DOCUMENTO INFORMATIVO E CONTRATTUALE

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1 DOCUMENTO INFORMATIVO E CONTRATTUALE Rapporto integrato di Servizi di Investimento e di Servizi Bancari Banca Network Investimenti SpA Sede Legale e Direzione Generale Milano, Via Lepetit, 8/10 Tel Fax Capitale Sociale euro ,00 i.v. Partita Iva, CF e Iscrizione al Reg. Impr. n ABI Iscrizione all Albo delle Banche n Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia - Numero verde

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3 SOMMARIO DOCUMENTO INFORMATIVO 5 INFORMAZIONI GENERALI SULL INTERMEDIARIO 5 COMUNICAZIONE INFORMATIVA SULLE PRINCIPALI REGOLE DI COMPORTAMENTO DEI PROMOTORI FINANZIARI NEI CONFRONTI DEI CLIENTI O POTENZIALI CLIENTI 16 INFORMATIVA IN MATERIA DI PROTEZIONE DI DATI PERSONALI 17 DOCUMENTO SULLA CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA 18 POLITICA DI GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE 20 DOCUMENTAZIONE CONTRATTUALE 21 CONDIZIONI GENERALI RELATIVE AL RAPPORTO BANCA CLIENTE 21 SEZIONE I - NORME CHE REGOLANO IL SERVIZIO DI INTERNET BANKING E ALTRI CANALI TELEMATICI 23 SEZIONE II - NORME CHE REGOLANO IL CONTO CORRENTE BANCARIO 25 SEZIONE III - NORME CHE REGOLANO GLI AFFIDAMENTI IN CONTO CORRENTE 26 SEZIONE IV - NORME CHE REGOLANO I SERVIZI BANCOMAT/PAGOBANCOMAT/FASTPAY/CIRRUS MAESTRO 27 SEZIONE V - NORME CHE REGOLANO IL SERVIZIO DI DEPOSITO A CUSTODIA ED AMMINISTRAZIONE DI STRUMENTI FINANZIARI 29 SEZIONE VI - NORME CHE REGOLANO AL SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI SU STRUMENTI FINANZIARI 30 SEZIONE VII - NORME CHE REGOLANO IL SERVIZIO DI COLLOCAMENTO 33 SEZIONE VIII - NORME CHE REGOLANO IL SERVIZIO DI CONSULENZA 35 DOCUMENTO DI SINTESI DELLA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ORDINI 35 IL DOCUMENTO COMMISSIONI, SPESE E INCENTIVI RELATIVI AL SERVIZIO DI RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI, DEPOSITO E CUSTODIA E COLLOCAMENTO DI STRUMENTI FINANZIARI è ALLEGATO AL PRESENTE FASCICOLO. Edizione 5 - Novembre

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5 DOCUMENTO INFORMATIVO INFORMAZIONI GENERALI SULL INTERMEDIARIO Il presente documento, redatto ai sensi degli artt. 29, 30, 31 e 32 del Regolamento adottato dalla Consob con delibera del 29/10/2007, n ( Il Regolamento Intermediari ), ha lo scopo di fornire ai Clienti informazioni sull intermediario e sui Servizi da esso prestati, sui presidi adottati per la salvaguardia degli strumenti finanziari e la liquidità dei Clienti nonché sulla natura e sui rischi connessi agli investimenti in stru menti finanziari e sui costi e gli oneri. SEZIONE 1. INFORMAZIONI SULL INTERMEDIARIO E SUI SERVIZI PRESTATI. 1.1 Informazioni sull intermediario Dati identificativi Banca Network Investimenti S.p.A.: Numero di Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano: ; Partita IVA ; data di costi - tuzione il 24/10/2003; Sede legale: Via Lepetit 8/ Milano; Capitale sociale sottoscritto: e ,00 i.v.; Codice ABI: 5630; Iscritta all Albo delle Banche al n Contatti: Recapito Telefonico: Numero Verde: Numero di fax: Sito internet: 1.2 Lingue nelle quali il CLIENTE può comunicare con la BANCA e ricevere da questa documenti e altre informazioni. Il CLIENTE ha facoltà di comunicare con la BANCA nelle seguenti lingue: lingua italiana; lingua inglese. I documenti e le informazioni inerenti alla prestazione dei Servizi di collo - camento e Ricezione e Trasmissione di ordini possono essere ricevuti dal CLIENTE, previa espressa richiesta in tal senso, nelle seguenti lingue: lingua italiana; lingua inglese. Nel caso in cui non sia manifestata alcuna richiesta, la lingua con cui ven - gono inviati i documenti e le altre informazioni è l italiano. Resta inteso che in caso di contestazioni ovvero di contrasto tra la versione italiana e la versione inglese delle comunicazioni, prevale la versione in lingua ita liana. 1.3 Metodi di comunicazione che devono essere utilizzati tra la BANCA e il CLIENTE anche per l invio e la ricezione di ordini. Le modalità di comunicazione tra la BANCA e il CLIENTE in relazione alle pre stazioni dei singoli Servizi di Investimento sono disciplinate nelle Condizioni Generali. Di norma le comunicazioni tra la BANCA e il CLIENTE devono essere effettuate per iscritto, a mezzo lettera raccomandata A.R. ovvero, ove non espressamente prevista la raccomandata A.R., mediante fax con conferma successiva via telefono. Per quanto concerne l invio degli ordini questi possono essere impartiti: per iscritto presso la sede o l ufficio dei Promotori Finanziari; telefonicamente con registrazione su nastro magnetico tramite il Call Center; inoltrati elettronicamente. 1.4 Dichiarazione che la BANCA è autorizzata il nome e il recapito dell autorità competente che l ha autorizzata. La BANCA dichiara di essere stata autorizzata all esercizio dei Servizi di Investimento previsti dal d. lgs. 58/1998 del 24 febbraio 1998, e succes sive integrazioni e modifiche, di seguito indicati: Negoziazione per conto proprio; Esecuzione di ordini per conto dei clienti; Sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo ovvero con assunzione di garanzia nei confronti dell emittente; Collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garan zia nei confronti dell emittente; Gestione di portafogli; Ricezione e Trasmissione di ordini; Consulenza in materia di investimenti ed ai seguenti servizi accessori: custodia ed amministrazione di strumenti finanziari e servizi connessi; Recapiti Autorità di Vigilanza Banca d Italia Consob Consob Via Nazionale, 91 Via G.B. Martini, 3 Sede secondaria Roma Roma operativa: Tel.: Tel (centr.) Via Broletto, 7 Sito internet: Fax Milano Tel Sede di Milano, sito internet: (centralino) Via Cordusio, 5 Fax Milano 1.5 Dichiarazione di operatività tramite Promotori Finanziari. La BANCA si avvale di Promotori Finanziari iscritti in un apposito Albo tenuto dalle Autorità competenti dello Stato italiano nell esercizio della propria attività. SEZIONE 2. NATURA, FREQUENZA E DATE DELLA DOCUMENTAZIONE DA FORNIRE ALL INVESTITORE A RENDICONTO DELL ATTIVITÀ SVOLTA Natura e frequenza e date della documentazione inviata al CLIENTE La BANCA nella prestazione dei Servizi di Ricezione e Trasmissione di Ordini, nonché collocamento, inclusa l offerta fuori sede, fornisce al CLIENTE al dettaglio, anche tramite Promotore Finanziario, le eventuali avvertenze in materia di Conflitti di interesse, di non appropriatezza e di eventuali incentivi. Inoltre è tenuto ad inviare, quanto prima, e al più tardi il primo giorno lavo - rativo successivo all esecuzione o, se la BANCA riceve la conferma da un terzo, al più tardi il primo giorno lavorativo successivo alla ricezione della conferma dal terzo medesimo, su supporto duraturo, le informazioni essenziali, se pertinenti, riguardanti l esecuzione degli ordini: a) l identificativo della BANCA che compie la comunicazione; b) il nome o altro elemento di designazione del CLIENTE; c) il giorno di esecuzione; d) l orario di esecuzione; e) la tipologia dell ordine (ordine con limite di prezzo, ordine al prezzo di mercato o altro tipo specifico di ordine); f) l identificativo della sede di esecuzione; g) l identificativo dello strumento; h) l indicatore acquisto/vendita; i) la natura dell ordine, in caso non si tratti di acquisto/vendita; j) il quantitativo; k) il prezzo unitario; l) il corrispettivo totale; m) la somma totale delle commissioni e delle spese applicate e, qualora il CLIENTE al dettaglio lo richieda, la scomposizione di tali commissioni e spese in singole voci; n) le responsabilità del CLIENTE in relazione al regolamento dell operazione, compreso il termine per il pagamento o la consegna nonché i dettagli del conto rilevanti, qualora tali responsabilità e dettagli non siano stati notificati in precedenza al CLIENTE; o) se la controparte del CLIENTE è la BANCA o un altra impresa del suo gruppo o un altro CLIENTE della BANCA, a meno che l ordine non sia stato eseguito tramite un sistema che realizza una negoziazione anonima. Nel caso di ordini per un CLIENTE al dettaglio relativi a quote o azioni di OICR che vengono eseguiti periodicamente, la BANCA fornisce al CLIEN- TE le informazioni su elencate, se pertinenti, aggiornate al 30 giugno ed al 31 dicembre di ogni anno, rispettivamente entro il 31 luglio ed il 31 gennaio. Tali disposizioni non si applicano qualora il CLIENTE al dettaglio riceva prontamente conferma da un diverso soggetto contenente le stesse informazioni. Su richiesta del CLIENTE la BANCA fornirà inoltre informazioni circa lo stato del suo ordine. Quando l ordine è eseguito in più tranche, la BANCA fornisce al CLIENTE informazioni in merito al prezzo come prezzo medio (invece del prezzo unitario di ogni singola tranche). La BANCA informa che il CLIENTE al dettaglio su richiesta può richiedere il prezzo unitario di ciascuna tranche. Nell ipotesi in cui il Servizio di Ricezione e Trasmissione di Ordini includa una posizione aperta scoperta su operazioni con passività potenziali, la BANCA comunicherà altresì al CLIENTE eventuali perdite che superino una soglia predeterminata convenuta tra la BANCA e il CLIENTE nel contratto di Ricezione e Trasmissione di Ordini non più tardi della fine del giorno lavorativo nel quale la soglia è superata, o, qualora tale soglia venga superata in un giorno non lavorativo, della fine del giorno lavorativo successivo. Nell ipotesi in cui la BANCA detenga strumenti finanziari o disponibilità liquide del CLIENTE, invia, quanto meno una volta all anno, entro il 31 gennaio di ogni anno, un rendiconto aggiornato al 31 dicembre di ogni anno, di tali strumenti finanziari o disponibilità liquide su supporto duraturo, contenente le seguenti informazioni: a) i dettagli di tutti gli strumenti finanziari e delle disponibilità liquide detenuti dalla BANCA per il CLIENTE alla fine del periodo oggetto del rendiconto; b) in che misura eventuali strumenti finanziari o disponibilità liquide della Clientela sono stati oggetto di operazioni di finanziamento tramite titoli; c) l entità di eventuali benefici maturati dal CLIENTE in virtù della partecipazione ad operazioni di finanziamento tramite titoli e la base sulla quale tali benefici sono maturati. Nel caso di operazioni non regolate, le informazioni di cui alla lettera a) del presente paragrafo possono essere basate o sulla data di negoziazione o sulla data di regolamento, purché la stessa base sia applicata a tutte le informazioni di questo tipo contenute nel rendiconto. 5

6 SEZIONE 3 DESCRIZIONE SINTETICA DELLE MISURE ADOTTATE DALLA BANCA CHE DETIENE STRUMENTI FINANZIARI O SOMME DI DENARO DI CLIENTI, PER ASSICURARE LA RELATIVA TUTELA 3.1 Normativa. Nella prestazione dei Servizi di Investimento e accessori gli strumenti finanziari dei singoli Clienti detenuti dalla BANCA costituiscono patrimonio distinto a tutti gli effetti da quello della BANCA e da quello degli altri Clienti. Su tale patrimonio non sono ammesse azioni dei creditori dell interme diario o nell interesse degli stessi, né quelle dei creditori dell eventuale depositario o sub-depositario o nell interesse degli stessi. Le azioni dei creditori dei singoli Clienti sono ammesse nei limiti del patrimonio di pro prietà di questi ultimi. Le somme di denaro detenute dalla BANCA seguono la disciplina del deposito bancario e pertanto, ai sensi dell art codice civile, la BANCA ne acquista la proprietà, salvo il diritto del CLIENTE depositante di richiederne la restituzione. Presso la BANCA sono istituite e conservate apposite evidenze degli stru - menti finanziari e del denaro detenuti dalla BANCA per conto dei Clienti. Tali evidenze sono relative a ciascun CLIENTE e suddivise per tipologia di Servizio e attività prestate. Le evidenze sono aggiornate in via continuativa e con tempestività in modo da poter ricostruire in qualsiasi momento con certezza la posizione di ciascun CLIENTE. Esse sono regolarmente riconciliate con gli estratti conto (liquidità e strumenti finanziari) ovvero con gli strumenti finanziari per i quali la BANCA presta il Servizio di Custodia e Amministrazione. Nelle evidenze, la BANCA indica con riferimento alle singole operazioni relative a beni di pertinenza dei Clienti, la data dell operazione, la data del regolamento previsto dal contratto e la data dell effettivo regolamento. Nel caso in cui le operazioni effettuate per conto dei Clienti prevedano la costituzione o il regolamento di margini presso terze parti, la BANCA man tiene distinte le posizioni di ciascun CLIENTE relative a tali margini in modo da evitare compensazioni tra margini incassati e dovuti relativi ad opera zioni poste in essere per conto dei differenti Clienti o per conto della BANCA medesima. 3.2 Misure approntate per assicurare la tutela dei diritti dei Clienti. La liquidità e gli strumenti finanziari conferiti ai Servizi di Ricezione e Tra - smissione di Ordini e di Collocamento, nonché la liquidità e gli strumenti finanziari di volta in volta derivanti dall attività svolta dalla BANCA per conto del CLIENTE, sono depositati rispettivamente su un conto corrente e su un conto di deposito titoli (rispettivamente, il Conto e il Deposito Titoli) intestati al CLIENTE presso la BANCA. La BANCA tiene apposite evidenze contabili dei depositi delle somme di denaro e degli strumenti finanziari effettuati dal CLIENTE di tempo in tempo e garantisce che ogni operazione che interessa il Deposito Titoli trovi con - tropartita nel Conto (ovvero nei conti valuta) e viceversa, ad eccezione del caso in cui il CLIENTE abbia disposto il ritiro o il trasferimento totale o par ziale degli strumenti finanziari o della liquidità e ferma la possibilità di movimentare un singolo conto nelle ipotesi in cui ciò sia imposto dalle caratteristiche tecniche delle operazioni poste in essere (ad es., il depo sito di margini). La provvista relativa alle operazioni disposte dal CLIENTE nell espletamento delle attività di ricezione e trasmissione di ordini e di collocamento viene prelevata a valere sul Conto e sul Deposito Titoli. La BANCA ha la delega a movimentare il Conto e il Deposito Titoli nell ambito del mandato ricevuto dal CLIENTE. Le somme depositate sul Conto sono produttive di interessi nella misura indicata nel contratto sottoscritto con il CLIENTE. La BANCA custodisce i titoli, esige gli interessi e i dividendi, verifica i sor teggi per l attribuzione dei premi o per il rimborso del capitale, cura le riscossioni per conto del CLIENTE e il rinnovo del foglio cedole e, in gene rale, provvede alla normale tutela dei diritti inerenti ai titoli stessi. Per poter provvedere in tempo utile all incasso degli interessi o dei dividendi, la BANCA ha facoltà di staccare le cedole dai titoli con congruo anticipo rispetto alla scadenza. È facoltà della BANCA al fine di regolare le operazioni in valuta, immettere la liquidità in divisa di pertinenza del CLIENTE in singoli conti in valuta, rubricati come conto terzi, con l indicazione del nome del CLIENTE. Tutte le rimesse e i movimenti, in euro o in valuta, in dare e in avere, derivanti dall attività, gli accrediti per provvista, le somme derivanti dalla liquidazione di posizioni attive in strumenti finanziari, nonché gli addebiti per acquisti di tali strumenti, gli interessi maturati, le cedole riscosse e quant altro derivante in numerario saranno regolati mediante addebito e accredito sul Conto o sui conti in valuta. Tutte le consegne e i ritiri di strumenti finanziari a favore del CLIENTE, saranno accreditate/addebitate nel Deposito Titoli di sua pertinenza. 3.3 Sub deposito degli strumenti finanziari della Clientela. La BANCA è autorizzata dal CLIENTE, in base agli accordi sottoscritti nelle Condizioni Generali del contratto concernente la prestazione del servizio prescelto, a sub-depositare gli strumenti e i prodotti finanziari dello stesso CLIENTE presso organismi di deposito centralizzato e presso altri depositari abilitati, anche di diritto estero, qualora sia necessario per la prestazione dei Servizi avente ad oggetto i medesimi strumenti e prodotti finanziari trattati dalla BANCA. La BANCA comunica al CLIENTE gli estremi identificativi dei depositari abilitati di cui si avvale nonché le eventuali variazioni con apposita comunica - zione, che può essere resa anche nell ambito del rendiconto semestrale del deposito di custodia e amministrazione titoli. Eventuali sub-depositari sono scelti dalla BANCA sulla base delle competenze e della reputazione di mercato degli stessi tenendo anche conto delle disposizioni legislative o regolamentari ovvero di prassi esistenti nei mercati in cui gli stessi operano. In caso di sub deposito la BANCA accende conti ad essa intestati presso ciascun sub depositario, rubricati in conto terzi (c.d. conti omnibus), tenuti distinti da quelli di proprietà della stessa presso il medesimo sub depositario, nonché dai conti di proprietà del sub depositario. La BANCA mantiene evidenze degli strumenti finanziari di pertinenza di ciascun CLIENTE sub depositati presso i sub depositari, e riporta in ciascun conto di deposito di ogni CLIENTE la denominazione del sub depositario. Per tali conti non opera la compensazione convenzionale rispetto ai crediti vantati dai sub-depositari nei confronti della BANCA. La BANCA monitora periodicamente l attività svolta dagli eventuali subdepositari al fine di riesaminare l efficienza e l affidabilità del servizio da questi prestato. Nel caso di sub deposito degli strumenti finanziari, ed in specie nei casi in cui sia necessario sub-depositarli, per la natura degli stessi ovvero dei servizi e delle attività di investimento prestate, presso soggetti insediati in paesi i cui ordinamenti non prevedono una regolamentazione del deposito di strumenti finanziari per conto di terzi, il CLIENTE è esposto al rischio della confusione degli strumenti finanziari di sua pertinenza con quelli del sub depositario o dei Clienti di quest ultimo, nonché dell insolvenza o dell assoggettamento a procedure concorsuali o simili del sub depositario. La BANCA, tuttavia, mantiene nei confronti del CLIENTE la piena ed assoluta responsabilità del deposito, neutralizzando quindi i rischi appena rap presentati. 3.4 Utilizzo degli strumenti finanziari dei Clienti da parte della BANCA. La BANCA non potrà utilizzare, nell interesse proprio o di terzi, gli strumenti finanziari di pertinenza dei Clienti, salvo consenso scritto di questi ultimi, formalizzato in un apposito contratto. Tale contratto indicherà le controparti, le caratteristiche delle operazioni che possono essere effettuate, le garanzie fornite, nonché la responsabilità delle parti coinvolte nelle singole operazioni, le condizioni di restituzione degli strumenti finanziari e i rischi che ne derivano. 3.5 Sistema di indennizzo degli investitori o di garanzia dei depositi pertinente, descrizione generale delle modalità di copertura dello stesso. La BANCA aderisce al Fondo Nazionale di Garanzia, istituito a tutela degli investitori. Il Fondo Nazionale di Garanzia indennizza gli investitori, entro i limiti di importo previsti dall art. 5 del Decreto del Ministro del tesoro 14 novembre 1997 n. 485 per i crediti derivanti dalla prestazione dei Servizi di Investimento e del servizio accessorio di custodia e amministrazione degli strumenti finanziari nei confronti degli Intermediari nei casi di liquidazione coatta amministrativa, di fallimento o di concordato preventivo degli Intermediari medesimi. Nei termini e con le modalità meglio specificate nel Regolamento operativo approvato con i decreti del Ministero del tesoro, del Bilancio e della pro - grammazione economica del 30 giugno 1998 e del 29 marzo 2001 e del Ministero dell economia e delle finanze del 19 giugno 2007, l investitore che ne abbia i requisiti potrà presentare istanza di indennizzo, a mezzo racco - mandata con avviso di ricevimento indirizzata al Fondo stesso. La copertura finanziaria delle spese di funzionamento e degli interventi istituzionali del Fondo è a carico degli Intermediari aderenti. Il Fondo Nazionale di Garanzia, nel caso in cui la BANCA sia posta in liqui - dazione coatta amministrativa, indennizza gli investitori che ne facciano istanza fino all importo massimo di e , Diritto di garanzia e compensazione a) Diritto di garanzia In forza delle disposizioni contrattuali, la BANCA è investita del diritto di ritenzione sugli strumenti finanziari o valori di pertinenza del CLIENTE che siano comunque e per qualsiasi ragione detenuti dalla BANCA stessa o che pervengano ad essa successivamente, a tutela di qualunque suo credito verso il CLIENTE - anche se non liquido ed esigibile ed anche se cam biario o assistito da altra garanzia reale o personale - già in essere o che dovesse sorgere verso il CLIENTE, rappresentato, a titolo esemplificativo, da saldo passivo di conto corrente e/o dipendente da qualunque operazione bancaria o finanziaria, quale ad esempio: compravendita titoli e cambi, operazioni di intermediazione o prestazioni di servizi. Il diritto di ritenzione è esercitato sugli anzidetti strumenti finanziari o valori o loro parte per importi congruamente correlati ai crediti vantati dalla BANCA e comunque non superiori a due volte il predetto credito. b) Privilegio In caso di inadempimento del CLIENTE, la BANCA può valersi dei diritti ad essa spettanti ai sensi degli articoli 2761, commi 3 e 4, e 2756, commi 2 e 3, c.c., realizzando direttamente o a mezzo di altro intermediario abili tato un quantitativo degli strumenti finanziari depositati congruamente correlato al credito vantato dalla BANCA stessa. c) Diritto di compensazione In forza delle disposizioni contrattuali, quando esistono posizioni di debi - to/credito reciproche tra la BANCA ed il CLIENTE sullo stesso rapporto o in più rapporti o più conti di qualsiasi genere o natura, anche di deposito, ancorché intrattenuti presso dipendenze italiane ed estere della BANCA 6

