opportunatamente precisato [A. URICCHIO (IV.1)], volto a condannare in astratto i comportamenti non esemplari del legislatore, ma inidoneo a ostacolarli in concreto. Esso ha dato, invece, impulso al dibattito sul ruolo dei principi generali che non sembrava né vivo né vivace se tutti lamentavano il piegarsi della dottrina sull esegesi di una raffica di normiciole transeunti e caduche. L art. 1 dello Statuto dispone, infatti, al suo primo comma che le disposizioni della presente legge, in attuazione degli artt. 3, 23, 53 e 97 della Costituzione, costituiscono principi generali dell ordinamento tributario e possono essere derogate o modificate solo espressamente e mai da leggi speciali [G. FALCONE, S. LOMBARDI (IV.2)]. Ebbene la Corte di Cassazione, in apprezzatissime sentenze, smentendo i pavidi e i conformisti (per la replica ad alcune prime letture scettiche dello Statuto rinvio alla mia noterella apparsa in Corr. trib., 2001, 2069 sg.) enucleati, dall art. 1, primo comma, quattro enunciati - a) l autoqualificazione delle disposizioni dello Statuto come attuative della Costituzione; b) il valore di tali norme, come principi generali dell ordinamento tributario; c) il divieto di deroga o modifica delle norme, in modo tacito; d) il divieto di deroga o modifica mediante leggi speciali - ha soggiunto: Quale che possa essere l incidenza dei quattro enunciati normativi contenuti nel primo comma dell art. 1 della legge n. 212 del è certo, però, che alle specifiche clausole

8 8 rafforzative di autoqualificazione delle disposizioni stesse come attuative delle norme costituzionali richiamate e come principi generali dell ordinamento tributario deve essere attribuito un preciso valore normativo. E poiché il tratto comune ai quattro distinti significati della locuzione principi generali dell ordinamento tributario è costituito, quanto meno, dalla superiorità assiologica dei principi espressi o desumibili dalle disposizioni dello Statuto e, quindi, dalla loro funzione di orientamento ermeneutico, vincolante per l interprete.. il dubbio interpretativo o applicativo sul significato e sulla portata di qualsiasi disposizione tributaria che attenga ad ambiti materiali disciplinati dalla legge n. 212/2000 deve essere risolto dall interprete nel senso più conforme ai principi statutari (così Cass. sez.trib., 12 febbraio 2003, n , in Riv.dir.fin., 2003, II, 37 sg. e anche Cass., sez. trib., 30 marzo 2001, n. 4760; si veda anche, per un identico ordine argomentativo con riguardo ai vincoli posti dalla legge n. 142/1990, Corte cost. 9 aprile 1997, n, 111). Fondamentale è, quindi, il ruolo dello Statuto nell interpretazione delle disposizioni tributarie di rango legislativo [L. MURCIANO (IV.3)] così come il Supremo, con la sentenza ora citata (Cass. n ), mostra di condividere l impostazione secondo la quale lo Statuto contiene disposizioni volte a orientare in senso garantistico tutta la prospettiva costituzionale del diritto tributario, per cui, dopo questa sentenza, il collegamento tra diritto tributario e diritto costituzionale appare più stretto e la Costituzione appare più vicina [G. FALCONE (IV.4)]. Si comprende così perché, in una concreta fattispecie (ed è solo un esempio; si controverteva sulla decorrenza degli interessi liquidabili su crediti di imposta) la Corte di Cassazione abbia statuito che se si commette l errore di identificare il legislatore con il Ministero delle finanze, allora la norma in esame può anche essere intesa nel senso che abbia voluto garantire all Erario il minore esborso possibile. Ma se, invece, la volontà legislativa deve essere ricostruita in ragione dei canoni costituzionali di razionalità, uguaglianza, imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione (ai quali si

9 9 richiama anche il recente Statuto del contribuente, art. 1, 1 comma, della L. 27 luglio 2000, n. 212), la norma deve essere esaminata non soltanto nell ottica degli interessi erariali, ma anche in quella degli interessi del contribuente. Anche quando, come nella specie, si tratti di leggi in senso sostanziale emanate dal Governo su delega parlamentare. Anzi, proprio quando si tratti di leggi di parte, la lettura costituzionale deve essere più penetrante (così Cass., sez. trib., 30 marzo 2001, n. 4760). * * * * * * * 5. Alla luce di queste prime osservazioni appare inequivocabile l intento del legislatore dello Statuto di dettare alcune regole che valgano a garantire anche la stabilità e la ponderatezza della legislazione fiscale. Intento encomiabile, ripeto, che ha trovato la sua genesi non solo, e non tanto, nella frequenza degli interventi legislativi, non solo nella loro sovrapposizione ma anche e soprattutto per l'abuso del decreto-legge. Ciò spiega il disposto del citato art. 4, che, recuperando la volontà dei padri costituenti per anni tradita e mortificata, statuisce che non si può disporre con decreto legge l istituzione di nuovi tributi né prevedere l applicazione di tributi esistenti ad altre categorie di soggetti. Orbene non intendo ripercorrere tutte le osservazioni che altrove ho svolto sulla fisiologica utilizzazione del decreto-legge, sul controllo della Corte costituzione sull esistenza dei requisiti previsti dall art. 77 Costituzione e come, pur nel loro rispetto, non si mortifichino le possibilità di scelta del legislatore che può aumentare o diminuire aliquote di tributi esistenti e quindi operare scelte di politica economica che, però, non incidono sulla struttura dell ordinamento tributario esistente [G. MARONGIU (V.1)]. Intendo, però, sottolineare che il precetto contenuto nello Statuto si apprezza proprio alla luce dell insegnamento della Corte costituzione per cui il sindacato sull esistenza e sull adeguatezza dei presupposti della necessità e dell urgenza che legittimano il Governo ad emanare decreti-legge, può essere esercitato a prescindere dai problemi relativi all identificazione dei suoi limiti

10 10 solo in caso di evidente mancanza dei requisiti stessi (così, all interno di una giurisprudenza non sempre univoca, Corte cost. 27 gennaio 1995, n. 29 e id. 6 febbraio 2002, n. 16). Evidenti sono allora le conseguenze in ordine alla possibile deroga dell art. 4 dello Statuto. Se ex art. 77 Cost. particolare deve essere la necessità, se straordinario deve essere il caso, se impellente deve essere l esigenza, con specifico riguardo alla materia tributaria il decreto legge non potrà mai essere utilizzato, in linea di principio, per istituire un tributo destinato a durare, un tributo che connoti, per usare il linguaggio della tradizione, la fiscalità ordinaria. Ciò non significa, essendo lo Statuto derogabile, che il legislatore, nello specifico, non possa ricorrere anche al decreto-legge ma a condizione che esso sia reso necessario dalla riscontrata e comprovata ricorrenza di una situazione eccezionale che consenta di derogare al principio generale contenuto nell art. 4 dello Statuto. In altre parole un qualsiasi decreto-legge può essere dichiarato incostituzionale nel caso di evidente mancanza dei requisiti costituzionali che lo legittimano; un decreto-legge istitutivo di un tributo va dichiarato incostituzionale ove la Corte non accerti l esistenza di una specifica, eccezionale ragione che, nel concreto, lo giustifichi. Ovviamente nessuno può dubitare della legittimità di un decreto che comporti aumenti di aliquote di tributi esistenti perché impellente può essere la necessità di incrementare il gettito, ma proprio questa pacifica conclusione pone un serio e ulteriore interrogativo quando lo stesso scopo (l aumento di gettito) è raggiunto indirettamente mutando in peggio la disciplina esistente di un tributo, di un istituto. Il che significa chiedersi se la comprovata necessità di un maggior gettito giustifichi qualsiasi norma contenuta in un decreto-legge o se il nuovo precetto contenuto in ciascuna di esse debba essere giustificato da una particolare necessità e da una specifica esigenza.

