Il debutto pubblico del Comitato di Coordinamento del Volontariato lombardo

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1 Il debutto pubblico del Comitato di Coordinamento del Volontariato lombardo REGIONE LOMBARDIA 38 Con la nascita del CCV-Lombardia, il volontariato PC della Regione compie un importante salto di qualità, creando le premesse di una maggiore sinergia tra le diverse realtà territoriali di Protezione civile, di una più puntale conoscenza e condivisione delle problematiche comuni e di un rapporto più compiuto e maturo con le istituzioni di riferimento di Adriana Marmiroli - Foto: Paolo Bellinato IIl 10 maggio scorso nella Sala Consiliare del Comune di Pieve Emanuele si è riunito il primo convegno del neo costituito Comitato del Coordinamento del Volontariato Lombardo, alla presenza di una folta e interessata rappresentanza di vari gruppi e associazioni iscritti all Albo del volontariato di PC. Sull esempio di quanto già avvenuto in altre Regioni (Piemonte, Emilia Romagna ) anche in Lombardia gruppi e associazioni di volontariato hanno sentito la necessità di costituirsi in un comitato regionale di secondo livello che raggruppi, strutturi e organizzi il volontariato di Protezione civile in un unico coordinamento, al fine di divenire autorevole interlocutore presso le istituzioni nazionali e regionali in merito alla propria attività. In questa occasione è stato presentato lo Statuto Sala Consiliare del Comune di Pieve Emanuele, 10 maggio Luigi Bossi, presidente del neo costituito Comitato Coordinamento Volontariato Lombardo (CCV-Lombardia)

2 del CCV-Lombardia, in previsione della definitiva approvazione da parte degli associati e delle elezioni che il prossimo novembre, a un anno esatto da quando lo Statuto è stato depositato, ne decideranno le cariche interne: gli attuali sette dirigenti, infatti, che hanno portato alla creazione del CCV-Lombardia, finito il proprio mandato, si dimetteranno per far spazio a un nuovo consiglio democraticamente eletto, poiché chi ci rappresenterà dovrà rappresentare a sua volta la propria base. Così ha esordito Luigi Bossi, nota figura del volontariato milanese e lombardo, fondatore del Gruppo PC di A2A e presidente del direttivo di questo neo Comitato. Il presidente ha, poi, letto e spiegato articolo per articolo lo Statuto (disponibile per chi ne fosse interessato, richiedendolo tramite le pagine facebook di CCV-Lombardia o scrivendo a: avendone raccontato anche la genesi e le ragioni della sua creazione. Con lui sul palco della presidenza erano presenti gli altri membri del direttivo: Valter Pilatti, Giancarlo Costa, Angelo Panzera, Dario Pasini e Angelo Foglio (assente Marco Vignati). Questo è il primo passo per diffondere sul territorio la conoscenza del Comitato ha detto Bossi. Il Comitato si prefigge di coordinare alcune attività delle varie associazioni, comitati e gruppi comunali e intercomunali iscritti all Albo Regionale, ferma restando l autonomia di tutti nell organizzare le proprie attività. Il CCV-Lombardia aspira, quindi, a rappresentare le diverse organizzazioni che lo compongono, le quali possono iscriversi su base volontaria al costo di 20 euro all anno (per ogni organizzazione o comitato territoriale). Vorremmo avere la forza di far capire agli enti che il volontariato non è realtà da sfruttare ai propri fini, in quanto, vogliamo collaborare con le istituzioni per quanto è di nostra competenza, ha proseguito Bossi prima di passare a una breve introduzione allo statuto. Di fondamentale importanza risulta in questo senso l art. n. 1 (Scopi): Il CCV-Lombardia rappresenta e coordina il Volontariato di PC in ambito regionale interfacciandosi con gli Enti Locali (e con l UO Protezione Civile di Regione Lombardia e la Consulta del Volontariato Lombardo), coordina le risorse locali in materia di PC, promuove corsi ed esercitazioni congiunti, collabora alla stesura e verifica dei piani comunali e provinciali. Possono essere soci del CCV-Lombardia (art. n. 3): gli organi di La Protezione civile ITALIANA giugno

3 REGIONE LOMBARDIA Bossi con due consiglieri del direttivo CCV-Lombardia: Walter Pilatti, presidente CCV Sondrio e Giancarlo Costa, presidente CCV Monza-Brianza rappresentanza territoriali già formalmente costituiti e che siano espressione di almeno 10 organizzazioni e le associazioni regolarmente costituite e iscritte alla sezione dell Albo provinciale di riferimento a patto che prevedano la democraticità delle cariche elettive. Ogni organizzazione può essere iscritta una sola volta. Questo perché, come si evince subito dopo al capitolo Organi sociali, all interno dell Assemblea dei soci ogni organizzazione esprime un voto, mentre i comitati territoriali soci esprimono un numero di voti pari al numero di organizzazioni rappresentate. Tra le norme transitorie viene ribadito il fatto che i soci fondatori che hanno sottoscritto l atto costitutivo (ovvero l attuale consiglio diret- 40 Altri tre componenti del direttivo: Angelo Panzera, referente volontariato PC Lodi; Dario Pasini, presidente CCV Milano e Angelo Foglio, referente direttivo Consulta di Cremona