7 medesima, ha luogo in ogni caso la compensazione di legge ad ogni suo effetto. Al verificarsi di una delle ipotesi previste dall art c.c., o al prodursi di eventi che incidano negativamente sulla situazione patrimoniale, finanziaria o economica del CLIENTE, in modo tale da porre palesemente in pericolo il recupero del credito vantato dalla BANCA, quest ultima ha altresì il diritto di valersi della compensazione ancorché i crediti, seppure in valute differenti, non siano liquidi ed esigibili e ciò in qualunque momento senza obbligo di preavviso e/o formalità, fermo restando che dell intervenuta compensazione la BANCA darà pronta comunicazione scritta al CLIENTE. 3.7 Policy in materia di conflitti di interesse. Le politiche di gestione dei conflitti di interesse adottate dalla BANCA sono illustrate nel documento Documento di sintesi della policy sui conflitti di interesse che costituisce un allegato al presente Documento e che viene consegnato unitamente allo stesso formandone parte integrante. Il docu mento è comunque disponibile per la consultazione anche sul sito della BANCA, presso la Sede e i Promotori Finanziari. La BANCA fornisce inoltre - nell ambito dei Servizi di Ricezione e Trasmis - sione di ordini, di Esecuzione di ordini per conto dei Clienti di colloca mento e distribuzione di strumenti finanziari e prodotti finanziari assicura tivi e bancari informazioni su eventuali conflitti relativi allo strumento o prodotto finanziario oggetto dell ordine o della disposizione. SEZIONE 4. INFORMAZIONI SUGLI STRUMENTI E I PRODOTTI FINAN- ZIARI Tipologie di strumenti e di prodotti finanziari trattati. a) Azioni; b) Obbligazioni, obbligazioni convertibili, Obbligazioni cum warrant, Titoli di Stato; c) Obbligazioni strutturate; d) Pronti contro termine; e) Certificati di deposito; f) Quote o azioni di organismi di investimento collettivo quali Fondi comuni di investimento armonizzati e SICAV; g) Exchange Traded Fund (ETF); h) Exchange Trade Commodity (ETC); i) Prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione (Unit Linked, Index Linked e piani di capitalizzazione); j) Strumenti finanziari derivati; k) Certificates; l) Warrant e covered warrant. Le seguenti informazioni hanno la finalità di indicare le caratteristiche di base degli strumenti e dei prodotti finanziari trattati dalla BANCA e dei rischi agli stessi pertinenti. PARTE A INFORMAZIONI SULLA NATURA E SUI RISCHI DEGLI STRUMENTI FINANZIARI 1. Le tipologie di prodotti e strumenti finanziari trattati 1.1 Titoli di capitale e titoli di debito Occorre distinguere innanzitutto tra titoli di capitale (i titoli più diffusi di tale categoria sono le azioni) e titoli di debito (tra i più diffusi titoli di debi to si ricordano i Titoli di Stato e le obbligazioni societarie), tenendo conto che: acquistando titoli di capitale si diviene soci della società emittente, par - tecipando al rischio economico della medesima; chi investe in titoli azionari ha diritto a percepire annualmente il dividendo sugli utili con seguiti nel periodo di riferimento che l assemblea dei soci deciderà di distribuire. L assemblea dei soci può comunque stabilire di non distri buire alcun dividendo. In particolare, le azioni attribuiscono al possessore specifici diritti: diritti amministrativi (diritto di voto, diritto di impugnativa delle delibere assembleari, diritto di recesso, diritto di opzione) e diritti economico-patrimoniali (diritto al dividendo, diritto di rimborso). Le principali tipologie di azioni garantiscono il diritto di voto, ossia il diritto di partecipare ai fatti societari e alla formazione della volontà assembleare. L ordinamento italiano vieta l emissione di azioni a voto plurimo, ma ammette la possibilità di emettere categorie speciali di azioni caratterizzate da alcune differenze o limitazioni nell esercizio del diritto di voto: azioni prive del diritto di voto, azioni con diritto di voto limitato oppure subordinato. Altre categorie di azioni si differenziano, invece, per la diversa regolamentazione dei diritti economico-patrimo niali ad essa associati. I titoli azionari devono essere di uguale valore e conferiscono ai loro possessori uguali diritti nell ambito della medesima categoria. Le principali categorie speciali di azioni, diverse dalle azioni ordinarie, sono: azioni postergate nelle perdite, che si caratterizzano per la diversa incidenza della partecipazione nelle perdite; azioni privilegiate nella distribuzione degli utili, a cui è attribuita una quota maggiorata di utili rispetto a quella di competenza delle azioni ordinarie, o a cui è attribuita una priorità temporale nella distribuzione egli utili rispetto alle azioni ordinarie; azioni di risparmio, che costituiscono azioni prive del diritto di voto, dotate di particolari privilegi di natura patrimoniale. Per blue chip si intende un titolo azionario emesso da una società ad elevata capitalizzazione. Sul mercato italiano tale soglia è fissata in ci milioni. Le blue chip sono scambiate su un particolare segmento del mercato MTA. Le small cap e le mid cap sono, invece, rispettivamente azioni di società a bassa e media capitalizzazione di mercato; acquistando titoli di debito si diviene finanziatori della società o degli enti che li hanno emessi e si ha diritto a percepire periodicamente gli interessi previsti dal regolamento dell emissione e, alla scadenza, al rimborso del capitale prestato. I titoli di debito si differenziano dai titoli di capitale (tra cui le azioni) per ché, mentre queste ultime assicurano al loro titolare il diritto di parteci pazione alla gestione della società e un dividendo che è subordinato all esistenza di utili, le prime attribuiscono al titolare solo un diritto di credito che deve essere comunque soddisfatto alla scadenza prevista, a prescindere dai risultati dell esercizio sociale. Nelle obbligazioni tradizionali, il sottoscrittore del titolo versa all emittente una somma di denaro che produce interessi e, ad una scadenza prefissata, viene restituita. Gli interessi possono essere corrisposti periodicamente, durante la vita del titolo, ovvero alla scadenza (zero coupon) e la misura può essere fissa (obbligazioni a tasso fisso) oppure variabile in relazione all andamento di tassi di mercato (obbligazioni a tasso variabile). Di seguito si descrivono alcune categorie particolari di obbligazioni: a) Obbligazioni corporate Nelle obbligazioni corporate l emittente, ossia il debitore, è rappresen tato da una società commerciale di diritto privato. Ogni titolo rappre senta una frazione di uguale valore nominale e con uguali diritti. Il pos sessore dell obbligazione diventa creditore della società emittente e ha diritto di ricevere il rimborso a scadenza dell importo previsto dal rego lamento del prestito più una remunerazione a titolo di interesse. b) Obbligazioni sovranazionali Sono obbligazioni emesse da istituzioni ed entità internazionali, tra cui la Banca Mondiale (World Bank), la Inter American Development Bank (IADB) e la Banca Europea degli investimenti (BEI) sono i principali emittenti di obbligazioni sovranazionali. c) Obbligazioni governative Le obbligazioni governative sono titoli del debito pubblico, ossia i tito li di debito emessi da un governo per finanziare il fabbisogno statale. In Italia i più diffusi sono i titoli del debito pubblico (BOT, BTP, CCT, CTZ, BTP). Di seguito si riporta una descrizione dei principali titoli di debito pub blico emessi dallo Stato italiano: - Buoni ordinari del Tesoro Sono titoli obbligazionari zero coupon a breve termine emessi dallo Stato Italiano per provvedere alla copertura del fabbisogno statale. Sono emessi con scadenze uguali o inferiori all anno e sono ammessi alla quotazione sui mercati regolamentati, segnatamente il mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato (MOT) per quantitativi limitati (lotti da ci o multipli) ed il mercato telematico a pronti dei titoli di Stato (MTS) per scambi non inferiori a 2,5 milioni di Euro. - Certificati del Tesoro zero coupon Sono titoli emessi dallo Stato Italiano con durata all emissione di 24 mesi, soggetti a riaperture che possono ridurne le durata originaria. La remunerazione è interamente determinata dallo scarto di emissione, pari alla differenza tra il valore nominale ed il prezzo corrisposto. - Certificati di Credito del Tesoro Sono titoli emessi dallo Stato Italiano a tasso variabile con la durata di 7 anni. Gli interessi vengono corrisposti con cedole posticipate semestrali indicizzate al rendimento dei Buoni Ordinari del Tesoro; sulla remunerazione incide anche lo scarto d emissione, dato dalla differenza tra il valore nominale ed il prezzo pagato. - Buoni del Tesoro Poliennali Sono titoli emessi dallo Stato Italiano a medio-lungo termine, con una cedola fissa pagata semestralmente. - Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all inflazione europea Sono titoli emessi dallo Stato Italiano in cui sia il capitale rimborsato a scadenza, sia le cedole pagate semestralmente sono rivalutati sulla base dell inflazione dell area Euro, misurata dall Indice Armonizzato dei prezzi al Consumo (IAPC) con esclusione del tabacco. d) Obbligazioni convertibili Le obbligazioni convertibili offrono al sottoscrittore la facoltà di rimane re creditore della società emittente (e quindi di conservare lo stato di obbligazionista), o di convertire le obbligazioni in azioni della società emittente o di altra società, diventando così azionista della società; e) Obbligazioni drop lock (obbligazioni a tasso variabile convertibili in obbligazioni a tasso fisso) Sono obbligazioni assistite da una particolare clausola di garanzia che ha come scopo di proteggere il sottoscrittore da un eccessivo ribasso dei tassi di interesse. Nell obbligazione drop lock viene stabilità sin dall inizio una soglia minima di rendimento (trigger rate) sotto il quale scatta la clausola di conversione automatica del prestito a tasso fisso, quest ultimo generalmente di poco superiore al trigger rate. 7

8 f) Obbligazioni in valuta o Eurobond Sono le cosiddette obbligazioni internazionali emesse da operatori di rilievo primario per finanziare il proprio fabbisogno di valuta. Gli Eurobond sono obbligazioni emesse in valuta diversa rispetto a quelle degli Stati in cui le obbligazioni stesse sono collocate. g) Obbligazioni subordinate Sono obbligazioni che, nel caso di insolvenza dell emittente, vengono rimborsate solo dopo le altre obbligazioni non subordinate emesse dall emittente. 1.2 Obbligazioni strutturate Sono definite strutturate le obbligazioni il cui rimborso e/o la cui remune - razione viene indicizzata all andamento dei prezzi di una delle seguenti attività finanziarie: i) azioni o panieri di azioni quotate in Borsa o in un altro stato; ii) indici azionari o panieri di indici azionari; iii) valute; iv) quote o azioni di OICR ; v) merci per le quali esiste un mercato di riferimento caratterizzato dalla disponibilità di informazioni continue e aggiornate sui prezzi delle attività negoziate. Le obbligazioni strutturate hanno come caratteristica comune modalità particolari di calcolo della cedola o del valore di rimborso, a volte parti - colarmente complesse. Alla categoria delle strutturate appartengono varie tipologie di obbligazioni. Alcune di queste mantengono la caratteri stica tipica dell obbligazione, e cioè la restituzione del capitale investito, presentando elementi di varia complessità per la determinazione degli interessi. Esempi di questo tipo sono le obbligazioni il cui rendimento, in quanto collegato ad eventi non conosciuti al momento dell emissione, è incerto (ad esempio le obbligazioni reverse floater e quelle linked), ovvero quelle con cedole inizialmente determinate ma non costanti nel tempo (ad esempio, le cosiddette step down e step up). Altre obbligazioni strutturate, invece, presentano notevoli differenze rispetto al concetto tradizionale di obbligazione, poiché non garantiscono la integrale restituzione del capitale. Costituisce, questa, una caratteristica di assoluto rilievo per il risparmiatore, in quanto muta radicalmente il profilo di rischio dell investimento e, specie nel passato, non sempre se ne è avuta consapevolezza. Appartengono a questo tipo le reverse. Le obbligazioni strutturate possono essere ammesse alla quotazione uffi ciale di borsa. In questo caso gli emittenti sono tenuti a pubblicare il pro spetto di quotazione dove sono descritte, anche attraverso opportune esemplificazioni, le caratteristiche del prodotto, il potenziale rendimento a fronte di possibili scenari futuri ipotizzati e i particolari aspetti di rischiosità alle stesse connessi. Non tutte le obbligazioni strutturate sono quotate su mercati regolamen tati e, qualora lo siano, i livelli di liquidità osservati non sono elevati. Questa circostanza può creare difficoltà nel caso in cui il sottoscrittore volesse vendere anticipatamente il proprio titolo, in quanto i prezzi potrebbero non riflettere il valore reale, anche perché il risparmiatore potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover vendere l obbligazione allo stesso emittente in posizione di unico compratore presente sul mercato. Di seguito si riporta la descrizione delle principali tipologie di obbligazio ni strutturate presenti oggi sul mercato italiano. Tutte le obbligazioni illu strate si caratterizzano per la presenza di elementi di varia complessità in relazione alla determinazione della cedola dovuta al sottoscrittore. Va per tanto posta una particolare attenzione alla struttura cedolare dell obbliga zione proposta. a) Le obbligazioni reverse convertible Le reverse convertible sono strumenti finanziari che promettono al sottoscrittore una cedola particolarmente elevata. Comportano però il rischio per l investitore di ricevere alla scadenza, in luogo del capitale inizialmen te versato, un numero di azioni il cui controvalore è inferiore all investimento originario. La reverse convertible è un prodotto finanziario strutturato in quanto presenta due componenti: una di tipo obbligazionario (nominale più cedola) e l altra derivativa (opzione put). Una reverse convertible, dunque, è un titolo collegato ad un altro titolo, generalmente un azione quotata, che dà diritto ad incassare una cedola di valore notevolmente superiore ai rendimenti di mercato. L elevato ren - dimento, però, deve essere valutato in rapporto al fatto che l emittente della reverse, con l acquisto dell opzione put, alla scadenza ha la facoltà di consegnare, in luogo del controvalore del titolo (e cioè di quanto ricevuto dall investitore), un quantitativo di azioni prestabilito dal contratto (nel caso di reverse del tipo physical delivery) ovvero il loro equivalente in denaro (tipo cash). Ovviamente, l emittente avrà interesse ad esercitare la facoltà solo nel caso che il valore dell azione scenda sotto un livello pre determinato. Pertanto chi acquista una reverse convertible confida che il valore dell azione sottostante rimanga immutato o, anche, che aumenti. In conclusione, le reverse convertible non possono essere assimilate al tradizionale investimento obbligazionario; a differenza delle obbligazioni, infatti, non garantiscono la restituzione del capitale investito che può ridursi in funzione dell andamento negativo dell azione sottostante. In linea teorica, il capitale investito può anche azzerarsi (ferma restando la percezione della cedola), nel caso limite in cui il valore dell azione sotto stante si annulli alla scadenza (o ad altra data prevista nel regolamento di emissione). b) Le obbligazioni linked Sono obbligazioni il cui rendimento è collegato all andamento di determi nati prodotti finanziari o reali, quali azioni o panieri di azioni (equity linked), indici (index linked), tassi di cambio (forex linked), merci (commodities linked), fondi comuni di investimento (funds linked) o altro. Il tasso di interesse corrisposto é generalmente inferiore a quello di mercato, mentre alla scadenza viene garantito il rimborso alla pari del prestito. Il risparmiatore ha però il vantaggio di poter ottenere alla scadenza un premio commisurato all andamento del prodotto finanziario sottostante. Per esempio, sottoscrivendo una obbligazione index linked, il risparmiatore di fatto compra sia una obbligazione che una opzione call sull indice sottostante. In realtà tale opzione non è gratuita, e l emittente ne recupera il costo corrispondendo un tasso di interesse inferiore a quello di mercato. L investitore sopporta il rischio tipico dell acquirente di un opzione: con il passare del tempo l opzione perde valore e solo se l andamento del tito lo sottostante supera il prezzo di esercizio fissato al momento dell emis sione percepirà un qualche flusso cedolare. Una versione più semplice di obbligazione di tipo linked, prevede la cor - responsione del solo premio a scadenza, senza il pagamento di cedole di interesse. In questo caso il premio incorpora anche il flusso di cedole non corrisposte nel corso della vita del prestito. c) Le obbligazioni step up e step down In generale, tale tipo di obbligazione è caratterizzata da una struttura cedolare predeterminata (quindi non soggetta ad alcuna incertezza) ma comunque variabile nel tempo. Tali emissioni, pertanto, sono molto simili ai titoli a tassi fissi, sebbene con la particolarità di corrispondere un flusso cedolare a livelli variabili. In particolare, le step down sono obbligazioni con cedole decrescenti nel tempo: le prime cedole sono elevate, mentre le successive sono via via decrescenti. Nelle step up si ha una struttura inversa, dove le cedole finali sono elevate, mentre le iniziali sono più basse. d) Le obbligazioni callable Si tratta di obbligazioni a tasso fisso munite di una clausola che attribuisce all emittente la facoltà di rimborsare anticipatamente il prestito. Ovviamente l emittente avrà interesse a rimborsare il prestito quando il tasso di mercato risulterà inferiore a quello fisso. Questo prodotto con sente all emittente una più facile gestione del rischio connesso ad una evoluzione a lui sfavorevole dei tassi di interesse. L opzione che l emittente si riserva deve evidentemente avere un valore per l investitore che pertanto dovrebbe ricevere un tasso superiore a quelli correnti di mercato. 1.3 Pronti contro termine L operazione di PCT consiste nell acquisto da parte del CLIENTE, ad una certa data (a pronti), di strumenti finanziari di proprietà della BANCA con contestuale riacquisto da parte della BANCA dal CLIENTE, alla scadenza convenuta (a termine), dei medesimi strumenti finanziari. Il CLIENTE, con - cordando preventivamente con la BANCA il controvalore da versare a pronti ed il controvalore che incasserà a termine, ottiene un rendimento predeterminato (Tasso PCT concordato) svincolato dall andamento dell attività finanziaria sottostante. Il rischio dipende dall affidabilità della BANCA che effettua l operazione di pronti contro termine. 1.4 Certificati di deposito Si tratta di titoli rappresentativi di un deposito vincolato caratterizzato dall acquisto della proprietà delle somme depositate dal CLIENTE da parte della BANCA, con obbligo di restituzione alla scadenza del termine pattuito. Il rapporto è documentato dal certificato, nominativo o al portatore, che contiene, tra l altro, l indicazione della scadenza e, per i certificati a tasso fisso con liquidazione degli interessi al termine del rapporto, della complessiva somma rimborsabile. Il rimborso viene effettuato: per i certificati di deposito nominativi, all intestatario o a chi sia stato da questi espressamente delegato; per i certificati di deposito al portatore, a qualsiasi possessore del titolo, anche se questo è intestato ad una persona o diversamente contrassegnato. I rischi connessi ai Certificati Deposito sono: Rischio di tasso: in caso di oscillazione dei tassi di mercato, può varia re il controvalore della cedola in corso e di tutte le cedole previste dal piano per i CD a tasso variabile, mentre tutte le cedole dei CD a tasso fisso rimangono costanti; Rischio di Cambio: determinato dalle variazioni del rapporto di cambio tra la divisa di riferimento (euro) e la divisa estera in cui è denominato l investimento; Rischio di liquidità: legato alla impossibilità per l investitore di liquidare parzialmente o totalmente l investimento prima della scadenza stabilita; Rischio di controparte: è rappresentato dalla possibilità che l Emittente non sia in grado di fare fronte alle obbligazioni assunte relativamente al pagamento delle cedole e/o del capitale. A fronte di questo rischio è prevista la copertura nei limiti di importo di e ,38 per ciascun depositante, delle disponibilità risultanti dal certificato nominativo per effetto dell adesione della BANCA al Fondo InterBANCArio di Tutela del Deposito. 1.5 I diritti di opzione Sono strumenti finanziari rappresentativi della facoltà, attribuita ai soci e ai possessori di obbligazioni convertibili, di sottoscrivere in sede di aumento di 8