11 11 E il problema che pose, con l ordinanza del 30 ottobre 2000, la Commissione tributaria provinciale di Bologna quando sollevò, anche con riferimento all art. 77 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale della disciplina, nuova, dettata nel 1996 (all interno di un ponderoso decreto legge) per l ammortamento finanziario dei beni gratuitamente devolvibili alle scadenze di una concessione[g. MARONGIU (V.2)]. Dubbio che la Corte costituzionale ha ritenuto non fondato perché il carattere straordinario della situazione cui si è riferita la manovra finanziaria disposta alla fine del 1996, per adeguare i conti pubblici ai parametri previsti dal Trattato di Maastricht, è già stato posto in rilievo da questa Corte, onde, sono ancora parole della Corte, considerata l importanza di tale adeguamento, non può dirsi che la straordinaria necessità e urgenza richiesta dall art. 77 Cost. manchi in modo evidente (così Corte Cost, 6 febbraio 2002, n. 16). Ma la risposta della Corte non mi sembra risolvere appieno il dubbio proposto dal giudice remittente. Anche la Commissione bolognese ben sapeva che il decreto di fine anno nel suo complesso era volto a realizzare i mezzi necessari all ingresso dell Italia nell Unione Europea, ma essa chiedeva che il dubbio fosse risolto anche su un altro versante, quello attinente l esistenza dei requisiti costituzionali con riguardo alla specifica normativa dettata per gli ammortamenti finanziari. Inequivocabile, nell ordinanza di rinvio, era infatti, il riferimento a una normativa esistente da tempo nell ordinamento e implicito il quesito e cioè quale fosse la situazione straordinaria e urgente che ne giustificasse la modificazione. Se questo era il ragionevole dubbio dei giudici bolognesi esso mi sembra rimasto tale perché se fosse sufficiente la necessità di maggiori risorse per giustificare (non solo un esplicito aumento delle aliquote ma) anche il mutamento specifico di uno o di più tessuti normativi volto ad ottenere surrettiziamente solo ed esclusivamente lo stesso scopo, ebbene le necessità di gettito tutto giustificherebbero e tutto potrebbe essere innovato,

12 12 nell ordinamento fiscale, per decreto-legge onde esso, nei fatti più non sarebbe eccezionale, come volevano i padri costituenti, come sancisce la Costituzione e come prevede lo Statuto del contribuente. * * * * * * * 6. Di questo programma, e cioè della manifestata volontà di procedere per principi, si trova una importante applicazione nella norma per la quale le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo, ulteriormente rinforzata dal precetto per il quale il ricorso alle norme interpretative in materia tributaria è ammesso solo in casi eccezionali e con legge ordinaria qualificando come tali le disposizioni di interpretazione autentica (in relazione a questa tematica bene si può apprezzare l ulteriore precetto dello Statuto per il quale relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono ). Al riguardo non si può certo riandare a tutto quanto è stato scritto dai lontani anni 60 in cui la questione di legittimità costituzionale delle norme tributarie retroattive fu posta soprattutto con riguardo all art. 53 Cost. [F. MOSCHETTI, K. TIPKE, V. MASTROIACOVO (VI.1)]. E sufficiente ricordare il consolidato insegnamento della Corte Costituzionale per la quale l irretroattività in sé costituisce un principio generale del nostro ordinamento (art. 11 preleggi) e, se pur non elevato, fuori della materia penale, a dignità costituzionale (art. 25 comma 2 Cost.), rappresenta pur sempre una regola cui, salva un effettiva causa giustificatrice, il legislatore deve ragionevolmente attenersi, in quanto la certezza costituisce un indubbio cardine della civile convivenza e della tranquillità dei cittadini (così Corte cost., 4 aprile 1990, n. 155). Sicchè, sono ancora parole della Corte, il legislatore ordinario, nel rispetto di tale limite, può emanare norme retroattive purché esse trovino adeguata giustificazione sul piano della ragionevolezza e non si pongano in contrasto con altri valori e interessi costituzionalmente protetti così da incidere

13 13 arbitrariamente sulle situazioni sostanziali poste in essere da leggi precedenti (così Corte cost, 13 ottobre 2000, n. 419 e anche Corte cost. 4 novembre 1999, n. 416 e Corte cost., 24 luglio 2000, n. 341). Valori fra i quali si pongono: a) l affidamento del cittadino nella sicurezza giuridica, principio che quale elemento essenziale dello Stato di diritto, non può essere leso da norme con effetti che incidano irragionevolmente su situazioni regolate da leggi precedenti (così le sentenze 4 novembre 1999 n. 416 e n. 211 del 1997) [P. CARNEVALE (VI.2)]; b) e il principio del rispetto delle funzioni costituzionalmente riservate al potere giudiziario, ciò che vieta di intervenire per annullare gli effetti del giudicato o di incidere intenzionalmente su concrete fattispecie sub judice (così Corte cost., 22 novembre 2000, n. 525). Orbene se questo è l insegnamento della Corte, il precetto contenuto nello Statuto, che è principio generale dell ordinamento tributario, lo conforta e lo irrobustisce con riguardo alla disciplina dei tributi là dove statuisce che salvo quanto previsto dall art. 1, comma 2 (per le norme interpretative), le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo. Infatti, insegna il Supremo Collegio, proprio perché a queste specifiche clausole rafforzative di autoqualificazione delle disposizioni stesse deve essere attribuito un preciso valore normativo e interpretativo ogni qualvolta una normativa fiscale sia suscettibile di una duplice interpretazione, una che ne comporti la retroattività e una che l escluda, l interprete dovrà dare preferenza a questa seconda interpretazione come conforme a criteri generali introdotti con lo Statuto del contribuente e attraverso di essi ai valori costituzionali intesi in senso ampio e interpretati direttamente dallo stesso legislatore attraverso lo Statuto (così Cass., sez. trib., 14 aprile 2004, n. 7680, in Corr.trib. 2004, n. 28, con nota di G. Marongiu; la sentenza è importante non solo per l affermazione di principio ma per la concreta applicazione fattane in un rilevante caso concreto).

14 14 In perfetta adesione all insegnamento della dottrina e della giurisprudenza, e cioè perché l affidamento del cittadino nella sicurezza giuridica è un elemento essenziale dello Stato di diritto (così Corte cost. 4 novembre 1999, n. 416), lo Statuto ha confermato che anche le norme interpretative non possono che essere eccezionali, la regola generale essendo la irretroattività delle disposizioni fiscali (amplius si veda infra al par 6.2). Certo si possono derogare questi principi costituzionalmente protetti ma l interprete deve, di volta in volta, accertare se una norma fiscale retroattiva trova conforto in una specifica ed effettiva causa giustificatrice. * * * * * 6.1. Dalle considerazioni svolte ha soggiunto la Corte di Cassazione, relativamente alla materia tributaria consegue che il principio della tutela del legittimo affidamento deve essere applicato, ove ne sussistano i presupposti e secondo le circostanze del caso concreto, in tutti i rapporti tributari, anche se sorti, quale quello di specie, in epoca anteriore all entrata in vigore della legge n. 212 del 2000 ( così Cass., n del 2002 cit.). Il principio generale, ben si intende, si applica a tutti i tributi e non solo a quelli periodici. E'vero, infatti, che a questi ultimi si riferisce il secondo periodo del primo comma dell'art. 3 dello Statuto, ma il primo periodo dello stesso primo comma statuisce come regola generale che "le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo": e questo precetto è talmente generale e "incisivo" che non può non ricomprendere, tutti i tributi, anche quelli istantanei. Come pure la tutela dello Statuto, va precisato, è volta a precludere l'emanazione di norme tributarie retroattive a danno del contribuente e non certo di quella che, rispetto ai soggetti passivi, si risolvano in scelte in bonam partem. Lo ha puntualizzato la Corte di Cassazione che il cosiddetto Statuto del contribuente è uno strumento di garanzia del contribuente e, quindi, mentre serve ad arginare il potere dell'erario nei confronti del soggetto più debole del rapporto di imposta, non può ostacolare l'approvazione di disposizioni che

