Studio sull Efficacia delle carrozzine elettroniche nella domiciliarietà - POwered Wheelchairs Effectiveness in Real life study (POWER)

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1 Ricerca corrente 2014 Titolo: Studio sull Efficacia delle carrozzine elettroniche nella domiciliarietà - POwered Wheelchairs Effectiveness in Real life study (POWER) Anagrafica progetto: Responsabile Progetto: Andrich Renzo Parole chiave: Tecnologie assistive; Carrozzine elettroniche; Indicatori di outcome; Indicatori di appropriatezza; Analisi costi/risultati Multicentrico: Sì. Linea: Linea 1 Tecnologie Biomediche Periodo: dal al CONTENUTI SCIENTIFICI: Razionale: L obiettivo di questa ricerca svolta dal CITT in collaborazione con il Servizio DAT del Centro IRCCS S. Maria Nascente e successivamente estesa ai Servizi SIVA di vari Centri della Fondazione Don Gnocchi è la valutazione dell outcome e del rapporto costi-efficacia degli interventi di fornitura di carrozzine elettroniche nella domiciliarietà. Nel 2009 la Fondazione Don Gnocchi ha aderito alla Linea Contrattuale dell ASL di Milano sulle procedure per le prestazioni di assistenza protesica maggiore nell'ambito del Servizio Sanitario Regionale; in questo contesto è stato stilato, per l Area Mobilità, il Protocollo Erogazione Carrozzina Elettrica. Esso è stato applicato in questi anni ad un totale di 154 utenti con disabilità complesse presso il Servizio DAT. Prevede un ciclo di sedute di valutazione, training e osservazione delle abilità motorie, sensoriali e neuropsicologiche per il corretto uso della carrozzina elettrica, finalizzato a fornire le informazioni e le evidenze necessarie per prescrizione personalizzata di tale ausilio. Pag. 1 di 5

2 La prescrizione di un ausilio deve soddisfare criteri di appropriatezza : la verifica di questa conformità nel tempo e negli ambienti di vita dell utente è un indicatore di qualità dell intervento riabilitativo. Vi sono infatti situazioni in cui un ausilio può risultare parzialmente o totalmente inefficace, nel cui caso tende ad essere abbandonato, con conseguenti ricadute negative sull outcome del programma riabilitativo, sul rapporto fiduciario tra utente ed operatori del Servizio, sul dispendio di risorse pubbliche, dell utente e della sua famiglia. Studi internazionali riportano che in assenza di un adeguato follow-up la percentuale di non-uso e abbandono degli ausili assegnati può raggiungere valori che variano dal 29% al 33%. Un recente studio italiano ha rilevato una percentuale di abbandono del 25%, individuando correlazioni tra abbandono e insoddisfazione d uso, e tra abbandono e follow-up insoddisfacente. Motivazione: Attualmente l acquisizione di tecnologie assistive avviene quando l utente è già stato dimesso dal trattamento e dunque risulta difficile un controllo sulla corretta implementazione. Mancano dati oggettivi che permettano di valutare la reale efficacia sul campo delle tecnologie prescritte. Per cui si può affermare che siamo attualmente in condizione di conoscere solo l outcome intermedio dell intervento e non l outcome finale, ossia quello misurato a ragionevole distanza di tempo nel reale ambiente di vita quotidiana. L outcome finale non è mai stato indagato in modo sistematico né in Fondazione, né in altre strutture italiane di riabilitazione private o pubbliche. Una ricerca volta a colmare questo gap è essenziale per valutare la reale efficacia sul campo delle varie tipologie di tecnologie assistive raccomandate o prescritte, per misurare le risorse spese a fronte degli esiti ottenuti, e per mettere in atto azioni correttive che possano risolvere eventuali incongruenze. Traslazionalità: I risultati della ricerca avranno immediata ricaduta clinica presso i Centri coinvolti. Da un lato, i dati emergenti dai follow-up offriranno indicatori della qualità del servizio ed elementi per la soluzione di eventuali criticità; dall altro, i protocolli di follow-up del percorso ausili che emergeranno dalla ricerca nel suo complesso saranno applicabili in modo sistematico e trasferibili ad ogni Servizio o Reparto della Fondazione che si occupi di ausili, come pure ad altre Istituzioni. L obiettivo oltre a raccogliere sul campo dati di costo e di efficacia degli interventi è quello di mettere a punto un metodo e linee guida esportabili nelle realtà locali per valutare il bilancio complessivo tra costi e outcome delle forniture protesiche, e quindi di ottenere opportuni indicatori di appropriatezza e di efficienza dei relativi processi che possano servire al Servizio Sanitario Regionale per monitorare la qualità del servizio. Metodologia: Modalità di reclutamento campioni: Fase 1: adulti invalidi particolarmente collaboranti, non deambulanti con grave tetraplegia, di varia patologia, destinatari di prescrizioni di carrozzine elettroniche per acquisire una abilità locomotoria suppletiva della funzione spostamento e cammino da utilizzare per percorsi in ambiente interno ed esterno, selezionati fra i pazienti che rientrano nel Protocollo Erogazione Carrozzina Elettrica ; Fase 2: adulti invalidi o minori di 18 anni non deambulanti con grave tetraplegia, di varia patologia, destinatari di prescrizioni di carrozzine elettroniche per acquisire una abilità locomotoria suppletiva della funzione spostamento e cammino da utilizzare per percorsi in ambiente interno ed esterno, tutti i pazienti che rientrano nel Protocollo Erogazione Carrozzina Elettrica del DAT; Fase 3: adulti invalidi o minori di 18 anni non deambulanti di varia patologia, destinatari di prescrizioni di ausili per la mobilità ad alto costo per acquisire una abilità locomotoria suppletiva Pag. 2 di 5