9 capitale o di emissione di un nuovo prestito obbligazionario convertibile, un numero di titoli proporzionale alle azioni già possedute o potenzialmente detenibili in base al rapporto di conversione relativo alle obbligazioni convertibili ancora in essere. 1.6 Gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) Per organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) si intendono i fondi comuni di investimento e le società di investimento a capitale variabile (SICAV). Gli OICR si dividono in OICR armonizzati e OICR non armonizzati. Per OICR armonizzati si intendono i fondi comuni di investimento e le Società di investimento a capitale variabile (SICAV) conformi alla direttiva comu nitaria n. 85/611/CEE e successive modifiche. Con l emanazione della suddetta disciplina comunitaria si è inteso prevedere una serie di requisi ti minimi relativi alle procedure di autorizzazione, al controllo, alla struttu ra, alle attività ed alle informazioni ai quali un OICR deve uniformarsi. Il rispetto di tali requisiti di armonizzazione minimi consente, infatti, alla SGR o alla società di investimento a capitale variabile (SICAV) di offrire in un altro paese membro dell Unione europea rispettivamente le quote di propri fondi comuni e le proprie azioni in regime di libera commercializza zione, essendo assoggettate al controllo da parte dell autorità di vigilan za del proprio paese di origine. Per fondi non armonizzati si intende, invece, una particolare categoria di fondi comuni di investimento caratterizzati da una maggiore libertà di investimento del patrimonio raccolto rispetto ai fondi armonizzati. Ad essi, infatti, non vengono applicati i vincoli e le limitazioni previste dalla legge comunitaria per i fondi armonizzati. I fondi speculativi, per loro natura, sono fondi non armonizzati. a) Fondi comuni di investimento Per fondo comune di investimento si intende il patrimonio autonomo, sud - diviso in quote, di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte. Il patrimonio del fondo, sia esso aperto o chiuso, può essere rac colto mediante una o più emissioni. I fondi comuni di investimento sono isti tuiti e gestiti dalle società di gestione del risparmio (SGR). La SGR svolge un ruolo centrale nel funzionamento dei fondi comuni di investimento: essa gestisce il patrimonio affidatole dai risparmiatori. L attività di gestione si svolge mediante operazioni di acquisto e di vendita e ogni altro atto di amministrazione che sia ritenuto opportuno o utile per incrementare il valore del fondo ed eventualmente distribuirne i proventi ai partecipanti e che non sia precluso dalle norme legislative, dalle disposizione emanate dagli organi di vigilanza e dalle clausole del regolamento del fondo I fondi comuni di investimento possono essere aperti o chiusi. Per fondi aperti si intendono quei fondi i cui partecipanti hanno diritto di chiedere, in qualsiasi momento, il rimborso delle quote, secondo le modalità previste dalle regole di funzionamento del fondo. Per fondi chiusi si intendono quei fondi il cui diritto al rimborso delle quote viene riconosciuto ai partecipanti solo a scadenze predeterminate. Ogni fondo si caratterizza per avere una composizione del portafoglio predefinita in termini di classi di beni. Sotto questo profilo, i fondi si dividono in fondi mobiliari e fondi immobiliari; alla categoria dei fondi mobiliari appartengono le seguenti categorie di fondi: (i) azionari, (ii) bilanciati, (iii) obbligazionari; (iv) liquidità, (v) flessibili. I fondi immobiliari sono invece i fondi comuni che investono in immobili. b) Società di investimento a capitale variabile Le Società di investimento a capitale variabile (SICAV) raccolgono capitali tra i risparmiatori e li investono nei mercati finanziari. Si differenziano dai fondi comuni d investimento principalmente per il fatto che il sotto scrittore non acquista quote di partecipazione, ma azioni della società. Con l investimento in SICAV, infatti, si diviene azionisti con la possibilità di esercitare il diritto di voto. Le SICAV sono spesso uno stru mento multicomparto, che ripartisce il proprio patrimonio in diverse classi a cui è possibile aderire. Una volta aderito ad un comparto si ha la possibilità di trasferire il proprio investimento convertendo le azioni di un comparto in quelle di un altro. Oltre alla natura giuridica differente dei fondi comuni d investimento, la loro peculiarità consiste nell elevata specializzazione dei singoli comparti su diverse aree di mercato e/o settori in grado di soddisfare tutte le esigenze d investimento. c) Exchange Traded Funds Gli Exchange Traded Funds (sigla ETF, letteralmente fondi indicizzati quotati ) sono una particolare categoria di fondi o Sicav, caratterizzati dall avere la stessa composizione di un determinato indice di borsa; i certificati rappresentativi delle quote sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato. Gli ETF replicano infatti passivamente la composizione di un indice di mercato (geografico, settoriale, azionario o obbligazionario) e di conseguenza anche il suo rendimento. Gli ETF possono, pertanto, essere definiti come OICR aperti a gestione passiva la cui composizione è vincolata ad un benchmark di riferimento, ossia il paniere di titoli che compone un determinato indice. d) Exchange traded commodities Si tratta di fondi assimilabili agli Exchange Traded Funds che si prefiggo no di replicare l andamento di indici di prezzi di materie prime o di con tratti derivati su materie prime. e) Hedge Funds Si tratta di fondi che generano rendimenti non correlati con l andamento del mercato attraverso l utilizzo di una vasta gamma di strategie d inve - stimento. Essi godono della massima libertà nella scelta dei mercati e dei beni oggetto di investimento (mercato azionario, obbligazionario, dei deri - vati, o valutario). Le tre tipologie principali di hedge funds, all interno delle quali si indivi duano ulteriori sottocategorie, sono: - macro Fund: fondo che specula sull andamento di tassi di interessi, valute o mercati azionari; - arbitrage Fund: fondo che compie operazioni di arbitraggio; - equity Hedge Funds: fondi che comprano e vendono allo scoperto titoli azionari sui mercati regolamentati in funzione dell andamento del mercato. 1.7 I prodotti assicurativi finanziari Sono prodotti finanziari assicurativi le polizze unit linked ed index linked nonchè i contratti di capitalizzazione. a) Polizze index linked Le polizze index linked sono contratti di assicurazione sulla vita in cui il valore delle prestazioni è collegato (rectius indicizzato) all andamento di un determinato indice o di un altro valore di riferimento. In questo tipo di contratti, l indicizzazione serve ad adeguare, alle scadenze previste, il valore delle prestazioni assicurative legando il rendimento della polizza a un indice finanziario o all andamento di un altro valore di riferimento. I titoli sono individuati dalla compagnia di assicurazioni tra quelli indicati come ammissibili ai sensi della normativa assicurativa. E possibile classificare le polizze index linked in tre categorie: i) pure: il contratto non prevede né un rendimento minimo, né la restitu zione del capitale. Di conseguenza il guadagno o la perdita sono legati alle fluttuazione dell indice di riferimento; ii) a capitale parzialmente garantito: il contratto prevede che anche in caso di andamento negativo dell indice di riferimento all assicurato spet ti la parziale restituzione del capitale investito; iii) a capitale garantito: il contratto prevede la restituzione del premio versa to o investito. Nel caso delle index linked a rendimento minimo all assicura to viene restituito il capitale maggiorato di un tasso di interesse fisso annuo. b) Polizze unit linked Le assicurazioni unit linked sono contratti in cui l entità del capitale assi - curato dipende dall andamento del valore delle quote di fondi di investimento interni (appositamente costituiti dall impresa di assicurazio ne) o da fondi esterni (OICR, Organismi di investimento collettivo del risparmio) in cui vengono investiti i premi versati, dedotti i caricamenti, il costo per la copertura caso morte, le eventuali coperture accessorie e le commissioni di gestione. Analogamente alle index linked anche le polizze unit linked possono essere classificate in polizze: i) pure: in cui può verificarsi una perdita nel caso di deprezzamento delle quote del fondo; ii) garantite: in cui si garantisce all assicurato il rimborso del capitale investito eventualmente rivalutato di un determinato tasso di interesse. c) Contratti di capitalizzazione La capitalizzazione è il contratto con il quale l impresa di assicurazione si impegna a pagare una determinata somma di denaro dopo un certo numero di anni - non meno di cinque - a fronte del pagamento di premi unici o periodici. Ciò che caratterizza questi contratti è che le somme dovute dall Assicuratore non dipendono dal verificarsi di eventi attinenti la vita dell assicurato. 2. I rischi degli investimenti in strumenti finanziari Per apprezzare il rischio derivante da un investimento in strumenti finan ziari è necessario tenere presenti i seguenti elementi: 1) se lo strumento finanziario è considerato complesso o non complesso; 2) la variabilità del prezzo dello strumento finanziario; 3) la sua liquidità; 4) la divisa in cui è denominato; 5) altri fattori fonte di rischi generali. Un discorso a parte deve essere condotto con riguardo agli strumenti finanziari derivati e alle obbligazioni strutturate, che constano di una parte derivata. 2.1 Strumenti finanziari complessi e non complessi Sono strumenti finanziari non complessi le azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato o in mercato equivalente di un paese terzo, strumenti del mercato monetario, obbligazioni e altri titoli di debito (escluse le obbligazioni in titoli di debito che incorporano uno strumento derivato) OICR armonizzati. Sono altresì considerati strumenti finanziari non complessi tutti gli strumenti per i quali esista una possibilità frequente di trattazione, i cui prezzi sono pubblicamente disponibili o convalidati da sistemi di validazione indipen denti. Sono comunque esclusi gli strumenti finanziari derivati. Sono considerati strumenti finanziari complessi tutti gli strumenti derivati e gli strumenti finanziari non indicati al capoverso precedente o per i quali non esista una possibilità frequente di trattazione, dei prezzi pubblicamente disponibili o convalidati da un sistema di validazione indipendente. 2.2 La variabilità del prezzo. Il prezzo di ciascun strumento finanziario dipende da numerose circo stanze e può variare in modo più o meno accentuato a seconda della sua natura Titoli di capitale e titoli di debito Occorre distinguere innanzitutto tra titoli di capitale (ed in particolare le azio- 9

10 ni) e titoli di debito (tra cui obbligazioni, certificati di deposito e gli strumenti del mercato monetario descritti in precedenza). A parità di altre condizioni, un titolo di capitale è più rischioso di un titolo di debito, in quanto la remunerazione spettante a chi lo possiede è mag - giormente legata all andamento economico della società emittente. Il detentore di titoli di debito invece rischierà di non essere remunerato solo in caso di dissesto finanziario della società emittente. Inoltre, in caso di fallimento della società emittente, i detentori di titoli di debito potranno partecipare, con gli altri creditori, alla suddivisione, che comunque si realizza in tempi solitamente molto lunghi dei proventi deri vanti dal realizzo delle attività della società, mentre è pressoché escluso che i detentori di titoli di capitale possano vedersi restituire una parte di quanto investito Rischio specifico e rischio generico. Sia per i titoli di capitale che per i titoli di debito, il rischio può essere idealmente scomposto in due componenti: il rischio specifico ed il rischio generico (o sistematico). Il rischio specifico dipende dalle caratteristiche peculiari dell emittente (vedi il successivo punto 2.2.3) e può essere dimi nuito sostanzialmente attraverso la suddivisione del proprio investimento tra titoli emessi da emittenti diversi (diversificazione del portafoglio), mentre il rischio sistematico rappresenta quella parte di variabilità del prezzo di ciascun titolo che dipende dalle fluttuazioni del mercato e non può essere eliminato per il tramite della diversificazione. Il rischio sistematico per i titoli di capitale trattati su un mercato organiz zato si origina dalle variazioni del mercato in generale; variazioni che pos sono essere identificate nei movimenti dell indice del mercato. Il rischio sistematico dei titoli di debito (vedi il successivo punto 2.2.4) si origina dalle fluttuazioni dei tassi d interesse di mercato che si ripercuo tono sui prezzi (e quindi sui rendimenti) dei titoli in modo tanto più accen tuato quanto più lunga è la loro vita residua; la vita residua di un titolo ad una certa data è rappresentata dal periodo di tempo che deve trascorre re da tale data al momento del suo rimborso Il rischio emittente. Per gli investimenti in strumenti finanziari è fondamentale apprezzare la solidità patrimoniale delle società emittenti e le prospettive economiche delle medesime tenuto conto delle caratteristiche dei settori in cui le stes se operano. Si deve considerare che i prezzi dei titoli di capitale riflettono in ogni momento una media delle aspettative che i partecipanti al mercato hanno circa le prospettive di guadagno delle imprese emittenti. Con riferimento ai titoli di debito, il rischio che le società o gli enti finanziari emittenti non siano in grado di pagare gli interessi o di rimborsare il capitale prestato si riflette nella misura degli interessi che tali obbligazioni garantiscono all investitore. Quanto maggiore è la rischiosità percepita dell emittente tanto maggiore è il tasso d interesse che l emittente dovrà corrispondere all investitore. Per valutare la congruità del tasso d interesse pagato da un titolo si devono tenere presenti i tassi d interessi corrisposti dagli emittenti il cui rischio è considerato più basso, ed in particolare il rendimento offerto dai titoli di Stato, con riferimento a emissioni con pari scadenza. Inoltre, al fine di valutare la rischiosità di uno strumento finanziario si deve tener presente il rating, ossia, secondo la definizione di Borsa Italiana SpA, il giudizio assegnato da un agenzia specializzata indipendente, espresso da un codice alfanumerico, riguardante il merito di credito di una società emittente titoli o di una particolare emissione di titoli. Il rating fornisce un informazione sul grado di rischio degli emittenti, ossia sulla capacità di assolvere puntualmente ai propri impegni di pagamento. L assegnazione di un rating agevola anche gli emittenti nel processo di pricing e di collocamento dei titoli emessi. Le agenzie di rating assegnano un punteggio (il rating, appunto) sulla base di una graduatoria (o scala di valutazione). Il giudizio può anche differire in funzione dell agenzia che ha condotto la valutazione. Nel fornire il proprio giudizio le agenzie di rating si basano su un analisi dettagliata della situazione finanziaria della società da valutare (financial profile), sull analisi del settore di appartenenza della società e sul posi - zionamento di questa all interno del settore (business), su visite presso la società e incontri con il management. Il giudizio di rating è anche sottoposto a periodiche revisioni al fine di cogliere tempestivamente eventuali cambiamenti all interno della società o del settore di appartenenza. Nel caso di miglioramento del giudizio si parla di upgrade, mentre nel caso di peggioramento di downgrade. Si distingue tra rating dell emittente e rating di un emissione. Il rating di un emittente (detto anche rating di controparte o issuer credit rating) fornisce una valutazione globale della solvibilità di un determinato soggetto. Il rating di un emissione valuta la capacità dell emittente di rimborsare il capitale e corrispondere gli interessi alla data stabilita. Il rating è uno strumento utile per un investitore poiché gli consente di valutare il rischio di credito connesso all investimento in un determinato strumento finanziario e, dunque, il rendimento atteso ad esso associato. Di norma, quanto maggiore è il rating di una società, tanto minore è il rischio per l investitore di non vedersi remunerato il proprio credito e quindi tanto minore è il tasso di interesse pagato dall emittente. Di seguito si riporta una tabella con le scale di rating delle due principali agenzie specializzate (Standard & Poor s e Moody s). Titoli Investment grade S & P Moody s Descrizione AAA Aaa E il rating più alto. Indica che la capacità di AA + Aa1 rimborso dell emittente è estremamente garantita. AA Aa2 Obbligazione più suscettibile alle condizioni di AA- Aa3 di mercato. La capacità di rimborso dell emittente A+ A1 è comunque ben garantita. A A2 Affidabilità creditizia comunque buona, ma, a fronte A- A3 di particolari condizioni di mercato, l emittente BBB+ Baa1 potrebbe avere qualche difficoltà in più a rimborsare. BBB Baa2 Emittente in grado di provvedere al rimborso, BBB- Baa3 ma con potenziali problemi di solvibilità a fronte di condizioni economiche avverse. Titoli Speculative grade S & P Moody s Descrizione BB+ Ba1 Titoli con significative caratteristiche speculative. BB Ba2 Sono titoli maggiormente esposti alle fluttuazioni BB- Ba3 del mercato. Emittente in grado di rimborsare a B+ B1 fronte di condizioni economiche stabili. B B2 Particolare incertezza sul rimborso del capitale B- B3 a scadenza: titoli molto speculativi. CCC+ Caa Titoli molto rischiosi, in quanto le caratteristiche CCC patrimoniali dell emittente non garantiscono CCC- nel medio / lungo periodo una sicura capacità di rimborso. CC Possibilità di insolvenza del debitore: Ca titoli molto rischiosi. C C Probabilità minima di rimborso a scadenza. D Emittente in stato di insolvenza Il rischio d interesse. Con riferimento ai titoli di debito, l investitore deve tener presente che la misura effettiva degli interessi si adegua continuamente alle condizioni di mercato attraverso variazioni del prezzo dei titoli stessi. Il rendimento di un titolo di debito si avvicinerà a quello incorporato nel titolo stesso al momento dell acquisto solo nel caso in cui il titolo stesso venisse dete nuto dall investitore fino alla scadenza. Qualora l investitore avesse necessità di smobilizzare l investimento prima della scadenza del titolo, il rendimento effettivo potrebbe rivelarsi diverso da quello garantito dal titolo al momento del suo acquisto. In particolare, per i titoli che prevedono il pagamento di interessi in modo predefinito e non modificabile nel corso della durata del prestito (titoli a tasso fisso), più lunga è la vita residua maggiore è la variabilità del prezzo del titolo stesso rispetto a variazioni dei tassi d interesse di mercato. Ad esempio, si consideri un titolo zero coupon - titolo a tasso fisso che prevede il pagamento degli interessi in un unica soluzione alla fine del periodo - con vita residua 10 anni e rendimento del 10% all anno; l aumento di un punto percentuale dei tassi di mercato determina, per il titolo suddetto, una diminuzione del prezzo del 8,6%. Inoltre, più bassi sono i tassi offerti dal mercato maggiore è la volatilità implicita in quanto la vita residua espressa in termini di durata finanziaria di un titolo tende ad aumentare con tassi bassi e diminuire con tassi più elevati in un rapporto investo. E dunque importante per l investitore, al fine di valutare l adeguatezza del proprio investimento in questa categoria di titoli, verificare entro quali tempi potrà avere necessità di smobilizzare l investimento L effetto della diversificazione degli investimenti. Gli organismi di investimento collettivo Come si è accennato, il rischio specifico di un particolare strumento finanziario può essere eliminato attraverso la diversificazione, cioè suddividendo l investimento tra più strumenti finanziari. La diversificazione può tuttavia risultare costosa e difficile da attuare per un investitore con un patrimonio limitato. L investitore può raggiungere un elevato grado di diversificazione a costi contenuti investendo il proprio patrimonio in quote o azioni di organismi di investimento collettivo (fondi comuni d investi mento e Società d investimento a capitale variabile - SICAV). Questi orga nismi investono le disponibilità versate dai risparmiatori tra le diverse tipologie di titoli previsti dai regolamenti o programmi di investimento adottati. Con riferimento a fondi comuni aperti, ad esempio, i risparmiatori posso no entrare o uscire dall investimento acquistando o vendendo le quote del fondo sulla base del valore teorico (maggiorato o diminuito delle commissioni previste) della quota; valore che si ottiene dividendo il valore dell intero portafoglio gestito del fondo, calcolato ai prezzi di mercato, per il numero delle quote in circolazione. Occorre sottolineare che gli investimenti in queste tipologie di strumenti finanziari possono comunque risultare rischiosi a causa delle caratteristiche degli strumenti finanziari in cui prevedono d investire (ad esempio, fondi che 10