15 15 siano a favore del contribuente, che si risolvano eventualmente in un ulteriore autolimitazione del potere legislativo (una sorta di autotutela legislativa)" (così Cass., 21 aprile 2001, n. 5931). Soggiungo che l insegnamento della Corte costituzionale, fondato sull affidamento, può trovare applicazione in tutti i casi astrattamente ipotizzabili e "non soltanto quando la legge ponga a base della prestazione un fatto verificatosi nel passato o quando essa alteri, modifichi o trasformi, con effetto retroattivo, gli elementi essenziali dell'obbligazione tributaria e i criteri di valutazione che vi sono connessi, quali risultano da una precedente normativa" (così Corte cost., 16 giugno 1964, n. 45): in questi casi, di vera e propria retroattività, si possono delineare sotto il profilo della non ragionevolezza, problemi di affidamento e di retroattività quando la tassazione incida sul passato, con aggravio impositivo rispetto a specifici rapporti (così Corte cost., 24 luglio 2000, n. 341). Ma uguale tutela deve riconoscersi nei confronti di quei precetti che, pur intervenendo prima della chiusura di un periodo di imposta, siano allo stesso applicabili ridisciplinando atti od operazioni anteriori alla novella normativa poichè, anche in tal caso, si assiste alla rivalutazione di un fatto passato ad opera di una legge successiva e si possono, quindi, porre problemi di incostituzionalità per violazione del principio dell affidamento. Anche in questo caso nel relativo sindacato dovrà ricercarsi la specifica causa giustificatrice della normativa sopraggiunta ed essa potrà essere rinvenuta nell esigenza di evitare evasioni, frodi o abusi nonché nella necessità di rendere chiara una disciplina dall interpretazione controversa. Dubito che possano valere le esigenze di cassa perché, se esse fossero sufficienti, la retroattività della norma tributaria cesserebbe dall'essere eccezionale e giustificata solo da obiettive, specifiche esigenze, come deve essere, essendo evidente che l applicazione di una disciplina nuova, più pesante, restrittiva e punitiva (non solo per il futuro ma) anche per il passato comporta, ovviamente, un incremento del gettito [G. MARONGIU (VI.3)].

16 16 * * * * * * 6.2. Nella stessa logica, lo Statuto ha inteso sottolineare l eccezionalità delle norme interpretative, opponendosi, così, al loro uso e abuso perpetrato per lustri. E ancora una volta ha intercettato l insegnamento della Corte costituzionale come si evince dalla disamina del dubbio che la Cassazione prospettò con riferimento agli artt., 3, primo comma, e 24, secondo comma, della Costituzione, nei confronti di una norma che sanciva l interpretazione autentica dell art. 38, comma 2, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n La Corte ribadito che occorre in particolare soffermarsi sull affidamento del cittadino nella sicurezza giuridica, ricordato che Tale principio deve valere anche in materia processuale, dove si traduce nell esigenza che le parti conoscano il momento in cui sorgono oneri con effetti per loro pregiudizievoli, nonché nel legittimo affidamento delle parti stesse nello svolgimento del giudizio secondo le regole vigenti all epoca del compimento degli atti processuali (cfr. la sentenza n. 11 del 1998) così ha deciso: La norma impugnata dà una interpretazione del citato art. 38, comma 2, che non era fra quelle accolte in sede giudiziale ed era nettamente minoritaria anche nella dottrina: come rileva il giudice a quo, anche il contribuente più scrupoloso difficilmente avrebbe potuto pensare che la notifica delle sentenze tributarie di secondo grado, ricorribili per cassazione, dovesse essere effettuata presso l Avvocatura distrettuale dello Stato, ma tutt al più presso quella generale. Sono state così rese inefficaci, ai fini della decorrenza del termine breve di impugnazione, le notifiche operate sia presso l Avvocatura generale, sia presso i singoli uffici finanziari, consentendo all Amministrazione la possibilità di ricorrere contro decisioni che, altrimenti, avrebbero dovuto essere ritenute coperte dal giudicato. La volontà di chiarire il senso dell anzidetto art. 38, comma 2, del D.Lgs. n. 546 del 1992 e le eventuali pur legittime, considerazioni di convenienza del legislatore non avrebbero, quindi, dovuto portare a dichiarare applicabile anche

17 17 per il passato la nuova disciplina delle notifiche delle sentenze tributarie, poiché in questo modo è stato frustrato l affidamento dei soggetti nella possibilità di operare sulla base delle condizioni normative presenti nell ordinamento in un dato periodo storico, senza che vi fosse una ragionevole necessità di sacrificare tale affidamento nel bilanciamento con altri interessi costituzionali (cfr. la sentenza n. 211 del 1997). Detta fondamentale esigenza di garanzia si arresta, peraltro, nel momento in cui la norma interpretativa è entrata in vigore. Deve, pertanto, dichiararsi illegittima, per violazione dell art. 3 della Costituzione, la sola parte della norma impugnata che estende anche al passato l interpretazione autentica dell art. 38, comma 2, del D.Lgs. n. 546 del 1992 (così Corte cost, 22 novembre 2000, n. 525). * * * * * * 7. Lo Statuto dei diritti del contribuente esplicitamente richiama non solo gli artt. 3, 23 e 53 della Costituzione ma anche l art. 97 [F. D AYALA VALVA (VII.1)] secondo il quale i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge in modo che siano assicurati il buon andamento e l imparzialità dell amministrazione. Il riferimento non deve stupire perchè già il Supremo Collegio insegnò e insegna che anche l Amministrazione finanziaria non è un qualsiasi soggetto giuridico, ma è una pubblica amministrazione. Tale veste, come le attribuisce speciali diritti funzionali che assicurino nella maniera più ampia e spedita il perseguimento delle sue finalità nell interesse collettivo, così, per la stessa ragione, la obbliga all osservanza di particolari doveri prima fra tutti quelli dell imparzialità espressamente sancito dall art. 97 della Costituzione (così Cass., sez. I, 29 marzo 1990, in Dir. prat. tribut., 1990, II, 1230). E la stessa Corte di Cassazione non si limitò a ricordare la norma costituzionale ma ne fece applicazione in una specifica controversia tributaria. Importante questa sentenza perché se, da tempo, i privatisti avevano avviato la discussione sull applicabilità del principio di buona fede all obbligazione

18 18 tributaria [F. BENATTI (VII.2)], il riferimento all art. 97 consentiva di recuperare anche le intuizioni e l insegnamento dei giuspubblicisti. Costoro, infatti, insegnavano e insegnano che se è vero che l imparzialità può essere vista sotto un profilo oggettivo come norma di comportamento dell amministrazione e come tutela della stessa amministrazione, collegandosi così al principio di legalità e a quello di uguaglianza, non può nemmeno escludersi che essa debba essere vista sotto il profilo soggettivo che, in definitiva, significa non tanto che l amministrazione debba proporsi il perseguimento di interessi obiettivi, quanto il dovere di adozione di criteri di equità, di buona fede, di parità di trattamento ciò che qualifica la sua azione come quella di un soggetto teso alla soddisfazione di fini pubblici. L imparzialità si risolve, dunque, in un dovere di buona fede oggettivo [F. BENVENUTI, P. VIRGA (VII.3)] In sintesi la nozione di buon andamento non si riduceva più solo alla rapidità,alla semplicità, all efficacia dell attività amministrativa ma coinvolgeva anche il rispetto della fiducia creata nei cittadini e la lealtà dell agire onde una volta assunto un dato comportamento il soggetto pubblico è tenuto a non discostarsene rispetto ai rapporti in essere. Ebbene, sotto la duplice spinta della dottrina, privatistica e pubblicistica, anche la giurisprudenza teorica e pratica tributaria, quella più sensibile, a metà degli anni 80, iniziò a ragionare in termini di buona fede e di affidamento [G. MARONGIU (VII.4)] contribuendo a formare il convincimento che, in applicazione del principio dell affidamento, se in una sua circolare l amministrazione finanziaria ha espresso l avviso che una certa fattispecie non è tassabile e poi muta orientamento, deve astenersi dal sottoporre ad imposta la fattispecie verificatasi prima del mutamento di opinione [F. TESAURO, G. FALSITTA (VII.5)]. Di lì a pochi anni, proprio chi all approfondimento del tema e all affermazione della soluzione testé ricordata ha dato un contributo importante chiudeva il proprio lavoro con l auspicio che la legge recante lo Statuto dei diritti del

