ATTIVITA NATATORIA IN ORARIO CURRICULARE

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1 Società Sportiva Dilettantistica a responsabilità limitata ATTIVITA NATATORIA IN ORARIO CURRICULARE PER GLI ALLIEVI DIVERSAMENTE ABILI IL NUOTO A SCUOLA, UN OPPORTUNITA PER TUTTI ANNO SCOLASTICO Progetto diretto ad incentivare la pratica motoria e sportiva nelle scuole.

2 ATTIVITA NATATORIE PER SOGGETTI PORTATORI DI HANDICAP PREMESSA La proposta natatoria per i diversamente abili non avrà finalità solamente rieducative; l Handicap è la condizione di svantaggio conseguente ad una menomazione o a una disabilità che in un certo soggetto limita o impedisce l'adempimento del ruolo normale per tale soggetto in relazione all'età, sesso e fattori socio-culturali; nel primo contatto con l acqua si parte senza svantaggio e questa circostanza attenua le frustrazioni e consente una migliore integrazione nel gruppo. L attività motoria in acqua svolta da un disabile rappresenta un punto di partenza, poiché crea nel soggetto una forte motivazione, determinante per avviare il recupero e risulta il presupposto per un educazione globale. La proposta motoria tiene conto diverse fasce d età verso le quali si orienta, da un punto di vista metodologico ci sono delle grosse differenze; infatti, per i bambini di 4 anni cercheremo di "creare delle situazioni piacevoli di apprendimento del nuoto" e sicuramente un contesto molto ludico, mentre per un adulto di 40 anni il contesto potrà essere in misura maggiore addestrativo che non ludico si cercherà di fare in modo che una persona si trovi a proprio agio in acqua, sviluppandone gradualmente l autonomia. Partendo da un confronto con medici, famiglie e comunità si stabilirà un percorso che tenga conto di menomazioni e disabilità individuando insieme agli operatori degli obiettivi a breve scadenza in modo da ridurre l'aspettativa e creare invece una situazione più reale di investimento. Finalità dell'attività Il lavoro in acqua con persone disabili è caratterizzato da alcune costanti, che possiamo meglio definire come finalità. Queste sono: la ricerca di una sempre maggiore autonomia nell'ambiente da parte delsoggetto l'integrazione all'interno della piscina e delle sue relazioni sociali l'acquisizione e il potenziamento di nuove condotte motorie

3 le prime due faranno sempre da sfondo al nostro lavoro in quanto colgono in pieno gli aspetti problematici dell'handicap: la dipendenza da altri e l'emarginazione. Questi sono sicuramente gli aspetti che emergono maggiormente nella vita di una persona disabile e che anche l'attività in acqua può aiutare a superare. Queste finalità non sono strettamente connesse alla tecnica del nuoto, ma allargano la prospettiva del lavoro ad una dimensione educativa Approccio Quando si inizia il lavoro la prima cosa da fare è quella di recuperare più informazioni possibili sulla persona o sulle persone con cui si dovrà lavorare. Si terra un incontro preliminare dove si parlera con i genitori, con il soggetto stesso, o con gli educatori. Si dovrà approfondire il tipo di patologia, o problema della persona, cercando anche di sapere la storia della stessa. Se lavora o studia, se è seguito in terapia da personale specializzato e soprattutto quale è il suo passato in piscina e il suo rapporto con l'acqua. Sicuramente può essere interessante riuscire a recuperare qualche contatto di medici o terapisti o istruttori che già hanno lavorato e conoscono questa persona e incontrarli per conoscere meglio il caso. Queste sono informazioni molto preziose che possono aiutarci anche a capire meglio le diverse patologie e quindi individuare le attenzioni da avere e le mete ipotizzabili da raggiungere. Il primo obiettivo: Prima di andare a definire obiettivi specifici legati al nuoto dobbiamo raggiungerne uno che è fondamentale per il proseguo del nostro lavoro: creare una relazione. Questo è sicuramente il momento più importante di tutto il percorso. La relazione è fatta di conoscenza, di rispetto, di empatia, questi sono obiettivi da raggiungere in maniera strategica e non lasciandoli al caso o al momento. Le emozioni in questa fase sono importantissime e vanno gestite e controllate, non soffocate o soppresse, ma controllate.