11 investono solo in titoli emessi da società operanti in un particolare settore o in titoli emessi da società aventi sede in determinati Stati) oppure a causa di una insufficiente diversificazione degli investimenti Exchange Trade Commodity (ETC) Risentono del rischio di mercato e merceologico, nonché del rischio di insolvenza della società emittente Prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione (Unit Linked e Index Linked) Con riferimento alle polizze unit linked ed index linked occorre tener pre sente che: nelle polizze index linked il rendimento ottenibile da questa tipologia di contratti è soggetto alle oscillazioni dell indice o del titolo di riferimento che, soprattutto nei contratti di breve durata, può risentire di cicli econo mici negativi; nelle polizze unit linked il rendimento ottenibile da questa tipologia di prodotto è legato alle oscillazioni del valore delle quote del fondo cui è legato il valore della polizza. 2.3 La liquidità. La liquidità di uno strumento finanziario consiste nella sua attitudine a tra - sformarsi prontamente in moneta senza perdita di valore. Essa dipende in primo luogo dalle caratteristiche del mercato in cui il tito lo è trattato. In generale, a parità di altre condizioni, i titoli trattati su mercati organizzati sono più liquidi dei titoli non trattati su detti mercati. Questo in quanto la domanda e l offerta di titoli viene convogliata in gran parte su tali mercati e quindi i prezzi ivi rilevati sono più affidabili quali indicatori dell effettivo valore degli strumenti finanziari. Occorre tuttavia considerare che lo smobilizzo di titoli trattati in mercati organizzati a cui sia difficile accedere, perché aventi sede in paesi lontani o per altri motivi, può comunque comportare per l investitore difficoltà di liquidare i propri investimenti e la necessità di sostenere costi aggiuntivi anche per la frammentazione della liquidità derivante dalla soppressione dell obbligo di concentrazione delle operazioni nei mercati regolamentati. 2.4 La divisa. Qualora uno strumento finanziario sia denominato in una divisa diversa da quella di riferimento per l investitore, tipicamente l euro per l investitore italiano, al fine di valutare la rischiosità complessiva dell investimento occorre tenere presente la volatilità del rapporto di cambio tra la divisa di riferimento (l euro) e la divisa estera in cui è denominato l investimento. L investitore deve considerare che i rapporti di cambio con le divise di molti paesi, in particolare di quelli in via di sviluppo, sono altamente vola tili e che comunque l andamento dei tassi di cambio può condizionare il risultato complessivo dell investimento. 2.5 Gli altri fattori fonte di rischi generali Commissioni e oneri. Prima di avviare l operatività, l investitore deve ottenere dettagliate informa - zioni a riguardo di tutte le commissioni, spese ed altri oneri che saranno dovute alla BANCA. Tali informazioni devono essere comunque riportate nel contratto concluso con i Clienti. L investitore deve sempre considerare che tali oneri andranno sottratti ai guadagni eventualmente ottenuti nelle operazioni effettuate, mentre si aggiungeranno alle perdite subite Operazioni eseguite in mercati aventi sede in altre giurisdizioni extracomunitarie. Le operazioni eseguite su mercati aventi sede in paesi extracomunitari, incluse le operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari trattati anche in mercati nazionali, potrebbero esporre l investitore a rischi aggiuntivi. Tali mercati potrebbero essere regolati in modo da offrire ridotte garanzie e protezioni agli investitori. Prima di eseguire qualsiasi operazione su tali mercati, l investitore dovrebbe informarsi sulle regole che riguardano tali operazioni. Deve inoltre considerare che, in tali casi, l autorità di control lo sarà impossibilitata ad assicurare il rispetto delle norme vigenti nelle giurisdizioni dove le operazioni vengono eseguite. L investitore dovrebbe quindi informarsi circa le norme vigenti su tali mercati e le eventuali azioni che possono essere intraprese con riferimento a tali operazioni Operazioni eseguite fuori da mercati regolamentati o MTF La BANCA può eseguire operazioni fuori dai mercati regolamentati o MTF. La BANCA potrebbe anche porsi in diretta contropartita del CLIENTE (agire, cioè, in conto proprio) o rivolgersi ad un internalizzatore sistematico. Per le operazioni effettuate fuori dai mercati organizzati può risultare difficoltoso o impossibile liquidare uno strumento finanziario o apprezzarne il valore effettivo e valutare l effettiva esposizione al rischio, in particolare qualora lo strumento finanziario non sia trattato su alcun mercato organizzato. Per questi motivi, tali operazioni comportano l assunzione di rischi più elevati. Prima di effettuare tali tipologie di operazioni l investitore deve assumere tutte le informazioni rilevanti sulle medesime, le norme applicabili ed i rischi conseguenti. PARTE B INFORMAZIONI SULLA NATURA E SUI RISCHI DEGLI STRU- MENTI FINANZIARI DERIVATI 1. Gli strumenti finanziari derivati Il termine derivati indica la caratteristica principale di questi prodotti: il loro valore deriva dall andamento del valore di una attività ovvero dal verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente. L attività, ovvero l evento, che possono essere di qualsiasi natura o genere, costituiscono il sottostante del prodotto derivato. La relazione determinabile attraverso funzioni matematiche che lega il valore del derivato al sottostante costituisce il risultato finanziario del deri - vato, detto anche pay off. Gli strumenti finanziari derivati sono utilizzati principalmente per tre fina lità: ridurre il rischio finanziario di un portafoglio preesistente (finalità di copertura); assumere esposizioni al rischio al fine di conseguire un profitto (finalità speculativa); conseguire un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul sottostante tali da cogliere eventuali differenze di valo - rizzazione (finalità di arbitraggio). I derivati si distinguono inoltre in: derivati negoziati su mercati regolamentati; derivati negoziati su mercati non regolamentati, cd. over the counter (OTC). a) Contratti a termine Un contratto a termine è un accordo tra due soggetti per la consegna di una determinata quantità di un certo sottostante ad un prezzo (prezzo di consegna) e ad una data (data di scadenza o maturity date) prefissati. Il sottostante può essere di vario tipo: attività finanziarie, come azioni, obbligazioni, valute, strumenti finanziari derivati, ecc.; merci, come petrolio, oro, grano, ecc.. L acquirente del contratto a termine (vale a dire colui che si impegna alla scadenza a corrispondere il prezzo di consegna per ricevere il sottostante) apre una posizione lunga (long position), mentre il venditore (vale a dire colui che si impegna alla scadenza a consegnare il sottostante per ricevere il prezzo di consegna) apre una posizione corta (short position). I contratti a termine sono generalmente strutturati in modo che, al momento della loro conclusione, le due prestazioni siano equivalenti. Ciò è ottenuto ponendo il prezzo di consegna, cioè quello del contratto, pari al prezzo a termine. Quest ultimo è uguale al prezzo corrente del sot tostante (c.d. prezzo a pronti o, anche, prezzo spot) maggiorato del valo re finanziario del tempo intercorrente tra la data di stipula e la data di sca denza. Va da sé che, se inizialmente il prezzo a termine coincide con il prezzo di consegna, successivamente, durante la vita del contratto, si modificherà in ragione, essenzialmente, dei movimenti del prezzo corrente che il sot - tostante via via assume. Le variazioni del valore del sottostante determinano il profilo di rischio/rendimento di un contratto a termine, che può essere così rias sunto: - per l acquirente del contratto, cioè colui che deve comprare un certo bene ad una certa data e ad un prezzo già fissato nel contratto, il rischio è rappresentato dal deprezzamento del bene. In questo caso, infatti, egli sarebbe comunque costretto a pagare il prezzo già fissato nel contratto per un bene il cui valore di mercato è minore del prezzo da pagare: se l acquirente non fosse vincolato dal contratto, potrebbe più vantaggiosa mente acquistare il bene sul mercato ad un prezzo minore. Per la ragione opposta, in caso di apprezzamento del sottostante, egli maturerà un gua dagno, in quanto acquisterà ad un certo prezzo ciò che vale di più. - per il venditore del contratto, cioè colui che deve vendere un certo bene ad una certa data e ad un prezzo già fissato nel contratto, il rischio è rappresentato dall apprezzamento del bene. L impegno contrattuale, infatti, lo costringe a vendere il bene ad un prezzo inferiore a quello che realizzerebbe sul mercato. Conseguirà invece un guadagno in caso di deprezzamento del sottostante, in quanto, grazie al contratto stipulato, venderà il bene ad un prezzo superiore a quello di mercato. L esecuzione del contratto alla scadenza può realizzarsi con: - l effettiva consegna del bene sottostante da parte del venditore all ac - quirente, dietro pagamento del prezzo di consegna: in questo caso si parla di consegna fisica o physical delivery; - il pagamento del differenziale in denaro tra il prezzo corrente del sotto - stante, al momento della scadenza, e - il prezzo di consegna indicato nel contratto. Tale differenza, se positiva, sarà dovuta dal venditore all acqui rente del contratto, e viceversa se negativa: in questo caso si parla di consegna per differenziale o cash settlement. Le principali tipologie di contratti a termine sono i contratti forward ed i contratti futures. Contratti forward I contratti forward si caratterizzano per il fatto di essere stipulati fuori dai mercati regolamentati. Il prezzo di consegna è anche detto forward price. Per comprendere il funzionamento di questo strumento è utile analizzare i flussi di cassa che ne derivano, ovvero i pagamenti che vengono scam biati fra le due parti durante tutta la vita del contratto. 11

12 Nel contratto forward, gli unici flussi di cassa si manifestano alla scaden za, quando l acquirente riceve il bene sottostante in cambio del prezzo concordato nel contratto (physical delivery), ovvero le due parti si scam biano la differenza fra il prezzo di mercato dell attività alla scadenza ed il prezzo di consegna indicato nel contratto che, se positiva, sarà dovuta dal venditore all acquirente e viceversa se negativa (cash settlement). Non sono previsti, invece, flussi di cassa intermedi durante la vita del con - tratto, sebbene in questo periodo il prezzo a termine del bene sottostante sia soggetto a modifiche in funzione, essenzialmente, dell andamento del relativo prezzo corrente di mercato. Di norma, non sono previsti flussi di cassa neanche alla data di stipula, considerato che, come tutti i con tratti a termine, sono generalmente strutturati in modo da rendere equi valenti le due prestazioni. Contratti future Anche i future sono contratti a termine. Si differenziano dai forward per essere standardizzati e negoziati sui mercati regolamentati. Il loro prezzo che risulta, come tutti i titoli quotati, dalle negoziazioni - è anche detto future price. Il future price corrisponde al prezzo di consegna dei contratti forward ma, essendo quotato, non è propriamente contrattato fra le parti in quanto, come tutti i titoli quotati, è il risultato dell incontro delle proposte di acqui sto immesse da chi vuole acquistare con le proposte di vendita immesse da chi intende vendere. Viene di norma indicato in punti indice. In relazione all attività sottostante il contratto future assume diverse denominazioni: commodity future, se è una merce, e financial future se è un attività finanziaria. Ulteriore elemento distintivo rispetto ai forward, connesso alla loro nego - ziazione in mercati regolamentati, è la presenza di una controparte unica per tutte le transazioni, la clearing house, che per il mercato italiano è la Cassa di compensazione e garanzia. Suo compito è di assicurare il buon fine delle operazioni e la liquidazione (intesa come calcolo) e correspon sione giornaliera dei profitti e delle perdite conseguiti dalle parti. La clearing house si interpone in tutte le transazioni concluse sul merca to dei future: quando due soggetti compravendono un contratto, ne danno immediata comunicazione alla clearing house che procede a comprare il future dalla parte che ha venduto e a venderlo alla parte che ha comprato. In tal modo, in caso di inadempimento di una delle due parti, la clearing house si sostituisce nei suoi obblighi, garantendo il buon esito della transazione, salvo poi rivalersi sul soggetto inadempiente. b) Gli swap La traduzione letterale di swap, cioè scambio, identifica la sostanza del contratto: due parti si accordano per scambiare tra di loro flussi di paga menti (anche detti flussi di cassa) a date certe. I pagamenti possono esse re espressi nella stessa valuta o in valute differenti ed il loro ammontare è determinato in relazione ad un sottostante. Gli swap sono contratti OTC (over-thecounter) e, quindi, non negoziati su mercati regolamentati. Il sottostante può essere di vario tipo e influenza notevolmente le carat - teristiche del contratto che può assumere, nella prassi, svariate forme. I contratti swap sono generalmente costituiti in modo tale che, al momento della stipula, le prestazioni previste sono equivalenti. In altri termini, è reso nullo il valore iniziale del contratto, così da non generare alcun flusso di cassa iniziale per compensare la parte gravata dalla prestazione di maggior valore. Se al momento della stipula le due prestazioni sono equivalenti, non è detto che lo rimangano per tutta la vita del contratto. Anzi, è proprio la variazione del valore delle prestazioni che genera il profilo di rischio/ren dimento: la parte che è tenuta ad una prestazione il cui valore si è deprez zato rispetto al valore iniziale (e, quindi, rispetto alla controprestazione) maturerà un guadagno e viceversa. La caratteristica essenziale delle operazioni di swap cioè quella di scambiare dei flussi di cassa, connessi ad un attività sottostante, con altri flussi di cassa di diverso tipo determina la creazione di nuove oppor tunità finanziarie altrimenti non conseguibili. Queste opportunità possono essere sfruttate in funzione di molteplici esigenze, che possono essere di copertura, di speculazione o di arbitraggio, a seconda delle finalità che l operatore si pone. c) Le opzioni Un opzione è un contratto che attribuisce il diritto, ma non l obbligo, di comprare (opzione call) o vendere (opzione put) una data quantità di un bene (sottostante) ad un prezzo prefissato (strike price o prezzo di esercizio) entro una certa data (scadenza o maturità), nel qual caso si parla di opzione americana, o al raggiungimento della stessa, nel qual caso si parla di opzione europea. Il bene sottostante al contratto di opzione può essere: un attività finanziaria, come azioni, obbligazioni, valute, strumenti finan ziari derivati, ecc.; una merce, come petrolio, oro, grano, ecc.; un evento di varia natura. In ogni caso il sottostante deve essere scambiato su un mercato con quo - tazioni ufficiali o pubblicamente riconosciute ovvero, nel caso di evento, oggettivamente riscontrabile. Le due parti del contratto di opzione sono chiamate compratore (c.d. holder) e venditore (c.d. writer) dell opzione. Il compratore, dietro pagamento di una somma di denaro, detta premio, acquista il diritto di vendere o comprare l attività sottostante. Il venditore percepisce il premio e, in cambio, è obbligato alla vendita o all acquisto del bene sottostante su richiesta del compratore. Secondo la terminologia usata dagli operatori, il compratore apre una posizione lunga (long position), mentre il venditore apre una posizione corta (short position). Nel momento in cui il compratore dell opzione esercita il diritto, cioè deci de di acquistare (call) o vendere (put), si verificano i seguenti scenari: nel caso di opzione call, il compratore dell opzione call riceverà dal venditore la differenza fra il prezzo corrente del sottostante (c.d. prezzo spot) e prezzo di esercizio; nel caso di put, il compratore dell opzione riceverà la differenza tra prezzo di esercizio e prezzo spot. La differenza fra prezzo spot e prezzo di esercizio, nel caso della call, e prezzo di esercizio e prezzo spot, nel caso della put, è comunemente detta valore intrinseco. Il valore intrinseco non può assumere valori negativi in quanto il portato re ha il diritto, ma non l obbligo, di acquistare o vendere; pertanto, nel caso in cui il prezzo corrente del sottostante al momento dell esercizio fosse inferiore al prezzo di esercizio della call (o viceversa per la put), eviterà semplicemente di esercitare il diritto, con una perdita limitata alle somme pagate per il premio. La relazione fra prezzo spot del sottostante e prezzo di esercizio determi na anche la cosiddetta moneyness di un opzione. Questo concetto espri me la distanza fra i due prezzi. La moneyness distingue le opzioni in: at-the-money quando il suo prezzo di esercizio è esattamente pari al prezzo corrente (il valore intrinseco è quindi nullo); in-the-money quando l acquirente percepisce un profitto dall esercizio (valore intrinseco positivo, cosiddetto pay-off positivo): pertanto, una call è in-the-money quando lo strike è inferiore allo spot, mentre, al contrario, una put è in-the-money quando lo strike è superiore allo spot (quando questa differenza è molto ampia si parla di opzioni deep in-the-money); out-of-the-money quando all esercizio del diritto non corrisponderebbe alcun pay-off positivo per l acquirente (il valore intrinseco avrebbe valore negativo il che, peraltro, come già detto, non si verifica in quanto l acqui - rente dell opzione rinuncia all esercizio): pertanto, una call è out-of-themoney quando lo strike è superiore allo spot, mentre una put è out-of-themoney quando lo strike è inferiore allo spot. Nel caso in cui la differenza sia molto ampia si parla di opzione deep out-of-the-money. L esecuzione del contratto, per le opzioni in-the-money, può realizzarsi: con l effettiva consegna del bene sottostante, e allora si parla di consegna fisica o physical delivery; con la consegna del differenziale in denaro tra il prezzo corrente del sot - tostante e il prezzo di esercizio (cash settlement). d) I certificates Secondo la definizione di Borsa Italiana SpA, i certificates sono strumenti finanziari derivati negoziati sui mercati regolamentati che replicano, con o senza effetto leva, l andamento dell attività sottostante. Si distinguono i certificates senza effetto leva e i certificates con leva. I certificates senza effetto leva, anche detti investment certificates, costi - tuiscono, sia in termini di capitale investito che in termini di rischio, un al - ternativa all investimento diretto nel sottostante. In questa categoria sono ricompresi: i certificates che replicano semplicemente la performance dell un derlying (detti comunemente benchmark) vantaggiosi in caso di sottostanti altrimenti difficilmente raggiungibili da investitori privati (quali ad esempio indici, valute, future sul petrolio, oro e argento) e i certificates che permettono, attraverso opzioni a carattere accessorio, la realizzazione di strategie di investimento più complesse (che mirano ad esempio alla protezione parziale o totale del capitale investito oppure all ottenimento di performance migliori di quelle ottenute dal sottostante stesso in particolari condizioni di mercato). I primi sono ricompresi nel segmento investment certificates classe a) di SeDex, i secondi nel segmento investment certificates classe b). I certificates con leva, detti anche leverage certificates, possono essere sia bull che bear. I bull leverage certificates sono strumenti finanziari che consentono all investitore di assumere una posizione rialzista (per l appunto bull) sul sottostante impiegando solo una frazione del valore richiesto per l acquisto dello stesso; acquistare un certificato con leva del tipo bull equivale infatti, dal punto di vista finanziario, ad acquistare il sottostante e contestualmente accendere un finanziamento con l emittente per un importo pari al valore dello strike price. Su questo ammontare l investitore paga anticipatamente (oppure giorno per giorno attraverso un meccanismo di aggiornamento giornaliero dello strike) una quota di interessi. Questi strumenti si caratterizzano inoltre per la presenza di un livello di stop loss (o barriera), posto al di sopra o allo stesso livello dello strike, al raggiungimento del quale lo strumento finanziario si estingue anticipatamente. Questo consente all emittente di rientrare senza rischi del finanziamento concesso all investitore. I bear leverage certificates sono strumenti finanziari che consentono all investitore di assumere una posizione ribassista (per l appunto bear) sul sottostante: acquistare un certificato con leva del tipo bear equivale finanziariamente a vendere il sottostante allo scoperto e contestualmente effettuare un deposito, presso l emittente, pari ad un importo corrispondente allo strike price, per un periodo coincidente alla vita residua del certificato. Il deposito può essere sia fruttifero, e in tal caso gli interessi sono sconta- 12