19 19 contribuente, in atto all attenzione del Parlamento, nel garantire il diritto all informazione, disciplini espressamente l emissione e gli effetti delle circolari interpretative [S. SAMMARTINO (VII.6)]. * * * * * * 7.1. Ebbene l auspicio si è avverato e il nostro paese si è così allineato ai modelli legislativi più avanzati, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia. Statuisce, infatti, l articolo 10 dello Statuto che i rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio della collaborazione [F. D AYALA VALVA (VII.7)] e della buona fede [E. DELLA VALLE, M.C. FREGNI, A. COLLI VIGNARELLI, D. STEVANATO (VII.8)]. Se anche il principio di collaborazione non é privo di pratiche conseguenze (secondo la Corte di Cassazione nel caso in cui un contribuente deduca in giudizio che la prova di una determinata circostanza a lui favorevole emerge dalla documentazione detenuta dall amministrazione finanziaria, questa è tenuta a pronunciarsi in maniera espressa e non generica sull effettivo possesso degli atti in questione proprio in virtù del principio di collaborazione ) (si veda Cass. 14 novembre 2001, n 14141), ben altro è il rilievo della buon fede. Se nel 1999 si scriveva, correttamente, che il riconoscimento della tutelabilità dell affidamento muove in Italia i primi passi [G. FALSITTA (VII.9)], la disciplina intervenuta l anno dopo è andata ben oltre i primi passi. E sufficiente leggere il ricordato articolo 10 e coordinarlo, ove ve ne fosse necessità, con l articolo 5 sul dovere di informazione. E invero, se l amministrazione finanziaria ha l obbligo di portare a conoscenza dei contribuenti tempestivamente, e con i mezzi idonei, tutte le circolari e le risoluzioni emanate, non si può non creare il generale convincimento che la stessa amministrazione si comporterà in coerenza con le interpretazioni e le indicazioni date, esplicitate e diffuse nelle stesse circolari.

20 20 Il che non significa che l amministrazione non possa mutare orientamento interpretativo ma per il futuro e quindi salvaguardando le informazioni date, gli impegni assunti e i conseguenti affidamenti. * * * * ** 7.2. In sintesi, proprio dal primo comma dell art. 10, che esplicitamente richiama la buona fede, ne escono rafforzate le conclusioni già assunte quando il principio generale di buona fede non era ancora normativizzato in quanto si tratta di principio immanente nel diritto e nell ordinamento tributario. Fermo rimanendo che buona fede e affidamento [M. LOGOZZO, E. DELLA VALLE (VII.10)], per quanto vengano avvicinati, non costituiscono fenomeni sovrapponibili e che l'una e l altro non devono connotare solo l azione amministrativa ma anche le scelte del legislatore: è significativo al riguardo che, secondo l art. 3 dello Statuto, i termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti di imposta non possono essere prorogati [V. FICARI (VII.11)]. Per affidamento si intende, infatti, lo stato psicologico di chi ha fiducia in qualcosa o in qualcuno mentre il sintagma buona fede, come è noto, ha due accezioni una soggettiva ed una oggettiva. In particolare, con esso si fa riferimento sia allo stato psicologico di chi ritiene di avere agito jure (ed in tal caso si parla di buona fede soggettiva), sia ad una regola di correttezza che impone atteggiamenti leali, non capziosi e vieta il c.d. venire contra factum proprium e cioè il tradire le legittime aspettative altrui, originate da un proprio precedente comportamento (e qui si parla di buona fede oggettiva). Si può, quindi, muovere dalla premessa e concludere (scrive la Corte di Cassazione), con specifico riferimento al principio della tutela del legittimo affidamento del cittadino nella sicurezza giuridica quale elemento essenziale dello Stato di diritto, ancorato dalla Corte costituzionale al principio di eguaglianza dinanzi alla legge, sub specie del rispetto del canone della ragionevolezza, di cui all art. 3 comma 1 Cost. che il principio stesso, mutuato da quelli civilistici della buona fede e dell affidamento incolpevole nei rapporti fondati sulla autonomia privata, è immanente in tutti i rapporti di

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Affari legali e Contenzioso Settore Strategie Difensive Ufficio contenzioso imprese e lavoratori autonomi Direzione centrale Accertamento Settore Grandi contribuenti

Dettagli

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO a cura Cosimo Turrisi L autotutela tributaria è un procedimento amministrativo di secondo grado che consente, in ossequio ai principi di cui

Dettagli

Febbraio 2015. L imposta sostitutiva sui finanziamenti ex DPR 601/1973. Una storia infinita

Febbraio 2015. L imposta sostitutiva sui finanziamenti ex DPR 601/1973. Una storia infinita Febbraio 2015 L imposta sostitutiva sui finanziamenti ex DPR 601/1973. Una storia infinita Paola Flora, Responsabile Servizio Consulenza e Compliance Fiscale UBI Banca, e Stefano Loconte, Professore a

Dettagli

COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI

COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI Studio n. 100/2003/T DECADENZA DALLE C.D. AGEVOLAZIONI PRIMA CASA Approvato dalla Commissione studi tributari il 19 dicembre 2003. 1. Introduzione Con il comma 5 dell art. 41

Dettagli

Prima pronuncia di merito a favore della cedibilità del credito IVA infrannuale

Prima pronuncia di merito a favore della cedibilità del credito IVA infrannuale Prima pronuncia di merito a favore della cedibilità del credito IVA infrannuale Per anni l Amministrazione Finanziaria ha mantenuto un atteggiamento assolutamente restrittivo nei confronti della cedibilità

Dettagli

Dichiarazione annuale IVA: mancato riporto del credito

Dichiarazione annuale IVA: mancato riporto del credito IVA Dichiarazione annuale IVA: mancato riporto del credito di Salvatore Servidio Con risoluzione n. 74/E del 19 aprile 2007, l Agenzia delle Entrate si è occupata di un istanza di interpello presentata

Dettagli

COMUNE DI NONANTOLA PROVINCIA DI MODENA CARTA DEI SERVIZI DEL CONTRIBUENTE

COMUNE DI NONANTOLA PROVINCIA DI MODENA CARTA DEI SERVIZI DEL CONTRIBUENTE COMUNE DI NONANTOLA PROVINCIA DI MODENA CARTA DEI SERVIZI DEL CONTRIBUENTE Approvato con deliberazione del C.C. n. 40 del 31/05/2001 INDICE Articolo 1 Articolo 2 Articolo 3 Articolo 4 Articolo 5 Articolo

Dettagli

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009 CIRCOLARE N. 46/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 3 novembre 2009 OGGETTO: Deducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti ed imprese domiciliate fiscalmente

Dettagli

Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale

Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale di Francesco Mingiardi e Luigi Patricelli Sommario: 1. La Giurisdizione - 2. La

Dettagli

ALL. 2 PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

ALL. 2 PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA ALL. 2 PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA Direttiva in materia di annullamento d ufficio di provvedimenti illegittimi, ai sensi dell articolo 1, comma 136, della

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI PER I DIRITTI DEL CONTRIBUENTE INDICE ARTICOLI

CARTA DEI SERVIZI PER I DIRITTI DEL CONTRIBUENTE INDICE ARTICOLI CARTA DEI SERVIZI PER I DIRITTI DEL CONTRIBUENTE INDICE ARTICOLI Art.1 Oggetto del Regolamento Art.2 Chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie Art.3 Chiarezza e motivazione degli atti Art.4

Dettagli

Indagini bancarie aperte a tutti.

Indagini bancarie aperte a tutti. Indagini bancarie aperte a tutti. Ok all uso della presunzione in generale sull attività di accertamento che, pertanto, valgono per la rettifica dei redditi di qualsiasi contribuente autonomo pensionato

Dettagli

OGGETTO: Istruzioni sulla trattazione delle richieste di consulenza giuridica

OGGETTO: Istruzioni sulla trattazione delle richieste di consulenza giuridica CIRCOLARE n. 42/E Direzione Centrale Normativa Roma, 5 AGOSTO 2011 OGGETTO: Istruzioni sulla trattazione delle richieste di consulenza giuridica Indice 1. Premessa... 2. Informazione e assistenza ai contribuenti.