4 tivo) lasceranno le cariche ricoperte non appena verrà nominato per via elettorale un nuovo consiglio. A relazione conclusa, non sono mancati gli interventi, le domande e le osservazioni da parte dei presenti: Il CCV-Lombardia diventerà il referente in caso di emergenza? ; Visto che è previsto un tesoriere, oltre alle quote di iscrizione da dove arriveranno i proventi del CCV- Lombardia? Ovvero: Non è che poi verranno chiesti altri soldi?. Bossi e altri del direttivo hanno a questo punto voluto rassicurare la platea: il CCV- Lombardia non vuole entrare nel merito delle attività delle singole realtà: sarà sempre il sistema di allertamento regionale a farlo (anche se stanno cambiano parecchie cose); il Tesoriere deve esserci per legge dello Stato e la modesta quota associativa deve bastare; le cariche e le attività del CCV-Lombardia non sono remunerate in alcun modo, né si prevedono spese che non siano luce-gas-acqua-affitto di una sede autonoma che per ora non c è. C è, inoltre, la volontà ben chiara che la politica resti fuori dal CCV-Lombardia. I politici cambiano, noi restiamo. Siamo quasi sempre noi gli esperti. Siamo noi i loro consulenti in materia di protezione civile, non il contrario. Emerge che le difficoltà gestionali della Consulta regionale e il conseguente scollamento della stessa dalla base del volontariato sono all origine della nascita del CCV-Lombardia. Non rischiamo di diventare un altra Consulta per il semplice fatto che i nostri rappresentanti non sono nominati ma eletti. Il nostro scopo è proprio quello di dar voce - e forza: la forza dei numeri! - al volontariato, a livello locale e nazionale e un domani persino europeo; essere propositivi e vedere attuate le nostre indicazioni. Noi siamo inoltre la risposta all imminente mancanza di quegli interlocutori intermedi che sono le Province. Un'altra questione ha riguardato le intera-

5 REGIONE LOMBARDIA zioni con Regione e Consulta e a dare una risposta è stata questa volta Simona Bordonali, assessore alla PC di Regione Lombardia, intervenuta al convegno. In questo mio primo anno di mandato, abbiamo già fatto cose egregie insieme, esordisce l assessore a sottolineare la sua volontà di collaborazione con il volontariato, fondamentale referente con cui condividere le scelte. La mia intenzione è di rapportarmi con questa nuova struttura nello stesso modo in cui lo faccio con ogni gruppo o associazione. Non pensiate però che possa andare a sostituire la Consulta Regionale (di cui, per altro, molti dei presenti fanno parte), almeno finché le norme non verranno cambiate. Il mio diretto referente è e resterà la Consulta, anche se capisco il limite di non essere frutto dell espressione diretta dei volontari presenti sul territorio. Tuttavia - ha aggiunto l assessore - un gruppo al suo interno sta lavorando per modificare la situazione. Sia io, sia i miei dirigenti, stiamo operando su modifiche normative condivise con i volontari e non calate dall alto. E, a questo proposito, inevitabile è il riferimento alla paventata (anche dai volontari) modifica alla riforma del Titolo Quinto della Costituzione, con la quale il Governo vorrebbe togliere le funzioni di PC alle Regioni per centralizzarle. Un incognita pesante, la definisce, contro cui intende condurre una strenua bat- L intervento di Simona Bordonali, assessore alla Protezione civile di Regione Lombardia 42

6 REGIONE LOMBARDIA L assessore Bordonali con i membri del direttivo del CCV-Lombardia. Non ha potuto partecipare all assemblea il settimo componente del direttivo, Marco Vignati responsabile operativo CCV di Lodi taglia. In conclusione l assessore Bordonari conferma come per la prima volta insieme ai volontari sia stato stilato un piano formativo triennale, non astratto ma rispondente alle reali esigenze del territorio, i cui effetti si vedranno nel volgere di un anno. Insomma, da parte dell Ente regionale c è la massima disponibilità verso il nascente Comitato, ma nessun sorpasso della Consulta. Un atteggiamento solo parzialmente positivo, quindi, che farà dire a Luigi Bossi, interrogato a margine del convegno, che sarà un processo lungo e faticoso quello che porterà il CCV-Lombardia a essere operativo. A noi avere la forza di modificare, anche a livello legislativo, una situazione insoddisfacente come quella attuale, conclude il presidente. Al termine dei lavori una foto ricordo con tutti i partecipanti al convegno 44

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