13 ti dal prezzo del certificate anticipatamente (oppure corrisposti giornalmente attraverso un meccanismo di aggiornamento giornaliero dello strike), sia infruttifero. Questi strumenti, come i bull, si caratterizzano inoltre per la presenza di un livello di stop loss (o barriera), posto al di sotto o allo stesso livello dello strike, al raggiungimento del quale lo strumento finanziario si estingue anticipatamente. Sia i bull che i bear vengono ricompresi nel segmento leverage certificates. Mentre i certificates con leva si adattano maggiormente ad investitori con una buona preparazione tecnico-finanziaria che tendono ad avere una strategia di investimento altamente speculativa ed un orizzonte tempora le mediamente di breve periodo, i certificates senza leva rispondono a logiche di investimento più conservative e orientate al medio - lungo ter mine. e) I warrant I warrant sono strumenti finanziari negoziabili che conferiscono al detentore il diritto di acquistare dall emittente o di vendere a quest ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità. f) I covered warrant Nella definizione offerta da Borsa Italiana SpA, i covered warrant sono strumenti finanziari derivati emessi da un intermediario finanziario, che conferiscono all acquirente il diritto di acquistare (covered warrant call) o vendere (covered warrant put) un attività sottostante a un prezzo prestabilito (prezzo di esercizio o strike price) a (o entro) una prefissata scadenza. Nonostante le numerose analogie con le opzioni, i covered warrant si dif ferenziano per alcuni particolari: sono rappresentati da un titolo, ossia sono cartolarizzati, mentre le opzioni sono contratti; possono essere emessi soltanto da istituzioni bancarie (in genere ban che di investimento); sono negoziati su un mercato a pronti e non sul mercato dei derivati; hanno una scadenza più elevata. 2. I rischi degli investimenti in strumenti finanziari derivati Gli strumenti finanziari derivati sono caratterizzati da una rischiosità molto elevata il cui apprezzamento da parte dell investitore è ostacolato dalla loro complessità. E quindi necessario che l investitore concluda un operazione avente ad oggetto tali strumenti solo dopo averne compreso la natura ed il grado di esposizione al rischio che essa comporta. Si consideri che, in generale, la negoziazione di strumenti finanziari derivati non è adatta per molti investitori. Gli strumenti finanziari derivati prevedono generalmente l esposizione del patrimonio del CLIENTE al rischio di perdite anche superiori al capitale inizialmente investito (c.d. effetto leva ), nonché, a seconda del sottostante, l esposizione al rischio di cambio (quando il sottostante è una valuta), al rischio di oscillazione dei tassi di interesse (quando il sottostante è, appunto, un tasso di interesse) o del valore di indici, merci o altri sottostanti. Nel caso degli strumenti finanziari non negoziati nei mercati regolamenta ti, a tali rischi si aggiunge quello della affidabilità della controparte dei diversi contratti derivati. I rischi sopra illustrati sono comuni anche agli strumenti finanziari com plessi che hanno una componente in derivati (es: obbligazioni strutturate). Si illustrano di seguito alcune caratteristiche di rischio dei più diffusi stru menti finanziari derivati. 2.1 Rischi dei futures L effetto leva. Le operazioni su futures comportano un elevato grado di rischio. L ammontare del margine iniziale è ridotto (pochi punti percentuali) rispet to al valore dei contratti e ciò produce il così detto effetto di leva. Questo significa che un movimento dei prezzi di mercato relativamente piccolo avrà un impatto proporzionalmente più elevato sui fondi deposi tati presso l intermediario: tale effetto potrà risultare a sfavore o a favore dell investitore. Il margine versato inizialmente, nonché gli ulteriori versa menti effettuati per mantenere la posizione, potranno di conseguenza andare perduti completamente. Nel caso i movimenti di mercato siano a sfavore dell investitore, egli può essere chiamato a versare fondi ulteriori con breve preavviso al fine di mantenere aperta la propria posizione in futures. Se l investitore non provvede ad effettuare i versamenti addizionali richiesti entro il termine comunicato, la posizione può essere liquidata in perdita e l investitore debitore di ogni altra passività prodottasi Ordini e strategie finalizzate alla riduzione del rischio. Talune tipologie di ordini finalizzate a ridurre le perdite entro certi ammontari massimi predeterminati possono risultare inefficaci in quanto particolari condizioni di mercato potrebbero rendere impossibile l esecuzione di tali ordini. Anche strategie d investimento che utilizzano combinazioni di posizioni, quali le proposte combinate standard potrebbero avere la stessa rischiosità di singole posizioni lunghe o corte. 2.2 Rischi delle Opzioni. Le operazioni in opzioni comportano un elevato livello di rischio. L investitore che intenda negoziare opzioni deve preliminarmente com prendere il funzionamento delle tipologie di contratti che intende nego ziare (put e call) L acquisto di un opzione. L acquisto di un opzione è un investimento altamente volatile ed è molto elevata la probabilità che l opzione giunga a scadenza senza alcun valo re. In tal caso, l investitore avrà perso l intera somma utilizzata per l ac quisto del premio più le commissioni. A seguito dell acquisto di un opzione, l investitore può mantenere la posi - zione fino a scadenza o effettuare un operazione di segno inverso, oppure, per le opzioni di tipo americano, esercitarla prima della scadenza. L esercizio dell opzione può comportare o il regolamento in denaro di un differenziale oppure l acquisto o la consegna dell attività sottostante. Se l opzione ha per oggetto contratti futures, l esercizio della medesima determinerà l assunzione di una posizione in futures e la connesse obbli gazioni concernenti l adeguamento dei margini di garanzia. Un investitore che si accingesse ad acquistare un opzione relativa ad un attività il cui prezzo di mercato fosse molto distante dal prezzo a cui risulterebbe conveniente esercitare l opzione (deep out of the money), deve considerare che la possibilità che l esercizio dell opzione diventi profittevole è remota La vendita di un opzione. La vendita di un opzione comporta in generale l assunzione di un rischio molto più elevato di quello relativo al suo acquisto. Infatti, anche se il premio ricevuto per l opzione venduta è fisso, le perdite che possono prodursi in capo al venditore dell opzione possono essere potenzialmente illimitate. Se il prezzo di mercato dell attività sottostante si muove in modo sfavo revole, il venditore dell opzione sarà obbligato ad adeguare i margini di garanzia al fine di mantenere la posizione assunta. Se l opzione venduta è di tipo americano, il venditore potrà essere in qualsiasi momento chia mato a regolare l operazione in denaro o ad acquistare o consegnare l at tività sottostante. Nel caso l opzione venduta abbia ad oggetto contratti futures, il venditore assumerà una posizione in futures e le connesse obbligazioni concernen ti l adeguamento dei margini di garanzia. L esposizione al rischio del venditore può essere ridotta detenendo una posizione sul sottostante (titoli, indici o altro) corrispondente a quella con riferimento alla quale l opzione è stata venduta. 2.3 Gli altri fattori fonte di rischio comuni alle operazioni in futures e opzioni Termini e condizioni contrattuali. L investitore deve informarsi presso il proprio intermediario circa i termini e le condizioni dei contratti derivati su cui ha intenzione di operare. Particolare attenzione deve essere prestata alle condizioni per le quali l in vestitore può essere obbligato a consegnare o a ricevere l attività sotto stante il contratto futures e, con riferimento alle opzioni, alle date di sca denza e alle modalità di esercizio. In talune particolari circostanze le con dizioni contrattuali potrebbero essere modificate con decisione dell organo di vigilanza del mercato o della clearing house al fine di incorporare gli effetti di cambiamenti riguardanti le attività sottostanti Sospensione o limitazione degli scambi e della relazione tra i prezzi. Condizioni particolari di illiquidità del mercato nonché l applicazione di talune regole vigenti su alcuni mercati (quali le sospensioni derivanti da movimenti di prezzo anomali c.d. circuit breakers ), possono accresce re il rischio di perdite rendendo impossibile effettuare operazioni o liqui dare o neutralizzare le posizioni. Nel caso di posizioni derivanti dalla ven dita di opzioni ciò potrebbe incrementare il rischio di subire delle perdite. Si aggiunga che le relazioni normalmente esistenti tra il prezzo dell attività sottostante e lo strumento derivato potrebbero non tenere quando, ad esempio, un contratto futures sottostante ad un contratto di opzione fosse soggetto a limiti di prezzo mentre l opzione non lo fosse. L assenza di un prezzo del sottostante potrebbe rendere difficoltoso il giudizio sulla significatività della valorizzazione del contratto derivato Rischio di cambio. I guadagni e le perdite relativi a contratti denominati in divise diverse da quella di riferimento per l investitore potrebbero essere condizionati dalle variazioni dei tassi di cambio. 2.4 Rischi delle operazioni su strumenti derivati eseguite fuori dai mercati organizzati. Gli swaps. Gli intermediari possono eseguire operazioni su strumenti derivati fuori da mercati organizzati. L intermediario a cui si rivolge l investitore potrebbe anche porsi in diretta in contropartita del CLIENTE (agire, cioè, in conto pro - prio). Per le operazioni effettuate fuori dai mercati organizzati può risulta re difficoltoso o impossibile liquidare una posizione o apprezzarne il valore effettivo e valutare l effettiva esposizione al rischio. Per questi motivi, tali operazioni comportano l assunzione di rischi più elevati. Le norme applicabili per tali tipologie di transazioni, poi, potrebbero risul tare diverse e fornire una tutela minore all investitore. Prima di effettuare tali tipologie di operazioni l investitore deve assumere tutte le informazioni rilevanti sulle medesime, le norme applicabili ed i rischi conseguenti. 13

14 2.4.1 I contratti di swaps. In determinate situazioni, l investitore può essere chiamato dall interme diario a versare margini di garanzia anche prima della data di regolamen to dei differenziali. Per questi contratti è particolarmente importante che la controparte dell operazione sia solida patrimonialmente, poiché nel caso dal contratto si origini un differenziale a favore dell investitore esso potrà essere effettiva mente percepito solo se la controparte risulterà solvibile. Nel caso il contratto sia stipulato con una controparte terza, l investitore deve informarsi della solidità della stessa e accertarsi che l intermediario risponderà in proprio nel caso di insolvenza della controparte. Se il contratto è stipulato con una controparte estera, i rischi di corretta esecuzione del contratto possono aumentare a seconda delle norme applicabili nel caso di specie. Parte C. INFORMAZIONI SULLA NATURA E SUI RISCHI DI UNA LINEA DI GESTIONE DI PATRIMONI PERSONALIZZATA. 1. Il servizio di gestione di patrimoni Il servizio di gestione di patrimoni individuale consente di avvalersi delle conoscenze e dell esperienza di professionisti del settore nella scelta degli strumenti finanziari in cui investire e nell esecuzione delle relative operazioni. L investitore, con le modalità preconcordate, può intervenire direttamente nel corso dello svolgimento del servizio di gestione impar tendo istruzioni vincolanti per il gestore. La rischiosità della linea di gestione è espressa dalla variabilità dei risultati economici conseguiti dal gestore. L investitore può orientare la rischiosità del servizio di gestione definendo contrattualmente i limiti entro cui devono essere effettuate le scelte di gestione. Tali limiti, complessivamente considerati, definiscono le caratteristiche di una linea di gestione e devono essere riportati obbli - gatoriamente nell apposito contratto scritto. La rischiosità effettiva della linea di gestione, tuttavia, dipende dalle scelte operate dall intermediario che, seppure debbano rimanere entro i limiti contrattuali, sono solitamente caratterizzate da ampi margini di discrezionalità circa i titoli da acquistare o vendere e il momento in cui eseguire le operazioni. L intermediario deve comunque esplicitare il grado di rischio di ciascuna linea di gestione. L investitore deve informarsi approfonditamente presso l intermediario sulle caratteristiche e sul grado di rischio della linea di gestione che intende prescegliere e deve concludere il contratto solo se è ragionevol mente sicuro di aver compreso la natura della linea di gestione ed il grado di esposizione al rischio che essa comporta. Prima di concludere il con - tratto, una volta apprezzato il grado di rischio della linea di gestione pre - scelta, l investitore e l intermediario devono valutare se l investimento è adeguato per l investitore, con particolare riferimento alla situazione patri - moniale, agli obiettivi d investimento ed alla esperienza nel campo degli investimenti in strumenti finanziari di quest ultimo. 2. La rischiosità di una linea di gestione. L investitore può orientare la rischiosità di una linea di gestione principal - mente attraverso la definizione: a) delle categorie di strumenti finanziari in cui può essere investito il patrimonio del risparmiatore e dai limiti previsti per ciascuna categoria; b) del grado di leva finanziaria utilizzabile nell ambito della linea di gestione. 2.1 Gli strumenti finanziari inseribili nella linea di gestione. Con riferimento alle categorie di strumenti finanziari ed alla valutazione del rischio che tali strumenti comportano per l investitore, si rimanda alla parte del presente documento sulla valutazione del rischio di un investimento in strumenti finanziari. Le caratteristiche di rischio di una linea di gestione tenderanno a riflettere la rischiosità degli strumenti finanziari in cui esse possono investire, in relazione alla quota che tali strumenti rappresentano rispetto al patrimonio gestito. Ad esempio, una linea di gestione che preveda l investimento di una percentuale rilevante del patrimonio in titoli a basso rischio, avrà caratteristiche di rischio similari; al contrario, ove la percentuale d investimenti a basso rischio prevista fosse relativamente piccola, la rischiosità complessiva della linea di gestione sarà diversa e più elevata. 2.2 La leva finanziaria. Nel contratto di gestione deve essere stabilita la misura massima della leva finanziaria della linea di gestione; la leva è rappresentata da un numero uguale o superiore all unità. Si premette che per molti investitori deve considerarsi adeguata una leva finanziaria pari ad uno. In questo caso, infatti, essa non influisce sulla rischiosità della linea di gestione. La leva finanziaria, in sintesi, misura di quante volte l intermediario può incre mentare il controvalore degli strumenti finanziari detenuti in gestione per conto del CLIENTE rispetto al patrimonio di pertinenza del CLIENTE stesso. L incremento della leva finanziaria utilizzata comporta un aumento della rischiosità della linea di gestione patrimoniale. L intermediario può innalzare la misura della leva finanziaria facendo ricorso a finanziamenti oppure concordando con le controparti di regolare in modo differito le operazioni ovvero utilizzando strumenti finanziari derivati (ove previsti dalla linea di gestione - si veda il punto 4-bis del presente documento). L investitore, prima di selezionare una misura massima della leva finanziaria superiore all unità, oltre a valutarne con l intermediario l adeguatezza in relazione alle proprie caratteristiche personali, deve: comprendere che variazioni di modesta entità dei prezzi degli strumen ti finanziari presenti nel patrimonio gestito possono determinare varia zioni tanto più elevate quanto maggiore è la misura della leva finanziaria utilizzata e che, in caso di variazioni negative dei prezzi degli strumenti finanziari, il valore del patrimonio può diminuire notevolmente; comprendere che l uso di una leva finanziaria superiore all unità può provocare, in caso di risultati negativi della gestione, perdite anche eccedenti il patrimonio conferito in gestione e che pertanto l investitore potrebbe trovarsi in una situazione di debito nei confronti dell inter mediario. 3. Gli altri rischi generali connessi al servizio di gestione patrimoniale. 3.1 Richiamo. Nell ambito del servizio di gestione patrimoniale vengono effettuate dall intermediario per conto del CLIENTE operazioni su strumenti finanziari. 3.2 Commissioni ed altri oneri. Prima di concludere il contratto di gestione, l investitore deve ottenere dettagliate informazioni a riguardo di tutte le commissioni ed alle moda lità di calcolo delle medesime, delle spese e degli altri oneri dovuti all in termediario. Tali informazioni devono essere comunque riportate nel con tratto d intermediazione. Nel valutare la congruità delle commissioni di gestione patrimoniale, l investitore deve considerare che modalità di applicazione delle commissioni collegate, direttamente o indirettamente, al numero delle operazioni eseguite potrebbero aumentare il rischio che l intermediario esegua operazioni non necessarie. SEZIONE 5. COSTI E ONERI CONNESSI ALLA PRESTAZIONE DEL SER- VIZIO 5.1. Indicazione dei costi e oneri. Si indicano di seguito i costi e gli oneri connessi alla prestazione del Ser vizio di Ricezione e Trasmissione ordini e Collocamento: Remunerazione per la BANCA: commissioni di raccolta ordini; spese di custodia ed amministrazione titoli; spese di conto corrente; richiesta di documentazione particolare e/o arretrata e/o copia; bolli e spese postali; imposta per ogni rendiconto e ogni altro onere fiscale e/o tributario richiesto. Ogni prestazione che implichi oneri di carattere amministrativo, mecca - nografico, postale, legale, notarile, fiscale, non indicata ai precedenti punti e direttamente imputabile al/ai sottoscrittore/i. L indicazione di tutte le competenze, le commissioni, gli oneri, le spese e di tutte le imposte connesse ai Servizi di Investimento e accessori prestati dalla BANCA sono indicate nell Allegato Commissioni, spese ed incentivi che costituisce parte integrante del presente documento. Copia dell Allegato Commissioni, spese ed incentivi pertanto viene fornito contestualmen te al presente documento in tempo utile prima della prestazione dei Servizi di Investimento o accessori. In relazione alle operazioni connesse allo strumento finanziario o al servizio di investimento richiesto dal CLIENTE potrebbero emergere altri costi oltre a quelli indicati nell Allegato Commissioni, spese ed incentivi. Qualsiasi modifica rilevante sarà comunque notificata al CLIENTE in tempo utile prima della prestazione del servizio. La BANCA terrà costantemente aggiornato l Allegato Commissioni, spese ed incentivi rendendolo disponibile presso la propria sede e le proprie dipendenze, tramite i Promotori Finanziari e nel proprio sito internet. Le informazioni riguardanti i costi e gli oneri standard, connessi allo svolgimento dei Servizi d investimento e dei servizi accessori sono contenute inoltre nei Documenti di sintesi e nei Foglio Informativi disponibili presso la sede e le dipendenze della BANCA, tramite i Promotori Finanziari e nel proprio sito internet. Per quanto concerne le modalità per l effettuazione dei pagamenti alla BANCA o tramite la stessa, di norma la BANCA addebiterà tutti i costi e gli oneri connessi ai Servizi svolti per il CLIENTE direttamente a valere sul conto corrente Investor education. Nell ottica di avviare un rapporto costruttivo con la BANCA, è opportuno che i Clienti assumano un atteggiamento più consapevole e propositivo nella gestione dei propri risparmi. E necessario che i Clienti conoscano i propri diritti e gli strumenti adatti a soddisfarli. Per poter assumere deci sioni di investimento maggiormente consapevoli, limitando le decisioni della BANCA in merito alle scelte compiute dalla Clientela sui propri inve stimenti, è vivamente consigliata la consultazione: a) delle iniziative di Investor Education pubblicate sul sito della Consob; b) dei Servizi al Pubblico forniti dal sito internet della BANCA d Italia, alla sezione Formazione economica e finanziaria. Conoscere per decidere; c) del Glossario Finanziario fornito da Borsa Italiana Spa sul proprio sito internet. 14