Dettagli

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma

Dettagli

OGGETTO: IL RILANCIO DEL REDDITOMETRO: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE

OGGETTO: IL RILANCIO DEL REDDITOMETRO: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE OGGETTO: IL RILANCIO DEL REDDITOMETRO: LE INDICAZIONI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE Nell ambito del sistema di accertamento nei confronti delle persone fisiche, trovano nuova linfa le disposizioni che definiscono

Dettagli

Autotutela e giudicato. Roma, 11 giugno 2013 Docente Prof. a c. Avv. Giuseppe Mazzuti

Autotutela e giudicato. Roma, 11 giugno 2013 Docente Prof. a c. Avv. Giuseppe Mazzuti Autotutela e giudicato Roma, 11 giugno 2013 Docente Prof. a c. Avv. Giuseppe Mazzuti Quesiti posti a fine giornata del 30 maggio 2013 -Art. 58 produzione documenti nuovi -Prescrizione spese processuali

Dettagli

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione. Dipartimento della funzione pubblica Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni Prot. n. 23/11 Roma, Parere n. 196/04 Al Ministero dell interno Dipartimento per gli affari interni e territoriali

Dettagli

PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE

PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE A) PREMESSA Il Consiglio Comunale di Lecce con la deliberazione n. 56 del 01 agosto 2012 ha approvato il regolamento per la definizione agevolata della

Dettagli

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004 Svolgimento del processo Su domanda proposta da M. P., titolare di pensione di invalidità dal 1977, il Tribunale di Alessandria

Dettagli

COMUNE DI S. GIORGIO DI NOGARO Provincia di Udine

COMUNE DI S. GIORGIO DI NOGARO Provincia di Udine COMUNE DI S. GIORGIO DI NOGARO Provincia di Udine REGOLAMENTO COMUNALE per l applicazione dell istituto dell ACCERTAMENTO CON ADESIONE e dell AUTOTUTELA AMMINISTRATIVA Approvato con deliberazione C.C.

Dettagli

LeggeMania ~ Quos ego

LeggeMania ~ Quos ego LeggeMania ~ Quos ego L AZIONE RISARCITORIA NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO Il codice del processo amministrativo ha inciso in modo consistente sull azione di condanna al risarcimento del danno. Prima dell

Dettagli

Circolare N. 154 del 5 Novembre 2015

Circolare N. 154 del 5 Novembre 2015 Circolare N. 154 del 5 Novembre 2015 Reati penali fiscali: per le fattispecie elusive il contribuente va assolto Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che la Cassazione, con una recente

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

SOGGETTIVITA PASSIVA IRAP: IL PROFESSIONISTA E LA SOCIETA DI SERVIZI a cura di Giovanni Valcarenghi e Sergio Pellegrino

SOGGETTIVITA PASSIVA IRAP: IL PROFESSIONISTA E LA SOCIETA DI SERVIZI a cura di Giovanni Valcarenghi e Sergio Pellegrino SOGGETTIVITA PASSIVA IRAP: IL PROFESSIONISTA E LA SOCIETA DI SERVIZI a cura di Giovanni Valcarenghi e Sergio Pellegrino Premessa L avvicinarsi del termine di presentazione della dichiarazione dei redditi

Dettagli

STUDIO LEGALE PILEGGI

STUDIO LEGALE PILEGGI Ch.mo Prof. Pietro Ichino Via Mascheroni, 31 20145 Milano Oggetto: illegittima tassazione prestazioni in linea capitale (c.d. zainetto); richiesta pagamento maggiori somme trattenute e risarcimento danni.

Dettagli

COMUNE DI CINETO ROMANO PROVINCIA DI ROMA

COMUNE DI CINETO ROMANO PROVINCIA DI ROMA COMUNE DI CINETO ROMANO PROVINCIA DI ROMA REGOLAMENTO GENERALE DELLE ENTRATE Approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 21 del 02.05.2007 Modificato con Delibera del Consiglio n. 52 del 20.12.2007

Dettagli

Sent. n. 26298 del 29 dicembre 2010 (ud. dell 8 novembre 2010) della Corte Cass., Sez. tributaria Pres. Panebianco, Rel. Magno

Sent. n. 26298 del 29 dicembre 2010 (ud. dell 8 novembre 2010) della Corte Cass., Sez. tributaria Pres. Panebianco, Rel. Magno Sent. n. 26298 del 29 dicembre 2010 (ud. dell 8 novembre 2010) della Corte Cass., Sez. tributaria Pres. Panebianco, Rel. Magno Fatto e diritto - 1.- Dati del processo. 1.1.- L agenzia delle entrate ricorre,

Dettagli

CIRCOLARE N. 12/2002

CIRCOLARE N. 12/2002 CIRCOLARE N. 12/2002 PROT. n 96362 ENTE EMITTENTE: Direzione dell Agenzia. OGGETTO: Art. 15 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 - Corretta individuazione del presupposto oggettivo - Esame di ulteriori

Dettagli

CIRCOLARE N. 28/E. Roma, 28 maggio 2010

CIRCOLARE N. 28/E. Roma, 28 maggio 2010 CIRCOLARE N. 28/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 28 maggio 2010 OGGETTO: IRAP autonoma organizzazione giurisprudenza della Corte di cassazione ulteriori istruzioni operative per la

Dettagli

Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione. perché in presenza di un procedimento annullato in sede giudiziale o per l infruttuosa

Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione. perché in presenza di un procedimento annullato in sede giudiziale o per l infruttuosa Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione Premessa La disciplina del risarcimento del danno arrecato dalla Pubblica Amministrazione, qualora la stessa avesse occupato aree di proprietà

Dettagli

TUTELA DEL PAESAGGIO E DEI BENI CULTURALI

TUTELA DEL PAESAGGIO E DEI BENI CULTURALI TUTELA DEL PAESAGGIO E DEI BENI CULTURALI Regione Lombardia Legge della Regione Lombardia 31 luglio 2012, n. 16, recante «Valorizzazione dei reperti mobili e dei cimeli appartenenti a periodi storici diversi

Dettagli

CIRCOLARE N. 18/E. Roma, 28 aprile 2015

CIRCOLARE N. 18/E. Roma, 28 aprile 2015 CIRCOLARE N. 18/E Direzione Centrale Normativa Roma, 28 aprile 2015 OGGETTO: Addizionale IRES per il settore energetico (c.d. Robin Hood Tax) - Articolo 81, commi 16, 17 e 18, del decreto legge 25 giugno

Dettagli

REGOLAMENTO GENERALE DELLE ENTRATE COMUNALI

REGOLAMENTO GENERALE DELLE ENTRATE COMUNALI REGOLAMENTO GENERALE DELLE ENTRATE COMUNALI Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 12 del 03/02/2000 Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 8 del 31/01/2002 Modificato con

Dettagli

RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso

RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso RR RISOLUZIONE N. 60/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2005 OGGETTO: Istanza di interpello. X S.r.l. Trasformazione di società di capitali in società di persone e deducibilità

Dettagli

COMUNE DI URBINO SETTORE AFFARI INTERNI, CULTURA E TURISMO SERVIZIO FINANZIARIO UFFICIO TRIBUTI REGOLAMENTO GENERALE

COMUNE DI URBINO SETTORE AFFARI INTERNI, CULTURA E TURISMO SERVIZIO FINANZIARIO UFFICIO TRIBUTI REGOLAMENTO GENERALE COMUNE DI URBINO SETTORE AFFARI INTERNI, CULTURA E TURISMO SERVIZIO FINANZIARIO UFFICIO TRIBUTI REGOLAMENTO GENERALE PER LA GESTIONE DELLE ENTRATE COMUNALI APPROVATO con delibera di C.C. n. 19 del 28 Febbraio

Dettagli

RISOLUZIONE N. 195/E

RISOLUZIONE N. 195/E RISOLUZIONE N. 195/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2008 OGGETTO: Istanza di interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Modalità di esercizio delle variazioni IVA in

Dettagli

RISOLUZIONE N. 46/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 46/E QUESITO RISOLUZIONE N. 46/E Direzione Centrale Normativa Roma, 5 luglio 2013 OGGETTO: Consulenza giuridica Uffici dell Amministrazione finanziaria. Imposta di registro. Determinazione della base imponibile degli

Dettagli

\ CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE UFFICIO DEL MASSIMARIO E DEL RUOLO CENTRO ELETTRONICO DI DOCUMENTAZIONE

\ CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE UFFICIO DEL MASSIMARIO E DEL RUOLO CENTRO ELETTRONICO DI DOCUMENTAZIONE \ CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE UFFICIO DEL MASSIMARIO E DEL RUOLO CENTRO ELETTRONICO DI DOCUMENTAZIONE SCHEDA INFORMATIVA SU : IL GIUDICATO ESTERNO NEL PROCESSO TRIBUTARIO A) SCELTA DEL TEMA : RAGIONI.