3 Casi: della funzione spostamento e cammino da utilizzare per percorsi in ambiente interno ed esterno, reclutati fra gli utenti dei Centri SIVA della Fondazione. La ricerca punta ad una casistica il più possibile elevata in termini numerici che permetta di effettuare varie analisi secondo vari assi (tipologia di patologia, età, zona geografica ecc..). Indicativamente, si punta ad un target di almeno 200 casi: Fase 1: 10 pz selezionati fra quelli che sono stati valutati con il Protocollo Erogazione Carrozzina Elettrica, Fase 2: 150 pazienti, tutti quelli che rientrano nel Protocollo Erogazione Carrozzina Elettrica, Fase 3: un campione di 40 casi per tutti i Centri SIVA partecipanti. Interventi applicativi: Il gruppo di lavoro Tecnologie Assistive del CITT ha negli anni localizzato e sviluppato un ampio corredo di strumenti per la misura dell appropriatezza delle tecnologie assistive. La ricerca permetterà finalmente di sperimentarli sul campo, raffinarli ed applicarli per ottenere dati utili alla valutazione dell outcome finale e del rapporto costi/risultati; e per poterli standardizzare e rendere disponibili per l uso routinario nella pratica clinica. Il protocollo di follow-up comprenderà la somministrazione dei seguenti strumenti: una check-list iniziale, da utilizzare durante i contatti con l utente ed i suoi caregivers per valutare le modalità d uso negli ambienti di vita della persona; Lo strumento SCAI (Siva Cost Analysis Instrument), sviluppato dalla stessa Fondazione Don Gnocchi nell ambito di precedenti ricerche europee e nazionali, che si propone di studiare il costo sociale complessivo di una soluzione assistiva per poi confrontarlo con i costi del non intervento ; Il QUEST (Quebec User Evaluation of Satisfaction with Assistive Technology), strumento internazionalmente validato di misura della customer satisfaction rispetto al dispositivo ricevuto ed ai servizi ad esso connessi (manutenzione, procedura di ottenimento ecc..); il FABS/M (Facilitators and Barriers Survey for people with lower limb Mobility impairment), strumento di misura dell'efficacia degli ausili per la mobilità, sviluppato negli Stati Uniti nel quadro del modello biopsicosociale dell ICF; il PIADS (Psychosocial Impact of Assistive Devices Scale), valuta l impatto psicosociale che una soluzione assistiva può avere sulla vita di colui che ne fa uso, tenendo conto di tre aspetti principali: l abilità dell utente, la sua adattabilità, ovvero la predisposizione a fare nuove esperienze, e l autostima, sicurezza a fiducia in se stesso. Nella fase iniziale, la ricerca si focalizzerà nel perfezionamento/validazione sul campo del protocollo e nella messa a punto di un manuale per la sua applicazione nella pratica clinica dei servizi che effettuano prestazioni di valutazione ausili. Criticità: Potrebbero verificarsi difficoltà nel coinvolgimento dei pazienti a causa di evoluzioni della patologia che impediscano di sottoporre il questionario all utente; in tal caso verranno valutate modalità alternative di svolgimento dell intervista, tramite adattamenti che rendano possibile l interazione con il paziente o se necessario e opportuno coinvolgendo un caregiver che risponda per l interessato. Un evento avverso potrebbe essere l errata interpretazione dei questionari da parte di intervistatori e intervistati; per evitare tale situazione sarà importante formare in modo appropriato gli intervistatori e preparare manuali che rendano chiare le modalità di somministrazione e il significato di tutte le parti dei questionari stessi. Nella seconda fase il coinvolgimento volontario dei Centri SIVA della Fondazione rischia di essere ostacolato dalle urgenze di routine e non supportato da un forte commitment da parte della Direzione del Pag. 3 di 5