15 SEZIONE 6. RECLAMI 6.1. Trattazione dei reclami. 1. La BANCA ha adottato una procedura che assicura la sollecita trattazione dei reclami presentati dai Clienti. 2. La procedura prevede la partecipazione, sotto il coordinamento del Responsabile dei Reclami, di una pluralità di uffici, in modo tale da garantire l esame articolato della problematica sollevata con il Reclamo. La BANCA è tenuta a comunicare le proprie determinazioni al CLIENTE entro 30 giorni se il Reclamo riguarda i servizi bancari di cui alle Sezioni I, II, III, IV e V del CONTRATTO, ovvero entro 90 giorni, se il Reclamo riguarda i servizi di investimento cui alle Sezioni VI, VII e VIII del CONTRATTO. 3. La BANCA, nella sezione Trasparenza del proprio sito internet (www.bancanetwork.it) mette a disposizione del CLIENTE un fac-simile di reclamo. 4. La BANCA è tenuta ad inviare la risposta a mezzo lettera raccomandata A/R, al recapito del CLIENTE indicato nel CONTRATTO. SEZIONE 7. CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA Informazioni riguardanti la classificazione dei Clienti. La BANCA comunica al Cliente la classificazione che viene assegnata allo stesso ai sensi dell art. 35 del reg. Consob n /07 ( Cliente al dettaglio, Cliente Professionale o Controparte Qualificata ). E onere del CLIENTE comunicare alla BANCA eventuali variazioni di stato tali da incidere sulla propria classificazione, fermo restando il diritto della BANCA di modifi care la classificazione del CLIENTE che non soddisfi più i requisiti necessari per l attribuzione della classificazione originariamente assegnata. Ai Clienti al dettaglio è riconosciuto il diritto di chiedere per iscritto di essere trattati quali Clienti Professionali a titolo generale o rispetto a una particolare operazione di investimento o categoria di operazioni in presenza delle condizioni previste dalla normativa vigente. La BANCA avverte il CLIENTE con una comunicazione scritta di quali sono le protezioni e i diritti di indennizzo che potrebbe perdere. Il CLIENTE, al fine di rendere operativa la propria scelta, è tenuto a sottoscrivere una dichiarazione con la quale conferma di aver compreso le conseguenze della perdita di tali protezioni. La BANCA valuta le caratteristiche del CLIENTE al dettaglio che abbia confermato tale scelta e l idoneità dello stesso ad essere qualificato come Cliente Professionale e comunica al CLIENTE l accettazione o meno della richiesta. La BANCA può, di propria iniziativa o su richiesta del CLIENTE, trattare come Cliente al dettaglio un CLIENTE che è considerato come Cliente Professionale di diritto. SEZIONE 8. INFORMAZIONI RILASCIATE AI SENSI DEGLI ARTT. 39 E 41 DEL REGOLAMENTO CONSOB N La BANCA fa affidamento sulle informazioni fornite dai Clienti o potenziali Clienti a meno che esse non siano manifestamente superate, inesatte o incomplete. Il CLIENTE, comunque, si impegna a comunicare tempestiva - mente alla BANCA le variazioni circa le informazioni da Lui rilasciate e riportate nel Questionario. SEZIONE 9. SINTESI DELLE PRINCIPALI CLAUSOLE DEL CONTRATTO. Oggetto dell attività. La BANCA svolge le attività riguardanti i Servizi di Investimento e la distri - buzione di prodotti bancari, finanziari e assicurativi nel rispetto delle norme del d.lgs n. 58 e dei relativi regolamenti di attuazione. Conferimento e revoca degli ordini. Gli ordini di investimento del CLIENTE possono essere impartiti alla BANCA: a) per iscritto, mediante raccomandata A./R. ovvero tramite Promotore Finanziario, o telefonicamente mediante Call Center; b) tramite computer collegato alla rete Internet, nell ambito del Servizio di Internet banking (in caso di malfunzionamento/sospensione di tale servizio il CLIENTE può rivolgersi ai promotori o alle dipendenze della BANCA o al Call Center); La revoca degli ordini può essere data dal CLIENTE per iscritto alla BANCA presso le dipendenze della stessa presso cui è acceso il conto titoli in cui l operazione deve essere registrata, tramite Promotore Finanziario; la revoca degli ordini di cui al punto b), può essere data dal CLIENTE anche tramite il servizio di Internet Banking. Efficienza del sistema e anomalie tecniche. Il CLIENTE riconosce che la BANCA non sarà responsabile per eventuali conseguenze dannose derivanti da inconvenienti nella trasmissione o nell e - secuzione degli ordini a causa dell imperfetto funzionamento dei mercati, di impianti telefonici ed elettronici, ovvero comunque dovuti a fatti non pre - vedibili o situazioni non addebitabili alla BANCA stessa. In tali casi la BANCA informerà il CLIENTE dell impossibilità di trasmettere/eseguire l ordine. Gestione degli ordini. Nella prestazione del Servizio di Ricezione e Trasmissione di Ordini la BANCA trasmette tempestivamente gli ordini ricevuti ad altri intermediari autorizzati. Il CLIENTE autorizza espressamente la BANCA a trasmettere gli ordini ad intermediari appartenenti allo stesso gruppo della medesima. E facoltà della BANCA non trasmettere l ordine impartito dal CLIENTE, dandogliene immediata comunicazione. La BANCA informa il CLIENTE circa eventuali difficoltà rilevanti che potrebbero influire sulla corretta esecu zione degli ordini non appena a conoscenza di tale difficoltà. Strategie di trasmissione degli ordini. L indicazione analitica delle strategie della BANCA relative alla trasmissione degli ordini da parte della BANCA stessa è riportata in un documento allegato al contratto, con la cui stipula il CLIENTE esprime il proprio consenso, in via generale, al fatto che gli ordini da lui conferiti possano essere eseguiti al di fuori di un mercato regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione. Operazioni non appropriate. La BANCA osserva le norme di legge e regolamentari in materia di valuta - zione di appropriatezza delle operazioni effettuate con o per conto del CLIENTE e in materia di conflitti di interesse nella prestazione di Servizi di Investimento e accessori e nella distribuzione di prodotti bancari, finan ziari ed assicurativi. Nel caso in cui riceva dal CLIENTE disposizioni relative ad un operazione non appropriata, sulla base delle informazioni dallo stesso fornite circa le sue conoscenze ed esperienze in materia di investimenti in strumenti finanziari, la BANCA provvede ad informarlo di tale circostanza. Nel caso di rapporto cointestato la valutazione è effettuata sulla base del profilo del cointestario leader individuato dal Cliente. Rischi delle operazioni e variabilità del valore degli investimenti effettuati. Il CLIENTE prende atto che non ha alcuna garanzia di mantenere invariato il valore degli investimenti effettuati. Con riferimento agli ordini relativi a stru - menti finanziari non negoziati in mercati regolamentati o in sistemi multilate - rali di negoziazione, diversi dai titoli di Stato o garantiti dallo Stato, il CLIEN- TE prende atto che tali investimenti possono comportare il rischio di non esse re facilmente liquidabili e la carenza di informazioni appropriate che rendano possibile accertarne agevolmente il valore corrente. Operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati. Con riguardo agli strumenti finanziari derivati di cui all art.1, comma 3, del D. lgs n.58/98, il CLIENTE prende atto che: il valore di mercato di tali strumenti è soggetto a notevoli variazioni; l investimento effettuato su tali strumenti comporta l assunzione di un elevato rischio di perdite di dimensioni anche eccedenti l esborso ori ginario e comunque non preventivamente quantificabili. Per poter compiere operazioni relative agli strumenti finanziari derivati, le parti dovranno stipulare un apposito contratto. Commissioni e spese. Le commissioni applicate dalla BANCA per lo svolgimento dei Servizi di Investimento sono indicate in contratto e nei relativi allegati, unitamente alle spese e ad ogni altro onere a carico del CLIENTE; il CLIENTE è altresì tenuto al pagamento delle eventuali imposte e tasse e delle commissioni e/o spese a favore di altri intermediari (ad es. gli intermediari incaricati della negoziazione in connessione all attività di ricezione e trasmissione di ordini). Modifiche unilaterali alle condizioni contrattuali ed economiche. In relazione ai Servizi di Investimento (di cui alle Sezioni VI, VII e VIII delle Condizioni Generali relative al rapporto integrato di Servizi di Investimento e dei Servizi bancari), la BANCA si riserva la facoltà di modificare unilate - ralmente in qualsiasi momento le condizioni contrattuali ed economiche di ciascun servizio. In tal caso, la BANCA dovrà comunicare per iscritto le modifiche al CLIENTE almeno 15 (quindici) giorni prima della data di effica - cia delle modifiche stesse; entro tale termine il CLIENTE potrà esercitare il diritto di recesso senza penalità. Avviso di conferma delle operazioni eseguite. La BANCA invia al CLIENTE apposito avviso scritto di conferma dell operazione eseguita contenente le informazioni nei termini previsti dalla vigente normativa. Nel caso in cui l ordine sia stato impartito dal CLIENTE tramite computer collegato alla rete Internet, nell ambito del servizio Internet banking, l invio dell avviso potrà avvenire, in base a quanto convenuto nel contratto relativo a tale servizio, anche tramite l utilizzo della stessa rete Internet, con modalità tecniche tali da consentire al CLIENTE di acquisirne disponibilità su supporto duraturo. L avviso di conferma s intenderà tacitamente approvata dal CLIENTE, anche ai sensi e per gli effetti di cui all art. 1712, comma 2, codice civile, in mancanza di reclamo scritto motivato trasmesso alla BANCA entro sessanta (60) giorni dalla data di ricevimento del medesimo. Servizio di collocamento - Distribuzione di strumenti finanziari di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs n. 58, prodotti finanziari di cui all art. 1, comma 1, lett. u), del d.lgs n. 58 emessi da banche e quelli di cui all art.1, comma 1, lett. w-bis), del d.lgs n. 58. La BANCA svolge il Servizio di Collocamento di strumenti finanziari di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs n. 58, prodotti finanziari di cui all art. 15

16 1, comma 1, lett. u), del d.lgs n. 58 emessi da banche e quelli di cui all art.1, comma 1, lett. w-bis), del d.lgs n. 58, di società del gruppo e di società terze. Nello svolgimento di tale servizio, la BANCA si attiene alle istruzioni dell emittente, dell offerente e del responsabile del collocamento e, in base a quanto previsto dalla normativa applicabile e da tali istruzioni, fornisce al CLIENTE e/o tiene a sua disposizione la pertinente documentazione di offerta. Per l adesione ad ogni collocamento, il CLIENTE deve sottoscrivere la specifica modulistica predisposta dall emittente o dal responsabile del collocamento. La BANCA procede alla distribuzione di strumenti finanziari di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs n. 58, prodotti finanziari di cui all art. 1, comma 1, lett. u), del d.lgs n. 58 emessi da banche e quelli di cui all art.1, comma 1, lett. w-bis), del d.lgs n. 58. Nello svolgimento di tale attività la BANCA rispetta le disposizioni della normativa sull intermediazione finanziaria applicabili ed in particolare procede alle verifiche di appropriatezza ed osserva le disposizioni in tema di conflitti di interesse. Nella distribuzione dei prodotti di cui all art.1, comma 1, lett. w-bis), del d.lgs n. 58, la BANCA si attiene inoltre alle istruzioni impartite dalle Compagnie di assicurazione per le quali opera. Nell ambito del Servizio di Collocamento e dell attività di distribuzione, la BANCA in conformità e nel rispetto di quanto previsto negli accordi con le società emittenti riceve ed inoltra le richieste del CLIENTE relative ad operazioni successive alla sottoscrizione - quali ad esempio nuovi conferimenti, rim borsi o switch - fornendo al riguardo assistenza al CLIENTE. Compensi, commissioni o prestazioni non monetarie relativi alla pre - stazioni dei Servizi di Investimento o accessori pagati o forniti a o da un terzo o da chi agisca per conto di questi (c.d. incentivi). Alcune voci di costo relative ad attività esercitate dalla BANCA nella pre stazione dei Servizi di Investimento non sono oggetto di addebito sepa rato per il CLIEN- TE. Le attività che concorrono ad innalzare il livello qualita tivo dei Servizi prestati dalla BANCA al CLIENTE sono, a titolo esemplificati vo e non esaustivo: a) il monitoraggio costante e la ricerca del portafoglio prodotti da offrire ai Clienti; b) la formazione dei dipendenti e dei Promotori Finanziari, per mettere a disposizione del CLIENTE personale adeguatamente qualificato; c) l assistenza al CLIENTE in relazione ai prodotti acquistati; d) l organizzazione di incontri informativi per la Clientela; e) la messa a disposizione di informazioni sui prodotti e sul loro andamento. Per la copertura dei costi derivanti da queste attività, nei casi di seguito individuati, la BANCA riceve, dalle Società emittenti gli strumenti finanziari oggetto del collocamento o dalle Società che prestano i servizi oggetto di distribuzione, compensi sotto forma di prestazioni monetarie o di altra natura. La BANCA provvede periodicamente al monitoraggio dei rapporti con le predette Società per verificare che tali compensi siano impiegati esclusivamente per migliorare il livello qualitativo dell offerta e che gli stessi compensi o Ai sensi della normativa vigente, il Promotore Finanziario: 1. deve consegnare al CLIENTE od al potenziale CLIENTE, al momento del primo contatto e in ogni caso di variazione dei dati di seguito indicati, copia di una dichiarazione redatta dal soggetto abilitato da cui risultino gli elementi identificativi di tale soggetto, gli estremi di iscrizione all albo e i dati anagrafici del promotore stesso, nonché il domicilio al quale indiriz - zare la dichiarazione di recesso prevista dall articolo 30, comma 6, del Testo Unico; 2. deve consegnare al CLIENTE od al potenziale CLIENTE, al momento del primo contatto, copia della presente comunicazione informativa; 3. nel rapporto diretto con la Clientela deve adempiere alle prescrizioni di cui al presente regolamento; 4. con specifico riguardo ai Servizi di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafogli, deve chiedere al CLIENTE od al potenziale CLIENTE informazioni che consentano di valutare l adeguatezza ai sensi dell articolo 40 del presente regolamento. In particolare il promotore deve chiedere al CLIENTE o potenziale CLIENTE notizie circa: a) a conoscenza ed esperienza in materia di investimenti riguardo a cia - scun tipo di strumento o di servizio; b) la situazione finanziaria; c) gli obiettivi di investimento; d) e deve informare il CLIENTE o potenziale CLIENTE che qualora questi non comunichi le notizie di cui ai punti a), b) e c) l intermediario che fornisce il servizio di consulenza in materia di investimenti di gestione di portafogli si astiene dal prestare i menzionati servizi; 5. con specifico riguardo ai Servizi e Attività di investimento diversi dalla consulenza in materia di investimenti e dalla gestione di portafogli, deve richiedere al CLIENTE o potenziale CLIENTE informazioni che consentano di valutare l appropriatezza delle operazioni. In particolare il promotore deve chiedere al CLIENTE o potenziale CLIENTE di fornire informazioprestazioni non monetarie non ostacolino i comporta menti diretti a servire sempre al meglio gli interessi dei Clienti da parte della BANCA. Per l esercizio dell offerta fuori sede, la BANCA si avvale di Promotori Finanziari. I Promotori Finanziari consentono ai Clienti di accedere ai Ser vizi della BANCA senza recarsi presso le succursali della stessa e forni scono agli stessi un servizio di assistenza prolungato nel tempo per il migliore soddisfacimento delle proprie esigenze di investimento. Per la prestazione di queste attività, la BANCA, in taluni casi, corrisponde incen tivi ai Promotori Finanziari. Come corrispettivo della predetta attività la BANCA corrisponde un compenso calcolato come quota parte di quanto incassato dalle Società emittenti gli strumenti finanziari oggetto del collo camento o dalle Società che prestano i servizi oggetto di distribuzione in relazione al servizio prestato al CLIENTE, senza, quindi, alcun incremento di costo a carico dello stesso. La BANCA individua i compensi, le commissioni o le prestazioni non mone - tarie che riceve da terzi o corrisponde ai terzi,o da o a chi agisce per conto di questi, in relazione ai servizi prestati nell Allegato Commissioni, Spese ed incentivi. Tale Allegato costituisce parte integrante del presen te documento. Il dettaglio degli accordi conclusi con indicazione dell esistenza, della natura e dell importo dei compensi o commissioni percepite o, qualora l importo non possa essere accertato, il metodo di calcolo dello stesso, sono comunicati chiaramente al CLIENTE, in modo completo, accurato e comprensibile, prima della prestazione del servizio d investimento. Il CLIENTE può richiedere ulteriori dettagli sugli accordi conclusi in materia di compensi, commissioni o prestazioni non monetarie formulando una richiesta in forma scritta indirizzata a Banca Network Investimenti S.p.A. - Via Lepetit 8/ Milano, indicando le caratteristi che specifiche dell investimento che intende effettuare. Servizio di consulenza Ove la Banca presti il servizio di consulenza la Banca fornisce al Cliente, su base episodica, raccomandazioni personalizzate relative a operazioni su specifici Strumenti Finanziari e Prodotti, con l esclusiva finalità di individuare quelli adeguati al profilo del Cliente, stabilito sulla base delle informazioni raccolte attraverso la compilazione del Questionario Informativo. Con riferimento al Servizio di Collocamento, la consulenza sarà prestata in relazione ai Prodotti per i quali la Banca abbia ricevuto incarico di collocamento da parte delle Società Prodotto ovvero in relazione a Prodotti di emissione propria. Non sarà obbligo della Banca monitorare l andamento successivo dei Prodotti oggetto della raccomandazione personalizzata. La Banca non sarà in alcun modo responsabile dell andamento successivo dei medesimi e non sarà tenuta a valutare e/o raccomandare l eventuale disinvestimento o comunque le operazioni di investimento connesse alla raccomandazione iniziale. Nel caso di cointestazione, sia in forma congiunta che in forma disgiunta del Contratto, la valutazione di adeguatezza è effettuata dalla Banca avendo riguardo al profilo del cointestatario individuato come titolare dei profili di adeguatezza nel Modulo di Adesione (c.d. Leader). COMUNICAZIONE INFORMATIVA SULLE PRINCIPALI REGOLE DI COMPORTAMENTO DEI PROMOTORI FINANZIARI NEI CONFRONTI DEI CLIENTI O POTENZIALI CLIENTI ni in merito alla sua conoscenza ed esperienza in materia di investimenti riguardo a ciascun tipo di strumento o di servizio; 6. non incoraggia un CLIENTE o potenziale CLIENTE a non fornire le informazioni e le notizie di cui sopra; 7. deve consegnare al CLIENTE o potenziale CLIENTE, prima della sottoscrizione del documento di acquisto o di sottoscrizione di prodotti finanziari, copia del prospetto informativo o degli altri documenti informativi, ove prescritti; 8. deve consegnare al CLIENTE o potenziale CLIENTE copia dei contratti e di ogni altro documento da questo sottoscritto; 9. può ricevere dal CLIENTE o potenziale CLIENTE, per la conseguente immediata trasmissione, esclusivamente: a) assegni bancari o assegni circolari intestati o girati al soggetto abilitato per conto del quale opera ovvero al soggetto i cui Servizi e attività di investimento, strumenti finanziari o prodotti finanziari sono offerti, muniti di clausola di non trasferibilità; b) ordini di bonifico e documenti similari che abbiano come beneficiario uno dei soggetti indicati nella lettera a); c) strumenti finanziari nominativi o all ordine intestati o girati a favore delsoggetto che presta il servizio e attività di investimento oggetto di offerta; 10.nel caso in cui l intermediario per conto del quale opera non sia auto - rizzato alla prestazione del servizio di consulenza ovvero qualora il CLIEN- TE non abbia comunicato le informazioni che rendono possibile la presta - zione del servizio di consulenza, non può fornire raccomandazioni pre - sentate come adatte per il CLIENTE o basate sulla considerazione delle caratteristiche del medesimo; 11.non può ricevere dal CLIENTE alcuna forma di compenso ovvero di finanziamento; 12.non può utilizzare i codici di accesso telematico ai rapporti di pertinenza del CLIENTE o potenziale CLIENTE o comunque al medesimo collegati. 16