4 Quindi è importantissimo riuscire ad essere consapevoli e gestire nel modo più appropriato le nostre emozioni. Il mezzo attraverso il quale cominciamo a costruire una relazione è la comunicazione, possiamo dire che è l'elemento principale. Come tutti sanno non esiste solamente una comunicazione verbale, ma anzi noi abbiamo tutta una serie di modi di fare e di essere che sono molto più comunicativi delle parole che diciamo. Possiamo gestire il tono della voce, lo sguardo, la mimica, il movimento del nostro corpo, le nostre posture, l'investimento che abbiamo nello spazio. La relazione ci permette di conoscere la persona, questa conseguenza ci permette di identificare quali obiettivi possiamo proporci. Le persone si conoscono quando si frequentano e la quantità e la qualità di questo "frequentarsi" determina l'approfondimento della conoscenza. La conoscenza del nostro o dei nostri utenti ci permette di individuare i bisogni, i limiti, le potenzialità, le paure, gli interessi, le curiosità ecc. personali. L individuazione delle caratteristiche favorisce l integrazione del disabile attraverso il movimento inteso come strumento di apprendimento in tutti i campi dell insegnamento ed interpretato nelle tre dimensioni psico-motorie. funzionale : ricercheremo, attraverso il nuoto, il miglioramento delle prestazioni motorie in soggetti che, proprio per la loro disabilità, spesso sono in gravi difficoltà; cognitivo : mireremo a realizzare rappresentazioni di segni corporei attraverso il movimento in modo da favorire la sostituzione delle funzioni senso-percettive (nel non vedente e nel non udente ); relazionale : permetteremo l effettuazione di attività didattiche aperte e realizzate nel gruppo. PROGRAMMA Il processo conoscitivo, cominciato con una raccolta di informazioni dettagliate, prosegue relazionandosi con l utente al momento del suo arrivo nella struttura. L assistenza offerta nella fase precedente alla lezione, durante la preparazione all interno degli spogliatoi, permette di sviluppare e canalizzare una serie di sensazioni ed emozioni. Guidare l approccio dell utente con l ambiente piscina ne aumenterà la fiducia favorendo l approccio con l acqua Le esperienze pregresse saranno determinanti nel definire il percorso didattico. Gli incontri saranno orientati a favorire l acquisizione, da

5 parte del soggetto, di una buona acquaticità riducendo ed eliminando ansia e tensione nel rapporto con l acqua. Secondo la tipologia di disabilità, fisica, sensoriale o psichica si procederà con l esplorazione dell ambiente, dell elemento. L esplorazione dello spazio, il contatto con l acqua, l immersione lenta e graduale, lo spostamento guidato, la respirazione statica, il rilassamento e il galleggiamento la realizzazione di movimenti in acqua adeguati alle diverse situazioni spazio-temporali ed ambientali lo svolgimento di compiti motori in situazioni inusuali in acqua, tali da richiedere la conquista, il mantenimento ed il recupero dell equilibrio, costituiranno le linee guida del programma che sarà adattato alle circostanze ed alle situazioni. AMBIENTE ED ATTREZZATURA La possibilità di utilizzare diverse tipologie di vasca favorisce un intervento mirato. E opportuno prevedere interventi e strategie differenziate a seconda del tipo di handicap presente: dove è previsto un incontro strutturato sul rilassamento e la decontrazione si utilizzerà la vasca di acquaticità, dove invece si ricerchi una maggior indipendenza ed autonomia del soggetto la vasca natatoria. A seconda degli stimoli che vorremo offrire utilizzeremo dei supporti didattici differenti, tavolette,palloni di varia dimensione,salvagenti, cinture di galleggiamento, tubi galleggianti e materassini. Personale La S.S.D. Dinamica Sport a r.l., per l attuazione del progetto, ricorre a 18 istruttori qualificati tra cui : 1 Direttore Sportivo F.I.N., 2 coordinatori di scuola nuoto F.I.N., 2 laureati SUISM,,1 allenatori Nuoto di 2 livello F.I.N., 1 allenatore Pallanuoto 1 livello F.I.N.,6 istruttori Base F.I.N., 5 allievi istruttori F.I.N. Tutto lo staff istruttori e anche abilitato alle tecniche di primo soccorso con brevetto di salvamento F.I.N

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