4 singolo Centro; per ovviare a tale evenienza sarà importante far conoscere e comprendere sia a chi sarà coinvolto che ai loro responsabili l utilità e l importanza dei risultati che l attività di ricerca permetterà di raggiungere. Risultati attesi: Ci si propone di sviluppare gli strumenti necessari per mettere in atto una valutazione sistematica di tutti i pazienti in cui misurare l outcome conseguito ed esaminare il rapporto tra costi e risultati. Il lavoro rappresenta un innovazione importante nella modalità di documentazione degli outcome di un servizio che lavora per l autonomia e il benessere delle persone con disabilità e delle persone anziane. Si intende dimostrare quanto gli interventi di sostegno all autonomia, se ben progettati e condotti, possono sia migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, che ridurre l impegno economico legato all assistenza. Risulta sempre più importante dimostrare in maniera oggettiva come un intervento di tecnologie assistive, che inizialmente può sembrare molto dispendioso, possa, a lungo termine, portare ad un risparmio significativo, non solo dal punto di vista economico/finanziario per il singolo, ma anche per l intera collettività. Fasi: progressivo anno mese n Pacchetto di lavoro n task 1 Validazione del protocollo di follow up 1.1 Costruzione del protocollo e reclutamento 1.2 Validazione con 10 pazienti 1.3 Elaborazione risultati 1.4 Perfezionamento protocollo e predisposizione degli strumenti operativi 2 Analisi sistematica di follow-up sull'utenza DAT 2.1 Formazione intervistatori 2.2 Valutazione 150 pazienti 2.3 Elaborazione risultati Estensione dell'indagine ad altri Centri della 3 Fondazione dotati di servizio SIVA 3.1 Formazione intervistatori e reclutamento 3.2 pazienti Valutazione n pazienti 3.3 Elaborazione risultati Milestones M1 M2 M3 M4 M5 Fase1: Validazione del protocollo di follow-up (gennaio 2014 febbraio 2014) Questa fase, svolta da ricercatori del CITT con il contributo del DAT per alcune attività specifiche, prevede: M1: Protocollo di follow up e manuale operativo M2: Completamento della valutazione del campione di pazienti M3: Report, pubblicazione M4: Completamento della valutazione del campione di pazienti M5: Report, pubblicazione la localizzazione del protocollo e dei suoi vari strumenti (verifica domiciliare delle tecnologie assistive fornite; strumenti QUEST, FABS/M, SCAI, PIADS); Pag. 4 di 5

5 la somministrazione dei questionari al domicilio di 10 pazienti, previo arruolamento e selezione da parte del DAT; l elaborazione dei risultati; la valutazione delle eventuali migliorie da apportare al Protocollo e messa a punto finale dei relativi strumenti operativi (schede, manuale, ecc..); la stesura di un report con presentazione dei primi risultati. Fase 2: follow-up sistematico sull utenza DAT (marzo 2014-dicembre 2014) Questa fase, svolta congiuntamente dai ricercatori del CITT e del DAT, con l aiuto degli studenti del 3 Anno della Scuola di Terapia Occupazionale dell Università degli Studi di Milano, prevede: la formazione degli intervistatori; la somministrazione dei questionari tramite intervista al domicilio dei pazienti (150); L elaborazione dei risultati; La produzione di un report e di una pubblicazione. Fase 3: Estensione ai Centri SIVA (gennaio 2015-dicembre 2015) Questa fase, svolta congiuntamente dai ricercatori del CITT e del personale dei Centri SIVA che aderiranno alla sperimentazione, prevede: la formazione degli intervistatori; la somministrazione dei questionari tramite interviste al domicilio dei pazienti; l elaborazione dei risultati; La produzione di un report e di una pubblicazione. Pag. 5 di 5

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