Dettagli

Dottore Commercialista Revisore Contabile

Dottore Commercialista Revisore Contabile LE COMUNICAZIONI DI IRREGOLARITA': DISCIPLINA E POSSIBILI SOLUZIONI A FAVORE DEL CONTRIBUENTE a cura del Dott. Vito e in Bitonto (BA) Le comunicazioni derivanti dai controlli automatici e dai controlli

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DECRETO 20 LUGLIO 2012, N. 140 Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolamentate

Dettagli

Documento di studio e approfondimento.

Documento di studio e approfondimento. Documento di studio e approfondimento. Insufficiente versamento del saldo dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi; ravvedimento parziale, conseguenze 1. La fattispecie 1.1 Premessa Le disposizioni

Dettagli

RISOLUZIONE N. 234/E

RISOLUZIONE N. 234/E RISOLUZIONE N. 234/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 24 agosto 2009 provinciali OGGETTO:Istanza di interpello - trasmissione delazione ereditaria obbligo di presentazione della dichiarazione

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA DEL 22 GIUGNO 2011, N. 13642

CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA DEL 22 GIUGNO 2011, N. 13642 CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA DEL 22 GIUGNO 2011, N. 13642 Svolgimento del Processo La controversia concerne l impugnazione da parte del contribuente del silenzio rifiuto opposto dall amministrazione ad

Dettagli

COMUNE DELLA SPEZIA DIPARTIMENTO 1 REGOLAMENTO GENERALE DELLE ENTRATE

COMUNE DELLA SPEZIA DIPARTIMENTO 1 REGOLAMENTO GENERALE DELLE ENTRATE COMUNE DELLA SPEZIA DIPARTIMENTO 1 REGOLAMENTO GENERALE DELLE ENTRATE Approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 24 del 19.7.2004 e Modificato con Deliberazione C.C. n. 10 del 29/03/2007 Modificato

Dettagli

Roma, 12 aprile 2012. Prot. n. 2012/55377. OGGETTO: Contenzioso tributario - Giudizi concernenti atti della riscossione - Istruzioni operative

Roma, 12 aprile 2012. Prot. n. 2012/55377. OGGETTO: Contenzioso tributario - Giudizi concernenti atti della riscossione - Istruzioni operative CIRCOLARE N.12/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 aprile 2012 Prot. n. 2012/55377 OGGETTO: Contenzioso tributario - Giudizi concernenti atti della riscossione - Istruzioni operative

Dettagli

L assenza dell imputato nel processo penale, dopo la legge 28 aprile 2014, n. 67.

L assenza dell imputato nel processo penale, dopo la legge 28 aprile 2014, n. 67. L assenza dell imputato nel processo penale, dopo la legge 28 aprile 2014, n. 67. di G. MAZZI (Intervento al Corso avvocati presso Il Tribunale militare di Roma il 20 novembre 2014) 1. Considerazioni generali.

Dettagli

CIRCOLARE n. 8/T del 24 settembre 2002

CIRCOLARE n. 8/T del 24 settembre 2002 CIRCOLARE n. 8/T del 24 settembre 2002 ART. 15 DEL D.P.R. 29 SETTEMBRE 1973, N. 601. FATTISPECIE NEGOZIALI CONTENENTI CLAUSOLE CHE INFLUISCONO SULLA DURATA DELL OPERAZIONE DI FINANZIAMENTO. PROBLEMATICHE

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 27 gennaio 2015, n. 1476

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 27 gennaio 2015, n. 1476 CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 27 gennaio 2015, n. 1476 Svolgimento del processo La Corte d appello di Trieste, con la sentenza indicata in epigrafe, ha confermato, riunendo i giudizi, le tre sentenze

Dettagli

SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE REGIONI ORDINARIE

SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE REGIONI ORDINARIE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE REGIONI ORDINARIE Sentenza N. 299 del 19 dicembre 2012 Materia: Concorrenza, livello essenziale delle prestazioni e commercio Giudizio: Legittimità costituzionale in

Dettagli

Anna Teresa Paciotti. Presidente Canevari Relatore Coletti De Cesare. Ritenuto in fatto

Anna Teresa Paciotti. Presidente Canevari Relatore Coletti De Cesare. Ritenuto in fatto Redditi percepiti per lo svolgimento di attività connesse all esercizio della libera professione.sono soggetti alla imposizione contributiva delle Casse di previdenza Corte di Cassazione Sentenza n. 14684/2012

Dettagli

COMUNE DI MONTECALVO IN FOGLIA Provincia di Pesaro e Urbino

COMUNE DI MONTECALVO IN FOGLIA Provincia di Pesaro e Urbino COMUNE DI MONTECALVO IN FOGLIA Provincia di Pesaro e Urbino REGOLAMENTO GENERALE PER LA GESTIONE DELLE ENTRATE COMUNALI Approvato con delibera del C.C. n. 14 del 30/03/2007 INDICE FINALITA Articolo 1 DISCIPLINA

Dettagli

COMUNE DI LAZZATE Provincia di Milano

COMUNE DI LAZZATE Provincia di Milano COMUNE DI LAZZATE Provincia di Milano Regolamento generale delle entrate comunali Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n 8 del 25.01.1999 Modificato con deliberazioni del Consiglio Comunale

Dettagli

Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale

Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale Brevi note sulla differenza tra contratto autonomo di garanzia e contratto di fideiussione alla luce dell'analisi giurisprudenziale Corte di Cassazione, sezione terza civile, Sentenza del 7 gennaio 2004,

Dettagli

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della

Dettagli

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 21 giugno 2010

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 21 giugno 2010 CIRCOLARE N. 37/E Roma, 21 giugno 2010 Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso OGGETTO: Articolo 3 del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010,

Dettagli

LA REVISIONE DELLE SANZIONI PENALI TRIBUTARIE

LA REVISIONE DELLE SANZIONI PENALI TRIBUTARIE LA REVISIONE DELLE SANZIONI PENALI TRIBUTARIE LA REVISIONE DELLE SANZIONI PENALI TRIBUTARIE D.Lgs. n. 74/2000 Artt. da 1 a 14, D.Lgs. n. 158/2015 Con la pubblicazione sulla G.U. del Decreto attuativo della

Dettagli

CIRCOLARE N. 8/2007. DESTINATARI: Direzioni Centrali, Direzioni Regionali, Uffici Provinciali CIRCOLARI DELL ENTE MODIFICATE: nessuna

CIRCOLARE N. 8/2007. DESTINATARI: Direzioni Centrali, Direzioni Regionali, Uffici Provinciali CIRCOLARI DELL ENTE MODIFICATE: nessuna CIRCOLARE N. 8/2007 PROT. n. 49031 ENTE EMITTENTE: Direzione Agenzia del Territorio. OGGETTO: Contenzioso tributario - Riassunzione del giudizio a seguito di sentenze della Corte di Cassazione - Effetti

Dettagli

MASSIMARIO DELLE DECISIONI. Napoli, 6 febbraio 2015

MASSIMARIO DELLE DECISIONI. Napoli, 6 febbraio 2015 MASSIMARIO DELLE DECISIONI Napoli, 6 febbraio 2015 Cass. civ., sez. trib., 05-11-2014, n. 23550. In tema d imposte sui redditi, è legittimo il ricorso all accertamento analitico-induttivo del reddito d