17 INFORMATIVA IN MATERIA DI PROTEZIONE DI DATI PERSONALI Il decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 ha introdotto dall 1 gennaio 2004 il nuovo Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali - Il Codice e abrogato contestualmente la legge 31 dicembre 1996 n. 675, recante disposizioni per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Il Codice stabilisce che l Interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali, devono essere pre ventivamente informati sulle finalità e modalità del loro utilizzo e che il trattamento degli stessi, da parte della BANCA, è ammesso solo con il consenso espresso dell Interessato salvo le eccezioni previste dalla Legge. Banca Network Investimenti S.p.A., in qualità di titolare del tratta mento dei dati fornisce la seguente informativa. Finalità del trattamento I dati personali sono trattati nell ambito dell ordinaria attività della BANCA per le seguenti finalità: i) apertura e conduzione dei rapporti contrattuali instaurati con la Clientela; ii) osservanza degli obblighi imposti dalla normativa vigente, anche comuni taria, nonché delle disposizioni impartite dalle autorità giudiziarie o dagli organi di vigilanza e di controllo; iii) altri scopi connessi all attività della BANCA (finalità di tipo promozionale, commerciale o di marketing in relazione a prodotti o servizi sia propri sia di società collegate), per i quali l Interessato ha la facoltà di non prestare il proprio consenso all utilizzo, senza che gli sia impedito la fruizione dei Servizi prestati dalla BANCA. In queste ipotesi i dati sono trattati e comu nicati al fine fa l altro di migliorare la qualità dei servizi offerti. Il trattamento dei dati personali viene effettuato con strumenti manuali ed elettronici (informatici/telematici) secondo modalità e procedure connesse alle finalità stesse del trattamento e in modo da garantire la sicurezza e la riservatezza dei dati stessi. Il perseguimento delle finalità di cui ai punti i) e ii) non necessitano del consenso poiché un eventuale rifiuto a conferire detti dati o al persegui mento delle indicate finalità avrà come conseguenza l impossibilità di instaurare e proseguire un rapporto contrattuale. La BANCA inoltre informa che per dare corso ad operazioni finanziarie internazionali, quali ad esempio un bonifico transfrontaliero, e ad alcune specifiche operazioni in ambito nazionale, è necessario utilizzare un servizio di messaggistica internazionale. Il servizio è gestito dalla Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication ( SWIFT ) con sede legale in Belgio, (http/www.swift.com) e titolare del sistema SWIFTNet Fin. La BANCA comunica autonomamente o attraverso un terzo Istituto di Credito a SWIFT dati riferiti a chi effettua le transazioni (ad es. dati anagrafici dell ordinante e del beneficiario, denominazione delle rispettive banche; coordinate bancarie, importi) e necessari per eseguire le medesime. Allo stato, le banche non potrebbero effettuare le suddette operazioni richieste dalla Clientela senza utilizzare questa rete interbancaria e senza comunicare i dati sopra indicati, conseguentemente per tali operazioni non è necessario che la Clientela presti il consenso al trattamento dei propri dati. Per quanto sopra esposto desideriamo informare sulle seguenti circo stanze: i dati completi della Clientela utilizzati per eseguire tutte le predet te transazioni finanziarie attualmente vengono - per motivi di sicurezza operativa - duplicati, trasmessi e conservati temporaneamente da SWIFT in un server della società sito negli Stati Uniti d America; i dati memorizzati in tale server sono utilizzabili negli Stati Uniti d America in conformità alla locale normativa. Competenti autorità statunitensi (in particolare il Dipartimento del Tesoro) vi hanno avuto accesso e potranno accedervi ulteriormente sulla base di provvedimenti emessi in base alla normativa USA in materia di contrasto al terrorismo. Inoltre la BANCA Le ricorda che è stato elaborato il Suo Codice IBAN (International Bank Account Number), ossia la codifica internazionale che identifica ciascun conto bancario. Il Codice è composto da una serie di numeri e lettere che individuano in maniera standard il Paese in cui è tenuto il conto, la BANCA, lo sportello ed il conto corrente del destinatario di un bonifico. Tale codifica, già utilizzata per i pagamenti transfrontalieri, sarà impiegata anche per i pagamenti eseguiti in Italia, in luogo delle tradizionali coor dinate bancarie (codici ABI, CAB e numero di conto corrente). Si rende pertanto necessario procedere a sostituire le Sue coordinate bancarie con il Codice IBAN, in modo tale che possano essere compiuto l accredito dei bonifici disposti a Suo favore. Per tale ragione il sistema bancario ha previsto l attivazione di un «servizio di allineamento elettronico» dei Codici IBAN, attraverso il quale il soggetto ordi nante i bonifici richiede tramite flusso elettronico l aggiornamento delle coordinate bancarie dei beneficiari dei pagamenti disposti. Ciò posto, la BANCA provvederà a sostituire le Sue coordinate bancarie con il Codice IBAN ed ad effettuare la conseguente e dovuta comunicazione a quei soggetti (es. datore di lavoro; fornitori) da lei autorizzati ad effettuare i pagamenti a favore del conto corrente acceso presso la BANCA. Il conferimento dei dati necessari a tale finalità non è obbligatorio, ma il rifiuto alla loro comunicazione potrebbe comportare per la BANCA l im possibilità di effettuare l accredito dei bonifici. Il trattamento dei suddetti dati non richiede il consenso dell interessato, in conformità a quanto disposto dagli artt. 24 comma 1, lett. b) e 43 comma 1, lett. b) del Codice sulla Protezione dei Dati Personali. La BANCA e gli altri Istituti ai quali verrà comunicato il Codice IBAN tratteranno il dato, in qualità di contitolari del trattamento, esclusivamente per le finalità connesse al servizio sopra descritto. Il trattamento sarà svolto: i) con strumenti manuali, informatici e telematici; ii) con logiche strettamente correlate alle finalità perseguite; iii) per il tempo strettamente necessario e comunque nel rispetto delle previsioni del Codice sulla Protezione dei Dati Personali, ivi compreso il profilo relativo alla sicurezza. Dati sensibili Il Codice definisce sensibili, i dati personali idonei a rilevare l origine razziale ed etnica, le convenzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale. Qualora la BANCA venga in possesso di dati sensibili in relazione a speci fiche operazioni richieste dall Interessato, il consenso prestato da quest ultimo riguarda anche il trattamento di tali dati ed esclusivamente l esecuzione di tali operazioni. Se invece i dati sensibili vengono espressa mente richiesti dalla BANCA in relazione all offerta di specifici prodotti e servizi, il trattamento sarà effettuato, ricevuto, volta per volta il preventivo consenso. Categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di Responsabili o Incaricati La BANCA può comunicare, senza che sia necessario il consenso del soggetto interessato, i dati personali in suo possesso a: quei soggetti cui tale comunicazione debba essere effettuata in adempimento di un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria. In particolare, essa deve comunicare al sistema centralizzato di rilevazione dei rischi gestito dalla Società Interbancaria per l Automazione S.p.A. (SIA) ed alla Centrale Rischi della Banca d Italia alcuni dati personali di affidati, richiedenti fidi ovvero garanti per esposizioni creditizie. I gestori dei suddetti archivi li tratteranno al solo fine di rilevazione del rischio creditizio e, a loro volta, li comunicheranno in forma aggregata agli intermediari partecipanti al sistema che abbiano effettuato segnalazioni della specie, i quali li tratteranno per le medesime finalità; soggetti terzi di fiducia che svolgono per conto della BANCA compiti di natura tecnica, organizzativa o di distribuzione dei servizi. Sono sog getti che in particolare svolgono servizi informatici, di pagamento, Trasmissione, stampa, imbustamento, trasporto, e smistamento della comunicazione alla Clientela, archiviazione della documentazione, revi sione contabile e certificazione del bilancio, gestione dei servizi di paga mento, di carte di credito, di esattorie, di tesoreria, di recupero crediti. La BANCA inoltre, per verificare il grado di soddisfazione della Clientela e/o per iniziative promozionali proprie o di società del gruppo di appartenenza o di società terze, comunica i dati dei propri Clienti. Il fine perseguito è quello di verificare presso i Clienti, se la BANCA abbia soddisfatto le esigenze manifestate e/o se esiste un interessamento per altri prodotti o servizi. Ciascun CLIENTE ha la facoltà di rifiutare il consenso per questi tipi di comunicazione e per i trattamenti correlati, contrassegnando le caselle specifiche contenente la dichiarazione di consenso prevista dalla normativa vigente. Tutti i soggetti ai quali i dati potranno essere comunicati utilizzeranno i medesimi o in qualità di titolari, che eserciteranno un potere decisionale del tutto autonomo sulle finalità e modalità del trattamento, o in qualità di responsabili. L elenco aggiornato dei Responsabili, interni ed esterni alla BANCA, può essere consultato presso la Sede del Titolare. Possono venire a conoscenza dei dati in qualità di Incaricati, relativa mente ai dati necessari allo svolgimento delle mansioni assegnate, i lavo ratori dipendenti della BANCA o presso di essa distaccati, i lavoratori inte rinali, i Promotori Finanziari, i consulenti e i dipendenti delle società ester ne nominate Responsabili. Diritti degli interessati L interessato ha il diritto di ottenere la conferma dell esistenza di trattamenti che possono riguardarlo; essere informato sugli estremi identificativi del Titolare del trattamento e del Responsabile, nonché sulle finalità e modalità del trattamento; ottenere la conferma dell esistenza o meno di dati personali che lo riguardano e la comunicazione degli stessi in forma intelligibile. Inoltre ha diritto di ottenere l indicazione della loro origine, delle modalità, delle finalità del trattamento e della logica applicata per i trattamenti effettuati con l ausilio di strumenti elettronici; ha diritto di ottenere la cancella zione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge (compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati), nonché l aggiornamento, la rettifica ovvero, qualora vi abbia interesse, l integrazione dei dati, con l attestazione che queste ultime operazioni siano state portate a conoscenza di coloro ai quali i dati siano stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. L interessato ha il diritto di opporsi, in tutto o in parte, al trattamento dei dati personali che lo riguardano ai fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale e, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta, per motivi legittimi. Titolare e Responsabile Titolare del trattamento è BANCA NETWORK INVESTIMENTI S.p.A. Responsabile del Trattamenti è l Amministratore Delegato in carica protempore. Per l esercizio dei diritti di cui agli artt. 7 e segg. D. Lgs. 196/2003 l inte ressato può rivolgersi a: BANCA NETWORK INVESTIMENTI S.p.A., Sede: Via Lepetit 8/ Milano. 17

18 DOCUMENTO SULLA CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA Il Testo Unico della Finanza (di seguito TUF ), che recepisce la normati va comunitaria in materia di mercati di strumenti finanziari (di seguito MiFID ), prevede la classificazione dei Clienti nelle tre seguenti categorie: controparti qualificate; clienti professionali; clienti al dettaglio. In ottemperanza alle nuove disposizioni, Banca Network Investimenti S.p.A. ha adottato il proprio sistema di classificazione della Clientela. Il presente documento definisce i criteri per la classificazione della Clientela adottati da Banca Network Investimenti S.p.A. le modalità di comunicazione ai Clienti della classificazione attribuita e di gestione delle richieste di variazione della classificazione assegnata. 1. CRITERI PER LA CLASSIFICAZIONE DELLA CLIENTELA 1.1 Controparti qualificate Sono controparti qualificate, ai sensi dell articolo 6, comma 2 quater del TUF e dell art. 58 del regolamento Consob /2007, oltre ai soggetti indicati nel punto 1.2. se non già richiamati tra i seguenti: 1) le imprese di investimento, le banche, le imprese di assicurazione, gli OICR, le SGR, le società di gestione armonizzate, i fondi pensione, gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106, 107 e 113 del T.U. bancario, le società di cui all articolo 18 del T.U. bancario, gli istituti di moneta elettronica, le fondazioni bancarie, i governi nazionali e i loro corrispondenti uffici, compresi gli organismi pubblici incaricati di gestire il debito pubblico, le banche centrali e le organizzazioni sovrana - zionali a carattere pubblico; 2) le imprese la cui attività principale consista nel negoziare per conto proprio merci e strumenti finanziari derivati su merci; 3) le imprese la cui attività esclusiva consista nel negoziare per conto proprio nei mercati di strumenti finanziari derivati e, per meri fini di coper tura, nei mercati a pronti, purché esse siano garantite da membri che ade riscono all organismo di compensazione di tali mercati, quando la responsabilità del buon fine dei contratti stipulati da dette imprese spetta a membri che aderiscono all organismo di compensazione di tali mercati; 4) le imprese di grandi dimensioni che rispettano a livello di singola società almeno due dei seguenti criteri dimensionali: totale di bilancio pari a 20 mln EUR, fatturato netto pari a 40 mln EUR, fondi propri pari a 2 mln EUR; 5) le categorie corrispondenti a quelle dei numeri precedenti di soggetti di Paesi non appartenenti all Unione Europea. L attribuzione della qualifica di controparte qualificata rileva esclusiva mente nella prestazione dei Servizi di Investimento e dei servizi accessori direttamente connessi alle operazioni di ricezione e trasmissione di ordini. Per gli altri Servizi di Investimento, tali Clienti saranno considerati come professionali, come specificato nel paragrafo Clientela professionale Ai sensi dell Allegato 3 del Regolamento Intermediari, emanato da Consob, un CLIENTE professionale è un CLIENTE che possiede l esperienza, le conoscenze e la competenza necessarie per prendere consapevol mente le proprie decisioni in materia di investimenti e per valutare correttamente i rischi che assume. La categoria dei Clienti professionali è composta dai soggetti individuati espressamente dal legislatore ( Clienti professionali di diritto ) e dai sog getti che richiedono di essere considerati Clienti professionali, in relazione ai quali l intermediario è tenuto ad effettuare una valutazione di carattere sostanziale delle caratteristiche del CLIENTE e della sua idoneità ad essere classificato tra i clienti professionali ( clienti professionali su richiesta ). I Clienti professionali di diritto sono: 1) i soggetti che sono tenuti ad essere autorizzati o regolamentati per operare nei mercati finanziari, siano essi italiani o esteri quali: a) banche; b) imprese di investimento; c) altri istituti finanziari autorizzati o regolamentati; d) Imprese di assicurazione; e) organismi di investimento collettivo e società di gestione di tali orga - nismi; f) fondi pensione e società di gestione di tali fondi; g) i negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci; h) soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto pro - prio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia (locals); i) altri investitori istituzionali; j) agenti di cambio. 2) le imprese di grandi dimensioni che rispettano a livello di singola società almeno due dei seguenti criteri dimensionali: totale di bilancio pari a 20 mln EUR, fatturato netto pari a 40 mln EUR, fondi propri pari a 2 mln EUR; 3) i Clienti professionali pubblici come definiti ai sensi del articolo 6 comma 2 sexies del TUF, dal Ministero dell economia e delle Finanze; 4) gli investitori istituzionali la cui attività principale è investire in stru menti finanziari, compresi gli enti dediti alla cartolarizzazione di attivi o altre operazioni finanziarie. 1.3 Clientela al dettaglio La categoria dei Clienti al dettaglio comprende tutti i soggetti diversi dai Clienti professionali e dalle controparti qualificate. 2. REGOLE DI COMPORTAMENTO IN RELAZIONE ALLA CLASSIFI - CAZIONE Banca Network Investimenti S.p.A. nella prestazione dei Servizi di Investimento, deve rispettare una serie di obblighi, tra cui, obblighi di trasparenza in generale, di esecuzione alle migliori condizioni possibili (c.d. Best Execution), di corretta gestione degli ordini e di valutazione dell appro priatezza e, se del caso, dell adeguatezza delle operazioni/servizi di Investimento. Come dettagliato nei paragrafi sotto riportati, tali regole di comportamento, in funzione della classificazione sopra illustrata, risultano: rispetto alle controparti qualificate, completamente disapplicate, salvo quanto previsto per gli ordini con limiti di prezzo aventi ad oggetto azioni ammesse alla negoziazione nei mercati regolamentati che non siano eseguiti immediatamente alle condizioni prevalenti nel mercato e per le informazioni riguardanti la classificazione dei Clienti; rispetto ai Clienti professionali, parzialmente applicate; rispetto ai Clienti al dettaglio, applicate integralmente. 2.1 Tutele non applicabili ai Clienti professionali Nei confronti dei Clienti professionali Banca Network Investimenti S.p.A. non è tenuta all osservanza dei seguenti obblighi: esenzioni generali (applicabili a tutti i Servizi di Investimento): maggiore dettaglio e analiticità delle informazioni da rendere ai Clienti al dettaglio (art. 28 del Regolamento Intermediari); informazioni sull impresa di investimento e sui suoi Servizi (art. 29 del Regolamento Intermediari); informazioni concernenti la salvaguardia degli strumenti finanziari e delle somme di denaro della Clientela (art. 30, commi 1, 2, 3 e 6 del Regolamento Intermediari); informazioni dettagliate in merito al garante ed alla garanzia in caso di strumenti finanziari o Servizi di Investimento che incorporano una garanzia di un terzo (art. 31, comma 5, del Regolamento Intermediari); informazioni sui costi e sugli oneri (art. 32 del Regolamento Intermediari); obbligo di forma scritta dei contratti relativi ai Servizi di Investimento (fatta eccezione per il servizio di consulenza in materia di investimenti, per il quale la forma scritta non è obbligatoria) ed al servizio accessorio di finanziamento (art. 37 del Regolamento Intermediari); richiesta di informazioni ed analisi dell esperienza e delle conoscenze del CLIENTE nel settore di investimento rilevante, ai fini della valutazione di appropriatezza prevista nel caso di prestazione di Servizi di Investimento di ricezione e trasmissione di ordini, negoziazione per conto proprio, ese - cuzione di ordini, collocamento (artt. 41 e 42 del Regolamento Intermediari); informazioni su eventuali difficoltà che potrebbero influire sulla corretta valutazione degli ordini non appena gli intermediari vengono a conoscenza di tali difficoltà (art. 49, comma 3, lett. c) del Regolamento Intermediari); maggiore dettaglio delle rendicontazioni nei servizi diversi dalla gestione di portafogli (art. 53, comma 2, lett. b) e comma 5 del Regolamento Intermediari); obblighi di rendicontazione aggiuntivi per le operazioni di gestione di portafogli o le operazioni con passività potenziali (art. 55 del Regolamento Intermediari); disciplina dell offerta fuori sede (artt. 30 e 31 del d. lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e art. 78 del Regolamento Intermediari), con particolare riferi mento all obbligo di utilizzo dei Promotori Finanziari e alla facoltà di recesso attribuita al CLIENTE nel caso di sottoscrizione fuori sede di una propo sta contrattuale o di un contratto relativo ai servizi di gestione di portafogli o di collocamento. Esenzioni applicabili al servizio di ricezione e trasmissione di ordini, di esecuzione di ordini per conto dei clienti e di negoziazione per conto proprio: attribuzione di una valenza centrale al corrispettivo totale, costituito da prezzo e costi, al fine della valutazione dell esecuzione degli ordini alle condizioni più favorevoli per il Clienti (art. 45, comma 5 del Regolamento Intermediari); informazioni specifiche sulla strategia di esecuzione degli ordini (art. 46, comma 3 del Regolamento Intermediari). Esenzioni applicabili al servizio di gestione di portafogli e di consulenza in materia di investimenti: contenuti specifici dei contratti di gestione di portafogli (art. 38 del Regolamento Intermediari); maggiore dettaglio delle rendicontazioni nel servizio di gestione di portafogli (art. 54, commi 2, 3 e 4 del Regolamento Intermediari); 18