Dettagli

Michela Eugenia Vasari. (Avvocato) 21 marzo 2007

Michela Eugenia Vasari. (Avvocato) 21 marzo 2007 IL MANDATO QUALE LIMITE DEL DIRITTO DI ACCESSO DEI CONSIGLIERI COMUNALI, ORA ANCHE SOTTO IL PROFILO DELLE MODALITÀ DI ESERCIZIO (NOTA A SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO N. 6960/2006) di Michela Eugenia

Dettagli

STUDIO LEGALE TRIBUTARIO LEO

STUDIO LEGALE TRIBUTARIO LEO STUDIO LEGALE TRIBUTARIO LEO P.zza L. Ariosto, n. 30-73100 LECCE Tel./fax: 0832 455433 www.studiotributarioleo.it e-mail: info@studiotributarioleo.it OPINIONI CONTRASTANTI: IL VALORE DELL AZIENDA RISPETTO

Dettagli

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale Circolare n. 4/2012 del 22 novembre 2012 I REDDITI PER ATTIVITA PROFESSIONALI TRA OBBLIGO CONTRIBUTIVO INARCASSA E RIFORMA FORNERO DELLE COLLABORAZIONI: SPUNTI DA UNA RECENTE SENTENZA L obbligo di pagamento

Dettagli

LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA. Ufficio legale Civitanova Marche 12/10/2012

LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA. Ufficio legale Civitanova Marche 12/10/2012 AGENZIA DELLE ENTRATE Direzione Regionale delle Marche LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA Ufficio legale Civitanova Marche 12/10/2012 1 LA NORMA La mediazione ( Il reclamo e la mediazione ) è stata inserita nel

Dettagli

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni SISTEMA TRIBUTARIO La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Regione Marche Legge della Regione Marche 28 dicembre 2011, n. 28, recante Disposizioni per la formazione del bilancio

Dettagli

TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO Seconda Sezione Civile

TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO Seconda Sezione Civile TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO Seconda Sezione Civile Direttiva numero 4 del 21 maggio 2012 Al Presidente della Commissione Studi Procedure Concorsuali dell Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti

Dettagli

Oggetto: parere sulla legittimità dell erogazione ai magistrati di buoni pasto del valore di 7 Euro nel periodo anteriore al 15 luglio 2010.

Oggetto: parere sulla legittimità dell erogazione ai magistrati di buoni pasto del valore di 7 Euro nel periodo anteriore al 15 luglio 2010. Roma, 1 aprile 2014 Spett.le A.N.M. Associazione Nazionale Magistrati Oggetto: parere sulla legittimità dell erogazione ai magistrati di buoni pasto del valore di 7 Euro nel periodo anteriore al 15 luglio

Dettagli

Fiscal News N. 111. Cartelle. Eredi obbligati solidali. La circolare di aggiornamento professionale 14.04.2014

Fiscal News N. 111. Cartelle. Eredi obbligati solidali. La circolare di aggiornamento professionale 14.04.2014 Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 111 14.04.2014 Cartelle. Eredi obbligati solidali La notifica è valida ed efficace anche se rivolta a uno soltanto degli eredi Categoria: Accertamento

Dettagli

Sentenza n. 6620 del 19 marzo 2009 della Corte Cassazione - Sezione tributaria

Sentenza n. 6620 del 19 marzo 2009 della Corte Cassazione - Sezione tributaria Sentenza n. 6620 del 19 marzo 2009 della Corte Cassazione - Sezione tributaria Svolgimento del processo - La C.T.P. di Milano, previa riunione, rigettava i ricorsi proposti dalla s.r.l. G.M. avverso avvisi

Dettagli

CIRCOLARE N. 3/DF. Roma, 11 novembre 2010 MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE AI COMUNI LORO SEDI

CIRCOLARE N. 3/DF. Roma, 11 novembre 2010 MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE AI COMUNI LORO SEDI CIRCOLARE N. 3/DF MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE Roma, 11 novembre 2010 DIPARTIMENTO DELLE FINANZE IL DIRETTORE GENERALE DELLE FINANZE PROT. 23148 AI COMUNI LORO SEDI ALL ASSOCIAZIONE NAZIONALE

Dettagli

*Pubblicato su Foro amm. CDS 2003, f. 6, 2099

*Pubblicato su Foro amm. CDS 2003, f. 6, 2099 *Pubblicato su Foro amm. CDS 2003, f. 6, 2099 La giurisdizione in tema di responsabilità aquiliana della P. A. per lesione di interessi legittimi e la c. d. pregiudiziale amministrativa. Considerazioni

Dettagli

Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002

Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002 Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 69 /E del 14 agosto 2002 OGGETTO: Imposta di registro - agevolazioni fiscali prima casa - Cass. SS.UU. 6-21 ottobre 2000, n. 1196 - termine di decadenza triennale

Dettagli

CAPITOLO III I SOGGETTI RELIGIOSI

CAPITOLO III I SOGGETTI RELIGIOSI CAPITOLO III I SOGGETTI RELIGIOSI SOMMARIO: 1. I soggetti religiosi. Premessa 2. Le persone fisiche 3. Gli enti religiosi (rinvio) 4. Le confessioni religiose *** 1. I SOGGETTI RELIGIOSI. PREMESSA I soggetti

Dettagli

INDICE CAPITOLO I IL PROCEDIMENTO TRIBUTARIO E L EVOLUZIONE DEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE ALLA LUCE DELLO STATUTO DEI DIRITTI DEL CONTRIBUENTE

INDICE CAPITOLO I IL PROCEDIMENTO TRIBUTARIO E L EVOLUZIONE DEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE ALLA LUCE DELLO STATUTO DEI DIRITTI DEL CONTRIBUENTE INDICE Prefazione Prefazione alla seconda edizione Prefazione alla prima edizione Presentazione alla prima edizione CAPITOLO I IL PROCEDIMENTO TRIBUTARIO E L EVOLUZIONE DEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 gennaio 2015, n. 344

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 gennaio 2015, n. 344 CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 gennaio 2015, n. 344 Svolgimento del processo La Corte d'appello di Milano, in riforma della sentenza di primo grado (che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento

Dettagli

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE. Sentenza 29 settembre - 11 novembre 2010, n. 22909. Svolgimento del processo

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE. Sentenza 29 settembre - 11 novembre 2010, n. 22909. Svolgimento del processo SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE Sentenza 29 settembre - 11 novembre 2010, n. 22909 Svolgimento del processo Il Tribunale di Benevento con sentenza del 15 settembre 2004 condannava i coniugi

Dettagli

Promotori finanziari ed IRAP

Promotori finanziari ed IRAP Promotori finanziari ed IRAP Nuove sentenze e le opzioni di cui dispone il pf PREMESSA Resta sempre vivo l interesse per il tema della debenza, o meno, dell IRAP i capo ai promotori finanziari. Va ribadito

Dettagli

Diritto di accesso ai documenti. (Risposta a quesito del 5 settembre 2000)

Diritto di accesso ai documenti. (Risposta a quesito del 5 settembre 2000) Diritto di accesso ai documenti. (Risposta a quesito del 5 settembre 2000) Il Consiglio Superiore della Magistratura, nella seduta del 5 settembre 2000, ha adottato la seguente deliberazione:

Dettagli

COMUNE di GARLASCO Provincia di Pavia

COMUNE di GARLASCO Provincia di Pavia COMUNE di GARLASCO Provincia di Pavia AREA FINANZIARIA Regolamento generale delle entrate, dell autotutela e degli istituti deflattivi - Deliberazione di Consiglio Comunale n. 17 del 26 marzo 2001. 1 Indice

Dettagli

LA LEGITTIMAZIONE AD AGIRE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI, DEI PROFESSIONISTI E DELLE CAMERE DI COMMERCIO NEL RECENTE CODICE DEL CONSUMO.

LA LEGITTIMAZIONE AD AGIRE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI, DEI PROFESSIONISTI E DELLE CAMERE DI COMMERCIO NEL RECENTE CODICE DEL CONSUMO. LA LEGITTIMAZIONE AD AGIRE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI, DEI PROFESSIONISTI E DELLE CAMERE DI COMMERCIO NEL RECENTE CODICE DEL CONSUMO. di Maria Letizia Magno Con il Decreto Legislativo 6 Settembre

Dettagli

Dal punto di vista tecnico, però, la nuova disciplina è subito apparsa mal formulata.

Dal punto di vista tecnico, però, la nuova disciplina è subito apparsa mal formulata. Il decreto del Tribunale per i minorenni che provvede sul mantenimento dei figli naturali è titolo per iscrivere ipoteca. Commento al Decreto del Tribunale di Bologna del 29 giugno 2012. La legge n. 54/20006

Dettagli

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità Nelle controversie in materia di invalidità, cecità, sordità civili, nonché di handicap, disabilità,

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 marzo 2014, n. 4919. Svolgimento del processo

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 marzo 2014, n. 4919. Svolgimento del processo CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 marzo 2014, n. 4919 Svolgimento del processo Con sentenza del 15.4.2010, la Corte di appello di Bologna respingeva il gravame proposto dalla s.r.l. V. avverso la decisione

Dettagli

DOCUMENTI ARISTEIA. documento n. 43 Ammissione al Registro Revisori ex l. n. 132/1997 (Corte Cost. 20.1.2004, n. 35)

DOCUMENTI ARISTEIA. documento n. 43 Ammissione al Registro Revisori ex l. n. 132/1997 (Corte Cost. 20.1.2004, n. 35) DOCUMENTI ARISTEIA documento n. 43 Ammissione al Registro Revisori ex l. n. 132/1997 (Corte Cost. 20.1.2004, n. 35) febbraio 2004 AMMISSIONE AL REGISTRO REVISORI EX L. N. 132/1997 (CORTE COST. 20.1.2004

Dettagli

Fondazione Luca Pacioli

Fondazione Luca Pacioli Fondazione Luca Pacioli LA SOSPENSIONE GIURISDIZIONALE DELL ESECUZIONE DELL ATTO IMPUGNATO Documento n. 7 del 1 marzo 2005 Nel processo tributario è previsto l istituto della sospensione giurisdizionale

Dettagli

Progressività dell imposta e federalismo fiscale 1. di Dario Stevanato

Progressività dell imposta e federalismo fiscale 1. di Dario Stevanato Progressività dell imposta e federalismo fiscale 1 di Dario Stevanato (in corso di pubblicazione in le Regioni, 2014) 1. Nell ambito dei provvedimenti attuativi del c.d. federalismo fiscale, prefigurato

Dettagli

CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale

CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale Alle ipotesi codicistiche originarie del condomino assente o dissenziente la legge di riforma del condominio ha aggiunto la legittimazione

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 06 marzo 2014, n. 5275 Remunerazione specializzandi prescrizione

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 06 marzo 2014, n. 5275 Remunerazione specializzandi prescrizione Svolgimento del processo 1.1 medici (...) proposto ricorso per cassazione contro la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell Istruzione, il Ministero della Salute e l Università degli Studi

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE DELLE ENTRATE TRIBUTARIE E PATRIMONIALI

REGOLAMENTO COMUNALE DELLE ENTRATE TRIBUTARIE E PATRIMONIALI COMUNE DI FAETO (Prov. di Foggia) REGOLAMENTO COMUNALE DELLE ENTRATE TRIBUTARIE E PATRIMONIALI 1 TITOLO I NORME GENERALI Articolo 1 (Oggetto e finalità del regolamento) 1. Il presente Regolamento ha per

Dettagli

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi

Dettagli

DIRITTI CIVILI E POLITICI

DIRITTI CIVILI E POLITICI Diritti umani e diritto internazionale, vol. 3 n. 3 2009 DIRITTI CIVILI E POLITICI Ancora sui rapporti tra ONU e CE in materia di lotta al terrorismo e tutela dei diritti fondamentali: la sentenza del

Dettagli

SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE

SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE SCHEDA MONOGRAFICA TMG SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE Data aggiornamento scheda 15 novembre 2013 Redattore Ultimi interventi normativi Davide David D.L. 78/2010 (modifica dell art.

Dettagli

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della 1 Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della sentenza della Corte europea dei diritti dell uomo con la quale la Francia è stata condannata per il divieto legislativo di costituire associazioni

Dettagli

Capitolo 7 Risarcimento del danno da provvedimento illegittimo favorevole

Capitolo 7 Risarcimento del danno da provvedimento illegittimo favorevole Capitolo 7 Risarcimento del danno da provvedimento illegittimo favorevole La pronuncia del Consiglio di Stato affronta il tema della richiesta di risarcimento del danno da provvedimento illegittimo favorevole,

Dettagli

SENTENZA N.308 ANNO 2004 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: - Valerio ONIDA Presidente -

SENTENZA N.308 ANNO 2004 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: - Valerio ONIDA Presidente - SENTENZA N.308 ANNO 2004 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: - Valerio ONIDA Presidente - Carlo MEZZANOTTE Giudice - Fernanda CONTRI " - Guido

Dettagli

Agli Enti pubblici non economici (per il tramite dei Ministeri vigilanti) e, p.c. Alla Presidenza della Repubblica - Segretariato generale 1

Agli Enti pubblici non economici (per il tramite dei Ministeri vigilanti) e, p.c. Alla Presidenza della Repubblica - Segretariato generale 1 Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni Servizio per il trattamento del personale Lettera circolare Roma, 15 marzo 2005 Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio del Segretario

Dettagli

NOTA OPERATIVA N. 7/2014. OGGETTO: Gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario L INTERPELLO

NOTA OPERATIVA N. 7/2014. OGGETTO: Gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario L INTERPELLO NOTA OPERATIVA N. 7/2014 OGGETTO: Gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario L INTERPELLO - Introduzione Al fine di consentire al contribuente di conoscere preventivamente l opinione dell Amministrazione

Dettagli

Prot. n 154 Salerno, lì 12 Febbraio 2014

Prot. n 154 Salerno, lì 12 Febbraio 2014 Prot. n 154 Salerno, lì 12 Febbraio 2014 A tutti gli iscritti all Albo e nell Elenco Speciale LORO SEDI OGGETTO: Circolare n 32/2013. Libera Professione. Trasferimento di beni immobili: l'imposta di registro

Dettagli

e, p. c., Ad esclusivo uso interno; è vietata la pubblicazione all esterno.

e, p. c., Ad esclusivo uso interno; è vietata la pubblicazione all esterno. PER POSTA ELETTRONICA Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 14 luglio 2009 Direzione Centrale Accertamento Alle Direzioni regionali Alle Direzioni provinciali Agli Uffici locali e, p. c., All

Dettagli

Circolare Informativa n. 17/2000. Alle Società Consorziate. Roma, 8 giugno 2000

Circolare Informativa n. 17/2000. Alle Società Consorziate. Roma, 8 giugno 2000 Circolare Informativa n. 17/2000 Alle Società Consorziate Roma, 8 giugno 2000 Rif. 470 Oggetto: Imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio e lungo termine Finanziamenti posti in essere all estero Risoluzione

Dettagli

FATTO E DIRITTO MOTIVI DELL APPELLO

FATTO E DIRITTO MOTIVI DELL APPELLO Commissione tributaria regionale Emilia Romagna, sez. XX, 19 agosto 2011, n. 75 FATTO E DIRITTO L Agenzia delle Entrate di Guastalla appella la sentenza n 55/01/08 con cui la Commissione Tributaria Provinciale

Dettagli

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A CONSIGLIO DI STATO SEZIONE TERZA SENTENZA 9 Maggio 2014, n. 2376 A cura di DARIO CARLO ROBERTO GIUNTA

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A CONSIGLIO DI STATO SEZIONE TERZA SENTENZA 9 Maggio 2014, n. 2376 A cura di DARIO CARLO ROBERTO GIUNTA NOTA A CONSIGLIO DI STATO SEZIONE TERZA SENTENZA 9 Maggio 2014, n. 2376 A cura di DARIO CARLO ROBERTO GIUNTA Sull esercizio del c.d. potere di soccorso in materia di gare pubbliche Inquadramento della

Dettagli