19 richiesta di informazioni ed analisi dell esperienza e delle conoscenze del CLIENTE ai fini della valutazione di adeguatezza prevista nel caso di pre - stazione dei Servizi di Investimento di consulenza in materia di investimenti e di gestione di portafogli (artt. 39 e 40 del Regolamento Intermediari). 2.2 Tutele non applicabili alle controparti qualificate Nei confronti delle controparti qualificate l intermediario non è tenuto ad osservare le tutele previste a beneficio dei Clienti al dettaglio e dei Clienti professionali; in particolare non è tenuto ad osservare gli obblighi di Best Execution, le regole generali di condotta nella prestazione dei Servizi di Investimento, tra cui le norme relative all appropriatezza e le regole sulla gestione degli ordini. 3. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE DELLA CLASSIFICAZIONE ATTRI- BUITA La BANCA comunica per iscritto al CLIENTE la classificazione attribuitagli sulla base delle informazioni fornite dallo stesso. La BANCA su propria iniziativa può: trattare come Cliente professionale o Cliente al dettaglio un CLIENTE classificato come controparte qualificata; trattare come Cliente al dettaglio un Cliente classificato come Cliente professionale. 4. GESTIONE DELLE RICHIESTE DI VARIAZIONE DI CLASSIFICAZIO NE È facoltà del CLIENTE al dettaglio richiedere, per la generalità dei servizi prestati dalla BANCA, la variazione della classificazione attribuitagli dalla BANCA. Non sono pertanto accettate eventuali richieste di variazione relative a singoli Servizi, operazioni, prodotti. L accettazione delle richieste di modifica della classificazione/protezione, con riferimento sia alle richieste di minore protezione (c.d. upgrading) sia a quelle di maggiore protezione (c.d. downgrading) è rimessa alla valuta zione discrezionale della BANCA. La modifica della classificazione/protezione, pertanto, è subordinata: al rispetto delle procedure descritte nei paragrafi che seguono; al consenso della BANCA. 4.1 Da CLIENTE al dettaglio a CLIENTE professionale (Upgrading) Il CLIENTE al dettaglio può richiedere di essere trattato come CLIENTE pro - fessionale e prende atto che l upgrading comporterà la perdita di alcune delle protezioni previste dalla normativa, come elencate al paragrafo 2.1. La disapplicazione delle suddette regole di condotta previste per la prestazione dei Servizi nei confronti dei clienti non professionali è consentita se, dopo aver effettuato una valutazione adeguata della competenza, dell esperienza e delle conoscenze del CLIENTE, l intermediario può ragionevolmente ritenere, tenuto conto della natura delle operazioni o dei servizi previsti, che il CLIENTE sia in grado di adottare consapevolmente le proprie decisioni in materia di investimenti e di comprendere i rischi che assume. In tale contesto, il possesso dei requisiti di professionalità previsti per dirigenti e amministratori degli intermediari del settore finanziario, può essere considerato come un riferimento utile per valutare la competenza e le conoscenze del CLIENTE. Nell ambito della valutazione che l intermediario deve compiere in rela zione a competenza, esperienza e conoscenze del CLIENTE, devono essere soddisfatti almeno due dei seguenti requisiti: i) il CLIENTE ha effettuato operazioni di dimensioni significative sul mer cato in questione con una frequenza media di 10 operazioni a trimestre nei quattro trimestri precedenti; ii) il valore del portafoglio di strumenti finanziari del CLIENTE, inclusi i depositi in contante, deve superare i Euro; iii) il CLIENTE lavora o ha lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che presupponga la conoscenza delle operazioni e dei servizi previsti. In caso di persone giuridiche la suddetta valutazione è condotta con riguardo alla persona autorizzata ad effettuare operazioni e/o alla persona giuridica medesima. La procedura è la seguente: il CLIENTE al dettaglio consegna alla BANCA la richiesta scritta di essere trattato come CLIENTE professionale; la BANCA comunica per iscritto al CLIENTE che la nuova classificazione come CLIENTE professionale, qualora valutata positivamente, implica la perdita di alcune protezioni; il CLIENTE dichiara per iscritto, in un documento separato dal contratto, di essere stato informato dalla BANCA delle conseguenze derivanti dalla modifica della classificazione; la BANCA valuta l esperienza e la conoscenza del CLIENTE stesso facendo ricorso, se del caso, al test di competenza applicato ai dirigenti e agli amministratori dei soggetti autorizzati a norma delle direttive nel settore finanziario; per persone giuridiche di piccole dimensioni, la persona fisica oggetto di valutazione è la persona autorizzata ad effettuare operazioni per loro conto. Nel processo di valutazione viene accertata la sussistenza di almeno due dei seguenti requisiti: - il CLIENTE ha svolto operazioni di dimensioni significative nei mercati di riferimento con una frequenza media di 10 operazioni a trimestre nei quat tro trimestri precedenti; - il valore del portafoglio di strumenti finanziari del CLIENTE, inclusi i depositi in contante e gli strumenti finanziari, supera e ; - il CLIENTE lavora o ha lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che presuppone la conoscenza delle operazioni o dei servizi previsti; nel caso di valutazione positiva, la BANCA tratta come CLIENTE professionale il CLIENTE inizialmente classificato come CLIENTE al dettaglio, dan done adeguata informazione al CLIENTE stesso; se la BANCA ritiene invece che il CLIENTE non sia in possesso dei requisiti richiesti, rifiuta di concedere l upgrading. 4.2 Da controparte qualificata a CLIENTE professionale o a CLIENTE al dettaglio (Downgrading) Un CLIENTE classificato come controparte qualificata può chiedere per il servizio di ricezione e trasmissione ordini di essere trattato come un CLIEN- TE i cui rapporti con l impresa sono soggetti alla maggior tutela prevista dalla normativa. La controparte qualificata, nel compilare la richiesta di variazione, può specificare la classificazione richiesta; in particolare può indicare: di voler essere trattata come Cliente al dettaglio; di voler essere trattata come Cliente professionale; Nel caso in cui la controparte qualificata non specifichi la classificazione richiesta, la BANCA tratta tale richiesta come variazione da controparte qualificata a Cliente professionale. La procedura è la seguente: il Cliente consegna alla BANCA la richiesta scritta di essere trattato come Cliente professionale o come Cliente al dettaglio o di voler maggior tutela, senza specificare la classificazione; nel caso di accettazione della richiesta, la BANCA sottopone al CLIENTE il contratto di negoziazione, esecuzione, ricezione ordini, per la relativa sottoscrizione; in caso di non accettazione della richiesta, la BANCA non concede il downgrading. 4.3 Da Cliente professionale a Cliente al dettaglio (Downgrading) Il Cliente professionale può richiedere un livello più elevato di protezione. La procedura è la seguente: il CLIENTE consegna alla BANCA la richiesta scritta di essere trattato come Cliente al dettaglio; nel caso accettazione della richiesta, la BANCA tratta come Cliente al dettaglio il CLIENTE inizialmente classificato come Cliente professionale, dandone adeguata informazione al CLIENTE stesso; nel caso di non accettazione della richiesta, la BANCA non concede il downgrading. 5. ADEMPIMENTI DELLA CLIENTELA Il CLIENTE è tenuto ad informare la BANCA di tutte le circostanze che possono comportare una significativa modifica della classificazione assegnatagli. 19

20 POLITICA DI GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE 1. PREMESSA Ai sensi dell art. 13, comma 3, della Direttiva MiFID e delle norme attra verso le quali la stessa ha trovato attuazione in Italia, le imprese di inve stimento sono tenute a mantenere e applicare disposizioni organizzative e amministrative efficaci al fine di evitare che i conflitti di interesse identi ficati possano incidere negativamente sugli interessi dei Clienti. Il presente documento espone la politica aziendale che Banca Network Investimenti S.p.A. attua per gestire i conflitti di interesse. L efficacia di tale politica sarà oggetto di verifica ogni qualvolta si determini un cam biamento rilevante nell operatività della BANCA. 2. DEFINIZIONE DI CONFLITTO DI INTERESSE La nozione di conflitto di interesse utilizzata nel presente documento è quella che presume la sussistenza del conflitto stesso in tutti i casi in cui, al momento della fornitura di Servizi di Investimento e accessori, o di una combinazione di essi, l interesse dell investitore potrebbe essere danneg giato a vantaggio dell impresa di investimento stessa, dei dirigenti, dipen denti, agenti collegati di questa o a vantaggio di un altro CLIENTE. In particolare, come criterio per determinare i tipi di conflitti di interesse, si valuta se la BANCA, un soggetto rilevante o una persona avente un legame di controllo, diretto o indiretto, con l impresa si trova in una delle seguenti situazioni potenziali: a) realizzare un guadagno finanziario o evitare una perdita finanziaria, a spese del CLIENTE; b) avere nel risultato del servizio prestato al CLIENTE o dell operazione realizzata per conto di quest ultimo un interesse distinto da quello del CLIENTE; c) avere un incentivo finanziario o di altra natura a privilegiare gli inte ressi di un altro CLIENTE o gruppo di clienti rispetto a quelli del CLIENTE interessato; d) svolgere la medesima attività del CLIENTE; e) ricevere da una persona diversa dal CLIENTE un incentivo, in relazione con il servizio prestato al CLIENTE, sotto forma di denaro, di beni o di servizi, diverso dalle commissioni o dalle competenze normalmente fatturate per tale servizio. 3. INDIVIDUAZIONE DELLE FATTISPECIE GENERATRICI DI CON FLITTO DI INTERESSE Banca Network Investimenti S.p.A. ha individuato i possibili conflitti di interesse che sorgono o potrebbero sorgere nello svolgimento della propria attività. In particolare, nella citata attività d individuazione si è tenuto conto dei rapporti con le società emittenti gli strumenti finanziari trattati Rapporti con società emittenti strumenti finanziari Conflitti di interesse possono sussistere ogni qual volta le operazioni poste in essere si riferiscono a strumenti finanziari emessi da soggetti relativamente ai quali Banca Network Investimenti S.p.A. può o potrebbe: essere in condizioni di acquisire informazioni confidenziali; avere interesse allo sviluppo dei loro affari; privilegiare la crescita dei rapporti reciproci; variare la propria complessiva esposizione creditizia. Vanno quindi considerati i conflitti riferiti a tutte le emissioni di strumenti finanziari: di parti correlate; delle imprese affidate, purché l affidamento loro concesso risulti rile vante; di fornitori della BANCA; delle imprese cui sono prestati i servizi accessori di consulenza e assistenza all emissione ed al collocamento; di società con cui Banca Network Investimenti S.p.A. ha interesse a sviluppare rapporti di affari; collocati con acquisto a fermo o con garanzia Svolgimento congiunto di Servizi di Investimento La BANCA dichiara di trovarsi rispetto al CLIENTE in una situazione di potenziale conflitto di interessi in quanto: a) congiuntamente alla Consulenza la BANCA presta i Servizi di Investimento di collocamento e di ricezione e trasmissione di ordini di cui, rispettivamente all articolo 1, comma 5, lettere c bis) ed e) del Testo Unico della Finanza, ai quali il CLIENTE può, a sua discrezione, accedere, per l eventuale compimento di operazioni di investimento o disinvestimento con cui lo stesso intenda dar seguito alla Consulenza stessa; b) la Consulenza è prestata per il tramite di Promotori Finanziari utilizzati dalla BANCA nell offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti finanziari emessi da Compagnie di assicurazione e del servizio di gestione di portafogli nei quali il CLIENTE, di sua iniziativa, potrebbe investire; c) le specifiche operazioni consigliate nell ambito della Consulenza si riferiscono agli Strumenti Finanziari collocati dalla BANCA. 4. MISURE DI GESTIONE DEI CONFLITTI I conflitti di interesse sopra individuati sono gestiti da Banca Network Investimenti S.p.A. attraverso: l adozione di un efficace modello operativo; una chiara e trasparente definizione dei compiti e delle responsabilità; l attuazione di procedure interne; la disposizione di mirate regole di condotta. 4.1 Modello operativo di Banca Network Investimenti S.p.A. Banca Network Investimenti S.p.A. per perseguire il contenimento dei conflitti di interesse si è dotata di una struttura organizzativa efficace, in cui sono definiti ruoli e attività. 4.2 Compiti e responsabilità La corretta gestione dei conflitti di interesse è altresì legata ad una chiara e trasparente definizione dei compiti e delle responsabilità; a tale fine si è disposto, in particolare, che le funzioni titolari di una fase di processo o di un intero processo potenzialmente idoneo alla generazione di conflitti siano attribuite a strutture (e quindi a responsabili) diversi. A tale scopo, anche al fine di minimizzare le possibili interferenze tra con - trastanti interessi di business, vengono tenute distinte le responsabilità e segregate le funzioni, al fine di realizzare la necessaria separatezza orga - nizzativa nella prestazione delle attività. Una corretta ripartizione di com piti e responsabilità garantisce infatti la trasparenza della relazione con il CLIENTE. Banca Network Investimenti S.p.A. si è dotata inoltre di un sistema di controlli interni idoneo a garantire una sana e prudente gestione nonché una appropriata identificazione dei conflitti che potrebbero insorgere con i clienti ed il rispetto delle disposizioni organizzative e amministrative adot tate per gestirli. 4.3 Procedure interne Banca Network Investimenti S.p.A. si avvale di specifiche procedure che regolamentano la prestazione dei servizi d investimento. Esse disciplina no: a) Svolgimento del servizio di investimento La BANCA è dotata di adeguate procedure organizzative e informatiche che assicurano il corretto svolgimento dei Servizi di Investimento. Tali pro cedure, in particolare, disciplinano le modalità di offerta dei Servizi di Investimento e la gestione del rapporto con il CLIENTE. b) Esecuzione delle disposizioni La BANCA ha predisposto una puntuale politica di trasmissione e di ese - cuzione degli ordini, volta a garantire il rispetto di precise regole, vietando ogni discrezionalità nell attuazione delle disposizioni impartite. La materia è oggetto di specifica trattazione nella Strategia di trasmissione ed esecuzione degli ordini, alla quale si rimanda per ogni maggior dettaglio. c) Separazione logica e funzionale delle aree La BANCA ha previsto adeguate procedure per impedire o per controllare lo scambio di informazioni tra i soggetti rilevanti impegnati in attività che comportino un rischio di conflitto di interesse, quando lo scambio di tali informazioni possa ledere gli interessi di uno o più clienti. d) Sistema di remunerazione / incentivante Nel predisporre il sistema di remunerazione, Banca Network Investimenti S.p.A. garantisce l assenza di ogni legame diretto tra la retribuzione dei soggetti rilevanti che esercitano prevalentemente un attività e la retribu zione di, o i redditi generati da, altri soggetti rilevanti che esercitano pre valentemente un altra attività, nel caso in cui possa sorgere un conflitto di interesse in relazione a dette attività. e) Gestione delle informazioni rilevanti Sono previste adeguate procedure per la gestione delle informazioni pri - vilegiate al fine di evitare comportamenti illeciti. Sono state altresì predisposte delle apposite procedure per il monitorag gio e la segnalazione di disposizioni che potrebbero comportare una manipolazione di mercato. f) Operazioni personali in strumenti finanziari Banca Network Investimenti S.p.A. ha previsto disposizioni finalizzate ad assicurare che le operazioni effettuate dal personale siano improntate al rispetto dei principi di correttezza. g) Gestione dei reclami Le modalità di gestione dei reclami prevedono che l analisi degli stessi venga svolta da personale estraneo all operatività, assicurando in tal modo un giudizio indipendente. 4.4 Regole di condotta Banca Network Investimenti S.p.A. adotta regole interne volte a perseguire l indipendenza delle proprie strutture e la trasparenza e correttezza delle operazioni finanziarie da esse poste in essere. Si richiamano innan zitutto quelle assunte in ossequio alle previsioni legislative e regolamentari tese ad assicurare corrette e trasparenti informazioni relative alle Società per Azioni quotate e, più in generale, agli emittenti titoli diffusi. In particolare, ai fini del contenimento dei conflitti di interesse e del per - seguimento della trasparenza dell operatività di Banca Network Investimenti S.p.A. e dei soggetti rilevanti, assume rilievo l adozione di: Codice interno di autodisciplina ; Codice Etico; Regolamento per l effettuazione di operazioni con parti correlate. 5.CONFLITTI DI INTERESSE OGGETTO DI SPECIFICA DISCLOSURE Oltre a quanto previsto al capoverso 3.2, qualora si ritenga, dopo attenta valutazione da parte della BANCA, che le misure di gestione adottate possano non essere sufficienti per assicurare, con ragionevole certezza, che il rischio di nuocere agli interessi dei clienti sia evitato, verrà data apposita comunicazione all investitore. Tale comunicazione sarà sufficientemente dettagliata, onde consentirgli di prendere una decisione informata sul Servizio di Investimento o accessorio, tenuto conto del contesto in cui sorge il conflitto di interesse. 20

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